È arrivato il momento di staccare dal rumore e riattaccare la spina del campo. La Juve Stabia è stata investita nell’ultima settimane da una vera e propria vagonata di notizie, vicende societarie, penalizzazioni, dichiarazioni e discussioni mediatiche che hanno inevitabilmente finito per occupare gran parte dello spazio attorno al mondo gialloblù.
Tutto questo fa parte della realtà che il club sta attraversando e non può essere cancellato con un colpo di spugna. Ma c’è anche un’altra realtà, altrettanto concreta: la Juve Stabia deve continuare a giocare a calcio.
E la lunga sosta per gli impegni delle Nazionali offre proprio l’occasione per farlo con maggiore tranquillità.
Venti giorni senza campionato
Il calendario ha regalato alle squadre di Serie B una pausa particolarmente lunga. Venti giorni consecutivi senza partite ufficiali, con il campionato fermo per lasciare spazio alle Nazionali.
Per le Vespe, che hanno chiuso il primo segmento della stagione con il pareggio interno contro il Cesena, questo periodo può diventare molto più di una semplice interruzione.
Può essere una sorta di seconda preparazione.
Pietro De Giorgio ha la possibilità di lavorare con continuità, recuperare energie, migliorare la condizione di chi ha giocato meno e soprattutto mettere mano a quei meccanismi che nelle prime giornate hanno mostrato margini di crescita.
La prossima destinazione è già scritta sul calendario: Chiavari, 10 ottobre, Virtus Entella.
Ed è lì che bisognerà arrivare con una Juve Stabia pronta, mentalmente e fisicamente.
Anche la Lazio non vuole perdere il ritmo
La necessità di mantenere alta la tensione agonistica riguarda naturalmente anche le squadre di Serie A.
La Lazio di Gennaro Gattuso ha scelto infatti di sfruttare la lunga sosta organizzando due test amichevoli. Il primo è in programma contro l’Arezzo, alle ore 15, a porte chiuse.
Poi, tra le ipotesi sul tavolo, c’è proprio la Juve Stabia.
Una sfida che al momento non è ancora ufficiale nei dettagli. In precedenza era stato preso in considerazione anche il Padova, mentre la soluzione gialloblù sembra ora aver guadagnato terreno.
La sede, invece, è già individuata: lo Stadio Mirko Fersini di Formello, naturalmente senza tifosi.
Data e orario devono ancora essere definiti e, soprattutto, bisognerà attendere la conferma ufficiale dell’amichevole.
Un test che potrebbe fare comodo
Se la partita con la Lazio dovesse essere confermata, per la Juve Stabia sarebbe comunque un appuntamento interessante all’interno di una sosta così lunga.
Non tanto per il risultato, quanto per ritrovare il ritmo partita.
Venti giorni sono tanti nel calcio. Troppi per limitarsi ad allenarsi e aspettare semplicemente che arrivi il prossimo appuntamento ufficiale.
Un’amichevole contro una formazione di Serie A permetterebbe a De Giorgio di verificare la condizione del gruppo, dare spazio a chi ha avuto meno minuti e soprattutto mantenere vivo quel livello di attenzione che soltanto una partita può garantire.
Senza dimenticare che il confronto con una squadra allenata da un tecnico come Gattuso potrebbe offrire stimoli importanti al gruppo gialloblù.
Ma, appunto, prima bisogna aspettare l’ufficialità.
La parola d’ordine deve essere lavoro
In questo momento la Juve Stabia ha bisogno soprattutto di lavorare.
Il mondo esterno continuerà inevitabilmente a parlare di società, penalizzazioni, amministrazione giudiziaria e di tutto ciò che riguarda le vicende extracalcistiche. Sono argomenti che hanno la loro importanza e che continueranno a essere seguiti.
Ma dentro lo spogliatoio bisogna provare a costruire una sorta di bolla, allenamento dopo allenamento, seduta dopo seduta, partita dopo partita.
Perché il campionato non aspetterà le vicende societarie e non si fermerà davanti alle polemiche mediatiche.
Il 10 ottobre la Juve Stabia sarà chiamata nuovamente a scendere in campo e dovrà presentarsi a Chiavari con la testa rivolta alla Virtus Entella.
Dalla vagonata di notizie alla risposta del campo
Forse è proprio questa la migliore risposta che le Vespe possono dare in questo momento: tornare a parlare attraverso il calcio.
Non attraverso dichiarazioni, attraverso polemiche, attraverso il rumore che inevitabilmente accompagna ogni vicenda.
Ma attraverso il lavoro quotidiano e le prestazioni.
La sosta può diventare così un’opportunità. Un momento per ricompattarsi, recuperare energie, migliorare e preparare con attenzione la ripartenza.
La possibile amichevole con la Lazio rappresenterebbe un passaggio intermedio utile, ma la vera partita da mettere nel mirino è già lì, cerchiata in rosso sul calendario: 10 ottobre, Chiavari.
Prima di allora ci sono venti giorni e nel calcio, se utilizzati bene, possono diventare tantissimi.
La Juve Stabia deve semplicemente trasformarli in lavoro e lasciare che, quando il campionato tornerà, sia finalmente il campo a parlare.
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