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Conte incontra Stoltenberg licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT
Attualità Politica

Roma, 11 Giugno 2018,  Conte e Stoltenberg a Palazzo Chigi (Video integrale)

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, al termine del loro incontro a Palazzo Chigi hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa.

A seguire vi riportiamo le parole di Conte al quale facciamo seguire il video con la registrazione integrale di quanto dichiarato da lui e, a seguire, dal Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg,

Buongiorno a tutti.

Abbiamo avuto oggi un primo colloquio Sono molto lieto di annunciarlo con il segretario generale della nato Lorenzo stoltenberg centrato sulle principali sfide sulla sicurezza europea e atlantica e sulla preparazione dell’importante vertice dell’Alleanza che è programmato a Bruxelles dall’11 al 12 luglio.

Ho avuto modo di confermare italiano nel passaggio per la fiducia nel governo che l’Italia è fermamente legata, crede fermamente nell ‘alleanza Atlantica come pilastro della sicurezza Europea e internazionale.

Fino dalla fondazione della NATO l’Italia ha investito moltissimo in essa sia dal punto di vista politico che finanziario e continuerà a farlo.

Grazie al suo impegno su differenti piani internazionali l’Italia è da tempo riconosciuta come un paese fornitore di sicurezza sul piano globale e non intendiamo certo sottrarci a questa che definirei responsabilità e quindi i nostri impegni di solidarietà e di lealtà Atlantica riteniamo però l’attuale che il nostro paese può svolgere sempre più un ruolo chiave soprattutto per la sicurezza e la stabilità sul cosiddetto fianco sud dell’Alleanza, quel varco nell’arco di stabilità che si estende ormai quasi senza soluzione di continuità dal Mediterraneo al Medio Oriente.

E’ da qui che provengono attualmente le minacce più dirette alla sicurezza dei nostri cittadini, instabilità, terrorismo, ed estremismo violento.

Traffici illegali di ogni genere, e sappiamo anche della tratta di esseri umani, proliferazione di armi, ed è dunque su questa regione che l’Italia, e ha richiesto anche alla NATO, di poter essere più concentrata con i suoi sforzi e con la sua attenzione all’interno del complessivo processo di adattamento della NATO alle nuove sfide di sicurezza che hanno ormai tutte la caratteristica multidimensionale.

L’Italia ha dunque operato per sensibilizzare gli alleati sulla centralità del Mediterraneo allargato per la sicurezza europea. E’ stato così avviato un processo di riflessione ed adeguamento, anche su questo versante, che riteniamo però debba essere ora accelerato, concretamente attuato ed ulteriormente rafforzato nelle misure che auspichiamo possano essere al più presto adottate ed attuate, e la pianificazione, oltre ad accrescere la capacità di risposta alleata al Sud di robusta attività di collaborazione e assistenza a favore dei nostri partner regionali ed anche un più costante dialogo con questi ultimi al fine di acquisire le loro valutazioni sulla situazione regionale e mettere a sistema le reciproche e spesso convergenti esigenze di sicurezza.

Ho ricordato in modo particolare al nostro ospite la forte aspettativa italiana per il raggiungimento della piena operatività del solito albo regionale istituito presso il comando Nato di Napoli che può essere un ottimo strumento per migliorare la capacità di analisi e di collaborazione con gli altri partner nel Mediterraneo in questo contesto pensiamo anche che non si può prescindere da una più intensa cooperazione tra la NATO e l’Unione Europea nel Mediterraneo altrove.

Il rafforzamento della Dimensione Europea sulla sicurezza, che consideriamo una priorità, perderebbe infatti di senso ed efficacia al di fuori di un quadro di piena sinergia e complementarietà con gli strumenti e le forze di cui è dotata l’Alleanza Atlantica.

Questo messaggio dovrà essere ribadito e speriamo verrà recepito con chiarezza al prossimo vertice.

In questi anni sono state sviluppate molte interessanti attività di cooperazione pratiche tra le due organizzazioni ma ci aspettiamo dal vortice una ulteriore visibile presa di coscienza politica in primis circa la centralità della loro collaborazione in ogni possibile circostanza del comune interesse alla sicurezza.

Naturalmente nel colloquio abbiamo affrontato anche il delicato problema dei rapporti con la Russia.

Dopo la crisi Ucraina del 2014 la NATO ha scelto un approccio, come si suol dire, a doppio binario nei confronti di Mosca sui principi e deterrenza contro la loro violazione da una parte, ma dialogo dall’altro. Noi confermiamo siamo fautori di questo approccio che confermiamo una linea quindi che speriamo di vedere costantemente attuata nelle relazioni NATO Russia in particolare continuando a promuovere le missioni del consiglio Nato-Russia e a rendere più costante, più incisiva la comunicazione tra vertici militari anche al fine di evitare malintesi e di evitare personale escalescion.

Che la Russia abbia un ruolo essenziale in molti dei teatri di crisi internazionale è un dato di fatto

Riteniamo dunque che senza il suo coinvolgimento è molto difficile, se non impossibile, giungere a quelle soluzioni politiche che di tali crisi rappresentano l’unica via d’uscita realistica e durevole.

Non dobbiamo più dimenticare che il dialogo tra Paesi non può riguardare solo le istituzioni, bracci dal basso, la fermezza, le misure restrittive quando necessarie devono comunque essere solo lo strumento all’interno di un quadro complessivo di azione e non possono mai divenirne un fine, ne devono deprimere lo sviluppo di sane e feconde relazioni tra le società civili.

Anche la NATO, pur nell’attuale complessa fase di relazioni con la Russia può dare il suo contributo per lanciare alla controparte, istituzionale non, messaggi di apertura al dialogo e alla reciproca comprensione nel mutuo interesse alla stabilità e alla sicurezza europea e internazionale

Stanislao Barretta

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