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Arbitri contro Le Iene: “Accuse inaccettabili”

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(Adnkronos) – Gli arbitri contro Le Iene.L’associazione italiana arbitri (Aia) si scaglia contro la trasmissione di Italia 1 per un servizio che, con una testimonianza attribuita ad un arbitro che, in forma anonima e con voce ‘mascherata’, denuncia anomalie nel sistema arbitrale, con fischietti favoriti e altri penalizzati.

Tra le affermazioni, non supportate da elementi concreti, anche una panoramica sugli errori compiuti nelle partite, con rilievi privi di fondamento come quelli relativi al gol di Vlahovic nel match Juventus-Roma.  “L’Associazione Italiana Arbitri ritiene inaccettabili le accuse lanciate ieri sera, peraltro in forma anonima, tramite una trasmissione televisiva.Si tratta di illazioni che non hanno alcun fondamento concreto.

La gestione tecnica della CAN, così come di tutte le altre Commissioni Nazionali, si basa su precise valutazioni riferite alle prestazioni arbitrali”, la posizione dell’Aia in una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale. “Se qualcuno ritenesse di avere elementi concreti su quanto dichiarato durante la trasmissione, da parte di una persona con il volto nascosto e la voce alterata, si faccia avanti e segua i canali ufficiali portando le prove -sottolinea il Presidente dell’Aia Carlo Pacifici- Noi, confermando la fiducia a Gianluca Rocchi e a tutta la sua Commissione, riteniamo che invece vi sia assoluta insussistenza delle accuse lanciate, volte solo a gettare un’ombra su un importante lavoro che si sta portando avanti.Riteniamo che se dietro a tale mossa ci fossero motivi di politica interna, sarebbe un fatto molto grave, perché questo significherebbe non volere bene a questa Associazione”. Smentita, inoltre, l’indiscrezione secondo cui il designatore Rocchi avrebbe redarguito l’arbitro Rapuano tra primo e secondo tempo della Supercoppa Inter-Napoli.

Rocchi sarebbe rimasto insoddisfatto dopo il primo tempo e avrebbe catechizzato il direttore di gara: “L’Aia – si legge nella nota – respinge inoltre le supposizioni, pubblicate oggi su alcuni siti on line, inerenti la discesa negli spogliatoi del Responsabile della CAN Gianluca Rocchi, durante l’intervallo della finale di Supercoppa Italiana.Tale decisione è infatti legata, come è evidente, alla comunicazione all’arbitro dell’autorizzazione Figc ad osservare un minuto di silenzio ad inizio secondo tempo per la scomparsa di Gigi Riva”, conclude il comunicato.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, Meloni: “In disaccordo con Netanyahu su Stato Palestina”

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(Adnkronos) – “L’Italia ha sempre ribadito che il popolo palestinese ha diritto a uno Stato indipendente e sicuro: è una posizione che questo governo ha ribadito perché è una soluzione giusta e necessaria.Una soluzione sì nell’interesse dei palestinesi, ma a nostro avviso anche nell’interesse di Israele.

Ed è la ragione per la quale posso dire che non condivido la posizione recentemente espressa dal primo ministro israeliano sulla materia”.Così la premier Giorgia Meloni, rispondendo in Aula alla Camera a una interrogazione presentata da Nicola Fratoianni (Avs) sulle tensioni in Medio oriente. “Dall’altra parte, però, spero si convenga sul fatto che il riconoscimento non può essere richiesto unilateralmente.

La precondizione per qualsiasi trattativa è il riconoscimento del diritto all’esistenza dello Stato ebraico e del diritto dei suoi cittadini a vivere in sicurezza”, ha proseguito la presidente del Consiglio, mettendo in guardia “da una ambiguità sempre più diffusa in Occidente” che in Medio oriente “diventa addirittura rifiuto del riconoscimento del diritto all’esistenza di Israele”. Meloni ha poi annunciato che “stiamo lavorando per portare minori palestinesi in Italia per essere curati nei nostri ospedali”. “Dobbiamo rafforzare la nostra storica capacità di dialogare contestualmente con Israele e con il mondo arabo” e “lavorare per promuovere una ulteriore tregua, lavorare al rilascio degli ostaggi e rafforzare l’autorevolezza dell’Autorità nazionale palestinese che – ha rimarcato Meloni – è l’unico interlocutore possibile”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, Mr. Rain: “Sul palco porto l’eredità di Supereroi”

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(Adnkronos) – “La canzone che porto all’Ariston è l’eredità di ‘Supereroi'”, il brano con il quale Mr.Rain si è aggiudicato il terzo posto l’anno scorso al festival di Sanremo.

Quest’anno l’artista è di nuovo in gara con il brano ‘Due Altalene’, “una canzone che ha un significato gigante”, scritta insieme a Lorenzo Vizzini, e che è il risultato di un anno di grandissimi successi e certificazioni con ‘Supereroi’: il podio a Sanremo, 5 volte platino, terza canzone più venduta del 2023, la più trasmessa dalle radio italiane e la protagonista di 33 date live tutte sold out.E adesso successo anche in Spagna: ‘Supereroi’ è attualmente uno dei pezzi più trasmessi dalle radio spagnole. “Un brano che – racconta l’artista – ho scritto per non sentirmi solo e che è servito a tante persone.

Dopo Supereroi mi è cambiata la vita”.Un anno incredibile, dunque, “dove ho conosciuto tantissime persone che mi hanno raccontato le loro storie e come Supereroi si sia fatta strada nei loro cuori.

E tutte queste storie sono ‘Due altalene’.E’ stata una cosa magica, la cosa più bella che mi sia successa.

Sapere di essere stato utile a qualcuno che ha vissuto un momento veramente duro, per me è la vittoria più grande”.  La scintilla che “mi ha fatto trovare la forza per scrivere questa canzone – racconta Mr.Rain – arriva dalla storia di un genitore che ha perso i suoi due figli in un bruttissimo modo. ‘Due altalene’ è nata, dunque, da questo tragico racconto ma è un insieme di molte più storie”.

Ed è questo il motivo che ha spinto il giovane artista a calcare nuovamente il palco dell’Ariston: “‘Due Altalene’ non è stata scritta per Sanremo ma ho deciso di tornare al festival per portare tutto quello che mi è stato donato dalle persone che ho incontrato.Si tratta di storie molto forti che mi hanno fatto crescere.

E’ una canzone a cui tengo veramente tanto”.  Una performance quella sull’Ariston che sicuramente non lo vedrà accompagnato: “La canzone non è nata con un coro e non mi sembrava quindi giusto inserirlo.Sarei stato un paraculo e non sarei stato sincero con me stesso e con il pubblico”.

Nessun coro di bambini quest’anno ma, annuncia l’artista, ci saranno le immagini. “Come l’anno scorso non vado a Sanremo per fare una gara e non vado a Sanremo per scalare le classifiche.La mia missione è entrare nel cuore della gente con questa canzone” portando sempre un messaggio positivo.

Quanto alla serata cover: “Sono stato indeciso e spaventato fino all’ultimo ma tre giorni fa abbiamo trovato il pezzo giusto.Avrò un ospite e sarà una cosa inaspettata”. E per il dopo Sanremo Mr.

Rain annuncia: “Il primo marzo uscirà il mio nuovo album.A distanza di quasi due anni.

Ci ho messo un anno per scriverlo e sarà un disco molto vario dove ho cercato di sperimentare mantenendo sempre lo stile della mia penna”.Quest’album, racconta l’artista, “è un viaggio da ‘Supereroi’ a ‘Due altalene’ e ne vado molto fiero”. Un anno dunque che si preannuncia intenso dove, ovviamente, non mancheranno i live.

Due le date già annunciate (26 novembre palazzo dello Sport, Roma e 30 novembre Mediolanum Forum, Assago) che Mr.Rain promette: “Saranno fantastiche”. (di Loredana Errico).  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Gaza, “Hamas sempre più debole ma determinato, ecco perché guerra sarà lunga”

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(Adnkronos) – Hamas si sta indebolendo, le Forze di difesa israeliane stanno guadagnando terreno giorno dopo giorno e ”smantellando in modo metodico” l’organizzazione che governa la Striscia di Gaza.Ma per raggiungere l’obiettivo che si è posto il gabinetto di guerra di Israele di ”distruggere Hamas”, che per gli israeliani è considerato ”l’unico modo per preservare la nostra esistenza”, ci vorrà ”molto tempo”, ci vorranno ”anni” e ”la battaglia sarà molto lunga”.

Per cui è ”inutile stare con il cronometro alla mano”, a chiedersi quando finirà la guerra a Gaza, ”cosa sta succedendo?”.Anche perché, spiega il colonnello riservista Gabi Siboni, membro senior del Jerusalem Institute for Strategy and Security, Hamas ha costruito la base terroristica più fortificata del mondo, sopra e sotto terra.

Inoltre Hamas è ”un nemico determinato e non è pronto ad arrendersi”, ha detto l’ex ufficiale dell’Idf all’agenzia di stampa israeliana Tazpit, sostenendo che un numero significativo di civili di Gaza sono coinvolti ”in tutti i modi e metodi” nella macchina da guerra di Hamas. Ma il rischio, secondo quanto ha detto l’ex capo dello Shin Bet Ami Ayalon a ‘Le Monde’, è quello di ”una guerra senza fine” in nome della ”sicurezza a discapito dei diritti umani di una minoranza”.Una guerra in cui deve essere chiaro che ”un’organizzazione terroristica non alzerà mai bandiera bianca” e che ”il dopo sarà molto complesso.

L’esercito israeliano è in grado di smantellare le capacità militari di Hamas e annientarne la leadership, ma poi?” si chiede Ayalon.  L’analista riflette sul fatto che ”in assenza di obiettivi politici, la guerra diventa fine a sé stessa e non il mezzo per raggiungere un fine.Quando la guerra diventa fine a sé stessa, si trasforma in una guerra senza fine.

Se non si riescono a sviluppare progetti politici, non si è in grado di definire cosa possa essere la vittoria”. Intanto il colonnello riservista Moshe Elad dell’Idf, uno dei fondatori del Cogat e docente presso il Western Galilee College nel nord di Israele, ha confermato a Tazpit che l’esercito ha chiesto più tempo per l’operazione perché è rimasto sorpreso dalle dimensioni dei tunnel costruiti da Hamas. ”Ci vorranno almeno sei mesi” solo per mappare la rete di tunnel.Altro elemento che rischia di allungare le operazioni militari è il fatto che Hamas non riconosca il diritto internazionale e che quindi crea una ”asimmetria” e una necessità di ”proteggersi di più” afferma Elad.  Ma se Israele mettesse fine alla guerra prima che Hamas venisse sconfitto, secondo Elad sarebbe un segnale di debolezza che risulterebbe fatale nella regione. ”Dobbiamo riabilitare la deterrenza regionale” e ”non c’è altra scelta”, per cui ”tutto il resto dovrà aspettare”, anche ”la questione degli ostaggi che è molto difficile”.

Ci sarebbero gravi problemi di sicurezza per Israele, secondo Elad, se si mettesse fine ai combattimenti per ottenere il rilascio degli ostaggi. Intanto l’Idf ha iniziato a diminuire i riservisti destinati all’operazione di terra nella Striscia di Gaza e sta riducendo il personale coinvolto nell’operazione, ma le complicazioni nel cammino verso l’obiettivo sono tante e diverse.A partire dal fatto che, sostiene Siboni, Hamas ha nascosto armi e munizioni non solo nei tunnel sotterranei, ma anche nelle abitazioni civili.

E poi perché, oltre alla Striscia di Gaza, la risposta israeliana deve tenere in considerazione altre aree, come possono essere il Libano o la Cisgiordania.Qui, ricorda Siboni, ”stiamo combattendo da 20 anni e continueremo a combattere”, così come ”continueremo a combattere a Gaza per smantellare le capacità” di Hamas e ”colpendo i covi terroristici” con un occhio alla prevenzione.

In questo contesto ”è molto importante la collaborazione con l’Egitto che ha gli stessi interessi” ed è proprio al confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto che si stanno elaborando misure di prevenzione per evitare l’accumulo e il trasferimento di armi. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Soldini insieme alla Ferrari, svelato l’accordo. Il velista: “Lavoriamo a un progetto strabiliante”

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(Adnkronos) – Ferrari spiega le vele con Giovanni Soldini al timone.L’annuncio dell’accordo arriva con un comunicato della casa di Maranello: “Nasce un nuovo progetto, una grande sfida che trae origine dal Dna racing di Ferrari e dalla sua spinta innovatrice.

Il Cavallino Rampante si prepara a competere nel mondo della vela sotto la guida del navigatore Giovanni Soldini, Team Principal di questa nuova avventura.Dopo aver gareggiato sulle piste di tutto il mondo, Ferrari esplora rotte inedite che accresceranno il know how e la volontà di progresso continuo che la caratterizzano”.  “L’impresa vedrà la Casa di Maranello direttamente impegnata in un progetto unico all’insegna di tecnologie all’avanguardia, nel suo intero ciclo di ideazione, ingegnerizzazione e testing.

La ricerca delle massime performance sul mare e di soluzioni concrete per la sostenibilità darà origine a innovazioni che, in linea con la tradizione Ferrari, saranno un importante stimolo per l’evoluzione delle nostre sports car”. E Soldini si dice “entusiasta di iniziare una nuova avventura con Ferrari.Stiamo lavorando a un progetto importante e all’avanguardia – spiega il velista – con un potenziale tecnologico strabiliante che mette insieme mondi diversi e competenze di altissimo livello.

Partecipare alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni innovative e rispettose del nostro pianeta con un team eccezionale è davvero un’esperienza unica”. Una partnership quella tra il Cavallino rampante e Soldini che riempie di entusiasmo il presidente di Ferrari John Elkann: “Stiamo per intraprendere un viaggio entusiasmante che – afferma – amplierà la nostra anima racing.Con questa nuova sfida agonistica, motivati dalla nostra capacità innovativa e dall’impegno per la sostenibilità, ci spingeremo oltre gli attuali confini.

Siamo felici di poter contare su Giovanni, straordinario per esperienza, determinazione e spirito di squadra”.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Alessia Pifferi, due psicologhe del carcere indagate per falso

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(Adnkronos) – Le due psicologhe del carcere di San Vittore a Milano, che hanno scritto una relazione su Alessia Pifferi, sono indagate per falso ideologico e favoreggiamento.Secondo il rappresentante della pubblica accusa le due psicologhe avrebbero “manipolato” l’imputata, a processo per l’omicidio della figlia di soli 18 mesi Diana, morta di stenti nel luglio del 2022.  Risulta indagata anche per falso ideologico anche l’avvocata Alessia Pontenani poiché, partecipe dello stesso “disegno criminoso”, avrebbe attestato “falsamente” per la sua assistita un quoziente intellettivo di 40, ossia di “deficit grave”, con “scarsa comprensione delle relazioni di causa ed effetto e delle conseguenze delle proprie azioni”. Nel capo di imputazione del decreto di perquisizione si evidenzia come le tre professioniste, “in concorso morale e materiale tra loro, mediante più condotte esecutive del medesimo disegno criminoso”, hanno redatto – in particolare le due psicologhe – il diario clinico in cui “attestavano falsamente”, in una relazione, che Alessia Pifferi “aveva un quoziente intellettivo pari a 40 e quindi un deficit grave” con “scarsa comprensione delle relazioni di causa ed effetto e delle consequenze delle proprie azioni” utilizzando il test diagnostico Wais non idoneo per la detenuta.  Il rappresentante della pubblica accusa evidenzia, inoltre, come i colloqui in carcere non solo non sarebbero dovuti esserci – Alessia Pifferi non avrebbe necessitato di un ‘monitoraggio’ per il pm, in quanto “non è un soggetto a rischio di atti anticonservativi e si presentava lucida, orientata nel tempo e nello spazio, nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali e determinata” – ma soprattutto non hanno avuto come finalità l’assistenza psicologica quanto “discutere del procedimento penale a carico della Pifferi e qualificabile come vera e propria attività di consulenza difensiva, non rientrante nelle competenze delle due psicologhe”.

Chiaro per il pm De Tommasi l’obiettivo: “Creare, mediante false attestazioni circa lo stato mentale della detenuta e l’andamento e i contenuti dei colloqui, le condizioni per tentare di giustificare la somministrazione del test psicodiagnostico” e fornire così all’imputata, “falsificando” la diagnosi, una base documentale che le permettesse di richiedere e ottenere l'”agognata perizia psichiatrica”. Un ‘piano’ andato avanti fino a pochi giorni fa.Lo scorso 2 gennaio una delle due psicologhe, si legge nel decreto, scriveva di aver fatto un colloquio di monitoraggio e di sostegno psicologico con la detenuta, ma “si era trattato di un vero e proprio ‘interrogatorio’ finalizzato ad acquisire informazioni sui test psicodiagnostici somministrati alla Pifferi”, nell’ambito della perizia in corso, “sui contenuti dei predetti test e sulla tipologia degli stessi”, ma anche di domande “attinenti alle contestazioni sollevate dal pm” nel processo in corso davanti alla corte d’assise.  Le due psicologhe sono finite sotto la lente del pm di Milano non solo per questo caso.

Il magistrato ha ordinato la perquisizione e il sequestro non solo dei documenti riguardo alla madre che nel luglio 2022 avrebbe lasciato morire di stenti la propria bambina, ma di altre quatto detenute.E’ uno degli elementi che emerge dal decreto firmato in procura a Milano e alla luce di una relazione firmata dalla polizia penitenziaria.

In particolare si tratta degli atti relativi a una 54enne accusata di aver ucciso a coltellate il marito, di due giovani donne straniere e di un’altra madre in carcere con l’accusa di aver ucciso la figlia di due anni.  E’ un movente “antisociale” per scardinare il sistema dall’interno “goccia a goccia, un caso alla volta” quello che la psicologa di 58 anni, indagata dalla procura di Milano per falso ideologico e favoreggiamento insieme una collega che lavora nel carcere di San Vittore, sarebbe animata.Già protagonista di una vecchia annotazione della polizia penitenziaria, è il pm Francesco De Tommasi, titolare dell’inchiesta su Alessia Pifferi, accusata dell’omicidio della figlia Diana di soli 18 mesi, a indagarla e perquisirla e ad accendere i sospetti che l’uso di colloquio “per fini difensivi”, sia stato adoperato nei confronti di altre quattro detenute. Quattro casi che, secondo indiscrezioni, potrebbe aprire un vaso di Pandora visto che nella mani degli inquirenti ci sono circa due mesi di intercettazioni di colloqui e telefonate.

La donna, a cui sono stati sequestrati documenti e anche una notevole quantità di farmaci su cui occorrerà fare approfondimenti, da anni lavorerebbe nelle strutture milanesi a contatto con detenute che, a suo dire, sono “vittime” di un sistema da cui vanno salvate.Una visione ‘alternativa’ della giustizia che l’avrebbe portata, in un caso, a parlare con una detenuta per “discutere della strategia difensiva” in vista dell’appello per l’omicidio del marito e nel caso della Pifferi a sottoporla al test psicodiagnostico Wais, non idonei per la donna e finalizzato a ottenere la perizia psichiatrica.  Tra gli elementi sollevati dalla procura c’è anche “la telefonata che non ti aspetti” tra l’avvocatessa Alessia Pontenani, legale della Pifferi, e la 58enne psicologa in cui le due donne, riferiscono gli inquirenti, “si complimentano di avercela fatta”, ossia di aver eseguito quel test sul quoziente intellettivo entrato nel processo alla Pifferi, imputata che di recente ha ottenuto dai giudici della corte d’assise di essere sottoposta a perizia per verificare la sua capacità di intendere e volere quando, nel luglio del 2022, ha lasciato sola in casa, per quasi una settimana, la figlia di 18 mesi.

La Pifferi, anche l’avvocatessa risulta indagata per falso ideologico e favoreggiamento, sarebbe stata “manipolata” nelle risposte da fornire durante il processo, così da evitare una condanna che rischia di essere molto lunga.  “Sorge il fondato sospetto che la perquisizione nasconda finalità estranee alla condotta commessa dalla mia assistita e voglia indagare sulla sua attività lavorativa complessiva, accusandola più per il merito dei pareri espressi che per il metodo con il quale si è pervenuti a tali pareri”.Lo afferma l’avvocato Mirko Mazzali, legale che tutela gli interessi di una delle due psicologhe.

Per il legale si tratta di un provvedimento “finalizzato alla ricerca di documenti in possesso dell’istituto penitenziario e quindi facilmente rintracciabili, che pone sotto sequestro cellulari e computer per cercare fantomatici rapporti con una detenuta, nonché documentazione concernente altre detenute non oggetto dei capi di imputazione”.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Social, chef Vissani: “Arma di distruzione di massa, vanno bloccati”

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(Adnkronos) – “I social?Per il Paese un’arma di distruzione di massa.

Si scrivono stronz…e le persone non sanno quello di cui stanno parlando.

E’ una vergogna.Bisogna bloccarli.

Giovanna Pedretti aveva dato la vita per portare avanti il suo locale.Sappiano tutti come è andata a finire”.

Così lo chef Gianfranco Vissani dopo il caso della morte della ristoratrice Giovanna Pedretti.E aggiunge: “Mia madre mi diceva sempre ‘si ferisce più di penna che di spada’.

E così sta accadendo.Chi attacca, critica, giudica, non si rende conto di quello che fa.

E fa male.Basta guardare al caso di Chiara Ferragni.

Ci prendono tutti in giro”.  “Seguo pochissimo i social, ho una persona che se ne occupa, ma per carattere e convinzioni profonde ho deciso di non rispondere per non innescare reazioni a catena.Mi prendo comunque i miei tempi, mi consulto anche con i miei legali, ma la risposta è sempre la stessa.

Non passo mai al contrattacco, anzi al contrario tifo sempre per il dialogo, se necessario”, dice all’Adnkronos lo chef stellato Antonello Colonna.Secondo lo chef il mondo dei social ha cambiato il rapporto con il lavoro, il modo di rapportarsi al cliente. “In generale – spiega – preferisco il silenzio.

Lo ripeto, meglio non replicare.Si dà due volte la notizia”.  “Non replico ai social, ma il confronto se costruttivo può essere anche positivo.

Può accadere con i nostri clienti.Diversamente quando notizie importanti si apprendono via web, è accaduto allo chef francese Bernard Loiseau: si uccise dopo che alcuni giornali avevano ventilato l’ipotesi di un declassamento da parte della Guida Michelin”, dichiara all’Adnkronos lo chef Alessandro Circiello, volto noto dei programmi Rai, presidente della Federcuochi-Lazio.

E aggiunge: “Ho molti followers e il confronto con loro è sempre positivo anche per crescere nel nostro lavoro, per migliorare.Do consigli, suggerisco piatti e ricette sempre attraverso dialoghi costruttivi”. “Non nascondo comunque – conclude Alessandro Circiello – che quello che viene scritto sui social, se positivo, dà prestigio alle nostre aziende, sostenendole anche dal punto di vista economico”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potenza, la storia dell’avversario della Juve Stabia e l’arbitro

Potenza, la storia in pillole degli avversari della Juve Stabia e scopriamo chi sarà l’arbitro.

Il Potenza Calcio S.r.l., è una società calcistica italiana, fondata
originariamente nel 1920, questa società ha avuto il suo massimo
splendore negli anni sessanta, disputando cinque campionati
consecutivi di Serie B tra le stagioni 1963-1964 e 1967-1968.

La storia del Potenza.

Vanta inoltre 29 partecipazioni al terzo livello del campionato
italiano di calcio tra Prima Divisione (del 1934-1935), Serie C,
Serie C1 e Lega Pro Prima Divisione.

È l’unica squadra lucana a
comparire tra i primi cento posti nella graduatoria della
tradizione sportiva secondo i criteri della Federazione Italiana
Giuoco Calcio, con alle spalle quasi mezzo secolo di partecipazioni
a campionati professionistici.

I precedenti storici del Potenza con la Juve Stabia.

Potenza-Juve Stabia è una gara con una storia importante e non sarà mai una partita banale.Spesso e volentieri infatti a partire dagli anni ’70 le due squadre si sono affrontate in sfide spesso decisive.

Basti pensare allo spareggio del 1 giugno 1975 al San Nicola di Bari con circa diecimila stabiesi presenti in una gara che poteva valere l’accesso in Serie C.Quella gara la decise l’attaccante potentino Nicola Scarpa al minuto 113 a pochi minuti dalla fine del secondo tempo supplementare.

Ma nell’archivio dei ricordi spunta anche un Potenza-Juve Stabia, ultima giornata del campionato di Serie D del 1976-77.Anche in quel caso sconfitta per le Vespe che significò addio al sogno promozione a favore della Pro Cavese che approfittò dello scivolone della Juve Stabia a Potenza per vincere all’ultima giornata il campionato.

Precedente favorevole alla Juve Stabia quello dell’ultima giornata del campionato di Serie D 2003-2004.Le Vespe si presentarono all’ultima giornata del campionato un punto dietro i lucani e si aggiudicarono la vittoria del campionato con un rigore assegnato alle Vespe nei minuti finali della gara e trasformato dal bomber Checco Ingenito.

Gli ultimi anni del Potenza.

Dopo la deludente gestione di Mr.

Gallo, il Potenza si è affida dapprima a Mr.Bruno Trocini e poi a
Mr.

Pasquale Arleo che ha porta il giusto entusiasmo per arrivare
alla salvezza.Nella stagione seguente sulla panchina lucana torna
Mr Giuseppe Raffaele, dopo il deludente periodo iniziale di Mr
Sebastiano Siviglia.

A seguire poi sotto la Guida di Mister
Colombo inizia il nuovo anno prima dell’ennesimo valzer con
l’arrivo di Lerda prima e Marchionni dopo.Lo score attuale del Potenza:
11° posto con 29 punti in classifica dopo 22 giornate
8 vittorie 5 pareggi e 9 sconfitte 26 gol fatti e 26 gol subiti
In casa: 6 vittorie 3 pareggi e 2 sconfitte con 17 gol fatti e
10 gol subiti
Fuori casa: 2 vittorie 2 pareggi e 7 sconfitte con 9 gol fatti e 16
gol subiti.

L’arbitro di Potenza-Juve Stabia.

Sarà il sig.

Valerio Crezzini della sezione AIA di Siena a dirigere il match Potenza – Juve Stabia valevole per la 4^ giornata di ritorno del Campionato di Serie C girone C 2023 – 2024, in programma sabato 27 gennaio 2024 allo stadio Alfredo Viviani di Potenza con inizio alle ore 16,15.Il sig.

Crezzini sarà coadiuvato dal sig.Andrea Cravotta della sezione AIA di Città di Castello e dal sig.

Santino Spina della sezione AIA di Palermo, il IV° ufficiale sarà il sig.Leonardo Di Mario della sezione AIA di Ciampino.

 

Trapianti, 2023 anno da record: numeri mai raggiunti prima

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(Adnkronos) –
Crescono le donazioni e i trapianti di organi, tessuti e cellule in Italia. “Il 2023 è stato senza precedenti: nell’anno da poco concluso l’attività della Rete trapiantologica italiana ha ottenuto praticamente in tutti gli indicatori i migliori risultati mai realizzati nella storia del nostro Paese”.Così il Centro nazionale trapianti (Cnt), che oggi a Roma ha presentato i dati durante gli Stati generali della Rete trapianti che fino a venerdì vedranno nella Capitale oltre 400 operatori da tutta Italia.

Presente all’apertura dei lavori anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci.  “Per la prima volta le donazioni di organi hanno superato quota 2mila, attestandosi a 2.042 (+11,6%), mentre i trapianti hanno ampiamente oltrepassato il muro, finora mai valicato, dei 4mila interventi in un anno: nel 2023 sono stati realizzati 4.462 trapianti di organi, 586 in più rispetto al 2022 (+15,1%).Si tratta, in entrambi i casi, non solo delle cifre assolute più alte di sempre, ma anche delle percentuali di crescita annuali più elevate mai ottenute”, precisa il Cnt.  L’aumento dei prelievi ha portato il tasso nazionale di donazione a quota 28,2 donatori per milione di persone (pmp), molto oltre il massimo storico di 24,6 registrato nel 2022 – prosegue il report del Cnt – Con questo risultato l’Italia ha staccato la Francia e si colloca al secondo posto tra i maggiori Paesi europei per numero di donatori, dietro la Spagna.

A sostenere la performance sono soprattutto i risultati di tre regioni: l’Emilia Romagna con 51,1 donatori pmp (+4,7), il Veneto con 46,4 (+10,1) e la Toscana con 45,6.Ottimi anche i tassi di Sardegna, Piemonte e Marche, mentre restano purtroppo indietro le regioni meridionali. Per quanto riguarda il tipo di intervento, la crescita degli interventi ha riguardato tutte le specialità: nel 2023 sono stati realizzati 2.245 trapianti di rene (+10,4%), 1.696 di fegato (+14,7%), 186 di polmone (+33,8%), 40 di pancreas (+5,3%), ma soprattutto ben 370 trapianti di cuore rispetto ai 253 dell’anno scorso (+46,2%).

Inoltre, si conferma ancora il costante miglioramento degli esiti degli interventi.In termini assoluti è stata la Lombardia la regione a effettuare il maggior numero di trapianti (827), mentre in rapporto alla popolazione il primato spetta al Veneto (140,9 trapianti ogni milione di abitanti), seguito da Piemonte ed Emilia Romagna.

Al Sud è significativa la crescita registrata dalla Puglia, passata in un anno da 29,7 a 46,9 trapianti per milione di abitanti.  “Un risultato così eclatante – spiegano gli esperti – è stato di fatto possibile grazie a due fattori di crescita fortemente coltivati in questi ultimi anni dal Centro nazionale trapianti.Il primo è il consistente aumento delle segnalazioni di potenziali donatori nelle terapie intensive delle oltre 200 sedi di prelievo attive sul territorio nazionale.

Nel 2023 i donatori segnalati sono stati 3.082, il 15,8% in più rispetto ai 2.661 dell’anno precedente”.  La crescita delle segnalazioni – sottolineano gli specialisti – è stata stimolata da un maggiore impegno delle Regioni nell’applicazione delle misure contenute nel Piano nazionale delle donazioni, promosso negli ultimi 5 anni dal Cnt con l’obiettivo di un sistema donativo più organizzato ed efficiente, in grado di alimentare l’attività di trapianto e rispondere alle necessità di una lista d’attesa che, pur riducendosi, include ancora circa 8mila pazienti. “Naturalmente – precisa il Cnt – alla base di questo successo c’è soprattutto l’impegno eccezionale degli operatori delle terapie intensive e dei coordinamenti della donazione, e quello delle équipe chirurgiche dei circa 100 programmi di trapianto presenti in tutta Italia.Questo lavoro è stato sostenuto anche da un significativo aumento dell’attività nazionale di formazione dei professionisti della rete: tra i corsi in presenza (quasi raddoppiati) e la formazione a distanza, nel 2023 sono stati coinvolti circa 14mila operatori”.  Il secondo fattore di crescita dei volumi di attività va cercato nel forte investimento del Cnt sul programma di donazione dopo accertamento di morte con criteri cardiaci, la cosiddetta ‘donazione a cuore fermo’ (Donation after cardiac death o Dcd). “I trapianti derivati da questo tipo di donatori sono aumentati esponenzialmente: siamo passati dai 100 del 2018 ai 221 del 2022 per arrivare nel 2023 a ben 438 trapianti grazie agli organi prelevati da Dcd – indica il Cnt – A partire dal maggio scorso è partito il programma di prelievo Dcd anche del cuore, un’attività finora presente solo in Gran Bretagna e Spagna dove però, come nel resto del mondo, il tempo di arresto cardiaco necessario per constatare il decesso è di 5 minuti contro i 20 previsti dalla legge italiana.

Ben 6 centri a livello nazionale (a partire da Padova, il primo) hanno realizzato finora 13 prelievi e trapianti di cuore Dcd.L’utilizzo con successo di organi cardiaci che complessivamente affrontano anche oltre 40 minuti di ‘ischemia calda’ è al momento” a detta degli esperti “un primato di livello mondiale.

Un risultato così significativo è dovuto alle aumentate capacità dei professionisti nell’utilizzo delle tecnologie di perfusione degli organi (un settore che sta vivendo un importante sviluppo), e al lavoro di formazione e organizzazione portato avanti sul territorio per strutturare équipe sanitarie in grado di gestire efficientemente questo tipo di prelievi ad elevata complessità”. “Gli unici indicatori rimasti sostanzialmente invariati – rileva il Cnt – sono quelli relativi ai tassi di opposizione al prelievo.Nelle rianimazioni la percentuale di chi rifiuta la donazione è leggermente salita (30,5%, +0,7%), soprattutto per la sempre maggiore incidenza di chi ha già registrato il proprio no in vita.

Nel 2023, in occasione dei rinnovi delle carte d’identità elettroniche (Cie), sono stati raccolti 2,4 milioni di consensi (68,5%), ma anche ben 1,1 milioni di rifiuti (31,5%).Considerando l’attuale presenza nel Sistema informativo trapianti di oltre 18 milioni di dichiarazioni registrate, è prevedibile che a breve la maggior parte delle donazioni segnalate nelle rianimazioni avranno alle spalle un consenso e un’opposizione già raccolti e quindi non più ottenibili dai sanitari.

Nel 2024 è attesa un’importante novità, quella dell’attivazione del portale digitale della Cie che permetterà ai cittadini di registrare la propria dichiarazione direttamente da casa e non solo negli uffici anagrafe: un’occasione irrinunciabile – rimarcano gli specialisti – per rafforzare il messaggio in favore della donazione a tutti i cittadini italiani”. “L’aumento record delle donazioni – segnala il Cnt – ha avuto un impatto enorme anche sull’attività dei tessuti: abbiamo avuto 14.912 prelievi (+21%) e 24.949 trapianti (+16,7%), con forti aumenti sia sulle cornee che sul tessuto muscolo-scheletrico.Anno da primato anche per le cellule staminali emopoietiche: nel 2023 in Italia ci sono state 399 donazioni di midollo osseo (+21,3%) e ben 1.023 trapianti (+6,5%).

Continua a consolidarsi anche la tendenza a preferire il prelievo delle cellule da sangue periferico, una modalità pochissimo invasiva (molto simile a una donazione di sangue) che ormai riguarda oltre il 90% delle donazioni.Molto bene anche le iscrizioni al registro donatori Ibmdr: sono stati 29.396 i 18-25enni nuovi reclutati, che hanno portato l’elenco dei possibili donatori attivi quasi a quota mezzo milione (496.754)”. “Gli straordinari risultati raggiunti nel campo trapiantologico” nel 2023 “devono renderci orgogliosi e, al contempo, stimolarci a proseguire con rinnovato impegno per far diventare sempre più efficiente e sicura la Rete dei trapianti nonché per rafforzare la cultura della donazione, essenziale per offrire ai pazienti in attesa di trapianto una seconda vita o una prospettiva di vita migliore”, ha affermato il ministro della Salute Orazio Schillaci che ha aggiunto: “Promuovere la cultura della donazione è un obiettivo prioritario e sono certo che da queste giornate arriverà un apporto significativo al raggiungimento di questo traguardo”. “In Italia, infatti – ha evidenziato Schillaci – ci sono molti pazienti in attesa e il fabbisogno non è ancora del tutto soddisfatto.

Ciò è dovuto ad alcune criticità che ancora persistono e che siamo impegnati a superare: penso, in particolare, alle differenze regionali che sussistono nel tasso di donazione tra Nord e Sud e ai tassi di opposizione al prelievo, gli unici indicatori rimasti sostanzialmente invariati”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“L’Italia entra in guerra”, l’allarme di Gabriele Muccino

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(Adnkronos) – “L’Italia entra in guerra”.E’ il titolo del messaggio postato da Gabriele Muccino su Instagram dopo la decisione del governo italiano di prendere parte con Francia e Germania a una missione navale armata nel Mar Rosso per contrastare gli attacchi degli Houthi ai mercantili in transito verso il canale di Suez. “Per chi non lo sapesse ancora o non lo avesse capito o non fosse stato informato – sottolinea Muccino nel messaggio – l’Italia è entrata ufficialmente in azione nella guerra arabo israeliana.

La notizia che troverete sulle news sarà che abbiamo interrotto di fornire armi (almeno ufficialmente) a Israele, quella più in sordina ma più dirompente è che per tutelare l’arrivo di navi in Israele attraverso il canale di Suez, l’Italia entra in combattimento accanto ai francesi e agli americani per difendere le navi in transito nel canale dagli Houthi dello Yemen che le affondano per cercare di interrompere i rifornimenti a Israele (e all’Europa) per fermare il genocidio in atto.Non so – aggiunge il regista – come l’avrebbe annunciata Mussolini questa entrata in guerra dell’Italia.

Quella di oggi non è stata annunciata affatto.Ma sappiate che è così.

Questa guerra da oggi riguarda gli italiani distratti, disinformati e incuranti delle sorti del genocidio palestinese e molto più da vicino”. “L’Italia – prosegue ancora il regista nel post – non avrebbe secondo me mai dovuto astenersi dalla risoluzione per un cessate il fuoco ma votare a favore.Ma si è invece allineata associandosi alla formula che ‘Israele aveva diritto all’autodifesa’.

Abbiamo visto.Questa nuova decisione segna a tutti gli effetti l’ingresso dell’Italia in guerra.

Non si può pensare di difendersi da un’attacco bellico senza sparare a propria volta quando si viene attaccati.Sono le semplici immutabili logiche di ogni guerra.

Fino ad oggi gli Houthi avevano impedito a navi di attraversare il canale senza uccidere nessuno.Sono settimane che si cerca di tirare gli americani all’interno del conflitto.

Ora i primi a metterci piede sono proprio gli europei”. “Nella nostra Costituzione – ricorda – c’è scritto che l’Italia ripudia la guerra.Israele deve interrompere il suo inutile e osceno genocidio e riconoscere lo Stato Palestinese.

L’Italia dovrebbe solo lavorare affinché ciò avvenga.Ogni azione di guerra – conclude – porterà ad una escalation dagli esiti imprevedibili”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trapani, arresti domiciliari per deputato regionale Pd Dario Safina

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(Adnkronos) – “Stamattina all’alba mi è stato notificato un provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari.I fatti contestati dalla magistratura riguardano il periodo in cui ricoprivo il ruolo di assessore ai Lavori Pubblici al Comune di Trapani”.

Così, in una nota, il deputato dem regionale all’Ars Dario Safina. “Due le accuse che gli inquirenti muovono nei miei confronti: corruzione e turbativa d’asta.Sono sereno e ho la coscienza tranquilla – afferma Safina – Sono fiducioso nell’operato della magistratura e sono certo che riuscirò a chiarire la vicenda nel più breve tempo possibile”. I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal gip di Trapani, nei confronti di Safina, del direttore generale e del direttore amministrativo della società Trapani Servizi spa (gestore dell’attività di raccolta e trattamento dei rifiuti nel capoluogo) e dell’Energy Manager per la Sicilia di una società operante nel settore dell’illuminazione pubblica.  Per il deputato dem sono stati disposti gli arresti domiciliari; per il direttore generale e il direttore amministrativo della Trapani Servizi il divieto di dimora nei comuni di Trapani ed Erice e per il manager il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, per la durata di un anno.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Almirante, scontro Fratelli d’Italia-Pd in Senato: cosa è successo

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(Adnkronos) – Scintille in Aula sul nome di Almirante.A tirare fuori l’ex leader del Msi in Aula è Alberto Balboni, senatore emiliano di Fratelli d’Italia, a capo della commissione Affari costituzionali della Camera, dove è passato il testo dell’autonomia differenziata.

Chi ha avuto come leader Almirante, è il ragionamento di Balboni, non può tradire l’unità del Paese. “Chi viene da questa storia non può rinunciare né all’unità nazionale, né al sentirsi italiano in qualsiasi parte dell’Italia abiti”.Per Balboni Almirante ha contribuito “a quel processo di pacificazione nazionale indispensabile, specialmente nei momenti difficili, per garantire la coesione sociale in qualsiasi Nazione”.  Dal Pd Dario Parrini replica poco dopo, parlando di “esaltazione fatta da Balboni di Almirante”. “Un difensore della democrazia, come dice lei?

Credo sia un errore, nel 1970 ci fu il Golpe Borghese, nel ’72 il Msi portò in parlamento Ciccio Franco e Mario Tedeschi, tra i finanziatori della strage di Bologna”, accusa il senatore. “Nel 1972 tre carabinieri furono uccisi a Peteano, e solo una amnistia salvò Almirante dall’accusa di favoreggiamento”, incalza il dem, assicurando “che stiamo parlando di fatti incontrovertibili”. “Almirante in quegli anni aveva simpatia per Pinochet, per i colonnelli in Grecia.Almirante si vantava di dire che l’aggettivo democratico non lo convinceva e che la parola fascista ce lo aveva stampata in fronte”, conclude.

Parole che registrano rimbrotti dalla destra e applausi da sinistra. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aereo russo precipitato, Il-76: cosa sappiamo sul cargo strategico dell’esercito di Mosca

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(Adnkronos) – Sarebbe un Ilyushin Il-76 l’aereo da trasporto militare russo che si è schiantato nella regione russa di Belgorod, vicino al confine con l’Ucraina.Ma cosa sappiamo di questo velivolo? Nome in codice Nato ‘Candid’, l’Ilyushin Il-76 è un aereo quadrimotore da trasporto militare strategico sviluppato a cavallo degli anni ’60 e ’70 dall’ufficio di progettazione Ilyushin dell’Unione Sovietica. E’ stato progettato per muovere considerevoli quantità di merci, truppe e mezzi, equipaggiamento militare e armi sulle grandi distanze ed è entrato in servizio nell’aeronautica militare sovietica nel 1974, riscuotendo un notevole successo commerciale.

Di solito ha un equipaggio di cinque persone e può trasportare fino a 90 passeggeri.  Al giorno d’oggi l’Il-76 viene spesso utilizzato come aereo cargo per merci che richiedono l’utilizzo di una rampa di carico, in particolare per carichi eccezionali o pesanti che non potrebbero essere trasportati altrimenti. È stato utilizzato anche per aiuti umanitari e soccorsi in caso di calamità in tutto il mondo.L’aereo può decollare da una pista non asfaltata, rendendolo utile negli interventi di risposta alle emergenze.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kate Middleton sta meglio, Carlo III recupera forze prima intervento: ultime news

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(Adnkronos) – Mentre Kate Middleton sta meglio dopo l’intervento, Re Carlo sta seguendo il consiglio di Camilla che, come riporta il Sun, gli ha suggerito di riposarsi in vista dell’intervento a cui dovrà sottoporsi in settimana.La sua diagnosi choc ha fatto seguito alle faticose visite di Stato in Francia, Germania e Kenya nel 2023, scrive il giornale britannico, citando un insider secondo cui “la Regina gli ha detto che ha bisogno di rallentare un po’”.

Tuttavia, una fonte reale ha affermato: “La sua etica del lavoro è ben nota e non è una sorpresa per nessuno”, di conseguenza, anche se potrebbe non essere visto in impegni pubblici per un mese, continuerà a lavorare mentre riposa.  Charles è stato visto girare per la tenuta di Sandringham dove è arrivato da Balmoral venerdì scorso.Il giorno prima Camilla aveva trascorso una notte in più con lui in Scozia prima di partire per la sua villa di campagna a Lacock, nel Wiltshire.

Ieri la regina ha dichiarato che il marito sta “bene”.Mercoledì scorso gli è stato diagnosticato un ingrossamento della prostata e ha subito rinunciato agli impegni su consiglio dei medici.

L’annuncio della sua diagnosi, per incoraggiare più uomini a sottoporsi ad accertamenti in presenza di alcuni sintomi, ha avuto come effetto che la pagina dell’Nhs England sull’ingrossamento benigno della prostata ha registrato 26.170 visite nelle 48 ore successive, rispetto a una media giornaliera di appena 1.400. Quanto a Kate Middleton, la sua degenza in ospedale ha ormai superato la prima settimana.La principessa di Galles è stata ricoverata alla London Clinic martedì scorso prima di un intervento chirurgico addominale programmato e si prevede che vi rimarrà per un periodo compreso tra 10 e 14 giorni in totale mentre si riprende dall’operazione riuscita.

Si dice che la principessa 42enne “stia bene”, ma non tornerà ai doveri ufficiali fino a dopo Pasqua. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dolore toracico, Tac al cuore riduce di due terzi rischio morte e infarto

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(Adnkronos) – Svolta nella gestione dei pazienti che lamentano un dolore sospetto al petto: l’impiego selettivo della Tac al cuore, integrata nei casi positivi con un esame specifico sul flusso di sangue nelle coronarie, riduce di due terzi il rischio di morte e di infarto, evitando esami invasivi inutili.Lo ha messo nero su bianco ‘Jama Cardiology’, pubblicando i risultati di due analisi dello studio clinico internazionale Precise che vede l’Italia protagonista con il Centro cardiologico Monzino di Milano: l’unico centro coinvolto nel nostro Paese, principale arruolatore a livello mondiale.  Le analisi dei dati di 2.103 pazienti arruolati fra dicembre 2018 e maggio 2021 – spiegano dall’Irccs lombardo – hanno dimostrato che quando un paziente si presenta con dolore toracico, sintomo sospetto per problemi alle coronarie, l’approccio diagnostico di precisione, che prevede l’utilizzo della Tac coronarica in casi specifici ed eventualmente lo studio del parametro Ffrct (Fractional flow reserve CT derived), ottiene risultati molto migliori dell’approccio tradizionale che implica invece il ricorso a una serie di esami fra cui la coronarografia, procedura invasiva.

A distanza di un anno dall’arruolamento, nel gruppo sottoposto a procedura di precisione si sono osservati meno decessi, meno infarti e meno coronarografie: mediamente, nel paziente con sospetta malattia coronarica l’utilizzo selettivo della Tac può ridurre il rischio di morte e di infarto del 65%, evitando esami invasivi inutili. “Precise è uno degli studi più importanti per la gestione del dolore toracico e il rischio di infarto dell’ultimo decennio – afferma Gianluca Pontone, direttore del Dipartimento di Cardiologia perioperatoria e Imaging cardiovascolare del Monzino, principal investigator del trial per l’istituto meneghino – I suoi straordinari risultati erano già stati presentati al congresso dell’American Heart Association nell’aprile 2022 e ora la pubblicazione su Jama Cardiology decreta l’entrata ufficiale di Tac cardiaca e Ffrct nella pratica clinica.Ffrct – ricorda lo specialista – è un’analisi che il Monzino ha iniziato a usare e a sviluppare sin dal 2013, che si effettua in caso di Tac positiva per capire se i restringimenti riscontrati nelle arterie hanno effettivamente la capacità di causare una ischemia, cioè un’ostruzione rilevante al flusso di sangue.

Finalmente – annuncia Pontone – abbiamo un percorso chiaro ed efficiente per risolvere il grande problema del dolore toracico, che causa sofferenza e stress ai pazienti e pressione sugli ospedali e i pronto soccorso”. “Si calcola che solo negli Usa si effettuino 4 milioni di test ogni anno per indagare l’origine del dolore al petto”, sottolinea il cardiologo. “La maggioranza di questi esami è inutile – precisa – e sottrae risorse e personale ai sistemi sanitari.Un problema che in Italia in questi giorni è particolarmente attuale”. Oggi quasi tutti i pazienti che si presentano con dolore al torace o al braccio vengono sottoposti a esami che vanno, a seconda dei Paesi e delle tradizioni locali, dal test da sforzo all’ecocardiogramma, fino alla coronarografia – elenca il Monzino – pressoché indipendentemente dal loro rischio individuale di malattia coronarica. “Questo – rimarcano dall’Irccs milanese – avviene perché gli attuali score clinici del rischio (età, genere, stili di vita e così via) sono disomogenei e poco performanti.

Nessun cardiologo quindi osa aspettare a procedere con gli esami diagnostici di fronte al ‘doloretto’: è difficile mandare a casa un paziente senza fare nulla, nell’incertezza di ciò che può succedere”. “L’idea dello studio Precise nasce proprio dall’esigenza di superare l’incertezza gestionale dei medici di fronte al mare magnum del dolore toracico, o angina”, puntualizza Pontone. “Grazie alle tecnologie di precisione – conclude – abbiamo trovato la soluzione che prevede che tutti i medici applichino un unico score clinico (Pmrs) e lo utilizzino per decidere cosa fare.Se il Pmrs è basso il paziente non fa nulla, se è alto viene sottoposto a Tac cardiaca e, se risulta necessario, i dati della Tac vengono anche analizzati con Ffrct.

Questa procedura è oggi validata e i medici possono applicarla senza timori.Anzi, nella certezza di fare il bene del paziente”.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mancano 20mila medici negli ospedali, vuoto 20% posti specializzazioni

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(Adnkronos) – Oggi negli ospedali del Servizio sanitario nazionale “mancano 20mila medici, soprattutto in alcune specialità come la medicina d’urgenza, l’anestesia e la chirurgia.Ma quello che preoccupa è che i giovani medici rinunciano alla specializzazione: il 20% dei posti nelle scuole è rimasto vuoto e il 10% abbandona dopo 2 anni.

Preferiscono fare altro perché manca la sicurezza.Non è più una professione appetibile e serve un intervento sulla depenalizzazione dell’atto medico”.

Così all’Adnkronos Salute Pierino Di Silverio, segretario nazionale dell’Anaao Assomed, il sindacato dei medici dirigenti del Ssn, ricorda le carenze che oggi affliggono la sanità pubblica.  E sull’autonomia differenziata è lapidario. “Ci saranno Regioni che andranno sempre peggio e altre, poche, che invece godranno di più fondi.Così – avverte – distruggiamo la sanità pubblica”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lego, l’Ue tutela gli storici mattoncini

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(Adnkronos) – Lo storico mattoncino Lego continuerà ad essere tutelato in Europa.Il Tribunale dell’Unione europea ha infatti confermato la validità della protezione del mattoncino da gioco ed è dal 2010 che la società danese Lego gode del disegno o modello del suo mattoncino all’interno dell’Unione europea.

La Corte di Giustizia Europea sottolinea che nel 2019, su domanda della società tedesca Delta Sport Handelskontor, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) ha annullato tale protezione per il mattoncino LEego.L’Euipo ha ritenuto che tutte le caratteristiche dell’aspetto del mattoncino Lego fossero imposte unicamente dalla sua funzione tecnica, ossia quella di consentire l’assemblaggio con altri mattoncini da gioco e lo smontaggio.

Tuttavia, nel 2021, il Tribunale ha annullato la decisione dell’Euipo .L’Ufficio dell’Ue per la proprietà intellettuale ha di conseguenza adottato una nuova decisione, che ha respinto la domanda di dichiarazione di nullità della Delta Sport Handelskontor.  La Corte di Giustizia dell’Unione Europea riferisce inoltre che l’Ufficio Euipo ha ritenuto che non si dovesse annullare la protezione per il mattoncino Lego poiché quest’ultimo beneficiava di un’eccezione specifica prevista dal diritto dell’Unione che consente di proteggere i sistemi modulari.

Nel 2022 la Delta Sport Handelskontor ha nuovamente adito il Tribunale chiedendo di annullare questa nuova decisione dell’Euipo.Con la sua odierna sentenza, il Tribunale “respinge tale ricorso” che “constata, sulla base della sua giurisprudenza e integrandola, che un disegno o modello è dichiarato nullo solo nel caso in cui tutte le sue caratteristiche siano escluse dalla protezione”. Nel caso di specie, poiché alcuni argomenti della Delta Sport Handelskontor riguardano una sola caratteristica tra le diverse caratteristiche prese in considerazione dall’uipo, detti argomenti secondo la Corte “sono considerati inoperanti e, per tale ragione, sono respinti”.

Il Tribunale constata anche che la Delta Sport Handelskontor – sulla quale grava l’onere della prova in tale contesto – “non ha fornito elementi volti a dimostrare che il disegno o modello del mattoncino da gioco Lego non soddisfi determinati requisiti necessari per beneficiare dell’eccezione prevista a tutela dei sistemi modulari, vale a dire la novità e l’individualità”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conte verso il ritorno in Serie A, cosa sappiamo

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(Adnkronos) – Si fa sempre più concreta l’ipotesi di un ritorno di Antonio Conte su una panchina di Serie A.Il tecnico, reduce dall’esperienza in Premier con il Tottenham, è al centro di molte voci di mercato, che lo vedono corteggiato da alcune big del nostro campionato.

Pioli potrebbe salutare il Milan a giugno e secondo gli esperti di Snai e Sisal il favorito nella successione sarebbe proprio l’ex Juventus e Inter, offerto a 2,25.  Ma i rossoneri non sono l’unica squadra ad aver puntato il tecnico italiano: “Sicuramente Roma e Napoli sono due piazze che vorrei vivere, per la passione che ti trasferiscono.Mi auguro un domani che ci sia la possibilità di fare questa esperienza”, ha detto Conte alla trasmissione Rai “Belve” andata in onda ad ottobre.

Quel “domani” potrebbe essere più vicino del previsto: la Roma dei Friedkin starebbe pensando ad un profilo per la prossima stagione, qualora De Rossi non dovesse ottenere il prolungamento di contratto.  Conte è il primo nome sulla lista della proprietà americana e proposto sempre a 2,25 dai bookie.Si sale a 4,50 per l’ipotesi Napoli, con Mazzarri lontano dalla riconferma a 7,50.

Ma negli ultimi giorni sta avanzando prepotentemente la candidatura di Josè Mourinho, esonerato dalla Roma e alla ricerca di una nuova avventura: il suo arrivo in azzurro si gioca a 2,75. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, ‘La Storia’ su Rai1 vince prime time martedì 23 gennaio

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(Adnkronos) – La puntata finale della fiction ‘La Storia’, in onda su Rai1, è stata la trasmissione più seguita del prime time di martedì, con 3.466.000 spettatori e il 19.4% di share.Al secondo posto, ‘Grande Fratello’ su Canale 5, con 2.508.000 spettatori e il 18.97% di share.

Al terzo posto, ‘Le Iene’ su Italia1, con 1.376.000 spettatori e il 9.5% di share.  A seguire, tra gli ascolti di prime time: ‘DiMartedì’ su La7 (1.269.000 spettatori, share 7.3%), ‘The Floor – Ne rimarrà solo uno’ su Rai2 (1.006.000 spettatori, share 6.1%), ‘È Sempre Cartabianca’ su Rete4 (734.000 spettatori, share 4.9%), ‘Natale alle Highlands’ su Tv8 (431.000 spettatori, share 2.2%), ‘Breakdown – La trappola’ sul Nove (328.000 spettatori, share 1.8%), ‘Avanti Popolo’ su Rai3 (283.000 spettatori, share 1.6%).  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aborto, bufera su convegno alla Camera. Billi: “Io contro 194? Cavolate”

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(Adnkronos) – Simone Billi risponde alle polemiche per il convegno organizzato ieri alla Camera con il placet della Lega sul tema dell’aborto. “E’ una cavolata non so come è venuta fuori, cosa c’entro io…E’ colpa di Repubblica”, afferma all’AdnKronos il deputato della Lega che poi aggiunge: “Io contro la legge 194?

Ma no, dai, certo che deve restare…”. “Quanto uscito oggi su alcuni mezzi stampa – aggiunge poi Billi -non rappresenta né la mia, né, tanto meno, la posizione del partito.La Lega, da sempre, si è battuta per la libertà di espressione delle donne e quanto riportato è falso.

Personalmente credo nella libertà di scelta e, soprattutto, le donne vittime di violenza non possono essere utilizzate e strumentalizzate.Ribadisco ancora una volta che le donne devono poter decidere autonomamente.

Io non ero presente al convegno e, se fossi stato presente, avrei sicuramente portato avanti le mie tesi”. Ma il convegno, organizzato dal Centro Studi Politici e Strategici ‘Machiavelli’, sta facendo discutere con il Pd che si scaglia con forza contro le affermazioni dei relatori. “Apprendiamo che ieri la Lega alla Camera ha tenuto un convegno nel corso del quale non solo è stato rimesso in discussione il diritto all’autodeterminazione e alla maternità libera e consapevole delle donne previsto dalla legge 194/78, ma in cui si è affermato persino che il ricorso all’aborto ‘sia ingiusto anche in caso di stupro’”, dice la senatrice del Pd Valeria Valente, componente della Bicamerale femminicidio e del Consiglio di presidenza di palazzo Madama. “E’ gravissimo e inaccettabile che deputati della Lega mettano in discussione una legge dello Stato e non perdano occasione per manifestare una visione dei diritti delle donne talmente retrograda da riportare il Paese indietro di 50 anni.E’ disumano pensare di imporre a una donna una scelta così intima, personale e dolorosa.

Non c’è che dire, il lupo perde il pelo ma non il vizio.Ma la Premier Meloni e la ministra Roccella che dicono?”, aggiunge Valente.  Per la senatrice Raffaella Paita, coordinatrice nazionale di Italia Viva, “qui siamo oltre l’oscurantismo.

Altro che Medioevo.Il deputato leghista Billi, che evidentemente vuole prendere il posto del senatore Pillon come campione di arretratezza, promuove un convegno alla Camera in cui si rimette in discussione la legge 194 e in cui si nega che l’aborto sia un diritto”. “Ancora una volta nel mirino finiscono le donne e la loro libertà.

Maggioranza di inadeguati, incapaci e pure illiberali.Dovete andare a casa”, afferma sui social.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)