Attimi di paura al “Romeo Menti”. Il calcio, per qualche minuto, ha lasciato spazio all’apprensione e alla preoccupazione per le condizioni di un giovane calciatore. Al minuto 41 della sfida tra Juve Stabia e Pisa, il difensore nerazzurro Rosen Bozhinov si è improvvisamente accasciato sul terreno di gioco, costringendo l’arbitro a interrompere la partita.
Il 21enne bulgaro ha accusato un malore mentre si trovava in campo. Immediatamente i suoi compagni di squadra e i calciatori della Juve Stabia si sono avvicinati per prestargli assistenza e richiamare l’intervento dello staff sanitario. I soccorritori presenti allo stadio sono entrati rapidamente sul rettangolo verde, prestando le prime cure al giocatore.
Sono stati minuti interminabili per tutti. La paura sugli spalti è stata palpabile, mentre il personale medico lavorava per stabilizzare il calciatore. Bozhinov è stato successivamente trasportato fuori dal campo in barella e trasferito in ambulanza presso il nosocomio stabiese per tutti gli accertamenti del caso.
La società Juve Stabia, fin dai primi istanti dell’emergenza, ha messo a disposizione del Pisa uomini e strutture, collaborando con il club toscano nella gestione della situazione. Un comportamento che va oltre la rivalità sportiva e che, in momenti come questi, rappresenta il volto più autentico e importante del calcio.
La partita si ferma, il calcio passa in secondo piano
Di fronte a un episodio del genere, il risultato e la partita diventano inevitabilmente secondari. L’arbitro ha disposto la sospensione temporanea dell’incontro e dagli spalti sono arrivati applausi di incoraggiamento mentre il giovane difensore veniva accompagnato fuori dal terreno di gioco.
La situazione ha immediatamente riportato alla mente altri episodi drammatici vissuti recentemente sui campi di calcio, alimentando nei primi momenti il timore che potesse trattarsi di un problema cardiaco. Fortunatamente, le informazioni successive hanno contribuito a ridimensionare l’allarme.
Secondo quanto riferito successivamente, Bozhinov è rimasto cosciente e gli accertamenti effettuati non hanno evidenziato problemi cardiaci. Il malore sarebbe stato legato a una forte disidratazione provocata dalle elevate temperature, con conseguenti convulsioni.
Il calciatore, dopo essere stato stabilizzato, è rimasto comunque presso il nosocomio stabiese per ulteriori controlli e osservazione medica.
Quel fischio d’inizio alle 15 fa discutere
L’episodio riaccende inevitabilmente il dibattito sulla programmazione delle partite nelle ore più calde della giornata.
Juve Stabia-Pisa è stata infatti programmata alle 15:00, un orario che, soprattutto all’inizio della stagione e nelle città del Centro-Sud, può significare scendere in campo in condizioni climatiche estremamente impegnative.
Non si tratta soltanto di una questione legata alla comodità degli spettatori. Il tema riguarda soprattutto la sicurezza di chi scende in campo. Quando le temperature sono elevate, lo sforzo fisico di una partita professionistica può diventare ancora più gravoso e aumentano i rischi legati a disidratazione, colpi di calore e perdita di energie.
Il malore accusato da Bozhinov non autorizza, naturalmente, a stabilire automaticamente un rapporto di causa-effetto con l’orario della gara. Saranno gli accertamenti medici a chiarire ogni aspetto. Ma l’episodio impone una riflessione.
Quando il calcio televisivo viene prima del calcio giocato?
Ed è qui che si apre una questione più ampia, che riguarda il calcio moderno e le sue priorità.
I diritti televisivi rappresentano una componente economica fondamentale per il sistema professionistico e nessuno può ignorarne il peso. Ma proprio perché il calcio vive ormai in funzione di palinsesti, audience e programmazione televisiva, diventa legittimo chiedersi se sia sempre opportuno collocare una partita in un determinato orario quando le condizioni climatiche possono rappresentare un fattore di rischio.
Il pallone può aspettare qualche ora. La salute di un calciatore no.
E lo stesso discorso vale per migliaia di persone che acquistano un biglietto, raggiungono lo stadio e si ritrovano sugli spalti nelle ore più torride della giornata. Anche loro fanno parte dello spettacolo, anche loro meritano attenzione e tutela.
Il calcio non può essere soltanto un prodotto televisivo. Prima ancora degli ascolti, degli sponsor e dei diritti audiovisivi, dovrebbe rimanere uno sport fatto di persone.
La paura vissuta al “Menti” lo ha ricordato a tutti nel modo più brutale possibile.
Per fortuna, le notizie sulle condizioni di Rosen Bozhinov hanno progressivamente rasserenato l’ambiente. Il difensore del Pisa è rimasto vigile ed è stato affidato alle cure dei sanitari per gli accertamenti necessari.
Per quasi un’ora, però, il calcio si è fermato.
E forse, al di là del risultato finale, quella lunga interruzione dovrebbe lasciare una domanda sul tavolo: quanto può ancora essere sacrificata la componente umana in nome delle esigenze dello spettacolo e della televisione?
Le attuali condizioni di salute del calciatore
Il calciatore attualmente è ancora ricoverato ma le sue condizioni non destano preoccupazione. Gli accertamenti continuano e le condizioni sono monitorate per essere sicuri che la causa del suo malore non sia dovute ad altre cause nascoste. Oggi molto probabilmente sarà decisa la dimissione.