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Barazzutti: “Grande settimana di Sinner ma in finale era come svuotato”

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(Adnkronos) – “Questa è stata una grande settimana per Sinner, ha giocato un grandissimo torneo, quattro partite straordinarie, giocate veramente bene, dimostrando i suoi grandi progressi, la sua maturità e questa grande capacità di sostenere cinque giorni di pressione e soprattutto di giocare un tennis senza pausa, estremamente consistente, di altissima qualità, un tennis che è il tennis dei grandi campioni”.Lo dice Corrado Barazzutti all’Adnkronos, a consuntivo della cavalcata di Jannik Sinner fino alla finale del torneo torinese, interrotta dal settimo sigillo sul torneo di Novak Djokovic.  “Un grandissimo risultato, questa finale, che premia la capacità di Jannik di giocare bene ad altissimo livello, cosa che aveva già fatto vedere prima di questo Master: ora ha confermato tutti i progressi che sta facendo giorno dopo giorno”.

Ma non bisogna nascondersi, sottolinea che in finale Sinner “non ha giocato bene assolutamente, quello che ho visto ieri Jannik mi è sembrato un po’ vuoto, un po’ scarico, il suo tennis non era efficace, i suoi colpi non erano penetranti, non erano incisivi, per cui c’erano momenti in cui Djokovic giocava in mezzo al campo e non si muoveva e faceva muovere Jannik, i suoi colpi non facevano male, non c’erano i soliti angoli che lui prende normalmente.E poi è stato molto falloso, ieri ha sbagliato tanto ma nonostante questo nel secondo set ha continuato ad avere delle chance per poter recuperare, perché Djokovic ha avuto dei momenti in cui ha sbagliato pure lui.

Però di fatto ieri Jannik era svuotato, sia di energie mentali che fisiche”. Barazzutti inoltre critica la formula dei round robin, opposta alla generalità dell’eliminazione diretta: “è stato penalizzante per Sinner, ha riportato in gara un giocatore che aveva già battuto, Ma sono le regole.Da superare?

Non lo so, ma comunque è stato a sfavore di Sinner”.Sinner doveva fare il ‘biscotto’? “No, assolutamente, non ci sono biscotti da fare, non se ne devono fare, però è chiaro che il round robin ti può presentare situazioni come quella in cui si è imbattuto Sinner, è successo anche in Germania dove Sampras aveva perso con Becker e poi lo ha battuto in finale: è il regolamento, me in questo caso ha penalizzato Sinner”.  Ora occhio alla Davis, e “stavolta dobbiamo vincerla, abbiamo uno squadrone e peccato per l’assenza di Berrettini ma adesso abbiamo un gruppo, un grande gruppo”.

Con anche Musetti oltre a Sinner, Arnaldi, Sonego e Bolelli: Barazzutti è appena entrato a far parte dello staff di Lorenzo: “sta crescendo, e spero che cresca ancora di più, ha un potenziale molto alto, lo vedo nella top 10 se non ancora più in alto.E’ giovane, ha 21 anni, può salire parecchio, spero di ptergli dare una mano, di dare un contributo importante”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Camilla e il suo rapporto idilliaco con Kate, ma ancora stentato con William

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(Adnkronos) – Luci e ombre all’interno della famiglia reale britannica, dove spesso le relazioni fra parenti, naturali o acquisiti, viaggiano a due o a più velocità.Lasciando per una volta da parte Carlo ed Harry (riconciliati o, se possibile, forse ancora più divisi di prima), è l’occasione buona per concentrarsi su Camilla e sul suo rapporto privilegiato con Kate, rapporto che invece con William stenta tuttora a decollare.

Sembra infatti che la relazione fra l’attuale e la futura regina sia addirittura idilliaca, con la prima che incarnerebbe un vero e proprio punto di riferimento per la seconda.La ragione è che la consorte del re è stata solo fino a un anno fa un futura regina, un ruolo che invece adesso ricopre la principessa di Galles.  Onori e oneri, dunque, per Catherine Elizabeth Middleton, sposata con il futuro re e che deve vedersela con tutte le pressioni già richieste dal ruolo che avrà quando salirà assieme a William al trono.

Nessuno capisce la principessa del Galles come la regina Camilla e lo stesso vale al contrario, dice a Ok Magazine l’esperta reale Jennie Bond, secondo la quale, le due donne condividono una “relazione unica” a causa del loro “destino” simile.Con Kate attenta osservatrice della metamorfosi di Camilla, passata dall’essere la moglie dell’erede al trono ad attuale consorte del re.  Donna considerata “intelligente e determinata” dagli insider reali, Kate mostra di sapere che l’esperienza è importante e non si lascia sfuggire l’occasione di apprendere anche quella ‘diretta’ di Camilla.

A farle da contraltare è tuttavia William, che a distanza di 18 anni dal matrimonio di papà Carlo con la duchessa di Cornovaglia, stenta ancora a instaurare un buon rapporto con la regina.Angela Levin, autrice del libro ‘Camilla: From Outcast to Queen Consort’, ha infatti dichiarato che “per William, Camilla è la moglie di suo padre, ma non la ‘nonnastra’ dei suoi figli”, aggiungendo che i piccoli George, Charlotte e Louis, secondo il principe di Galles, hanno “due nonni ma soltanto una nonna”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tira un uovo contro Re Carlo, multa di 100 sterline

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(Adnkronos) –
Lanciare un uovo contro Re Carlo costa 100 sterline, escluse spese accessorie.Il 21enne britannico Harry May è stato multato di 100 sterline (circa 112 euro), più altre 85 sterline (95 euro) di spese processuali, per aver lanciato uova contro Re Carlo III lo scorso dicembre nei pressi di Luton.  Un tribunale di Londra ha accusato May di aver commesso un reato di ordine pubblico durante la visita di Carlo dello scorso 6 dicembre nella contea di Bedfordshire, quando gli ha lanciato delle uova mentre lasciava il municipio di Luton.

Il monarca stava stringendo la mano alla folla acclamante che era venuta a salutarlo nonostante il freddo, quando delle uova sono state lanciate verso di lui, senza tuttavia centrarlo.  Prontamente arrestato dalle autorità dopo il lancio del primo uovo, May si è dichiarato colpevole dicendo di voler “far capire” a Carlo di aver dimostrato “cattivo gusto” recandosi in una “zona povera e disagiata”, come riportato da Sky News.L’avvocato di May, Alex Benn, ha spiegato dinanzi alla corte che May è un ragazzo che “tiene molto alla sua comunità” e “si pente profondamente” di ciò che ha fatto.

Il giudice Paul Goldspring gli ha ricordato che il modo per risolvere le divergenze con qualcuno non è quello di lanciare “proiettili”, e gli ha comminato una multa di “sole” 100 sterline, circa 112 euro.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Femminicidi, un bambino su tre ha assistito a omicidio della mamma

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(Adnkronos) –  Non ci sono stime ufficiali su quanti siano gli orfani delle vittime di femminicidio in Italia. ‘Con i Bambini’ nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile ha avviato ‘A braccia aperte’, la prima iniziativa di sistema in loro favore e a supporto delle famiglie affidatarie.In gergo vengono definiti “orfani speciali” perché la perdita di uno dei genitori è avvenuta per mano di un coniuge.

Ma sono doppiamente orfani, perché la perdita della madre per mano del padre significa anche che l’altro genitore non ha più contatti con i bambini e questi divenuti maggiorenni e consapevoli dell’accaduto quasi sempre non vogliono più vederli.  Sono 157 gli orfani presi in carico dai quattro progetti finanziati dal ‘Con i Bambini’.Questo dato è variabile perché altri 260 in tutta Italia sono stati già agganciati dai partenariati gestori, e a breve inizieranno anch’essi un percorso di sostegno e accompagnamento con le loro famiglie.

Il progetto Orphan of Femicide Invisible Victim segue il Nord Est, mentre nel Nord Ovest opera il progetto S.O.S. – Sostegno Orfani Speciali.Nel Centro Italia è attivo il progetto Airone, al Sud Respiro – Rete di Sostegno per Percorsi di Inclusione e Resilienza con gli orfani speciali.  Nei casi di femminicidio presi in carico dai progetti di Con i Bambini, il 36% dei figli erano presenti al momento dell’uccisione della madre, inoltre tre bambini le cui madri sono state vittime di femminicidio nel 2015 e nel 2017, al momento della presa in carico da parte del progetto, non erano ancora stati resi consapevoli o a conoscenza della verità rispetto all’evento.

In altri 7 casi di femminicidi avvenuti tra il 2016 e il 2022 i bambini risultano essere solo in parte a conoscenza e consapevoli della verità.In numerosi casi è stato grazie al supporto del progetto che le famiglie affidatarie hanno accettato di raccontare la verità rispetto all’accaduto.

Da altre interviste è emerso che i professionisti che all’inizio avevano seguito le famiglie avevano al contrario consigliato di non dire la verità, o non erano in grado di gestire le emozioni durante i colloqui, confermando l’importanza della formazione e della seria supervisione per affrontare questo lavoro complesso e prezioso, che oggi le reti al lavoro garantiscono.  La percentuale più alta di orfani accompagnati riguarda il Sud, al momento (ottobre 2023) ci sono 100 orfani presi in carico grazie al progetto Respiro.Ma il dato è fortemente in crescita.

Per il 74% dei beneficiari l’età di ingresso nel progetto è tra i 7-17 anni, per il 17% l’età è compresa tra 18-21 anni e per il rimanente 8% l’età è inferiore a 6 anni.Di questi, il 56% sono di sesso maschile e il 43% femminile (1% non specificato).

Il 95% dei beneficiari presi in carico ha la cittadinanza italiana, solo il 5% ha cittadinanza di altri Paesi Ue o extra Ue.Nel 36% dei casi i bambini erano presenti al momento dell’evento.

Questo elemento ha conseguenze che condizioneranno ancor più pesantemente gran parte della vita.I minori che diventano orfani a seguito di tali tragici eventi subiscono un impatto psicologico devastante, il quale inevitabilmente influisce negativamente sulla loro sfera emotiva e relazionale.   Le conseguenze psicologiche creano una vera e propria sindrome denominata child traumatic grief.

Il bambino, sopraffatto dalla sofferenza e dalla reazione al trauma, diviene incapace di elaborare il lutto, trovandosi intrappolato in uno stato di dolore cronico. Il 13% degli orfani presenta forme di disabilità (precedenti al trauma); tra le più comuni vi sono disabilità intellettive e relazionali e un ulteriore 8% presenta Bisogni Educativi Speciali (BES), disturbi evolutivi specifici o disturbi psichici.Il 42% oggi vive in famiglia affidataria, il 10% vive in comunità e il 10% con una coppia convivente.

Solo il 5% è stato dato in adozione e vive con una famiglia adottiva.L’83% delle famiglie dei beneficiari arriva a fine mese con grande difficoltà, spesso per la necessità di circondarsi di professionisti e specialisti per supportarli con i bambini, come emerso dalle interviste ai caregiver, ovvero di chi si prende cura del minore.

Ciò nonostante, gli spazi in cui la famiglia vive risultano essere adeguati ai bisogni dei domiciliati nella gran parte dei casi.I nuclei familiari includono in media tra i 3 e i 5 componenti compresi i bambini.  La condizione socio economica degli orfani e delle famiglie affidatarie è un altro elemento discriminante per la crescita di bambini e ragazzi che hanno subito un trauma così forte.

Il 52 per cento riceve misure di sostegno al reddito: il 6 per cento reddito di cittadinanza, il 45% altre misure.L’impossibilità ad accedere agli strumenti a loro tutela, o avere le stesse opportunità degli altri ragazzi non fa altro che acuire ancora di più il discrimine che sono costretti a subire anche per il loro futuro.

Il 15 per cento di loro dichiara di avere un reddito annuale inferiore a 12mila euro, l’8 per cento superiore, mentre per il 77 per cento l’informazione non è nota.  La realtà dei cosiddetti orfani di femminicidio è tanto complessa quanto ancora sommersa.Così l’azione di prossimità che Con i Bambini promuove rappresenta, al contempo, una vera inchiesta conoscitiva del fenomeno.

Per inquadrare meglio il fenomeno vanno presi in considerazione i fattori che caratterizzavano la vita dei ragazzi orfani di femminicidio antecedenti all’evento.Gran parte dei nuclei familiari ovvero il 65% non era in carico ai servizi sociali prima dell’evento, nonostante la presenza di elementi di vulnerabilità.

Fatta eccezione per 25 casi cioè il 35% dei beneficiari, in cui il nucleo familiare di origine non presentava elementi di vulnerabilità, in tutti gli altri casi, si riscontrano elementi di vulnerabilità che rendono ancora più complessa la gestione delle dinamiche familiari.Tra questi i più comuni sono la presenza di familiari con dipendenze da sostanze o altro, e di familiari con provvedimenti giudiziari prevalentemente di natura penale.  Allarmanti sono i dati relativi ad ulteriori elementi che possono rappresentare eventuali traumi o eventi stressanti antecedenti al crimine domestico.

Questi includono soprattutto la violenza assistita: fisica, psicologica, sessuale, indicando che numerosi sono i fattori e i campanelli di allarme che è urgente riuscire a cogliere come predittivi della violenza.In particolare, la violenza assistita psicologica è stata segnalata in 50 casi su 70.  L’iniziativa voluta da Con i Bambini mira a sviluppare un modello flessibile e personalizzato di intervento multidisciplinare sistemico a sostegno degli orfani speciali.

Nel corso dei 48 mesi di accompagnamento competente e intenso gli obiettivi sono: costruire una solida rete affettiva e relazionale che sostenga gli orfani nella loro crescita intesa in modo olistico (scuola, supporto psicologico, sport, orientamento al lavoro, ecc.); favorire il consolidarsi di una rete a sostegno degli affidatari insieme ad associazioni, terzo settore e attori della società civile di ogni territorio e dell’intero territorio nazionale; attivare sistemi per la precoce intercettazione del rischio di violenza domestica.    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Hamas, trattativa per ostaggi: accordo mai così vicino

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(Adnkronos) – Il negoziato sugli ostaggi in mano ad Hamas si sta definendo attorno ad una proposta di liberazione di almeno 50 fra donne e bambini, ma la strada veros la fumata bianca non è ancora tracciata del tutto.Il gabinetto di guerra di Israele ne ha ancora parlato in una riunione la scorsa notte.

E una delle principali incognite è Yahia Sinwar, il capo di Hamas nella Striscia di Gaza.  La settimana scorsa, quando l’esercito israeliano è entrato all’ospedale Shifa a Gaza, Sinwar ha tagliato i contatti con i mediatori del Qatar per diversi giorni, ma apparentemente li ha ripresi.Sia gli israeliani che gli americani ritengono che sarà lui a dire l’ultima parola da parte palestinese, non la leadership di Hamas all’estero.

Gli israeliani, scrive Haaretz, ritengono che Sinwar sia ancora “euforico” per il successo del massacro del 7 ottobre e per questo continui a mantenere una posizione negoziale molto dura, ignorando le sofferenze della popolazione di Gaza.  Ma proprio a causa di Sinwar, considerato meno razionale degli Hezbollah libanesi, alcuni sostengono che Israele dovrebbe cogliere ogni opportunità di accordo, in modo di liberare al più presto il maggior numero possibile di persone.C’è sempre infatti il rischio che la guerra si intensifichi e Sinwar chiuda ogni negoziato.

Altri, come il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant e il capo di Stato maggiore Herzl Halevi ritengono invece che mantenere la pressione militare su Hamas serva anche ad aumentare le possibilità di un accordo sugli ostaggi.  A quanto riferisce il Wall Street Journal, Israele non vuole liberare detenuti palestinesi in cambio degli ostaggi.Il possibile accordo di cui si parla, riferisce la Cnn, comprende pause nei combattimenti di 4-5 giorni in cambio di una iniziale liberazione di una cinquantina di ostaggi, con la possibilità che ad altre pause seguano altri rilasci di 20-25 persone.  “Pensiamo di essere più vicini ad un accordo di quanto siamo mai stati”, ha detto alla Cnn il vice consigliere americano per la Sicurezza Nazionale, Jon Finer.

Si discute anche sull’invio di camion di aiuti.Hamas ne avrebbe chiesti 500 al giorno.

Ma fonti vicine ai negoziati riferiscono che è difficile inviarne più di 200 al giorno per motivi logistici.E ci sono nodi irrisolti sulle ispezioni dei camion, i valichi di ingresso e le assicurazioni sul fatto che gli aiuti vadano ai civili e non ad Hamas.

A questo riguardo Hamas avrebbe respinto l’idea di un controllo di droni sull’itinerario dei camion.  Intanto anche l’ambasciatore israeliano a Washington, Michael Herzog, fratello del presidente Isaac Herzog, appare cautamente ottimista. “Spero” che vi sia un accordo “nei prossimi giorni, ha detto ad Abc news. “Siamo pronti per una pausa (nei combattimenti ndr), in cambio di un significativo numero di ostaggi”, ha affermato.  
Sono circa 240 le persone prese in ostaggio da Hamas il 7 ottobre.Fra loro anche bambini molto piccoli, anziani, una donna che avrebbe partorito in cattività.

Vi sono anche arabi israeliani, oltre a lavoratori nepalesi e thailandesi, due dei quali sono apparsi ieri feriti in un video delle telecamere di sorveglianza dell’ospedale Shifa.Quattro donne ostaggio sono state rilasciate in due volte, una è stata liberata dai militari israeliani e di altre due è stato purtroppo trovato dai soldati solo il corpo.

Uno dei problemi, riferisce il Wall Street Journal, è che Hamas non conoscerebbe tutti i luoghi dove sono tenuti gli ostaggi.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Levialdi Ghiron (rettore Tor Vergata): “Un minuto di silenzio per Giulia”

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(Adnkronos) – “Giulia Cecchettin avrebbe dovuto laurearsi in Ingegneria giovedì scorso.Il suo omicidio mi addolora profondamente come rettore, come docente, come padre.

Esprimo il mio cordoglio alla famiglia e invito tutta la Comunità universitaria a rispettare un minuto di silenzio martedì 21 novembre, alle ore 10″.Lo afferma rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, riferendosi all’omicidio di Giulia Cecchettin.  L’ateneo il prossimo 5 dicembre conferirà sette premi per tesi di laurea su tematiche di genere e dedicherà la cerimonia proprio a Giulia e nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, sabato 25 novembre, ricorderà le donne uccise in Italia. “Il nostro ateneo si impegna quotidianamente nel contrasto alla violenza di genere attraverso percorsi formativi e informativi, l’uso di linguaggi inclusivi e rispettosi, l’attività di un centro antiviolenza e di uno sportello rosa ospedaliero – conclude il rettore – Il 5 dicembre verranno conferiti 7 premi per tesi di laurea su tematiche di genere e dedicheremo la cerimonia a Giulia.

Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne ricorderemo le donne uccise nel nostro Paese.Stiamo lavorando tanto, ma questo ennesimo femminicidio ci spinge a impegnarci ancora di più come educatori per scardinare nei ragazzi i meccanismi tossici del possesso e promuovere la cultura del rispetto”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, pedone investito e ucciso a Castel di Leva

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(Adnkronos) – Un pedone, romeno di 40 anni, è stato investito da un’auto in via di Castel di Leva a Roma.Sul posto è intervenuto il IX Gruppo Eur della polizia di Roma Capitale.

Al volante dell’auto, una Bmw, c’era un italiano di 50 anni che è stato portato al Sant’Eugenio.A quanto si apprende, i test di rito sono risultati negativi.

La salma della vittima è stata trasportata all’ospedale Tor Vergata. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sam Altman, Microsoft assume ex Ceo di OpenAI: guiderà team su intelligenza artificiale

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(Adnkronos) – Sam Altman, il co-fondatore di OpenAI, società madre di ChatGPT, si unisce a Microsoft, dove guiderà un nuovo team di ricerca sull’intelligenza artificiale avanzata.La notizia, annunciata dall’amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella in persona, arriva dopo che Altman era stato estromesso senza preavviso dalla carica di Ceo di OpenAI, nel consiglio di amministrazione dello scorso venerdì. Anche Greg Brockman, cofondatore di OpenAI ed ex presidente che si è dimesso dopo il licenziamento di Altman, si unirà a Microsoft.

Nel frattempo, Emmett Shear, ex Ceo del servizio di streaming di Amazon Twitch, entrerà a far parte di OpenAI come amministratore delegato ad interim. “Non vediamo l’ora di conoscere Emmett Shear”, ha detto Satya Nadella in un post su X. “E siamo estremamente entusiasti di condividere la notizia che Sam Altman e Greg Brockman, insieme ai colleghi, si uniranno a Microsoft per guidare un nuovo team di ricerca sull’intelligenza artificiale avanzata”.  Il siluramento del Ceo di OpenAi, Sam Altman, da parte del Cda della società ha sconvolto il settore tecnologico negli Stati Uniti e non solo.Il Cda della società che ha costruito il pionieristico Chatbot ChatGpt ha affermato di “aver perso la fiducia nella sua capacità a guidare l’azienda”. L’improvvisa partenza di Altman, scrive il ‘Washington Post’, “ha provocato un’ondata di shock nel settore tecnologico e a Washington, dove era diventato una presenza familiare nei dibattiti sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale.

La sua ascesa e la sua apparente caduta dal gradino più alto della tecnologia sono tra le più veloci nella storia della Silicon Valley.In meno di un anno, è passato dall’essere famoso nella Bay Area come fondatore fallito di una start-up che si è reinventato come popolare investitore in piccole aziende fino a diventare uno dei leader aziendali più influenti al mondo”.

Molti nel mondo della tecnologia, rileva il quotidiano statunitense, “gli attribuiscono il merito di aver infuso una nuova energia e un senso di possibilità in un settore che è stato dominato da giganti della tecnologia come Google e Amazon per più di un decennio.Altman sperava chiaramente di entrare nella lega dei titani della tecnologia come il miliardario Elon Musk, il Ceo di Meta Mark Zuckerberg e persino il defunto Ceo di Apple Steve Jobs”. 
Il siluramento di Altman, rileva il ‘Washington Post’, è stato un po’ come spodestare il padre dell’intelligenza artificiale generativa. “Chat di gruppo di investitori e lavoratori del settore tecnologico si sono accese in tutta San Francisco, mentre tutti esprimevano il loro shock e speculavano sul motivo per cui il Cda” della società che ha confondato “abbia deciso di rimuoverlo.

Nelle conversazioni con più di una dozzina di dirigenti e investitori del settore dell’intelligenza artificiale, tutti hanno espresso confusione e sorpresa”. Giovedì, il giorno prima dell’annuncio da parte del Cda, Altman si esprimeva in quanto Ceo di OpenAi all’Apec, il summit di Cooperazione Economica Asia-Pacifico a San Francisco.La settimana prevedente, ricorda il quotidiano Usa, aveva presentato una nuova road map per OpenAi suscitando grandi applausi da parte di centinaia di sviluppatori alla prima grande conferenza dell’azienda.

Sebbene Altman sia stato uno dei fondatori di OpenAi, sottolinea il ‘Washington Post’, “ha affermato di non possedere alcuna azione della società.Mentre era Ceo di OpenAI, Altman ha continuato a investire in altre società come la società di fusione nucleare Helion e la start-up di hardware Ai Humane.

Secondo la società di dati di venture capital PitchBook, nel corso degli anni ha effettuato dozzine di investimenti personali in start-up, di cui 12 solo nel 2023″. Lanciata come organizzazione no-profit nel 2015, OpenAi è stata creata per tenere l’intelligenza artificiale generativa fuori dalla portata dalle società monopolistiche e dai governi stranieri.Ma accettando un importante investimento da parte di Microsoft nel 2019 le cose sono un po’ cambiate.

OpenAi, rileva il ‘Washington Post’, “sostiene che sta ancora perseguendo il suo obiettivo originale di costruire un’intelligenza artificiale che ‘va a beneficio di tutta l’umanità’.Ma il suo percorso ultimamente sembra più simile a quelli degli altri”.

La società ha iniziato una corsa alle assunzioni, reclutando dirigenti da Meta, Apple e Amazon Web Services.Più o meno nello stesso periodo, Altman ha iniziato un tour intorno al mondo visitando capi di stato e sviluppatori in dozzine di città, tra cui Tel Aviv e Doha, in Qatar, una tappa ancora più ambiziosa del tour americano di Zuckerberg del 2017.

Dopo l’annuncio dell’uscita di Altman, alcuni leader tecnologici hanno pubblicato pubblicamente la loro ammirazione per il cofondatore di Open Ai. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gianni Alemanno sfida Giorgia Meloni e lancia nuovo movimento: “Noi non siamo di estrema destra”

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(Adnkronos) – Gianni Alemanno si prepara a sfidare Giorgia Meloni alle elezioni.E lo fa lanciando il suo nuovo movimento politico di cui, per ora non svela il nome. “Non siamo un movimento di estrema destra.

Noi nasciamo percependo la scelta profonda e strategica di Fratelli d’Italia di diventare un partito conservatore, neo liberista e ultra-atlantista.E questa è una cosa che non ci appartiene minimamente”.

L’ex sindaco di Roma, portavoce del Forum dell’Indipendenza italiana, spiega le prossime tappe: sabato 25 e domenica 26 si terrà al Midas di Roma l’Assemblea di fondazione della sua ‘creatura’ dove verranno annunciati nome e simbolo: “Oggi non posso dire nulla, sarebbe un sacrilegio svelarli adesso”, afferma.  Quando gli chiedono se correrà già alle europee, Alemanno non si sbilancia ma assicura una ‘presenza’ alle regionali in proprio, di certo appoggiano liste civiche: “Dobbiamo ancora esistere, sabato e domenica prossima al Midas di Roma ci sarà l’assemblea di fondazione”.Le “elezioni” per il rinnovo del Parlamento Ue “sono dopodomani: figuratevi che la possibilità di raccogliere le firme inizia il 9 dicembre, esattamente dieci giorni dopo l’assemblea di fondazione.

Quindi dobbiamo fare una riflessione attenta per scegliere quale scadenza elettorale vogliamo affrontare anche in relazione alla regionali dove tendenzialmente preferiamo appoggiare liste civiche che sono più rappresentative del territorio, ma non escludiamo anche di essere presenti con il nostro simbolo in qualche laboratorio da questo punto di vista”.  “E’ chiaro – assicura Alemanno – che il nostro obiettivo sono le prossime elezioni politiche che, a mio avviso, non saranno a scadenza ma anticipate…In quell’occasione noi dobbiamo assolutamente essere presenti, a meno che non ci sia un cambiamento totale della politica da parte del governo di centrodestra attuale”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Editoriale Juve Stabia – Sorrento: Il derby della frenesia e della scarsa lucidità con tanto rammarico finale

La Juve Stabia pareggia contro il Sorrento allo Stadio Romeo Menti, conquistando un altro punto utile per la classifica, dopo quello contro il Foggia.

Nel nostro editoriale su Juve Stabia – Sorrento esprimiamo il nostro pensiero sulla quattordicesima di campionato: le Vespe restano ancora in vetta e allungano di un punto sulle inseguitrici.

Gara che si divide in un primo tempo con ritmi alti per i gialloblù ed in un secondo tempo più avvincente per i rossoneri.

Le premesse e il racconto di Juve Stabia – Sorrento nel nostro editoriale

Un derby che ritorna dopo ben quattordici anni. Emozione, la parola d’ordine, in un Menti affollatissimo e coloratissimo.

Gli stabiesi hanno occupato in gran numero le scalee del Menti inneggiando la squadra del cuore per tutti i 99 minuti di gioco, recupero compreso.

IL PRIMO TEMPO

Un avvio di gara che vede la Juve Stabia fare la partita e il Sorrento, timido, che attende. Nei primi trenta minuti, Leone dal limite e, dalla destra, Candellone provano a creare qualche grattacapo alla difesa avversaria.  Tante, troppe, interruzioni di gioco per i gialloblù e poche, o nulle, quelle per i rossoneri da parte di un direttore di gara che appare offuscato in alcuni tratti del match. C’è tensione in campo e fuori dal campo.

IL SECONDO TEMPO

Inizia la ripresa con Meli che dal limite calcia a rete senza fortuna. Successivamente punizione di Mignanelli deviata in corner da Del Sorbo. Bachini, sugli sviluppi di un corner dalla sinistra impegna Del Sorbo, poi ancora Candellone su cross di Mignanelli dalla sinistra sul primo palo manda fuori di testa da buonissima posizione.

Se la giocano gli uomini di Mister Pagliuca, ma il Sorrento cambia modulo e si sente più a suo agio. I rossoneri occupano per bene il campo, non attaccano con convinzione ma non lascia spazio agli avversari. Eppure tutto giocava a favore dei padroni di casa, con le sconfitte di Avellino e Benevento, con la possibilità di allungare in classifica. Ma la frenesia, questa maledetta!, prende il sopravvento. Concentrazione è quella che invoca il tecnico stabiese. Si gioca per divertirsi, a patto che il divertimento sia sinonimo di morso e impegno!

Juve Stabia: obiettivo salvezza tranquilla

Non si sa bene come si possa accettare la salvezza tranquilla come obiettivo quando, ad onore del vero, c’è una squadra che fa sognare. È un mistero ignoto.

Non si sa come si possano mantenere gli spazi sottili tra sogni e realtà. Ci si immaginano magliette sudate, scarpette consumate, prato calpestato, capelli disordinati, corse affannate. Non si sa bene come si faccia ad essere allenatori capaci di dare regole chiare e trasparenti senza un pizzico di emozione. Ehilà, Mister, siamo in vetta. Stiamo volando, seppur a bassa quota!

Si cerca di salvaguardare pezzi di realtà o di non sconfinare troppo all’aldilà? Perché è più facile, poi, dichiarare che l’unico, ripetuto, evidenziato, sottoscritto, obiettivo è sempre stata la salvezza!  La piazza accoglie, lo sa, ne è consapevole. Ma è pur sempre una piazza da sconfinamenti, ritorni, contraddizioni, emozioni e sogni. Tanti sogni!

E allora come recitava Alex Britti in Lasciatemi Sognare:

Ognuno ha la sua visione del mondo che c’è

vive la sua condizione e dà il meglio di se

ma c’è qualcosa nell’aria che ancora non va

fa più danni l’ignoranza della bomba che domani scoppierà

fa piu’ danni l’ignoranza dei veleni che respira una città

Castellammare non è ignorante, conosce la realtà, ma… lasciatela sognare che male non fa!

Elezioni Italia, prove tecniche di voto online: 13 e 14 dicembre la prima simulazione

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(Adnkronos) – L’Italia si prepara al voto online per le elezioni.Si parte il 13 e 14 dicembre 2023 quando sarà realizzata la prima simulazione. “L’iniziativa, non collegata ad alcun evento elettorale reale, – comunica il Viminale – coinvolgerà gli italiani residenti all’estero in alcune circoscrizioni consolari di Paesi dell’Unione Europea.  La simulazione, finanziata grazie a un apposito Fondo istituito dalla legge di bilancio 2020, si svolgerà tra le ore 8:00 di mercoledì 13 e le ore 20:00 di giovedì 14 dicembre 2023, secondo le modalità disciplinate da specifiche ‘Linee guida’ approvate con decreto del ministro dell’Interno, adottato di concerto con il ministero per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale il 7 luglio 2021”.  “In particolare, le varie fasi del voto elettronico (autenticazione dell’elettore, votazione e raccolta dei risultati dello scrutinio) – spiega il ministero dell’Interno – saranno gestite da una apposita piattaforma web, denominata ‘Portale E-vote’, realizzata dal Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Viminale in collaborazione con tutte le altre Amministrazioni interessate: ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, Agid – Agenzia per l’Italia Digitale, ACN – Agenzia per la Cybersicurezza, ministero della Giustizia – Corte d’Appello di Roma”. Alla piattaforma potranno accedere gli iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire) e i cittadini italiani temporaneamente presenti (per motivi di lavoro, studio o cure mediche) nelle circoscrizioni consolari coinvolte nella simulazione, che siano in possesso di una identità digitale (Cie, Spid, Cns). Gli elettori interessati dalla simulazione saranno informati sulla loro possibilità di esprimere online il proprio voto attraverso una campagna di comunicazione realizzata dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con avvisi trasmessi in posta elettronica e per il tramite degli enti rappresentativi delle comunità degli italiani residenti (Comites).

L’innovativa procedura verrà testata in modo graduale e progressivo per verificarne le modalità di funzionamento, l’impatto sul corpo elettorale e i conseguenti riflessi economici ed organizzativi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giulia Cecchettin, il papà: “Non provo odio o rabbia per Filippo” – Video

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(Adnkronos) – “Non provo né odio, né rabbia per Filippo.Non provo nulla, penso alla mia Giulia che è andata e non c’è più”.

Così Gino Cecchettin, papà di Giulia, la studentessa per il cui omicidio è stato arrestato l’ex fidanzato Filippo Turetta.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Finlandia chiude intero confine con la Russia: la decisione di Helsinki

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(Adnkronos) –
La Finlandia chiuderà, nella notte tra il 21 e il 22 novembre, i restanti quattro valichi di frontiera con la Russia e quindi l’intero confine tra i due Paesi.Lo scrive il quotidiano finlandese Iltalehti citando proprie fonti, secondo le quali la decisione è stata presa dopo che le autorità russe avrebbero spinto numerosi migranti verso il confine.

In totale, la Finlandia ha nove valichi di frontiera con la Russia, cinque dei quali sono già stati chiusi. Il Cremlino ha espresso ”profondo rammarico” per la decisione di Helsinki. “Ciò non provoca altro che profondo rammarico, perché con la Finlandia abbiamo avuto rapporti di lunga data e molto buoni, pragmatici e basati sul rispetto reciproco”, ha detto in un briefing il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. ”Naturalmente, ci rammarichiamo che questi rapporti siano stati sostituiti da una posizione esclusivamente russofobica.Sfortunatamente, questa è la situazione”, ha aggiunto. Al momento, ha proseguito, tra Mosca e Helsinki ”non c’è dialogo” e ”non per colpa nostra”, quindi ”è improbabile che possiamo influenzare ora” la situazione. ”Non siamo stati noi ad portare avanti una riduzione del dialogo”, ha detto Peskov.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Porti, record partecipazione a summit AIVP Venice 2023

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(Adnkronos) – Si è chiusa con le visite tecniche alle infrastrutture portuali di Venezia-Marghera la conferenza mondiale delle città porto che ha registrato un record di partecipazione internazionale: 45 relatori 320 delegati registrati, 41 Paesi per 30 ore di lavori.L’obiettivo – raggiunto – quello di confrontarsi su un nuovo modello di relazione tra istituzioni portuali, cittadine e stakeholder per superare insieme le sfide sempre piu’ urgenti che ogni citta’ si trova ad affrontare in uno scenario di emergenza climatica e – in alcuni contesti – anche di crisi economica e sociale. 
Tra le best practice presentate quelle di New York, Sidney, Giamaica, Dakar, Maputo, Anversa, Marsiglia, Barcellona e Baleari.

Il messaggio che emerge forte e chiaro a livello mondiale e che sarà portato alla prossima COP 28 è che, per vincere le sfide di sostenibilità, le realtà portuali possono fare da traino e acceleratore per la transizione verde e più in generale per mettere in campo soluzioni innovative per città più sostenibili, avendo a che fare ogni giorno con un contesto internazionale, di scambio, di innovazione tecnica molto più ampio. 
Come ha sottolineato il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale di Venezia e Chioggia Fulvio Lino Di Blasio, co-organizzatore dell’evento, “oggi è il momento giusto – forse l’ultimo? – per ridefinire l’identità delle città/porto, che si trovano sulla “linea del fronte” per affrontare sfide molto ardue: difesa delle coste dall’innalzamento del mare, tutela ecosistemi, economia circolare, energie alternative, ecc.Se vediamo queste sfide come fonte di “conflitti”, dove diversi attori portano istanze difficili o impossibili da conciliare non riusciremo a vincerle.

Ma le città-porto sono anche ‘ponti’ tra terra e mare, sono delle eccellenti “cerniere” che uniscono, sono dei “laboratori” dove sperimentare la convivenza, lo sviluppo secondo una comunanza di intenti che deve mettere insieme in modo “olistico” tutte le dimensioni della sostenibilità: questa è la prospettiva che abbiamo adottato nella gestione del sistema portuale del Veneto, l’unica che riteniamo capace di generare valori durevoli per il nostro territorio”. Per rendere più evidente a livello mondiale il ruolo che le città porto possono giocare per disegnare nuovi modelli, Aivp – Association Internationale Villes et Ports – ha lanciato il Premio Antoine Rufenacht, in onore del fondatore dell’Associazione, già Sindaco della città marinara di Le Havre; il premio darà risalto ai progetti di gestione delle città-porto esemplari rispetto a parametri legati all’Agenda 2030 perseguiti attraverso una strategia globale di sviluppo della città e dell’ecosistema al contempo.  “L’istituzione del Premio AIVP “Antoine Rufenacht” si inserisce in quest’ottica: stimolare scambi di best practice al servizio di un futuro più sicuro e sostenibile, affinché le nostre città portuali restino fonti di vita di lavoro e di orgoglio” ha commentato il Presidente Aivp e attuale Sindaco di Le Havre Édouard Philippe. 
La prima edizione dell’Award vedrà la luce nel 2024 con la cerimonia di premiazione che si terrà a Lisbona, la città porto che ospiterà la conferenza mondiale Aivp dell’anno prossimo.
 —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, Lea vince prime time: boom per Sinner-Djokovic

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(Adnkronos) – In prime time, il programma più visto domenica 19 novembre è stata la fiction ‘Lea – I Nostri Figli’ su Rai1, con 3.095.000 spettatori e il 16.3% di share.Ma Sinner entra nella storia anche della tv italiana.

Su Rai1 infatti la finale delle ATP Finals contro Djokovic, in onda dalle 17.57 alle 20.18, ha tenuti incollata davanti al video un terzo dell’Italia televisiva.La partita è stata seguita da 5.493.000 spettatori pari al 29.5% di share, registrando – a quanto apprende l’Adnkronos – l’ascolto più alto mai ottenuto da una partita di tennis trasmessa sulla tv italiana da quando esiste l’Auditel, cioè dal 1986. Al secondo posto per il prime time ‘Terra Amara’ su Canale 5, con 2.559.000 spettatori e il 15.3% di share.

Sul terzo gradino del podio domenicale si conferma ‘Che Tempo Ceh Fa’ di Fabio Fazio sul Nove, con 2.278.000 spettatori e il 10.8% di share (e 1.275.000 spettatori con il 9.6% per la seconda parte chiamata Il Tavolo). A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: ‘Report’ su Rai3 (1.586.000 spettatori, share 7.8%), ‘Harry Potter e il Calice di Fuoco’ su Italia 1 (1.241.000 spettatori, share 7.2%), ‘Dritto e Rovescio’ su Rete4 (1.130.000 spettatori, share 7.7%), ‘La Caserma’ su Rai2 (666.000 spettatori, share 3.3%), ‘In Onda’ su La7 (378.000 spettatori, share 2.1%), ‘Star Wars: L’Impero Colpisce Ancora’ su Tv8 (347.000 spettatori, share 2%). Nel pomeriggio ottimi ascolti per ‘Domenica In’, con la parte iniziale della trasmissione dedicata all’omicidio di Giulia Cecchettin.Il programma di Mara Venier è stato seguito da 2.941.000 spettatori (share 20.5%), nella presentazione, da 3.333.000 spettatori (share 23.9%), nella prima parte, da 2.590.000 spettatori (share 21%), nella seconda parte, e da 2.298.000 spettatori (share 18.8%), nell’ultima parte.

A seguire, ‘Da Noi… A Ruota Libera’ ha ottenuto 2.546.000 spettatori e il 19.2% di share.Su Canale5 ‘L’Arca di Noè’ ha registrato 2.388.000 spettatori con il 16.2% share, ‘Amici di Maria De Filippi’ 2.829.000 spettatori (share 21.4%) e ‘Verissimo’ 2.537.000 spettatori (share 20.4%), nella prima parte, e 2.281.000 spettatori (share 14.6%), nella seconda parte.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giulia Cecchettin, la sorella: “Fin dall’inizio avevo capito cosa era successo”

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(Adnkronos) – “Mi è crollato il mondo addosso: già avevo capito tutto, volevo sbagliarmi, avere di nuovo la speranza, ma lo sapevo”.Così a ‘Storie italiane’ su Rai1, Elena Cecchettin, sorella di Giulia, sottolineando che era a Vienna quando il papà e il fratello le hanno scritto un messaggio per chiederle se sapeva dove era Giulia perché era uscita con Filippo e non era rientrata. “Sapevo fin dal primo momento quale era la verità”, dice la ragazza, secondo la quale “le avvisaglie non sono sempre chiare”. “Ci sono campanelli di allarme che ci dicono: ‘allontanati’ – spiega – Purtroppo bisogna guardare oltre e cercare la cattiveria in queste cose anche se non è giusto”.  Elena ha raccontato poi “un episodio allarmante” che aveva allarmato anche la sorella ed era poi stato “il motivo per cui Giulia aveva rotto con lui (Filippo Turetta ndr) la prima volta”.

Fu quello, afferma, in cui lui gli disse: “‘Dovresti fermarti con gli esami e aiutare me perché non possiamo non laurearci insieme'”. Infine un appello a tutti i genitori ad “educate i vostri figli all’affettività e alla sessualità senza aver paura di affrontare certi temi.Insegnate ai vostri figli a essere fragili, che amare non vuol dire possedere, che un ‘no’ può essere motivo di crescita”. “L’educazione non è solo quella impartita in famiglia, arriva da tanti punti, ma c’è una responsabilità genitoriale”, continua Giulia invitando i genitori dei ragazzi a “prevenire” e aggiungendo di non avere “paura di parlare di psicoterapia”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Professioni, Csel: “Iscritti elenco revisori enti locali calati del 17% in 7 anni”

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(Adnkronos) – Commercialista uomo, con età compresa tra 43 e 65 anni.Se si dovesse stilare un identikit dei revisori dei conti degli enti locali, questo sarebbe il profilo che emergerebbe.

A questi professionisti vengono affidati compiti di grande complessità e responsabilità.Un revisore è infatti una sorta di “controllore intermedio”, in parte interno e in parte esterno, esperto di contabilità pubblica e di procedure pubbliche che, per sé stesso ed il suo ruolo così come per la Magistratura contabile, il Ministero dell’Interno ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze, rappresenta un trait d’union di verifica, vigilanza e di informazione qualificata, a presidio della buona gestione finanziaria e contabile dell’Ente Locale.
 Un ruolo fondamentale dunque che però, stando alle elaborazioni effettuate da Centro Studi Enti Locali, sulla base dei dati forniti dal Ministero dell’Interno, negli ultimi anni sembra aver perso attrattività, soprattutto tra i professionisti più giovani.

L’esercito dei revisori dei conti degli enti locali delle regioni a statuto ordinario ad oggi è composto da 14.138 professionisti, che nel 71% dei casi sono di sesso maschile e in nove casi su dieci hanno più di 42 anni.  
Nel 2016, agli iscritti erano 17.117, quasi 3mila in più.Questo calo del 17% è il frutto di una erosione lenta e inesorabile: nel 2017 gli iscritti erano stati 16.988, nel 2018 15.898, poi 15.392 (2019), 14.930 (2020), 14.431 (2021) e 14.046(2022).

Il 2023 è stato il primo anno, di questa lunga serie, in leggera controtendenza ma il rimbalzo (+92), è davvero troppo modesto per compensare gli iscritti persi nel corso degli anni precedenti.Una perdita di attrattività che molto probabilmente è legata a doppio filo con compensi giudicati modesti, soprattutto nei comuni più piccoli, e – per chi non è già esperto di contabilità pubblica – un investimento per formarsi che non necessariamente sarà ripagato, in caso di mancata estrazione- a fronte di mansioni ad alto tasso di complessità, specializzazione e responsabilità. Ma chi sono i soggetti abilitati a “vigilare” sulla regolarità dei conti dei comuni e delle province italiane?

I professionisti attualmente iscritti all’elenco che fa capo al Viminale sono in larga maggioranza uomini (9.997 su 14.138).Il 79% degli iscritti hanno un’età compresa tra 43 e 65 anni.

Hanno meno di 42 anni soltanto 1.426 iscritti.Gli under 42 anni costituivano il 16% del totale nel 2019 ma hanno registrato una diminuzione costante, scendendo al 10% nel 2023.

Viceversa, gli iscritti con un’età compresa tra 66 e 80 anni rappresentavano il 7% del totale nel 2019, ma questa percentuale è aumentata negli anni fino ad arrivare all’11% nel 2023.Anche gli iscritti con più di 80 anni, pur rappresentando una quota residuale (0,5%), si sono più che quintuplicati nell’arco nell’ultimo quinquennio passando dai 12 del 2018 agli attuali 70.  Ma come vengono nominati i revisori dei conti degli enti locali italiani?

Fino al 2012 questi soggetti venivano nominati direttamente dai consigli comunali.Al fine di renderli più indipendenti possibili è stata però varata una riforma che ha portato, nelle regioni a statuto ordinario, alla nomina tramite estrazione da un elenco che viene rinnovato ogni anno.

La scadenza per iscriversi a quello che entrerà in vigore il 1° gennaio 2024 è stata fissata dal Viminale al prossimo 18 dicembre.Le regole di ingaggio, sia per le prime iscrizioni nell’elenco dei revisori dei conti degli enti locali che per le conferme, vengono dettate dal Ministero dell’Interno con proprio decreto.  Il soggetto richiedente viene inserito nell’elenco a livello regionale, in relazione alla propria residenza anagrafica, una volta accertato il possesso dei requisiti previsti, in base alla seguente tipologia e dimensione demografica degli enti locali raggruppati in: fascia 1 – Comuni fino a 4.999 abitanti; fascia 2 – Comuni con popolazione da 5.000 a 14.999 abitanti, Unioni di Comuni e Comunità montane; fascia 3 – Comuni con popolazione pari o superiore a 15.000 abitanti e Province.  È possibile chiedere l’inserimento in una o più fasce, purché in possesso dei requisiti previsti per ognuna di esse.

Come intuibile, la fascia per la quale sono previsti i requisiti meno stringenti è la prima, non a caso, la più “affollata”.Per accedervi, occorre essere iscritti da almeno due anni al registro dei revisori legali (che fa capo al Ministero dell’Economia e delle Finanze) o all’ordine dei commercialisti.

Per la seconda fascia, l’anzianità richiesta come revisore o commercialista sono cinque.Inoltre, è necessario aver svolto almeno un incarico triennale come revisore dei conti in un ente locale.  Le richieste crescono di pari passo con la complessità degli enti su cui occorre vigilare.

Pertanto, per entrare nella terza fascia, occorre essere iscritti nel registro dei revisori legali (o all’ordine) da almeno un decennio e aver svolto almeno tre incarichi triennali in un ente locale.Per ognuna delle tre fasce, e per poter rimanere nell’elenco dopo la prima iscrizione, è inoltre necessario acquisire ogni anno, tra il 1° gennaio e il 30 novembre, almeno 10 crediti formativi nell’ambito di corsi o seminari sulla contabilità pubblica e gestione economico-finanziaria degli Enti territoriali con programmi di approfondimento e relativi test di verifica preventivamente condivisi con il Ministero dell’Interno.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giulia Cecchettin, domani un minuto di silenzio nelle scuole

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(Adnkronos) – Domani, martedì 21 novembre 2023, alle 11 un minuto di silenzio per Giulia Cecchettin e per tutte le donne vittime di violenza nelle scuole.E’ quanto si legge in una nota del ministero dell’Istruzione.

Ieri sui social il ministro Giuseppe Valditara aveva scritto: “Raccolgo l’appello del Direttore dell’Adnkronos @davidedesario.Domani invierò a tutte le scuole italiane un invito a rispettare un minuto di silenzio nella giornata di martedì in onore di Giulia e di tutte le donne abusate e vittime di violenze”.  “La lotta contro la violenza sulle donne è diventata ormai una grave emergenza per il Paese e questo Ministero, su forte impulso del Ministro, intende dare il proprio contributo attraverso il piano ‘Educare alle relazioni’, che verrà presentato il 22 novembre p.v., con l’obiettivo di promuovere azioni concrete di prevenzione e di diffusione della cultura del rispetto, di educazione alle relazioni e alla parità fra uomo e donna”, si legge. “Il 25 novembre di ogni anno si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, ricorrenza istituita il 17 dicembre 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite”, scrive ancora il ministero che invita le istituzioni scolastiche “a organizzare iniziative sulla tematica della lotta contro la violenza sulle donne, coinvolgendo attivamente studentesse e studenti in riflessioni e dibattiti, che possano sensibilizzarli e responsabilizzarli, anche attraverso eventuali approfondimenti sugli strumenti a disposizione delle donne vittime di violenza, sulla normativa e sulle politiche in essere”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ostaggi al-Shifa, soldatessa uccisa e base Hamas: cosa dice Israele

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(Adnkronos) – L’ospedale al-Shifa, il più grande della Striscia di Gaza, è ormai diventato “una zona di morte”.La struttura, considerata da Israele il centro nevralgico delle operazioni terroristiche di Hamas, negli ultimi giorni è stata teatro di intensi combattimenti tra le Forze di difesa israeliane e i terroristi.

Rimasta senza più luce e rifornimenti, l’ospedale è stato evacuato.Ma cosa ha trovato Israele dentro e sotto l’ospedale Al Shifa?   Secondo un video diffuso dall’Idf, sotto al-Shifa è posizionato un tunnel lungo 55 metri e profondo 10 che sfocia in un ampio spazio bloccato da una grande porta d’ingresso.

Il video, che dura 3 minuti e 27 secondi ed è stato girato venerdì 17 novembre, inizia all’esterno del tunnel e mostra diversi soldati delle Forze di Difesa Israeliane.  Le immagini dall’interno mostrano quindi una scala a chiocciola.In basso si apre il tunnel le cui pareti sembrano essere ricoperte di lastre verticali di cemento.

Il tunnel termina su una porta metallica nella quale si apre una piccola finestra.L’esercito israeliano – riferisce la Cnn – spiega di non avere ancora aperto la porta perché i militari temono che possa contenere trappole esplosive.   Ma non è tutto.

Secondo un altro video, Hamas ha portato ostaggi nell’ospedale al Shifa a Gaza dopo l’attacco del 7 ottobre contro Israele.Le Forze di Difesa Israeliane hanno diffuso il filmato di una telecamera di sorveglianza dell’ospedale con immagini del 7 ottobre: i video mostrano i terroristi di Hamas mentre portano all’interno della struttura un cittadino nepalese e un cittadino thailandese rapiti in Israele. Uno degli ostaggi è visibilmente ferito al braccio e viene portato in barella, mentre il secondo viene trascinato con forza in ospedale. “Questo dimostra che l’organizzazione terroristica di Hamas ha usato l’ospedale Shifa il giorno stesso del massacro come infrastruttura terroristica”, affermano le Forze di difesa. Altre immagini diffuse dall’Idf, sulla base delle registrazioni delle telecamere di sorveglianza di Shifa, mostrano terroristi di Hamas all’interno dell’ospedale e fuori dalle stanze degli ostaggi, così come veicoli rubati alle forze di difesa israeliane portati al centro medico.  Tra gli ostaggi portati nell’ospedale, anche quello del caporale israeliano Noa Marciano, che, secondo un portavoce militare, sarebbe stata uccisa propio all’interno della struttura da Hamas, e non in un attacco aereo israeliano come afferato dai miliziani.

Citando il rapporto di un patologo e informazioni di intelligence, il portavoce delle Forze di difesa israeliane, Daniel Hagari, ha spiegato che Marciano è rimasta ferita in un attacco delle Forze di Difesa israeliane e in seguito portata a Shifa, dove è stata uccisa. “Noa è stata rapita e portata in un luogo vicino all’ospedale Shifa.Durante gli attacchi dell’Idf a Gaza, un terrorista di Hamas che la teneva in ostaggio è rimasto ucciso”, ha affermato. “Il rapporto del patologo afferma che Noa è stata ferita nell’attacco, ma la sua vita non era in pericolo, e questo contrasta con le menzogne pubblicate da Hamas secondo cui Noa è stata uccisa dagli attacchi dell’Idf”, ha aggiunto. “Secondo le informazioni dell’intelligence, Noa è stata poi portata all’interno delle mura dell’ospedale Shifa, dove è stata uccisa da un terrorista di Hamas”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Sorrento (0-0): Il podio e il contropodio giallo-blu

Per la nostra rubrica il Podio e il Contropodio vi parliamo del pareggio della Juve Stabia con il Sorrento, con le Vespe che chiudono la gara sullo 0-0.

Elementi principali del nostro podio e contropodio su Juve Stabia – Sorrento non può che essere la prestazione non esaltante del reparto offensivo delle Vespe.

La Juve Stabia ancora imbrigliata in uno 0-0 che lascia tanti rimpianti. Dopo quello con il Foggia, arriva il secondo pareggio a reti bianche consecutivo tra le mura amiche del Romeo Menti. Il Sorrento si chiude bene e sbarra la strada alle Vespe.

PODIO di Juve Stabia – Sorrento (0-0)

Medaglia d’oro:

A Daniele Mignanelli, dai cui piedi partono cross a ripetizione. Il mancino del capitano è la principale arma cui si affidano i gialloblu quando il Sorrento si chiude a riccio. Scelta giusta perché dal piede educato dell’ex Avellino arrivano le uniche occasioni che fa registrare la Juve Stabia. Sia direttamente, con un calcio di punizione, e sia da assistman, imbeccando Bachini, Mignanelli cerca di scardinare la resistenza sorrentina. Peccato per l’ammonizione a primo tempo terminato che gli farà saltare la gara di Messina.

Medaglia d’argento:

Matteo Bachini, cuore e coraggio della Juve Stabia. Il difensore centrale si batte come un leone, vestendo anche i panni di primo uomo a far partire l’azione quando la mediana è bloccata. Da incorniciare i suoi interventi difensivi, sempre puntuali, ed anche i suoi inserimenti di testa che avrebbero meritato sorte migliore. Bravo a rimediare all’unico errore della sua gara, quando perde palla in uscita.

Medaglia di bronzo:

Giuseppe Leone, fonte di gioco stabiese anche quando gli spazi si riducono. Ormai le doti dell’ex Siena sono ben note a tutti gli avversari, pronti a dedicare molte attenzioni al 55 così da bloccarne la visione di gioco. Ciononostante Leone riesce a gestire bene palla, senza farsi condizionare da un Sorrento interamente dietro la linea della palla, e a smistare gioco senza mai perdere la calma.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro:

A Kevin Piscopo, a tratti ingiudicabile per la pochezza della sua gara. È ormai chiaro che quando l’ex Pordenone scende in campo “in ciabatte” non c’è modo di fargli mettere gli scarpini e di invertire la sua prestazione. Dopo qualche segnale di risveglio, culminato col in il gol di Taranto, l’11 è però tornato agli standard opachi di questa prima fase della stagione. Lento palla al piede, in fase di non possesso a volte pare trotterellare senza particolare ardore.

Medaglia d’argento:

Federico Romeo, che gira come una trottola senza trovare la giusta posizione. Il 7 prova a pungere il Sorrento partendo da lontano, incartandosi però al momento della scelta finale, quasi sempre non precisa o intercettata dal Sorrento. La buona volontà, come al solito, c’è e si vede ma la lucidità viene meno dopo poco.

Medaglia d’argento:

Leonardo Candellone, che si muove tanto senza però incidere. L’attaccante ha pochi palloni per fare davvero male al Sorrento, questo gli va riconosciuto, ma è altrettanto chiaro come il lavoro “sporco” e di pressing spesso visto nelle altre gare, non si vede invece con i costieri. Inevitabile che la fatica, per lui costretto a fare gli straordinari da inizio stagione, inizi a farsi sentire. In questo senso, l’ammonizione ricevuta lo costringerà a un turno di riposo forzato a Messina.