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Oggi si vota in Germania: come funziona? Chi sono i candidati?

Oggi si vota in Germania, i 3 principali candidati

Oggi si vota in Germania – Le elezioni parlamentari tedesche del 26 settembre segneranno la fine dei 16 anni al potere della cancelliera Angela Merkel. Poco altro è certo.

Quello che c’è da sapere sulle elezioni in Germania dove i tedeschi non votano direttamente per un cancelliere, ma sono i maggiori partiti che hanno nominato i loro contendenti per il posto di vertice.

Come funzionano le elezioni?

Le elezioni tedesche sono notoriamente complicate, mescolando il sistema del “first past the post” utilizzato in Gran Bretagna e la rappresentanza proporzionale. 

Ciò significa che più di 60 milioni di tedeschi aventi diritto al voto possono esprimere due voti ciascuno nell’ambito di un sistema elettorale che è proporzionale, ma con anche un’importante elemento maggioritario che lo completa e integra, per cui è possibile, e succede molto spesso, che un cittadino, nel primo voto esprima la preferenza per un candidato appartenente ad un partito X mentre, con il secondo voto, esprima la preferenza per un un’altro partito Y.

Il Primo voto, la Erststimme, è quello che gli elettori danno ad un candidato locale e rappresenta l’elemento maggioritario della legge elettorale tedesca che determina chi viene eletto, direttamente, nei 299 Wahlkreise (collegi elettorali) nei quali è suddivisa la Germania.

Il secondo voto, la Zweitstimme, è quello che gli elettori esprimono per un partito che non necessariamente deve essere quello del candidato votato con la prima indicazione, e quindi, in realtà, è quello più importante perché decide la dimensione della rappresentanza di un partito in parlamento, o il Bundestag.

I sondaggi prima dell’apertura dei seggi segnalano che ci sarà battaglia tra tre dei principali partiti in corsa:

il Partito Socialdemocratico di centro-sinistra,

l’Unione Cristiano Democratica di centro-destra della Merkel,

i Verdi

Comunque sia, nell’attesa dei risultati ufficiali, possiamo annotare che, più realisticamente, la Cancelleria appare alla portata di due uomini, entrambi sulla sessantina, che rappresentano i due partiti più affermati del Paese.

Olaf Scholz, 63 anni, dei socialdemocratici di centrosinistra, o SPD, ha cercato di presentarsi come il successore naturale della Merkel dopo il suo ruolo nel suo ultimo governo di coalizione come ministro delle finanze e vice cancelliere. Il suo stile politico asciutto e tecnocratico potrebbe averlo conquistato ai tedeschi in cerca di una mano ferma.

Armin Laschet, 60 anni, è il candidato della Democrazia Cristiana della Merkel e del suo partito gemello più piccolo. Il leader dello stato tedesco occidentale del Nord Reno-Westfalia, Laschet ha condotto una campagna incline alla gaffe ed è impopolare tra gli elettori. Ma ha il vantaggio di avere alle spalle una base di appoggio più solida del centrodestra.

Laschet si è avvicinato di più a Scholz nei sondaggi negli ultimi giorni. La società di sondaggi Forsa venerdì ha previsto che il blocco di Laschet otterrà il 22 percento dei voti, rispetto al 25 percento dei socialdemocratici di Scholz, mettendo la posizione di testa entro il margine di errore.

Annalena Baerbock, 40 anni, è l’esponente dei Verdi tedeschi che però, secondo il sondaggi, potrebbe ottenere un consenso pari al 17% per cui, sebbene all’inizio dell’anno spiccava in testa ai sondaggi ora,  presa di mira dai rivali per la mancanza di esperienza nel governo e coinvolta in domande sul suo curriculum con accuse di plagio, risulterebbe essere notevolmente in calo anche se, comunque, un risultato del 17% segnerebbe il loro miglior risultato nella storia.

In questo quadro e con queste prospettive, l’unica cosa certa nelle elezioni che si terranno oggi in Germania, segneranno la fine dei 16 anni al potere della Cancelliera Angela Merkel e che modellerà sia la politica del Paese che gli affari europei in generale.

Per tutto il resto è la gara più aperta che mai ci sia stata da decenni e l’esito del voto, secondo le previsioni, modellerà il futuro della più grande economia europea e della più ampia Unione Europea e dei suoi rapporti con alleati come gli Stati Uniti e rivali come Russia e Cina.

Quali altri partiti sono in corsa?

Il Partito Democratico Libero, pro-business, è un possibile partner di coalizione favorito per il Partito Socialdemocratico e l’Unione Cristiano Democratica. Questo gli conferisce un potenziale ruolo di creatore di re.

Anche il Partito socialdemocratico non ha escluso di rivolgersi a Die Linke, o alla sinistra, per avere sostegno. Ma c’è ancora qualche stigma legato a un gruppo costruito dai resti del successore del partito al governo della Germania dell’Est comunista. Le posizioni di politica estera di Die Linke includono la richiesta di sciogliere la NATO, rendendola un partner complicato per il governo.

L’Alternativa di estrema destra per la Germania, o AfD, ha fatto irruzione in parlamento quattro anni fa come il terzo più grande partito, spingendo una posizione anti-immigrati. I partiti tradizionali hanno escluso ogni possibile patto di coalizione con l’AfD.

Quando la Merkel lascerà la sua carica?

Non subito. La politica tedesca è sempre più frammentata per cui nessun partito dovrebbe emergere dalle elezioni con una maggioranza assoluta in parlamento il che comporterà negoziati di coalizione tra due o anche tre parti per formare un governo per i quali potrebbero volerci settimane o più. 

Unica cosa certa, e nota, è che dopo le elezioni del 2017 ci sono voluti più di cinque mesi per far insediare un nuovo governo, dopo i colloqui da record della coalizione.

Oggi si vota in Germania: come funziona? Chi sono i candidati? / Cristina Adriana Botis / Redazione