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Elon Musk e la retromarcia: “Decide tutto Trump”

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(Adnkronos) –
"Decide il presidente Trump".Elon Musk sceglie il low profile, ridimensiona il proprio ruolo e cerca di mettere il silenziatore alle voci che fanno riferimento a tensioni tra 'Mr X' e il cerchio magico di Donald Trump.

Il magnate, determinante nella campagna elettorale e presenza fissa accanto al presidente nelle ultime settimane, prova a uscire dalla luce dei riflettori.Le nomine di questi giorni, dice, sono tutte frutto delle decisioni di Trump. "Per essere chiari, per quanto io abbia espresso la mia opinione su qualche candidato, molte delle scelte sono state fatte senza che io ne fossi a conoscenza e le decisioni sono al 100% del presidente", dice il magnate in un post in cui definisce Trump "una persona straordinaria con un eccellente senso dell'umorismo".  
Musk, con Vivek Ramaswamy, guiderà il Doge, il Dipartimento per l'efficienza governativa che dovrà razionalizzare la macchina burocratica tagliare dove ci sono sprechi. "L'arroccata e sempre in crescita burocrazia rappresenta una minaccia esistenziale alla nostra repubblica, ed i politici l'hanno favorita per troppo tempo", dicono i due miliardari a cui Trump ha affidato il compito di rivoluzionare l'apparato di governo, spiegando in un articolo sul Wall Street Journal come faranno cadere la loro scure su personale e spese federali. Sin dall'inizio dell'articolo è chiaro che l'obiettivo sono "i burocrati non eletti, decine di migliaia ogni anno" che "promulgano regole e regolamenti", insomma quel 'deep state' contro il quale Trump giurato vendetta.

Il loro potere non solo "è antidemocratico e non etico rispetto alla visione dei padri fondatori" ma anche "impone massivi costi diretti e indiretti sui contribuenti", scrivono i futuri capi dell'Ufficio per l'efficienza governativa, Doge. "Fortunatamente abbiamo l'occasione storica di risolvere il problema" scrivono ancora ricordando che loro sono "imprenditori, non politici, serviamo come volontari esterni, non funzionari federali e, a differenza di commissioni non scriveremo rapporti, ma taglieremo costi".E per a farlo stanno reclutando "un team snello di crociati della riduzione del governo", scrive ancora l'uomo più ricco del mondo dicendosi certo che potrà rapidamente tagliare "500 miliardi", cominciando a sopprimere le sovvenzioni alle emittenti pubbliche e associazioni "progressiste" come Planning Parenthood, la catena di consultori che assiste le donne per l'interruzione di gravidanza.  Ad esattamente due mesi dall'insediamento alla Casa Bianca, e solo due settimane dopo la vittoria elettorale, Trump ha quasi completato la squadra di governo, con un fuoco di fila di nomine di fedelissimi, nomine in alcuni casi controverse.

L'unico tassello importante della prossima seconda amministrazione Trump mancante è quello del Tesoro, che potrebbe arrivare a breve. Ad indicare questa possibilità il fatto che sia stato nominato segretario al Commercio Howard Lutnik, il Ceo di Cantor Fitzgerald attualmente co presidente del team di transizione, che per giorni si era conteso il Tesoro con il manager degli hedge fund, Scott Bessent.Nella corsa era entrato a gamba tesa anche Musk che la fine della scorsa settimana, proprio mentre Bessent andava a Mar a Lago per incontrare il presidente eletto, si schierava per Lutnick come vero "agente del cambiamento", mentre con Bessent sarebbe stato "business as usual". L'opposizione tra i due aveva spinto Trump ad allargare la rosa dei candidati, includendo l'ex governatore della Kevin Warsh, già governatore della Federal Reserve, Marc Rowan, ceo di Apollo Global Management, il senatore del Tennessee Bill Hagerty, oltre a Robert Lighthizer, già segretario al commercio nella precedente Amministrazione Trump.

Secondo le fonti della Cnn, tutti i candidati sono stati vagliati dal team ed hanno incontrato Trump e quindi la nomina sarebbe imminente. Per quanto riguarda invece le nomine controverse, che stanno incontrando una certa resistenza anche da parte di esponenti repubblicani del Senato che dovrà confermarli, è da notare che il vice presidente eletto JD Vance, senatore dell'Ohio, ha preso l'iniziativa recandosi a Capitol Hill insieme a Matt Gaetz, l'ex deputato di estrema destra nominato alla guida del dipartimento di Giustizia, che è la nomina più in bilico.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fratelli d’Italia, si accende dibattito su fiamma tricolore: va tolta o no?

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(Adnkronos) –
Spegnere la fiamma tricolore o lasciarla divampare ancora?Per un giorno Fratelli d'Italia torna a discutere del proprio simbolo, dopo le parole del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, che per il futuro non esclude un addio allo storico simbolo eredità del Msi. "Se vogliamo andare avanti, e noi certamente vogliamo guardare avanti cioè al futuro, allora arriverà anche il momento di spegnere la fiamma", spiega Ciriani accendendo il dibattito interno.

In tanti in Transatlantico a Montecitorio si chiedono le ragioni delle dichiarazioni di Ciriani, un fedelissimo di Giorgia Meloni, pubblicate dal 'Foglio' ma frutto di un'intervista rilasciata a Stresa venerdì scorso: "Ha lanciato il sasso nello stagno su input della premier per vedere l'effetto che fa" o è stata una "uscita a titolo personale?".   Il tema fa discutere e divide.C'è chi considera quella di Ciriani una 'fuga in avanti' da derubricare a boutade, e chi, invece, la legge come uno spunto di riflessione politica che inevitabilmente porterà ad affrontare e risolvere una volta per tutta e senza traumi il tabù legato al dilemma 'fiamma sì, fiamma no', che Guido Crosetto aveva sollevato nel gennaio 2019 quando era coordinatore del partito di via della Scrofa ("In futuro si può anche togliere"), provocando un polverone di polemiche. 
Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, parlando con l'Adnkronos, si iscrive al partito di coloro che vedono come il fumo negli occhi lo spegnimento della fiamma: "Parliamo di una storia antica che ha vinto, diversamente da altre che sono state sotterrate in pochi decenni.

Quasi il 30 per cento degli italiani – ricorda il padre dei 'Gabbiani' – ha messo una croce sul nostro simbolo, che contiene la fiamma tricolore, non mi pare che i cittadini si pongano questo problema.Anzi, forse ci scelgono anche perché abbiamo la fiamma, bella ma nemmeno troppo originale.

In tanti la usano nel proprio logo".  
Fratelli d'Italia, osserva Rampelli, "nasce senza fiamma, poi l'abbiamo recuperata, più per stroncare una congiura di alcuni ex colonnelli di An che volevano sabotarci che per convinzione.Ma ora c'è e penso sia logico lasciarla".

Anche il senatore Roberto Menia è dello stesso avviso: "Sono entrato in Parlamento da missino e continuo a considerare la fiamma tricolore il simbolo della mia vita, un simbolo integerrimo che ha dimostrato sempre purezza.Mi rappresentava 40 anni fa e mi rappresenta tuttora".

Ma sono molti gli esponenti di spicco del partito ad aprire a una modifica del simbolo: "Anche il mondo finirà prima o poi…", è la battuta che il presidente del Senato Ignazio La Russa regala ai cronisti.Fu, del resto, proprio La Russa a depositare nel 2012 uno dei primi vessilli di Fdi senza la fiamma, ma con la dicitura "centrodestra nazionale" accompagnata da un cordino tricolore.  "Quando l'argomento dovesse essere posto nelle competenti sedi politiche, non vi sarà difficoltà ad affrontarlo", dichiara il capogruppo alla Camera Tommaso Foti: parole che trovano la condivisione di Riccardo De Corato, Manlio Messina ed Emanuele Loperfido, che mostra fiero sulla giacca la spilla con la fiamma ma si dice pronto a rinunciarvi.

Si trincera dietro il più classico dei no comment, invece, l'ex leader di An Gianfranco Fini, interpellato telefonicamente.  In vista di un possibile ritocco al simbolo di Fdi la domanda è d'obbligo: cosa perderebbe (o guadagnerebbe) Fratelli d'Italia in caso di addio alla fiamma tricolore?Si tratterebbe di una mossa vantaggiosa o controproducente?

Il giurista Gabriele Maestri, esperto di simboli di partito, la vede così: "I militanti dalla storia più lunga – osserva il blogger, parlando con l'Adnkronos – potrebbero sentire mutilata quell'esperienza politica, non vedendo più il simbolo delle origini, ma difficilmente abbandonerebbero il partito solo per questo".  Per i simpatizzanti di Fdi che hanno iniziato a votare Meloni in un secondo momento, invece, il superamento della fiamma potrebbe essere un elemento positivo: "I militanti e gli elettori arrivati in seguito, potrebbero non avvertire nessun particolare cambiamento concreto; anzi, apprezzerebbero soprattutto il venir meno di un argomento utilizzato spesso contro Fdi, con l'idea di costruire anche sul piano grafico un partito conservatore contemporaneo", prosegue Maestri, ricordando come in origine il simbolo di Fdi non contenesse la fiamma:  "Il partito era nato senza.La fiamma fu chiesta alla Fondazione An per evitare che altri utilizzassero quel simbolo: ora, oltre dieci anni dopo averne ottenuto l'uso, quel bisogno probabilmente si è affievolito".

Il futuro è tutto da scrivere: "Sarebbe interessante immaginare se si troverà un simbolo nuovo, magari lavorando sul leone dei Conservatori e riformisti europei, o se si rinuncerà del tutto a raffigurare quelle idee politiche", conclude Maestri.  ''Può sembrare assurdo, tutto sommato a me sta bene che tolgano la fiamma, perché così almeno finisce questa presa in giro…'', dice all'Adnkronos Giuliana de' Medici Almirante, figlia dello storico leader missino Giorgio e di Donna Assunta. ''Ci stanno prendendo in giro con questa fiammella, la lasci stare -avverte Giuliana dè Medici, attuale segretario generale della Fondazione Almirante- chi ormai non ha più niente a che vedere con il Movimento sociale italiano né nel modo di essere e di fare, né per le idee che portano avanti.Almeno usciamo da questo equivoco finalmente, una volta per tutte''. Per la figlia dell'ex leader missino chi vuol spegnere la fiamma, vuol dimenticare il passato e la figura di Almirante. ''A questo punto -si sfoga- è inutile dire che la fiamma è di An o di Fdi.

La fiamma è di tutti quelli che ci credono e ne portano avanti i valori.Ho letto le dichiarazioni di Ciriani.

Lui dice di esser un missino.Io ci sono nata in questo partito ma francamente non me lo ricordo…

Questa proposta che ha fatto non mi sembra una sua idea, ma un'apripista, della serie: buttiamola lì e vediamo che succede…Il ministro ha menzionato Pinuccio Tatarella, definendolo il padre di questa nuova destra ma vorrei ricordare semplicemente che l'unico vero padre della destra italiana è un signore che si chiama Giorgio Almirante, che ha vissuto per l'Msi, ha lavorato tutta la sua vita per questo partito, l'ha fondato e portato avanti arrivando ad avere anche 100 parlamentari''. ''Almirante -rammenta Giuliana deì Medici- aveva contro i giornali, l'opinione pubblica e allora rischiavano la pelle, non come questi che vanno in giro con l'auto blu.

C'è una profonda differenza tra quelli dell'Msi e quelli di oggi, proprio dal punto di vista culturale.Tutto il rispetto per Tatarella che è stato un grande dirigente di partito, ma non possono dimenticarsi di Almirante, mi sembra un'assurdità.

La Meloni non l'ha mai nominato negli ultime tre anni.Questa si chiama ingratitudine e significa anche non avere una visione politica, perché non possono dimenticare e vergognarsi del passato.

Almirante ha sempre guardato avanti, non indietro.La smettessero, quindi, con questa storia, lasciassero stare la fiamma.

Lascino stare non solo la fiamma ma anche i beni che mio padre ha lasciato…Ricordo che la sede di via della Scrofa è stata comprata da Almirante.

Io nella Fondazione Almirante ho trovato mucchi di cambiali a firma di mio padre e anche di mia madre, e allora di che parliamo?''.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni in Argentina, Milei spinge ‘asse sovranista’. La premier: “Insieme per Occidente”

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(Adnkronos) – Si è celebrata in Argentina la Giornata nazionale della sovranità, "concetto non negoziabile", si legge sul profilo X di Casa Rosada, la sede del governo argentino guidata dal 'turbo-liberista' Javier Milei.Che sceglie di onorare la ricorrenza accogliendo la premier italiana Giorgia Meloni, vista anche martedì sera a cena nella residenza di Olivos, a Buenos Aires, entrambi di rientro dal G20 a Rio de Janeiro, summit terremotato proprio dalle intemperanze del presidente argentino. Tra i due leader l'intesa è palpabile, si percepisce già all'arrivo della presidente del Consiglio italiana nello storico edificio tinto di rosa con affaccio su Plaza de Mayo: ad accoglierla l'inseparabile sorella di Milei, Karina, con cui Meloni scherza e sorride guardandosi attorno e ammirando l'edificio intriso di storia; poi subito dopo travolta dall'entusiasmo del presidente argentino, che la stringe in un abbraccio sussurrandole qualcosa all'orecchio mentre lei ride divertita. Prima del bilaterale, i due leader si affacciano dalla suggestiva balconata di Casa Rosada, resa famosa da Evita Peron che da lì infiammava il suo popolo, i 'cari descamisados', e salutano la folla con gesti di esultanza. "Giorgia, questa è casa tua", dirà poco dopo Milei a Meloni, nelle dichiarazioni congiunte alla stampa dove rilancia, con più forza, l'idea di un asse che "non coinvolga solo l'Italia" e che difenda l'Occidente "dalle tenebre che l'avvolgono", in una sorta di 'Internazionale sovranista', come in molti hanno già apostrofato l'alleanza.  
Si tratta dell'asse asimmetrico a cui Milei aveva già accennato da Mar-a-Lago, dove il leader argentino era accorso, entusiasta, per festeggiare la vittoria di Donald Trump.

Un asse che, a suo dire, dovrebbe reggere su quattro pilastri: oltre al suo Paese e agli Usa del tycoon, l'Italia di Giorgia Meloni e Israele di Benjamin Netanyahu. "Paesi del mondo libero -afferma Milei con Meloni al suo fianco -, che condividono i nostri valori.Un'alleanza di nazioni libere, unite contro tirannia e miseria.

Perché oggi l'Occidente è avvolto da un manto di oscurità e esige che quelli di noi che difendono la libertà – anche se siamo ancora pochi – facciano luce e indichino la strada.Perché come dico sempre: la vittoria della guerra non dipende dal numero dei soldati, ma dalle forze che vengono dal cielo".  
Milei snocciola i temi su cui l'alleanza dovrà forgiarsi, tra questi la "difesa del libero mercato", l'assenza "di clemenza verso i delinquenti", la "difesa della famiglia", la lotta all'immigrazione clandestina.

Meloni al suo fianco, vestita di bianco, annuisce e sorride. "L'amore per la libertà è un sentimento, caro Javier, che ci accomuna da sempre", dice, ricordando l'identità di vedute sulla guerra in Ucraina, sul conflitto in Medio Oriente, sulla crisi del Venezuela di Maduro, rispetto al quale "è nostro dovere alzare la voce".  Ad unirla a Milei, spiega dunque Meloni, "la condivisione politica" di coloro che si "battono per difendere l'identità dell'Occidente, i punti cardine della sua civiltà, la libertà e l'uguaglianza delle persone, la democraticità dei sistemi, la sovranità delle nazioni.C'è molto più qui di una comune cooperazione tra nazioni, c'è la consapevolezza di vivere in un tempo difficile, la responsabilità che quel tempo difficile impone, cioè la forza delle idee, il coraggio che serve per difendere quelle idee".  Ricorrendo all'empatia, Meloni pesca anche dal suo spagnolo -una lingua che governa- e definisce Italia e l'Argentina nazioni 'hermanas' che "hanno ancora molto da fare insieme: sono felice di percorrere questo cammino con Javier".

Un cammino che, illustra, passa anche da un piano d'azione "Italia-Argentina 2025-2030", da "scrivere insieme", "che individui i settori principali della collaborazione bilaterale su cui concentrare i nostri sforzi e le nostre energie".  Tra questi anche il contrasto al crimine organizzato e, naturalmente, la sfera dei rapporti economici e commerciali da rilanciare: "anche qui il potenziale di crescita è straordinario – si dice convinta Meloni – anche grazie alle oltre 300 imprese italiane che sono attive nella nazione, che impiegano più di 16.000 lavoratori, che generano un giro d'affari di quasi 3 miliardi di euro.Da questo punto di vista, le politiche molto coraggiose di liberalizzazione del mercato e di sostegno degli investimenti che il Presidente Milei sta portando avanti possono aprire, dal nostro punto di vista, nuove opportunità e essere un ulteriore incentivo per accrescere la presenza italiana come intendiamo fare".  Sul solco "di due popoli fratelli", in una nazione in cui l'Italia conta "la sua più grande comunità all'estero: parliamo di oltre un milione di italiani e di circa 20 milioni di italo-discendenti che vivono oggi in Argentina".

Numeri che rendono ancor più solenne l'onorificenza che la presidente del Consiglio riceverà tra un paio d'ore, quando a Roma sarà già tarda sera: per lei le chiavi di Buenos Aires dal sindaco della città Jorge Macri, un argentino di 'seconda generazione', anche lui, nemmeno a dirlo, nato in Italia e arrivato in Argentina da bambino. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Flop Lega Regionali, Salvini a Zaia: “Priorità nostro candidato a guida Veneto”

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(Adnkronos) – Il leader della Lega Matteo Salvini assicura di guardare avanti, dopo la debacle in Emilia-Romagna e in Umbria. "Politicamente ho chiesto di aumentare lo sforzo, l'impegno e le sedi e quindi trasformare due evidenti sconfitte in due future vittorie" dice ai giornalisti che lo attendono fuori dalla Sala Salvadori della Camera.Il federale, che all'ordine del giorno aveva anche il tema dello 'Sviluppo del Gruppo Patrioti a Bruxelles', si rivela un brain-storming – a tratti serrato – sulle ragioni di una sconfitta che, assicura ai suoi Matteo Salvini, non si aspettava in Umbria.  I toni del segretario assomigliano a quelli di una lavata di testa vera e propria, con Salvini che non ha digerito il fatto che in Umbria la Lega ha eletto solo Enrico Melasecche, fermandosi al 7,7%. "Se prendi trenta voti, avrebbe detto Salvini, allora meglio correre per le comunali…".

Bisognava lavorare meglio e di più, è il succo del suo intervento.Al centro della discussione con i suoi colonnelli, Matteo Salvini, porta poi anche il tema delle prossime tornate elettorali.

I presenti raccontano di un Luca Zaia, collegato da remoto, che ricorda come la Lega debba tenere ben presenti i temi identitari, con un invito a concentrarsi sul voto nella sua Regione, previsto nel 2025.  Qui, sarebbe stato il senso delle parole del Doge, se perdiamo va tutto a rotoli, finisce tutto.Al governatore, Salvini ha assicurato che terrà il punto con gli alleati, che il Veneto avrà un candidato leghista in corsa per Palazzo Balbi.

Ai giornalisti fuori dal federale poi dirà come la soluzione sarebbe stata il via libera al terzo mandato, ma di fronte alla bocciatura della norma bisognerà cercare altri candidati: "Io continuo a ritenere che negare la possibilità di riscegliere un bravo sindaco o un governatore è un errore". Collegato con il federale interviene un altro big della Lega, il ministro Giancarlo Giorgetti, con cui Salvini ha condiviso i temi della manovra, su cui è intervenuto inizialmente anche il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari. "Abbiamo condiviso alcune necessità di miglioramento -ha spiegato il leader della Lega al termine della riunione-. "C'e' il tema sicurezza, quello dell'aumento delle pensioni e il tema flat tax, che sono i tre temi principali.Su questo stiamo lavorando".

Continua pure la battaglia per la riduzione del canone Rai "vedremo se in manovra", ha fatto sapere Salvini.  Infine si fa il punto sui prossimi congressi regionali della Lega, a partire da quello della Lega lombarda, che si terrà il 15 dicembre, con la sfida tra l'attuale capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo e il leader dei giovani, Luca Toccalini.Con Salvini che però spinge per un candidato unitario.

Restano fuori dal tavolo leghista di oggi i 'Gazebo sulla Giustizia del 14 e 15 dicembre' e la questione del gruppo dei patrioti in Ue, che erano all'ordine del giorno.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dal bonus Natale alla tredicesima, le entrate ‘extra’ di fine anno

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(Adnkronos) – C'è il bonus Natale di 100 euro per le famiglie con figli a carico, la tredicesima per lavoratori dipendenti e pensionati, ma anche un importo aggiuntivo di 155 euro per gli anziani con redditi bassi e la quattordicesima.Il mese di dicembre arricchirà molti assegni con un 'tesoretto' da utilizzare per i regali da mettere sotto l'albero, per saldare i conti di fine anno o per il salvadanaio delle emergenze.

La tredicesima mensilità è attesa da circa 35 milioni di lavoratori dipendenti e pensionati, rispettivamente 19 e 16 milioni, per un valore complessivo di circa 41 miliardi, e un assegno medio di circa 1.170 euro.  
I pensionati dovrebbero ricevere la tredicesima tra

l'ultima settimana di novembre e il primo giorno di dicembre (esclusa la domenica).Mentre lo stipendio aggiuntivo per i lavoratori può arrivare con lo stipendio dell'ultimo mese dell'anno o cedolino separato, prima del 24 dicembre.  Il bonus Natale è la misura dedicata alle famiglie con figli: sono 4,6 milioni i dipendenti, privati e pubblici, che potranno ricevere il contributo.

La platea è stata estesa rispetto al numero inizialmente previsto, di conseguenza sono salite anche le risorse necessarie, da 100 milioni a 350 milioni.La differenza arriverà dal gettito del concordato preventivo, che è stato riaperto fino al 12 dicembre proprio per reperire le risorse necessarie agli interventi sui redditi.

Il beneficio spetta ai redditi fino a 28.000 euro, che dovranno richiedere l'aiuto con l'autocertificazione, e superiori alla soglia di incapienza (8.174 euro) in misura sufficiente da garantire che l'imposta lorda sia superiore alla cifra del beneficio.  Per i pensionati quest'anno c'è una bella notizia: con l'assegno di dicembre arriverà un importo aggiuntivo di 154,94 euro per le 400.000 persone con i redditi più bassi (non deve superare il trattamento annuale minimo Inps di 7.781,93 euro).  In arrivo anche la quattordicesima, che spetta a 200.000 persone che perfezionano il requisito anagrafico richiesto dei 64 anni dal primo agosto 2024 (pensioni gestite nei sistemi integrati) al 31 dicembre 2024, e ai soggetti divenuti titolari di pensione nel corso del 2024, che rientrano nei limiti anagrafici e reddituali normativamente previsti.L'assegno è, come di consueto, attribuito d’ufficio con la rata di dicembre in base al numero dei mesi dell'anno in cui è stata erogata la pensione. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni a italiani a Buenos Aires: “Patria è casa che piedi lasciano, ma cuore mai”

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(Adnkronos) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta oggi al Teatro Coliseo di Buenos Aires, dove ha incontrato la comunità Italiana. "È la mia prima visita in America Latina e non potevo farla senza passare del tempo con voi in questo magnifico teatro che, come veniva ricordato, è uno dei simboli del legame tra Italia e Argentina".  
Italia-Argentina, Meloni al teatro Coliseo: Venezi dirige Inno nazionale – Video
 "L'Italia è l'Argentina sono due nazioni sorelle", unite da "una fratellanza costruita dall'amore, dalla dedizione, dal sacrificio, di quegli italiani che non hanno mai dimenticato le loro origini e hanno continuato a tramandare quella tradizione". "Così l'Italia, per quei milioni di persone che discendono da italiani ma anche per quelli che non ci sono mai stati – ha detto la presidente del Consiglio – continua a essere la patria del cuore, una casa, è quel posto che i tuoi piedi possono lasciare ma il tuo cuore non lascia mai.Quel legame è la base di quello che oggi ancora può essere e deve essere un rapporto ancora più forte". "L'identità non è mai un limite, un fardello, ma è sempre un valore aggiunto.

Non vi ha isolato, vi ha dato gli strumenti per integrarvi meglio, contribuendo alla crescita di questo Paese.Quel legame deve fare ancor oggi la differenza.

Voi avete fatto sempre la vostra parte, forse la politica no.Ecco perché sono qui, per rafforzare quei legami". Della necessità di rafforzare i legami con l'Argentina "ne ho parlato lungamente stamani con il presidente Milei.

Non so se vi è mai capitato di non sentirvi abbastanza supportati o considerati dall’Italia, se è accaduto, io sono qui per dirvi che non accadrà di nuovo, che l'Italia ci sarà.Questa è una promessa che vi faccio".   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tempesta artica sull’Italia, ecco neve ma meteo migliora nel weekend: le previsioni

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(Adnkronos) – Il freddo arriva sull'Italia e con il maltempo ecco anche la neve.Colpa della "tempesta artica che sta colpendo duramente l'Italia con piogge al Centro Sud e raffiche di vento a oltre 110 km/h sull'arcipelago toscano e sull'Appenino settentrionale", dice Mattia Gussoni, meteorologo di 'iLMeteo.it', all'Adnkronos. "Sono attese nevicate abbondanti sulle Alpi occidentali a quote via via più basse con i fiocchi che tra oggi e domani potrebbero arrivare fin sulle pianure di Piemonte e Lombardia, possibili fasi di pioggia mista a neve anche a Torino e Milano", aggiunge.  "Il maltempo continuerà ad imperversare su parte dell'Italia almeno fino a venerdì quando ci aspettiamo un ulteriore rinforzo dei venti, questa volta dai quadranti meridionali.

Maggiormente a rischio saranno ancora una volta la Liguria di Levante e la Toscana, dove è prevista una mareggiata con venti a oltre 110 km/h e onde alte fino a 8 metri", continua Gussoni. I modelli fanno riferimento a "possibili rovesci temporaleschi su buona parte delle regioni del Centro Sud e le due Isole Maggiori.Un primo miglioramento del tempo è atteso dal fine settimana, quando l'alta pressione tornerà a distendersi sul bacino del Mediterraneo garantendo una maggior stabilità atmosferica; tuttavia le temperature si manterranno molto basse con valori sotto gli zero gradi sulle pianure del Nord di notte e al primo mattino".  Il quadro meteo è delineato anche dal bollettino della Protezione Civile che fa riferimento a "un progressivo peggioramento a partire dalle regioni di nord-ovest, con nevicate fino a bassa quota.

Il maltempo si estenderà anche alle regioni centrali, con ventilazione in nuova decisa intensificazione".Riflettori puntati su Valle d'Aosta e Lombardia con la prospetttiva di "nevicate da sparse a diffuse, fino a quote basse" sin dalle prime ore del 21 novembre. Dal pomeriggio previsti venti da forti a burrasca da ovest e raffiche fino a burrasca forte su Liguria, Toscana, Emilia-Romagna, Marche, Umbria e Lazio, con conseguenti mareggiate sulle coste esposte.

Nel corso della giornata, temporali in agguato sulla Toscana settentrionale e settori appenninici dell’Emilia-Romagna.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Desario presenta ‘Storie Bastarde’: ”Racconto le persone normali, gli eroi del quotidiano”

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(Adnkronos) – ''Storie vere delle periferia di Roma degli anni '70-'80, storie romantiche, crude, difficili, divertenti, viste dagli occhi di un bambino".Così Davide Desario, direttore dell'Adnkronos, descrive il suo libro 'Storie Bastarde' (Avagliano editore), di cui in questi giorni è uscita una riedizione (già esaurita) con una nuova veste e la prefazione di Francesca Fagnani, nel corso della prima presentazione nazionale al palazzo dell'Informazione di Roma.  "In tv vediamo sempre in primo piano il grande poliziotto o il grande criminale mentre l'Italia, noi, le persone normali, sono sullo sfondo sfocate.

Invece io ho voluto invertite la messa a fuoco e ho voluto parlare di quello che succede alle persone semplici con i loro problemi, i veri eroi del quotidiano, lasciando sullo sfondo quello che accadeva in Italia, dal sequestro Moro all'omicidio Pasolini fino alla morte del piccolo Alfredino Rampi''.  
Desario ha ringraziato l'editore dell'Adnkronos Pippo Marra e l'amministratore delegato Angela Antonini ''perché questa è casa loro e per avermi chiamato a lavorare qui''. ''Una delle cose più belle delle prime volte che ho incontrato Marra è stato un suo racconto – ha spiegato – mi ha detto che almeno una volta all'anno torna sempre in Calabria, nel suo Paese, perché ha bisogno di ricordarsi, da dove è partito.Io questa cosa ce l'avevo dentro da sempre e questo libro è un po' così, un voler tornare a ricordarsi da dove siamo partiti.

Rivedendo e ricordando tutte le cose che ci siamo lasciati dietro, tutte le cose che abbiamo fatto, forse ci farà un po' meno paura il futuro''.  Nel corso della presentazione, durante la quale sono state lette dalla giornalista del Tg5 Costanza Calabrese e da Malcom Pagani due delle ventisette storie contenute nel libro, anche una jam session di Piotta e Federico Zampaglione.A moderare l'evento Giovanni Floris che descrivendo Storie Bastarde ha detto: ''Questo libro dà un'identità a una generazione che è stata poco raccontata e che si è formata negli anni '80, a chi è nato alla fine degli anni '60 e agli inizi degli anni '70, e ha un tratto di normalità nel vivere situazioni anormali, di leggerezza nel vivere situazioni dolorose e profonde, e un tratto, che non è stato riconosciuto ad ora, a livello, voglio dire letterario ma non vorrei esagerare''.  ''Queste storie sono capitate a tanti di noi – ha detto il prefetto di Roma, Lamberto Giannini – leggendo queste pagine mi sono reso conto che forse ci siamo dimenticati di come era prima.

Quando approdai alla questura di Roma nel 1991 le cifre erano più meno di 3mila morti l'anno per omicidio, adesso siamo forse a un decimo.Il mondo è molto cambiato, è diverso ma c'è una maggiore percezione di insicurezza forse perché adesso la comunicazione viaggia veloce e forse anche perché la popolazione è più anziana.

Oggi c'è una criminalità insidiosa, come le truffe, che colpisce la fascia delle persone anziane". Andrea Lombardi di Avagliano Editore ha spiegato la scelta di ristampare il libro, la prima edizione è infatti del 2010. "Ho riletto i racconti di Desario a distanza di soli 14 anni e mi sono reso conto che quelle storie portano dentro un messaggio oggi ancora più forte che sono riuscito a cogliere – ha sottolineato -.Quella socialità che si racconta nel libro e che è uno spaccato dell'Italia e quei contesti sono improvvisamente spariti.

I giovani di oggi potrebbero, leggendo il libro, avere una bussola per orientarsi rispetto a tanti temi che vengono trattati''.  ''Nel libro c'è Ostia ma quel luogo rappresenta tante periferie che ci sono oggi.Mi ricordo che in quegli anni anche a Padova si moriva di eroina, ricordo ragazzi a terra nelle strade del centro, una droga visibile molto di più di quelle che ci sono adesso – ha detto Eleonora Daniele – Noi ne parliamo tutti i giorni di queste storie, sono storie bastarde davvero.

Sono abituata a raccontare una cronaca feroce ma leggendo il libro ho trovato una nostalgia mista a speranza, un romanticismo bellissimo, ma anche una voglia di farcela.Spero che tutti lo leggano''.  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Forum Risorse Umane 2024, 1a giornata di dialoghi strategici con 1.000 partecipanti

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(Adnkronos) – Si è conclusa oggi la prima giornata della XVI edizione del Forum Risorse Umane, che ha visto una straordinaria partecipazione di professionisti, leader aziendali e innovatori nel settore delle risorse umane.Un’agenda ricca e diversificata ha offerto spunti di riflessione, soluzioni pratiche e momenti di confronto su temi centrali per il futuro del lavoro.

La plenaria della mattinata, intitolata 'Il futuro della Talent Attraction: perché l’innovazione nel recruiting è possibile e necessaria', è stata moderata da Federico Luperi, News Intelligence Director di Volocom, che ha guidato un confronto tra speaker di primo piano, come: Ilaria Caccamo, Managing Director Italia & Iberia di Indeed; Maurizio Caponi, direttore Risorse Umane di Impresa Pizzarotti & C.; Gianluca Di Gioia, Hr Director di Birra Peroni:; Roberta Perricone, Head of Business Transformation and Organization & Talent Development di Vodafone; Massimo Tremante, direttore Risorse Umane di Volkswagen Group Italia; e Flavio Molinari, Cso & co-founder di Gility. Quest'ultimo afferma: “Il cambiamento non può essere solo tecnologico, ma deve includere un’evoluzione nel modo di pensare e ripensare le aziende, con la formazione come leva centrale per promuovere competenze, innovazione e sostenibilità”.  Per quanto riguarda Indeed, invece, sul tema sottolinea: “L’intelligenza artificiale sta rimodellando il futuro del lavoro, non sostituendo il potenziale umano, ma potenziandolo.In Indeed, ci concentriamo sull’uso dell’IA per dare potere alle persone, migliorare l’accesso al lavoro e connettere i talenti con le opportunità.

Il futuro del lavoro sta ridefinendo le priorità delle risorse umane, dalla attrazione dei talenti all’innovazione organizzativa e al benessere dei dipendenti.Strategie audaci sono fondamentali per soddisfare le aspettative in evoluzione della forza lavoro, e siamo orgogliosi di partecipare al 16° Forum delle Risorse Umane per condividere spunti e collaborare con i leader del settore". Oltre 50 speaker si sono alternati durante la giornata, affrontando temi come Learning & Development, Employer Branding, sostenibilità aziendale e trasformazione digitale.

Questi momenti di confronto hanno favorito lo scambio di idee e best practice, arricchendo i partecipanti con strumenti concreti per affrontare le sfide del settore.La prima giornata del Forum Risorse Umane 2024 ha rappresentato un’importante piattaforma di dialogo e innovazione, confermando il suo ruolo centrale nel delineare il futuro delle risorse umane.

Le discussioni di oggi hanno posto le basi per continuare a esplorare soluzioni e strategie concrete nelle giornate a venire. Domani, 21 novembre, il Forum proseguirà con una nuova agenda ricca di appuntamenti, tra cui il talk di apertura dedicato a 'Welfare & Sustainability: nuove frontiere per il benessere organizzativo'.La giornata sarà arricchita da ulteriori workshop, tavoli tematici e momenti di networking che approfondiranno le sfide e opportunità nel panorama HR.

La giornata di domani inizierà con il Talk Show di Apertura | HR & Corporate Culture, intitolato 'Verso una nuova cultura del lavoro: dal benessere all’employee experience, come sarà la People Strategy del futuro', moderato da Federico Luperi, News Intelligence Director di Volocom, e parteciperanno: Danila De Stefano, Ceo & founder di Unobravo; Irene Maccabruni, People & Development Director di Arcaplanet; Anna Maria Mazzini, Chief Growth Officer di Pluxee Italia; Matteo Melchiorri, Chief Human Capital Officer di Fastweb; Andrea Piccinelli, Head of Sap Concur Italy di Sap Concur; Angela Purpura, HR Manager di B2You Altroconsumo; Marco Spadafora, Chief Commercial Officer di Carol. Secondo e importante momento della giornata, l'indirizzo di apertura a cura del Main Partner Pluxee Italia, dal titolo 'Benessere, digitale e personalizzazione: presente e futuro del Welfare aziendale', che sarà tenuto da Tommaso Palermo e Anna Maria Mazzini, rispettivamente Managing Director e Cgo di Pluxee Italia.A seguire, il Main Keynote Speech a cura di Stefano Colasanti, Head of WellMakers di Bnp Paribas: “Per sbloccare il potenziale umano WellMakers ha sviluppato una nuova piattaforma che si concentra su tutte le aree del benessere da quello finanziario a quello emotivo con un approccio olistico per attrarre e trattenere i talenti”.

I dibattiti e gli interventi offriranno un quadro completo delle strategie e delle innovazioni che guideranno le risorse umane nei prossimi anni.Il Forum continuerà a rappresentare una piattaforma per esplorare le tendenze emergenti e sviluppare soluzioni concrete per il mondo del lavoro del futuro. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Assemblea generale Alis, a Roma governo e imprese a confronto il 3 dicembre

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(Adnkronos) – “La nostra Associazione prosegue nella sua attività di diffusione di una vera e propria cultura della logistica, del trasporto e dei servizi alle imprese in Italia e in Europa e, in questa direzione, diamo appuntamento a tutti per l’Assemblea generale Alis 2024 il prossimo martedì 3 dicembre nel pieno centro di Roma”.Così Guido Grimaldi annuncia l’imminente Assemblea Generale di Alis martedì 3 dicembre a Roma presso l’Auditorium della Conciliazione dalle ore 10.30 alle ore 18.30. “L’Assemblea generale di Alis rappresenterà una grande occasione per fare il punto sull’anno che sta per concludersi e su quello che verrà, coinvolgendo soci, imprese, stakeholder, numerosi esponenti del Governo, istituzioni, professionisti e giovani da tutta Italia", sottolinea Grimaldi.  "Avremo l’occasione di vivere e condividere un’intera giornata caratterizzata da interviste e dibattiti, moderati da Bruno Vespa, Monica Maggioni, Maria Antonietta Spadorcia e Nathania Zevi, su tematiche prioritarie per le imprese e centrali nelle agende politiche italiane ed europee, incentrate principalmente su: crescita economica, sviluppo sostenibile, prospettive e scenari internazionali, formazione e occupazione, digitalizzazione e nuove tecnologie, ruolo strategico del trasporto e della logistica.

Ovviamente i confronti saranno arricchiti da preziose opportunità di networking – conclude il presidente Grimaldi – che renderanno unico il nostro evento nel prestigioso Auditorium della Conciliazione”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Nada Cella, Annalucia Cecere a processo dopo 28 anni

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(Adnkronos) –
Annalucia Cecere è stata rinviata a giudizio.Dopo un'udienza durata dieci ore, la terza sezione penale della Corte d'Appello del tribunale di Genova ha deciso di accogliere il ricorso della pm Gabriella Dotto contro il non luogo a procedere della gip Angela Maria Nutini per il delitto di Nada Cella, la donna uccisa a Chiavari, nello studio del commercialista Marco Soracco, dove lavorava come segretaria, il 6 maggio 1996.  Cecere, assistita dagli avvocati Gianni Roffo e Susanna Martini, è l'unica indagata per il delitto, un cold case riaperto nel 2021 grazie all'intuito della criminologa pugliese Antonella Pesce Delfino che aveva studiato a lungo il caso.

La criminologa aveva scoperto che un bottone uguale a quelli insanguinati, trovati sulla scena del crimine, era stato trovato nell'abitazione di Annalucia Cecere.I bottoni in realtà furono trovati dai carabinieri nei giorni immediatamente successivi al delitto, ma i militari non lo riferirono ai poliziotti che indagavano sull'omicidio.  Secondo la pm titolare delle indagini Gabriella Dotto, il delitto sarebbe stato compiuto da Annalucia Cecere per gelosia nei confronti della donna che la vedeva come una rivale nei confronti di Soracco.  
A processo anche Marco Soracco e la madre Marisa Bacchioni, difesi dall'avvocato Andrea Vernazza, accusati di favoreggiamento e false dichiarazioni ai pm.

Silvana Smaniotto, la madre di Nada Cella, assistita dall'avvocato Sabrina Franzone, questa mattina, a differenza delle altre volte non si è recata in tribunale. "Il decreto che dispone il giudizio non va motivato, quindi non sapremo mai che cosa ha fatto cambiare idea ai giudici" ha detto Gianni Roffo, legale di Annalucia Cecere. "Nessuno ci ha condannato, ci hanno rinviato a giudizio.Processo indiziario?

Non penso che sia cambiato qualcosa rispetto al materiale che era stato portato all'attenzione del gip".  "Non condivido la sentenza, si andrà in Corte d'Assise, un'ottima Corte d'Assise, quindi lì si vedrà" ha detto l'avvocato Andrea Vernazza, difensore di Marco Soracco e della madre Marisa Bacchioni appena uscito dall'aula della terza sezione della corte d'appello di Genova. "La mia sorpresa per Soracco è superiore perché secondo me il reato era comunque prescritto, ci sono sentenze molto chiare sul fatto che non poteva essere risentito se non con la mia assistenza, cosa che non è stata fatta, però la corte non deve neanche motivare perché è un provvedimento emesso in camera di consiglio.Vedremo, ci sarà l'elenco delle prove".  "Ci sono degli elementi indiziari, ma sono veramente tanti e portano tutti in un'unica direzione, ovviamente dal nostro punto di vista" ha detto l'avvocato Sabrina Franzone, che assiste la madre di Nada Cella, Silvana Smaniotto.  "Sono contenta per la famiglia e per il lavoro di procura e polizia che aveva messo un impegno fuori misura e percepivo l'ingiustizia di questa sentenza anche per questo, perché siamo tutti consapevoli della difficoltà di affrontare un processo in Corte d'Assise con indizi, con la distanza del tempo, con, se vogliamo, l'anzianità di molti testimoni, però il lavoro era stato fatto in maniera molto accurata lasciando fuori tutto quello che poteva essere un sospetto o un'illazione".

Sulla difficoltà del processo che partirà a febbraio, l'avvocato commenta: "È più accettabile, qualunque sarà la decisione, l'idea di non andare al processo e mandare al macero tutti questi elementi, lo studio, l'approfondimento davvero era profondamente ingiusto.Nemmeno arrivare al processo suonava come un'ingiustizia quasi peggiore perché se non puoi neanche più credere nel lavoro del lavoro degli altri, nell'impegno e nella giustizia, sarebbe stato davvero insuperabile e ne ho avuto paura". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump nomina ‘patriota’ Whitaker alla Nato: “Metterà America al primo posto”

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(Adnkronos) –
Un patriota per Donald Trump alla Nato.Il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti nomina Matt Whitaker ambasciatore alla Nato, con una decisione che era attesa dagli alleati, curiosi di cogliere un segnale dalla nuova amministrazione a stelle e strisce. "Matt è un forte guerriero e un patriota leale, che assicurerà che gli interessi degli Usa possano avanzare e siano difesi", si legge in un comunicato del presidente eletto. "Rafforzerà le relazioni con i nostri alleati Nato e starà saldo di fronte alle minacce a pace e stabilità: metterà l'America al primo posto", ha concluso usando la formula America first, tutta in maiuscolo.

Trump, nel suo primo mandato, ha richiamato gli altri membri del Patto atlantico a contribuire alle spese per la difesa.La soglia di contributi pari al 2% del Pil, ancora oggi, non viene raggiunta da diversi paesi.

E' prevedibile che Trump riproporrà il copione già interpretato tra il 2017 e il 2020 e la nomina di Whitaker sembra andare in questa direzione. Ex giocatore di football all'università poi diventato procuratore, Whitaker non ha alle spalle esperienze di politica estera e di sicurezza nazionale.Alla luce della sua carriera come procuratore, e della sua esperienza accanto al primo attorney general della prima amministrazione Trump, Jeff Sessions, era considerato un candidato al posto di ministro della Giustizia o altri incarichi nel settore.

Politico scrive che nel suo account X vi sono solo tre post in cui si menziona l'Ucraina, che sarà il dossier principale su cui dovrà lavorare come ambasciatore alla Nato.  Ma Whitaker, come altri nominati della prossima amministrazione che appaiono privi di esperienze e competenze per gli incarichi, ha la qualità più importante per Trump, è fedelissimo al tycoon che gli chiese di guidare ad interim il dipartimento di Giustizia nel 2017 quando Sessions si dimise – travolto dall'ira di Trump per aver affidato a Robert Mueller l'indagine del Russiagate – e prima della nomina di William Barr.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

BJK Cup, trionfo Italia e quinto successo per le azzurre: il montepremi

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(Adnkronos) – L'Italia ha vinto la Billie Jean King Cup 2024.Grazie al netto successo contro la Slovacchia, battuta 2-0 grazie alle vittorie nei singolari di Lucia Bronzetti e Jasmine Paolini, nella finale del torneo, le azzurre alzano per la quinta volta, e a distanza di undici anni dall'ultimo trionfo, il trofeo a squadre più prestigioso del tennis femminile, il corrispettivo della Coppa Davis maschile. Le azzurre erano già riuscite a vincere la Bjk Cup nel 2006, 2009, 2010 e 2013, venendo invece sconfitte in finale nel 2007 e nel 2023.

Proprio la delusione dello scorso anno, quando l'Italia venne battuta dal Canada, è stato il carburante per arrivare in fondo anche in questa edizione.  La squadra azzurra, composta da Sara Errani, Jasmine Paolini, Lucia Bronzetti, Elisabetta Cocciaretto e Martina Trevisan, grazie al trionfo contro la Slovacchia si è intascata un montepremi totale di 2,2 milioni.L'Italia si era già assicurata, con la qualificazione in finale, 1,3 milioni di euro, mentre alle squadre semifinaliste spettava un premio complessivo di 864mila euro.

In ogni caso, la suddivisione del premio tra le atlete di solito non è uguale, ma varia infatti a seconda delle partite giocate durante tutto l'arco del torneo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Brescia: Nel ricordo del “Divin Codino” le Vespe incontrano le Rondinelle

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La Juve Stabia sabato alle ore 15:00 ospiterà il Brescia allo Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia; una gara importante per entrambe le formazioni che arrivano da due sconfitte.Quando si pensa al Brescia il pensiero è un ricordo dolce, un qualcosa di extra calcistico o se preferite senza colori sportivi.Stiamo per raccontare un breve focus su Roberto Baggio il campione del calcio Italiano che ha concluso la sua esperienza da calciatore proprio con il Brescia.Lui era un campione di tutti, uno dei simboli del calcio Italiano all’ esterno, un calciatore che ha fatto innamorare milioni di persone in tutto il mondo e in questa storia romantica il “Divin Codino” si è saputo prendere l’amore dei fans da nord a sud a prescindere dalla maglia indossata.Baggio non è stato il calciatore della Juventus o del Milan oppure quello visto con la maglia dell’ Inter o della Fiorentina.Roberto Baggio è stato il Campione azzurro della Nazionale italiana e quel mondiale sfiorato sia ad Italia ’90 che ad Usa 1994 senza dimenticare anche il Campionato del mondo di Francia ’98 e quel tiro a fin di palo che decise il destino della nazionale di Cesare Maldini.Diciamolo senza girarci attorno.Il “Dieci” avrebbe meritato di alzare la Coppa del mondo come ha fatto per il Pallone d’oro, uno pei pochi Italiani a vantarsi del prestigioso trofeo individuale.

Roberto Baggio ha vinto molto, ha realizzato gol bellissimi ed assist geniali.E’ stato sempre elegante e meraviglioso con i suoi calci di punizione.Nel corso della sua incredibile carriera ha indossato le maglie di Vicenza e Bologna.Nel Brescia ha vissuto degli anni dolcissimi, gli anni più romantici e belli della “Leonessa” con il grande Carlo Mazzone in panchina.Per molte persone vedere giocare Baggio è stato un grande privilegio.La storia del Brescia ci perdonerà che ci focalizziamo su Baggio, ma quando pensiamo alla squadra lombarda il ricordo ed i giochi di memoria ti fanno volare indietro con gli anni e ti fanno celebrare le gesta di questo grandissimo campione, una leggenda del calcio, una grandissima icona immortale.

Fiamma tricolore via da simbolo FdI? Il parere dell’esperto

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(Adnkronos) – Cosa perderebbe (o guadagnerebbe) Fratelli d'Italia in caso di addio alla fiamma tricolore?Si tratterebbe di una mossa vantaggiosa o controproducente?

Dopo le parole del ministro Luca Ciriani al Foglio, l'Adnkronos ha provato a chiedere al giurista Gabriele Maestri, esperto di simboli di partito, che effetti potrebbe avere sulla forza politica fondata da Giorgia Meloni lo 'spegnimento' della storica fiamma, eredità del Msi: "I militanti dalla storia più lunga – osserva il blogger, autore del libro 'I simboli della discordia' – potrebbero sentire mutilata quell'esperienza politica, non vedendo più il simbolo delle origini, ma difficilmente abbandonerebbero il partito solo per questo".  Per i simpatizzanti di FdI che hanno iniziato a votare Meloni in un secondo momento, il superamento della fiamma potrebbe essere un elemento positivo: "I militanti e gli elettori arrivati in seguito, potrebbero non avvertire nessun particolare cambiamento concreto; anzi, apprezzerebbero soprattutto il venir meno di un argomento utilizzato spesso contro Fdi, con l'idea di costruire anche sul piano grafico un partito conservatore contemporaneo", prosegue Maestri, ricordando come in origine il simbolo di Fdi non contenesse la fiamma: "Il partito era nato senza.La fiamma fu chiesta alla Fondazione An per evitare che altri utilizzassero quel simbolo: ora, oltre dieci anni dopo averne ottenuto l'uso, quel bisogno probabilmente si è affievolito.

Sarebbe interessante, piuttosto, immaginare se si troverà un simbolo nuovo, magari lavorando sul leone dei Conservatori e riformisti europei, o se si rinuncerà del tutto a raffigurare quelle idee politiche", conclude Maestri. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Storie bastarde’ di Davide Desario, tanti vip alla presentazione della riedizione del libro

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(Adnkronos) – Tanti vip stasera al Palazzo dell'Informazione di Trastevere, per la presentazione della riedizione di 'Storie Bastarde' (Avagliano Editore), il libro del direttore dell'Adnkronos, Davide Desario, uscita in libreria in questi giorni in una nuova veste con la prefazione della conduttrice Francesca Fagnani.Massiccia la partecipazione all'evento, moderato da Giovanni Floris, con la presenza di molte personalità del mondo politico, giornalistico, imprenditoriale, dello spettacolo, nonché dei vertici della pubblica sicurezza.

A fare gli onori di casa, l'editore dell'Adnkronos, Pippo Marra, e l'amministratore delegato dell'agenzia di stampa, Angela Antonini.Il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, la giornalista e conduttrice, Eleonora Daniele e l'editore Andrea Lombardi hanno dialogato con l'autore, mentre la giornalista del Tg5 Costanza Calabresi e il giornalista e produttore Malcom Pagani hanno letto alcuni brani del libro, offrendo al pubblico un assaggio delle atmosfere intense e toccanti che lo caratterizzano. Tra i numerosi ospiti intervenuti: il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Del Mastro, il sottosegretario al ministero del Lavoro, Claudio Durigon, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria, Alberto Barachini, il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, il senatore Filippo Sensi, l'assessore ai grandi eventi del Comune di Roma, Alessandro Onorato, il prefetto Giuseppe Pecoraro, l'assessore alla cultura al Comune di Roma, Massimiliano Smeriglio e l'assessore alla Casa di Roma Capitale, Tobia Zevi, il presidente dell'Ente Eur, Enrico Gasbarra, il rabbino capo della comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, e il direttore generale di Federculture, Umberto Croppi.

Presenti anche il comandante generale dell'Arma dei carabinieri, Salvatore Luongo, e i vertici delle sicurezza capitolina: il questore Roberto Massucci e il comandante provinciale dei Carabinieri, Marco Pecci.In platea anche il consigliere d'amministrazione Rai Federica Frangi, il direttore degli approfondimenti Rai, Paolo Corsini, il direttore del Gr1, Francesco Pionati, il direttore editoriale del 'Messaggero', Massimo Martinelli, la conduttrice Serena Bortone, l'attore e conduttore Beppe Convertini, il conduttore Andrea Perroni e il vignettista Federico Palmaroli, in arte Osho.

Folta la rappresentanza del mondo musicale capitolino con i cantautori Mattia Briga (accompagnato dalla moglie, l'attrice Arianna Montefiori), Marco Conidi, Paolo Belli, Federico Zampaglione e il rapper Piotta.Questi ultimi due hanno regalato un applauditissimo momento live, intonando insieme il brano 'Serpico'.

A fotografare l'evento, anche il re dei paparazzi, Rino Barillari, e il decano dei fotografi romani, Umberto Pizzi. 
'Storie Bastarde' racconta la vita di un gruppo di ragazzi nella periferia romana, tra le difficoltà e le speranze di una gioventù alla ricerca di un futuro.Un libro che, attraverso la lingua ruvida e malinconica della strada, offre uno spaccato di un'Italia passata, ma ancora attuale, aiutandoci a comprendere il presente.

L'opera è stata recentemente portata in scena a Roma con l'omonimo spettacolo teatrale interpretato da Fabio Avaro e diretto da Ariele Vincenti. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alla Prima della Scala palchi più comodi con le nuove sedute

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(Adnkronos) – Si è concluso il processo di sostituzione delle sedute rialzate dei palchi del Piermarini, parte di un più vasto progetto di miglioramento delle condizioni di visione e ascolto intrapreso dal Teatro alla Scala con il sostegno di Allianz Italia.Gli spettatori del 7 dicembre, giorno della Prima con "La forza del destino" di Giuseppe Verdi, troveranno, oltre alle consuete sedie per i posti 1 e 2, nuove sedute rialzate con schienale per i posti da 3 a 6.  I palchi del Teatro alla Scala ospitano infatti, a seconda della posizione più o meno frontale nella sala, da quattro a sei spettatori.

I due spettatori accomodati nelle posizioni d’affaccio prendono posto su due sedie con schienale imbottito, mentre chi occupa gli altri posti aveva finora a disposizione sgabelli senza schienale, poco confortevoli in particolare per gli spettacoli più lunghi.Le nuove sedute offrono la possibilità di seguire gli spettacoli in una situazione decisamente più comoda e piacevole.  L'intervento sulle sedute è solo l'ultima delle azioni intraprese dal Teatro per migliorare l’esperienza degli spettatori dal punto di vista dell’acustica, della tecnologia e del comfort.  Fondatore Permanente dal 2018, Allianz ha scelto di affiancare il Teatro alla Scala nel processo di innovazione della Sala, a partire dall’installazione della nuova camera acustica inaugurata nel maggio 2023 con l'esecuzione dell'Ottava Sinfonia "Dei mille" diretta da Riccardo Chailly.

La collaborazione è proseguita nei mesi scorsi con l’installazione dei nuovi videolibretti: ben 1.944 tablet con uno schermo touchscreen da 8 pollici che passa dalla traduzione in due lingue disponibile in precedenza a un sistema capace di trasmettere sottotitoli fino a otto lingue (attualmente disponibili italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e cinese).  "Offrire agli spettatori le migliori condizioni di ascolto possibili è una priorità per il Teatro – ha commentato il sovrintendente e direttore artistico Dominique Meyer – e Allianz è stata accanto a noi dal primo momento e in tutti i passi che abbiamo intrapreso". Giacomo Campora, amministratore delegato di Allianz Spa, ha commentato: "Come Allianz da anni affianchiamo il Sovrintendente e il Teatro alla Scala nel percorso di innovazione e ammodernamento del Teatro, per consentire allo spettatore un’esperienza sempre più completa e accogliente, ogni volta memorabile". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Festa azzurra a Malaga: l’Italia batte la Slovacchia 2-0 e vince la BJK Cup

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(Adnkronos) – Festa azzurra a Malaga.L'Italia vince la sua quinta Billie Jean King Cup battendo in finale la Slovacchia per 2-0 grazie ai successi di Lucia Bronzetti e Jasmine Paolini nei singolari.

Le due tenniste hanno battuto rispettivamente Viktoria Hruncakova con il punteggio di 6-2, 6-4 e Rebecca Sramkova 6-2, 6-1.  Devastante Paolini nel primo set.L'azzurra, numero 4 del mondo, si impone nettamente per 6-2 su Sramkova, 43esima del ranking Wta, piazzando ben due break, uno al sesto e uno all'ultimo game.

Lucida Jasmine anche quando la slovacca prova ad alzare i ritmi e si costruisce una palla break nel quinto game, subito annullata però dall'azzurra, che chiude così il parziale in appena 37 minuti di gioco. Nel secondo set Paolini riesce subito a rubare il servizio al secondo game, ma subisce il controbreak di Sramkova.L'azzurra non si scompone e piazza un altro break nel game successivo, sfruttando il crescente nervosismo della slovacca per prendere il largo nel punteggio.

Paolini ruba ancora una volta il servizio all'avversaria nel sesto game e chiudere il parziale con un netto 6-1 facendo esplodere la gioia azzurra.    L'1-0 dell'Italia è firmato da Lucia Bronzetti, che supera Viktoria Hruncakova in un'ora e ventuno minuti di gioco.Per l'azzurra è tutto facile nel primo set, con Lucia che fa valere i 160 posti di differenza nel ranking e chiude il parziale sul 6-2 conquistando ben tre break in poco più di 40 minuti.  Hruncakova reagisce nel secondo setvolando sul 4-2 ma subendo la rimonta dell'azzurra.

Bronzetti si concede addirittura di piazzare un break lasciando l'avversaria a zero.Lucia chiude quindi con un 6-4 che vale il primo punto in questa finale di Bjk Cup. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Università, scontro tra studenti alla Sapienza di Roma

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(Adnkronos) – Scontro tra studenti all'Università 'La Sapienza' di Roma.A quanto apprende l'Adnkronos, un gruppo di studenti di destra è andato nel pomeriggio davanti alla facoltà di Giurisprudenza dell'ateneo, intonando cori.

A quel punto alcuni esponenti dei collettivi sono usciti dalla facoltà e c'è stato uno scontro tra i due gruppi.    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sparo di Capodanno, Pozzolo rinviato a giudizio per porto illegale d’arma

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(Adnkronos) – Il parlamentare Emanuele Pozzolo è stato rinviato a giudizio oggi per le imputazioni di porto illegale d'arma comune da sparo e porto illegale di munizionamento da guerra, mentre è stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere per lesioni colpose e accensioni ed esplosioni pericolose e omessa custodia di armi.Si è conclusa, così, l'udienza preliminare nei confronti del parlamentare Emanuele Pozzolo per lo sparo che la notte di Capodanno a Rosazza nel biellese, ferì a una coscia uno degli invitati ai festeggiamenti di fine anno, Luca Campana.  Come fa sapere una nota del procuratore di Biella facente funzioni Ruggero Mauro Crupi, "è stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere in relazione ai seguenti reati: lesioni colpose ai danni di Luca Campana per intervenuta remissione di querela" e "accensioni ed esplosioni pericolose e omessa custodia di armi, per intervenuta oblazione", rende noto il procuratore.  "Invece, in relazione alle ulteriori imputazioni di porto illegale di arma comune da sparo e porto illegale di munizionamento da guerra – conclude – è stato disposto il rinvio a giudizio per l'udienza dibattimentale del 25 febbraio 2025 avanti al Tribunale di Biella in composizione monocratica". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)