Logiudice a Il Pungiglione: “Lo scorso anno abbiamo sbagliato scelte di gestione. Mastalli? Merita grandi palcoscenici, giĆ  a gennaio e su Improta…”

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Le sue parole ai microfoni di Vivicentro

Pasquale Logiudice, ex direttore sportivo della Juve Stabia, ĆØ intervenuto in esclusiva a ā€œIl Pungiglione Stabieseā€, programma di Vivicentro.it:

Juve Stabia-Lecce non finisce mai con un risultato diverso da 3-2

ā€œJuve Stabia-Lecce il risultato non ĆØ cambiato anche se sono state due partite, quella vista lo scorso weekend e quella dall’anno scorso. Nell’ultima la Juve Stabia avrebbe meritato almeno il pareggio”.

Ecco cosa le ĆØ piaciuto di questa Juve Stabia? Rispetto alla gara contro il Bisceglie dove si era fatto davvero poco, aspetto evidenziato dallo stesso Caserta, contro il Lecce si ĆØ partiti col piglio giusto, anche se sono stati subiti 3 gol

“Durante la partita la Juve Stabia ha giocato da Juve Stabia, con tanto cuore. Sicuramente qualcosa non ĆØ andata, le due difese probabilmente non sono state molto attente e sono scaturiti 5 gol. Nel complesso la Juve Stabia ha subito gol nei momenti migliori con un Lecce in difficoltĆ  nell’interpretare questa fase di gioco. Dopo aver raggiunto il pareggio, si doveva gestire meglio la partita ma si ĆØ concesso il gol. Al Lecce, essendo una squadra esperta, non si posso concedere questi errori, perchĆ© cosƬ gli si facilita la partita. Però devo essere sincero, la Juve Stabia ha fatto la sua partita, meritava qualcosa in più. Sono rimasto un po’ deluso dal Lecce”.

Anche noi siamo rimasti delusi dal Lecce, una squadra che deve vincere il campionato. Nei primi trenta minuti di partita subisce il gioco della Juve Stabia, ma poi trova il gol che infiamma la partita.

“Penso che se la stessa partita fosse stata giocata al Menti, soprattutto per quanto riguarda i minuti finali, sotto la Curva, avrebbe potuto avere un epilogo diverso”.

C’è ancora l’affetto da parte di tutti i tifosi per la sua figura.

“L’affetto ĆØ reciproco. Ritornando alla vicenda dell’anno scorso, io sono rimasto coerente con le mie scelte e con il mio carattere. La Juve Stabia ĆØ stata una parte della mia vita attivitĆ  calcistica ed ĆØ una parte che di certo non potrò mai dimenticare. E’ stata un’esperienza molto positiva sotto tutti i punti di vista sia professionale che personale”.

In un calcio moderno in cui si riduce il numero degli over, passandoli a 14, oltre ad avere difficoltĆ  i giocatori a trovare squadre, ci sono le difficoltĆ  dei direttori sportivi come lei, ma soprattutto per gli allenatori, come ad esempio Pancaro, a trovare squadra. E’ un problema del calcio italiano o ĆØ colpa della crisi che sta portando alla riduzione dei costi e quindi a fare scelte influenzate dal ā€œprezzoā€ del professionista?

“La figura del direttore sportivo sta scomparendo negli ultimi tempi. Prima i presidenti delegavano, oggi sono parte attiva del calcio e hanno rapporti continui con i procuratori. Il direttore sportivo nelle categorie di serie CĀ  e serie B ĆØ divenuto più un team manager. E’ chiaro che ad un professionista, che può essere come me, piace sbagliare con la propria testa e per questo non ĆØ molto amato dai presidenti. Il fatto che sia rimasto fermo questa stagione ĆØ stato determinato anche da fattori personali”.

Secondo lei qual è il giovane più interessante della Juve Stabia e in futuro in quale categoria vede Mastalli?

ā€œMastalli dopo il campionato dell’anno scorso sta cercando conferma. Ritengo che debba fare un altro step in una categoria superiore: non parlo di un doppio salto ma di un passaggio in Serie B per continuare il suo percorso di crescita. Spero che a gennaio possa fare quel salto di qualitĆ . La Juve Stabia ha altri giovani interessanti, ma l’unico handicap ĆØ che non sono di sua proprietĆ ā€.

Un altro nome di un giovane che le piace oltre Mastalli?

ā€œSicuramente Strefezza, ĆØ un buon giocatore. Un altro ĆØ Redolfi, può ambire al salto di qualitĆ . Non dimentichiamo che abbiamo avuto Camigliano che giocava e non giocava ed ĆØ arrivato in Serie B. La Juve Stabia ha diversi under di qualitĆ  rispetto alle altre societĆ . E’ vero che ha diminuito gli over, ma comunque mantiene questi under abbastanza importanti. Rispetto alle scorse stagioni dove la maggior parte dei giocatori erano di proprietĆ , quest’anno sono perlopiù in prestito e negli anni successivi avrĆ  difficoltĆ  a fare cassa. Non dimentichiamoci che negli ultimi due anni e mezzo fino a quando mi ĆØ stata data la possibilitĆ  di operare, qualche soldino si ĆØ sempre riuscito a portarlo in un mercato, quello della Serie C, dove ĆØ difficile operare. Però si ĆØ sempre riusciti a capitalizzare qualcosa. Il mio ĆØ un lavoro che faccio con passione e come l’ho fatto da calciatore, la stessa passione l’ho trasportata anche da direttore. E’ importante trovare le persone giuste che ti affiancano, non tanto un progetto economico forte. Ci deve essere un ambiente serenoā€.

Quanto rammarico c’è per non aver concluso il lavoro l’anno scorso? Un lavoro che meritava di concludere fino al termine del campionato a Castellammare

“Il rammarico ĆØ tantissimo. Era una fase in cui tutto andava a gonfie vele. Avevo individuato delle cose da sistemare insieme al presidente. Tutti abbiamo contribuito a far vincere il campionato al Foggia, questa ĆØ la realtĆ . Il Foggia non ha vinto il campionato perchĆ© l’ha meritato, ma ha vinto perche gli ĆØ stato permesso di vincere. Tutti dicevano che Moltalto era acquisto sbagliato, ad oggi i dati dicono altro. Probabilmente abbiamo sbagliato le scelte di chi doveva gestire determinati aspetti. Forse per gestire una squadra importante come la Juve Stabia ci voleva altro. A volte ĆØ più facile gestire gli insuccessi che i successi. Probabilmente in quella parte di stagione, tutti quei successi hanno dato alla testa. Questa ĆØ stata la cosa più brutta, ci siamo fatti male da soli. Non essendoci nĆ© Benevento nĆ© la Salernitana, l’anno scorso poteva essere i campionato in cui si poteva giocare fino alla fine o almeno provarci. I successi di fanno perdere di vista la realtĆ ”.

Al Pinto di Caserta durante il match contro la Casertana c’era anche Improta. Possiamo dire un’accoppiata importate perchĆ© il primo anno dopo la retrocessione subito si ĆØ sfiorata la promozione con lei D.S. e Improta presidente. Il suo pensiero sulla figura di Gianni Improta, può essere la scelta vincente per mantenere gli equilibri?

“Mi sono ritrovato a Castellammare, Improta mi chiamò quando la Juve Stabia era ancora in Serie B, e mi chiese di essere il direttore sportivo. In passato con Gianni avevo giĆ  lavorato a Catanzaro dove lui faceva il direttore generale e io stavo cominciando la carriera come direttore sportivo, vincemmo il campionato. Ritornando a noi, Improta mi richiamò dopo due mesi, la Juve Stabia sondava diversi direttori sportivi, e fece digerire la mia figura a Manniello. Questo fa capire che rapporto c’era tra me e Gianni. Non posso parlare di lui perchĆ© sarei di parte: sa stare nel mondo del calcio, ĆØ il giusto catalizzatore, ĆØ una figura che potrĆ  portare dei benefici. Allo stadio [al Pinto di Caserta, ndr] ci siamo visti, ma non sapevamo che entrambi eravamo li. Poi ci siamo salutati affettuosamente abbiamo commentato la partita. E’ stato un incontro fortuito”.

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