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Salvini come oca del campidoglio dopo vicenda Diciotti e Sea Watch a Catania
Salvini, per vicenda Diciotti e Sea Watch a Catania, sembra come l'oca del campidoglio
Attualità Editoriali

Catania, è il D Day: sbarcate 47 bombe umane mentre il PIL fa trombetta!

Nel “D Day” dello sbarco delle truppe nemiche contro le quali il fiero Salvini ha combattuto, ed ancora combatte fino all’ultima balla, con il supporto degli aiutanti Di Maio e Conte pronti ad asciugargli la fronte e a passargli le munizioni (balle a tiro rapido) mentre, nelle retrovie, le crocerossine Santanché* e Meloni difendono il centro medico dove provano a curare le ferite da esplosione delle balle lanciate in campo usando la cura di “balla nuova guarisce balla vecchia”, ecco che si ode un preoccupante Ffssss al quale presto si sovrappone un suono che Dante definisce “trombetta”: è il segnale della caduta del fronte del PIL. Ma i nostri impavidi non si abbattono, individuano immediatamente i colpevoli della disfatta, e subito mettono in campo una formidabile difesa: le loro lingue che subito sparano a raffica nuove balle che seguono le altre ed esplodono alzando un gran fumo dietro il quale nulla più si riesce a distinguere.

Dell’eroica azione di Salvini quasi non vale più nemmeno la pena di dar nota eppure, però, vale la pena dar di conto dell’armata che ha subito messo in campo ieri sera “imponendo” che la Sea Watch, con il suo carico di “47 bombe umane”, fosse deviata verso il “porto amico di Catania” dove è certo che, ad attenderla, ci sarà la sua truppa camellata che immediatamente saprà bloccarla.

E le 47 bombe umane? Beh, sembra che si sia scherzato tanto che, una volta giunte a Catania, mentre la nave resta lì, gli assalitori del sacro patrio suolo vengono fatte tornare a Siracusa dove poi saranno (forse) smistate. Superba azione da grande statista e stratega epperò non penso che sia lezioso porsi qualche domanda:

1) Perchè ha voluto, come ora risulta evidente, che la Sea Watch entrasse nella giurisdizione di Catania? Una risposta chiara ed evidente c’è ma aspettiamo conferma da qualche ennesima azione in continuità di altre che, in due anni, hanno portato solo a figuracce e spese ma che conta: paghiamo noi pantaloni, mica i prodi difensori della Patria e del suo sacro suolo?

2) E, di spesa in spesa, chi pagherà le ingenti spese che ci sono già state per:

2a) forze dell’ordine e mezzi mobilitati e tenuti in campo per 11 giorni in allerta di guerra per difenderci
contro quelle gabbate come 47 bombe umane a bordo della Sea Watch;
2b) spese di trasporto per riportare, come nel classico gioco dell’oca, i 47 alla base di partenza quindi, a
Siracusa?

Boh! Se lo si chiedesse ai commensali si può essere certi chi si atterrebbero tenacemente, come una cozza allo scoglio, al classico: “numquam nega, raro adfirma, distingue frequenter” che, tradotto in italiano suona: “non negare mai, afferma raramente, distingui frequentemente” per cui, meglio risparmiare tempo e ulteriori prese in giro.

Meglio magari osservare quanto, in concreto, fanno e sparano per creare una loro barriera di protezione come anche prendere atto di quanto dicono.

Di Capitan Salvini ho già su scritto oggi e tant’altro nei giorni scorsi quando, tra l’altro, ho annotato con quanto ardore – e clamore – s’era speso, e si spende, a difesa del sacro patrio suolo: altro che oche del Campidoglio. Da millantato Re Leone, ha mostrato la sua vera natura per cui, dopo aver sbruffonato tanto dicendo: “sono qui, processatemi”, eccolo lì ora a stranazzare (come e più delle famose colleghe), per dire:

non sono stato solo io, lo abbiamo fatto tutti insieme. Io l’ho fatto per difendere la patria. Non possono accusarmi, men che meno provare a processarmi.

E con questo lasciamo Capitan Salvini a lisciarsi le penne; altro non serve annotare per cui, passiamo a quello che ormai è uno dei suoi principali valletti: Luigi Di Maio, nominato a sua volta viepremier e finanche ministro del lavoro, ma sono cose molto marginali e fatte tanto per farlo star tranquillo. Sono, insomma, come il lecca lecca che si dà al bambino  ed al quale si dice: ecco, ciuccia e mi raccomando, sta fermo lì a far la guardia e lasciami fare!

Di Maio ringrazia e dice: sì mio prode! E si adopera a prestare l’azione di guardia!

Anche qui, ormai, è inutile spendere tante parole. Basta ascoltare le sue con la certezza che la sua abilità tafazziana è e sarà comunque superiore a qualsiasi altra azione ponibile in campo per cui, ascoltiamo (e vediamo) la sua ultima prodezza (o se si preferisce, le sue ultime martellate alla tafazzi date al M5S) mentre attacca il precedente governo, sostenendo che ha mentito:

Poi c’è Conte. Anche lui in campo per confermare (in sostanza), anzitutto che sì, “è vero, non è stato Salvini a bloccare la Diciotti o, quantomeno, non l’ha fatto da solo e per sua volontà ma l’ha fatto per adempiere all’incarico ricevuto dal Governo” (e qui, per strafare, lasciano circolare anche che l’azione si rese necessaria perché, a bordo, sembrava che ci fossero dei terroristi). Sic!

Se la cosa non fosse seria, messa così e visto come si è sviluppata, ricorda tanto la barzelletta del: va avanti tu che a me vien da ridere! E Salvini, vogliono far credere, è andato avanti beato e contento ad assolvere al suo compito di “Oca del Campidoglio”.

Poi, visto il Ffssss del PIL che segnala e certifica il processo di impoverimento messo in moto che certifica il peggior risultato degli ultimi 5 anni, eccolo lì pronto, con Di Maio che (come su ascoltato e visto) attacca i governi precedenti affermando: “Hanno mentito, non ci hanno portato fuori dalla crisi” ed altre vecchie e strasentite amenità in auge dalla seconda repubblica in poi, a dire a sua volta, intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dopo quanto già detto ieri alla riunione con gli indistriali (incavolati):

“I responsabili del bene comune, in particolare chi ha responsabilità di governo, devono porre in essere ogni sforzo per invertire questo processo con politiche redistributive più eque”.
“Anche l’economia – ha aggiunto – richiede un supplemento di umanità, come ha ricordato anche Papa Francesco. La globalizzazione non ha sempre prodotto gli effetti sperati, alimentando anche un portato di disagio sociale: ampi strati di popolazione sono scivolati al di sotto della soglia di povertà. Alcuni essenziali diritti sociali sono compromessi se non addirittura negati e la ricchezza torna a concentrarsi nelle mani di pochi”.

e quindi, in sintonia con Di Maio rilancia: “il decreto Dignità sta funzionando come avevamo previsto” e conferma che il rilancio avverrà nel secondo semestre dell’anno.

Ci sarebbe ora da spendere qualche parolina sull’operato delle crocerossine Santanché e Meloni ma francamente di polvere e fesserie ne ho già ascoltate e documentate tante per cui, perdere tempo anche con loro proprio non me la sento (almeno in questa occasione) anche se, ad esempio, per Daniela Santanché (all’anagrafe Daniela Garnero, divorziata da Paolo Santanchè del quale ha voluto continuare a mantenere il cognome perché “così le andava” e le faceva e fa comodo) qualcosina vorrei anche annotare subito ma, ripeto, “ora non mi va”, e così faccio felice la Meloni che magari potrà dire: non ha detto altro “perchè così gli va”.

Comunque sia, ripeto, questo è altro di cui , prima o dopo, sarà interessante parlare; ma non ora. Per ora affidiamoci al mantra del: “io speriamo che me la cavo”

e alla riflessione di Battiato:

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