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Consigliere Scala sulle eterne incompiute stabiesi
Consigliere Scala sulle eterne incompiute stabiesi
Sud - politica

Il consigliere Scala: discutere sul Piano casa e degli altri problemi

Discutere su tutte le questioni per “non correre il rischio di essere spettatori nella nostra città”. L’invito di Scala a dire No sulle scelte dannose

Il consigliere Scala: discutere sul Piano casa e degli altri problemi

Castellammare di Stabia Nei giorni scorsi ViVicentro, a firma della collega Vincenza Lourdes Varone, ha pubblicato un articolo a proposito del “Piano Casa” per Marina di Stabia, all’interno del quale sono state riportate le perplessità, a tale proposito, del Consigliere comunale Tonino Scala.

E partendo da questa questione Scala ritiene che troppi sono i fatti che stanno interessando Castellammare che meriterebbero riflessione, discussione e partecipazione in relazione al fatto che “si stanno accumulando ritardi che non riusciamo a risolvere e a denunciare con la forza necessaria; stanno venendo al pettine nodi, scelte che peseranno per gli anni a venire”.

E proprio portando ad esempio quelle che sono le scelte prospettate per la realizzazione delle opere a terra per Marina di Stabia, che avrebbero meritato, per far prevalere l’interesse pubblico, altre discussioni e valutazioni, il consigliere riporta altri casi che segnano negativamente l’intera comunità.

Castellammare di Stabia, l'eterna incompiutaLe Nuove e le Antiche Terme, devastate, non utilizzate, vendute a pezzi; il Cantiere navale in grande sofferenza con il costante rischio di riduzione del personale nonostante la Fincantieri stia vivendo una fase positiva, opere pubbliche iniziate e sospese o non collaudate, il cantiere bloccato per il recupero delle Stimmatine, la situazione della Casa del Fascio (nella foto tratta da libero ricercatore), la posta al centro della città, tutte situazioni che sono “diventate simbolo di una città sospesa che non riesce a fare quel passo in più per riprendere il cammino che le spetta”.

Stessa cosa, aggiunge Scala, la mancanza di strumenti di programmazione per attingere a risorse economiche che sono bloccate e dunque l’impossibilità di utilizzarli per risolvere alcuni importanti problemi.

Tonino Scala va avanti ad elencare questioni che andrebbero affrontate e che registrano spaventosi ritardi a cominciare dal settore commercio per il quale emerge una situazione preoccupante con saracinesche che continuano ad abbassarsi, ad eccezione delle attività di somministrazione di alimenti e bevande che, e meno male, è il parere del consigliere, registrano una fase di ripresa anche se il Comune sta applicando un regolamento, assumendosi tutta la responsabilità, molto discutibile oltre che pericolosa.

“E’ questo un settore – aggiunge Scala – in cui occorre fermezza perché oggi è anche quello più appetibile per la camorra. In alcune parti della città regna il caos e l’abusivismo più totale; la zona dell’acqua della Madonna è l’esempio che più conferma quest’andazzo.
Accade vergognosamente tutto sotto gli occhi di chi dovrebbe controllare, ripristinare la legalità, reprimere gli abusi”.

Il consigliere puntualizza di non appartenere alla schiera di chi dice sempre no ed evidenzia, infatti, di aver apprezzato la soluzione e dunque la firma del protocollo sul museo alla Reggia di Quisisana.
A volte però “occorre avere il coraggio della denuncia, di dire no” è la convinta affermazione di Scala che insiste sulla necessità e sull’opportunità di discutere le varie questioni per “non correre il rischio di essere spettatori nella nostra città”.

Discutere delle opere a terra per la Marina di Stabia che presenta una serie d’implicazioni e problematiche, discutere per superare dubbi su quelle su alcune scelte urbanistiche e tutto ciò che ne consegue, con la consapevolezza che questo progetto rappresenta una grande occasione da non perdere.

Con l’impegno di farsi promotore di una iniziativa pubblica coinvolgendo le varie articolazioni della città, il consigliere Tonino Scala conclude una sua nota affermando che “Serve il confronto e la discussione, serve che la città sappia costruire un forte sostegno alle scelte e ai progetti utili, ma che sappia dire con altrettanta forza No a quelli che puntano solo a mettere in campo operazioni dannose per il futuro di Castellammare”.

Giovanni Mura

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