Dopo giorni caratterizzati da indiscrezioni, notizie e inevitabili interrogativi sul futuro della Juve Stabia, Alfredo Guerri rompe il silenzio. Lo fa con una precisazione importante sulla natura del suo intervento: non si tratta di un comunicato stampa della società, ma di alcune dichiarazioni personali che l’imprenditore ha chiesto di far pervenire agli organi di informazione attraverso i propri legali.
Un messaggio rivolto innanzitutto alla tifoseria gialloblù e alla città di Castellammare di Stabia, con l’obiettivo dichiarato di separare nettamente le vicende giudiziarie che riguardano la sua attività imprenditoriale dalle sorti della società.
«Desidero innanzitutto tranquillizzare i tifosi e tutti coloro che hanno a cuore i colori gialloblù», è il senso delle parole di Guerri, che sottolinea come le vicende giudiziarie emerse in questi giorni non siano in alcun modo collegate alla SS Juve Stabia. L’imprenditore chiede quindi di evitare accostamenti che, secondo la sua ricostruzione, non corrisponderebbero alla realtà dei fatti.
«La vicenda nasce da un’interpretazione del Superbonus»
Guerri entra poi nel merito della vicenda che lo coinvolge sul piano personale e imprenditoriale. La sua posizione difensiva, precisa, parte da quella che definisce una «interpretazione tecnica non corretta» del funzionamento del meccanismo del Superbonus 110%.
Un tema particolarmente complesso, sul quale l’imprenditore invita a non fermarsi alle semplificazioni determinate dalla grande attenzione mediatica riservata negli ultimi anni alla misura.
Secondo Guerri, proprio la complessità tecnica della normativa può aver favorito letture parziali della vicenda. La sua convinzione è quella di poter «spiegare e documentare in modo trasparente» le ragioni del proprio operato nelle sedi competenti, affidandosi al percorso della giustizia e alle garanzie previste dall’ordinamento.
Una precisazione che arriva nel pieno rispetto delle decisioni assunte nei giorni scorsi sulla sua posizione all’interno della società. Guerri ribadisce infatti di voler mantenere un atteggiamento improntato alla trasparenza e al rispetto delle istituzioni, confidando che saranno gli organi competenti a fare chiarezza su ogni aspetto della vicenda.
«Il mio non è assolutamente un addio»
È probabilmente il passaggio più significativo per il popolo gialloblù. Alfredo Guerri mette nero su bianco che quanto sta accadendo non rappresenta, nelle sue intenzioni, un addio alla Juve Stabia.
«La priorità, oggi, è proteggere la Juve Stabia e la serenità di chi lavora ogni giorno per questi colori», afferma l’imprenditore, spiegando di non voler permettere che il proprio percorso difensivo possa condizionare quello della società.
Il messaggio è dunque rivolto anche alla squadra e all’ambiente: una vicenda personale non deve diventare un elemento di distrazione per il gruppo guidato da Pietro De Giorgio, impegnato nel campionato di Serie B.
«Non posso consentire che il mio percorso difensivo condizioni quello della società, né che una vicenda estranea al club possa distrarre la squadra dai suoi obiettivi», sottolinea Guerri, rivolgendosi idealmente anche ai calciatori e allo staff.
Il legame con Castellammare e l’appello ai tifosi
Nelle sue parole c’è poi spazio per il rapporto costruito in questi mesi con Castellammare di Stabia. Guerri parla di un legame rimasto intatto e di un affetto per i colori gialloblù che, a suo dire, non viene messo in discussione dalle vicende del momento.
«L’affetto per questi colori resta intatto, così come il legame con una città e una tifoseria che in questi mesi mi hanno dato più di quanto potessi immaginare».
E proprio ai tifosi viene rivolto un appello preciso: restare accanto alla squadra, senza permettere che le vicende esterne al campo possano incidere sul percorso sportivo delle Vespe.
«Restate accanto alla squadra, oggi più che mai», è la richiesta dell’imprenditore.
Anche la penalizzazione nel mirino: «Solide ragioni per chiedere la restituzione dei punti»
Nel suo intervento Guerri affronta anche l’altro tema che nelle ultime settimane ha inevitabilmente scosso l’ambiente stabiese: i punti di penalizzazione inflitti alla Juve Stabia.
L’imprenditore collega le sanzioni ai mancati adempimenti relativi alla precedente cessione societaria a Stabia Capital S.r.l. e manifesta la convinzione che esistano «solide ragioni» per dimostrare l’estraneità della Juve Stabia rispetto a quelle responsabilità e chiedere, di conseguenza, la restituzione dei punti.
Una posizione che si inserisce nel complesso quadro societario e giudiziario che ha accompagnato il passaggio di proprietà e le vicende successive, e sulla quale saranno naturalmente le sedi competenti a stabilire responsabilità ed eventuali conseguenze definitive.
«Io tiferò Vespe come sempre»
Il messaggio di Guerri si chiude tornando al calcio e alla squadra. L’auspicio dell’imprenditore è che il gruppo possa continuare a lavorare con serenità e che Castellammare possa accompagnare il cammino delle Vespe senza farsi condizionare dalle vicende che si stanno sviluppando al di fuori del rettangolo verde.
«Questo gruppo ha il carattere per farsi valere sul campo», afferma Guerri, ribadendo la fiducia nella squadra e nel percorso sportivo.
Poi una frase che racchiude il senso dell’intero intervento: «Io tiferò Vespe come sempre, con il cuore accanto a voi».
È questa, dunque, la presa di posizione personale di Alfredo Guerri nel momento più delicato dall’inizio della sua esperienza alla guida della Juve Stabia. Nessun annuncio di addio, nessun comunicato societario: soltanto la volontà di chiarire la propria posizione, separare le vicende personali da quelle del club e chiedere all’ambiente gialloblù di continuare a stringersi intorno alla squadra.
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