La sconfitta contro il Campobasso nell’ultimo test del precampionato va ben oltre il semplice risultato maturato al Romeo Menti. Il ko rappresenta un campanello d’allarme che risuona forte e chiaro a pochi giorni dall’esordio ufficiale della stagione. E a renderlo ancora più evidente sono state le parole di Pietro De Giorgio nel post-partita, tutt’altro che diplomatiche e prive di qualsiasi alibi.
Il tecnico della Juve Stabia ha fotografato con estrema chiarezza le difficoltà mostrate dalle Vespe, soprattutto nel primo tempo. Una squadra fragile, poco intensa e incapace di imporre la propria identità. Il Campobasso ha avuto la meglio non tanto per una questione tattica, quanto per una superiorità evidente negli ingredienti fondamentali del calcio: aggressività, determinazione, spirito di sacrificio e voglia di lottare su ogni pallone.
De Giorgio non cerca alibi: «Non abbiamo vinto un contrasto»
Il dato più preoccupante emerso dalle parole dell’allenatore è proprio quello relativo all’atteggiamento. Nel primo tempo la Juve Stabia è sembrata incapace di reagire alla maggiore intensità degli avversari, lasciando per strada troppi duelli e mostrando pochissime iniziative individuali.
Il sistema di gioco adottato dal Campobasso, con il 4-3-1-2, non può diventare una giustificazione. Il problema, secondo De Giorgio, è soprattutto mentale e caratteriale. Prima ancora della qualità tecnica e delle disposizioni tattiche, è mancata quella cattiveria agonistica che nelle ultime stagioni ha rappresentato una delle principali caratteristiche della squadra gialloblù.
La reazione nella ripresa ha restituito qualche segnale positivo, ma non è bastata a cancellare quanto visto nei primi 45 minuti. E proprio su questo aspetto il tecnico ha voluto accendere i riflettori.
A Castellammare, del resto, il rapporto tra squadra e tifoseria è viscerale. L’errore tecnico può essere perdonato, così come una giornata negativa, ma ciò che il pubblico del Menti difficilmente accetta è la sensazione di vedere una squadra senza mordente. La maglia gialloblù, prima ancora dei risultati, pretende sudore e sacrificio.
Il mercato pesa sulla testa della squadra
A complicare il quadro c’è anche una sessione di calciomercato ancora aperta. Trattative, indiscrezioni, possibili partenze e nuovi arrivi inevitabilmente condizionano la quotidianità di un gruppo che non ha ancora raggiunto una fisionomia definitiva.
De Giorgio non ha nascosto la necessità di intervenire ulteriormente sulla rosa. Servono nuovi elementi, soprattutto in attacco e a centrocampo, ma allo stesso tempo bisogna recuperare gli infortunati e permettere alla squadra di lavorare finalmente con maggiore continuità.
La speranza del tecnico è che la chiusura del mercato possa rappresentare anche la fine di tutte quelle distrazioni che, inevitabilmente, accompagnano le ultime settimane della sessione estiva. Solo con una rosa definita sarà possibile ritrovare serenità, equilibrio e quella compattezza necessaria per affrontare una stagione lunga e impegnativa.
De Giorgio chiede una risposta della squadra
È probabilmente la frase più forte pronunciata da De Giorgio e, allo stesso tempo, quella destinata a far discutere maggiormente. «Se a qualcuno sta stretta Castellammare, è bene che lo dica».
Un messaggio diretto alla squadra, ma anche un invito a fare chiarezza. Il tecnico non vuole giocatori con la testa altrove e chiede a tutti di comprendere fino in fondo cosa significhi indossare la maglia della Juve Stabia.
Non c’è più molto tempo per gli esperimenti. L’esordio ufficiale è ormai alle porte e la squadra dovrà arrivarci con una mentalità completamente diversa rispetto a quella mostrata contro il Campobasso.
Gli innesti attesi dal mercato potranno certamente aumentare il livello qualitativo della rosa, così come i rientri degli indisponibili garantiranno ulteriori alternative. Ma c’è un elemento che nessun acquisto può garantire: la fame.
Ed è proprio quella fame agonistica che la Juve Stabia dovrà ritrovare immediatamente. Perché il talento può risolvere una partita, la tattica può indirizzarla, ma senza intensità e spirito di sacrificio diventa difficile competere a qualsiasi livello.
La sconfitta con il Campobasso arriva dunque nel momento giusto per diventare una lezione, purché venga realmente recepita. Le parole di De Giorgio hanno il sapore di una scossa, quasi di un ultimatum: chi vuole far parte del progetto dovrà dimostrarlo sul campo.
Adesso la palla passa ai calciatori e alla società. Il mercato dovrà consegnare al tecnico gli ultimi tasselli, mentre il gruppo dovrà ritrovare quella identità che nelle ultime stagioni ha permesso alla Juve Stabia di conquistare risultati importanti.
Il tempo delle amichevoli è finito. Ora iniziano le partite che contano davvero e, con esse, anche le responsabilità. A Castellammare nessuno pretende la perfezione, ma tutti pretendono una cosa: vedere una squadra che lotta fino all’ultimo pallone.
E ora il dibattito è aperto: le parole di De Giorgio basteranno a scuotere il gruppo oppure la Juve Stabia ha bisogno di una rivoluzione più profonda sul mercato?