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Siemens lancia in Italia portfolio di quadri elettrici sostenibili ‘blue’

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(Adnkronos) – "Eliminare dal mercato dell’energia elettrica i gas fluorurati, nocivi per l’atmosfera, promuovendo innovazione tecnologica ed efficienza energetica, consolidando il proprio ruolo di riferimento per il progresso ambientale e digitale e per lo sviluppo delle imprese".Così Siemens presenta oggi, presso lo Step FuturAbility District di Piazza Adriano Olivetti 1 a Milano, l'evento 'Il futuro è blue Gis'.  Durante l'incontro viene annunciato ufficialmente il lancio in Italia del nuovo portfolio di quadri elettrici di media tensione blue Gis, completamente privo di SF6.

Già installato con successo in diversi Paesi europei, il prodotto è ora disponibile in Italia, avendo superato i test previsti dalla normativa nazionale. "Oggi in Siemens annunciamo che siamo già in grado di fornire quadri isolati in gas (Gis) fino a 24 kV senza l'uso di gas fluorurati.In questo modo permettiamo ai nostri clienti di non scendere a compromessi in termini di sicurezza, disponibilità, costi del ciclo di vita e dimensioni", dice Marco Rastelli, Head of Electrification Automation di Siemens Smart Infrastructure.  I quadri elettrici isolati in gas (Gis) di Siemens, denominati 'blue Gis', sostituiscono l’SF6 con un gas isolante di origine naturale, Clean Air.

Clean Air è costituito da componenti naturali dell'aria ambiente e quindi non solo è privo di gas fluorurati, ma è anche innocuo, estremamente stabile, non tossico, non infiammabile e adatto a tutte le temperature di esercizio – spiega Siemens in una nota – Uno strumento di supporto sia alla transizione energetica che alla trasformazione digitale di utilities e Dso.Il risultato è una maggiore efficienza in termini di costi durante l'intero ciclo di vita e un minore impatto ambientale, a parità di funzionalità e di ingombro.

In particolare, è proprio la componente ambientale a beneficiare di questa novità, grazie allo sviluppo della tecnologia di commutazione in vuoto, che consente di sostituire l'SF6 (ossia l’esafluoruro di zolfo) con un gas completamente privo di fluorurati, evitando così ogni possibile impatto sull'ambiente e sulla salute. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siemens-Unareti, insieme per una distribuzione elettrica sostenibile

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(Adnkronos) – Siemens, tech company attiva nell’industria, infrastrutture e mobilità, e Unareti, società del Gruppo A2A che gestisce circa 15mila km di rete per la distribuzione di energia elettrica e gas, hanno installato il primo quadro in media tensione isolato in gas privo di SF6 (gas fluorurati a effetto serra) in Italia.La sperimentazione consentirà di portare l’elettricità in una zona di Milano utilizzando la tecnologia 'Clean Air', che impiega gas di origine naturale.  Grazie a questo progetto pilota – si legge in una nota congiunta – Unareti è il primo Distribution Service Operator (Dso) del Paese ad adottare, in anticipo di oltre un anno rispetto al target del 1° gennaio 2026 stabilito dal nuovo regolamento Europeo 2024/573, un quadro di distribuzione di energia elettrica costituito da componenti naturali dell'aria, più rispettoso dell’ambiente e adatto a tutte le temperature di esercizio.  “Con la sperimentazione avviata insieme a Siemens raggiungiamo un nuovo traguardo rispetto all’obiettivo di rendere sempre più efficienti e resilienti le nostre reti di distribuzione.

Siamo partiti con una prima installazione a Milano e siamo soddisfatti dell’avvio positivo di questo progetto pilota, che ci permetterà di avere apparecchiature sostenibili per lo sviluppo delle infrastrutture elettriche, che richiedono enormi investimenti nei prossimi anni”, commenta Francesco Gerli, amministratore delegato di Unareti.   “La tecnologia Siemens è all’avanguardia nella distribuzione sostenibile dell’energia.Siamo orgogliosi di supportare ancora una volta Unareti in questo passo fondamentale della nostra collaborazione – dichiara Marco Rastelli, Head of Electrification and Automation di Siemens Smart Infrastructure in Italia – L’implementazione del nostro innovativo portfolio blue Gis, con quadri elettrici Clean Air SF6-free, nelle reti nazionali dimostra la nostra comune dedizione alla tutela dell’ambiente e rafforza il nostro ruolo nel fornire soluzioni a prova di futuro per il settore energetico”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid, stalker di Bassetti condannato a 10 mesi e 1000 euro di multa

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(Adnkronos) –
Condannato per stalking e istigazione a delinquere contro Matteo Bassetti un 37enne che perseguitava il direttore del reparto di Malattie infettive all'ospedale San Martino di Genova.Il medico, tra i volti più popolari durante la pandemia di Covid, era diventato bersaglio di molestie e veniva contattato incessantemente dopo che il suo numero era stato diffuso sul canale Telegram 'Basta dittatura!'. Insieme ad altre persone non identificate, C.S.

aveva chiamato Bassetti e inviato messaggi, costringendolo a cambiare abitudini di vita e a ridurre la partecipazione a eventi pubblici.  La condanna è stata patteggiata a 10 mesi (pena sospesa) e 1.000 euro di multa da C.S., originario di Sanremo ma residente a Trento.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Mister Pagliuca: il pubblico è l’essenza dello sport, mancheranno i nostri tifosi

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Juve Stabia, Mister Pagliuca rilascia alcune dichiarazioni alla vigilia del match Sampdoria- Juve Stabia, valevole per la 8′ giornata di Campionato Serie BKT, in programma venerdì 4 ottobre alle ore 20:00 allo Stadio Ferraris.Nel pomeriggio di oggi, alle ore 14:30, presso la sala stampa del Romeo Menti si è tenuta la conferenza stampa di Mister Guido Pagliuca in vista della gara.

Le dichiarazioni di Mister Pagliuca sono state sintetizzate dalla redazione di Vivicentro.

ll fatto di giocare senza pubblico penso sia negativo per entrambe le squadre e molto depotenziante.

Il pubblico è l’essenza dello sport.Giocando in casa avremo di certo avuto un maggior sostegno. È una partita contro una squadra forte, contro una società e struttura forte, importante e possiamo dire anche storica.

Si può dire di giocare una partita Davide contro Golia.Nella vittoria contro il Pisa ciò che ha contraddistinto la nostra squadra e l’umiltà, la forza: questo è ciò che deve contraddistinguere la Juve stabia.

Serve voglia di fare, entusiasmo da vendere; quell’atteggiamento di competere contro l’avversario, nello scontro, nella scivolata, nel duello, nell’aiuto al compagno.

Per la formazione la scelta ricade su chi oggi, domani, sugli allenamenti che restano, dimostra di essere pronto, sia a livello sia a livello emotivo.

Non è ancora ben chiaro chi saranno gli 11 a scendere in campo.

L’allenamento di oggi è fondamentale: già ieri la maggior parte dei ragazzi si sono allenati intensamente.

Nella giornata di oggi capiremo quali ragazzi scenderanno in campo.Per Bellich e Andreoni proveremo a recuperarli per avere a disposizione nella rosa.”

https://youtu.be/4UjxapcsU5s

Ematologo Cavo: “In Italia 6mila diagnosi di mieloma multiplo all’anno”

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(Adnkronos) – "Il mieloma multiplo è un tumore del midollo osseo, più specificatamente dei linfociti e delle plasmacellule.Ha un'incidenza stimata in Italia leggermente inferiore alle 6mila nuove diagnosi all'anno, delle quali circa un terzo sono poste casualmente, in assenza di qualsiasi sintomo.

Nei pazienti con sintomatologia, la più frequente è riconducibile alla patologia scheletrica, che al momento della diagnosi interessa circa 2 terzi dei pazienti".Lo ha detto Michele Cavo, direttore dell'Istituto di ematologia 'L.

A.Seràgnoli', Irccs S.

Orsola-Malpighi, e professore di Ematologia all'Università degli Studi di Bologna, in occasione della conferenza stampa dedicata all'annuncio del via libera di Aifa alla rimborsabilità di selinexor, inibitore orale selettivo della proteina Xpo1, in associazione a bortezomib e desametasone per il trattamento di pazienti adulti con mieloma multiplo sottoposti ad almeno una terapia precedente. In passato il mieloma multiplo era una neoplasia con "una sopravvivenza media di circa 3 anni", ma nell'arco degli "ultimi vent'anni" la sopravvivenza "è di gran lunga aumentata.Questo è stato possibile – spiega Cavo – grazie alla disponibilità di nuove classi di farmaci, non chemioterapici, ma biologici.

Le classi di farmaci maggiormente utilizzate sono gli inibitori del proteasoma, gli immunomodulanti e gli anticorpi monoclonali.A ciascuna classe possono poi appartenere farmaci diversi che hanno un differente profilo di tossicità e, talora, hanno anche una differente efficacia rispetto al farmaco che li ha preceduti".

La terapia del mieloma "si è avvalsa della combinazione di questa classe di farmaci, che spesso hanno meccanismi d'azione sinergici tra di loro.E questo spiega perché i risultati siano stati così significativi in termini di miglioramento delle risposte alla terapia e di prolungamento della sopravvivenza – aggiunge l'esperto – Oggi parliamo di selinexor, un inibitore orale, una proteina di trasporto dal nucleo al citoplasma di altre proteine ed è il primo appartenente ad una nuova classe di farmaci.

Quindi tagliamo un traguardo estremamente importante in una malattia contrassegnata da fasi sequenziali di risposta, di ricaduta e di progressione, con acquisizione di una resistenza ai farmaci ai quali il paziente è stato precedentemente esposto".  "Disporre di una nuova classe di farmaci con un meccanismo di azione differente da quello delle altre classi rappresenta ovviamente per i pazienti con questa neoplasia una grande opportunità terapeutica, perché amplia ulteriormente quello che è già ad oggi un ventaglio abbastanza variegato di opzioni terapeutiche", conclude Cavo. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Muscaritoli (Sapienza): “Dimagrimento involontario spesso anticipa diagnosi cancro”

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(Adnkronos) – Perdita involontaria di peso e del tono muscolare, mancanza di appetito, irregolarità della funzione intestinale: "Sono tutti campanelli d'allarme che devono mettere in guardia il paziente e il proprio medico curante, perché questi segnali spesso anticipano di qualche mese la diagnosi della malattia oncologica.Dico questo perché molto spesso la perdita di peso per i pazienti oncologici è considerata un fatto ineluttabile.

Ma non è così.Non è ineluttabile e non è neanche normale come alcuni si sentono dire, è semplicemente molto frequente, a causa della patologia oncologica e dei trattamenti a cui si devono sottoporre.

Quindi è fondamentale intercettare questi segnali 'spia' in tempo".Lo ha detto all'Adnkronos Salute Maurizio Muscaritoli,
professore ordinario di medicina interna presso il Dipartimento di Medicina traslazionale di precisione dell'Università La Sapienza di Roma, in occasione del convegno 'Health to the Fullest – Al fianco dei pazienti tra prevenzione, innovazione e sostenibilità', promosso da Abbott oggi a Roma.

All'incontro, che si è tenuto nella sede dell'Acquario Romano, sono intervenuti i principali stakeholders della salute, tra rappresentati delle istituzioni e del mondo accademico. "La malnutrizione, cioè la perdita di peso involontaria nella maggior parte dei malati oncologici, è un problema rilevante – spiega Muscaritoli – anche se se ne parla troppo poco.Non c'è molta consapevolezza su quelle che sono le condizioni di questa perdita di peso, legata sia alla presenza della malattia, ma anche agli stessi trattamenti che possono interferire con la normale alimentazione o con l'assorbimento dei nutrienti".

Quindi il problema esiste, anche "se è diversamente rappresentato a seconda del tipo di tumore.Ci sono alcuni pazienti – sottolinea Muscaritoli – per esempio con tumore del tratto gastrointestinale, più soggetti a una forte perdita di peso e di massa muscolare rispetto ad altri malati oncologici.

Tuttavia, durante il corso delle chemioterapie, si può assistere ad una perdita di peso legata alla presenza di nausea, di sintomi che interferiscono con l'alimentazione normale". Nonostante la difficoltà di questi pazienti, "prevenire la perdita di peso e la perdita di massa muscolare, che significa poi perdita di capacità di svolgere anche le normali funzioni quotidiane, è possibile.A condizione – avverte lo specialista – che però aumenti la consapevolezza del problema all'interno della classe medica e degli operatori sanitari che si occupano della cura del malato oncologico.

Intercettare precocemente i meccanismi che interferiscono con l'alimentazione, e quindi determinano la perdita di peso, è fondamentale.Quindi è importante che il paziente oncologico venga preso in carico dal punto di vista metabolico e nutrizionale sin dal momento della diagnosi, in modo da poter iniziare una terapia nutrizionale che – anche con l'ausilio di alimenti a fini medici speciali scientificamente formulati per fornire energia, proteine e altri nutrienti come Omega3 o HMB – consenta al paziente di affrontare il percorso terapeutico in maniera ottimale", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, sottrae alimenti destinati a mensa detenuti: arrestato agente penitenziaria

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(Adnkronos) – Un agente della polizia penitenziaria è stato arrestato con l'accusa di peculato per essersi appropriato di derrate destinate, come vitto e sopravvitto, ai detenuti del carcere di Regina Coeli.  L'uomo, secondo quanto ricostruito dai pm del gruppo pubblica amministrazione della Procura di Roma che hanno chiesto e ottenuto la convalida dell'arresto eseguito dai carabinieri della compagnia di Trastevere, come addetto alla vigilanza delle fasi di carico e scarico, e quindi avendo la disponibilità quotidiana della merce custodita nel magazzino, si è appropriato di beni alimentari provenienti dalla ditta aggiudicatrice facendoli scaricare nella propria auto da un trasportatore.  Derrate, tra numerose confezioni di tonno, formaggio, mortadella, bevande e olio, per un valore di mille euro che sarebbero state poi rivendute a titolari di bar e negozi.Il giudice, dopo l'udienza di questa mattina, oltre a convalidare l'arresto ha disposto per l'agente della polizia penitenziaria l'obbligo di dimora e la sospensione dal servizio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, Consoli (Eudf Italia): “4 mln con diabete ma è inaccettabile disparità cure tra regioni “

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(Adnkronos) – "Oggi sono circa 4 milioni gli italiani con diabete.Per questi pazienti la tecnologia in tutte le sue forme è un grande ausilio per far sì che possano vivere una vita il più possibile uguale a quella delle persone senza diabete.

Tra queste tecnologie, per esempio, abbiamo il monitoraggio in continuo della glicemia, e tutte quelle possibilità di formazione di rete telematiche che mettano in connessione il paziente e gli operatori che intorno ad esso ruotano, in maniera che l'assistenza sia il più possibile integrata.Tuttavia per un paziente di Crotone il trattamento è diverso rispetto ad un diabetico di Cravelcore".

Così all'Adnkronos Salute Agostino Consoli, coordinatore dell'European Diabetes Forum (Eudf) per l'Italia, in occasione del convegno 'Health to the Fullest – Al fianco dei pazienti tra prevenzione, innovazione e sostenibilità', promosso da Abbott oggi a Roma.
 "Il diabete è un'emergenza sanitaria, non solo nel nostro Paese.Per questo motivo, come Forum europeo per il diabete – spiega Consoli – abbiamo presentato un documento di impegno ai candidati al Parlamento europeo, affinché una volta eletti portassero in Europa quelle politiche necessarie a fronteggiare quella che è un'emergenza sanitaria in Italia come in Europa, una malattia con un peso sociale ed economico enorme".

Questo documento "ha, tra le altre cose, al centro un call, un richiamo alla equità delle cure.Tutte le persone con diabete devono infatti avere accesso alle cure più moderne e migliori in maniera equa e omogenea.

In Italia, purtroppo, abbiamo enormi disparità di trattamento tra le diverse regioni.E' diverso se nasco a Crotone o nasco a Crevalcore.

E non necessariamente è meglio nascere a Crevalcore, ma è diverso e bisogna che sia uguale".  Le persone "che trattiamo con insulina hanno bisogno di monitorare molto frequentemente, possibilmente in continuo, la loro glicemia.Solo in poche regioni d'Italia gli apparecchi per la misurazione in continuo della glicemia, i sensori, sono disponibili gratuitamente a tutte le persone che si trattano con insulina.

E questa è una cosa che deve essere superata", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Michael Schumacher per la prima volta in pubblico dopo 11 anni?

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(Adnkronos) –
Michael Schumacher sarebbe apparso in pubblico per la prima volta da quando nel dicembre 2013 rimase gravemente ferito in un incidente su una pista da sci a Méribel.E' quanto riportano i media tedeschi, nonostante non ci siano video e foto a testimoniare l'evento, né dichiarazioni in merito da parte della famiglia Schumacher.  L'occasione era molto speciale: il matrimonio della primogenita del pilota, Gina Maria, nella villa di famiglia a Maiorca.

Una cerimonia e una festa blindatissima: la stampa tedesca riporta che, proprio per tutelare la privacy dell'ex pilota, agli ospiti sia stato vietato di accedere con smartphone e dispositivi in grado di filmare o scattare fotografie.  Da quando, nel 2014, Schumacher uscì dal coma e tornò a casa, sua moglie Corinna ha impedito l'accesso a chiunque non fosse più che fidato.Ecco perché da allora quasi nessuno ha più visto il campione di Formula 1 e non si hanno notizie ufficiali sul suo stato di salute.

Sempre secondo la stampa tedesca, a questo esiguo numero di persone è stata in questi giorni aggiunta la modella danese Laila Hasanovic, fidanzata di Mick Schumacher, secondogenitori di Michael e Corinna.Sembra che anche il giovane pilota si sposerà a breve.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Uniformi (Conaf): “A garanzia società chi svolge attività sia iscritto a ordine”

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(Adnkronos) – "Diamo la massima disponibilità a collaborare con il Consiglio nazionale degli ingegneri.E' importante sottolineare che, a garanzia della società, chi svolge attività professionali in qualsiasi ambito e con qualsiasi titolo è fondamentale sia iscritto a un ordine professionale".  A dirlo il presidente de Consiglio dell'Ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali (Conaf), Mauro Uniformi, intervenendo al 68° Congresso nazionale degli ingegneri d'Italia, in corso a Siena.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Orlandi (chimici-fisici): “Governare cambiamento utile per tessuto economico e sociale”

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(Adnkronos) – "Le svolte richiedono un processo e la scelta va fatta in piena consapevolezza con un'analisi delle informazioni e dei dati.Tutti i professionisti sono chiamati a fare delle scelte che comportano dei cambiamenti.

Da qui l'importanza della professionalità, della competenza e della collaborazione tra i diversi ordini per governare il cambiamento che sia utile al tessuto economico e sociale e che sia utile alla salute e all'ambiente".A dirlo Nausicaa Orlandi, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei chimici e dei fisici, intervenendo in videocollegamento al 68° Congresso nazionale degli ingegneri d'Italia, in corso a Siena.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biscaro (geometri): “Sostenibilità necessità che parte da sensibilità professionisti progettisti”

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(Adnkronos) – "All'interno della modifica del Pnrr che è stata presentata alla Comunità europea sono stati inseriti dei criteri che ci fanno pensare che la sostenibilità ambientale è ormai diventata una necessità che deve partire da una sensibilità dei professionisti progettisti.Noi quindi non dobbiamo imporre il cambiamento ma dobbiamo governarlo, cogliendo le opportunità che ci sta dando il mercato, dal punto di vista lavorativo e nell'ottica di far crescere la società".

A dirlo Paolo Biscaro, presidente del Consiglio nazionale geometri e geometri laureati, intervenendo al 68° Congresso nazionale degli ingegneri d'Italia, in corso a Siena.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, Saia (Gise): “Malattie cuore prima causa morte ma cure non omogenee per tutti”

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(Adnkronos) – Le patologie cardiovascolari con 217mila decessi all'anno (dati Istituto superiore di sanità) rappresentano la prima causa di morte in Italia. "Tuttavia, l'accesso alle cure per questi pazienti sul territorio nazionale purtroppo non è omogeneo".Così all'Adnkronos Salute il presidente della Società italiana di cardiologia interventistica (Sici-Gise), Francesco Saia, in occasione del dibattito 'Health to the Fullest – Al fianco dei pazienti tra prevenzione, innovazione e sostenibilità', promosso da Abbott oggi a Roma.

All'incontro, che si è tenuto nella sede dell'Acquario Romano, sono intervenuti i principali stakeholders della salute, tra rappresentati delle istituzioni e del mondo accademico.Tra i temi affrontati 'L'importanza di una salute accessibile' tra prevenzione, percorso del paziente, approccio multidisciplinare, efficientamento delle risorse, tecnologia e innovazione; e 'Le Best Practice e le nuove sfide' che attendono il Ssn.  "Sono ancora molti i bisogni insoddisfatti dei pazienti – spiega Saia che è anche responsabile della Cardiologia interventistica dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna – anche in un panorama di offerta terapeutica di alto livello come la nostra.

Alcune patologie, nell'ottica di una terapia ritagliata sul paziente, necessitano di strumentazioni di un certo tipo, tra cui alcuni device, il cui acquisto è però molto vincolato perché rappresentano una voce di spesa pesante.Spesa che va giustamente tenuta sotto controllo.

Il problema, però, è che dobbiamo riuscire come clinici, insieme agli amministratori e ai politici, a governare l'introduzione e l'implementazione di questi strumenti e gestirne la sostenibilità perché solo questo ci può permettere di fare delle diagnosi molto accurate e quindi di instaurare delle terapie personalizzate". Sul fronte delle cure "abbiamo registrato in diverse occasioni delle disparità della diffusione delle più moderne tecniche e tecnologie per il trattamento di questi pazienti sul territorio nazionale – sottolinea Saia – Certamente è importantissimo garantire equità di accesso a tutti".Come Gise "lavoriamo su quelle che sono attualmente le barriere che impediscono che ciò si verifichi.

Gli interventi possibili sono tanti a diversi livelli e sicuramente la chiave per risolvere la maggior parte dei problemi è quella di avere una interlocuzione tra i professionisti e le istituzioni che sia continua e vada ad affrontare tutti i possibili problemi che impediscono attualmente l'omogeneità di cura, dal tracciamento mediante codifica appropriata, ai rimborsi, alle valutazioni di qualità delle cure", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bencini (Menarini): “Orgogliosi per impegno in R&S in onco-ematologia”

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(Adnkronos) – "Come Gruppo Menarini siamo orgogliosi di aver intrapreso questo percorso di impegno nella ricerca e nello sviluppo di farmaci in ambito onco-ematologico.Oggi siamo qui per condividere la recente approvazione da parte dell'Agenzia italiana del farmaco di una nuova molecola first in class per il trattamento del mieloma multiplo: selinexor, inibitore orale selettivo della proteina Xpo1, che ha ricevuto l'approvazione per ben due indicazioni: una nelle linee precoci di trattamento, in associazione con desametasone e bortezomib, in pazienti recidivanti che abbiano già ricevuto una terapia in precedenza, e una in pazienti penta-refractory in associazione al solo desametasone".

Sono le parole di Nicola Bencini, General Manager di Menarini Stemline Italia, in occasione della conferenza stampa dedicata alle nuove prospettive terapeutiche per i tumori del sangue tenutasi a Milano. Ad affiancare la novità relativa al via libera di Aifa alla rimborsabilità di selinexor in associazione con desametasone e bortezomib nel mieloma multiplo recidivante, c'è quella che riguarda la prima terapia specifica per la neoplasia a cellule dendritiche plasmacitoidi blastiche.Si tratta di tagraxofusp, che nella pratica clinica di real life ha dimostrato un’efficacia addirittura superiore a quella rilevata nel corso degli studi clinici. "Tagraxofusp è un inibitore di Cd123 – continua Bencini – che ha ricevuto l'approvazione l'anno scorso per i pazienti affetti da neoplasia a cellule dendritiche plasmacitoidi blastiche, una malattia orfana e letale, che ha bisogno di un approccio multidisciplinare.

Tagraxofusp rappresenta in questo senso una innovazione terapeutica in più per i pazienti, nel tentativo di essere ricondotti a una condizione di trapianto".  "Tutto ciò è stato reso possibile grazie a una stretta collaborazione con l'eccellenza dell'ematologia italiana – conclude Bencini – con l'accademia e l'università.I prossimi passi sicuramente andranno in questa direzione, cercando di portare quanta più innovazione possibile per pazienti affetti da tumori del sangue". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ok Aifa a nuova terapia mirata che cambia pratica clinica mieloma multiplo

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(Adnkronos) – Una nuova terapia mirata cambia la pratica clinica nella cura dei pazienti colpiti da mieloma multiplo alla prima ricaduta.L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di selinexor, inibitore orale selettivo della proteina Xpo1, in associazione a bortezomib e desametasone per il trattamento di pazienti adulti con mieloma multiplo sottoposti ad almeno una terapia precedente.

Come evidenziato nello studio Boston – riporta una nota – la nuova 'tripletta' di farmaci ha dimostrato, nei pazienti alla prima recidiva, una sopravvivenza libera da progressione mediana di 21 mesi rispetto a 10,7 mesi con la 'doppietta' costituita da bortezomib più desametasone.La riduzione del rischio di progressione o morte è stata del 38%.  L'innovazione rappresentata dalla medicina personalizzata permette di disporre di una terapia mirata, tagraxofusp, anche nella neoplasia a cellule dendritiche plasmacitoidi blastiche (Bpdcn), un tumore del sangue raro e aggressivo con prognosi severa.

Tagraxofusp è la prima e unica terapia mirata specifica per questa patologia, indicata per il trattamento di prima linea.Le nuove prospettive nella cura delle due neoplasie ematologiche sono approfondite oggi in una conferenza stampa a Milano, promossa da Menarini Stemline Italia.  Ogni anno, nel nostro Paese, sono stimati circa 5.800 nuovi casi di mieloma multiplo. "E' un tumore del sangue che ha origine nel midollo osseo.

E' una malattia tipica dell'anziano, l'età media alla diagnosi è pari infatti a circa 70 anni – spiega Michele Cavo, direttore dell'Istituto di Ematologia 'L.A.

Seràgnoli', Irccs S.Orsola-Malpighi, Università degli Studi di Bologna e professore ordinario di Ematologia presso la stessa università – Nonostante l'introduzione, negli ultimi 20 anni, di nuove classi di farmaci che hanno significativamente migliorato la durata della sopravvivenza, la maggior parte dei pazienti presenta durante la storia della malattia una o più recidive, con necessità di potere disporre di terapie innovative".

In particolare, lo standard di cura in prima linea per i pazienti non eleggibili al trapianto è costituito dalla combinazione di daratumumab, lenalidomide e desametasone.L'introduzione di questa tripletta nella prima linea di trattamento – ricorda la nota – ha migliorato significativamente i risultati, ma vi sono ancora bisogni clinici insoddisfatti per le persone alla prima recidiva.

Si stima che nel 2024 in Italia 310 pazienti recidiveranno da questo regime.E aumenteranno negli anni successivi, fino a 807 nel 2028, con un tasso di crescita annuale costante del 27%. "Lo studio Boston – riferisce Cavo – è un trial multicentrico internazionale di fase 3, che ha arruolato 402 pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario.

Selinexor è il capostipite di una nuova classe di farmaci, gli inibitori della proteina di esportazione nucleare 1, Xpo1.Ha un meccanismo d'azione unico che induce l'apoptosi, cioè la morte programmata, nelle cellule mielomatose.

In una sottoanalisi dello studio Boston, pubblicata in letteratura, selinexor in associazione a bortezomib e desametasone si è dimostrato più efficace rispetto a bortezomib più desametasone, migliorando di oltre 10 mesi la sopravvivenza libera da progressione mediana e i tassi di risposta nei pazienti alla prima recidiva.Da evidenziare anche i vantaggi in termini di qualità di vita dei pazienti, grazie alla somministrazione monosettimanale di bortezomib, con una riduzione degli accessi in ospedale per ricevere la terapia.

I benefici della nuova combinazione sono ulteriormente amplificati se si considerano i pazienti recidivati o refrattari non trattati in precedenza con inibitori del proteasoma, in cui è stata evidenziata una sopravvivenza libera da progressione mediana di 29,5 mesi rispetto a 9,7, con un miglioramento di circa 20 mesi.Questi dati sono molto importanti nel contesto della seconda linea di terapia, perché attualmente la popolazione in prima linea non candidata per un trapianto autologo è rappresentata prevalentemente da pazienti non trattati con un inibitore del proteasoma" "Un'ulteriore analisi di sottogruppo dello studio Boston – prosegue Cavo – ha riguardato pazienti refrattari a lenalidomide, una popolazione difficile da trattare e in continuo aumento nella pratica clinica.

I risultati hanno evidenziato un miglioramento significativo di circa 8 mesi della sopravvivenza globale mediana e di 3 mesi della sopravvivenza libera da progressione mediana, con un rischio di progressione o di morte quasi dimezzato.Per questi pazienti e, in particolare, per i doppio-refrattari a lenalidomide e daratumumab, le opzioni di trattamento sono limitate ed è fondamentale avere nuove alternative efficaci e maneggevoli, che rispondano ai bisogni di una popolazione anziana e difficile da trattare". Aifa – riporta la nota – ha inoltre approvato la rimborsabilità di selinexor, in associazione a desametasone, per il trattamento del mieloma multiplo in pazienti sottoposti ad almeno 4 terapie precedenti e la cui malattia è refrattaria ad almeno 2 inibitori del proteasoma, a 2 agenti immunomodulatori e a un anticorpo monoclonale anti-CD38, che abbiano dimostrato progressione di malattia durante l'ultima terapia. "Ad oggi – evidenzia Cavo – questa associazione rappresenta l'unica opzione disponibile nella quinta linea di terapia, cioè in una popolazione pesantemente pretrattata e fragile.

Nello studio Storm, selinexor in associazione a desametasone ha evidenziato un tasso di risposte obiettive pari al 26% e una percentuale di risposte di qualità del 7%.La sopravvivenza libera da progressione mediana è stata di 3,7 mesi, con una sopravvivenza globale di 8,6 mesi".  La medicina personalizzata fa segnare progressi anche in una patologia molto rara e aggressiva come la neoplasia a cellule dendritiche plasmacitoidi blastiche (Bpdcn), per cui per la prima volta è disponibile una terapia specifica, tagraxofusp. "La Bpdcn è un tumore del sangue con una prognosi severa, caratterizzato dalla iperespressione dell'antigene Cd123 – descrive Adriano Venditti, direttore di Ematologia all'Università di Roma Tor Vergata – La malattia, in circa il 90% dei casi, si presenta all'esordio con lesioni cutanee, di colore scuro, multiple e infiltranti.

E' una patologia ancora poco conosciuta, da qui il frequente ritardo diagnostico, che può arrivare fino a 6 mesi.Tempi di latenza che, in una patologia così aggressiva, si traducono in un peggioramento dei sintomi.

Nel suo decorso, la malattia può interessare il midollo osseo, il sistema nervoso centrale, il fegato, la milza e i linfonodi, diventando così una patologia sistemica.Solo un team multidisciplinare, in cui vi siano necessariamente l'onco-ematologo, il dermatologo, l'anatomopatologo e il radiologo, può garantire la corretta e tempestiva diagnosi e gestione della patologia".

Storicamente, la sopravvivenza media è di 8-14 mesi.  "La malattia ha un'incidenza molto bassa, sono circa 40 i nuovi casi all'anno in Italia – precisa Venditti – Finora non esisteva una terapia specifica e i risultati ottenuti con i regimi chemioterapici utilizzati per i linfomi o le leucemie erano scoraggianti.Tagraxofusp è una terapia mirata, capostipite di una nuova classe di farmaci, che agisce in maniera selettiva contro la proteina Cd123, altamente espressa sulle cellule della Bpdcn e in altre malattie di derivazione mieloide.

Nello studio registrativo il farmaco ha ottenuto una risposta complessiva del 75%, con un tasso di risposte complete del 57%.Circa la metà dei pazienti con risposta completa è stata sottoposta con successo al trapianto di cellule staminali ematopoietiche, che resta l'unica strategia curativa". "In sperimentazioni real life, che rispecchiano la pratica clinica quotidiana, il farmaco ha evidenziato un'efficacia addirittura superiore a quella riportata nello studio registrativo – rimarca Venditti – Conferme arrivano in particolare dall'Expanded Access Program condotto a livello europeo e che ha avuto nell'Italia uno dei principali arruolatori.

Si è osservato un tasso di risposta complessiva dell'89%, con un tasso di risposte complete pari al 67%.Metà dei pazienti in risposta completa è riuscita ad andare al trapianto.

Coniugare la specificità del trattamento a un'ottima tollerabilità in una patologia così rara e aggressiva è un risultato molto importante dell’innovazione.Tagraxofusp rappresenta lo standard di trattamento per i pazienti di nuova diagnosi, sia come strategia 'ponte' verso il trapianto nei pazienti eleggibili sia come terapia di mantenimento nei pazienti non trapiantabili per età e comorbilità".

A marzo 2023, Aifa ha approvato la rimborsabilità di tagraxofusp come monoterapia per il trattamento di prima linea di pazienti colpiti da Bpdcn.L'Italia è stato il secondo Paese in Europa a rendere disponibile il farmaco, dopo la Germania. "Le associazioni sono impegnate nel migliorare il percorso verso una diagnosi tempestiva della Bpdcn, anche attraverso momenti di incontro tra ematologi, dermatologi e medici di famiglia per aumentare la consapevolezza sulla malattia – afferma Felice Bombaci, coordinatore nazionale Gruppi pazienti Ail Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma – Inoltre, è importante indirizzare i pazienti colpiti da una patologia molto rara come la Bpdcn ai centri di riferimento.

Oggi, grazie alla nuova terapia mirata, un maggior numero di persone può essere candidato al trapianto".  L'innovazione "sta cambiando profondamente anche la cura del mieloma multiplo – osserva Bombaci – L'impatto emotivo della diagnosi di una malattia ematologica è devastante non solo per i pazienti, ma per tutta la famiglia.La reazione più comune è un senso di profonda angoscia e preoccupazione, che si attenuano all'ottenimento della remissione completa.

Resta, però, l'incertezza che la malattia si ripresenti.Da qui l'importanza di nuove opzioni efficaci per i pazienti subito dopo la prima ricaduta".  "Siamo orgogliosi di portare una nuova opzione terapeutica ai pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario – conclude Nicola Bencini, General Manager di Menarini Stemline Italia – L'approvazione della rimborsabilità di selinexor nel mieloma multiplo, a partire dalla seconda linea, è un risultato decisivo per la comunità scientifica e per i pazienti.

Lavoriamo ogni giorno per rendere disponibili trattamenti sempre più mirati, efficaci e con il miglior profilo di tollerabilità possibile.Il nostro impegno è sviluppare terapie innovative in campo oncologico ed ematologico in grado di migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti, anche in malattie molto rare come la Bpdcn". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Professioni, Cni: “+60% reddito professionale medio ingegneri iscritti a Inarcassa”

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(Adnkronos) – Nel periodo 2021-2023, il comparto edile ha ripreso a crescere a ritmi sostenuti e questo ha generato una crescita marcata per un numero elevato di studi professionali.La spinta alla crescita è stata talmente evidente che nel medesimo periodo è aumentato di oltre un punto e mezzo percentuale il peso del valore aggiunto del settore delle costruzioni, a fronte di un arretramento o stabilità del valore aggiunto degli altri comparti.

Tra il 2019 ed il 2023 il reddito professionale medio degli ingegneri iscritti ad Inarcassa è aumentato del 60%.E’ quanto rileva il Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, in uno studio reso noto oggi in occasione del 68° Congresso nazionale di categoria.  Il 2021, in particolare, è stato per gli ingegneri che operano in via esclusiva come liberi professionisti, un anno di svolta, per l’uscita da condizioni di reddito per lungo tempo stagnanti.

Nel 2021 il reddito professionale medio degli ingegneri iscritti ad Inarcassa è passato infatti da 34.775 euro annui dell’anno precedente, a 44.459 euro, con un incremento del 28%.Ma il vero salto si è verificato nel 2022 con un reddito medio, contabilizzato da Inarcassa, di 54.000 euro.

Per il 2023 si stima un reddito medio di 56.700 euro.  Sebbene i dati di Inarcassa mettano in evidenza come la crescita reddituale più sostenuta abbia riguardato soprattutto gli architetti rispetto agli ingegneri, questi ultimi registrano ancora un reddito, in valore assoluto, ancora notevolmente superiore rispetto ai primi.Nello specifico, il reddito medio degli ingegneri pari a poco più di 54.000 euro annui a fronte di 33.600 euro annui registrati dagli architetti.

E’ comunque il fatturato che dà la misura del peso crescente dei servizi di ingegneria nel sistema economico complessivo e della inequivocabile crescita in atto.Dai 3,5 miliardi di euro di fatturato complessivo rilevato nel 2019 tra gli ingegneri iscritti ad Inarcassa si è passati a 4,8 miliardi di euro nel 2023 (+37%).

Parallelamente dai 2,6 miliardi di euro del 2019 rilevato tra gli architetti liberi professionisti si è passati a 3,3 miliardi nel 2023 (+25%). Se si allarga ancora di più lo sguardo, ingegneri, architetti e società di ingegneria operanti nel comparto SIA hanno registrato un giro d’affari passato da 7,9 miliardi di euro, nel 2020, a ben 10,9 miliardi di euro nel 2021 e si stima abbia raggiunto 13,5 miliardi nel 2023.Tra il 2020, anno della crisi, ed oggi si stima dunque un incremento del volume d’affari per i professionisti del comparto SIA del 71%, con valori mai registrati in precedenza.

Se infine si considerano, oltre agli architetti ed agli ingegneri, altri professionisti che operano nel comparto dei Servizi di Ingegneria ed Architettura (geometri, geologi e periti industriali), il fatturato complessivo stimato per questo sistema di professionisti è pari a 17,2 miliardi nel 2023. Già per il 2023 e poi per gli anni successivi, la crescita del fatturato e del reddito professionale è stimata in progressiva riduzione, sostanzialmente per venir meno dei cospicui finanziamenti collegati ai c.d.Superbonus.

Non si prevede però nel breve e nel medio periodo uno scenario critico, ma piuttosto il consolidamento delle posizioni acquisite negli ultimi anni anche grazie alla presenza dei finanziamenti legati al Pnrr. Sebbene in modo non uniforme l’incremento del reddito professionale medio degli ingegneri (+60% tra il 2029 ed il 2023) e del fatturato complessivo del settore è stato consistente, a livelli mai visti precedentemente.Occorre chiedersi se l’insieme dei professionisti dell’ingegneria, sarà in grado di approfittare di tale fase espansiva e procedere ad una sorta di ristrutturazione del sistema complessivo di appartenenza.  Questo ciclo caratterizzato da maggiori redditi porterà per esempio ad un rafforzamento e ad una crescita dimensionale degli organismi professionali?

Sarà l’occasione per il ritorno ad un rapido inserimento delle nuove generazioni di professionisti nel settore?Garantirà un corretto passaggio generazionale e l’abbassamento dell’età media degli iscritti all’Albo?

Sarà l’occasione per la creazione di organismi professionali multispecialistici, in cui siano presenti competenze diverse? La sensazione è che la fine di un lungo ciclo recessivo e la fase espansiva di cui hanno decisamente beneficiato finora gli ingegneri abbia innescato delle dinamiche di trasformazione nell’organizzazione di molti studi professionali.Molti organismi professionali che operano nel comparto edile-civile sono tornati ad esprimere una domanda di giovani professionisti precedentemente inesistente.

Molti studi professionali non riescono a reperire le figure necessarie per portare avanti le attività di progettazione e direzione dei lavori.Egualmente in molti casi, per forza di cose, la dimensione media degli studi professionali è aumentata.

Occorre capire se questo rafforzamento strutturale sta avendo luogo solo a macchia di leopardo o se è l’inizio di una fase capace di trasformare il volto e la struttura dell’ingegneria italiana.  Si tratta peraltro di un cambiamento che va governato e che pertanto andrebbe meglio compreso e che chiama in causa in primis il Cni ed il Centro Studi del Cni.attraverso i molti dati oggi disponibili è possibile ricostruire un quadro complesso, le cui sfumature vanno interpretate.

Ed è questa una delle sfide più immediate per l’intero sistema ordinistico. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Louis Vuitton Cup, Britannia batte Luna Rossa: finale ora è 5-4

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(Adnkronos) – Ineos Britannia si aggiudica oggi la nona regata di Louis Vuitton Cup battendo Luna Rossa con un distacco di 23" e portandosi sul 5-4 nella finale che sceglierà lo sfidante di New Zealand nell'America's Cup.  Vento costante e nei limiti, mare con onda corta che rende complicato mantenersi sui foil, e Britannia con un fiocco lievemente più grande di quello di Luna Rossa.Le barche partono praticamente insieme ma su mure e rotte diverse, con Britannia sul lato sinistro e Luna Rossa sul destro.

Nel secondo incrocio del primo lato Britannia passa in testa, le distanze sono comunque minime, meno di 50 metri di gap.Alla prima virata, quasi contestuale, temporaneo vantaggio italiano, presto recuperato da Ineos.  Nella seconda boa il margine britannico cresce a 12", la distanza arriva a 150 metri.

Terza boa: 9" di vantaggio britannico e conseguente riduzione di distanza tra le due barche.Quarta boa: 7" di vantaggio Britannia, ma nel successivo quinto lato Luna Rossa tocca brevemente con lo scafo e lo svantaggio aumenta superando i 300 metri verso il giro di boa.

Sono 15 i secondi di vantaggio per Britannia sul sesto lato, alla boa successiva diventano 18 all'inizio dell'ultimo lato di bolina.Ultima boa: 13" di distacco, Britannia gestisce il vantaggio e si impone.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Donna solo 17,2% totale iscritti ordine ingegneri ma numero in aumento

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(Adnkronos) – Le donne attualmente iscritte all’Albo degli ingegneri sono ancora il 17,2% del totale, un numero in aumento (nel 2019 erano il 15,3% e a metà dello scorso decennio erano il 9%), ma ancora minoritario.Lo stesso dicasi per i soli ingegneri iscritti ad Inarcassa (82.484) che esercitano quindi invia esclusiva la libera professione, dei quali il 15,6% è donna.

E’ quanto rileva il Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, in uno studio reso noto oggi in occasione del 68° Congresso nazionale di categoria. Anche tra gli ingegneri si assiste al doppio fenomeno dell’incremento dell’età media di chi opera all’interno del sistema ordinistico e della presenza ormai di una larga maggioranza di ultracinquantenni.L’età media degli iscritti all’albo professionale è passata da 49,8 anni nel 2018 a 52,1 anni nel 2024.

Tra gli iscritti, i più giovani, fino a 35 anni, rappresentano appena l’11,6% del totale degli iscritti.Ma anche se si sale un po’ d’età la situazione non cambia: gli iscritti all’Albo tra i 25 ed i 40 anni d’età rappresentano appena il 22,5% del totale.

In sostanza il 65% degli iscritti attualmente ha più di 45 anni, con una presenza estremamente elevata di ultracinquantenni.Lo stesso dicasi per li ingegneri iscritti ad Inarcassa, quindi per coloro che esercitano in via esclusiva la libera professione: nel 2023 oltre il 60% si pone nella classe '46 anni e oltre' ed il 45.3% è costituito, più precisamente, da ultracinquantenni. E’ verosimile pensare, pertanto, che nei prossimi anni si accentuerà l’impiego e la permanenza nel mercato del lavoro di persone adulte, determinando un divario forte tra chi ha già accresciuto le proprie competenze e specializzazione sul campo e chi accede per la prima volta nel mercato del lavoro e necessita di un graduale percorso formativo sul campo.

Lo “scambio di competenze” a livello intergenerazionale sarà una questione rilevante nei prossimi anni, e riguarderà probabilmente in eguale misura ed in modo molto esteso sia chi opera nel lavoro dipendente che in quello autonomo.Diviene inoltre sempre più evidente il gender gap, non solo in termini di trattamento retributivo.

Il tasso di occupazione femminile sebbene in crescita resta uno dei più bassi in Europa ed ovunque (non solo in Italia) il gender pay gap non sembra attenuarsi.Anche nella libera professione tale problema resta particolarmente evidente ed e sufficientemente richiamare il settore dell’ingegneria nel quale, secondo i più recenti dati di Inarcassa, ad un reddito medio di oltre 58.000 euro per gli uomini, nel 2022, corrisponde un reddito medio di 32.000 euro per le donne ingegnere (pari al 55% del reddito medio degli uomini ).

Le sperequazioni tra uomini e donne che operano nella libera professione nel campo dell’ingegneria si accentuano ovviamente se i dati sul reddito medio vengono disaggregati per classe d’età degli iscritti ad Inarcassa e per area geografica. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner battuto da Alcaraz in finale Pechino, quanto guadagna oggi Jannik

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(Adnkronos) – Jannik Sinner sconfitto in finale nel torneo Atp di Pechino da Carlos Alcaraz.Il k.o.

non mette in dubbio il primato dell'azzurro nel ranking Atp: primo posto saldissimo in classifica con circa 4000 punti di vantaggio proprio sull'iberico, nuovo numero 2 del mondo. La prima sconfitta in finale dopo 6 vittorie stagionali – Australian Open, Rotterdam, Miami, Halle, Cincinnati e US Open – è un po' meno amara per il premio di consolazione da 374.340 dollari.Il numero 1 del mondo arriva a 10,93 milioni di dollari di premi conquistati nel 2024.

Il prize money totale della carriera diventa di 28 milioni di dollari. Il calendario della fase finale del 2024 per Sinner prevede ora il Masters 1000 di Shanghai (montepremi 8,9 milioni di dollari, al vincitore 1,09 milioni), il Masters 1000 di Parigi Bercy (montepremi 6,6 milioni di dollari, al vincitore 914mila) e le Atp Finals di Torino (montepremi 15,25 milioni, al vincitore 2,2 milioni). —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Professioni, Cni: “Difficile reperire ingegneri ma numero laureati iscritti albo è ridotto”

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(Adnkronos) – Per molti studi professionali si è presentata negli ultimi due anni la difficoltà a reperire un numero sufficiente di ingegneri per far fronte all’incremento di volume delle commesse.Si è dunque ribaltata la situazione precedente, caratterizzata da molti studi professionali con poco lavoro.

Occorre chiedersi sin da ora se questo fenomeno di crescita dei redditi sia solo transitorio e, soprattutto occorre chiedersi se esso è stato l’occasione per molti professionisti di riorganizzarsi, di crescere in termini dimensionali e di rafforzare il proprio potere di mercato.E’ quanto rileva il Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, in uno studio reso noto oggi in occasione del 68° Congresso nazionale di categoria.  Dall’altro lato il sistema ordinistico non sembra avere sostanzialmente beneficiato di questo cambio di passo.

Sebbene il contesto economico sia mutato, il numero di laureti che decide di sostenere l’esame di Stato resta esiguo ed ancora più ridotto è il numero di coloro che decidono di iscriversi all’Albo professionale.Negli ultimi 5 anni mediamente solo il 10% dei laureati ha proceduto all’iscrizione all’Albo.

L’incremento marginale degli iscritti è dunque sempre più ridotto e non si intravede un vero ricambio generazionale.Il 65% degli iscritti all’albo degli ingegneri ha più di 45 anni.

Nel medio periodo peserà, verosimilmente, anche il fatto che l’incremento marginale dei laureati nel settore civile ambientale è decrescente, mentre aumentano progressivamente i laureati in ambiti come quello gestionale, biomedico e clinico ed informatico.  In sostanza si riduce progressivamente la platea di ingegneri a cui l’Albo professionale si è sempre rivolto e aumenta la platea di ingegneri per i quali al momento l’iscrizione all’Albo assume minore rilievo per poter operare nel mercato del lavoro.Permane inoltre, in forma più accentuata che nel resto delle forze lavoro, la differenza di genere.

Sebbene in progressivo aumento, le donne iscritte all’Albo degli Ingegneri sono ancora una minoranza, ovvero il 17% del totale.Tra chi esercita la libera professione (quindi tra gli iscritti ad Inarcassa), le donne ingegnere sono il 15% ed il loro reddito medio annuo è appena il 60% di quello degli uomini. Per il Centro studi Cni è sufficiente osservare le più recenti dinamiche del mercato del lavoro per capire come il settore dell’ingegneria sia sottoposto a cambi di traiettoria profondi che il sistema ordinistico deve meglio focalizzare e soprattutto interpretare.

Negli ultimi anni si è consolidato il gap tra domanda delle imprese e offerta di competenze e figure operanti nell’ingegneria.Vi è ormai una carenza preoccupante di ingegneri, rispetto alle offerte di lavoro, che è nell’ordine delle migliaia di unità all’anno, nonostante il numero di laureati sia in aumento.

Nella grande maggioranza dei casi non sono le competenze ad essere considerate insufficienti dai datori di lavoro, ma la mancanza di candidati.A questo si aggiunge che le figure maggiormente richieste sono quelle che operano nell’ambito dell’ingegneria dell’Informazione e dell’Ingegneria industriale e nel futuro si prevede che le stesse competenze richieste in ambito ingegneristico saranno sostanzialmente differenti da quelle attuali.  Le disparità di genere colpiscono l’ingegneria nella stessa misura degli altri settori produttivi e sono il segnale di una ‘strutturale’ carenza di strumenti di welfare che non consentono, nel nostro Paese, di alleggerire il peso delle cure parentali che grava prevalentemente sulle donne e che non consentono ad esse una efficace conciliazione dei tempi lavoro-famiglia.

Sullo studio e sulla proposta di strumenti di welfare e di lotta alle disparità di genere le strutture di rappresentanza dei professionisti hanno un lungo percorso da compiere, perché i dati sono inequivocabili.  Vi è un messaggio importante e forte che emerge dai dati oggi disponibili, ovvero che il sistema ordinistico deve essere in grado di parlare e attrarre le nuove generazioni di ingegneri e le ‘nuove’ ingegnerie.Deve essere in grado di rappresentare e di combattere le disparità di genere, deve creare un migliore collegamento con il sistema universitario, favorendo l’inserimento dei professionisti nel mercato del lavoro.

Questo significa anche imparare a comprendere meglio le esigenze e le aspirazioni dei professionisti, il quadro generale in cui essi si collocano e trovare una capacità di rappresentanza degli interessi che operi su un percorso nuovo e con un linguaggio efficace. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)