In ricordo di Giorgio Gaber: oggi avrebbe compiuto 83 anni

Giorgio Gaber nacque a Milano il 25 gennaio 1939, secondogenito di Guido, di origini istriane e di professione impiegato, e di Carla Mazzoran.
A nove anni un infortunio al braccio sinistro gli procurò una leggera paralisi alla mano.

In ricordo di Giorgio Gaber: oggi avrebbe compiuto 83 anni

Giorgio Gaber: chi era?

Giorgio Gaber, il cui vero nome era Giorgio Gaberscik, è nato a Milano, in Italia, il 14 luglio 1939 ed è morto lì il 1° gennaio 2003.

E’ stato un cantautore, commediografo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale italiano. Considerato tra i più importanti dello spettacolo e della musica italiana del secondo dopoguerra e un innovatore nell’uso della parola nella canzone, le sue canzoni sono ancora molto apprezzate dal pubblico.

Vita privata.

Non si sa molto della sua vita privata poiché ha sempre cercato di mantenere una certa riservatezza sulla sua vita personale. Tuttavia, si sa che è stato sposato per 42 anni con Ombretta Colli, miss Italia del 1961, cantante e attrice di discreto successo negli anni successivi,  che sposò a Chiaravalle Milanese il 12 aprile 1965 e dalla quale ebbe un’unica figlia, Dalia Gaberščik.

Le canzoni

Ha scritto e interpretato numerose canzoni che hanno segnato la storia della musica italiana.

Le sue canzoni sono state caratterizzate da un testo impegnato e ironico, in cui affrontava temi sociali e politici.

Tra i suoi brani più famosi troviamo “Io non mi sento italiano”, un album pubblicato nel 2003, poco dopo la sua morte

in cui si sente tutta l’amarezza, la disillusione, il disincanto di un uomo che ha attraversato la vita italiana dal dopoguerra ad oggi.

“Il conformista”, del 1971, che fa parte dell’album omonimo del 1970 e critica la conformità e l’ipocrisia della società italiana degli anni ’70. La canzone è diventata un classico della musica italiana ed è ancora popolare oggi.

“Signor G”,

“La libertà”: La canzone tratta del tema della libertà personale e della libertà di espressione.
È stata scritta e pubblicata nel 1968, durante un periodo di grandi cambiamenti sociali in Italia.
La canzone è diventata un inno per la generazione del ’68 e un simbolo per la lotta contro l’oppressione e la censura.

Il teatro degli orrori“,  un album pubblicato nel 1963.
L’album contiene brani di satira sociale e politica, scritti e interpretati da Gaber in uno stile comico e ironico.
È considerato un classico della canzone d’autore italiana e uno dei lavori più rappresentativi di Gaber.

Morte e causa

Il cantautore italiano Giorgio Gaber, noto anche come “il Signor G”, è morto il 1° gennaio 2003 a causa di un tumore al pancreas.

Le frasi celebri

  • “Date fiducia all’amore, il resto è niente.”
  • “Qualcuno era comunista perché era talmente ateo che aveva bisogno di un altro dio.”
  • “La libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un’opinione, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione.”

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