Mardaman
Ph:Peter Pfälzner, Universität Tübingen
Archeologia Cultura

Tradotte le tavolette che indicherebbero il luogo della città perduta di Mardaman

La città perduta di Mardaman

Durante il 2017, alcuni archeologi dell’Università  di Tubinga, in Germania, scoprirono delle tavolette a Bassetki, nella regione del Kurdistan in Iraq.

Già nel 2013 furono fa

tti alcuni ritrovamenti sporadici nell’area, senza però capire di che insediamento si trattasse (negli anni ’60 fu riportata alla luce una statua di un individuo priva di vesti). Solo lo scorso anno, sono state riportate alla luce le 92 tavolette cuneiformi nascoste in un vaso di terracotta trovato nei pressi di un palazzo.

Le Tavolette risalirebbero circa al 1250 a.C., durante l’impero Assiro e rivelerebbero che nei pressi dell’odierna  Bassetki sorgeva la città perduta di Mardaman. La città fu abitata per migliaia di anni e i resti

Ph: Peter Pfälzner, Universität Tübingen

lasciati dagli abitanti formano una collina chiamata “Tell”.

L’archeologo  Peter Pfälzner afferma che Mardaman doveva essere in quel periodo una città molto influente, punto centrale delle rotte commerciali tra: Mesopotamia, Anatolia e Siria; apparendo a volte antagonista dei poteri mesopotamici.

Dal 2017 gli archeologi sono stati occupati nella ristrutturazione delle tavolette arrivando poi alla traduzione, grazie al lavoro della dottoressa Betina Faist esperta in Lingua Assira. La traduzione ha portato all’identificazione della città reale di Mardaman nell’odierna Bassetki, a volte denominata anche Mardama.

Le rovine della città nei pressi dell’odierno centro abitato, farebbero risalire Mardaman a 4800 anni fa.  Ebbe inizio, presumibilmente, tra il 2800 a.C. e il 2650 a.C. e raggiunse il suo apice tra il 1900 a.C. e il 1700 a.C.  La città continuò a prosperare nel periodo neo-assira, che durò dal 911 a.C. al 612 a.C.

La città faceva parte di un grande impero ma, come dimostrano alcune evidenze archeologiche in altri siti, spesso rappresentava un regno indipendente.

Il palazzo che custodiva le tavolette, si suppone che fu distrutto intorno al 1200 a.C., anche se la città continuò la sua esistenza, infatti alcune parti del sito appaiono distrutte e poi ricostruite.

Inoltre le tavolette rivelerebbero il nome di governatore assiro di un’area provinciale fino ad ora sconosciuta. I ruoli del governatore Assur-nassir e i suoi affari amministrativi e commerciali con la città perduta, sono stati incisi in caratteri cuneiformi nelle tavolette di argilla ancora cruda.

Il vaso di terracotta che conteneva le tavolette era avvolto in uno spesso strato di argilla, questo suggerisce che gli abitanti della città le conservassero intenzionalmente. Fu attuata questa pratica, secondo Pfälzner, per nascondere le tavolette dopo la distruzione del palazzo.

 Gli scavi a Mardaman sono ancora in corso, fortunatamente, la città antica è stata risparmiata dai saccheggi, molto quindi, dovrà essere scoperto.

Credit: Livescience

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