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Nave Alex è a Lampedusa; Caporal Salvini piagnucola
Attualità Editoriali

Nave Alex è a Lampedusa; Caporal Salvini piagnucola: “ho rimasto solo”

Il Veliero Alex è a Lampedusa. Salvini attacca, chiede a Trenta le navi militari e, mentre Berlino chiede: “riaprite i porti ai profughi”. dice: “ve li mando in ambasciata”.

Nave Alex è a Lampedusa; Caporal Salvini piagnucola: “ho rimasto solo”

Sulla questione migranti Salvini si porta avanti e comincia a fare il piagnone e a dichiarare, alla Don Backy, “ho rimasto solo”

e incalza Trenta e Tria, – falsando, come sempre, le cose o comunque piegandole al suo pensiero e tornacomodo -,  affermando, piagnucoloso come solo un bimbo bizzoso che non si vede accontentato sa fare:

“Ragioneremo nelle prossime ore sulla presenza di navi militari italiane nel Mediterraneo. Domando ai vertici delle Forze armate e della Guardia di finanza se la difesa dei confini è un diritto-dovere da parte delle istituzioni o no”

lasciando così intendere che i suoi due colleghi “dormono” e nulla vedono o fanno come, del resto, è da tempo che lascia intendere dilangando in ogni ministero a secondo dell’utilità mediatica del momento.

Questa volta però, sia Trenta (titolare della Difesa e quindi con competenze sulle forze della Marina Militare) che Tria (responsabile per la Guardia di finanza), per una volta, non ci stanno e cominciano a rispondergli apertamente chiarendo bene le cose ed è già qualcosa sia pur fatta ancora troppo sommessamente ed educatamente dimenticando l’antico detto di: Mazz e panell (VEDI) –  (ASCOLTA)

Orbene, Caporal Salvini, come dicevo, si porta avanti e porta ad un livello superiore le sue mistificazioni inventandosi un appello che lui, da coscienzoso ministro dell’Interno, dice di sentirsi in dovere di rivolgere ai colleghi di Difesa ed Economia perché si schierino con lui nella battaglia per far rispettare i confini italiani.

Insomma: lascia intendere al suo gregge che, poverino, lui è solo a combattere per il bene e la sicurezza di tutti loro mentre gli altri, pavidi, “dormono” e nulla fanno perché se ne fregano ed anche perché non sono “coraggiosi” come lui.

Ed eccolo quindi lì a sbraitare:

“Io posso indicare un porto sicuro e bloccare uno sbarco non autorizzato, ma le forze armate in mare non dipendono da me. Se servono da scorta per le navi fuorilegge domandiamoci allora sull’utilizzo di queste unità”

ed aggiunge:

“Chiederò ai ministri della Difesa e dell’Economia di aiutarci in questa battaglia di civiltà e legalità per salvare vite. Mi farebbe piacere che fossero al nostro fianco, al fianco del popolo italiano, altrimenti è un precedente pericolosissimo. Io firmo il divieto di ingresso e questi entrano e nessuno li ferma. A che servono le navi militari se non per pattugliare i confini?”.

Bella, furba e falsa domanda che serve solo a distrarre dall’unica vera che ci sarebbe da porsi e che, fortunatamente, sempre più comincia a sentirsi su fronti anche opposti: a che serve un facente funzioni di Ministro dell’Interno come lui che sa agire unicamente da bullo, da “guappo” (ma di cartone, come si dice a Napoli) o dan Don Chisciotte portando avanti battaglie contro poveracci e contro mulini al vento provando, in pratica, a vuotare la sua barca, che comincia ad affondare, con un colapasta?

Il Caporale, che non brilla certo come statista ma fesso non è, prova ad uscire dall’ennesimo empasse a modo suo additando altro e provando ad alzare il solito poverone fatto di falsità vere, e di vere falsità, ma questa volta una prima replica è arrivata attraverso fonti della Difesa che chiariscono la situazione svelando il suo ennesimo bluff e la sua ennesima nullità:

“Da giorni abbiamo offerto supporto al Viminale sulla situazione di queste ore e il Viminale lo ha respinto, in più di una occasione. Questi sono i fatti”, fa sapere la Ministro Trenta.

E dopo la risposta data dal ministero della Difesa Trenta alla mistificazione che Caporal Salvini ha cercato di far passare con il suo “appello”, ecco che si fa sentire anche il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria – cui risponde l’altra forza navale impegnata nel contrasto al traffico di migranti – che ci tiene a precisare, in una nota del Ministero diffusa a tardissima sera, che

“ha seguito le operazioni di contrasto all’immigrazione clandestina messe in atto dalla Guardia di Finanza che, in aderenza alle disposizioni di legge e alle direttive ministeriali impartite al riguardo, ha dato attuazione a tutte le prescrizioni necessarie, tra manovre dissuasive e numerose intimazioni di alt, per far rispettare il divieto di ingresso nelle acque territoriali e di attracco al porto della motonave Alex ….; Tutto ciò si è svolto avendo sempre presente la salvaguardia e l’incolumità delle persone imbarcate e la sicurezza della navigazione che, in questo caso, è apparsa compromessa a causa dell’elevato numero di persone stipate a bordo e in coperta, tali da non consentire ulteriori manovre rispetto a quelle effettuate…; Quanto accaduto e l’avvenuto attracco, afferma il ministro, costituiscono i presupposti per l’intervento della magistratura”.

A questa precisazione il Caporale, piccato anche perché contraddetto, non ci stà e prova a metterci una toppa che è peggio del buco visto che, in realtà, attira ancora più l’occhio sul punto di rottura.

Caporale Salvini infatti fa sapere che, secondo lui ed i suoi desiata, il supporto delle unità navali militari italiane “è necessario per bloccare le navi che vogliono portare i clandestini in Italia e non per aiutarle nel trasporto”.

Ah, ecco! E quindi? Bombardarle? Speronarle (ma nel vero senso dal termine e non in quello falso da lui usato per Sea Watch 3 a Lampedusa)? Affondarle facendo così felice anche la Meloni? Non è dato sapere, o meglio, nulla precisa nel merito anche perché, al di là delle parole pro popolo beone che se le beve e plaude, nulla di concreto si può realmente fare senza, per altro, incorrere anche in infrazioni al codice penale marittimo.

Ma chi se ne frega, Il Caporale ha necessità di alzare sempre più il tiro, e sempre più polvere, per nascondere l’ultimo gioco delle tre carte miseramente scoperto e fallito prima ancora che avesse il tempo aprire il solito banchetto sulla pubblica piazza e a gridare, da bravo imbonitore: “venghino, venghino signori, sono qui non per prendere ma per dare ….”

Chiaramente, quanto sopra, fa riferimento all’ultima penosa vicenda della Alex Mediterranea che, da baro oltretutto incapace anche in quello, ha prima provato a travestire da grande vittoria sorvolando, e qui stava, appunto, il gioco delle tre carte, sul piccolo particolare dei 50 che andavano a Malta: evvivaaaa, grande vittoria aveva cominciato a vendere l’imbonitore Caporale, senza porre però la stessa enfasi sul fatto che, allo stesso momento, 50 arrivavano direttamente da Malta. Sic! Ed i suoi giù a festeggiare e ad applaudire, salvo poi ….

Salvo poi dover far di conto con la realtà. Realtà che è quella che si vede e che vede ANCHE la Alex Mediterrana che, stanca di aspettare i comodi di Caporal Salvini e delle sue sceneggiate, entra in porto a Lampedusa fornendo così nuovo materiale all’ormai stantio copione salviscista subito posto in vendita in diretta Facebook da Caporal Salvini nella quale, tra l’altro, ha anche sottolineato che a suo avviso

“è in corso un attacco contro il governo e contro un ministro che ha dimostrato di avere le palle”: che statista!

Tutto qui? Ma manco per niente! Non sarebbe il guappo Caporale ed allora torna alla vicenda precedente ed aggiunge:

“Non mi spaventa la minaccia di querela della comandante Carola, figuriamoci…Ho a che fare con minacce dei Casamonica, dalla mafia, camorra, ‘ndrangheta…” (strano, mancano nell’elenco: Forza Nuova e Casa Pound; o forse strano non è!).

Che dire se non annotare: certo! Non lo spaventano come non lo spaventava la denuncia per la Diciotti, salvo poi ricorrere – come sicuramente penserà di poter replicare ora – allo scudo parlamentare solertemente offertogli anche dai maitre pentastellati ormai a suo servizio a tempo pieno.

Non poteva poi mancare un suo elevato e prfondo pensiero da statista nei confronti anche degli altri  tanti nemici, tanto onore, si sa) per cui eccolo a completare lo show gracchiando:

“il Pd non mi interessa, né Saviano, Fazio, Lerner, Boldrini, mi interessano coloro che hanno a cuore l’Italia e gli italiani. Chi tifa per i fuorilegge non fa uno sgarbo a Salvini ma fa male all’Italia; Combatterò all’interno del governo perché leggi e confini vengano rispettati, a meno che per qualcuno i confini italiani non contino”

e avanti così fino al gran finale e alla grande profonda domanda:

“a che titolo navi private gestite da privati decidono come organizzare il traffico di esseri umani e infrangere leggi? I confini via mare sono come i confini via terra; i confini italiani sono diventati un di più, un qualcosa da rispettare o non rispettare? Vale per tutti”.

Ma che grande. Grande anche versus la Germania, in merito alla quale ha detto:

“Il governo tedesco mi ha scritto e chiesto di riaprire i porti. No, non esiste e penso di dirlo anche per voi…. Porteremo i profughi, in pullman, direttamente nella loro Ambasciata”

Applausi: Clap, Clap, Clap. Fumo di scena. Dissolvenza e voce fuori campo che recita Salvatore Di Giacomo:

Strunz,
ch’arravugliat’ staj,
n’goppa a nu marciapiede
dint a na sfera e sole.
Nù muscuglione t’ gir attuorn’
e t’ canta na ninna nanna,
e tu t’adduorm,
STRUNZ

poi gran finale con il solito Battiato a cantare:

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Stanislao Barretta

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