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Dalla musica di strada al palco del Primo maggio, chi sono i Patagarri

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(Adnkronos) – Dalla gavetta come artisti di strada, suonando tra i mercatini rionali e i locali milanesi, passando per X Factor, fino al palco romano del Concerto del Primo maggio.Questa, in sintesi, la storia artistica dei 'Patagarri' – l'originale band composta da Francesco Parazzoli (voce e tromba), Nicholas Guandalin (basso), Jacopo Protti e Daniele Corradi (chitarre), Arturo Monico (trombone e percussioni), Giovanni Monaco (clarinetto e sassofono) – finita al centro delle polemiche per aver inneggiato, dal palco del Concertone, alla 'Palestina libera' sulle note di 'Haga Nagila', brano della tradizione ebraica, innescando non poche reazioni, in primis quella della Comunità ebraica.  La band – tutti nati tra il 1993 e il 2004 – comincia a farsi le ossa in strada attirando l'attenzione del pubblico con brani che mixano jazz, swing, gipsy e blues.

Da qui le esibizioni nei locali milanesi ("Ci siamo esibiti in posti così piccoli che non c’era nessuno con cui cambiare il turno", raccontano nelle interviste.  Poi l'anno di svolta: il 2024 con la partecipazione al talent di Rai2 'X Factor' formata però da cinque componenti della band e non da sei, assente Nicholas Guandalin per impegni presi in precedenza.Alle audizioni si presentano con una loro personalissima versione di 'Via con me' di Paolo Conte ottenendo il via libera per la fase successiva.

Scelti da Achille Lauro per la sua squadra, continuano il percorso, passo dopo passo, arrivando in finale e guadagnando il prestigioso palco di Piazza del Plebiscito a Napoli dove si piazzano al terzo posto. Dopo il successo a X Factor, il 2025 vede l'uscita, il 19 marzo, del singolo 'Sogni' – e dei concerti nei club – che anticipa l'arrivo del loro album di debutto, prevista per questo mese di maggio.In attesa di avviare il loro 'L’ultima ruota del caravan tour estate 2025' – primo live il 17 maggio al Ravenna Festival, a Modigliana (Fc), l'ultima il 22 agosto al Tarantelliri Festival a Veroli (Fr) – arriva la partecipazione al Concertone del Primo maggio, con riflettori accesi e annesse polemiche.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Waltz come Flynn, primo silurato da poltrona che scotta in Casa Bianca Trump

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(Adnkronos) – E' successo dopo i primi 100 giorni, e non solo 25 giorni come successe nel 2017 a Michael Flynn, ma anche in questa seconda amministrazione Trump è il consigliere per la Sicurezza nazionale, Michael Waltz, il primo a essere silurato da quella che, almeno con Trump, si conferma essere una poltrona che scotta alla Casa Bianca.  Durante il primo mandato, dopo il generale a riposo che fu travolto dal Russiagate e per il quale fu poi condannato e alla fine graziato da Trump, ci sono stati altri tre consiglieri per la Sicurezza nazionale: un altro generale a riposo, H.R.McMaster, l'ex ambasciatore all'Onu John Bolton e infine Robert O'Brien.

Come è noto, i primi due hanno fatto resoconti molto critici del periodo trascorso al fianco del tycoon al Casa Bianca.  L'uscita di scena di Waltz, che viene considerata una conseguenza del Signalgate, lo scandalo della chat creata da consigliere per la Sicurezza nazionale per discutere con gli altri ministri dei raid in Yemen, inserendo per sbaglio un giornalista, però è stata ben diversa da quella di Flynn.Prima di tutto per quanto riguarda i tempi: nel 2017 il generale fu costretto a dimettersi non appena fu rivelato che aveva mentito sui suoi colloqui con l'ambasciatore russo.

Mentre Trump ha aspettato oltre un mese prima di annunciare l'uscita di scena di Waltz, e del suo vice Alex Wong, nel tentativo di non dare l'impressione di cedere alle pressioni esterne arrivate subito dopo lo scoppio dello scandalo.  Anche perché per Trump non è mai stato particolarmente arrabbiato con Walz per aver creato una chat su un canale non protetto per comunicazioni riservate – come l'ormai famoso scambio di battute tra il vice presidente JD Vance e il segretario alla Difesa Pete Hegseth sugli "europei parassiti" – e scambio di informazioni segrete, come il piano di attacco per i raid in Yemen.Ma il vero peccato di Waltz agli occhi del presidente – sottolinea oggi Nbcnews – è che il suo consigliere avesse tra i suoi contatti Jeffrey Goldberg, direttore The Atlantic, testata considerata non amica, finito poi 'per errore', come ammise allora Waltz, nella chat.

Insomma, questo ha compromesso la fiducia di Trump.  Trump non ha solo aspettato a liquidare Waltz, ma lo ha anche immediatamente dopo nominato ambasciatore all'Onu, mentre invece nominava consigliere ad interim il segretario di Stato Marco Rubio, trasformando quindi il siluramento in una sorta di mini-rimpasto.Tanto che Vance, intervistato ieri sera da Fox News, ha detto che Waltz non è stato assolutamente licenziato, anzi è stato promosso: "Mi piace Mike, è una grande persona, ha la fiducia mia e del presidente.

Ma abbiamo pensato che farà un lavoro migliore come ambasciatore all'Onu".  Nominando Waltz all'Onu, Trump ha anche coperto la casella che era rimasta vuota quando, sempre lo scorso marzo, aveva ritirato la nomina di Elise Stefanik, affermando che era necessario lasciare la deputata repubblicana al Congresso per garantire il passaggio della sua agenda legislativa nella Camera dove i repubblicani hanno una risicata maggioranza.  La mossa però è destinata a esporre l'ex deputato della Florida al fuoco di fila delle domande dei democratici durante le audizioni di conferma che dovrà affrontare nelle prossime settimane al Senato.Domande che con ogni probabilità più che sul suo futuro ruolo al Palazzo di Vetro saranno concentrate sulla vicenda del Signalgate.  "Credo che vi saranno ovviamente domande sul trattamento di informazioni classificate e sensibili, l'utilizzo di Signal", ha dichiarato al Washington Post, il senatore Chris Coons, aggiungendo che vorrà "anche parlare dell'Onu, perché credo che molte delle mosse di Trump abbiano reso la nostra nazione meno e non più sicura".

Le audizioni saranno poi l'occasione per i democratici di puntare il dito non solo, e non tanto, contro Waltz, di cui continuano a denunciare "l'incompetenza", ma anche contro Hegseth, per aver pubblicato su questa chat, e sulla quella con i suoi familiari, i piani di attacco in Yemen.  "Ci hanno messo troppo tempo, Waltz ha consapevolmente creato una chat non classificata per discutere materiale classificato – ha scritto su X un'altra dem del commissione Esteri, Tammy Duckworth – ma di tutti gli idioti che erano in chat, Hegseth è la minaccia maggiore alla sicurezza, ha diffuso informazioni che hanno messo le nostre truppe in pericolo.Licenziare e indagare tutti". "Ora passiamo a Hegseth", le fa eco la collega Tina Smith, sempre su X.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gasparri: “Concertone 1 maggio usato dai Patagarri senza rispetto”

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(Adnkronos) – "Non conosco questo gruppo (I Patagarri, ndr), temo per loro che non passeranno alla storia della musica, ma non mi sorprende che qualcuno abbia usato l'evento del Concertone per le sue farneticazioni, anzi, è già tanto che l'evento non sia diventato il palcoscenico dei terroristi palestinesi fondamentalisti di Hamas".A dirlo all'Adnkronos è Maurizio Gasparri, capogruppo dei senatori di Forza Italia e membro della Commissione di Vigilanza Rai, intervenendo così all'indomani delle polemiche scaturite dopo l'esibizione dei Patagarri durante il Concertone del Primo Maggio, durante la quale la band ha intonato insieme al pubblico lo slogan 'Palestina libera', sulle note di 'Haga Nagila', un brano della tradizione ebraica. "Io non seguo il Concertone, che nel tempo è stato spesso l'occasione per esternazioni improprie di 'canzonettisti' o presunti tali – sottolinea Gasparri – che hanno usato il palco senza alcun rispetto per la Rai stessa, e soprattutto gli schermi 'gentilmente' concessi".

E sulle parole fortemente critiche espresse dal presidente della comunità ebraica di Roma Victor Fadlun, Gasparri scandisce: "Comprendo e condivido le sue critiche, e come è noto sostengo senza dubbi ed esitazioni le ragioni dello stato di Israele.Per fortuna -affonda il senatore di FI- sul piazzale di San Giovanni non c'erano ulivi da incendiare, altrimenti casomai qualcuno avrebbe avuto la tentazione di emulare il terrorismo palestinese, che ha messo a ferro e fuoco i territori israeliani nelle ultime ore".  Il Concertone, chiosa Gasparri, "è la prosecuzione della politica con altri mezzi e a spese dei cittadini usando la Rai e il servizio pubblico.

La Rai sa che il Concertone dovrebbe avere maggiore attenzione, ma mi pare che sia considerata una sorta di oasi dove ognuno può dire la fesseria che ritiene". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ozzy Osbourne e la reunion dei Black Sabbath: “Ci sarò”

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(Adnkronos) – Ozzy Osbourne ha ribadito che si esibirà a luglio in quello che è stato definito il suo ultimo concerto, in veste di leader della formazione originale dei Black Sabbath.Parlando con i suoi compagni di band al Guardian, ha detto: “Ci sarò e farò del mio meglio.

Quindi tutto quello che posso fare è presentarmi”. Il concerto, intitolato 'Back to the Beginning', si terrà il 5 luglio a Birmingham e prevede una formazione all star di grandi del metal tra cui Metallica, Slayer e Anthrax.Ma questa settimana il frontman di un altro gruppo di supporto, i Tool, ha espresso dubbi sulla capacità di Osbourne di esibirsi. Negli ultimi anni Osbourne ha avuto diversi problemi a livello di salute, tra cui una caduta nel 2019 che ha aggravato una precedente lesione alla spina dorsale, richiedendo numerosi interventi chirurgici.

Ha anche sofferto di polmonite e di un'infezione di lunga data e gli è stata diagnosticata una forma di Parkinson.Parlando con il Guardian, l'artista ha detto: “Ti svegli la mattina dopo e scopri che qualcos'altro è andato storto.

Cominci a pensare che non finirà mai”.E ha poi affermato che il concerto di reunion è stato concepito da sua moglie, Sharon, come “qualcosa che mi desse una ragione per alzarmi la mattina”. Back to the Beginning riunirà Osbourne con i suoi compagni di band originali dei Black Sabbath per la prima volta dopo 20 anni: il chitarrista Tony Iommi, il bassista Geezer Butler e il batterista Bill Ward.

Osbourne lasciò la band nel 1979, per poi tornarci nel 1997.La formazione classica ha suonato insieme fino al 2005, continuando senza Ward per ulteriori tour e un ultimo album in studio, 13 del 2013. Osbourne ha raccontato la sua preparazione per il concerto di reunion. “Faccio pesi, vado in bicicletta. È dura, sono stato a riposo per così tanto tempo.

Sono stato sdraiato sulla schiena senza fare nulla e la prima cosa che viene meno è la forza. È come ricominciare da capo.Ho un vocal coach che viene quattro giorni alla settimana per mantenere la mia voce.

Ho problemi a camminare.Ho anche problemi di pressione, a causa di coaguli di sangue sulle gambe.

Ero abituato a stare due ore sul palco, a saltare e a correre.Non credo che questa volta salterò o correrò molto.

Forse mi siederò”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migranti, raffica di sbarchi a Lampedusa: arrivate quasi 700 persone in poche ore

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(Adnkronos) – Sono 864 i migranti presenti oggi a Lampedusa, dove da giorni sono ripresi gli sbarchi.Tre gli approdi dalla mezzanotte, una decina quelli di ieri giovedì 1 maggio, che hanno condotto sulla più grande delle Pelagie quasi 700 persone.

A soccorrere i barchini partiti dalla Libia le motovedette della Capitaneria di Porto, della Guardia di finanza e le unità dell'assetto Frontex.E con gli sbarchi proseguono a pieno ritmo i trasferimenti.

Quasi 600 quelli che ieri si sono lasciati alle spalle l'isola, stessa sorte stamani per altri 300.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rubio, l’uomo degli incarichi: con Sicurezza nazionale Usa ha battuto Kissinger

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(Adnkronos) – Marco Rubio, il segretario di Stato che Donald Trump ha nominato consigliere per la Sicurezza nazionale dopo il siluramento di Michael Waltz, ripescato poi come ambasciatore all'Onu, è il primo a ricoprire entrambi i ruoli guida della politica estera Usa dai tempi di Henry Kissinger.Ma l'ex senatore della Florida con questa nomina arriva in tutto a quattro incarichi nell'amministrazione Trump, battendo quindi il grande vecchio della politica estera americana a cui Richard Nixon tra il 1973 e il 1975 affidò il doppio incarico. 
"Marco Rubio, segretario di Tutto", titola ironicamente oggi il New York Times, ricordando che prima di questo incarico ad interim il 53enne repubblicano, che Trump chiamava "little Marco" quando erano avversari nelle primarie del 2016, è stato nominato capo ad interim dell'Usaid, dopo che l'agenzia per l'aiuto allo sviluppo è stata di fatto smantellata dai tagli ai fondi ed al personale, e capo ad interim dell'Archivio nazionale federale.  Il giornale sottolinea come si tratti di un record di "proliferazione degli incarichi" che fa sorgere la domanda sul tipo di ruolo sostanziale che Rubio possa svolgere in tutte queste posizione, "soprattutto con un presidente che evita le tradizionali prassi di governo e che ha nominato l'imprenditore amico Steve Witkoff come inviato speciale per tutti i dossier più importanti".

E subito dopo la notizia dell'uscita di Waltz sono circolate voci di una possibile nomina di Witkoff a consigliere nazionale, ipotesi considerata però improbabile da fonti citate da Cbsnews. 
Altri nomi circolati, quello di Stephen Miller, attuale vice capo dello staff e, soprattutto, responsabile della politica sui migranti, o quello di Seb Gorka, altro fedelissimo di Trump ora a capo dell'antiterrorismo.Mentre Ric Grenell, inviato speciale di Trump per le missioni speciali, ha già detto che non è interessato all'incarico.

Poi è arrivato il post di Trump in cui annunciava la nomina ad interim di Rubio, "mentre continuerà la sua forte leadership del dipartimento di Stato".  Un annuncio che ha colto di sorpresa la portavoce del dipartimento di Stato Tammy Bruce alla quale un giornalista ha letto, durante il briefing, il post pubblicato da Trump con la nomina di Rubio, pochi minuti dopo che lei aveva risposto negativamente all'ipotesi di un suo interim. "Miracolo della moderna tecnologia", si è limitata a dire la portavoce, senza rispondere a chi le chiedeva come potrà Rubio svolgere entrambe gli incarichi, insieme altri altri due che gli sono stati affidati.  Nomine che confermano come siano state del tutto superate le frizioni della campagna elettorale di quasi 10 anni fa, e che ora Rubio abbia un ottimo rapporto con Trump, anche grazie, sottolinea oggi la Cnn, la sua disponibilità a dispensare elogi alle capacità di Trump in politica estera ribandendo che il suo compito è quello di seguire le direttive del presidente. "Incredibile marco, quando io ho un problema, chiamo Marco e lui lo risolve", ha detto Trump parlando ieri di Rubio.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Catanzaro (2-0): Il podio e il contropodio gialloblù

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Gara superlativa della Juve Stabia, che piega il Catanzaro con un primo tempo perfetto ed una ripresa di gestione del match.I gol di Mosti e Candellone decidono la gara ma a brillare sono tutti gli uomini gialloblu.

PODIO

Medaglia d’oro: a Niccolò Fortini, tuttocampista fella Juve Stabia.Il giovane scuola Fiorentina è tornato a correre forte dopo il passo falso di Bolzano.

Sua la pennellata che permette a Mosti di stappare la gara, di testa, non certo specialità del repertorio dell’ex Modena.Indiavolato, il 29 delle vespe rincorre gli avversari e danza sul pallone, facendo partire dopo una “veronica” l’azione da PlayStation che quasi porta Candellone alla doppietta.

L’unica volta nella quale perde palla, la recupera poco dopo.

Medaglia d’argento: a Marco Bellich, che torna a guidare la difesa.Premiamo il 6 stabiese ma la nomination va condivisa con i compagni Peda e Ruggero.

Bellich annulla completamente un mostro sacro fella categoria come Iemmello, impedendogli non solo di essere pericoloso ma anche di duettare con i compagni.Pregevoli anche i lanci in fase di impostazione del difensore della Juve Stabia, che nel finale con un sinistro insidioso va vicina alla rete sfuggita a Bolzano.

Medaglia di bronzo: a Leonardo Candellone, attaccante che ogni allenatore vorrebbe avere.

Corre, lotta, contrasta, allunga la squadra: il 27 è semplicemente immarcabile ed instancabile.  Pronti via e sfiora il gol d’esterno destro, recuperando la gioia in chiusura di primo tempo mostrandosi glaciale dagli undici metri.Usa il corpo alla perfezione per difendere palla mandando in tilt i difensori del Catanzaro.

Sfiora la seconda rete personale in due occasioni, regalando nel finale anche il delizioso destro a giro che bacia la parte esterna del palo.

CONTROPODIO

Ovviamente sul nostro CONTROPODIO non c’è nessuno ed, anzi, tanti altre vespe avrebbero meritato di salire sul PODIO.  Da rimarcare, in negativo, invece, i troppi sediolini del Menti rimasti vuoti.  Orario, giorno festivo, prezzi, giornata gialloblu sono tutte dinamiche significative ma la gara dell’accesso matematico ai playoff per la Serie A avrebbe meritato un pubblico ed un calore diversi.

Ucraina, via libera di Trump: sbloccati aiuti Usa per la difesa di Kiev

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(Adnkronos) – L'amministrazione Trump ha informato il Congresso della sua intenzione di dare luce verde alle esportazioni di aiuti per la difesa dell'Ucraina del valore di 50 milioni di dollari o anche oltre.Lo rivela il Kiev Post, citando fonti diplomatiche, secondo cui l'ok è arrivato dopo settimane in cui gli Stati Uniti avevano messo in pausa gli aiuti militari, un modo per ottenere da Kiev il via libera all'accordo sulle terre rare. Il Parlamento di Kiev voterà intanto giovedì prossimo, l'8 maggio, la ratifica dell'accordo, riferiscono deputati ucraini. La Russia e l'Ucraina rimangono tuttavia ancora distanti da un accordo di pace, nonostante abbiano fatto qualche progresso.

A dirlo è stato Marco Rubio, ribadendo che senza una svolta in tempi rapidi, Donald Trump potrebbe riconsiderare il ruolo di mediazione degli Stati Uniti. "Si sono avvicinati, ma sono ancora distanti e è necessaria una vera svolta in tempi molto brevi per rendere possibile" un accordo, ha detto il segretario di Stato intervistato da Fox News.  In caso contrario "il presidente deciderà quanto altro tempo dedicheremo a questo" ha aggiunto Rubio, sottolineando che Washington deve fronteggiare altre questioni pressanti, come il conflitto commerciale con la Cina o il nucleare iraniano. In ogni caso, ha ribadito Rubio, non c'è soluzione militare alla guerra, dal momento che Vladimir Putin non può conquistare tutto il Paese né l'Ucraina può respingere le forze russe "indietro dove erano nel 2014".  Secondo il quadro delineato dall'intelligence degli Stati Uniti e da fonti occidentali citate dalla Cnn, Putin avrebbe intanto modificato il proprio approccio.Il Cremlino sembra aver abbandonato l'idea di una lunga guerra di logoramento, da portare avanti parallelamente ad un lento processo negoziale, e ora privilegia un orizzonte a breve termine. L'inversione di rotta, almeno parziale, sarebbe stata captata da Washington.

Donald Trump e i suoi collaboratori ritengono che il presidente russo sia ora più propenso a considerare un accordo di pace rispetto al recente passato. Gli Stati Uniti mantengono però una 'quota' di scetticismo, visto che le proposte americane per un accordo finora non hanno ricevuto il sì di Mosca nonostante le offerte che Washington ritiene generose: Putin, in sostanza, potrebbe conservare gran parte dei territori invasi.Non si può nemmeno escludere un'ulteriore ipotesi: il sì della Russia alla pace non garantirebbe in assoluto la sicurezza dell'Ucraina, che potrebbe subire un nuovo attacco in futuro. Trentuno persone sono intanto rimaste ferite in raid russi che hanno colpito nella notte Zaporizhzhia ed altre zone. "Ventinove persone sono rimaste ferite in un attacco notturno del nemico" nella città industriale di Zaporizhzhia, ha scritto su Telegram il governatore Ivan Fedorov, aggiungendo che tra i feriti c'e' un ragazzo di 13 anni. "I russi hanno colpito le infrastrutture civili della città, palazzi, un'università", ha poi aggiunto.

La compagnia ferroviaria nazionale ha reso noto che un impianto per la riparazione delle locomotive è stato oggetto "di un massiccio bombardamento".Due uomini sono rimasti feriti in un attacco con i droni nella regione di Dnipropetrovsk, ha reso noto il governatore Sergiy Lysak su Telegram. Intanto, il ministero della Difesa russo ha detto che nella notte la difesa aerea ha distrutto 121 droni ucraini, in maggioranza in Crimea. L'Ucraina accusa quindi la Russia di aver lanciato 150 droni contro il suo territorio, mentre Mosca afferma di aver abbattuto più di 120 droni ucraini.

I militari ucraini precisano che sono stati intercettati e distrutti 64 droni e via Facebook lo Stato Maggiore parla anche di 62 "droni esca" caduti prima che "raggiungessero gli obiettivi".  "L'attacco aereo nemico è stato respinto", affermano, pur confermando attacchi che hanno colpito le regioni di Dnipropetrovsk e Donetsk oltre a Zaporizhzhia. Da parte sua il ministero russo della Difesa precisa su Telegram che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e abbattuto nelle ultime ore 121 droni ucraini, 89 dei quali sulla Crimea e 23 sul Mar Nero. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ricerca, le erbe aromatiche di Aism tornano in piazza per lotta alla sclerosi multipla

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(Adnkronos) – Sabato 3 e domenica 4 maggio, in circa 500 piazze italiane, i volontari Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) tornano con l'iniziativa 'Erbe aromatiche'.Saranno presenti nei punti di solidarietà distribuendo kit contenenti una selezione di 2 piantine in cambio di una donazione di 12 euro.

Dal timo al timo al limone, dall'origano al rosmarino, passando per la maggiorana e la salvia: un tripudio di colori e fragranze per impreziosire gli ambienti domestici e arricchire le pietanze della nostra cucina, propone l'Aism.In Italia – ricorda – 140mila persone vivono con la sclerosi multipla (Sm), una malattia cronica imprevedibile e invalidante, una delle più gravi del sistema nervoso centrale, ancora senza una cura definitiva.

Ogni 3 ore una nuova diagnosi.Il 50% delle persone con Sm è giovane e non ha ancora 40 anni e le donne sono colpite 2 volte più degli uomini.

Grazie ai progressi compiuti dalla ricerca scientifica, esistono terapie e trattamenti in grado di rallentare il decorso della patologia e di migliorare la qualità di vita delle persone con Sm.Tra le malattie correlate alla sclerosi multipla vi è la neuromielite ottica (Nmo), che ha un quadro di bisogni e di interventi sanitari e socio-assistenziali assimilabili alla Sm. I fondi raccolti con le erbe aromatiche contribuiranno concretamente a implementare i servizi di assistenza per le persone con sclerosi multipla e patologie correlate, oltre a sostenere la ricerca scientifica.

La manifestazione che anticipa la Settimana nazionale di informazione sulla sclerosi multipla, dal 26 maggio al 2 giugno, è promossa da Aism e si svolge sotto l'Alto Patronato del presidente della Repubblica.Già da ora – informa una nota – è possibile prenotare la propria confezione di erbe aromatiche contattando la sezione provinciale della propria città (l'elenco è consultabile su https://www.aism.it/aromatiche), oppure chiamando direttamente la sezione provinciale Aism del proprio territorio.

A sostegno della campagna anche il numero solidale Aism 45512, per supportare in particolare il Polo di ricerca in neuroriabilitazione, Neurobrite, presso la sede nazionale di Aism a Genova.Gli importi della donazione saranno di 2 euro da cellulare personale Windtre, Tim, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Fastweb, Coopvoce e Tiscali; 5 o 10 euro da chiamata da rete fissa TIM, Vodafone, WindTre, Fastweb, Tiscali e Geny, 5 euro da chiamata da rete fissa Convergenze e PosteMobile. Quest'anno il kit erbe include una cartolina informativa con un QRCode che rimanda a una landing page attraverso cui scoprire preziosi consigli e idee sfiziose su come utilizzare le erbe aromatiche, non solo in cucina, grazie a diversi amici di Aism e volti noti del mondo food.

L'associazione potrà contare ancora una volta sul sostegno della sua madrina, Antonella Ferrari, attrice, scrittrice e donna con Sm.Il suo appello è invitare tutti a scendere in piazza e a sostenere la ricerca.

Insieme a lei, circa 50 testimonial useranno i loro canali social per amplificare la voce della campagna. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parma, grave donna accoltellata dal marito: lui scappa, si schianta con l’auto e muore

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(Adnkronos) – Una donna è stata aggredita e accoltellata dal marito oggi a San Secondo, comune della bassa parmense, in Borgo Bertani.La donna è ricoverata in condizioni critiche presso il reparto di Rianimazione dell'ospedale Maggiore di Parma.

Dopo il tentato femminicidio, l'uomo è morto schiantandosi con la propria auto mentre tentava la fuga. Sono stati i figli della donna ad avvisare il vicinato dell'aggressione subita dalla madre, scendendo in strada e chiedendo aiuto ai residenti della zona, che hanno subito avvisato le forze dell'ordine. L'incidente in cui l'uomo è morto è avvenuto poco distante dal centro abitato di San Secondo, in prossimità di un distributore di benzina vicino al ponte sul fiume Taro.Nel tentativo di far perdere le proprie tracce, l'uomo avrebbe imboccato a tutta velocità la strada provinciale in direzione Ronco Campo Canneto, invadendo la corsia di marcia di senso opposto e provocando un incidente che gli è costato la vita.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ragazzi uccisi a Monreale, dolore e applausi ai funerali di Salvo, Andrea e Massimo

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(Adnkronos) – A Monreale si celebrano i funerali di Salvatore Turdo, Andrea Miceli e Massimo Pirozzo, i tre giovani uccisi nel corso di una sparatoria nella notte tra sabato e domenica.Accolti da un lunghissimo applauso i feretri bianchi dei tre ragazzi, su ognuna delle tre bare la foto della vittima.

Presenti anche, tutti vestiti di bianco, i rappresentanti della Confraternita del Santissimo Crocifisso, a cui aderivano anche i due cugini Andrea e Salvo.Nelle prime file i genitori dei tre ragazzi, con i fratelli, le sorelle, distrutti dal dolore. Tappeti di fiori, striscioni e fotografie all'ingresso della cattedrale, dove sono presenti in migliaia: tanti gli amici con le magliette con le foto dei tre ragazzi.

Oggi a Monreale è lutto cittadino, tuti gli esercizi commerciali, compresi i bar, sono chiusi in segno di lutto.  
Centinaia di colombe bianche sono poi state fatte volare davanti al Duomo all'uscita dei tre feretri.Insieme alle colombe bianche sono stato fatti volare anche palloncini bianchi e azzurri.  "Nel nostro cuore c'è orrore, tristezza angoscia e paura, ma vogliamo rivolgerci a Dio con la nostra fede, non con l'intelligenza che per ora è offuscata".

E' iniziata così l'omelia dell'arcivesovo Gualtiero Isacchi.  "Signore, ti chiediamo di accogliere questi tuoi figli e di consolare i cuori dei loro famigliari e di tutti noi perché solo in te troviamo speranza.Essere qui, davanti ai corpi senza vita di Andrea, Salvatore e Massimo, ci pone brutalmente di fronte alla gravità della situazione sociale nella quale siamo immersi, caratterizzata troppo spesso dalla violenza: non sappiamo più parlare, dobbiamo urlare; non sappiamo più dialogare, dobbiamo inveire; non sappiamo ascoltare, dobbiamo imporci … Da qui, agli atti di violenza fisica e di morte il passo è veramente breve come ci mostra la cronaca quotidiana", le parole del monsignore. "Pare che nessun luogo o comunità possa essere immune da un tale contagio di violenza!

Dobbiamo compiere una decisa e radicale inversione di marcia.Ma da dove partire?

Il Vangelo che è stato proclamato, ci ha riportati ai piedi del Santissimo Crocifisso al quale, da 400 anni, Monreale con fede chiede grazia", continua l'omelia.  "Noi sappiamo che la croce è salvezza, che il sacrificio di Cristo ci ha donato la vittoria sulla morte, sappiamo che stiamo celebrando la vita, ma ne avvertiamo, della croce, anche lo scandalo- dice -.Le morti di Andrea, Salvatore e Massimo ci interrogano: perché tanta ingiustizia?

Perché tanta violenza?In questa celebrazione ripetiamo la richiesta che martedì sera è risuonata più volte per le strade di Monreale: giustizia!

Ma qui, di fronte a Dio, non ci accontentiamo della giustizia umana che 'è la ferma e costante volontà di dare a ciascuno ciò che gli spetta di diritto', noi cristiani chiediamo di più, chiediamo la giustizia di Dio che implica anche un nostro agire in conformità con la volontà di Dio, che è volontà di salvezza e di vita per tutti".  "Carissimi fratelli e sorelle, carissimi giovani, per noi cristiani domandare giustizia significa chiedere salvezza e vita per tutti, ma anche scegliere di essere noi stessi giusti, cioè 'promotori della giustizia divina' mostrando al mondo la vita buona del Vangelo che si oppone alla peste dell’ingiustizia che mostra violenza, degrado e solitudine", aggiunge l'arcivesovo Isacchi. "Care mamme Antonella, Giusi e Debora; cari papà Mario, Giacomo ed Enzo; cari Claudia, Marco, Giusi, Giuseppe, Ignazio, Sabrina, Marika e Gabriel Ignazio; cari nonni, famigliari tutti, insieme con voi piange tutta Monreale.Piangono, pure, tanti uomini e donne – genitori, figli, educatori – che da tutta Italia hanno fatto giungere il cordoglio e la partecipazione al nostro dolore e alla nostra preghiera.

Con voi condividiamo la fede che ci dà la certezza che Andrea, Salvatore e Massimo hanno incontrato il Cristo crocifisso-risorto.Con lui morti e con lui risorti, ora vivono nella gioia senza fine della vita piena in Dio", le parole indirizzate alle famiglie. "Questa celebrazione eucaristica, memoriale della morte e risurrezione di Gesù, indica anche a noi quell’unica strada sulla quale i nostri figli ci hanno preceduti, e sulla quale siamo chiamati a camminare qui ed ora", dice.  "Preghiamo e affidiamo alla misericordia di Dio Andrea, Salvatore e Massimo perché lui, Padre misericordioso che non perde nessuno dei suoi figli, li accolga nella pienezza di quella eternità nella quale non c’è più dolore, ingiustizia e morte.

Ricompensali per il bene e la gioia che hanno portato nelle loro case e nella nostra città.Preghiamo per le loro mamme, i papà, le sorelle, i fratelli e i famigliari, perché possano trovare consolazione nelle Parole della fede e nel sostegno dell’intera comunità", continua l'omelia. "Chiediamo anche a voi, Andrea, Salvatore e Massimo di pregare per noi, per le vostre famiglie e per la vostra Monreale: ora che vedete Dio faccia a faccia domandate per noi pace e speranza, finché non ci incontreremo di nuovo nel paradiso che da oggi è la vostra casa", conclude. “Di solito si dice di chi muore che era una brava persona.

In questo caso è vero.Forse angeli lo sono sempre stati.

In questo momento ombre ci stanno coprendo, i primi raggi di sole saranno loro a illuminarci.Se oggi Monreale è in ginocchio non è per paura ma per commemorare questi splendidi ragazzi e per il coraggio che hanno avuto”.

Così il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono alla fine dell’omelia.  “Salvo, Massimo e Andrea non sono stati ammazzati, si sono sacrificati perché quella sera poteva succedere di peggio – dice -.Hanno mostrato a tutti noi cosa sono coraggio, voglia di vivere.

Ognuno di noi deve ispirarsi a loro per tornata a camminare.Grazie a loro avremo la possibilità di tornare a respirare”. “Nessuna mamma deve vivere quello che stiamo passando noi: Massimo era beddu come u suli (era bello come il sole ndr).

Era una persona altruista e buona e felice.Massimo era di tutti”, le strazianti parole della mamma di Massimo Pirozzo in chiesa al termine dell’omelia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

I Benvegnù: “Ci hanno rubato gli strumenti, aiutateci a trovarli”

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(Adnkronos) – "Ieri sera, dopo il concertone del Primo maggio a Roma, dei ladri hanno sfondato il vetro del furgone rubando alcuni strumenti e valigie ai Benvegnù.Inutile raccontare la rabbia e la frustrazione che proviamo.

Stiamo procedendo a denuncia formale, ma se potete in qualche modo aiutarci, confidiamo anche nell'aiuto di tutti voi.A seguire troverete foto e descrizione degli strumenti rubati.

Aiutateci a fare girare il messaggio.Grazie di cuore a tutti".

A riferire dell'accaduto e a lanciare l'appello è la stessa band che ieri si è esibita sul palco di piazza San Giovanni, insieme a Brunori Sas ed Ermal Meta, tributando un omaggio al loro leader Paolo Benvegnù, il cantautore e chitarrista morto improvvisamente lo scorso dicembre.Il post su Instagram è accompagnato dalle foto e dalla descrizione dei vari strumenti rubati: una chitarra acustica, un basso, una pedaliera.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni: “Con Trump leali ma non subalterni. No a utilizzo strumentale dell’antifascismo. Mi ripresenterò agli elettori dicendo ve lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto”

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(Adnkronos) –
Presidente Meloni, il suo governo è arrivato al giro di boa.Quel 22 ottobre del 2022 quando ha giurato davanti al presidente della Repubblica le sembra vicino o lontano?
  "Se penso alle tante vicende che abbiamo vissuto in questi due anni e mezzo, ai cambiamenti intorno a noi ma anche alle tantissime cose fatte mi sembra lontano.

Se penso a quello che ancora vogliamo realizzare ragiono come se avessimo appena iniziato.Anche quando la stanchezza fisica prende il sopravvento, non penso mai di aver fatto abbastanza.

Dopodiché, al di là delle sensazioni, c’è un dato inconfutabile: il governo che presiedo è già oggi il quinto più longevo della storia repubblicana e certamente saliremo ancora in questa classifica. È un governo stabile, che poggia su una maggioranza coesa, e questa stabilità aumenta la considerazione per l’Italia". 
Qual è la cosa più importante che pensa di aver fatto per gli italiani finora?  "Potrei citare decine di provvedimenti di cui vado orgogliosa ma la cosa per me più importante è sentir dire a molti italiani che hanno ritrovato un po’ di fiducia e di orgoglio.Siamo una nazione e un popolo straordinari, dobbiamo ricordarcelo sempre, diventare i migliori ambasciatori di noi stessi in un mondo in cui c’è una fame e una voglia di Italia che io tocco con mano ogni giorno e che spesso non riusciamo nemmeno a immaginare".  
E quella che invece ancora fatica a realizzare?
 "Vorrei poter ottenere sulla natalità gli stessi straordinari risultati che abbiamo ottenuto sul fronte dell’occupazione e su quello del contrasto all’immigrazione irregolare.

Il sostegno alla natalità rimane una priorità a cui abbiamo dedicato misure importanti e risorse significative, ma non basta.I risultati sono ancora insufficienti". 
Quindi?
 "Occorre continuare a sostenere le madri lavoratrici e a rafforzare gli strumenti di conciliazione famiglia lavoro.

E oltre a ciò serve una grande alleanza culturale, per cambiare la narrazione secondo la quale mettere al mondo un figlio sia un carico troppo gravoso per la carriera e per le ambizioni personali, soprattutto delle donne.Poi il prezzo dell’energia.

Anche qui dall’insediamento del governo abbiamo fatto molte cose, ma dobbiamo riuscire a trovare il modo di abbassare strutturalmente il costo dell’energia in Italia.E’ fondamentale soprattutto per la competitività del nostro sistema".  
Alla fine dei 5 anni per quali risultati vuole che il suo governo venga ricordato?
 "Voglio realizzare per intero il programma del centrodestra e potermi ripresentare agli elettori dicendo la cosa più banale su cui i politici andrebbero giudicati: ve lo avevamo promesso, lo abbiamo fatto.

Vale per l’economia, per l’immigrazione, per la sicurezza, per il sostegno alla famiglia, per le riforme istituzionali, per la politica estera.E vale per il lavoro, perché vogliamo essere ricordati come il governo che ha aumentato il lavoro, ridotto il precariato e messo al centro la sicurezza sul posto di lavoro.

Proprio su questo sono fiera che il governo abbia reperito, insieme all’INAIL, ulteriori 650 milioni su questo tema, che sommati ai 600 milioni già previsti quest’anno, portano a oltre un miliardo e 250 milioni la dotazione disponibile.Ci confronteremo l’8 maggio con le parti sociali per discutere delle proposte del governo e ascoltare quelle che ci verranno sottoposte".  
Il Ponte sullo stretto si farà?
 "È un punto ambizioso del nostro programma, che condivido.

Siamo stati la civiltà delle grandi edificazioni che stupivano il mondo, non possiamo intimidirci per un ponte, anche se maestoso.Dopodiché sappiamo quante difficoltà comporti, ma tutto sta procedendo nella giusta direzione".  
E' più probabile il ponte o la riforma del premierato?
 "Il premierato è per me la madre di tutte le riforme.

Insieme alla riforma della giustizia, all’autonomia differenziata, alla riforma fiscale è l’impianto riformatore per il quale gli italiani ci hanno votato.Andremo avanti perché vogliamo rafforzare la nostra democrazia e difendere il diritto dei cittadini a scegliere da chi farsi governare.

Ci riusciremo". 
Al di là degli attacchi politici, qual è stata la più grande delusione umana in questi 900 giorni di governo?
 "Guardi, io sono cresciuta in un quartiere storicamente di sinistra (Garbatella a Roma .ndr) e ho iniziato la mia militanza politica a scuola, in infuocate assemblee studentesche.Sono abituata al confronto politico, anche a quello più aspro.

Quello che mi è dispiaciuto in questi anni è stato vedere che, pur di colpire me e questo governo, alcune persone senza scrupoli non abbiano avuto alcuna remora a mettere in mezzo la mia famiglia, mia sorella, il padre di mia figlia, addirittura mia figlia.Quasi sempre senza ragione, in una strategia di banale character assassination.

L’altra cosa che mi colpisce è che troppe volte sono stata oggetto di attacchi sessisti vergognosi, nel silenzio e nell’indifferenza di quelli che si riempiono la bocca dei diritti delle donne.Mi verrebbe da dire che ormai ci sono abituata ma non voglio dirlo, perché non bisogna abituarsi a cose di questo genere.

Non per me ma perché non è giusto, non è accettabile, non dobbiamo rassegnarci a questo imbarbarimento".    
Perché a suo parere la narrazione sull’Italia all’estero è così diversa da quella che viene fatta dai media italiani?  "Sono molto orgogliosa di essere riuscita a capovolgere la narrazione sull’Italia all’estero.Sui media di tutto il mondo, anche su quelli tradizionalmente di sinistra, oggi l’Italia viene considerata un sinonimo di affidabilità e viene lodata per la sua stabilità e per i risultati ottenuti, dall’economia all’immigrazione.

Rientra nel gioco democratico il fatto che l’opposizione in Italia enfatizzi le cose che non vanno e non parli dei successi conseguiti.Non lo reputo un problema, penso anzi che sia uno sprone a fare sempre meglio".   
Eppure c'è chi sostiene ci sia un problema di libertà di stampa in Italia. "La libertà di stampa è una cosa troppo seria e preziosa per essere sminuita con la propaganda politica." 
In che senso?
 "L’Italia ha bravi e agguerriti giornalisti, e una moltitudine di liberi organi di stampa, che sanno fare benissimo il proprio lavoro e che per fortuna non si risparmiano negli attacchi a me e a questo governo.

Chiunque legga i giornali e accenda la televisione sa bene che non mancano le voci critiche nei confronti del governo.Anche, giustamente, sulla televisione pubblica.

Del resto abbiamo sempre detto che non avremmo sostituito un’egemonia di destra a quella radicata della sinistra e continueremo su questa linea: garantire spazi di libertà a tutti, anche a chi non ha mai potuto esprimere le proprie qualità o competenze perché non aveva la tessera giusta in tasca e non frequentava i salotti più in, quando cioè in Italia un problema di pluralismo c’era davvero ma, ovviamente, non si poteva dire".    
Molti dei ragazzi che voteranno per la prima volta alle prossime elezioni si informano solo sui social.Quanto contano le piattaforme digitali nella formazione del consenso?
 "Tantissimo, ovviamente. È importante che la sacrosanta lotta alla disinformazione e alle interferenze straniere nelle nostre democrazie non si trasformi in un indottrinamento a senso unico e in una censura delle opinioni non allineate.

Apprezzo molto il nuovo impegno delle principali piattaforme a rivedere algoritmi e modalità di verifica dei contenuti, la libertà di espressione deve essere garantita.A maggior ragione in un tempo in cui l’intelligenza artificiale ci pone di fronte a sempre nuove sfide, che riguardano certamente il mondo del lavoro ma anche quello dell’informazione e della comunicazione".  
Ricordando la morte del militante del Fronte della Gioventù Sergio Ramelli, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di nuovi 'fuocherelli' da spegnere prima che divampino.

Ha anche lei questo timore?
 "Si.Anch’io nel mio messaggio per i 50 anni dalla morte di Sergio Ramelli, ho messo in guardia soprattutto i più giovani dai seminatori di odio e dai cattivi maestri che, ieri come oggi, giustificano la violenza e la sopraffazione come strumenti di lotta politica.

Ci sono preoccupanti segnali di un nuovo odio e di una nuova intolleranza, per ora confinati a minoranze rumorose, ma che non devono essere mai sottovalutate.Ne sono recenti esempi gli insulti antisemiti alla senatrice Liliana Segre, a cui rinnovo la mia solidarietà, così come le aggressioni ripetute alle forze dell’ordine e ai giovani militanti di destra nelle scuole e nelle università".  
Gianfranco Fini disse “Tutti i democratici sono antifascisti ma non tutti gli antifascisti sono democratici”.

Oggi più che mai?
 "Si, storicamente è stato così ed è così anche oggi. È per questo che rifuggo dall’utilizzo strumentale della categoria dell’antifascismo, che purtroppo storicamente non si manifestò soltanto nell’opposizione alla dittatura". 
Si spieghi meglio. "Oggi il vero discrimine è tra chi difende libertà e democrazia a tutte le latitudini e chi invece lo fa solo a corrente alternata.Da molto tempo a destra non c’è nessun imbarazzo a condannare ogni forma di dittatura e di violenza politica, cosa che purtroppo la sinistra non riesca ancora a fare, invocando una serie di distinguo molto preoccupanti".   
Come risponde all'appello di Pier Ferdinando Casini che, nel solco dell'insegnamento di papa Francesco, le chiede di occuparsi subito delle condizioni pesanti dei detenuti?
 "Mi hanno molto colpito le parole di papa Francesco quando all’uscita della sua ultima visita a un carcere ha detto che, ogni volta che vede dei carcerati, pensa “perché loro e non io”.

Non dobbiamo mai perdere la nostra umanità nei confronti di chi ha sbagliato e sta scontando una pena.Certamente le condizioni carcerarie ci preoccupano, abbiamo ereditato una situazione pesante sia per i detenuti che per gli agenti di polizia penitenziaria a cui stiamo cercando di porre rimedio con interventi straordinari e un nuovo piano di edilizia carceraria.

Non ho mai creduto che la strada per ridurre il sovraffollamento siano indulti e svuotacarceri.Uno Stato giusto adegua la capienza alle necessità, non i reati al numero di posti disponibili.

Servono misure strutturali per ampliare gli spazi a disposizione, e per migliorare le condizioni carcerarie, ed è quello che stiamo facendo.Il piano del Governo è di arrivare alla fine della legislatura con una capienza nelle carceri aumentata di almeno settemila unità, ma fermo restando che occorre trovare le risorse il mio intendimento sarebbe di arrivare a 10 mila, cioè ai posti medi mancanti secondo le statistiche degli ultimi anni".  
Il presidente Mattarella in occasione del primo maggio, ha ricordato che i salari bassi sono una grande questione per il nostro paese.

Cosa può e intende fare il governo per dare una risposta alle famiglie che, sempre per citare il capo dello Stato, “non reggono” l’aumento del costo della vita
 "Ho visto l’intervento del Presidente Mattarella e non ho sentito quelle parole, anche se sono state riportate da alcuni organi di stampa.Il Presidente della Repubblica ha giustamente ricordato che l’Italia si distingue per una dinamica salariale negativa nel lungo periodo, anche se dal 2024 si assiste ad una ripresa.

Abbiamo molto terreno da recuperare, ma sono particolarmente fiera del fatto che questo governo sia riuscito ad imprimere un cambio di rotta".  
Ovvero?  "Fin dall’inizio del mandato abbiamo lavorato per sostenere i redditi più bassi, segnatamente quelli da lavoro.Lo abbiamo fatto con la stabilizzazione del taglio del cuneo fiscale, con i bonus bollette, con gli sgravi fiscali alle aziende che assumono donne, giovani, ex percettori di reddito e disoccupati di lungo corso.

I dati sull’occupazione ci dicono che dall’inizio del nostro governo abbiamo avuto un milione di nuovi posti di lavoro, in gran parte a tempo indeterminato e con un record per l’occupazione femminile.Abbiamo rinnovato molti contratti pubblici, non ultimi quelli della scuola e del comparto sicurezza e difesa e stiamo esercitando la nostra moral suasion per i contratti privati ancora bloccati.

Stiamo anche procedendo con una legge storica che introdurrà la partecipazione dei lavoratori agli utili di impresa.Insomma, la strada è tracciata e continueremo in questa direzione, ma un gap pluridecennale non si risolve in due anni.

E se chi oggi accusa noi avesse fatto qualcosa quando governava, non avremmo ereditato una situazione così compromessa".    
Spostiamoci sulla politica estera: Come giudica i primi 100 giorni del nuovo presidente degli Stati Uniti i Donald Trump?Si aspettava questo terremoto nelle relazioni internazionali?
 "L’affermazione del principio “America First” non era solo uno slogan elettorale che i cittadini americani hanno premiato, ma un programma politico su cui per quattro anni hanno lavorato i principali think tank repubblicani.

Quindi, in generale, non mi ha sorpreso.Soltanto gli ingenui si sorprendono quando in politica estera una nazione difende i propri interessi.

Per di più, una tendenza più “self Made”, era già avviata con le precedenti amministrazioni, anche democratiche.Noi siamo determinati a far valere i nostri interessi, nel solco della tradizionale amicizia che ci lega agli USA, con lealtà ma senza subalternità.

L’ultimo frutto di queste buone relazioni è ad esempio l’annuncio di Trump di voler ripristinare il Columbus Day, una festa tanto cara alla comunità italoamericana, che negli ultimi anni ha subito un vergognoso attacco ideologico nel nome della cancel culture.A nome degli italiani ringrazio il Presidente degli Stati Uniti per questa scelta".  
Sui dazi lei ha spiegato che non sono ancora maturi i tempi per un incontro tra Trump e l’Unione europea.

Lei si è detta contraria ai ‘contro-dazi’, quale dovrebbe essere la risposta dell’Europa?
 "Il confronto sta andando avanti a livello tecnico e sono contenta se il mio incontro con Trump è servito a favorire le condizioni politiche per l’avvio di un dialogo più concreto.L’Italia lavora per avvicinare le due sponde dell’Atlantico, perché crediamo nell’Occidente come sistema di valori, di alleanze internazionali e di relazioni economico-commerciali. È quello che nell’incontro alla Casa Bianca ho sintetizzato con il motto “Make the West great again”.

Le nostre posizioni come Unione Europea devono naturalmente partire dalla difesa degli interessi dei nostri cittadini, senza mai dimenticare che soltanto insieme, Europa e America, potremo essere forti in uno scenario globale sempre più complesso.Il fatto di essere stata criticata, nel giro di poche settimane e dalle stesse persone, per essere stata prima troppo vicina a Trump e poi troppo lontana durante i funerali di Papa Francesco, significa che quelle persone sono molto confuse ma anche che, evidentemente, il legame con gli USA era ed è imprescindibile.

Come abbiamo sempre detto noi".  
Esistono margini per difendere gli interessi specifici italiani?
 "L’Italia è una delle principali nazioni esportatrici al mondo, e ci giochiamo palmo a palmo con altre importanti Nazioni il quarto gradino di Paese esportatore a livello planetario.Sono orgogliosa di questi risultati raggiunti, non a caso durante il nostro governo, che sta sostenendo il nostro export con forza anche aprendo nuovi mercati, da ben prima di Trump.

Un commercio globale non solo aperto ma anche equo, nell’interesse nazionale italiano.La determinazione dei dazi spetta alla Commissione Ue ma di certo con gli USA, così come con gli altri partner internazionali, lavoriamo per rilanciare investimenti e progetti comuni, nei quali le aziende italiane possano avere un grande spazio". 
Come definirebbe il suo rapporto con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen?
 "Abbiamo ormai una collaborazione consolidata e un rapporto di stima ispirato alla risoluzione dei problemi e anche alla massima franchezza.

Sono molto soddisfatta del fatto che, già nello scorso mandato e ovviamente anche in questo, la Commissione abbia accolto molte proposte dell’Italia, dalla rimodulazione del Pnrr alle politiche migratorie, su cui ormai parliamo una lingua molto simile e molto diversa dal passato.Quando abbiamo avuto visioni differenti, come avvenuto di recente quando ho sostenuto con forza che gli investimenti nella difesa europea non dovessero esaurirsi al tema armi ma affrontare la sicurezza dei cittadini in tutti i suoi aspetti, le abbiamo fatte valere con buoni risultati. È quello che cerco di fare con tutti gli interlocutori internazionali.

Ora credo serva un passo avanti nella rimodulazione del Green Deal, affinché non rappresenti più un fardello sulla competitività delle nostre imprese.Temi emersi anche al congresso del Ppe e su cui dobbiamo lavorare spediti".  
E con il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron?
 "Rappresentiamo due grandi nazioni europee, amiche e confinanti, con tanti interessi comuni ma anche una sana competizione in molti settori.

Rappresentiamo anche due famiglie politiche che hanno sensibilità culturali diverse.I nostri rapporti sono figli di tutte queste sfumature, ma ormai anche di una consuetudine che ci porta a collaborare su tanti dossier.

Come forse si è capito, io nei rapporti internazionali ho un approccio molto pragmatico, bado ai risultati concreti e in diversi campi, Italia e Francia, si trovano alleate".  
Con il prossimo cancelliere tedesco Friedrich Merz ha già avuto occasioni di confronto?
 "Ci siamo incontrati prima delle elezioni che lo hanno visto vincitore.E ci siamo sentiti in queste settimane.

Faccio i migliori auguri a lui e al suo governo.Ho letto alcune sue dichiarazioni al congresso del Ppe sui temi della competitività e del Green Deal e le ho molto condivise.

Sono certa che lavoreremo bene insieme".   
Con la Gran Bretagna del premier laburista Keir Starmer è riuscita ad instaurare un rapporto pare altrettanto proficuo di quello che aveva con Sunak?Cosa vi unisce, pur avendo orientamenti politici distanti?
  "Ho trovato un premier pragmatico che non ha esitato ad avviare un lavoro comune con noi.

Lo facciamo sui temi della difesa, perché naturalmente non si può pensare a un forte sistema di difesa euroatlantica senza il Regno Unito.E lo facciamo sul contrasto all’immigrazione irregolare, superando le differenze politiche di partenza.

Anche se devo dire che un numero sempre maggiore di governi anche di sinistra condividono questo approccio, abbandonando progressivamente l’ideologia dell’immigrazione incontrollata". (di Davide Desario) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lavoro, a marzo 2025 +450mila occupati rispetto al 2024

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(Adnkronos) –
A marzo 2025 l'occupazione è cresciuta rispetto allo stesso mese del 2024 (+450mila occupati), come sintesi della crescita dei dipendenti permanenti (+673mila) e degli autonomi (+47mila), a fronte del calo dei dipendenti a termine (-269mila).Lo evidenzia l'Istat. Sempre nel terzo mese di quest'anno l'occupazione è diminuita invece su mese dello 0,1%, pari a -16mila unità.

Il calo riguarda le donne, i minori di 35 anni di età, i dipendenti a termine e gli autonomi; nelle altre classi d’età, tra gli uomini e tra i dipendenti permanenti il numero di occupati cresce.Il tasso di occupazione è stabile al 63%, comunica l'Istat. Confrontando il primo trimestre 2025 con il quarto 2024, si osserva un aumento di 224mila occupati (+0,9%).

La crescita dell’occupazione, osservata nel confronto trimestrale, si associa all’aumento delle persone in cerca di lavoro (+0,5%, pari a +7mila unità) e alla diminuzione degli inattivi (-1,7%, pari a -217mila unità). A marzo il tasso di disoccupazione sale al 6% (+0,1 punti), quello giovanile al 19% (+1,6 punti).L’aumento delle persone in cerca di lavoro (+2,1%, pari a +32mila unità) si osserva soltanto per gli uomini e i minori di 50 anni d’età, fa sapere ancora l'Istat. Il calo degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,1%, pari a -11mila unità) coinvolge gli uomini e i 35-49enni a fronte di un aumento tra le donne e nelle altre classi d’età, con l’eccezione dei 15-24enni che registrano una stabilità.

Il tasso di inattività è invariato al 32,9%.  Rispetto a marzo 2024, diminuisce sia il numero di persone in cerca di lavoro (-11,8%, pari a -208mila unità) sia quello degli inattivi (-0,9%, pari a -107mila).  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Istituto Di Giacomo De Nicola – Agerola: Talenti, Pace e Comunità in Festa al Parco della Colonia

L’Istituto Di Giacomo De Nicola di Agerola ha trasformato il suggestivo Parco della Colonia Montana di San Lazzaro in un vibrante palcoscenico di apprendimento e condivisione con il progetto “Fuoriclasse in Movimento”.  Tre giorni indimenticabili (28,29 30 aprile), immersi nel verde e con una vista mozzafiato sul mare, hanno visto gli studenti protagonisti di un’esperienza formativa innovativa e coinvolgente.

I “Giorni dello Studente”: Un Percorso Costruito Insieme per Crescere all’Aria Aperta

Nell’ambito delle iniziative volte a promuovere il benessere scolastico, gli studenti stessi hanno giocato un ruolo chiave, ideando e votando i “Giorni dello Studente”.  Questa formula ha offerto loro l’opportunità di imparare, condividere passioni e crescere insieme, sfruttando al meglio il contesto stimolante e naturale del parco.

Quattordici Laboratori Esperienziali per Esplorare Talenti e Passioni

Il cuore pulsante dell’evento sono stati i 14 laboratori esperienziali che hanno animato il parco.  Ragazze e ragazzi si sono messi in gioco in diverse aree: dalle arti e creatività al teatro ed emozioni, dalla lettura immersiva e scrittura creativa alla musica, cinema e quiz, passando per le scienze, la tecnologia e il coding, lo sport e il movimento, fino alle lingue e alla comunicazione.Un ventaglio di opportunità per scoprire e coltivare i propri talenti.

Chiusura all’Insegna della Pace e dell’Impegno Civico: Un Messaggio alla Comunità

Il pomeriggio conclusivo delle tre giornate (mercoledì 30 aprile) ha rappresentato un momento significativo di apertura alla comunità, con la presentazione del progetto “Fuoriclasse contro la dispersione scolastica”.  Genitori, studenti e cittadini si sono uniti in un toccante Reading di poesie di pace, in adesione alla Marcia PerugiAssisi, accompagnati dalle note del Coro di Pace.  Le vignette contro la guerra di Marco Gaucho Filippi e le bandiere di pace realizzate dagli studenti hanno arricchito ulteriormente questo importante momento di riflessione.

Solidarietà e Passaggio di Consegne nel Consiglio Comunale dei Ragazzi

L’evento è stato anche un’occasione per dimostrare concretamente l’impegno verso gli altri.  Grazie all’iniziativa dell’alunna Miryam Metraoui, sono state raccolte donazioni per il “Pane della Pace”, destinate ai progetti solidali del Claun il Pimpa.

Un momento di grande emozione ha segnato il passaggio di fascia tra il sindaco uscente del Consiglio Comunale dei Ragazzi e la nuova sindaca, Anna Acampora, simbolo di continuità e di partecipazione civica attiva.

Il Palco dei Talenti: L’Entusiasmo del Contest Finale

A chiudere in bellezza queste intense giornate, i ragazzi del Consiglio Comunale dei Ragazzi hanno organizzato un vivace contest, offrendo uno spazio libero in cui i giovani talenti hanno potuto esprimersi attraverso performance creative e coinvolgenti, regalando momenti di gioia e condivisione.

Un Corale Ringraziamento per il Successo di un’Esperienza Memorabile

Un sentito ringraziamento va alla dirigente scolastica Dott.ssa Maria Criscuolo e a tutto il team docenti dell’Istituto Di Giacomo De Nicola, alla referente organizzatrice Prof.ssa Lisa Erculanese, alla Prof.ssa Angela Avitabile, alla formatrice Fuoriclasse Dott.ssa Valentina Colasanto, a tutti gli studenti e alle loro famiglie, ai ragazzi del Consiglio Fuoriclasse e del Consiglio Comunale dei Ragazzi, al Campus Principe di Napoli e all’Osservatorio Astronomico Salvatore Di Giacomo per il loro prezioso impegno.  I ringraziamenti speciali vanno all’amministrazione comunale di Agerola per la disponibilità e il supporto mostrato sempre, all’artista Marco Filippi, allo scrittore Tonino Scala e a tutti i docenti che hanno contribuito con la loro presenza e collaborazione.Sarà senz’altro un’esperienza da ripetere in futuro!  Grazie di vero cuore

Attacco di droni, colpita nave con aiuti umanitari per Gaza: doveva imbarcarsi anche Greta Thunberg – Video

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(Adnkronos) – Una nave che trasporta aiuti umanitari diretti alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza è stata colpita da droni e ha preso fuoco in acque internazionali, al largo delle coste di Malta.Lo hanno riferito alla Cnn gli attivisti a bordo dell'imbarcazione, la Conscience della Freedom Flotilla Coalition, che hanno lanciato un Sos.

L'attacco, hanno spiegato gli attivisti impegnati in una campagna per porre fine all'assedio israeliano di Gaza, è avvenuto poco dopo la mezzanotte. "In questo momento c'è un buco nella nave e la nave sta affondando", ha detto alla Cnn da Malta Yasemin Acar, addetto stampa della Freedom Flotilla Coalition.La nave era diretta a Malta, dove numerosi attivisti si sarebbero dovuti imbarcare per dirigersi a Gaza.   Sulla nave Conscience diretta nella Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese si sarebbe dovuta imbarcare a Malta l'attivista per il clima Greta Thunberg.

Lo hanno dichiarato gli attivisti della Freedom Flotilla Coalition alla Cnn, precisando che l'attivista non era a bordo della nave quando è scoppiato l'incendio causato dall'attacco condotto da droni.Sulla nave si sarebbe dovuto imbarcare anche il colonnello in pensione dell'esercito americano Mary Ann Wright. "Volontari provenienti da oltre 21 Paesi si sono recati a Malta per imbarcarsi nella missione a Gaza, tra cui figure di spicco", ha affermato la Freedom Flotilla Coalition in una nota, precisando di non aver comunicato in precedenza la missione ai media per evitare azioni di sabotaggio. Sono stati tutti tratti ''in salvo i 12 membri dell'equipaggio e i quattro civili'' che si trovavano a bordo della nave Conscience della Freedom Flotilla Coalition quando è stata colpita in un attacco condotto da droni.

Lo rende noto il governo di Malta che ha coordinato le operazioni di soccorso precisando che ''non si registrano vittime''.L'imbarcazione, battente bandiera di Palau, era partita dalla Tunisia martedì sera e si trovava al largo delle coste di Malta da circa 12 ore prima di subire l'attacco. "Tutti i membri dell'equipaggio sono stati confermati sani e salvi, ma si sono rifiutati di salire a bordo del rimorchiatore.

E' stata fornita assistenza per supportare le operazioni antincendio interne", si legge nella nota del governo maltese. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Scelte stupide’, fuori il nuovo singolo di Fedez e Clara – Video

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(Adnkronos) – Fuori da oggi 'Scelte stupide', il nuovo singolo di Fedez e Clara, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in radio per Warner Music Italy, accompagnato dal videoclip ufficiale.  Quello dei due artisti, è un brano dalle sonorità cupe e avvolgenti che mette a nudo gli ultimi bagliori di un rapporto destinato a finire, ma che non si è ancora pronti a lasciare andare.  Le voci di Fedez e Clara si intrecciano dando vita a un racconto viscerale e autentico su un amore complicato, fatto di slanci irrazionali e cadute inevitabili. 'Scelte Stupide' prosegue il viaggio sonoro iniziato da Fedez con 'Battito', mescolando atmosfere pop alla Artemas a una carica marziale su una base elettronica incalzante e cadenzata, che non permette all’ascoltatore di distogliere l’attenzione.Dopo la recente partecipazione di entrambi gli artisti al 75esimo Festival di Sanremo, Fedez e Clara sono tornati in studio, per la prima volta insieme, per unire le forze in nuova musica che accompagnerà tutta l’estate.  Il videoclip visionario e narrativo di 'Scelte Stupide', diretto da Byron Rosero e da Fedez stesso, dal quale è nata l’idea, racconta l’amore tra controllo e caos: si passa da una gabbia dorata in cui tutto è tanto perfetto quanto sterile a una realtà pulsionale ed emotiva, dove regna l’istinto e tutto può accadere.

Qui, Fedez e Clara s’incontrano al confine fra verità e finzione, fra sostanza e apparenza, i confini tra gli opposti si assottigliano sempre di più fino a spezzare la perfezione, lasciando spazio a ciò che è umano: l’errore, l’impulso, la scelta stupida.La collaborazione inedita tra Fedez e Clara unisce uno degli artisti più influenti dello show business italiano con una delle voci della nuova generazione del pop più amate degli ultimi anni, facendo incontrare due mondi artistici apparentemente lontani ma straordinariamente complementari in un singolo potente, un video dal forte impatto cinematografico e una collaborazione destinata a lasciare il segno.  Il 2025 sarà anche un anno di musica live per entrambi gli artisti.

Per Fedez, infatti, si celebrerà 'll Ritorno a Casa' con due date evento all’Unipol Forum di Assago il 19 (sold out) e il 20 settembre.Clara, invece, partirà per il suo tour estivo il 10 maggio con la data a Terrazza degli Iblei a Melilli (Sr), e continuerà ad esibirsi in tutta Italia fino all’8 settembre a Porto Salvo Festival di Siderno (Rc), proseguendo poi il viaggio live a novembre con due date nei club, il 28 novembre all’Orion di Roma e il 30 novembre al Fabrique di Milano.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Juve Stabia di Guido Pagliuca offre un pranzo amaro a Fabio Caserta

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La Juve Stabia ha battuto con un secco 2 a 0 il Catanzaro dell’ex Fabio Caserta nel lunch match di giornata (ore 12:30) della serie BKT 2024-2025.Il tecnico di Melito Porto Salvo si è arreso con il suo Catanzaro contro la squadra allenata dal tecnico di Cecina.

I gialloblu hanno ottenuto una bella vittoria con un primo tempo da urlo ed una seconda frazione di gestione con poca sofferenza.Una giornata importante con le vespe che scrivono la pagina più importante della loro storia con una storica qualificazione ai play off promozione per arrivare nella massima serie.

Incredibile ma vero!Il Romeo Menti incorona una Juve Stabia solida e cinica, capace di infliggere un netto 2-0 al Catanzaro e di regalare al proprio pubblico una vittoria carica di significato, dedicata alla memoria delle vittime del tragico lutto del Faito.

La partita si è trasformata in una vera e propria lezione tattica impartita da Guido Pagliuca a Fabio Caserta, con le Vespe che hanno saputo imbrigliare le trame offensive dei giallorossi e colpire con chirurgica precisione.Fin dai primi minuti, si è percepita la chiarezza di idee della Juve Stabia, un meccanismo ben oliato che ha concesso pochi spazi al talentuoso attacco catanzarese.

La solida organizzazione difensiva, già elogiata da Pagliuca nel post-partita, ha rappresentato un muro invalicabile per le incursioni avversarie.Dall’altra parte, il Catanzaro è apparso meno brillante del solito, faticando a trovare varchi nella retroguardia stabiese.

Le parole di Fabio Caserta nel dopo gara non hanno lasciato spazio a interpretazioni: un amaro mea culpa per un approccio giudicato insufficiente e la drastica decisione del ritiro immediato per scuotere l’ambiente.Un segnale forte della delusione per una prestazione al di sotto delle aspettative.

Il successo della Juve Stabia non è stato solo frutto di una difesa ermetica, ma anche di una lucidità offensiva che ha permesso di concretizzare le occasioni create.La squadra di Pagliuca ha dimostrato di saper soffrire e colpire al momento giusto, evidenziando una maturità tattica che la proietta con sempre maggiore consapevolezza verso i propri obiettivi.

Al di là del risultato sul campo, la conferenza stampa di Guido Pagliuca ha toccato corde profonde.La dedica sentita alla città di Castellammare, colpita dal grave lutto, ha aggiunto un ulteriore strato emotivo alla vittoria.

Il tecnico ha voluto rimarcare come il successo fosse un omaggio alla comunità, un piccolo gesto in un momento di grande dolore.Significativo anche il suo rispetto per la squadra, preferendo non prendersi la scena sotto la curva e lasciare che i giocatori si godessero appieno il meritato applauso.

Il viaggio della Juve Stabia, metaforicamente ribattezzato “America” nello spogliatoio, prosegue con questa importante vittoria.Pagliuca continua a predicare umiltà e concentrazione sul percorso, senza farsi distrarre dalla posizione in classifica.

Un finale di torneo ricco di tappe importanti, domenica si vola a Brescia per una nuova sfida per cuori forti per provare prima a consolidare e poi per continuare a giocare con la fantasia.

Conclave dalla A alla Z, le parole chiave dell’elezione del 267esimo Papa

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(Adnkronos) – Dalla A alla Z, ecco le parole chiave del Conclave che porterà all’elezione del nuovo Papa, il 267esimo.  
A come acclamazione: il nuovo Papa viene presentato dalla loggia che si affaccia a San Pietro con l’Habemus Papam  
B come ballottaggio: se ci saranno tre fumate nere, i cardinali si fermeranno per un giorno: altri colloqui e preghiere.Si riprende con altri 7 scrutini e in caso nuovo stop e altre sette tornate.

Se l’accordo non si trova dopo 34 votazioni si va al Ballottaggio: con il voto dei due candidati più votati dell’ultima tornata  
C come comignolo: il camino collegato alla stufa dentro la Cappella Sistina: li’ dentro vengono bruciate le schede coi nomi dei votanti  
D come divieto: niente comunicazioni con l’esterno, né cellulari, né video, ne’ giornali  
E come ‘Extra Omnes’: il fuori tutti che il maestro delle celebrazioni liturgiche mons.Diego Ravelli pronuncerà per chiedere ai cardinali non elettori di uscire dalla Sistina  
F come fumate: saranno due al giorno, una a fine mattina; l’altra a fine pomeriggio (salvo elezione immediata del Papa)  
G come giuramento: prima delle operazioni di elezione ogni cardinale giura sulla Bibbia impegnandosi alla segretezza.  
H come ‘Habemus Papam’: la formula latina pronunciata dal cardinale protodiacono dalla loggia di S.

Pietro dopo l’elezione del nuovo Papa.  
I come infirmarii: i tre cardinali che si recheranno dalla Sistina a S.Marta per fare votare eventuali elettori infermi.  
L come lista: la lista dei votanti comprende 53 europei, 37 americani , 23 asiatici, 18 africani, 4 australiani  
M come messa: le giornate al conclave scandite da preghiera, messa mattutina, vespri serali, votazioni.  
N come nome: quello che sceglierà il nuovo Papa, solitamente in omaggio ad un predecessore  
O come ordini: i cardinali si suddividono in tre ordini.

Vescovi, presbiteri, diaconi  
P come Pro eligendo Pontifice: la celebrazione per il Papa da eleggere.Si terrà il 7 Maggio alle 10.  
Q come quorum: il numero di voti necessari per eleggere il Papa .

In questo conclave è sceso ad 89.  
R come residenza: i cardinali elettori soggiorneranno a S.Marta durante il Conclave  
S come Stanza delle lacrime: è la stanza adiacente alla Sistina dove il nuovo Papa si ritira subito dopo l’elezione per riflettere.

La stanza detta anche del pianto contiene anche tre taglie differenti di vesti papali (piccola, media, grande)  
T come trasporto: i cardinali elettori saranno trasportati da S.Marta alla Sistina con un bus speciale  
U come Universi Dominici gregis: è la Costituzione che regola la sede vacante e il conclave, in pratica la bussola per il Collegio cardinalizio  
V come voto: i cardinali compilano la scheda, la mettono in un’urna sull’altare ; a fine voto la scheda viene trasferita in un’altra urna  
Z come zitti: i cardinali dovranno rimanere in assoluto silenzio col mondo esterno . —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conclave, da Pechino a Parigi: le Potenze in campo per il nuovo Papa

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(Adnkronos) – Nel silenzio ovattato delle stanze vaticane si prepara una delle elezioni più delicate geopoliticamente cariche della storia recente della Chiesa: il prossimo conclave non sarà soltanto la scelta di un Papa, ma la definizione del ruolo che il cattolicesimo avrà nel mondo almeno nel prossimo quarto di secolo.Mentre i cardinali si avvicinano alla Cappella Sistina, dove il 7 maggio inizieranno a votare per il successore di Francesco, i riflettori non sono puntati solo sul fumo bianco, ma anche sulle pressioni – più sottili che mai – provenienti da Pechino, Washington, Berlino, Parigi, Brasilia e Roma.

Perché dietro il velo della spiritualità, la partita che si gioca è anche politica, culturale, globale. Con la morte di Bergoglio si apre un conclave profondamente segnato dal suo pontificato: aperto al dialogo, alla riforma, alla sinodalità.Ma quel modello non è accettato da tutti, e non solo all'interno della Chiesa.

Le principali potenze del mondo guardano con attenzione al profilo del successore, perché un Papa può influenzare il clima politico internazionale più di quanto si voglia ammettere. La Cina, ad esempio, ha un rapporto delicato con il Vaticano, culminato nell'accordo segreto del 2018 sul riconoscimento dei vescovi cattolici.Il Partito comunista guarda con favore a un profilo che mantenga il dialogo aperto e non interferisca con la linea politica interna.

Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, diplomatico esperto e firmatario dell’intesa con la Repubblica polare cinese, è visto come una figura "gestibile", pragmatica e gradita.Per Pechino, meglio un papa diplomatico che profetico. Negli Usa la Chiesa cattolica è sempre più polarizzata, e alcuni ambienti conservatori spingono per un pontefice che fermi la 'deriva sinodale'.

Il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York, gode di consensi tra i fedeli più tradizionalisti ed è percepito da alcuni ambienti politici repubblicani come un possibile argine all'agenda progressista vaticana.Lo stesso presidente Donald Trump, parlando con i giornalisti, ha detto: "Devo dire che abbiamo un cardinale in un posto chiamato New York che è molto bravo.

Vedremo quello che succede".Il cardinale Dolan, peraltro, ha guidato la preghiera all'insediamento del presidente lo scorso gennaio.

Tuttavia, la sua candidatura è vista con freddezza da molti cardinali del Sud del mondo. In Francia la laicità convive con una Chiesa progressista e sensibile alle sfide dell'immigrazione e della coesione sociale.Il nome che circola con favore negli ambienti culturali e politici francesi è quello del cardinale Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia, simbolo di dialogo interreligioso e apertura. È apprezzato per la sua voce sulle periferie e per la visione di una Chiesa "ospedale da campo", come l'ha voluta Francesco.

Un papabile che incontrerebbe il favore anche del presidente francese Emmanuel Macron, che secondo i retroscenisti sarebbe la carta migliore per fermare un eventuale candidato americano gradito a Trump.  La Chiesa in Germania è spaccata tra riformismo e dottrina.I fedeli e parte del clero sostengono un'apertura sui temi del sacerdozio femminile, del celibato e delle coppie gay.

Ma tra i cardinali, spicca per rigore teologico il cardinale Gerhard Müller, già Prefetto della Dottrina della Fede e critico severo del pontificato di Francesco.Per Berlino istituzionale, però, Müller è divisivo: troppo vicino alla linea dura per diventare un efficace ponte culturale.

Il cardinale tedesco che più piace all'establishment tedesco è Reinhard Marx, moderatamente progressista.  L'Italia, dopo quasi mezzo secolo senza un papa italiano, sogna un ritorno, dopo l'ultimo che fu Giovanni Paolo I (il patriarca di Venezia Albino Luciani), morto dopo soli 33 giorni di pontificato il 28 settembre 1978.Il nome che unisce più correnti è quello del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, Uomo di dialogo, mediatore in Ucraina e Africa, vicino alla Comunità di Sant’Egidio, è ben visto anche in ambienti politici moderati.

Ha il profilo di chi può continuare la riforma di Francesco senza forzature e con radici ben salde in Europa.E tra gli italiani uno dei più favoriti è anche Parolin.

Per chi tifa il governo al conclave?Sarebbe bizzarro pensare che dalle parti di Palazzo Chigi, Montecitorio e dintorni la questione lasciasse indifferenti.

Detto ciò, però, nulla è trapelato su quali possano essere le eventuali preferenze.E, anzi, tutti si guardano bene dal proferire parola e, interrogati sul tema, rispondono che non è proprio il caso di mettersi in competizione con lo Spirito Santo.  In teoria, lo Spirito Santo guida le mani dei cardinali.

In pratica, anche la geopolitica si siede idealmente sul trono di San Pietro.Il conclave del 2025 sarà una scelta che andrà ben oltre i marmi del Vaticano.

Il prossimo papa dovrà affrontare un mondo frammentato, una Chiesa ferita, e relazioni internazionali sempre più complesse.Che venga dal Sud del mondo, dall'Europa o dall'Asia, sarà comunque chiamato a unire – non solo i fedeli – ma anche il peso politico e morale della Chiesa con le speranze di un'umanità in cerca di guida. (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)