Home Blog Pagina 1476

Poste Italiane conquista di nuovo podio Identity corporate index 2024

0

(Adnkronos) – Poste Italiane conquista per il secondo anno consecutivo il podio dell’“Identity Corporate Index” (Ici) 2024 grazie alle sue politiche Esg e alla sua capacità di creare valore per il sistema-Paese.I risultati dell’indagine Ici 2024, il primo indice dedicato all’Identità Esg aziendale a cui hanno preso parte circa 100 società quotate al Ftse Mib (il 53% del listino), sono stati presentati in occasione della “Esg Business Conference” e offrono un’analisi del grado di preparazione delle aziende ad affrontare le sfide future di sostenibilità.

Nello specifico, si legge in una nota, l’Ici 2024 misura i processi seguiti per favorire risultati aziendali sostenibili, l’esistenza di una politica di remunerazione legata a parametri Esg, l’equilibrio di genere nel Consiglio di Amministrazione, la capacità di comunicare con chiarezza, trasparenza ed efficacia gli obiettivi aziendali, la relazione con gli stakeholder, la due diligence della catena del valore e la gestione dei dati non finanziari.  Nel 2024 l’indagine straordinaria di Ici si è focalizzata sul tema “Manager per la Polis (πόλις)”, facendo emergere l’importanza di Poste Italiane come azienda consapevole del proprio ruolo nella vita della comunità e del valore strategico e competitivo delle sue politiche Esg.  “La conferma tra le prime tre aziende leader nell’indice Ici – sottolinea l’ad di Poste Italiane Matteo Del Fante – significa che gli analisti riconoscono a Poste Italiane risultati sempre più solidi ed efficaci nelle politiche di integrazione dei principi di sostenibilità nella governance e nel business, contribuendo in modo rilevante alla nostra capacità di raggiungere gli obiettivi strategici del Piano industriale.Questo approccio favorisce la creazione di valore condiviso nel lungo termine, aumentando l’attrattività nel nostro Gruppo sui mercati e rafforzando la fiducia di tutti nostri stakeholder”. “Il podio conquistato anche nell’edizione 2024 di Esg Ici 2024 è la conferma di quanto la governance Esg sia stata integrata efficacemente in ogni attività del Gruppo, grazie all’impegno e al contributo quotidiano di tutte le persone di Poste Italiane e conferma la capacità dell’azienda di affrontare con successo le future sfide della sostenibilità”, sottolinea Giuseppe Lasco, direttore generale di Poste Italiane. “Il risultato – aggiunge – è particolarmente lusinghiero per l’eccellente giudizio ottenuto da Poste Italiane nell’area tematica ‘Manager per la polis’, in cui l’azienda, grazie alle iniziative di supporto allo sviluppo dei territori, ha visto riconosciuto la responsabilità sociale della sua azione a sostegno del Paese e di quanto siano strategici e competitivi gli effetti dell’integrazione delle sue politiche Esg”.  Il podio ottenuto nell’’Identity Corporate Index (Ici)’ si aggiunge ad altri numerosi riconoscimenti ottenuti da Poste Italiane, presente nei più prestigiosi indici di sostenibilità internazionali, come Dow Jones Sustainability Index World e Europe, Euronext Equileap Gender Equality Eurozone 100, Ftse4Good, Bloomberg Gender-Equality Index e Stoxx Global Esg Leaders.

A questo risultato si aggiungono l’ottenimento della medaglia di platino ricevuta da EcoVadis, il mantenimento della valutazione di “AA” nel rating Msci, il miglioramento del punteggio ottenuto da parte di Moody’s, la conferma della valutazione ’“A-” da parte di Cdp, il massimo punteggio ottenuto nelle 3 dimensioni E-S-G analizzate da Iss, la presenza nel “Top 1% S&P Global Esg Score 2023” del Sustainability Yearbook 2024 e l’ottenimento di un Esg Risk Rating pari a 16,9 (Low risk) da parte di Sustainalytics.Inoltre, il Gruppo ha mantenuto il proprio primato tra i leader della sostenibilità nell’ambito dell’indice Mib Esg lanciato nel 2021 da Euronext e Borsa Italiana, dimostrando l’impegno continuo verso una gestione responsabile e sostenibile. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caldo record, è strage di pellegrini alla Mecca: almeno 577 morti

0

(Adnkronos) – Almeno 577 pellegrini sono morti durante l’hajj, l’annuale pellegrinaggio alla Mecca, per il caldo record che ha superato i 50°.Tra le vittime all’obitorio di Al-Muaisem si contano 323 egiziani, 60 giordani e ad altri fedeli provenienti dai Paesi islamici.

Uno di loro è stato travolto dalla folla secondo quanto precisa il Guardian, mentre gli altri sono deceduti per patologie correlate alle alte temperature, salite a seguito degli effetti del cambiamento climatico.Le autorità saudite hanno riferito di aver curato più di 2.000 pellegrini stremati dal caldo.

L’anno scorso le vittime furono 240 sempre per il caldo torrido.  L’hajj è uno dei pilastri dell’Islam e tutti i musulmani, che hanno i mezzi economici per farlo, devono completarlo almeno una volta.Le autorità saudite avevano consigliato ai pellegrini di usare gli ombrelli, bere molta acqua ed evitare l’esposizione al sole durante le ore più calde della giornata.

Ma molti dei rituali dell’Hajj, comprese le preghiere sul Monte Arafat di sabato scorso, prevedono di stare all’aperto per ore durante il giorno. Alcuni pellegrini hanno descritto di aver visto corpi immobili sul ciglio della strada e che le ambulanze non sembravano riuscire a soccorrere tutti.Secondo le autorità saudite quest’anno hanno preso parte all’Hajj circa 1,8 milioni di pellegrini di cui 1,6 milioni provenienti dall’estero. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Municipio I di Roma, parte la prima casa sociale degli anziani

0

(Adnkronos) – Nasce ufficialmente oggi la prima Casa Sociale degli anziani e del quartiere (Csaq) della Capitale, una struttura inclusiva per anziani e non solo.Con il nuovo regolamento sui Centri Anziani ogni struttura va affidata a un’associazione di Promozione Sociale e diventa una Csaq, ovvero una struttura più aperta alla comunità e al territorio.

Proprio questa mattina è stata firmata la prima Convenzione fra il primo Municipio, rappresentato dal Direttore Pasquale Libero Pelusi e la presidente dell’Associazione di Promozione Sociale Angelo Emo, Maria Palomba, alla presenza della Presidente del Municipio I, Lorenza Bonaccorsi, e dell’assessora alle politiche sociali e pari opportunità Claudia Santoloce.  Con questa convenzione triennale, quindi, il Municipio I affida all’Aps i locali di Via Angelo Emo 8 e sarà cura dell’associazione prendersene cura e metterli al servizio del territorio.In questa nuova ottica, la Casa Sociale degli anziani e del quartiere, svolge un ruolo fondamentale per il sostegno culturale e ricreativo della popolazione anziana, offrendo una serie di offerte aggregative e culturali per il tempo libero.

Tante le attività che potranno essere finanziate nei locali messi a disposizione da Roma Capitale, come momenti conviviali, ricreativi, culturali, opere di volontariato e tanto altro.All’interno della Csaq sarà possibile svolgere anche attività complementari, come partecipazioni a spettacoli teatrali, cinematografici, visite guidate o la partecipazione a eventi sportivi dilettantistici, gare di ballo, tornei di carte o scacchi, ma anche cura per aree verdi pubbliche cittadine o attività di volontariato attivo.Tutte attività, insomma, che promuovono l’invecchiamento attivo, oltre alla valorizzazione delle sue capacità, unite al mantenimento delle funzioni motorie, cognitive e creative.  “E’ per noi motivo di grande orgoglio compiere passi come questo – ha spiegato Claudia Santoloce, assessora politiche sociali e pari opportunità del Municipio I -.

Ringrazio particolarmente gli uffici della direzione tecnica e della direzione socio-educativa per il grande lavoro svolto finora.Nelle prossime settimane procederemo alla stipula delle altre convenzioni”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Castellammare di Stabia: Riapre la Spiaggia di via De Gasperi, Revocato il Divieto di Balneazione

La revoca del divieto di balneazione in via De Gasperi segna una svolta per Castellammare di Stabia, rilanciando turismo ed economia locale.

Castellammare: Firmata l’Ordinanza che Revoca il Divieto di Balneazione in Via De Gasperi

Un’importante svolta per Castellammare di Stabia
La città di Castellammare di Stabia ha recentemente vissuto un momento significativo con la firma dell’ordinanza che revoca il divieto di balneazione in via De Gasperi.Questo evento rappresenta un passo cruciale per il miglioramento delle condizioni ambientali e per il rilancio del turismo locale, rendendo finalmente accessibile uno dei tratti costieri più belli della città.

Il Contesto del Divieto di Balneazione
Per comprendere l’importanza di questa ordinanza, è essenziale ripercorrere le tappe che hanno portato al divieto di balneazione.

Il divieto era stato imposto a causa di livelli di inquinamento marino che superavano i limiti consentiti, mettendo a rischio la salute dei bagnanti.La chiusura della spiaggia in via De Gasperi era diventata una misura necessaria per garantire la sicurezza pubblica.

Interventi e Miglioramenti Ambientali
Negli ultimi anni, le autorità locali hanno lavorato incessantemente per migliorare la qualità delle acque marine.

Attraverso una serie di interventi mirati, tra cui la modernizzazione degli impianti di depurazione e la riduzione degli scarichi abusivi, si è riusciti a riportare i parametri di inquinamento entro i limiti di legge.Questo risultato è frutto di un lavoro congiunto tra l’amministrazione comunale, le autorità sanitarie e le associazioni ambientaliste.

La Firma dell’Ordinanza
La firma dell’ordinanza da parte del sindaco è stata accolta con grande entusiasmo dalla comunità locale.

Durante la conferenza stampa, il sindaco ha sottolineato l’importanza di questo traguardo, evidenziando come esso rappresenti non solo una vittoria per l’ambiente, ma anche un’opportunità di rilancio economico per Castellammare di Stabia. “La riapertura della spiaggia in via De Gasperi segna un nuovo inizio per la nostra città”, ha dichiarato il sindaco, visibilmente soddisfatto.

Implicazioni per il Turismo Locale
La revoca del divieto di balneazione avrà un impatto positivo sul turismo locale.Castellammare di Stabia, con le sue bellezze naturali e il suo ricco patrimonio storico e culturale, è una meta turistica di grande valore.

La riapertura della spiaggia contribuirà ad aumentare l’afflusso di visitatori, offrendo nuove opportunità per le attività commerciali e ricettive della zona.

La Reazione dei Residenti
La comunità stabiese ha accolto con gioia la notizia della revoca del divieto di balneazione.Molti residenti, che avevano a lungo atteso questo momento, hanno espresso la loro gratitudine verso le autorità locali per gli sforzi compiuti.

Le associazioni di quartiere, in particolare, hanno sottolineato come questo risultato sia il frutto di un lavoro collettivo, che ha visto la partecipazione attiva di cittadini e amministratori.

Progetti Futuri e Monitoraggio Continuo

Con la riapertura della spiaggia, l’amministrazione comunale ha annunciato una serie di progetti futuri per garantire la sostenibilità ambientale.Saranno implementati sistemi di monitoraggio continuo della qualità delle acque, per prevenire nuovi episodi di inquinamento e assicurare che la spiaggia rimanga fruibile in sicurezza.

Inoltre, verranno promosse iniziative di sensibilizzazione ambientale rivolte ai cittadini e ai turisti, per incentivare comportamenti responsabili.

Conclusioni
La firma dell’ordinanza che revoca il divieto di balneazione in via De Gasperi rappresenta un momento di svolta per Castellammare di Stabia.Questo successo non solo restituisce alla comunità un’importante risorsa naturale, ma apre anche nuove prospettive per il futuro della città.

Grazie agli sforzi congiunti di istituzioni, cittadini e associazioni, Castellammare di Stabia si prepara a vivere una nuova stagione di crescita e sviluppo, nel rispetto e nella valorizzazione dell’ambiente.

Grillo torna in campo con il Movimento 5 Stelle: “Riprenderò gli incontri come con Casaleggio”

0

(Adnkronos) – Beppe Grillo torna in campo con il Movimento 5 Stelle e lo annuncia con un’autointervista pubblicata sul suo blog. “Mi piacerebbe riprendere a fare gli stessi incontri che facevamo con Casaleggio.Quindi non solo con Conte, ma anche chi vuole darci una mano a tracciare la rotta dei prossimi anni.

Sono proprio questi incontri che ci hanno portato a diventare la prima forza politica del Paese”, fa sapere Grillo.  Quali sono i temi di cui vorresti parlare in questi incontri? “Mi pare che i temi fondativi del movimento siano ancora validi.Alcuni, come la transizione ecologica e digitale, sono diventati i temi principali dell’agenda politica europea e italiana.

Dunque non si può dire che non ci avessimo azzeccato.Altri, come la democrazia diretta e la politica come servizio e non professione – come peraltro è in Svizzera, e non solo – restano da realizzare.

Altri ancora sono emersi negli ultimi tempi: da un maggior controllo dei cittadini sui dati che li riguardano, a riforme istituzionali che garantiscano stabilità e al tempo stesso autonomia dei territori”. Come va con Conte? “Ottimamente.Come si fa ad avere un cattivo rapporto?

Ci ho provato ma non ci sono riuscito: non si scompone mai, ogni parola si scioglie… Siamo d’accordo, però, che non vogliamo scioglierci anche noi”.E aggiunge: “Sono d’accordo con tutte le cose che dice.

Che poi sono tre.D’altra parte come si fa a non essere d’accordo sul fatto che la guerra, la povertà e le malattie siano cose brutte?

Semmai vorrei aggiungerci qualche cosa bella, come il voto dei cittadini europei alle elezioni politiche nei Paesi di residenza e non di cittadinanza, prodotti il cui prezzo incorpori costo sociale di produzione e trasporto, piattaforme di democrazia diretta e di cittadinanza attiva.Tutte cose di cui parlavamo regolarmente con Casaleggio e altri”. All’assemblea costituente si parlerà di “come recuperare contatto, dialogo e azioni congiunte con gli attivisti, che sono sempre stati il combustibile del MoVimento”.

Così Beppe Grillo in un’autointervista sul suo blog.  “Ma al tempo stesso non possiamo discutere solo di regole di funzionamento interne, ma dobbiamo tornare a proporre idee radicali e visionarie, smarcandoci da una collocazione che è vecchia e superata da decenni.Parlare di sinistra e destra è come parlare di ghibellini e guelfi, anzi forse è meglio parlare di questi ultimi, perché tutti devono seguire l’Elevato” ovvero lo stesso Grillo. La regola dei 2 mandati? “E’ comprensibile che chi oggi si trova al secondo mandato vorrebbe eliminarla.

D’altronde l’istinto di sopravvivenza proviene dalla nostra natura animale, ed è insopprimibile.Ma lo scopo di ogni regola, in fondo, è di arginare i nostri istinti animali nell’interesse comune”.  “Il limite alla durata dei mandati è non solo un principio fondativo del movimento, ma è anche un presidio di democrazia fin dai tempi dell’antica Atene.

Come ho detto più volte, dovrebbe diventare una legge costituzionale, quantomeno per le cariche più importanti, come peraltro fece il congresso degli Stati Uniti dopo la morte di Roosevelt, che fu l’unico presidente americano ad aver fatto più di due mandati”.  Ma non c’è il rischio che così si disperdano competenze acquisite nel corso degli anni? “Infatti avevo proposto un’idea di ‘staffetta’ in cui gli ‘uscenti’ avrebbero percepito un compenso finanziato dagli ‘entranti’ per assicurare il passaggio di consegne e trasferire loro le competenze acquisite.Senza contare che il parlamento dovrebbe innanzitutto interpretare la volontà dei cittadini, che è molto più difficile intercettare quando i parlamentari si rinchiudono nel palazzo per anni.

Per tradurre la volontà dei cittadini in legge ci vorrebbero semmai uffici legislativi con professionisti bravi e competenti e non cortigiani senza arte né parte.Il lavoro di un parlamentare dovrebbe essere un altro, vale a dire captare e comprendere le esigenze dei cittadini per tradurle in indirizzo politico, che a sua volta dovrebbe essere tradotto in legge da uffici legislativi capaci e competenti.

Tant’è vero che avevamo proposto di cambiare il titolo dei parlamentari da onorevoli a cittadini portavoce”. Grillo va poi in difesa del Superbonus. “È stato voluto da tutti e non solo da noi.Come per ogni cosa il problema stava nel metterlo a punto, non nel sostenerlo prima e demonizzarlo poi, scatenando una caccia alle streghe, che tutt’al più sono befane”. “Non dimentichiamoci che quando fu approvato c’era bisogno di un forte stimolo alla ripresa, che ha funzionato: un tempo si diceva che bastasse perfino scavare buche e poi riempirle.

Poi, ovviamente, si sarebbe dovuto correggere il tiro, e non chiudere i rubinetti di colpo scatenando una corsa agli sportelli del Superbonus… Comunque è presto per vederne gli effetti di lungo termine, mentre è certo che i quasi 3.000 miliardi del nostro debito pubblico – voluto in gran parte dalle forze politiche che oggi criticano il Superbonus – hanno gonfiato una spesa pubblica ipertrofica che è la vera zavorra del nostro paese”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nucleare, come funzionano le pillole di iodio e perché gli esperti sconsigliano il fai da te

0

(Adnkronos) – Succede ciclicamente, e ora più di frequente con i venti di guerra che soffiano sull’Europa: ogni volta che si agita lo spettro delle armi nucleari, sale comprensibilmente la paura della popolazione – nelle aree più vicine – e scatta la corsa alle pillole di iodio.  Come sta accadendo proprio in questi giorni in Danimarca, dove si è registrato un boom di acquisti dopo che l’agenzia nazionale per la gestione delle emergenze ha pubblicato una serie di consigli su come proteggersi da una eventuale emergenza nucleare, e i cittadini hanno interpretato questo come un segnale che il rischio è diventato più alto.Ma come funziona lo ioduro di potassio, perché se ne parla in relazione alle minacce nucleari?

E cosa dicono le autorità sanitarie internazionali al riguardo?Regola numero uno: no al fai-da-te, ribadiscono gli esperti. Lo chiarisce la stessa Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel suo portale, in un focus pubblicato tra l’altro di recente. “Durante un incidente nucleare – spiega – può essere rilasciato nell’ambiente iodio radioattivo sotto forma di pennacchi o nubi e successivamente contaminare suolo, superfici, cibo e acqua.

Potrebbe depositarsi sulla pelle e sugli indumenti, provocando un’esposizione esterna alle radiazioni.Se viene inalato o ingerito, provoca un’esposizione interna alle radiazioni”.

Quando lo iodio radioattivo entra nell’organismo, “si accumula nella ghiandola tiroidea nello stesso modo in cui farebbe lo iodio stabile non radioattivo”, perché questa ghiandola che usa lo iodio per produrre ormoni non distingue tra iodio radioattivo e iodio stabile.Assorbire odio radioattivo “può aumentare il rischio di cancro alla tiroide in particolare nei bambini”, si legge nel focus dell’Oms. Come si riduce il rischio di esposizione?

Ecco che entrano in gioco le pillole. “La ghiandola tiroidea può essere protetta dallo iodio radioattivo saturandola con iodio stabile (non radioattivo).Questa misura protettiva nota come ‘blocco tiroideo con iodio stabile’ consiste nella somministrazione di compresse di ioduro di potassio (KI) prima o all’inizio dell’esposizione allo iodio radioattivo.

Se assunto al dosaggio appropriato ed entro il corretto intervallo di tempo rispetto all’esposizione, il KI satura la ghiandola tiroidea con iodio stabile e di conseguenza lo iodio radioattivo non verrà assorbito e immagazzinato”.Ma è questo un antidoto alle radiazioni? “No – risponde l’Oms nel focus – Il KI non è un antidoto per l’esposizione alle radiazioni.

Protegge solo la ghiandola tiroidea e solo se esiste il rischio di esposizione interna allo iodio radioattivo (ad esempio, un incidente in una centrale nucleare)”.Ma “non protegge da altre sostanze radioattive che potrebbero essere rilasciate nell’ambiente a seguito di incidente nucleare; non protegge dalle radiazioni esterne e non impedisce allo iodio radioattivo di entrare nell’organismo, ma ne impedisce solo l’accumulo nella tiroide”. Il KI, puntualizza ancora l’Oms, “non dovrebbe essere preso come misura protettiva generica in previsione di un evento.

Le compresse devono essere assunte solo quando esplicitamente indicato dalle autorità sanitarie pubbliche.L’efficacia per il blocco della tiroide dipende dalla tempestiva somministrazione.

Il periodo ottimale di somministrazione di iodio stabile è inferiore a 24 ore prima e fino a 2 ore dopo l’inizio previsto dell’esposizione.Sarebbe comunque ragionevole assumere il KI fino a 8 ore dopo l’esposizione.

Tuttavia, assumerlo dopo 24 ore dall’esposizione non offrirà alcuna protezione”.La dose corretta varia in base all’età e una singola dose solitamente offre protezione adeguata per 24 ore.  Insomma, l’utilizzo deve essere guidato e mirato, non è la panacea di tutti i mali e per questo gli esperti sconsigliano il fai-da-te.

Come ha avuto modo di evidenziare il farmacologo Silvio Garattini, “le pillole allo iodio, come ormai diciamo da tempo, non servono a nulla contro le radiazioni nucleari” legate al rischio dell’utilizzo della bomba atomica. “L’accaparramento non ha senso”.L’unica soluzione è “evitare una catastrofe nucleare”, evitare “escalation”.  Affronta l’argomento sul portale del Policlinico Gemelli anche l’endocrinologo Alfredo Pontecorvi, in un intervento di qualche tempo fa. “In caso di incidente nucleare, qualora fossero liberate nell’aria grandi quantità di iodio radioattivo, e, ci tengo a precisarlo, esclusivamente in questa evenienza, sarebbe opportuno distribuire alla popolazione lo ioduro di potassio.

Questo, tuttavia, andrebbe somministrato al corretto dosaggio.Come fu intelligentemente fatto in Polonia, dopo l’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl del 1986, o dai giapponesi, dopo il terremoto di Fukushima del 2011″.

Va poi tenuto presente, evidenziava ancora l’esperto, che “l’eventuale supplementazione di iodio andrebbe a proteggere solo dall’assorbimento degli isotopi radioattivi dello iodio – che hanno comunque una breve emivita, da 1 a 4 settimane – ma non proteggerebbe certo dagli altri isotopi radioattivi emessi”, quali ad esempio il Cesio-137, “che viene incorporato in tutti i tessuti con un’emivita di circa 30 anni”, o il Plutonio-239, “che ha una spaventosa emivita di oltre 24.000 anni”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Major Italy Premier Padel, Lebron: “Non stiamo giocando come vorremmo ma Roma torneo incredibile”

0

(Adnkronos) – “Roma è sempre un luogo molto speciale per l’emblema del Foro Italico, per la gente, per la città, per tutto, è molto speciale.E’ uno dei miei tornei preferiti, questo torneo non si può perdere”.

Sono le parole di Juan Lebron all’Adnkronos dopo aver superato non senza difficoltà, insieme a Paquito Navarro, al terzo set, la prima sfida al Major Italy Premier Padel di Roma contro la coppia italo-spagnola Perino-Garcia Rodrigo. “Oggi è stata una partita molto complicata, perchè ovviamente abbiamo avuto un calo e perso il secondo set, lì i nostri rivali hanno iniziato a giocare meglio mentre noi abbiamo abbassato il livello”.Lebron ha da poco cambiato compagno, dopo i tanti anni con Ale Galan, ora gioca in coppia con Paquito Navarro ma ancora riscontrano qualche difficoltà. “Dovremmo esserci adattati.

Abbiamo avuto tanti tornei, non li abbiamo conquistati, è stato difficile.Non stiamo giocando come vorremmo e non stanno arrivando i risultati a cui puntiamo”.  Il padel è sempre più seguito dalle tv che trasmettono le gare e questo può aiutare allo sviluppo di questo sport. “Grazie a tutti i giocatori, alla Fip, a Premier Padel, che stiamo facendo un grande lavoro e si sta vedendo che il Padel sta andando fortissimo in molti paesi e lo farà sempre di più”, ha aggiunto Lebron, atleta Red Bull (che trasmetterà su Red Bull Tv anche le fasi finali del torneo di Roma di padel), che “spera che il padel arrivi presto anche alle Olimpiadi”, vista l’imminenza di quelle di Parigi. “Non so quando avverrà ma spero presto”, ha detto il campione spagnolo. “Domani giocheranno Spagna e Italia di calcio ad Euro 2024?

Tifo ovviamente per la Spagna e confido e spero che possa vincere”.Infine lo spagnolo da un consiglio ai giocatori che lo seguono e che vogliono migliorare nel loro gioco. “Che abbiano l’illusione, che lavorino molto e che seguano i loro sogni”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conti pubblici Italia, serve correzione da 12 miliardi l’anno

0

(Adnkronos) –
Cosa dovrà fare l’Italia per ‘correggere’ i conti pubblici?Roma è nel mirino della Commissione europea che si appresta ad avviare una procedura di infrazione.

In base alle regole del patto di stabilità riformato, l’aggiustamento medio annuo richiesto all’Italia dovrebbe aggirarsi verosimilmente intorno allo 0,6% del Pil, se spalmato su sette anni, il massimo arco temporale possibile per i piani a medio termine da concordare con la Commissione Europea, quindi all’incirca 12 miliardi di euro l’anno, calcolati sul Pil 2023, a quanto si apprende a Bruxelles.Su un periodo di 4 anni, il minimo previsto, l’aggiustamento medio annuo sarebbe pari all’1,1% del Pil, circa 22 miliardi di euro.  L’aggiustamento dei conti pubblici richiesto dal nuovo patto di stabilità è “meno severo” rispetto a quello che sarebbe stato necessario con le vecchie regole, ma “non è che non serve” ad un Paese altamente indebitato come l’Italia, spiegail commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, a Bruxelles incontrando la stampa italiana. “Lo sforzo – afferma – è certamente più flessibile, quindi meno severo, di quello previsto dalle regole preesistenti.

Si farebbe un errore a fare il paragone tra le regole che abbiamo ora e i tre anni e mezzo in cui non abbiamo avuto regole, e abbiamo fatto bene a non averle, per la pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina.Era inevitabile tornare a delle regole: abbiamo regole che sono più flessibili e meno severe delle precedenti e che comunque, per Paesi che sono sotto procedura per deficit eccessivo, prevedono un aggiustamento come minimo dello 0,5%” del Pil all’anno. “Qualche anno fa sarebbe stato molto più severo – aggiunge – ma non è che non ci sia bisogno di un aggiustamento per un Paese come il nostro, che purtroppo ha avuto un deficit sopra il 7% del Pil e un debito sopra il 135%.

E quindi, gradualmente, entrambe queste voci devono essere affrontate”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Noam Chomsky dimesso da ospedale di San Paolo in Brasile

0

(Adnkronos) – Noam Chomsky, linguista e filosofo statunitense di 95 anni, ha lasciato martedì 18 giugno l’ospedale di San Paolo del Brasile, dove era stato ricoverato dopo l’ictus che lo aveva colpito un anno fa, per continuare le cure a casa. “La Beneficência Portuguesa de São Paulo comunica che il paziente Avram Noam Chomsky è stato dimesso dall’ospedale martedì per continuare le cure a casa”, si legge nel bollettino ufficiale, che chiarisce le condizioni di salute di uno dei massimi linguisti contemporanei, rinnovatore rivoluzionario della linguistica nel secondo Novecento, fondatore della grammatica generativo-trasformazionale, e uno dei principali intellettuali della Nuova sinistra americana.  Il rapporto medico è firmato dal direttore esecutivo del centro e da un cardiologo e arriva all’indomani delle voci, riportate dai media brasiliani, per le voci della sua presunta scomparsa.   Noam Chomsky, nato il 7 dicembre 1928 a Filadelfia, da una famiglia ebraica originaria dell’Europa del’est, si trova in Brasile perché è il Paese di origine della moglie, la linguista Valeria Wasseran, che ha sposato nel 2014.In prime nozze era stato sposato con la linguista Carol Doris dal 1949 al 2008, anno della sua morte.

Solo pochi giorni fa, il quotidiano brasiliano “Folha de S.Paulo” ha riferito che l’influente intellettuale era stato ricoverato in un centro medico di San Paolo, dove la coppia possiede una casa. Il rapporto medico ufficiale è arrivato dopo ore di confusione in cui alcuni mezzi informazioni del Brasile avevano riportato la notizia della morte di Chomsky.

La presunta notizia si è diffusa rapidamente, diventando un trend sulla rete X.La moglie ha smentito che Chomsky fosse morto in risposta alle domande di diverse persone, tra cui il saggista canadese Steven Pinker. “Le notizie sulla morte di Noam Chomsky (apparse su ‘Jacobin’ e’ New Statesman’, ora cancellate, periodici di riferimento del celebre linguista) erano molto esagerate.

Ho avuto conferma da Valeria, sua moglie, che è vivo e sta bene”, ha scritto lo psicologo cognitivo in X.Sia “Jacobin” che il “New Statesman” hanno pubblicato necrologi, quest’ultimo firmato da Yanis Varoufakis, già ministro delle Finanze greco. Chomksy, duro critico della politica estera del suo Paese, è stato colpito da un ictus un anno fa negli Stati Uniti, dove viveva con la moglie.

Fino ad allora, nonostante l’età avanzata, era ancora attivo nei circoli accademici e politici.Ma l’ictus lo ha costretto a letto, con gravi difficoltà di comunicazione.

Nei mesi successivi Chomsky è stato trasferito in Brasile per volere di Wasserman, che noleggiò un aereo privato per il trasferimento, accompagnato da due infermieri.Secondo quanto riportato dalla stampa brasiliana la scorsa settimana, Wasserman ha deciso il trasferimento dopo aver concluso che i medici statunitensi avevano fornito a Chomsky le cure necessarie. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Monza, porta il figlio dall’esorcista e lo lega a una corda: arrestato

0

(Adnkronos) – Ha smesso di far seguire il figlio malato dai medici e, convinto che fosse posseduto dal demonio, lo ha portato da sedicenti mistici, per farlo sottoporre a rituali.I carabinieri, intervenuti su segnalazione dei servizi sociali, hanno trovato il 39enne legato con una corda al parco, dove era andato insieme al padre.

Per questo l’uomo, un 68enne italiano incensurato, è stato arrestato in flagranza per maltrattamenti nei confronti del figlio. E’ successo mercoledì 12 giugno a Besana in Brianza (Mb).E’ stata la madre della vittima – fa sapere una nota dei carabinieri – a riferire ai servizi sociali che il figlio, affetto da problemi di salute, negli ultimi tempi per volontà del marito non era seguito da alcun professionista o struttura sanitaria e che nei giorni precedenti si era dimostrato particolarmente aggressivo, tanto da dover essere immobilizzato per evitare che potesse far male a se stesso o ad altri. I carabinieri hanno raggiunto padre e figlio in un’area verde poco distante da casa, trovando il 39enne trasandato, seduto sull’erba in stato confusionale e tenuto dal genitore a una corda, legata in vita.

Una scelta che l’uomo ha giustificato con il timore che il figlio potesse scappare all’improvviso.Quando i militari hanno proposto di chiamare il 118, il 68enne si è opposto, sostenendo – riferiscono i carabinieri – che il figlio “non avesse alcun problema di salute ma fosse bensì posseduto da un demone.

Per questo motivo, a suo dire, lo aveva condotto da alcuni sedicenti mistici che lo avevano sottoposto a taluni rituali”. A seguito dell’intervento del 118, il 39enne è stato trasportato in codice verde all’ospedale di Vimercate, mentre il padre è stato arrestato e condotto nel carcere di Monza.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Latina, è morto il bracciante indiano: era stato abbandonato in strada dopo aver perso un braccio

0

(Adnkronos) – Non ce l’ha il bracciante agricolo indiano di 31 anni, rimasto gravemente ferito durante il lavoro nei campi a Cisterna di Latina e poi abbandonato in strada senza che gli fossero prestati soccorsi.L’uomo è morto oggi all’ospedale San Camillo di Roma, dove era stato trasportato d’urgenza in eliambulanza.  A quanto ricostruito dai carabinieri del Radiomobile e della Stazione di Borgo Podgora, il giovane, mentre stava lavorando in un’azienda agricola del posto, per cause in corso di accertamento, è stato agganciato dal macchinario avvolgi plastica a rullo, trainato da un trattore, che gli ha tranciato il braccio destro e schiacciato gli arti inferiori.  Il 31enne successivamente è stato accompagnato a casa mentre l’arto tranciato è stato poggiato sopra una cassetta utilizzata per la raccolta degli ortaggi.

Dopo aver chiamato i soccorsi, il lavoratore indiano è stato trasportato in ospedale.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Infrastrutture, inaugurata nuova Conca di Intestadura a Musile di Piave

0

(Adnkronos) – A un anno dall’avvio dei lavori e a oltre 150 anni dalla sua apertura alla navigazione fluviale, la Conca di Intestadura, opera infrastrutturale di primario valore storico- culturale e idraulico, che collega il fiume Piave con la Piave Vecchia nel comune di Musile di Piave, è stata restituita oggi alla comunità e torna in attività dopo un intervento di recupero funzionale e ammodernamento dal valore di 2,4 milioni di euro.L’intervento, seguito dalla fase di progettazione a quella di collaudo da Infrastrutture Venete, società partecipata al 100% dalla Regione del Veneto che si occupa della sicurezza della navigazione interna e delle operazioni di manovra delle conche, e finanziato dalla Regione del Veneto, è stato inaugurato nel corso di una cerimonia che si è tenuta, questa mattina, alla presenza di Elisa De Berti, Vicepresidente della Regione del Veneto e Assessore alle Infrastrutture e Trasporti, Alessandra Grosso, Direttore Generale di Infrastrutture Venete, Silvia Susanna, Sindaco di Musile di Piave, e Alberto Teso, Sindaco di San Donà di Piave. La conca costruita nel 1873, lunga circa 68 metri, con un’entrata in bacino larga circa 7 metri, aveva subito notevoli danni durante la Prima Guerra Mondiale ed era stata sottoposta a numerosi interventi manutentivi.

Quest’ultimo intervento di recupero, particolarmente articolato per l’assoggettamento della struttura a vincoli culturali e paesaggistici, ha riguardato la sostituzione delle quattro coppie di porte vinciane realizzate, in origine, per garantire le concate in entrambe le direzioni.Alla sostituzione delle porte si è aggiunto l’intervento di ammodernamento delle opere elettromeccaniche e la realizzazione di nuovi impianti.

Grazie all’azione di ammodernamento apportato, la conca di navigazione può essere ora manovrata interamente da remoto dal Centro Operativo di Cavanella d’Adige, gestito da Infrastrutture Venete, il tutto senza compromettere il valore delle opere civili e storiche esistenti. “Siamo entusiasti di presentare i risultati dei recenti lavori di ammodernamento apportati alla conca di navigazione di Intestadura- commenta Alessandra Grosso, Dg di Infrastrutture Venete- costituiscono un significativo miglioramento del funzionamento della conca, snellendo e rendendo più fluida l’operazione di concata.Questo rappresenta un passo importante verso l’efficienza operativa e la modernizzazione dei nostri impianti.

Inoltre, le porte sono ora dotate di una gestione da remoto.Questa innovazione ci consente di avere un controllo più diretto e tempestivo sulle operazioni, permettendo una movimentazione più puntuale e veloce dei passaggi dei natanti.

L’aggiornamento tecnologico non solo ottimizza i nostri processi interni, ma ha anche un impatto positivo diretto sulla qualità del servizio che offriamo al territorio.Grazie a queste migliorie, infatti, siamo in grado di rispondere in modo più efficiente alle esigenze della nostra comunità, garantire una gestione delle risorse più adeguata e contribuire ad una maggiore efficacia operativa.” L’inaugurazione è avvenuta dopo un tour guidato a bordo di un’imbarcazione partita dal Pontile di Caposile di Musile di Piave e che ha risalito la Piave vecchia fino ad arrivare alla Conca di Intestadura dove è stato possibile assistere alla concata con l’azionamento delle porte vinciane.

Prima della partenza è stato, inoltre, battezzato il nuovo pontile di Caposile ricostruito in legno da Infrastrutture Venete, finanziato con 380mila euro e donato alla città dalla Regione del Veneto insieme allo scivolo di varo e alaggio per offrire alla cittadinanza un’opera più funzionale per la navigazione delle vie fluviali. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Euro 2024, Spalletti: “Spagna-Italia uno dei match più importanti della mia carriera”

0

(Adnkronos) –
“È una delle partite più importanti della mia carriera, va messa a quel livello lì.Tutti hanno una storia da raccontare, questa è una di quelle partite che può determinare quella storia”.

Il ct della Nazionale, Luciano Spalletti, si esprime così in conferenza stampa alla vigilia del match con la Spagna, valido per la seconda giornata del gruppo B di Euro 2024.  “Noi siamo vestiti da Giorgio Armani.C’è la voglia di confrontarsi contro una delle scuole calcio più importanti.

Non dovremo avere rimpianti, sarà più difficoltoso ma si va lì vestiti bene e disposti a sporcarsi se ci fosse bisogno”, dice il ct. “Ci sono sempre due strade per fare delle vittorie e per fare calcio: il gioco di squadra e quella dei grandi campioni che hanno questi grandi strappi che non li puoi sostenere perché hanno più roba nei muscoli e vanno in campo aperto più forte di quella che è la normalità.Noi secondo me abbiamo la prima come strada da andare a percorrere, perché ci manca qualcuno che abbia veramente quel livello top che vince le partite da solo”, afferma. “Secondo me la chiave è sempre quella lì, giocare bene a calcio e tenere di più la palla -aggiunge Spalletti-.

Poi con la Spagna probabilmente ci sarà qualche verticalizzazione di più, perché loro non ti aspettano al limite dell’area.Lo sanno tutti, l’abbiamo detto talmente tante volte, ma se la squadra avversaria come ha fatto l’Albania ti sta al limite dell’area con la linea difensiva, cosa verticalizzi a fare?

Per cui bisogna vedere quello che succede”. “Con la Spagna bisognerà andare più dietro la linea difensiva, perché loro appena ti muovi ti vanno a pressare sempre, anche dal portiere.Questo gli comporta di alzare la linea difensiva perché la squadra deve stare in quei 30-40 metri.

Allora qualche ‘pallata’ là dietro ci sta, se sapremo riconoscerla e se avremo la possibilità nei tempi della giocata”, spiega.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scoperto Mytho, il nuovo gene anti-età

0

(Adnkronos) –
Vivere a lungo, invecchiando bene, è anche questione di Dna.Uno studio internazionale guidato dall’Italia ha scoperto un nuovo gene alleato della longevità.

Si chiama Mytho ed è protagonista di uno studio pubblicato sul ‘Journal of Clinical Investigation’, co-finanziato da un’azione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nell’ambito del partenariato Age-It ‘Ageing Well in an Ageing Society’, che ha permesso di creare una rete nazionale di ricercatori, dedicati all’invecchiamento. L’identificazione e la caratterizzazione di Mytho porta la firma di Marco Sandri, docente del Dipartimento di Scienze biomediche dell’università di Padova e principal investigator dell’Istituto veneto di Medicina Molecolare (Vimm) con la collaborazione di Eva Trevisson, genetista del Dipartimento di Salute della donna e del bambino dell’università di Padova.Il frutto di un lavoro di 9 anni, che ha coinvolto scienziati di centri nazionali e internazionali. “Tutto è cominciato con una ricerca informatica per identificare nel genoma umano potenziali geni, ancora sconosciuti, che potessero avere una rilevanza nei meccanismi che controllano la qualità delle proteine e degli organelli – afferma Anais Franco Romero, coautrice principale dello studio insieme a Valeria Morbidoni – Tra i diversi candidati, il team si è focalizzato su un gene che spiccava per essere estremamente conservato tra le diverse specie animali, dall’uomo fino ai vermi, denominato Mytho”. Attraverso esperimenti di manipolazione genetica, il gruppo di ricerca ha dimostrato che l’inibizione di Mytho provoca una precoce senescenza cellulare (stadio in cui le cellule smettono di replicarsi), accorciando la vita nel verme Caenorhabditis elegans (fra i modelli animali più usati in laboratorio).

La sua attivazione, al contrario, migliora la qualità della vita e permette di mantenere un invecchiamento in salute.  I ricercatori hanno anche spiegato come il gene Mytho agisce: regola il processo biologico detto autofagia, che permette la rimozione di proteine e organelli danneggiati migliorando l’omeostasi cellulare.  “Dopo anni di studi – commenta Sandri – siamo arrivati a conoscere qualcosa del nostro genoma, ma la funzione della maggior parte del nostro codice genetico è ancora ignota.Un esempio sono i geni che codificano le proteine, di cui più di 5mila su un totale di 20mila sono completamente sconosciuti.

Per questo negli ultimi anni abbiamo impiegato risorse ed energie per caratterizzare questo sconosciuto mondo del nostro Dna”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stonehenge, blitz degli attivisti e vernice sulle pietre – Video

0

(Adnkronos) – Vernice arancione sulle pietre di Stonehenge.Blitz degli attivisti di Just Stop Oil nel sito, patrimonio dell’Unesco, in Inghilterra.

Due persone sono entrate in azione prima del solstizio di estate, come rende noto l’organizzazione, per chiedere al governo britannico di siglare impegni vincolanti per eliminare i carburanti fossili entro il 2023.I due attivisti sono stati arrestati.

Secondo Just Stop Oil, la vernice utilizzata sarà ‘lavata’ dalla pioggia.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci J&J in oncologia, 35 nuove richieste di autorizzazione entro il 2030

0

(Adnkronos) – Con 400mila nuove diagnosi stimate nel 2023, oltre 18mila casi in più rispetto al 2020, il cancro in Italia rappresenta un’emergenza.Secondo gli esperti, il peggio deve ancora arrivare: da qui al 2030 prevedono che le nuove diagnosi di tumori maligni aumenteranno del 69%, con un incremento dei decessi del 72%.  “Da oltre 30 anni J&J contribuisce a rispondere ai bisogni di cura ancora insoddisfatti dei pazienti oncologici e al miglioramento della loro aspettativa e qualità di vita.

Questo grazie al nostro desiderio di concretizzare la missione di J&J: lavorare per un futuro in cui le malattie siano un ricordo del passato.La nostra pipeline – afferma Alessandra Baldini, direttrice medica Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia – continua a crescere e ad arricchirsi di terapie sempre più avanzate e sempre più personalizzate, e questo è reso possibile dal nostro costante impegno nella ricerca e sviluppo di farmaci innovativi”.

Ma non solo: “L’impegno di J&J – aggiunge Baldini – è rafforzato anche attraverso numerose collaborazioni esterne, mirate a sfruttare strumenti computazionali e l’intelligenza artificiale per produrre evidenze innovative, basate sull’osservazione e l’analisi dei dati reali, che consentano di rendere il cancro una condizione sempre più gestibile e con prospettive di cura”. Nell’area dell’onco-ematologia l’azienda ha approvato 14 farmaci in poco più di 10 anni, di cui 8 capostipiti della loro classe – riporta una nota – Entro il 2030 sono previste, a livello globale, 35 nuove richieste di autorizzazione alle agenzie regolatorie, tra nuove molecole o combinazioni ed estensioni di indicazione.Di queste, 15 saranno nell’ambito dei tumori del sangue, 3 nel tumore della prostata, 3 del polmone, 4 della vescica e oltre 5 in altre aree, con una media di 2 nuove terapie a disposizione dei pazienti all’anno.

A testimonianza del proprio impegno nella ricerca clinica, J&J ha presentato agli ultimi congressi dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) e della European Hematology Association (Eha) 2024 oltre 85 abstract, tra cui 20 presentazioni, su nuovi dati clinici e di real-world nelle immunoterapie per tumori solidi ed ematologici. Nell’ambito dei tumori solidi – si legge nella nota – J&J sta rivoluzionando gli standard di cura per il tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) con mutazioni dell’Egfr grazie ad amivantamab – anticorpo bispecifico completamente umano, first-in-class, per il riconoscimento dei recettori mutati del fattore di crescita dell’epidermide (Egfr) e della transizione mesenchima-epidermide (Met).Durante il congresso Asco 2024, sono stati presentati i dati dello studio di fase 3 Paloma III che ha valutato l’efficacia e la farmacocinetica della formulazione sottocutanea (Sc) di amivantamab in combinazione con lazertinib rispetto alla combinazione somministrata per via endovenosa (Iv) in pazienti con Nsclc avanzato o metastatico con delezione dell’esone 19 del recettore dell’Egfr o mutazioni L858R, dopo progressione con osimertinib e chemioterapia.

I dati hanno mostrato che la formulazione sottocutanea è associata a un tempo di somministrazione significativamente più breve rispetto alla formulazione endovenosa, circa 5 minuti contro 5 ore, diminuendo di 5 volte le reazioni correlate all’infusione, con una farmacocinetica e un’efficacia comparabili alla somministrazione endovenosa attuale.A un follow-up mediano di 7 mesi, la terapia con amivantamab Sc ha dimostrato anche una maggiore durata della risposta (Dor) e della sopravvivenza libera da progressione (Pfs).  “I pazienti con Nsclc e mutazioni dell’Egfr hanno a disposizione poche opzioni terapeutiche, sia per numero che per efficacia.

In questo contesto, i dati presentati al recente congresso Asco sull’analisi primaria dello studio Paloma-III e sull’analisi secondaria dello studio Mariposa rappresentano un significativo passo avanti nel trattamento di prima linea di questa patologia, con un approccio ‘chemio-free’.Questi risultati, valutati nella loro insieme, hanno il potenziale di migliorare l’attuale standard di cura in questo contesto”, commenta Filippo de Marinis, direttore Divisione Oncologia toracica allo Ieo di Milano e presidente dell’Associazione italiana di oncologia toracica (Aiot). In particolare – dettaglia J&J – la combinazione di amivantamab e lazertinib ha dimostrato efficacia indipendentemente dalle caratteristiche biologiche o cliniche dei pazienti, inclusi quelli ad alto rischio di progressione (studio Mariposa).

Inoltre, è stato appunto dimostrato che la formulazione sottocutanea di amivantamab in combinazione con lazertinib ha migliorato l’esperienza terapeutica dei pazienti, riducendo i tempi di somministrazione e diminuendo di 5 volte le reazioni correlate all’infusione, con una farmacocinetica e un’efficacia comparabili alla somministrazione endovenosa.Proprio sulla base dei risultati dello studio Paloma III, l’azienda ha di recente presentato all’Agenzia europea per i medicinali (Ema) la domanda di estensione di indicazione per amivantamab Sc in combinazione con lazertinib per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con Nsclc avanzato con delezione dell’esone 19 dell’Egfr o mutazioni L858R, e come monoterapia in pazienti adulti con Nsclc avanzato con mutazioni attivanti dell’esone 20 dell’inserzione dell’Egfr dopo il fallimento della terapia a base di platino. J&J è attiva da più di 2 decenni anche nell’ambito dei tumori ematologici, a partire dal mieloma multiplo. “Il mieloma è una malattia complessa per la quale esistono tuttora esigenze terapeutiche insoddisfatte.

La ricerca scientifica sta facendo enormi passi avanti nella cura di questa malattia e negli ultimi anni – ricorda Michele Cavo, professore ordinario di Ematologia, direttore Istituto di Ematologia Seràgnoli Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna, Irccs Aou Bologna – Le nuove terapie hanno migliorato significativamente la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti.Inoltre, la disponibilità di questi nuovi farmaci ha cambiato l’approccio terapeutico, rendendolo sempre più personalizzato e permettendo ai medici di orientare la scelta terapeutica per ogni paziente non solo sulla base dell’efficacia, ma anche della tollerabilità e della modalità di somministrazione”. Ai congressi Asco ed Eha 2024, J&J ha presentato più di 40 lavori dedicati alle immunoterapie per il mieloma, dall’anticorpo monoclonale anti-CD38 ai bispecifici e alle Car-T.

Innanzitutto – riferisce la nota – sono stati presentati i risultati dell’analisi finale sulla sopravvivenza dello studio di fase 3 Maia che ha valutato l’efficacia del trattamento a base di daratumumab – primo anticorpo monoclonale anti-CD38 – in combinazione con lenalidomide e desametasone (D-Rd) in pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi non eleggibili alla chemioterapia ad alte dosi e al trapianto di cellule staminali autologhe.La sopravvivenza globale mediana (median Os) osservata è stata di 7,5 anni e risulta essere la più lunga sopravvivenza riportata nei pazienti non eleggibili al trapianto, con una riduzione del rischio di morte del 33% rispetto al solo trattamento con lenalidomide e desametasone (Rd), indicando quindi che l’inserimento del daratumumab nella combinazione base è fondamentale per la prima linea di trattamento di questi pazienti.  Dati promettenti sono stati presentati anche nell’ambito delle terapie avanzate, prosegue la nota: anticorpi bispecifici e la terapia a base di Car-T, ciltacabtagene-autoleucel (cilta-cel).

Con un follow-up mediano di 2 anni e mezzo, lo studio MajesTEC-1 è lo studio con il periodo di osservazione più lungo finora mai realizzato per un anticorpo bispecifico.Nello specifico, lo studio ha mostrato risposte durature e profonde in pazienti con mieloma multiplo recidivato e refrattario trattati con teclistamab – anticorpo bispecifico diretto contro l’antigene di maturazione delle cellule B (Bcma) – presente sulle superficie delle cellule neoplastiche e l’antigene CD3 presente sulla superficie dei linfociti T, anche con una riduzione della frequenza di somministrazione del farmaco.

I risultati dello studio MonumenTAL-1, invece, hanno mostrato che il secondo anticorpo bispecifico di J&J, talquetamab – primo ad avere come target il recettore Gprc5D (G-protein coupled receptor family C group 5 member D) presente sulle cellule neoplastiche – è associato a un alto tasso di sopravvivenza del 57-67% a 24 mesi e a tassi moderati di infezione grave che si riducono nel tempo.  Ma non solo, parlando di terapie avanzate, i dati dello studio di fase 3 Cartitude-4, per il quale J&J ha ricevuto recentemente l’estensione di indicazione per cilta-cel dalla seconda linea di trattamento, suggeriscono che questa terapia cellulare migliora significativamente la Pfs, rispetto alle terapie standard di pomalidomide, bortezomib e desametasone (PVd) o daratumumab, pomalidomide e desametasone (DPd), di pazienti con mieloma multiplo refrattario a lenalidomide dopo una linea di terapia precedente (Lot), compresi i pazienti con mieloma multiplo ad alto rischio funzionale (Fhr), e con una riduzione del rischio di progressione della malattia del 73% rispetto al braccio non sperimentale.  Oltre al mieloma multiplo, J&J è impegnata nella ricerca relativa a un altro tumore del sangue, ossia la leucemia linfatica cronica (Llc).In particolare, ibrutinib – primo inibitore della tirosin chinasi di Bruton (Btk) ad essere stato reso disponibile per il trattamento della Llc – continua a dimostrare benefici per i pazienti affetti da questo tumore ematologico con i risultati di due studi a lungo termine.

In particolare, lo studio Resonate-2, con un follow-up a 10 anni e dati di efficacia e sicurezza a più lungo termine mai riportati per qualsiasi inibitore di Btk nella Llc, ha mostrato benefici continui in termini di Os e Pfs della monoterapia con ibrutinib in prima linea rispetto al trattamento con clorambucile.I risultati aggiornati dello studio Captivate, a un follow-up di oltre 5 anni, hanno valutato l’inibitore della Btk di J&J in combinazione con venetoclax in pazienti con Llc con caratteristiche genomiche ad alto rischio, mostrando un significativo beneficio in termini di Pfs.

Inoltre, il ritrattamento con ibrutinib ha fornito risposte promettenti nei pazienti recidivati, che necessitavano di una terapia successiva dopo il regime a durata fissa interamente orale.  “I risultati a lungo termine su ibrutinib presentati al congresso europeo di ematologia rappresentano un’ulteriore conferma dell’efficacia di questo inibitore della Btk nella leucemia linfatica cronica – rimarca Anna Maria Frustaci, dirigente medico Struttura complessa di Ematologia, Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda – Oggi, i dati disponibili sono molto ‘robusti’ e si basano non solo sul più lungo follow-up registrato per questa classe di molecole, ma anche sul numero molto elevato di pazienti trattati in studi clinici, e ancor di più in pratica clinica.A ciò si aggiunga l’importante innovazione della terapia di combinazione di ibrutinib e venetoclax che mette insieme le due più importanti ed efficaci molecole per il trattamento della Llc e le meglio conosciute da noi clinici”.  “I risultati aggiornati su questa combinazione presentati al congresso europeo di ematologia forniscono ulteriori informazioni, soprattutto per quei pazienti più ad alto rischio.

Ricordiamo, inoltre, che si tratta di un trattamento completamente orale, senza chemioterapia, che permette di non dover ricorrere a ricoveri o infusioni endovenose, migliorando la gestione della terapia sia per il paziente sia per il medico che per il caregiver”, conclude la specialista.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Futuro Italia: un Paese per giovani’, al via la III edizione del Festival nazionale delle Università

0

(Adnkronos) – Ha preso il via all’Università degli studi Link di Roma la terza edizione del Festival nazionale delle Università, dal titolo ‘Futuro Italia: un Paese per giovani’.Ad aprire i lavori è stato Pietro Luigi Polidori (presidente dell’Università degli Studi Link): “Questa terza edizione del festival guarda ai giovani e al loro futuro, andando a parlare di ciò che loro si aspettano e di ciò in cui credono.

Sempre più atenei partecipano al nostro festival e questo è sicuramente un bene, visto che dobbiamo dare risposte concrete alle nuove generazioni, che sono il futuro dell’Italia. È quindi fondamentale che le industrie e il mondo del lavoro partecipino a questa kermesse, visto che l’università prepara i giovani ad immergersi nel mondo del lavoro.La nostra missione è importantissima: mettere a disposizione tutto ciò che abbiamo, per facilitare le scelte che segneranno la vita dei nostri ragazzi.

Anche per questo, siamo già proiettati verso la quarta edizione, che sveleremo presto”, ha sottolineato.  In apertura dei lavori è intervenuto Alberto Barachini (sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri), che ha dichiarato: “Questo festival è un’occasione unica di confronto tra università, giovani e imprese.Un’occasione che deve essere finalizzata alla crescita culturale ed economica del paese, essendo in linea con l’Agenda 2030 dell’ONU.

In appuntamenti come queste ci occupiamo di definire il futuro del Paese per i nostri giovani e, così come accaduto nella seconda edizione di questo festival, guardiamo all’innovazione.Questa, però, deve essere governata e non deve subire abusi.

Per avere libertà e futuro, infatti, servono regole.L’innovazione andrà ad impattare sui mestieri ed è per questo che la formazione deve essere vista dagli studenti come un investimento su loro stessi.

Quale miglior luogo, quindi, di un’università per creare formazione e futuro”. 
Il primo panel, dal titolo “Dall’impiego al lavoro per cavalcare l’onda del cambiamento”, ha visto la partecipazione di Maria Cristina Pisani (Presidente del Consiglio Nazionale Giovani) e Manuela Perrone (autrice del saggio “Il buon lavoro.Benessere e cura delle persone nelle imprese italiane”). Pisani ha sottolineato come “in questi anni sono state sollevate grandi istanze da parte dei giovani, soprattutto dal punto di vista della transizione ecologica. È quindi necessario individuare strumenti per far sì che le istanze dei giovani possano determinare cambiamenti che vedano l’Italia al centro di un processo di inclusione collettiva.

Così si potranno governare i cambiamenti verso traguardi precisi, che consentano alle nuove generazioni di essere protagoniste”.  Perrone ha invece spiegato: “Il messaggio del saggio che ho scritto è chiaro: per affrontare le trasformazioni che stiamo attraversando, è necessario ripensare il concesso di benessere sul lavoro.Questa, infatti, non è più una dimensione esterna, ma interna alle aziende.

Ciò significa modificare i paradigmi valoriali delle imprese, rimettendo le persone al centro dei progetti.I giovani hanno infatti sostituito il mito del posto fisso, con quello del posto giusto e più adatto alle loro esigenze”.  Successivamente si è parlato di “Equità tra le generazioni” con Maurizio Oliviero (
Rettore dell’Università di Perugia
) e Gian Luca Gregori (Rettore dell’Università Politecnica delle Marche).

Oliviero ha dichiarato: “Noi abbiamo vissuto una fase storica dove i punti di riferimento erano legati a certezze come posto fisso e luoghi di comunità.Ora c’è un completo cambio di paradigma, con i nostri giovani che puntano alla ricerca non tanto di un salario alto, quanto di una qualità di vita alta.

Già da prima del Covid era in atto un cambiamento, che la pandemia ha solo accelerato”.Gregori ha sottolineato: “Oggi abbiamo ragazzi e ragazze fortemente impegnati, ma con grande fragilità psicologica.

Nel nostro Paese, infatti, i ragazzi si laureano, fanno master e poi lavorano senza riuscire ad arrivare alla fine del mese.Che speranze diamo in questo modo?”.

La terza edizione del Festival Nazionale delle Università è realizzata con il patrocinio del Comune di Roma, della Regione Lazio, dell’Agenzia Italiana per la Gioventù e del Consiglio Nazionale dei Giovani, con la partecipazione di ITA Airways e BPER Banca. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, attenzione a consumatore e innovazione al centro impegno di Sisal

0

(Adnkronos) – Attenzione al consumatore, inclusione e innovazione. È stato presentato oggi il Bilancio di Sostenibilità 2023 di Sisal che delinea l’impegno dell’azienda per costruire un futuro più responsabile.Il documento è stato condiviso nell’ambito del Sisal Talk ‘Unlocking Sustainable Transformation’, un momento di dialogo e confronto sui temi chiave della strategia di crescita sostenibile e di innovazione nel lungo periodo.   “La sostenibilità è un’opportunità per garantire la crescita dell’azienda nel lungo periodo e creare un impatto positivo sulla Società e sulle generazioni future – ha dichiarato Francesco Durante, Ceo di Sisal – In Sisal crediamo fermamente nel ruolo dell’innovazione per accelerare e consolidare la trasformazione sostenibile: oggi la grande sfida per le aziende digitali è l’utilizzo etico delle tecnologie per mettere le persone al centro di un futuro più responsabile”. Pilastro della strategia di sostenibilità di Sisal è la promozione di una cultura del gioco come forma di divertimento e lontana dagli eccessi, con l’obiettivo di avere zero giocatori problematici entro il 2030.

Sisal da anni ha infatti intrapreso un modello di Gioco Responsabile che adotta studi, ricerche e strumenti avanzati per l’individuazione e la prevenzione dei fenomeni di problematicità, modello che, abbinando ricerche comportamentali e algoritmi di Intelligenza Artificiale, ha ottenuto la certificazione dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi per l’approccio al Gioco Responsabile in Italia.Nel 2023, l’impegno di Sisal verso il Gioco Responsabile si è ulteriormente rafforzato con la costituzione della Fondazione Fair, Fondazione per l’Ascolto, l’Innovazione e la Ricerca, progetto dedicato ad affrontare le sfide della tutela dei consumatori e del gioco responsabile in Italia.

La Fondazione si propone come punto di riferimento aperto a tutte le organizzazioni desiderose di contribuire alla ricerca e all’innovazione nel campo del Gioco Responsabile, con l’obiettivo di coinvolgere e includere anche altri attori del settore per affrontare in maniera scientifica la pianificazione del futuro dell’industria del gioco.  Sisal ha anche rafforzato il proprio impegno nella formazione delle proprie risorse e del personale dei punti vendita e tramite la sensibilizzazione dei consumatori stessi, per riconoscere e valutare i propri comportamenti di gioco.Nel 2023 sono state erogate quasi 1500 ore di formazione interna sul gioco responsabile e sono stati introdotti due nuovi percorsi di formazione obbligatoria sul gioco responsabile, coinvolgendo oltre 26.850 rivenditori sul territorio.

Oltre 30.000 clienti sono stati coinvolti nelle attività di ricerca.  Le persone sono il motore della crescita di Sisal e l’azienda si impegna a valorizzarne il talento e promuovere la diversità e l’inclusione.Tutte le iniziative sviluppate nel corso del 2023 si sono focalizzate su questo percorso: dalla formazione, mirata a dotare le persone che lavorano in Sisal delle competenze adeguate ad affrontare il mercato, al wellbeing, necessario per permettere loro di sentirsi a proprio agio nelle sfide di ogni giorno e che ha portato ad un’erogazione di oltre due milioni di euro in iniziative e welfare, fino alla strategia di Diversity, Equity Inclusion (Dei).

Nel 2023 sono stati assunti 800 nuovi colleghi e colleghe, metà in Italia e metà all’estero, portando l’intera popolazione aziendale a oltre 3.200 persone distribuite in 4 paesi e con il 20% della popolazione aziendale under 30.Inoltre è stato fatto un significativo passo verso il raggiungimento di uno degli obiettivi principali della agenda di sostenibilità: azzerare il Gender Pay Gap entro il 2030.

Il 2023 ha registrato un divario salariare pari a -3,4% (in forte riduzione rispetto al -12,9% del 2020) oltre che un incremento del numero di donne che hanno occupato ruoli di top leadership in azienda (36%). L’innovazione rappresenta per Sisal il driver strategico che permette di far evolvere il business e raggiungere gli obiettivi di lungo periodo, facendo leva sia su asset interni che sul concetto di ecosistema, alimentando così un circolo virtuoso di scouting, incubazione e sviluppo di progetti innovativi.Nel 2023, Sisal ha seguito 117 progetti di innovazione tecnologica e ha inaugurato tre nuovi Digital Hub a Napoli, Palermo e Istanbul, centri di eccellenza che si inseriscono nella strategia di investimenti nelle nuove tecnologie e di promozione delle competenze e dei talenti digitali, in Italia e all’estero.  Sisal continua a sostenere l’ecosistema delle start-up grazie al suo programma di innovazione responsabile GoBeyond, con l’obiettivo di continuare ad essere un volano per la trasformazione tecnologica in grado di creare un impatto positivo sulla società nel suo complesso.

Nel 2023 sono state oltre 450 le startup che hanno risposto alla Call for Ideas, con un incremento del 29% rispetto all’anno precedente.L’iniziativa ha permesso di mettere a fattor comune conoscenze provenienti da settori ad alto impatto come healthcare, ICT, clean technology, food&beverage, fashion, education e lifestyle.

Nel 2023 sono aumentate in maniera significativa le persone coinvolte nel programma WeDo, il progetto di solidarietà e volontariato aziendale e il numero di ore che hanno dedicato al volontariato: 1249 ore dedicate ad attività di volontariato durante l’orario lavorativo e più di 350 risorse di Sisal coinvolte.  Sisal ha inoltre avviato numerosi progetti per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette di CO2 entro il 2035: nel 2023 sono state circa 4000 le tonnellate di CO2 evitate attraverso l’acquisto di certificati di Garanzia d’Origine (Go) e Energy Attribute Certificates (Eacs) e tramite la riduzione del 15% dell’utilizzo di carta.Nel 2023 l’azienda ha inoltre pianificato nuove iniziative aventi lo scopo di ridurre i consumi energetici, grazie all’efficientamento degli edifici che ospitano le attività e delle tecnologie utilizzate nei punti vendita, e ridurre gli impatti emissivi derivanti dal consumo di carburante grazie alla transizione verso veicoli full electric o ibridi.

Nel 2023 è stata completata anche l’installazione di due impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica presso i siti di Roma e Peschiera Borromeo, che copriranno rispettivamente circa il 10% e il 45% del fabbisogno energetico degli edifici.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, il ricordo del 19 giugno 2011 è ancora vivo nella mente dei tifosi gialloblù

0

Era una calda domenica di giugno quando la Juve Stabia conquistò la seconda promozione della sua storia in Serie B battendo l’Atletico Roma 2-0 nella finale di ritorno dei play-off di Lega Pro.Un traguardo storico per le Vespe, che dopo 60 anni tornavano in cadetteria.

La partita al Flaminio di Roma fu vibrante ed emozionante.La Juve Stabia, guidata da mister Piero Braglia, si impose con autorità grazie alle reti di Morris Molinari e Giorgio Corona.

Al triplice fischio finale, esplose la gioia dei tifosi stabiesi, che invasero il campo per festeggiare con i loro beniamini.

Un trionfo che rappresentò la coronazione di una stagione straordinaria.

La Juve Stabia, costruita per la salvezza, conquistò la vittoria nella finale di Coppa Italia di Lega Pro contro il Carpi, primo storico trofeo nazionale professionistico.A fine campionato poi si trovò ad agganciare il quinto posto che le permise di disputare i Play Off promozione.

Nel primo turno la Juve Stabia fu avversaria del Benevento (secondo in classifica) che fu eliminato dalle Vespe grazie alla vittoria in casa (1-0 rete di Molinari) e al pareggio al Vigorito (1-1 con rigore di Tarantino).L’Atletico Roma terzo invece ebbe la meglio sul Taranto e si arrivò così alla finale con gare di andata e ritorno tra i capitolini e gli stabiesi.

All’andata la gara finì 0-0 tra mille polemiche (con due fuorigioco segnalati inesistenti).Al ritorno invece ci fu la vittoria per le Vespe per 2 reti a 0 (gol di Molinari e raddoppio di Corona).

I protagonisti di quell’impresa storica sono ancora oggi ricordati con affetto dai tifosi stabiesi. Tra i giocatori simbolo di quella squadra c’erano il capitano (attaccante) Giorgio Corona, il portiere Simone Colombi, i difensori Donovan Maury, Gennaro Scognamiglio, Morris Molinari, Stefano Dicuonzo, Alessandro Fabbro, Luigi Pezzella, i centrocampisti Riccardo Cazzola, Ciro Danucci, Adriano Mezavilla, Giuseppe Rizza, e gli attaccanti Giorgio Corona, Nicola Ciotola, Jerry Mbakogu, Andrea Raimondi, Nazzareno Tarantino, Diego Albadoro.

La promozione del 2011 segnò l’inizio di un nuovo ciclo per la Juve Stabia. Nelle stagioni successive, le Vespe si consolidarono in Serie B.

Un’avventura che purtroppo si concluse con la retrocessione in Serie C nel 2014.Le Vespe però dopo 5 anni ritornarono in serie B vincendo il campionato di Serie C (mai successo prima n.d.a.).

La permanenza in serie B questa volta durò solo un anno e nel 2020 in pieno Covid le Vespe ritornarono in serie C.La storia di oggi ci dice che le Vespe dopo quattro anni sono tornate in serie C vincendo il campionato con ben 3 giornate di anticipo (record gialloblù).

I tifosi pregustano le partite di serie B che li attenderanno in giro per lo stivale ma oggi possiamo dire che il ricordo delle emozioni vissute in quel 19 Giugno 2011 non sarà mai cancellato, un giorno che resterà per sempre scolpito nella storia della Juve Stabia e dei suoi tifosi.

Ecco alcuni dei momenti salienti di quella storica giornata:

  • Il gol di Morris Molinari: al 46′ del secondo tempo, il difensore stabiese sblocca il risultato con un potente destro su respinta della difesa laziale.
  • Il gol di Giorgio Corona: all’89’ minuto, l’attaccante chiude la partita con un tiro preciso che batte il portiere avversario.
  • L’invasione di campo dei tifosi: al triplice fischio finale, i tifosi stabiesi scendono in campo per festeggiare con i loro giocatori.
  • La festa in città: Castellammare di Stabia esplode di gioia per la promozione della sua squadra.I tifosi festeggiano per tutta la notte nelle strade e nelle piazze della città.

La promozione del 2011 rappresenta un traguardo storico per la Juve Stabia e un motivo di grande orgoglio per tutta la città di Castellammare di Stabia.

Un giorno da ricordare per sempre

https://www.youtube.com/watch?v=qWf8KIZwuG8

Autonomia, Mattarella su rissa alla Camera: “Scena indecorosa”

0

(Adnkronos) – Una scena indecorosa.Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito la maxi rissa avvenuta la scorsa settimana alla Camera rispondendo ad una domanda dei giornalisti al termine dell’incontro con il Presidente della Romania Klaus Iohannis.  Sul piano internazionale, in particolare rispetto all’influenza che avrà l’Italia nella scelta dei prossimi vertici dell’Unione europea “non credo che abbia alcun rilievo, alcun ruolo quella scena indecorosa che è avvenuta in una delle nostre Assemblee parlamentari qualche giorno addietro” durante l’esame del disegno di legge sull’autonomia, “che tutti hanno condannato e che mi auguro sia una lezione che faccia comprendere a chi l’ha attivata che non sono questi i comportamenti parlamentari”.  “D’altrone la tradizione del nostro Parlamento è talmente nobile -ha proseguito il capo dello Stato – che questo non può essere un episodio di rilievo che abbia qualunque tipo di influenza”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)