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Biden ritira la candidatura, nel 1968 il passo indietro di Johnson

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(Adnkronos) –
Joe Biden ritira la candidatura per le elezioni del 5 novembre 2024.Il presidente degli Stati Uniti, 81 anni, ufficializza il passo indietro.

Non sarà lui a sfidare Donald Trump nel voto in programma tra poco più di 3 mesi.Il passo indietro di Biden è un terremoto istituzionale ma non rappresenta un unicum nella storia degli Stati Uniti. Un altro inquilino della Casa Bianca ha, in tempi relativamente recenti, preso una decisione analoga e per certi versi ancor più sorprendente di quella ufficializzata da Biden oggi, 21 luglio 2024. Lyndon B.

Johnson il 31 marzo 1968 scioccò il Paese annunciando a sorpresa che non si sarebbe ricandidato alla Casa Bianca parlando dallo Studio Ovale. "Con i figli dell'America su campi di battaglia così lontani, con la sfida al futuro dell'America qui in patria, con le nostre speranze e le speranze del mondo in gioco ogni giorno, non credo che non dovrei dedicare un'ora o un giorno del mio tempo ad una causa personale o di partito o qualsiasi altro compito diverso da quelli del presidente in carica", disse Johnson nel discorso con cui originariamente doveva illustrare il piano per limitare le operazioni militari Usa in Vietnam.  "Per questo non cercherò e non accetterò la nomination del partito per un altro mandato da presidente", concluse il democratico che aveva giurato la prima volta da presidente il 22 novembre 1963 a bordo dell'Air Force One parcheggiato nell'aeroporto di Dallas, due ore e otto minuti l'assassinio di John F.Kennedy. Nel 1964 fu poi eletto a quello che fu quindi il suo primo mandato effettivo, lasciandogli la possibilità di candidarsi ad un secondo mandato nel 1968.

Cosa che Johnson, che era nato nel 1937 a Stonewall in Texas, rinunciò a fare quando non aveva neanche 60 anni.Morì poi, per un infarto improvviso, a 64 anni, quando ancora non aveva maturato i requisiti per il Social Security, la pensione che lui aveva rafforzato, e il Medicare, il servizio sanitario pubblico per gli anziani che lui aveva fatto diventare legge. A differenza di Biden, che ha vinto le primarie democratiche praticamente incontrasto, Johnson al momento in cui decise di rinunciare alla rielezioni, aveva diversi sfidanti nella corsa per la nomination, in un'America spaccata dalla guerra in Vietnam e le tensioni razziali.

E nonostante le grandi riforme sociali da lui varate, il presidente democratico era arrivato alle primarie con una popolarità in netto calo.Con una popolarità in netto calo Johnson all'inizio di marzo aveva vinto per un soffiò le primarie del New Hampshire contro il candidato anti-guerra Eugene McCarthy. Ma il segnale politico più allarmante per lui fu poi l'ingeresso, il 16 marzo, nella corsa per le primarie di Robert Kennedy, il fratello di Jfk contro il quale Johnson aveva già perso le primarie nel 1960, entrando poi come vice presidente nel suo ticket.

Uscito il presidente dalla corsa per la nomination, Bob Kennedy divenne il front runner delle primarie che avrebbe vinto se non fosse stato anche lui assassinato il 4 giugno, dopo aver vinto le primarie in California. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden si ritira, chi sfida Donald Trump? Cosa succede ora

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(Adnkronos) –
Joe Biden ritira la candidatura per le elezioni del 5 novembre.Il presidente degli Stati Uniti non sfiderà Donald Trump per la Casa Bianca e non andrà a caccia del secondo mandato e ha espresso il proprio sostegno a Kamala Harris, attuale vicepresidente.

La decisione annunciata oggi 21 luglio lascia vuota la casella del candidato democratico: cosa succede ora?Chi sceglieranno i dem?

Qual è l'iter per indicare il nuovo candidato?  La vicepresidente Kamala Harris è la candidata principale per sostituire Biden.Nel partito, molti esponenti hanno già espresso parere favorevole alla sua discesa in campo come numero 1 del ticket.

La nomination di Harris, che nei sondaggi non ottiene risultati sensibilmente diversi rispetto a Biden, non è automatica.Il partito può scegliere un'altra figura, magari un governatore, e in ogni caso la nomination diventerebbe ufficiale solo con la convention.
 In quella sede, il voto dei delegati potrebbe premiare un altro nome.

L'ipotesi di una convention 'aperta', senza una chiara indicazione, sarebbe una situazione rara ma non unica: si è già verificata nel 1968.Ovviamente, questa ipotesi impegnerebbe il partito in una contesta interna che rischierebbe di pesare sul voto di novembre. Biden ha espresso un endorsement immediato per Harris – imitato a stretto giro da numerosi esponenti dem – ma la posizione del presidente non inciderà in maniera decisiva sulla nomination.

Il Comitato nazionale democratico potrebbe avviare una procedura all'inizio di agosto per indicare il ticket e arrivare quindi con due nomi a disposizione della convention, in programma dal 19 agosto.Non si può escludere, però, che in quella sede vadano in scena delle reali 'primarie'. Il presidente della convention democratica, Jaime Harrison, afferma che il partito "intraprenderà un processo trasparente e ordinato" per scegliere un candidato. "Il processo sarà regolato da norme e procedure stabilite dal partito.

I nostri delegati sono pronti ad affrontare con serietà le proprie responsabilità per consegnare in maniera fluida un candidato al popolo americano.A breve, il popolo americano sarà informato dal partito democratico sui prossimo passi e sull'iter per la nomination".  L'uscita di scena di Biden prima della nomination incide anche sulla gestione dei fondi raccolti sinora dal presidente.

Secondo il Washington Post, che cita pareri di legali e funzionari.Biden potrebbe cedere il controllo delle risorse a Harris, visto che il nome della vicepresidente compare nei documenti consegnati alla Commissione elettorale federale. Dall'area repubblicana, però, questa ipotesi viene definita puramente teorica: secondo Charlie Spies, un legale di primo piano, servirebbe una nomination formale prima di procedere al passaggio di consegne nella gestione dei finanziamenti.

Il partito democratico, inoltre, potrebbe scegliere un candidato diverso da Harris.In quel caso, la campagna di Biden potrebbe trasferire i fondi al Comitato nazionale democratico o ad un 'super comitato' che intende sostenere il nuovo ticket per la Casa Bianca. 
I principali finanziatori Dem hanno già espresso il loro sostegno a Kamala Harris, come riferisce la Cnn sulla base delle informazioni fornite da tre fonti.

Diversi donatori avevano contattato il team della vicepresidente Harris per farle sapere che sarebbero stati disposti a sostenerla se si fosse candidata. ''Se qualcosa cambia, noi siamo lì per te'', aveva detto uno dei principali donatori. Le donazioni più ingenti alla campagna per la rielezione di Biden si erano ridotte notevolmente nelle settimane successive al dibattito sulla Cnn con Trump e alla conseguente crisi di fiducia nel Partito Democratico. Secondo una fonte coinvolta nelle discussioni, i grandi donatori che avevano trattenuto gli assegni a causa delle preoccupazioni sulla candidatura di Biden hanno improvvisamente iniziato a contattare i loro consulenti, esprimendo la loro disponibilità a donare alla campagna.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Per Pogacar doppietta Giro-Tour, i precedenti

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(Adnkronos) – Ancora un accostamento tra Tadej Pogacar e Marco Pantani, dopo il nuovo record dello sloveno sul Plateau de Beille nella 15a tappa del Tour che ha lasciato indietro quello del Pirata di Cesenatico di ben 4 minuti: la doppietta Giro-Tour nella stessa stagione.Pantani è stato l'ultimo a compiere l'impresa, nel 1998: e per 26 anni nessuno ci ha mai riprovato, sia per calcolo sia per l'obiettivo sforzo da mettere in campo.  Il primo a riuscirci è stato l'ineguagliabile mito del ciclismo sportivo, Fausto Coppi.

Era il 1949, ed era una prima assoluta, neanche i grandi campioni che lo avevano preceduto avevano completato il "giro della morte", si badi bene in tempi in cui le strade bianche erano la norma e non la piacevole quanto dura eccezione dei nostri tempi.Coppi era Coppi, e quindi non si fermò lì: il bis della doppietta arriva nel 1952.  Dopo l’Airone ci riuscirono, nell'ordine: Jacques Anquetil nel 1964, Eddy Merckx nel 1970, 1972 e 1974 e forse un obiettivo possibile del nuovo Cannibale Pogacar potrebbe essere quello di superare l'originale belga), Bernard Hinault nel 1982 e 1985, Stephen Roche nel 1987, Miguel Indurain nel 1992 e 1993.

Sette campioni che hanno segnato la loro epoca in centoquindici anni di storia, dodici volte in 106 occasioni nel quale questo sarebbe stato possibile.  
Un solo record ora potrebbe essere battuto, il triplete considerato impossibile da compiere, e mai tentato prima: Giro, Tour e Vuelta tutti nella stessa stagione.Pogacar ha negato di volerci provare, prima "al 100%" ma qualche giorno fa "al 99%": e, considerato la propensione del fuoriclasse sloveno a depistare con le sue dichiarazioni pre o post gara, una flebile speranza di vederlo anche nel giro spagnolo resta in campo.

Solo 7 grandi campioni hanno messo in bacheca i tre trofei ma nessuno nella stessa stagione: Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault, Contador, Nibali e Froome.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden si ritira, Trump: “Peggior presidente della storia”

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(Adnkronos) – Joe Biden sarà ricordato come "il peggior presidente nella storia degli Stati Uniti".Donald Trump, candidato repubblicano alle elezioni per la Casa Bianca del 5 novembre, alla Cnn si esprime così subito dopo l'annuncio ufficiale di Biden.

Il presidente ha formalizzato il ritiro della propria candidatura e non andrà a caccia del secondo mandato nel voto di novembre. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden ritira la candidatura: “Stop nell’interesse degli Stati Uniti”

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(Adnkronos) – Joe Biden, presidente degli Stati Uniti, annuncia ufficialmente il ritiro della candidatura per le elezioni in programma il 5 novembre 2024.Il presidente comunica la decisione con una lettera diffusa dal proprio profilo X: "È stato il più grande onore della mia vita servire come vostro Presidente.

E sebbene fosse mia intenzione ottenere la rielezione, credo – scrive – che sia nel miglior interesse del mio partito e del Paese che io mi ritiri e mi concentri esclusivamente sull’adempimento dei miei doveri di Presidente per il resto del mio mandato".  Biden, attualmente in isolamento per covid, cede sotto il pressing di un numero crescente di esponenti del partito democratico.Il passo indietro viene formalizzato a poco meno di un mese dal disastroso confronto televisivo con Donald Trump andato in onda il 27 giugno sulla Cnn.

Biden è stato protagonista di una prestazione estremamente negativa, che ha innescato dubbi e domande sulle capacità fisiche e cognitive del presidente.Le successive apparizioni pubbliche, compresa una conferenza successiva al vertice Nato a Washington, non hanno consentito a Biden di recuperare la fiducia dell'universo dem e dei finanziatori: oggi, la resa. "Miei cari concittadini americani".

Inizia così la lettera di Biden nella quale il presidente uscente annuncia lo stop alla corsa per la Casa Bianca. "Permettetemi – scrive – di esprimere il mio sincero apprezzamento al popolo americano per la fede e la fiducia che avete riposto in me.Oggi credo quello che ho sempre creduto: che non c'è niente che l'America non possa fare, quando lo facciamo insieme.

Dobbiamo solo ricordare che noi siamo gli Stati Uniti d’America". Il presidente esprime quindi "la mia più profonda gratitudine a tutti coloro che hanno lavorato così duramente per vedermi rieletto.Voglio ringraziare il Vicepresidente Kamala Harris per essere stato un partner straordinario in tutto questo lavoro". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pogacar vince il Tour de France, trionfa anche nella crono finale

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Tadej Pogacar vince il Tour de France 2024 trionfando a Nizza nella crono finale di 33,7 km, 21esima e ultima tappa.Lo sloveno si è imposto in 45'24'' davanti a Jonas Vingegaard, secondo a +1'03'', e a Remco Evenepoel, terzo a +1'14".

Il corridore dell'Uae Team Emirates, vincitore in 6 frazioni, realizza la doppietta Giro-Tour nello stesso anno, dopo essersi aggiudicato la Corsa Rosa a maggio.L'ultimo a riuscire nell'impresa era stato Marco Pantani nel 1998.

Per Pogacar è arrivata la 84esima vittoria in carriera e la 17esima al Tour de France, mentre sono 58 le vittorie stagionali del team degli Emirati. Al secondo posto della classifica generale Vingegaard e terzo Evenepoel che si è aggiudicato anche la maglia bianca riservata al miglior giovane.Per quanto riguarda l'Italia decimo posto per Giulio Ciccone, mentre l'eritreo Biniam Girmay si è portato a casa la maglia verde della classifica a punti e l'ecuadoriano Richard Carapaz ha vinto la maglia a pois di miglior scalatore.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

F1, GP Ungheria: vince Piastri, ma è successo di tutto

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Dire è successo di tutto sarebbe quasi come usare un eufemismo.A ogni modo, il GP d’Ungheria lo porta a casa la McLaren.

A vincere, però, non è stato Lando Norris ma Oscar Piastri.L’australiano ha infatti concluso al primo posto in classifica proprio davanti a Lando Norris.

A far discutere è stata però la modalità con la quale è arrivare la vittoria del pilota McLaren.Piastri è primo dopo aver superato Norris che, ancora una volta, non riesce in una buona partenza.

A stupire è la scelta della McLaren che decide per ben due volte di far rientrare prima Norris ai box.Secondo undercut che premia il britannico che è davanti.

McLaren, però, assicura a Piastri che Norris avrebbe restituito la posizione.Tutto ciò, però, non arrivo fino agli ultimissimi giri, quando dopo tanti team radio alla fine Norris decide di restituire la posizione a Piastri.

Verstappen, quante difficoltà?

A ogni modo, è doppietta McLaren con Lewis Hamilton che centra la terza posizione davanti a Charles Leclerc.

Quarta la Ferrari con il monegasco, mentre Sainz chiude in sesta posizione.In mezzo c’è Max Verstappen.

Da rivedere la gara dell’olandese: mai in sintonia con la RB20 e soprattutto troppo irruento nel confrontarsi via radio con il team.A chiudere la top ten del GP Sergio Perez, George Russell, Yuki Tsunoda e Lance Stroll.

Sul fondo della griglia

Fuori, invece, dalla zona punti Alonso che centra l’undicesima posizione, seguito da Ricciardo e da Nico Hulkenberg.

Quattordicesimo Albon, mentre Magnussen è sedicesimo.Sul fondo, Bottas, Sargeant, Ocon e Zhou.

Con questa classifica, si archivia anche il fine settimana in Ungheria.Appuntamento tra sette giorni in Belgio, per l’ultima gara prima della pausa estiva.

Gp Ungheria, i messaggi ‘accesi’ tra il box McLaren e Norris: “Lascia passare Oscar”

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(Adnkronos) – Lando Norris, arrivato secondo nel Gp di Ungheria dietro il compagno di squadra Oscar Piastri, è stato protagonista di una serie di accesi messaggi radio con il suo ingegnere di pista Will Joseph nelle fasi finali del Gran Premio.  Norris ha seguito il compagno di squadra della McLaren Oscar Piastri dopo una brutta fuga dalla pole position, ma un secondo pit-stop anticipato lo ha portato in testa.Ma gli è stato poi ordinato di cedere la prima posizione a Piastri, permettendo all'australiano di ottenere la sua prima vittoria in F1.

L'agenzia PA ha reso noti gli esuberanti scambi tra Norris e il muretto dei box della McLaren. L'ingegnere di pista di Piastri, Tom Stallard: "Ok, Oscar, una volta arrivato a Lando ci scambieremo le posizioni, ma vogliamo evitare che Lando debba rinunciare a molto tempo in gara".Joseph a Norris: "Abbiamo bisogno che tu risparmi più gomme, per favore.

E lascia passare Oscar".Joseph: "Ok, Lando, pensiamo ancora che tu stia usando troppo le gomme.

In Curva 4, Curva 11 e le posteriori alle uscite Curva 6, Curva 9.Oscar è 3,5 secondi dietro.

So che farai la cosa giusta".Joseph: "Ok, Lando, mancano 10 giri alla fine e pensiamo che entrambe le vetture stiano usando troppo le gomme.

Ricorda solo ogni singolo incontro della domenica mattina che abbiamo".Norris: "Sì, beh, digli di aggiornarsi, allora, per favore". Joseph: "Lando…, non riesce a recuperare.

Hai dimostrato il tuo punto e non importa".Norris: "Ho gomme molto più veloci e sotto nessuna pressione.

Avrei comunque provato l'undercut".Joseph: "Amico, abbiamo fatto i pit stop in questa sequenza per il bene della squadra".

Norris: "E sto lottando per un campionato del mondo, non è vero?".Joseph: "Sto cercando di proteggerti, amico.

Lo prometto, sto cercando di proteggerti".Joseph: "Ok, Lando, mancano cinque giri e il modo per vincere un campionato del mondo non è da soli. È con la squadra e avrai bisogno di Oscar e avrai bisogno della squadra".

Joseph: "Se ci fosse la safety car, la situazione sarebbe molto imbarazzante.Per favore, fatela adesso".

Norris si fa da parte per lasciare che Piastri prende il comando.Norris: "Non hai bisogno di dire niente". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gay aggrediti a Roma, la legale: “Ragazzi pentiti, ma non è stata omofobia”

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(Adnkronos) – Si dicono "consapevoli e pentiti" i quattro giovani presunti autori dell'aggressione omofoba avvenuta nel quartiere dell'Eur, a Roma, ai danni di due ragazzi ma sottolineano di non essere "mai stati animati da intenti discriminatori o sentimenti omofobi".E’ quanto precisa il legale dei quattro giovani, l'avvocata Annamaria Altera, in una nota.

Il legale dei quattro giovani, che hanno depositato una memoria, spiega inoltre che "la lite è nata da un diverbio per motivi attinenti alla viabilità stradale e non per questioni discriminatorie". "Mai hanno proferito espressioni discriminatorie e/o omofobe; né sapevano che i due ragazzi fossero omosessuali.Occorre precisare – prosegue la nota – che, sebbene la lite sia nata da un diverbio per motivi attinenti alla viabilità stradale e non per questioni discriminatorie, i quattro ragazzi sono consapevoli e pentiti di aver avuto una reazione decisamente scomposta e sproporzionata alle provocazioni dei due ragazzi omosessuali".  I quattro giovani "non sono disponibili ad essere additati quali responsabili di fatti diversi da quelli realmente accaduti, come pretestuosamente ed artatamente propinati da taluno". "Questo è quanto spontaneamente riportato in data odierna dai quattro ragazzi alle autorità procedenti, alle quali hanno dichiarato la piena disponibilità ad essere sottoposti in qualsiasi momento ad interrogatorio, al fine di inquadrare esattamente la vicenda", conclude la legale.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conte risponde a Meloni: “Non giustificare tuo fallimento in Ue attaccando M5S”

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(Adnkronos) – "Cara Meloni, non puoi giustificare il tuo fallimento in Europa attaccando il M5S".Si intitola così il lungo post di Giuseppe Conte pubblicato sulla sua pagina Facebook, dove il leader Cinquestelle replica alla premier sulle nomine europee, a cominciare dal bis di Ursula von der Leyen.  ''Ieri, in una intervista al Corriere, Giorgia Meloni – scrive Conte – ha replicato alle critiche che noi del M5S le abbiamo mosso, insieme a quasi tutti gli analisti politici, sul fallimento da lei rimediato in Europa, con due obiezioni: 1.

il M5S non ha titolo per attaccarla perché entrambi abbiamo votato contro la von der Leyen; 2.la 'credibilità della predica si valuta sempre anche dall'autorevolezza del pulpito'''. "Quanto al primo punto – sottolinea Conte – io sono un leader di partito, lei il presidente del Consiglio italiano: non abbiamo giocato la stessa partita.

La ragione principale del nostro voto contrario alla von der Leyen è la sua pervicace postura bellicista e il fatto di avere tramutato la transizione ecologica in transizione militare.Questo giustifica il voto contrario del M5S non di FdI che la postura bellicista l’ha abbracciata finanche con soverchio entusiasmo". "Quanto al secondo punto -precisa l'ex premier- il nostro pulpito è quello di chi, nel 2019, trovandosi nella sua stessa posizione, tra l’alternativa di rimanere fuori dai giochi o subire passivamente l’accordo franco-tedesco, si è dato da fare ottenendo: A.

di far saltare il nome originariamente concordato (Timmermans), di schivare la soluzione offerta in seconda battuta (Verstager), per poi essere determinante nella scelta del nuovo commissario (Ursula von der Leyen) ritenendola l’indicazione migliore per il nostro interesse nazionale; B.di poter indirizzare il programma della nuova Commissione in direzione del Green Deal; C.

che al Commissario italiano fossero attribuite deleghe pesanti;D. ⁠di poter resistere a chi ci voleva imporre il Mes, per poi creare dal nulla la svolta di Next Generation Eu che ci ha consentito di portare in Italia 209 miliardi". "In questi due anni Meloni, in Europa, -avverte Conte- ha detto sì a tutto, accogliendo tutte le proposte della von der Leyen.Ha detto sì ai 13 miliardi di tagli l'anno imposti al nostro Paese, che colpiranno pesantemente sanità e istruzione.

Ha detto sì al Patto per l'immigrazione che ci lascia soli davanti ai flussi migratori.In cambio di cosa?

Cosa ha ottenuto di concreto per l’Italia?''. "Il fallimento della Meloni – attacca il leader M5S – è duplice: in Consiglio europeo è rimasta totalmente isolata e, poi, all’Europarlamento ha tentato di negoziare qualcosa sino all’ultimo per poi gettare la spugna ed essere costretta a votare contro.Ha fallito, prima, come Premier italiano e, dopo, come leader di partito.

Senza contare che a destra si ritrova in Europa superata dal ben più numeroso gruppo creato dai suoi “amici” Orban, Salvini, Le Pen, dal traditore Abascal e tanti altri ancora". "Ci preoccupa anche quello che succede con la Nato.Il Governo Meloni anche in questo caso aveva fatto tutti i compitini a casa.

Non ha mai fiatato con gli Alleati. È stato diligentissimo.Il premio?

Perdiamo anche il rappresentante speciale per il fianco Sud della Nato, quello di peso per i rapporti con i Paesi del Mediterraneo.Andrà alla Spagna, alla faccia dei nostri interessi nazionali!

Noi non esultiamo per tutti questi fallimenti.Né intendiamo fare polemiche fini a se stesse.

Piuttosto, siamo preoccupati per un'Italia che si ritrova confinata in panchina.Abbiamo il dovere di dirlo. È necessario tornare a contare", conclude Conte. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, autista Ncc aggredito a bastonate da tassista a Malpensa

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(Adnkronos) – Un conducente Ncc è stato aggredito a bastonate da un tassista all'aeroporto di Milano-Malpensa.A raccontare l'episodio, avvenuto venerdì pomeriggio nei pressi del Terminal 1, è 'Il Giorno'.

All'origine ci sarebbero un "sorpasso azzardato e i gestacci a distanza tra una corsia e l’altra".  "È sceso dalla macchina armato di bastone e mi ha aggredito – ha riferito l'autista Ncc al quotidiano -.Sono riuscito a evitare le prime mazzate: sono un istruttore di arti marziali, so come difendermi.

Nel movimento, però, ho perso gli occhiali: appena mi sono chinato per raccoglierli, mi ha colpito alla testa.Mi sono alzato e gli ho detto 'sei matto'.

Poi ho visto il sangue che colava sul collo e sulla camicia".Quanto al bastone, aggiunge, "l’ha fatto sparire, l’avrà passato ai suoi colleghi.

Ne sono arrivati diversi: nessuno mi ha aiutato, alcuni mi hanno detto che mi avrebbero picchiato perché ero un Ncc".  Il tassista aggressore "non rischia conseguenze penali perché il ferito al momento non l’ha denunciato (è necessaria la querela di parte per lesioni con prognosi inferiore a 40 giorni, ndr); tuttavia, la commissione disciplinare potrebbe rifilargli un lungo stop" conclude l'articolo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L.A. Water di Natasha Stefanenko a ‘Maredamare’ con la nuova collezione

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(Adnkronos) – L’estate più calda di sempre ha bisogno di colori, di spazi, di allegria e tanto mare.Anche quest’anno L.A.

Water, la collezione di infradito gioiello di Natasha Stefanenko è pronta a soddisfare le infinite richieste di libertà e fantasia.Sull’onda del successo delle passate collezioni, L.A.Water ha presentato la sua nuova collezione p/e 2025 a Firenze, Fortezza da Basso a 'Maredamare' la Fiera internazionale di riferimento nel panorama europeo per il settore beachwear e resortwear, con oltre 250 collezioni per l’estate 2025 oltre alle nuove tendenze. Per L.A.Water una lunga ricerca per elaborare le nuove tendenze, con uno studio accurato di grafiche esclusive e l’utilizzo dei materiali più performanti.

I temi Damasco, con collier di diamanti luccicanti, Free Spirit, i nuovi temi ispirati al mondo libero e colorato 'boho-chic' insieme al Leopard, Snake e Butterfly, ispirato al magico mondo delle farfalle, rappresentano il cuore della collezione.Natasha rappresenta la voglia di vivere, di sorridere e di essere eleganti, anche quando il termometro segna 36 gradi all’ombra.

Il Team di Smart Trade spa, insieme a suo marito Luca Sabbioni e la bravissima Sara dell’ufficio stile hanno trasportato questo profumo nella nuova collezione, unendo il bello al confortevole, l’eleganza alla libertà.L.A.

Water si contraddistingue sempre per la ricchezza dei particolari senza rinunciare al confort.  La stessa Natasha Stefanenko è a Firenze per seguire promuovere la nuova collezione: "La nuova collezione è meravigliosa, piena di colori, tutto brilla, venite a trovarci".La showgirl poi andrà in vacanza in Brasile, patria delle infradito e fonte di ispirazione, dove ha scattato le ultime campagne fotografiche, ed ancora una volta unirà il riposo al lavoro. —modawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden non si arrende: “Elezione più importante della nostra vita, io la vincerò”

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(Adnkronos) – "Questa è l'elezione più importante della nostra vita e io la vincerò".Il presidente degli Usa e candidato dem alla Casa Bianca Joe Biden non molla e, in un nuovo messaggio su X, non appare per nulla intenzionato a cedere alle sempre più crescenti, e pubbliche, pressioni a farsi da parte rinunciando alla corsa per la rielezione.  Se Biden continua a resistere all'assalto, però, i finanziatori del partito democratico non solo danno per scontato che il presidente dovrà passare il testimone a Kamala Harris, ma stanno anche lavorando per scegliere il suo vicepresidente.

E' quanto rivela il Washington Post, citando quattro fonti informate che spiegano come figure influenti del partito siano sempre più inquiete e preoccupate per restringersi del tempo a disposizione per il passaggio di consegne.  Secondo queste fonti, in questi giorni sono stati contattati i team dei governatori di Pennsylvania e Kentucky, Josh Shapiro e Andy Beshear.Ed è stato espresso dai finanziatori l'interesse a valutare anche i nomi del governatore della North Carolina, Roy Cooper, della governatrice del Michigan, Gretchen Whitmer, e del senatore dell'Arizona, Mark Kelly. 
Ci potrebbero tuttavia essere ricorsi legali in alcuni Stati se Biden non sarà il candidato alle presidenziali dei novembre.

E' un po' una previsione e un po' una minaccia quella di Mike Johnson, lo Speaker repubblicano della Camera, che avvisa che non potrebbe essere così facile sostituire in extremis il nome del candidato alla Casa Bianca sulle schede elettorali di tutti i 50 stati americani.  "I democratici hanno un vero problema, ogni stato ha il suo sistema elettorale, questo è il nostro sistema costituzionale", ha detto il repubblicano, intervistato dalla Cnn, sottolineando che in qualche stato potrebbe essere "una reale difficoltà" cambiare il candidato.  "Biden è stato scelto dopo un lungo processo democratico in cui 14 milioni di persone hanno partecipato alle primarie – ha continuato lo Speaker – sarebbe molto interessante vedere se il cosiddetto partito della democrazia di riunisce dietro le quinte, spinge un bottone e mette qualcun altro nel ticket".  Intanto, dopo il tentato assassinio del 13 luglio, sale il gradimento per Donald Trump, arrivando al 40%, ad un passo dal record mai registrato negli ultimi anni dal tycoon del 42%.E' quanto emerge da un nuovo sondaggio Abcnews/Ipsos, che mostra anche come il 60% degli elettori democratici vuole che Biden faccia un passo indietro.  La popolarità del presidente è infatti più bassa di quella di Trump, al 32%, con il tasso di impopolarità al 55%, quello dell'ex presidente è al 51%.

In generale il 55% degli americani non è soddisfatto di Biden come candidato, ma è interessante notare che è più alto il numero dei repubblicani che vuole che rimanga in corsa, il 44%, di quello dei democratici, il 39%.  Per quanta riguarda i possibili sostituti di Biden nella corsa per la Casa Bianca, la vice presidente Kamala Harris è quella che ha il gradimento più alto, il 35%, con un tasso di sgradimento al 46%.Ma la sua popolarità sale al 55% tra gli afroamericani e al 38% tra gli ispanici, un tasso più alto di quello di Biden, mentre Trump ha il 15% di gradimento nel primo gruppo e il 37% nel secondo.  A conferma di una posizione di forza sempre più solida in vista delle presidenziali di novembre, Trump ha intanto annullato quello che fino a pochi mesi fare era l'enorme vantaggio di Biden dal punto di vista dei fondi elettorali.

E' quanto emerge dai dati relativi al mese di giugno, presentati ieri alla commissione elettorale federale, che attestano che il mese scorso il partito repubblicano ha raccolto una somma record di 66 milioni, avendo quindi nelle casse 102 milioni, quasi il doppio di quanto aveva alla fine di maggio.  Nettissimo è il distacco con i democratici che hanno raccolto a giugno 39 milioni di dollari e avevano a fine giugno 78 milioni nelle casse.E anche la campagna di Trump a fine giugno aveva nelle casse 285 milioni di dollari, sorpassando quindi quella di Biden che ne aveva 240.

Un sorpasso molto significativo se si considera che fino a poco tempo fa il tycoon era sempre indietro su questo fronte, anche perché molti dei fondi raccolti finivano nelle spese legali delle sue tante cause.  Ora Biden si trova non solo con meno soldi in cassa ma anche con lo spettro della fuga di molti grandi finanziatori del partito e della sua campagna, in questo momento di enorme incertezza con il numero di chi chiede pubblicamente al presidente di rinunciare alla corsa che cresce di ora in ora.Al momento sono 37 i democratici del Congresso, compresi due senatori, che hanno chiesto a Biden di fare un passo indietro.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gp Ungheria, doppietta McLaren: Piastri campione davanti a Norris

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(Adnkronos) – Doppietta McLaren nel Gp di Ungheria, che si conferma seconda forza del campionato, con la vittoria di Oscar Piastri davanti al compagno di squadra Lando Norris.Prima vittoria per l'australiano al suo 35esimo Gran Premio.

Un successo che riapre il mondiale di F1.Terzo posto per la Mercedes di Lewis Hamilton, al 200esimo podio nel mondiale.

Quarta la Ferrari di Charles Leclerc davanti alla Red Bull di un nervoso Max Verstappen dopo il contatto con la Mercedes di Hamilton.Sesta la rossa di Carlos Sainz che precede l'altra Red Bull di Sergio Perez e l'altra Freccia d'Argento di George Russell.

A chiudere la top ten Tsunoda e Stroll.  McLaren vittoriosa ma confusionaria, con una scarsa comunicazione del team di Woking e con la posizione restituita da Lando ad Oscar solo a tre giri dalla fine.Ad ogni modo Norris con questo piazzamento accorcia in classifica nel campionato 2024 su Max Verstappen che resta leader ma ora con il britannico che sale a -74 punti.  Terzo un brillante Lewis Hamilton che ha vinto il duello a sette giri dalla fine per il terzo posto con la Red Bull di Max Verstappen che con troppa vigoria ha cercato di superare l'avversario per arrivare sul podio e in curva dopo il sorpasso di un doppiato in staccata viene a contatto con la Mercedes sulla ruota posteriore, la monoposto dell'olandese sobbalza e finisce fuori pista ma riesce a rientrare anche se in quinta posizione dietro la Ferrari di Leclerc. “Ti comporti come un bambino”, dicono via radio al campione del mondo.

Tutto rimandato ora alla prossima settimana a Spa. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Forza Italia, anche i membri del governo pagano iscrizione. E spuntano tesserati silver e gold

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(Adnkronos) – In tempi di magra post abolizione del finanziamento pubblico e dopo la scomparsa del fondatore Silvio Berlusconi tutti devono contribuire alle casse di Forza Italia.Il rischio morosi è sempre alto.

E chi controlla l'organizzazione e il tesseramento del nuovo partito targato Antonio Tajani non ammette deroghe.Tant'è che non solo parlamentari e consiglieri regionali e comunali devono pagare un 'obolo' ma anche ministri, 'vice' e sottosegretari.

Non solo: pure tra i semplici sostenitori 'ritornano' i tesserati 'gold' e spuntano quelli 'silver', che possono contribuire alla causa, rispettivamente, con oltre mille e 2mila euro.  Sfogliando l'ultimo bilancio, chiuso al 31 dicembre scorso, si scopre infatti, che alcuni importi dovuti per le adesioni sono cambiati in base al nuovo regolamento approvato dalla segreteria nazionale il 21 ottobre 2023.Andiamo con ordine.

Se non sei un parlamentare, il costo minimo per iscriversi a Forza Italia è di 10 euro.La 'quota' aumenta e arriva fino a 2mila euro a seconda della 'categoria' di appartenenza: il 'volontario azzurro giovane' (dai 14 ai 28 anni) deve versare 10 euro; idem il 'volontario azzurro senior' (oltre 65 anni) e il 'volontario azzurro', senza età; mentre il 'sostenitore azzurro' paga "dai 100 euro in poi", fino a 500 euro, 'quota' che ti promuove 'benemerito azzurro'.

Se da 500 euro in poi sei un 'benemerito', puoi aspirare anche a diventare un tesserato 'silver' e 'gold' (due 'categorie' che nel precedente rendiconto non erano previste).A ''partire da mille euro'', infatti, scrive il tesoriere azzurro Fabio Roscioli nella sua relazione gestionale, sei un ''sostenitore silver" e ''a partire dai 2mila euro'' un "sostenitore gold".  Per quanto riguarda gli 'eletti', invece, resta confermato il contributo annuale di mille euro per eurodeputati, deputati senatori e consiglieri regionali, a cui si aggiungono (la vera novità) gli assessori regionali anche esterni e i membri del governo, ovvero ministri, 'vice' e sottosegretari.

Nel dettaglio, sindaci, presidenti di Consiglio comunale e assessori nei Comuni con elezioni amministrative a doppio turno sborseranno 50 euro piuttosto che 10 euro, mentre consiglieri comunali, sindaci, assessori nei Comuni con amministrative a turno unico, consiglieri circoscrizionali (compresi i consiglieri comunali nei Comuni con elezioni amministrative a doppio turno) dovranno pagare 30 euro invece di 10 euro.Nel 2023 le quote associative hanno registrato un incremento di 1 milione 104mila 408 euro rispetto al bilancio precedente, arrivando a un ammontare complessivo di 1 milione 356mila 066 euro.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atp Bastad, Nadal ko in finale: vince il portoghese Borges

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(Adnkronos) – Niente da fare per Rafael Nadal che non riesce a tornare al successo nel torneo Atp 250 di Bastad.Il campione spagnolo, in tabellone con una wild card, alla sua 72ma finale sul rosso, è stato battuto in finale dal portoghese Nuno Borges, testa di serie numero 7, che si è imposto in due set con il punteggio di 6-3, 6-2.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Stress da Covid”, Cassazione annulla ergastolo per il femminicidio di Lorena Quaranta

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(Adnkronos) – Sul femminicidio di Lorena Quaranta, la studentessa di Medicina strangolata dal fidanzato in una villetta di Furci Siculo il 31 marzo 2020, i giudici della Corte d’Assise di Reggio Calabria avrebbero dovuto verificare se "la specificità del contesto possa, e in quale misura, ascriversi all'imputato per non avere efficacemente tentato di contrastare lo stato di angoscia del quale era preda o se la fonte del disagio, evidentemente rappresentata dal sopraggiungere dell'emergenza pandemica, con tutto ciò che essa ha determinato sulla vita di ciascuno e, quindi, anche dei protagonisti della vicenda, e, ancor più, la contingente difficoltà di porvi rimedio, costituiscano fattori incidenti sulla misura della responsabilità penale".E' quanto scrivono i giudici della Corte di Cassazione, nelle motivazioni – pubblicate dalla Gazzetta del Sud – sulla decisione di annullare con rinvio, limitatamente all'applicabilità delle attenuanti generiche, la condanna all'ergastolo per l'infermiere calabrese Antonio De Pace per l'uccisione della giovane fidanzata originaria di Favara, in provincia di Agrigento. 
La decisione di disporre un appello-bis limitatamente all'applicabilità delle attenuanti generiche per De Pace, anticipata ieri dal 'Messaggero', è in relazione proprio al fatto che il femminicidio avvenne nella prima fase della pandemia di Covid-19 e questo potrebbe aver inciso sull'animo e sullo stato di angoscia dell'infermiere.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giornalista La Stampa aggredito a Torino, Meloni: “Inaccettabile atto di violenza”

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(Adnkronos) – "Esprimo la mia solidarietà al giornalista Andrea Joly, rimasto vittima ieri sera di un'inaccettabile aggressione a Torino.Un atto di violenza che condanno con fermezza e per il quale mi auguro i responsabili siano individuati il più rapidamente possibile.

L'attenzione del governo è massima e ho chiesto al Ministro dell'Interno Piantedosi di essere aggiornata sugli sviluppi del caso".Così Giorgia Meloni, in una dichiarazione sull'aggressione denunciata dal giornalista de La Stampa da parte di militanti di estrema destra. "Troppa violenza e intolleranza in Italia contro chi non la pensa come te.

A Torino aggredito un giornalista de La Stampa da estremisti di destra, a Roma due ragazzi picchiati perché omosessuali, minacce di morte a Forza Italia.Condanniamo con grande fermezza ogni violenza!".

E' quanto scrive quindi su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.  L'aggressione, si legge sul quotidiano torinese, è avvenuta nella serata di ieri "in via Cellini all'esterno dell'Asso di Bastoni, un circolo storicamente frequentato da simpatizzanti e militanti di estrema destra". "Un filmato girato dal cronista stesso, che passava di lì per caso, immortala il momento in cui gli attivisti lo avvicinano chiedendogli 'Sei dei nostri?', poi reagiscono appena intuiscono che Joly non c’entra con loro", si legge ancora. "Da una prima ricostruzione fuori dal locale era in corso una festa di Casa Pound con fumogeni e fuochi d'artificio.A Joly è stato intimato di consegnare lo smartphone quindi lo hanno minacciato e aggredito, mentre lui si allontanava lo hanno calciato facendolo cadere e a quel punto lo hanno colpito con dei calci.

Il giornalista è stato costretto a farsi medicare in ospedale", racconta La Stampa. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sorrentino presenta ‘Parthenope’ al Giffoni: “E’ il mio film per i giovani sulla giovinezza”

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(Adnkronos) – Un abbraccio intenso tra tre ragazzi, la camera che gira, la musica e il pathos che cresce, Paolo Sorrentino sceglie il Giffoni Film Festival per mostrare alcune delle immagini del suo nuovo attesissimo film 'Parthenope', in arrivo nelle sale il 24 ottobre e con alcune speciali anteprime il 19 settembre.  "Questa è una delle scene più importanti del film", racconta il Premio Oscar, perché 'Parthenope' è "un film sulla giovinezza, su cosa significa essere giovani e ho scelto Giffoni proprio per arrivare a tutti i giovani".Il regista in collegamento e i tre protagonisti Celeste Dalla Porta (Parthenope giovane), Dario Aita, Daniele Rienzo in sala, raccontano di sé e del film. "Essere giovani è una grande responsabilità, – dice Sorrentino – perché quando si è giovani si sta costruendo il futuro e al tempo stesso il proprio passato: quello che ricorderemo nella maniera più vivida, malinconica, luminosa e raggiante".

E aggiunge: "Questa scena descrive uno di quei momenti in cui si è giovani non pensando al futuro né al passato.A voi ragazzi auguro di vivere il più possibile quei momenti in cui il presente accade e basta, in cui come diceva Sandro Penna si è talmente vivi che così vivi non si può.

Una sensazione di amore, un presente che non ti mette più contro ai legami che il futuro costruisce". Sulla scena che, raccontano i protagonisti, è stata girata alle 4 del mattino, Dalla Porta aggiunge: "Mi ha dato una sensazione di forte malinconia, che a volte si prova nei momenti più belli.Lì era un momento di amore, di libertà, di condivisione, come lo è un abbraccio, e percepire che in quell'abbraccio c'era anche una mancanza.

Mi ha trasmesso la sensazione di cercarsi e cercare qualcosa insieme". Rispondendo alle domande dei giffoner sulle tematiche della sua poetica, Sorrentino commenta: "Faccio film su ciò che non conosco, su ciò di cui sono sprovveduto" e parlando ancora di 'Parthenope' aggiunge: "Io non conosco bene né Napoli né la donna.E mi sono accorto di questo, pur avendo vissuto la maggior parte della mia vita a Napoli e pur avendo trascorso larga parte della mia vita a pensare alle donne.

E quindi ho detto, perché non fare un film sulle donne, e su Napoli?".  Sono tanti gli spunti che il regista regala alla platea, sul mestiere del cinema e sulla modalità di creazione della sua arte: "Lavoro sempre per cercare di fare quello che non riuscirò mai a fare – ammette Sorrentino – ovvero un capolavoro”.A proposito delle difficoltà dell’essere attore, il regista non ha dubbi “è irrilevante essere un bravo attore, ma per fare l’attore devi disfarti di te.

L’attore bravo è troppo concentrato su se stesso.Bisogna uscire da sé.

E quelli che si estraniano – gli attori 'attori' – sono nel mondo 8, al massimo 10". Nel confronto con la sua precedente opera "È stata la mano di Dio", pur raccontando entrambe Napoli, il Premio Oscar riconosce una differenza sostanziale: "'Parthenope' racconta della mia vita sognata da giovane, mentre in 'È stata la mano di Dio' c'era la mia vita vissuta".Sul film e sul ruolo della protagonista, Celeste Dalla Porta descrive accuratamente lo sguardo del suo personaggio, uno sguardo che "racconta come Parthenope guarda la sua città, che osserva e lascia andare. È una sintesi del suo viaggio, il suo sguardo enigmatico è in profonda connessione con questo mare di Napoli". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Basta con ‘sindaca’ e ‘rettrice’, ddl Lega chiede stop a uso femminile

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(Adnkronos) – Altro che femminile 'sovraesteso', ora la Lega chiede di dire basta all'uso scritto, negli atti pubblici, di parole come 'sindaca', 'questora', avvocatessa' e anche 'rettrice'.L'uso del femminile, chiedono dal partito guidato da Matteo Salvini, va abolito per legge: almeno nei documenti si scriva solo 'sindaco', 'questore', 'avvocato' e 'rettore'.

Senza tener conto dell'identità di genere di chi ricopre quel ruolo, sia un uomo o una donna.E per chi non si adegua spunta la sanzione, con una multa prevista fino a 5mila euro.

Il leghista Manfredi Potente, senatore della repubblica, ha appena presentato il suo disegno di legge (titolo: 'Disposizioni per la tutela della lingua italiana, rispetto alle differenze di genere') con l'obiettivo dichiarato di "preservare l’integrità della lingua italiana ed in particolare, evitare l’impropria modificazione dei titoli pubblici dai tentativi 'simbolici' di adattarne la loro definizione alle diverse sensibilità del tempo".  Nel merito l'Art. 2.del testo, visionato in bozza dall'AdnKronos prevede che "in qualsiasi atto o documento emanato da Enti pubblici o da altri enti finanziati con fondi pubblici o comunque destinati alla pubblica utilità, è fatto divieto del genere femminile per neologismi applicati ai titoli istituzionali dello Stato, ai gradi militari, ai titoli professionali, alle onorificenze, ed agli incarichi individuati da atti aventi forza di legge".  E al successivo art. 3 si pone il "divieto del ricorso discrezionale al femminile o sovraesteso od a qualsiasi sperimentazione linguistica", ricordando che "è ammesso l’uso della doppia forma od il maschile universale, da intendersi in senso neutro e senza alcuna connotazione sessista".

Nel finale art. 4 (Sanzioni) si legge come "la violazione degli obblighi di cui alla presente legge comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa consistente nel pagamento di una somma da 1.000 a 5.000 euro". In premessa, viene ricordato dal senatore toscano, come l'ateneo di Trento abbia introdotto l'utilizzo del cosiddetto 'femminile sovraesteso' per le cariche e i riferimenti di genere, ovvero "che i termini femminili usati (…) si riferiscono a tutte le persone", come si legge in un documento dell'università, citato nel testo di legge. "Con la conseguenza -sottolinea il leghista- che, ad esempio, si è utilizzato 'rettrice' anche per l’incarico di rettore rivestito da un uomo".Quanto basta per arrivare alla legge di tutela della nostra lingua.

Potente ricorda ancora i dubbi del "compianto linguista Luca Serianni" e anche "la contrarietà del Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano rispetto ad una decisione dell’Accademia della Crusca circa la possibilità di declinare al femminile le cariche pubbliche coperte da donne".  Occorre quindi "scongiurare che la legittima battaglia per la parità di genere, al fine di conseguire visibilità e consenso nella società ricorra a questi eccessi non rispettosi delle istituzioni".Siamo di fronte, avverte il leghista a "personalismi non invocati dall’ordinamento il quale correttamente deve pretendere che gli aspetti privati di chi esercita funzioni pubbliche rimangano accantonati.

Una decisione assunta da una 'sindaca' potrebbe essere addirittura impugnabile poiché non prevista dal nostro ordinamento". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)