Il campionato di Serie BKT 2026-2027 è iniziato e per la Juve Stabia l’esordio non potrebbe essere più impegnativo. Le Vespe di Pietro De Giorgio saranno attese sul campo del Palermo, una delle squadre maggiormente accreditate per la vittoria finale, in un “Renzo Barbera” che rappresenterà subito un banco di prova di altissimo livello.
Alla vigilia della gara, mister Pietro De Giorgio ha fatto il punto sul momento della sua squadra, ancora in fase di costruzione dopo gli ultimi movimenti di mercato, soffermandosi sull’aspetto tattico, sull’inserimento dei nuovi arrivati e soprattutto sulla mentalità con cui affrontare una sfida tanto difficile.
«Siamo ancora una squadra ibrida»
Il tecnico stabiese non nasconde che il processo di costruzione della nuova Juve Stabia sia ancora in corso. I tanti cambiamenti avvenuti nella rosa e l’arrivo recente di diversi calciatori richiedono inevitabilmente tempo.
«Siamo ancora ibridi – ha spiegato De Giorgio – perché Artioli è arrivato la settimana scorsa e a Frosinone non l’abbiamo portato proprio per farlo lavorare dal punto di vista fisico e metterlo nelle condizioni di fare una settimana tipo con noi. Fa parte dei convocati, ma ovviamente ha lavorato con noi soltanto una settimana. È arrivato da poco anche Kumi ed è arrivato da poco Karic, quindi c’è bisogno di tempo per assimilare quelli che sono i concetti».
Un percorso che, però, sta procedendo anche grazie al lavoro del gruppo presente sin dall’inizio della preparazione estiva.
«Quello che mi rende felice è che i ragazzi con i quali siamo partiti in ritiro sono a uno step molto avanzato e stanno dando una grossa mano ai nuovi per farli inserire nella maniera più semplice possibile. Su questo sono molto contento. Però dobbiamo ancora attendere qualche partita in cui saremo una squadra ancora un po’ ibrida».
L’emozione dell’esordio e la curiosità di vedere le Vespe
Per De Giorgio sarà un appuntamento speciale, ma l’allenatore gialloblù è soprattutto curioso di vedere la risposta della sua squadra sul campo.
«Da parte mia ci sarà massimo impegno, grande voglia e anche una grande emozione. È un esordio bello impegnativo, contro una squadra veramente forte e in un campo importante. L’emozione riesco a mascherarla perché ho tanta curiosità per vedere quello che accadrà in campo. Forse la vera emozione che sento di più è proprio quella di vedere all’opera i ragazzi».
Il tecnico vuole ripartire dagli aspetti positivi mostrati nella gara di Coppa Italia contro il Frosinone, nonostante il pesante 4-1 finale.
«Voglio vedere una squadra che continua a fare quello di buono che si è fatto a Frosinone. Oltre al risultato, credo che ci sia stato già qualcosa di buono. Dobbiamo ripartire da quello e limitare gli errori che abbiamo fatto, senza ombra di dubbio».
Nuovi innesti pronti a trovare spazio
La Juve Stabia potrebbe presentare alcune novità rispetto alla gara disputata allo “Stirpe”. De Giorgio ha confermato la possibilità di concedere spazio ai nuovi arrivati, chiamati ad accelerare il loro inserimento.
«Qualcosa cambieremo. Ci sono alcuni nuovi innesti che sono con noi da dieci giorni e cercheremo di dargli anche minutaggio, di farli giocare e buttarli subito dentro. C’è bisogno anche di un pizzico di esperienza, in modo da calibrare bene la squadra tra la giusta esperienza e la giusta gioventù. Sicuramente qualche innesto ci sarà».
Un riferimento anche al reparto dei portieri, sul quale l’allenatore si è detto soddisfatto, senza però escludere ulteriori movimenti.
«Per i portieri siamo messi bene, però non escludo che possa aiutarci anche qualcun altro».
«Il Palermo è fortissimo e costruito per vincere»
Nessun dubbio, nelle parole di De Giorgio, sulla forza dell’avversario. Il Palermo viene considerato una delle principali candidate alla promozione e rappresenterà subito un ostacolo di grande difficoltà.
«Il Palermo è una squadra fortissima, costruita per vincere questo campionato senza ombra di dubbio».
Ma proprio una partenza così impegnativa può trasformarsi, secondo l’allenatore, anche in un’opportunità di crescita per un gruppo giovane e rinnovato.
«Come inizio di campionato abbiamo una situazione abbastanza complessa, bella dura, perché pronti via incontriamo tre squadre veramente attrezzate. Però non la vedo con grande pessimismo, perché può essere anche una cosa buona. A giro dovrai incontrarle tutte, quindi andare a Palermo significa abituarsi subito a campi importanti, a climi caldi e a squadre forti. Può aumentare l’adattamento dei giovani e dei nuovi arrivati e farli entrare più velocemente nel clima della Serie B».
Il messaggio alla squadra: «Niente timidezza»
Se c’è un aspetto sul quale De Giorgio pretende una crescita immediata è quello dell’atteggiamento. Il primo tempo disputato contro il Frosinone non aveva soddisfatto pienamente il tecnico, che ora chiede alle sue Vespe di affrontare il Palermo con maggiore personalità.
«Quello che ho detto ai ragazzi, quello che non vorrei vedere e che non voglio vedere, è la timidezza che si è avuta a Frosinone nel primo tempo. Quella non mi è piaciuta. Ci può stare, perché Frosinone era la prima partita importante e di cartello, ma su questo voglio vedere già uno step superiore. Voglio vedere una squadra che sia già cresciuta sotto questo aspetto e questa cosa la voglio vedere immediatamente».
Il tecnico, dunque, non chiede una gara rinunciataria nonostante il valore dell’avversario. La Juve Stabia dovrà provare a giocarsi le proprie carte, cercando di rendere il più possibile incerto un pronostico che, almeno sulla carta, sembra sorridere ai siciliani.
De Giorgio e il segreto della Serie B: «Cuore, sacrificio e appartenenza»
Nel corso della conferenza, l’allenatore gialloblù ha poi espresso il proprio punto di vista sulle caratteristiche necessarie per affrontare il campionato cadetto, un torneo che conosce bene per la sua lunga esperienza da calciatore.
«Rimane la Serie B. L’ho fatta per tanti anni da giocatore e per me è il campionato più complesso tra tutti i campionati italiani, perché non c’è mai un risultato scontato e tutte le partite sono aperte».
Per De Giorgio la chiave sta nel trovare il giusto equilibrio tra organizzazione e spirito di sacrificio.
«È importante il giusto mix, perché credo che un’organizzazione tattica e tecnica, con principi di gioco ben definiti, aiuti i ragazzi a esprimersi. Però la parte del gruppo, del cuore e del sacrificio, secondo me, è l’ingrediente più importante che ci vuole in questo campionato».
Un concetto che l’allenatore considera centrale per affrontare una stagione lunga e imprevedibile.
«Abbiamo già potuto assistere alla prima partita e si sono viste due squadre che, a livello di appartenenza, voglia e sacrificio, hanno dato tutto. Quella deve essere la nostra partenza. Poi la parte tattica ha sicuramente la sua percentuale e porta dei benefici».
Al “Renzo Barbera”, dunque, la Juve Stabia inizierà il suo cammino nella Serie B 2026-2027 con una sfida proibitiva soltanto sulla carta. De Giorgio sa che la sua squadra non è ancora completa dal punto di vista dell’amalgama e che servirà tempo per vedere pienamente la sua idea di calcio, ma contro il Palermo vuole già una risposta precisa: meno timidezza, più coraggio, cuore e sacrificio.
Perché contro una delle grandi favorite del campionato, prima ancora del risultato, il tecnico delle Vespe vuole vedere la personalità della sua Juve Stabia.