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Juve Stabia, parte ufficialmente la campagna abbonamenti per la prossima stagione di Serie B 2024-2025

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Come anticipato nei giorni scorsi dalla nostra redazione sportiva parte ufficialmente la campagna abbonamenti della Juve Stabia che la vedrà disputare il prossimo campionato di Serie B 2024-2025.Da giovedì 20 giugno i botteghini e lo store saranno aperti per la sottoscrizione delle tessere di abbonamento.

Dal 24 sarà possibile acquistare l’abbonamento anche sul sito ETES.Dopo il ritorno in Serie B ci si aspetta che tanti tifosi diano fiducia alla società per regalarsi un campionato entusiasmante anche nel campionato cadetto.

Questo il comunicato ufficiale della S.S.

Juve Stabia con gli orari e i dettagli.

Più Bella cosa non c’è #vivilaconnoi e corri allo stadio Romeo Menti perchè vivere al nostro fianco la Serie B ha un altro sapore.Parte la campagna abbonamenti per la stagione 2024/2025, l’attesa sta per finire, da giovedì 20 giugno a partire dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 15:30 alle 18, dal lunedì al venerdì e il sabato dalle ore 10 alle 12:30, presso il botteghino dello stadio Romeo Menti, e negli orari di apertura dell’Official Store sito in Corso Garibaldi n° 24 a Castellammare di Stabia, sarà possibile acquistare il proprio abbonamento.

Si ricorda che per sottoscrivere la tessera è fatto obbligo di presentazione di un documento di riconoscimento con foto.Sarà anche possibile acquistare la propria tessera direttamente online, a partire da lunedì 24 giugno, sul portale www.etes.it .

Il termine per l’acquisto degli abbonamenti è fissato per la vigilia della prima gara ufficiale interna di campionato.La società ha deciso di premiare coloro che sottoscriveranno l’abbonamento dal 20 giugno al 7 luglio con un diritto di prelazione:

Curva San Marco 170,00 €
Tribuna Varano (distinti) 230,00 €
Tribuna Quisisana (scoperta) 290,00 €
Tribuna Monte Faito A-B (coperta) 370,00 €
Vip Club 1500,00 €

Campagna abbonamenti per la stagione 2024/2025, questi i prezzi valevoli dal 7 luglio alla vigilia della prima gara interna ufficiale di campionato:

Curva San Marco 200,00 €
Tribuna Varano (distinti) 260,00 €
Tribuna Quisisana (scoperta) 320,00 €
Tribuna Monte Faito A-B (coperta) 410,00 €
Vip Club 1500,00 €

La società offre anche la possibilità di sottoscrivere l’abbonamento ridotto (riservato a donne, Under 16 ed Over 65):

Curva San Marco 120,00 €
Tribuna Varano (distinti) 180,00 €
Tribuna Quisisana (scoperta) 220,00 €
Tribuna Monte Faito A-B (coperta) 300,00 €
Vip Club NO

La società, per questa stagione, offre anche la possibilità di sottoscrivere l’abbonamento ridotto Under 12:

Curva San Marco 70,00 €
Tribuna Varano (distinti) 90,00 €
Tribuna Quisisana (scoperta) 120,00 €
Tribuna Monte Faito A-B (coperta) 180,00 €
Vip Club NO

L’abbonamento è valido per n° 17 ingressi.

Al costo dell’abbonamento vanno aggiunti i diritti di prevendita di € 2.La società si riserva di indire durante la stagione due giornate gialloblu nel corso delle quali gli abbonamenti non saranno validi per l’accesso allo stadio Romeo Menti.

S.S.Juve Stabia 1907

Deficit eccessivo, Italia e altri 6 Paesi Ue verso procedura infrazione

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(Adnkronos) – Sette Paesi dell’Ue, cinque dei quali membri dell’Eurozona, si avviano ad essere sottoposti alla procedura per deficit eccessivo.Tra i sette, come ampiamente atteso, ci sono Italia e Francia.

La Commissione europea ha preparato un rapporto ex 126.3 per 12 Stati membri per valutare il rispetto del parametro del 3% nel rapporto deficit/Pil: Belgio, Repubblica Ceca, Estonia, Spagna, Francia, Italia, Ungheria, Malta, Polonia, Slovenia, Slovacchia e Finlandia.  Nella valutazione si tiene conto dei fattori rilevanti indicati dagli Stati membri nel caso in cui il loro rapporto debito pubblico/Pil sia inferiore al 60% del Pil o il loro disavanzo sia valutato vicino al valore di riferimento del 3% e temporaneo.Per la Commissione, è “giustificata” l’apertura di una procedura per disavanzo eccessivo basata sul deficit per sette Stati: Belgio, Francia, Italia, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia.

La relazione ex articolo 126.3 è solo il primo passo verso l’apertura delle procedure.Dopo il parere del Comitato economico e finanziario, la Commissione intende proporre al Consiglio di avviare procedure per disavanzo eccessivo basate sul deficit per questi Stati membri nel luglio 2024.  Nell’ambito del pacchetto autunnale del semestre europeo la Commissione proporrà al Consiglio raccomandazioni volte a porre fine alla situazione di disavanzo eccessivo.

I Paesi sotto procedura diventeranno dunque otto, poiché la Romania, in procedura per deficit dal 2020, vi rimane, dato che non ha adottato misure efficaci per correggere questa situazione. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, lite al ristorante tra Micaela Ramazzotti e Paolo Virzì: “Volavano sedie e piatti”

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(Adnkronos) –
Prima un’accesa discussione, poi una lite violenta, con lancio di sedie e piatti, tanto da rendere necessario l’intervento dei carabinieri e di un’ambulanza.Protagonisti il regista Paolo Virzì e la ex moglie, l’attrice Micaela Ramazzotti, il ‘set’ un ristorante romano all’Aventino.

L’episodio, secondo quanto riporta ‘Il Messaggero’, risale alla sera di lunedì quando, intorno alle 22, la Ramazzotti era seduta a un tavolo del ristorante con il nuovo compagno, il personal trainer Claudio Pallitto, e la figlia di 11 anni.Virzì sarebbe passato da lì con l’altro figlio della coppia, 14 anni, e la figlia maggiore, avuta da un precedente relazione.

La discussione sarebbe iniziata.  La separazione tra i due, annunciata lo scorso anno e tuttora in corso, è stato l’argomento che ha fatto scattare la discussione.Poi degenerata, e conclusasi solo con l’intervento dei carabinieri e dei genitori dell’attrice, che è stata soccorsa dagli operatori del 118 per un malore.  Spettatori per diversi minuti alcuni clienti del ristorante. “Sono volati piatti, posate e sedie.

Non abbiamo capito subito cosa stava accadendo e solo dopo ci siamo resi conto che si trattava di personaggi così famosi” hanno raccontato due ragazze che stavano cenando nel locale.Nessuno dei due protagonisti ha sporto denuncia.  Le immagini delle telecamere presenti nel ristorante sono state acquisite dai carabinieri per ricostruire la dinamica di quanto accaduto.

La figlia di Virzì è stata anche medicata sul posto dal 118 per alcuni graffi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siaarti, oltre 500 anestesisti e rianimatori al congresso Area culturale dolore

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(Adnkronos) – Si apre questo pomeriggio a Palermo il 23.esimo Congresso nazionale dell’Area culturale dolore (Acd) organizzato dalla Società italiana di anestesia analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti).L’evento, presieduto da Antonino Giarratano dell’Università di Palermo, riunisce, fino al 21 giugno a Palazzo Fondazione Sant’Elia, oltre 500 specialisti in anestesia e rianimazione che si dedicano alla medicina del dolore e alle cure palliative. “Il Congresso Acd – spiega Giarratano, responsabile scientifico dell’evento – rappresenta un’occasione di confronto e accrescimento culturale e professionale imperdibile per tutti i professionisti interessati a gestire la complessità del paziente con dolore, nelle sue molteplici presentazioni: dall’acuto, al persistente, al cronico.

Il comitato scientifico del congresso – aggiunge – ha coinvolto i maggiori esperti sul tema dolore in ambito nazionale” e vede “la partecipazione anche di ospiti internazionali che tratteranno i contenuti scientifici di maggior interesse per la disciplina di medicina del dolore nell’ambito di sessioni, tavole rotonde e letture distribuite in tre grandi sale”.Gli argomenti “seguiranno un filo logico, per coloro che sceglieranno un percorso monotematico, lasciando tuttavia la possibilità anche di spaziare tra i diversi approcci al dolore, acuto e cronico, nel paziente adulto e pediatrico, a seconda dell’interesse specifico”. L’attenzione – si legge in una nota – sarà puntata su tematiche fondamentali come i livelli di riferimento nazionale nella disciplina di fisiopatologia e terapia del dolore, gli aspetti gestionali dei pazienti nei centri, le ultime linee guida e buone pratiche cliniche di Siaarti, ma anche gli aspetti medico-legali.

Come spiega Alessia Violini, responsabile scientifica del Congresso, insieme al professor Giarratano, e responsabile Siaarti Area culturale Medicina del dolore e cure palliative, “si discuterà di medicina di genere, di dolore pelvico, di personalizzazione delle cure sia in ambito di dolore cronico benigno, sia nel paziente affetto da neoplasia, oltre che della gestione delle cure palliative in terapia intensiva, che riveste oggi un’importanza fondamentale e una competenza da acquisire”.Il Congresso prevede inoltre una sessione interattiva su casi clinici con la possibilità di interagire con i relatori e i colleghi per potersi confrontare e formare.

Nell’ambito delle terapie interventistiche verranno presentate inoltre le tecniche più recenti, dalla neuromodulazione alla neurostimolazione, dalla microendoscopia, alla medicina rigenerativa. “Questa edizione di Acd – sottolinea Silvia Natoli, responsabile della sezione Dolore cronico Siaarti- sarà anche l’occasione per condividere lo stato di avanzamento dei progetti supportati e promossi” dalla società scientifica “nell’ambito del dolore e delle cure palliative, tra cui i progetti di ricerca in essere, i documenti di buona pratica clinica e le linee guida.Inoltre, sarà un momento di confronto multidisciplinare sul trattamento del dolore sia osteoarticolare, sia neuropatico, grazie all’intervento di esperti di altre discipline coinvolte nella gestione dei pazienti”.

Al congresso sono previsti anche momenti formativi teorico-pratici nell’ambito di workshop che si svolgeranno presso i locali dell’Università di Palermo e tratteranno gli approcci locoregionali, le tecniche interventistiche e la partoanalgesia. L’evento Acd può avere anche un impatto sulla cittadinanza. “Il dolore acuto e cronico è la prima causa di accesso presso gli studi dei medici di medicina generale – illustra Laura Demartini, responsabile della Sezione Siaarti Tecniche invasive e interventistiche – e, con il passare degli anni, la consapevolezza che gli specialisti in terapia del dolore possano essere un nodo fondamentale nella gestione di questi pazienti ha fatto sì che vi sia stato un aumento delle richieste di visite e prestazioni con la necessità di incrementare l’offerta”.  I dati sono eloquenti.In Italia, “su un campione di mille pazienti con dolore cronico non oncologico di intensità moderata o grave, della durata di almeno tre mesi – precisa Violini – la prevalenza è del 19,7%, che equivale a 9.800.000 italiani affetti da questa condizione, di cui il 18,1% sono uomini e il 21,2% donne”.

In particolare “ il dolore – elenca – è localizzato al livello lombosacrale (30,5%), al collo (16,7%), alla parte alta della schiena (15,6%), al ginocchio (13,2%), alla testa (12,7%), alle spalle (12,6%), alle gambe (11,6%) e ai piedi (8,1%) ed ha origine da patologie (50,8%) o da traumi fisici (25,5%), mentre in un numero significativo di casi (27,9%) le cause del dolore non sono identificabili.Questi numeri evidenziano quanto la trattazione delle tematiche sul dolore abbiano una importante ricaduta non solo sui professionisti della salute che si trovano a gestire il sintomo in qualsiasi momento del percorso clinico del paziente, ma anche sui cittadini”. Il Congresso rappresenta dunque un’importante occasione di aggiornamento scientifico e, al tempo stesso, una piattaforma di dibattito e di confronto, con un occhio particolare al contesto delle diverse realtà regionali.

Come descrive Clelia Esposito, responsabile Siaarti Macroarea Sud Italia, “il presidente Giarratano aprirà il Congresso assieme al dottor Antonio Corcione, responsabile Siaarti del Comitato Congressi, e alla presidente designata, professoressa Elena Bignami, con una sessione istituzionale che si terrà alla presenza del direttore generale Iss”, Istituto superiore di sanità, “Andrea Piccioli e nella quale si discuteranno gli aspetti organizzativi dei centri e delle reti di terapia del dolore con uno sguardo critico ed analitico al panorama normativo vigente.Le Reti – ricorda Esposito – sono nate per migliorare la qualità della vita delle persone che soffrono di dolore cronico o acuto e rappresentano un’aggregazione funzionale e integrata delle attività terapeutiche erogate nei diversi setting assistenziali.

L’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore deve prevedere, quindi, la creazione di processi di cura e di interventi che favoriscano l’uniformità, la congruità e la continuità di interventi così come previsto dalla legge 38/2010, che riconosce la dignità di ‘malattia’ a tutte le forme di dolore cronico”.  La partecipazione al congresso nazionale Acd “è cresciuta fortemente nell’ultimo triennio – conclude Giarratano – grazie a un prezioso lavoro di squadra e anche questo evento vedrà la partecipazione di centinaia di professionisti che ogni giorno si dedicano a migliorare la qualità della vita dei pazienti e auspicano una riorganizzazione delle reti ospedaliere e territoriali non più differibile”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inquinamento aria, nel mondo 8,1 milioni di morti nel 2021: il report

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(Adnkronos) – L’inquinamento atmosferico è stato responsabile di 8,1 milioni di decessi a livello globale nel 2021.In aggiunta a questi decessi, milioni di persone convivono con malattie croniche debilitanti, mettendo a dura prova i sistemi sanitari, le economie e le società.

E’ quanto ha rilevato la quinta edizione del Rapporto State of Global Air (Soga), pubblicato oggi dall’Health Effects Institute (Hei, organizzazione di ricerca indipendente no-profit con sede negli Stati Uniti) e realizzato per la prima volta in collaborazione con l’Unicef.Secondo il report, l’inquinamento atmosferico sta avendo un impatto crescente sulla salute umana, diventando il secondo principale fattore di rischio di morte a livello globale. Il Rapporto rileva, poi, che i bambini al di sotto dei cinque anni sono particolarmente vulnerabili, e gli effetti sulla salute includono nascita prematura, basso peso alla nascita, asma e malattie polmonari.

Nel 2021, l’esposizione all’inquinamento atmosferico è stata collegata a più di 700mila decessi di bambini al di sotto dei cinque anni, rendendolo il secondo fattore principale di rischio di morte a livello globale per questa fascia di età, dopo la malnutrizione.Ben 500mila di questi decessi di bambini erano legati all’inquinamento atmosferico domestico dovuto alla cottura in casa con combustibili inquinanti, soprattutto in Africa e in Asia.  Il nuovo Rapporto Soga offre un’analisi dettagliata dei dati recentemente pubblicati dallo studio Global Burden of Disease del 2021, che mostra il grave impatto sulla salute umana di inquinanti come il particolato fine esterno (Pm2,5), l’inquinamento atmosferico domestico, l’ozono (O3) e il biossido di azoto (NO2) in tutto il mondo.

Il rapporto include dati relativi a più di 200 Paesi e territori in tutto il mondo, indicando che quasi ogni persona sulla terra respira ogni giorno livelli malsani di inquinamento atmosferico, con implicazioni di vasta portata per la salute.Oltre il 90% dei decessi dovuti all’inquinamento atmosferico, 7,8 milioni di persone, è attribuito all’inquinamento atmosferico da Pm2,5, compreso quello ambientale e domestico.  “Ci auguriamo che il nostro Rapporto State of Global Air fornisca sia le informazioni che l’ispirazione per un cambiamento – ha dichiarato la presidente dell’Hei, Elena Craft – L’inquinamento atmosferico ha enormi implicazioni per la salute.

Sappiamo che migliorare la qualità dell’aria e la salute pubblica globale è pratico e realizzabile”.  L’inquinamento atmosferico da Pm2,5 deriva dalla combustione di combustibili fossili e biomassa in settori quali i trasporti, le abitazioni, le centrali elettriche a carbone, le attività industriali e gli incendi boschivi.Queste emissioni non solo hanno un impatto sulla salute delle persone, ma contribuiscono anche ai gas serra che stanno riscaldando il pianeta.

Le popolazioni più vulnerabili sono colpite in modo sproporzionato sia dai rischi climatici che dall’aria inquinata.Nel 2021, l’esposizione a lungo termine all’ozono ha contribuito a 489.518 decessi stimati a livello globale, tra cui 14mila decessi per Bpco legati all’ozono negli Stati Uniti, più alti rispetto ad altri Paesi ad alto reddito.

Con il continuo riscaldamento del mondo dovuto agli effetti del cambiamento climatico, le aree con alti livelli di NO2 possono aspettarsi livelli più elevati di ozono, con effetti ancora più gravi sulla salute.  Per la prima volta, il Rapporto di quest’anno include i livelli di esposizione e i relativi effetti sulla salute del biossido di azoto (NO2), compreso l’impatto dell’esposizione a NO2 sullo sviluppo dell’asma dei bambini.I gas di scarico del traffico sono una delle principali fonti di NO2, il che significa che le aree urbane densamente popolate, in particolare nei Paesi ad alto reddito, registrano spesso i livelli più elevati di esposizione all’NO2 e di impatto sulla salute. “Questo nuovo Rapporto ci ricorda con chiarezza l’impatto significativo che l’inquinamento atmosferico ha sulla salute umana, con un onere troppo elevato a carico dei bambini piccoli, delle popolazioni più anziane e dei Paesi a basso e medio reddito – ha dichiarato Pallavi Pant, responsabile del settore Salute globale dell’Hei, che ha supervisionato la pubblicazione del rapporto Soga – Questo indica chiaramente l’opportunità per le città e i Paesi di considerare la qualità dell’aria e l’inquinamento atmosferico come fattori ad alto rischio quando si sviluppano politiche sanitarie e altri programmi di prevenzione e controllo delle malattie non trasmissibili”.   Il report ricorda che alcuni dei maggiori impatti sulla salute dell’inquinamento atmosferico si registrano nei bambini.

I bambini sono particolarmente vulnerabili all’inquinamento atmosferico e i suoi danni possono iniziare già nel grembo materno, con effetti sulla salute che possono durare tutta la vita.Ad esempio, i bambini inalano più aria per chilogrammo di peso corporeo e assorbono più inquinanti rispetto agli adulti mentre i loro polmoni, i loro corpi e i loro cervelli sono ancora in fase di sviluppo.

L’esposizione all’inquinamento atmosferico nei bambini piccoli è legata alla polmonite, responsabile di 1 decesso su 5 di bambini a livello globale, e all’asma, la malattia respiratoria cronica più comune nei bambini più grandi.  Non solo, evidenzia il report, le disuguaglianze legate all’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei bambini sono impressionanti.Il tasso di mortalità legato all’inquinamento atmosferico nei bambini al di sotto dei cinque anni in Africa orientale, occidentale, centrale e meridionale è 100 volte più alto rispetto alle loro controparti nei Paesi ad alto reddito. “Nonostante i progressi nella salute materna e dei bambini, ogni giorno quasi 2.000 bambini sotto i cinque anni muoiono a causa degli impatti sulla salute legati all’inquinamento atmosferico – ha dichiarato Kitty van der Heijden, vicedirettrice generale dell’Unicef – La nostra inazione sta avendo effetti profondi sulla prossima generazione, con ripercussioni sulla salute e sul benessere per tutta la vita.

L’urgenza globale è innegabile. È indispensabile che i governi e le imprese prendano in considerazione queste stime e i dati disponibili a livello locale e li utilizzino per elaborare azioni significative e incentrate sui bambini per ridurre l’inquinamento atmosferico e proteggere la salute dei bambini”.  Il rapporto Soga contiene anche buone notizie.Dal 2000, il tasso di mortalità dei bambini sotto i cinque anni è diminuito del 53%, grazie soprattutto agli sforzi volti ad ampliare l’accesso all’energia pulita per cucinare, oltre che ai miglioramenti nell’accesso all’assistenza sanitaria e alla nutrizione e a una maggiore consapevolezza dei danni associati all’esposizione all’inquinamento atmosferico domestico.

Molti Paesi, in particolare quelli che registrano i livelli più elevati di inquinamento atmosferico, stanno finalmente affrontando il problema di petto.Le azioni per la qualità dell’aria in regioni come l’Africa, l’America Latina e l’Asia, come l’installazione di reti di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico, l’attuazione di politiche più severe sulla qualità dell’aria o la compensazione dell’inquinamento atmosferico dovuto al traffico con il passaggio a veicoli ibridi o elettrici, stanno avendo un impatto misurabile sull’inquinamento e sul miglioramento della salute pubblica.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Paura nucleare in Danimarca, esaurite le compresse di iodio

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(Adnkronos) – In Danimarca c’è stata una corsa ad acquistare le pasticche di iodio. È già successo in altri paesi, ad esempio in Francia, quando cresce il pericolo di attacco o incidente nucleare: ingerire una pasticca di iodio (o meglio, di ioduro di potassio, KI) ridurrebbe gli effetti negativi sulla tiroide, uno degli organi più a rischio di sviluppare tumori e malformazioni dopo l’esposizione ad alti livelli di radiazioni.  Ma a cosa è dovuto questo improvviso aumento dell’acquisto di farmaci?L’Agenzia nazionale danese per la gestione delle emergenze ha pubblicato una serie di consigli su come proteggersi da un emergenza nucleare, e i cittadini hanno letto questa mossa – in un paese in cui la trasparenza delle istituzioni è un dogma – come il segnale che il rischio nucleare è improvvisamente diventato più alto.  Kresten Breddam, responsabile dell’unità per la radioprotezione presso l’Autorità sanitaria danese, ha parlato con “DR”, la radio-televisione pubblica, precisando che oltre i 40 anni l’effetto delle pastiglie di ioduro di potassio sulla salute umana è meno marcato. “Il consiglio più importante, in caso di incidente, è quello di rimanere in casa”.

Anche l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sconsiglia l’assunzione di compresse di iodio alle persone di età superiore ai 40 anni, perché “non è stata trovata alcuna connessione tra l’esposizione allo iodio radioattivo e il cancro alla tiroide in questa fascia di età”.Per chi è più giovane, invece, il consiglio è addirittura di portarsele sempre dietro, così da poterne prendere una appena le autorità diffondono l’allarme. La Danimarca, quasi sei milioni di abitanti e al nono posto tra i paesi più ricchi al mondo, non usa energia atomica, ma Finlandia, Svezia e Francia sono dotate di centrali nucleari, che potrebbero, in caso di incidente, avere effetti sul suolo danese.

Breddam ha messo l’accento anche su quanto può succedere nel Baltico e nel Mare del Nord: “Ogni tanto nei nostri mari passano rompighiaccio russe, alimentate da reattori nucleari.In caso di avaria, le sostanze radioattive possono diffondersi nell’aria”. La Russia è l’unico paese al mondo a costruire e operare rompighiaccio alimentate con energia nucleare, e ne ha svariate in costruzione. È anche l’unico paese al mondo ad avere ancora una nave cargo alimentata con un reattore nucleare, la “Sevmorput”.

Stati Uniti, Giappone e Germania, che in passato avevano fatto esperimenti con questo tipo di imbarcazioni, le hanno nel frattempo tutte smantellate o riconvertite con motori diesel.  Il rischio di un attacco cyber che metta fuori uso una centrale nucleare dei paesi vicini è più concreto che mai. “La realtà è che la Danimarca e i nostri alleati sono minacciati da una guerra ibrida”, ha dichiarato il ministro della Difesa Troels Lund Poulsen. “Ognuno di noi dovrebbe prepararsi al fatto che, per un breve periodo, potrebbe non avere accesso all’elettricità o all’acqua, o non poter acquistare beni di prima necessità”. E così i danesi hanno obbedito alle linee guida, correndo a fare scorta di cibo non deperibile e che non richiede cottura, e di almeno 9 litri di acqua in bottiglia a persona, sufficienti per tre giorni. “I cittadini devono anche prepararsi a eventuali interruzioni di corrente tenendo a portata di mano batterie, torce e candele, ed essere in grado di scaldarsi senza riscaldamento”, si legge nelle raccomandazioni.  Le autorità non parlano espressamente di un aumento del rischio, ma poiché dovevano aggiornare le loro raccomandazioni, “era giusto includere un ampio spettro di possibilità”, precisa Beddam alla tv pubblica.  Subito dopo la pubblicazione di questi consigli, le forniture di compresse di iodio sono esaurite in molte città.Anche perché devono essere di un tipo particolare, disponibile solo in farmacia: “negli integratori che si trovano nei supermercati e nelle erboristerie, ad esempio, non c’è abbastanza iodio”, conclude Beddam. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inveo Group, ecco Tia tool, passaporto per trasferimento dati extra Ue

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(Adnkronos) – Inveo group ha rilasciato nella sezione Privacy tools Tia, valutazione d’impatto del trasferimento, un nuovo documento scaricabile liberamente, utile per effettuare un audit preliminare per la progettazione di un trasferimento in ambito data protection, verso territori al di fuori dello spazio economico europeo.Ispirato dal ‘Draft practical guidetransfer impact assessment’ dell’Autorità Garante per la protezione dei dati francese Cnil pubblicato a febbraio 2024. Questo strumento si articola in 6 fasi, progettate per assistere il risk manager nel censimento dei ruoli di importatore o esportatore all’interno di un trasferimento di dati.

Attraverso queste fasi, vengono identificati i dati trattati e le modalità di gestione, consentendo di scegliere lo strumento più appropriato per il trasferimento. Una volta selezionato lo strumento, si procede con la verifica delle leggi e delle pratiche del paese di destinazione, determinando se il trasferimento può essere effettuato immediatamente o se richiede ulteriori misure aggiuntive.A tal fine, una fase specifica è dedicata alla creazione e implementazione di un piano di azione correttivo, che include il parere di esperti di data protection come il Dpo o il Ciso. Il processo è costantemente monitorato nel tempo, garantendo una revisione continua dei rischi e un’adeguata protezione dei dati. Commenta Cinzia Maria Gagliardi, ceo di Inveo Group: “L’approccio proattivo e dinamico di Inveo Group rappresenta un elemento distintivo del nostro impegno nel condividere conoscenze e risorse.

Dopo il successo della data processing assessment checklist del 2023, abbiamo sviluppato un nuovo strumento, Tia, per supportare i professionisti nell’autovalutazione, nel controllo e nel monitoraggio dei trasferimenti di dati extra Ue”.  “Il nostro obiettivo – spiega – è affrontare le criticità della Transfer impact assessment, considerando i rischi associati ai trasferimenti transfrontalieri, come normative meno rigorose, vulnerabilità alla sicurezza, accessi governativi non autorizzati e complessità nella compliance. È essenziale implementare misure di sicurezza adeguate e metodi di controllo efficaci, e lo strumento Tia è stato creato proprio per questo scopo”. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lecce, violenza sessuale di gruppo durante finte visite: medico e viceprocuratore ai domiciliari

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(Adnkronos) – Un vice procuratore onorario, all’epoca dei fatti in servizio alla Procura della Repubblica del tribunale di Lecce, e un medico cardiologo in servizio all’ospedale di Benevento, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari dalla Guardia di finanza.Entrambi sono accusati del delitto di violenza sessuale di gruppo, aggravata per il medico beneventano che avrebbe agito come pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni con la partecipazione attiva del presunto complice, il viceprocuratore.  I fatti si sarebbero verificati in un ospedale nel territorio di Benevento nel corso di visite mediche apparenti.

In quelle circostanze si sarebbero verificati “atti fortemente intrusivi nella libertà sessuale delle ignare pazienti che venivano indotte a spogliarsi e a essere palpeggiate dal medico e dal viceprocuratore onorario- scrive la Procura in una nota – qualificatosi quale collega del cardiologo”.Tutto sarebbe stato ripreso in video dai due presunti autori. Le indagini della Procura di Benevento sono partite dalla trasmissione degli atti per competenza da parte della Procura di Potenza, in quanto durante una attività investigativa che riguardava altri fatti, è emerso che il viceprocuratore onorario in servizio a Lecce, si sarebbe recato nell’ospedale campano e che durante le trasferte avrebbe avuto l’abitudine di fingersi un professionista della sanità.

In quelle occasioni, insieme al cardiologo, avrebbe compiuto atti di violenza sessuale e palpeggiamenti nei confronti di donne inconsapevoli sottoposte formalmente a visita medica. Dopo aver assunto la notizia iniziale e averla approfondita grazie a intercettazioni informatiche, sia dalla Procura di Potenza che dalla Procura di Benevento, a giugno 2023 è stata chiesta la misura cautelare nei confronti dei due per violenza sessuale di gruppo aggravata e per ulteriori condotte: esercizio abusivo della professione medica, interferenze illecite nella vita privata e diffusione illecita di immagini e video con contenuti sessualmente espliciti realizzati da pubblico ufficiale in servizio nell’ospedale.  La richiesta di misura cautelare è stata rigettata inizialmente dal gip del tribunale campano ma il pubblico ministero ha presentato ricorso al Riesame di Napoli.Il giudizio di appello si è concluso a febbraio 2024 con l’accoglimento dell’appello del pm e con l’applicazione della misura dei domiciliari per entrambi, limitatamente alla violenza sessuale di gruppo.

Per la restante parte, l’appello del pubblico ministero è stato rigettato.Ne è seguito un ricorso in Cassazione sia della difesa che dell’accusa.

La suprema Corte il 13 giugno scorso ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa degli indagati e ha accolto quello della Procura per i restanti capi.E’ divenuto così esecutivo il punto dell’ordinanza del tribunale di Napoli relativo alla misura dei domiciliari. Ora toccherà al tribunale del riesame di Napoli pronunciarsi nuovamente sull’appello del pm relativamente alle richieste allo stato non accolte.

Sono state, inoltre, disposte dal pubblico ministero ed eseguite dalle Fiamme Gialle di Lecce numerose perquisizioni locali e domiciliari che hanno portato al sequestro di computer, tablet e smartphone dei due indagati oltre che video camere e registratori digitali nella disponibilità loro e di altre persone.Sono state infine ascoltate persone informate sui fatti e le persone offese con l’acquisizione delle relative querele/denunce.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Prima prova della Maturità 2024: tracce di Ungaretti, Pirandello e Levi Montalcini

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La Maturità 2024 inizia con la prima prova: tra le tracce, spiccano Giuseppe Ungaretti, Luigi Pirandello e Rita Levi Montalcini.

Maturità 2024, si parte con la prima prova: tra le tracce anche Ungaretti, Pirandello e Rita Levi Montalcini

La Maturità 2024 è ufficialmente iniziata, e con essa arriva la tanto attesa prima prova scritta.Gli studenti di tutta Italia si sono trovati di fronte a una varietà di tracce, tra cui spiccano i nomi illustri di Giuseppe Ungaretti, Luigi Pirandello e Rita Levi Montalcini..

Quest’anno, il Ministero dell’Istruzione ha deciso di offrire una gamma di opzioni che spaziano dalla letteratura alla scienza, in modo da permettere a ogni studente di esprimere al meglio le proprie capacità e conoscenze.

Le Tracce della Prima Prova

Giuseppe Ungaretti: Un Simbolo dell’Ermetismo Italiano
La traccia dedicata a Giuseppe Ungaretti ha offerto agli studenti l’opportunità di confrontarsi con uno dei massimi esponenti della poesia ermetica italiana.Ungaretti, con il suo stile sintetico e profondo, ha saputo catturare l’essenza dei sentimenti umani attraverso versi brevi ma intensi.

Gli studenti sono stati invitati ad analizzare uno dei suoi componimenti più celebri, “Soldati”, e a riflettere sul tema della precarietà dell’esistenza umana.

Analisi del Testo: “Soldati” è un componimento breve ma ricco di significato.Il poeta utilizza un linguaggio semplice per esprimere concetti complessi, come la fragilità della vita durante la guerra.

La scelta delle parole e la struttura del verso sono stati oggetto di analisi approfondita da parte degli studenti, che hanno dovuto esaminare come Ungaretti riesca a trasmettere un senso di precarietà e transitorietà.

Luigi Pirandello: Il Maestro del Relativismo
La seconda traccia ha coinvolto Luigi Pirandello, un altro gigante della letteratura italiana, noto per la sua esplorazione dei temi del relativismo e della crisi dell’identità.Gli studenti hanno avuto la possibilità di analizzare un brano tratto dal romanzo “Uno, nessuno e centomila”, in cui il protagonista si confronta con la disgregazione della propria identità.

Tematica del Brano: Il brano scelto invita gli studenti a riflettere sulla complessità dell’identità umana e su come essa possa essere influenzata dalle percezioni altrui.

Pirandello esplora il concetto di maschera sociale e di come ogni individuo possa apparire diverso a seconda delle circostanze e delle persone con cui interagisce.Gli studenti sono stati chiamati a discutere queste tematiche, esaminando il modo in cui Pirandello utilizza la narrativa per esplorare le sfaccettature dell’identità umana.

Rita Levi Montalcini: Esempio di Eccellenza Scientifica e Umana
La terza traccia ha reso omaggio a Rita Levi Montalcini, una delle più grandi scienziate italiane, vincitrice del Premio Nobel per la Medicina nel 1986.

La traccia ha chiesto agli studenti di riflettere sulla sua straordinaria carriera e sul suo contributo alla scienza e alla società.

Contributo alla Scienza: Rita Levi Montalcini è celebre per la scoperta del fattore di crescita nervoso (NGF), una scoperta rivoluzionaria che ha aperto nuove strade nella ricerca neurologica.Gli studenti hanno analizzato il significato delle sue scoperte e l’impatto che hanno avuto sulla medicina moderna.

Esempio di Vita: Oltre ai suoi successi scientifici, la vita di Rita Levi Montalcini è un esempio di determinazione e resilienza.

Ha affrontato numerose difficoltà, inclusi gli ostacoli posti dalle leggi razziali durante il periodo fascista, ma ha continuato a perseguire i suoi obiettivi con passione e dedizione.Gli studenti sono stati invitati a riflettere su come la sua vita e il suo lavoro possano ispirare le future generazioni di scienziati e cittadini.

La Struttura della Prova di Maturità
La prima prova della Maturità è costituita da diverse tipologie di tracce, ognuna delle quali offre un’opportunità unica di espressione e analisi.

Gli studenti possono scegliere tra:

Analisi del Testo Letterario: Come nel caso delle tracce su Ungaretti e Pirandello, questa tipologia richiede una comprensione approfondita del testo e la capacità di esprimere un’analisi critica e personale.
Saggio Breve o Articolo di Giornale: Questa tipologia permette agli studenti di confrontarsi con temi di attualità o di interesse culturale, utilizzando una forma di scrittura più libera e personale.
Tema di Argomento Storico o di Attualità: Gli studenti possono scegliere di affrontare un tema storico o di grande rilevanza sociale, dimostrando le loro capacità di ricerca e argomentazione.

Preparazione e Strategie per Affrontare la Prima Prova
Affrontare la prima prova della Maturità richiede una preparazione accurata e una strategia ben definita.

Ecco alcuni consigli utili per gli studenti:

Conoscenza Approfondita dei Temi: È fondamentale avere una solida conoscenza dei temi proposti.Gli studenti dovrebbero dedicare tempo allo studio dei principali autori e delle loro opere, così come delle figure storiche e scientifiche di rilievo.
Esercitazione Costante: La pratica è essenziale.

Gli studenti dovrebbero esercitarsi regolarmente nella scrittura di saggi, analisi del testo e articoli, cercando di migliorare continuamente le proprie capacità espressive e argomentative.
Gestione del Tempo: Durante la prova, la gestione del tempo è cruciale. È importante pianificare il lavoro in modo da avere abbastanza tempo per riflettere, scrivere e revisionare il testo.

Conclusione
La prima prova della Maturità 2024 rappresenta un’importante occasione per gli studenti di dimostrare le loro competenze e la loro capacità di analisi critica.Le tracce proposte quest’anno, che includono figure di grande rilevanza come Giuseppe Ungaretti, Luigi Pirandello e Rita Levi Montalcini, offrono un’opportunità unica di confrontarsi con temi profondi e stimolanti.

Auguriamo a tutti gli studenti il miglior successo in questa tappa fondamentale del loro percorso educativo.

Autonomia differenziata, c’è il sì della Camera

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(Adnkronos) – Via libera definitivo dell’aula della Camera al ddl sull’autonomia differenziata.Opposizioni unite hanno cantato l’inno di Mameli e sventolato il tricolore durante il voto finale mentre dai banchi della Lega spuntavano le bandiere della Serenissima. “Un provvedimento che divide e crea diseguaglianze che viene approvato di notte nella vergogna.

Con questo voto sancite che esistono cittadine e cittadini di serie e A e serie B”, ha detto la segreteria del Pd, Elly Schlein, nella dichiarazione di voto finale. “Abbiamo appena finito una lunga nottata in Parlamento per approvare l’autonomia differenziata.Noi ovviamente ci siamo opposti in tutti i modi: un’autonomia differenziata che divide il Paese.

Ci saranno più burocrazia e più diseguaglianze”, scrive in un post su Facebook al termine della seduta fiume la deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi, che aggiunge: “La maggioranza ha approvato questo testo di notte con un atteggiamento da caterpillar: più dimostravamo che le cose non avevano senso, più andavano avanti.Peccato, un’occasione persa.

Buongiorno a tutti voi.Buona notte alle istituzioni”, conclude. “Si è consumato lo scambio indecente nella maggioranza.

Uno sfregio alle istituzioni e un danno per i cittadini.L’abbiamo combattuta con ogni forza in Parlamento, continueremo a farlo nel Paese, con i tanti che difendono un’Italia unita e solidale”.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati. “Oggi, più che mai, è chiaro che l’autonomia differenziata è la scelta migliore per il futuro dell’Italia, un sogno che diventa realtà, richiesto a gran voce da Veneti e Lombardi con i referendum del 2017.Mentre la sinistra ha continuato strumentalmente ad opporsi all’attuazione della Riforma del Titolo V della Costituzione, la Lega ed il centrodestra al Governo, dopo la seduta fiume di questa notte, hanno riscritto la storia, approvando in via definitiva il Ddl Calderoli.

Un grande risultato che ora, attraverso le intese con le Regioni, potrà portare nuove materie per le amministrazioni che vorranno cogliere questa fondamentale opportunità.Maggiori competenze e responsabilizzazione degli amministratori locali sulla loro azione, razionalizzazione della spesa, costi e fabbisogni standard cancellando il criterio della spesa storica e con i Lep, garanzie nazionali per i servizi sociali essenziali per combattere le diseguaglianze sociali.

Attuazione di una riforma che unisce e non divide”, ha dichiarato Massimo Bitonci (Lega), sottosegretario al Mimit, presente in aula tra i banchi del Governo durante tutti i lavori d’aula. “Passa il Premierato al Senato e, dopo la seduta fiume anche l’Autonomia differenziata alla Camera, i provvedimenti che hanno scatenato le opposizioni ricorse, oramai come loro consuetudine, a urla e insulti nel tentativo di bloccarli.Ciò che non vogliono o non possono accettare le sinistre, dopo anni di immobilismo con governi costruiti a tavolino, tecnici o con coalizioni innaturali, e’ che all’attuale maggioranza dagli italiani e’ stato dato il mandato del ‘fare’.

Poi si giudicherà quanto realizzato, ma ciò che gli elettori certamente non perdonerebbero a questo governo sarebbe di ricadere nell’immobilsmo dei governi precedenti, condannando ancora una volta il nostro paese a quel letargo politico che si coniuga con la perdita di credibilità internazionale”.Così il deputato di Fratelli d’Italia, Mauro Malaguti. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Accuse Netanyahu su armi, Usa cancellano incontro con Israele

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(Adnkronos) – La Casa Bianca ha annullato un incontro di alto livello tra Stati Uniti e Israele sull’Iran, previsto per domani giovedì 20 giugno, dopo la diffusione ieri di un video in cui il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, parlando in inglese, definiva “inconcepibile il fatto che negli ultimi mesi l’amministrazione abbia negato armi e munizioni a Israele”.A riferirlo sono stati due funzionari statunitensi citati da Axios.  I consiglieri del presidente Biden, riferisce ancora Barak Ravid su Axios, hanno reagito al video con un messaggio che l’inviato americano Amos Hochstein ha consegnato personalmente a Netanyahu in una riunione celebrata poche ore dopo la divulgazione del video, secondo fonti statunitensi e israeliane.

La Casa Bianca ha poi deciso di compiere un ulteriore passo, cancellando l’incontro di giovedì. “Questa decisione lascia intendere chiaramente che ci sono conseguenze per chi compie simili bravate”, ha dichiarato un funzionario statunitense. “Gli americani sono furiosi.Il video di Bibi ha fatto molti danni”, ha affermato un alto funzionario israeliano.

Alcuni funzionari israeliani erano già in viaggio verso Washington quando l’incontro è stato cancellato.Due funzionari statunitensi hanno dichiarato ad Axios che l’incontro è stato annullato per inviare un messaggio sul video.

Un terzo ha affermato che l’incontro è stato posticipato piuttosto che cancellato, a causa di un problema di agenda. In pubblico, la Casa Bianca ha espresso sconcerto.La portavoce Karine Jean-Pierre ha fatto notare che dall’inizio della guerra è stata sospesa una sola spedizione di armi, mentre miliardi di dollari di armi sono arrivati senza ostacoli. “Non sappiamo davvero di cosa stia parlando”, ha affermato.

In privato, il team di Biden ha reagito con rabbia e shock per l’ingratitudine di Netanyahu, secondo quanto dichiarato da un funzionario statunitense. Hochstein aveva già programmato un incontro con Netanyahu martedì, durante una sosta in Israele di ritorno da Beirut, dove stava cercando di smorzare le tensioni al confine tra Israele e Libano.Una volta che si è riunito con lui, ha detto a Netanyahu che le accuse contenute nel video erano imprecise e fuori luogo, secondo quanto riferito ad Axios da due funzionari israeliani informati sull’incontro. “E’ inconcepibile che negli ultimi mesi l’amministrazione” Usa “abbia bloccato armi e munizioni per Israele”, ha detto Netanyahu in un video in lingua inglese diffuso su X.

Quando il segretario di Stato Usa Antony “Blinken è stato di recente qui in Israele – ha esordito – abbiamo avuto un colloquio schietto” e “ho detto di aver apprezzato molto il sostegno degli Stati Uniti a Israele sin dall’inizio della guerra”. “Israele, il più stretto alleato dell’America, sta combattendo per la sua esistenza, contro l’Iran e gli altri nostri nemici comuni”, afferma Netanyahu, che evoca la Seconda Guerra Mondiale e Churchill: “Dateci gli strumenti e finiremo il lavoro molto più rapidamente”, conclude il premier israeliano. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corea Nord-Russia, a Pyongyang al via i negoziati tra Kim e Putin

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(Adnkronos) –
Al via a Pyongyang i negoziati bilaterali tra Vladimir Putin e il leader nordcoreano Kim Jong-Un nel quadro della visita ufficiale del presidente russo in Corea del Nord.Lo riporta la Tass, elencando i partecipanti ai colloqui delle due parti: della delegazione russa fanno parte tra gli altri il ministro degli Esteri Sergei Lavrov e i vicepremier Denis Manturov e Alexander Novak, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, il ministro della Difesa Andrey Belousov e il suo vice, Alexey Krivoruchko, i presidenti delle Ferrovie Oleg Belozerov e del Roscosmos Yury Borisov.

Per la parte nordcoreana figurano tra gli altri il premier Kim Tok Hun, il ministro degli Esteri Choe Son-hui, il vice capo del comitato centrale militare del Partito dei Lavoratori della Corea del nord, Pak Jong-chon, il viceministro degli Esteri Im Chong Il. Putin e Kim Jong-Un firmeranno un accordo di cooperazione complessiva che investe anche il settore della difesa, ha reso noto ieri il Cremlino.Putin, che prima di volare a Pyongyang si era fermato a Yakutsk, ha dato il suo via libera a una bozza di accordo preparato dal ministero degli Esteri.  Putin è arrivato ieri in Corea del Nord per quella che è la prima visita nel ‘regno eremita’ negli ultimi 24 anni.

Si tratta del terzo incontro tra i due leader dal 2019. Ma la loro non può essere una vera alleanza, sottolineano gli analisti americani, nonostante il G7 abbia evidenziato il trasferimento di missili balistici nordcoreani alla Russia, e quindi sul fronte ucraino, e a fronte del tentativo del capo del Cremlino di normalizzare il ‘regno eremita’ trascinandolo nel calderone del sud globale idealizzato a guida russo cinese. E’ vero che Putin e Kim negli ultimi anni si sono avvicinati, ma si tratta di uno spostamento frutto di necessità a breve, dettate dagli interessi di ognuno dei due, più che di una alleanza formale e duratura. “C’è così tanta sfiducia reciproca fra i due Paesi.L’attuale miglioramento delle relazioni bilaterali è trascinato da circostanze definite dalla situazione”, ha commentato Andrei Lankov, analista specializzato nelle relazioni fra Mosca e Pyongyang alla Kookmin University di Seul, in una intervista al Washington Post.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caldo, è allerta in Italia: da Milano a Roma, città da bollino arancione

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(Adnkronos) – Ondata di super caldo sull’Italia che affronterà giornate roventi con temperature sopra i 40 gradi C.Per oggi, mercoledì 19 giugno, il bollettino del ministero si colora fino all’arancione ma domani, giovedì 20, anche di rosso, livello massimo di allerta per gli effetti del calore sulla salute.  Oggi è prevista allerta arancione (livello 2) in 11 città: Ancona, Bologna, Bolzano, Campobasso, Frosinone, Latina, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti e Roma.

Il livello 2 indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili come persone anziane, bambini, donne in gravidanza, persone con malattie croniche (malattie respiratorie, cardiovascolari, diabete, insufficienza renale, morbo di Parkinson etc.), persone che fanno uso di alcol e droghe ma anche chi, compresi i giovani, che fanno esercizio fisico o svolgono un lavoro intenso all’aria aperta. Domani invece una città si tingerà di rosso (Perugia) con Livello 3 – che indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche – mentre i capoluoghi da bollino arancione saliranno a 15: Ancona, Bari, Bologna, Campobasso, Catania, Firenze, Frosinone, Latina, Napoli, Palermo, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo.   È un vero e proprio allarme caldo quello lanciato da Luigi Sparano e Corrado Calamaro, medici di famiglia della Fimmg, a fronte dell’arrivo di Minosse, anticiclone che sta per travolgere l’Italia con temperature record su quasi tutto il Nord, il Centro e il Sud.Alla luce delle previsioni meteo che prospettano un’ondata di caldo senza precedenti, i medici di famiglia della Fimmg lanciano un appello alla popolazione, in particolare alle persone anziane e fragili, affinché adottino misure precauzionali per proteggersi ed evitare di dover ricorrere al pronto soccorso. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giorgia Meloni e l’isolamento politico: l’Italia marginalizzata in un’Europa dove le sue smorfiette, faccine e comparsate non hanno alcun effetto, anzi!

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Giorgia Meloni affronta l’isolamento politico in Europa: i leader socialisti, liberali e popolari la escludono dai futuri top job UE.

GIORGIA MELONI comincia a rendersi conto (si spera) che, in Europa, è una regina senza corona e che Bruxelles non è come Roma e la Rai

L’ultimo Consiglio europeo ha rivelato una verità scomoda per la Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni.Mentre a Roma può esercitare una certa autorità e controllo, a Bruxelles le dinamiche politiche sono ben diverse e meno prevedibili.

I leader socialisti, liberali e popolari hanno fatto capire chiaramente che la Meloni non è indispensabile nella scelta dei futuri top job dell’Unione Europea.Questi leader hanno infatti ribadito la loro capacità di decidere autonomamente, relegando l’Italia a un ruolo marginale.

L’isolamento politico di Giorgia Meloni
Nell’arena europea, la politica del “prima l’Italia” di Meloni ha trovato scarsi consensi.

Nonostante i suoi sforzi di posizionarsi come figura di spicco all’interno delle istituzioni europee, la realtà è che i principali attori politici la vedono come un’outsider.L’isolamento politico che Meloni sta vivendo è frutto di un approccio spesso conflittuale e poco incline al compromesso.

I leader europei preferiscono infatti un modus operandi basato sulla cooperazione e la condivisione degli obiettivi comuni.

La complessità della politica europea
La politica europea è un intricato mosaico di interessi nazionali e sovranazionali.A differenza della politica italiana, dove la personalità del leader può giocare un ruolo determinante, a Bruxelles il gioco di squadra è essenziale.

Le decisioni più importanti vengono prese attraverso lunghe negoziazioni e compromessi tra i vari paesi membri.Meloni, abituata a un approccio più diretto e autoritario, sembra faticare ad adattarsi a questa realtà.

Il peso delle alleanze europee
Un altro aspetto critico è rappresentato dalle alleanze politiche.

In Europa, la capacità di creare e mantenere alleanze solide è fondamentale per influenzare le decisioni.Meloni ha cercato di formare un’alleanza con i partiti di destra, ma questi gruppi spesso non hanno il peso politico necessario per incidere significativamente.

Di contro, i socialisti, i liberali e i popolari, storicamente più radicati e influenti, continuano a dominare il panorama politico europeo.

La marginalizzazione dell’Italia nei processi decisionali
Il rischio concreto è che l’Italia venga marginalizzata nei processi decisionali dell’Unione Europea.Quando i leader socialisti, liberali e popolari si metteranno d’accordo sui futuri top job, lasceranno al nostro paese solo le briciole.

Questa situazione non è solo un danno per l’immagine del nostro paese, ma ha anche ripercussioni concrete sulle politiche europee che influenzano direttamente la vita dei cittadini italiani.

Il ruolo della comunicazione e della percezione pubblica
La comunicazione gioca un ruolo cruciale nella politica, e Meloni lo sa bene.Tuttavia, il suo modo di comunicare, spesso provocatorio e divisivo, può risultare controproducente in un contesto come quello europeo, dove la diplomazia è fondamentale.

La percezione pubblica della sua figura in Europa è quella di un leader nazionalista e poco incline al dialogo.Questo contribuisce ulteriormente al suo isolamento.

Le sfide future per l’Italia in Europa
Guardando al futuro, l’Italia dovrà affrontare diverse sfide all’interno dell’Unione Europea. È essenziale che il nostro paese riesca a recuperare una posizione di rilievo nei processi decisionali, non solo per difendere i propri interessi, ma anche per contribuire attivamente al progresso dell’intera comunità europea.

Questo richiederà un cambio di strategia e un maggiore impegno nel costruire relazioni positive con gli altri paesi membri.

Conclusione: Una strategia per il futuro
In conclusione, Giorgia Meloni deve prendere coscienza del fatto che il contesto europeo richiede un approccio diverso rispetto a quello nazionale.La capacità di collaborare, negoziare e costruire alleanze sarà determinante per il futuro dell’Italia in Europa.

Solo attraverso una strategia più inclusiva e diplomatica il nostro paese potrà riconquistare un ruolo di primo piano e influenzare le decisioni più importanti a livello europeo.Per Meloni, questo significa abbandonare la retorica nazionalista in favore di una politica più aperta e cooperativa.

Maturità 2024 al via, oggi la prima prova di italiano

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(Adnkronos) – Al via oggi, mercoledì 19 giugno, la maturità 2024 per oltre 526mila studenti.La prima prova scritta “accerta sia la padronanza della lingua italiana (o della diversa lingua nella quale avviene l’insegnamento) sia le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche degli studenti” si legge sul sito del ministero dell’Istruzione.

Si inizia alle 8:30 con modalità identiche in tutti gli istituti e ha una durata massima di sei ore.I candidati possono scegliere tra tipologie e tematiche diverse: il ministero mette a disposizione per tutti gli indirizzi di studio sette tracce che fanno riferimento agli ambiti artistico, letterario, storico, filosofico, scientifico, tecnologico, economico, sociale.

Gli studenti ne possono scegliere una, quella che pensano sia più adatta alla loro preparazione e ai loro interessi.  Gli studenti potranno scegliere una di tre tipologie: tipologia A, traccia dell’analisi del testo: il Miur propone due possibili analisi del testo, che possono essere un brano di prosa o una poesia di un autore italiano vissuto nel periodo compreso dall’Unità di Italia ad oggi; tipologia B, testo argomentativo, new entry dell’anno scorso.Questa tipologia presenta a sua volta tre tracce che possono essere d’ambito: artistico, letterario, filosofico, storico, economico, sociale, tecnologico, scientifico.

Il Miur ha stabilito una delle tracce di testo argomentativo sarà obbligatoriamente d’ambito storico; tipologia C: traccia del tema di attualità o ‘tema d’ordine generale’.Quest’anno il Miur fornirà due tracce d’argomenti vicini alle esperienze dei maturandi.

In ogni caso andrà scelta una traccia di quelle messe a disposizione e gli studenti potranno godere dell’aiuto di un vocabolario d’italiano. Mentre la prima prova è uguale per tutti i maturandi, indipendentemente dall’indirizzo di studio, la seconda prova scritta è diversa per ogni indirizzo di studio.Per il Liceo classico la materia della seconda prova è il greco, per il Liceo scientifico, matematica.

Matematica anche per l’opzione Scienze applicate e la sezione a indirizzo sportivo.Per il Liceo scienze umane, scienze umane.

Per il Liceo linguistico, lingua straniera.Per il Liceo Musicale, Teoria, analisi e composizione.

Per il Liceo Coreutico, tecniche della danza e per il Liceo Artistico, discipline progettuali caratteristiche dei singoli indirizzi.Poi ci sono gli Istituti tecnici e Professionali dove gli studenti affronteranno una prova scritta specifica d’indirizzo. Una volta terminate le prove scritte, i ragazzi dovranno cimentarsi con e la prova orale che dovrebbe iniziare il lunedì successivo al secondo scritto.

Le commissioni ascolteranno 5 candidati al giorno.Per alcuni studenti però, l’inizio dell’orale slitterà a causa dei ballottaggi delle elezioni, poiché i comuni al secondo turno tornano alle urne domenica 23 e lunedì 24, fino alle 15.

Compatibilmente con lo spoglio e la successiva pulizia degli ambienti, l’inizio degli orali, nelle scuole sede di seggio elettorale, potrebbe quindi slittare al martedì o al mercoledì della stessa settimana. Il colloquio si svolge a partire dall’analisi, da parte del candidato, del materiale scelto dalla commissione, che può essere un testo, un documento, un’esperienza, un progetto, un problema.Nel corso del colloquio il candidato dovrà dimostrare di aver acquisito i contenuti e i metodi propri delle singole discipline e di aver maturato le competenze di Educazione civica; analizzerà poi, con una breve relazione o un lavoro multimediale, le esperienze fatte nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Lo studente poi deve presentare, mediante breve relazione o elaborato multimediale, le esperienze svolte nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali (la ex alternanza scuola lavoro), e poi non mancheranno domande di educazione civica.

Durante il colloquio si potrà parlare anche delle esperienze inserite nel Curriculum dello studente.Il colloquio potrebbe durare circa 50/60 minuti nel suo complesso, ma se la commissione è particolarmente stanca può durare meno.  Al primo scritto viene assegnato un massimo di 20 punti.

Nello scrutinio finale il consiglio di classe attribuisce il punteggio per il credito maturato nel secondo biennio e nell’ultimo anno fino a un massimo di quaranta punti: dodici punti per il terzo anno, tredici per il quarto anno e quindici per il quinto anno.La valutazione sul comportamento concorre alla determinazione del credito scolastico.

Il voto finale dell’Esame di Stato è espresso in centesimi così suddivisi: massimo 40 punti per il credito scolastico; massimo 20 punti per il primo scritto; massimo 20 punti per il secondo scritto; massimo 20 punti per il colloquio.La commissione – composta da un presidente esterno all’istituzione scolastica, tre commissari interni e tre esterni – può assegnare fino a 5 punti di “bonus” per chi ne ha diritto.

Dalla somma di tutti questi punti risulta il voto finale dell’Esame.Il punteggio massimo è 100 (c’è la possibilità della lode).

Il punteggio minimo per superare l’esame è 60/100. Passano gli anni ma, per gli studenti che si apprestano a sostenere la Maturità, il rischio di cadere in una delle tradizionali fake news sulle regole d’esame rimane altissimo.Quanto basta per alzare il livello di attenzione su possibili “bufale” legate alle regole di base che governano l’Esame di Stato.

Cosa che puntualmente fa la Polizia postale con ‘Maturità al sicuro’, la campagna di sensibilizzazione svolta assieme al portale specializzato Skuola.net, che per il diciassettesimo anno consecutivo si pone proprio l’obiettivo di “smontare” le principali notizie false sull’argomento. Le nuove tecnologie in particolare, con il costante sviluppo di “aiuti” digitali, possono indurre in tentazione.Diventando un possibile amplificatore di errori di comportamento.

Che, nelle peggiori delle ipotesi, possono addirittura portare all’esclusione dall’esame.Il rischio è concreto.

Lo mostrano chiaramente le risposte date dai circa 1.000 maturandi raggiunti dal monitoraggio effettuato proprio da Skuola.net per la Polizia di Stato a circa una settimana dal via della Maturità 2024. Quasi 1 studente su 4, ad esempio, è convinto che durante le prove scritte gli smartphone si possano tenere con sé in postazione.Quando, invece, devono essere consegnati al banco della commissione, come correttamente dimostra di sapere il 77% del campione interpellato.

E se il 17% è consapevole che comunque i telefoni debbano rimanere rigorosamente spenti, il 6% pensa che si possano persino usare rischiando al massimo di essere richiamati o penalizzati in fase di correzione e non, come potrebbe avvenire, di vedere invalidato l’intero esame.  Qualcosa di simile avviene con un altro “sorvegliato speciale”: lo smartwatch.In questo caso è quasi 1 su 6 (il 17%) a pensare che l’orologio tech si possa indossare e usare tranquillamente al polso durante le prove scritte, basta che non sia connesso a Internet.

Mentre il 4% è convinto che si possa usare senza alcuna limitazione anche per accedere alla Rete.Se già la prima è una credenza errata, figuriamoci la seconda, che è di fatto una pratica assolutamente vietata.

Visto che l’utilizzo dello smartwatch – di qualsiasi tipologia – è inibito tanto quanto quello del telefonino, eppure complessivamente 1 su 5 è convinto del contrario. Quanto all’immancabile toto tema, ci sono gli immancabili D’Annunzio e Pirandello.Gli ‘usati sicuri’ Ungaretti e Montale.

Ma anche la stretta attualità, come l’infinito conflitto tra Israele e Palestina e l’Intelligenza artificiale.A cui fanno da corredo delle ricorrenze centrali per la storia del nostro Paese, come il delitto Matteotti, o anniversari trainati dai media: è il caso di Oppenheimer, protagonista del recente film premio Oscar secondo skuola.net. La funzione di ‘Maturità al sicuro’ oltre a informare su possibili ipotesi di infrazioni ricorda anche alcuni aspetti fondamentali del regolamento d’esame il cui mancato rispetto potrebbe portare all’esclusione: dalla necessità di presentarsi con un documento di identità a quella di non introdurre altri fogli che non siano quelli forniti dalla commissione.

Senza dimenticare le fake news vere e proprie.Circa un quarto dei maturandi (26%) è infatti convinto che la Polizia possa controllare gli smartphone ”da remoto” per capire chi eventualmente sta copiando; cosa non corrispondente al vero.

E addirittura quasi la metà (46%) ritiene che, durante gli esami, i membri della commissione possano perquisire i candidati, alla ricerca di oggetti proibiti.Anche in questo caso, si tratta di informazioni non corrette che vanno sfatate, invitando comunque alla prudenza, visto che i commissari d’esame, se dovessero notare manovre illegali, hanno comunque il diritto di escludere i candidati colti in ”flagranza di copiato”. E poi c’è il tema delle tracce d’esame, specie di quelle dello scritto di italiano.

Sono ancora troppi gli studenti che pensano di trovare in anticipo gli spunti da sviluppare il giorno della prova, soprattutto online.Ad avere ben presente che online si possano trovare solo indiscrezioni, previsioni o, al massimo, degli esempi, è ”solo” il 76% dei maturandi.

Il 24%, invece, crede che quantomeno gli argomenti vengano diffusi prima; il 4% pensa che con le giuste mosse si possano mettere le mani con qualche ora di vantaggio sulle tracce vere e proprie.E oltre 1 su 3 immagina che il ministero possa cambiare le tracce anche all’ultimo minuto.

Così non stupisce che circa 1 su 7 sia tentato, nell’immediata vigilia della Maturità, di presidiare fino a tarda notte piattaforme social e siti specializzati sperando nell’imbeccata vincente. Il toto tracce in ogni caso impazza ogni anno.Ci sono gli immancabili D’Annunzio e Pirandello.

Gli ‘usati sicuri’ Ungaretti e Montale.Ma anche la stretta attualità, come l’infinito conflitto tra Israele e Palestina e l’Intelligenza artificiale.

A cui fanno da corredo delle ricorrenze centrali per la storia del nostro Paese, come il delitto Matteotti, o anniversari trainati dai media: è il caso di Oppenheimer, protagonista del recente film premio Oscar. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mascherine in reparti fragili, 30 giugno scade obbligo mascherine: verso circolare

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(Adnkronos) – Era fine dicembre 2023, quando una nuova ordinanza del ministero della Salute prorogava fino al 30 giugno di quest’anno alcune misure residue dell’era Covid, in particolare l’obbligo di indossare le mascherine per i lavoratori, gli utenti e i visitatori di reparti di strutture sanitarie in cui si ospitano pazienti fragili, anziani o immunodepressi (identificati dalle stesse direzioni sanitarie delle strutture), e delle strutture sociosanitarie e socioassistenziali, dalle Rsa agli hospice.Mancano pochi giorni al termine indicato.

Dall’1 luglio scadrà quest’obbligo previsto nel provvedimento e, a quanto apprende l’Adnkronos Salute, è in arrivo una circolare con nuove indicazioni per mantenere i livelli di sicurezza necessari in queste aree.Il documento che sarebbe in lavorazione alla Direzione generale Prevenzione del ministero della Salute dovrebbe contenere delle raccomandazioni per i direttori sanitari.  L’ultima ordinanza, oltre a prevedere l’obbligo di mascherina per i reparti frequentati da persone fragili, dava poi discrezionalità alle direzioni sanitarie delle strutture di decidere l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie in reparti diversi e nelle sale di attesa, spiegando che era possibile disporne l’uso anche per tutti coloro che presentassero sintomi di tipo respiratorio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue, dieci giorni per trovare l’intesa sui vertici

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(Adnkronos) – Malgrado la consapevolezza diffusa che la cosa peggiore per l’Unione Europea sarebbe cadere in un’impasse sulle nomine apicali, con due guerre che infuriano alle porte di casa, la cena informale di lunedì sera a Bruxelles si è chiusa senza un accordo sul pacchetto di nomi planati sul tavolo dei leader.Il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel è sceso in sala stampa, a Bruxelles, intorno alla mezzanotte, annunciando che un accordo non era stato raggiunto e che i leader considerano un “dovere” trovare un’intesa entro la fine del mese, cioè nel Consiglio Europeo della settimana prossima.  Ma l’esito del primo confronto tra i leader dopo le elezioni europee non dispiace affatto a Manfred Weber, leader del Ppe. “Sono lieto – ha detto all’indomani della riunione, prima di una riunione del gruppo parlamentare – per l’esito dell’incontro, perché abbiamo l’intesa comune che Ursula von der Leyen non verrà messa in discussione.

Ha fatto un grande lavoro negli ultimi cinque anni: la nostra candidata ha il sostegno del Consiglio.Sono grato per questo, è una cosa che dà già stabilità”. “Abbiamo anche trovato un’intesa sui nomi ulteriori – ha continuato – i Socialisti hanno proposto Antonio Costa, i Liberali Kaja Kallas.

E’ un passo importante, perché ora abbiamo chiarezza da parte dei due partiti.E’ una buona base per ulteriori negoziati nei prossimi giorni.

Il punto di partenza è un messaggio di stabilità, che vogliamo trovare un’intesa e che produrremo risultati nell’interesse dei cittadini”.  Ogni possibilità di allargare la maggioranza ai Verdi, che si sono ripetutamente resi disponibili per salvare il Green Deal, sembra destinata a scontrarsi contro un muro: “Ogni accordo sulle personalità – ha ammonito il politico bavarese – deve essere basato sui programmi: la gente vuole vedere cambiamento, vuole vedere un’altra faccia dell’Europa, un’Europa di centrodestra, quella per cui hanno votato.I Verdi sono i grandi sconfitti di queste elezioni: la direzione politica dei prossimi cinque anni è un’Europa di centrodestra.

Le personalità proposte devono riflettere su questo: non si può far finta che non sia successo nulla”.  Il premier olandese Mark Rutte, prossimo a diventare segretario generale della Nato e uno dei membri più longevi ed esperti del Consiglio Europeo, entrando lunedì sera aveva fatto sfoggio di ottimismo, pronosticando un vertice “breve”, dato che il presidente francese Emmanuel Macron doveva “vedere la partita” Austria-Francia.Tanta sicumera da parte dei Liberali, usciti sconfitti dalle elezioni, deve avere irritato qualcuno, dato che il pacchetto di nomi (Ursula von der Leyen alla Commissione, Antonio Costa al Consiglio Europeo e Kaja Kallas Alto Rappresentante) è stato avanzato dai soli partiti della maggioranza Ursula (Ppe, S&D e Renew).

La cena è stata dunque piuttosto lunga.  Al termine della serata, Rutte era meno ottimista.Anche se non ci sarà “un remake del 2019”, con una “tombola” di nomi e giorni e giorni di vertice, ha detto, “quando non si trova l’accordo” nel Consiglio Europeo le cose possono prendere pieghe inaspettate.  
Per ora, comunque, la posizione di Ursula von der Leyen appare solida: anche il premier croato Andrej Plenkovic ha riferito, nella notte, che il nome dell’attuale presidente durante la cena non ha incontrato obiezioni da parte di “nessuno”.  Il silenzio ufficiale da parte dei due premier dell’Ecr, Giorgia Meloni e Petr Fiala, è stato compensato dall’ungherese Viktor Orban, che ha accusato via social Ppe, Socialisti e Liberali di essersi già accordati per “spartirsi” le cariche apicali, ignorando la volontà popolare.

Prima del vertice, Orban aveva incontrato Giorgia Meloni all’hotel Amigo, nel centro della capitale belga, insieme all’ex premier polacco Mateusz Morawiecki e a Johan Van Overtveldt dell’N-Va fiammingo.  
A destra del Ppe ci sono movimenti e non possono essere escluse scomposizioni e ricomposizioni dell’assetto politico: lo stesso Van Overtveldt ha sottolineato che, se Fidesz dovesse entrare nei Conservatori, il suo partito se ne andrebbe immediatamente.Potrebbero seguirlo, nel caso, i Veri Finlandesi e l’Ods ceco.

Insomma, per il gruppo Ecr accogliere Orban non sarebbe un buon affare.  Gli scogli emersi lunedì durante la cena sono principalmente due, come spiega una fonte diplomatica Ue: primo, il Ppe, che ha vinto le elezioni, ha chiesto che il presidente del Consiglio Europeo faccia solo “due anni e mezzo” di mandato, per poi passare la mano e non essere rinnovato, come invece è prassi che accada a metà legislatura.Secondo: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni “non è soddisfatta” dei nomi sul tavolo.

L’Italia è un grande Paese, tra i fondatori dell’Ue, e procedere alle nomine contro Roma non è consigliabile: il Consiglio Europeo, anche se su questo può decidere a maggioranza qualificata, cerca sempre trovare il massimo consenso possibile.  
Non tira comunque aria, almeno per ora, di un coinvolgimento dell’Ecr nella maggioranza.Sia Donald Tusk, negoziatore delle cariche per il Ppe, sia Olaf Scholz, che tratta per l’S&D, hanno sottolineato pubblicamente l’autosufficienza numerica della maggioranza uscita dalle urne, magari con l’aiuto di altri partiti. “Non è mio compito convincere Meloni”, ha detto secco Tusk.

I Verdi sono disponibili ad entrare, come ripetuto dai vertici del gruppo, ma nel Ppe diverse delegazioni sono contrarissime ad allargare la maggioranza agli ecologisti, a partire dagli italiani e dal presidente e capogruppo Weber.I Socialisti, dal canto loro, non vogliono l’Ecr nel perimetro.  Le perplessità dell’Italia, stando a quello che ha detto Antonio Tajani, che è vicepresidente del Consiglio, ministro degli Esteri e vicepresidente del Ppe, non sembrano riguardare von der Leyen, ma più gli altri due nomi sul tavolo, il portoghese Antonio Costa e l’estone Kaja Kallas.

Sul primo, un politico che ha sconfitto la Troika mettendo a posto i conti pubblici seguendo una propria ricetta, ci sono riserve anche all’interno del Ppe: alcuni, ha spiegato Tajani, temono che sia poco “fermo” sull’Ucraina; altre fonti citano il tema migrazioni.E poi l’inchiesta che lo ha coinvolto, anche se la sua posizione sembra essere molto migliorata, proietta comunque qualche perplessità, utilizzabile se non altro in chiave strumentale.

Il premier portoghese, Luis Montenegro del Psd (gruppo Ppe), ha però chiarito che, se la famiglia socialista appoggerà Costa, lui farà di tutto perché riesca a diventare presidente del Consiglio Europeo.  
Se Costa, che però nel Consiglio Europeo gode dell’appoggio di un big come Pedro Sanchez, dovesse cadere, allora i giochi potrebbero riaprirsi e potrebbe entrare in gioco Enrico Letta, per il quale Tajani ha speso pubblicamente parole di apprezzamento, ricordando che viene dalla tradizione democristiana.Per ora sono solo speculazioni e una fonte parlamentare si dice scettica sulle chances dell’ex premier italiano.

Certo, se per caso questa ipotesi dovesse tradursi in realtà, si arriverebbe al paradosso di un dirigente del Pd che arriva alla guida dell’Euco anche grazie al centrodestra, quando anni fa non ci riuscì a causa dell’opposizione del capo del suo partito, che non voleva farsi presiedere da lui.  
Il Ppe ha vinto le elezioni, è composto da politici consumati e dunque getta sul tavolo due argomenti, probabilmente anche a fini negoziali: il presidente del Consiglio Europeo deve fare solo due anni e mezzo e la presidente del Parlamento Roberta Metsola deve avere altri due mandati.Non solo.

Plenkovic ha parlato di una logica complessiva di pacchetto, facendo notare che la presidenza della Bei è andata alla socialista Nadia Calvino, che il segretario generale del Consiglio d’Europa potrebbe essere il liberale Didier Reynders e il il segretario generale della Nato potrebbe essere il liberale Mark Rutte.E i Liberali le elezioni le hanno perse, a differenza del Ppe.

Su Kallas, le perplessità non sono solo dell’Italia.Il presidente della Slovacchia, Peter Pellegrini, è parso parlare proprio di lei quando ha detto che chi rappresenta l’Ue a livello internazionale (e quindi l’Alto Rappresentante) deve essere una persona in grado di “calmare le tensioni” in una situazione già “molto tesa”.  La Slovacchia confina direttamente con l’Ucraina e vive direttamente i problemi che la guerra scatenata dalla Russia proietta in quell’area.

Kallas è estone, quindi naturalmente antirussa: gli estoni hanno provato sulla propria pelle cosa significhi l’imperialismo dell’ingombrante vicino.La premier ne porta le cicatrici nella propria storia familiare.

Sua madre, che aveva allora solo sei mesi, sua nonna e la sua bisnonna furono tra le migliaia di persone deportate in Siberia alla fine degli anni Quaranta, per volontà di Yosif Stalin, che voleva spezzare il nazionalismo estone.Suo nonno fu mandato in un gulag siberiano.

Insomma, se Kallas è antirussa, ha ottimi motivi per esserlo.Tuttavia l’Italia, che è immersa nel Mediterraneo, vorrebbe che l’Alto Rappresentante, parlando per i 27, prestasse anche attenzione al Medio Oriente e al Nordafrica, non solo all’Ucraina. 
Di qui al Consiglio Europeo del 27 e 28 giugno restano una decina di giorni per trovare la quadratura del cerchio e chiudere la partita delle nomine.

Malgrado il mancato accordo, i leader sembrano fiduciosi di riuscire a chiudere entro fine mese.  Se sul trio di nomine Meloni, che nel Consiglio Europeo è affiancata dal solo Petr Fiala, oltre che da Orban che però spesso gioca per sé e mantiene un atteggiamento transattivo, non ha potuto incidere, potrà però far pesare i suoi voti nel Parlamento Europeo, quando la presidente della Commissione dovrà farsi eleggere.Lì rischia, e il pacchetto di voti che Meloni potrebbe garantirle le farebbe molto comodo: nel 2019 passò con un margine di soli nove voti, grazie ai Cinquestelle .  
I segnali che la presidente in carica vuole quei voti si moltiplicano: negli ultimi giorni sono piovute indiscrezioni sul prossimo via libera alle nozze tra Ita e Lufthansa, che per i tempi tecnici non potrà essere ufficializzato molti giorni prima del 4 luglio.

Troppo tardi, quindi, poiché il Consiglio Europeo che dovrebbe essere decisivo è il 27-28 giugno.Secondo Politico.eu, inoltre, la presidente avrebbe fatto pressioni per rimandare la pubblicazione del rapporto sullo Stato di diritto, che potrebbe contenere valutazioni critiche sulla libertà dei media in Italia. Non sarebbe una novità: la Commissione von der Leyen, come ha notato l’eurodeputata olandese di Renew Sophie In’t Veld, ha fatto più volte un uso politico della tutela dello Stato di diritto.

Basti pensare allo sblocco di miliardi di euro di fondi all’Ungheria alla vigilia di un summit cruciale per l’allargamento all’Ucraina, o all’approvazione del Pnrr della Polonia sulla base degli impegni presi da Donald Tusk, uno dei due sponsor ufficiali nel Ppe della candidatura di von der Leyen.La presidente sa che il voto al Parlamento potrebbe rivelarsi un passaggio rischioso: i franchi tiratori, nel segreto dell’urna, sono di casa a Strasburgo.

E lei ha un’occasione sola: o la va o la spacca.I voti che Meloni può garantirle valgono oro.  Una fonte parlamentare bene informata, tuttavia, relativizza e invita a prestare attenzione a quello che dirà oggi la Commissione, con il pacchetto di primavera e le procedure per deficit eccessivo che verranno con ogni probabilità annunciate nei confronti di diversi Paesi, incluse Italia e Francia, anche se circolano voci di un rinvio (il portavoce Eric Mamer ha spiegato ieri che, semplicemente, la riunione dei capi di gabinetto che fissa l’agenda del collegio è slittata per motivi tecnici).

I rendimenti degli Oat, i titoli di Stato francesi, sono schizzati in alto, con i risultati delle elezioni europee, e di riflesso anche i Btp ne hanno risentito: non a caso Weber ha insistito molto oggi sulla necessità che si mandi un “messaggio di stabilità”.Secondo la fonte, in questa situazione “tutti hanno interesse a votare von der Leyen”, perché, se dovesse venire bocciata in Parlamento, si rischia “il caos”, e i mercati tornerebbero a ballare.

Cosa che non è interesse di nessuno, neppure delle destre al governo o che al governo sono vicine ad arrivare.  Non a caso giovedì a Lussemburgo, ha spiegato un alto funzionario Ue, gli altri 1
9 ministri della zona euro torneranno alla carica per chiedere al ministro Giancarlo Giorgetti “spiegazioni” su quello che intende fare il governo per ratificare la riforma del Mes, che ha firmato, per poi bocciarla in Parlamento nel dicembre 2023, all’indomani dell’approvazione della riforma del patto di stabilità.Senza il backstop le banche, anche quelle italiane, restano maggiormente esposte agli umori dei mercati finanziari.

Umori che possono variare molto, molto rapidamente.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Autonomia, i paletti di Forza Italia al ddl Calderoli

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(Adnkronos) – Il gruppo di Forza Italia alla Camera ha presentato quattro ordini del giorno al ddl Calderoli a firma del presidente dei deputati azzurri, Paolo Barelli, del vice Raffaele Nevi, dal presidente della commissione Affari costituzionali Nazario Pagano e da uno dei relatori del provvedimento, Paolo Emilio Russo.Gli odg depositati ieri in Aula al ddl sull’autonomia discusso in seconda lettura dovrebbero essere votati oggi. Si tratta di veri e propri paletti posti dagli azzurri: stop ai negoziati con le Regioni fino alla definizione dei Lep con legge delega anche ”sugli atti di iniziativa sui quali il confronto sia stato già avviato prima dell’entrata in vigore della presente legge”; relazione tecnica sull’impatto finanziario da accompagnare ai decreti legislativi sulle intese; analisi dell’impatto dell’eventuale trasferimento di materie non-Leb da presentare al vaglio delle Camere.

Infine: applicazione ”rigorosa” della facoltà del Cdm di limitare l’ambito delle materie oggetto di intesa.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il figlio di Sandokan tenta di ricostruire il clan dei Casalesi: arresti convalidati dal Gip

Emanuele Libero  Schiavone, figlio del boss Sandokan, accusato di ricostruire il clan dei Casalesi.Il Gip convalida gli arresti.

La lotta alla mafia continua.

Il figlio del boss Sandokan stava ricostruendo il clan dei Casalesi: “Papà sta facendo ridere il mondo”.Fermi convalidati dal Gip

Il mondo della criminalità organizzata in Italia è stato recentemente scosso da un evento di grande rilievo: Emanuele Libero Schiavone, figlio del noto boss dei Casalesi, Francesco Schiavone, soprannominato Sandokan, è stato accusato di aver tentato di ricostruire il clan criminale che per anni ha dominato la scena delinquenziale campana.

Questa notizia ha suscitato un vasto clamore mediatico, in quanto Nicola Schiavone è stato spesso considerato come l’erede naturale del potere del padre.

Le Origini del Clan dei Casalesi
Il clan dei Casalesi ha una lunga e complessa storia.Fondato negli anni ’70, il clan ha rapidamente guadagnato notorietà per la sua efferatezza e per la sua capacità di infiltrarsi nelle strutture economiche e politiche locali.

Sotto la guida di Francesco Schiavone, il clan ha esteso la sua influenza ben oltre i confini della Campania, arrivando a controllare vasti settori del mercato nero e delle attività illecite in tutta Italia e persino all’estero.

L’Arresto di Sandokan e la Caduta del Clan
L’arresto di Francesco Schiavone nel 1998 ha segnato l’inizio della fine per il clan dei Casalesi. Sandokan, già noto alle autorità e considerato uno dei boss più pericolosi d’Italia, è stato condannato a diversi ergastoli per una serie di reati tra cui omicidio, associazione mafiosa e traffico di droga.La sua detenzione ha provocato una serie di arresti a catena all’interno dell’organizzazione, indebolendo notevolmente la struttura del clan.

Il Tentativo di Riorganizzazione del Clan
Negli ultimi anni, le autorità hanno osservato segnali preoccupanti di un tentativo di riorganizzazione del clan.

Emanuele Libero  Schiavone, nonostante la sorveglianza stretta a cui era sottoposto, è stato accusato di aver cercato di riprendere il controllo delle attività criminali del clan dei Casalesi.Secondo le indagini, Schiavone junior avrebbe cercato di ricostituire la rete di alleanze e di controllo che caratterizzava il clan durante l’epoca d’oro di suo padre.

Le Accuse e le Prove
Le prove raccolte dagli investigatori sono schiaccianti.

Intercettazioni telefoniche e ambientali hanno rivelato conversazioni compromettenti tra Nicola Schiavone e altri membri del clan.In queste conversazioni, Schiavone avrebbe discusso di strategie per ricostituire la gerarchia del clan, cercando di riappropriarsi delle attività illecite interrotte dopo l’arresto del padre.

La Reazione delle Autorità
Le autorità italiane hanno reagito con determinazione alla minaccia rappresentata da questo tentativo di rinascita del clan.

Il giudice per le indagini preliminari (GIP) ha convalidato gli arresti, sottolineando la pericolosità delle azioni di Emanuele Libero Schiavone e dei suoi complici.Questo intervento deciso dimostra la volontà dello Stato di non abbassare la guardia contro la criminalità organizzata.

Il Contesto Sociale e Politico
L’impatto sociale e politico di questa vicenda è significativo.

La lotta alla mafia e alla criminalità organizzata è una delle priorità delle istituzioni italiane, e casi come quello di Nicola Schiavone mettono in luce l’importanza di un impegno costante e coordinato.Le comunità locali, spesso vittime delle attività criminali del clan dei Casalesi, hanno accolto con sollievo le notizie degli arresti, vedendo in essi un segno di speranza e di giustizia.

Le Dichiarazioni di Emanuele Libero Schiavone
Durante gli interrogatori, Schiavone jr ha cercato di difendersi dalle accuse, dichiarando che le sue azioni erano state fraintese e che non aveva intenzione di ricostituire il clan.

Tuttavia, le prove raccolte sembrano contraddire queste affermazioni, e la credibilità delle sue difese è stata messa in dubbio dalle autorità inquirenti.

Il Futuro del Clan dei Casalesi
Nonostante i duri colpi inferti dallo Stato, il futuro del clan dei Casalesi resta incerto.La capacità di adattamento e di resistenza delle organizzazioni mafiose è nota, e non si può escludere che altri membri del clan possano tentare di raccogliere il testimone lasciato da Nicola Schiavone.

Tuttavia, la determinazione delle forze dell’ordine e della magistratura italiana rappresenta un ostacolo significativo per qualsiasi tentativo di rinascita del clan.

Conclusione
Il caso di Emanuele Libero Schiavone e del tentativo di ricostruzione del clan dei Casalesi evidenzia la complessità e la persistenza della lotta alla criminalità organizzata in Italia.Nonostante i successi ottenuti nel passato, è evidente che la minaccia rappresentata dalle organizzazioni mafiose è tutt’altro che debellata.

La vigilanza e l’impegno delle istituzioni restano fondamentali per garantire la sicurezza e la giustizia nel nostro paese.

Baccalà alla fiorentina: Un secondo piatto gustoso e saporito

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Il baccalà alla fiorentina è una ricetta per un secondo piatto che, come si capisce già dal nome, affonda le radici nelle tradizioni toscane.

Baccalà alla fiorentina: Un secondo piatto gustoso e saporito

baccalàSfizioso e succulento, il Baccalà alla fiorentina non può mancare sulla tavola, sia nel menu settimanale, sia in quello delle grandi occasioni.

Questo secondo di pesce è oltretutto un vero e proprio toccasana visto che il suo ingrediente principe è povero di grassi per cui:

  1. risulta di facile digeribilità (2, 3 ore per i pesci molto magri)
  2. presenta una gamma di vitamine minerali (fosforo, ferro, iodio)
  3. presenta una gamma acidi grassi polinsaturi che non si trovano facilmente negli altri cibi.

OCCORRENTE
(per 4 persone)

  • 800 g di Baccalà già ammollato
  • 400 g di Pomodori pelati
  • 4 cucchiai di Farina 0
  • 4 spicchi di Aglio
  • 2 rametti di Rosmarino fresco
  • 2 ciuffetti di Prezzemolo
  • Olio per friggere
  • 2 cucchiai di Olio extravergine di oliva
  • Sale e Pep
  • Fumetto di pesce

Preparazione

  1. In una padella antiaderente comincia con il preparare il sugo
  2. Rosola con l’olio metà dose di aglio schiacciato, per 2 minuti circa, quando risulterà dorato, eliminalo, unisci i pomodori, sala, spolvera con il pepe e lascia cuocere per 10 minuti.
  3. Nel frattempo togli la pelle al baccalà e tienila da parte.
  4. Taglia il merluzzo a pezzi di 5 x 7 cm circa, asciugali e infarinali
  5. Friggili uniformemente in olio bollente, aromatizzato con il restante aglio e 1 ramo di rosmarino.
  6. Scola il baccalà e mettilo su un foglio di carta assorbente affinché rilasci l’olio in eccesso.
  7. Nel frattempo metti a bollire un ½ litro d’acqua e mettici dentro la pelle del merluzzo che hai messo da parte, 1 rametto di rosmarino, un ciuffettino di prezzemolo e fa bollire nuovamente per farne un fumé che potrebbe servirti per la cottura finale.
  8. Quando il sugo di pomodoro sarà pronto, adagiaci i pezzi di baccalà in un unico strato e lasciali cuocere per circa altri 30’ a fuoco mooolto lento. Se noterai che si asciuga triìoppo, ricorri al fumè che avrai preparato per tale evenienza (altrimenti conserveralo che torna sempre buono)
  9. Spegni e lasciali insaporire per altri 5 minuti.
  10. Trita il prezzemolo e, a cottura ultimata, spargilo sul baccalà prima di servirlo e poirta a tavola subito, bello caldo e profumato.

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Baccalà alla fiorentina: Un secondo piatto gustoso e saporito / Cristina Adriana Botis / Redazione