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Aumentano gli striscioni di contestazione

“Aurelio De Laurentiis ha acquistato il Bari!”: questa affermazione ha scosso i tifosi del Napoli due sere fa. Ognuno di loro aspettava il grande colpo in attacco, la punta di diamante, il tanto acclamato top player. Invece, il patron partenopeo ha acquisito il titolo della squadra pugliese appena fallita (come fece anche con il Napoli). Le reazioni a questa notizia non potevano essere che di contestazione. Probabilmente, il Bari resterà sempre in secondo piano e sarà affidato al figlio Luigi, ma parte della città non riesce ad accettarlo.

Ecco quanto scrive l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“La città s’è svegliata con l’ennesimo colpo di scena: uno, due, tre e tanti altri striscioni esposti nelle zone più popolari, tutti contro Aurelio De Laurentiis. Una forma di contestazione che non lascia nulla all’immaginazione: i contenuti sono chiari, offendono il presidente del Napoli e lo invitano a mollare il club. Toni aspri, dunque, usati dallo zoccolo duro del tifo. A De Laurentiis le due curve hanno chiesto spesso di investire di più, di rendere maggiormente competitivo il Napoli. Cosa che la dirigenza ha sempre fatto, altrimenti squadra, città e tifo non sarebbero in pianta stabile, da 10 anni, nelle due competizioni europee. Ma non saranno i pochi milioni stanziati per rilevare il Bari a rendere più debole il Napoli. Non è stata la prima quella di ieri mattina e, probabilmente, non sarà nemmeno l’ultima”.

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