Il Panno Casentino, ha rischiato di sparire dal mercato

Nel Luglio scorso la situazione dell’antica Manifattura del Panno Casentino, azienda del Casentino di Soci, nel comune di Bibbiena, sembrava senza speranze: poi il miracolo, la rinascita e anche il rilancio.

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Il Panno Casentino ha rischiato di sparire dal mercato

Il panno Casentino, eccellenza tessile tutta italiana, è un tessuto di lana di alta qualità originario della valle omonima nella regione toscana in Italia, ha rischiato recentemente di sparire dal mercato.

Il tessuto è stato originariamente utilizzato come indumento rustico per i monaci e i montanari e per coprire i cavalli dei barrocciai.

  • Panno Casentino is a type of fabric that originated in the Casentino valley in Tuscany, Italy. It is a heavy, twill-weave wool fabric that is traditionally used for making coats, jackets, and other outerwear. The fabric is known for its durability and water-resistant properties, making it a popular choice for outdoor clothing. Panno Casentino is typically made from a blend of wool and synthetic fibers, and it is available in a variety of colors and patterns.

Tuttavia, nel XIX secolo il panno Casentino è diventato molto apprezzato da personaggi famosi come Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Audrey Hepburn. Il panno Casentino è caratterizzato dai tradizionali colori arancione e verde e si distingue per la sua alta resistenza all’usura e alle intemperie.

Oggi, il panno Casentino è considerato un simbolo di eleganza e raffinatezza e viene utilizzato dai più importanti designer italiani per creare capi di alta moda. Per ulteriori informazioni, si può visitare il Museo dell’Arte della Lana a Pratovecchio Stia (Arezzo) [1], che offre una panoramica sulla storia e la produzione del panno Casentino. [2, 3]

Storia

La tradizione della lavorazione della lana nel Casentino è testimoniata sin dalle epoche etrusca e romana.

Gli abitanti del castello di Palagio Fiorentino (Stia) pagavano già nel Trecento le tasse ai fiorentini con panni di lana orbace, tessuta per i padri del vicino Eremo di Camaldoli, e lana del Casentino.

Dal secolo successivo con la stessa lana furono rivestiti anche i frati della Verna ed i primi abiti realizzati non a caso erano piuttosto simili, per forma e per colori (“fratino”, “bigio” e “topo”), al saio dei francescani.

Nella seconda metà dell’Ottocento il lanificio di Stia, sfruttando la proverbiale resistenza all’usura del panno casentino, produsse e commercializzò a Firenze, a partire dal 1890, delle “mantelline per cavalcature”, destinate alla copertura degli animali da traino.

L’allume di Rocca usato come mordenzante unito, per inesperienza, a dei coloranti chimici non proprio azzeccati, dette luogo ad un panno resistentissimo dal colore singolare rosso aranciato.

Di lì a poco i barrocciai si cucirono i propri abiti, riciclando le mantelline dei loro animali. Il caratteristico colore piacque molto alle signore di Firenze tanto che il lanificio di Stia, per soddisfare le nuove esigenze di mercato, affiancò il nuovo colore rosso aranciato al verde tradizionale.

Apprezzato da personaggi illustri come il barone Bettino RicasoliGiuseppe Verdi e Giacomo Puccini, l’abito in panno casentino veniva confezionato a doppio petto, con martingala e collo di volpe, simbolo di eleganza e raffinatezza, perfetto per andare a caccia o montare a cavallo.

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento la tradizione tessile casentinese si sviluppa a livello industriale, con i lanifici di Stia e di Soci (Bibbiena): l’economia dei due paesi si è legata da allora in maniera indissolubile all’attività laniera. Nel 1878 Stia contava circa 500 operai, Soci 309 nel 1909.

Oggi

Il panno casentino, prodotto nei colori arancio e verde, è utilizzato per la moda da grandi stilisti come Roberto CavalliPierre Cardin e Gianfranco Ferré, viene esportato in Europa, Giappone e Stati Uniti.

Il paese di Soci, per rafforzare la visibilità dell’artigianato tessile locale, organizza ad intervalli regolari la manifestazione “La Valle dei Tessuti“, vetrina originale, apprezzata dai giovani stilisti italiani, che propone un interessante alternarsi di sfilate e mostre.
Durante la manifestazione è bandito un concorso nazionale per studenti di moda-costume-design e stilisti.

FONTI

[1] “Today, Panno Casentino is a symbol of elegance and refinement and is used by the most important Italian designers for high fashion garments. For further information and insights. Museo dellArte della Lana. Via Sartori, 2 – 52015 Pratovecchio Stia (Arezzo) Tel. +39 0575 582216 – +39 338 4184121 info@museodellartedellalana.it …”

[2] “Nato nel medioevo come panno rusticale indossato da monaci e montanari ed utilizzato dai barrocciai per coprire i cavalli, nell Ottocento il Panno Casentino divenne un tessuto apprezzato da personaggi illustri come Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini ed attrici del calibro di Audrey Hepburn. Nei tradizionali colori arancione e verde il panno casentino è caratterizzato da una …”

[3] “Il panno Casentino. La tradizionale lana della valle dei tessuti. Il panno casentino è un tessuto che racconta un territorio, quello della valle del Casentino, nel cuore della Toscana. Il panno grosso , ricavato dalla tosatura delle pecore della valle, era apprezzato per lalta resistenza allusura e alle intemperie ed era adatto alle necessità di chi doveva vivere in viaggio o …”

[4] Il panno casentino è un tradizionale tessuto di lana tipico del Casentino. Il tessuto viene follato (infeltrito) per renderlo impermeabile e garzato per ottenere un lato peloso.

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