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Leone XIV, il racconto del fratello: “Una donna gli disse ‘sarai Papa’”

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(Adnkronos) –
"Quando mio fratello era in prima elementare, una donna gli disse che sarebbe diventato Papa.Prima del Conclave mi ha detto che non sarebbe stato eletto lui".

Il cardinale Robert Francis Prevost è diventato il primo Papa americano, con il nome di Leone XIV.E' il fratello John, ai microfoni della Abc, a raccontare la reazione della famiglia che vive a Chicago e a raccontare il lato nascosto del nuovo Pontefice. "Cosa si prova ad avere un fratello Papa?

Ad essere sincero, non ci ho ancora pensato.Sono arrivati in continuazione messaggi, telefonate, email.

E' surreale, non ho ancora metabolizzato.E' un grande orgoglio, è speciale avere il primo Papa americano…

e un parente…Ora posso dire che il Papa è mio fratello", dice John Prevost.  "Non me lo aspettavo assolutamente, continuavo a sentire che non ci sarebbe stato un Papa americano per questioni politiche, perché gli Stati Uniti in questo momento hanno troppo potere a livello mondiale e non avrebbero dovuto averlo anche nella Chiesa.

Quando ho sentito che era nel gruppo ristretto dei 3, ho pensato che sarebbe potuto accadere.Uno o due giorni prima della morte di Papa Francesco ho sentito qualcosa sulle sue chance.

Gli ho parlato prima che entrasse nel Conclave, mi ha detto 'non è vero, non è vero'.Allontanava l'ipotesi, ma non l'ha allontanata…", racconta. Cosa è successo in casa quando è arrivato l'annuncio? "Stavo leggendo un libro, un messaggio mi ha avvertito della fumata bianca.

A quel punto non si sapeva chi sarebbe diventato Papa.Siamo rimasti davanti alla tv, il cardinale francese ha annunciato il nome e ho detto 'Santo Cielo, ci siamo'", dice. Che Papa sarà Leone XIV? "E' stato missionario per tanti anni in America Meridionale, sarà attento ai poveri e a quelli che non hanno voce per farsi sentire.

Credo che seguirà la strada di Papa Francesco.Ha incontrato Francesco prima che diventasse Papa: Bergoglio era in Argentina, mio fratello era in Perù", dice ancora.  Com'era da bambino il Pontefice? "Era un bambino normale.

Una cosa interessante, magari per qualcuno, quando era in prima elementare…una donna del vicinato gli ha detto che sarebbe diventato il primo Papa americano.

Lui a quell'età sapeva che sarebbe diventato un sacerdote.Non credo che abbia mai avuto dubbi, non ha mai pensato ad altro.

Da bambino giocava a fare il prete, la tavolta da stiro era l'altare…". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Leone XIV, prima omelia: “Ridurre Gesù a superuomo è ateismo di fatto”

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(Adnkronos) – "La Chiesa sia un faro che illumina le notti del mondo.In particolare Dio, chiamandomi attraverso il vostro voto a succedere al Primo degli Apostoli, questo tesoro lo affida a me".

Queste le parole di Papa Prevost, Leone XIV, nella sua prima omelia nel corso della messa con i cardinali presieduta in Sistina.  E' il Vangelo di Matteo quello scelto per la prima messa del Pontefice: 'Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa', uno dei passi. "Anche oggi non sono pochi i contesti in cui la fede cristiana è ritenuta una cosa assurda, per persone deboli e poco intelligenti; contesti in cui ad essa si preferiscono altre sicurezze, come la tecnologia, il denaro, il successo, il potere, il piacere", ha detto il Santo Padre. "Si tratta – ha osservato – di ambienti in cui non è facile testimoniare e annunciare il Vangelo e dove chi crede è deriso, osteggiato, disprezzato, o al massimo sopportato e compatito.Eppure, proprio per questo, sono luoghi in cui urge la missione, perché la mancanza di fede porta spesso con sé drammi quali la perdita del senso della vita, l’oblio della misericordia, la violazione della dignità della persona nelle sue forme più drammatiche, la crisi della famiglia e tante altre ferite di cui la nostra società soffre e non poco". "Anche oggi non mancano i contesti in cui Gesù, pur apprezzato come uomo, è ridotto solamente a una specie di leader carismatico o di superuomo, e ciò non solo tra i non credenti, ma anche tra molti battezzati, che finiscono così col vivere, a questo livello, in un ateismo di fatto", ha poi denunciato Papa Leone.  "Questo è il mondo che ci è affidato, nel quale, come tante volte ci ha insegnato Papa Francesco, siamo chiamati a testimoniare la fede gioiosa in Gesù Salvatore.

Perciò, anche per noi, è essenziale ripetere: 'Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente'. È essenziale farlo prima di tutto nel nostro rapporto personale con Lui, nell’impegno di un quotidiano cammino di conversione.Ma poi anche, come Chiesa, vivendo insieme la nostra appartenenza al Signore e portandone a tutti la Buona Notizia", ha osservato.  "Dico questo – ha evidenziato – prima di tutto per me, come Successore di Pietro, mentre inizio la mia missione di Vescovo della Chiesa che è in Roma, chiamata a presiedere nella carità la Chiesa universale, secondo la celebre espressione di Sant’Ignazio di Antiochia.

Egli, condotto in catene verso questa città, luogo del suo imminente sacrificio, scriveva ai cristiani che vi si trovavano: 'Allora sarò veramente discepolo di Gesù Cristo, quando il mondo non vedrà il mio corpo'.Si riferiva all’essere divorato dalle belve nel circo – e così avvenne –, ma le sue parole richiamano in senso più generale un impegno irrinunciabile per chiunque nella Chiesa eserciti un ministero di autorità: sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato, spendersi fino in fondo perché a nessuno manchi l’opportunità di conoscerlo e amarlo.

Dio mi dia questa grazia, oggi e sempre, con l’aiuto della tenerissima intercessione di Maria Madre della Chiesa". "Chiesa sia faro che illumina le notti del mondo", l'ammonimento di Papa Prevost nella sua prima omelia. "In particolare Dio, chiamandomi attraverso il vostro voto a succedere al Primo degli Apostoli, questo tesoro lo affida a me perché, col suo aiuto, ne sia fedele amministratore a favore di tutto il Corpo mistico della Chiesa; così che Essa sia sempre più città posta sul monte, arca di salvezza che naviga attraverso i flutti della storia, faro che illumina le notti del mondo", ha osservato.  "E ciò non tanto grazie alla magnificenza delle sue strutture o per la grandiosità delle sue costruzioni – come i monumenti in cui ci troviamo –, quanto attraverso la santità dei suoi membri, di quel «popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa'". Papa Leone XIV ha iniziato la sua prima omelia con una introduzione in inglese a braccio.Ha poi proseguito leggendo il testo in italiano. "Mi avete chiamato per portare una croce", le parole di Prevost, che ha aggiunto: "Comincio con qualche parola in inglese, il resto lo farò in italiano – ha spiegato ai cardinali in Sistina -.

Sono felice di essere qui con voi, cari fratelli, perché la benedizione del Signore continui a essere su di noi.Mi avete chiamato per portare una croce e per essere benedetto per questa missione e voglio che anche voi camminiate con me". Il Santo Padre è arrivato nella Cappella Sistina per la 'Missa Pro Ecclesia a Romano Pontefice' senza indossare le scarpe rosse, con scarpe nere e la croce pastorale realizzata per Benedetto XVI usata anche dal predecessore, Papa Francesco. È stato intanto pubblicato, sull'account X dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche, il verbale dell'accettazione del Romano Pontefice e il nome da lui assunto, redatto dal Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, monsignor Diego Giovanni Ravelli, con funzione di notaio.

La pergamena è in latino; in rosso la scritta 'Leonem XIV'. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mostro di Firenze, il nipote di Vanni: “Mio zio era un bonaccione”

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(Adnkronos) – Subito rinviata dal presidente della terza sezione penale della corte d'appello del tribunale di Genova Vincenzo Papillo, l'udienza per la revisione del processo sul mostro di Firenze richiesta da Paolo Vanni, nipote di Mario, uno dei condannati per quattro degli ultimi delitti consumati tra il 1982 e il 1984.  L'udienza è stata rinviata al 13 giugno per permettere al procuratore generale Alessandro Bogliolo di esaminare attentamente i 34 faldoni dell'istanza.In aula Paolo Vanni, 81 anni, commentando le ragioni per cui ha presentato l'istanza, ha spiegato: "Voglio vedere se riesco a eliminare qualcosa da questa condanna.

Mario era un bonaccione, bravissimo.Mostro di Firenze?

Macché.Era una persona pacata, mite, paurosa.

Piuttosto le ha prese.Non era come me, io sono sempre agitato". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Leone XIV, il nuovo Papa e le sfide della Chiesa secondo la stampa internazionale

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(Adnkronos) – Per Papa Leone XIV e per il mondo è il giorno della sua prima messa celebrata da Pontefice.Le aperture dei siti web dei principali quotidiani internazionali sono per il successore di Bergoglio, nato Robert Francis Prevost a Chicago e con anni di missione in Perù.  A cominciare dalla stampa negli Stati Uniti. "Un Papa americano cercherà di unire una Chiesa divisa", titola il Wall Street Journal. "Leone XIV celebra la sua prima Messa da Pontefice", è l'apertura del New York Times, che sottolinea come presto il nuovo Pontefice, nato a Chicago, "dovrà affrontare decisioni difficili sulla direzione della Chiesa". "Leone XIV è il primo Papa dell'America.

La sua visione del mondo appare in contrasto con America First", titola Politico. "Leone XIV chiede alla Chiesa di 'costruire ponti'", è l'apertura del Washington Post. "Il Vaticano sceglie il primo americano, Robert Prevost, come nuovo Papa", scrive The Hill. In Perù, El Comercio titola in un editoriale "Il Papa più vicino: Leone XIV ha qualità sufficienti per far fronte alle sfide che ha davanti a sé".In Argentina, Paese di Papa Francesco, La Nacion titola: "'La pace sia con voi', l'elezione di Papa Leone XIV sorprende il mondo e dà continuità all'eredità di Francesco". "Leone XIV, un progressista fedele a Francesco che è riuscito a convincere fino all'ala conservatrice della Chiesa", titola El Clarin. In Francia, Le Monde titola: "Papa Leone XIV, cittadino del mondo, entra nel dibattito pubblico negli Stati Uniti". "Governo della Chiesa, crisi delle vocazioni, le urgenze che attendono il nuovo Papa Leone XIV", scrive Le Figaro.

In Spagna, El Mundo apre con "Leone XIV, un Papa degli Stati Uniti per tutto il mondo". "Leone XIV, primo Papa degli Stati Uniti", scrive El Pais, ricordando che "il nuovo Papa è anche peruviano", un "missionario nato a Chicago, legato al Perù e uno degli uomini di fiducia di Francesco". Nel Regno Unito il Financial Times titola "Chicago in Vaticano, quello che il nuovo Papa americano significa per la Chiesa cattolica".L'apertura del Guardian è dedicata a Leone XIV in attesa della sua "prima messa da Pontefice".

In Germania, la Bild titola in apertura: "Il Papa ora è un americano".E Der Spiegel sintetizza: "Un Papa che non è nelle corde di Trump". "Anche se Donald Trump festeggia, è probabile che si verifichino conflitti con il governo di Washington", scrive il giornale tedesco.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

I casinò online certificati italiani generano 3 miliardi di euro all’anno

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Nel panorama del gioco d’azzardo digitale, i casino europei rappresentano spesso un punto di riferimento in termini di innovazione, sicurezza e standard operativi.Ma l’Italia non è da meno.

C’è una regola che non tramonta mai in questo mestiere: i numeri non mentono.Quando vediamo che i casinò online certificati italiani arrivano a generare 3 miliardi di euro l’anno, non parliamo solo di un mercato florido, ma di un ecosistema regolamentato, solido e in continua evoluzione.

In questo articolo analizzeremo da vicino cosa rende possibile un risultato tanto significativo, quali sono le dinamiche interne e, soprattutto, come distinguere l’oro vero da quello che brilla soltanto in superficie.

La trappola dei “bonus facili”: dove inciampano i principianti

Una delle prime illusioni che seduce i nuovi arrivati nel mondo del gioco online è la promessa di vincite facili grazie a bonus e promozioni.Lo vediamo tutti i giorni: banner accattivanti, colori sgargianti e slogan che promettono mari e monti.

Ma chi mastica questo mestiere da una vita sa bene che i bonus sono solo la punta dell’iceberg.

Dietro ogni bonus c’è un wagering requirement, cioè un requisito di puntata, spesso pari a 35x o 40x l’importo ricevuto.Chi non ha occhio allenato, tende a sottovalutare questa variabile, bruciando capitale e fiducia nel giro di poche sessioni.

I casinò online certificati, invece, espongono chiaramente questi parametri: è qui che si vede la differenza tra una piattaforma seria e una che vive di marketing aggressivo.

Una regola non scritta, che impari dopo anni di monitoraggio, è che se il bonus è troppo generoso per essere vero, probabilmente lo è.

La potenza del controllo AAMS: quando il regolatore fa la differenza

Un altro errore da principiante è ignorare l’importanza delle licenze.Gli operatori non certificati sembrano offrire le stesse funzionalità, magari con grafiche anche più curate e promesse roboanti.

Ma la verità è che senza una licenza AAMS, non c’è alcuna garanzia che il gioco sia equo, che i fondi siano protetti o che le vincite vengano pagate.

Noi del settore lo sappiamo bene: il processo per ottenere una licenza AAMS è tutt’altro che semplice.Richiede capitali ingenti, strutture legali solide e controlli continui su RNG, payout, sicurezza dei dati e prevenzione del gioco patologico.

Non basta dichiarare di essere trasparenti, bisogna esserlo davvero, con audit trimestrali, report certificati e un margine di errore praticamente nullo.

Ecco perché i casinò online italiani certificati riescono a generare 3 miliardi l’anno: non è solo questione di numeri, ma di fiducia conquistata con anni di lavoro meticoloso.

Margine della casa e payout: i dettagli che non ti dicono

Un altro aspetto che distingue i professionisti dagli amatori è la capacità di leggere tra le righe dei payout.La maggior parte dei giocatori guarda solo il valore RTP (Return To Player), ma quello è un numero teorico, basato su milioni di simulazioni.

La realtà quotidiana è molto più sfumata.

Gli esperti analizzano il volatility index delle slot, il margine della casa per giochi da tavolo come , e persino i tempi medi di vincita.Ci sono slot con un RTP del 96% ma una volatilità altissima, che prosciugano il bankroll prima ancora che tu possa vedere una vincita decente.

Al contrario, alcuni titoli con un RTP più basso ma distribuzione più lineare garantiscono sessioni più lunghe e soddisfacenti.

Tutti questi parametri, nei casinò certificati, sono pubblici.Non nascosti in fondo a una pagina in caratteri minuscoli, ma accessibili e verificabili.

Questa trasparenza è parte integrante del motivo per cui queste piattaforme raggiungono cifre da capogiro.Sanno che un giocatore ben informato è anche un giocatore che torna.

L’effetto rete e l’evoluzione del gioco europeo

C’è anche un altro aspetto che spesso sfugge: il collegamento con il panorama europeo.

I casinò italiani più affidabili non vivono in una bolla.Sono interconnessi con i circuiti internazionali, collaborano con fornitori di software di livello globale e adottano standard comuni che permettono all’intero settore di alzare l’asticella.

Chi ha occhio lungo sa che molti operatori italiani condividono tecnologia, meccaniche di gioco e strutture di bonus con casino europei, creando così un tessuto competitivo che favorisce l’eccellenza.

Questa integrazione è uno dei motori invisibili che alimentano i 3 miliardi annui di fatturato, pur restando ancorata a criteri di legalità e responsabilità.

Non è un caso se alcune delle piattaforme italiane più rispettate sono anche le più imitate a livello internazionale.

La verità nascosta nei numeri

Quando guardiamo i 3 miliardi di euro generati annualmente dai casinò online certificati italiani, dobbiamo andare oltre l’impatto del numero.Quello è solo il frutto visibile.

Sotto c’è una struttura di compliance, innovazione e analisi statistica che pochi settori possono vantare.

C’è il lavoro continuo di team legali, sviluppatori, analisti e esperti di rischio.C’è l’attenzione maniacale a ogni KPI: retention, churn rate, lifetime value.

E c’è, soprattutto, un dialogo costante con le autorità di regolamentazione che non dormono mai.Tutto questo non si improvvisa.

In conclusione, il mercato dei casinò online regolamentati in Italia non è un far west. È un’arena complessa, stratificata, dove solo chi padroneggia la materia riesce a restare in piedi e prosperare.

Per chi vuole entrare in questo mondo, il consiglio è uno solo: studiate, osservate e scegliete con cura.Perché il gioco è bello solo quando è sicuro.

E dietro la sicurezza, c’è sempre un mestiere fatto a regola d’arte.

Il resto, come sempre, lo fa l’esperienza.E quella, ragazzi, non si compra.

Vittorio Sgarbi compie 73 anni, Sabrina Colle: “È il tuo compleanno e il mondo ha il nuovo Papa”

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(Adnkronos) – "È il tuo compleanno e il mondo ha il nuovo Papa", così Sabrina Colle su Instagram ha celebrato Vittorio Sgarbi che ieri, giovedì 8 maggio, ha compiuto 73 anni. È una lunga dedica d'amore quella che la compagna del critico d'arte ha condiviso sui social a corredo di uno scatto che li ritrae insieme mentre si scambiano un tenero bacio.  L'8 maggio del 2025 verrà ricordato per sempre dal mondo intero come il giorno in cui è stato eletto il nuovo Papa, Leone XIV: "Io aspetto impaziente davanti al televisore che si affacci dal balcone e il cielo di Roma è così sereno che ognuno di noi dovrebbe sentirselo addosso", scrive Sabrina Colle nella lunga dedica.  "Intanto il Papa si è affacciato: è commosso, trattiene le lacrime e ci commuove.Leone XIV ci piace molto e Roma è eterna con la Piazza San Pietro gremita e la folla che esulta", continua la compagna di Sbarbi, che ha ricordato le prime parole del Papa "'La pace sia con voi' è la benedizione che arriva dappertutto".  E poi, si rivolge al suo amato ringraziandolo per tutti gli anni trascorsi insieme: "E anche a te, amore mio, che mi hai fatto vedere il Mondo in una maniera originale e mai scontata, lasciandomi la libertà di immaginare e di sognare tenendo conto dei modelli del passato, ma anche della mia intima e personalissima fantasia". E conclude con un augurio: "Il sole sta scendendo lentamente in questo giorno che più di tutti gli altri comunica il senso dell’eterno, un buon motivo, direi, per continuare a sentirti sempre giovane dentro".  Vittorio Sgarbi è reduce da un periodo piuttosto difficile.

Il critico d'arte, infatti, era stato ricoverato al Policlinico Gemelli a Roma a causa di una grave forma di depressione.A raccontare pubblicamente delle sue condizioni di salute è stata la figlia Evelina che, ospite qualche settimana fa a 'La volta buona', aveva definito le condizioni del padre "stabili" seppur difficili.

Secondo alcune indiscrezioni, il critico dovrebbe essere stato dimesso dall'ospedale, ma dalla famiglia al momento non ci sono conferme o smentite.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Musetti-Virtanen: orario, precedenti e dove vederla in tv

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(Adnkronos) –
Lorenzo Musetti scende in campo agli Internazionali d'Italia 2025.Il tennista azzurro affronta oggi, venerdì 9 maggio, il finlandese Otto Virtanen, numero 130 del mondo.

Il toscano, che ha conquistato per la prima volta in carriera la top ten del ranking raggiungendo la nona posizione, si gioca quindi il secondo turno al Masters 1000 di Roma sul Centrale del Foro Italico.  Il match tra Musetti e Virtanen è in programma oggi, venerdì 9 maggio, non prima delle ore 14.30, con la partita che seguirà quella tra Carlos Alcaraz e Dusan Lajovic.I due non si sono mai affrontati in carriera, con quello degli Internazionali che sarà dunque il loro primo incontro.  Musetti-Virtanen, così come tutti i match degli Internazionali d'Italia 2025, saranno trasmessi in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Sky Sport.La partita si potrà seguire anche in streming sull'app SkyGo, su NOW e, se trasmesso in chiaro, su RaiPlay. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Casinò online italiani: storie di successo imprenditoriale tra algoritmo e passione

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In un’epoca in cui l’algoritmo detta legge e il business digitale corre a velocità supersonica, esistono realtà italiane che hanno saputo fondere sapientemente cuore artigianale e visione ingegneristica.  Stiamo parlando dei casinò online italiani inclusi casino non aams, un segmento che, spesso sottovalutato dai più, cela storie di autentica genialità imprenditoriale.

In questo articolo esploreremo come la passione, quando guidata da una solida competenza tecnica, possa trasformarsi in un impero del gioco legale e profittevole.

Non solo fortuna: l’equilibrio tra matematica e intuito

Molti principianti entrano nel mondo del gambling online pensando che basti un’interfaccia accattivante e qualche bonus per far girare l’ingranaggio.  Grave errore.

Dietro ogni casinò di successo si cela una complessa architettura di calcoli, algoritmi di payout, curve di volatilità e modelli di retention.  Gli operatori che hanno fatto strada in Italia sanno che non si può improvvisare: serve ratio, costanza, e la capacità di leggere i dati come un direttore d’orchestra legge uno spartito.

Non parliamo solo di Random Number Generator, ma anche di KPI come l’ARPU (Average Revenue Per User), la session length e il churn rate.

Chi lavora nel settore sa bene che ottimizzare queste metriche può fare la differenza tra un progetto redditizio e un buco nell’acqua.

Il coraggio di innovare quando tutti restano fermi

C’è un momento, in ogni progetto vincente, in cui bisogna fare scelte che sembrano folli ai più.  Alcuni pionieri italiani hanno deciso di investire in tecnologie emergenti ben prima che fossero popolari: realtà aumentata, live streaming in HD, intelligenza artificiale applicata al customer service.

Visioni che allora sembravano eccessive, ma che oggi rappresentano lo standard.

Una lezione preziosa per chi vuole entrare in questo settore è proprio questa: l’innovazione non è mai sterile se nasce da un’intuizione autentica, testata sul campo e supportata da una struttura tecnologica solida.  Alcuni degli attuali leader del mercato hanno cominciato così: piccoli team con idee chiare, una roadmap ben definita e la volontà di fare le cose “come si facevano una volta”, ma con strumenti del 2025.

Il peso delle regolamentazioni e la sfida della trasparenza

In Italia, il gioco online è un comparto fortemente regolamentato, e proprio per questo è un terreno fertile per chi sa muoversi con perizia.

Troppi neofiti vedono le normative AAMS come un freno, ma i veterani sanno che sono in realtà una garanzia.  I brand italiani che hanno conquistato la fiducia del pubblico lo hanno fatto rispettando paletti rigidi, puntando tutto su affidabilità, sicurezza e user experience.

Dall’officina al cloud: quando la passione si fa codice

Le storie più affascinanti, però, sono quelle che ci riportano ai fondatori, spesso ex sviluppatori, designer o matematici che hanno trasformato il loro amore per il gioco in un progetto concreto.

C’è chi ha iniziato sviluppando slot per puro diletto, con interfacce 2D fatte a mano, e si è ritrovato, qualche anno dopo, a guidare un team internazionale da una sede nel Nord Italia.

Questi imprenditori conoscono la materia come un falegname conosce il legno: sanno quanto deve pesare un’interfaccia, quanto deve durare un’animazione, quanti secondi possono passare tra una vincita e l’altra per mantenere alta la tensione narrativa.  Il loro approccio è più simile a quello di un artigiano che a quello di uno startupper: fanno pochi errori, e li fanno una volta sola.

Un modello italiano che ha ancora molto da dire

Chi pensa che il futuro del gioco online sia in mano esclusivamente ai giganti internazionali, forse non ha guardato abbastanza da vicino.

L’Italia è piena di storie di successo che meritano di essere raccontate: piccoli team cresciuti a suon di prove, algoritmi scritti in notti insonni e decisioni prese con la testa e con il cuore.

Il vero segreto? È l’equilibrio.  Tra regole e creatività, tra codice e design, tra business e passione.

E noi, da professionisti del settore, dobbiamo riconoscerlo: quando questi elementi si fondono nel modo giusto, il risultato non è solo un casinò vincente, ma un esempio di eccellenza tutta italiana.  Un faro per chi vuole entrare in questo mondo senza farsi accecare dai riflettori, ma con i piedi ben piantati nella realtà.

Tegoni: “Il quinto posto della Juve Stabia non è un caso. Bisogna capire la tenuta fisica della Reggiana”

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Roberto Tegoni, giornalista di Radio Reggio, è intervenuto nel corso della trasmissione “Juve Stabia Talk Show”, in onda ogni giovedì dalle 19:30 sui canali di Vivicentro.it. Le dichiarazioni di Tegoni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di Vivicentro, offrendo una prospettiva esterna sul cammino delle Vespe e un confronto con la realtà della Reggiana.

Tegoni ha subito sottolineato l’importanza della guida tecnica per la Juve Stabia: “La Juve Stabia ha un uomo importante come l’allenatore, con Pagliuca esce la fame di giocare, senza di lui la squadra avrebbe certamente fatto più fatica”. Il giornalista ha espresso una certa sorpresa per l’attuale posizione in classifica dei gialloblù: “Non mi aspettavo il quinto posto della Juve Stabia”.

Passando ad analizzare la situazione della Reggiana, Tegoni ha evidenziato i recenti cambiamenti in panchina: “A Reggio abbiamo cambiato vari allenatori, si è rotto qualcosa con Viali, il cambio è stato obbligatorio”. L’arrivo del nuovo tecnico sembra aver dato una scossa: “Dionigi che è di Reggio qualcosa in più la dà, le tre vittorie consecutive ne sono la prova”. Ha poi ricordato il contesto della gara d’andata: “All’andata la Reggiana veniva dal periodo peggiore e la partita con lo Stabia doveva dare delle risposte”. Le recenti vittorie, seppur importanti come quella nel derby di Modena (“non vincevamo a Modena dal 2000”), non devono creare illusioni: “adesso le tre vittorie non significano aver fatto niente”.

Un altro aspetto toccato da Tegoni riguarda la situazione societaria della Reggiana: “Abbiamo una bella società che vuole lasciare e si cercano acquirenti anche fuori provincia”. Tornando sulla Juve Stabia, il giornalista ha osservato come la squadra campana sembri destinata a qualche cambiamento, pur riconoscendo la solidità del percorso fin qui: “La squadra a Castellammare cambierà qualcosa.” Sui gialloblù si esprime così: “la Juve Stabia non si trova al quinto posto per caso”.

Infine, Tegoni ha sollevato un dubbio sulla tenuta atletica della Reggiana in queste due ultime partite: “Bisogna capire la tenuta fisica della Reggiana. Dionigi non crede al turnover, si gioca ogni 3/4 giorni e quindi bisogna capire se ci sarà la forza per tenere duro”. Ha anche evidenziato una fragilità difensiva della Reggiana nelle ultime uscite: “nelle ultime 15 partite abbiamo sempre preso gol”.

Morto James Foley, regista di ‘House of Cards’ e ’50 sfumature’ aveva 71 anni

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(Adnkronos) – Hollywood piange James Foley, regista versatile e raffinato che nel corso di oltre trent'anni ha lasciato un segno nel cinema, nella televisione e persino nella musica pop.E' morto nella sua casa di Los Angeles all'età di 71 anni: in tempi recenti ha diretto la serie tv "House of Cards" e i film "Cinquanta sfumature di nero" (2017) e "Cinquanta sfumature di rosso" (2018), i capitoli finali della trilogia erotica basata sui romanzi di E.L.

James.A comunicare la scomparsa è stato il suo agente, che ha parlato di "una morte serena", avvenuta nel sonno, dopo una lunga malattia, legata ad un tumore al cervello.  
Nato a New York, il 28 dicembre del 1953, Foley era cresciuto tra le strade di Brooklyn prima di trasferirsi in California per studiare cinema.

Fu proprio durante gli anni universitari che ebbe un incontro destinato a cambiargli la vita: il regista Hal Ashby vide un suo cortometraggio e gli propose di lavorare insieme.Anche se il progetto non andò in porto, quell’episodio gli aprì le porte dell’industria cinematografica. 
La sua carriera iniziò ufficialmente nel 1984 con il film "Amare con rabbia", ma fu la collaborazione con Madonna a renderlo noto al grande pubblico.

Con la popstar realizzò alcuni dei suoi videoclip più celebri – "Papa Don't Preach", "True Blue", "Live to Tell" – e il film "Who's That Girl?" (1987), tentativo non fortunato di lanciare la cantante come attrice. Dopo la parentesi musicale, Foley firmò "A distanza ravvicinata" (1986), un intenso dramma familiare con Sean Penn e Christopher Walken.Ma il riconoscimento definitivo arrivò nel 1992 con "Americani", adattamento di un'opera di David Mamet sul mondo spietato dei venditori immobiliari.

Il film, interpretato da mostri sacri come Al Pacino, Jack Lemmon, Alec Baldwin e Kevin Spacey, è diventato un classico moderno. Negli anni successivi Foley ha continuato a dirigere film dal tono cupo e intenso, come "Paura" (1996), che ha contribuito a lanciare le carriere di Mark Wahlberg e Reese Witherspoon, e "Confidence – La truffa perfetta " (2003), un noir elegante con Edward Burns e Dustin Hoffman.Dopo un’esperienza deludente sul set di "Perfect Stranger" (2007), decise di allontanarsi temporaneamente dal cinema. La sua rinascita artistica è avvenuta grazie alla televisione: David Fincher lo volle dietro la macchina da presa per "House of Cards – Gli intrighi del potere", prima grande serie originale di Netflix.

Foley firmò ben 12 episodi della serie (2013-15) e successivamente ha lavorato anche a "Billions" (2016).Nel 2017-18 era tornato al cinema con due blockbuster internazionali: "Fifty Shades Darker" e "Fifty Shades Freed".  Durante la sua carriera, Foley non ha mai amato essere etichettato. "Non mi interessa ripetermi", dichiarava il regista. "Scelgo i progetti che mi attraggono, anche se non sempre funzionano".

Il filo rosso della sua filmografia? "Uomini alienati, fuori dagli schemi, spesso coinvolti in dinamiche di potere e tradimento". Dietro le quinte era noto per la sua meticolosità e per il rapporto empatico con gli attori. "I migliori vogliono essere diretti", spiegava. "Quando c'è sintonia, si ottengono risultati straordinari". (di Paolo Martini) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sognando… Ballando con le stelle, stasera 9 maggio: tutto quello che c’è da sapere

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(Adnkronos) – Stasera, venerdì 9 maggio, in diretta su Rai 1 dall’Auditorium Rai del Foro Italico, al via 'Sognando… Ballando con le stelle'.Milly Carlucci, affiancata come sempre da Paolo Belli, apre il salone delle feste dello show di Rai 1 e lancia l'evento unico: un talent per accogliere un nuovo maestro nello show autunnale. In occasione del ventesimo compleanno di 'Ballando con le Stelle', Milly Carlucci, celebra questo traguardo con una novità assoluta, aprendo le porte del 'Salone delle Feste' del programma cult di Rai 1, nel quale, per la prima volta, un professionista avrà la possibilità di diventare un 'maestro'.

Il talent, che si articolerà in 4 puntate, in onda sempre in prima serata al venerdì, diventa così l’occasione perfetta per celebrare i 20 anni dello show, con ospiti speciali provenienti dalle passate edizioni e numerosi momenti di amarcord. Saranno la giuria, composta da Carolyn Smith, Fabio Canino, Ivan Zazzaroni, Selvaggia Lucarelli e Guillermo Mariotto e il pubblico, attraverso i social, a decidere chi entrerà ufficialmente a far parte del cast di 'Ballando con le Stelle'.Il programma si svolgerà nello studio storico del talent, quello che ha reso grande il successo dello show, con la sua giuria, la sua band, i suoi tribuni: Simone Di Pasquale, Sara Di Vaira e Rossella Erra, e la new entry Matteo Addino, con a bordo campo sempre Alberto Matano e i maestri. Questi gli abbinamenti dei dieci aspiranti maestri, selezionati al termine dei tre appuntamenti speciali, andati in onda nel daytime, con i maestri di Ballando con le stelle, che si esibiranno nel corso delle quattro puntate:  – Chiquito con Anastasia Kuzmina – Aly-Z con Moreno Porcu – Yoyo Flow con Rebecca Gabrielli – Yuri con Alessandra Tripoli – Eleonora con Luca Favilla – Vanessa con Carlo Aloia – Mario con Veera Kinnunen – Hugo con Giada Lini – Janiya con Pasquale La Rocca – Valentina con Nikita Perotti  In ogni puntata, i protagonisti, ovvero gli aspiranti maestri abbinati ai maestri dell’ultima edizione di 'Ballando con le Stelle', dovranno dimostrare il loro talento, grazie anche alla partecipazione di vip delle edizioni precedenti, che li metteranno alla prova con esibizioni ad alta intensità.

Non mancheranno gli ospiti musicali, che daranno una marcia in più e impreziosiranno ogni performance.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

A Mosca parata per Giorno Vittoria, Putin: “Tutta la Russia sostiene offensiva in Ucraina”

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(Adnkronos) – Oggi a Mosca la parata per commemorare l'80esimo anniversario della vittoria sulla Germania nazista.Le forze armate russe hanno marciato nella Piazza Rossa alla presenza di Vladimir Putin e di circa 20 leader stranieri, tra cui il cinese Xi Jinping, ricevuti prima dell'evento dal numero uno del Cremlino. Putin, seduto accanto a Xi all'inizio della parata, è stato anche ripreso mentre salutava e stringeva la mano ad alcuni veterani della seconda guerra mondiale. "La Russia nel suo insieme" sostiene l'offensiva in Ucraina, afferma Putin nel giorno della parata. "L'insieme del Paese, la società, il popolo sostengono i partecipanti all'operazione militare speciale" in Ucraina, ha dichiarato Putin, assicurando poi che la Russia "è stata e sarà una barriera indistruttibile contro il nazismo, la russofobia, l'antisemitismo". "Siamo orgogliosi del coraggio e della determinazione" dei partecipanti all'operazione militare speciale, ha detto ancora.

Tra i soldati che hanno sfilato sulla Piazza Rossa, anche 1500 militari che hanno combattuto in Ucraina.   A mezzanotte di ieri, giovedì 8 maggio, è iniziato il periodo di tregua nella guerra tra Russia e Ucraina chiesto da Putin in vista del Giorno della Vittoria.Ma nonostante il cessate il fuoco unilaterale, le autorità ucraine hanno segnalato nuovi bombardamenti. Donald Trump, che ieri ha avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha dal canto suo inviato un messaggio al presidente russo. "I colloqui con Russia e Ucraina proseguono.

Gli Stati Uniti chiedono, idealmente, un cessate il fuoco incondizionato di 30 giorni", scrive Trump sul social Truth.Russia e Ucraina si accusano reciprocamente per violazioni della tregua proclamata da Putin tra l'8 e l'11 maggio per blindare la parata di Mosca.  "Speriamo venga rispettato un cessate un fuoco accettabile.

Entrambi i Paesi saranno ritenuti responsabili del rispetto della sacralità di questi negoziati diretti.Se il cessate il fuoco non verrà rispettato, gli Stati Uniti e i loro partner imporranno ulteriori sanzioni", scrive ancora Trump, ribadendo che "migliaia di giovani soldati muoiono ogni settimana e tutti dovrebbero volere la fine della guerra". L'avvicinamento di Trump all'Ucraina appare evidente dopo la firma dell'accordo tra Washington e Kiev sulle terre rare.

L'intesa, nell'ottica dalla Casa Bianca, è un'opportunità per gli Stati Uniti che possono puntare a recuperare i 350 miliardi spesi per sostenere il paese invaso. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mattarella: “Europa non arretri di fronte a difficoltà, coraggio o diritti a rischio”

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(Adnkronos) – "È nella nostra capacità di affrontare il cambiamento, con unità e responsabilità, che risiede il destino dell’Italia e dell’Europa e il benessere delle generazioni che verranno".Così il capo dello Stato Sergio Mattarella in un messaggio diffuso dal Quirinale in occasione dei 75 anni dalla dichiarazione Schuman e nel 70esimo anniversario della Conferenza di Messina.  "Oggi, a 75 anni dalla dichiarazione Schuman e nel 70° anniversario della Conferenza di Messina, celebriamo la Festa dell’Europa e con essa gli enormi progressi di quel cammino comune che ha portato pace, stabilità e prosperità nel continente", ha sottolineato. "Di fronte all’incalzare degli sviluppi internazionali e alle minacce strategiche e geopolitiche cui è sempre più esposta la Comunità internazionale – ha avvertito Mattarella – si impone oggi, con rinnovato vigore e determinazione, la necessità di non arretrare rispetto alle difficoltà.

Solo attraverso sforzi creativi e proporzionati ai pericoli che incombono, potremo preservare l’ideale di un’Europa forte, giusta e pacifica, baluardo di speranza per le generazioni future.È una sfida di proporzioni incommensurabili: per originalità rispetto alle forme usuali di cooperazione tra Stati nazionali; per l’ingente capitale di fiducia reciproca richiesto a chi sceglie di parteciparvi; per la portata delle innovazioni istituzionali necessarie alla sua realizzazione; e per la determinazione richiesta alle classi dirigenti nel superare gli inevitabili ostacoli che derivano da tanta complessità". "Se non sapremo affrontare con coraggio, risolutezza e lungimiranza le sfide che minacciano il nostro futuro, rischieremo – ha sottolineato ancora – di smarrire quel patrimonio inestimabile di diritti e valori che costituiscono la pietra angolare del nostro progetto di integrazione.Prosperità condivisa, eguaglianza sostanziale, libertà inviolabile, pace duratura e democrazia solida, nel rispetto dell’ambiente che ci accoglie, non sono soltanto ideali da custodire, ma impegni concreti da rinnovare con determinazione". "Il 9 maggio 1950 veniva rilasciata la storica dichiarazione con la quale il Ministro degli Esteri francese Robert Schuman proponeva la creazione di una comunità di Stati per la produzione comune di carbone e acciaio, strumento per immaginare un’Europa unita dapprima sul piano economico e in prospettiva sul piano politico, così da superare la tragica esperienza della guerra.

Veniva allora intrapreso un ambizioso percorso di integrazione che ha vissuto dei momenti di difficoltà ma non si è mai arrestato.Nel giugno del 1955 la Conferenza di Messina tracciò la rotta verso la firma dei Trattati di Roma.

Quella stagione di rinnovato impegno segnò una svolta decisiva nel processo di unificazione, consolidando le fondamenta di un’Europa capace di guardare al futuro con ambizione e responsabilità.Oggi, a 75 anni dalla dichiarazione Schuman e nel 70° anniversario della Conferenza di Messina, celebriamo la Festa dell’Europa e con essa gli enormi progressi di quel cammino comune che ha portato pace, stabilità e prosperità nel continente", le parole del capo dello Stato. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Leone XIV primo Papa dell’Ordine degli agostiniani, chi sono

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(Adnkronos) – L'elezione di ieri giovedì 8 maggio di Robert Francis Prevost, il primo Papa moderno proveniente dall'Ordine di Sant'Agostino, segna un momento carico di significato nella vita della Chiesa.Non si tratta solo di un fatto inedito collegato al primo cardinale statunitense salito sulla cattedra di Pietro: questa nomina riporta all'attenzione una delle famiglie religiose più antiche e influenti del cattolicesimo, la cui storia attraversa otto secoli di vicende ecclesiali, culturali e spirituali.

Comprendere la portata di questo evento significa anche riscoprire il ruolo che l'Ordine degli Agostiniani ha avuto – e può ancora avere – nel rinnovamento della Chiesa. L'Ordine di Sant'Agostino trova la sua ispirazione nella figura e nel pensiero di Agostino di Ippona (354-430), vescovo, padre della Chiesa e autore di opere fondamentali come 'Le Confessioni' e 'La Città di Dio'.Intellettuale di primo piano dell'antichità cristiana, Agostino fu anche fondatore di una forma di vita comune monastica con i suoi chierici a Ippona, nel nord Africa. Agostino compose una Regola di vita comunitaria, semplice e flessibile, che poneva al centro l'unità della comunità, la condivisione dei beni, la preghiera e la carità fraterna.

Questa regola, successivamente adottata da molteplici comunità religiose in tutta Europa, sarebbe divenuta la base per la costituzione dell'Ordine vero e proprio secoli dopo. Nel XIII secolo la crescita del movimento degli ordini mendicanti e il desiderio papale di riformare e disciplinare il panorama degli eremiti portò alla fondazione formale dell'Ordine di Sant'Agostino.In particolare, nel 1244, papa Innocenzo IV unì diverse comunità eremitiche italiane (soprattutto in Toscana e nell'Italia centrale) che già si ispiravano alla Regola agostiniana. Il passaggio definitivo avvenne nel 1256 con la bolla "Licet ecclesiae catholicae" di papa Alessandro IV, che decretò l'unione di vari gruppi in un unico ordine religioso sotto la guida di un priore generale: nacquero così gli Eremitani di Sant'Agostino, uno dei quattro grandi ordini mendicanti ufficialmente riconosciuti dalla Santa Sede (insieme a Francescani, Domenicani e Carmelitani). L'Ordine si sviluppò rapidamente in tutta Europa: i frati venivano destinati a vivere non più in eremi isolati, ma in conventi urbani, impegnati nella predicazione, nell'amministrazione dei sacramenti e nell’insegnamento.

Seguendo il modello mendicante, rinunciavano alle ricchezze personali e si affidavano alla carità dei fedeli.Tra XIII e XIV secolo, l'Ordine contava centinaia di conventi in Italia, Germania, Francia, Spagna e Inghilterra. Gli agostiniani diedero un importante contributo anche al dibattito teologico e filosofico dell'epoca.

Figure come Giles di Roma (Egidio Romano), teologo e discepolo di san Tommaso, influenzarono la corte pontificia e il pensiero scolastico.Altri agostiniani si distinsero come scrittori mistici, studiosi e predicatori. Nel corso del XV e XVI secolo l'Ordine visse tensioni interne tra l’osservanza della regola e le spinte alla riforma.

Una delle figure più note fu Martin Lutero, monaco agostiniano tedesco del convento di Erfurt, che abbandonò l'Ordine e la Chiesa cattolica dando inizio alla Riforma protestante nel 1517.La crisi protestante colpì duramente l'Ordine, soprattutto nei territori germanici, dove molti conventi furono soppressi o si unirono alla Riforma. Nel frattempo, nel contesto della Controriforma, gli agostiniani si impegnarono in una profonda riforma interna.

Nacquero osservanze più rigorose, come i Riformati, i Discalceati e altre congregazioni locali.L'Ordine contribuì attivamente all’espansione missionaria nei territori colonizzati: agostiniani furono tra i primi evangelizzatori nelle Filippine, in America Latina (soprattutto in Messico e Perù) e nell'Africa portoghese. L'Ottocento fu un periodo difficile: le soppressioni napoleoniche e i governi laici in Europa ridussero drasticamente la presenza dell'Ordine.

Conventi, biblioteche e scuole furono chiusi, e la vita comunitaria subì gravi interruzioni. Tuttavia, il XX secolo vide una graduale rinascita.Dopo il Concilio Vaticano II, l'Ordine si rinnovò spiritualmente, tornando alle fonti agostiniane: vita comunitaria semplice, liturgia curata, servizio pastorale e attenzione ai poveri.

Oggi, gli Agostiniani sono attivi in oltre 40 paesi, in Europa, nelle Americhe, in Asia e in Africa.Le missioni e le scuole agostiniane continuano a essere centri vitali di evangelizzazione, cultura e dialogo. In questo contesto storico si inserisce l’elezione di papa Prevost.

Statunitense, teologo e missionario, è stato superiore della provincia agostiniana di Chicago, vescovo missionario in Perù per oltre un decennio, e infine priore generale dell’Ordine (2001–2013).Nominato successivamente a ruoli curiali, la sua elezione al pontificato ha riportato l'attenzione su una spiritualità centrata su interiorità, comunità e servizio.

Il suo profilo riflette il carisma agostiniano: una Chiesa che vive nella comunione fraterna, che ascolta e si fa prossima, che cerca Dio attraverso il cuore inquieto e solidale dell'uomo contemporaneo.L'Ordine di Sant'Agostino ha attraversato la storia della Chiesa come una presenza discreta ma profonda, capace di unire pensiero e carità, contemplazione e azione, fedeltà e riforma.

La salita al pontificato di uno dei suoi figli è più di un riconoscimento: è un richiamo a riscoprire una spiritualità che non cerca potere, ma unità, non visibilità, ma profondità.E forse è proprio questo il segno di cui la Chiesa ha più bisogno oggi e di cui i cardinali nel conclave si sono fatti interpreti. (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Leone XIV infiamma Chicago, baseball ‘litiga’ per il tifoso speciale

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(Adnkronos) – Leone XIV è il primo Papa americano ed è il primo Pontefice che fa litigare due squadre di baseball.Il cardinale Robert Francis Prevost, eletto ieri dal Conclave, è originario di Chicago.

La metropoli dell'Illinois è un pilastro dello sport a stelle e strisce: dai Chicago Bulls di Michael Jordan passando per i Bears della NFL fino ai Blackhawks della NHL.Soprattutto in questo periodo, 'the windy city' trepida e si divide per il baseball: da una parte i Chicago Cubs, dall'altra i Chicago White Sox. I Cubs vivono un momento positivo, con il primo posto nella loro division dopo quasi 40 partite dell'interminabile regular season della Major League.

I White Sox, invece, annaspano all'ultimo posto e sono condannati ad un'annata da comprimari.Almeno, però, potranno contare sul tifo del Papa, a quanto pare.  L'elezione di Prevost ha acceso la città di Chicago.

L'euforia ha contagiato anche i Cubs, che hanno annunciato in pompa magna: "Ehi, Chicago, è un tifoso dei Cubs!", il tweet della squadra, che ha provato a 'impossessarsi' del Pontefice.E' scattata immediata la rivolta dei tifosi dei White Sox ed è scesa in campo, addirittura, la famiglia del Papa.

L'emittente WGN ha dato voce a John Prevost, fratello del Pontefice: "Non è mai stato un tifoso dei Cubs, non so da dove sia venuta fuori questa storia.E' sempre stato tifoso dei Sox".

Per completare il quadro, in famiglia l'unica a tifare per i Cubs era la mamma del Papa.Il padre, invece, era fuori dalla mischia: il suo cuore batteva per i St.

Louis Cardinals. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Anche Harry Styles a San Pietro per l’elezione di Papa Leone XIV

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(Adnkronos) – Occhiali scuri, baffetto (trend del momento), un po' di barba e un cappellino grigio con la scritta 'Techno is my boyfriend'.Così il celebre cantante Harry Styles è apparso ieri pomeriggio tra la folla a San Pietro a Roma per assistere all'arrivo del Papa Leone XIV, all'anagrafe Robert Francis Prevost.  Nonostante il look lo abbia reso quasi irriconoscibile, una fan ha subito capito che davanti ai suoi occhi c'era l'ex membro degli One Direction: "Mentre guardavo l'annuncio del Papa in piazza San Pietro, Harry Styles mi è passato accanto e i nostri sguardi si sono incrociati", scrive la fan in un post su X per accompagnare lo scatto del cantante.

Alcuni utenti social, però, hanno dubitato pensando che si trattasse di un sosia. 
A spazzare via ogni dubbio è il cappello che indossa, un accessorio diventato 'famoso' per essere il 'preferito' del direttore creativo di Valentino Alessandro Michele, amico di lunga data del cantante.I due si sono conosciuti quando Michele era il designer di Gucci ed ha rivoluzionato il modo di concepire il look da uomo.

E lo stile di Styles ne è un esempio.  
Non è la prima volta che Harry Styles viene avvistato in giro tra le vie della Capitale, spesso in sella a una bici.In una delle sue 'vacanze romane' c'è stata una tappa al mercato di Porta Portese: il video di lui tra le bancarelle è diventato virale.

Il legame tra il cantante britannico e Roma è così forte da spingerlo nel 2019 ad acquistare una casa a Civita di Bagnoregio, nei pressi di Viterbo.Secondo i rumors, Styles starebbe cercando di comprare una casa nel centro di Roma.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Innovazione, Grillo (Federated Innovation @Mind e Bracco): “Presentati 5 progetti flagship”

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(Adnkronos) – “Oggi presentiamo il nuovo corso della Federated Innovation @Mind, in continuità con quello che abbiamo fatto negli ultimi tre anni e mezzo, invitando le aziende a realizzare, all'interno dell'ecosistema Mind, delle nuove progettualità.Per qualificare maggiormente l'ecosistema è importante che le aziende partecipino a progetti più trasversali possibili".

Lo spiega Fabrizio Grillo, presidente di Federated Innovation @Mind e direttore Public affairs & international relations di Bracco, all’evento di presentazione di "Building Tomorrow", tenutasi nel corso della Mind Innovation Week e organizzata da Federated Innovation @Mind. "Ciò significa aiutare un numero sempre crescente di aziende a partecipare a progetti che abbiamo definito flagship, progetti pilota di grande valenza – 5 quelli presentati oggi – e, soprattutto, a progettualità che abbiano a che fare con le ancore del distretto: lo Human Technopole, l'ospedale Galeazzi, la società Arexpo, che tra pochi mesi diventerà Principia, e la Statale di Milano, il cui cantiere sta crescendo a vista d'occhio”, continua. Building Tomorrow è l’iniziativa dedicata a plasmare il futuro dell’open innovation a Mind e di cui fanno parte, come illustrato nel corso dell’evento di lancio, progetti flagship e collaborazioni strategiche che guideranno le attività della rete di aziende basata a Mind. “La Statale è un player straordinario di questo ecosistema e sarà, insieme agli altri stakeholder pubblici, un game changer – sottolinea il presidente Grillo – A dieci anni da Expo, siamo lieti di essere qui per raccontare questa nuova storia e, soprattutto, per far vedere che le aziende sono parte determinante di questo ecosistema.Come avviene in molti ecosistemi nel mondo, in tema di trasferimento tecnologico o di collaborazione pubblico-privato, finalmente anche in Italia possiamo lanciare, su quello che è stato lo straordinario sito di Expo Milano 2015, una grande iniziativa”. Al termine della conferenza è stato possibile visitare la mostra "Una vita per lo sport.

Volti e conquiste delle #100esperte", un evento che celebra il contributo delle donne italiane nello sport, organizzato da Fondazione Bracco sul decumano del distretto.Un’iniziativa che ben sintetizza l’importante ruolo della cultura anche in luoghi che guardano al futuro e all’innovazione come Mind: “La cultura d’impresa è un aspetto fondamentale della partecipazione delle aziende – puntualizza Grillo – anche in un ambiente come questo, dove si fa innovazione e ricerca, perché il capitale umano è sempre al centro dell'attenzione”.  “Il Gruppo Bracco, di cui mi onoro di fare parte, è un attore straordinariamente importante di Mind, oltre ad essere stato il motore di Expo 2015 essendo stata la presidente Diana Bracco commissario per l'Italia e presidente della società Expo – precisa – Nel decennale dell’esposizione mondiale, all'interno dell’Innovation Week, si può visitare la bellissima mostra di Fondazione Bracco, che racconta il mondo delle sportive.

Lo sport è un altro degli aspetti fondamentali su cui Fondazione Bracco punta molto, perché lo sport, insieme all'educazione e alla cultura è un elemento cruciale per far crescere il capitale umano.Ci siamo sempre dedicati al mondo delle STEM e delle sportive.

Bracco e la Fondazione hanno infatti una tradizione oramai pluridecennale in questi ambiti.La presidente Diana Bracco ci tiene moltissimo – conclude – perché sono messaggi forti che giungono al cuore della gente e che fanno vedere come lo studio, lo sport, la cultura, la crescita professionale e il mondo dell'impresa siano collegati da un fil rouge straordinariamente importante”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Niente caldo africano e tanta pioggia, sole solo nel weekend: le previsioni meteo

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(Adnkronos) – Niente caldo africano ma, anzi, tanta pioggia con temporali attesi sull'Italia.Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, venerdì 9 maggio, e per i giorni a venire.

All'orizzonte, infatti, un ciclone simil-tropicale che porterà più rovesci che sole, ma anche una tregua dalle piogge nel weekend in arrivo. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma che, almeno fino al 23-24 di questo mese, il caldo africano non arriverà, anzi.Ci saranno ancora rovesci e, addirittura, la prossima settimana arriverà un ciclone simil-tropicale.

Ma non si vive solo di brutte notizie e nel weekend il sole tornerà. Nelle prossime ore, i rovesci più intensi sono previsti sul Nord-Ovest, specie in Piemonte, ma un generale peggioramento interesserà anche gran parte del meridione.Andrà meglio al Centro?

In parte sì, anche se dei temporali sono in agguato soprattutto sulle regioni adriatiche.In sintesi, anche il venerdì sarà molto instabile e la città più calda d’Italia toccherà solamente 25°C.

Un maggio mite. Nel weekend, però, le temperature saliranno e tornerà un bel sole, anche se non per tutti: sabato avremo delle nubi al Nord e su parte del Centro con locali piovaschi nelle ore pomeridiane.Le massime saliranno, ma non supereranno i 26-27°C. Per la Festa della Mamma, domenica 11 maggio, il tempo sarà ancora soleggiato, simile al sabato ma con differenze: al mattino il sole sarà prevalente, ma nel pomeriggio sono previsti degli scrosci in Sardegna e sui rilievi.

Insomma, un fine settimana discreto ma non caldo e non pienamente soleggiato ovunque.Ci accontenteremo. La notizia arriva dal meteo della prossima settimana: un ciclone simil-tropicale potrebbe portare la doppietta ‘100 e 100’, 100 litri di pioggia per metro quadrato e 100 km/h di vento; al momento, le proiezioni modellistiche vedono, da giovedì 15 maggio, lo sviluppo e lo spostamento del ciclone dall’Algeria verso Sardegna e poi meridione: è una previsione a lunga scadenza, cioè a lunga distanza temporale, ma da molti giorni i calcolatori confermano questo mostro con connotati simil-tropicali. I connotati simil-tropicali previsti sono il ‘cuore caldo’ nell’occhio del ciclone e la doppietta nubifragi+vento come avviene durante gli uragani. ‘Cuore caldo’ significa temperature più elevate al centro, con alimentazione attiva da parte del calore e dell’energia del mare: speriamo che le previsioni a lunga scadenza abbiano visto male. Intanto prepariamoci agli ultimi temporali diffusi delle prossime ore, poi nel weekend finalmente tornerà un po' di sole, anche se non pienamente convinto. Venerdì 9.

Al Nord: rovesci e schiarite.Al Centro: soleggiato, ma con temporali sugli Appennini.

Al Sud: peggioramento con rovesci sparsi. Sabato 10.Al Nord: spesso soleggiato, qualche rovescio.

Al Centro: più soleggiato che piovoso.Al Sud: soleggiato e più caldo. Domenica 11.

Al Nord: spesso soleggiato, qualche rovescio sui monti.Al Centro: soleggiato, più nubi in Sardegna.

Al Sud: soleggiato e più caldo. Tendenza: peggiora da lunedì; ciclone simil-tropicale in arrivo da giovedì 15. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Iran, nucleare e Gaza: “Trump ha visto il ministro israeliano Dermer”

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(Adnkronos) – Colloquio 'privato' su nucleare e Iran, ma anche sulla guerra a Gaza.Questi i temi sul tavolo nell'incontro di ieri tra il presidente americano Donald Trump e il ministro israeliano per gli Affari Strategici Ron Dermer, stretto collaboratore del primo ministro Benjamin Netanyahu.

A scriverne è Barak Ravid su Axios, citando due fonti informate sull'incontro.  L'incontro alla Casa Bianca, che non è stato reso pubblico né dagli Stati Uniti né da Israele, si è svolto alla vigilia del quarto round di colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran, in programma domenica a Muscat, e del viaggio del presidente Trump in Medio Oriente che inizierà lunedì.Trump visiterà l'Arabia Saudita, il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti.  L'incontro tra un presidente e un funzionario, quindi non un capo di Stato è alquanto insolito, fa notare Axios.

I colloqui si sono svolti due giorni dopo l'annuncio di Trump – che ha colto di sorpresa Netanyahu – di una tregua con gli Houthi.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

India-Pakistan, alta tensione: nuova ondata di attacchi nella notte

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(Adnkronos) – Resta molto alta la tensione tra India e Pakistan, divisi dalla crisi scoppiata il 22 aprile in seguito all'attacco terroristico a Pahalgam, nel Kashmir indiano.Nuova Delhi ha accusato oggi Islamabad di una nuova ondata di attacchi notturni sul suo territorio nonostante i numerosi appelli internazionali ai due paesi per una de-escalation.  L'India ha segnalato "molteplici attacchi" da parte di droni e armi da fuoco pakistani durante la notte "lungo il confine". "Gli attacchi dei droni sono stati respinti e si è risposto in modo appropriato", ha aggiunto l'esercito. Il Pakistan non ha immediatamente risposto.

Secondo una fonte della polizia citata da Afp, durante questi attacchi un civile è stato ucciso da colpi di mortaio nel settore di Uri.L'ultimo bilancio fornito ieri dalle autorità indiane parlava di 16 morti tra i civili.

Da parte sua, il Pakistan ha denunciato 32 morti tra la sua popolazione. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)