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Porti, Annunziata: “Impegnati a realizzare Pnrr in tempi giusti”

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(Adnkronos) – ”Noi siamo impegnati a realizzare risultati e traguardi nei tempi giusti nel Pnrr.Siamo pronti a fare le gare e partire”.

Lo sottolinea il presidente di Adsp Mar Tirreno Centrale, Andrea Annunziata, in occasione dell’assemblea di Alis. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, architetto Boeri: “Italia connette Paese attraverso capitale naturale”

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(Adnkronos) – “Con il progetto Parco Italia si vuole sviluppare l’idea di un’Italia che valorizza il suo capitale naturale in modo complementare a come si valorizza quello delle città, delle autostrade e delle ferrovie.Si vuole quindi connettere il Paese attraverso il suo capitale naturale”.

Sono le parole dell’architetto e urbanista Stefano Boeri, che ha parlato a margine dell’evento di presentazione della fase di implementazione del programma di forestazione urbana Parco Italia, che prevede la messa a dimora dei primi 70.000 alberi e arbusti entro la fine del 2024. “Tra le ambizioni di Parco Italia – continua Boeri – c’è anche quella di aumentare del 9% la superficie delle aree protette, rispondendo a una domanda della Commissione europea del Piano della Strategia Nazionale sulla biodiversità.Inoltre ha come obiettivo quello di moltiplicare i percorsi che contano queste aree protette: ciò significa disporre di vantaggi maggiori offerti dalla biodiversità, collegando i parchi e le aree protette e valorizzando quell’incredibile sistema di borghi storici, purtroppo per la maggior parte abbandonati, che punteggiano la dorsale appenninica e la fascia prealpina”.  Il progetto in questione è nato nel 2021 dalla collaborazione tra Stefano Boeri Architetti e Fondazione AlberItalia ed è stato avviato grazie a un investimento di 2 milioni di euro del Right now climate fund, il fondo da 100 milioni di dollari con cui Amazon si impegna nel mondo a sostenere progetti basati sulla conservazione e il ripristino dell’ambiente naturale. “In questi anni – spiega l’architetto – abbiamo lavorato molto sulle 14 aree metropolitane italiane, attraverso progetti di forestazione periurbana.

Ora la grande sfida è collegare queste zone forestali con i parchi naturali, con le aree protette, con questo sistema straordinario di biodiversità di cui l’Italia dispone.Noi abbiamo un terzo delle specie animali presenti in Europa e il 50% delle specie vegetali.

Questo è un capitale riconosciuto da tutto il mondo, ma purtroppo non siamo ancora stati capaci di valorizzarlo fino in fondo”. “La difficoltà principale – sottolinea Boeri – è che ci sono progetti straordinari che però non sono coordinati tra loro, non riuscendo a trovare le giuste sinergie sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista tecnico.Ne consegue che lo scopo di Parco Italia è soprattutto quello di valorizzare esperienze come quella straordinaria del Cai (Club Alpino Italiano): il sentiero Italia del Cai raggruppa 8000 Km di percorsi e sentieri che attraversano tutta l’Italia, oppure come le bandiere arancioni del Touring, che in questi anni hanno selezionato i borghi storici da recuperare e valorizzare.

Questi, come molti altri progetti, saranno la vera grande risorsa che Parco Italia metterà a disposizione del Paese”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mazzarri, il ritorno: è il nuovo allenatore del Napoli, Rudi Garcia esonerato

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(Adnkronos) –
Walter Mazzarri è il nuovo allenatore del Napoli al posto dell’esonerato Rudi Garcia.Il club partenopeo licenzia Rudi Garcia con un comunicato e il presidente Aurelio De Laurentiis annuncia il ritorno di Mazzarri con un tweet contemporaneo. “La Società Sportiva Calcio Napoli ha deciso di revocare l’incarico di responsabile tecnico della prima squadra al signor Rudi Garcia.

A lui e al suo staff il ringraziamento per la collaborazione resa fino a oggi”, si legge sul sito del club.Contemporaneamente, dal proprio profilo X, De Laurentiis twitta un eloquente “Bentornato Walter!”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turismo, 30,8 mln di presenze nel 2022 in Trentino: più di 5,7 mln di turisti

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(Adnkronos) – 30,8 milioni di presenze in Trentino nel 2022 (+36,7%) pari a più di 5,7 milioni di turisti, undici volte tanto la popolazione del Trentino.Numeri da record quelli rilasciati dall’Istituto di Statistica della provincia di Trento (Ispat), che aprono una riflessione sul turismo a una settimana dall’avvio ufficiale della stagione invernale e nel giorno di apertura della ‘XXIV edizione di Bitm – Le giornate del turismo montano’.

Delle potenzialità del turismo di montagna e dei cambiamenti in atto si è discusso durante l’incontro, ieri in serata, a Palazzo Roccabruna a Trento, in cui è stata presentata la ricerca ‘Il turismo di montagna: sfide e opportunità di un settore in trasformazione’, realizzata dalla Fondazione per la Sussidiarietà, in collaborazione con Scuola Italiana di Ospitalità e TH Resorts. Dall’indagine emerge che, con circa 806 miliardi di euro, l’Italia è al primo posto in Europa per prodotto interno lordo delle province con prevalenza di aree montane, La Penisola rappresenta, infatti, circa il 28% del “PIL montano” dell’intero continente.Seguono Spagna (27%), Francia (14%) e Germania (9%).

Nelle aree montane del Paese operano più di 2 milioni di imprese, con oltre 5 milioni di addetti. “La montagna in Italia è un patrimonio naturale immenso, spesso trascurato, che va valorizzato e tutelato -osserva Giorgio Vittadini, presidente Fondazione per la Sussidiarietà- che dà un contributo straordinario in molti comparti, dal turismo, all’agricoltura e all’industria.Bisogna però costruire sempre di più progetti sostenibili che valorizzino i territori.

Con la diffusione delle tecnologie, inoltre, c’è oggi la possibilità di vivere e lavorare anche in zone montane una volta isolate”.  In Europa l’Italia ha il primato di superficie montagnosa sul totale: oltre il 66% contro una media continentale del 32%.Con 800 km di piste – la maggior parte distribuite tra due grandi comprensori, il Dolomiti Superski e lo Skirama Dolomiti-Adamello Brenta – serviti da 227 impianti di risalita, 5843 km di sentieri e più di 8000 km di piste per mountain bike il Trentino è una regione chiave per il turismo montano. “Serve ripensarci come comunità che vive in questo luogo”, dichiara Alessandro Franceschini, responsabile scientifico della Bitm, che animerà la riflessione sul settore nei prossimi giorni al Muse. “Una comunità che vive, lavora e abita in questi luoghi diventa la dimensione da perseguire, lavorando per destagionalizzare il turismo, in un progetto comune più radicato nei territori”, continua. Protagonista di questi temi da anni, Maurizio Rossini, ceo di Trentino Marketing ha affermato “Le Alpi sono la più importante destinazione turistica al mondo, in un tempo che sta cambiando.

Per questa ragione anche le proposte devono evolversi in un’offerta che abbraccia tutte le ricchezze del nostro paese quelle culturali, paesaggistiche, enogastronomiche, produttive.Fare buon turismo vuol dire sostenere tutto il contesto, con una visione nuova, ridando anche dignità al lavoro nel settore, valorizzando le professionalità”. Il tema della formazione è stato centrale negli interventi nella discussione e anche nell’intervento di Walter Viola, direttore generale Fondazione Franco Demarchi, che ha sottolineato le difficoltà del settore nel passaggio generazionale: “Serve riconsiderare il turismo di montagna come un valore per tutta l’economia.

In Trentino l’impatto del valore del turismo sul PIL è molto importante, per questo sono fondamentali momenti di riflessione condivisi, perché la sfida per il futuro va affrontata facendo sistema, in un’alleanza pubblico-privata che riscopra un nuovo modo di abitare la montagna”.La serata è stata organizzata in collaborazione con TH Resorts che gestisce quattro alberghi in Regione: a Madonna di Campiglio, San Martino di Castrozza e due a Marilleva, per un totale di 575 camere, quasi 165.000 presenze l’anno e oltre 500 addetti.

L’andamento della stagione estiva è stato positivo con 12.000 arrivi e 55.000 presenze, numeri questi che rappresentano i migliori risultati negli ultimi 10 anni. “Il turismo montano se adeguatamente sostenuto garantisce effetti per tutta la filiera e per i territori”, ha dichiarato il presidente di TH Resorts, Graziano Debellini. “Noi ci crediamo da sempre, siamo leader nel segmento montagna e continuiamo a investire. È un settore in forte espansione, che è diventato attrattivo anche per i giovani, ma dobbiamo ancora lavorare nella destagionalizzazione dei flussi turistici per continuare ad accrescere la capacità competitiva e innovativa dell’imprenditorialità̀ turistica del settore, in particolare sui mercati esteri.Serve anche un investimento in formazione e per questo abbiamo fortemente voluto la nascita in Italia della prima hotel school per il turismo, la Scuola Italiana di Ospitalità”, ha continuato.  All’evento ha portato i suoi saluti la presidente di Confesercenti Patrizia De Luise che ha sottolineato l’importanza del comparto turistico, il primo settore a ripartire dopo il Covid. “Noi come imprenditori possiamo fare molto, ma servono approfondimenti e competenze, dobbiamo insieme lavorare su infrastrutture e servizi, con uno sguardo alla sostenibilità.

Il turismo è un valore non solo economico ma anche un fattore chiave di accoglienza”, ha concluso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, Hamas minaccia: “La battaglia è ancora all’inizio”

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(Adnkronos) – “La battaglia contro Israele è ancora all’inizio e ciò che sta per arrivare è più grande”.Lo ha dichiarato in una conferenza stampa a Beirut il rappresentante di Hamas in Libano Osama Hamdan.  “Stiamo combattendo la battaglia per porre fine all’occupazione, proteggere la moschea Al-Aqsa e fondare uno Stato palestinese con Gerusalemme capitale”, sostiene Hamdan, che ha aggiunto “rassicuriamo il nostro popolo e i popoli liberi che la resistenza all’occupazione e le Brigate al-Qassam (braccio armato di Hamas, ndr) stanno bene e hanno il controllo della situazione”. Un portavoce del ministero della Sanità a Gaza, controllato da Hamas, ha detto al Washington Post che il ministero non può più pubblicare i dati attuali sul bilancio delle vittime nella Striscia a causa della mancanza di connessione internet, avendo perso i contatti con gli ospedali.

Ieri sera, il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre era di oltre 11.000 persone morte.  Continua intanto il braccio di ferro tra Hamas e Israele sul rilascio degli ostaggi.Se per il Washington Post si è vicini ad un accordo, le Brigate Ezzeldín al Qassam sono tornate ad accusare Tel Aviv di bloccare lo scambio di prigionieri che include il rilascio di 50-70 donne e bambini rapiti durante gli attacchi del 7 ottobre.

Secondo il portavoce Abú Obeida il Qatar starebbe mediando per raggiungere un’intesa che consenta il rilascio di “200 bambini e 75 donne palestinesi” incarcerati, ma da parte delle autorità israeliane c’è stato un rinvio.  Secondo l’Ocha, l’Organizzione delle Nazioni Unite che coordina gli aiuti affari umanitari, un solo ospedale, quello di al-Ahli, sta funzionando nel nord della Striscia di Gaza.Tutti gli altri non possono più operare a causa degli attacchi delle forze israeliane nelle vicinanze.

Nell’ospedale di a-Ahli, a Gaza City, sono ricoverati 500 pazienti.Tutti gli altri hanno dovuto fermare le loro attività per carenza di carburante, medicine, elettricità, cibo, acqua o ossigeno. 
Il più colpito è l’ospedale di al-Shifa, il maggiore nella Striscia di Gaza, dove sono ricoverati almeno 600 pazienti, con 200-300 lavoratori, e 1.500 rifugiati.

L’ospedale ha denunciato che negli ultimi giorni trenta persone, tra cui tre neonati prematuri, hanno perso la vita per i problemi legati agli attacchi.  Le autorità israeliane hanno identificato i resti di 859 civili nel sud di Israele, vittime del massacro compiuto da Hamas lo scorso 7 ottobre, 16 in più rispetto a quanto comunicato lo scorso 8 novembre.Lo ha reso noto la polizia spiegando che i lavori di identificazione sono ancora in corso.  Venerdì Israele ha dichiarato di aver rivisto al ribasso, da 1.400 a 1.200, il bilancio delle vittime dell’attacco di Hamas contro le comunità israeliane e le basi militari nel sud di Israele.

Tel Aviv ritiene che circa 1.500 terroristi siano stati uccisi dalle forze di sicurezza israeliane.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inviato di ‘Mi manda RaiTre’ preso a bastonate

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(Adnkronos) – “Uno dei nostri inviati, Stefano Maria Sandrucci, è stato aggredito a colpi di bastone mentre si trovava a San Nicandro Garganico (Foggia) per un’inchiesta sulle scuole private e sui cosiddetti ‘diplomifici'”.Lo fa sapere ‘Mi Manda RaiTre’ spiegando che, “mentre indagava su un presunto traffico di falsi diplomi e falsi attestati ad opera di un istituto riconducibile ad un noto politico della zona (ex parlamentare ed ex Sindaco) e a suo figlio (a sua volta consigliere comunale in carica e candidato alla carica di primo cittadino alle ultime elezioni), imbattendosi in quest’ultimo il nostro collega, con il garbo e la gentilezza che hanno sempre contraddistinto l’intera attività inchiestistica di Mi Manda RaiTre, gli chiedeva la disponibilità a rispondere ad alcune domande, permettendogli così di replicare alle accuse della procura di Foggia”. “L’indagato improvvisamente ha afferrato dalla propria vettura una mazza aggredendo Sandrucci”, si sottolinea nella nota della trasmissione rilanciata sui social dal conduttore Federico Ruffo aggiungendo che “solo per prontezza di riflessi e fortuna il nostro inviato non veniva colpito in pieno, schivando il colpo di pochissimi centimetri, per poi cercare riparo dall’altro lato del marciapiede”.

I colleghi, sottolinea ‘Mi Manda RaiTre’, hanno dunque cercato riparo nella caserma della Guardia di Finanza. “Afferrare un bastone quando non si è visti e tentare di colpire alla testa un giornalista rappresenta il modo più vile di sfuggire ad una domanda sul proprio operato – ha dichiarato il conduttore del programma Federico Ruffo – se a farlo poi è un amministratore pubblico, a sua volta figlio di un ex parlamentare della Repubblica, dobbiamo chiederci se questo mestiere sia ancora praticabile o se una certa politica ci vuole semplicemente muti, sordi e ciechi”. “Se ci sono tratti che hanno sempre contraddistinto il modo di lavorare di tutta la squadra di Mi Manda RaiTre da quando il programma è stato trasformato in un programma d’inchiesta – ha aggiunto Ruffo- sono stati la correttezza e l’educazione nell’approcciarci a chiunque, il porre quelle domande che riteniamo doverose a chiunque, ma sempre senza aggressività, nella convinzione che quello che conti siano le risposte e non il nostro essere provocatori nel porre le domande.Stefano ha sempre incarnato alla perfezione questo spirito e le immagini confermano come anche in questo caso il suo approccio sia stato inappuntabile”. “Non è la prima volta che subiamo aggressioni o intimidazione, di certo non sarà l’ultima volta che un giornalista verrà minacciato – ha concluso Ruffo- la parte degli eroi non ci piace, questo mestiere si fa in questo modo, ma il rischio è di abituarci all’idea che sia normale prendere a bastonate un giornalista, che sia normale lavorare essendo sempre pronti a schivare un colpo.

Quella di Mi Manda RaiTre è una squadra fatta di lavoratori incredibili e instancabili, pochi coraggiosi inviati e redattori che si caricano sulle spalle ogni settimana un lavoro che ha pochi eguali in azienda.Questo ci rende una famiglia e come una famiglia ci siamo stretti attorno a Stefano e facciamo scudo”.

Mi Manda RaiTre tornerà regolarmente in onda sabato 18 novembre e domenica 19 novembre (quando andrà in onda l’inchiesta sulle scuole paritarie) alle 9.00 su RaiTre. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gianni Alemanno e Marco Rizzo, insieme per “costruire il cambiamento”

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(Adnkronos) – “Proviamo a costruire fuori dai vecchi schemi l’indipendenza italiana”.Gianni Alemanno e Marco Rizzo, Moni Ovadia e Elena Basile.

L’ex sindaco di Roma dai suoi canali social lancia il Forum per l’indipendenza italiana.L’appuntamento è per sabato 25 e domenica 26 novembre al Midas Palace Hotel di Roma, dove si terrà l’assemblea fondativa del nuovo movimento politico dell’ex sindaco capitolino. “Per la prima volta nella storia – spiega Alemanno – ci confronteremo con i fondatori di Democrazia sovrana e popolare Marco Rizzo e Francesco Toscano.

Persone che arrivano da fronti opposti ai nostri, ma che come noi sanno che senza una vera indipendenza nazionale non si può costruire né sviluppo economico né giustizia sociale.Questa è la base per costruire il cambiamento, in tempi e modi tutti da scoprire”. Insieme a loro “ci saranno persone di valore che hanno il coraggio della verità, come Francesco Borgonovo, Moni Ovadia, Elena Basile e Fabio Granata”, annuncia l’ex An. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Grilli arrostiti, formiche e scorpioni in barattolo in vendita sul web: scatta sequestro

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(Adnkronos) –
Grilli arrostiti, formiche e scorpioni in barattolo, lecca-lecca con ripieno di verme, caramelle all’aroma di grillo e snack di insetti “aromatizzati alla lasagna”.Sono in tutto 49 i prodotti provenienti da Stati extra-Ue ritirati dagli scaffali virtuali del marketplace Etsy.com dopo un’operazione di controllo straordinaria dagli ispettori dell’Icqrf, che hanno rilevato la vendita in Italia generi alimentari non autorizzati.

A darne notizia è il Masaf. In Europa, infatti, gli insetti a uso alimentare sono soggetti a normative specifiche che ne regolamentano la commercializzazione e il consumo.In particolare, il Regolamento (Ue) sulle nuove fonti alimentari “novel food” stabilisce che sono considerati nuovi alimenti quei prodotti che non hanno una storia di consumo significativa nell’Unione prima del 15 maggio 1997 e che sono destinati a essere venduti come alimenti o ingredienti alimentari.

Di conseguenza, gli insetti utilizzati come fonte di cibo devono essere valutati e autorizzati dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) prima di poter essere commercializzati nell’Unione Europea. “Ringrazio il Dipartimento Icqrf del Masaf che pone in essere una costante attività di monitoraggio e controllo dell’agroalimentare sul web, riconosciuta come ‘best practices’ dalla Commissione Europea, a tutela del patrimonio eno-gastronomico italiano e del consumatore nazionale”, afferma il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.  “Il settore agroalimentare è strategico per l’economia italiana e il nostro Ispettorato, tra i primi al mondo per qualità e numero dei controlli, – sostiene il ministro – con la sua quotidiana azione a tutela del patrimonio agroalimentare, sul territorio e sulla rete, contribuisce a mantenere alta la sicurezza e la qualità sulle tavole degli italiani”.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, Mazzarri e le perle tv: i momenti ‘Mai dire gol’

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(Adnkronos) –
Il compleanno di Cavani, la pioggia, la diarrea.Walter Mazzarri sta per tornare sulla panchina del Napoli come successore di Rudi Garcia, destinato all’esonero.

L’allenatore toscano rientra nel grande giro e su X è il momento dei ricordi.Spuntano i video che documentano le ‘prestazioni’ del tecnico toscano davanti ai microfoni, con una serie di perle relative soprattutto alle interviste dopo prestazioni e risultati poco brillanti.

Il repertorio, riavvolgendo il nastro, comprende dichiarazioni risalenti al periodo in cui il tecnico guidava la Reggina.Poi si passa alla prima ‘era targata Napoli’, tra il 2009 e il 2013.

Quindi documenti del Mazzarri interista e della versione granata dell’allenatore.  “Anche i giornalisti erano stanchi”, diceva un giovane Mazzarri evidenziando i disagi legati a viaggi post-partita. “Il San Paolo in genere ci aiuta a partire forte.Oggi c’era un clima particolare, il compleanno di Cavani…

un clima soporifero…”, la spiegazione dopo una serata-no sulla panchina del Napoli.Le sconfitte hanno anche spiegazioni mediche.

Dopo la ”peggior partita da inizio anno”, “l’unica attenuante è che mezza squadra è tuttora influenzata: 4-5 giocatori hanno avuto la febbre, uno addirittura ha giocato con la diarrea…”.All’Inter, qualcosa è andato storto anche per colpa del meteo: “Siamo rimasti in 10, si è sofferto…

Siamo in emergenza, ha cominciato anche a piovere…”.    —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Busnelli (Amazon): “Noi primi finanziatori progetto Parco Italia”

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(Adnkronos) – “Siamo stati i primi finanziatori di questo progetto in quanto crediamo che sia un piano che adotta un modello virtuoso di approccio sistemico, dove le imprese, le istituzioni e la comunità scientifica si uniscono per la lotta al cambiamento climatico”.Lo ha detto Giorgio Busnelli, vice presidente EU Consumables di Amazon, a margine dell’evento di presentazione della fase di implementazione del programma di forestazione urbana Parco Italia che prevede la messa a dimora dei primi 70.000 alberi e arbusti entro la fine del 2024. “Questi progetti – ha spiegato – basati sulla natura sono una componente molto importante delle nostre azioni a favore dell’ambiente, tant’è che abbiamo stanziato un fondo da 100 milioni di dollari, il Right now climate fund, che supporta questi progetti a livello globale”. “Abbiamo l’obiettivo – ha sottolineato – di decarbonizzazione al 2040 che raggiungeremo attraverso tante iniziative: l’elettrificazione della flotta, l’approvvigionamento dell’energia rinnovabile e la riduzione del Packaging.

Siamo ancora all’inizio, è un percorso di lungo periodo, ma crediamo sia la direzione corretta.L’impegno per la sostenibilità e per la lotta al cambiamento climatico è un tema che vede tutti uniti su un fronte comune: non ci sono diverse opinioni, divergenze o divisioni siamo tutti dalla stessa parte, quindi vediamo un supporto sempre ottimo, da parte delle istituzioni, per questo tipo di iniziative”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Giansanti (Confagricoltura): “Agricoltura protagonista concetto capitale naturale”

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(Adnkronos) – “Quando si parla di ambiente, di conservazione e di preservazione delle risorse naturali, Confagricoltura porta il suo punto di vista e la sua visione e credo che in questa dimensione del concetto di capitale naturale, l’agricoltura vuole essere protagonista.Preservare le aree interne, rilanciarle, dare un futuro attraverso la capacità di ripristino delle aree naturali stesse, preservare la grande biodiversità italiana, credo ci sia la possibilità di rilanciare il valore delle aree interne generando una maggiore attenzione anche verso il sistema agricolo”. Sono le parole di Massimiliano Giansanti, presidente confederale Confagricoltura, intervenuto in occasione dell’evento di presentazione della fase di implementazione del programma di forestazione urbana Parco Italia che prevede la messa a dimora dei primi 70.000 alberi e arbusti entro la fine del 2024. “Pochi – spiega Giansanti – sanno che fuori dalle grandi città solo gli agricoltori partecipano al mantenimento del territorio e alla costruzione di un sistema sociale.

Ne consegue che più si rilanciano le interne, maggiore attenzione alle aree rurali e questo sarà una forte azione di rilancio dell’agricoltura stessa, sia nella sua interazione di attività economica, piuttosto che di sua sussistenza sociale.Noi, in quanto agricoltori siamo disponibili ad accompagnare il progetto di Parco Italia per la parte che riguarda l’attività di impresa privata nel fornire quelle piante che saranno necessarie nei processi di alberatura, rispetto al progetto che si è dato”. “Quando si parla di territorio italiano – sottolinea il presidente di Confagricoltura – un terzo della superficie oggi è gestita dagli agricoltori con le aziende agricole, un terzo sono boschi e foreste e un terzo è composto da aree urbanizzate.

I due terzi dell’Italia sono gestiti dagli agricoltori e io direi che l’Italia nella sua interezza oggi dipende dagli agricoltori sia per il mantenimento del territorio sia per quel che riguarda la produzione dei beni primari e necessari nella vita di tutti noi”. All’interno del progetto Parco Italia vi è anche un’importante connessione quella tra aree rurali e aree urbane, uno dei focus principali di Confagricoltura, in occasione del suo centenario. “Come Confagricoltura – ricorda – riteniamo che questa interazione tra aree urbane ed aree periurbane fino ad arrivare all’area interna sia alquanto necessaria all’interno di un progetto di una sua visione, in quanto oggi l’interazione è fondamentale.Il cambiamento climatico sotto gli occhi di tutti noi abbiamo bisogno di una buona natura per produrre cibo buono, quindi Confagricoltura si batterà sempre di più affinché si realizzino quei progetti che vedono nella visione dell’interazione città, aree periurbane e aree interne, un grande progetto per la valorizzazione dell’Italia”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Parco Italia: 70mila alberi piantati entro la fine del 2024 con supporto di Amazon

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(Adnkronos) – Presentata oggi a Roma la fase di implementazione del programma di forestazione urbana Parco Italia che prevede la messa a dimora dei primi 70.000 alberi e arbusti entro la fine del 2024.Il progetto, nato nel 2021 dalla collaborazione tra Stefano Boeri Architetti e Fondazione AlberItalia, è stato avviato grazie a un investimento di 2 milioni di euro del Right now climate fund, il fondo da 100 milioni di dollari con cui Amazon si impegna nel mondo a sostenere progetti basati sulla conservazione e il ripristino dell’ambiente naturale. Ad oggi, oltre 15.000 alberi e arbusti sono stati già piantati in diversi siti sul territorio, da Motteggiana, in provincia di Mantova, ai due impianti in Abruzzo, in provincia di Chieti e Pescara.

Ulteriori 35.000 sono invece già stati allocati e verranno piantati entro marzo 2024.Tra questi, un impianto a Monterotondo, nella città metropolitana di Roma, che ospiterà oltre 3.000 alberi in un’area di 4 ettari, e un importante progetto a Porto Marghera, in provincia di Venezia.  La visione di Parco Italia sul lungo periodo è arrivare a piantare un albero per ogni cittadino delle 15 città metropolitane italiane: 22 milioni di alberi entro il 2040, così da creare una rete nazionale composta da corridoi ecologici in grado di aumentare e proteggere la biodiversità, rafforzando e ampliando la presenza di aree protette lungo la Penisola. L’incremento delle aree protette e, in contemporanea, la tutela delle risorse naturali, gestite in modo da minimizzare i rischi di frammentazione e aumentare la connettività ecologica, rappresentano gli strumenti chiave per ridurre gli effetti negativi della perdita di habitat e della frammentazione ecologica. L’Italia dovrebbe aumentare la percentuale di aree protette almeno dell’8,7% entro il 2030 per raggiungere l’obiettivo dell’Unione europea.

Questo perché, sebbene le aree boschive costituiscano il 35% della superficie terrestre in Italia – la più grande infrastruttura verde del Paese – il 25% del territorio presenta elevati gradi di frammentazione ecologica, legati anche all’intensificazione dei rischi, come ad esempio l’aumento del numero e dell’intensità degli incendi.  Per affrontare queste sfide, la fase di ricerca iniziale, completata nell’ottobre 2023, ha inquadrato le conoscenze di base per definire il piano operativo della successiva fase di implementazione.In primo luogo, il team ha mappato i progetti di forestazione nazionali conclusi e in corso, sia pubblici che privati, geolocalizzando più di 400 iniziative in Italia.

Analizzando le politiche nazionali e la filiera forestale, la ricerca ha concluso che l’attuale produzione di vivai forestali, gestiti principalmente dalle pubbliche amministrazioni su scala regionale, sia insufficiente a soddisfare la domanda attesa dai prossimi programmi di afforestazione. Il team di Parco Italia ha inoltre sviluppato una mappa generale dell’intero territorio italiano, indicando le aree in cui la forestazione avrebbe un impatto maggiore in termini di aumento della connettività ecologica e della biodiversità.Su scala nazionale, la mappa mostra chiaramente una priorità di forestazione, con l’obiettivo di migliorare la connettività ecologica, in Pianura Padana nel Nord Italia, nei settori di bassa montagna del Piemonte e della Lombardia, nell’interno della Toscana, in alcune aree costiere delle Marche e del Lazio, in località sparse in Campania e Sicilia. Parco Italia, partendo dalle linee guida nazionali e internazionali di forestazione, ha sviluppato un’analisi approfondita per la costruzione di un documento complessivo di linee guida – a disposizione del pubblico sul sito – per la progettazione, pianificazione, gestione e manutenzione dei siti di piantagione di alberi in Italia.  “Parco Italia è parte di una visione ad ampia scala, che prende in considerazione i servizi ecosistemici e le strategie di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

In coerenza con il progetto di un Parco mondiale proposto da Richard Weller, mira a stabilire gradualmente una rete ecologica nazionale che colleghi tra loro le aree protette, i parchi nazionali e regionali, le aree marine protette e i siti di ‘Natura 2000’ di interesse comunitario attraverso una serie di percorsi pedonali e ciclabili che includano un’alta biodiversità di specie vegetali.Parco Italia è dunque un atto di cura del territorio italiano, reso possibile attraverso la costruzione di una rete nazionale di Cammini della biodiversità e con l’obiettivo di ampliare la presenza di connessioni ecologiche e culturali tra aree naturali protette, aree non protette e percorsi di mobilità lenta” spiega l’architetto e urbanista Stefano Boeri.  “Parco Italia è parte integrante delle Strategie nazionali sulle foreste e sulla biodiversità.

Grazie anche al progetto Parco Italia è stato possibile intervenire per rafforzare il sistema di supporto alle sfide che portano alla realizzazione di nuove foreste e connessioni ecologiche.Particolare attenzione è stata infatti dedicata al settore vivaistico forestale, fondamentale per poter operare con criteri di qualità negli interventi di rimboschimento.

In questo senso, Parco Italia chiama con forza il coinvolgimento attivo delle Regioni e delle loro realtà vivaistiche definendo nuove sinergie fra pubblico e privato per la produzione di alberi di qualità certificata.Una ulteriore componente della ricerca sviluppata tramite il progetto Parco Italia è stata dedicata a costruire, per la prima volta, una piattaforma nazionale di terreni disponibili ad accogliere nuove foreste.

Si tratta ovviamente di un processo in itinere ma è di importanza strategica per il futuro del nostro Paese e delle nostre foreste”, dichiara Marco Marchetti, presidente della Fondazione AlberItalia.” “Attraverso il Right now climate fund, Amazon si impegna a supportare nel mondo progetti basati sulla natura che come Parco Italia ci permettono di avere un impatto ambientale e sociale concreto nelle comunità in cui vivono tanti nostri dipendenti e clienti.Come parte del nostro continuo investimento in Italia, siamo orgogliosi di supportare questo programma nel suo ambizioso proposito di preservare e migliorare il patrimonio naturale del Paese”, ricorda Mariangela Marseglia, vp e country manager Amazon Italia e Spagna.  Nel 2022, sempre nell’ambito del programma Parco Italia, Amazon ha contribuito alla piantagione di oltre 6.000 alberi nella Città metropolitana di Milano attraverso il progetto pilota Forestami.

Il sostegno di Amazon a Parco Italia si inscrive nel più ampio impegno dell’azienda a favore di progetti basati sulla natura nel mondo, operati attraverso gli investimenti del Right now climate fund, in linea con gli obiettivi fissati dal Climate Pledge, l’impegno a raggiungere zero emissioni nette di CO2 entro il 2040 co-fondato e sottoscritto da Amazon nel 2019.  Sempre nell’ambito dei progetti basati sulla natura che il Right now climate fund supporta in Europa, Amazon ha già investito anche in un programma di espansione delle aree verdi urbane in Germania, in un programma di ripristino di aree naturali e piantumazione di alberi nel Regno Unito, nella prima coltivazione di alghe situata tra turbine eoliche off-shore al mondo, al largo delle coste olandesi.  Amazon ha inoltre investito in un progetto di conservazione e ripristino forestale sui monti Appalachi negli Stati Uniti e nel programma Agroforestry and Restoration Accelerator nella foresta Amazzonica in Brasile.Amazon, infine, è uno dei membri principali della Leaf coalition, una nuova iniziativa globale basata sulla collaborazione tra settore pubblico e privato, che ha l’obiettivo di raccogliere almeno 1 miliardo di dollari di capitali per proteggere le foreste pluviali nel mondo.

Maggiori dettagli sulle iniziative basate sulla natura supportate da Amazon nel mondo disponibili al sito https://sustainability.aboutamazon.com/natural-resources/nature-based-solutions. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ragazzo caduto da Ponte Garibaldi, non esclusa ipotesi selfie

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(Adnkronos) – E’ un ragazzo austriaco di 23 anni il giovane precipitato ieri da Ponte Garibaldi, a Trastevere, morendo sul colpo.Secondo una prima ricostruzione fatta sul posto dai poliziotti e dagli agenti della Polizia Locale, non è escluso che la vittima sia caduta nel tentativo di scattarsi un selfie, finendo sul massetto dell’Isola Tiberina.

Impossibile, tuttavia, scartare l’ipotesi del gesto volontario.Mancano, infatti, testimoni che avrebbero assistito alla scena.  A quanto apprende l’Adnkronos, il giovane nella capitale studiava ed era in procinto di trasferirsi in un appartamento in affitto a Roma dopo aver soggiornato in un bed and breakfast.

Questo elemento farebbe propendere gli investigatori verso la tesi del tragico incidente, anche se nulla viene al momento escluso. Descritto come ‘molto introverso’, il ragazzo non avrebbe dato segnali di malessere tali da giustificare l’ipotesi di un gesto volontario.Con sé, al momento della caduta, aveva solo il cellulare grazie al quale è stato possibile identificarlo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto oggi in Sicilia, scossa a Enna

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(Adnkronos) – Terremoto oggi in Sicilia, in provincia di Enna.Una scossa dalla magnitudo provvisoria tra 3.5 e 4 è stata registrata dall’Ingv alle ore 15.04 —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden e Xi Jinping, l’esperto: “Così Washington evita terzo fronte”

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(Adnkronos) – Tre accordi, attesi e “significativi”, anche se “non tutto si risolve”, ma almeno un segnale di “calma” su quello che è un “terzo possibile fronte di tensione in un momento in cui sostanzialmente l’America è coinvolta, seppur indirettamente, in due guerre”, in Ucraina e in Medio Oriente con il conflitto fra Israele e Hamas.Ragiona così con l’Adnkronos Francesco Sisci, esperto di geopolitica ora a Pechino, in vista del faccia a faccia di domani negli Usa, a margine del vertice Apec di San Francisco, tra il presidente americano Joe Biden e il leader cinese Xi Jinping, convinto che “il terzo possibile fronte di tensione” per gli Usa, quello con il gigante asiatico, “sarebbe più pericoloso degli altri due” e che invece “una posizione più ragionevole di entrambi i Paesi” sia di beneficio per tutti, Asia per prima. Biden e Xi non si vedono da un anno, dal bilaterale a margine del G20 di Bali. “E’ importante e utile che si incontrino”, dice Sisci, parlando dei “tre risultati attesi”, dal ‘patto sul fentanyl’ (che, secondo i Centers for Disease Control and Prevention, provoca la morte di oltre 150 persone al giorno per overdose) all’auspicata ripresa delle comunicazioni tra i militari delle due superpotenze, alle norme sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale. “Il problema del fentanyl è che è facile da trasportare, smerciare e produrre – afferma Sisci – La Cina esporta prodotti chimici che vengono trasformati in fentanyl, spesso in Messico.

E l’accordo che controlla l’esportazione di questi prodotti chimici è un risultato positivo”.L’altro, prosegue, è “la ripresa dei colloqui militari che erano stati interrotti” ed è “importante perché probabilmente porterà a stabilire regole di ingaggio nel Mar cinese meridionale, riducendo i pericoli di scontro tra navi cinesi e altre unità vicine”.

E poi un accordo non confermato per limitare l’uso militare dell’intelligenza artificiale senza la supervisione umana, per “non impiegare – spiega – armi guidate solo da intelligenza artificiale”. I problemi tra le due superpotenze, evidenzia, “restano e rimangono in grande quantità”.Ma il dato è che in Cina “il tono è cambiato” ed è – rileva – “molto significativo dal momento che qui i cambiamenti di propaganda sono i più difficili da fare”.

Sisci pensa agli articoli dell’ultimo periodo della stampa cinese, in passato carichi di retorica aggressiva nei confronti degli Usa. “Forse – dice – la Cina si rende conto che in questi due conflitti, sia in quello in Ucraina, sia nella Striscia di Gaza i suoi partner non usciranno vincenti”.Perché, continua Sisci, “la Russia è la grande sconfitta politica”, passato più di un anno e mezzo dall’invasione dell’Ucraina, la stessa Russia della partnership senza limiti di Vladimir Putin e Xi, e “a Gaza è ancora peggio dal momento che Hamas è completamente isolato ed è possibile scompaia del tutto alla fine di questa guerra”, innescata dal terribile attacco del 7 ottobre del gruppo in Israele. I raid e le operazioni israeliane contro la Striscia di Gaza, dove Hamas aveva il controllo dal 2007 vanno avanti, e – dice Sisci – “alla fine del conflitto Israele potrebbe avere un ruolo internazionale in Medio Oriente ancor più forte” anche perché “tutti i Paesi arabi lo sostengono in modo tacito non volendo più essere ricattati direttamente o indirettamente da Hamas”.

E, continua ancora, “anche l’Iran potrebbe essere più isolato nella regione”.Quindi, afferma, “la Cina si rende conto di questo cambiamento e sta iniziando a spostarsi, non sappiamo fino a dove arriverà questo spostamento, ma è significativo”. Sul fronte economico, dice ancora, “i rapporti continueranno: non c’è il decoupling (disaccoppiamento delle economie) trumpiano, ma non credo ci saranno nemmeno passi avanti su de-risking e decopuling tecnologico”.

E “questa posizione più ragionevole di entrambi i Paesi facilita i rapporti sia degli Usa sia della Cina in Asia” perché “nella regione nessuno vuole che la situazione sfugga di mano e precipiti in una guerra”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fiumicino, droga a tassisti e Ncc: arrestato pusher-lavavetri

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(Adnkronos) – E’ accusato di essere il pusher di diversi tassisti ed Ncc durante la stagione turistica estiva.Per questo la polizia di frontiera di Fiumicino, nell’ambito delle indagini coordinate dalla procura della Repubblica di Roma, ha arrestato uno straniero, accusato di cedere stupefacenti dietro l’attività di lavavetri abusivo.

La polizia di frontiera area di Fiumicino, insieme agli operatori della polizia stradale di Roma ed unità cinofile antidroga, avevano intensificato l’attività di prevenzione finalizzata al contrasto della guida in stato d’ebbrezza o di alterazione da assunzione di sostanze stupefacenti, con lo svolgimento di mirati servizi di controllo nelle aree di viabilità pubblica dello scalo aeroportuale.  I controlli, eseguiti con il supporto della società Aeroporti di Roma, in cui venivano utilizzati i sistemi di rilevazione della eventuale assunzione di alcol e dropga, avevano permesso di individuare, in pochi servizi, ben 18 conducenti taxi/Ncc positivi ai test.I soggetti sono stati segnalati alla competente autorità giudiziaria con il ritiro della patente di guida e la segnalazione agli uffici comunali per la verifica dell’idoneità al servizio pubblico.  Come ricostruito dalla polizia, l’uso di droghe fra gli autisti ha spinto a indagare per risalire ai canali di rifornimento.

Nel mirino è finito uno straniero insospettabile che nascondeva l’attività di pusher dietro la finta immagine del lavavetri abusivo.  Proprio fingendo di lavare i parabrezza agli autisti, l’uomo avvicinava i potenziali clienti scambiando droga e denaro con un rapidissimo passaggio di mano, facilmente intepretabile come il gesto per ricevere la mancia per il servizio di pulizia offerto.L’uomo è stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dai poliziotti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pil Italia 2023 può scendere. Giorgetti: “Possibile correzione al ribasso”

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(Adnkronos) – “Se la stima preliminare relativa al terzo trimestre dovesse essere confermata, l’obiettivo di crescita per l’anno in corso contenuto nel Documento programmatico di Bilancio (0,8%) potrebbe essere soggetto a una sia pure contenuta correzione al ribasso”.Lo afferma il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, durante l’audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, riguardo al Pil Italia 2023. ”Allo stato risulta trascurabile l’impatto sulla crescita del 2024″.  ”La complessiva resilienza dell’economia nel trimestre estivo ha evitato la seconda flessione consecutiva, scongiurando così una recessione tecnica”, sottolinea il ministro. ”Nell’insieme l’andamento delle attività non è difforme da quanto preventivato in sede di stesura della Nadef, che prefigurava una graduale ripresa con l’ultimo trimestre in miglioramento rispetto al terzo.

La nostra modellistica a breve ci conferma queste indicazioni”. Sulla manovra 2024 Giorgetti evidenzia che il disegno di legge di bilancio ”è stato predisposto in un frangente estremamente complicato” a causa delle incertezze in Medio Oriente che si aggiungono al contesto geopolitico già difficile.Il governo ha ”dovuto trovare una sintesi” ed è stato ”un lavoro niente affatto facile, ma ritengo sia stato fatto il meglio possibile” per rispondere alle ”esigenze immediate” e per ”gettare le basi del programma di legislatura”. ”Siamo pienamente impegnati – sottolinea – a realizzare l’aggiustamento di bilancio necessario per rendere la riduzione del debito sostenibile e resiliente agli shock negativi” nel medio termine. ”La strategia della politica di bilancio mira a garantire la sostenibilità del debito attraverso miglioramenti significativi del saldo primario strutturale nei prossimi tre anni”, spiega.

Il rapporto tra debito e Pil ”si conferma su un profilo decrescente, fino a un livello di 139,6% nel 2026”.  Giorgetti mette in chiaro: ”Non accetto la critica che questa manovra non sia prudente, trovo molto imprudente delle proposte che sono state portate nell’ambito dei media.Questo stravolgerebbe questo approccio di responsabilità che, fino a questo momento, mi sembra abbia prodotto un apprezzamento da parte di coloro che sono chiamati a valutarla”.

La manovra ”è austera sì, ma espansiva quando serve”.  ”Il tentativo che facciamo di mettere nei bilanci familiari cifre significative dovrebbero in qualche modo contribuire a sostenere i consumi, esattamente questo è il nostro obiettivo”, dice il ministro. ”Circa due terzi del’intera manovra è diretta a famiglie con redditi medio bassi”.E aggiunge che ”l’unica parte espansiva della manovra che ha generato tagli di spesa significativi in altri comparti per finanziarla è questa”.  Attraverso la legge di bilancio, inoltre, ”si interviene per cercare di risolvere il problema dell’allungamento dei tempi e delle liste d’attesa per le visite e cure specialistiche, che affligge il nostro sistema da molti anni, ed è sensibilmente peggiorato nel corso della crisi pandemica che ha determinato un arretrato di prestazioni senza precedenti”.

Intervenire per ridurre i tempi di attesa “è una priorità del governo, che ritiene assolutamente necessario garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini”, afferma Giorgetti.  La presidente dell’Upb, Lilia Cavallari, nel corso dell’audizione sulla manovra nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, sottolinea che ”lo scenario incerto rende più stringenti i vincoli di bilancio e comprime i margini di manovra per interventi futuri”.In questo quadro l’obiettivo fissato per la crescita nel 2023 è ”raggiungibile ma aumentano rischi al ribasso per prossimo anno”.

La piena attuazione del Pnrr ”è determinante” per la ”spinta” all’economia che inciderebbe tra 2,3 e 2,6 punti di Pil, afferma Cavallari.  Quanto al mix tra decontribuzione e la riforma Irpef porterà ”maggiori benefici per redditi medio-bassi e operai” ma emergono delle ”criticità da coperture e soglie di reddito”. E sulla sanità avverte: ”Il finanziamento del servizio sanitario nazionale per il 2024 potrebbe non coprire integralmente le spese, anche tenendo conto dei potenziali livelli di spesa farmaceutica, dell’applicazione dei nuovi lea (con i connessi aumenti su tariffe di prestazioni specialistiche e assistenza protesica) e del contenzioso delle imprese sul pay-back”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fentanyl, Biden e Xi verso storico accordo per stroncare i traffici

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(Adnkronos) –
Passo avanti degli Usa nella lotta al fentanyl.Durante il vertice di domani tra Joe Biden e Xi Jinping verrà infatti annunciato un accordo con cui Pechino si impegna ad un giro di vite non solo sulla produzione ma anche sull’esportazione del potente oppiode sintetico.

Lo hanno anticipato fonti informate, citate da diversi media americani tra i quali il Financial Times e Cnn. Da anni ormai gli Stati Uniti conducono una lotta contro l’epidemia di fentanyl, una droga 50 volte più potente dell’eroina che, secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention, provoca la morte di oltre 150 persone al giorno per overdose.  Pechino aveva già preso in precedenza impegni per lo stop della produzione del fentanyl, ma le società cinesi aveva risposto esportando i componenti chimici in Messico dove i cartelli del narcotraffico poi producono l’oppiode.Il nuovo accordo – che non è stato ancora finalizzato avvisano le fonti – dovrebbe bloccare anche l’esportazione.  L’amministrazione Biden il mese scorso ha imposto sanzioni a 25 società e individui cinesi nel tentativo di sgominare questa rete per la produzione e distribuzione fentanyl, metanfetamine ed altri componenti per produrre ecstasy.

E il dipartimento di Giustizia ha incriminato otto società e i loro manager collegati a questo traffico.  
Finora Pechino, che aveva fatto un accordo anche con Donald Trump nel 2018, si era rifiutata di limitare il commercio dei componenti chimici – che possono avere anche un uso farmaceutico legittimo – perché gli Stati Uniti si rifiutavano di sollevare le sanzioni imposte dai tempi di Trump su un istituto della polizia cinese connesso alla lotta alla droga.Ora l’amministrazione Biden avrebbe accettato di revocare le sanzioni contro l’istituto, che viene considerato responsabile di violazioni di diritti umani.  L’accordo costituisce comunque un’importante vittoria per il presidente Biden che ha fatto della lotta all’epidemia di oppiacei sintetici una delle priorità della sua amministrazione in vista della rielezione del 2024.

Non ci sono ancora, ovviamente, commenti ufficiali all’accordo, ma ieri il consigliere per la Sicurezza Nazionale, Jake Sullivan, ha detto che “speriamo di vedere dei progressi su questa questione in settimana”, sottolineando che ci sono “aree in cui i nostri interessi coincidono, come gli sforzi per combattere il commercio illecito di fentalyn”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Luxuria, la confessione: “Io vittima di bullismo quando non esisteva ancora”

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(Adnkronos) – “Io ho vissuto il bullismo quando ancora non esisteva la parola.So cosa significa la pipì nelle scarpe che lasci quando fai ginnastica, la parola ‘ricchione’ scritta sul libro o la risatina che fanno quando viene fatto il tuo cognome all’appello.

Quante volte ho desiderato abbandonare la scuola, ho resistito e mi sono anche laureata”.Lo confida Vladimir Luxuria all’Adnkronos, commentando la notizia del 13enne palermitano suicidatosi, forse perché vittima di bullismo per via del proprio orientamento sessuale. “Il problema, oggi, è che non fanno entrare nelle scuole persone che possono parlare di contrasto al bullismo anche di tipo omofobo e transfobico.

Ma perché?Secondo anche illustri esponenti di questo governo con un programma del genere si vogliono irretire gli adolescenti, come se parlando di temi legati alla sessualità si voglia convertire gli adolescenti da etero in gay.

Le persone che possono aiutare i ragazzi in difficoltà e vittime di bullismo non li fanno entrare, ma il bullismo entra nelle scuole.Quante vittime ci sono di cui noi non sappiamo nulla?

Di quante altre tragedie non sappiamo il reale motivo dell’estremo gesto?Invito nuovamente il ministro dell’istruzione e il ministro delle pari opportunità a smettere di parlare di ideologia gender.

Nessuno vuole più gay domani, vogliamo meno omofobi e vogliamo meno morti oggi e domani”.  Per quanto riguarda il Ddl Zan e la sua utilità, anche in casi del genere, Luxuria risponde che potrebbe essere fondamentale nel dare una mano: “Assolutamente sì.Troppo spesso si è concentrati sull’aspetto punitivo del Ddl Zan, cioè del fatto che si applicano le stesse aggravanti previste dalla legge Mancino per chi commette dei reati di odio legati all’appartenenza religiosa o etnica.

Ma c’é tutta una parte molto ricca del Ddl proprio di contrasto al bullismo e di campagne educative che farebbero bene a tutti.Non è importante sapere per chi votano o meno la famiglia o i genitori di questi ragazzi, è importante sapere che una persona che viene bullizzata non si senta sola.

Deve sentire di avere delle leggi che lo sostengono, delle iniziative.Mi chiedo se in quella scuola fosse entrata una persona a spiegare che essere gay non è una malattia, che il problema non è la vittima ma gli odiatori, forse avrebbe potuto salvare una vita.

Perché, come diceva qualcuno, chi salva una vita salva il mondo intero”.  Vladimir Luxuria si è poi lasciata andare ai ricordi raccontando di come, trovando tanta forza interiore, senza una rete familiare o amicale, sia riuscita a concludere le scuole e non lasciarsi abbattere dai bulli. “Anni fa, quando ero adolescente io, di questi temi non se ne parlava e se lo si faceva era solo per denigrare.Non esisteva nemmeno la parola ‘bullismo’ perché era considerato normale.

Quanti professori ho visto gira la testa dall’altra parte quando mi sfottevano se non addirittura essere complici.Ricordo ancora di una gita scolastica, quando eravamo tutti in pullman e io ero seduta negli ultimi posti.

I ragazzi intonavano cori contro di me, uno addirittura prese il microfono davanti al conducente per sfottermi, con i professori presenti che facevano finta di niente”. “Oggi le sensibilità sono un po’ cambiate – ha concluso Luxuria- ma questi episodi ci ricordano che c’è tanto ancora da fare.Basta tirar fuori questa bufala dell’ideologia gender e del tentativo di irretire.

Chi lo fa, soprattutto adesso davanti la morte di questo bambino di 13 anni, dovrebbero porsi dei dubbi.Almeno delle domande”.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Stop munizioni a Israele”, Amnesty e Oxfam scrivono al Pentagono

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(Adnkronos) –
Stop alla fornitura di munizioni di artiglieria all’esercito israeliano impegnato nella campagna militare a Gaza.E’ questa la richiesta contenuta in una lettera inviata al Pentagono da Amnesty, Oxfam, Center for Civilians in conflict ed altre decine di associazioni civili e religiose americane, a testimonianza della crescente opposizione all’interno degli Stati Uniti al sostegno di Washington all’offensiva di Israele a Gaza.  “Nelle attuali circostanze, permettere al governo israeliano l’accesso a queste munizioni metterebbe a rischio la protezione dei civili, il rispetto della legge umanitaria internazionale e la credibilità dell’amministrazione Biden”, si legge nella lettera al segretario alla Difesa, Lloyd Austin, di cui il Washington Post ha ottenuto una copia, in cui si esprime l’allarme per il piano del Pentagono di fornire all’esercito israeliano munizioni da artiglieria da 155mm, conservate in un arsenale speciale di armi americane che si trova in Israele.  “Questi munizioni colpiscono scuole, quartieri, ospedali, rifugi e campi profughi, uccidendo, ferendo e facendo fuggire centinaia di civili – continua la lettera – l’utilizzo passato da parte delle forze israeliane dell’artiglieria a Gaza provoca le nostre preoccupazioni”. “E’ difficile immaginare uno scenario in cui le munizioni da artiglieria altamente esplosive da 155mm possano essere usate in Gaza nel rispetto delle leggi umanitarie internazionali”, continua la lettera che arriva ad oltre un mese dall’inizio dell’offensiva israeliana nella Striscia, che ha provocato oltre 11mila vittime, in risposta degli attacchi di Hamas del 7 ottobre in cui sono state uccise oltre mille israeliani ed sono stati prese in ostaggio oltre 200 persone.  Nella lettera si ricorda inoltre che il governo americano nel 2022 ha firmato una dichiarazione internazionale tesa a limitare l’uso di armi esplosive in aeree urbane, e si sottolinea che Israele ha sparato decine di migliaia di munizioni di artiglierie nei conflitti passati con Hamas nel 2008-2009 e nel 2014.  Washington ha da subito fornito il suo sostegno militare incondizionato ad Israele, ed ora intende fornire le munizioni da artiglieria da 155m che sono conservate nel War Reserve Stockpile di Israele, un arsenale creato per garantire all’esercito americano una pronta fornitura di armi nella regione e dare la possibilità di aiutare velocemente Israele.

Nei mesi scorsi, l’amministrazione Biden ha già attinto a questo arsenale per rifornire quelli in Europa, esauriti per la guerra in Ucraina.  Interpellato, il Pentagono ha rilasciato dichiarazioni precise sulla fornitura delle munizioni: “noi non forniremo dettagli specifici su fonti e movimenti di particolari munizioni, rimaniamo fiduciosi nella nostra capacità di gestire la necessità di sostenere Israele, l’Ucraina e la nostra strategia di difesa nazionale in modo simultaneo”, ha dichiarato la vice portavoce del Pentagono, Sabrina Singh.  Le organizzazioni umanitarie, religiose e della società civile, ed un ampio movimento di protesta nei campus a cui stanno partecipando sia studenti che accademici, non sono gli unici che stanno mettendo sotto accusa la politica dell’amministrazione Biden per il sostegno incondizionato ad Israele.  Dubbi e critiche sull’insufficienza dei continui appelli che Washington sta rivolgendo a Israele per minimizzare il numero delle vittime civili e non colpire obiettivi civili, vengono in questi giorni avanzati negli ambienti diplomatici e all’interno del partito democratico, e non solo tra il gruppo di deputati dell’estrema sinistra dem tra i quali la deputata di origine palestinese Rashida Tlaib che è stata censurata dalla Camera per aver accusato Biden di essere complice di un ‘genocidio’.Un gruppo di 26 senatori democratici ha chiesto al presidente assicurazioni che il sostegno ad Israele sia ispirato ad una strategia prudente e gli aiuti futuri subordinati alla protezione dei civili.

Inoltre si chiede una maggiore trasparenza riguardo all’assistenza militare data a Israele.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)