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Internazionali, chi è il tennista preferito del Foro? Non c’è solo Sinner – Video

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(Adnkronos) –
Tutti pazzi per Jannik Sinner agli Internazionali d'Italia.Ma al Foro Italico si incontrano anche fan di tennisti 'insospettabili'.

Mentre il torneo entra nel vivo, in attesa dell'esordio del numero 1 del mondo, un fiume di tifosi e appassionati si muove tra i campi dell'impianto capitolino.Tra match e allenamenti, attenzione particolare per i tennisti azzurri.

Ma chi sono i tennisti preferiti? Un nome, su tutti, domina tra i tanti tifosi intervistati dall’Adnkronos: Jannik Sinner.E non potrebbe essere altrimenti., L’altoatesino, numero uno del mondo, stravince il derby con Matteo Berrettini nel cuore dei tifosi, ma tra i due si inserisce anche un nome a sorpresa: Flavio Cobolli.

Tra i tennisti stranieri è Carlos Alcaraz il preferito del Foro, insieme al numero due Atp Alexander Zverev.Qualcuno azzarda Taylor Fritz e c'è chi estrae dal cilindro il nome di Casper Ruud.

Menzione speciale per chi, alla top ten del ranking, preferisce una vecchia gloria come il giapponese Kei Nishikori. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lavoro, Nhrg: Paese sta perdendo giovani talenti e cervelli, intervengano istituzioni e imprese

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(Adnkronos) – "L'Italia sta perdendo giovani talenti e cervelli".A lanciare il grido d'allarme oggi allo Spazio Mastai – Palazzo dell’Informazione AdnKronos, in piazza Mastai 9, a Roma, Gianni Scaperrotta, ceo Nhrg, in occasione della presentazione della ricerca 'Talenti in fuga: un’emergenza da affrontare', che l’Osservatorio di Nhrg ha svolto per capire quali siano le motivazioni che spingono i giovani ad andare all’estero per trovare lavoro e realizzazione. "Stiamo andando – spiega – verso un invecchiamento lavorativo e i nostri giovani talentuosi, con un livello di istruzione alto, scelgono di andare a lavorare all'estero, con un impatto sulla nostra economia e sulla nostra previdenza". "Ciò che attrae il giovane – sottolinea – non è tanto lo stipendio, ma il fatto che all'estero le aziende mettono in primo piano, la meritocrazia e il rispetto del bilanciamento privato-lavoro.

Per le nuove generazioni, infatti, il lavoro è importante, ma non è la cosa più importante.Stato, istituzione e imprese devono fare qualcosa per trattenere e agevolare i giovani a restare; siamo già in ritardo ma possiamo ancora fare qualcosa per far cambiare idea ai ragazzi prendendosene cura e formandoli". Daniela Spaziano, responsabile hr Nhrg, ricordando i risultati della ricerca afferma che "tra i fattori che spingono i giovani a trasferirsi all’estero, i più rilevanti sono la meritocrazia, l’opportunità di crescita professionale e uno stipendio più alto". "Tali risposte – osserva -rappresentano il 72% ed è coerente con il motivo di insoddisfazione del lavoro in Italia che è rappresentato dallo stipendio basso e scarse opportunità di crescita.

Nella ricerca di lavoro il 62% dei giovani non ricevono risposte e le proposte economiche che ricevono sono per il 56% non completamente in linea con le aspettative o il percorso di studi.L’elemento che lega i giovani alle aziende italiane e al restare/tornare in Italia risiede nelle relazioni familiari e lavorative con i colleghi".  "Le risposte alle domande aperte – illustra – confermano la schiacciante rilevanza che i giovani sono interessati ad un trasferimento all'estero al fine di trovare una migliore soddisfazione economica e di crescita professionale, nonché una qualità della vita che gli consenta di avere più tempo libero e più flessibilità.

L'importanza dei legami affettivi, sia nella vita privata che lavorativa, resta l’elemento di maggior attaccamento al paese attuale, mentre non sono rilevate risposte di attaccamento al proprio Paese.Molto rilevante il dato dell’inefficacia delle aziende nel rispondere alle candidature dei giovani che in maggioranza rilevano la mancanza di risposte e di offerte non in linea con le proprie aspirazioni.

A tal proposito i canali scelti per la quasi totalità del campione restano i portali di ricerca e i social". "I risultati emersi dall'Osservatorio Nhrg concordano con gli elementi di una ricerca che presenteremo tra 20 giorni.Siamo all'interno della più grande rivoluzione culturale e sociologica della storia dell'umanità.

I giovani hanno una cognizione del tempo diversa da quella che avevamo noi.Dobbiamo fare uno sforzo per capirli in modo da far incontrare domanda e offerta di lavoro.

I ragazzi cercano un ambiente di lavoro che li faccia realizzare non solo in campo professionale, ma anche rispetto ai propri progetti di vita".A dirlo oggi Agostino Di Maio, direttore generale Assolavoro, intervenendo alla presentazione della ricerca Nhrg 'Talenti in fuga: un’emergenza da affrontare'.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Valerio Scanu risarcito di 70mila euro per diffamazione, il commento su Fabri Fibra a ‘La volta buona’

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(Adnkronos) –
Valerio Scanu ha parlato pubblicamente del risarcimento che ha ottenuto, dal valore di 70mila euro, da parte di Fabri Fibra.Ospite oggi, mercoledì 7 maggio, a 'La volta buona', il cantante ha detto di più sulla vicenda giudiziaria cominciata circa 12 anni fa. "All'epoca avevo 22 anni e venivo insultato costantemente sui social senza capirne il motivo.

Poi ho scoperto il testo del brano 'A me di te' nel quale venivo citato in mezzo a uno scenario osceno", ha esordito il cantante. "Ho fatto una causa sia penale che civile perché se non tocchi le tasche…alla gente non frega niente.

La libertà di espressione va benissimo in tutte le sue forme purché non vada a ledere la dignità altrui", ha continuato Scanu, che ha ammesso di ricevere ancora oggi insulti dai leoni di tastiera e "continuerò a querelarli", ha aggiunto.  Valerio Scanu ha rivelato di non aver mai conosciuto personalmente Fabri Fibra e, anche dopo aver ricevuto il risarcimento, non ha avuto nessun contatto diretto con il rapper o la sua casa discografica: "Io sono in una posizione privilegiata: faccio un lavoro che amo, guadagno bene e non ho bisogno di questi 70mila euro per mangiare.Non ho deciso io di ricevere questa cifra", ha concluso il cantante che dichiara di aver agito legalmente solo per riscattare la sua dignità.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Telemarketing aggressivo, Garante privacy multa per tre milioni Acea Energia

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(Adnkronos) – Il Garante privacy ha comminato sanzioni per milioni di euro e imposto stringenti misure correttive nei confronti di Acea Energia Spa e di un network di agenzie e società coinvolte in un massivo sistema di procacciamento di contratti per l’attivazione di forniture di luce e gas basato su pratiche di telemarketing aggressivo e trattamento illecito di dati personali.  Dagli approfondimenti effettuati dal Nucleo speciale Tutela privacy e Frodi tecnologiche della Guardia di Finanza sono emersi intrecci e connessioni fra diverse imprese commerciali e persone fisiche che sono apparsi univocamente riconducibili alle attività di procacciamento di contratti per l’attivazione di forniture di servizi energetici.Tali circostanze sono state confermate anche dalle attività ispettive condotte dal Garante, in collaborazione con il citato Nucleo speciale della Guardia di Finanza, in contemporanea sulle diverse sedi delle società coinvolte. Dagli accertamenti sono emerse prove rilevanti delle attività illecite poste in essere tramite l'utilizzo di liste di utenti che avevano di recente cambiato gestore energetico.

Gli operatori di call-center contattavano questi utenti prospettando inesistenti disguidi tecnici nel passaggio tra gestori e, paventando rischi di danni economici, li inducevano ad attivare una nuova fornitura.Questo sistema prevedeva l'utilizzo di liste di dati personali acquisite da altre società aderenti al network in assenza di uno specifico consenso e senza fornire un'informativa preventiva agli interessati, liste che contenevano informazioni dettagliate sugli utenti (numero di telefono, codice fiscale, Pod, Pdr, matricola del contatore e modalità di pagamento).  Le indagini hanno anche dimostrato che referenti aziendali di Acea avevano contatti diretti e costanti con coloro che svolgevano le attività di telemarketing aggressivo.

Tuttavia, Acea Energia, una volta appreso quanto emerso dalle indagini, ha revocato l’incarico all’agenzia coinvolta negli accadimenti, adottando misure correttive finalizzate ad innalzare il grado di sicurezza dei trattamenti posti in essere per proprio conto.  Alla luce di quanto emerso, il Garante con due provvedimenti ha applicato sanzioni amministrative pecuniarie dell’importo di 3.000.000 di euro nei confronti di Acea Energia e di 850.000 euro nei confronti del network di agenzie e società coinvolte. L’Autorità ha altresì ingiunto ad Acea Energia di comunicare a tutti gli interessati, i cui dati sono confluiti illecitamente nei suoi sistemi, gli esiti del procedimento e di verificare l’esistenza di sub responsabili non regolarmente contrattualizzati.A tutte le agenzie e le società coinvolte è stato imposto il divieto di utilizzare liste di contatto di cui non possano comprovare la liceità. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Tananai agli Smashing Pumpkins, torna ‘Rock in Roma’: le date dei concerti

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(Adnkronos) – Da Tananai agli Smashing Pumpkins, passando per Lazza, Lucio Corsi, Ghali e Sfera Ebbasta.La grande musica capitolina torna con ‘Rock in Roma’.

Il festival internazionale, giunto alla 15esima edizione, conta ad oggi 21 concerti per più di due mesi di live, che si svolgeranno in due luoghi simbolo della stagione concertistica romana: l'ippodromo delle Capannelle e la Cavea dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.Dal 13 giugno al 1 agosto, il Festival della Capitale animerà le notti romane.  Dal rock al pop, dalla scena cantautorale alla musica rap, dall'urban all'indie, i concerti previsti all'Ippodromo delle Capannelle, sono: il 13 giugno Voglio tornare negli anni '90; il 14 giugno Pride X; il 17 giugno Fuckyourclique; il 18 giugno Fontaines D.C.; il 19 giugno Tananai; il 20 giugno Mai dire Goku; il 21 giugno Lucio Corsi; il 24 giugno Finley; il 28 giugno Teenage Dream; 8 luglio Willie Peyote; 10 luglio Nanowar of Steel; 11 luglio Tony Boy; il 13 luglio Lazza; il 15 luglio Ghali; il 16 luglio The Black Keys; il 19 luglio Sfera Ebbasta; il 20 luglio Peso Pluma; il 22 luglio Irama; il 24 luglio Luchè; il 1 agosto The Smashing Pumpkins. Alla Cavea dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone il live di Joe Bonamassa il 19 luglio.

Per l’Ippodromo delle Capannelle, Sergio Giuliani, tra i fondatori, insieme a Max Bucci di The Base, organizzatore di Rock in Roma, spiega: “Stiamo valutando se allestire due palchi distinti o utilizzare un unico palco, rimodulando l'arena per i concerti con minore affluenza di pubblico.Per il palco principale, che richiederà un notevole impegno tecnologico, stiamo considerando la possibilità di utilizzarlo anche per i gruppi più piccoli". E Giuliani affronta anche la polemica sull’assenza in cartellone di artiste femminili: “Per noi il sesso e l'orientamento sessuale sono completamente irrilevanti.

La nostra programmazione si basa esclusivamente su criteri artistici e sulla pertinenza rispetto al festival.Essere un artista, per noi, è sufficiente".

Anche perché, aggiunge, “sarebbe inopportuno scegliere in base al sesso”.Non è completamente d’accordo Simona Sala, direttrice di Radio Rai2, partner dell’evento.

Sala, pur comprendendo le difficoltà di organizzare un cartellone con tanti artisti, dice: “Invito a fare qualcosa di più.Abbiamo un panorama artistico femminile che merita una chance. È vero che arte è arte ma c’è una spinta femminile molto forte che non bisogna sottovalutare”.  Tornando ai numeri del festival, ‘Rock in Roma’ dal 2009, anno della sua fondazione, ad oggi, ha portato nella capitale oltre 300 concerti e più di 3 milioni di spettatori.

Solo lo scorso anno il festival ha raggiunto oltre le 250.000 presenze, in due mesi di programmazione.Grazie al lavoro di The Base Rock in Roma ha accolto dal 2009 ad oggi star internazionali ed italiane.

Si sono esibiti, negli anni, i Rolling Stones, Bruce Springsteen, David Gilmour, Roger Waters, Radiohead, Duran Duran, Mäneskin, Post Malone, Arctic Monkeys, Cigarettes after Sex, Marilyn Manson, The Chemical Brothers, The Killers, Metallica, Slipknot, Muse, Thirty Seconds to Mars, Queens of Stone Age, The Lumineers, Sigur Rós, Iron Maiden, Linkin Park, solo per citarne alcuni. Per il terzo anno consecutivo, 'Rock in Roma' ospita Pride X – Roma Pride Official Party, l'evento simbolo dell'orgoglio e della libertà powered by Muccassassina.L'appuntamento è per sabato 14 giugno all'ippodromo delle Capannelle, con la direzione artistica di Diego Longobardi e un cast d'eccezione.

Protagonista assoluta della serata sarà Rose Villain, madrina ufficiale del Roma Pride 2025, che, dopo aver guidato la Grande Parata – infiammerà il palco del festival con una performance delle sue hit più potenti.Accanto a lei, anche altre voci tra cui BigMama e Ditonellapiaga, insieme a una squadra Dj.  Quanto al piano mobilità, la collaborazione con Eventi in Bus metterà a disposizione Bus-Navetta al termine dei concerti per accompagnare gli spettatori fino al centro di Roma.

Ma intanto si pensa già alla prossima edizione e gli organizzatori annunciano l’intenzione di un talent rock in partnership con Radio Rai2 e uno possibile spin off di ‘Rock in Roma’ a Ostia, Tor Bella Monaca e Corviale per realizzare momenti di aggregazione anche nella periferia romana. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Urtis, le prime parole dopo l’intervento: “Giacomo diventa Genny”

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(Adnkronos) –
Giacomo Urtis ha parlato della sua transizione di genere.Il chirurgo dei vip, reduce da un intervento al seno, si è mostrato sui social con un aspetto nuovo, più vicino alla sua vera essenza: "Giacomo diventa Genny", ha scritto condividendo, in anteprima, uno scatto post operazione.  Urtis, ha raccontato in un'intervista rilasciata a Chi, di essersi sottoposto a una mastoplastica additiva: "Dentro mi sento sempre me stessa", ha confessato e ha ammesso di aver sempre percepito un "disallineamento tra il corpo e quella che ero".

Ma non è stato semplice e ancora oggi "è delicato da spiegare.Forse non sono ancora pronta ad affrontare psicologicamente tutto quanto", ha raccontato al magazine diretto da Alfonso Signorini.   L'operazione è un tassello che si aggiunge al percorso di transizione, cominciato anni fa.

Oggi Genny è felice, ma è difficile convivere con il 'rifiuto' del padre, che non ha mai accettato il suo orientamento: "Quando vede i ragazzi che mi guardano si imbarazza, se mi vesto troppo da donna peggio", ha confessato Urtis.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, Houthi: “Usa hanno fallito gli obiettivi, avanti col blocco marittimo in Mar Rosso”

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(Adnkronos) –
Gli Houthi continueranno a colpire Israele "in profondità" e ad imporre "il blocco marittimo" nel Mar Rosso.E' quanto sostiene in un'intervista all'Adnkronos il vice capo dell'Autorità per i media degli Ansar Allah (Houthi) e presidente del consiglio di amministrazione dell'agenzia di stampa Saba, Nasr al-Din Amer, all'indomani dell'annuncio del ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaidi, sulla "fine del conflitto" tra gli Stati Uniti ed il gruppo yemenita. "La dichiarazione del mediatore omanita è stata chiara e non include nessuna delle falsità e delle spavalderie contenute nel discorso di Trump.

L'America ha attaccato il nostro Paese al servizio di Israele e a sostegno della continuazione dei crimini di genocidio a Gaza.Ci siamo difesi dall'aggressione americana e abbiamo continuato a sostenere Gaza", afferma l'esponte degli Houthi. "Ciò che è successo è che l'America ha annunciato la cessazione della sua aggressione contro lo Yemen, dopo aver fallito nel raggiungere i suoi obiettivi – precisa – Continueremo a sostenere Gaza, a colpire in profondità l'entità israeliana e a imporre un blocco aereo e marittimo". Ieri AlBusaidi in un post su X ha chiarito che "gli sforzi diplomatici" dell'Oman "hanno portato alla fine del conflitto tra Stati Uniti e Ansar Allah in Yemen.

Non si prenderanno più di mira a vicenda, garantendo la libertà di navigazione per il trasporto commerciale internazionale nel Mar Rosso". (di Piero Spinucci) —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, Campidoglio e Tor Vergata trovano accordo su realizzazione tranvia

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(Adnkronos) – "Ieri in Campidoglio al termine di un incontro tra il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, l'assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, il Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, la commissaria Straordinaria di Governo, Maria Lucia Conti e i progettisti dell'opera è stata trovata e condivisa una soluzione progettuale sulle questioni poste dall'Università circa il passaggio su via della Sorbona della tranvia Termini Giardinetti Tor Vergata”.Lo annunciano, in una nota congiunta, Campidoglio e Università Tor Vergata.  “Siamo molto soddisfatti – ha commentato l'assessore alla Mobilità Eugenio Patanè – per aver raggiunto l'accordo sulla realizzazione di un'opera importante e strategica per la nostra città.

La soluzione trovata consiste nella realizzazione di un ponte tranviario su via della Sorbona che migliorerà la velocità commerciale della tranvia perché non andrà in promiscuo.L’accordo trovato consentirà di riaprire la Conferenza dei Servizi e la procedura unica di attuazione domani, 8 maggio 2025, e avrà come termine massimo finale l'8 agosto 2025.

Dopodiché saranno avviate le procedure per la pubblicazione della gara, che sarà affidata entro metà febbraio 2026”. Anche il Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron esprime soddisfazione per le modifiche progettuali messe a punto dai tecnici dell’amministrazione capitolina in collaborazione con l’Università: “Le soluzioni condivise sono il risultato del lavoro congiunto per risolvere le criticità manifestate dall’Ateneo e riportare il progetto verso requisiti idonei per prestazioni e sicurezza ad una moderna linea tranviaria, chiaro valore aggiunto per l’Ateneo e il territorio”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, Hamas vuole accordo completo per stop a guerra. Civili stremati, Anp: “Carestia criminale”

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(Adnkronos) – Mentre la guerra di Israele si fa sempre più dura, con l'ormai dichiarato obiettivo del governo Netanyahu di conquistare e occupare i territori della Striscia di Gaza trasferendo altrove i palestinesi, Hamas al tavolo dei negoziati non arretra e pretende "un accordo globale e completo" per porre fine alla guerra a Gaza.Lo ha detto all'Afp Bassem Naim, membro dell'ufficio politico del movimento islamista palestinese.

Hamas, ha affermato, "insiste sulla necessità di raggiungere un accordo completo e globale per porre fine alla guerra", respingendo "i disperati tentativi, in vista della visita del presidente statunitense Donald Trump nella regione, di imporre un accordo parziale". Intanto la situazione umanitaria tra i civili di Gaza è sempre più tragica: manca tutto, dal cibo alle medicine e i camion carichi di aiuti umanitari non vengono fatti passare.Il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa ha esortato il mondo a porre fine al "crimine umanitario deliberato" che ha causato la "carestia" in corso a Gaza, dove la popolazione è allo stremo dopo oltre due mesi di blocco totale da parte di Israele. "Questa carestia non è un disastro naturale, è un crimine umanitario deliberato, e il silenzio è complice", ha affermato in una conferenza stampa a Ramallah, facendo appello ad una "coscienza dell'umanità". L’Unione europea lancia un nuovo appello a Israele perla rimozione immediata del blocco imposto su Gaza, dove da oltre due mesi non entrano aiuti umanitari.

In una dichiarazione congiunta l’Alta rappresentante per gli affari esteri Kaja Kallas, la commissaria per il Mediterraneo Dubravka Suica e la commissaria per i Partenariati internazionali Hadja Lahbib evidenziano la situazione "di estrema gravità" con scorte alimentari esaurite, mancanza d’acqua potabile e rischio crescente di fame. "Tonnellate di aiuti umanitari, sufficienti" per soddisfare i bisogni dei i 2,2 milioni di abitanti per tre mesi, "sono già pronti al confine.Una volta rimosso il blocco, la situazione nutrizionale potrebbe migliorare rapidamente.

In quanto potenza occupante, Israele ha l'obbligo, secondo il diritto internazionale, di garantire che gli aiuti umanitari raggiungano la popolazione bisognosa", scrivono le tre funzionarie dell'Ue nella dichiarazione, ribadendo anche la richiesta di ripresa del cessate il fuoco, del rilascio immediato e incondizionato degli ostaggi, e del raggiungimento di una fine permanente delle ostilità. Bruxelles denuncia anche il nuovo meccanismo di consegna degli aiuti approvato dal gabinetto di sicurezza israeliano, che affida la distribuzione a soggetti non umanitari e a contractor privati, in contrasto con i principi fondamentali dell’azione umanitaria "poiché sposta la responsabilità della distribuzione degli aiuti su attori internazionali non umanitari e su società di sicurezza private".Gli aiuti umanitari "non devono mai essere politicizzati né militarizzati", avverte l’Ue, chiedendo a Tel Aviv di rispettare il diritto internazionale e di collaborare con l'Onu e le ong. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conclave, pugni, scherzi e scismi: ecco i più turbolenti della storia della Chiesa

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(Adnkronos) – L'elezione del Papa in Conclave è sempre stata un processo complesso e delicato.Sebbene oggi sia avvolta da un rigoroso silenzio, con giuramenti di segretezza non solo per i cardinali ma anche per chi li assiste (cuochi, medici, autisti, addetti alla sicurezza), non è sempre stato così.

Prima che i conclavi venissero blindati con schermature antiscanner e bonifiche elettroniche, lettere e diari privati offrono una testimonianze vivide di ciò che accadeva dietro le porte chiuse della Cappella Sistina e degli altri luoghi che a Roma e altrove ospitarono l'elezione papale.  Nel 1241 il conclave si tenne nel malsano Palazzo del Settizonio a Roma: i cardinali litigarono per giorni senza trovare un accordo; uno morì, altri si ammalarono.I romani, stanchi delle lungaggini, minacciarono di riesumare il corpo del defunto Gregorio IX.

Alla fine fu eletto l'anziano Celestino IV, che morì appena 17 giorni dopo. A Viterbo si tenne il più lungo conclave della storia, che durò due anni e nove mesi, tra il 1268 e il 1271.Tre dei 20 cardinali nel frattempo morirono.

I cittadini, esasperati, murarono porte e finestre del palazzo papale, ridussero il cibo a pane e acqua e infine tolsero il tetto.In quelle condizioni estreme fu eletto Teobaldo Visconti, poi Gregorio X, che introdusse le regole moderne del conclave. Dopo 70 anni ad Avignone, in Francia, la sede del papato era tornata a Roma.

Ma nel 1378 alla morte di Gregorio XI, la folla minacciò i cardinali: "Scegliete un papa romano o vi uccidiamo tutti".Fu eletto Bartolomeo Prignano (Urbano VI), ma il suo comportamento provocò una frattura: una parte dei cardinali dichiarò l'elezione invalida e elesse Clemente VII, dando origine allo scisma d'Occidente, durato 40 anni. Nel 1492 per la prima volta il conclave si tenne nella Cappella Sistina appena terminata.

Rodrigo Borgia, potente e ricchissimo, secondo le cronache dell'epoca, avrebbe comprato i voti dei cardinali con incarichi e prebende.Fu eletto papa con il nome di Alessandro VI. Alla morte di Pio III nel 1503, nel giro di poche ore Giuliano della Rovere fu eletto papa Giulio II.

Uomo dal temperamento feroce, è passato alla storia come il "papa guerriero". Nel 1605 il conclave che elesse Paolo V fu scosso da una vera e propria zuffa tra cardinali, che finirono per strapparsi il pizzo dalle vesti liturgiche. Nel 1655 con il conclave bloccato da settimane, alcuni giovani cardinali organizzarono uno scherzo notturno: uno di loro si travestì da Spirito Santo per spaventare i colleghi anziani.Un cardinale, colto da spavento, cadde a terra e morì poco dopo di polmonite. Nel 1846 il conclave portò all'elezione di Pio IX, che avrebbe regnato per ben 31 anni.

Le manovre tra fazioni conservatrici e liberali furono intense, in un contesto di grandi trasformazioni politiche per l'Italia, mentre erano in corso i moti del Risorgimento, e l'Europa. Il 1978 vide due conclavi: il primo elesse Giovanni Paolo I, che morì dopo appena 33 giorni.Il secondo conclave portò al soglio pontificio Karol Wojtyła, primo papa non italiano dopo oltre quattro secoli, che assunse il nome di Giovanni Paolo II. (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conclave 2025, i 133 cardinali: il più giovane e il più vecchio, l’identikit

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(Adnkronos) – Sono 133 i 'principi' della Chiesa che dalle 16.30 del 7 maggio si chiuderanno in Cappella Sistina per il Conclave, chiamato a eleggere il successore di papa Francesco.Il più giovane ha 45 anni, il più anziano 79.

Sono 133 i cardinali elettori, arrivano da 71 Paesi diversi dei cinque continenti.  Il 'baby' elettore è l'australiano Mikola Bychok, 45 anni, il più anziano lo spagnolo Carlos Osoro Sierra, 79 anni.Il cardinale Pietro Parolin (di gennaio 1955), Matteo Zuppi (ottobre 1955).

C'è una nutrita schiera di 78enni (compiuti o da fare).Il cardinale Baldo Reina è del 1970.

Il cardinale Leo Frank del '71, Rolandas Makrickas del '72.Tra i veterani della Sistina, i 5 cardinali creati da Giovanni Paolo II: il francese Philippe Barbarin, il croato Josip Bozanic, dalla Bosnia ed Erzegovina Vinco Pulic e dal Ghana Peter Turkson.

Ventidue i cardinali elettori che hanno ricevuto la berretta cardinalizia da Benedetto XVI; 108 (circa l'80 per cento del totale) quelli creati da papa Francesco.  In Sistina ci saranno anche 33 cardinali da famiglie religiose: la maggioranza è rappresentata dai salesiani, 5 (Charles Maung Bo, Virgilio Do Carmo da Silva, Ángel Fernández Artime, Cristóbal López Romero, Daniel Sturla Berhouet); 4 i consacrati dell'Ordine dei frati minori (Luis Cabrera Herrera, Pierbattista Pizzaballa, Jaime Spengler e Leonardo Steiner) e i gesuiti (Stephen Chow Sau-yan, Micheal Czerny, Jean-Claude Höllerich e Ángel Rossi); i francescani conventuali sono 3 (François-Xavier Bustillo, Mauro Gambetti e Dominique Mathieu).  Nel conclave anche 2 redentoristi (Mykola Bychok e Joseph Tobin) e 2 verbiti (Tarcisio Kikuchu e Ladislav Nemet); poi l'agostiniano Robert Prevost, il cappuccino Fridolin Ambongo Besungu, il carmelitano scalzo Anders Arborelius, il cistercense Orani Joao Tempesta, il clarettiano Vicente Bokalic Iglic, Gerald Lacroix dell'Istituto secolare Pio X, il lazzarista Berhaneyesus Demerew Souraphiel, il missionario della consolata Giorgio Marengo, il missionario del Sacro Cuore di Gesù John Ribat, lo scalabriniano Fabio Baggio e lo spiritano Dieudonné Nzapalainga.   Nel dettaglio, sono rappresentate 17 nazioni dell'Africa, 15 dell'America, 17 dell'Asia, 18 dell'Europa e 4 dell'Oceania.Da Haiti, il cardinale Chibly Langlois, da Capo Verde Arlindo Furtado Gomes, dalla Repubblica Centrafricana Dieudonné Nzapalainga, dalla Papua Nuova Guinea John Ribat, dalla Malesia Sebastian Francis, dalla Svezia Anders Arborelius, dal Lussemburgo Jean-Claude Hollerich, da Timor Est Virgilio do Carmo da Silva, da Singapore William Seng Chye Goh, dal Paraguay Adalberto Martínez Flores, dal Sudan del Sud Stephen Ameyu Martin Mulla e dalla Serbia Ladislav Nemet. Nella Cappella Sistina si ritroveranno 53 cardinali europei, 37 americani (16 America del Nord, 4 America Centrale, 17 America del Sud), 23 asiatici, 18 africani e 4 australiani.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pio e Amedeo, attacco ai Ferragnez: “Una truffa, ci hanno venduto la famiglia perfetta”

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(Adnkronos) –
Pio e Amedeo, senza freni, hanno attaccato Chiara Ferragni e Fedez.In particolare, i due comici pugliesi, ospiti del podcast di Gianluca Gazzoli a BSMT, si sono scagliati contro l'ideale di 'famiglia perfetta' che i Ferragnez hanno cercato di 'vendere' sui social, prima della fine del loro matrimonio.

Un modus operandi che Pio e Amedeo hanno definito una vera e propria "truffa".  Pio e Amedeo in passato hanno avuto un 'dissing' con Fedez, nato in seguito al loro monologo sul politicamente corretto andato in onda su 'Felicissima Sera'.I due a Gianluca Gazzoli hanno rivelato di non aver mai risolto i problemi con il rapper di Rozzano: "Siamo gli unici che ancora non hanno fatto pace con Fedez.

Ha fatto pace con cani e porci, ma non con noi".  
"Noi siamo stati tra i primi haters dei Ferragnez", hanno rivelato Pio e Amedeo. "Abbiamo sempre detto cose brutte su di loro.Siamo stati i primi a odiarli.

Ci sono state le truffe, il Pandoro-gate, si…ma la vera truffa è che ci hanno venduto per anni la famiglia del Mulino Bianco e ci facevano sentire di m***a perché non avevamo quello splendore in casa.

Questa cosa non esisteva veramente", hanno sottolineato.  E poi, la stoccata finale: "Farmi fare la morale da chi metteva il telefono in faccia ai figli da quando avevano un anno è una cosa che proprio non mi è mai andata giù", ha aggiunto il comico Pio.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni a Renzi: “Dimissioni? Non farei mai niente già fatto da lei”

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(Adnkronos) – Botta e risposta tra Giorgia Meloni e Matteo Renzi oggi in Senato, durante il premier time.  Interrogata dal leader di Italia Viva sulle riforme, alla presidente del Consiglio viene chiesto tra le altre cose se le sembri "un gesto coerente" non dimettersi se la riforma sul premierato non riuscisse a passare, così come le altre riforme previste dal governo. "A parte sulle preferenze, mi è sfuggita la sua domanda…", ha replicato quindi Meloni, per poi lanciare la stoccata: "Mi ha chiesto di dimissioni in caso di bocciatura del referendum.Lo farei anche volentieri, ma non farei mai niente che abbia già fatto lei". "La presidente del Consiglio ha detto che non farà mai quello che ho fatto io?

Ce ne siamo accorti…Noi abbiamo fatto la riforma del lavoro, Industria 4.0, gli 80 euro.

La nostra è stata una stagione di riforme", ha quindi rilanciato Renzi nella replica al Senato. "Ma è stata anche una stagione di civiltà in cui la maggioranza ascoltava l'opposizione invece di mugolare e digrignare i denti.Lei oggi ha perso un'occasione di rispondere nel merito ma ha continuato con l'aggressione personale.

Voglio dire solo una cosa: quando la maggioranza vuole zittire l'opposizione, vuol dire che siete nervosi e preoccupati, tanto che volete cambiare la legge elettorale", le parole del leader di Italia Viva. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Università, UniMarconi punta sulle microcredenziali

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(Adnkronos) – Nel contesto della modernizzazione dei sistemi universitari, le microcredenziali si affermano come strumenti strategici per la costruzione di percorsi formativi flessibili, accessibili e certificati.Una direzione chiara, definita a livello europeo, che anche l’Italia sta seguendo grazie alle misure promosse dal ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito della missione 4 'Istruzione e Ricerca' del Pnrr.

In questa prospettiva si colloca l’iniziativa dell’università degli studi Guglielmo Marconi, primo ateneo digitale italiano e tra i primi atenei a introdurre le microcredenziali nella propria offerta formativa, confermando ancora una volta il proprio ruolo di riferimento nell’innovazione accademica.Si tratta di percorsi brevi ma strutturati, pensati per fornire competenze aggiornate e immediatamente spendibili nel mondo del lavoro o in ambito accademico.

Le microcredenziali rispondono infatti alla crescente esigenza di occupabilità, riqualificazione e aggiornamento continuo in un contesto economico e tecnologico in continua evoluzione. Ogni microcredenziale rilasciata da UniMarconi segue gli standard europei di qualità dei percorsi formativi (ESG2015) include una prova finale di valutazione e consente l’acquisizione di crediti formativi universitari (Cfu).La certificazione delle competenze acquisite avviene attraverso open badge digitali, strumenti trasparenti e facilmente condivisibili, in linea con le direttive UE sulla portabilità delle qualifiche.

Tra le prime proposte attivate, la microcredenziale 'Benessere integrato' affronta il tema dell’equilibrio tra mente, corpo e abitudini quotidiane, con un approccio interdisciplinare che include prospettive scientifiche, sociali e organizzative.Un tema sempre più centrale anche nei contesti professionali, dove il benessere personale è considerato parte integrante delle competenze trasversali. Il presidente dell’università degli studi Guglielmo Marconi, Alessio Acomanni, commenta: "Le microcredenziali rappresentano un passaggio fondamentale verso un modello universitario più aperto e aderente alla realtà che, in linea con le indicazioni ministeriali, va nel verso di colmare il parziale disallineamento oggi esistente tra domanda e offerta e offerta di lavoro.

Non sostituiscono i percorsi tradizionali, ma li integrano, offrendo soluzioni rapide, certificate e di qualità a chi ha bisogno di competenze concrete in tempi brevi. È una risposta coerente alla trasformazione culturale e professionale che stiamo vivendo", conclude. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

David Donatello, riconoscimento speciale a Mattarella per i 70 anni dei premi

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(Adnkronos) – Al presidente della Repubblica Sergio Mattarella va il David Speciale per i 70 anni dei premi David di Donatello per essere "un punto saldo e per la sua affettuosa complicità.Lo ringrazio per aver colto l'omaggio del cinema italiano".

Questo l'annuncio di Piera Detassis, presidente e direttrice artistica dell’Accademia del Cinema Italiano in occasione della tradizionale cerimonia dei candidati al Quirinale.  "Il cinema è organo vitale delle nostre comunità.Nei suoi molteplici generi, ha contribuito a raccontare la nostra storia, a scriverla, a interpretarla.

Con emozioni e immagini, con verità e fantasia, con i volti che sono impressi nella nostra memoria.Il cinema ha contribuito a formare l’identità degli italiani; ha aiutato a sviluppare una lingua comune, a far maturare una coscienza civica, e dunque a rafforzare le basi della nostra libertà e della nostra democrazia", ha detto Mattarella, in occasione della presentazione al Quirinale dei candidati ai 'David di Donatello'.  "A pochi giorni dall’ottantesimo della Liberazione -ha ricordato il Capo dello Stato- torna alla mente 'Roma città aperta', capolavoro di Roberto Rossellini, che aprì la finestra su un’Italia che voleva ripartire.

In quel 1945 le risorse erano scarse, il Paese da ricostruire.In quell’anno vennero prodotti soltanto 25 film.

Ma il cinema ha subito ripreso a camminare velocemente insieme alla società.A camminare nella libertà.

Presentando al mondo l’originalità e la creatività italiana". "Nel '65 'Ieri, oggi, domani' di Vittorio De Sica vinse il premio Oscar.Nel '75 con 'Amarcord' Federico Fellini si confermò maestro del cinema mondiale, rendendo universali volti e parole della sua Romagna. È istruttivo sfogliare le pagine del nostro cinema, decennio dopo decennio.

I David di Donatello contengono tutte queste pagine.Sono parte della storia della Repubblica.

Con i momenti più belli, con le difficoltà, con i sogni, con gli affanni.L’albo d’oro dei David -ha concluso Mattarella-contiene tesori che ci parlano ancora. È un libro che arriva ai giorni nostri, che continua a essere scritto con nuove opere, nuovi interpreti, creazioni che conquistano pubblico e critica". "Anche quest’anno va sottolineato che le sale cinematografiche soffrono una pericolosa erosione che le sta sottraendo a città e quartieri.

Circostanze obiettive penalizzano i gestori, ma non ci si può rassegnare a logiche commerciali e di mercato che non tengono adeguatamente in considerazione il cinema, inteso anche come valore sociale, come occasione di incontro, di ritrovo, di condivisione.Le istituzioni –sia nazionali sia locali- hanno la responsabilità di governare questi processi", ha affermato ancora. "È un tema che riguarda l’intero campo dell’arte, della cultura, dello spettacolo: anche il teatro, la danza, la musica – ha ricordato il capo dello Stato – esprimono qualità e talento, sovente straordinari, e il loro proporsi a pubblici più limitati non può essere motivo di penalizzazione". "Occorre rilanciare le produzioni, e farlo in modo da restituire dinamicità ed equità al sistema.

Vi sono incertezze normative che non aiutano i produttori indipendenti, né gli autori più giovani.Problemi che vanno affrontati anche per evitare che si raffreddi l’interesse di produzioni estere, tornate nei nostri studi perché hanno visto nell’Italia un grande polo del cinema europeo. È auspicabile che istituzioni e componenti del cinema intensifichino il dialogo e cerchino soluzioni", ha affermato ancora. "Oggi possiamo registrare che il cinema ha vinto la sfida della interdipendenza o, se si vuole, dell’integrazione con altre piattaforme, quella della 'contaminazione' con altri linguaggi.

Ha elaborato nuovi canoni, ha inventato nuovi generi, non è rimasto uguale a sé stesso, è stato capace di portare la sua cultura narrativa e l’esperienza maturata nei decenni in un sistema audiovisivo più ampio", ha detto ancora il capo dello Stato. "È questo un processo – ha ricordato – che riguarda l’estetica del cinema, il suo racconto, ma anche la parte industriale, dalla produzione alla distribuzione, alle sempre più articolate modalità di fruizione.Oggi è impensabile il futuro del cinema senza gli apporti e le sfide delle multi-piattaforme.

Ma la cultura e la professionalità proprie del cinema, inalterate, restano essenziali per la qualità che è in grado di fornire".  "Abbiamo messo a disposizione una squadra di 30 tecnici dedicati ad accelerare il processo di erogazione basato sui diritti acquisiti da coloro che hanno ottenuto il riconoscimento degli incentivi e ci stiamo dotando di risorse ulteriori per dare le risposte più tempestive, perché quella tra il ministero della Cultura e il cinema non può che essere una storia d’intesa e d'amore".A dirlo è il ministro della Cultura Alessandro Giuli, in occasione della tradizionale cerimonia al Quirinale. "Abbiamo il dovere di un confronto finalizzato a dare risposte positive e realistiche, a un settore rispetto a cui le incomprensioni spesso – prosegue Giuli – hanno sopravanzato la reale qualità e quantità degli accordi stabiliti con tutti i soggetti interessati.

Per questo sono qui a rappresentare il ministero nelle sue migliori intenzioni per tutto ciò che riguarda un sistema che ha bisogno di essere riconfigurato, come da richiesta proveniente dal settore stesso, e che trova in noi ascolto ma anche fermezza nel misurare la regolarità di ogni procedura, la tempestività e la trasparenza di ogni erogazione di incentivi e di qualsiasi forma di incoraggiamento non soltanto economico". Per il ministro "non dobbiamo nasconderci che l'industria cinematografica italiana ha vissuto e sta vivendo un momento di precarietà, talvolta di confusione, rispetto a cui il ministero della Cultura agisce di conseguenza, recependo ciò che la parte più consapevole, generosa e dialogante del settore richiede alle istituzioni pubbliche". È del resto "necessario un discorso di verità sul sostegno possibile alla produzione; sui bisogni della promozione; sulla tutela del sistema cinema dalla concorrenza internazionale dei grandi attori multinazionali.Ogni forma di dialogo e di confronto ha sempre prodotto, tra le persone ispirate dalla concordia, dei risultati tangibili che si ritrovano nelle nostre leggi sul cinema.

Da ultimo, il recente decreto correttivo sul Tax Credit che ha recepito favorevolmente molte delle istanze di coloro che nel settore hanno bisogno soprattutto di certezze, di trasparenza, di chiarezza nelle procedure".  "Caro presidente Mattarella l'emozione di questo appuntamento con lei è uno dei momenti piu attesi dall'intera comunità del cinema".Così Piera Detassis. "Il sostegno pubblico al cinema italiano è vitale per garantire il lavoro, per i valori che riusciamo a veicolare ed esportare, per sostenere l'indipendenza delle produzioni e del cinema in sala", ha aggiunto. I David festeggiano 70 anni e "se dovessi dare un titolo a questa edizione sarebbe 'l'arte della crescita'.

Per la prima volta nella cinquina del Miglior film e Miglior regia ci sono tre donne, Francesca Comencini, Valeria Golino e Maura Delpero".E non solo.

Tra i candidati "ci sono storie di donne che si raccontano, si ribellano e dicono di no, pretendendo che quel 'no' sia percepito come tale".Ma "la fotografia di questa edizione si compone anche di piccoli racconti morali, autobiografici e del passato (come 'Berlinguer – La grande ambizione', ndr), non rinunciando allo sguardo sulll'attualità, dal conflitto a Gaza all'Ucraina".

Senza dimenticare "che questa è un'edizione ci sono tanti giovani volti e tanti autori". Nel suo discorso, Detassis ha ricordato Papa Francesco prendendo in prestito le sue parole pronunciate nel 2023: "Il lavoro del cinema, il lavoro dell’arte è fare l'armonia nelle differenze e non annientarle, non uniformare le differenze, ma armonizzare, allora capiamo cosa sia la bellezza.L'arte non è lusso – dichiarava Bergolgio – ma è una necessità scomoda.

E così deve essere.In un mondo sempre più superficiale, il grande rischio è perdere lo stupore', ripartiamo da qui – dice Detassis – dall'arte come stupore", conclude.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni in Senato: “Italia e Ue rafforzino difesa. Non mi dimetto se le riforme non passano”

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(Adnkronos) – "Italia e Ue devono rafforzare le proprie capacità difensive per far fronte alle sfide geopolitiche in atto.Da patriota sempre sostenuto un principio semplice", ovvero che "la libertà ha un prezzo".

Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, rispondendo a una interrogazione di Carlo Calenda (Azione) sul tema difesa nel corso del question time al Senato.E' necessario "costruire un pilastro europeo dell'Alleanza atlantica, da affiancare a quello nordamericano in un'ottica di complementarità strategica, capace di incentivare anche la formazione di una solida base industriale europea", ha aggiunto. Nel suo intervento Meloni ha ricordato come "nel 2014 al vertice Nato di Washington gli Stati membri dell'Alleanza atlantica si sono impegnati a raggiungere in dieci anni spese per la difesa pari al 2% del pronto interno lordo.

Da allora, tutti i governi hanno confermato questo impegno senza eccezione di colore politico.L'Italia finalmente raggiungerà questo target nel corso del 2025 perché c'è un governo che sa che mantenere gli impegni presi".

Mantenere gli impegni internazionali "è fondamentale per farsi rispettare", ha scandito la presidente del Consiglio. L'Italia, ha spiegato Meloni, intende rilanciare "la traiettoria di potenziamento delle nostre capacità di difesa" inserendo nel computo delle spese rilevanti "quelle voci che sono in linea con i parametri dell'Alleanza atlantica che altre Nazioni già considerano".  E poi ha aggiunto: "Pur rimanendo al fianco dei nostri alleati orientali io penso che sia arrivato anche il momento in cui la Nato prenda in maggiore considerazione il fianco sud dell'Alleanza, che pure è particolarmente importante, soprattutto in un tempo di minacce ibride".  "La politica estera italiana ha avuto, dal mio punto di vista, in questi anni una identità chiara, anche un protagonismo che ha smentito chi aveva preconizzato una sorta di isolamento italiano con l'avvento del governo di centrodestra", afferma la premier.In Europa "abbiamo recuperato una centralità come dimostrato dalla scelta di un vicepresidente con delle deleghe molto importanti della Commissione europea ma anche dal cambio di passo su alcune materie come ad esempio l'immigrazione".  "Sono soddisfatta della presidenza del G7, del messaggio che abbiamo cercato di mandare, del tentativo di tenere uniti Ue e Usa, perché solamente insieme possiamo garantire un Occidente all'altezza delle sfide del nostro tempo".  Sull'Ucraina, Meloni ha ricordato che "sosteniamo lo sforzo per una pace giusta e duratura.

Rinnoviamo l'urgenza di un cessate il fuoco immediato e incondizionato.Auspico che la Russia dimostri concretamente la volontà di pace, Kiev lo ha già fatto".  "In Medio Oriente continuiamo a lavorare per la fine permanente delle ostilità.

Appoggiamo il lavoro che i Paesi arabi stanno portando avanti.I Paesi arabi sono la chiave di volta per la soluzione del conflitto e per tracciare un quadro regionale di pace e sicurezza che deve includere la prospettiva dei due Stati". Per quanto riguarda invece India e Pakistan, "il governo sta seguendo le nuove tensioni ed è anche in contatto con i nostri alleati.

So che qualcuno ha chiesto che il governo riferisca in aula, siamo pronti a farlo".  Parlando di riforme, Meloni ha detto che "il premierato sta andando avanti, la considero la madre di tutte le riforme.Non dipende da me ma dal Parlamento, sicuramente la maggioranza è intenzionata a procedere spedita come sulla riforma della giustizia". Interrogata dal leader di Italia Viva Matteo Renzi, alla presidente del Consiglio viene chiesto tra le altre cose se le sembri "un gesto coerente" non dimettersi se la riforma sul premierato non riuscisse a passare, così come le altre riforme previste dal governo. "A parte sulle preferenze, mi è sfuggita la sua domanda…", ha replicato quindi Meloni, per poi lanciare la stoccata: "Mi ha chiesto di dimissioni in caso di bocciatura del referendum.

Lo farei anche volentieri, ma non farei mai niente che abbia già fatto lei".  "Riguardo all'energia, nell'ambito della mia visita a Washington, Italia e Stati Uniti hanno sottoscritto una dichiarazione che dice che vogliamo rafforzare la nostra cooperazione in campo energetico, chiaramente a noi serve anche per continuare quel cammino di diversificazione delle forniture che è stato avviato dall'Italia all'indomani della guerra d'invasione russa in Ucraina, grazie a questa scelta oggi noi siamo la nazione con il più variegato mix di fonti di approvvigionamento esterno", dice Meloni rispondendo a una domanda sull'approvvigionamento energetico e al rapporto con Trump. "Gli Stati Uniti sono già il secondo mercato di origine del GNL importato in Italia, con oltre 5 miliardi di metri cubi importati nel 2024.Partiamo quindi dalla collaborazione consolidata che è iniziata con l'amministrazione Biden e che quindi difficilmente può essere venduta come un favore che si sta cercando di fare a Donald Trump perché nelle cose bisogna anche essere coerenti, io penso che sia importante per l'Italia mantenere un'ampia diversificazione delle forniture ma non ci sono impegni in questo senso", conclude.  "La lotta alla violenza contro le donne è un tema molto caro al governo, abbiamo promosso leggi importanti, su in impianto di norme già solido.

Nella violenza delle donne c'è una specificità, spesso le donne muoiono perché sono donne e non per altre ragioni", ha detto Meloni rispondendo sul tema della specificità del reato del femminicidio. "Occorre un nuovo modo di prevenire e contrastare i femminicidi", sottolinea. "Abbiamo aumentato i fondi per le case-rifugio -ha poi ricordato Meloni- abbiamo reso strutturale il sostegno economico per le vittime, abbiamo agevolato il loro reinserimento professionale, stiamo lavorando sulla diffusione del numero d'emergenza 1522, il numero antiviolenza, antistalking della presidenza del Consiglio al quale ci si può rivolgere per chiedere aiuto e assistenza immediati, sulla formazione di chi lavora sul campo, sulla sensibilizzazione nelle scuole, sulla protezione del minore in rete".   Seduti tra i banchi del governo oltre alla presidente del Consiglio, ci sono Daniela Santanchè, Paolo Zangrillo, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Roberto Calderoli, Orazio Schillaci, Eugenia Roccella, Carlo Nordio, Andrea Abodi, Luca Ciriani e Alfredo Mantovano.Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, è arrivato a intervento iniziato.

Essendo pieni i banchi del governo, anche per l’arrivo di Alessandro Giuli e Alessandra Locatelli, Tajani si è seduto tra i banchi di Forza Italia accanto ad Anna Maria Bernini, ministra dell’Università e della Ricerca.    —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Andreoli (Renael e Aess): “Per transizione green puntare su partenariato”

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(Adnkronos) – “Penso che il percorso di transizione possa essere meglio gestito a partire da dinamiche di partenariato e non di sussidio integrale.Per farlo deve esserci una base di competenze, che in Italia esistono a tutti i livelli, sia nel pubblico che nel privato.

Il percorso fatto negli anni dalle due agenzie – Renael e Aess – ci ha permesso di sperimentare diversi tipi di incentivo e di sostegno.Alcuni sussidi sono stati montati in maniera eccessiva, un esempio è il Superbonus, che ha premiato anche chi non ne aveva bisogno”.  Lo ha detto Piergabriele Andreoli, presidente di Renael e direttore generale di Aess, intervenendo al panel ‘Quali politiche e strategie globali per la transizione ecologica?’, dell’edizione 2025 di Rebuild, la due giorni in svolgimento al Centro Congressi Riva del Garda (TN) il 6 e 7 maggio.  Entrando poi in tema di energia, Andreoli sottolinea che “essa ha un valore enorme e ha un tesoretto, che è il risparmio energetico, una parte fondamentale per gli investimenti e la loro sostenibilità economica.

La misura dell’incentivo pubblico, calibrata in maniera giusta e a seconda del target, come ad esempio nei casi di povertà energetica che non attraggono l’interesse degli investitori privati, è preziosa, ma devono essere operazioni mirate e non a pioggia”.  “Calibrare le misure e destinarle a chi ne ha bisogno non può che fare bene, così si stimola anche la responsabilità degli utenti in tema di energia e di raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.Se le persone non sono interessate e ingaggiate – precisa – non si arriverà all’obiettivo.

Nelle partnership pubblico-privato che hanno funzionato bene ognuno aveva un compito e un ruolo”. Altro tema da non sottovalutare è quello dell’adattamento climatico, “un altro grande obiettivo che dobbiamo mettere in campo oggi per gestire gli eventi estremi.Un aspetto che offre la possibilità di aprire le porte non solo a banche e imprese, ma anche ad assicurazioni, ad esempio.

Questa può essere una strada per montare modelli di business che siano sostenibili”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Le Iene, Federica Pellegrini torna sul caso Sinner e ribadisce: “Trattato diversamente”

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(Adnkronos) –
Federica Pellegrini ha risposto alle varie 'accuse' ricevute sui social dopo aver esposto il suo pensiero riguardo al caso di Jannik Sinner.La campionessa del nuoto ha trascorso 48h a Livigno con Nicolò De Devitiis de 'Le Iene' e nel corso dell'intervista si è tolta qualche sassolino dalla scarpa.  La 'Divina' è finita nella bufera, nelle scorse settimane, dopo aver espresso il suo parere sul caso doping che ha coinvolto Jannik Sinner: "Ho dato l'intervista a Repubblica a inizio marzo ed è uscita un mese e mezzo dopo", ha esordito Pellegrini.

L'ex nuotatrice, nella recente intervista, ha fatto riferimento al 'trattamento speciale' riservato a Sinner, sospeso per 3 mesi dopo l'accordo raggiunto con l'agenzia mondiale antidoping. E spiega: "Lo so che lui non ha fatto uso intenzionale di doping.Guarda caso…

l'intervista è uscita una settimana prima che lui tornasse ad allenarsi.Secondo me il suo caso è stato gestito diversamente rispetto ad altri casi", ha aggiunto.

Il motivo del polverone mediatico? "Perché Sinner è molto amato", ha detto Federica. 
Jannik Sinner, intervistato al Tg1, aveva replicato così alle parole di Federica Pellegrini: "Ognuno è libero di dire quel che vuole.L'importante è che io so cosa è successo, non auguro a nessuno di vivere da innocente una cosa del genere".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Catella (Cassa Depositi e Prestiti): “Aree interne e rurali hanno forte potenziale”

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(Adnkronos) – “Il cuore della transizione ecologica è anche sociale, le città non possono crescere solo in verticale e in estensione.Le aree interne, rurali e montane spesso considerate svantaggiate in realtà sono una risorsa dormiente, hanno infatti un patrimonio sottoutilizzato e un forte potenziale umano e ambientale”.  Lo riferisce Giuseppe Catella, infrastructure advisory associate di Cassa Depositi e Prestiti, al panel ‘Quali politiche e strategie globali per la transizione ecologica?’ dell’edizione 2025 di Rebuild, la due giorni in svolgimento al Centro Congressi Riva del Garda (TN) il 6 e 7 maggio e dedicata all’edilizia sostenibile.  A rientrare nella transizione sociale anche l’aspetto della demografia, la cui variazione determina anche un ripensamento del modo di costruire ed abitare. “L’Italia nel 1946 ha avuto il più grande salto demografico positivo – sottolinea Catella – ma dal 2006 assistiamo ad un saldo negativo costante, con -1,8 mln di residenti negli ultimi 10 anni.

L’80% dei comuni italiani è già in stato di spopolamento o lo sarà nella prossima decade”.  Tre gli assi di intervento per una rigenerazione più sostenibile, dal punto di vista di chi opera nella finanza: “Realizzare progetti di housing sociale ad impatto positivo, con costruzioni biocompatibili, efficienti e integrate nel contesto, puntare sul turismo sostenibile come volano per l’economia locale, con il riuso di borghi e centri storici, elementi proprio del turismo esperienziale, lento e culturale, e coinvolgere le imprese locali mantenendo così le filiere corte". "In Cassa Depositi e Prestiti pensiamo che per una transizione giusta ed inclusiva servono politiche multilivello – fiscali, economiche ed industriali – integrate, che tengano conto non solo della transizione energetica ma anche della transizione demografica, che garantiscano un accesso equo al credito e ai fondi europei e promuovano la misurazione dell’impatto con un unico modello che permetta anche la replicabilità”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Decreto Pa è legge, via libera in Senato con voto fiducia: cosa prevede

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(Adnkronos) – Con il via libera dell’Aula del Senato alla fiducia, il Decreto Pa diventa legge.A Palazzo Madama sono stati 99 i voti a favore del testo che disciplina reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni. 70 i contrari e 2 gli astenuti.  Il testo, che si compone di 22 articoli, introduce un ampio pacchetto di misure finalizzate a rafforzare l’efficienza della pubblica amministrazione.  Tra le novità alcune norme in materia di reclutamento, per favorire l'assunzione di nuovi talenti e personale qualificato anche attraverso la valorizzazione dei diplomati provenienti dagli Its Academy.

E ancora, il potenziamento del personale pubblico nelle aree terremotate del 2009 e del 2016, e in quelle interessate dalle alluvioni del maggio 2023 in Emilia-Romagna, Marche e Toscana. Le nuove disposizioni normative intervengono anche sul sistema di selezione del personale, rafforzando la Commissione Ripam, per garantire concorsi sempre più efficienti e orientati all’individuazione di profili altamente qualificati.Previsto, inoltre, un focus sugli enti locali per riequilibrare un gap retributivo tra amministrazioni centrali e periferiche, attraverso l’incremento del salario accessorio.

Si tratta di un intervento di portata strutturale, volto a correggere una storica asimmetria nelle condizioni economiche del personale impiegato nella Pubblica Amministrazione.  “Con il via libera definitivo del Senato è stato raggiunto l’obiettivo di affrontare in maniera organica alcune criticità del sistema pubblico.Questa approvazione dimostra ancora una volta l’impegno concreto del governo verso le persone che sono il cuore pulsante della Pubblica amministrazione.

Le nuove norme incideranno, tra le altre cose, sul sistema di reclutamento, sul rafforzamento dei processi di formazione, ma anche, e soprattutto, sulle funzionalità degli enti locali.L’obiettivo è quello di costruire una macchina amministrativa sempre più efficiente e pronta ad affrontare con rinnovate competenze le sfide del contesto europeo”, afferma Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione. “Siamo intervenuti sulla gestione, l’organizzazione e il personale di diversi ambiti.

L’intento è quello di restituire al Paese un’amministrazione pubblica in grado non solo di rispondere al cambiamento, ma di anticiparlo e guidarlo.Ci stiamo lavorando e continueremo a farlo.

Lo dobbiamo ai nostri utenti, cittadini e imprese, ma lo dobbiamo anche a coloro che ogni giorno, con impegno e passione, lavorano all’interno degli uffici pubblici.Ognuno di loro ha bisogno di risposte certe e tempestive che abbiamo intenzione di dare”, conclude il ministro Zangrillo. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)