Giornata della memoria 2023. Shoah: il dovere di ricordare

Eventi e le iniziative in tutto il mondo per il 27 gennaio, Giornata della Memoria 2023, ricordare le vittime della Shoah per non rivivere gli orrori del passato

Giornata della memoria 2023. Shoah: il dovere di ricordare

Si moltiplicano in tutto il mondo gli eventi e le iniziative di vario genere programmate per il 27 gennaio, la Giornata della Memoria, con la quale, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1º novembre del 2005  dell’ONU, si vogliono ricordare le vittime innocenti della Shoah.

Perché si commemora questa immane tragedia proprio alla data del 27 gennaio?

Settantotto anni fa, il 27 gennaio del 1945, l’Armata Rossa comandata dal maresciallo Konev entrò nella città di Auschwitz in Polonia, liberando i 7000 prigionieri sopravvissuti nel campo di concentramento.

È stato calcolato che fino a quel momento ad Auschwitz siano state uccise oltre 1 milione e centomila persone, di cui 960 mila di religione ebraica.

Circa 6 milioni gli ebrei uccisi in Europa durante il regime nazista fra il 30 gennaio 1933, con Hitler Cancelliere della Germania, e l’8 maggio 1945, fine della guerra in Europa.

Il 27 gennaio del 1945 tutti dunque vennero a conoscenza del genocidio nazista, tragedia che fino a quel momento era stata abilmente nascosta con una strategia di occultamento e di silenzio.

L’uccisione degli  ebrei  nei  campi di sterminio , fu il culmine di un processo iniziato con la loro persecuzione ed esclusione dalla vita pubblica, ma si inserisce all’interno di una  storia  millenaria di  antisemitismo , basata su pregiudizi e ostilità.

Oggi questi pregiudizi ed ostilità non sembrano essere diminuiti. Un’indagine del 2019 della Anti-Defamation League, un’organizzazione ebraica che combatte l’antisemitismo, ha infatti evidenziato in un sondaggio come in Europa il 25% della popolazione provi sentimenti antisemiti.

Anche in Italia purtroppo questi sentimenti negativi nei confronti della minoranza di religione ebraica risultano presenti, nonostante la nostra Costituzione, che si basa sul riconoscimento di uguali diritti e pari dignità per ogni persona, condanni ogni forma di discriminazione.

Navigando sul sito osservatorioantisemitismo.it, si resta sconcertati dal fatto che gli episodi di odio contro gli ebrei con diffamazione o insulti, soprattutto sui social, non accennino a diminuire, anzi siano quasi all’ordine del giorno.

Anche lo sport, soprattutto il calcio, non è immune da questa problematica con cori o striscioni antisemiti negli stadi.

Molto alta è anche la tendenza alla banalizzazione dei crimini nazifascisti o alla negazione degli stessi.

Il negazionismo della Shoah resta diffuso, nonostante gli ultimi sopravvissuti ai campi di concentramento, ormai anziani, non risparmino le loro energie andando in giro a raccontare ai giovani delle scuole italiane le violenze di cui sono state vittime e gli orrori a cui hanno dovuto assistere.

E quando non ci saranno più?

Sarà sempre più difficile tenere viva la memoria di quell’immane tragedia e una delle pagine più tristi della storia dell’umanità potrebbe cadere nell’oblio.

Oggi che ritroviamo gli orrori della guerra anche nel cuore dell’Europa bisognerebbe più che mai ricordare quanto il pregiudizio, il fanatismo, il razzismo possano portare alla catastrofe.

Abbiamo dunque il dovere della memoria per non rivivere la Shoah di altri popoli e di altre etnie.

Anche per la senatrice a vita Liliana Segre, tra i venticinque sopravvissuti dei settecentosettantasei bambini italiani deportati nel campo di concentramento di Auschwitz, è fondamentale ricordare:

  • «Se non saremo sempre vigili, attenti, informati, solidali e attivi, il passato potrebbe accadere ancora, ridiventare futuro» ha affermato alla presentazione del palinsesto di eventi per il Giorno della Memoria del Comune di Milano.
    “Per chi ha visto personalmente quell’orrore, quello che viene fatto non è mai abbastanza” ha sottolineato la senatrice, dal 2021 presidente della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza di Palazzo Madama, e instancabile divulgatrice della sua esperienza di sopravvissuta.

Adelaide Cesarano

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