Messina, “docenti e studenti restano a casa, molti casi legati alle scuole”

Messina – “Docenti e studenti restano a casa, molti casi legati alle scuole. Azzolina, se vuole, impugni la mia ordinanza”. Lo ha detto il Sindaco Cateno De Luca. Messina, “docenti e studenti restano a casa, molti casi legati alle scuole” Mentre diventano cinque le “zone rosse” in Sicilia, decisione presa dal presidente della Regione Siciliana […]

Messina – “Docenti e studenti restano a casa, molti casi legati alle scuole. Azzolina, se vuole, impugni la mia ordinanza”. Lo ha detto il Sindaco Cateno De Luca.

Messina, “docenti e studenti restano a casa, molti casi legati alle scuole”

Mentre diventano cinque le “zone rosse” in Sicilia, decisione presa dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che per contrastare la diffusione del Coronavirus nell’Isola, ha istituito una zona off-limits a Cesarò (dove sono stati riscontrati 85 positivi) e San Teodoro (63 contagiati). Nella medesima provincia sono uscite dalle “zone rosse” Sambuca di Sicilia e Torretta , non ancora, Vittoria e Centuripe che invece lo saranno fino al 10 novembre.

A Messina le scuole resteranno chiuse  sino “a data da destinarsi”. Ad annunciarlo è il sindaco Cateno De Luca, che lo scorso 31 ottobre aveva emesso un’ordinanza per fermare  la didattica in presenza negli istituti di ogni ordine e grado.

La decisione di prorogare il provvedimento è arrivata dopo una nota dell’Azienda sanitaria provinciale che “fa emergere una preoccupazione massima perché il trend di contagio è in aumento inesorabile nella fascia di età tra i 20 e i 50 anni, dice De Luca.

“Nel periodo di stop scolastico abbiamo ricostruito la catena dei  contatti stretti dei positivi: diversi sono i casi direttamente nelle scuole dice il sindaco -. Se vuole, il ministro Azzolina potrà  impugnare la mia l’ordinanza. Venga il Governo e m’impugni  l’ordinanza. Preferisco questo piuttosto che mettere a rischio gli alunni e le loro famiglie”.

Poi: “Non consento a Razza e Musumeci di giocare sulla pelle dei siciliani continuando a mentire”, dice. Il primo cittadino si dice “preoccupato  per la situazione sanitaria dei nostri ospedali. I posti di terapia  intensiva sono estremamente carenti. I parametri individuati per  stabilire le criticità che ci hanno relegato nella zona arancione si  basano su dati inviati dalle Regioni. Il 25 ottobre la Sicilia ha dichiarato 504 focolai, la Campania 154, il Lazio 420. Tali Regioni stanno meglio della Sicilia per alcuni criteri, come l’indice di trasmissione che è più moderato del nostro”.

Mariella Musso

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