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Papa Leone XIV, Trump: “Congratulazioni a Prevost, un onore primo Pontefice americano”

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(Adnkronos) – Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tra i primi a congratularsi con il nuovo Papa Leone XIV, il primo americano della storia a salire al Soglio di Pietro.  "Congratulazioni al cardinale Robert Francis Prevost, appena nominato Papa.E' un grande onore sapere che è il primo Pontefice americano", ha scritto in un post su Truth. "Non vedo l'ora d'incontrare Papa Leone XIV.

Sarà un momento molto significativo".  In precedenza, attorno alle 12.10 di Washington, Trump aveva commentato la fumata bianca dal comignolo della Cappella Sistina: "Ho visto il fumo, ma non ho visto il Papa", aveva detto   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Briante (The European House Ambrosetti): “Lidl conferma la sua capacità di creare valore”

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(Adnkronos) – "Lidl ha confermato la sua capacità di creare valore.Una situazione che nasce dal suo essere interfaccia tra consumatore e sistema produttivo per tutto il settore agroalimentare.

La crescita di Lidl è imponente in termini di ricavi, occupazione e investimenti, tutto questo si ripercuote nell’economia italiana”.Così Emiliano Briante, partner di The European House Ambrosetti, ha commentato la presentazione del bilancio di impatto socio-economico di Lidl in Italia, tenutasi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma, alla presenza del ministro Adolfo Urso. Nel 2023 il solo contributo complessivo dell’azienda al PIL nazionale è stato di €7,6 miliardi, equivalenti a circa lo 0,4% del pil italiano.

Altrettanto importante l’impatto nell’occupazione: “Con più di 20 mila dipendenti diretti Lidl dimostra una capacità di creare forza lavoro – prosegue Briante – una forza lavoro più giovane della media, orientata all’occupazione femminile e che prevede più contratti a tempo indeterminato.Tutti aspetti particolarmente rilevanti e positivi per il sistema paese”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Internazionali, il Foro e la fumata bianca: “Habemus Papam!”. E c’è chi piange

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(Adnkronos) – "Habemus Papam!".Quando il cielo sopra San Pietro si colora con la fumata bianca che annuncia l'elezione del nuovo Papa oggi, giovedì 8 maggio, il grido si alza forte anche nel Foro Italico, dove migliaia di tifosi e appassionati di tennis stanno assistendo agli Internazionali d'Italia 2025.

Tra l'iconico 'Pietrangeli' e il campo 5, il maxischermo in cui normalmente si leggono i risultati del Masters 1000 di Roma, si collega con la diretta da piazza San Pietro.Decine di persone, fedeli ma non solo, si radunano intorno per assistere a un momento storico.  C'è chi prende il telefono e urla un "Habemus Papam!".

Altri si avvicinano curiosi, chiedendo cosa stesse succedendo alle persone intorno a loro.Piano piano, la folla diventa sempre più grande. "Speriamo sia un buon Papa", è l'augurio di una signora, "speriamo sia come Bergoglio", le risponde un'amica, ricordando così Papa Francesco, scomparso lo scorso 21 aprile. Una coppia di anziani si abbraccia, e la donna non riesce a trattenere le lacrime. "Io non me ne vado finché non esce", è il monito di una ragazza al proprio gruppo di amici.

La folla del Foro Italico, almento per un momento, dimentica il tennis e come tutto il mondo punta il suo occhio su San Pietro. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dal balcone della storia, i cardinali che hanno annunciato ‘Habemus Papam’

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(Adnkronos) – Poche parole, pronunciate con voce ferma o trepidante, capaci di segnare la storia della Chiesa e del mondo: "Habemus Papam!".La formula solenne con cui il cardinale protodiacono annuncia l'elezione del nuovo pontefice affacciandosi dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro rappresenta uno dei riti più iconici della cristianità.

Ma chi sono stati, dal 1958 al 2013, i porporati che hanno avuto il compito di dare al mondo la notizia del nuovo Papa?Ecco un viaggio attraverso i conclavi del Novecento e del nuovo millennio, tra volti, voci e momenti storici. 1958 – Habemus Papam: Giovanni XXIII – Annunciatore: cardinale Alfredo Ottaviani, protodiacono Con la morte di Pio XII, la Chiesa si prepara a un pontificato di transizione.

Ma l'elezione del cardinale Angelo Giuseppe Roncalli, 76 anni, segnerà l'inizio del Concilio Vaticano II.Fu il cardinale Alfredo Ottaviani – figura chiave della Curia e conservatore per eccellenza – ad annunciare il nuovo Papa.

Curiosamente, sarebbe stato poi uno degli oppositori delle riforme conciliari volute proprio da Giovanni XXIII. 1963 – Habemus Papam: Paolo VI – Annunciatore: cardinale Alfredo Ottaviani (ancora protodiacono) Ancora una volta è Ottaviani a pronunciare "Habemus Papam", questa volta per l'elezione di Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, chiamato a portare avanti il Concilio. È la seconda e ultima volta che Ottaviani svolge questo ruolo, avviandosi verso gli ultimi anni della sua carriera ecclesiastica. 1978 – Habemus Papam: Giovanni Paolo I – Annunciatore: cardinale Pericle Felici, protodiacono Il conclave dell'agosto 1978 si chiude rapidamente con l'elezione del "Papa del sorriso", il patriarca di Venezia Albino Luciani, che prenderà il nome composto del sui due immediati predecessori.L'annuncio è affidato al cardinale Pericle Felici, giurista e figura di primo piano del post-Concilio.

Il pontificato di Luciani durerà solo 33 giorni, ma lascerà un segno profondo nella memoria collettiva. 1978 (ottobre) – Habemus Papam: Giovanni Paolo II – Annunciatore: cardinale Pericle Felici Dopo la morte improvvisa di Giovanni Paolo I, nell'ottobre 1978 Felici torna sulla loggia per annunciare un nome che nessuno aveva previsto: Karol Wojtyła, arcivescovo di Cracovia, che assumerà il nome di Giovanni Paolo II.Con il suo latino incerto e lo sguardo fisso nel vuoto, Felici pronuncia per la prima volta il nome di un Papa polacco. È il primo Pontefice non italiano dopo oltre 450 anni. 2005 – Habemus Papam: Benedetto XVI – Annunciatore: cardinale Jorge Arturo Medina Estévez, protodiacono Il cardinale cileno Jorge Arturo Medina Estévez, con voce solenne e una teatralità inconsueta, annuncia nel 2005 l'elezione del cardinale Joseph Ratzinger. "Fratelli e sorelle carissimi… annuntio vobis gaudium magnum", esclama, preceduto da un saluto anche in più lingue (tra cui l'italiano), infrangendo la formula più asciutta usata in passato.

Benedetto XVI appare poco dopo, visibilmente commosso. 2013 – Habemus Papam: Francesco – Annunciatore: cardinale Jean-Louis Tauran, protodiacono Il conclave del 2013, convocato dopo la storica rinuncia di Benedetto XVI, porta all'elezione del primo papa latinoamericano, Jorge Mario Bergoglio.Il cardinale francese Jean-Louis Tauran, affetto dal Parkinson, affronta con voce incerta ma intensa il momento dell'annuncio.

Il suo "Georgium Marium…qui sibi nomen imposuit Franciscum" entra nella storia: è il primo Papa con questo nome e il primo gesuita sul trono di Pietro. 2025 – Ad annunciare il successore di Francesco, è stato il cardinale francese Dominique Mamberti.

Nato a Marrakech nel 1952 e prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, è stato nominato protodiacono nel luglio 2024, succedendo al cardinale Renato Raffaele Martino, che aveva superato gli 80 anni. (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conclave elegge Prevost nuovo Papa, l’annuncio con l’habemus papam

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(Adnkronos) – Eletto dal Conclave il nuovo Papa, si tratta del cardinale statunitense Robert Francis Prevost, che prenderà il nome di Leone XVI.Per la seconda volta consecutiva è toccato a un cardinale francese, nel ruolo di protodiacono, pronunciare la formula solenne dell'elezione del Pontefice affacciandosi dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro.

Ad annunciare il successore di Francesco, il cardinale francese Dominique Mamberti.  Nato a Marrakech nel 1952 e prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, è stato nominato protodiacono nel luglio 2024, succedendo al cardinale Renato Raffaele Martino, che aveva superato gli 80 anni. Nel 2013 a pronunciare "Habemus Papam" seguito dal nome di Francesco fu il cardinale Jean-Louis Tauran.Tauran, affetto dal Parkinson, affrontò con voce incerta ma intensa il momento dell'annuncio.

Il suo "Georgium Marium…qui sibi nomen imposuit Franciscum" è entrato nella storia: Jorge Maria Bergoglio è stato il primo Papa con questo nome e il primo gesuita sul trono di Pietro. Il cardinale Mamberti, intorno alle 19.15, ha annunciato quindi al mondo chi è il 267esimo Papa con la formula: 'Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam!

Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum, Dominum Robertum Franciscum, Sanctæ Romanæ Ecclesiæ Cardinalem Prevost, qui sibi nomen imposuit Leonem XIV. Il testo è in parte ispirato al Vangelo di Luca (2,10-11[3]), che riporta le parole dell'angelo che annuncia ai pastori la nascita del Messia: "Non temete, ecco, vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nuovo Papa, la fumata bianca e i 100 passi: cosa succede dopo l’elezione

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(Adnkronos) –
Dopo la fumata bianca nel Conclave e l'elezione, cosa fa il nuovo Papa?Come comincia il suo pontificato?

L'inizio è rappresentato da 100 passi, quelli che separano la Cappella Sistina dalla Loggia delle Benedizioni di San Pietro.Non una semplice passeggiata. È il cammino più solenne, più intimo e più universale che un vescovo di Roma possa compiere. Quando il conclave si chiude e le porte si sbarrano con la formula extra omnes, dentro la Sistina inizia un rito antico, che profuma d'incenso e gravita attorno a quel momento in cui uno solo, tra i cardinali, diventa Pontifex Maximus.

Non c'è tempo per festeggiare, non ci sono strette di mano né applausi.C'è invece un momento sospeso, irreale, in cui il prescelto risponde alla fatidica domanda: "Acceptasne electionem?" E con un sì sussurrato, accade il miracolo del passaggio.  Poi, il nuovo Papa si ritira nella Stanza delle Lacrime.

Un nome poetico e terribile.Qui si veste per la prima volta di bianco.

C’è chi piange per il peso della responsabilità, chi trema per l'emozione, chi semplicemente tace.I paramenti papali attendono piegati: in tre taglie, come a ricordare che lo Spirito Santo ha i suoi metodi ma anche una certa attenzione sartoriale. E da lì comincia il viaggio.

Non è un corteo.Non è un'uscita trionfale. È un percorso che l'uomo in bianco compie da solo, anche se attorno a lui si muove la macchina millenaria del Vaticano.

I cento passi lo portano lungo corridoi solenni e deserti, accompagnato solo dal rumore sommesso dei passi e da un pensiero vertiginoso: "Chi sono io per fare questo?" Attraversa il Palazzo Apostolico, passa davanti agli arazzi, alle statue, ai secoli.In quei cento passi si incontrano i suoi predecessori dal secondo dopoguerra: Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco.

Tutti hanno camminato lì, con lo stesso peso e lo stesso battito accelerato.  E infine, la luce.La porta della Loggia si apre.

Il vento di Roma lo accoglie come un battesimo.E la folla, quella immensa distesa di umanità che da ore guarda il comignolo della Sistina, esplode. È il momento dell'Habemus Papam!

Quel "abbiamo un Papa" che è allo stesso tempo un annuncio e una promessa.Dall'altra parte della piazza, cuori stretti e occhi lucidi si rivolgono al nuovo volto, al nuovo nome, alla nuova voce.

Ma per chi li ha percorsi, quei cento passi non sono solo distanza: sono una trasformazione.L'uomo che ha varcato la Cappella Sistina come cardinale è scomparso, lasciando il posto al Vicario di Cristo.

Un cammino breve e immenso, in cui si compie il mistero della Chiesa.Cento passi.

Né uno di più, né uno di meno.Ma nessun passo sarà mai più lo stesso. (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conclave da record, elezione del nuovo Papa tra le più brevi degli ultimi 150 anni

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(Adnkronos) – L'elezione del nuovo Pontefice, successore di Francesco, è stata tra le più brevi degli ultimi 150 anni: appena 4 scrutini.  Leone XIII, papa passato alla storia per l'enciclica "Rerum novarum", fu eletto nel 1878 dopo sole 3 votazioni.Il successore Pio X, in seguito proclamato santo, dovette attendere 7 scrutini prima di ricevere l'investitura dei cardinali nel 1903.

Il conclave successivo si tenne nel 1914 e divenne papa Benedetto XV al decimo tentativo.Tra i papi del XX secolo quello che prevalse dopo il conclave più sofferto fu Pio XI: nel 1922 il Pontefice che avrebbe fatto pace con lo Stato italiano con i Patti Lateranensi, ottenne la fumata bianca dopo 14 votazioni.

All'opposto, al suo successore Pio XII, papa Eugenio Pacelli, sarebbero bastate solo 3 votazioni nel 1939. Giovanni XXIII fu eletto in un conclave che durò solo 3 giorni nell'ottobre 1958: la sua elezione fu una sorpresa per molti, in quanto era considerato un "papabile" minore, ma il suo spirito di apertura e riforma, specialmente con il Concilio Vaticano II, cambiò profondamente la Chiesa cattolica.Dopo la morte di Giovanni XXIII, Paolo VI fu eletto in un conclave che durò solo 3 giorni nel giugno 1963, con il forte sostegno dei cardinali italiani.

Il suo pontificato è stato segnato dalla conclusione del Concilio Vaticano II e da un periodo di grande trasformazione nella Chiesa.Il conclave che ha portato all'elezione di Giovanni Paolo I fu estremamente rapido e durò solo 2 giorni nell'agosto 1978: il suo pontificato durò solo 33 giorni a causa della sua prematura morte.

Il conclave che elesse Giovanni Paolo II, il primo Papa non italiano dopo secoli, durò 4 giorni e rappresentò una vera e propria sorpresa per il mondo intero, dato che il cardinale Karol Wojtyła non era considerato un papabile in anticipo.La sua elezione il 16 ottobre 1978 segnò una svolta significativa per la Chiesa, che sotto il suo pontificato ha vissuto una grande espansione globale.

Nel 2005 Benedetto XVI fu eletto in sole 26 ore, con 4 scrutini.Per eleggere Francesco i cardinali impiegarono 36 ore, con 5 scrutini, nel 2013.  (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fumata bianca, eletto il nuovo Papa: le campane e la festa a San Pietro – Video

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(Adnkronos) – Fumata bianca, il nuovo Papa viene eletto dal Conclave nel pomeriggio dell'8 maggio 2025.Le campane e la folla radunata in piazza San Pietro salutano il 'segnale' attorno alle 18.10. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conclave, è il terzo Papa eletto nel mese di maggio

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(Adnkronos) – Con il successore di Francesco, salgono a tre nella storia della Chiesa i papi eletti da un conclave nel corso di maggio, il mese che la liturgia cattolica dedica alla Madonna.  Nel cuore della cosiddetta "cattività avignonese", con la Curia lontana da Roma, il conclave del 1342 si aprì il 5 maggio nella residenza papale in Provenza.Dopo appena due giorni, fu eletto Pierre Roger, cardinale e uomo di profonda cultura, che assunse il nome di Clemente VI.

Il suo pontificato (1342-1352) fu segnato da un intenso mecenatismo, una solida politica internazionale e il controverso acquisto della città di Avignone, che diventò proprietà papale.Clemente VI fu anche il papa della Peste Nera, che scoppiò durante il suo pontificato, e si distinse per la carità e l'impegno nel proteggere gli ebrei dalle persecuzioni.

Fu uno dei più rappresentativi pontefici dell'epoca avignonese. Dopo la brevissima esperienza di Papa Leone XI (morto dopo soli 27 giorni), il secondo conclave del 1605 si aprì l'8 maggio.I cardinali impiegarono ben ventisette scrutini per giungere all'elezione del cardinale Camillo Borghese, che divenne Paolo V.

Sotto il suo pontificato (1605–1621), la Chiesa visse un periodo di rinnovato potere temporale e spirituale.Paolo V fu un convinto sostenitore dell'autorità papale e commissionò importanti opere architettoniche, come la facciata della Basilica di San Pietro.

Proprio grazie a lui si completò uno dei simboli universali del cattolicesimo.La sua elezione in un caldo mese di maggio segnò l'inizio di una stagione barocca di grande splendore per la Roma dei papi. (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa, fumata bianca: il mondo ha il suo nuovo leader globale

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(Adnkronos) – Non ne esiste, tecnicamente, un altro.Il Papa è l’unico vero leader globale, autorità spirituale per i cattolici, e simbolo di un potere universalmente riconosciuto, per tutti gli altri, atei compresi.

La fumata bianca dal comignolo della Cappella Sistina che chiude il conclave riempie un vuoto, quello che si è aperto alla morte di Bergoglio il 21 aprile scorso.  Sono passati diciassette giorni, vissuti in maniera profondamente diversa da credenti e non credenti.La partecipazione di chi riconosce il Papa come una guida è ‘naturalmente’ sostenuta dalla fede, codificata nella ritualità di un’investitura solenne.

L’interesse di chi non è spinto da un sentimento religioso è invece rivolto verso un protagonista della storia, che dovrà interpretare il proprio ruolo in un contesto sempre più frammentato e conflittuale.  Il nuovo Pontefice, che pure sarà impegnato nella difficile gestione di una Chiesa attraversata da problemi e contraddizioni, si troverà anche a esercitare la propria influenza in uno scenario geopolitico complicato e che, più che in altri momenti della storia, sconta leadership politiche in evidente difficoltà.  Con le più importanti organizzazioni multilaterali in crisi ormai conclamata, con i focolai di tensione che si moltiplicano e la guerra che è tornata protagonista, un Papa 'illuminato' e capace di far valere il carisma che gli deriva dalla sua leadership globale può contribuire a comporre gli interessi e ad accorciare le distanze. (Di Fabio Insenga)  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

REbuild 2025, verso un Manifesto strategico per la trasformazione del Real Estate

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(Adnkronos) – Con oltre 80 relatori intervenuti, 16 conferenze, 4 workshop, si è chiusa a Riva del Garda l’undicesima edizione di Rebuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile dell’ambiente costruito, organizzato da Riva del Garda Fierecongressi.L'apputnamento ha visto 30 aziende partner, 4 start up, 13 enti patrocinatori nazionali e 8 territoriali, 17 media partner, 4 partner scientifici, il contributo della Provincia autonoma di Trento e oltre 600 partecipanti sono i numeri salienti di REbuild 2025.

Annunciati i punti chiave per la stesura del ‘Manifesto per il futuro delle costruzioni’, risultato di “uno sforzo di intelligenza collettiva al servizio della comunità”. E' stata – si sottolinea in una nota – un’edizione speciale di REbuild, un evento che, ancora una volta, ha saputo evolversi nel layout, nel programma, nell’organizzazione degli spazi, dei convegni, dei workshop, dei contenuti.E, soprattutto, nell’obiettivo di elaborare una guida concreta per l’evoluzione del Real Estate italiano, gettando le basi per un ‘Manifesto’ delle costruzioni da condividere con tutti gli attori delle filiere, gli stakeholder del comparto e i policy maker. Un Manifesto le cui basi sono state presentate alla chiusura dell’evento, frutto del lavoro dei workshop e degli spunti principali emersi dagli incontri.

La prima giornata ha dato inizio alla panoramica articolata sulle sfide e le opportunità legate ai grandi driver del cambiamento – ESG, Costruzioni, Materiali, Energia e Digitale.I convegni e i workshop hanno affrontato temi chiave come l’affordability abitativo, la digitalizzazione dei processi costruttivi, l’equità urbana legata alla sostenibilità ambientale, l’uso di materiali bio-based e le nuove frontiere energetiche, tra cui idrogeno e nucleare, e alla loro integrazione possibile.

Particolare attenzione è stata riservata ai Distretti a Energia Positiva, alla rigenerazione del patrimonio esistente e al ciclo di vita dei materiali, in un’ottica di economia circolare e riduzione dell’impronta ambientale, favorita anche dalla integrazione di impianti e sistemi all’interno degli immobili. In chiusura della giornata, le start up selezionate per REbuild 2025 hanno presentato soluzioni innovative puntando su tecnologie digitali e intelligenza artificiale: strumenti per ottimizzare la progettazione di arredi riducendo sprechi e costi, sistemi IoT di illuminazione adattiva per migliorare il benessere e l’efficienza energetica, piattaforme B2B SaaS che automatizzano il sourcing e la negoziazione con i fornitori, e assistenti AI capaci di centralizzare i dati di progetto, aumentando produttività e ritorno sugli investimenti. La seconda giornata ha consolidato la riflessione su scala sistemica, approfondendo il tema della misurazione della sostenibilità, con un focus particolare sulla componente sociale degli ESG, ancora poco esplorata ma sempre più centrale.I lavori si sono aperti con un confronto sulle metriche e le strategie per affinare gli strumenti di valutazione, proseguendo con l’analisi dei modelli collaborativi tratti dall’industria spaziale italiana e delle nuove politiche per la transizione ecologica.

In parallelo, i partecipanti hanno indagato l’evoluzione digitale nella filiera dell’edilizia, le opportunità di decarbonizzazione per cittadini e imprese, le applicazioni del Contech in cantiere, fino ai casi concreti di progettazione ESG-oriented.Ricchi di spunti anche l’incontro sulle ‘miniere urbane’ e l’integrazione dei cicli produttivi, che ha acceso i riflettori sulle potenzialità dell’economia circolare nelle costruzioni. “Abbiamo identificato dei punti di partenza di un Manifesto che non vuole essere assolutamente uno strumento di marketing per diffondere le nostre idee – spiega Alessandra Albarelli, Direttrice Generale di Riva del Garda Fierecongressi -, quanto un insieme di punti che mettono a terra ciò che dovrà occupare la nostra attenzione e il nostro lavoro nei prossimi mesi in attesa di REbuild 2026, aprendo un confronto con tutta la comunità del Real Estate e uno scambio con la politica e le istituzioni”. “L’obiettivo era individuare argomenti chiave sui impostare il lavoro nostro, della comunità di REbuild e di tutto il comparto, seguendo un principio – ha sottolineato Ezio Micelli, Presidente del Comitato Scientifico di REbuild e Professore ordinario all’Università IUAV di Venezia: si tratta di un impegno interno della comunità di REbuild ma anche esterno ad essa, orientato alla generazione di valore e di valori che sono alla base di una transizione giusta, equa e sostenibile nel suo senso più pieno.

Il cambiamento del Real Estate italiano deve passare attraverso tecnologia, sensibilità ambientale e inclusione sociale”. Sono 4 i pilastri su cui si reggeranno i punti del Manifesto, pensato come proposta di una visione strategica condivisa che accompagni il settore verso modelli più sostenibili, innovativi e inclusivi. 
Transizioni integrate
 Anzitutto, la necessità di dare alla transizione una declinazione al plurale: essa è economica, energetica, sociale, demografica, sostenibile e molto altro, allo stesso tempo. È necessario mettere in relazione le diverse transizioni e farle procedere su un unico binario.Come è emerso nei confronti tra i partecipanti, ci sono territori che hanno priorità diverse e lontane dal tema dell’efficientamento energetico e da considerazioni puramente ambientali: ad esempio, le comunità che soffrono l’indebolimento demografico e lo spopolamento, reclamano uno sviluppo che deve tenere in considerazione anche i temi della sostenibilità, ma necessitano di un’idea di futuro che non può prescindere dalle peculiarità del luogo.

Il tema è dunque considerare la priorità, nelle diverse transizioni, e costruire un’idea di sviluppo che faccia proprio il percorso che della transizione fa un valore e non un disvalore. Produttività per l’inclusione abitativa In secondo luogo, il processo di ammodernamento dell’ambiente costruito non può più essere affidato a generiche parole d’ordine oppure a rinvii a bonus e altri sussidi.Il tema della produttività delle costruzioni va riconsiderato non tanto e non solo per una istanza di crescita economica e di sicuro profitto per le imprese.

Questo passaggio va ripensato come strumento per democratizzare l’accesso al bene primario della casa, per sostanziare il diritto alla casa soprattutto a favore di alcune fasce di popolazione che presentano fragilità di vario genere.Case che siano, nel loro valore di mercato, commisurate alle possibilità che gli italiani oggi hanno nel loro budget.

La produttività è un modo con cui si riesce a democratizzare e rendere accessibile la casa, e lavorare su questo fronte diventa un tema ineludibile, come si fa in altri Paesi. 
IA come leva di cambiamento
 Terzo pilastro: l’IA.Tema ‘disruptive’ della nostra epoca, l’intelligenza artificiale per molti operatori è fonte di preoccupazione.

Negli incontri dedicati, però, la questione è stata ribaltata, indagando su cosa potrebbe davvero mettere in gioco l’IA nel futuro dell’ambiente costruito.Ciò che è emerso con forza è il concetto che l’IA potrebbe anzitutto diventare uno strumento eccezionalmente utile e adatto per snellire e velocizzare il quadro burocratico complesso che circonda, ingabbia e rallenta lo sviluppo del settore.

Restituendo efficienza ed efficacia dei processi: sgombrato il campo da gran parte delle incombenze formali che non generano valore, gli attori della filiera potranno tornare a pensare alla progettazione in tutte le sue dimensioni, dalla realizzazione di buoni progetti – decarbonizzati, accessibili, sani e duraturi -, alla gestione intelligente del patrimonio costruito, capace di declinare le transizioni. 
Valutazione sociale
 Quarto, il tema degli ESG, con particolare riferimento alle modalità di valutazione della dimensione Sociale.Una dimensione su cui non si è lavorato adeguatamente, ma che è sempre più centrale nel dibattito pubblico, tra gli addetti ai lavori e sui tavoli della politica. Davanti a esempi in cui le comunità sono in tutta evidenza apparse più solide e ricche, è emersa con grande rilievo la richiesta di elaborare un cruscotto di indicatori che restituisca la ricchezza e la complessità del valore che socialmente viene dato a un nuovo quartiere, a un nuovo intervento immobiliare, a una trasformazione, a una rigenerazione urbana.

Così come è stato possibile misurare scarti positivi di valore per quartieri e immobili dotati di superiore efficienza energetica, ora si può e si deve iniziare a pensare che anche quella sociale sia una dimensione generatrice di valore e dunque misurabile e da misurare, con una precisa unità di riferimento per chi deve decidere se e come attivare un investimento, promuovere un progetto o effettuare altre operazioni sul territorio.Stabilito che, se non c’è misura, non c’è possibilità di miglioramento, si è aperto il tema sulla responsabilità della produzione delle regole del gioco, sulla loro sintesi e attuazione.

Che comunque non può essere rimandata, perché per quanto complesso possa essere l’insieme delle regole, è necessario dare numeri e valori alle tante dimensioni del sociale che compongono, nel loro insieme, il tema delle transizioni e della sostenibilità a tuttotondo. Unanime, dunque, il richiamo al concetto e alle declinazioni della transizione, che è elemento costitutivo, e non accessorio, dello sviluppo del comparto.Uno sviluppo che nella produttività deve trovare un propulsore per la generazione di valore e di accesso ai diritti fondamentali.

Un processo che può e deve essere sospinto dall’aiuto delle nuove tecnologie, la cui contaminazione continua diventa portatrice di valore.Un valore che può esprimersi solamente in una dimensione sociale nella quale si possano sostanziare, nel loro insieme, il tema delle transizioni e della sostenibilità a tuttotondo. I messaggi emersi dai gruppi di lavoro di REbuild costituiscono la base di un impegno collettivo che guarda al futuro, favorendo la creazione di nuovi ecosistemi imprenditoriali e scenari economici e sociali.

Essi sono le fondamenta sulle quali il Manifesto prenderà forma e costruirà la propria architettura: un documento che sarà il risultato di interazioni e scambi di idee e conoscenze da parte degli addetti ai lavori del mondo delle costruzioni, della finanza, dei servizi e della progettazione ai diversi livelli e impegnati su varie scale.Nel solco del ‘Connect minds, enable innovation’. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sicurezza, La Russa a Remind: “E’ presidio fondamentale di libertà”

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(Adnkronos) – Il presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, ha introdotto i lavori di 'Nazione Sicura' by Remind – Associazione delle buone pratiche dei settori produttivi della nazione facendo presente: “Ho particolarmente apprezzato l'approccio interdisciplinare e integrato che caratterizzerà i vostri lavori congressuali: dalla sicurezza urbana a quella nazionale, così come dalla sicurezza sanitaria a quella sui luoghi di lavoro, nelle infrastrutture, energetica, informatica o alimentare, solo per citare alcuni ambiti della quotidianità di cittadini e istituzioni.Una prospettiva che, oltre a richiamare l'attenzione sulla complessità e il valore strategico del tema trattato, sottolinea quanto la promozione e la salvaguardia della sicurezza richieda un impegno corale ad ogni livello pubblico e privato, attraverso il dialogo, il confronto e la costante collaborazione tra Istituzioni, mondo produttivo e società civile” ha affermato il presidente del Senato La Russa. “Rinnovo pertanto i miei auguri nella certezza che le riflessioni di questa giornata di studi contribuiranno ad arricchire un fondamentale percorso di futuro, progresso e civiltà, nella consapevolezza che la sicurezza è un valore da difendere ogni giorno, presidio fondamentale di libertà, legalità e democrazia; condizione irrinunciabile di crescita e sviluppo sociale ed economico; pietra portante di una comunità nazionale che deve avere a cuore il rispetto dei diritti e della dignità di ogni individuo”. L’iniziativa ha riunito autorevoli rappresentanti di governo, del Parlamento e delle istituzioni insieme a imprenditori, manager e professionisti consolidando un dialogo costruttivo tra il settore pubblico e privato con l’obiettivo di sviluppare strategie concrete per promuovere la sicurezza e difendere le libertà. Ha proseguito Wando Ferro sottosegretario dell’Interno: “Voglio iniziare salutando le autorità presenti, il Presidente di Remind Paolo Crisafi e tutti i relatori di questa giornata di dibattito e confronto.

Ringrazio Nazioni Sicura by Remind per aver promosso questo convegno, che pone al centro del nostro dibattito il tema della sicurezza, intesa come condizione essenziale della libertà.In un mondo in rapido cambiamento, dove le minacce più insidiose emergono nel dominio cibernetico, il nostro impegno è garantire una sicurezza che non sia solo tecnica, ma che rispetti i diritti, la privacy e la libertà individuale.

La sfida dell'intelligenza artificiale deve essere governata con fermezza e visione, perché la protezione delle nostre infrastrutture digitali e la prevenzione delle minacce informatiche sono priorità strategiche per il futuro della nostra nazione.La sicurezza informatica è oggi una dimensione fondamentale della sicurezza nazionale, e proteggerla significa anche difendere i valori di democrazia e libertà che costituiscono il cuore della nostra società.

Grazie a tutti per il vostro impegno e partecipazione.Siamo chiamati a costruire una solida alleanza tra istituzioni, imprese e cittadini, affinché possiamo affrontare insieme le sfide del futuro.

Con determinazione e cooperazione, sono certo che sapremo proteggere il nostro Paese e garantire un futuro libero e sicuro per tutti.Solo attraverso un impegno collettivo, che metta al centro il bene comune, potremo affrontare con successo le sfide della cybersicurezza e della protezione dei nostri valori fondamentali.

E continueremo la fase di ascolto e di collaborazione con Remind”. Maurizio Vallone direttore scuola di perfezionamento per le forze di polizia: “La Scuola di perfezionamento per le Forze di Polizia, da quarant'anni rappresenta un punto di riferimento per la formazione dirigenziale delle quattro Forze di Polizia e, da qualche anno, anche per i dirigenti delle Polizie Locali nell'ottica del coordinamento di tutte le realtà che concorrono alle attività di ordine e sicurezza pubblica.Il dirigente della Pubblica sicurezza dell'immediato futuro deve essere poliedrico, versato tanto al Diritto quanto alla tecnologia, aperto con la mente alle nuove frontiere e capace di interfacciarsi con competenza sia con l'industria privata che con il mondo universitario in modo da costruire un triangolo virtuoso capace di individuare i problemi e trovare gli strumenti per trasformarli in opportunità per migliorare gli standard operativi ed essere un passo avanti al crimine”. Giulio Gravina presidente dipartimento Sicurezza urbana e sussidiaria di Remind e vicepresidente dell’Aniv: “Sono sicuro che solo insieme possiamo costruire un sistema di sicurezza più efficiente, sostenibile e partecipato, capace di protezione di famiglie e imprese, difendere le libertà individuali e di promuovere la crescita culturale, sociale ed economica della nostra Nazione.

Continueremo a collaborare con governo, parlamento e istituzioni alimentando il Libro Bianco Remind sicurezza, sostenibilità, innovazione e investimenti dove il tema della sicurezza è trasversale per la tutela del patrimonio e dei cittadini”. Dopodiché Lucia Albano sottosegretario dell’Economia e delle Finanze rivolgendosi alle istituzioni, agli imprenditori partecipanti a Nazione Sicura by Remind ha sottolineato: “Quello della valorizzazione degli immobili pubblici è un tema caro al Governo, tanto che il mio ruolo di Presidente della Cabina di Regia per l’individuazione delle direttive in materia di valorizzazione e dismissione degli immobili pubblici, è proprio quello di garantire una gestione efficiente degli asset pubblici.Ecco perché il nostro primo impegno è ridurre la frammentazione di competenze che negli anni ha generato inefficienze e sovrapposizioni.

L’obiettivo non è solo quello di contribuire alla sostenibilità finanziaria del nostro Paese, ma anche e soprattutto restituire valore alla collettività, stimolando processi di rigenerazione urbana ad elevato impatto economico e sociale sul territorio.Come dico spesso è necessario valorizzare il nostro patrimonio immobiliare pubblico, tra i più belli al mondo, lungo una direttrice che potremo riassumere in tre S: social housing, student housing, senior living.

Oggi aggiungo una quarta S: quella di sicurezza, della messa in sicurezza del patrimonio immobiliare pubblico, azione necessaria e indispensabile per garantire la disponibilità degli immobili residenziali e non solo.Stiamo ripensando agli immobili pubblici come risorse strategiche con funzione di servizio alla comunità, secondo un approccio che sia proiettato ai bisogni dei cittadini e ciò è possibile solo attraverso un’azione di sistema e di coordinamento di tutti gli attori istituzionali, anche per favorire il coinvolgimento del settore privato.

Settore privato che ritengo strategico anche in iniziative di partenariato a lungo termine, capaci di generare ricadute positive sia sul piano economico che su quello sociale, a beneficio di tutti gli attori coinvolti e del sistema Paese.In questo senso la sinergia tra pubblico e privato nella progettazione, realizzazione e gestione di opere e servizi pubblici risponde altresì ad obiettivi ulteriori, di promozione dell’iniziativa economica privata, di cooperazione sociale, di valorizzazione territoriale in una prospettiva di sussidiarietà dell’economia sociale”. Fabrizio Curcio capo dipartimento dell’amministrazione generale del Mef: “Partecipo con piacere alle iniziative Remind che mettono a fattore comune pubblico e privato per la sicurezza della Nazione.

L’approccio che oggi, se vogliamo mettere in campo politiche efficaci, dobbiamo avere verso la “sicurezza” non può che essere sostenuto da una visione a 360 gradi sul tema.L’abitudine, consolidata affrontando le grandi emergenze che hanno caratterizzato lo scorso secolo, ci ha portato a immaginare che esistano due forme, diverse e separate, di sicurezza, per noi e per le nostre comunità.

Una, la 'safety' (prendendo in prestito la terminologia anglosassone), legata al concetto di protezione in caso di eventi naturali come terremoti, alluvioni, eruzioni vulcaniche ma anche incidenti industriali, sul luogo di lavoro; l’altra, la “security”, connessa all’ordine pubblico, all’idea di tutela in caso, per esempio, di attacchi terroristici o di attentati.Oggi, più che mai, la sicurezza deve tener conto di entrambi gli aspetti: solo attraverso un approccio integrato, interdisciplinare e multilivello possono essere messe in atto le azioni di mitigazione dei rischi – di qualunque rischio – e possono essere ottimizzate le risorse, umane, strumentali, tecnologiche, disponibili”. Per quanto il tema della sicurezza alimentare, Angelo Rossi consigliere del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare ha fatto presente: “Le vulnerabilità globali della sicurezza ormai sono sotto gli occhi di tutti.

I nuovi conflitti, le fragilità logistiche e le emergenze degli ultimi anni hanno messo a nudo la fragilità della globalizzazione e di un benessere i cui presupposti abbiamo dato per scontati per troppo tempo.In tale quadro la sovranità alimentare assume un valore strategico irrinunciabile: significa assicurare produzioni di qualità, diversificare le rotte, promuovere ricerca e tecnologie di precisione.

Significa avere visione e coinvolgere nuovi partner in questo percorso, come l’Africa.L’agricoltura, energia dei territori, è insieme presidio ambientale e moltiplicatore di benessere.

Serve un approccio strategico che metta a sistema questi elementi e l’Italia può in questo senso essere apripista.L’attuale Governo lo ha dimostrato con politiche decise sin dall’insediamento, portando con autorevolezza anche l’Europa ad andare in questa direzione: la sovranità alimentare deve essere la strategia di cui non possiamo fare a meno per garantire crescita e benessere”. Mentre sul tema delle infrastrutture stradali è intervenuto il prefetto Giuseppe Pecoraro presidente di Anas – Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane: "Le reti stradali rappresentano uno degli elementi più rilevanti e sensibili nel panorama delle infrastrutture strategiche nazionali.

In un'epoca caratterizzata da minacce ibride, fisiche e virtuali, cambiamenti climatici e necessità di resilienza economica, le strade non sono semplici arterie di trasporto ma assi portanti della sicurezza.Rappresentano, tra l'altro, i vettori per dispiegare con rapidità in caso di emergenze le risorse umane e materiali sul territorio.

Una rete stradale ben progettata, efficiente e ben presidiata dal punto di vista tecnologico e delle risorse umane diventa un driver per lo sviluppo economico del Paese, moltiplicatore di forza della capacità di risposta dello Stato".  Nel corso della giornata si sta continuando a parlare di sicurezza in maniera trasversale mettendo in luce la natura interconnessa di queste dimensioni e l’esigenza di affrontarle in modo sinergico e integrato, per rafforzare la stabilità e la coesione del Sistema Italia.Lato pubblico presenti: Lorenzo Guerini presidente Copasir, Maurizio Gasparri senatore della Repubblica, Renato Loiero consigliere del Presidente del Consiglio, Paolo Grasso Capo di Gabinetto del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, Davide Bergami Consigliere del ministro Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Serafino Sorrenti Ciso Presidenza del consiglio dei ministri, Roberto Massucci questore di Roma, Maurizio Vallone Direttore Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia, Fabrizio Curcio capo dipartimento amministrazione generale Mef, Giuseppe Pecoraro Presidente Anas Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Andrea Rocchi Presidente Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea), Giuseppe Recchi Presidente Stretto di Messina, Angelo Spena Presidente Gestore Mercati Energetici (GME), Giovanni Mottura Presidente Atac, Marcello Fiori Direttore Generale Inail e Claudia Giovannini Responsabile Area Infrastrutture, Strade Porti e Aeroporti Anci. Lato privato presenti: Giulio Gravina cofondatore Italpol e presidente dipartimento Remind Sicurezza Urbana e Sussidiaria, Gabriele Scicolone amministratore delegato Artelia Italia e consigliere delegato Remind, Massimo Santucci Consigliere di Presidenza Remind, Jacques Moscianese responsabile DC Institutional Affairs di Intesa SanPaolo, Valerio Vallefuoco vice presidente AssoAml – Antiriciclaggio, Marco Daviddi managing partner strategy and transactions di EY in Italia, Giuseppe Guaglianone presidente Ordine dei Farmacisti Provincia di Roma, Gabriele Pelissero presidente Associazione italiana ospedalità privata (Aiop), Dario Biggi Sg Confederazione Conquadri – Farmacisti Professional, Massimo Ponzellini Presidente Centro Studi G.

Bono, Alfredo Ingletti Chairman 3Ti Progetti, Emiliano Boschetto responsabile relazioni istituzionali eFM.Un importante laboratorio di idee e riflessioni, in cui convergono esperienze, competenze e volontà condivise per costruire un’Italia più sicura, libera e coesa. Paolo Crisafi, presidente di Remind e Cavaliere di Gran Croce: “Nel dibattito pubblico si è talvolta frainteso il rapporto tra sicurezza e libertà, come se fossero in contrapposizione.

In realtà, in una democrazia solida, la sicurezza non è una limitazione delle libertà, ma la sua condizione necessaria.Essere sicuri significa poter vivere, lavorare, transitare, comunicare e crescere senza timori, in un contesto stabile e giusto.

La sicurezza, nelle sue molteplici forme è ciò che rende possibile l’esercizio pieno delle libertà individuali e collettive.Con ‘Nazione Sicura by Remind’, vogliamo promuovere una visione moderna, concreta e costruttiva della sicurezza: come garanzia di diritti e opportunità.

Solo un’Italia più sicura può essere davvero un’Italia più libera”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Nada Cella, le minacce di Cecere alla criminologa: “Il mio cane ti spappola” – Audio

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(Adnkronos) – Genova, 08 mag. – (Adnkronos) "Mi devi dire il cognome, lo sai benissimo.Marco chi?

Rispondi.Ma quanto sei bugiarda e falsa.

E perché sei venuta qua ad assicurarti che io avessi solo un cane?No, non ho solo quello, ne ho un altro che se ti ripresenti qua ti spappola viva". È uno dei passaggi dell’audio inviato da Anna Lucia Cecere alla criminologa Antonella Pesce Delfino, ascoltato oggi in aula al processo per l’omicidio di Nada Cella, la segretaria uccisa nel 1996 nello studio di Marco Soracco a Chiavari.  Nel messaggio, registrato di notte, Cecere accusa Pesce Delfino di intromettersi nella sua vita: "Adesso ci penso io, stai tranquilla.

Ora te lo faccio riaprire io il caso.Perché ho la 'cazzimma', come si dice a Napoli".

Pesce Delfino aveva incontrato Cecere a Boves fingendosi ricercatrice impegnata in uno studio scolastico, ma in realtà stava raccogliendo informazioni sul delitto.Oggi ha raccontato in aula: "Il mio compito era far emergere i ricordi, cercare di ricostruire quegli anni".  La criminologa ha ripercorso anche i suoi incontri con Soracco: "Al primo pranzo nel 2018 gli chiesi della Cecere e rimase muto, imbarazzato.

Poi ci siamo sentiti altre volte, cercavo di stimolare la sua memoria sul caso".Pesce Delfino ha ricordato una frase di Soracco durante un viaggio in auto: "Mi disse 'non so niente, o forse ho rimosso'.

Da quel momento cambiò tutto".In aula anche i racconti sulle telefonate della Cecere nei giorni dell’omicidio e sull’atteggiamento di Soracco: "Non riferì certe cose agli inquirenti, disse che spettava a loro scoprirle". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fumata bianca e nuovo Papa, i gabbiani ‘portafortuna’

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(Adnkronos) – La famiglia di gabbiani prima della fumata bianca per l'elezione del Papa.Ieri, nella prima votazione, solo un uccello aveva fatto la guardia al comignolo della Cappella Sistina tenendo compagnia ai fedeli e ai telespettatori in attesa della fumata, che si è rivelata nera.

Oggi pomeriggio, alle 18.10, la fumata bianca ha annunciato l'elezione del nuovo Pontefice.A dominare l'inquadratura, prima del segnale dal comignolo della Cappella Sistina, un'intera famiglia di gabbiani: non più un solo esemplare adulto ma una 'famiglia', con un piccolo in compagnia presumibilmente dei genitori. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Webuild supporta biennale architettura Venezia 2025 per promuovere lotta scarsità d’acqua

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(Adnkronos) – Promuovere la lotta all’emergenza idrica in Italia e nel mondo, dimostrando come le sfide ambientali come la scarsità di acqua possano essere trasformate in opportunità per la vita quotidiana.Con questo obiettivo Webuild, leader mondiale nella realizzazione di infrastrutture nel settore acqua, supporta la 19esima Biennale Architettura 2025 di Venezia. “Le opere legate all’acqua saranno la vera e più grande sfida del futuro per garantire benessere alle popolazioni”, ha dichiarato Pietro Salini, Amministratore Delegato Webuild. “L'acqua è la risorsa più preziosa del nostro pianeta, un bene comune che Webuild contribuisce a proteggere e condividere'', ha proseguito Salini. ''I nostri impianti di dissalazione servono 20 milioni di persone al giorno, dimostrando il nostro impegno nel risolvere l'emergenza idrica globale'', ha sottolineato l'ad. ''La nostra leadership nel settore dell'acqua è il risultato di anni di innovazione e dedizione, e siamo pronti a continuare a fare la differenza per le comunità di tutto il mondo partendo dall’Italia, dove abbiamo appena presentato un progetto alla regione Siciliana per risolvere in modo definitivo il problema della carenza idrica in alcune aree dell’isola.

Come in altri paesi il tema dell’acqua si può affrontare e risolvere, e noi siamo a disposizione delle istituzioni con la competenza necessaria del nostro gruppo e di tutta la filiera che con noi lavora nel settore.Serve una forte volontà politica". La gestione sostenibile dell’acqua rappresenta una delle principali sfide globali da affrontare, in un momento in cui nel mondo il 40% della popolazione globale vive in aree a rischio di carenza idrica, mentre oltre 2 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile.

Il gruppo Webuild, che nel 2024 ha registrato il 23% dei ricavi totali nei comparti clean hydro energy e clean water su base cumulata, è partner di riferimento per i clienti a livello mondiale per contribuire alla soluzione di sfide globali come il cambiamento climatico o l’incremento demografico nelle città, con costante capacità di delivery e oltre 330 opere completate negli ultimi 12 anni.  Il gruppo vanta una solida esperienza nel settore idroelettrico, che rappresenta la prima fonte di energia rinnovabile al mondo.Nel campo delle energie verdi, infatti, l’idroelettrico è la fonte più affidabile e costante, oltre ad essere una di quelle con un minor costo unitario, rappresentano quindi una soluzione efficace sia nel processo di transizione energetica, sia per ampliare l’accesso all’energia nei paesi e territori in cui risulta ancora mancante o insufficiente.

I progetti idroelettrici in corso per il gruppo permetteranno di generare oltre 14.000 MW di potenza e garantiranno energia pulita e a basso costo a milioni di persone nel mondo.  Tra i progetti iconici del gruppo figurano sistemi di dighe, acquedotti, impianti di dissalazione, trattamento acque e infrastrutture di irrigazione, capaci di trasformare le comunità e proteggere l’ambiente.Tra le dighe a scopo irriguo, la diga di Tokwe Mukosi in Zimbabwe, per irrigare 25.000 ettari di terreni agricoli e la diga di Neckartal in Namibia, per irrigare 5.000 ettari di terreni.

Con Fisia Italimpianti, che vanta quasi un secolo di storia nel settore della dissalazione e del trattamento acque, il Gruppo si posiziona sul mercato come player strategico in aree soggette a stress idrico, in particolare in Medio Oriente.  Grazie ai dissalatori già realizzati, Fisia Italimpianti è oggi in grado di coprire il fabbisogno idrico di oltre 20 milioni di persone su scala globale, garantendo l’accesso all’acqua anche nelle aree più aride del pianeta.Il gruppo, tramite Fisia Italimpianti, ha realizzato alcuni dei principali impianti di dissalazione in Medio Oriente come l’Impianto di Shoaiba-3 in Arabia Saudita, che copre il fabbisogno di oltre 1 milione di abitanti nelle città di Jeddah, La Mecca e Taif, e quello di Jebel Ali M negli Emirati Arabi Uniti, per produrre acqua potabile e per altri usi domestici per la popolazione di Dubai.

Trasformare l'acqua salata e non potabile dei canali di Venezia in acqua filtrata e depurata, adatta addirittura per la preparazione di un caffè, è l’idea alla base del progetto speciale della Biennale 'Canal Cafè', iniziativa a cura di Carlo Ratti supportata dal Gruppo Webuild. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gori e Acea in campo per sensibilizzare le nuove generazioni alla tutela della risorsa idrica

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È stato presentato questa mattina, presso la sorgente di Santa Maria la Foce, situata nel comune di Sarno, il percorso formativo dedicato all’educazione idrica che ha visto tra i protagonisti gli studenti e le studentesse della Campania. L’iniziativa rientra nel progetto nazionale “Acea Scuola – Educazione Idrica”, a cui per l’anno scolastico 2024/2025 ha aderito anche Gori, società del Gruppo Acea, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. L’obiettivo primario del progetto è sensibilizzare e formare le nuove generazioni sui temi cruciali della tutela della risorsa idrica e dell’uso responsabile dell’acqua, attraverso attività didattiche e visite sul campo, come quella che ha coinvolto questa mattina gli studenti dell’Istituto Comprensivo Ponte–Siciliano di Pomigliano D’Arco presso la sorgente di Santa Maria la Foce, uno dei principali siti di approvvigionamento gestiti da Gori.

Questo il comunicato stampa inviato dalla Gori:

Scuola e istituzioni insieme per la tutela della risorsa idrica e la salvaguardia dell’ambiente. È stato presentato questa mattina, presso la sorgente di Santa Maria la Foce, situata nel comune di Sarno, il percorso formativo dedicato all’educazione idrica che ha visto tra i protagonisti gli studenti e le studentesse della Campania. Per l’anno scolastico 2024/2025, infatti, anche Gori, come società del Gruppo Acea, ha aderito al progetto nazionale “Acea Scuola – Educazione Idrica”, un’iniziativa realizzata in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, che coinvolge le scuole primarie e secondarie di primo grado. L’obiettivo è quello di formare le nuove generazioni su temi ambientali cruciali, come la tutela della risorsa idrica e l’uso responsabile dell’acqua, attraverso attività di formazione su piattaforma digitale e visite guidate. Questa mattina, in particolare, gli studenti dell’Istituto Comprensivo Ponte–Siciliano di Pomigliano D’Arco, delle classi terza e quinta elementare, hanno visitato la sorgente di Santa Maria la Foce: uno dei principali siti di approvvigionamento idrico del distretto Sarnese-Vesuviano, gestito da Gori.

Promuovere consapevolezza e senso di responsabilità tra le nuove generazioni è essenziale per costruire una solida cultura dell’educazione idrica e del rispetto dell’ambiente. Siamo orgogliosi di contribuire a questo percorso, arricchito dalla presenza, a Sarno, di una delle sorgenti più importanti della Campania. Un patrimonio prezioso che ci ricorda ogni giorno l’importanza di un uso consapevole e sostenibile delle risorse naturali. Sono certo che da questo progetto possano svilupparsi nuove e significative collaborazioni” dichiara il Sindaco di Sarno, Francesco Squillante.

Gori è da sempre impegnata in attività di educazione ambientale con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni e condividere il valore del nostro operato. Proprio per questo abbiamo aderito con convinzione al progetto di Acea, riconoscendone la forte valenza formativa. Crediamo, infatti, che una gestione moderna e partecipata del servizio idrico debba fondarsi anche sulla diffusione della conoscenza e sul dialogo. In questo percorso, il coinvolgimento attivo delle giovani generazioni rappresenta un motore prezioso di crescita, innovazione e consapevolezza collettiva, fondamentale per affrontare con responsabilità le sfide ambientali del presente e del futurosottolinea l’Amministratore Delegato di Gori, Vittorio Cuciniello.

Il progetto, in questo primo anno, coinvolge oltre 11.100 alunni di sei differenti regioni italiane. Le scuole della Campania sono state tra le prime ad aderire con entusiasmo alle attività, con oltre 2.300 studenti e studentesse, di cui ben 1.700 dalle province di Napoli e Salerno.

Grazie al supporto degli educational di Gori, durante le visite guidate è possibile approfondire, in modo semplice e coinvolgente, tutte le fasi del ciclo idrico: dalla captazione dell’acqua alla sua distribuzione, fino ai processi di depurazione. Inoltre, attraverso la piattaforma digitale sviluppata da Acea e con un approccio che unisce gioco e scienza, il percorso formativo riesce ad affrontare anche temi ambientali globali, offrendo al contempo spunti pratici per un uso consapevole della risorsa nella vita quotidiana.

Ogni giorno siamo impegnati nel realizzare, promuovere e raccontare progetti che coniughino innovazione tecnologica, gestione efficiente del servizio e tutela della risorsa. Vedere gli studenti coinvolti in attività formative come questa, significa investire concretamente sul futuro del nostro territorio, costruendo una comunità sempre più informata e responsabile, soprattutto su un tema strategico come quello dell’acqua. Perché solo chi conosce davvero l’acqua, potrà davvero prendersene cura” le parole del Coordinatore del Distretto Sarnese Vesuviano dell’Ente Idrico Campano, Raffaele Coppola.

Gli istituti interessati, inoltre, avranno la possibilità di partecipare al contest nazionale “Alla ricerca della goccia perduta: riuso e risparmio dell’acqua”, realizzando un breve cortometraggio sulla risorsa idrica.

Grazie al contest, le scuole potranno vincere voucher per l’acquisto di materiale didattico e i ragazzi avranno la possibilità di partecipare all’“Acea Acqua Edu-Camp”, il primo camp che coniuga sport ed educazione idrica.

L’educazione idrica rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo. Parlare di acqua nelle scuole, come in occasione di questo evento, significa operare per formare cittadini consapevoli, capaci di comprendere il valore di una risorsa che non è infinita  e che va tutelata. Ritengo che investire nella cultura dell’acqua, con campagne mirate nelle scuole, sia uno degli strumenti più efficaci per costruire un futuro sostenibile. Le nuove generazioni possono e devono diventare protagoniste del cambiamento: progetti come questo sono un passo concreto in quella direzione” dichiara il Presidente dell’Ente Idrico Campano, Luca Mascolo.

Conclusione:

L’iniziativa “Acea Scuola – Educazione Idrica” si conferma quindi un investimento strategico per formare cittadini consapevoli e responsabili, capaci di comprendere il valore inestimabile della risorsa idrica e l’importanza della sua tutela per un futuro sostenibile. La stretta collaborazione tra scuole, istituzioni e realtà come Gori e Acea dimostra come l’impegno congiunto sia fondamentale per diffondere una cultura dell’acqua radicata nelle nuove generazioni. Progetti come questo, arricchiti anche da iniziative stimolanti come il contest nazionale, rappresentano un passo concreto nella giusta direzione per garantire la salvaguardia dell’ambiente e un uso più consapevole delle nostre risorse naturali più preziose.

Conclave, la fumata è bianca: la Chiesa ha un nuovo Papa

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(Adnkronos) – Fumata bianca dal comignolo della Cappella Sistina.Il Conclave ha eletto il 267esimo Papa della storia della Chiesa cattolica.  Si attende ora l'annuncio del cardinale protodiacono Dominique Mamberti dalla loggia delle benedizioni della Basilica di San Pietro, le cui campane hanno suonato subito dopo la fumata bianca, per conoscere il nome del nuovo Pontefice.

L'habemus papam è atteso intorno alle 19. A ora sono oltre 45mila fedeli in Piazza San Pietro.Ma subito dopo la fumata bianca, molte persone – cittadini, pellegrini e turisti – hanno iniziato a dirigersi verso la Basilica: oltre ad attendere di conoscere il nome, aspettano di ricevere la sua prima benedizione Urbi et Orbi.  Il 267esimo Papa è stato eletto al quarto scrutino: si tratta di una delle elezioni più brevi degli ultimi 150 anni.

L'ultimo Pontefice a essere eletto al quarto scrutinio è stato Benedetto XVI il 19 aprile del 2005. Con il successore di Francesco, salgono a tre nella storia della Chiesa i papi eletti da un conclave nel corso di maggio, il mese che la liturgia cattolica dedica alla Madonna.Nel cuore della cosiddetta "cattività avignonese", con la Curia lontana da Roma, il conclave del 1342 si aprì il 5 maggio nella residenza papale in Provenza.

Dopo appena due giorni, fu eletto Pierre Roger, cardinale e uomo di profonda cultura, che assunse il nome di Clemente VI.Dopo la brevissima esperienza di Papa Leone XI (morto dopo soli 27 giorni), il secondo conclave del 1605 si aprì l'8 maggio.

I cardinali impiegarono ben ventisette scrutini per giungere all'elezione del cardinale Camillo Borghese, che divenne Paolo V.   Nascosta tra i sacri corridoi della Cappella Sistina, si cela un piccolo ambiente carico di significato e silenzio: la cosiddetta Stanza delle Lacrime. È qui che, subito dopo l'elezione, il nuovo Pontefice si ritira per raccogliersi prima di apparire al mondo con il celebre annuncio "Habemus Papam". Ufficialmente conosciuta come la 'Sala del Pianto' o Sacrestia Pontificia, questa stanza prende il nome popolare dalle lacrime che molti papi, sopraffatti dall'emozione e dal peso del compito ricevuto dai cardinali, hanno versato varcandone la soglia.Un luogo di passaggio brevissimo, eppure colmo di intensità spirituale. Al suo interno, la semplicità prevale sull'opulenza: una scrivania, alcune sedie, uno specchio e tre vesti papali di diverse taglie: bianca, semplice, simbolo dell'universalità della missione.

Ad attendere il pontefice, anche l'Anello del Pescatore e il camauro bianco, insieme al personale della sacrestia pronto ad assisterlo con discrezione e rispetto.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Croce Rossa, Aurigemma: “Bandiera verrà esposta in consiglio regionale”

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(Adnkronos) – “In occasione della Giornata Mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna rossa, ho ricevuto la bandiera della Croce Rossa da parte del Presidente del Comitato regionale Lazio, Salvatore Coppola.Bandiera che verrà esposta in Consiglio: il nostro gesto simbolico vuole dare la giusta riconoscenza a una realtà che svolge attività preziose, e che lo scorso anno ha compiuto 160 anni.

Tra l’altro, proprio nel 2025 ricorrono i 60 anni dalla stesura dei suoi principi fondamentali.La Croce Rossa rientra in un Movimento internazionale, ed è ben radicata sul territorio, con oltre 60 comitati nel Lazio e più di 14mila volontari ( di cui circa la metà su Roma e provincia)".

Così, il Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, che oggi è intervenuto in Aula, all’inizio della seduta consiliare, in occasione della Giornata Mondiale della Croce Rossa "Per di più, abbiamo l’onore di avere il presidente Francesco Rocca, che ha ricoperto proprio il ruolo di presidente della Croce Rossa italiana e dell’internazionale di Croce Rossa.Svolgono numerose attività, principalmente in ambito di assistenza sanitaria, inclusione sociale (pensiamo ai centri antiviolenza).

Ma non dobbiamo dimenticare gli interventi nelle zone colpite da emergenze; – continua Aurigemma – le attività di donazione di sangue e il grande impegno verso i giovani, con la Gioventù di Croce Rossa, che è molto attiva.Fino al ruolo fondamentale di ausilio alle forze armate e ai pubblici poteri, con due componenti specializzate, come il corpo militare volontario e il corpo delle infermiere volontarie.

O anche alle missioni di pace, e alle attività nelle zone di conflitto.Quando parliamo di sanità, non possiamo non citare il grande lavoro svolto ai tempi dell’emergenza covid".  "La Croce Rossa, quindi, è una realtà ben presente sul territorio, al servizio delle nostre comunità: proprio nel periodo di Pasqua, grazie all’intervento tempestivo di un gruppo di volontari del Comitato di Itri, di un poliziotto fuori servizio e dei soccorritori del 118, è stato salvato un uomo di 60 anni a Gaeta (in provincia di Latina), colpito da un arresto cardiaco improvviso.

Tra l’altro, la Croce Rossa punta molto sulla formazione dei volontari: aspetto, questo, che rappresenta un vero baluardo per l’intero Movimento. – conclude Aurigemma – Il loro impegno costituisce uno stimolo anche per noi amministratori, nel segno della solidarietà, dell’altruismo, soprattutto nei confronti di chi ha più difficoltà.Valori, questi, che oggi sono particolarmente attuali, visto che sono gli insegnamenti che ci ha lasciato Papa Francesco.

Infine, colgo l’occasione per rinnovare i ringraziamenti alla Croce Rossa per il suo lavoro, e anche per l’impegno profuso nei giorni delle esequie del Santo Padre”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Prevenzione sanitaria, Aurigemma (Lazio): “Importante investimento in salute”

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(Adnkronos) – "Siamo fortemente convinti dell'importanza di diffondere e promuovere la cultura della prevenzione, che costituisce un investimento, in termini di salute e benessere.Iniziative come questa sono utili anche per sensibilizzare ed educare a corretti stili di vita".

Così il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma, intervenuto alla presentazione dell'iniziativa 'Un Consiglio in Salute', presso la Galleria Commerciale Porta di Roma, in zona Bufalotta (III Municipio di Roma), alla presenza del direttore generale della Asl Rm1, Giuseppe Quintavalle. Continua il progetto 'Un consiglio in salute': oggi e domani dalle ore 10 alle 18, si potranno effettuare gratuitamente visite o chiedere chiarimenti in merito, a Roma presso la Galleria Commerciale Porta di Roma, in zona Bufalotta, nell'area esterna (livello 0), Via Alberto Lionello 201. "L'iniziativa – ha sottolineato Aurigemma – è aperta a tutti i cittadini, che potranno recarsi sul posto, è sufficiente mostrare un documento d'identità e la tessera sanitaria.Sarà possibile effettuare: mammografia, screening colon retto, screening collo dell’utero, screening melanoma cutaneo, vaccinazione hpv (papilloma virus), hcv test (epatite c).

L'evento è promosso dal Consiglio regionale, e realizzato in collaborazione con Asl Roma 1, Federfarma e Ordine dei Farmacisti della provincia di Roma, Galleria commerciale Porta di Roma, che ringraziamo per la disponibilità e sensibilità dimostrata."  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi, Trump: “Lavoriamo ad accordo anche con Ue, ma più difficile che con Gb”

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(Adnkronos) – Sui dazi Donald Trump ha reso noto oggi, giovedì 8 maggio, di voler arrivare un accordo anche con l'Unione Europea, dopo "il grande accordo" con il Regno Unito.Un obiettivo che, precisa, ritiene più difficile rispetto all'intesa raggiunta con Londra che, dice, si è "incastrata perfettamente". "Sono entusiasta di annunciare che abbiamo raggiunto un accordo svolta con il Regno Unito" ha dichiarato Trump, parlando dallo Studio Ovale con il premier britannico Keir Starmer, collegato telefonicamente.

Il tycoon ha dichiarato di voler "ringraziare il primo ministro Starmer", definendolo "eccezionale" e affermando che i due Paesi hanno un "ottimo rapporto". Trump ha dichiarato che "gli ultimi dettagli sono in fase di stesura" ma che "quasi tutto è stato approvato" e ha aggiunto che le aziende chimiche, meccaniche e industriali statunitensi otterranno un migliore accesso ai mercati del Regno Unito.Il presidente ha descritto il Regno Unito come "uno dei più grandi" alleati degli Stati Uniti e ha affermato che il Paese "è in cima alla lista, è il primo di cui parliamo". "L'accordo con il Regno Unito è completo ed esaustivo e consoliderà le relazioni tra gli Usa e il Regno Unito per molti anni a venire", si legge in un altro post su Truth di Trump. "Per la nostra lunga storia e alleanza, è un grande onore avere il Regno Unito come primo annuncio – aggiunge -.

Ne seguiranno molti altri, che sono in una fase negoziale importante".  Durante la diretta di Trump dallo Studio Ovale il leader laburista ha elogiato la squadra negoziale americana e definito l'intesa un "incredibile trampolino per il futuro" delle relazioni transatlantiche.  Secondo il premier Starmer l'intesa raggiunta segna un'estensione significativa di questa collaborazione storica, includendo ora anche la politica economica e commerciale. "Questa è una giornata veramente fantastica, storica" ha detto nel giorno dell’80esimo anniversario della vittoria in Europa.Sul piano tecnologico, ha sottolineato come Stati Uniti e Regno Unito siano le uniche nazioni al mondo con settori tecnologici valutati oltre un trilione di dollari, un segnale della loro leadership congiunta in innovazione. "La nostra alleanza ha radici profonde nella storia, ma guarda al futuro – ha detto -.

Questo accordo rappresenta una straordinaria piattaforma per affrontare insieme le sfide globali". "Il tempismo non potrebbe essere più adatto", ha dichiarato Starmer, ricordando che proprio 80 anni fa, in questo stesso momento della giornata, Winston Churchill annunciava la vittoria contro la Germania nazista.Allora come oggi, ha aggiunto, Regno Unito e Stati Uniti sono "alleati più vicini di qualsiasi altro Paese", soprattutto nei settori della difesa e della condivisione d’intelligence.  Trump parla, poi, di un'altro fronte ancora aperto.

Quello dei dazi con Pechino.Ci tiene a ricordare che il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent si recherà sabato e domenica in Svizzera per incontrare una delegazione cinese e affrontare la questione.

Per il presidente americano la Cina "ha molta voglia di arrivare a un accordo" e, "non importa chi fa la prima mossa", perché "quello che conta è quello che succede in quella stanza".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)