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Israele, chi è Jimmy Pacheco badante filippino liberato oggi da Hamas

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(Adnkronos) – Fra gli ostaggi rapiti da Hamas che oggi sono stati liberati c’è anche il filippino Gelienor ‘Jimmy’ Leano Pacheco.Trentatré anni, padre di tre figli, Pacheco da quattro anni si prendeva cura dell’ottantenne Amitai Ben Zvi nel kibbutz Nir Oz, scrive Times of Israel. Nir Oz è una piccola comunità di 400 persone a tre km dal confine con Gaza.

Durante il massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre, sono stati uccisi più di 100 abitanti del kibbutz e 15 lavoratori agricoli stranieri.Circa altre 80 persone, fra cui Jimmy Pacheco, sono state rapite e portate a Gaza.

Quella mattina, Pacheco è riuscito a telefonare a suoi amici dicendo che lo stavano sequestrando e che l’anziano Amitai, da lui chiamato Abba (padre in ebraico), era stato ucciso.  Ore dopo, la famiglia Ben Zvi ha ricevuto dalla famiglia Pacheco nelle Filippine un video di Jimmy ammanettato in un’automobile a Gaza.Un altro video di Hamas è emerso su Telegram in cui si vedeva il badante circondato da una folla urlante.

Jimmy si è sempre occupato di mio padre “con tranquilla e ammirevole devozione, sempre attento ai suoi bisogni”, ha detto la figlia di Amitai. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

25 novembre, violenza su donne: piattaforma manifestazione spacca le opposizioni

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(Adnkronos) –
Diventa un caso la piattaforma della manifestazione contro la violenza sulle donne di domani, 25 novembre, a Roma e Messina.Il documento di ‘Non una di meno’ spazia oltre il tema del corteo: reddito di cittadinanza, ponte sullo Stretto, Palestina libera.

Sul Medio Oriente le posizioni più nette: “Lo stato Italiano deve smetterla di essere complice di genocidi in tutto il mondo e schierandosi in aperto supporto dello stato coloniale di Israele, appoggia di fatto il genocidio in corso del popolo palestinese”.E ancora chiede “un chiaro posizionamento in favore del popolo palestinese e della sua liberazione e una visione antimilitarista che ci permetta di evidenziare come i conflitti armati siano l’espressione più terribile della violenza patriarcale”.  
Tanto basta perché le opposizioni, pure a favore della manifestazione, si dividano.

C’è la condivisione di Nicola Fratoianni: “Contro la violenza sulle donne sarò domani in piazza a Perugia.Aderiamo alla piattaforma nazionale di ‘Non una di meno'”.  
Quanto al Pd sarà in piazza con una delegazione mentre è in forse la presenza di Elly Schlein impegnata al congresso di Sinistra Italiana a Perugia.

La segretaria rivendica la vicinanza al tema della manifestazione, ma allo stesso tempo ribadisce “la posizione chiara e senza ambiguità” dei Dem sul Medio Oriente: “Il Pd ha sempre partecipato e parteciperà anche domani.Il Pd ha portato 50mila persone in piazza su una posizione chiara e senza ambiguità sul Medio Oriente.

Io sono a Perugia al mattino, se farò in tempo parteciperò volentieri come ho sempre fatto.Ma non userei in modo strumentale questo appuntamento”. “A chi domani andrà alla manifestazione dico che è una vergogna che in quel documento di piattaforma programmatica abbiano parlato di colonizzazione di Israele che reprime le donne palestinesi.

Se c’è qualcuno che ha violentato, stuprato, distrutto la vita di donne israeliane e palestinesi sono i macellai terroristi di Hamas che debbono essere condannati senza se e senza ma”, dice Matteo Renzi al Festival de Linkiesta. Per Calenda la strumentalizzazione è quella di ‘Non una di meno’ sulla manifestazione di domani: “Decine di migliaia di persone, tra cui tutta la mia famiglia dai nonni ai bambini, si preparavano ad andare a una manifestazione che credevano organizzata per ragioni diverse.Strumentalizzare così un grande moto spontaneo di solidarietà e vicinanza alla causa femminista, non è giusto e non è corretto”. E aggiunge: “Questa non è la piattaforma di una manifestazione contro la violenza sulle donne e per una società meno maschilista e più equa.

Questa è la piattaforma di un collettivo di estrema sinistra antisraeliano e filo Hamas (notoriamente sostenitore dei diritti delle donne)”. Più Europa sceglie una via ‘diplomatica’: partecipazione al corteo di domani insieme all’adesione all’appello di Liberation “per riconoscere che l’attacco del 7 ottobre è stato anche un attacco contro le donne israeliane, uccise, rapite, stuprate e torturate dai miliziani di Hamas”. Una sottolineatura che ha fatto anche la vicepresidente Pd del Parlamento europeo, Pina Picierno: “Il 7 ottobre Hamas durante le azioni nei kibbutz ha ucciso e stuprato.Gli esiti delle autopsie e delle refertazioni mediche che ho letto in queste settimane sono terribili.

Queste donne israeliane, le loro storie, le violenze subite sono state escluse dal dibattito femminista”.I componenti Pd della commissione di Vigilanza hanno scritto ai vertici Rai per chiedere la diretta della manifestazione di domani. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne – Il video e il messaggio di Gori

Domani si celebra la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le Donne. Questa ricorrenza ci ricorda la necessità di sensibilizzare e informare su un’emergenza sociale che, in molti contesti, è ancora banalizzata e sottovalutata.

L’azienda Gori ha ideato e lanciato la campagna di sensibilizzazione su questo tema con l’hashtag: #Educhiamoli

Le cronache di quest’ultimo drammatico anno, in cui sono 107 le donne uccise, ci restituiscono una realtà in cui troppo spesso la tragedia matura nella dimensione affettiva e tra le mura domestiche, concretizzandosi per mano di partner o ex partner.

Educare gli uomini ai sentimenti e al rispetto diventa dunque un’esigenza sociale e un dovere di tutti noi.

Ricordiamo perché è stata scelta la data del 25 novembre

Si è voluto commemorare 3 sorelle che vivano nella Repubblica Dominicana: Patria, Maria Teresa e Minerva Mirabal.

Queste sorelle hanno combattuto per la libertà del loro paese per liberarlo dalla dittatura del generale Rafael Trujilo.

Le sorelle Mirabal infatti decisero di impegnarsi nell’attivismo politico denunciando gli orrori e i crimini dalla dittatura.

Il 25 novembre 1960 le sorelle furono catturate dal regime e vennero prima torturate e poi uccise.

Per coprire il crimine, gli autori, di questo orrore buttarono i loro corpi in un dirupo per simulare un incidente.

Da quell’anno ogni 25 novembre si inaugura un periodo di 16 giorni dedicato all’attivismo contro la violenza di genere, che si conclude il 10 dicembre con la Giornata Internazionale dei diritti Umani.

Nell’ambito di questa campagna di sensibilizzazione Gori ha realizzato un video che vi proponiamo:

La speranza di tutti è quella che l’anno prossimo non sia più necessario celebrare la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le Donne.

Ruby Ter, Alessandra Sorcinelli pubblica audio Berlusconi: “Casa sarà tua finito il processo”

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(Adnkronos) – “Udite, udite!La volontà di Silvio Berlusconi di risarcire la sottoscritta dopo anni di fango mediatico a causa di un processo durato oltre 10 anni che mi vede assolta perché il fatto non sussiste”.

Così scrive sui suoi profili social Alessandra Sorcinelli, una delle ragazze coinvolte nel processo Ruby Ter.Il riferimento è alla richiesta, ricevuta tramite raccomandata dall’immobiliare Dueville, di restituire entro il prossimo mese di dicembre la villa che l’ex Cav donò alla giovane in comodato d’uso.  Nel video allegato al post, anche un audio nel quale si percepisce chiaramente la voce del leader azzurro mentre le spiega perché ha scelto la formula del comodato in luogo dell’intestazione diretta dell’immobile: “Questo contratto è la consegna definitiva a voi delle case, che diventano di vostra proprietà appena possiamo”, dice il leader azzurro.

E cioè “appena è finito il processo, credo entro qualche mese.Anche perché -aggiunge poi Berlusconi- se io il 10 febbraio vengo eletto presidente della Repubblica, i processi sono tutti finiti”.

Del resto, “andare contro il presidente della Repubblica è una cosa addirittura sovversiva”. L’ex showgirl termina il post scrivendo: “Chiedo di ascoltare per mettere a tacere tutti quelli che ancora diffamano il mio nome diffondendo notizie false sulla mia persona.Prima di scrivere articoli fasulli dovete conoscere la Verità e portate rispetto!”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, Amadeus annuncia i cantanti il 3 dicembre

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(Adnkronos) –
L’annuncio dei Big in gara al Festival di Sanremo 2024 avverrà “domenica 3 al Tg1 di ora di pranzo”, ovvero nell’edizione delle 13.30.Lo ha annunciato lo stesso Amadeus, protagonista stasera alla Milano Music Week.

Il conduttore e direttore artistico ha anche parlato del numero di candidature record: “Ho ricevuto oltre 400 proposte”, di cui “50 che mi piacciono”.E ora inizia il lavoro più duro di selezione che il direttore artistico affronta come un “ritiro spirituale”, con il telefono spento e guidato dal suo “gusto pop”, affinato in anni e anni di radio.

Amadeus dovrebbe annunciare 23 nomi, che diventeranno 26 con i 3 che si qualificheranno salendo sul podio della finale di Sanremo Giovani in programma il 19 dicembre su Rai1. Dopo l’annuncio del primo superospite e coconduttore della prima serata, Marco Mengoni, il direttore artistico del Festival, Amadeus, ha svelato intanto i nuovi conduttori del PrimaFestival: Paola & Chiara, Mattia Stanga e Daniele Cabras. Due icone della musica pop e due seguitissimi Tiktoker saranno dunque i nuovi volti dell’anteprima che ha il compito di raccontare la kermesse da differenti punti di vista: il suo clima, le interviste ai protagonisti e ciò che accade dietro le quinte dello spettacolo.Il tutto per far vivere appieno il più grande evento televisivo italiano. L’appuntamento con PrimaFestival è da sabato 3 febbraio a sabato 10 febbraio 2024, alle 20.30 su Rai 1.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Esposito: Pagliuca, capolavoro tattico con la Juve Stabia

Esposito, allenatore e socio della Scuola calcio 10 e lode e allenatore dell’Olimpic Salerno: il suo intervento a Juve Stabia Live Talk Show.

Giovanni Esposito, allenatore e socio della Scuola calcio 10 e lode e allenatore dell’Olimpic Salerno, è intervenuto nel corso del programma “Juve Stabia Live Talk Show” che va in onda ogni giovedì dalle ore 21:00 sui canali social ViViCentro.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

Giovanni Esposito ospite della decima puntata di questa stagione di Juve Stabia Live Talk Show dichiara: “E’ importante stare a fianco dei ragazzi. Di solito le squadre lavorano in settimana. La domenica può incidere o non avere l’allenatore in panchina. Ma Pagliuca sta facendo un capolavoro tattico dando personalità alla squadra. Bisogna stare sereni, e non perdere l’orientamento della gara. Dobbiamo stare tranquilli. Sì, sono stato il secondo di Mister Campilongo, drago per soprannome, molto focoso. Oggi i giocatori sono diversi, anche per carattere, e non è semplice gestirli. Ci vuole la carota ed il bastone.”

Esposito prosegue: “La chiave della partita di Messina sarà una Juve Stabia con gli spazi aperti. Modica è un buon lavoratore calcisticamente. Parlare tecnicamente della Juve Stabia mi risulta difficile da allenatore. Un elogio va fatto a Lovisa, portando a Castellammare ottimi calciatori. La Società sta facendo benissimo. E’ giusto buttare acqua sul fuoco sull’obiettivo. La piazza si conosce benissimo. Domenica, dopo il derby, sentivo critiche. Non siamo bravi ad essere equilibrati.

Castellammare vuole vincere, basta un niente per esplodere, non è facile gestire. A Taranto, secondo la mia esperienza, ho sentito la pressione. Non è facile. La parola salvezza è brutta sentirla dopo quattordici giornate. Il calcio dice il tutto ed il contrario di tutto. Ci sono squadre organizzate. Facciamo un buon calcio. Credo che la squadra possa arrivare tra le prime tre!”

 

Donnarumma: lo Sporting Stabia vuole vincere

Donnarumma, allenatore dello Sporting Stabia: il suo intervento nel corso di Juve Stabia Live Talk Show.

Sebastiano Donnarumma, Mister dello Sporting Stabia e tifoso della Juve Stabia, è intervenuto nel corso del programma “Juve Stabia Live Talk Show” che va in onda ogni giovedì dalle ore 21:00 sui canali social ViViCentro.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

Sebastiano Donnarumma, ospite della undicesima puntata di questa stagione di Juve Stabia Live Talk Show dichiara: “L’obiettivo dello Sporting Stabia è proseguire la buona prestazione di inizio Campionato. Ci sono mancati quattro punti in due trasferte dove eravamo in vantaggio ma agli ultimi minuti abbiamo preso goal. Sulla parte tecnica e tattica stiamo facendo bene, un ottimo campionato.

Miglioreremo anche sulla parte finale per poter portare a casa i punti. Noi siamo stati chiari da subito, puntiamo a fare un campionato di vertice. Si sa, è sempre difficile, anche per le squadre attrezzate per far bene. Cercheremo di portare a termine questo lavoro. Questa classifica ci fa arrabbiare, potevamo essere a dodici e non a otto. Miglioreremo strada facendo! Giocheremo domani alle ore 20:30 in quel di Meta.”

Interviene, poi, anche Francesco di Capua, Presidente dello Sporting Stabia, dichiarando: “Questa è una squadra costruita per vincere e speriamo di raggiungere l’obiettivo!” Il bomber, Gaetano Gargiulo conclude: “Il calcio a cinque è uno sport un po’ diverso dal calcio ad undici per azioni e ripetizioni. I goal arriveranno, quindi tranquilli gli attaccanti. Il momento arriva per tutti!”. Uno Sporting Stabia che ha fatto 21 goal in 4 partite con un attacco davvero formidabile! In bocca al lupo a loro.

D’Onofrio: Juve Stabia-Sorrento? Bicchiere mezzo pieno

D’Onofrio, corrispondente de “Il Mattino”: il suo intervento a Juve Stabia Live Talk Show.

Gaetano D’Onofrio, corrispondente de Il Mattino , è intervenuto nel corso del programma “Juve Stabia Live Talk Show” che va in onda ogni giovedì dalle ore 21:00 sui canali social ViViCentro.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

Gaetano D’Onofrio, ospite della undicesima puntata di questa stagione di Juve Stabia Live Talk Show dichiara: “Il bicchiere è mezzo pieno o metto vuoto? Ovviamente se si considera l’obiettivo di questo anno è sicuramente mezzo pieno. Guadagnare due punti sulle inseguitrici, dal calibro di Avellino e Benevento, è sicuramente positivo. Qualcuno può storcere un po’ il naso per i due pareggi casalinghi, cosa di cui ha sempre sofferto la Juve Stabia, ma è importante andare oltre e cercare di fare risultato a Messina.

Poi con il Benevento, match che si vedrà anche sulla rai, è un momento da analizzare. A tenere al calma devono essere la Società ed il Mister, a cui bisogna fare una tiratina d’orecchio per non abbandonare più la panchina durante i match. Bisogna viverla in maniera serena. Pagliuca aveva detto che il mental coach gli aveva detto di sorridere. Tarantino era arrabbiato dopo il match, alla prima esperienza importante come allenatore, è difficile pensare solo alla salvezza. Si è puntato sull’undici titolare. Anche in Coppa, però, si è visto che ci sono dei ragazzi che possono esplodere. In realtà, si comincia a pensare anche ai playoff.”

D’Onofrio conclude: “E’ vero che ci sono squadre importanti, ma qualcuno penserà che possiamo giocarcela. Il Benevento e l’Avellino hanno perso due gare importanti e nessuno se lo aspettava. Dobbiamo provarci, dare tempo ai ragazzi e crederci. Le ammonizioni, scientifiche su calciatori diffidati, meglio siano arrivate con il Sorrento, perché se fossero arrivate a Messina non ci sarebbero stati a Benevento. Il calcio da e toglie continuamente. Bisogna puntare e crederci. Se Bentivegna riuscisse ad avere più continuità, potrebbe essere interessante. Ha quel guizzo e quella fantasia dal valore aggiunto. Anche a Messina potrebbe essere la sua occasione! “. 

Sciopero 27 novembre, Salvini firma precettazione: stop ridotto a 4 ore

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(Adnkronos) –
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, ha firmato la lettera di precettazione per ridurre lo sciopero previsto lunedì 27 novembre dalle annunciate 24 ore a quattro, dalle ore 9 alle ore 13.Peraltro, non tutti i sindacati coinvolti hanno proposto di incrociare le braccia tutto il giorno.

Lo comunica il Mit in una nota. Salvini, sottolinea, tiene a precisare che il diritto allo sciopero è sacrosanto, e ha auspicato un sempre maggior coinvolgimento di tutte le realtà sindacali da parte delle aziende con l’obiettivo di risolvere i contenziosi.Allo stesso tempo, però, il titolare del Mit è altresì determinato a ridurre al massimo i disagi per i cittadini, anche alla luce di agitazioni che ormai sono diventate molto frequenti, e che colpiscono con particolare insistenza il settore dei trasporti.

Troppo spesso gli scioperi creano complicazioni proprio nell’ultimo giorno prima del weekend o all’inizio della settimana lavorativa, conclude il Mit.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eccellenza sanitaria in provincia, all’ospedale dei Castelli chirurgia di alto livello contro i tumori

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(Adnkronos) –
Un tumore ovarico avanzato e diffuso.Un intervento chirurgico complesso di oltre 12 ore e di grande livello tecnologico, con l’uso della chemioipertermia intraoperatoria (Hipec-CO2), che solo alcuni grandi ospedali in Italia sono in grado di fare e nel Lazio solo il Policlinico Gemelli.

Una sfida che viene accettata e vinta dall’Ospedale dei Castelli nella Asl Roma 6.Oggi la paziente, 66 anni, è tornata a casa.

Una storia che dimostra come si può avere un’alta qualità di cure anche sul territorio, lontano dalle metropoli.  “Abbiamo studiato il caso, sottoposto la paziente a una laparoscopia esplorativa con biopsie che ci hanno permesso di caratterizzare la neoplasia e poi, dopo la discussione multidisciplinare, abbiamo sottoposto la paziente a cicli di chemioterapia neoadiuvante.L’ottima risposta alla terapia oncologica, come documentato dalle immagini diagnostiche, ci ha permesso di proseguire con un intervento di debulking (citoriduzione) chirurgico e contestuale chemioipetermia intraoperatoria (Hipec-CO2)”.

A raccontare la sfida all’Adnkronos Salute sono Angelo Serao, direttore Uoc Chirurgia Generale, e il suo aiuto, il chirurgo generale James Casella, trasferitosi volontariamente da una struttura romana all’Ospedale dei Castelli per seguire Serao. Insieme a loro hanno oltre 20 professionisti, oncologi, radiologi, anestesisti, urologi, gastroenterologi, anatomopatologi, infermieri di sala operatoria che si sono fermati oltre il loro orario di lavoro e dei vari reparti (farmacisti, ingegneri clinici) che, con la direzione generale, hanno permesso di portare a termine questo grande progetto tutto all’interno dell’Asl Roma 6.  “Per i nostri presìdi non dobbiamo parlare di periferia, ma di risposta del territorio e di diversa centralità.L’importante intervento portato a termine all’ospedale dei Castelli evidenzia che non c’è bisogno dei viaggi della speranza verso Roma o altre realtà.

Qui siamo in grado di tutelare bene la salute della popolazione e ai professionisti va la nostra stima e gratitudine”.Così il commissario straordinario dell’Asl Roma 6 Francesco Marchitelli.

Alla domanda se questo intervento è un ‘seme’ o un ‘frutto’ del lavoro, il commissario è molto netto: “E’ uno dei frutti che arriva da una assistenza quotidiana di alto livello che viene data alla popolazione, questo vuole dire che c’è una ‘pianta’ sana che porta frutti sani – ricorda – Non è quindi un punto di partenza ma la dimostrazione che c’è un impegno altissimo”.Si parla di carenza di medici nella sanità pubblica, “i giovani professionisti devono capire il loro orizzonte non è per forza all’ombra del Colosseo dove esistono validissime realtà ospedaliera, ma ci sono strutture dove è bello poter costruire qualcosa di importante”, conclude Marchitelli.  “Il tumore dell’ovaio presenta un’elevata mortalità e nella maggior parte dei casi la diagnosi è tardiva, diventando clinicamente evidente quando la malattia si trova in una fase avanzata, non più suscettibile a trattamento chirurgico.

In questi casi solo la chemioterapia permette la riduzione dell’entità della malattia.Una buona risposta alla chemioterapia adiuvante è un elemento fondamentale per sottoporre la paziente a intervento chirurgico demolitivo.

La chemioterapia tradizionale e la chemioterapia intraoperatoria direttamente nell’addome unitamente all’intervento chirurgico demolitivo hanno dato ottimi risultati in termini di sopravvivenza – spiega Serao – In questo caso sono stati asportati gli organi sede della neoplasia primitiva e tutte le lesioni localizzate che la malattia aveva determinato nella cavità addominale”.  “Hipec-CO2 mediante un sistema di instillazione e aspirazione consente la somministrazione di chemioterapico in tutta la cavità addominale utilizzando alte temperature che favoriscono l’ingresso del farmaco nelle cellule tumorali, mentre le particelle di anidride carbonica favoriscono una distribuzione omogenea del chemioterapico nella cavità addominale”, sottolinea Casella.L’ospedale dei Castelli “ha dimostrato di essere orientato al futuro e con la speranza di fare altri interventi di questo tipo.

Anche un ospedale come il nostro ben strutturato ma considerato ‘piccolo’ rispetto ad altri centri può dare risposte d’eccellenza ai bisogni dei cittadini anche su interventi complessi”, suggerisce Serao. “Solo il tempo per montare la macchina dell’Hipec è molto lungo – spiega Casella – L’obiettivo è togliere tutte le cellule malate e poi con la macchina fare una chemioterapia a 42 gradi che veicola il farmaco sulle cellule tumorali insieme alla temperatura.Spesso si utilizza nei tumori all’ultimo stadio, quando non c’è altra possibilità”.  “Affidata per 24 ore alle cure del personale medico-infermieristico di Terapia intensiva dell’Ospedale dei Castelli, la paziente è rientrata nel reparto di Chirurgia Generale.

Il decorso post-operatorio – continua Casella – è stato regolare e caratterizzato da un progressivo recupero delle condizioni cliniche generali e locali della paziente che è stata poi dimessa”. L’operazione portata a termine dell’ospedale dei Castelli dimostra che anche in provincia si può fare alta chirurgia ed evitare i ‘viaggi della speranza’ verso la Capitale o anche fuori regione. “Ma anche abbattere le liste d’attesa”, precisa Serao. “La differenza tra il nostro ospedale e un grande centro – continua – è anche il rapporto umano che si istaura con i pazienti.C’è più attenzione e questo è un valore importantissimo per chi è ricoverato”. 
All’ospedale dei Castelli esiste già un Pdta (Percorso diagnostico terapeutici assistenziali) per il cancro del colon retto. “La Regione Lazio ci ha riconosciuto come centro di riferimento sulla cura di questo tumore, abbiamo la qualità comparabile a quella di altre strutture”, ricorda Serao.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di decentrare le cure, in una Regione, che vede a Roma la concentrazione di grandi ospedali ma ha poi parte del territorio meno servito.Oggi l’ospedale dei Castelli ha gettato il seme con un ‘super’ intervento per dimostrare che anche gli ospedali ‘piccoli’ possono competere con i ‘grandi’.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Messina, Modica: ci interessa poco delle assenze della Juve Stabia

Modica, allenatore del Messina, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato con la Juve Stabia.

Le dichiarazioni di Giacomo Modica, allenatore del Messina, raccolte dai colleghi di cornermessina.it sono state sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Non possiamo guardare l’avversario, potrebbe essere pure la Juventus, siamo chiamati a fare una prova di rispetto e dignità personale. Poco ci interessa delle loro assenze, ci serve una prestazione con un piglio diverso rispetto a quanto visto in casa.

La Juve Stabia secondo Modica.

Hanno perso solo una volta, subito solo 6 reti, hanno ritmo e intensità. La Juve Stabia è forte, la classifica parla per loro ma oggi per me conta poco l’avversario. Ci vuole una testa diversa, non abbiamo tempo per pensare se sia la capolista o l’ultima in classifica perché ogni avversario, nelle ultime partite, ha dimostrato di essere più forte di noi. Ci vuole cuore, testa e razionalità.

Ci siamo ritrovati per capire se come gruppo eravamo compatti nelle difficoltà. Quando abbiamo affrontato il Sorrento avevo detto che erano una buona squadra e sono usciti fuori, il Giugliano è cresciuto molto. Significa che tutte le squadre attraversano momenti e cicli. Per otto giornate siamo stati la squadra migliore degli ultimi anni vista a Messina, poi qualcosa è successo e ci assumiamo le responsabilità.

Mai stati dei fenomeni, ma neanche dei brocchi. Ora speriamo di ripartire. Abbiamo regalato punti in queste ultime settimane, però siamo stati capaci, all’inizio della stagione, di ottenere risultati e possiamo rifarlo, dobbiamo venirne fuori. Come hanno fatto le altre del nostro livello. 

Le aspirazioni del Messina.

Noi non abbiamo detto che vinceremo il campionato, dobbiamo onorare la maglia ma non ci siamo riusciti. Non cerco scuse e lavoro per migliorare. Abbiamo provato a ricompattarci anche stando insieme fuori dal campo. Siamo rispettosi del pubblico e sono sempre rispettoso del pubblico, meno di tanti di voi (rivolto ai giornalisti, ndr).

Io sono sempre lo stesso. Non sono stato un grande fino alla nona, e non un coglione ora. Non ho mai cercato alibi o scuse, la squadra l’abbiamo fatta io e il ds Roma e non lo negherò certamente adesso. Ci sono mille cose di cui potremmo parlare, anche per ore e forse capiremmo tanti dei motivi delle difficoltà. Ma oggi voglio pensare solo alla Juve Stabia. Accetto le critiche quando ci stanno, ma ogni tanto piace infiammare. 

Abbiamo avuto qualche problema la settimana scorsa, abbiamo lavorato con Luciani e Plescia che hanno smaltito i loro fastidi. Lia il più difficile da recuperare e attendiamo il parere dello staff medico, il resto è a disposizione”. 

Fonte: cornermessina.it. 

Israele-Hamas, i primi ostaggi liberi: chi sono

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(Adnkronos) –
I primi 13 ostaggi israeliani, rapiti da Hamas e trattenuti nella Striscia di Gaza per quasi 50 giorni, sono stati liberati oggi.L’identità di donne e bambini è nota alle autorità e nelle prossime ore verrà resa pubblica.

Intanto, le prime immagini consentono di capire chi è stato rilasciato.I residenti del kibbutz di Nir Oz, in particolare, avrebbero identificato due degli ostaggi che sono stati rilasciati da Hamas: Margalit Mozes di 77 anni e Adina Moshe di 72 anni mentre si trovavano su un veicolo della Croce Rossa.  Adina Moshe è stata rapita a Gaza dopo che suo marito, Said, è stato assassinato davanti ai suoi occhi.

La famiglia ha scoperto il rapimento attraverso un video circolato sui social media che mostrava Adina in sella a una moto che la portava a Gaza, costretta ad aggrapparsi agli assassini del marito per evitare di cadere.Margalit Mozes è stata rapita dalla sua casa a Nir Oz.

Ha sconfitto il cancro, ma è stata fatta prigioniera senza le sue medicine. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fondazione Cariplo, Azzone: “Nostri progetti puntano a rafforzare comunità”

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(Adnkronos) – “Abbiamo una serie di progetti che hanno la funzione di rafforzare le comunità, cercando di sostenere gli sforzi compiuti nelle diverse aree del territorio per creare uno sviluppo e un insieme di valori condivisi.Contemporaneamente, vogliamo intervenire sulle disuguaglianze.

I temi sono molto ampi e articolati.Sulle disuguaglianze abbiamo dei temi di base, come il diritto all’alimentazione e il diritto alla casa, fino ad arrivare ad elementi che vanno a toccare l’evoluzione delle povertà di carattere digitale, come la povertà dei giovani e la povertà educativa di chi viene spinto ad abbandonare gli studi e la povertà degli anziani, che in un mondo digitale rischiano talvolta di essere scontati”.

Lo ha detto il presidente di Fondazione Cariplo, Giovanni Azzone, che ha tracciato una panoramica generale delle attività filantropiche previste per il 2024, intervenendo a margine dell’evento “Credere insieme nel futuro”, durante il quale la Fondazione stessa ha parlato del proprio ruolo per le comunità e il territorio e ha presentato nel dettaglio i progetti dal 2024 al 2027. Uno dei temi centrali per Fondazione Cariplo è la lotta alla povertà, guardando, però, anche al futuro: “L’obiettivo è quello di intervenire a due livelli, sull’oggi e sul domani.Sull’oggi, intervenendo sulle situazioni critiche, cercando, però, di lavorare affinchè nel domani queste situazioni critiche siano sempre meno presenti”.  Azzone illustra, poi, le quattro direttrici strategiche su cui è impegnata la Fondazione: “Il primo è “Creare valore condiviso, in modo da avere risorse con cui intervenire sul secondo pilastro che è la “Riduzione delle disuguaglianze”.

Successivamente, vogliamo intervenire allargando i confini fisici della nostra azione perché siamo comunità sempre più interconnesse, ma anche i confini informativi e intellettuali, tenendo una sorta di porta aperta rispetto a quello che succede nel resto del mondo.L’ultimo tema è quello di creare le “Condizioni abilitanti”.

In fondo, c’è un mondo, in particolare, il terzo settore che è il vero pilastro delle nostre strategie e noi ci impegniamo affinchè il terzo settore sia in grado di rimanere sempre più vitale e sempre più efficace nel nostro”. In tale contesto, Azzone dal palco traccia una panoramica di quelli che sono i tre livelli temporali su cui agisce Fondazione Cariplo: “Noi di fatto agiamo a tre livelli temporali: breve, medio e lungo termine.Sul breve ci sono gli interventi per il welfare, in quanto vi sono una serie di bisogni che devono essere soddisfatti; sul medio termine l’intervento è sul recupero di forza lavoro e di capacità professionale, che avviene sia sul tema del recupero migranti, sia sul recupero dei Neet, sia sull’inclusione lavorativa delle persone fragili, in quanto vedere all’interno di un sistema meno persone di una certa generazione perdere anche una parte consistente del loro valore, perché non riusciamo a creare un ambiente lavorativo inclusivo, è veramente uno spreco inaccettabile ed è su questo che lavora Fondazione Cariplo”.  “Da ultimo – spiega il presidente – l’azione sul lungo termine, che si traduce nell’azione sui giovani.

Il momento formativo oggi non si è adattato a una società che evolve, è ancora pensato per una società in cui le persone vivevano a informazione scarsa.Tuttavia, i ragazzi che abbiamo di fronte sono ragazzi che lavorano in un mondo di informazione ridondante e vogliamo lavorare proprio sul fatto che il docente dovrebbe essere una sorta di ‘direttore d’orchestra’ aiutando i ragazzi a connettere queste forme informative diverse per prepararli al mondo di domani”.  Il calo demografico e la denatalità sono temi attuali all’interno del nostro Paese, che li vive in tutti i suoi contesti: “All’inizio di questo mandato abbiamo organizzato una serie di incontri con tutte le Province in cui ci troviamo ad operare e questo tema dell’evoluzione demografica, mostra da un lato una popolazione più anziana (e questo è positivo perché significa che il mondo della salute e della sanità sta lavorando meglio che in passato), contemporaneamente, però, evidenzia una mancanza di giovani che consentano di mantenere una comunità sana.

Ciò comporta una serie di effetti generalizzati, in quanto va ad agire sulla forza lavoro, sulla possibilità di solidarietà fra generazioni e quindi è senz’altro uno dei temi su cui vogliamo sviluppare le nostre attività”, conclude Azzone. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La partita con la Ue è più lunga del Pnrr, ora Mes e Patto Stabilità

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(Adnkronos) – Il primo via libera della Ue al nuovo Pnrr è un passo fondamentale.Passano da qui buona parte delle possibilità di fare veramente le riforme che servono per uscire dalla perenne emergenza, scandita dai vincoli di un debito pubblico troppo alto.

Il governo Meloni incassa un’apertura di credito importante per l’intera politica economica.La partita con la Ue è però molto più lunga e riguarda altri due snodi fondamentali: la ratifica del Mes e la riforma del Patto di Stabilità.

Sul primo fronte, serve una presa di coscienza che è tutta politica, perché la ratifica non impegna in alcun modo l’Italia ma sblocca uno strumento fondamentale per l’intera architettura economico-finanziaria europea.Sul secondo fronte, il negoziato è complesso e l’Italia dovrà giocare le sue carte per arrivare a un compromesso che sia migliore della versione del Patto precedente al Covid.  Cosa cambia rispetto alla versione originale del Piano, quella predisposta dal governo Conte e iniziato ad attuare dal governo Draghi?

Il piano vale ora 194,4 miliardi di euro (122,6 miliardi di euro di prestiti e 71,8 miliardi di sovvenzioni) e copre 66 riforme, sette in più rispetto al piano originale, e 150 investimenti.Il capitolo RePowerEu dell’Italia consiste in cinque nuove riforme, cinque investimenti potenziati basati su misure esistenti e 12 nuovi investimenti per realizzare l’obiettivo del piano, che è rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi prima del 2030.

Le misure, spiega la Commissione, “si concentrano sul rafforzamento della trasmissione della distribuzione di energia elettrica, sulla sicurezza energetica e sull’accelerazione nella produzione di energia da fonti rinnovabili”.Obiettivi, evidentemente, condivisibili.   Il via libera di oggi sul Pnrr si intreccia con gli altri dossier aperti sulla direttrice Roma-Bruxelles.

Quello della ratifica del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità che serve a far funzionare l’Unione bancaria, è un capitolo difficile da gestire per il Governo Meloni.La maggioranza, con alcune sfumature interne, è sostanzialmente contraria alla ratifica e finora si sono accumulati una serie di rinvii.

Di slittamento in slittamento, si è arrivati allo stallo di oggi, senza una nuova data per la discussione in Parlamento e con la prospettiva di entrare nel 2024 senza alcun passo in avanti.L’insofferenza della Ue, e quella degli altri Stati membri che hanno tutti ratificato il Trattato, è stata più volte esplicita.

L’idea di usare il via libera al Mes come merce di scambio al tavolo negoziale per la riforma del Patto di Stabilità viene letta a Bruxelles come una ulteriore pressione indebita.  Come in ogni negoziato che si rispetti, alzare la voce fa parte del gioco.Così come è comprensibile la volontà di sedersi al tavolo con un margine sufficiente per fare le inevitabili concessioni che un accordo largo impone.

C’è però anche da dire che la strada di tornare alle regole ante Covid non è una soluzione.Perché il Mondo è cambiato e perché quelle regole non hanno più senso.

Non resta che cercare di ottenere il più possibile, con la consapevolezza però che l’Italia dovrà sempre fare i conti con il proprio debito.E che, proprio per questo, ricostituire relazioni positive con Bruxelles è una necessità prima ancora che il risultato di un calcolo politico.

L’Italia può e deve avere l’ambizione di ottenere un trattamento corretto, nonostante il suo debito.Altra cosa sarebbe l’arroganza di provare a dettare legge senza tenerne conto.

Non converrebbe né al Paese né al Governo Meloni. (Di Fabio Insenga)  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pnrr Italia, Meloni: “Con revisione altri 21 miliardi per crescita e sviluppo”

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(Adnkronos) – Il governo mette a disposizione della crescita economica italiana altri 21 miliardi di euro, in pratica una seconda manovra economica in gran parte destinata allo sviluppo e alla competitività del tessuto produttivo italiano.E’ quanto avrebbe detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso dell’incontro in corso con le parti datoriali. “Abbiamo lavorato a una legge di Bilancio consapevoli che parallelamente stavamo trattando con la Commissione europea la revisione del Pnrr – avrebbe detto il premier – .

Infatti, da sempre il nostro ragionamento è stato quello di considerarli entrambi come due parti di un’unica strategica di politica economica: la necessità di assicurare la piena complementarità tra le politiche ordinarie e il Pnrr è stata da sempre un obiettivo di questo governo”. “Il Pnrr, approvato oggi dalla Commissione Ue, rappresenta l’aggiornamento del piano pluriennale di investimenti e riforme che l’Italia è chiamata a realizzare entro il 2026 – è il ragionamento del premier -.E la Legge di Bilancio 2024 ha lo stesso orizzonte temporale del Pnrr (2024-2026).

I 122 miliardi di euro del Pnrr sono risorse a debito che il nostro Paese dovrà restituire.Risorse che insieme ai 30 miliardi del fondo complementare incidono sui saldi a disposizione della Legge di Bilancio”. “In sostanza – ha spiegato a Confindustria e alle altre sigle datoriali – molte delle misure indirizzate alla crescita, alle infrastrutture e al sostegno del tessuto produttivo sono state contemplate negli interventi riformulati del Pnrr e non nella Legge di Bilancio che è per forza di cose seria, responsabile.

Si tratta in totale di più di 21 miliardi: di fatto una seconda manovra tutta destinata alla crescita”.  Per il presidente del Consiglio “queste risorse sono il frutto della rimodulazione del piano in un’ottica di efficientamento.Alcuni progetti irrealizzabili o non ammissibili sono stati modificati, alcuni progetti in particolare degli enti locali, che rischiavano di non essere realizzati nei tempi saranno finanziati tramite gli altri programmi europei e nazionali invece che con il Pnrr che ha tempistiche molto più stringenti”.  “La sostenibilità della nostra Nazione richiede di porre la crescita economica e la competitività al centro nel Pnrr – sarebbe sta la conclusione de premier sul punto- e di tutte le manovre finanziarie senza sovrapposizioni, ma assicurando la massima integrazione e coordinamento a sostegno del progetto di sviluppo dell’Italia”. “Oggi abbiamo la conferma di aver fatto un lavoro di cui il governo può essere molto fiero.

Abbiamo fatto ciò che avevamo promesso che avremmo fatto, siamo scesi nel concreto, abbiamo verificato le criticità e le abbiamo superate, abbiamo fatto in modo che tutti i soldi del Pnrr venissero spesi nei tempi e quindi abbiamo concentrato le risorse sulla crescita e la modernizzazione della Nazione e mi pare che il risultato, sul quale in pochi scommettevano, dice che non era una scelta sbagliata”. “Ringrazio anche la Commissione europea che è stata sicuramente rigida per certi versi, ma molto aperta alla possibilità che queste risorse fossero spese nel migliore dei modi.Quindi possiamo essere contenti che oltre a lavorare alla manovra incentrata a dare più risorse a lavoratori e famiglie, parallelamente lavoravamo a una revisione del Pnrr che invece concentrava le sue risorse soprattutto sulla competitività del nostro sistema e delle nostre imprese” conclude. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fondazione Cariplo, Negrini: “Diseguaglianze frenano sviluppo territorio”

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(Adnkronos) – E’ la lotta alle disuguaglianze, intervenendo sulle diverse forme di povertà e fragilità, una delle direttrici strategiche del piano di attività filantropiche che Fondazione Cariplo si prepara a mettere in campo per il 2024 fino al 2027.Lo sottolinea Valeria Negrini, vicepresidente di Fondazione Cariplo, a margine dell’evento “Credere insieme nel futuro”, durante il quale la Fondazione ha parlato del proprio ruolo per le comunità e il territorio. “Una delle quattro grandi linee di direzione che vuole sviluppare Fondazione Cariplo nel programma 2024 e anche negli anni a venire, è proprio il tema ripreso anche dalla politica passata, di ridurre le disuguaglianze intese in senso lato.

Sappiamo che oggi non c’è possibilità di sviluppo economico e sociale se il territorio presenta troppe frammentazioni, se esistono ancora troppe disuguaglianze nel lavoro, nella cultura, nell’istruzione e nel diritto all’abitare”.  “Pertanto, il focus di Fondazione Cariplo su questo tema sarà da un lato insistere ancora su quali siano le cause profonde di queste disuguaglianze e quali siano le soluzioni attivate dal territorio, dall’altro sostenere, come sempre, politiche precise nel contrasto alla povertà alimentare: ne è un esempio il programma Qu.Bì – quanto basta per migliorare la condizione socioeconomica delle famiglie povere o a rischio di povertà con minori nella città di Milano – spiega Negrini – che proseguirà anche in altri territori di regione Lombardia e anche tutti i programmi costruiti con le 16 fondazioni comunitarie per essere vicini ai bisogni specifici del territorio, sempre sul tema della povertà, che intercetta sia la povertà lavorativa, sia la povertà culturale”.La vicepresidente Negrini, poi, restando sul tema della lotta alla disuguaglianza e alla povertà, cita un altro bando: l’“Housing sociale” rivolto alle persone fragili, per ridurre il loro disagio abitativo aumentando l’offerta di alloggi che vede stanziato un impegno complessivo pari a 3 milioni di euro: “Gli interventi del bando “Housing sociale” cercano di rispondere a un bisogno particolare di casa”. Negrini conclude, poi, citando il bando “Per la Cultura”, per il quale sono stati stanziati 3 milioni di euro per rimotivare i cittadini la cui propensione alla partecipazione alle attività artistico-culturali sia diminuita, per parziale perdita di abitudine o per il peggioramento delle condizioni socio-economiche, ingaggiandoli e coinvolgendoli attivamente in iniziative culturali particolarmente innovative: “La cultura, oltre ad essere un potente strumento anche dal punto di vista della crescita economica e della crescita occupazionale, rappresenta quell’elemento che consente alle persone, a partire proprio dalle più giovani età, di acquisire competenze critiche, di saper discernere in questa marea di informazioni che oggi ci circonda, sviluppando la capacità di riuscire a trovare il proprio posto nel mondo anche attraverso un’ informazione equilibrata attraverso l’acquisizione della storia e delle bellezze delle nostre comunità, sapendole leggere in una capacità personale di giocarsi una una proattività nella società”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atalanta-Napoli, il nuovo Mazzarri: “Non mi lamento più”

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(Adnkronos) – “Questo Napoli è la squadra più forte che ho mai allenato.Sono famoso per lamentarmi ma ora non mi lamento più.

E’ un altro Mazzarri”.Walter Mazzarri comincia la seconda avventura da allenatore del Napoli.

Il tecnico è stato chiamato a sostituire l’esonerato Rudi Garcia. “Napoli è casa mia.Il presidente mi ha fatto vedere uno spezzone del film sullo scudetto che uscirà e mi venivano i brividi, avevo la pelle d’oca.

Sono entusiasta di essere qua, da quando sono andato via i tifosi mi hanno sempre dimostrato il loro affetto”, dice Mazzarri in conferenza stampa alla vigilia del match con l’Atalanta.  “La scalata verso lo scudetto è partita da me, è un merito che mi prendo.Napoli è una grande piazza: provo una grande soddisfazione ma avverto anche una grande responsabilità”, aggiunge il tecnico toscano. “Se non si ricomincia a vincere è inutile pensare allo scudetto.

Pensiamo prima a tornare a vincere che l’ultima è stata persa”, dice quando si parla di obiettivi. Come giocherà il Napoli? “A Coverciano lo sanno, sono uno degli allenatori che può fare qualsiasi modulo, mi chiamano per fare lezioni agli altri.Per ora penso a far giocare la squadra come è abituata a fare e quando sarò più padrone della situazione deciderò se cambiare”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Desirèe Mariottini “morta dopo lunga sequenza eventi criminosi”

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(Adnkronos) – “La morte di Desirèe Mariottini’’ è sopraggiunta “a conclusione di una lunga sequenza di eventi criminosi, che si sviluppava lungo diverse ore, nella quale le condotte relative alla somministrazione delle sostanze stupefacenti ingerite dalla vittima fin dalla mattina del 18 ottobre 2018, che le provocavano l’overdose, si collegavano con le condotte relative alla mancata attivazione dei soggetti presenti nella ‘sala del crack’, dove la minore era stata lasciata agonizzante su un letto senza essere soccorsa’’.E’ quanto scrivono i giudici della Cassazione nelle motivazioni della sentenza dello scorso 20 ottobre del processo per la morte di Desirée Mariottini, la 16enne originaria di Cisterna di Latina, deceduta a causa di un mix di droghe, dopo essere stata abusata in un immobile abbandonato di via dei Lucani nel quartiere San Lorenzo a Roma.  I supremi giudici della prima sezione penale in particolare avevano fatto cadere alcune delle accuse nei confronti dei quattro imputati, disponendo un Appello bis per Mamadou Gara, condannato all’ergastolo, in relazione all’accusa di omicidio, per Brian Minthe, condannato a 24 anni e mezzo in appello, in relazione all’accusa di cessione di stupefacente, per cui è caduta anche un’aggravante, e per Yousef Salia, condannato all’ergastolo, per il quale era caduta l’accusa di violenza sessuale.  “E’ incontroverso che gli imputati erano a conoscenza della condizione di estrema debilitazione psico-fisica della minore prima di morire, essendo stata l’overdose provocata dalla reiterata somministrazione di sostanze stupefacenti – tra cui metadone, cocaina ed eroina – avvenuta all’interno di locali in cui erano presenti’’ gli imputati, “che erano nella disponibilità di Salia, Minteh e Alinno, i quali, sia pure abusivamente, li abitavano’’ si legge nelle 58 pagine di motivazioni.  “Tale consapevolezza – sottolineano i supremi giudici – è ulteriormente dimostrata dal fatto che, dopo che la minore era stata violentata nel container ed era precipitata in uno stato di incoscienza, Salia, Minteh e Alino tentavano di rianimarla, schiaffeggiandola, versandole acqua sul viso e facendole ingerire una miscela di acqua e zucchero, fino a quando, resisi conto di non essere in grado di farla riprendere, la lasciavano agonizzante sul letto della stanza dove veniva trovata priva di vita’’. Quanto all’accusa di omicidio, caduta per Mamadou Gara, difeso dall’avvocato Ilaria Angelini, per i supremi giudici non è accertato che l’imputato stesse sul posto quando la minore è morta. “Sul punto la sentenza impugnata’’ non sembra “fare opportuna chiarezza – affermando che Gara si allontanava dall’edificio abbandonato in concomitanza con il trasporto del corpo della vittima dal container, dove era stata violentata, alla ‘sala del crack’ dove veniva adagiata esanime su un letto.

Ne consegue – concludono i supremi giudici – che nella parte conclusiva della serata del 18 ottobre 2018, nella quale si sarebbero concretizzate le condotte omissive, qualificate da un obbligo di attivazione, Gara sembrerebbe essersi allontanato dall’immobile senza più farvi ritorno, non partecipando alle fasi concitate che precedevano la morte della minore, verificatasi tra le ore 23.50 del 18 ottobre 2018 e le ore 0.50 del giorno dopo’’.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pnrr Italia, via libera Ue a piano modificato

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(Adnkronos) – Via libera dalla Commissione Europea al Pnrr modificato dell’Italia, che comprende un capitolo RePowerEu.Il piano vale ora 194,4 miliardi di euro (122,6 miliardi di euro di prestiti e 71,8 miliardi di sovvenzioni) e copre 66 riforme, sette in più rispetto al piano originale, e 150 investimenti.

Il capitolo RePowerEu dell’Italia consiste in cinque nuove riforme, cinque investimenti potenziati, basati su misure esistenti e 12 nuovi investimenti per realizzare l’obiettivo del piano, che è rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi prima del 2030.  Le misure, spiega la Commissione, si concentrano sul rafforzamento della trasmissione della distribuzione di energia elettrica, sulla sicurezza energetica e sull’accelerazione nella produzione di energia da fonti rinnovabili.Ci sono anche misure volte a ridurre la domanda di energia, ad aumentare l’efficienza energetica, a creare e rafforzare le competenze necessarie per la transizione verde, e a promuovere il trasporto sostenibile.  Il piano rivisto per la ripresa e la resilienza comprende 145 misure nuove o modificate, che mirano a rafforzare le riforme chiave in settori come la giustizia, gli appalti pubblici e il diritto della concorrenza.

Una serie di investimenti nuovi o potenziati mirano a promuovere la competitività e la resilienza dell’Italia, nonché a promuovere la transizione verde e digitale: riguardano settori come l’energia rinnovabile, le catene di approvvigionamento verdi e le ferrovie. Le modifiche, apportate dall’Italia al piano originario, si basano sulla necessità di tenere conto di circostanze oggettive che ostacolano la realizzazione di determinati investimenti, come l’elevata inflazione registrata nel 2022 e nel 2023, le interruzioni della catena di approvvigionamento, causate dalla guerra in Ucraina e la disponibilità di alternative migliori per raggiungere l’obiettivo di determinati investimenti.La lieve revisione al rialzo della dotazione massima di sovvenzioni dalla Recovery and Resilience Facility, da 68,9 miliardi di euro a 69 miliardi di euro, a seguito dell’aggiornamento di giugno 2022 della chiave di assegnazione, riflette il risultato economico comparativamente peggiore dell’Italia nel 2020 e nel 2021, rispetto a quanto inizialmente previsto. Il piano modificato, sottolinea la Commissione, pone una forte attenzione alla transizione verde, assegnando il 39,5% dei fondi disponibili a misure che sostengono gli obiettivi climatici (rispetto al 37,5% del piano originale).

Le nuove riforme e i nuovi investimenti, inclusi nel capitolo RePowerEu, secondo l’esecutivo Ue, contribuiscono “in modo significativo” alla dimensione verde del piano. Le riforme accelereranno la diffusione delle energie rinnovabili mediante procedure di autorizzazione semplificate, ridurranno i sussidi dannosi per l’ambiente, faciliteranno la produzione di biometano e favoriranno la formazione delle competenze necessarie per la transizione verde.Le riforme sono integrate da una serie di investimenti nuovi o potenziati, finalizzati ad aumentare l’efficienza, l’affidabilità e la sicurezza della rete elettrica, aumentare la produzione di idrogeno e rafforzare la flotta ferroviaria e di autobus a zero emissioni.

Altri investimenti includono il sostegno alle aziende private per migliorare l’efficienza energetica del loro processo produttivo.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Violenza su donne, panchine rosse nelle aree di servizio di A35 Brebemi-Aleatica

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(Adnkronos) – In occasione della Giornata internazionale per combattere la violenza sulle donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999, A35 Brebemi-Aleatica, in collaborazione con Autogrill e Chef Express, ha installato due panchine rosse, nelle aree di servizio Adda Sud e Adda Nord, lungo l’autostrada. La #panchinarossa è il simbolo dell’attività di comunicazione e di sensibilizzazione, lanciata dagli Stati Generali delle Donne, volta a dare voce alle azioni intraprese contro la violenza sulle donne, in favore di una cultura di parità e contro il femminicidio.Sulla targhetta personalizzata, affrancata sopra le panchine nelle aree di servizio di A35 Brebemi-Aleatica, è stato apposto il numero verde che ogni donna può chiamare per segnalare qualsiasi abuso, affinché anche un’area di transito, ristoro e relax, come quella lungo l’autostrada, possa essere un luogo dove, chi si sente minacciato, possa trovare un punto di riferimento concreto e un possibile immediato aiuto.

Questo progetto, in collaborazione con gli Stati Generali delle Donne, vuole essere inoltre un mezzo tangibile per invitare la cittadinanza riflettere, a non dimenticare e a mantenere alta l’attenzione, vigilando su tutti coloro che subiscono violenza. Attraverso questo progetto, A35 Brebemi-Aleatica, Autogrill e Chef Express, intendono sollecitare tutti i viaggiatori che si fermeranno lungo le aree di servizio a una presa di coscienza, a un confronto continuo, a una riflessione permanente sulla violenza.La #panchinarossa è un simbolo di solidarietà, di sostegno e di consapevolezza per la società tutta, un incitamento ad agire sull’educazione e sul rispetto della persona, per combattere il silenzio e ogni forma di abuso e discriminazione. “A35 Brebemi e Aleatica sono impegnate a costruire un contesto organizzativo libero da qualsiasi discriminazione e molestia.

Ha affermato Matteo Milanesi, Direttore Generale di A35 Brebemi-Aleatica.La consapevolezza che la violenza contro le donne è un problema che tocca ogni aspetto della nostra società, ha fatto sì che la decisione della posa di queste panchine rappresentasse un segno visibile e tangibile del nostro impegno.

L’intento è quello di costruire un’organizzazione e un contesto in cui le donne si sentano sempre sicure e rispettate.” “La valorizzazione della cultura della parità di genere è da sempre tra i valori fondanti di Autogrill, forte anche di un organico prevalentemente al femminile soprattutto nei punti vendita del territorio”, ha commentato Bruno Bestetti, Amministratore Delegato Nuova Sidap, Divisione Oil, Franchising & No Toll di Autogrill Italia “Essere partner di un’iniziativa come Panchina Rossa è perfettamente in linea con la nostra sensibilità e attenzione, sia all’interno che all’esterno dell’azienda, rispetto a un tema così rilevante come il contrasto alla violenza di genere.Un simbolo concreto e tangibile come la Panchina Rossa, collocato nelle aree di sosta autostradali da sempre luogo di continuo passaggio, è uno strumento in più per mantenere alta l’attenzione”. Massimo Lauro, HR Director Gruppo Cremonini, ha commentato: “Siamo molto contenti di prendere parte a questa iniziativa così importante e ricca di significato.

La Panchina Rossa per noi non è solo un simbolo ma è un valore che, come Chef Express e Gruppo Cremonini, ci proponiamo di sostenere quotidianamente, quello del supporto alle vittime di violenza di genere.Per questo motivo ci facciamo promotori di questo messaggio, nella speranza di contribuire a dare voce all’importanza del rispetto della persona, combattendo ogni forma di discriminazione”. “Prendere coscienza della gravità e della diffusione del problema e promuovere una cultura che, ponendo al centro la sacralità e l’inviolabilità della persona, educhi al rispetto della libertà e della dignità della donna sono i primi passi necessari da compiere insieme per lottare contro la violenza verso le donne – ha affermato Claudio Bolandrini, Sindaco di Caravaggio.

Ringrazio A35 Brebemi, Autogrill e Chef Express per aver fatto loro nella giornata mondiale contro la violenza di genere questo impegno che deve essere di tutti.” “Mi congratulo e ringrazio il Gruppo A35 Brebemi-Aleatica per l’iniziativa e per avermi offerto l’occasione di esprimere la più autentica vicinanza ad ogni vittima, con l’auspicio che le attività di sensibilizzazione possano agevolare e sollecitare interventi sempre più concreti, a tutela delle donne e dei soggetti più deboli” ha dichiarato la Presidente di CAL (Concessioni Autostradali Lombarde) Cristiana Molin. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)