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Salvini, Carola, Mazzacurati
Attualità Editoriali

Carola Rackete è indagata Salvini e salviscisti si scatenano (per ora)

Carola Rackete, dopo che il Caporal Salvini l’ha indicata ed etichettata (del resto da gran maestro nel genere) come sbruffoncella, è entrata nel mirino dei salviscisti che fanno a gara, uomini o donne che siano (o, più precisamente, che tali si ritengono anche se più di un dubbio sarebbe lecito), non si risparmiano e danno fondo al massimo della loro cultura e del loro essere per riempirla di contumelie.

Carola Rackete è indagata Salvini e salviscisti si scatenano (per ora)

Il commento più blando espresso nei confronti della Comandante Carola Rackete dai seguaci di Caporal Salvini, è il solito auspicio di essere stuprata condito da tanto, ma tanto, odio e volgarità il tutto espresso nell’ignoranza distintiva della specie.

Intanto, mentre tanta signorilità, cultura e bestialità appuzzolentisce e ammorba l’aria, la Comandante della Sea Watch Carola Rackete, è stata iscritta nel registro degli indagati della Procura di Agrigento con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violazione dell’articolo 1099 del Codice della navigazione contestato al comandante che non obbedisca all’ordine di una nave da guerra nazionale.

Dalla Procura agrigentina, guidata dal procuratore Luigi Patronaggio osservano che si è trattato di un atto dovuto dopo l’informativa consegnata ieri dalla Guardia di finanza mentre il Caporale continuava a sbraitare e a dar mostra del suo essere:

“C’è un equipaggio fuorilegge, un comandante fuorilegge che vanno fermati, arrestati, espulsi. C’è una nave che per la terza volta non rispetta le regole, le leggi e il buon senso e quindi mi aspetto multe, sequestri, arresti, blocchi, allontanamenti e l’Ue che dia cenno di esistenza in vita”. E poi, “però siccome mi fido fino ad un certo punto -ha sottolineato Salvini- mi dicano come, quando e dove andranno queste 40 persone, poi per me fra 2 minuti si chiude tutto”.
“Se -ha aggiunto Salvini- la Ue fa quel che deve fare e l’Olanda fa quel che deve fare, non mi permetto di dare suggerimenti alla magistratura italiana, però se io o chiunque non rispondessimo ad un alt dei carabinieri, ci fermano, ci arrestano e sequestrano il mezzo. Insomma – ha concluso – se tutti fanno il loro dovere, il caso si chiude entro qualche ora e gli italiani tornano ad occuparsi di altro e non di un’associazione privata, straniera e fuorilegge, che se ne frega delle regole e tratta esseri umani come merce di scambio”.

Poi, ovviamente, ha subito cambiato idea e detto altro onde evitare di perdere il suo giocattolino e la sua arma di distrazione di massa.

Intanto Delrio invita a prestare attenzione quando si dice che “siccome la capitana della Sea Watch ha violato la legge va arrestata” perché “valutata la situazione a bordo il suo primo dovere, per il diritto internazionale e credo anche per l’etica cristiana e umana, è quello di salvaguardare le persone”.

Non così, chiaramente, è per Salvini, i suoi salviscisti e le sue salvisciste sempre pronte/i a mostrare di non essere meno indecenti del loro Capitano ed anzi, magari di essere anche più ignoranti pur se l’impresa possa apparire difficile.

Tanto abominio ha scatenato, ovviamente, non solo i vermi che vengono a galla come quando si smuove il terreno, ma anche tante altri menti non atrofiche che, sia pur con troppa signorilità (di sicuro fuori dalla portata di comprensione dei suddetti) esprimono il loro disappunto.

Tra questi segnalo Jennifer Courson Guerra, che ribatte dal suo FB, e Massimo Gramellini che ne fa tema per il suo editoriale di oggi e che ho il piacere di riportare a seguire:

In tanti anni di caparbio navigare sull’onda dell’ideale, la capitana Carola Rackete non era mai stata così in pericolo. Nel corso della sua ancora breve ma già intensa carriera, l’attivista tedesca aveva rotto i ghiacci al Polo e le scatole ai sovranisti di mezza Europa senza mai rischiare l’esaurimento nervoso. Ma il suo approdo a Lampedusa al comando di una nave di disperati la sta mettendo di fronte a una minaccia che aveva sottovalutato: i politici italiani.

Volgendo lo sguardo a prua, si imbatte in un vicepresidente del Consiglio che le dà della sbruffoncella e le interdice fieramente lo sbarco sull’isola, mentre intorno a lei scorre una fiumana di barchini che portano a riva migranti a frotte, nel silenzio distratto e un po’ sbruffoncello del medesimo vicepresidente con delega ai selfie. Allora la capitana volge lo sguardo a poppa e incrocia lo stato maggiore della sinistra — sempre in cerca di un papa o di una papessa stranieri — che, dopo averla eletta a ultima icona, sale compatto a bordo, forse per proporle il posto di candidata premier. La solida Carola cerca scampo nella stiva e si collega ai social, ma lì una politica leghista di colore (ndr: Valentina Mazzacurati), che tuona ogni giorno contro le discriminazioni, la sta sbertucciando per la trascuratezza del suo aspetto: «Se fossi conciata così, farei la scafista anch’io». 

Capitana, mi dia retta. Sistemi quella povera gente sui barchini invisibili e poi si metta in salvo anche lei.

E questo è anche per oggi!

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Stanislao Barretta

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