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Caso Garlasco, dal canale spunta un vecchio martello: è l’arma del delitto?

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(Adnkronos) – Colpo di scena nelle nuove indagini sul delitto di Garlasco.Le ricerche, condotte nel canale di Tromello hanno dato risultati che i carabinieri definiscono positivi.

Alcuni oggetti sono stati trovati e ora sono al vaglio degli inquirenti per valutarne la loro utilità per far luce sull'omicidio di Chiara Poggi, la 26enne uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco.  Tra gli oggetti, rivela la trasmissione 'Chi l'ha visto', anche un martello che è l'unico oggetto che la famiglia ha sempre dichiarato mancare dalla villetta di via Pascoli a Garlasco.Secondo le perizie sarebbe compatibile con le ferite sul corpo della ragazza.

L'attrezzo è stato trovato proprio nei 300 metri in cui si concentrate le ricerche di carabinieri e vigili del fuoco, poco distante anche dalla casa disabitata della famiglia Cappa, dopo la testimonianza di un uomo che, dopo quasi 18 anni di silenzio, ha parlato di una ragazza che ha gettato un oggetto metallico – gli inquirenti in realtà cercavano un attizzatoio da camino – nel canale la mattina dell'omicidio.Trattandosi di un oggetto comune e di un ritrovamento, avvenuto ad anni di distanza, la prudenza è d'obbligo.

Tutta da valutare la rilevanza di questi ritrovamenti – tra cui anche il bracciolo in ferro di una sedia – con cui si chiudono le ricerche.  
L'area dragata ha riguardato una lunghezza di circa 1,2 chilometri, ma le ricerche – rese difficili anche dal trascorrere degli anni – si sono concentrate solo nei trecento metri che scorrono lungo il paese. È qui che un testimone – in un'intervista a 'Le Iene' – sarebbe stata gettata l'arma del delitto di Chiara Poggi.Nel video della testimonianza, sequestrato e che verrà trasmesso integralmente nella puntata del prossimo 20 maggio, il testimone parla di un lungo oggetto metallico che sarebbe stato gettato da una ragazza (asseritamente identificata come Stefania Cappa, non indagata) nella roggia che scorre tra le case.  Ma la procura di Pavia si muove su due fronti nella nuova inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi.

Un'indagine che ha portato alla condanna in via definitiva a 16 anni di carcere di Alberto Stasi e che ora – su input anche della difesa dell'ex fidanzato – punta su Andrea Sempio, oggi perquisito, oltre che sulla ricerca dell'arma del delitto.  In particolare, ieri le perquisizioni – durate quasi sette ore – hanno riguardato la sua abitazione a Voghera, la casa dei genitori a Garlasco e quelle di Mattia Capra e Roberto Freddi (non indagati), amici di Sempio e di Marco Poggi, fratello della vittima.I due nomi – non inediti per chi conosce gli atti – compaiono tra i verbali dei carabinieri redatti nell'ottobre 2008, poi nell'inchiesta in cui si ricostruiscono i contatti telefonici di Sempio avuti nella mattinata del delitto, quindi tornano nel febbraio del 2024 quando in una relazione i carabinieri svelano che hanno acquisito il loro materiale biologico, oltre a quello rubato a Marco Poggi frugando nella spazzatura.

Roberto frequentava la stessa scuola elementare di Marco, con Mattia invece condivideva la passione per il calcio, entrambi frequentavano casa Poggi ed entrambi vengono contattati telefonicamente da Sempio il giorno del delitto.Chiamate ed sms che si concentrano tra le 9.58 e le 12.18 e che rendono credibile, insieme allo scontrino del parcheggio di Vigevano, gli spostamenti di Sempio la mattina di quasi 18 anni fa.  Tra gli oggetti sequestrati, da quanto si apprende, risultano appunti scritti a mano conservati in alcune scatole, vecchi 'diari' in cui Sempio scriveva frasi e idee su come piacere alle ragazze, ma le acquisizioni hanno riguardato anche supporti informatici e il contenuto di nuovi e vecchi telefoni da cui potrebbero venir fuori risvolti inediti.

Un atto d'indagine che non sembra turbare Sempio. "Andrea è sereno come sempre e ha dato piena disponibilità a mostrare ogni spazio della casa" le parole dell'avvocata Angela Taccia che insieme al collega Massimo Lovati difendono il 37enne.  E alla vigilia dell'incidente probatorio in programma venerdì 16 maggio – in cui si discuterò della traccia biologica mista trovata sulle unghie di Chiara Poggi – la famiglia della vittima, già provata da anni alla ricerca della verità sull'omicidio, si dice "ancora una volta basita per quanto sta accadendo.Il nostro ordinamento attribuisce alle Procure un amplissimo potere in fase di indagini ma non per questo gli inquirenti possono collocarsi al di sopra della giurisdizione ignorando quanto accertato in un giusto processo, valorizzando – a distanza di quasi 20 anni – delle ipotesi stravaganti e creando in tal modo i presupposti per una loro immediata diffusione sugli organi di stampa" le parole, in una nota, dell'avvocato Francesco Compagna.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meraviglia Musetti, batte Zverev e vola in semifinale agli Internazionali

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(Adnkronos) –
Lorenzo Musetti vola in semifinale agli Internazionali d'Italia 2025.Il tennista azzurro oggi, mercoledì 14 maggio, ha battuto il tedesco Alexander Zverev in due set con il punteggio di 7-6 (1), 6-4 nei quarti di finale del Masters 1000 di Roma.

Ora, nell'ultimo atto, del torneo, Musetti affronterà Carlos Alcaraz, che in mattinata ha superato Jack Draper.  Con Musetti in campo, c'è la certezza che possa succedere qualunque cosa.E così, quando il Centrale si riempie per il match tra Lorenzo e Zverev, sulle tribune aumenta la speranza che alla fine, l'azzurro, potrebbe farcela davvero.

Anche se davanti a sé ha il numero due del mondo e campione in carica degli Internazionali, un amante della terra, che a Roma arriva dopo un periodo di alti e bassi, l'unica vera costante della sua carriera.Musetti però entra in campo determinato: scorre bene sul campo, colpisce di dritto e illumina il Foro con il suo rovescio a una mano, una razza purtroppo in estinzione, ma una bellezza per gli occhi.

Zverev però, quando ha l'opportunità, sa fare male: Sascha si prende d'improvviso tre palle break, Lorenzo resiste per due volte, si arrende alla terza.Il toscano alza gli occhi al cielo, guarda gli spalti, si carica.

Si prende gli applausi con una splendida palla corta, sorprende il tedesco con un lob.Rimane incollato all'avversario, poi si porta una mano all'orecchio, chiama a raccolta i suoi tifosi.

Perché per lui, molto più emotivo del suo collega Jannik, quel sostegno è vitale. Zverev però, che nei giorni scorsi si era lamentato di campi e palline, non sembra avere problemi al servizio.Il tedesco mette in campo le prime e tira forte, rendendo il lavoro di Musetti molto complicato.

Lorenzo si concede un gesto di stizza, getta una pallina in tribuna, scarica un po' di tensione.E colpisce.

All'ottavo game si prende due palle break, trasforma la prima e fa esplodere il Centrale.Zverev, per la prima volta nel match, va sotto e sente la pressione, ma ancora un volta il servizio lo tira fuori dai guai.

Poi il tedesco alza il livello della sua risposta, e si prende altre due palle break.Musetti annulla la prima, cede alla seconda.

Ma Lorenzo non si arrende.Al game successivo annulla tre match point e piazza il controbreak, portando la partita al tie break.

Il vento ora è cambiato.L'azzurro vola subito sul 5-0, con due palle corte che Sascha si sognerà stanotte, e conquista il primo set 7-6. 
Il secondo set si apre con il punto del torneo.

Zverev prova una palla corta, Musetti risponde con un 'bacio' alla pallina che oltrepassa a malapena la rete, ma il tedesco ci arriva e trova un lob che si stampa sulla linea, prendendosi gli applausi di un Centrale incredulo e in estasi. È tennis nella sua forma più bella e pura, che prende vita nelle racchette di due tra i giocatori più forti al mondo.Ma Lorenzo, che da poche settimane ha festeggiato il primo ingresso in top ten della carriera, non si addormenta sugli allori, perché sa che per prendersi la semifinale serve qualcosa in più.

Sale a rete, lascia andare il suo, bellissimo, rovescio.Continua a variare i suoi colpi, per non dare ritmo all'avversario, in difficoltà soprattutto sulle palle alte.

I game passano, l'equilibrio non si spezza. 
Poi arriva il nono gioco.Musetti bacia la linea laterale, nemmeno a dirlo, con il rovescio e si prende una palla break.

La palla corta con cui la trasforma, piazzando così il sorpasso, è l'apoteosi di chiunque ami il tennis.Quando Musetti firma lo schiaffo al volo che chiude il match, conquistando il secondo set 6-4, allarga le braccia e urla.

E forse urla che, finalmente, è arrivato il suo momento. (di Simone Cesarei)  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milan-Bologna 0-1, Ndoye decide la finale. Festa rossoblù all’Olimpico

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(Adnkronos) – Cinquantuno anni dopo l'ultima volta, il Bologna vince la Coppa Italia.Nella finale dello stadio Olimpico di Roma, i rossoblù battono 1-0 il Milan grazie alla rete di Ndoye a inizio ripresa.

Partita impeccabile della squadra di Italiano, apparsa fin dall'inizio più agguerrita degli avversari.Al fischio finale dell'arbitro Mariani, è festa rossoblù.

Per il Milan, invece, è un'altra serata da dimenticare.  Conceicao si affida a Luka Jovic in attacco, memore della doppietta decisiva nella semifinale vinta 3-0 contro l’Inter.Al suo fianco, Leao e Pulisic.

Italiano punta invece sui soliti noti, con Fabbian, Orsolini e Ndoye alle spalle di Castro.All’Olimpico parte meglio il Milan, che dopo una manciata di minuti sfiora il vantaggio con Jimenez.

Leao semina la difesa rossoblù sulla sinistra e mette in mezzo un bel cross basso, l’esterno rossonero si divora il vantaggio da due passi.Il Bologna risponde con il colpo di testa di Castro all’8’, ma Maignan è prodigioso e tiene il Diavolo a galla.  Ancora Milan pochi secondi dopo: Jimenez crossa dalla destra e la deviazione di Beukema per poco non beffa Skorupski, reattivo anche sul successivo destro a botta sicura di Jovic.

La spinta iniziale delle due squadre pian piano si affievolisce e il primo tempo si chiude in equilibrio e con una buona dose di tensione, dopo un fallo in mezzo al campo di Ferguson su Leao, che scalda le panchine.  Nella ripresa, il Bologna passa al primo affondo: al 53', i rossoblù penetrano per vie centrali, poi Ndoye sfrutta un errore della difesa rossonera e batte Maignan con il destro.Finale sbloccata, vantaggio rossoblù.  Conceicao nota fatica, si volta verso gli uomini in panchina per cercare la svolta e al 63’ opta per il triplo cambio: entrano Gimenez, Joao Felix e Walker al posto di Tomori, Jovic e Alex Jimenez.

Il Diavolo prova a organizzare una reazione, ma la manovra rossonera appare disordinata e poco efficace: l’unico squillo arriva da una deviazione sporca di Gimenez su un cross tagliato di Theo Hernandez, neutralizzata senza fatica da Skorupski.Il finale è una girandola di cambi, da una parte e dall'altra.

Il Bologna tira fuori l'anima, rischia poco e si prende un trofeo aspettato dal 1974.Italiano può far festa.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Groenlandia, Nasa scopre base nucleare Usa sotto i ghiacciai: era top secret

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(Adnkronos) – Un team della Nasa ha scoperto sotto i ghiacciai della Groenlandia i resti di una base nucleare americana costruita durante la Guerra Fredda, il Camp Century.Lo scrive il Wall Street Journal spiegando che la scoperta risale alla scorsa primavera, quando gli scienziati stavano testando un nuovo sistema radar sul nord della Groenlandia settentrionale e hanno rilevato qualcosa di insolito.

Nelle profondità della calotta glaciale sorgevano infatti alcuni insediamenti collegati da una rete di tunnel, come una civiltà passata congelata nel tempo.Più precisamente 21 tunnel interconnessi che si estendono per quasi tre chilometri, scavati direttamente nella calotta glaciale, una base alimentata da un reattore nucleare che era stato trascinato per oltre 210 chilometri attraverso la calotta glaciale.

Alloggi, una palestra, latrine, laboratori e una mensa che ospitava circa 200 militari.  Non i resti di una civiltà passata, quindi, ma una base militare americana che faceva parte di un ambizioso e clandestino piano del Pentagono, noto come 'Progetto Iceworm', per costruire una rete di siti di lancio di missili nucleari sotto i ghiacci dell'Artico.Il sito sotterraneo, progettato per ospitare 600 missili balistici a medio raggio, rivela l'entità del coinvolgimento degli Stati Uniti in Groenlandia, risalente a oltre mezzo secolo fa, nota il Wall Street Journal.

Il Pentagono parlò della costruzione del Camp Century come di un'impresa ingegneristica, ma il suo vero scopo rimase top secret, perfino a molti degli uomini che vi prestarono servizio.Solo una donna, una dottoressa danese, ha messo piede nella base. 
Camp Century fu costruito in parte nel 1959 e poi abbandonato nel 1967, dopo che la calotta glaciale venne ritenuta troppo instabile per supportare la rete di lancio missilistica.

Negli anni il ghiaccio si è accumulato e la struttura ora è sepolta sotto almeno 30 metri di ghiaccio.Prima del sorvolo della Nasa, alcuni conoscevano la base come centro di ricerca, ma il suo vero scopo militare è rimasto segreto fino al 1996.

Greene e i suoi colleghi hanno scattato la prima foto del campo nell'aprile dello scorso anno. Più che una semplice reliquia della Guerra Fredda, Camp Century è per il Wall Street Journal ''un ricordo della lunga presenza degli Stati Uniti sul territorio danese della Groenlandia''.La Danimarca ha dovuto cedere parte del territorio agli Stati Uniti per mantenere la sovranità sulla Groenlandia, ma il presidente americano Donald Trump si sta spingendo oltre.

Ha infatti criticato la Danimarca per non aver adeguatamente protetto la Groenlandia, l'isola più grande del mondo, e ha minacciato di occupare il territorio con la forza in nome della sicurezza nazionale americana, ricorda il giornale. Gli Stati Uniti hanno già il diritto di stabilire basi in Groenlandia in base a un trattato del 1951 con la Danimarca che ha consentito loro di costruire Camp Century.Durante la Guerra Fredda, gli Stati Uniti avevano 17 basi in Groenlandia, tra cui Camp Century, e vi tenevano circa 10mila soldati.

Oggi il numero di militari è ridotto a meno di 200 in una sola base, quella spaziale di Pituffik.La presenza di armi nucleari statunitensi è stata storicamente fonte di attrito con la Danimarca.

All'epoca, l'esercito statunitense non rivelò a Copenaghen, che si era autodichiarata zona denuclearizzata, lo scopo nucleare di Camp Century. La Groenlandia, ricca di minerali, è stata al centro delle analisi sulla sicurezza artica degli Stati Uniti fin dall'inizio della Seconda Guerra Mondiale.Al momento dell'occupazione tedesca della Danimarca nel 1940, la Groenlandia era una colonia danese.

Gli Stati Uniti temevano che i tedeschi occupassero l'isola come base per operazioni militari più vicine all'America.Nel 1941 il rappresentante danese a Washington firmò un accordo che trasferiva la responsabilità della difesa della Groenlandia agli Stati Uniti e dava a Washington il diritto di stabilire basi sull'isola.

Dopo la fine della guerra, gli Stati Uniti si offrirono di acquistare la Groenlandia per 100 milioni di dollari, ma la Danimarca respinse l'offerta.Nel 1951, il parlamento danese ratificò il trattato del 1941, consentendo agli Stati Uniti di mantenere truppe sull'isola.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Quando si gioca l’ultima giornata di Serie A? La risposta del presidente Simonelli

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(Adnkronos) –
Quando si giocherà l'ultima giornata di Serie A?Al momento, è tutto ancora da definire.

Lo ha spiegato il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, a margine dell’assemblea in corso oggi al Salone d’Onore del Coni a Roma. “Sul calendario, il consiglio ha deciso di non cambiare nulla.Le partite rimarranno il sabato e la domenica del 24 e 25 maggio.

Aspettiamo, ci sarà un altro consiglio che potrebbe confermare le decisioni di oggi o cambiarle.Ad oggi tutto rimane inalterato.

Inter e Napoli d’accordo? È inevitabile, la decisione spetta al consiglio”. L'ultima giornata di campionato sarà decisiva per definire la classifica: Inter e Napoli si giocano la volata scudetto punto a punto, la zona Champions resta un'ammucchiata con diverse squadre in lotta e anche per la salvezza regna l'incertezza.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni-Conte, scontro sulle armi: “Da premier era altro Giuseppi”. Replica: “Ha tradito l’Italia”

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(Adnkronos) – Duro botta e risposta tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte oggi, mercoledì 14 maggio, durante il premier question time alla Camera in tema di spese militari.  "Onorevole Conte, devo dire che sono molto affascinata da questa sua recentissima e travolgente passione antimilitarista, che però nessuno aveva avuto modo di apprezzare quando lei – ha scandito Meloni al question time – era presidente del Consiglio dei ministri…Non la ricordo con questa stessa linea quando da premier ha sottoscritto in pieno Covid – e con un fondo sanitario che al tempo aveva 18 miliardi di euro, meno di quanti ce ne siano oggi- un aumento delle spese militari che al tempo valeva circa 15 miliardi di euro.

E non è dato di sapere – ha insistito la premier – come si declinassero queste posizioni che oggi ci presenta quando avete creato un fondo da 12 miliardi e mezzo per ammodernare la difesa che poi avete votato per portare fino a 25 miliardi di euro.Forse non si parlava della stessa persona che oggi fa le battaglie che sta facendo.

Sarà stato uno dei tanti altri Giuseppi che abbiamo visto in questi anni…''.  "Presidente Meloni coglie sempre l'occasione per buttarla in caciara, e anziché fare la presidente del Consiglio ha delle reazioni fanciullesche.I fatti dicono – la replica di Conte – che io ho portato la percentuale di Pil all'1,4%, abbiamo speso un miliardo per le armi, ma abbiamo portato 209 miliardi.

Ci provi lei".  E ancora, ha incalzato il leader 5 Stelle: "Si rende conto che ha tradito l'Italia comportandosi come una scolara obbediente sottoscrivendo tagli per scuola, sanità, lavoro, ricerca, tutto quello che serve per gli italiani sottoscrivendo spese pazze per le armi?Questo è un errore tragico, perché la Germania diventerà una super potenza militare, la Francia lo è già, e noi arrancheremo dietro, non conteremo più grazie a lei.

A Berlino stanno preparando una statua per lei", – ha attaccato. "Lei agisce senza mandato, il Parlamento non ha votato, la Lega non vuole il piano di riarmo, gli italiani vogliono risposte, non otto mesi per un referto".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Sinner a Cremonini e Totti: stelle e vip per la finale Milan-Bologna

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(Adnkronos) – Da Jannik Sinner ai ministri Giancarlo Giorgetti e Andrea Abodi, da Cesare Cremonini a Matteo Salvini, da Francesco Totti a Brunello Cucinelli e Pier Ferdinando Casini, dal presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma a Adriano Galliani e al generale Michele Adinolfi.Tribuna autorità affollatissima allo stadio Olimpico di Roma per la finale di Coppa Italia tra il suo Bologna e il Milan. Jannik Sinner, tifoso del Milan, calamita attenzioni quando arriva in tribuna.

Il numero 1 del tennis mondiale è il personaggio del momento, protagonista assoluto degli Internazionali d'Italia al Foro Italico. Tra i primi ad arrivare sugli spalti Cesare Cremonini, noto tifoso rossoblu, che non poteva mancare all'appuntamento speciale per il club felsineo.Il Bologna torna a giocarsi un trofeo di primo piano dopo un lunghissimo digiuno.

Cremonini prende posto in tribuna con ampio anticipo rispetto al fischio d'inizio, fissato alle 21.L'emozione si fa sentire…

Qualche fila più in basso, ecco un altro bolognese doc, Gianfranco Fini.L'ex leader di An è stato a lungo una presenza abituale sugli spalti dell'Olimpico, in particolare per le gare casalinghe della Lazio. Man mano, il parterre si riempie.

C'è presidente federale Giancarlo Gravina, il sottosegretario Maurizio Leo.E poi, una schiera di ex calciatori, che hanno scritto pagine importanti del calcio italiano: da Luca Toni a Gianluca Zambrotta, nomi noti del panorama azzurro. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Serie B, Cala un Sipario da Brividi: La Juve Stabia Scrive un Capitolo Indimenticabile della Propria Storia

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La stagione regolare del campionato di Serie B 2024/2025 ha calato il sipario con un epilogo che definire al cardiopalma sarebbe riduttivo. Una serie di colpi di scena incredibili ha ridisegnato le sorti di diverse squadre, lasciando dietro di sé lacrime amare e gioie inattese. Tra i verdetti più clamorosi, spicca la retrocessione della Sampdoria in Serie C, un destino segnato proprio nell’ultima, drammatica giornata.

E mentre i blucerchiati precipitano nel purgatorio della terza serie, Salernitana e Frosinone, formazioni che solo dodici mesi fa calcavano i campi della massima serie, si ritroveranno a giocarsi la permanenza in B nello spareggio salvezza: un doppio confronto che sa di beffa per chi sognava ben altri traguardi.

In questo turbine di emozioni e verdetti, Castellammare di Stabia si è ritrovata, nella giornata di ieri, il “campo principale”, l’epicentro di un dramma sportivo seguito con apprensione e speranza da molte tifoserie d’Italia. L’attenzione era tutta puntata sul “Menti”, dove la Juve Stabia, già promossa e sicura del quinto posto, affrontava la Sampdoria con il coltello tra i denti, spinta non solo dall’orgoglio ma anche dal tifo incrociato di chi sperava in un passo falso blucerchiato per ragioni di classifica altrui. Le “Vespe” di Pagliuca non hanno tradito le attese, onorando l’impegno e offrendo a Sibilli e compagni l’amaro verdetto della retrocessione.

La Juve Stabia vista contro la Sampdoria è apparsa decisamente più tonica e determinata rispetto alla prestazione sottotono offerta contro la Reggiana. Nonostante ciò, la Sampdoria ha spaventato la porta di Thiam solo in un paio di occasioni: una nitida con Niang che, a tu per tu, si è divorato una palla che sapeva di storia e salvezza, e un’altra nel primo tempo con De Paoli. Troppo poco il bottino in termini di occasioni create per la squadra di Evani che, pur concedendosi tanto possesso palla nel finale, non è riuscita a costruire pericoli concreti. Dal canto suo, la squadra di Pagliuca ha provato a rendersi pericolosa un paio di volte con Candellone e, in pieno recupero, ha avuto con Maistro la palla del possibile vantaggio: l’ex Salernitana è stato però troppo frettoloso, tentando il pallonetto invece di involarsi verso la porta sguarnita di Cragno.

Alla fine, il pareggio è stato il risultato giusto, lo specchio di una gara intensa, vibrante e, senza dubbio, drammatica dal punto di vista sportivo per una delle contendenti. Una parte di Genova piange, l’altra (quella rossoblù) sorride in maniera ironica, Salerno ringrazia per una nuova possibilità di salvezza inattesa. E poi c’è Castellammare di Stabia, dove la squadra del Presidente Andrea Langella ha scritto, con questa stagione, la pagina più importante della storia calcistica all’ombra del Monte Faito. Un campionato di vertice in Serie B: un’impresa mai accaduta prima e che, senza dubbio, supera anche il percorso della Juve Stabia di Piero Braglia che, pur brillante, staccò un po’ la spina nelle ultime giornate. Non è una sfida o una rivalità, ma semplicemente qualcosa di bello da raccontare oggi e, perché no, da provare a migliorare in futuro.

In tutto questo, il campionato della Juve Stabia non è affatto finito. Anzi, adesso arriva il difficile, o meglio, l’impossibile da provare a raggiungere. La “pesca” dei play off non è stata delle più fortunate per le Vespe, che hanno beccato il Palermo. Un avversario con tante difficoltà di gioco mostrate durante la stagione, ma allo stesso tempo con una rosa che non ha nulla da invidiare a molte squadre che hanno lottato per la vittoria del campionato.

I play off sono così: un mini-torneo senza sconti, dove i ragionamenti lasciano spazio al cuore e alla determinazione. E se davvero questa è la stagione delle sorprese in Serie B, Castellammare di Stabia spera che la favola della Juve Stabia possa continuare ad essere raccontata, magari con un nuovo, entusiasmante capitolo.

Internazionali, oggi Musetti-Zverev nei quarti – Il match in diretta

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(Adnkronos) –
Lorenzo Musetti torna in campo agli Internazionali d'Italia e oggi, mercoledì 14 maggio, affronta Alexander Zverev nei quarti di finale del Masters 1000 di Roma.Fin qui, il toscano è stato impeccabile sulla terra rossa del Foro Italico e sta attraversando uno splendido momento di forma dopo la vittoria degli ottavi contro il russo Daniil Medvedev.  
IL MATCH IN DIRETTA
 
Musetti-Zverev, così come tutti i match degli Internazionali d'Italia 2025, sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Sky Sport.

Il match si potrà seguire in streaming sull'app SkyGo e su Now

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Milan-Bologna 0-0, finale di Coppa Italia all’Olimpico – La partita in diretta

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(Adnkronos) – È il grande giorno della finale di Coppa Italia allo stadio Olimpico di Roma.Oggi, mercoledì 14 maggio, il Milan sfida il Bologna nell'ultimo atto del torneo nazionale.

Le due squadre si sono affrontate proprio pochi giorni fa in campionato, quando i rossoneri si sono imposti 3-1 grazie alla doppietta di Santiago Gimenez e al gol di Christian Pulisic, che hanno ribaltato l'iniziale vantaggio emiliano firmato da Riccardo Orsolini.  
SEGUI LA PARTITA IN DIRETTA
 La finale di Coppa Italia sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Mediaset.Il match sarà visibile quindi in chiaro su Canale 5, così come in streaming su Mediaset Infinity e sul sito di SportMediaset.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘PagoPa: la pubblica amministrazione che semplifica’, confronto tra istituzioni ed enti

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(Adnkronos) – Si è tenuto oggi, presso il Centro Studi Americani di Roma, l’evento “PagoPa: la pubblica amministrazione che semplifica”.L’incontro, organizzato dall’Istituto Piepoli e da PagoPa S.p.A, la tech company vigilata dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri che progetta e realizza infrastrutture e soluzioni tecnologiche volte a favorire la capillare diffusione di servizi pubblici digitali, è stato un’occasione di confronto tra rappresentanti delle istituzioni e degli enti sul ruolo del digitale nella trasformazione del settore pubblico.

L’evento, è stato aperto dai saluti istituzionali di Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, Daria Perrotta, Ragioniere Generale dello Stato e Guido Castelli, Commissario di Governo Ricostruzione Sisma 2016, con l’introduzione dei lavori a cura di Roberto Sgalla, Direttore Centro Studi Americani e la moderazione di Francesco Tufarelli, Consigliere della Presidenza del Consiglio dei Ministri.  "La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione passa da soluzioni concrete e accessibili – ha commentato durante il suo intervento il Sottosegretario con delega all’Innovazione, Alessio Butti – Con piattaforme come pagoPa, Send e l’app Io stiamo rendendo più semplici, sicuri ed efficienti i rapporti tra cittadini, enti e Stato.Il Governo continuerà questo percorso con determinazione, sostenendo anche un uso sempre più diffuso dell'app Io.

I dati presentati oggi lo confermano: il digitale non è un costo, ma un investimento strategico per migliorare i servizi e liberare tempo e risorse". Per cogliere il percepito della Pubblica Amministrazione italiana sul tema della digitalizzazione, Istituto Piepoli ha svolto per PagoPa un’indagine estensiva che ha coinvolto un campione composto da 103 Enti Pubblici tra il 27 marzo e il 15 aprile 2025.Tra le principali evidenze illustrate per l’occasione da Livio Gigliuto, Presidente dell’Istituto Piepoli, emerge che a guidare le iniziative di innovazione adottate dagli enti pubblici sono i programmi nazionali (come il Pnrr e il Piano Triennale per l'Informatica nella Pa), indicati da più di 9 intervistati su 10.

Il percorso di digitalizzazione, che per molti (il 91% degli intervistati) è stato anche in parte complicato, è stato però certamente utile: secondo l’opinione di 9 intervistati su 10 ha reso i servizi più efficienti. Nel concreto, resta ancora qualche area di miglioramento: le notifiche a valore legale, ad esempio, vengono ancora gestite prevalentemente con modalità tradizionali, e sono gli enti stessi a indicare criticità come l’irreperibilità del destinatario, facilmente risolvibili attraverso un processo di digitalizzazione e in particolare il Servizio Notifiche Digitali SEND, noto a quasi tutti gli intervistati ma utilizzato ad oggi da 4 su 10. Quasi tutti coloro che ancora non utilizzano la piattaforma Send, però, dichiarano di essere interessati ad attivarla a breve, principalmente per ridurre tempi e costi.Trasversalmente agli intervistati, infatti, Send, è vista come una piattaforma che viene incontro alle esigenze degli enti pubblici snellendo le procedure burocratiche (91%) ed è in grado di apportare vantaggi agli enti (94%).

Sempre secondo le rilevazioni dell’istituto Piepoli illustrate nel corso dell’evento odierno, la piattaforma dei pagamenti pagoPa è ritenuta facile, sicura e veloce; l’app Io è invece apprezzata per la sua comodità e semplicità d’uso dai cittadini che la utilizzano prevalentemente per ricevere comunicazioni dagli enti (nel 45% dei casi) ed effettuare pagamenti digitali (39%).  "Questi dati mostrano come la percezione delle amministrazioni sulle nostre piattaforme sia molto positiva e ci indicano la necessità di continuare a investire sullo sviluppo dell’ecosistema di piattaforme centrali e interconnesse con gli stessi standard e le stesse opportunità sul territorio.Abbiamo la conferma che queste agevolano il lavoro degli enti e migliorano l’esperienza dei cittadini nell’interazione con i loro servizi", ha affermato l’Amministratore Unico di PagoPa, Alessandro Moricca.

La tavola rotonda, tenutasi nella seconda parte dell’incontro, ha visto il contributo diretto dei rappresentanti di alcuni enti che quotidianamente utilizzano le piattaforme abilitanti di PagoPa, condividendo le proprie esperienze e i risultati ottenuti in termini di efficienza, accessibilità e semplificazione: Silvia Scozzese, Vicesindaco e Assessore al Bilancio di Roma Capitale, e Massimiliano D’Angelo, Direzione Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione di Inps.L’incontro si è concluso con l’intervento del Direttore generale di PagoPa, Maurizio Fatarella, che ha ribadito la volontà di proseguire l’impegno – insieme a tutti gli attori della governance digitale del Paese e ai partner di mercato – a evolvere l’offerta di soluzioni tecnologiche a supporto di enti e istituzioni con l’obiettivo di rendere i servizi digitali sempre più a misura di cittadino. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pasta, pizza e… cannoli: cosa mangiano i tennisti agli Internazionali

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(Adnkronos) –
Cosa mangiano i tennisti agli Internazionali d'Italia 2025?Mentre il torneo entra nel vivo, con Jannik Sinner che si prepara ad affrontare i quarti di finale del Masters 1000 di Roma, i giocatori hanno potuto gustarsi, nelle ultime due settimane, le delizie della cucina italiana direttamente al Foro Italico.

Tanti giocatori, nei giorni del torneo, hanno elogiato il cibo italiano, facendo intendere che, almeno da quel punto di vista, Roma è il miglior posto dove venire a giocare.  Aryna Sabalenka, tennista bielorussa e numero uno del mondo, ha più volte ribadito, tra una partita e l'altra, la sua passione per la cucina italiana: "Ho avuto la possibilità di scegliere se giocare alle 19 o alle 11.Ho scelto le 11 perché voglio andare a cena e mangiare pasta o pizza", ha detto dopo la vittoria dell'esordio contro Potapova, "penso prenderò una carbonara, ma farò in modo che qualcuno del mio team prenda la pizza così potrò rubargliene qualche fetta".  Con il passare dei giorni, la pasta romana è diventata un vero e proprio portafortuna per Aryna: "Ieri non ho mangiato la mia pasta preferita, quindi immagino sia per questo che non sono andata così bene", ha detto Sabalenka dopo la vittoria nel match successivo, seppur con qualche fatica di troppo, contro Kostyuk.  Anche Alexander Zverev, tennista tedesco che questa sera giocherà i quarti di finale del torneo contro Lorenzo Musetti, ha ammesso di apprezzare la cucina del Foro, nonostante, in generale, non ami il cibo: "è vero, non amo mangiare o spendere tanto per andare a cena.

L'Italia è l'unico posto dove mi lascio andare".Ma cosa mangiano i tennisti agli Internazionali?  A farci sbirciare dentro la mensa degli Internazionali d'Italia, ci ha pensato proprio una tennista, la russa Daria Saville, 132esima del ranking Wta e molto attiva su TikTok.

Tra i tanti contenuti che posta regolarmente, Saville ha mostrato proprio il cibo offerto dal Masters 1000 di Roma ai suoi tennisti.Nel suo video, un vero e proprio tour all'interno dell'esclusiva 'lounge' riservata ai giocatori, si vede un'offerta vasta e per tutti i gusti. La mensa è infatti divisa in diverse 'stazioni'.

La prima è quella asiatica, che contiene sushi, ravioli al vapore e poké.Poi si passa al reparto salumi e formaggi, con accoppiamenti come pomodoro e mozzarella e salmone.

Immancabile la postazione dedicata alla pizza, con gli chef che le cuociono in un forno a legna di diverse dimensioni e di tutti i tipi, con la margherita che, inevitabilmente, domina. Tante le paste offerte.Bianche, come la carbonara, o rosse, come l'amatriciana, ma anche riso, per i più attenti alla forma.

Per i secondi piatti la mensa del Foro offre pesce e carne: hamburger, bistecche, pollo e carne marinata nel sugo.Immancabile anche la 'stazione' per le verdure, importanti per l'alimentazione di ogni atleta: insalata, pomodori, carote, ma anche zucchine, melanzane e peperoni grigliati.

Poco più avanti, le insalate di riso, di ogni tipo. Il menù di frutta include macedonie e banane, mentre tra i dolci si trovano cannoli, piccole torte di tiramisù e budini al cioccolato.Nel reparto dessert ogni tipo di gelato e le bevande: coca cola, fanta, acqua ma anche birre, rigorosamente di marche italiane. "Il cibo è di un altro livello", ammette alla fine Saville, "il migliore del circuito". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pordenone, donna scomparsa: ricerche in corso

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(Adnkronos) – Esce di casa e non torna più, si cerca una donna scomparsa a Sesto al Reghena in provincia di Pordenone.A dare l'allarme il marito che, non vedendola rientrare, ha iniziato a cercarla lungo un percorso che spesso percorrono a piedi, ritrovando nei pressi del fiume Reghena, la bicicletta abbandonata della moglie.

Dalle 14 di questa oggi la stanno cercando i vigili del fuoco.Sul posto anche i sommozzatori del Nucleo di Soccorso Subacqueo Acquatico del comando di Venezia, Drago 150 l'elicottero del Reparto Volo dei vigili del fuoco di Venezia, unità cinofile e il Sistema Aeromobili a Pilotaggio Remoto (Sapr) dei vigili del fuoco del Friuli Venezia Giulia.  Le ricerche stanno procedendo supportate anche dai carabinieri, dalla polizia locale della città metropolitana di Venezia e da personale volontario della protezione civile del Comune di Cinto Caomaggiore. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kefiah e fantasmi in Aula alla Camera, Meloni non raccoglie e solo alla fine ‘sbotta’ con Schlein

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(Adnkronos) – "Ma perché si è fatta fregare così?".Nemmeno le accuse di Giuseppe Conte hanno smosso Giorgia Meloni, che per tutta la durata del premier time alla Camera ha mantenuto un 'aplomb' invidiabile.

In un dibattito che, salvo poche eccezioni, è scivolato per oltre un'ora tra i botta e risposta con l'opposizione ma senza grandi scossoni, tradendo l'attesa creata dall'anno e più di assenza dalla premier in aula al premier question time.  A promettere scintille era stato il gruppo di Avs, con Marco Grimaldi accomodato tra i banchi avvolto nella kefiah.Di fronte ad Angelo Bonelli, che la interrogava su Gaza, la Meloni non si è certo sottratta nel dibattito.

Ma quando il leader di Verdi l'ha incalzata: "E' inutile che fa i gesti!", la premier è rimasta quasi impassibile ad ascoltare braccia conserte, limitandosi a fare spallucce: "Non faccio nessun gesto".Al suo fianco Meloni aveva tutti i ministri ma non i suoi vice Tajani e Salvini.

Così a farle da 'sparring' durante il Qt si è prestato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, con il quale spesso ha dialogato.  Il primo 'buuu' dell'opposizione nei confronti della Meloni si è alzato quando la presidente del Consiglio ha spiegato: "Ora parlo da madre".Ma lei ha incassato e, senza raccogliere, ha proseguito: "Allora parlo da presidente del Consiglio…".

A metà premier time, il colpo di scena: in aula si materializza un fantasma.Un inedito assoluto nella storia, per quanto lunga, di Montecitorio.

E' Riccardo Magi, cui non era stato consentito di presentare la sua interpellanza.  Il segretario di +Europa riesce a fare qualche gradino, ad arrivare quasi ai banchi del governo per urlare alla premier: "Se lo ricorda presidente Meloni quando accusava i governi di silenziare i referendum?Era il 2016 e il 2022!”.

Divertita la Meloni che, sorridendo, segue con gli occhi la scena di Magi che, espulso, viene portato di peso fuori dall'aula dagli assistenti parlamentari.E' un attimo, e ritorna la calma.  Tocca al primo 'Eva contro Eva' del premier time, quando Maria Elena Boschi punta il dito contro la presidente del Consiglio: "Glielo dico da donna: lei non è all'altezza!, tra gli applausi di Italia viva e anche dei deputati del Pd.

Ma Meloni, anche stavolta, resta impassibile.Un po' più dura si fa per la premier quando attacca Giuseppe Conte, con un crescendo di accuse al governo e alla presidente del Consiglio sulle spese per il riarmo.

Con lui, Meloni 'incrocia le lame' e risponde anche con ironia: "Sarà uno dei tanti Giuseppi che abbiamo imparato a conoscere…".  Quando il leader M5s 'chiama' il minuto di raccoglimento per le vittime di Gaza, solo i deputati del M5s e del Pd raccolgono e si alzano in piedi in aula. "Lei rimane seduta?”, chiede Conte alla Meloni che, anche qui, lascia cadere, mentre dai banchi dei 5 stelle si alza il grido "vergogna!''.Il premier time va verso il finale, con una 'scaletta' che sembra scritta ad arte, con il duello più atteso: Elly contro Giorgia.

La Schlein parte forte, parla di Sanità e di liste di attesa.La Meloni alza il tono della replica, parla di "propaganda" (trai buuuu dei deputati del Pd) e di "macumbe".

Ma è la segretaria del Pd che riesce a impedire il 'percorso netto' alla premier, fino a quel momento controllatissima di fronte agli strali dei leader di opposizione: quando Elly accusa il governo dei tagli alla Sanità, Giorgia non si tiene: abbandona il contegno 'british' mantenuto fino a quel momento e, ad ampi gesti, agitando l'indice, esclama: "Non è vero.Non è vero, è una bugia!".   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dibattito su “La Riforma Costituzionale della Magistratura Ordinaria” al Teatro Karol di Castellammare

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Sabato 10 maggio alle ore 10:30 presso il Teatro Karol di Castellammare si è svolto un interessante dibattito su un tema di grande attualità: la separazione delle carriere dei magistrati.La Riforma Costituzionale della Magistratura Ordinaria, al centro di un garbato e costruttivo dibattito.

A confrontarsi su questo argomento con posizioni diverse, illustri giuristi e magistrati, che con i loro interventi hanno catalizzato l’attenzione del folto pubblico intervenuto.Sul palco Dario Luongo, professore Ordinario di Storia del Diritto medievale e Moderno dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, con la prolusione: “La magistratura nella dialettica dei poteri: le radici storiche di una problematica attuale.”

A confronto due tesi, quella del Prof.

Vincenzo Maiello, Ordinario di Diritto penale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, favorevole alla riforma, e quella del Dott.Luigi Riello, Procuratore Generale Emerito della Corte di Appello di Napoli, contrario alla riforma Nordio.

Un dibattito su una tematica che merita grande attenzione, come ha sottolineato la curatrice dell’evento, prof.ssa Liliana Longobardi, nella sua chiara introduzione, con cui  ha presentato i punti salienti della riforma.Tale riforma prevede un cambiamento notevole nell’ordinamento della magistratura: la cosiddetta separazione delle carriere, cioè carriere con concorsi diversi e norme interne diverse per i magistrati inquirenti, cioè i pubblici ministeri che conducono le indagini, e quelli giudicanti, ovvero i giudici che emettono le sentenze.

Altre importanti modifiche per il Consiglio superiore della magistratura (CSM), l’organismo di autogoverno della magistratura: la riforma anche in questo caso sdoppia le funzioni, creando un CSM per ciascuna delle due carriere, e introduce una Alta corte disciplinare, che dovrà giudicare entrambe le magistrature con le relative sanzioni.Ha moderato gli interventi il Dott.

Luigi Vicinanza, Sindaco di Castellammare di Stabia e giornalista, con interessanti considerazioni sul tema trattato.Ne ha discusso anche il Prof.

Dario Luongo, che nel suo contributo ha parlato dell’evoluzione del sistema giudiziario fino ai nostri giorni, con importanti spunti di riflessione sulle dinamiche attuali:

“A prescindere da quelli che possono essere gli orientamenti ideologici, per uno storico del diritto la rivendicazione della politicità della funzione giurisdizionale ha un grosso valore, l’indipendenza non solo dagli alti poteri istituzionali, ma anche dai grandi potentati economici.”

“Non entro nel merito del dibattito della separazione delle carriere, ma non posso non esprimere la mia preoccupazione nei confronti di misure tese a stravolgere quello che è l’assetto istituzionale e dei poteri possano segnare un arretramento rispetto a questa storia progressiva di conquiste che ha caratterizzato anche gli anni della Repubblica.”

La prima considerazione di Luigi Vicinanza è che a partire da Tangentopoli è iniziato lo scontro tra potere politico e potere giudiziario, ma non si è mai ragionato in maniera serena sulla riforma, essendo divisi in tifoserie.Luigi Riello, Procuratore Generale Emerito della Corte di Appello di Napoli, è del medesimo avviso:

“La gente ha seguito questo dibattito con scarso interesse, credendo che sia una questione per gli addetti ai lavori. È molto importante che i giovani siano presenti, è un problema che riguarda tutti.

Noi magistrati ci siamo opposti un po’ troppo spesso, e non è certo un’opposizione politica.”

“Non è un problema di opposizione a questo governo – ha precisato – anche la sinistra quando era al potere ragionava allo stesso modo, sostenendo la separazione delle carriere.”

“Perché i magistrati sono contrari alla separazione delle carriere?Il problema che potrebbe essere il primo passo per la sottomissione del PM all’esecutivo.

Nei paesi a noi più vicini come la Francia, la Germania, l’Inghilterra c’è la sottomissione del PM, che diventa una sorta di terminale giudiziario del potere esecutivo.”

“Le riforme costituzionali non si possono fare a cuor leggero, bisogna riformare con mano tremante ci fu una responsabilità morale molto alta dei padri fondatori che ricade sugli aspiranti riformatori.”

Secondo Luigi Vicinanza,questo governo ha un’ampia maggioranza e la riforma passerà, poi vedremo se con i due terzi oppure no.Qual è il vantaggio concreto che questa riforma con la separazione delle carriere offrirà ai cittadini?

Un contenimento dello strapotere dei pubblici ministeri?Oppure consentirà una più veloce elaborazione delle sentenze?”

Per il Prof.

Vincenzo Maiello, Ordinario di Diritto penale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, “trattandosi di una proposta di riforma costituzionale, finisce col toccare i fondamenti della polis, dello stare insieme.”

Nel suo articolato discorso, il Prof.Maiello ha ripercorso la storia degli ordinamenti, storia che ha molto da dirci sui diritti dei singoli, dall’Antico Regime ai nostri giorni, quando l’individuo diventa titolare di diritti innati.

Secondo il Prof.Maiello: “Con il passaggio all’epoca cosiddetta moderna, il singolo è titolare di diritti innati, di libertà che appartengono all’essere umano come la vita, la libertà personale.

Cosa ci consegna questo nuovo assetto di potere?Ci consegna il principio di legalità penale, col quale il soggetto non viene punito sulla base di un giudizio ex post.”

“L’autorità da cui scaturiscono gli altri poteri è la sovranità popolare, da qui nasce il principio democratico, il fondamento di tutte le nostre istituzioni.

In materia di giustizia ci sono condizionamenti culturali che possono minare l’imparzialità dei giudizi”.A conclusione del dibattito, su invito del Sindaco Vicinanza, gli illustri relatori hanno sintetizzato in poche parole il loro pensiero:

Il dott.

Dario Riello, attraverso una favola: “La favola del lupo e dell’agnello.Il lupo che era a monte accusava l’agnello che era a valle di avere sporcato l’acqua.

Perché questa favola: se l’acqua viene inquinata alla fonte e così che scende a valle.”

“Il Pubblico Ministero è promotore dell’azione penale, al giudice arrivano i processi scelti dal PM.L’imparzialità non è il connotato del PM, ma l’indipendenza sì.

Se allora in qualsiasi modo viene condizionato, viene controllato il PM, al giudice arrivano quei processi e questa razionalizzazione dei processi che arriva al giudice ci preoccupa.”

Vincenzo Maiello ha espresso le sue idee attraverso un paragone:

“La riforma costituzionale è stata costruita avendo come riferimento quella realizzata in Portogallo, dove all’indomani della “Rivoluzione dei garofani”, che ha portato al governo forze democratiche di sinistra, ha chiuso la stagione della dittatura ed ha costruito un modello di carriere separate con due organi di governo autonomi della magistratura.”

“Il rischio che due governi autonomi possano un giorno evolvere verso altro ci porta a dire che proprio in riferimento a Francia, Germania e Inghilterra, che sono delle democrazie, forse la sottomissione del PM alla politica non rappresenterebbe un problema.”

La riforma costituzionale della magistratura, in particolare la separazione delle carriere, suscita e continuerà a suscitare opinioni diverse e contrastanti, animando dispute più o meno vivaci.Un dibattito garbato e costruttivo al Teatro Karol di Castellammare, che ci ha spinto a riflettere, invogliandoci ad approfondire la tematica proposta.

All’incontro erano presenti anche molti alunni delle quinte classi del Liceo Scientifico F.Severi, dell’Istituto Tecnico “L.

Sturzo” e dell’Istituto d’Istruzione Superiore “M.P.Vitruvio” di Castellammare di Stabia, accompagnati dai loro docenti, che hanno seguito attentamente l’esposizione degli argomenti e delle idee a confronto.

Garlasco, blitz a casa Sempio: investigatori alla ricerca di “qualsiasi cosa utile alle indagini”

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(Adnkronos) – Perquisizioni oggi in casa di Andrea Sempio e in quella dei suoi genitori.Nel decreto del sequestro disposto dalla Procura di Pavia nell'indagine che riguarda il trentasettenne, si fa riferimento alla "ricerca di qualsiasi cosa utile alle indagini" sul delitto di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.

Lo apprende l'Adnkronos da fonti qualificate. Appunti scritti a mano conservati in alcune scatole, vecchi 'diari' di Sempio in cui prendeva appunti su come piacere alle ragazze, ma anche la copia forense del contenuto di nuovi e vecchi telefoni: questo quanto è stato sequestrato, da quanto apprende l'Adnkronos, dai carabinieri di Milano. "Le perquisizioni erano note alla stampa prima che a me, l'ho saputo dalla tv.Non è bello in uno Stato di diritto", ha intanto detto all'Adnkronos Massimo Lovati, difensore di Sempio.

Il difensore ha assistito per quasi sette ore alla perquisizione avvenuta nell'abitazione dei genitori di Sempio: "i carabinieri hanno portato via delle cianfrusaglie, oggi ho perso un sacco di tempo" chiosa.  Un filo lega due testimonianze e spinge i carabinieri di Milano a cercare – a quasi 18 anni di distanza dall'omicidio di Chiara – l'arma del delitto di Garlasco.Un supertestimone due mesi fa ha rotto il lungo silenzio e ha raccontato alla trasmissione Le Iene (il filmato sarebbe stato acquisito) di aver visto quella mattina una ragazza gettare un oggetto metallico in un canale, vicino a una vecchia cascina a Tromello, comune del pavese non lontano da Garlasco.

Zona in cui si trova anche la casa disabitata della famiglia Cappa (nessuno è indagato) imparentata con i Poggi.  "Dopo 18 anni a dover parlare di questa cosa mi sono sentito meglio, a livello emotivo e personale.Lo faccio solo per quella ragazza, degli altri non me ne frega niente" le parole del supertestimone al giornalista televisivo.

Il suo racconto, per gli inquirenti, si lega – o meglio rafforza e chiude – il racconto di un altro presunto testimone Marco Demontis Muschitta che nel settembre 2007 dichiarò ai carabinieri "che tra le ore 9.25 e le ore 9.40-9.45 del 13 agosto 2007 ho visto lungo la via Pavia in Garlasco mentre mi trovavo a bordo del furgone di lavoro su una bicicletta la cugina bionda di Chiara Poggi (asseritamente identificata come Stefania Cappa, non indagata) con un attrezzo da camino nella mano destra".Un'ora dopo l'allora 32enne ritratta tutto: "Mi sono inventato tutto quello che vi ho raccontato perché sono uno stupido.

Mi sono inventato tutto quello che vi ho detto.Mi dispiace e non volevo farvi perdere del tempo. Scusate ancora". Quella descrizione e quell'oggetto di ferro pesante tornano a distanza di anni di attualità.

Il nuovo testimone avrebbe messo a verbale il suo racconto e da stamane sono scattate le ricerche dell'arma, forse un attizzatoio da camino.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Samsung con Vision Ai rivoluziona il futuro delle smart Tv

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(Adnkronos) – Forte di una posizione da leader mondiale nel mercato dei TV per 19 anni consecutivi, Samsung Electronics presenta la propria line-up 2025 Audio Video, in arrivo sul mercato italiano con i TV Neo QLED 8K e 4K, OLED, The Frame e The Frame Pro, e le soundbar della serie Q.I nuovi TV – spiega il brand – "rivoluzionano il concetto stesso di intrattenimento grazie all’integrazione di Vision AI sull’intera gamma, portando l’esperienza visiva a un livello superiore". Vision AI è il cuore della nuova gamma audio e video di Samsung, con feature presenti su tutti i modelli e in grado di offrire una personalizzazione unica e nuove funzionalità basate sull’IA come Universal Gesture, per controllare il TV con semplici movimenti del polso, Click to Search, per ottenere informazioni sui contenuti in tempo reale, e Live Translate, per tradurre istantaneamente i sottotitoli.

Vision AI si integra perfettamente con l'ecosistema SmartThings e dispositivi indossabili come il Galaxy Watch, trasformando il TV in un hub centrale che interagisce con tutta la casa e i suoi abitanti.Vision AI si sposa con le performance offerte dalla tecnologia Quantum Dot di terza generazione Samsung, che garantisce migliore luminosità ed accuratezza dei colori, e migliore efficienza rispetto alle generazioni precedenti, per offrire un’esperienza di visione inimitabile.  Al top della nuova gamma i Samsung Neo QLED 8K che rappresentano l’eccellenza visiva grazie al processore NQ8 AI Gen3 dotato di una NPU due volte più veloce e 768 reti neurali che ottimizzano in tempo reale immagini e suoni.

Funzionalità come Quantum Super Resolution Pro migliora l’upscaling a 8K, rendendo più nitidi anche i contenuti a bassa risoluzione.Tra le novità: Auto HDR Remastering Pro, ottimizza colore e contrasto in tempo reale; Color Booster Pro, grazie all’AI migliora ogni fotogramma in tempo reale; AI Picture Optimizer, regola automaticamente le impostazioni del display in base al contenuto visualizzato; Q-Symphony aggiornato (con supporto per tre dispositivi audio wireless) e AVA (Active Voice Amplifier) Pro per dialoghi più nitidi.

I nuovi Neo QLED 8K sono disponibili nei modelli QN900F e QN990F, nei formati da 65, 75 e 85 pollici. Sul fronte Oled, i modelli 2025, disponibili in tre modelli – S90F, S85F, S95F – dai 42 a 83 pollici, vantano pannelli di ultima generazione per un’immagine dai colori vividi e contrasti profondi.Con la nuova tecnologia Glare Free, si accede ad uno schermo con luminosità aumentata del 20% e funzionalità avanzate per il gaming (fino a 165 Hz, HDMI 2.1, G-Sync e FreeSync).

Il modello S95F si distingue per design ultrasottile e audio immersivo Dolby Atmos, mentre AI Sound e AI Picture Optimizer adattano automaticamente suono e immagine in base all’ambiente e ai contenuti.  Samsung rinnova POI la sua linea The Frame 2025, introducendo il nuovo The Frame Pro , un modello 4K Ultra HD pensato per ambienti professionali come gallerie e musei.Il TV supporta il montaggio orizzontale o verticale e può essere utilizzato anche come galleria digitale per contenuti artistici o aziendali.

Il nuovo box Wireless One Connect consente di collegare il televisore in modalità wireless, con il risultato che i fastidiosi cavi appartengono definitivamente al passato.Grazie alla tecnologia Neo QLED e all’AI integrata, The Frame Pro offre una resa visiva più realistica, con una qualità d'immagine straordinaria.  Un’altra importante novità è l’Art Store, la galleria d’arte digitale di Samsung, sarà ora disponibile su tutta la linea Neo QLED e QLED, e non più solo su The Frame, offrendo l'accesso a oltre 3.000 opere provenienti da 70 musei e istituzioni internazionali a un numero di consumatori sempre maggiore. A integrare le raffinate Smart tv la nuova gamma di Soundbar Serie Q — tra cui i modelli HW-Q990F e HW-Q930F — che garantisce un audio surround 3D immersivo con supporto Dolby Atmos e DTS:X, bassi profondi e controllati senza vibrazioni, e un suono ottimizzato automaticamente grazie all’intelligenza artificiale.

Completano l’offerta la Soundbar orientabile HW-QS700F, progettata per adattarsi perfettamente a ogni spazio e offrire un’esperienza acustica impeccabile.  "Samsung ha da sempre l’obiettivo di rendere la tecnologia un motore di trasformazione positiva nella vita delle persone.Con la nuova gamma TV e Audio 2025, e grazie a Vision AI, portiamo l’Intelligenza Artificiale al centro dell’esperienza quotidiana. – afferma Bruno Marnati, Vice President Head of Audio Video Samsung Electronics Italia “Non si tratta solo di potenza o innovazione: i nostri dispositivi ascoltano, apprendono e si adattano, offrendo soluzioni che semplificano e arricchiscono la visione, rendendola più immersiva, intuitiva e personale.

Con Vision AI, i nostri TV ottimizzano immagini e suoni in tempo reale, interagiscono con i contenuti e trasformano ogni ambiente in uno spazio intelligente. È così che intendiamo l’innovazione: un’esperienza su misura, accessibile a tutti, che parte dallo schermo ma arriva nella vita di ogni giorno." I prezzi partono da 3299 euro per le TV Neo QLED 8K, da 1099 per Neo QLED 4K, da 1399 euro per le TV OLED e da 599 euro per i modelli QLED.THE FRAME Pro è disponibile a partire da 2.299 euro, THE FRAME da 1.199 mentre le SOUNDBAR Serie Q partono da 699 euro.

Acquistando un TV o una Soundbar Serie Q della gamma 2025 entro il 25 maggio incluso, sarà tuttavia possibile usufruire di un cashback fino a 700 euro.Inoltre, coloro che acquisteranno un TV in promozione con valore al pubblico a partire da 2.199 euro riceveranno in regalo un Galaxy Book4 del valore di 699 euro. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Energia: dal 21 al 23/5 a Piacenza focus idrogeno, nucleare e cybersicurezza

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(Adnkronos) – Si è svolta oggi, presso la sede di Confindustria Piacenza, la conferenza stampa di presentazione della 4ª edizione di Hydrogen Expo, della 2ª edizione di Cybsec Expo e della 1ª edizione di Nuclear Power Expo: tre manifestazioni fieristiche che animeranno il polo espositivo di Piacenza dal 21 al 23 maggio 2025.Organizzate da Mediapoint & Exhibitions, le tre fiere – che si svolgeranno in contemporanea e che ad oggi vantano l’adesione record di oltre 220 espositori – rappresentano un appuntamento di riferimento per la transizione energetica, la sicurezza delle infrastrutture strategiche e lo sviluppo tecnologico nel nostro Paese.

Durante l’incontro, che ha richiamato un pubblico qualificato di giornalisti e operatori del settore, sono intervenuti Gianluca Ceccarelli, Assessore alle Risorse Finanziarie; Stefano Riva, dirigente di Confindustria Piacenza; Giuseppe Cavalli, presidente di Piacenza Expo e Fabio Potestà, direttore di Mediapoint & Exhibitions. Gianluca Ceccarelli, Assessore alle Risorse Finanziarie del Comune di Piacenza, ha sottolineato il valore dell’iniziativa: “Desidero rivolgere un sentito ringraziamento a Mediapoint & Exhibitions e a Piacenza Expo per l’impegno con cui valorizzano il nostro territorio attraverso un calendario fieristico di alto livello.Piacenza sta investendo con determinazione per rafforzare la sicurezza informatica delle imprese locali e promuoverne uno sviluppo innovativo e sostenibile.

In questo contesto, le fiere sono un volano essenziale per l’economia locale.Eventi come Hydrogen Expo, Cybsec Expo e Nuclear Power Expo attraggono operatori da tutta Italia e dall’estero, generano indotto e offrono agli espositori l’opportunità di scoprire le potenzialità del nostro territorio.

A nome dell’Amministrazione del Comune di Piacenza e della nostra Sindaca, un sincero grazie a tutti coloro che rendono possibile questa crescita e che, con il loro lavoro, fanno di Piacenza un punto di riferimento nel panorama fieristico nazionale”. Stefano Riva, dirigente di Confindustria Piacenza, ha dichiarato: “Hydrogen Expo, Cybsec Expo e Nuclear Power Expo rappresentano una scommessa vinta, con un grande riscontro da parte delle imprese e una visione orientata al futuro.Investire oggi in innovazione e sostenibilità è essenziale per garantire la competitività del nostro Paese.

A livello europeo, dove c'è bisogno di recuperare il ritardo nel digitale, l’energia è la nuova frontiera: è fondamentale diversificare le fonti e affrontare le sfide -anche quella sul nucleare- senza schieramenti ideologici.Questi eventi sono significativi, in quanto offrono una risposta concreta alla crescente domanda di energia, non solo a livello globale.

A livello locale, Confindustria Piacenza ha dato vita a un cluster di aziende per tracciare e sviluppare la filiera dell’idrogeno, un settore in forte espansione.Anche il nucleare, un tema cruciale per il futuro energetico, trova qui un punto di forza, grazie anche alla sinergia con la cybersecurity, un campo in continua crescita.

Le aziende piacentine sono pronte a dare il loro contributo in questi settori chiave”. Giuseppe Cavalli, presidente Piacenza Expo, ha aggiunto: “Siamo orgogliosi di ospitare a Piacenza Expo tre eventi di grande rilevanza che uniscono innovazione tecnologica, sostenibilità e sicurezza, temi fondamentali per il futuro del nostro Paese.La sinergia tra Hydrogen Expo, Cybsec Expo e Nuclear Power Expo rappresenta un’occasione unica per il territorio e per il sistema industriale nazionale di confrontarsi con le sfide della transizione energetica e della protezione delle infrastrutture critiche.

Il nostro impegno, anche a fronte dei risultati positivi raggiunti come polo fieristico, è garantire un’organizzazione di eccellenza che favorisca il dialogo tra imprese, istituzioni e comunità scientifica: con questo spirito, continueremo a investire nell’economia locale e a sostenere iniziative che mettono Piacenza al centro di una visione moderna e innovativa dello sviluppo”. Il direttore di Mediapoint & Exhibitions, Fabio Potestà, ha dichiarato: “Con l’organizzazione di Hydrogen Expo, Cybsec Expo e Nuclear Power Expo, in un unico contesto, puntiamo a dar vita a un evento di riferimento internazionale per le tecnologie che sono cruciali per la decarbonizzazione e la sicurezza delle infrastrutture critiche.L’Italia, con il suo posizionamento come seconda manifattura in Europa, ha un know-how progettuale che è alla base della nostra economia.

Tuttavia, il costo dell’energia rappresenta una sfida sempre più urgente, richiedendo una riflessione su come raggiungere una maggiore autonomia energetica, incluso il ruolo chiave del nucleare, in cui vantiamo una filiera d’eccellenza: un patrimonio da preservare, anche attraverso la cybersecurity, che ricoprirà un ruolo sempre più strategico.Le fiere che abbiamo organizzato hanno raccolto oltre 220 espositori e attratto una partecipazione altamente qualificata, confermando l’interesse crescente per questi temi.

Piacenza Expo si conferma un polo strategico per l’innovazione e la crescita tecnologica.Ringraziamo tutte le istituzioni e le associazioni che ci hanno accordato il loro patrocinio, così come i partner e tutti gli espositori che, anno dopo anno, continuano a rinnovarci la loro fiducia.

Il loro contributo è fondamentale per costruire un evento sempre più autorevole e capace di generare valore per l’intero sistema Paese con un focus in crescita anche sui mercati internazionali”. Proprio a conferma della rilevanza della tre giorni piacentina, le tre manifestazioni hanno ottenuto un ampio sostegno istituzionale, con numerosi patrocini concessi sia dalle principali organizzazioni di categoria che da enti e istituzioni di primo piano: tra tutti, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Piacenza, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.E ancora, il Gruppo Sogin e l’Agenzia nazionale per le nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo economico sostenibile (Enea). Fitto il programma di incontri, convegni e workshop, i cui dettagli sono disponibili sui siti web dedicati.

Come da tradizione per tutti gli eventi firmati Mediapoint & Exhibitions, anche in questa occasione sono previste esclusive cene di gala riservate ai partecipanti delle kermesse e ai loro ospiti.Le serate si svolgeranno nella splendida cornice della Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni di Piacenza, offrendo un momento di networking in un contesto di grande prestigio storico e culturale.

Durante la giornata inaugurale del 21 maggio si terrà la cena degli espositori di Hydrogen Expo.Il 22 maggio si svolgeranno le serate di Cybsec Expo e Nuclear Power Expo. La sera di Giovedì 22 Maggio, inoltre, si terrà la 3ª edizione degli Ihta–italian hydrogen technology awards, i riconoscimenti ideati per dare visibilità internazionale al lavoro delle imprese che operano sia in Italia che all’estero nella filiera tecnologica dell’idrogeno, riconoscendone la professionalità, il know-how, lo sviluppo e il ruolo strategico: fattori che costituiscono un vero capitale a beneficio di tutta l’economia, nazionale ed europea. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giro d’Italia, a Pedersen anche la quinta tappa. Terza vittoria per la maglia rosa

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(Adnkronos) – La maglia rosa Mads Pedersen vince la quinta tappa del Giro d'Italia 2025, 151 chilometri da Ceglie Messapica a Matera.Il danese del Team Lidl-Trek ha tagliato il traguardo davanti all'italiano Edoardo Zambanini (Bahrain Victorious), autore di una grande rimonta lungo le transenne senza mollare nemmeno mezza pedalata, tagliando il traguardo dopo quasi mezza ruota rispetto al vincitore.

Al terzo posto Tom Pidcock, della Q36.5 Pro Cycling Team.  
Pedersen vince la prima tappa con la maglia da leader della classifica e festeggia nel migliore dei modi il rinnovo a vita con la Lidl-Trek, ufficializzato prima della partenza dal comune brindisino.Il danese con la vittoria di oggi conquista 10'' di abbuono aumentando il vantaggio nella classifica generale su Primoz Roglic (Red Bull-Bora-Hansgrohe) a 17 secondi, mentre sono 24 i secondi di vantaggio sul compagno di squadra Mathias Vacek, terzo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ricerca: Tor Vergata-Inaf, scoperta ‘nuova finestra’ su studio dell’universo estremo

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(Adnkronos) – Immaginate una tempesta colossale che si scatena appena al di fuori di un buco nero supermassiccio: è proprio ciò che ha rivelato Resolve, il nuovo spettrometro ad altissima risoluzione nei raggi X a bordo del satellite Xrism, nel contesto di una missione spaziale guidata dall’agenzia spaziale Jaxa (Giappone), con la partecipazione di Nasa (Stati Uniti) ed Esa (Europa).Grazie ai dati ad altissima precisione di xrism, è stato possibile – per la prima volta – identificare cinque componenti distinte di questo vento nel cuore del quasar Pds 456, ognuna espulsa dal buco nero centrale a velocità relativistiche, comprese tra il 20% e il 30% della velocità della luce.

Per fare un confronto, basti pensare che le tempeste più violente sulla Terra – come un uragano di categoria 5 – raggiungono al massimo 300 km/h.Questa 'tempesta cosmica' è milioni di volte più veloce.  Lo studio nato da questa collaborazione internazionale (Jaxa, Nasa, Esa) nell’ambito della missione Xrism, a cui partecipano anche ricercatrici e ricercatori dell’Università di Roma Tor Vergata e dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), è pubblicato oggi sulla rivista internazionale Nature, con un articolo dal titolo 'Structured ionized winds shooting out from a quasar at relativistic speeds', che evidenzia la scoperta di cinque distinti flussi di plasma che fuoriescono dal disco di accrescimento del buco nero centrale a velocità estreme, pari al 20–30% di quella della luce.  “Il nostro gruppo ha giocato un ruolo chiave nell’interpretazione di questi dati, grazie a tecniche spettroscopiche avanzate nei raggi X e a modelli teorici innovativi per la fisica dei venti prodotti dai buchi neri.

Questi risultati aprono una nuova finestra sullo studio dell’universo estremo, e gettano le basi per comprendere meglio come i buchi neri influenzano l’evoluzione delle galassie”.Commenta così Francesco Tombesi, professore associato di Astrofisica presso il dipartimento di Fisica dell’università di Roma Tor Vergata e associato Inaf.

In qualità di Xrism Guest Scientist selezionato dall’Esa (uno dei soli due in Italia insieme a James Reeves, associato Inaf), Tombesi ha partecipato alla pianificazione e all'analisi dell’osservazione del quasar PDS 456, il più luminoso dell’universo locale, utilizzando il nuovo spettrometro ad alta risoluzione Resolve. “Roma Tor Vergata ha avuto un ruolo di primo piano – prosegue Tombesi – anche grazie al contributo di due giovani ricercatori cresciuti all’interno del nostro Ateneo: Pierpaolo Condò, dottorando al secondo anno del PhD in Astronomy, astrophysics and space science (aass), e Alfredo Luminari, ricercatore post-doc presso Inaf ed ex dottorando Aass”.Un’energia così enorme e una struttura così complessa rivoluzionano la nostra comprensione dell’ambiente estremo intorno ai buchi neri supermassicci e mettono in seria discussione i modelli attuali di feedback tra buco nero e galassia. “Le teorie finora accettate – conclude Tombesi – non riescono a spiegare una simile combinazione di forza e frammentazione: è chiaro che serviranno nuovi modelli per descrivere questi mostri cosmici”. “Pds456 è un laboratorio prezioso per studiare nell’universo locale i potentissimi venti prodotti dai buchi neri supermassivi.

Questa nuova osservazione ci ha permesso di misurare la geometria e distribuzione in velocità del vento con un livello di dettagli impensabile prima dell’avvento di Xrism”, aggiunge Valentina Braito, ricercatrice Inaf a Milano.  Un ruolo vincente all’interno della campagna osservativa di Pds456 lo ha avuto ancora una volta l’osservatorio spaziale Neil Gehrels Swift, satellite Nasa con una importante partecipazione dell’Inaf con l’Agenzia spaziale italiana (Asi).E' stato infatti grazie a un programma osservativo Swift – ottenuto da Valentina Braito – che il team è riuscito a costruire i modelli specifici per Pds456 utilizzati nell’analisi dei dati Xrism.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)