Dopo due anni e mezzo, le strade di Nicola Mosti e della Juve Stabia si separano. Quella che fino a qualche settimana fa sembrava soltanto un’ipotesi di mercato è diventata realtà: il centrocampista classe 1998 lascia Castellammare di Stabia e si prepara a vestire la maglia del Catanzaro.
Un addio che chiude un capitolo importante della storia recente delle Vespe. Mosti era arrivato a Castellammare dopo essere stato scartato dal Modena, nonostante con i canarini avesse conquistato una promozione in Serie B e l’anno successivo aveva registrato qualche presenza in cadetteria. Una bocciatura che, col senno di poi, ha rappresentato l’inizio di una nuova fase della carriera del calciatore nato a Pietrasanta e originario di Massa.
A Castellammare Mosti ha trovato l’ambiente ideale per consacrarsi, diventando progressivamente uno dei calciatori più importanti della rosa gialloblù.
Ora, però, arriva il momento dei saluti.
Catanzaro, Polito anticipa la concorrenza della Sampdoria
Il Catanzaro ha piazzato il colpo a sorpresa per il centrocampo. Il direttore sportivo Ciro Polito, ex dirigente della Juve Stabia, ha trovato l’accordo con il club gialloblù e con il calciatore, anticipando la concorrenza della Sampdoria, che seguiva Mosti già dall’inizio dell’estate. L’operazione si è chiusa con un esborso da parte del Catanzaro di 350mila euro più bonus.
Quello che per settimane era rimasto nel campo delle indiscrezioni si è dunque trasformato in realtà. Mosti aveva già fatto sapere a diversi conoscenti e tifosi della Juve Stabia di essere alle prese con una situazione di mercato importante e di valutare la possibilità di cambiare aria.
Alle sue spalle c’era l’interesse concreto della Sampdoria, ma alla fine è stato il progetto del Catanzaro a convincere il centrocampista.
Una decisione maturata nel corso dell’estate e diventata sempre più evidente durante il ritiro.
Il malcontento durante il ritiro e la frase di De Giorgio
Mosti è partito regolarmente per il ritiro di Polla, ma non ha mai nascosto completamente una certa insofferenza. Anche la sede scelta per la preparazione estiva era stata oggetto di qualche perplessità da parte del calciatore.
La situazione è rimasta in equilibrio fino all’amichevole contro il Campobasso, quando le parole di Pietro De Giorgio hanno rappresentato una sorta di spartiacque.
Il tecnico, commentando l’atteggiamento della squadra dopo la sconfitta, era stato molto diretto: «Se a qualcuno dei calciatori sta stretta Castellammare, lo dica».
Una frase dura, ma allo stesso tempo chiara. Un invito ai giocatori a uscire allo scoperto, senza mezze misure, qualora non avessero più condiviso il progetto della società.
E proprio in quel momento la situazione di Mosti è diventata ancora più definita. Il centrocampista ha scelto di non accettare la proposta di rinnovo della Juve Stabia e di prendere una strada diversa.
Una svolta forse inattesa nei tempi, ma che permette ora alle due parti di essere finalmente trasparenti l’una con l’altra.
La Juve Stabia aveva provato a blindarlo
La società gialloblù, infatti, aveva fatto tutto il possibile per provare a trattenere il suo numero 98.
A Mosti era stato proposto un rinnovo triennale con un aumento dell’ingaggio del 60%, un’offerta importante e pensata proprio per blindare uno dei giocatori ritenuti centrali nel progetto tecnico.
Il calciatore, però, ha scelto diversamente.
Non è stata dunque una questione legata alla volontà della Juve Stabia di non puntare ancora su di lui, ma una scelta personale e professionale di Mosti, intenzionato a confrontarsi con una nuova realtà e con un progetto tecnico differente.
Il Catanzaro ha finito per rappresentare la soluzione più convincente, con Polito che ha saputo inserirsi nel momento decisivo e chiudere l’operazione.
Da scarto del Modena a protagonista con le Vespe
La storia di Mosti a Castellammare merita però di essere raccontata soprattutto per ciò che il centrocampista ha costruito.
Quando arrivò alla Juve Stabia, portava con sé la delusione per essere stato messo ai margini dal Modena, nonostante avesse contribuito alla promozione dei canarini in Serie B.
A Castellammare ha trovato fiducia, continuità e soprattutto la possibilità di esprimere quelle qualità che in precedenza non erano state valorizzate fino in fondo.
Con la maglia gialloblù è arrivata una seconda promozione in Serie B e, successivamente, la possibilità di misurarsi con il campionato cadetto. Nel percorso ci sono anche due semifinali playoff, tappe che certificano la crescita e la competitività della Juve Stabia negli ultimi anni.
Mosti è stato parte integrante di questo percorso, diventando uno dei volti della squadra.
L’ultima stagione: la definitiva consacrazione
Il punto più alto del suo percorso è arrivato nell’ultima stagione.
Mosti, classe 1998, grazie anche al lavoro di Ignazio Abate, ha compiuto un ulteriore salto di qualità, diventando un elemento sempre più determinante nella manovra offensiva della Juve Stabia.
I numeri raccontano bene il peso avuto dal centrocampista: 40 presenze e 8 gol.
Statistiche che testimoniano non soltanto la continuità di impiego, ma anche la crescente capacità di incidere negli ultimi trenta metri. Tra le linee, Mosti ha trovato spesso la posizione giusta per fare la differenza, mettendo in mostra qualità tecniche, personalità e capacità di inserimento.
È proprio con questa immagine che Castellammare lo saluta: quella di un calciatore arrivato in punta di piedi e diventato protagonista.
Un addio che lascia il segno
La separazione non cancella ciò che è stato ma lascia qualche perplessità per la modalità e i tempi scelti dal calciatore. Mosti lascia la Juve Stabia dopo aver contribuito a scrivere pagine importanti della storia recente del club ma arriva a Catanzaro con le sue qualità accresciute grazie alla permanenza a Castellammare.
Il Catanzaro scommette su un calciatore che in gialloblù aveva trovato la propria dimensione e che proprio con la maglia delle Vespe si è fatto conoscere e apprezzare definitivamente nel calcio professionistico.
Per la Juve Stabia, invece, si apre un’altra pagina di mercato. Il club aveva provato a trattenerlo, arrivando a mettere sul tavolo un’offerta importante. Mosti ha scelto di andare.
Ora comincia una nuova avventura per lui mentre le Vespe con Stefanelli hanno trovato già individuato in Justin Kumi il suo sostituto.
E forse, alla fine, la frase di De Giorgio ha semplicemente accelerato qualcosa che dentro il calciatore era già maturato: quando una strada non viene più sentita come propria, la cosa migliore è avere il coraggio di dirlo.