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Nadal torna in campo: “E’ arrivato il momento”

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(Adnkronos) –
Rafa Nadal sta per tornare in campo. “Dopo un anno lontano dalle competizioni, è arrivato il momento di tornare.Sarà a Brisbane, nella prima settimana di gennaio.

Ci vediamo lì”, annuncia lo spagnolo con un video sui social.Nadal assente dai campi da gioco dal 18 gennaio di quest’anno, quando è uscito di scena agli Australian Open. Il 37enne mancino di Manacor ha saltato tutta la stagione.

Ora, dopo l’operazione all’anca a cui si è sottoposto lo scorso 2 giugno, è pronto a rientrare e lo farà nel torneo Atp 250 di Brisbane in vista della prossima edizione degli Australian Open, in programma dal 14 al 28 gennaio, dove dovrebbe ricevere una wild card dall’organizzazione visto che è scivolato al 662esimo posto del ranking Atp.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ict, Cisco: in Italia 350 Networking Academy, 96% partecipanti trova lavoro

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(Adnkronos) –
Cisco è impegnata sul fronte dell’e-learning e della formazione tecnologica promuovendo nel 1997 un programma per formare figure professionali specializzate nell’ambito delle reti: il Cisco Networking Academy Program.Con questa iniziativa di responsabilità sociale d’impresa, la più importante dell’azienda a livello globale, Cisco intende contribuire a ridurre il gap tra domanda e offerta di posti di lavoro nel settore It: un problema che da tempo è considerato uno dei freni allo sviluppo dell’innovazione nel nostro paese.

Il programma si rivolge ad organizzazioni no-profit e governative, siano esse Università, enti pubblici, centri di formazione professionale.Ad oggi, sono state istituite nel mondo più di 11.000 Networking Academy e sono 3 milioni 500mila gli studenti che ogni anno frequentano i corsi in 190 Paesi.

In Italia, dopo 24 anni di operatività, sono attive 350 Networking Academy.  Alcuni esempi sono la Networking Academy realizzata a favore dei detenuti nelle carceri, la prima al mondo a Bollate nel 2001, che dopo 20 anni, vanta una recidiva pari a 0, i numerosi corsi attivati con l’Aeronautica Militare e l’Esercito Italiano, la Marina Militare italiana e la scuola dei sistemi di comunicazione e informatici della Nato.Cisco ha anche sottoscritto una convenzione con il ministero dell’Istruzione per promuovere l’uso e la conoscenza delle tecnologie dell’informazione nel mondo scolastico, con il ministero della Giustizia per diffondere la formazione Cisco nelle carceri, con il ministero degli Interni per offrire formazione sulla sicurezza informatica ai dipendenti della Pubblica amministrazione. Solo negli ultimi dodici mesi più di 65.000 studenti sono risultati iscritti alle Academy di tutta Italia, il 16% dei quali rappresentato da donne.

Dal lancio del Programma sono oltre 35.000 i diplomati Cisco, che rappresentano un valore aggiunto nel mondo del lavoro: il 96% degli studenti che hanno intrapreso un percorso di certificazione Cisco hanno ottenuto un lavoro o un’altra opportunità di formazione.Grazie a programmi specifici quali il Junior It Academy a Milano e il Vocational Master a Roma, il 100% degli studenti trova lavoro.

Recentemente per aiutare gli studenti e diplomasti Cisco è stato rilasciato un nuovo portale Talent Bridge.Qui gli studenti possono caricare il proprio cv e le aziende partner di Cisco possono pubblicare le offerte di lavoro.

In Cisco l’obiettivo è quello di orientare i più giovani alle carriere nel settore del digitale, formarli, e infine aiutarli a incontrare le aziende in cerca di talenti.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milan, Maldini attacca il club. Pioli: “Non sono solo”

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(Adnkronos) – “L’incontro con Gerry Cardinale?E’ stato positivo e costruttivo.

E’ uno stimolo in più per il mio lavoro e per quello della squadra”.Lo ha detto il tecnico del Milan, Stefano Pioli, dopo l’incontro con Gerry Cardinale, proprietario del club, in seguito alla sconfitta contro il Borussia Dortmund, che lascia pochissime speranze di qualificazione agli ottavi di Champions League.

Ma per il Milan è già il momento di tornare in campo in campionato domani sera a San Siro contro il Frosinone.  “Noi vogliamo dare continuità alla vittoria contro la Fiorentina, perché i punti da fare sono tanti.Noi abbiamo il nostro modo di giocare e dobbiamo portarlo sul campo; abbiamo una strategia ben chiara su cosa fare quando non avremo la palla: a loro piace palleggiare e lì dovremo essere molto attenti.

Poi le partite cambiano: noi dobbiamo essere un po’ più bravi a leggere i momenti della gara”, dice il tecnico. Il club rossonero sta vivendo un momento delicato.I risultati non arrivano, in particolare in Europa, la rosa è minata dagli infortuni e la posizione di Pioli non appare più saldissima.

Nelle ultime ore, fanno rumore le parole di Paolo Maldini, ex dirigente silurato dal club, che a Repubblica ha rilasciato dichiarazioni pesantissime contro la società: “Ci sono persone di passaggio, senza un reale rispetto di identità e storia del Milan.E ce ne sono altre legate ai suoi ideali.

Converrebbe tenersele strette”. Pioli non commenta le parole di Maldini. “Nessun commento su quello che ha detto.Sarò sempre riconoscente a lui e Massara per avermi portato al Milan.

Ora però non posso non usare tutte le mie energie per motivare i miei giocatori e provare a vincere domani.Io non sono solo, sono sempre sostenuto dal club.

Ora il pensiero è vincere domani.Se avvertiamo la mancanza di Maldini e Ibra?

Ho già detto che non mi sento solo.Chiaramente le risposte dobbiamo darle sul campo”.  Il Milan deve uscire da un momento complicato anche dal punto di vista degli infortuni. “Sono sicuro che a breve miglioreremo e l’emergenza finirà.

Domani Kjaer non ci sarà, ma lo recupereremo per quella dopo.Ora siamo in emergenza in avanti e dietro, ma abbiamo altre soluzioni.

Siamo concentrati solo su domani”, ha proseguito il tecnico rossonero. “Come si esce da questo momento difficile?Vincendo, è inutile girarci tanto intorno.

Servirà fare una partita seria, vera, con intensità e con qualità.Con la Fiorentina siamo stati attenti, domani dobbiamo fare lo stesso.

Le vittorie ti danno quell’entusiasmo.Qui cerchiamo sempre di essere positivi, ma ora è il momento di dimostrare sul campo che siamo competitivi”, aggiunge. Chi è il colpevole in questo momento? “Ci sono sempre le responsabilità dell’allenatore.

E’ presto per fare bilanci.In Champions abbiamo poche chance, ma ce la giocheremo contro il Newcastle.

Alla squadra, sul campionato, ho detto che mancano tante partite e se qualcuno pensa di non poter raggiungere Inter e Juventus con ancora 25 gare da giocare è meglio che non si presenti a Milanello.Si sono presentati tutti, anche perché sono pagati per farlo.

Io sono convinto che abbiamo un gruppo compatto; soprattutto nei momenti negativi c’è stata compattezza e questo è stata una risorsa”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ict, Cisco: da 40 anni al centro dell’evoluzione delle tecnologie di rete

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(Adnkronos) –
Cisco (www.cisco.com/it) è il leader tecnologico mondiale che trasforma il modo in cui le persone si connettono, comunicano e collaborano.La sua missione è dare forma al futuro di Internet, creando il massimo valore e le massime opportunità per la società, per i suoi clienti, per i suoi dipendenti, investitori e partner.

L’azienda, guidata dal Ceo Chuck Robbins, è stata fondata nel 1984; ha sede a San Josè, in California, ed impiega in tutto il mondo oltre 70.000 dipendenti, con un fatturato di 57 miliardi di dollari (FY 2023).  Da quasi 40 anni, Cisco è al centro dell’evoluzione delle tecnologie di rete, con un successo dovuto alla sua capacità di individuare e anticipare i nuovi scenari, alla scelta di investire sui talenti e sulla ricerca e sviluppo, applicando strategie di innovazione aperta e dialogando costantemente con clienti e partner in tutto il mondo.Forte di questa storia, Cisco oggi sta ridisegnando completamente ciò che la rete può fare, per offrire una piattaforma più intelligente e sicura per affrontare le sfide della trasformazione digitale oggi e in futuro: è la rete intuitiva.  La digitalizzazione crea grandi opportunità anche per la società, perché permette di affrontare in modo nuovo le grandi sfide che abbiamo davanti: educazione, salute, qualità della vita, salvaguardia dell’ambiente, diritti.

Con la tecnologia è possibile costruire un mondo più equo e inclusivo e Cisco si impegna a utilizzarla per moltiplicare l’impatto positivo delle iniziative di responsabilità sociale d’impresa che promuove, con i suoi dipendenti, in tutto il mondo.Tra tutte si ricorda il Programma Cisco Networking Academy, che l’azienda ha lanciato nel 1997 e ha consentito finora a milioni di persone di acquisire competenze digitali di base e specialistiche.  Cisco è in Italia dal 1994 ed è guidata da Gianmatteo Manghi.

L’azienda ha sede anche a Vimercate (MB) dove si trova il laboratorio di ricerca e sviluppo sulla fotonica Cisco Photonics, ha uffici a Roma e un Lab a Pisa.Cisco partecipa allo sviluppo del nostro Paese e sostiene la realizzazione dell’Agenda Digitale.

Aiuta le imprese, le istituzioni e i cittadini a cogliere tutti i vantaggi della digitalizzazione.In particolare, Cisco si impegna per rendere più ampio e forte il nostro ecosistema di innovazione e per aiutare le nostre aziende, piccole o grandi che siano, a essere più competitive e a crescere grazie alla tecnologia.  La prova più recente di questo impegno è il piano di investimento Digitaliani, annunciato nel gennaio 2016, che ha messo a disposizione inizialmente 100 milioni di dollari in tre anni per accelerare la digitalizzazione dell’Italia e prosegue tutt’ora con progetti e iniziative quali la creazione a Milano del primo Cisco Co-Innovation Center in Europa dedicato alla cybersecurity. Per vivere e lavorare in un paese digitale è necessario che tutti abbiano competenze digitali.

Per questo Cisco ha lanciato anche in Italia, nel 1999, il Programma Cisco Networking Academy, che consente di ottenere le conoscenze di base e specializzate più richieste dal mondo del lavoro e dalla società.Oggi in Italia ci sono 352 Networking Academy, che sono state frequentate finora da oltre 317.000 persone (dati FY2022).

Infine, Cisco Italia si distingue per la qualità dell’ambiente di lavoro e delle opportunità che offre ai suoi dipendenti; dal 2016 ad oggi, per otto anni di seguito, l’azienda è sul podio della classifica Great Place To Work.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Gaza, cosa avrebbe fatto Kissinger?

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(Adnkronos) – Henry Kissinger avrebbe cercato di risolvere l’attuale crisi in Medio Oriente passo dopo passo, evitando di imporre in tempi brevi una soluzione con due stati, soluzione che sarebbe potuta eventualmente arrivare solo al termine di un lungo processo graduale.Lo scrive sul Washington Post l’ex ambasciatore americano in Israele, Martin Indyk. “Cosa avrebbe fatto Kissinger con la guerra in corso a Gaza? – si chiede il diplomatico – Il suo perseguimento dell’ordine era focalizzato sulle relazioni fra gli Stati.

Per lui, attori rivoluzionari, non statuali, come Hamas, andavano neutralizzati e privati della capacità di destabilizzare la regione.Ma lui credeva anche in un tipo di processo incrementale nel quale i palestinesi avrebbero ottenuto ‘attributi di statualità’ attraverso la costruzione di istituzioni di governo che li avrebbero poi portati ad acquisire l’indipendenza”. Kissinger “sarebbe stato il primo a mettere in guardia contro ogni tentativo di far cessare il conflitto imponendo una soluzione con due stati.

Invece avrebbe voluto un processo da iniziare con il ritorno di una governance palestinese a Gaza, sotto l’egida di Egitto e altri paesi arabi che avrebbero aiutato a mantenere l’ordine.Non avrebbe avuto obiezioni ad arrivare eventualmente ad una soluzione finale con due stati, ma solo se fosse chiaro a tutti che quell’esito doveva essere preceduto da un processo di costruzione, passo dopo passo, delle capacità e la fiducia reciproca”. Kissinger usò questa tattica graduale per mettere fine alla guerra del Kippur nel 1973, imponendo l’ordine fra Israele e i suoi vicini arabi tutt’ora in vigore, che ha permesso successi sviluppi di pace, come gli accordi di Abramo.

Allora, ricorda Indyk, Kissinger riuscì a ottenere un cessate il fuoco in soli 16 giorni, poi lanciò un processo basato su accordi ad interim, non di fine conflitto.Nei tre anni successivi negoziò due ritiri di forze, fra Israele ed Egitto, e fra Israele e Siria. “Ciò ebbe l’effetto di far uscire l’Egitto dal conflitto con Israele, di stabilizzare il confine fra Israele e Siria e rendere impossibile per altri arabi l’ipotesi di entrare in guerra”, spiega Indyk.  Di mentalità conservatrice, Kissinger era sospettoso di chi metteva troppa passione nel voler imporre la pace, rischiando così, riteneva, di portare a nuove guerre in quello che lui definiva “il paradosso della pace”.

All’epoca della guerra del Kippur, Kissinger tirò il freno su possibili accordi di pace ed è solo nel 1979, con il presidente americano Jimmy Carter, che si arrivò alla pace di Camp David fra Israele ed Egitto.Indik chiese a Kissinger se non rimpiangeva di non averci provato lui per primo. “No, affatto – rispose – Sono felice che sia successo, io ero preoccupato che se avessi spinto le parti troppo bruscamente verso la pace avrei finito per rompere tutto”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ia, Cisco: in Italia solo 8% aziende preparato per implementare e sfruttare tecnologia

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(Adnkronos) – In Italia solo una piccolissima percentuale (8%) delle aziende è del tutto pronta a implementare e sfruttare le tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale, mentre il 3% è del tutto impreparata.Il 63% rientra invece nella categoria delle aziende ‘follower’, ossia preparate solo in parte, con un 26% che ritiene di avere un grande focus sull’IA, anche se non è del tutto pronto.

Sono questi i dati princpali che emergono dalla 1a edizione del AI Readiness Index di Cisco, una ricerca che ha coinvolto oltre 8.000 aziende in tutto il mondo per tracciare lo scenario di un mercato in cui l’adozione dell’IA sta accelerando tanto da produrre una trasformazione profonda, con impatti decisivi su quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana e dell’attività delle imprese.  Dal report emergono delle mancanze significative rispetto a infrastrutture e aree chiave per il business, che generano rischi per il prossimo futuro.L’adozione dell’IA in realtà è cresciuta lentamente per decenni, ma l’evoluzione dell’IA generativa unita alla disponibilità per il vasto pubblico ha prodotto sfide, cambiamenti e nuove possibilità.  Nonostante l’84% dei manager intervistati ritenga che l’IA avrà un impatto rilevante sull’operatività della propria azienda, non vanno sottovalutati gli aspetti legati a privacy dei dati e sicurezza.

La maggiore complessità che si deve affrontare riguarda la capacità di sfruttare l’IA con i propri dati, e l’82% pensa che le difficoltà nascano dal fatto che i dati aziendali sono in ‘silo’, quindi non facilmente disponibili in modo integrato.  Nello studio viene evidenziata però una nota positiva: le aziende italiane stanno agendo in modo proattivo per prepararsi a un futuro in cui l’IA sarà centrale.Riguardo alla costruzione di una strategia, circa un terzo delle aziende è stato classificato come ‘pacesetter’, ovvero pienamente preparato, il che indica un focus degli executive e della leadership It sul tema, che si rispecchia anche nel fatto che il 95% dichiara che nella loro azienda l’urgenza di implementare tecnologie IA è aumentata negli ultimi 6 mesi, con due aree di applicazione prioritarie: nell’infrastruttura It e nella cybersecurity.  “La corsa per prepararsi all’IA è partita, e c’è una forte pressione per passare dalla pianificazione strategica all’esecuzione, per capitalizzare il potenziale di trasformazione di questa tecnologia”, ha dichiarato Liz Centoni, Executive vicepresident e General Manager, Applications e Chief Strategy Officer di Cisco. “Per sfruttare i vantaggi dei prodotti e dei servizi basati sull’IA, le aziende hanno bisogno di soluzioni che offrano sicurezza, osservabilità per i loro modelli e strumenti IA, così da garantire le prestazioni, proteggere dati e sistemi sensibili, fornire risultati affidabili ottenuti in modo responsabile”, ha aggiunto.  La prima edizione dell’AI Readiness Index di Cisco ha evidenziato, rispetto all’IA, 6 fattori principali.

Eccoli nel dettaglio. 1.Strategia: siamo sulla buona strada.Il 73% delle aziende italiane è pronta o in buona parte pronta; il 92% dichiara di avere già o di stare sviluppando una strategia IA ben definita.

Un valido segnale, anche se c’è ancora da fare.  2.Infrastruttura: le reti non sono strutturate per le esigenze dei carichi di lavoro IA.Il 95% delle aziende, a livello globale, sa che l’IA aumenterà i carichi di lavoro che l’infrastruttura deve gestire.

Punto dolente in particolare nel nostro paese: solo il 24% ritiene di avere in azienda un’infrastruttura altamente scalabile, necessaria per supportare l’enorme aumento dei carichi di lavoro che l’IA comporta.Il 68% ritiene di avere una scalabilità limitata, o nessuna scalabilità per quanto riguarda la capacità delle infrastrutture It a disposizione per vincere le nuove sfide dell’IA.

Per oltre tre quarti (77%) il problema è procurarsi ulteriori Gpu grafiche, ma vi sono anche problemi di latenza e capacità. 3.Dati: non dimenticarsi di avere i dati ‘pronti per l’IA’.I dati sono la spina dorsale di un’operatività che sfrutti l’IA, ma è anche l’area in cui c’è meno preparazione in assoluto, con il 27% delle aziende italiane del tutto impreparate (verso un 17% globale).

L’82% delle aziende nel nostro Paese afferma che i dati nella loro organizzazione sono in parte non integrati o frammentati.Questo è un ostacolo grave perché la complessità di integrare dati che risiedono in diverse fonti e renderli disponibili per le elaborazioni dell’IA può incidere sulla capacità di sfruttare le applicazioni basate su intelligenza artificiale in tutto il loro potenziale. 4.Competenze per l’IA: una nuova era di digital divide.

I membri dei consigli di amministrazione e il top management sono le persone che più facilmente abbracciano il cambiamento dell’IA nel mondo e anche in Italia, dove l’85% e il 78% mostra rispettivamente una ricettività elevata o moderata sull’argomento.Tuttavia c’è ancora molto da fare per coinvolgere sia le figure di management intermedie, dove si riscontra un 25% che non è ricettivo o lo è in modo molto limitato, e sia i dipendenti, dove si riferisce di un 33% di persone che hanno poca o nessuna disponibilità ad adottare l’IA.

Inoltre, la necessità di avere competenze specifiche sull’IA rivela una nuova era di digital divide.In Italia il 94% dichiara di aver investito per riqualificare in tal senso i dipendenti già attivi, mentre il 27% ha espresso dubbi sull’effettiva disponibilità di sufficiente personale dotato delle conoscenze necessarie.  5.Governance: una falsa partenza per l’adozione di policy IA.

Il 77% delle organizzazioni italiane dichiara di non avere policy IA onnicomprensive, ma questa è un’area da affrontare se le aziende vogliono considerare e governare tutti i fattori che possono presentare rischi, in termini di fiducia del mercato e fiducia nella tecnologia.Questi fattori sono la privacy dei dati e la sovranità, la comprensione delle normative globali e il rispetto delle stesse.

Inoltre si deve fare molta attenzione a temi come i bias, l’equità, la trasparenza nei dati e negli algoritmi.  6.Cultura: poca preparazione ma molta motivazione per renderla una priorità.Questo pillar ha la quota più bassa di aziende ‘pacesetter’ (del tutto pronte) che sono il 7%, rispetto alle altre categorie.

Il 13% non ha dei piani di change management, e coloro che li hanno, nell’85% dei casi sono ancora in progress.Gli executive sono i più ricettivi al cambiamento interno all’azienda che l’IA comporta, e devono quindi guidare lo sviluppo di piani completi e comunicarli chiaramente al management intermedio e ai dipendenti che già, come visto, hanno livelli inferiori di accettazione culturale.

La buona notizia è che la motivazione ad agire per il tema culturale è alta.Otto su dieci hanno dichiarato che la loro organizzazione sta prendendo in considerazione l’IA con un livello di urgenza moderato o elevato, e solo l’1% ha riferito di essere del tutto resistente al cambiamento.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rottamazione quater 2023, per pagare seconda rata c’è tempo fino 5 dicembre

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(Adnkronos) – Rottamazione quater delle cartelle fiscali.C’è ancora qualche giorno a disposizione dei contribuenti per pagare la seconda rata.

Saranno, infatti, considerati validi i versamenti effettuati entro martedì 5 dicembre, in considerazione dei cinque giorni di flessibilità aggiuntivi, previsti dalla legge, rispetto alla scadenza del 30 novembre scorso.Lo ricorda l’Agenzia delle entrate-riscossione in una nota.  Nel caso in cui il pagamento non venga eseguito, si legge ancora, o sia effettuato oltre il termine ultimo o sia di ammontare inferiore rispetto all’importo previsto, verranno meno i benefici della definizione agevolata e quanto già corrisposto sarà considerato a titolo di acconto sul debito residuo.

Per il versamento deve essere utilizzato il modulo allegato alla comunicazione delle somme dovute che riporta la data del 30 novembre 2023, disponibile in copia anche sul sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it.  Pagamenti via web, in banca, poste e tabaccai: è possibile pagare in banca, agli sportelli bancomat (Atm) abilitati ai servizi di pagamento Cbill, con l’internet banking, agli uffici postali, nei tabaccai aderenti a Banca 5 e tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it oppure con l’App Equiclick tramite la piattaforma pagoPa.Si può pagare anche direttamente agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione prenotando un appuntamento nella sezione ‘Sportello territoriale’ del sito oppure tramite il contact center al numero 060101.    La prossima settimana partirà l’invio delle comunicazioni delle somme dovute, destinate ai soggetti che hanno aderito alla rottamazione-quater e che risiedono nelle zone interessate dall’alluvione dello scorso mese di maggio (indicati nell’allegato 1 al Decreto Legge n. 61/2023 convertito con modificazioni dalla Legge n. 100/2023).

Per tali contribuenti, infatti, i termini della definizione agevolata sono stati prorogati di tre mesi.La comunicazione fornisce l’esito di accoglimento o eventuale rigetto della domanda, l’importo da pagare, le scadenze e i moduli di pagamento delle rate in base alla scelta effettuata in fase di adesione.

L’invio delle comunicazioni, come disposto dalla legge, sarà completato entro il mese di dicembre.In questo caso la scadenza della prima (o unica) rata è fissata al 31 gennaio 2024.  La definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022), consente di versare solo l’importo dovuto a titolo di capitale e quello dovuto a titolo di rimborso spese per le eventuali procedure esecutive e per i diritti di notifica.

Non sono invece da corrispondere le somme dovute a titolo di sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio.Per quanto riguarda i debiti relativi alle multe stradali o ad altre sanzioni amministrative (diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi contributivi), non sono da corrispondere le somme dovute a titolo di interessi (comunque denominati, comprese pertanto le c.d. “maggiorazioni”), nonché quelle dovute a titolo di aggio.

Per i contribuenti che hanno optato per un piano di pagamenti dilazionato, consentito fino a un massimo di 18 rate, quella di novembre è l’ultima rata prevista nel 2023.A partire dal 2024 saranno quattro gli appuntamenti per il versamento delle rate, che andranno saldate entro il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno, secondo il proprio piano di definizione agevolata. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Violenza sessuale durante i provini, finto regista condannato a 11 anni e 9 mesi

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(Adnkronos) – Condannato a 11 anni e 9 mesi Claudio Marini, finto regista accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di diverse ragazze che volevano provare a entrare nel mondo del cinema e che venivano adescate con la scusa di effettuare provini.I giudici della quinta sezione penale del tribunale di Roma hanno comminato una pena superiore a quella chiesta dalla Procura, che aveva sollecitato una condanna a 9 anni.  Il sedicente regista, secondo l’accusa, tra il 2019 e il 2020 avrebbe compiuto le violenze su 8 ragazze a Roma.

Il ‘modus operandi’ come emerso dalle indagini, era sempre lo stesso: l’uomo, come riportato nel capo di imputazione relativo a otto diversi episodi, ”fingendo di essere il regista incaricato” da una società, ”soggetto giuridico inesistente, per effettuare un casting di film, si attribuiva un falso nome e una falsa qualità professionale, traendo in inganno le vittime e costringendole con violenza a subire atti sessuali”.L’uomo, arrestato nell’estate del 2020 e tornato libero durante il processo per scadenza termini, incontrava le aspiranti attrici inizialmente in un luogo pubblico e poi per provare una scena le invitava a casa.

Il procedimento è nato dopo la denuncia presentata da dodici ragazze.Il finto regista è stato dichiarato dal tribunale capitolino interdetto in perpetuo dai pubblici uffici. Nel procedimento si è costituita parte civile l’associazione ‘Differenza donna’. ”Questa sentenza rappresenta una nuova era, l’era del ‘me too’ italiano – commentano l’avvocato Teresa Manente e la collega Marta Cigna, di ‘Differenza Donna’ – un movimento che parte dalla forza delle donne del mondo dello spettacolo dalla loro consapevolezza dei loro diritti negati, delle molestie e violenze sessuali che restano ancora invisibili.

Un movimento che ha preso forma e voce anche nel nostro Paese grazie alla determinazione di tante donne attrici e aspiranti attrici come le 12 parti offese di questo processo seguite e sostenute dall’associazione ‘Differenza Donna’ che si è costituita parte civile nel processo e che insieme all’associazione ‘Amleta’ lotta per svelare la gravità e la diffusione di molestie e violenza sessuale in questo contesto dove permangono stereotipi e pregiudizi sessisti.Le violenze e le molestie sessuali che le parti offese hanno subito durante provini approfittando della situazione di potere sono crimini che vanno puniti.

Vogliamo dire a tutte le giovani donne attrici o aspiranti attrici che è reato chi viola la nostra libertà di autodeterminazione e sessuale e chi sfrutta il proprio potere per indurci a subire e a tacere” concludono.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Oreste Tretola: Benevento, si aspetta la scintilla per accendere il tifo

Oreste Tretola, collega de Il Mattino di Benevento, è intervenuto nel corso del programma “Juve Stabia Live Talk Show” che va in onda ogni giovedì dalle ore 21:00 sui canali social ViViCentro.

Le dichiarazioni di Oreste Tretola sul Benevento e sulla gara con la Juve Stabia rilasciate durante la dodicesima puntata del nostro talk show sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

“A Benevento non si respira un’aria calda. I tifosi del Benevento non sono troppo soddisfatti.

Dalla Serie A e B, ovviamente non è facile creare entusiasmo per questa categoria. Anche allo stadio non c’è molto seguito.

In un allenamento a porte aperte, non c’è stata una presenza di tifo organizzato, ma pochi intimi. La ferita dello scorso anno è ancora aperta e sanguinante.

Al di là delle due sconfitte, questo Benevento in Campionato ha conquistato dodici risultati consecutivi ma questo non è bastata a convincere il pubblico.

Queste ultime quattro partite, tra l’altro due derby sentitissimi, di alta classifica, se dovessero andar bene potrebbero far scattare la scintilla.

L’attacco è chiaramente un problema. Nelle ultime partite però anche la difesa, che era un punto di forza, ha dimostrato delle crepe.

Nelle partite con Giugliano, Monopoli e Monterosi il Benevento ha subito una serie di goal.

E’ chiaro che se si inizia a subire goal e l’attacco segna poco, c’è un problema.

Marotta per tutto l’impegno che può mettere non è un attaccante da doppia cifra. Ci auguriamo che a gennaio la rosa venga rinforzata.”

Oreste Tretola conclude

Bolsius per quanto sia valido risulta poco concreto nel concludere e nel fare assist. Ha delle difficoltà tattiche. Si esprime meglio a partite in corso. Ha delle qualità sopra la media. Ma il Benevento sta mancando anche lì. Nelle ultime partite, in particolare con il Monterosi, il mister ha provato un cambio modulo, con un 3-5-2. Credo che anche domenica venga utilizzato questo modulo.”

Omicidio Primavalle, giudizio immediato per presunto killer di Michelle Causo

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(Adnkronos) – Giudizio immediato per Olive Nicol De Soyza, il trapper arrestato per l’omicidio della 17enne Michelle Maria Causo, il cui corpo venne trovato in un carrello della spesa abbandonato accanto ai rifiuti nel quartiere Primavalle di Roma, il 29 giugno scorso.Il gip del Tribunale per i Minorenni di Roma, Federico Falzone, a fronte della specifica richiesta presentata dal Pm Anna Di Stasio, ha emesso lunedì il decreto, fissando il processo al 6 febbraio prossimo. All’imputato il pm ha contestato le accuse di omicidio aggravato dalla premeditazione, l’occultamento e il vilipendio di cadavere. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Gaza, Meloni vede Erdogan a Dubai: “Serve nuova pausa umanitaria”

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(Adnkronos) – La premier Giorgia Meloni ha incontrato oggi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan a margine della Cop28 in corso a Dubai.Nell’incontro “è stata ribadita la comune soddisfazione per gli eccellenti rapporti bilaterali e per la costante crescita dei rapporti economici in diversi settori.

Nel corso dello scambio di vedute sono stati affrontati gli ultimi sviluppi della crisi a Gaza.Il Presidente del Consiglio ha auspicato una nuova pausa umanitaria e sottolineato il ruolo della Turchia nell’evitare di allargare il conflitto al resto della regione”.  “Entrambi i leader – rende noto Palazzo Chigi – hanno riaffermato la volontà di contribuire alla sicurezza e alla stabilità in questa difficile fase della regione e l’importanza di iniziare sin d’ora a lavorare per una soluzione politica.

Il Presidente del Consiglio ha informato il Presidente Erdogan sugli aiuti umanitari italiani giunti via Egitto, sull’arrivo della nave Vulcano per la cura di pazienti minori da Gaza e sul team di medici a sostegno degli ospedali emiratini.I due Leader hanno sottolineato l’importanza di mantenere uno stretto coordinamento sull’evolversi della crisi”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sgarbi: “Morgan mio leccapiedi? Non ne ha bisogno, vale immensamente più di Fedez”

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(Adnkronos) – “Morgan sarebbe un mio leccapiedi?I miei piedi possono replicare dicendo che mai lingua di maschio li leccò, quindi Morgan non può averli leccati.

Leccare i piedi a me non serve a niente, perché il mio potere è molto variegato ed esprime la sua efficacia in taluni settori prevedibili ma non ha nessuna efficacia per quel che riguarda la televisione e lo spettacolo.Per cui avrebbe sbagliato piedi se avesse leccato i miei”.

A parlare all’Adnkronos è il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, interpellato sulle accuse che ieri Fedez ha rivolto all’indirizzo di Morgan dagli schermi di ‘X Factor’ definendolo “leccapiedi” di Vittorio Sgarbi e di Giorgia Meloni. “Io l’ho semplicemente ammirato perché era bravo, e perché era molto più bravo di Fedez – sottolinea Sgarbi – La qualità umana di Morgan è tale che non ha bisogno di leccare i piedi a nessuno”.A Fedez invece “non porgerei il piede”, ironizza Sgarbi.

Che poi affonda: “Di Morgan conosco le qualità, di Fedez so solo che ha dei tatuaggi e che è il compagno della Ferragni, senza la quale sarebbe del tutto ignoto.Quindi, può evitare di fare commenti su persone che sono disperatamente sole ma che hanno fatto cose molto importanti.

Che impari il rispetto, prima di parlare”. “Non ho mai avuto bisogno di leccare i piedi a Giorgia Meloni o a Vittorio Sgarbi”.Fedez contro Morgan in diretta tv nella puntata di X Factor 2023.

Il rapper replica alle affermazioni di Morgan sulla sua collaborazione pregressa con Zo Vivaldi degli Stunt Pilots, uno dei gruppi in gara nello show. “Se Morgan pensa che io abbia fatto clientelismo in questo programma deve dirlo non insinuarlo”, dice Fedez alla fine dell’esibizione degli Stunt Pilots durante la prima manche della semifinale di X Factor.Per poi rincarare la dose: “Se vuoi essere ribelle le cose le dici quando sei dentro il programma non quando ti hanno ti hanno dato un calcio in culo.

Io sono una persona trasparente, ho una piccola azienda, lavoro con mia mamma e con l’avvocato e non ho mai avuto bisogno di leccare i piedi a Giorgia Meloni o a Vittorio Sgarbi”, conclude Fedez. Le parole del rapper sono l’ultimo episodio, in ordine di tempo, nella vicenda innescata dal siluramento di Morgan dal talent.Il cantante, alcune settimane fa, è stato protagonista di una puntata a dir poco movimentata: attacchi ai colleghi giudici – Fedez (definito “troppo depresso” per dare consigli come uno psicologo), Dargen D’Amico e Ambra – e alla conduttrice Francesca Michielin, tra parole sopra le righe e battute a dir poco pungenti. “Fedez mi è piaciuto ieri sera, aveva più grinta del solito, almeno un po’ di verve”, ha ironizzato oggi Morgan aggiungendo: “Ma adesso che ha sbottato cacceranno via anche lui o insultare gli assenti a mezzo televisivo è conforme allo spirito e ai valori di Sky?

Sarebbe una bella scena vederlo che si caccia via e si dà le pedate nel sedere da solo strillando: o io o io!”.E sulla “battuta” al vetriolo di Fedez, con cui il rapper lo ha accusato neanche velatamente di ‘piaggeria’ nei confronti del governo, Morgan spiazza: “Mi è piaciuta la battuta su Sgarbi e Meloni – scandisce – Si vede proprio che di musica non se ne intende, non è il suo campo”, ha detto caustico.

Per aggiungere poi, più seriamente: “Direi che è incommentabile.Si può solo fare ironia, più in basso di così non ha senso andare”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Influenza 2023, aumentano i casi: mezzo milione di contagi in una settimana

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(Adnkronos) –
L’influenza e gli altri virus respiratori continuano la loro ascesa. “Nella 47esima settimana (20-26 novembre) i casi stimati di sindrome simil-influenzale, rapportati all’intera popolazione italiana, sono circa 542mila, per un totale di circa 2.305.000 casi a partire dall’inizio della sorveglianza”.E’ il quadro che emerge dal monitoraggio della rete RespiVirNet, coordinata dall’Istituto superiore di sanità (Iss) in collaborazione con il ministero della Salute.

Nel report aggiornato oggi si segnala che l’incidenza delle sindromi simil-influenzali in Italia sale e si attesta a 9,2 casi per mille assistiti (contro 7,9 nello scorso bollettino).  “Aumenta l’incidenza in tutte le fasce di età – si legge – ma risultano maggiormente colpiti i bambini al di sotto dei 5 anni in cui l’incidenza è pari a 17,9 casi per mille assistiti (15,9 nella settimana precedente).La scorsa stagione in questa stessa settimana l’incidenza” negli under 5 era molto più alta, “pari a 40 casi per mille assistiti”.

Tornando agli ultimi 7 giorni monitorati, nella fascia d’età 5-14 anni l’incidenza è risultata essere a 7,06 casi per mille assistiti, nella fascia 15-64 anni a 10,07 e tra gli over 65 a 6,22 casi per mille assistiti.Complessivamente nella 47esima settimana del 2023, concludono gli autori del report, la curva delle sindromi simil-influenzali mostra valori sopra la soglia epidemica, ma inferiori a quelli registrati nell’ultima stagione, 2022-2023.  Stringendo l’obiettivo sulle regioni, in quelle che hanno attivato la sorveglianza il livello di incidenza delle sindromi simil-influenzali è sopra la soglia basale (3,99 casi per mille assistiti), ovunque tranne che in Molise.

Nel rapporto si precisa che l’incidenza osservata in alcune regioni è fortemente influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato, al momento, i loro dati.In ogni caso dai dati scorporati emerge che l’incidenza più alta in questa settimana si rileva in Lombardia (12,57 casi per mille assistiti), seguita dal Piemonte (11,14) e da Liguria (10,88), Abruzzo (10,67) ed Emilia Romagna (10,54).

In queste regioni è stata raggiunta la soglia di intensità media. —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mare, Tagliavanti (Camera Commercio Roma): “Nel Mediterraneo deve tornare a regnare la pace”

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(Adnkronos) – ”Dobbiamo guardare il mare non solo dalla terra.Roma si affaccia su questa ricchezza ed economia blu.

Il Mediterraneo è anche un mare di tensioni, ma anche di sviluppo economico.Il Mar Mediterraneo dovrà tornare ad essere un mare di ‘pace’.

Ognuno di noi deve fare azioni in questo senso”.Lo sottolinea il presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, concludendo i lavori della due giorni del Festival del Mare. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Wsj: “007 Israele si preparano a uccidere leader di Hamas nel mondo”

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(Adnkronos) – Su ordine del premier Benjamin Netanyahu, i servizi d’intelligence di Israele lavorerebbero a piani per dare la caccia a leader di Hamas che vivono in Libano, Turchia e Qatar.E’ quanto scrive il Wall Street Journal che cita funzionari israeliani.  
Secondo il giornale, che ricorda la “lunga storia di omicidi mirati” israeliani, i servizi israeliani si preparerebbero a “uccidere” i leader di Hamas “nel mondo” quando si “calmerà” il conflitto nella Striscia di Gaza, creando le condizioni per una lunga campagna per dare la caccia ai responsabili del terribile attacco del 7 ottobre in Israele.  Intanto, dopo l’attacco di ieri a Gerusalemme, Hamas chiede una “escalation della resistenza”.

A riportarlo il Times of Israel, che dà notizia della rivendicazione dell’attacco all’ingresso della città da parte del gruppo, secondo cui “gli eroi” si “stanno mobilitando per vendicare il sangue dei martiri”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mare, Zaragkas (Grecia): “Italia e Grecia garantiscono pace nel Mediterraneo”

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(Adnkronos) – ”Il bacino del Mediterraneo affronta tanti problemi che coinvolgono tanti paesi, tra Italia e Grecia c’è un rapporto lungo secoli e entrambi paesi svolgono ruolo chiave per la pace nel Mediterraneo”.Lo sottolinea Panagiotis Zaragkas, ministro plenipotenziario della Grecia, in occasione del Festival del Mare. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mare, Vassallo (Malta): “Nostro contributo per la pace nel Mediterraneo”

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(Adnkronos) – ”Noi siamo il Paese più piccolo nel Mediterraneo e nonostante ciò diamo un contributo fondamentale per la pace nel Mediterraneo.I paesi della sponda Nord del Mediterraneo ce ne siamo dimenticati per molti anni e oggi invece abbiamo bisogno dell’energia, dopo la crisi con la Russia e allora siamo tornati a parlare con i paesi dell’Africa.

Tutti noi siamo figli del Mediterraneo”.Lo sottolinea Carmel Vassallo, Ambasciatore di Malta, in occasione del Festival del Mare. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mare, Amara (Algeria): “Italia sarà hub per gas per tutta Europa”

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(Adnkronos) – ”La relazione tra Algeria e Italia si basa su un legame stretto e oggi l’Italia è un partner strategico e primo partner commerciale che vale 18 miliardi di dollari e un investimento di 5 miliardi di dollari per la sicurezza energetica dell’Italia e dell’Europa.L’Italia sarà hub per il gas naturale per tutta l’Europa”.

Lo sottolinea Soufiane Amara, Ministro Consigliere dell’Algeria, in occasione del Festival del Mare. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mare, Balla (Marocco): “Centralità Roma e Italia nel Mediterraneo è forte”

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(Adnkronos) – ”La centralità di Roma e dell’Italia nel Mediterraneo è una presenza forte”.Lo sottolinea Yuossef Balla, Ambasciatore del Marocco, in occasione del Festival del Mare. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mare, Della Gatta (Fincantieri): “Mezzi tecnologicamente avanzati per Marina Militare”

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(Adnkronos) – ”Oggi siamo in grado di ottimizzare i consumi di una nave green attraverso le nuova tecnologie e di ridurre le emissioni.Come Paese possiamo vantare una delle migliori marine nel mondo.

La Marina Militare garantisce la sicurezza del Paese con mezzi tecnologicamente affidabili e sicuri”.Lo sottolinea Enrico Della Gatta, studi geopolitici di Fincantieri, in occasione del Festival del Mare. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)