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Breve racconto del prossimo avversario della Juve Stabia: Cosenza, storia secolare tra trionfi e momenti bui

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Dopo la sosta la Juve Stabia è stata sconfitta in casa dalla Cremonese per 2 reti a 1.Domani alle 15 scenderà di nuovo in campo al San Vito Marulla di Cosenza per affrontare la squadra allenata da Massimiliano Alvini.

Questa in breve è la storia dei lupi Rosso Blu.

Le origini del Cosenza calcio

Fu Fondata il 18 novembre 1912 quando la Fortitudo Cosenza iniziò a disputare le sue prime amichevoli.La data di inizio ufficiale delle attività agonistiche del Cosenza calcio è data però 23 febbraio 1914.

I colori sociali sono il rosso e blu.Gioca le partite casalinghe nello stadio intitolato a Gigi Marulla ex attaccante dei silani con il maggior numero di partite disputate (330) e con 91 gol all’attivo.

La FIGC colloca il Cosenza al 55º posto nella graduatoria della tradizione sportiva dei club ad essa affiliati.Inoltre il club figura al 34º posto nella classifica perpetua della Serie B.

Alcuni dei momenti più belli del Cosenza calcio

Tra questi, possiamo ricordare:

  • La Coppa Anglo-Italiana vinta nel 1983, primo trofeo internazionale conquistato da una squadra calabrese.
  • La Coppa Italia di Lega Pro vinta nel 2014, anno del centenario del club.
  • Il ritorno in Serie B nel 2017-2018, sotto la guida di Piero Braglia, il Cosenza eliminò tutte le avversarie nei play-off compreso il Siena in finale.

I momenti più difficili del Cosenza calcio

Tra questi, possiamo citare:

  • La morte di Denis Bergamini nel 1989, in circostanze mai chiarite, che sconvolse l’ambiente rossoblù e il mondo del calcio.
  • La morte di Massimiliano Catena avvenuta nel 1992, vittima di un incidente stradale, che lasciò un vuoto incolmabile nella squadra e nella tifoseria.
  • I diversi fallimenti che hanno colpito il Cosenza nel corso degli anni, costringendolo a ripartire dalle categorie inferiori.

    Come nel 2002-2003 quando, a fine stagione, ci fu la cancellazione del club da tutti i campionati professionistici dopo quasi novant’anni di storia.

Calciatori

Il Cosenza calcio ha avuto nella sua storia molti calciatori che poi hanno lasciato il segno nel grande calcio.Tra questi, possiamo ricordare

Michele Padovano, attaccante che con il Cosenza ha ottenuto la promozione in Serie B nel 1988 e che poi ha giocato con Juventus, Monaco e Crystal Palace.

Giorgio Venturin, centrocampista che ha vestito la maglia del Cosenza e poi ha militato in Serie A con Torino, Napoli e Lazio.

Stefano Fiore, talento puro che ha esordito con il Cosenza nel 1993 e Nazionale azzurro.

Cristiano Lucarelli, attaccante di razza che ha giocato con il Cosenza nel 1995-96 e che poi ha segnato tantissimi gol con Livorno, Torino, Parma e Napoli.

Riccardo Zampagna, punta dai colpi importanti che fece sognare il San Vito nel 2000-01 e ha giocato in Serie A con Atalanta e Messina.

Altri calciatori importanti che possiamo ricordare sono Lentini, Strada, Zampagna, Altomare, Giandebiaggi, Savoldi, Silvestri e Maldonado.

Allenatori

Tra gli allenatori possiamo ricordare Gianni di Marzio (ex Juve Stabia), Eddy Reja e Alberto Zaccheroni.

Storia recente

Veniamo ai giorni nostri: nella stagione 2023-2024 la società rinforza la squadra con l’obiettivo di disputare i play off promozione, dopo un buon inizio con Mister Caserta, tuttavia la squadra si smarrisce e finisce a ridosso della zona play out.Il cambio in panchina con il ritorno di Mister Viali porta buoni risultati e il Cosenza si salva con due giornate di anticipo, senza però ottenere l‘accesso ai play off per la serie A.

In questa stagione la squadra è stata affidata a Mister Massimiliano Alvini.

Lo score del Cosenza:

19° Posto 6 PT: 2 vittorie 4 pareggi  3 sconfitte 7 gol fatti  9 gol subiti

In casa: 2 vittorie 1 pareggio 2 sconfitte 3 gol fatti  4 gol subiti

Fuori casa: 0 vittorie 3 pareggi 1 sconfitta 4 gol fatti 5 gol subiti

Mostre, al via ‘I grandi collettori lungotevere’, l’infrastruttura ‘nascosta’ di Roma

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(Adnkronos) – Un evento espositivo per raccontare in maniera documentale una infrastruttura storica della città.A questo è dedicata la mostra fotografica: “I grandi collettori lungotevere.

Una monumentale infrastruttura nascosta per Roma Capitale” inaugurata oggi nella sede dell’Archivio di Stato di Roma, Complesso di Sant’Ivo alla Sapienza e in programma fino al 29 novembre.La mostra si inserisce nella serie di eventi espositivi 'Racconti dalle carte dell’Ufficio speciale per il Tevere e l’Agro Romano' (https://archiviodistatoroma.cultura.gov.it/tag/uffico-speciale-del-genio-civile-per-il-tevere-e-lagro-romano/), curati dall’Archivio di Stato di Roma in collaborazione con l’università degli studi di Roma Tor Vergata, potendo inoltre contare sul partenariato scientifico di Acea Ato2 e della Sovrintendenza Capitolina ai beni culturali.  Con il patrocinio di Tevere Day – evento collaterale dell’edizione 2024 e Aipai – Associazioni Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale.

L’evento è a cura di Vincenzo De Meo (Archivio di Stato di Roma), Ilaria Giannetti e Stefania Mornati (Dicii, università degli Studi di Roma Tor Vergata), Massimo Spizzirri (Acea Ato2), con il coordinamento di Elena Eramo (DICII, università degli Studi di Roma Tor Vergata).Negli anni in cui Roma diviene la nuova capitale del Regno la soluzione alle devastazioni provocate dalle continue inondazioni che da secoli ne affliggevano le aree più depresse non può più essere rimandata.  Nel dicembre 1870, una straordinaria piena allaga la parte bassa della città, raggiungendo, l’altezza di 17,22 metri misurato allo 0 dell’idrometro di Ripetta.

Il 1° gennaio 1871 il Governo italiano affida a una Commissione d’ingegneri idraulici l’incarico di “studiare e proporre i mezzi di rendere le piene del Tevere innocue alla città di Roma”.La Commissione è presieduta dall’ingegnere Carlo Possenti, allora senatore e vicepresidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, e composta da undici tecnici, tra i quali Raffaele Canevari. Il 7 dicembre 1871 la Commissione propone un progetto che, in seguito noto come “progetto Canevari”, è adottato come base per la compilazione del progetto definitivo della sistemazione del Tevere in Roma, con il fine di creare nel tratto urbano del fiume un alveo regolare largo 100 metri, delimitato da monumentali sponde murarie pressoché verticali.

I muraglioni insommergibili alle piene, presentano, al piede, ampie banchine di approdo e, sulla sommità, nuove strade lungotevere il cui tracciato coincide con quello delle gallerie dei collettori delle fognature cittadine.Nel progetto, i collettori sono considerati parte integrante della difesa idraulica della città, in quanto la mancanza di manutenzione del sistema fognario antico – che risale al VI sec.

a.C., sviluppato nell’età imperiale come capolavoro dell’ingegneria idraulica romana, poi potenziato con lo sviluppo urbanistico della città rinascimentale – contribuì a peggiorare gli effetti dannosi delle inondazioni. Prima dell’avvio dei cantieri, il disegno dell’argine di Canevari è rielaborato dai tecnici dell’Ufficio speciale per la sistemazione del Tevere, rendendo le gallerie dei collettori indipendenti dalla struttura dei muri di sponda.Il progetto dei grandi collettori assume, così, i caratteri di una vicenda edilizia autonoma che si sviluppa parallelamente alla realizzazione dei muraglioni: la sua ricostruzione avviata attraverso la lettura delle carte sparse negli archivi storici, restituisce la cronaca di un monumentale cantiere che, diffuso sul territorio, accompagna la costruzione di Roma contemporanea, dalla fine dell’ottocento agli anni venti del novecento, fornendo interessanti tracce delle contaminazioni tra la storia dell’ingegneria e quella della città. Oggi i collettori bassi costituiscono una infrastruttura fondamentale dell’assetto fognario attuale della città di Roma e una monumentale opera di ingegneria idraulica, tutta da riscoprire.

In questo senso, gli studi presentati in questa mostra contribuiscono alla conoscenza, tutela e valorizzazione di questa monumentale infrastruttura.La mostra rappresenta il quinto evento espositivo della stessa serie, avviata nel 2020, nell’ambito di accordi di collaborazione scientifica tra il Dipartimento di Ingegneria Civile e Informatica (Dicii) dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata e l’Archivio di Stato di Roma per la valorizzazione del fondo archivistico del Genio civile di Roma, collezione documentaria fondamentale anche per i processi di tutela e salvaguardia del patrimonio costruito storico della città di Roma. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ciclismo, arriva il Grand Tour della Magna Grecia, prima edizione la prossima primavera

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(Adnkronos) – La Fondazione Magna Grecia e la Lega del Ciclismo Professionistico hanno siglato un Protocollo d’intesa per poter dare il via all’organizzazione del Grand Tour della Magna Grecia, un progetto di corsa ciclistica professionistica da realizzarsi su più tappe attraverso le regioni del Sud Italia, in calendario per la prossima primavera.Un’occasione per promuovere non solo lo sport e la cultura ciclistica, ma la sua storia, l’evoluzione sociale e l’innovazione tecnologica legate all’introduzione e all’uso della bicicletta. Tra i progetti collaterali al Grand Tour della Magna Grecia, l’organizzazione di convegni e seminari che mettano in relazione il ciclismo e la salute, fisica e psicologica, per la sensibilizzazione sui corretti stili di vita, il contrasto all’obesità e la riduzione dei costi della sanità pubblica, con particolare attenzione per le fasce dei più giovani e la silver age.  Il Grand Tour della Magna Grecia sarà anche al centro di un progetto di alfabetizzazione sulla cultura della mobilità green, in particolare nei contesti urbani, che promuoverà un turismo sostenibile alla scoperta dei luoghi storici dell’antica Magna Graecia. Il Presidente Nino Foti commenta: “Siamo lieti di aver siglato questo protocollo che ci consentirà di dare vita a un progetto ambizioso e significativo, che include il Tour ciclistico della Magna Grecia.

Un importante evento sportivo e un’occasione di crescita per le regioni del Mezzogiorno, che si vedranno protagoniste di un percorso in grado di celebrarle e promuoverle nelle loro ricchezze e potenzialità, ancora in gran parte sconosciute.Insieme a tutti coloro i quali vorranno aderire a questa iniziativa vogliamo porci l’obiettivo di tagliare insieme il traguardo di delineare nuove possibili opportunità per le regioni del Sud, nelle cui radici affonda la nostra storia”. Roberto Pella, Presidente della Lega del Ciclismo Professionistico, aggiunge: “Sono particolarmente orgoglioso di questa che è un’iniziativa importante a livello istituzionale per la Lega e, al contempo, un progetto di collaborazione fattiva a lungo termine.

Lavoreremo in maniera sinergica per promuovere e sviluppare il ciclismo professionistico nei territori delle Regioni del Sud coinvolte dal Grand Tour, appassionando sempre di più le nostre comunità e attraendo nuove risorse e nuovi pubblici in questa entusiasmante avventura”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Altroconsumo, quantum su reddito imponibile fiscale riduce di fatto stipendio netto

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(Adnkronos) – La manovra di Bilancio che è attualmente in discussione, e che potrebbe quindi essere modificata prima dell’approvazione a fine anno, ha ritoccato il taglio del cuneo fiscale, ovvero quanto rimane nello stipendio del lavoratore dopo aver tolto tasse e contributi versati per suo conto dall’azienda.Ma, secondo Altroconsumo, non è tutto oro quello che luccica: passare dalla riduzione dei contributi per la pensione a erogare un quantum sul reddito imponibile fiscale cambia le carte in tavola, riducendo, di fatto, lo stipendio netto. Per i redditi da lavoro dipendente fino a 20.000 euro l’anno, il bonus in busta paga previsto è una sorta di somma calcolata in rapporto al reddito: 7,1% per i redditi fino a 8.500 euro, 5,3% tra 8.500 e 15.000 e 4,8% da 15.000 a 20.000.

Sopra i 20.000 euro si trasforma in una detrazione d’imposta di 1.000 euro che scende fino ad azzerarsi per i redditi sopra i 40.000 euro.Il problema vero è capire su quale imponibile vengono calcolati questi bonus. Come è noto, ogni lavoratore dipendente possiede una Ral, il reddito lordo annuo, che è stabilito per contratto, e da essa si tolgono prima i contributi per la pensione, poi si applicano imposte e detrazioni.

La Ral non è altro che il reddito previdenziale lordo annuo, sul quale fino a quest’anno (2024), per i redditi più bassi, sono applicati degli 'sconti' su quanto devono versare di contributi.In particolare, a oggi, i lavoratori dipendenti con reddito lordo annuo previdenziale fino a 35 mila euro versano il 3,49% di contributi, contro l’ordinario 9,49%; mentre fino a 25 mila euro versano il 2,49% di contributi, contro il contro il 9,49%.

La novità è che nel 2025 questa riduzione non ci sarà più.Questa cosa impatta ovviamente anche sul calcolo del reddito imponibile fiscale. Ad esempio, se nel 2025 il dipendente prende un reddito fiscale di 15.000 euro, è perché ha un reddito imponibile previdenziale di 16.573 euro (16.573 – 9,49% = 15.000).

Nel 2024 chi ha un imponibile previdenziale di 16.573 euro, ha un imponibile fiscale di 16.160 euro (16.573 – 3,49% = 16.160), non di 15.000 euro.Allo stesso risultato si arriva se, ad esempio, nel 2024 il dipendente prende un reddito fiscale di 25.000 euro, perché nuovamente entrano in gioco i contributi previdenziali, che faranno ridurre l’imponibile fiscale nel 2025.

Quindi un reddito fiscale di 25.000 euro nel 2024 corrisponde a un reddito fiscale di 23.446 euro nel 2025 che equivalgono a una riduzione mensile della busta paga di 4 euro.Non si possono quindi considerare per i conti lo stesso imponibile fiscale, ma si deve partire dallo stesso imponibile previdenziale, altrimenti significa che il lavoratore ha ridotto la propria Ral.

In definitiva, chi ha un guadagno reale è chi ha uno stipendio di poco più di 2.000 euro al mese netti, poiché non beneficiava lo scorso anno del taglio dei contributi.Pertanto, chi già nel 2024 aveva una Ral tra 35.001 euro a 40.000 euro otterrà un reale e certo contributo in busta paga, infatti sia nel 2024 che nel 2025 il reddito viene decurtato da contributi previdenziali di uguale importo, portando quindi a un reddito imponibile fiscale invariato. Il vero conguaglio verrà comunque fatto con la dichiarazione dei redditi e, se il contribuente ne possiede altri oltre quelli da lavoro, si devono rifare nuovamente i conti e ci si può trovare a dover restituire la parte di detrazione ottenuta in busta paga, riducendo ancora di più il reddito netto.

Infatti, le variabili sono parecchie perché la manovra di bilancio parla di reddito complessivo e bisogna tener conto della composizione di questo: se sia tutto da lavoro dipendente oppure no. "Bisogna aprire gli occhi su cosa significhi realmente questa manovra per gli stipendi delle persone ed in particolare sul fatto che saranno proprio i redditi più bassi ad essere intaccati negativamente in quanto è per quelle soglie che i calcoli si tradurranno in una perdita di reddito mensile.Sappiamo bene che i consumatori stanno già facendo grandi sforzi, nel tentativo di far fronte alle spese essenziali, come le bollette, l'alimentazione o le cure.

Per molti a fine mese rimane poco, con effetti negativi anche sui risparmi, come confermato dall'ultimo Termometro Altroconsumo, che annualmente fotografa la capacità di spesa degli italiani.Certo la situazione cambia per i redditi superiori a 35.000 euro ma di fronte alla sfida del crescente costo della vita a fronte della diminuzione del potere d'acquisto per un gran numero di italiani, non è un segnale incoraggiante quello che viene dal Governo che sembra non prestare sufficiente attenzione alle fasce più vulnerabili.

Auspichiamo che nella fase di discussione parlamentare possano essere messi dei correttivi rafforzando il sostegno delle fasce più deboli, purtroppo allargatesi negli anni, e della loro reale capacità di spesa e consumo", dichiara Federico Cavallo, responsabile Relazioni Esterne di Altroconsumo. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Piero Pelù rinvia il tour: “Continua la mia guerra agli acufeni”

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(Adnkronos) – Piero Pelù ha annunciato oggi, venerdì 25 ottobre, lo spostamento alla primavera 2025 del suo 'Deserti tour' che avrebbe dovuto portarlo tra novembre e dicembre nei principali club italiani.L'annuncio è stato dato dall'artista, in un messaggio ai suoi fan: "Pare che ci risiamo…gli otorini mi hanno visitato e mi hanno imposto il riposo forzato: il mio duello con i fottuti acufeni continua ma voi sapete che io ho la pellaccia e la testaccia dura e non mi arrendo mai". "Ringrazio Friends and Partners, tutti i club, i mitici Bandidos, lo staff in tour e naturalmente tutti voi che avete già comprato i biglietti per l'amore che mi trasmettete ogni volta.

La festa nei club è solo rimandata ad aprile/maggio '25 e preparatevi che sarà più potente che mai!Vi voglio bene.

A presto". Questo il calendario aggiornato del tour: 14 aprile 2025 Milano Magazzini Generali; 23 aprile Padova Hall; 29 aprile Roma Largo Venue; 2 maggio Napoli Casa della Musica; 4 maggio Modugno (Ba) Demodè Club; 8 maggio Torino Hiroshima Mon Amour; 11 maggio Bologna Estragon Club e 16 maggio Firenze Viper Theatre.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, tenta di rubare monete dalla fontana del Tirreno: arrestato 46enne

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(Adnkronos) – Un uomo è stato arrestato per aver prelevato le monete lanciate dai turisti nella Fontana del Tirreno, in piazza Venezia a Roma.  Si tratta di un romeno di 46 anni, fermato da una pattuglia della Polizia Locale nella tarda mattina di oggi, dopo essere stato avvistato all'interno della vasca mentre cercava e portava via le monete.Quando la pattuglia si è avvicinata per farlo uscire e identificare, il 46enne ha tentato di divincolarsi colpendo uno degli agenti per darsi alla fuga, ma è stato subito bloccato e arrestato per furto, resistenza, lesioni e oltraggio a Pubblico Ufficiale, oltreché per vilipendio al sacrario militare dell’Altare della Patria.  L'uomo si trova al momento negli uffici di via della Greca, in attesa del processo per direttissima che si terrà domani mattina. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Benji & Fede di nuovo insieme con ‘Rewind’: “Ritrovata la magia, la nostra amicizia ora è più forte”

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(Adnkronos) –
Benji & Fede, all'anagrafe Benjamin Mascolo e Federico Rossi, sono pronti a tornare.Con un look casual e rilassato – Fede con occhiali da sole e camicia a fiori, Benji con cappello al contrario e una maglia che celebra il loro ritorno al live – il famoso duo musicale è stato ospite dell'Adnkronos per il lancio del nuovo album ‘Rewind’, disponibile da oggi: 12 brani che comprendono i singoli già usciti 'Musica animale', 'Estate Punk' e 'Caro Amico' ed altri 9 inediti.

E l’appuntamento con i fan è per il 16 novembre per la data evento già sold out all'Unipol Forum di Assago.Un ritorno – dopo 5 anni – segnato dalla maturità e da una rinnovata consapevolezza artistica. “Abbiamo ritrovato la magia di suonare insieme” o ora “la nostra amicizia è più forte e sincera”, raccontano i due artisti.  “La prima volta che ci siamo rivisti ho avuto la sensazione di una nuova ripartenza e di un’energia simile ai primi anni che ci siamo conosciuti”, racconta Fede. “Un tuffo nel passato ma con una consapevolezza, una maturità e un trascorso completamente diversi. ‘Rewind’ è un po’ come tornare indietro per ricordare le origini, ma con il bagaglio di esperienze accumulate che ci consentono oggi di fare il percorso che non abbiamo mai fatto e che avremmo potuto fare”, racconta Fede.  
E Benji torna sulla dolorosa separazione: “E' arrivata in un momento molto alto della nostra carriera a livello di numeri ma eravamo molto stressati e tesi.

Venivamo da 5 anni molto intensi, tour e dischi, e avevamo bisogno di staccarci e prenderci una pausa.Sentivamo il bisogno di sperimentare noi stessi e cosa significasse vivere e fare musica da soli.

Ora che siamo tornati insieme facciamo tesoro delle esperienze fatte da soli per dare un giusto valore questo progetto”.  
Il singolo ‘Caro Amico’, uscito il 18 ottobre, è il cuore autobiografico dell'album.Una lettera che racconta il ricongiungimento, uno sguardo onesto al passato. “E' la canzone che ha fatto nascere il disco ed è la prima che abbiamo registrato a gennaio.

Quando siamo entrati in studio e abbiamo fatto questa canzone ci siamo resi conto che c’era ancora quella magia nel fare musica e lavorare insieme”, afferma Benji.Questa nuova consapevolezza si riflette nella musica, nei testi, nelle scelte artistiche e di vita. "Le canzoni nascono dalle esperienze quotidiane", spiega Fede. "Un'emozione, una scelta, un momento vissuto a pieno diventano ispirazione". 
L'entusiasmo per il concerto all'Unipol Forum di Assago del 16 novembre è alle stelle. "I fan sono alla ricerca di una risposta, vogliono capire chi siamo oggi e soprattutto l'energia che scateniamo insieme", dice Fede. "Il forum sarà il punto di partenza per ripristinare quell'empatia e far capire al pubblico che oggi siamo tornati ma siamo anche persone diverse.

Siamo sempre pop, ma con una personalità più rock, più funky.Li porteremo in un nuovo viaggio".

Benji aggiunge: "Alla fine è il pubblico che decide.Siamo cresciuti insieme ai nostri fan, alcuni li abbiamo persi, altri ne sono arrivati.

L'importante per noi è cercare sempre di dare il massimo, con la musica e con i messaggi che trasmettiamo.Il sold out al Forum ci riempie di gratitudine". Guardando al futuro, Fede confessa una nuova passione: "Il cinema mi sta conquistando.

Ho iniziato a studiare recitazione, anche per una crescita personale.Mi piacerebbe fare un film, o più di uno".

E Benji non esclude un ritorno sul grande schermo: "L'esperienza cinematografica è stata importante, mi ha formato.Ora sono concentrato sulla musica ma in futuro chissà.

Il cinema è qualcosa di bello.Fare un altro film, se è il film giusto, assolutamente ci penserei".

Il successo di Benji & Fede richiama alla mente quello di grandi duo musicali italiani come gli 883, amplificato anche dalla recente serie Tv a loro dedicata.Alla domanda su una possibile serie Tv anche per loro, Benji sorridendo risponde: "Sarebbe bellissimo, ma abbiamo ancora tanta strada da fare.

Dobbiamo ancora 'mangiarne di crostini' prima di meritarcelo". 
"Fede mi ha aiutato molto, adesso sono più equipaggiato ma la vita è lunga e succedono tante cose.Non ho la presunzione di dire che so affrontare tutto perfettamente”, confessa Benji in merito al suo recente privato tormentato.

L’artista in questo ultimo anno ha condiviso molto della sua sfera personale: fragilità, dipendenze e tormenti.Ha raccontato della diagnosi di autismo ad alto funzionamento e di recente è tornato a parlare di salute mentale dopo la tragedia che ha colpito Liam Payne dei One Direction.  “Quando accade qualcosa di importante s
ento il bisogno di esprimermi", confessa Benji. "Che sia su un diario personale, in una canzone o sui social, devo esternare i miei pensieri.

Quando penso di essere competente su un argomento, di poter parlare con sincerità basandomi sulla mia esperienza, cerco di mandare un messaggio positivo.Abbiamo la fortuna di avere di avere persone che ci ascoltano e abbiamo la responsabilità di cercare di mandare messaggi positivi".

Oggi Benji, rispetto alle sue fragilità, si sente più forte: "Mi sento più equipaggiato per affrontare le difficoltà della vita perché comunque alcune cose le ho vissute molto intensamente, ne sono uscito e i miei errori sono state le mie più grandi lezioni.Mi sento più solido ma non ho la presunzione di dire che so affrontare tutto perfettamente". E Fede lancia l'appello: "Vorrei che si smettesse di considerare un tabù la fragilità.

Chiedere aiuto non è una vergogna.Rivolgersi a uno specialista, a uno psicologo o semplicemente a qualcuno che ci ascolti può fare la differenza.

Non c'è nessun tipo di vergogna in questo". "Nella società si sta sdoganando il pregiudizio, ma lo stereotipo di chi si rivolge a uno psicologo è ancora vivo", concorda Benji. "In realtà, credo che quasi tutti abbiano bisogno di qualcuno con cui parlare, di un supporto specializzato.Così come ci prendiamo cura del nostro corpo, dobbiamo prenderci cura della nostra mente”. "In parte anche la nostra pausa è stata per questo motivo", confessa Benji. "Avevamo bisogno mentalmente di staccarci da quella situazione".

Infine, Benji parla del ruolo di Fede nel suo percorso: "Durante la pausa ci siamo allontanati, ma ora la nostra amicizia è più forte e sincera.Fede mi ha aiutato molto, mi conosce meglio di quanto io conosca me stesso.

Mi ha consigliato e guidato, offrendomi una prospettiva diversa sulla mia vita". 
La musica, osserva Benji, "è cambiata molto e sicuramente, come in tutti gli ambienti, ci sono delle cose che non funzionano.Non giudico il panorama musicale, perché la musica è specchio della società e rispecchia ciò che le persone vivono.

Anche artisti con un linguaggio diverso dal nostro, come quelli del genere trap, esprimono la loro realtà e non sta a me giudicare.N
on posso dire, però, che mi piacciono i messaggi di alcune canzoni ma è giusto che ci siano.

Noi abbiamo la responsabilità di dire la nostra e cercare di mandare un messaggio positivo.Abbiamo la possibilità di farlo.

Poi quello che fanno gli altri è fuori dal nostro controllo". Rispetto a cinque anni fa, aggiunge Fede, "abbiamo più capacità di fare la musica che desideriamo.Vogliamo esprimere al meglio la nostra arte, nella speranza che il messaggi arrivi a 360 gradi.

Questa è l'unica cosa di cui mi importa".E poi: "Ascolto ciò che mi piace e sono indifferente al resto". "Siamo sempre stati romantici, parliamo d'amore e di speranza", spiega Fede. "E anche di nostalgia per il passato.

Vogliamo che il nostro pubblico, anche quello nuovo, percepisca la nostra emotività, ciò che proviamo quando scriviamo e cantiamo.La musica live è il vero veicolo della nostra arte". 
Essere oggi Benji & Fede, "significa portare messaggi positivi, sia attraverso le canzoni che a livello empatico.

Vogliamo usare la musica per aiutare gli altri.La pausa ci ha permesso di maturare individualmente, e ora possiamo mettere a frutto questa crescita insieme", affermano i due artisti. "Siamo appena ripartiti con 'Rewind', il nostro nuovo disco, e con il concerto al Forum Abbiamo tanta energia e voglia di fare, siamo fiduciosi", concludono. 
Sanremo? “L’idea ci stuzzica, siamo in fase di pensiero”, rispondono sulla possibilità di partecipare al prossimo festival di Sanremo condotto da Carlo Conti.

E Benji confessa: “L’anno scorso è stato il primo anno in cui l'ho guardato anche se non tutto perché dura tanto ed io di solito a mezzanotte crollo.Però è stato bello.

Mi ha fatto piacere vedere dei colleghi a cui voglio bene e poi è un bellissimo spettacolo, un bellissimo palco, un'ottima opportunità per tanti di far sentire la propria musica.Forse un giorno potrebbe essere un palco giusto anche per noi”.
 Anche Fede conferma il desiderio di partecipare: “Lo seguo da una vita, mi piace.

E’ un desiderio che ho da tanto tempo, però se ancora non è successo è perché probabilmente non c'era la consapevolezza giusta.Per Sanremo devi essere pronto, avere la canzone giusta, essere in pace con te stesso.

Forse questo è l'anno buono, o magari i prossimi.Sarebbe bello, saremmo pronti”.

E sulla presenza di un brano adatto al Festival, i due scherzano: "Qualcuna?Abbiamo più di una canzone.

Chi lo sa?Siamo in fase di pensiero, ma l'idea ci stuzzica". (di Loredana Errico) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cancro al seno, alla Festa del cinema di Roma va in scena la prevenzione

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(Adnkronos) – Al Festival del Cinema di Roma va in onda in questi giorni il film della vita, ma è una proiezione che potrebbe interrompersi in qualsiasi momento.Un'iniziativa promossa dall'Intergruppo parlamentare 'Nuove frontiere terapeutiche nei tumori della mammella' con gli specialisti oncologi, il supporto del mondo dell'industria farmaceutica, delle associazioni pazienti, di tutti gli attori coinvolti, per sensibilizzare la popolazione su un tema che investe migliaia di persone, famiglie e caregiver, con sofferenze e problemi correlati alla speranza di sopravvivenza e alle terapie personalizzate.  In ambito oncologico, la ricerca scientifica ha realizzato importanti conquiste, ma restano ancora alcune lacune da colmare, soprattutto in termini di tempistiche di accesso ai farmaci innovativi, sostegno alla ricerca di secondo livello e diagnosi precoce.

Molte pazienti metastatiche, infatti, si trovano di fronte una sopravvivenza limitata e a tempi di attesa per l'accesso ai trattamenti molto più lunghi rispetto al resto d'Europa, a cui si aggiunge una forte disomogeneità regionale, con alcune regioni in cui passano altri mesi dopo l'approvazione a livello nazionale. Per far fronte a queste esigenze, comunità scientifica, istituzioni, associazioni dei pazienti, ma anche personaggi del mondo della comunicazione e dello spettacolo, si uniscono in uno sforzo congiunto, presentato al pubblico con l'incontro 'Breast Cancer.Unmet need e nuove frontiere dell'oncologia', promosso dall'Intergruppo parlamentare Nuove frontiere terapeutiche nei tumori della mammella e organizzato da Improve srl, con la sponsorizzazione non condizionante di Gilead Sciences, che si è tenuto ieri nell'ambito della Festa del Cinema di Roma, presso l'Auditorium Parco della Musica. "Uno dei nostri obiettivi è favorire l'accesso ai farmaci innovativi e sostenere la massima rapidità nell'approvazione delle terapie al fine di favorire l'implementazione della ricerca a livello clinico – afferma Simona Loizzo, presidente dell'Intergruppo e membro XII Commissione Affari sociali della Camera – La nostra attenzione è da tempo rivolta al tumore al seno triplo negativo, la forma di carcinoma mammario più aggressivo, con un elevato tasso di mortalità e sopravvivenza a 5 anni appena dell'11%.

E' fondamentale che a tutte le pazienti sia assicurato nel minor tempo possibile l'accesso alle terapie innovative, già a disposizione in tutti gli altri Paesi europei.L'altro punto fondamentale è la sensibilizzazione in favore della prevenzione, con campagne che possano arrivare anche nelle comunità più periferiche.

Intervenire in un contesto come la Festa del Cinema di Roma rientra proprio nella nostra azione volta a coinvolgere la società in ogni sua sfaccettatura". "I dati sull'incidenza dei tumori della mammella indicano un lieve aumento, verosimilmente dovuto a una maggiore estensione delle indagini diagnostiche e di screening di popolazione nonché un aumento della sopravvivenza delle donne a 5 anni dalla diagnosi (88% di sopravvivenza) – evidenzia Francesco Saverio Mennini, capo Dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Ssn, ministero della Salute – Ciò significa che misure di prevenzione e di riabilitazione messe in campo stanno funzionando.Certamente dobbiamo fare ancora di più soprattutto per superare disparità ancora esistenti sul territorio in termini di prevenzione e cura".  "Come ministero – aggiunge Mennini – stiamo attuando gli interventi programmati in termine di potenziamento della prevenzione e dell'assistenza sanitaria al paziente oncologico, tra cui l'implementazione dei programmi di screening, il potenziamento dei servizi territoriali, l'incremento del numero delle Breast Unit e la definizione di indicatori che misurino gli esiti del trattamento offerto al paziente.

E' inoltre necessario studiare anche la performance dei device utilizzati, per comprendere se stiamo garantendo il meglio alle nostre pazienti in termini di ricostruzione.Per fare questo oggi in Italia abbiamo il Registro nazionale degli impianti protesici mammari nel quale, in soli 5 mesi dalla piena operatività sul territorio nazionale, più di 28mila pazienti sono stati già registrati.

Il registro è un ulteriore straordinario strumento, con cui il ministero della Salute è in grado oggi di monitorare e sorvegliare il paziente oncologico, intervenendo tempestivamente in caso di necessità, anche rintracciando i pazienti per sottoporli a specifici follow-up.Il registro ci restituirà inoltre importanti dati per la ricerca scientifica in campo clinico e biomedico e per la programmazione sanitaria". Il carcinoma mammario è una neoplasia molto diffusa in Italia: nelle donne, quasi un tumore maligno su 3 (30%) è un tumore mammario.

Nel 2022 – riporta una nota – nelle donne italiane sono state stimate circa 55.700 nuove diagnosi di tumore, con un aumento dello 0,5% rispetto al 2020.Tra le forme più aggressive vi è il tumore della mammella triplo negativo: rappresenta il 15% dei carcinomi mammari, circa 8mila casi all'anno in Italia e spesso colpisce le donne più giovani.

E' un tumore aggressivo, con elevata capacità di dare metastasi ad altri organi.La sopravvivenza mediana delle pazienti con tumore triplo negativo metastatico è di circa 14 mesi e a 5 anni sono vive circa l'11%, delle pazienti, una percentuale molto più bassa rispetto alle donne con altre forme di cancro mammario. "Negli ultimi anni ci sono stati importanti cambiamenti nel trattamento del carcinoma mammario triplo negativo – sottolinea Nicla La Verde, direttore Oncologia dell'Ospedale Sacco – Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli Sacco di Milano – Questo tumore non risponde ai trattamenti ormonali tradizionali e in passato aveva una prognosi peggiore, perché le opzioni terapeutiche erano limitate principalmente alla chemioterapia.

Tuttavia, grazie ai progressi scientifici, oggi abbiamo nuovi farmaci che possiamo utilizzare sia nelle fasi iniziali che in quelle avanzate della malattia.A seconda delle caratteristiche del tumore, le pazienti possono essere trattate con immunoterapia o con gli inibitori di Parp, farmaci che agiscono nelle pazienti che hanno mutazioni di Brca1/2, e farmaci anticorpo coniugati (Adc), costituiti da un anticorpo in grado di trasportare la chemioterapia a cui è legato direttamente all'interno delle cellule tumorali.

Questi nuovi approcci stanno migliorando le prospettive di guarigione per molte pazienti". Un altro sottotipo di tumore al seno, assai diffuso – prosegue la nota – è il tumore avanzato della mammella Hr+, che rappresenta circa il 70-80% dei casi: una parte delle donne con questo tumore sviluppa resistenza alla terapia endocrina, con il 15-20% dei tumori intrinsecamente resistenti e il 30-40% che sviluppa resistenza negli anni.Proprio perché questa neoplasia è molto diffusa, è fondamentale avere terapie di ultima generazione, sia attraverso un accesso velocizzato ai nuovi farmaci sia eliminando ogni disparità nell'accesso alle cure. "Recentemente, la chirurgia per il tumore al seno ha fatto grandi progressi – rimarca Oreste Gentilini, direttore Chirurgia senologica, Università Vita-Salute San Raffaele, Milano – Oggi riusciamo a ridurre la necessità di interventi invasivi, soprattutto sui linfonodi.

Tecniche moderne come la biopsia del linfonodo sentinella permettono di evitare operazioni più ampie, senza compromettere la guarigione delle pazienti.In alcuni casi è possibile non operare affatto sui linfonodi.

Un altro aspetto importante è l'uso dell'Ia: grazie allo studio 'Cinderella' finanziato dall'Ue, un algoritmo potrà mostrare al paziente una simulazione dei risultati post-operatori, aumentando la soddisfazione.Tuttavia, c'è ancora molto da fare: l'adesione alle campagne di screening è ancora limitata, anche se la diagnosi precoce può ridurre la mortalità del tumore al seno di oltre il 20%.

Inoltre, abbiamo bisogno di più studi indipendenti per valutare le tecniche chirurgiche e migliorare la prognosi e la qualità di vita delle pazienti". L'incontro 'Breast Cancer.Unmet need e nuove frontiere dell'oncologia' si è aperto con i saluti istituzionali del presidente XII Commissione, Affari sociali della Camera Ugo Cappelacci e del presidente dell'Iss Rocco Bellantone.

Il punto di vista delle associazioni pazienti è stato portato da Adriana Bonifacino, presidente della Fondazione IncontraDonna, e da Anna Maria Mancuso, presidente e fondatrice dell'associazione Salute Donna Onlus.Sui farmaci innovativi è intervenuto Paolo Foggi, dirigente settore Innovazione e strategia del farmaco – Aifa.

In conclusione, la testimonianza dell'attrice Monica Guerritore. "Da oltre 35 anni ci dedichiamo allo sviluppo di farmaci innovativi per trattare patologie gravi e migliorare la vita di milioni di persone in tutto il mondo – dichiara Federico da Silva, amministratore delegato di Gilead Sciences Italia – Il nostro impegno in oncologia, in particolare nel tumore della mammella, è in continua crescita e collaborare con istituzioni, clinici e associazioni pazienti è fondamentale per garantire che le terapie più innovative siano rese disponibili ai pazienti con tumore al seno nel minor tempo possibile.Il tempo è fondamentale quando si parla di salute e, ancor più, nei casi in cui la malattia avanza diventando metastatica, e agire uniti nell'accelerare il percorso di accesso e cura deve essere una priorità per tutti, in particolare per coloro che hanno preso parte a questo evento così importante". "Unire all'innovazione terapeutica un dialogo costante con i nostri interlocutori fa parte del nostro Dna e della nostra visione, ed è per questo che ci siamo fatti promotori di questo appuntamento importante per puntare i riflettori sul futuro prossimo", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Emilia-Romagna: ricerca Adnkronos, per Di Gregorio: “Male sicurezza, bene occupazione”

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(Adnkronos) – Per commentare la ricerca Adnkronos realizzata sulla piattaforma SocialData sui temi più importanti per i cittadini dell’Emilia-Romagna, in vista delle elezioni regionali, l’agenzia ha contattato Luigi Di Gregorio, docente all’Università della Tuscia e alla Luiss. “La ricerca evidenzia che la politica resta un tema dominante nelle conversazioni sui social – spiega l’accademico – sia perché trainata dalle campagne elettorali, sia perché costituisce un argomento divisivo per sua natura, e quindi fortemente ‘engaging’ e mobilitante. È interessante, tuttavia, rilevare quanto poco si parli di autonomia, che sembra dunque essere più un tema di rilevanza nazionale.Il che è paradossale dato che incide proprio sulle regioni.

La sicurezza invece resta un argomento sempre in agenda e con un sentiment molto negativo, un po’ per via degli episodi di cronaca (in Emilia-Romagna sicuramente anche a causa dell’alluvione), un po’ perché viviamo ormai un clima di incertezza globale che incide pesantemente sul percepito dell’opinione pubblica e che si autoalimenta nelle conversazioni sui social”. Ci sono altri elementi interessanti nella ricerca secondi Di Gregorio: “I dati sulle conversazioni online dell’Emilia Romagna rivelano tutto sommato una scarsa attenzione al tema della disoccupazione – il che è un buon segno e conferma i buoni trend occupazionali nazionali – mentre innovazione e soprattutto agricoltura generano parecchie discussioni.Ciò dipende, ovviamente, anche dalla forte vocazione agroalimentare della regione, oltre che dall’alluvione che ha impattato inevitabilmente su quel settore.

Il tema del Made in Italy non sembra particolarmente centrale nelle conversazioni, ma, proprio in Emilia-Romagna, si intreccia spesso al settore agroalimentare, per cui sono dati che in molti casi possono sovrapporsi”, conclude. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mamma non riconosce figlia dopo parto, infermiera la insulta: “Senza cuore”

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(Adnkronos) – A Bari una madre ha lasciato in ospedale sua figlia appena nata.Pur non conoscendone la situazione economica e personale, un’infermiera della struttura ha criticato aspramente la donna definendola “senza cuore” in un post sui social.

Il post, ora rimosso, conteneva anche una foto della neonata oltre ai giudizi personali sulla madre.La donna, però, ha visto quel post così come l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bari, che ha avviato un procedimento disciplinare per accertare eventuali violazioni del codice deontologico.

La vicenda si inserisce in un contesto storico-culturale già molto acceso su temi come la maternità, l’aborto e la gestazione per altri, recentemente diventata reato a giurisdizione universale secondo la legge italiana. Nel post, l’infermiera ha descritto la scelta della madre di abbandonare la bambina come una decisione di “freddezza inaudita”.Oltre a criticare la donna, l’infermiera ha lanciato un appello per raccogliere beni di prima necessità per la neonata, forse con l’intento di aiutare, ma la pubblicazione ha avuto conseguenze inaspettate.

Il presidente dell’Ordine di Bari, Saverio Andreula, ha confermato che saranno condotti tutti gli accertamenti necessari per determinare se sono state violate le norme professionali. L’infermiera coinvolta nel caso ha presentato una memoria difensiva, sostenendo che l’intenzione del suo post era quella di sensibilizzare la comunità locale e raccogliere aiuti per la bambina.Dal canto suo, il presidente Saverio Andreula ha dichiarato: “Eseguiremo tutti gli accertamenti che il caso impone e adotteremo l’opportuno provvedimento di competenza, nel determinare eventuali sanzioni a carico dell’iscritta”.  "Non abbiamo dati recenti, ma è un fenomeno in calo nella popolazione generale e anche tra le donne straniere.

Vuol dire che funzionano le alternative sicure come il parto in anonimato in ospedale o iniziative come le culle per la vita.Poi possono rimanere, purtroppo, casi eccezionali che spesso non hanno una buon esito per il neonato".

A fare il punto con l'Adnkronos Salute è Luigi Orfeo, presidente della Società italiana di neonatologia (Sin). Purtroppo non esistono numeri ufficiali recenti sul fenomeno dei neonati non riconosciuti. "Il dato ufficiale più recente disponibile è quello emerso dall'indagine, durata un anno, tra luglio 2013 e giugno 2014, condotta su un campione nazionale di 100 centri nascita ed effettuata dalla Sin: 56 sono stati i neonati non riconosciuti dalle mamme italiane su un totale di 80.060 bambini nati.Nel 62,5% dei casi si tratta di neonati non riconosciuti da madri straniere e nel 37,5% da mamme italiane, con un'età compresa tra i 18 e i 30 anni nel 48,2% dei casi". Orfeo ricorda che "il nostro sistema legislativo prevede il parto in anonimato.

Dopo aver partorito, infatti, la mamma ha la possibilità di lasciare il piccolo nella struttura ospedaliera che li ospita, senza riconoscerlo e restando anonima, a personale competente che si occuperà di lui fino all'affidamento ad un'altra famiglia.In questo modo il parto, pur nel rispetto della riservatezza e della privacy della donna, avviene in condizioni di sicurezza e in ambiente protetto, senza rischi per la mamma ed il neonato".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Crede di asistere all’aurora, ma è una fabbrica di pomodori: l”abbaglio’ colpa dei Led

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(Adnkronos) – Pensa di assistere allo spettacolo dell'aurora boreale, ma rimane delusa quando scopre che si tratta delle luci di una vicina fabbrica di pomodori.E' accaduto a Dee Harrison, 56 anni, di Ipswich, nella contea inglese del Suffolk. La donna ha caricato sui social le immagini con il bagliore rosa e rosso del cielo rosso sopra la città di Bramford,scatenando l'interesse di centinaia di persone, con molti che lodavano gli scatti "impressionanti", ma non tutto era come sembrava. "Erano le 05:15 circa, stavo guidando lungo Paper Mill Lane e ho visto che alla mia sinistra il cielo era rosso.

All'inizio ho pensato che stesse andando a fuoco qualcosa, ma quando ho parcheggiato ho potuto vedere questo cielo rosa intenso, che sembrava ancora più luminoso attraverso la fotocamera del mio telefono, così ho pensato che fosse un'aurora" ha raccontato a Bbc. Il “bellissimo” bagliore – visto presto la mattina di mercoledì – in realtà proveniva dalle unità di luce a LED di Suffolk Sweet Tomatoes, che vengono utilizzate per incoraggiare la crescita dei pomodori. "Sono rimasto un po’ delusa", ha detto sconsolata la donna.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fava (Inps): “Più occupazione per sistema pensionistico sostenibile”

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(Adnkronos) – "La formazione professionale è uno degli asset su cui costruire il futuro.Attraverso la formazione professionale, erogata nelle sedi regionali di competenza, i giovani impareranno nuove mansioni, nuovi mestieri e riusciranno così a inserirsi più rapidamente nel mercato del lavoro.

L’aumento della base occupazionale è l’unica ricetta capace di invertire la tendenza attuale che oggi vede più pensionati che lavoratori.Solo in questo modo riusciremo ad arrivare a un sistema pensionistico sostenibile".

Così il presidente Inps, Gabriele Fava, intervenendo durante la seconda giornata di lavori del 36esimo Seminario di formazione europea 'Formare al lavoro per trasformare la vita: il futuro adesso!'.L’incontro, organizzato a Palazzo Lombardia da Ciofs-Fp, il centro italiano opere femminili salesiane – formazione professionale, in collaborazione con Regione Lombardia, Ministero del Lavoro e delle Politiche sociale e Fondimpresa, accende i riflettori sulla formazione al lavoro in tutti i suoi molteplici aspetti.

Intervistato a margine del panel ‘Il contributo degli Enti storici della formazione professionale al benessere delle persone, dei territori, delle società’, il presidente Fava sottolinea: “Mi preme molto sollecitare i giovani affinché possano da subito pensare a costruire il loro salvadanaio previdenziale.A trent'anni dalla riforma Dini i giovani si troveranno con il sistema contributivo pieno, vuol dire che prima iniziano ad accumulare i contributi, miglior salvadanaio e quindi pensione si troveranno.

Da questo punto di vista – fa sapere – partiremo con una campagna di educazione previdenziale che avrà come principale obiettivo quella di ingaggiare i giovani e di fargli maturare la consapevolezza di pianificare il loro futuro partendo dall'apertura del loro estratto conto previdenziale”, le parole del presidente Fava. Rivolto ai giovani, Fava sottolinea: "È fondamentale parlare con i ragazzi e fargli maturare la consapevolezza di aprire l’estratto conto previdenziale e quindi stare lontano dal lavoro nero.Bisogna interloquire con i giovani e fargli capire qual è il loro salvadanaio futuro e qual è il percorso per costruirlo ed essere soddisfatti". "Bisogna far capire ai giovani che la formazione continua è fondamentale per costruire il percorso di vita professionale sul quale costruire anche quello personale”. “Tra le iniziative volte ad aumentare la base occupazionale, mai come in questo momento storico la formazione professionale gioca un ruolo fondamentale, perché consente di favorire l’acquisizione di competenze a una platea di persone, prevalentemente giovani, che non accederebbe ad altri percorsi formativi.

Un sistema, quello della formazione professionale, che ha rappresentato per quasi un secolo il fiore all’occhiello del nostro Paese e che deve tornare ad essere centrale nelle politiche attive”.Afferma Fava, che poi aggiunge: “Occorre assicurare opportunità di occupazione regolare, riducendone i tempi di transizione dal sistema di istruzione e formazione al lavoro con misure di politiche attive.

La pensione di domani si costruisce con il lavoro di oggi.Per garantire un sistema previdenziale sostenibile, è essenziale agire sul lato delle entrate, utilizzando diverse leve che possano aumentare il numero di lavoratori occupati e migliorare la qualità dell'occupazione, con conseguenti effetti positivi sui salari”.

L’obiettivo dell’Inps, ha concluso Fava, è quello di avvicinare chi è ai margini del sistema previdenziale, a cominciare dai giovani e dalle donne, nell’ottica del cosiddetto welfare generativo, partendo dall’attenzione all’estratto conto previdenziale. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lavoro, Colla (Regione E.Romagna): “Consulenti centrali per sicurezza e legalità”

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(Adnkronos) – "E' nota la mia stima per il lavoro che fanno i professionisti e i consulenti del lavoro sul terreno della sicurezza e della legalità.I consulenti del lavoro rappresentano la sussidiarietà di Stato, dobbiamo riscoprire questo tratto".  Lo ha detto Vincenzo Colla, assessore al Lavoro, Formazione e Sviluppo economico della Regione Emilia Romagna, intervenendo alla seconda giornata della Convention dei consulenti del lavoro a Bologna e annunciando l'avvio di un "bando per la formazione dei consulenti in ambito di digitalizzazione".  "Oggi dobbiamo capire -ha detto Colla- che siamo dentro a tre grandi crisi che dobbiamo affrontare: geopolitica, con le guerre che stanno bloccando gli investimenti, una crisi climatica e chi la rimuove fa un grande errore, e poi una crisi demografica molto forte, la natalità non è stata mai al centro dell'attività della politica".   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lavoro, Caridi (Ministero): “E’ il momento di ragionare su riforma politiche attive”

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(Adnkronos) – "Credo che sia il momento di ragionare su una riforma complessiva delle politiche attive del lavoro.Il dl 48 è stato un inizio ma non è sufficiente".

Lo ha detto Vincenzo Caridi, capo dipartimento delle politiche attive del ministero del Lavoro, intervenendo alla seconda giornata della Convention dei consulenti del lavoro in corso a Bologna.  Caridi ha sottolineato che "mai come ora abbiamo un confronto serrato con le Regioni, abbiamo la possibilità come Ministero dell'analisi dei dati per migliorare le politiche attive, Inapp e Sviluppo Lavoro Italia sono i nostri 'bracci'".  E secondo Caridi il punto "di svolta è stato dal ministro Calderone al G7 a Cagliari dedicato all'Ia applicata al mondo del lavoro, con la dichiarazione congiunta dei 7 grandi e la convergenza su 6 punti sull'applicazione dell'intelligenza artificiale alle tematiche del lavoro".E sull'intelligenza artificiale Caridi ha sottolineato che "molto del miglioramento di questa transizione deriva dalle capacità dei professionisti di governare i cambiamenti legati all'impatto dell'intelligenza artificiale.

L'intelligenza artificiale va governata, anche con la formazione, altrimenti il nostro destino è di essere sostituito dalle macchine", ha concluso.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Francesco Somma Sindaco di Pimonte: Castellammare e Pimonte due città unite dalla passione per il calcio

Francesco Somma, Sindaco di Pimonte,  è intervenuto nel corso del programma “Juve Stabia Live Talk Show”  che va in onda ogni giovedì sera alle 20:30 sui canali social di ViViCentro Network.Le dichiarazioni di Francesco Somma, sull’attuale momento della Juve Stabia e sulle attività messe in atto nella città da lui amministrata, sono state raccolte e sintetizzate dalla nostra redazione.

Un gradito ritorno qui a Juve Stabia live per Francesco Somma, Sindaco di Pimonte.

“Grazie 1000 per questo invito, ritorno con piacere soprattutto in questo luogo, il Sonny’s, in questo ristorante mentre si sente un bel profumino.A Pimonte ci sono ancora tantissimi tifosi della Juve Stabia; addirittura, il mio vicesindaco è un’ospite fisso del Romeo Menti saltando a volte anche il consiglio comunale per vedere la partita.Tra i calciatori della Juve Stabia che si confermano sempre di più come certezze metto Adorante, anche lo stesso portiere, Thiam, che è vero è incappato in un piccolo errore ma è stato straordinario.

La riqualificazione del campo sportivo comunale

A Pimonte c’è una tradizione calcistica importante interrotta forse solo negli ultimi anni a causa di un disguido al campo sportivo che la nostra amministrazione sta cercando di risolvere nel migliore dei modi.I miei ragazzi sono giovani competenti, veramente ragazzi in gamba.Oggi sono arrivati i rotoloni di erba sintetica che rivestirà il nostro campo che quindi a breve tornerà ad essere a disposizione dei pimontesi.Pimonte ha un impianto sportivo che ha ospitato tante squadre fin dal gli anni 70.

E’ una tradizione che si è interrotta  da pochi anni ma che è pronta a ripartire ed è un vero e proprio tempio dello sport perché da dove insomma si gioca a pallone a Pimonte si ha una visione fantastica di tutto il Golfo di Napoli ,del Vesuvio e di tutta la costa stabiese.

I rapporti tra i sindaci di Castellammare e di Pimonte sono ottimi

Devo ringraziare Juve Stabia Live che mi ha permesso in una precedente ospitata di conoscere l’amministratore Polcino che è veramente una persona di grandi vedute e col quale è nata subito una sintonia e una simpatia reciproca.Ci siamo sentiti più volte in questi mesi.Con il Sindaco Vicinanza c’è un ottimo rapporto e non è detto che possa nascere una buona collaborazione tra di noi anche a livello sportivo.

Sulla partita con il Cosenza

Sulla partita con il Cosenza ci sarà un risultato rotondo a favore della Juve Stabia.Penso che ci sarà il pronto riscatto.Ogni volta non riesco ad individuare il risultato preciso ma dico che le Vespe conquisteranno i tre punti.Domenica 27 ottobre 2024 vi aspetto tutti alla sagra della Castagna presso l’agriturismo “La Quiete” per stare un pò in nostra compagnia e godere dei prodotti che la nostra terra mette a disposizione di tutti

Infortuni, Bignami: “Grazie a ministro Calderone per attenzione a vicenda Toyota”

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(Adnkronos) – "E' doveroso da parte di un emiliano romagnolo, oltre che esponente di questo governo, di dare atto al ministro Calderone dell'attenzione che ha riservato al nostro territorio non solo sulla vicenda alluvionale del 2023 ma anche sui fatti di questi giorni.Un pensiero va a Lorenzo e Fabio, i due ragazzi periti nello scoppio nell'azienda Toyota qui vicino, e permettetemi di ringraziare il ministro Calderone che prima di venire qui ha voluto incontrare tutte le autorità locali impegnate su questo fatto drammatico.

Un gesto di attenzione e vicinanza e attenzione, nel rispetto dell'attività della magistratura".  Lo ha detto Galeazzo Bignami, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti intervenendo alla seconda giornata della Convention dei consulenti del lavoro in corso a Bologna, dove questa mattina la ministra Calderone ha partecipato a una riunione con il Prefetto, l'Ispettorato nazionale del lavoro e il Comando dei vigili del fuoco per un aggiornamento sulla situazione relativa all'incidente avvenuto alla Toyota handling.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra, De Romanis: “Ridurre debito pubblico rende più forti in contesto incerto”

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(Adnkronos) – "Mettere le mani nei conti dello Stato non è un bene solo per i Conti stessi, ma è anche una questione di equità perchè tanti bonus e detrazioni spesso vanno a chi non ne ha bisogno.E con questa manovra si è iniziata a fare una selezione, con un tetto ai redditi e ai carichi famigliari.

Ridurre il debito pubblico ci rende più forti in un contesto sempre più incerto.Non abbiamo bisogno di bonus ma di stabilità, in modo tale da fare crescere il lavoro.

Così si entra in un circolo virtuoso e si abbandono il circolo vizioso".Così l'economista e docente Luiss, Veronica De Romanis, rispondendo, dal palco della Convention dei consulenti del lavoro a Bologna, alle domande della giornalista Francesca Parisella sul suo ultimo libro 'Il pasto gratis', edito da Mondadori.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torino, neonato salvato da cecità con chirurgia in 3D: è il primo al mondo

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(Adnkronos) –
Un neonato di 40 giorni è stato salvato dalla cecità con un intervento di chirurgia in entrambi gli occhi utilizzando la tecnologia in 3D.L’operazione, eseguita nel reparto di oculistica delle Molinette della Città della Salute di Torino, è il primo intervento al mondo che ha utilizzato questo tipo di chirurgia su un bimbo di pochi giorni.

Il piccolo paziente era affetto da cataratta congenita associata ad una rarissima e grave patologia della parte posteriore dell’occhio, causata da un incompleto sviluppo anatomico dell’occhio.  Alla nascita il bimbo non presentava alcun problema di salute, ma già nei primissimi giorni di vita è stata rilevata la presenza di un anomalo riflesso bianco, leucocoria, in corrispondenza della pupilla che ha consentito un intervento tempestivo per garantire un possibile sviluppo della capacità visiva.Se, infatti, non si fosse intervenuti entro pochi giorni, il bambino sarebbe inevitabilmente andato incontro ad una condizione di cecità, senza possibilità successiva di un recupero della vista.

Dopo l'operazione, il piccolo paziente sarà sottoposto a monitoraggio postoperatorio per valutare la risposta dell'occhio alla chirurgia e garantire il miglior recupero visivo possibile.  “La tempestività dell'intervento e la competenza degli specialisti di tutti gli ospedali della Città della Salute di Torino sono state determinanti per offrire al neonato una possibilità concreta di vedere la bellezza del mondo attorno a sé”, ha commentato Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte e Giovanni La Valle, direttore generale della Città della Salute di Torino ha aggiunto: “L’intervento rappresenta un esempio significativo dei progressi della chirurgia oculistica e di come l’utilizzo delle innovazioni tecnologiche alla Città della Salute di Torino permettano di affrontare i casi più complessi, fino a poco tempo fa ritenuti non trattabili”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lavoro, Nicastro (Sviluppo Lavoro Italia): “Sforzo su integrazione azioni Ministero e Regioni”

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(Adnkronos) – "Il nostro sforzo in questo momento è concentrato sull'integrazione delle attività dei programmi del ministero e quelli regionali per evitare di duplicare interventi.E l'accelerazione della spesa dei programmi nazionali Gol e Pnrr.

La nostra forza è data dalla nostra capillarità su tutte le regioni, possiamo raggiunge tutti i luoghi geografici".Lo ha detto Paola Nicastro, presidente di Sviluppo Lavoro Italia, intervenendo alla seconda giornata della Convention dei consulenti del lavoro in corso a Bologna.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

De Luca (Consulenti del lavoro): “Politiche attive del lavoro ancora più incisive con tecnologia”

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(Adnkronos) – "E' necessario capire come con la transizione tecnologica si possono attivare ancora di più le politiche attive e esser ancora più incisivi sul mercato del lavoro.Lavorare sulle politiche attive vuol dire creare valore, lavoro, opportunità per tutti.

Si deve agire ancora di più sul mondo del lavoro femminile.E oggi parleremo anche di questo".

Così Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, aprendo a Bologna la seconda giornata della Convention dei consulenti del lavoro, dedicata a 'Competenze e intelligenza artificiale: i nuovi scenari della formazione'.  De Luca ha ricordato anche "i numeri importanti di quanti sono collegati e che ci seguono a distanza, tra loro molti dirigenti della Romagna che hanno difficoltà logistiche a venire qui pur essendo vicini per via del maltempo". "Dopo oltre vent'anni dalla legge Biagi, si è riaffermato un principio fondamentale: non può esistere un diritto senza un dovere.I nostri padri costituenti lo hanno scritto a chiare lettere nell'articolo 4 della Costituzione.

Dopo vent'anni abbiamo visto realizzati i principi della legge Biagi, una norma che basava tutto su due grandi direttrici: l'adattabilità e l'occupabilità.E oggi noi ci troviamo finalmente in un sistema giuridico lavoristico che dà piena attuazione all'articolo 4 della Costituzione, che dà piena attuazione alla legge Biagi, vero caposaldo del diritto del lavoro moderno.

Avere un lavoro è un diritto, cercarselo è un dovere".  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)