È stata una serata agrodolce quella di Giuseppe Sibilli. Da una parte l’emozione di indossare per la prima volta la maglia della Juve Stabia al Romeo Menti, dall’altra l’amarezza per un esordio casalingo macchiato dalla pesante sconfitta per 0-3 contro il Pisa. Per il nuovo attaccante gialloblù, però, la serata ha avuto un significato che va ben oltre il risultato.
Sibilli è tornato a Castellammare tredici anni dopo l’esperienza vissuta da bambino al seguito del padre Salvatore, storico ex calciatore della Juve Stabia. Un ritorno a casa fortemente voluto dal calciatore, che in estate aveva già manifestato alla società il desiderio di vestire la maglia che aveva rappresentato una parte importante della storia calcistica della sua famiglia.
Entrato nella ripresa, Sibilli ha provato a dare maggiore vivacità all’attacco stabiese, mettendo in mostra qualche spunto interessante nonostante una condizione fisica ancora lontana dal top.
«Davanti ci manca un po’ di qualità»
Proprio la sterilità offensiva è stato uno degli argomenti principali affrontati dal neo attaccante delle Vespe.
«Sicuramente è meglio affrontarle subito queste squadre», ha spiegato Sibilli parlando delle prime tre giornate, che hanno messo la Juve Stabia di fronte a Palermo, Sampdoria e Pisa. «Conosco bene la categoria, non è semplice. Oggi abbiamo giocato contro una squadra forte. Il mister ci chiede di stare il più stretti possibile e magari è il reparto offensivo quello che sta facendo più fatica».
Il problema, secondo Sibilli, è soprattutto nella qualità negli ultimi metri: «Sta mancando un po’ di qualità, però stiamo lavorando tanto. Prima capiamo cosa manca e prima possiamo fare gol».
Parole che fotografano una Juve Stabia capace di rimanere dentro la partita per lunghi tratti, ma ancora poco incisiva quando arriva il momento di trasformare la mole di gioco in occasioni concrete.
«Il risultato è bugiardo, il Pisa è stato più cinico»
Sibilli non nasconde la delusione per il risultato, ma invita a leggere la partita con equilibrio.
«Analizzando bene la partita, poi lo faremo in settimana con il mister e il suo staff, il risultato è stato bugiardo», ha dichiarato. «Le occasioni per fare gol ci sono state. Non ho visto un Pisa che ha tirato in porta più di noi, però loro sono stati cinici e noi no».
Un aspetto sul quale bisognerà lavorare, dunque, senza lasciarsi travolgere dalla pesantezza del risultato: «Qualche domanda ce la dobbiamo fare, ma con serenità. C’è tutto per lavorare bene: c’è un bel gruppo, un grande staff, un allenatore che vuole far giocare bene e c’è la squadra. È una sconfitta molto pesante, però bisogna stare tranquilli e continuare a lavorare senza andare fuori di testa».
Il ritorno al Menti e l’eredità di papà Salvatore
Il momento più emozionante della conferenza arriva quando il discorso si sposta sul legame con Castellammare e sul peso della storia familiare.
«Per me è stata una scelta che avevo già fatto a giugno», ha raccontato Sibilli. «Avevo già parlato con la società e volevo tornare qua. Quando ero piccolo ho dei bellissimi ricordi allo stadio con papà. C’ero dai 7 ai 10 anni, quando lui è stato qui per tre anni. Mi ricordo tutto».
Un ritorno che ha quindi un valore profondamente personale: «È stato molto emozionante, soprattutto perché sono tornato a giocare dopo tanto tempo. Non è stato il risultato migliore, perdere 0-3 in casa è amaro, però sono contento perché mi era mancato sia l’ambiente sia una cosa mia personale».
Il rapporto con il padre è inevitabilmente uno dei fili conduttori di questa nuova avventura. E Sibilli non si nasconde: «Il passato di mio padre ha influito tanto. Per me sono sensazioni che posso regalarmi e posso regalare».
«Non sono ancora al 100%: sono al 40-50%»
Il calciatore ha poi fatto chiarezza sulle proprie condizioni fisiche. Dopo un lungo periodo di inattività, Sibilli è ancora alla ricerca della migliore condizione.
«Vorrei essere al 100%, però purtroppo no. Vengo da un anno di inattività. Ho fatto il ritiro a Bari, poi sono stato fermo, quindi sono indietro».
Una condizione che inevitabilmente si riflette sulle sue caratteristiche: «Sono un giocatore brevilineo, di gamba, negli ultimi metri non ho ancora quella gamba lì. L’adrenalina della partita e il calore dello stadio mi hanno aiutato, ma mi vedo molto lontano dalla mia condizione attuale. Sono al 40-50% secondo me».
La sensazione, però, è quella di un calciatore desideroso di recuperare rapidamente: «So che devo lavorare forte e non ci vorrà tanto tempo».
«Ho scelto la Juve Stabia perché la sento casa»
Sibilli ha poi raccontato cosa lo abbia spinto a scegliere Castellammare nonostante altre possibilità.
«Avevo altre richieste, non lo nego, e questo mi faceva molto piacere. Dopo un anno fermo, che per me è stato qualcosa di molto pesante, ho capito anche che negli ultimi anni qualcosa di buono avevo fatto».
La scelta, però, è caduta senza esitazioni sulla Juve Stabia: «Ho trovato una società che mi voleva veramente. Il presidente e il direttore hanno fatto tanto, quindi io in primis ho tanto da dare loro per la fiducia che mi hanno dimostrato».
E poi quella frase che racchiude il senso del suo ritorno: «Torno a casa dopo 13 anni, perché questa la sento casa».
«Qui devi dare tutto: questa città vive di calcio»
Il consiglio più importante, inevitabilmente, è arrivato anche da papà Salvatore.
«Mio padre era un giocatore forte. Questa piazza te la devi prendere con l’atteggiamento, con la voglia, con i gol, con gli assist e con la grinta. È una città che vive di calcio: sei tu che devi dare prima a loro, poi loro danno a te».
Un messaggio che Sibilli sembra avere già fatto proprio.
«Non sono qui di passaggio. Darò tutto me stesso»
Infine, la promessa ai tifosi. Una promessa semplice, ma che racchiude le ambizioni del nuovo attaccante stabiese.
«Sono venuto con una voglia incredibile di far bene qui, non di passaggio. Abbiamo fatto un contratto di tre anni e, anche per l’età, è abbastanza lungo».
Poi l’impegno: «Quello che posso promettere è che darò veramente tutto me stesso e cercherò di fare più gol possibili».
Una dichiarazione d’intenti chiara. Sibilli sa di avere ancora molto da recuperare sul piano fisico e sa che la Juve Stabia deve migliorare soprattutto negli ultimi metri. Ma la sua prima uscita al Menti ha già raccontato qualcosa: il legame con Castellammare è forte, la motivazione non manca e la voglia di ripagare la fiducia della società è enorme.
La sconfitta contro il Pisa brucia. Sibilli, però, preferisce guardare avanti: «Questa sconfitta è dura, però passerà».