8 elicotterti sono quelli impegnati nella missione italiana con base a Erbil nel Kurdistan iracheno. Per proteggerli dal grande caldo che impedirebbe ai velivoli di funzionare al meglio i nostri genieri si sono ยซinventatiยป un hangar costruito con pezzi di teloni
Missioni italiane all’estero. I nostri militari non sono impegnati ย solo in Libia ma anche in Iraq. Francesco Grignetti รจ stato a Mosul, Iraq,ย dove gli elicotteri italiani guidano le azioni di recupero dei piloti alleati colpiti dai jihadisti e ne da notizia con un articolo su la Stampa
- A Mosul gli elicotteri italiani volano oltre le linee dellโIsisย FRANCESCO GRIGNETTI –ย INVIATO A ERBIL (IRAQ)
Si prepara lโoffensiva sulla cittร , il nostro contingente ha lโincarico di guidare le azioni di recupero dei piloti alleati abbattuti dai miliziani
Cโรจ una nostra missione da combattimento contro lโIsis di cui non sโรจ ancora parlato abbastanza. ร ufficialmente operativa da un mese a Erbil, in Iraq, regione autonoma del Kurdistan. Una missione difficile, pericolosa, di cui i nostri militari sono giustamente molto orgogliosi. In gergo Nato รจ chiamata ยซOperazione di personnel recoveryยป, di recupero del personale, ma tra i soldati รจ piรน conosciuta con il soprannome di Operazione Guardian Angels.
A Erbil gli italiani schierano 8 elicotteri – quattro da trasporto, quattro da combattimento – con relativi piloti, motoristi, meccanici, piรน un gruppo di incursori delle forze speciali. La missione, per dirla semplicemente, consiste nel recuperare, se servisse anche combattendo, un pilota alleato che si sia dovuto lanciare con il paracadute oltre le linee di Isis.
Finora non รจ mai servito. Ma capiterร . Giร , perchรฉ i ยซGuardian Angelsยป italiani, al pari di due altri team statunitensi schierati piรน a Nord e piรน a Sud, sono stati predisposti lungo il confine tra Kurdistan e area controllata da Isis in vista della battaglia di Mosul.
La battaglia per la riconquista di Sirte, in Libia, ci racconta molto di quale incubo sia riprendersi le cittร occupate dai terroristi di Isis. Dappertutto bombe artigianali, cunicoli, cecchini, attacchi suicidi. Incuranti delle loro perdite, e indifferenti alla sorte della popolazione, ogni cittร si trasforma in una piccola Stalingrado. La battaglia di Mosul, nel cuore dellโIraq, non sarร diversa, ma prevedibilmente sarร molto piรน sanguinosa perchรฉ Isis ha avuto tre anni di tempo per prepararsi. Ed ecco perchรฉ la Coalizione dei 64 Paesi anti-terrorismo a guida statunitense sta prendendo tempo. Per Mosul si prevede un attacco coordinato di peshmerga curdi, reparti scelti dellโesercito iracheno, milizie sciite. Lโattacco sarร perรฒ preceduto da una lunga campagna aerea. E qui cโentrano gli italiani.
Gli aerei della Coalizione martelleranno per settimane su Mosul prima di mandare allโassalto le truppe irachene. Ma i raid comportano rischi. E gli elicotteristi e incursori che lโItalia ha inviato a Erbil saranno gli ยซangeli custodiยป per i piloti.
Per il team tricolore รจ una prima volta. Mai prima dโoggi, nรฉ in Afghanistan, nรฉ in Iraq, nรฉ nei Balcani, eravamo stati reputati allโaltezza. Stavolta ce lโhanno chiesto, noi abbiamo accettato, il Parlamento ha deliberato con lโultimo decreto Missioni. Gli elicotteri sono stati trasferiti a pezzi in Iraq e lรฌ rimontati, e dopo un puntiglioso esame in loco, dal mese scorso abbiamo ottenuto il via libera dello stato maggiore Usa.

I nostri ยซGuardian Angelsยป, che a turno dormono accanto ai velivoli, garantiscono di essere pronti a decollare nel giro di unโora, giorno o notte, e di poter volare in profonditร nel territorio ostile. E qui cโรจ stato il primo problema tecnico non indifferente, risolto grazie allโitalica arte di arrangiarsi. Un elicottero, infatti, per motivi di aerodinamica, va in crisi se la temperatura al suolo supera i 50 gradi. E in Iraq, dโestate, succede spesso. Cosรฌ gli italiani, tutti assieme, dai piloti ai mitraglieri, si sono rimboccati le maniche e assemblando pezzi di tendone hanno creato dal nulla un paio di hangar dove proteggere almeno gli elicotteri Mangusta dal solleone.
Secondo problema risolto, la visione dโinsieme. Gli americani sono abituati a seguire il volo degli elicotteri dalla sala operativa attraverso i loro satelliti. Gli italiani hanno trovato unโingegnosa soluzione con una app per Ipad: il risultato รจ lo stesso, il costo non รจ comparabile. Ora gli americani vorrebbero comprare il nostro software.
Infine le procedure. Una missione di ยซpersonnel recuperyยป รจ quanto di piรน complesso e serrato si possa immaginare. Il pilota che sia costretto a lanciarsi con il paracadute attiva lโSos. La centrale operativa sposta immediatamente sul punto un aereo-radar di tipo Awacs che รจ in grado di ยซvedereยป quanto accade a terra. Decollano intanto aerei particolarmente potenti, detti ยซcannoniere volantiยป, che dovranno spazzare lโarea dove si trova il pilota se si avvicinassero automezzi nemici – le cannoniere volanti oggi partirebbero dalla base di Incirlick, in Turchia, domani chissร – e i droni per una protezione piรน ravvicinata.
ร chiaramente una corsa contro il tempo. Piรน si tarda ad arrivare, piรน il pilota rischia la cattura. Gli elicotteri in questo meccanismo sono i mezzi piรน lenti e i piรน esposti al fuoco nemico. ร previsto che arrivino per ultimi nellโarea dove cโรจ la persona da prelevare. Con droni e cannoniere viene creat un anello di fuoco, teoricamente insuperabile. E a questo punto tocca ai Guardian Angels: atterrano, recuperano il pilota, ripartono per le linee amiche. Se va bene, senza sparare. Se va male, abbattendo tutto quello che si muove.




