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Politici in divisa - Mussolini e Salvini
Editoriali Politica

Ricorsi storici: 100 anni fa nasceva la figura del “Duce”. Ora nascerà quella del “Comandante”?

“Duce” e “Comandante”, con buona pace di Salvini e leghisti, per l’Italia e l’italiano pari sono, come riporta anche la Treccani nei Sinonimi.

Un giorno sì, e l’altro pure, capita di sentire Salvini “dissertare” sul fatto che lo definiscano “fascista” e che associno quasi tutte le sue azioni a quelle del nefasto ventennio che si sperava non dovesse mai più tornare. Ma sembra proprio che la storia nulla insegni, anche perché alla storia pochissimi tornano con il pensiero, e sempre in numero minore di essa hanno cultura.

Fatto sta che, al di là delle chiacchiere dall’una e l’altra parte, e soprattutto di Salvini e suoi accoliti, è indubbio che, tanto per cominciare, lui ama farsi chiamare “Comandante” e già questo è un punto di partenza che, innegabilmente, è cosa specchiata visto che il primo Lui amava farsi chiamare Duce; e Duce e Comandante sono praticamente sinonimi, come riporta anche la Treccani dalla quale riprendo:

SINONIMI E CONTRARI

duce s. m. [dal lat. dux ducis]. – 1. (lett.) [chi comanda forze militari] ≈ capitano, capo, condottiero, (non com.) egemone. 2. a. [chi esercita un potere in modo autoritario] ≈ ‖ autocrate, despota, dittatore, oppressore, tiranno. b. (fig.) [chi esercita notevole influenza su altri]

capitano (ant. capitanio) s. m. [lat. ✻capitanus, var. del lat. tardo capitaneus, der. di caput -pĭtis “capo, testa”]. – 1. (milit.) a. […] [chi è a capo di un corpo armato] ≈ capo, comandante, condottiero, duce, guida. b. [negli eserciti moderni, il capo di una compagnia di soldati]

E questo è, tanto per cominciare.

Prendendo poi atto anche della mania del vestire in “divisa” ed identificarsi in un colore (per Salvini è il Verde, per Mussolini fu il Nero; ma l’anima è la stessa) ed aggiungendoci che, guarda caso, i “Fasci” ebbero a nascere in Piazza San Sepolcro a Milano, nel Circolo per gli interessi industriali e commerciali, e che la “Lega”, spinta e sostenuta anch’essa da interessi industriali e commerciali, ha sede in via Carlo Bellerio 41 a Milano, abbiamo un primo chiaro e speculare articolato cannovaccio dal quale partire per proseguire in un’analisi comparativa.

Proseguendo, allora, annoto che il “fascismo” nacque, ufficialmente e quindi venne alla luce del sole, il 23 marzo del ’19 (1919).

Oggi siamo al 19 marzo del ’19 (2019). Domani, mercoledì 20 marzo ’19, al senato si dovrebbe discutere sul concedere o meno al Comandante l’immunità parlamentare per il caso della Diciotti ed intanto è già in campo un’ultima vicenda similare a quella della Diciotti. Anche questa volta, inoltre, la nave è italiana. Trattasi della Mare Jonio per cui, se realmente domani (20 marzo) il senato effettuerà il baratto Salvini / Toninelli (ed altri interessi in campo) concedendo al Comandante il salvacondotto che lo pone oltre e sopra la legge, ecco che si potrà avere, a distanza di un secolo, una nuova, nefasta, coincidenza astrale che vedrebbe il Comandante vestire, come il Duce, i panni di “ostetrico della Storia” (definizione data da Giobetti a Mussolini alla nascita dei Fasci) dato che, sicuramente, brandirebbe con furia la clava della legittimazione parlamentare riscrivendo anche lui l’italica storia pur “non sapendo capirla, egli interpreta per miti” giungendo così – sempre che in questi giorni non ci sia un italico risveglio di animi, coscienza e menti – al completamento della fusione anche astrale, oltre che storica e idealistica, Fasci-Lega / Mussolini-Salvini, con una impressionante, esatta, coicidenza anche temporale:

  • 23 marzo del 1919: nascevano i Fasci Italiani di Combattimento. Un uomo solo al comando: Benito Mussolini, ex combattente e reduce, maestro elementare riottoso e giornalista di geniaccio. Rivoluzionario di vocazione nonché, leninianamente, di professione;
  • 23 marzo del 2019:  nascerà la Lega Italiana di Combattimento?. Un uomo solo al comando: Matteo Salvini, ex combattente e reduce delle file della Lega Nord, diplomato al Liceo Classico “Alessandro Manzoni” di Milano, riottoso e giornalista (per dieci anni a suo dire) di geniaccio. Rivoluzionario di vocazione durante l’adolescenza e in gioventù frequentò assiduamente il centro sociale Leoncavallo, peraltro risultando tra i fondatori della corrente politica – in seno al Parlamento padano – dei Comunisti Padani di cui fu anche capolista, conquistando 5 dei 210 seggi disponibili.

E questo (purtroppo) è, stando a storia odierna e di un secolo fa. Ed è cosa impressionante oltre che ancor più preoccupante se si considera anche che, allora come oggi, se ne sottovalutò la pericolosità.

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