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Brigitte Macron si confida: “La storia con Emmanuel? Per me era qualcosa di proibitivo”

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(Adnkronos) – “Esercito l’influenza che una moglie può avere sul proprio marito”.Ad affermarlo è Brigitte Macron, la moglie del presidente della Repubblica francese, che si confida sulla sua vita privata al mensile ‘Paris Match’ che gli dedica la copertina.

Il primo incontro con Emmanuel Macron, classe ’77, è successo 27 anni fa, all’epoca era uno degli studenti di Brigitte.Riferendosi alla sua love story con il futuro presidente della Francia, Brigitte spiega: “Ero molto confusa.

Al momento della morte di mio padre, fui travolto da un uragano interiore.Per me, un ragazzo così giovane, era proibitivo.

Emmanuel doveva andare a Parigi.Pensavo che si sarebbe innamorato di una persona della sua età.

Non è successo.Non ho mai più insegnato teatro al liceo La Providence di Amiens”, afferma Brigitte Macron, che ad aprile ha compiuto 70 anni. “L’unico ostacolo – spiega ancora- erano i miei figli.

Mi sono preso il mio tempo per non rovinare le loro vite.Ci sono voluti dieci anni, il tempo che ci è voluto per rimettere tutto a posto.

Potete immaginare cosa hanno dovuto sentire”, ha aggiunto Brigitte Macron. “Ma non volevo perdere la mia vita.Non so come i miei genitori, che sono stati l’esempio della fedeltà e dell’educazione, avrebbero vissuto il nostro matrimonio”, ha spiegato la First Lady.  Durante la stessa intervista, a Brigitte Macron è stato chiesto anche quali sono i segreti della longevità della sua relazione con Emmanuel Macron. “Nei 27 anni non c’è stato un giorno in cui non mi abbia sorpreso.

Non ho mai conosciuto qualcuno con una memoria così, con una così grande capacità di archiviazione intellettuale.Ho avuto molti studenti molto brillanti, nessuno di loro aveva le sue capacità.

L’ho sempre ammirato”, spiega ancora Brigitte Macron. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanchez, il premier che gioca d’azzardo e vince scommesse impossibili

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(Adnkronos) – “Può sembrare presuntuoso, ma mi rendo conto che nelle situazioni difficili raccolgo la sfida”.Torna a confermarsi vero il motto che Pedro Sanchez ha pubblicato nel suo ‘Manual de Resistencia’, nel giorno in cui il leader del Psoe, ha ottenuto la fiducia in Parlamento ottenendo 179 voti favorevoli e 171 contrari.

Un risultato che non era riuscito al leader popolare Alberto Nunez Feijoo, che era uscito dalle urne del 23 luglio vincitore ma senza maggioranza.La fiducia a Sanchez è stata ottenuta grazie agli accordi raggiunti con i partiti indipendentisti catalani Junts e Erc (Esquerra Republicana de Catalunya), con i baschi del Pnv.

A favore del Governo progressista Psoe-Sumar ha votato anche il rappresentante unico della Coalizione delle Canarie, che il mese scorso aveva votato a favore del leader del Partito Popolare, Alberto Nunez Feijoo, nel suo tentativo, poi fallito , di formare un governo. L’intesa più complessa è stata quella siglata dal leader del Psoe con il partito Junts, guidato dall’ex presidente catalano Carles Puigdemont, scatenando le proteste in piazza del Pp e di Vox.L’accordo con il leader separatista, che vive in esilio autoimposto in Belgio dopo il fallito referendum sull’indipendenza catalana del 2017, prevede un disegno di legge per concedere un’amnistia per le persone coinvolte nel movimento indipendentista catalano negli ultimi 10 anni. Come scriveva nel suo libro del 2019 – un anno dopo essere riuscito, con la prima mozione di sfiducia della storia della Spagna moderna, a spodestare il popolare Mariano Rajoy e diventare così premier – il 51enne leader socialista ha dimostrato più volte di saper giocare d’azzardo e vincere scommesse che apparivano impossibili.

Anche quando, dopo la batosta elettorale alle amministrative dello scorso maggio, ha convocato per il 23 luglio – nel pieno di un’estate rovente e appena iniziata la presidenza spagnola della Ue – le elezioni anticipate, scommettendo contro i pronostici che lo davano per sconfitto. Nella sua carriera ‘Pedro El guapo’, Pedro il bello come viene chiamato in Spagna, ha dimostrato di saper scommettere contro tutto anche all’interno del Partito socialista che nel 2016 l’aveva defenestrato da leader perché si era rifiutato di appoggiare il ritorno in carica di Rajoy dopo le due elezioni che si erano concluse senza una maggioranza.Ma pochi mesi dopo, anche in quel caso contro tutti i pronostici, Sanchez vinceva le primarie del partito socialista e avviava il percorso che, in poco più di un anno, attraverso il sostegno di Podemos, l’avrebbe portato nel giugno del 2018 alla Moncloa, con una mossa che El Pais allora descriveva da “sopravvissuto inaspettato”. Vincitore delle elezioni del 2019, Sanchez in questi anni ha portato avanti un programma tutto orientato a sinistra – anche grazie alla spinta dell’alleato Podemos ora entrato nella coalizione di Sumar – con riforme delle leggi sul lavoro, l’aumento del salario minimo e i sussidi alle famiglie a basso reddito.

Importanti anche le leggi per la tutela delle donne, in particolare la legge ‘solo sì es si’ (solo si’ significa sì) contro la violenza sessuale e i femminicidi, e la legge per la libera autodeterminazione di genere, la cosiddetta ‘Ley Trans’. E anche oggi, dopo aver ricevuto il nuovo incarico, ha promesso che uno dei pilastri del “governo di coalizione progressista” che intende formare sarà “il progresso sociale”. Dal punto di vista economico, Sanchez si era presentato alle urne con un’economia che cresce più della maggioranza degli altri partner, un’inflazione scesa al 2%, anche se, per contro, la disoccupazione rimane la più alta d’Europa, al 12,7%.E rivendicando un peso maggiore della Spagna “a livello internazionale ed europeo”, aiutato dal fatto che Sanchez poi gode di un prestigio internazionale superiore a quello di molti suoi predecessori, complice anche il fatto di essere il primo premier spagnolo ‘fluent’ in inglese. E se nella campagna elettorale popolari e Vox l’hanno accusato in tutti i modi di aver tradito i valori spagnoli, politica per cui hanno coniato il termine dispregiativo di ‘sanchismo’, per l’apertura agli indipendentisti catalani e nazionalisti baschi, Sanchez ha rivendicato questa politica di riconciliazione tra “i popoli della Spagna”.

L’aministia, ha sottolineato ieri Sanchez, “non sarà un attacco alla Costituzione del ’78, ma tutto il contrario, sarà una dimostrazione della sua forza e del suo valore.Questa amnistia andrà a beneficio di molte persone, di leader politici le cui idee non condivido e le cui azioni rifiuto – ha detto con un riferimento ai leader indipendentisti catalani – però allo stesso tempo andrà ad aiutare centinaia di cittadini che furono arrestati, compresi agenti nazionali e dei Mossos che subirono le conseguenze di una crisi politica di cui nessuno può sentirsi orgoglioso”. Nato a Madrid nel 1972, Sanchez entra nel partito socialista nel 1993, dopo la laurea e il dottorato ha lavorato al Parlamento Europeo e nel 1999 è stato capo dello staff dell’Alto rappresentante per la Bosnia ed Herzegovina durante la guerra in Kosovo.

Eletto deputato nel 2009, nel 2011, perso il seggio, è tornato nel mondo accademico.Poi nel 2013 la nuova elezione in Parlamento e l’anno successivo la prima elezione a leader del Psoe.

Dal 2006 è sposato con Begona Gomez e la coppia ha due figlie, Ainhoa e Carlota. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carburanti, Fidanza: “Non solo elettrico, ragionare in termini Lca”

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(Adnkronos) –
Non solo elettrico nel settore trasporti, piuttosto puntare sui carburanti sostenibili analizzati con un approccio Lca.Questa la posizione espressa da Carlo Fidanza, eurodeputato della Commissione Tran al Parlamento europeo, nel suo intervento alla Lpg Week, il principale evento mondiale sul Gpl organizzato ogni anno dalla World Lpg Association e dalla Liquid Gas Europe, ospitato quest’anno nel Nuovo Centro Congressi di Roma, la Nuvola, fino al 17 novembre.  Fidanza ricorda che “in questi anni ci siamo trovati di fronte ad una scelta di campo da parte della Commissione europea, in costante violazione al principio della neutralità tecnologica”, oltre ad “un’impostazione estremamente ideologica da parte della Commissione in questa battaglia ‘a tutto elettrico subito’, soprattutto nel campo dei trasporti”.  “Un approccio che abbiamo registrato in diversi campi delle politiche energetiche e in generale delle politiche industriali, suffragato da studi d’impatto spesso parziali, che hanno respinto ogni possibilità di ragionare in termini di Ciclo di vita messo in secondo piano rispetto all’approccio delle emissioni allo scarico che serviva a legittimare la posizione sull’elettrico”, aggiunge.  “Dieci anni fa, fui relatore della direttiva Dafi – ricorda – sulle infrastrutture per i carburanti alternativi e ricordo la fatica che facemmo già allora per tenere il Gpl come uno dei carburanti consentiti per la transizione.

Ora quel terreno di scontro si è ulteriormente spostato verso carburanti come il metano che noi consideriamo assolutamente imprescindibili per la transizione e complessivamente sostenibili, almeno quanto l’elettrico, nel momento in cui si attua questa valutazione in base al Life Cycle Assessment”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue oggi Toscana, morta una 50enne

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(Adnkronos) – E’ morta dopo aver contratto la febbre Dengue una signora di 50 anni di Fucecchio in provincia di Firenze.L’Asl Toscana Centro rende noto che era tornata da un viaggio in Thailandia.

Dopo i primi sintomi il quadro clinico è notevolmente peggiorato e la donna, che già soffriva di altre patologie gravi, si legge nella nota dell’Azienda sanitaria locale, è stata ricoverata in terapia intensiva all’ospedale fiorentino di Careggi, dove è poi deceduta.Prima del ricovero si era recata anche a lavoro, in una conceria di San Miniato in provincia di Pisa.  In accordo con i sindaci dei Comuni di Fucecchio e San Miniato è stata disposta un’ordinanza urgente per motivi di sanità pubblica per predisporre una disinfestazione straordinaria nelle aree interessate nel raggio approssimativo di 100 metri dalla residenza e dal luogo di lavoro della donna.

La disinfestazione sarà effettuata stanotte e proseguirà anche domani mattina. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caro voli, dalle isole alle mete esotiche: arrivano rincari di Natale

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(Adnkronos) – Arrivano i rincari di Natale.In vista delle vacanze di fine anno, dai voli nazionali per Sicilia e Sardegna a quelli di lungo raggio per destinazioni esotiche, le tariffe aeree ‘volano’ verso l’alto.

E’ la denuncia che arriva dai consumatori nel giorno in cui l’Antitrust ha aperto un’indagine conoscitiva sui possibili effetti negativi sul funzionamento del mercato e sulle condizioni di offerta ai consumatori legati all’uso degli algoritmi.  
Sotto i riflettori ci sono soprattutto i voli per le isole.Secondo una ricerca effettuata dal Codacons nei giorni scorsi per volare a Catania partendo il 22 dicembre con un biglietto di sola andata, si spendono oggi un minimo di 206 euro partendo da Milano, 231 euro da Bologna, 239 euro da Torino e 242 euro da Firenze – analizza il Codacons – Se si sposta la data di partenza al 23 dicembre, la spesa sale a 273 euro a biglietto partendo da Torino, 286 euro da Firenze.

Per arrivare a Palermo imbarcandosi il 23 dicembre, la spesa minima è di 143 euro da Roma (sempre solo andata), 220 euro da Milano, 269 euro da Torino e addirittura 314 euro se si parte da Bologna.  Leggermente inferiori, ma sempre a livelli elevati, i prezzi dei voli per la Sardegna: per raggiungere Cagliari volando da Milano si spendono 127 euro partendo il 22 dicembre che arrivano a 135 euro se si parte il 24 dicembre; 211 euro da Torino, 194 euro da Venezia, 177 euro da Bologna.  Anche Assoutenti denuncia oggi i rincari record. “Dallo scorso anno denunciamo le tariffe dei voli che in alcuni periodi dell’anno, come le feste di Natale e i mesi estivi, raggiungono livelli astronomici e del tutto ingiustificati – spiega il presidente Furio Truzzi – Basti pensare che il prezzo di un biglietto per la Sicilia sale in un solo mese fino al +1.260%: per volare da Milano a Palermo bastano 15 euro se si parte a novembre, ma occorre spendere almeno 204 euro se si vola il 23 dicembre.Ciò nonostante il costo del carburante per gli aerei abbia subito una flessione fino al -45% nell’ultimo anno”. Biglietti salati per chi vola per le isole ma non solo.

Il Codacons monitora, infatti, anche quello che accade per alcune destinazioni di lungo raggio per alcune mete esotiche particolarmente gettonate.Ecco i costi di alcuni voli con partenza il 30 dicembre e ritorno 6.1.2024 Roma-Maldive da 1.859 euro volo diretto; Milano-Maldive da 1.728 euro con 1 scalo; Roma-Zanzibar da 1.636 euro con 1 scalo; Milano-Zanzibar da 1.823 euro con 1 scalo; Roma-Mauritius da 1.855 euro con 1 scalo; Milano-Mauritius da 1.820 euro con 1 scalo; Roma-Sharm el-Sheikh a 800 euro volo diretto; Milano-Sharm el-Sheikh da 600 euro volo diretto.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni stasera a Zagabria: le priorità dell’Italia per agenda strategica Ue

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(Adnkronos) – Alleggerire le imprese e rafforzare la loro competitività grazie agli investimenti; arrivare a una soluzione strutturale della questione migratoria, gestendo il fenomeno “e non limitandosi a subirlo”; sostenere il processo di allargamento dell’Unione europea ai Balcani Occidentali.Queste le tre priorità italiane per l’agenda strategica Ue 2024-2029 che la premier Giorgia Meloni porterà al tavolo della discussione stasera a Zagabria, dove è in programma una delle cene ristrette organizzate dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel per definire il piano d’azione della Ue dei prossimi anni.  Meloni arriverà alle 19 al Palazzo del Governo (Banski Dvori) per l’incontro, al quale saranno presenti, oltre a Michel e al primo ministro croato Plenkovic, anche il premier maltese Abela e quello polacco Morawiecki.

Non ci sarà il primo ministro slovacco Fico, la cui presenza è venuta meno per concomitanti procedure parlamentari preliminari al voto di fiducia.  Per quanto riguarda il commercio, la presidente del Consiglio sottolineerà come il conflitto in Ucraina abbia reso ancora più evidente l’interconnessione tra resilienza economica e autonomia strategica: per il governo Meloni – spiegano fonti dell’esecutivo – il perseguimento di una politica commerciale aperta rappresenta “uno dei pilastri della sicurezza economica”, in quanto mira a “garantire e promuovere la diversificazione di approvvigionamenti e delle esportazioni per ridurre le dipendenze”, mitigando quindi i rischi. Sul tema migranti, Meloni tornerà a rimarcare la necessità di un approccio “multidimensionale” al problema: per l’Italia va concluso entro la corrente legislatura europea il processo di adozione del nuovo patto Asilo e Migrazione e, sul fronte della dimensione esterna, vanno stanziate “adeguate risorse finanziarie”.  Meloni spronerà l’Europa a potenziare la cooperazione con i paesi di origine e transito per “prevenire le partenze irregolari, rafforzare le frontiere esterne, combattere i trafficanti, migliorare il sistema dei rimpatri e ampliare canali di migrazione legale”.E chiederà di dare “rapida e completa attuazione” al Memorandum d’intesa Ue-Tunisia, oltre a sollecitare soluzioni simili all’Accordo Italia-Albania, un’iniziativa che secondo Palazzo Chigi “sta suscitando molto interesse” e “potrebbe diventare un modello per il futuro”.  In merito al processo di allargamento Ue, l’Italia sostiene “con convinzione” il percorso di adesione di Ucraina, Moldova e Bosnia Erzegovina e vuole assicurare “passi in avanti tangibili” anche per l’ingresso nella Ue dei Balcani Occidentali. “L’allargamento avrà impatto considerevole e l’Ue si deve preparare”, sottolineano fonti di governo. “L’Italia partecipa alla riflessione collettiva sul tema delle riforme che saranno necessarie nei prossimi anni nel contesto dell’allargamento, (politiche, bilancio, procedure decisionali).

Una riflessione – viene spiegato – che va portata avanti in parallelo col processo di allargamento con l’obiettivo di essere pronti ad accogliere i nuovi membri”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, Nomisma: “Per evitare carenze Ue adotti misure a sostegno settore”

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(Adnkronos) – In uno scenario economico ancora instabile e indecifrabile, per evitare la carenza di farmaci, appare indispensabile che l’Unione europea adotti misure specifiche a sostegno del settore farmaceutico.Ad oggi, il concetto di bene pubblico nella farmaceutica off-patent, quella cioè dei generici, è stato esclusivamente ricondotto in tutti i Paesi Ue alla riduzione dei prezzi dei farmaci attraverso il meccanismo del rimborso al prezzo più basso.

Lo evidenzia l’Osservatorio Nomisma edizione 2023, sul ‘Sistema dei farmaci generici in Italia’, presentato oggi a Roma, che analizza anche le misure implementate finora dai singoli Paesi Ue per arginare la crescente carenza di farmaci.Quella di agire solo sul prezzo è “una visione già obsoleta e ormai improponibile” secondo Nomisma, che sottolinea la necessità di “ridisegnare il confine tra pubblico e privato, alla ricerca di un nuovo equilibrio che contemperi anche la salvaguardia e il rafforzamento del sistema produttivo, con azioni sia sul lato della domanda che dell’offerta”.  In Germania – dove sono generici circa l’80% dei medicinali venduti nel Paese, una normativa in vigore da luglio – spiega una nota – ha previsto un aumento fino al 50% del prezzo massimo per i pediatrici e per gli antibiotici e un intervento sulle gare organizzate dalle assicurazioni sanitarie per l’acquisto dei farmaci generici.

Quelle per gli antibiotici dovranno essere basate su un modello multi aggiudicatario (accordo quadro) con dei lotti e relativi fabbisogni soddisfatti per una quota percentuale da farmaci con la produzione di principi attivi (Api) nell’Ue e nell’area economica europea.Non potranno essere fatte gare per medicinali pediatrici, per i quali sarà anche abolito il prezzo di riferimento e sarà aumentato il periodo di scorta a sei mesi per specifici farmaci acquistati in gara.

Viene inoltre stabilita una lista di criticità per i farmaci pediatrici e creato un sistema di ‘segnalazione precoce’ (early warning) per farmaci con rischio di carenze.  In Francia l’intesa raggiunta in un tavolo tecnico governativo avviato alla luce delle carenze registrate a inizio anno prevede un aumento del prezzo di alcuni farmaci, specialmente quelli generici, in cambio di garanzie industriali volte ad assicurare una fornitura sufficiente a coprire la domanda interna.La misura è stata ritenuta insufficiente dall’associazione dei produttori di farmaci generici e biosimilari francesi, che ha ribadito la richiesta di una sostanziale riduzione per i generici della clausola di salvaguardia che impone alle aziende farmaceutiche una contribuzione nel caso in cui il loro fatturato sia cresciuto più del tasso fissato annualmente per legge. In Italia al tavolo di lavoro istituito in gennaio al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), con la partecipazione di tutta la filiera farmaceutica, le aziende di generici e biosimilari hanno ribadito la necessità di pianificare un aggiornamento dei livelli di rimborso delle fasce dei medicinali che sono soggette a un rischio più elevato di indisponibilità. Il Mimit, a fine luglio 2023 ha aperto un bando con una dotazione di 391,8 milioni di euro dai fondi Pnrr per lo strumento dei ‘Contratti di sviluppo’ a sostegno dei programmi industriali delle filiere produttive strategiche, anche nelle aree del Centro Nord del Paese, in vari settori, compreso quello chimico farmaceutico.

Gli aiuti di Stato – esplicitamente vietati dalla normativa europea e dal Trattato sul funzionamento dell’Ue in quanto possono determinare delle distorsioni del mercato – sono entrati in gioco nel contesto della pandemia, temporaneamente adottato nel marzo 2020 dalla Commissione Ue, ed è rimasto in vigore fino al 30 giugno 2022 e riferito esclusivamente per la produzione di medicinali che erano correlati alla cura del Covid.Le aziende di settore chiedono di perfezionare il quadro temporaneo rendendolo più flessibile per eliminare queste limitazioni e di estendere, superando i 6 mesi previsti, le tempistiche di realizzazione dei progetti di investimento.  A rendere più pressante la richiesta è l’adozione, da parte del governo statunitense, nell’agosto 2022, dell’Inflation Reduction Act, che prevede l’erogazione di incentivi per 750 miliardi di dollari in settori specifici e che potrebbe incoraggiare implicitamente il fenomeno delle delocalizzazioni dall’Europa agli Stati Uniti delle imprese che rientrano nei settori interessati dal provvedimento per beneficiare di questi aiuti.   Il report Nomisma evidenzia 4 azioni da attuare sul fronte della domanda: revisione o eliminazione del payback per i farmaci fuori brevetto; sull’impennata della struttura dei costi, agire sul livello di rimborso dei farmaci fuori brevetto per arrestare l’emorragia di fornitori che si sta delineando, individuando quelli con particolari condizioni di vulnerabilità oppure individuando una soglia critica di prezzo al di sotto del quale la sostenibilità industriale è compromessa.

Nomisma poi suggerisce nuovi meccanismi pubblici di acquisto di farmaci in ospedale, ripensando il meccanismo di determinazione dei fornitori e del prezzo e, infine, l’istituzione di meccanismi di incentivi e sostegno economico per mantenere in produzione i farmaci più consolidati e con meno fornitori, salvaguardando la biodiversità.Più complesso l’intervento sul lato dell’offerta: “significa – conclude il rapporto – tornare ad attivare la dimenticata politica industriale del Paese lasciando alle imprese il tempo necessario per crescere e amalgamarsi” e offrendo “una controparte burocratica amministrativa di pari efficienza”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pacchetto sicurezza, blocchi stradali diventano reato

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(Adnkronos) – Il pacchetto sicurezza del governo, che oggi ha appena ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri, interviene anche sul fronte dei blocchi stradali.La norma, attualmente in vigore, punisce con una sanzione amministrativa chiunque impedisce la libera circolazione su strada ordinaria, ostruendo la stessa con il proprio corpo.

Il provvedimento approvato stabilisce che questa fattispecie diventi reato nel momento in cui risulti particolarmente offensiva ed allarmante, sia per la presenza di più persone sia per il fatto che sia stata promossa e organizzata preventivamente. La Lega a fine ottobre aveva annunciato di aver depositato una proposta di legge che prevedeva l’arresto in flagranza per chi blocca il traffico.Il Carroccio puntava a contrastare in particolare le iniziative degli attivisti, in primis di Ultima generazione, che da mesi con le loro iniziative fermano il traffico nelle principali città italiane.

Il testo, suddiviso in tre articoli, prevedeva nel primo un inasprimento delle sanzioni, con il carcere che sostituisce la multa. “La pena della sanzione amministrativa da mille euro a 4mila euro, ad oggi prevista in caso di impedimento della libera circolazione su strada con il proprio corpo” viene rimpiazzata con “la reclusione da 6 mesi a 3 anni, sia che l’ostruzione sia effettuata su strada ordinaria che ferrata”.L’articolo 2 prevedeva di estendere il Daspo nei confronti dei manifestanti che bloccano le strade.

L’articolo tre infine chiedeva di introdurre una nuova fattispecie di delitto all’articolo 380 del Codice di Procedura Penale”, prevedendo per chi attua i blocchi “l’arresto obbligatorio in flagranza”.    —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, Egualia: “Confronto con Governo per evitare collasso comparto generici”

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(Adnkronos) – “Alcuni Paesi come Francia e Germania hanno posto, per determinate categorie di prodotti” generici, “delle misure per contenere i prezzi, così da evitare danni, soprattutto per le categorie fragili.In Italia, i limiti sono dettati dalla capacità economica del Servizio sanitario nazionale e regionale.

Quello che chiediamo, alla luce della crisi dei prodotti farmaceutici equivalenti – fondamentali per il Paese, sia sotto il punto di vista economico che sociale – è sedersi a un tavolo e poter discutere delle strategie da attuare per contrastare questo problema ed evitare il collasso del comparto farmaceutico dell’equivalente”.Così Enrique Häusermann, presidente di Egualia, oggi a Roma, alla presentazione dell’Osservatorio Nomisma 2023 sul ‘Sistema dei farmaci generici in Italia’.  “Seppure consci del contesto macroeconomico nel quale la Manovra di bilancio 2024 si sta delineando e degli sforzi che il Governo ha profuso nell’assicurare risorse adeguate al Ssn, vorremmo poterci confrontare sugli interventi necessari e le modifiche normative che rimangono da fare – sottolinea il presidente di Egualia – tanto legate alla governance farmaceutica quanto alla politica industriale, con l’obiettivo di alleggerire la pressione che da tempo sta schiacciando il nostro settore industriale, minando la capacità futura di garantire al Ssn farmaci di qualità, sicuri ed efficaci a costi sostenibili.

In caso contrario un comparto essenziale per la tutela della salute pubblica rischia di essere irreversibilmente compromesso”. Häusermann cita “un caso esemplare su tutti, che fornisce un quadro dell’attuale situazione del comparto farmaceutico dell’equivalente: la crisi dell’amoxicillina, un prodotto che 25 anni fa era fabbricato anche in Italia e ora esclusivamente in Cina.Questo riassume, in estrema sintesi il rapporto Nomisma che fa una disamina a 360 gradi di tutto il settore e delle cause che ci hanno indotto a porre l’attenzione sul tema.

Le preoccupazioni sono tante- avverte – e, oramai, palesi.Due anni e mezzo fa, avevamo già annunciato la possibilità di questi rischi, che si sono poi accentuati a causa di guerre, crisi energetiche e inflazione.

Quindi, la somma di tutti questi fattori, oggi, rischia di mettere in ginocchio il comparto farmaceutico dell’equivalente”.  Le evidenti difficoltà nell’approvvigionamento di prodotti “paventano il rischio che, a un certo punto – sottolinea Häusermann – il mondo dell’equivalente, che ha da sempre fornito un apporto importante a sostegno del Ssn, con prezzi che creano dei risparmi importanti e, di conseguenza un maggiore accesso alle cure per i cittadini, non riuscirà più assicurare la fornitura farmacologica al Ssn e quindi alla popolazione”.Il ruolo del costo ha un’incidenza “abbastanza importante.

Il 27% dei prodotti rimborsato a basso costo, come si evince in lista di trasparenza, sono sotto i 5 euro di prezzo al pubblico”.Questo, conclude, “comporta un ricavo per l’industria, al netto di vari sconti, di soli 2,5 euro”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Jovanotti: “Non cammino ancora senza stampelle, che casino ho combinato!”

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(Adnkronos) – “Sono quattro mesi dal botto.Non cammino ancora senza stampelle ma contro per dicembre di cominciare.

Adesso sto iniziando ad appoggiare il piede.I muscoli fanno male ma insomma procediamo”.

Esordisce così Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, in un video su Facebook in cui aggiorna i fan sulle sue condizioni di salute dopo l’incidente in bicicletta che il 15 luglio ai Caraibi gli ha provocato diverse fratture tra la spalla e il femore. “Non so quanto ci vorrà per rimettermi in piedi.Forse sei mesi.

Non lo so.Nessuno lo sa, nemmeno gli ortopedici.

Mi fanno delle previsioni però poi io le smentisco.Tra poco dovrò operarmi di nuovo per togliermi la placca alla clavicola perché mi sta staccando.

Rido per non piangere”, dice l’artista.  “Volevo fare un breve bollettino – premette – perché in tanti mi scrivete e mi chiedete come va.Va bene.

Ci vuole tempo e pazienza ma va bene, va molto bene.Appena mi rimetto ci vediamo e festeggiamo.

Nel frattempo prendo appunto, scrivo, leggo molto.Sto leggendo un sacco di libri belli, poi faccio la fisioterapia due volte al giorno e poi penso a quando ci rivedremo”.  “Dentro di me -prosegue – c’è in atto la gestazione di qualcosa di importante.

Mi prendo il tempo che ci vuole, perché le cose devono prendere forma e poi quando arriverà il momento le tireremo fuori”.  Poi confessa ridendo: “Che casino che ho combinato.Ho combinato un gran casino.

Chi se l’aspettava?Ma gli incidenti non te li aspetti mai”, aggiunge, sottolineando: “Sento anche la responsabilità dei musicisti, della mia squadra, che avevo convocato per suonare per tutto il 2024 (era previsto un tour nei palasport a inizio del nuovo anno e il ritorno del Jova Beach Party a luglio e agosto, ndr.).

E quindi ho detto: ‘ragazzi mi dispiace, però che dobbiamo fare?’ Un incidente è un incidente.Grazie al cielo sono musicisti in gamba e quindi troveranno da fare.

In questo momento lascio tutto aperto, non prendo nessuna decisione”. Poi racconta come stia trascorrendo questo tempo ‘sospeso’ della convalescenza: “Sto ascoltando tantissima musica, mi sono rimesso ad ascoltare anche del jazz.Soprattutto del jazz elettrico.

Mi sono rimesso a sentire musica, soprattutto quella che non ha forma di canzone tradizionale.Musica cosmica che mi apra spazi.

Se ascolto canzoni, dopo mi metto a scrivere canzoni.Invece voglio stare senza gravità, visto che la forza di gravità in questo momento è il mio problema.

Ci sono tre modi per evitarla: andare nello spazio, che per ora non è previsto, stare nell’acqua, che mi fa stare bene, e ascoltare musica”, afferma.Prima di congedarsi con un invito ai fan: “Ascoltate musica, leggete, state alla luce e vogliamoci bene”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele controlla ovest Gaza. Verso accordo su tregua e ostaggi

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(Adnkronos) – Mentre Israele annuncia di aver preso il controllo della parte Ovest di Gaza, sembrano prendere forma le condizioni per un cessate il fuoco temporaneo nella Striscia e per il rilascio di una parte degli ostaggi in mano a Hamas durante i negoziati mediati da Qatar ed Egitto.Una fonte a conoscenza dei colloqui ha confermato alla Dpa che il possibile accordo prevede la liberazione di 50 donne e bambini tenuti in ostaggio nella Striscia di Gaza.  L’accordo porterebbe a una pausa dai tre ai cinque giorni nei combattimenti, a un aumento degli aiuti umanitari a Gaza, nonché al rilascio di un certo numero di donne e bambini palestinesi detenuti nelle carceri israeliane.

Hamas è d’accordo in linea di principio su questi punti, ha precisato la fonte. Fonti di sicurezza egiziane di alto livello hanno affermato che l’accordo include il rilascio di 50 donne e bambini tenuti in ostaggio da Hamas in cambio del rilascio di 75 donne e bambini palestinesi detenuti da Israele. Da parte sua il ministro israeliano della Difesa Yoav Gallant ha dichiarato che l’esercito ha preso il controllo totale della parte ovest di Gaza city e ripulito l’area da ogni presenza di Hamas. “La nuova fase è iniziata”, ha affermato, in parole riportate dai media israeliani. “L’operazione continua ed è condotta in maniera precisa, selettiva e molto determinata”, ha aggiunto Gallant, parlando durante una visita al centro di comando della 136esima divisione.  “Abbiamo colpito migliaia di membri operativi di Hamas sopra e sotto terra”, ha affermato, secondo quanto riferisce ‘Haaretz’, il Comandante dell’Aeronautica militare israeliana, Tomer Bar sottolineando che l’Idf, le Forze di difese israeliane “sono preparate con piani operativi” anche a Nord Israele nella lotta contro l’Hezbollah libanese. “Qualsiasi nostra forza di terra che incontra un nemico a terra è supportata da aerei da combattimento, che lo attaccano e lo distruggono”, sottoinea Bar. “La separazione semplicistica e storica di terra e aria è una cosa del passato” e ha detto che il rapporto tra un pilota e un comandante di un carro armato non è mai stato “così diretto e stretto”.  Tutti i servizi di telecomunicazione nella Striscia di Gaza, dai cellulari a internet, sono interrotti a causa della mancanza di energia.Lo hanno annunciato le due principali società di telecomunicazioni dell’enclave palestinese, Paltel e Jawwal, in una nota congiunta. “I principali data center e switch nella Striscia di Gaza stanno gradualmente chiudendo a causa dell’esaurimento del combustibile” necessario per alimentare la rete, hanno riferito le due società, sottolineando che “tutti i generatori” che alimentano la rete a Gaza si sono fermati e che ora si può fare affidamento solo sulle batterie.  Durante un raid nella casa di un operativo di Hamas nell’area di Beit Hanoun a Gaza sono stati trovati razzi nascosti sotto il lettino di una stanza per bambini.

Lo affermano le Forze di Difesa israeliane (Idf), citate da Haaretz.Inoltre l’esercito ha riferito di aver registrato una conversazione fra due terroristi della Jihad Islamica nel quale si raccontava del trasporto di armi nascoste in una carrozzina per neonati.   Sarebbero in corso sparatorie all’interno dell’ospedale al-Shifa.

Lo ha riferito la Bbc, precisando di aver avuto l’informazione da un giornalista che si trova all’interno del nosocomio e che ha affermato che “ci sono soldati ovunque e spari in tutte le direzioni”. Secondo la fonte interpellata dall’emittente britannica, i soldati israeliani “hanno fatto irruzione in tutti i reparti dell’ospedale”, distruggendo la parte meridionale del muro dell’edificio e decine di automobili.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, in Ue solo 2 fornitori di generici per 70% oncologici e 56% antibiotici

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(Adnkronos) – “Un dato molto significativo a livello europeo” sui “farmaci generici, è che il 70% degli oncologici e il 56% degli antibiotici hanno solo 2 fornitori.E’ abbastanza chiara la rischiosità che un’interruzione della catena di fornitura di uno di questi due produttori o una qualunque crisi, anche dovuta ad eventi catastrofici, potrebbe comportare.

Inoltre, la produzione di materie prime farmaceutiche in India e in Cina rende il nostro Paese particolarmente soggetto al rischio di mancata fornitura di prodotti indispensabili alla salute umana”.Così Maurizio Marchesini, presidente di Nomisma, oggi a Roma, alla presentazione dell’edizione 2023 dell’Osservatorio sul ’Sistema dei farmaci generici in Italia’. “Preoccupa il rischio che l’indisponibilità dei farmaci arrivi a coinvolgere anche quelli oncologici – ribadisce Marchesini -, L’indisponibilità dei farmaci, oltre ad avere implicazioni di carattere economico, potrebbe dunque” avere risvolti “sul sociale.

E questo è un rischio che non possiamo permetterci di correre.Il ruolo del farmaco generico spesso viene sottovalutato, in quanto visto come un prodotto standard, ma è un grave errore perché l’indisponibilità del prodotto ha delle potenziali ricadute sociali importantissime”. Sul cosa fare, “la prima azione – sottolinea il presidente di Nomisma – è quella di portare queste problematiche all’attenzione dei decisori politici nazionali ed europei e, possibilmente, anche mondiali.

La consapevolezza di questa fragilità del sistema è fondamentale perché il farmaco generico non sia visto solo come strumento per abbassare i costi ma, anche, come una vera e propria necessità.Attualmente a livello europeo e anche italiano vi sono delle avvisaglie che qualcosa sta cambiando.

Ma, alle dichiarazioni – conclude Marchesini – dovranno sopraggiungere i contenuti e gli investimenti necessari perché si realizzino azioni concrete”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pacchetto sicurezza, Meloni: “Orgogliosa di averlo approvato”

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(Adnkronos) – “Orgogliosa dell’importante ‘pacchetto sicurezza’ approvato oggi in Consiglio dei Ministri”.Così su X la premier Giorgia Meloni che sottolinea “tra le iniziative più rilevanti, più tutele per le Forze dell’Ordine; contrasto alle occupazioni abusive con procedure ‘lampo’ per la liberazione degli immobili e l’introduzione di un nuovo delitto che prevede la reclusione da 2 a 7 anni contro gli occupanti abusivi; stretta sulle truffe commesse ai danni degli anziani e delle persone più fragili, con un aumento della pena di reclusione da 2 a 6 anni per il reato di truffa aggravata”.  E ancora, elenca Meloni: “Misure specifiche anti-borseggio e contro chi impiega i minori nell’accattonaggio, in particolare nelle metro e nelle stazioni; introduzione di un nuovo reato per punire chi partecipa e/o organizza rivolte nelle carceri; stretta contro i blocchi stradali, fenomeni che si stanno moltiplicando e che creano enormi disagi ai cittadini, verso chi impedisce la libera circolazione su strada ordinaria, ostruendo la stessa con il proprio corpo”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, mercato Ue generici vulnerabile: 74% dipende da Cina e India

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(Adnkronos) – Il sistema produttivo dei farmaci generici è stretto tra l’incudine dei prezzi e il martello dei costi produttivi.Un mix che rende sempre più vulnerabili le lunghe catene di approvvigionamento gravate anche dalla dipendenza da un’unica fonte o area geografica.

La quota di produzione globale di principi attivi Api (Active Pharmaceutical Ingredients) in Europa è scesa dal 53% del 2000 all’attuale 25%, mentre in Cina è sempre più aumentata fino a rappresentare oggi oltre il 20% delle nuove registrazioni.Cina e India forniscono ai mercati dell’Unione Europea oltre il 56% del fabbisogno di principi attivi: considerando anche i prodotti intermedi la dipendenza si acuisce raggiungendo una quota pari al 74%.

Sono i dati nazionali ed europei dell’Osservatorio Nomisma edizione 2023, sul ‘Sistema dei farmaci generici in Italia’, presentati oggi a Roma e illustrati da Lucio Poma, chief economist di Nomisma e coordinatore scientifico dello studio. Per evitare una altrimenti inevitabile carenza strutturale di medicinali – il 69% commercializzato da 1-2 imprese – servono misure urgenti per salvaguardare la biodiversità ‘interna’ del comparto farmaceutico, si è ricordato nel corso dell’evento, che ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo istituzionale, del panorama industriale e degli operatori del mondo sanitario.Il report – ricorda una nota – mette a fuoco il cambiamento strutturale del contesto competitivo e i conseguenti segnali di forte sofferenza del settore registrati in tutti i principali Paesi europei, descritto attraverso l’analisi dei dati e delle politiche di contrasto alle interruzioni della catena di fornitura dei medicinali fuori brevetto, insieme a una serie di interviste ai vertici europei delle aziende del settore dei farmaci generici che operano sui mercati internazionali.  Sul versante dei costi a livello europeo, secondo i dati di Medicines for Europe, nel 2022 i costi di trasporto sono cresciuti fino al 500%, quelli della materia prima tra il 50% e il 160%; i costi del packaging tra il 20% e il 33%.

I prezzi dell’energia hanno segnato +65% nel gas e +30% nell’elettricità.Le imprese, non potendo operare sul fronte dei prezzi, hanno dovuto assorbire questa impennata dei costi produttivi, riadattando i processi di approvvigionamento e comprimendo le marginalità industriali.

Il risultato – nuovo e inatteso – è sotto gli occhi di tutti: c’è carenza di farmaci su diversi mercati europei. In 10 anni – segnala Nomisma – sono scomparsi dai mercati europei il 26% dei farmaci equivalenti, il 33% degli antibiotici e il 40% dei farmaci oncologici.In relazione ai soli antibiotici, si è osservata la scomparsa di 16 tipologie in Polonia, 11 in Spagna e 10 in Francia.

In Italia, su due farmaci largamente utilizzati nella pratica clinica – un antibiotico e un antitumorale – il numero di fornitori è sceso rispettivamente da 10 a 3 e da 18 a 2.Il dato è lo specchio anche del processo di consolidamento che ha coinvolto le aziende presenti nel mercato: nel 2022 il 69% dei farmaci generici commercializzati in Europa ha fatto riferimento a meno di 2 imprese, un ulteriore 9% solamente a tre imprese. Scendendo nel dettaglio, oggi il 56% degli antibiotici e il 70% dei farmaci oncologici fanno riferimento a meno di 2 imprese (rispettivamente il 52% e 67% nel 2012).

In diverse tipologie di medicinali il numero di aziende produttrici è sceso drasticamente nell’ordine del 30-40%, lasciando solo un fornitore o due nella maggior parte dei Paesi. L’impoverimento del tessuto industriale con l’uscita di alcuni operatori dal mercato e la perdita di farmaci a disposizione dei pazienti sta mettendo a nudo le fragilità del settore. “Non ci sono scorte di riserva nel sistema sanitario – afferma nelle interviste un  rappresentante delle imprese -.Ci vogliono 6-8 mesi perché altre aziende si organizzino per produrre un medicinale se è economicamente vantaggioso.

E in caso di gara d’appalto le aziende impiegano 3-6 mesi per produrre, confezionare e spedire”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ambrogino d’oro a Pucci è polemica, Sala: ”scelta dei partiti, mai usato veto”

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(Adnkronos) – Divampa la polemica social sull’assegnazione dell’Ambrogino d’oro ad Andrea Pucci.Su X e Instagram crescono i post che chiedono di rivedere la scelta di concedere l’ambito premio milanese al comico.

Tra i diversi commenti, spicca quello di Selvaggia Lucarelli, che sul suo account scrive: “Mi domando se Andrea Pucci sia stato premiato per i suoi raffinatissimi show o per i recenti meme sui suoi social con le foto più infelici di Elly Schlein.O ancora per le battute omofobe su Tommaso Zorzi”.

La giornalista ricorda anche che “il sindaco ha diritto di veto sui nomi dei premiati”.A proporre la candidatura di Andrea Pucci è stata la consigliera comunale ed eurodeputata della Lega Silvia Sardone. A margine di un evento a Palazzo Marino, arriva il commento del sindaco di Milano
Beppe Sala.

Che spiega la natura, anche politica, dell’assegnazione del premio. “La delega al Consiglio per gli Ambrogini d’oro nasce all’epoca della sindacatura del mio amico Albertini.E’ stata data al Consiglio per rinforzare il ruolo del Consiglio.

Essendo data al Consiglio, automaticamente vuol dire che la si dà ai partiti e vuol dire che ogni anno è una trattativa tra i partiti.Io scopro l’acqua calda dicendo queste cose”.  Il sindaco di Milano rilancia la sua personale posizione sul premio, da assegnare alle persone comuni: “Ognuno ha la sua idea.

Io la mia idea, che avevo espresso anni addietro, quella che il premio dovrebbe essere dato alla gente che non ha niente, che fa dei gesti importanti e che non ha altra visibilità e onori.Ma è una mia idea personale”.  Sala conferma l’esistenza di un diritto di veto del primo cittadino: “Un potere ostativo, che non ho mai dovuto esercitare, tra l’altro, sugli Ambrogini d’oro.

Osservo e partecipo nel mio ruolo istituzionale e di affetto, per l’amor del cielo, al 7 dicembre”.  Un commento Sala lo fa sul nome di una delle premiate: Ilaria Lamera.Ilaria è la ragazza che per prima ha issato la sua tenda davanti all’università di Milano per protestare contro il caro affitti. “Una scelta giusta?

Credo di sì, nell’ambito di quelli che sono i premiati credo che sia stata una segnalazione, una proposta che aveva la sua dignità perché andava a toccare un problema vero”. (di Marco Di Vincenzo) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Via libera del Cdm al pacchetto sicurezza: norme anti-borseggio, stretta su case occupate e truffe ad anziani

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(Adnkronos) – Via libera del Consiglio dei ministri oggi a un nuovo ‘pacchetto sicurezza’.Le misure che hanno ottenuto il disco verde – a poche ore dall’incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i ministri competenti con le organizzazioni sindacali e le rappresentanze del personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico – sono le norme che introducono più tutele per le forze dell’ordine, oggetto di violenza o lesioni, un nuovo reato per punire chi partecipa e/o organizza rivolte nelle carceri, il contrasto alle occupazioni abusive con procedure ‘lampo’ per la liberazione degli immobili, la stretta alle truffe nei confronti degli anziani, oltre a misure specifiche anti-borseggio e anti-accattonaggio dei minori.  Nel pacchetto sicurezza è introdotto un nuovo delitto, perseguibile a querela della persona offesa, che punisce con la reclusione da 2 a 7 anni chi, con violenza o minaccia, occupa o detiene senza titolo un immobile altrui o comunque impedisce il rientro nell’immobile del proprietario o di colui che lo deteneva.

Per rendere più efficace questa norma vengono introdotte due misure che il governo giudica “molto innovative”.La prima è che è prevista una causa di non punibilità per l’occupante che collabora all’accertamento dei fatti e lascia volontariamente l’immobile occupato.

Nella seconda viene disciplinato un apposito procedimento, molto veloce, per ottenere la liberazione dell’immobile e la sua restituzione a chi ne ha diritto.In via ordinaria su questo provvederà il giudice, ma nei casi urgenti, in cui l’immobile occupato sia ad esempio l’unica abitazione della persona offesa, è prevista la possibilità che la liberazione/restituzione dell’immobile sia effettuata direttamente dalle forze di polizia che hanno ricevuto la denuncia, fermo l’intervento successivo di convalida del pubblico ministero e del giudice. Ok anche a misure anti-borseggio, anti-accattonaggio dei minori e a una novità per le detenute madri.

In particolare, per quanto riguarda le norme che vanno a colpire i borseggiatori il Questore potrà disporre il divieto di accesso nelle metropolitane, nelle stazioni ferroviarie e nei porti per chi è già stato denunciato o condannato per furto, rapina o altri reati contro il patrimonio o la persona commessi in quei luoghi.Nei processi penali per tali reati compiuti nelle metropolitane e nelle altre aree del trasporto pubblico, il giudice, ove la legge consenta la sospensione condizionale della pena, dovrà comunque prevedere il divieto di accesso a tali luoghi.

Si introduce, inoltre, una norma per sanzionare chi impiega minori nell’accattonaggio.Alle norme già previste per punire chi organizza o favorisce quest’attività, si aggiunge una specifica norma per punire chi induce all’accattonaggio un minore di 16 anni invece di mandarlo a scuola o lo costringe con la violenza o la minaccia. Quanto alla stretta sulle detenute madri, si prevede un regime più articolato per l’esecuzione della pena per le donne condannate quando sono in stato di gravidanza o sono madri di figli fino a tre anni.

Non è più obbligatorio il rinvio dell’esecuzione della pena, ma è mantenuta tale facoltà in presenza dei requisiti di legge.Tra gli elementi che possono influire nella valutazione del giudice ci sarà, per esempio, la recidiva. È stata poi prevista la possibilità che la pena sia scontata presso gli istituti a custodia attenuata per detenute madri, fermo restando il divieto del carcere per le donne incinte e le madri dei bambini più piccoli fino a un anno di età. Gli agenti di pubblica sicurezza, già autorizzati al porto di un’arma da fuoco di servizio, potranno detenere un’arma da fuoco privata, diversa da quella di ordinanza, senza ulteriore licenza.

La norma in questione, molto attesa dal comparto consentirà ad esempio agli agenti di avere fuori dal servizio un’arma più leggera al posto di quella d’ordinanza, di solito molto più pesante. Dal Consiglio dei ministri riunito a Palazzo Chigi arriva una misura -contenuta nel pacchetto sicurezza- che introduce un nuovo reato che punisce chi organizza o partecipa una rivolta in un carcere con atti di violenza, minaccia o con altre condotte pericolose.La pena è da 2 a 8 anni per chi organizza la rivolta e da 1 a 5 anni per chi partecipa.

Sono previste apposite aggravanti, fino a dieci anni, nel caso di uso di armi.Un’ulteriore fattispecie di reato punisce chi istiga la rivolta, anche dall’esterno del carcere, con scritti diretti ai detenuti. Il pacchetto sicurezza del governo, che ha appena ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri, interviene anche sul fronte dei blocchi stradali.

La norma attualmente in vigore punisce con una sanzione amministrativa chiunque impedisce la libera circolazione su strada ordinaria, ostruendo la stessa con il proprio corpo.Il provvedimento approvato stabilisce che questa fattispecie diventi reato nel momento in cui risulti particolarmente offensiva ed allarmante, sia per la presenza di più persone sia per il fatto che sia stata promossa e organizzata preventivamente. Prevista nel pacchetto sicurezza, approvato oggi dal Consiglio dei ministri, una stretta sulle truffe commesse ai danni degli anziani e delle persone più fragili.

Viene aumenta la pena di reclusione da 2 a 6 anni per la truffa aggravata e viene prevista, per quest’ipotesi, anche la possibilità per le Forze dell’Ordine di procedere ad arresto in flagranza. Nel pacchetto sicurezza è introdotto un aggravamento di pena nei casi in cui i reati di violenza, minaccia o resistenza a un pubblico ufficiale siano commessi contro agenti di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria.Previsto anche un aggravamento di pena per le lesioni cagionate nei loro confronti. È aumentata la pena per chi imbratta beni mobili o immobili in uso alle Forze di polizia o ad altri soggetti pubblici, se il fatto è commesso con la finalità di ledere il prestigio o il decoro dell’istituzione. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atp Finals, Sinner in semifinale: Hurkacz strappa un set a Djokovic

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(Adnkronos) – Jannik Sinner avanza in semifinale alle Atp Finals di Torino.Il 22enne altoatesino centra il prestigioso risultato, prima di scendere in campo contro Holger Rune questa sera, grazie al set vinto da Hubert Hurkacz contro Novak Djokovic.

Il serbo si impone per 7-6 (7-1), 4-6, 6-1 contro il polacco.Sinner, a questo punto, è promosso anche in caso di sconfitta netta stasera. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Comunicazione Italiana: salute e sicurezza al centro del Forum risorse umane

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(Adnkronos) – Oggi si è conclusa la quindicesima edizione del Forum risorse umane di Comunicazione Italiana, tenutosi nello Spazio eventi del Magna Pars in Milano con oltre 2.000 partecipanti nell’arco di tre giornate di cui oltre 250 speaker, tra hr director e altre personalità di primo piano dal mondo del people management.Un ritorno in presenza al 100%. Ultimo atto dell’evento il ‘Welfare & sustainability day’, giornata dedicata a temi chiave dell’universo hr come le nuove modalità di erogazione del welfare aziendale, il benessere organizzativo, la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, diversità e inclusione, nonché il contributo dell’hr alle strategie di sostenibilità delle aziende. Ad aprire la mattinata è stato il main keynote speech a cura dello stesso Tommaso Palermo e di Anna Maria Mazzini, rispettivamente chief executive officer e chief growth officer di Pluxee Italia (ex Sodexo Brs), dal titolo ‘Ispirare le aziende per far felici i dipendenti: le soluzioni di Welfare di Pluxee Italia’.

Così Tommaso Palermo a margine dell’evento: “come Pluxee Italia (ex Sodexo Brs) siamo il welfare partner del Forum hr per il secondo anno consecutivo per parlare di temi importanti come il welfare e soluzioni per star bene sul luogo di lavoro e oltre.Pluxee, infatti, crea esperienze significative e personalizzate per contribuire al benessere delle persone: dalla pausa pranzo, ai regali, fino al benessere e alla mobilità, i nostri prodotti e servizi sono progettati per dare più valore alle persone”. Il successivo talk show di apertura ha messo a fuoco il tema ‘Hr & happiness: alla ricerca dello star bene sul luogo di lavoro’.

Sotto la conduzione di Luca Solari (Univ.di Milano), gli speaker del panel sono stati testimoni del passaggio a una nuova visione del lavoro che abbia maggiormente a cuore le persone.

Sono intervenuti Danila De Stefano (Unobravo), Mauro Ghilardi (A2A), Antonio Gusmini (Banca Mediolanum), Andrea Langfelder (Oracle Italia), Tommaso Palermo (Pluxee Italia, ex Sodexo Brs), e Roberto Zecchino (Bosch). Danila De Stefano (ceo & founder Unobravo) ha affermato: “Una cosa che mi preoccupa molto delle aziende è la tendenza a mettere i“tick: crediamo che dare una lista di benefits ai dipendenti sia abbastanza per avere un luogo di lavoro sano e felice.La salute mentale continua ad essere messa da parte a causa dello stigma, le aziende sono il partner ideale per sdoganarla.

Immaginate un manager che invita un dipendente a prendersi cura di sé, quanto sarebbe bello?”.L’intervento è stato accolto con un plauso generale della platea. La prima giornata del Forum (15 novembre), sul macro tema ‘Talent & innovation day’, si era invece aperta con un talk show dal titolo ‘Hr & attraction: innovazione organizzativa e cultura aziendale a supporto dell’attrazione di talenti’, con la conduzione di Federico Luperi (Volocom) e il contributo di Marina Fantini (Indeed), Andrea Piccinelli (Sap Concur), Alessandra Colombo (Swarovski) e Gherarda Levati (Kiko Milano).

Un’occasione per fare il punto su fenomeni ormai noti, ma mai troppo dibattuti, quali scarsità del talento e grandi dimissioni, le contromisure delle aziende e le possibili soluzioni dal fronte B2B.A seguire, diversi interventi che hanno messo a fuoco il ruolo dell’IA nell’hr e nel Recruiting in specie, tra cui il Main Keynote Speech di Gianluca Bonacchi (Indeed) dal titolo ‘Come l’Intelligenza Artificiale rende il recruiting più semplice, rapido e umano’. Il resto delle due giornate ha visto un susseguirsi di innovation speech, talk show, executive circle e tavoli tematici riservati, oltre a numerosi momenti di scambio formale e informale a margine del programma, tra networking, apprendimento di best practice, relazioni di business e scambi più amicali. Il Forum si è avvalso della collaborazione – organizzativa e di contenuto – di oltre 60 Partner.

Anzitutto il main partner Indeed, il welfare partner Pluxee Italia (ex Sodexo Brs) e il main media partner Adnkronos; a seguire, gli official partner Arval Italia, Babbel, Busuu, Carol, Edenred Italia, LabLaw Studio Legale Rotondi & Partners, Microsoft, Oracle Italia, SAP Concur, Unobravo, Welliba Italia e Wellmakers by BNP Paribas; i Content Partner Asterys, B2You Altroconsumo, CleverConnect, Cornerstone OnDemand, Gility, Giunti Psychometrics, Gympass, Lifeed, nCore HR, Talent.com, Therapyside e Top Employers Institute, il Media Partner Fasi.eu, e i Partner Agilium Worldwide Italy, Alveria, Awair, Axerta, base 9, Brainfield Italia, Challenge Network, CoachHub, Deloitte Legal, Dentons, Digit’Ed, Equalis, Game2Value, Inrecruiting, Inside, iSapiens, Jobtech, Joinrs, Jointly, Kekyjob, Logotel, Mega Italia Media, Monina Corporate Sailing, Ninja Business School, Performa Group, Qualtrics, Risorse Agenzia per il Lavoro, Smile to Move Training, Talent Garden, Talent4People, VisitMalta Incentives & Meetings e Wolters Kluwer. Le sessioni dell’area Exclusive e Phygital potranno essere riviste su www.comunicazioneitaliana.tv a partire dai primi di dicembre. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giulia Cecchettin, oggi era il giorno della laurea. Prof: “Spero raggiunga presto questo traguardo”

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(Adnkronos) – Giulia Cecchettin si sarebbe dovuta laureare oggi.La ragazza di Vigonovo in provincia di Venezia è, invece, scomparsa da sabato insieme all’ex fidanzato Filippo Turetta di Torreglia nel padovano.

Sono entrambi studenti dell’Università di Padova.E proprio a Giulia è andato oggi il saluto del presidente della Commissione di laurea in Ingegneria biomedica dell’Università di Padova, Stefano Tomasin, in occasione della proclamazione dei laureati. “Un pensiero particolare va a Giulia che è scomparsa da alcuni giorni e che avrebbe dovuto oggi sostenere l’esame di laurea – ha detto il Prof.

Tomasin -.La comunità dei docenti e del personale del Dipartimento si unisce a quella degli studenti nell’augurio di avere presto lei tra i nostri neolaureati e di vedere anche Filippo raggiungere il traguardo della laurea”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Yara Gambirasio, difesa Bossetti ricorre contro ‘caos’ analisi leggings e Dna: parola a Cassazione

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(Adnkronos) – E’ stata rinviata, a data da destinarsi, l’udienza inizialmente fissata per lunedì 20 novembre per consentire alla difesa di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva per l’omicidio di Yara Gambirasio, di visionare – per la prima volta – i reperti della vittima.Lo ha stabilito il presidente della corte d’Assise di Bergamo Donatella Nava, dopo che i legali Claudio Salvagni e Paolo Camporini hanno presentato un “ricorso straordinario per errore materiale o di fatto” della sentenza della Corte di Cassazione del 21 novembre 2021 che consente ai difensori non solo di visionare ma anche di mettere le mani sugli abiti della giovane ginnasta e sulla traccia genetica che è la prova regina contro Bossetti.  Accogliendo la richiesta dei legali, la corte – nell’udienza le parti avrebbero potuto solo guardare quanto conservato da anni negli scatoloni (leggings, slip, scarpe, felpa, giubbotto della 13enne di Brembate) – ha ritenuto di attendere la decisione della Suprema Corte.  Nel ricorso, da quanto risulta all’Adnkronos, i legali evidenziano come nella sentenza depositata il 26 luglio 2023 i giudici della Cassazione sottolineano come l’autorizzazione “deve ritenersi irrevocabile, valida, vigente, intangibile e non può essere in alcun modo discussa”, tuttavia inseriscono un “evidente errore di fatto” laddove fanno riferimento al provvedimento del 27 novembre 2019 emesso dal presidente del tribunale di Bergamo e inseriscono “erroneamente” la ‘nota’ del 2 dicembre 2019 (indirizzata esclusivamente all’Ufficio corpo di reati e non alla difesa), in cui lo stesso giudice orobico ‘rettifica’ la decisione di soli cinque giorni prima e “precisa che l’autorizzazione concerne la mera ricognizione dei corpi di reato (…) rimanendo esclusa qualsiasi operazione di prelievo o analisi degli stessi”.

Insomma non è più possibile toccare gli abiti di Yara, né provare a ottenere nuove risposte dai campioni di Dna.  Un dietrofront inaccettabile per la difesa che nel ricorso, estremamente tecnico e con più richiami a sentenze delle Sezioni Unite, rimarca come un giudice non può contraddire una precedente decisione (in questo caso correggendo addirittura se stesso) e che va dunque ribadita la correttezza della pronuncia della Cassazione che fa riferimento alla decisione del novembre 2019 nel punto in cui consente l’analisi dei reperti, in particolari di quelli biologici, e non solo la visione.Un errore che crea l’attuale stallo e su cui ora la Suprema Corte dovrà nuovamente pronunciarsi.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)