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Lunghe file per Nova, oggi risultati e chiusura della Costituente M5S

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(Adnkronos) – Il grande giorno in cui verranno svelati i risultati dei quesiti sottoposti al voto della base dal Movimento 5 stelle è arrivato, e l'entusiasmo è tanto.Al Palazzo dei Congressi di Roma, per la seconda e ultima giornata di Nova, la kermesse che chiude l'Assemblea costituente M5S, la coda per l'entrata è lunghissima, sintomo di grande partecipazione da parte degli iscritti. "La Costituente è per noi un momento fondamentale.

Abbiamo già raggiunto il quorum su una consultazione che riguardava diversi quesiti.Ora vedremo le traiettorie che prenderemo per i prossimi quindici anni.

Rivendichiamo quanto fatti negli scorsi, ma ogni processo vero ha bisogno di aggiornarsi, e noi lo stiamo facendo.Grillo è stato fondamentale per noi e abbiamo il massimo rispetto per lui.

Nessuno sta facendo un 'grillicidio', quella che si sta di discutendo è la figura del Garante.Il Movimento può dare un contributo fondamentale al campo progressista.

Ricordo che grazie a noi il PD ha cambiato idea sia sul reddito di cittadinanza, sia sul salario minimo", sottolinea intanto ad Agorà Francesco Silvestri, capogruppo M5S alla Camera.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Leclerc contro Sainz, scintille via radio alla Ferrari – Video

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(Adnkronos) – Charles Leclerc contro Carlos Sainz, tensione alle stelle alla Ferrari nel Gp di Las Vegas.Il pilota monegasco chiude al quarto posto, alle spalle dello spagnolo.

Via radio, Leclerc non nasconde la frustrazione per il comportamento del compagno di squadra, 'reo' di non tenere conto delle indicazioni che arrivano dai box.  Su X rimbalzano clip delle conversazioni via radio.Dal muretto, avvisano Leclerc che Sainz ha ricevuto istruzioni chiare: "A Carlos è stato detto di non superare, gli è stato detto di non metterti pressione.

Devi solo gestire le gomme", il messaggio a Leclerc.Passano pochi secondi e Sainz supera il compagno di squadra. "Provate in spagnolo…", la replica seccata di Leclerc.  "Ho fatto il mio dovere, a forza di essere gentile rimango sempre fregato.

So che devo stare zitto, ma è sempre la stessa cosa…", la riflessione amara di Leclerc alla fine della gara, quando il monegasco chiude al quarto posto e Sainz sale sul podio. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Regionali, Follini: “Veri vincitori sono i sindaci”

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(Adnkronos) – "I partiti a più alta densità di populismo sono usciti piuttosto malconci dalla prova elettorale di domenica scorsa.La Lega di Salvini ha perso la gran parte dei suoi voti e ha dovuto ammaiare la bandiera della presidenza della regione umbra.

I Cinque stelle di Giuseppe Conte a loro volta hanno continuato quella loro discesa agli inferi, quantomeno numerici, che ha attraversato i loro più recenti percorsi elettorali. Si dirà che i numeri di questa tornata, per quanto così poco fruttuosi, non bastano per annunciare un declino definitivo.Si aggiunga pure che né Salvini né Conte sono i soli depositari delle fortune del populismo -che s’è almeno in parte insinuato anche tra quelle forze che pure se ne proclamano agli antipodi.

Resta il fatto che quell’onda di piena che sembrava destinata a travolgere irrimediabilmente ogni brandello dell’ufficialità politica di più lungo corso oggi sembra almeno in parte rifluire.Riconsegnando molte chiavi della disputa ai professionisti della materia.

Con quale esito, si vedrà più avanti. Inoltre i veri vincitori di questa ultima contesa dell’anno sono -non per caso- due sindaci (tre con quello di Genova).Come a richiamare in servizio quel nobile apprendistato politico che si nutre di conoscenza del territorio, di accudimento dell’elettorato, di cura la più concreta e operativa della propria comunità.

Tutti segni del fatto che forse sta pian piano tornando d’attualità una politica che non si abbandona troppo a certe fumisterie demagogiche ma reclama semmai una presenza dentro le fibre più minute degli ambiti in cui si esprime un mestiere antico e nobile -ancorché non più così di moda. Insomma c’è più di qualche indizio a favore di un ritorno in campo della politica.Anche se poi la marea montante dell’astensionismo, che ogni volta fa balzi da gigante verso proporzioni sempre più angosciose, lascia intendere che la partita è ancora apertissima a tutti gli esiti e che il sentimento di protesta e di disaffezione antipolitico è tutt’altro che archiviato. Resta il fatto che quel malessere oggi non si incanala più così facilmente verso le formazioni che si illudevano di beneficiarne in nome della loro (supposta) purezza.

Circostanza che a sua volta pone problemi inediti e non facilissimi anche ai loro stessi alleati.Infatti Salvini e Conte continuano ad essere considerati decisivi per le fortune delle coalizioni.

Laddove cresce l’insofferenza nei loro riguardi e la consapevolezza della loro china discendente.Ma non fino al punto di espungerli dai due campi.

Meloni infatti si trova tuttora a governare con Salvini e senza i suoi voti non può disporre né di una maggioranza parlamentare né, forse, di una maggioranza elettorale.E il Pd di Schlein a sua volta insiste a confidare anche nei voti del M5S per allestire una coalizione numericamente competitiva.

Così, i due populisti, già autori del primo governo gialloverde nella scorsa legislatura, continuano a disporre di buone carte malgrado i numeri stentati di queste ultime tornate. Si dirà che il populismo non è solo quello di Salvini e di Conte.E che alcune delle sue parole d’ordine sono penetrate anche ben dentro le mura di quei partiti che non vogliono dirsi populisti.

Circostanza che rende ancora più complessa la questione e più ardua la previsione.Ma che per l’appunto dovrebbe indurre i players politici più collaudati a cercare finalmente di attraversare il bivio che li ha paralizzati fin qui.

Perché con i populisti le mezze misure non funzionano.O si chiede loro di restare a bordo, e allora bisognerà accettare almeno in parte il loro modo di vedere le cose.

Oppure si decide di lasciarli a terra, e a quel punto Si vedrà se il loro è un incendio che ancora divampa oppure è diventato ormai un fuoco di paglia.La notizia è che forse, a questo punto, lasciarli a terra non è più così proibitivo come appena qualche mese fa". (di Marco Follini) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Brescia (0-0): Il podio e il contropodio gialloblù

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La Juve Stabia mette sotto il Brescia nonostante l’inferiorità numerica innescata al 15′ del primo tempo dell’espulsione di Varnier.Supremazia netta della squadra di Pagliuca che, però, non riesce a finalizzare sotto porta la mole di gioco e le occasioni create.

Al Menti finisce senza reti.

PODIO

Medaglia d’oro: a Demba Thiam, tornato eroe che protegge la Juve Stabia.Gli errori delle ultime settimane avevano fatto soffrire lui ed i tifosi, non abituati a vedere il portierone stabiese in difficoltà, ma sono stati rapidamente accantonati.

Ritrovata serenità, Thiam è tornato a volare tra i pali, evitando che un pareggio, che di per sé va stretto alle vespe, diventasse un’incredibile sconfitta.Gli interventi del numero 20 aprono e chiudono la gara: prima il riflesso eccezionale sulla prima rottura di Borrelli e poi il balzo a smanacciare il tocco sfortunato di Folino.

Medaglia d’argento: a Leonardo Candellone, autore di una gara di sacrificio e cuore.

Dalla metà campo in su il 27 potrebbe giocare in ogni ruolo, vista la sua capacità di adattarsi a tutte le fasi di gioco ed ai momenti della gara.Non fa eccezione la partita col Brescia, in cui Leonardo, dopo l’espulsione, non si scompone e si abbassa a fare l’esterno a tutta fascia.

Strappa, difende palla, rincorre gli avversari, rientra fino alla sua area per difendere: gioca a tutto campo.Con le dovute proporzioni, sacrificio e prestazione che ricordano quella di Del Piero nella semifinale di Euro 2000, con l’Olanda, dopo la rapida spulsione di Zambrotta.

Medaglia di bronzo: a Niccolò Fortini, imprendibile sulla fascia sinistra.

Neanche la parentesi con la Nazionale di categoria compromette la verve del numero 29, spina nel fianco del Brescia per tutti i secondi 45 minuti.Subito vicinissimo al gol con una botta di destro di poco alta, Fortini fa ammattire le rondinelle, trovando la lucidità finale di apparecchiare la palla del vantaggio per la testa di Piscopo.

L’impressione è che palla al piede riesca sempre a creare qualcosa di pericoloso.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Marco Varnier, ingenuo nell’azione del cartellino rosso.In quindici minuti Borrelli gli scappa via due volte: nella prima Thiam ci mette una pezza mentre la seconda è fatale per il difensore.

Contano fino a un certo punto la presunta spinta dell’attaccante nella prima occasione e le valutazioni di var e arbitro che potevano essere diverse; evidentemente l’approccio mentale alla gara non è stato dei migliori, come conferma il suo stop mancato da cui nasce il cartellino rosso.

Medaglia d’argento: a Kevin Piscopo, poco lucido sotto porta.Dispiace per l’ottimo Kevin, ma la sorte gli affida il pallone della potenziale goduria massima, del gol nel finale ma la manda lontano dalla porta a tu per tu col portiere bresciano.

Medaglia di bronzo: a Fabio Maistro, che non trova il colpo ad effetto per accendere la luce.

Gara non facile per l’ex Spal, condizionato dall’inferiorità numerica e privato di possibili soluzioni e varietà offensiva.Peccato perché insieme a Mosti, sacrificato in luogo dell’equilibrio, avrebbe potuto fare bene.

Tragedia a Iglesias, due minori morti in scontro tra scooter e auto

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(Adnkronos) – Tragico incidente la scorsa notte sulla strada Statale 130, all’altezza dello svincolo di immissione per l’abitato di Iglesias.Due minorenni, che viaggiavano a bordo di un motorino, sono morti nel violento impatto con un'auto.

La dinamica è ancora in fase di accertamento.  Il personale sanitario, arrivato sul posto insieme ai Vigili del Fuoco, non ha potuto far altro che constatare il decesso dei due ragazzi.Illeso il conducente dell’auto che sottoposto a controlli da parte del personale medico è risultato in stato confusionale.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trovato corpo del rabbino scomparso negli Emirati, ira Israele: “Terrorismo antisemita”

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(Adnkronos) – E' stato ritrovato il corpo del rabbino Zvi Kogan, scomparso giovedì negli Emirati Arabi Uniti e la cui auto era stata individuata ieri abbandonata ad Al-Ain, a circa 90 minuti da Dubai.Ad annunciarlo l'ufficio del primo ministro emiratino ed il ministero degli Esteri in una nota congiunta.  Nel comunicato, riporta il Times of Israel, si precisa che l'ambasciata di Israele nel Paese del Golfo è in contatto con la famiglia del rabbino Chabad, che è cittadino israeliano e moldavo.

Secondo Channel 12, Kogan è imparentato con il rabbino Gavriel Holtzberg, assassinato insieme alla moglie in un attacco terroristico alla Nariman Chabad House di Mumbai nel 2008. I media israeliani ieri evidenziavano i timori dei servizi di intelligence e sicurezza, i quali sospettavano che Kogan fosse stato rapito da tre cittadini uzbeki – presumibilmente incaricati dall'Iran e poi fuggiti in Turchia – e assassinato. L'omicidio del rabbino Zvi Kogan negli Emirati è un "crimine terroristico antisemita codardo e spregevole", il commento del ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, sul social X. "Lo Stato di Israele non si fermerà né rimarrà in silenzio finché i responsabili di questo atto criminale non pagheranno per le loro azioni", ha aggiunto. Il Consiglio di sicurezza nazionale israeliano ha intanto ribadito l'invito ai suoi connazionali ad evitare i viaggi non essenziali negli Emirati.Il Consiglio, riporta il Times of Israel, attribuisce agli Emirati un livello di allerta 3 in quanto persiste una minaccia per gli israeliani e gli ebrei che si trovano nel Paese.  "Evitate di visitare attività commerciali, luoghi di ritrovo e luoghi di intrattenimento identificati con la popolazione israeliana ed ebraica", si sottolinea nel 'warning' in cui si chiede anche di "mantenere una maggiore vigilanza nei luoghi pubblici (inclusi ristoranti, hotel, bar, ecc.) ed evitare di esporre simboli israeliani".

I viaggiatori sono inoltre invitati ad evitare di pubblicare sui social media e a bloccare i loro profili online. La sparatoria avvenuta nei pressi dell'ambasciata israeliana ad Amman, in Giordania, è stata un "attacco terroristico" che ha preso di mira le forze di sicurezza del Paese arabo, ha dichiarato il ministro delle Comunicazioni del governo giordano, Mohamed Momani, precisando in una nota che sono in corso indagini sull'attacco. Secondo l'agenzia di stampa ufficiale Petra, nelle scorse ore la polizia ha sparato e ucciso un uomo armato che aveva aperto il fuoco contro una pattuglia nel quartiere Rabiah.Tre agenti sono rimasti feriti.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cop29 raggiunge accordo sul clima, Biden: “Nessuno può impedire rivoluzione verde”

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(Adnkronos) – Accordo raggiunto sul clima alla Cop29 di Baku, in Azerbaigian, e il presidente degli Stati Uniti uscente, Joe Biden, esulta parlando di "risultato storico" e "rivoluzione verde" che "nessuno può impedire". "Oggi alla Cop29, grazie in parte agli instancabili sforzi di una forte delegazione statunitense, il mondo ha raggiunto un accordo su un altro risultato storico.A Baku, gli Stati Uniti hanno sfidato i Paesi a fare una scelta urgente: consegnare le comunità vulnerabili a disastri climatici sempre più catastrofici o farsi avanti e mettere tutti noi su un percorso più sicuro verso un futuro migliore", ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti commentando l'accordo raggiunto. "Insieme, i Paesi hanno fissato un ambizioso obiettivo di finanziamento internazionale per il clima entro il 2035.

Aiuterà a mobilitare il livello di finanziamento, da tutte le fonti, di cui i Paesi in via di sviluppo hanno bisogno per accelerare la transizione verso economie pulite e sostenibili, aprendo al contempo nuovi mercati per veicoli elettrici, batterie e altri prodotti di fabbricazione americana", ha proseguito Biden in una nota. Il presidente americano si è quindi detto fiducioso che "negli anni a venire" gli Stati Uniti continueranno questo lavoro "attraverso i nostri Stati e le nostre città, le nostre aziende e i nostri cittadini, sostenuti da una legge duratura come l'Inflation Reduction Act, il più grande investimento nel clima e nell'energia pulita della storia".Biden ha poi lanciato indirettamente una stoccata alla futura Amministrazione Trump, che secondo diversi media come il New York Times avrebbe già pronto l'ordine esecutivo per abbandonare l'Accordo di Parigi. "Mentre alcuni potrebbero cercare di negare o ritardare la rivoluzione dell'energia pulita in corso in America e nel mondo, nessuno può invertirla, nessuno", ha scandito il presidente. "Mi congratulo con le parti e la presidenza della Cop29 per aver raggiunto questo risultato.

Sebbene ci sia ancora molto lavoro da fare per raggiungere i nostri obiettivi sul clima, il risultato di oggi ci avvicina significativamente – ha concluso Biden – A nome del popolo americano e delle generazioni future, dobbiamo continuare ad accelerare il nostro lavoro per mantenere un pianeta più pulito, più sicuro e più sano alla nostra portata". Anche l'Unione Europea ha accolto con favore l'accordo raggiunto al vertice Cop 29 definendolo l'inizio di una "nuova era" nella finanza "climatica" per i Paesi più poveri per combattere il riscaldamento globale. "La Cop29 sarà ricordata come l'inizio di una nuova era per la finanza climatica", ha affermato il commissario europeo per l'Azione per il clima, Wopke Hoekstra, dopo l'intesa che aumenta l'assistenza finanziaria alle nazioni povere a circa 300 miliardi di dollari all'anno nel prossimo decennio "L'Unione Europea e i suoi Stati membri continueranno a svolgere un ruolo di primo piano in questo processo.Abbiamo lavorato attivamente con tutti i partecipanti per aumentare significativamente il volume dei finanziamenti.

Abbiamo triplicato l'obiettivo di 100 miliardi di dollari e consideriamo questo obiettivo ambizioso, necessario, realistico e realizzabile", ha osservato. Nel cuore della notte, è stata raggiunta l'intesa secondo cui i paesi più ricchi e avanzati garantiranno 300 miliardi di dollari all'anno entro il 2035 alle nazioni più povere, chiamate a contrastare fenomeni sempre più gravi in relazione alla crisi climatica. "Le persone dubitavano che l'Azerbaigian potesse mantenere le promesse e che tutti potessero essere d'accordo.Si sbagliavano su entrambi i fronti", ha detto Mukhtar Babayev, , presidente della Cop29.

L'accordo, che coinvolge circa 200 paesi, è stato raggiunto dopo complesse trattative che sono state sul punto di naufragare.Molte, tra le nazioni più povere, hanno considerato la cifra di 300 miliardi largamente insufficiente. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verstappen campione del mondo 2024, Russell vince Gp Las Vegas

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(Adnkronos) –
Max Verstappen campione del mondo di Formula 1 2024.Il pilota della Red Bull oggi 24 novembre si conferma campione del mondo per il quarto anno consecutivo grazie al quinto posto nel Gp di Las Vegas, terz'ultimo appuntamento del Mondiale.  Il britannico George Russell, al terzo successo della carriera, trionfa con la Mercedes davanti al compagno di squadra e connazionale Lewis Hamilton, capace di risalire dalla decima posizione alla piazza d'onore.

Le Frecce d'argento confezionano la 60esima doppietta della propria storia. Le Ferrari chiudono al terzo e quarto posto con lo spagnolo Carlos Sainz e il monegasco Charles Leclerc.A Verstappen basta la quinta piazza, davanti alla McLaren del britannico Lando Norris.

L'olandese, 27 anni, conquista il titolo in anticipo rispetto alla fine di una stagione in cui ha conquistato sin qui 8 vittorie.  L'olandese completa la missione grazie ad una monoposto dominante nella prima parte della stagione (5 vittorie nei primi 7 Gp e 7 nei primi 10).Le prestazioni poco brillanti della RB8 costringono Verstappen a difendersi nella seconda metà dell'anno: il campione del mondo rimane senza successi per 10 gare ma colleziona piazzamenti preziosi che gli permettono di rimanere al top della classifica.

Il ritorno al successo nel Gp del Brasile di 2 settimane fa si trasforma nell'antipasto della festa di Las Vegas: game over, quarto Mondiale in cassaforte. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Non solo Putin, anche Kim avverte gli Usa: “Continue provocazioni, rischio conflitto armato”

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(Adnkronos) – Non solo Putin e la minaccia nucleare russa.Anche Kim Jong un avverte gli Usa sulla possibilità di un conflitto armato "in qualsiasi momento".

E lo fa attraverso il ministero della Difesa della Corea del Nord, che parla di una situazione che giustificherebbe l'adozione di misure di autodifesa a causa di continue "provocazioni statunitensi". "Avvertiamo con forza gli Stati Uniti e i loro sostenitori ostili alla Repubblica Democratica Popolare di Corea" affinché "cessino immediatamente gli atti ostili che generano ulteriori provocazioni e instabilità e che possono portare il confronto militare nella penisola coreana e nelle sue vicinanze a un vero e proprio conflitto armato", si legge in una dichiarazione riportata dall'agenzia di stampa ufficiale KCNA.  I funzionari della Difesa affermano poi che "l'avventurismo militare" degli Stati Uniti ha "oltrepassato la linea rossa su scala globale".Le "provocazioni militari" di Washington "rappresentano la fonte per far precipitare la situazione regionale in una catastrofe irreparabile". Per il governo nordcoreano è un "dovere costituzionale" per le sue forze armate adottare "misure di autodifesa per proteggere l'ambiente di sicurezza dello Stato e mantenere la stabilità strategica e l'equilibrio di potere nella regione", dove "due parti in guerra sono in stato di massima allerta" e "persiste la possibilità di un conflitto militare in corso".  "L'Esercito sta monitorando attentamente i movimenti militari degli Stati Uniti e dei suoi alleati, tenendo aperta la possibilità di tutte le opzioni nella sua preparazione.

Se si riterrà necessario, adotterà misure immediate per contenere il pericolo", avverte la Nordcorea.  Gli Stati Uniti prevedono intanto che migliaia di soldati nordcoreani di stanza in Russia combatteranno "presto" contro le forze ucraine.A dichiararlo è stato il capo del Pentagono Lloyd Austin.

Il segretario alla Difesa statunitense stima che circa 10mila militari dell'esercito nordcoreano si trovino nella regione russa di Kursk, che confina con l'Ucraina ed è in parte occupata dalle forze di Kiev, e siano "integrati nelle formazioni russe". "Sulla base di ciò che sono stati addestrati" a fare e "di come sono stati integrati nelle formazioni russe, mi aspetto di vederli presto impegnati in combattimento", ha detto Austin ai giornalisti dalle Figi, dove si trova in visita, precisando di non avere conoscenza di "alcuna informazione significativa" di soldati nordcoreani "attivamente impegnati in combattimento" ad oggi. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia, l’analista: “Bomba nucleare? Putin non bluffa, inevitabile scontro con Ue”

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(Adnkronos) – Le minacce nucleari di Putin all'Europa? "C'è un rischio chiaro, evidente e concreto che la Russia non stia assolutamente bluffando.Al momento i russi stanno vincendo la guerra.

Non hanno dunque bisogno di ricorrere a uno strumento come il lancio di un’arma tattica.Fatta questa premessa, Putin ha firmato la nuova dottrina nucleare e l’altro giorno i russi hanno fatto una cosa gigantesca come lanciare un missile ipersonico caricandolo con testate convenzionali.

Mi auguro di avere torto, ma da analista separo i miei desiderata e mi attengo ai fatti".A lanciare l'allarme, in una intervista a QN, è Andrea Margelletti, analista e presidente del Centro Studi Internazionali. "Se dovesse essere usato uno strumento del genere da parte russa, questo porterebbe immediatamente all’ingresso di alcune nazioni europee all’interno dell’Ucraina.

Penso che nel giro di tre anni un conflitto convenzionale con la Russia sia pressoché inevitabile, anche se i russi non dovessero lanciare alcuna bomba nucleare – ha aggiunto -.Alcune nazioni europee non vogliono che l’Ucraina cada.

Non se lo possono semplicemente permettere.Diciamo che c’è anche una difformità di visione fra l’Europa centro-settentrionale e quella centro-meridionale.

Credo anche il motivo che possa avere spinto alcuni Paesi europei a un atteggiamento diverso sia stato l’arrivo di migliaia di soldati nordcoreani a combattere in Russia”. Il prossimo 20 gennaio Donald Trump si insedia alla Casa Bianca, determinato a trovare una soluzione diplomatica.  "Il rischio vero è che Trump ripeta la modalità afgana, ossia facendo un accordo che non tenga conto del volere degli ucraini, com’è successo appunto in Afghanistan.Per questo l’amministrazione Biden sta cercando di dare più risorse, perché se si arrivasse a un tavolo di trattativa, gli ucraini vi possano partecipare da un rapporto di forza maggiore", spiega ancora Margelletti -.

Un eventuale dialogo continua a essere fondamentalmente nelle fantasie degli occidentali.I russi in questi anni non hanno dato la minima dimostrazione di voler trattare. È una meravigliosa fantasia nostra, perché siamo terrorizzati all’idea di un confronto militare". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coppa Davis, Italia-Olanda: orario e dove vederla

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(Adnkronos) – L’Italia insegue il bis in Coppa Davis.Per confermarsi campioni, gli azzurri di capitan Volandri, dopo il grande successo in semifinale contro l’Australia, affronteranno l’Olanda.

Una nazionale già battuta nei gironi del torneo a Bologna, pochi mesi fa.  Dopo le vittorie di Berrettini contro Kokkinakis e di Sinner contro De Minaur, gli Oranje sono l’ultimo ostacolo per gli azzurri.La sfida tra Italia e Olanda, è in programma oggi, domenica 24 novembre, a partire dalle 16.

Botic Van de Zandschulp, numero 80 della classifica Atp, aprirà le danze contro Berrettini, lanciato verso la conferma nel primo match.Sarà invece Tallon Griekspoor, numero 40 del mondo, l'avversario di Sinner.

Nel doppio, l'Olanda si affiderà a Koolhof e Van de Zandschulp,  La finale della Coppa Davis tra Italia e Olanda è in programma domenica alle 16.I match saranno trasmessi in diretta su Rai 2 e su Sky Sport Uno e in streaming su NOW. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giornata contro la violenza sulle donne, Gloria Peritore: “Sul ring sono rinata. E ho trovato l’amore vero”

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(Adnkronos) – Il lieto fine racchiude un percorso di vita.Un sentiero di cuore e fatica, piazzando ganci e montanti fino alla rinascita.

Quella di Gloria Peritore, regina della kickboxing italiana e pugile lanciata verso il titolo europeo dei pesi gallo, è arrivata sul ring.L’amico che dopo una storia tossica le ha permesso di ritrovare la forza giusta nei confronti del mondo.

E l’amore, lo stesso con cui ogni giorno tende la mano a tante persone in difficoltà con "The Shadow Project", community nata per supportare donne bisognose di aiuto.Contro violenze fisiche o psicologiche. "Un tema che torna attuale nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ma di cui si dovrebbe parlare sempre" spiega all’Adnkronos. "Il 25 novembre va sfruttato in positivo – racconta la campionessa – facendo vedere quanti strumenti stanno nascendo per aiutare le donne che subiscono violenza.

Per cambiare la società, bisogna però agire anche sugli uomini.Sono una pedina importante della battaglia".

Nel 2020, "The Shadow Project" è nato con questa stella polare.Per dare sostegno, con gli sport da combattimento, a persone che in passato hanno vissuto una situazione simile alla sua: "Si tratta di una rete di amiche, ideata per semplificare il percorso d’uscita da storie difficili.

Non è difesa personale, ma uno sportello basato sul concetto di primo aiuto, ciò che è mancato a me anni fa.Nella disperazione di quel periodo, mi sono trovata a scrivere su un sito di supporto anonimo.

Nessuno rispose, così mi impegnai per cambiare le cose.Mettendo tutta me stessa in questo progetto.

Questi sport insegnano a lottare nonostante le difficoltà, a distinguere la violenza dall’agonismo.E permettono il confronto, con uomini e donne, nel pieno rispetto delle differenze”.  Con gli anni “The Shadow Project” ha spiccato il volo, fino all’America: "Qualche mese fa ho ricevuto una chiamata dal Consolato Generale d’Italia a Filadelfia e Detroit e sono stata lì per fare giornate di divulgazione, ho fatto allenare tanti ragazzi in palestra e ci siamo divertiti.

Abbiamo dimostrato che i valori del fighting possono essere usati per una società migliore, non violenta.A breve tornerò lì per discutere nuove possibilità di collaborazione, sempre utilizzando il linguaggio universale dello sport.

La novità è che ci siamo affiancati ad Alteya Onlus.Con loro, abbiamo istituito uno sportello di orientamento gratuito, a livello psicologico e poi anche pratico, per tutte le donne che non sanno con chi parlare in momenti bui.".

La consapevolezza di prendere in mano la sua vita, muovendosi per cambiare anche quella degli altri, Gloria l’ha trovata grazie al potere dello sport: “Anni fa entrai in palestra quasi per gioco, la kickboxing mi intrigava".Se il combattimento venne per caso, il quadrato fu un richiamo. "In un momento complicato, tirai fuori il coraggio di fare il primo passo per lasciarmi alle spalle una relazione dannosa.

Per un nuovo futuro".Arrivato con la kickboxing, il primo grande amore, che l’ha portata a diventare campionessa del mondo Iska e poi a confermarsi negli anni la numero uno in Italia.

Oggi il viaggio continua con la boxe, che da qualche tempo dà nuove soddisfazioni e nuovi stimoli. "Il cambiamento è stato rischioso.Con una carriera già scritta non era facile riconfermarsi in un'altra disciplina, seppur simile, partendo da zero.

Mi sono sempre trovata di fronte avversarie complicate, ma è sfidante e mi diverto".Un’impressione chiara anche all’esterno: "Le persone mi dicono che sono più felice.

Ed è vero, la boxe è percepita con più attenzione e ho tante chance di combattere, divertirmi ed esprimermi.Il prezzo da pagare è che si ricomincia da 0-0-0 (ride, ndr), ma ne vale la pena". A fine ottobre, è arrivato a Palermo il titolo Ebu Silver dei pesi gallo, ma oltre al successo e alla possibilità di giocarsi presto la cintura europea, il ring le ha dato un’altra gioia.

La proposta di matrimonio di Manuele, suo coach e compagno. "Al palazzetto c’era tutta la famiglia, ma non me lo aspettavo. È stata un’emozione fortissima".Quasi un regalo del destino, che con lo sport ha donato a Gloria una rinascita: "Ho pensato più di una volta a questo intreccio.

Con Manuele ho trovato l’amore vero, basato sul rispetto reciproco.Non a caso, mi dà una carica incredibile e metto sempre sul ring tutti i valori che condividiamo".

In fondo, non capita tutti i giorni di avere all’angolo un coach…futuro marito. (di Michele Antonelli) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid 2024, cosa c’è di nuovo su XEC la variante che dominerà in inverno

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(Adnkronos) – Sarà probabilmente il 'convitato di pietra' a cenoni, aperitivi e festeggiamenti di Natale e Capodanno.Anche se ormai la luce dei riflettori sembra essersi abbassata, il Covid continua a circolare in versioni sempre nuove.

L'ultima è XEC.In un focus pubblicato su 'Jama' si fa il punto su origini e ascesa di questa variante che per gli esperti è ormai "destinata a dominare l'ondata invernale" di Covid.  "Ricombinante di discendenti di Omicron, fortunatamente", si evidenzia nell'analisi, XEC non sembra discostarsi troppo dalle varianti a cui mirano gli ultimi vaccini Covid (JN.1 e KP.2), dicono gli scienziati. "Sono molto simili", afferma Nicole Doria-Rose, capo della sezione Antibody Immunity al Vaccine Research Center del National Institute of Allergy and Infectious Diseases.

XEC presenta solo 4 cambiamenti di aminoacidi sia rispetto a JN.1 che a KP.2, spiega.  Com'è nata?Si ritiene che la ricombinazione avvenga di solito in una persona immunodepressa, infettata contemporaneamente da più varianti di Sars-CoV-2, dice l'epidemiologo Bill Hanage, direttore associato del Center for Communicable Disease Dynamics dell'Harvard TH Chan School of Public Health.

L'ipotesi, dato che XEC è stata rilevata per la prima volta in Germania il 7 agosto, è che – vista tempistica e luogo dell'identificazione iniziale – possa essere emersa in un tifoso che ha assistito al torneo di calcio Euro 2024, tenutosi da metà giugno a metà luglio negli stadi di tutta la Germania, ragiona Hanage.Sebbene "non sapremo mai esattamente dove è successo", ha detto, "eventi come questo offrono sicuramente opportunità per l'affermarsi di nuove varianti".

Oppure, XEC potrebbe essere nata alle Olimpiadi di Parigi, iniziate a fine luglio, interviene Doria-Rose, facendo eco ad Hanage: "Non lo sapremo mai". Non importa però dove sia nata, precisano gli esperti.XEC ha preso piede in tutto il mondo: già nella seconda settimana di ottobre costituiva circa il 17% delle sequenze Sars-CoV-2 a livello globale, in aumento rispetto al 9% circa della settimana conclusasi il 22 settembre, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Tra quei 2 periodi, XEC è cresciuta nelle Americhe, in Europa e nel Pacifico occidentale.E' considerata da fine settembre una variante sotto monitoraggio per l'Oms, il che significa che le autorità sanitarie pubbliche dovrebbero tenerla d'occhio nel caso in cui diventasse una minaccia più grande di altre varianti circolanti.

Negli Stati Uniti, il sistema nazionale di sorveglianza genomica l'ha sequenziata per la prima volta nella seconda metà di agosto.Al 9 novembre, i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) stimavano che fosse al 28%, in aumento rispetto al 17% delle 2 settimane precedenti. Sebbene XEC potrebbe non aumentare così rapidamente come suggeriscono le stime Cdc, "sarà responsabile di una parte sostanziale della trasmissione che vedremo nelle prossime settimane", prevede Hanage. "Penso che ci siano buone probabilità che diventi la variante dominante".

Ma gli esperti non prevedono che causi sintomi peggiori delle altre varianti attuali o comprometta la capacità degli ultimi vaccini Covid di prevenire la malattia grave. "Non ci sono prove che stia rendendo le persone più malate", puntualizza Hanage.Negli anni precedenti, Covid è salito dopo le Feste di dicembre.

Difficile però dire stavolta come andrà, dicono alcuni esperti.XEC non è la prima variante ricombinante ed è improbabile che sarà l'ultima.  La ricombinazione "aiuta il virus a mutare più velocemente", spiega Doria-Rose.

E questo può rivelarsi vantaggioso, poiché aumenta la trasmissibilità e l'evasione immunitaria, sottolinea in una e-mail il virologo Kei Sato, professore all'Istituto di scienze mediche dell'Università di Tokyo.Entro la fine del 2022, erano state designate 60 varianti ricombinanti di Sars-CoV-2; alcune hanno viaggiato per il mondo, mentre altre sono rimaste cluster locali.

Tuttavia, avvertono gli studiosi, rilevare, monitorare e rispondere alle nuove varianti ricombinanti è diventato più difficile, anche a causa della diminuzione dei sequenziamenti in tutto il mondo dopo la fine delle emergenze di sanità pubblica. "Non stiamo più spendendo soldi per questo", osserva Doria-Rose a proposito della sorveglianza genomica. E quindi oggi cosa si sa di XEC, qual è il suo profilo?Secondo Sato, praticamente ogni anno si verifica un evento importante nell'evoluzione della variante Omicron. "Non sono ancora sicuro che il grande evento del 2024 sia XEC", precisa però nella sua email.

Il 6 novembre, Sato ha pubblicato insieme ad altri coautori una lettera di ricerca su 'The Lancet' in cui si illustravano le caratteristiche virologiche di XEC.Gli autori hanno stimato il numero di riproduzione effettiva (quante persone suscettibili possono essere infettate da un singolo individuo): negli Usa risulta che sia superiore del 13% rispetto a quello di KP.3.1.1, la variante predominante nel mondo a inizio novembre. "Penso che il livello di attività di neutralizzazione tramite infezione naturale stia diminuendo", ha detto Sato a Jama Medical News, spiegando che con i suoi collaboratori sta ora studiando gli anticorpi neutralizzanti nei sieri di chi ha ricevuto i vaccini Covid 2024-2025.

Se in ogni caso il Covid per la maggior parte delle persone sane è ormai diventato una malattia più lieve, continua a provocare più ricoveri dell'influenza, si precisa nel focus evidenziando la necessità di continuare a fare attenzione ai più fragili. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Daniele, nato due volte, dal trapianto di cuore alla mezza maratona: la storia

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(Adnkronos) – Ci vuole cuore per affrontare le salite della vita, per lasciarsi alle spalle le paure e correre fino al traguardo.Anche se quel cuore è di un altro e adesso batte nel tuo petto.

Daniele Sironi, 32 anni, di Pregnana Milanese, onora questo impegno – sfidando se stesso ogni giorno di più – dal giorno del suo 'secondo compleanno': 2 aprile 2021, data del suo trapianto di cuore.Una 'sliding door' che si è aperta grazie al dono di un 42enne di Bologna – morte e vita, destini che si incrociano – e che lo ha portato fino a qui, ai nastri di partenza della Milano21, dove oggi, 24 novembre, esordirà con la sua prima mezza maratona.  "Chi l'avrebbe detto, pensando al primo giorno di riabilitazione post intervento quando stare seduto 6 ore sul letto dopo una settimana in terapia intensiva era già un traguardo", sorride.

Sono passati solo poco più di 3 anni da quei giorni.E oggi Daniele, sommelier nella vita, ha grandi aspirazioni e si allena a colpi di triathlon per raggiungere le prossime tappe: "Mezzo Ironman – elenca – il sogno di correre un giorno la maratona di New York".  Nato in Brianza nel 1992, "vita tranquilla fino ai 27 anni", poi "nel 2019 tutto cambia", racconta all'Adnkronos Salute.

E a cambiare non è solo il fatto che a febbraio Daniele ha provato la gioia di diventare papà di Ludovica, uno dei 3 amori della sua vita, insieme alla compagna Alice e alla seconda figlia Sofia.E' una diagnosi a scombinare il futuro: cardiomiopatia dilatativa, patologia del cuore che causa insufficienza cardiaca.

Qualche 'spia rossa' si era già accesa. "Ma l'epilogo di quello che avrebbe dovuto essere un breve ricovero di 3 giorni è totalmente inaspettato per me", ripercorre. "Mi dicono che il cuore va molto male e che la mia ultima speranza di vita è il trapianto".Siamo a novembre-dicembre. "Dopo lo sconforto iniziale scopro anche che cosa vuol dire aspettare un trapianto, senza sapere se riuscirai a farlo.

Vengo trasferito dal Monzino al Niguarda dove viene valutata la mia idoneità all'intervento.Dopo un mese sono ufficialmente in lista d'attesa". Nel frattempo ci si mette anche il Covid a complicare le cose. "La mia fortuna – dice Sironi – è stata mia figlia, che allora aveva poco più di un anno e mi ha permesso di non pensarci troppo, tutte le energie erano concentrate su di lei.

Intanto, durante le visite imparo cosa vuol dire trapianto di cuore e cosa avrei potuto fare dopo.Una dottoressa mi mette una pulce all'orecchio.

Mi dice: 'ci sono anche trapiantati che fanno le maratone'.Ma la strada è lunga e non ci penso più".  La vita intanto continua a scorrere. "Finché l'1 aprile del 2021, neanche fosse uno scherzo, ricevo la chiamata che tutti i trapiantati si ricordano.

Ero tornato in ufficio, rispondo al telefono: 'Ci sarebbe un cuore per lei', la frase che mi resterà per tutta la vita".Uno tsunami di emozioni, e il 2 aprile Daniele è sotto i ferri. "L'operazione dura 6-8 ore e si conclude bene.

Da lì comincia una lenta riabilitazione". All'inizio "cammino a fatica", ricorda.Poi "la cyclette", e "con la bella stagione le camminate fuori.

A giugno rientro a casa, dopo un periodo dai miei in un contesto un po' più protetto.Neanche 10 giorni dopo nasce la mia seconda figlia e riesco anche ad assistere al parto".

E' estate, e il mare è un'occasione: "Comincio a fare più chilometri.Poi a ottobre riprendo anche a correre un po'.

Prima dello stop forzato imposto dal mio cuore facevo una vita attiva, giocavo a tennis, a calcio con gli amici".I sintomi? "In realtà i medici si stupiscono del fatto che stessi ancora in piedi.

Erano preoccupati, tanto che mi hanno anche messo un defibrillatore nell'attesa.Conosco persone che hanno passato mesi in ospedale prima del trapianto". Comunque pian piano Daniele, con il suo cuore nuovo, riprende a fare sport, "anche il padel, un po' di tennis.

Supero un po' la paura di riprendere la corsa.E nell'estate del 2022 incomincio a vedere qualche progresso in più".

Una delle tante svolte della sua vita è l'incontro con le associazioni Aido e Aned. "Quest'ultima in particolare si occupa di sport per trapiantati e con loro partecipo ai giochi nazionali.Conosco altri che hanno fatto il trapianto e fanno sport.

E con Aido inizio ad andare a parlare nelle scuole ai ragazzi di quello che mi è successo.Ne parlo anche per quelle persone che ho conosciuto e che purtroppo non ho più rivisto.

E a settembre 2023 mi viene in mente che il mio messaggio posso farlo arrivare attraverso lo sport".  "Penso al triathlon – dice Daniele – Scopro che un coach importante, Simone Diamantini, allena a pochi chilometri da casa mia.Gli spiego la mia storia, il mio progetto, e lui lo sposa.

La cosa divertente è che non ho mai avuto una bici da corsa, l'ho letteralmente presa nella cantina di uno zio.Alle prime due uscite sono caduto perché non riuscivo a staccarmi dai pedali.

La corsa non l'avevo mai fatta in maniera seria e quando ho iniziato ad aumentare un po' i chilometri mi sono subito infortunato.Il nuoto l'avevo fatto da bambino, sapevo giusto stare a galla.

Eppure il mese scorso ho esordito nel triathlon sprint a Peschiera del Garda e domani correrò 21 chilometri.Sono fiducioso – conclude Sironi – Il mio messaggio lo porto sulla maglietta.

Ho 'riscritto' lo slogan di Aido ('Io dono, non so per chi ma so perché').Per me è 'Io corro, non so per chi ma so perché", sorride. "Il senso – spiega – è che fare sport, ognuno come vuole e ognuno al proprio livello, fa bene sia al fisico che alla mente.

Voglio anche dimostrare che dopo un trapianto si può tornare a vivere, e sensibilizzare le persone sulla donazione di organi".Prossime tappe? "A parte l'obiettivo di un triathlon medio, l'anno prossimo vorrei sfidarmi con la maratona, magari già a Milano il 6 aprile.

Sarebbe un bel 'compleanno'.Un bel modo di festeggiare 4 anni dal trapianto".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, Zelensky: “Guerra può finire nel 2025, nuovo piano entro gennaio”

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(Adnkronos) –
L'Ucraina punta su Donald Trump per chiudere la guerra con la Russia nel 2025.Mentre Vladimir Putin spaventa l'Europa con il nuovo missile Oreshnik che "può colpire ovunque" nel Vecchio Continente, Kiev attende l'insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti per una svolta negoziale che apra la strada alla pace.

Trump, com'è noto, da mesi si dice convinto di poter portare Ucraina e Russia al tavolo per una rapida intesa. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky continua a dirsi fiducioso che la guerra con la Russia possa finire nel 2025 e che "a gennaio avremo un piano", ribadisceai media stranieri a margine della terza conferenza internazionale 'Grain from Ukraine'.  "Per quanto riguarda il momento in cui la guerra finirà…finirà quando la Russia deciderà di farla finire.

Quando gli Stati Uniti assumeranno una posizione più forte.Quando il Sud globale si schiererà con l'Ucraina e a favore della fine della guerra", dice Zelensky, sottolineando di essere fiducioso che questi sviluppi si verificheranno prima o poi e che verranno prese delle decisioni. "Sarà un percorso difficile, ma sono convinto che abbiamo tutte le possibilità di raggiungere questo obiettivo l'anno prossimo – afferna – capiamo che la Russia non sarà d'accordo con tutti questi passi, ma c'è la Carta delle Nazioni Unite e tutte le nostre azioni si basano su di essa.

Speriamo che siano sostenute dai nostri partner".   L'incognita maggiore per Zelensky – e allo stesso tempo la principale speranza – è la nuova amministrazione Usa. È necessario ascoltare le proposte d Trump sul piano per porre fine al conflitto. "Siamo aperti – dice Zelensky -; lo dirò ancora una volta, e tra l'altro, ai leader dei paesi africani, asiatici e arabi…Siamo pronti a vedere le loro proposte.

Voglio anche vedere quelle del nuovo presidente degli Stati Uniti d'America.Penso che avremo queste proposte a gennaio e che avremo un piano per porre fine a questa guerra". "Sono sicuro che l'anno prossimo avremo tutte le possibilità di porre fine alla guerra – aggiunge il presidente ucraino – Ci sono passi appropriati per questo…

Comprendiamo che la Russia non farà tutti questi passi.Ma esiste una carta delle Nazioni Unite e tutti i nostri passi basati sulla Carta delle Nazioni Unite saranno sostenuti dai partner".  
Putin, particolarmente loquace negli ultimi giorni con 2 messaggi, tace lasciando spazio ai proclami di Dmitry Medvedev, ex presidente e attuale numero 2 del Consiglio di sicurezza.

Il presidente, dopo il lancio di un nuovo missile a medio raggio contro il territorio ucraino, ha avvertito in particolare l'Europa: "Possiamo colpire ovunque", ha detto come reazione alle azioni condotte da Kiev, che ha colpito il territorio russo con missili americani (Atacms) e britannici (Storm Shadow). A stretto giro, tocca a Medvedev indicare la soluzione ideale del conflitto per i parametri russi: "Se il blocco Nato smette di soffiare sul fuoco della guerra in Ucraina, questo conflitto può finire senza alcun ulteriore costo per l'umanità", dice Medvedev.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cop 29, approvato accordo: 300 miliardi di dollari all’anno per i Paesi poveri

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(Adnkronos) – I negoziatori internazionali al vertice annuale sul clima hanno raggiunto un accordo che aumenta l’assistenza finanziaria alle nazioni povere a circa 300 miliardi di dollari all’anno nel prossimo decennio.La presidenza della Cop29, che supervisiona i colloqui, ha pubblicato l’accordo su un sito web delle Nazioni Unite dopo averlo fatto circolare privatamente tra i negoziatori.

Ne dà notizia il Washington Post. L’accordo finale prevede che i Paesi più sviluppati forniscano almeno 300 miliardi di dollari all’anno entro il 2035 per aiutare i Paesi in via di sviluppo a far fronte ai disastri climatici.L’accordo, che i delegati discuteranno in una sessione aperta prima di votare formalmente, concluderebbe due settimane di negoziati alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in corso a Baku, in Azerbaigian.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Figc, idea Del Piero per la presidenza: un numero 10 per la federazione?

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(Adnkronos) – Si accende la corsa per la presidenza della Figc.Il presidente federale Gabriele Gravina ha fissato la data ufficiale delle elezioni: il prossimo 3 febbraio a Roma presso l’Hotel Cavalieri A Waldorf Astoria.

In attesa che Gravina, al netto delle vicende giudiziarie, sciolga le riserve per la sua candidatura per proseguire il lavoro in Federazione, si sta muovendo qualcosa, accendendo la fantasia su ipotetici competitor del numero 1 di Via Allegri.L’idea è quella di trovare un nome forte, un ex calciatore e nelle ultime ore è emerso anche il nome di Alessandro Del Piero che sarebbe sostenuto dalle componenti tecniche, ma anche da molti club.

Una candidatura che, se dovesse concretizzarsi, potrebbe cambiare gli attuali equilibri.  Del Piero nella serata del 23 novembre era allo Juventus Stadium per seguire la sfida di rugby tra i fenomeni degli All Blacks e gli azzurri nella gara delle Autumn Nations Series.Michele Lamaro, capitano azzurro infortunato, ha consegnato nel pre-partita la maglia azzurra della nazionale proprio a Del Piero con il numero 10 ed il suo nome. “La prima cosa da fare verso i tifosi è guadagnarsi rispetto e amore e lo fai anche con la voglia di osare”, ha detto Del Piero, chissà se vorrà osare per affrontare un’altra sfida, questa volta fuori dal rettangolo di gioco. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mandato d’arresto Netanyahu, Tajani: “Salvini parla da capopartito, decidiamo Meloni e io”

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(Adnkronos) – Sul mandato d'arresto spiccato dalla Corte penale internazionale sul premier israeliano Benjamin Netanyahu "le opinioni di Salvini sono legittime ma parla in quanto capo di partito.La posizione dell'Italia e del governo è la posizione del presidente del Consiglio, che il ministro degli Esteri ha il dovere di attuare anche perché poi il ministro degli Esteri condivide la posizione del presidente del Consiglio".

Così il vicepremier, Antonio Tajani, ospite di '4 di sera Weekend' su Retequattro commentando le affermazioni del leader della Lega secondo cui se Netanyahu venisse in Italia sarebbe il benvenuto. 
"La posizione del governo – ribadisce Tajani- è quella del presidente del Consiglio e del ministro degli Esteri". "Bisogna vedere le carte, cioè cercare di capire per quale motivo si è arrivati a questa decisione da parte della Corte.Noi la rispettiamo, però dobbiamo tener conto che la Corte deve svolgere soltanto un ruolo giuridico, non un ruolo politico", chiarisce Tajani. "In questo momento -aggiunge – serve grande prudenza perché non credo che il mandato di arresto per Netanyahu e per l'ex ministro della difesa sia un passaggio utile che favorisca la pace e il cessate il fuoco". La decisione della Cpi "semmai fa indispettire Israele – spiega il ministro – Netanyahu non verrà mai arrestato perché non andrà in nessun Paese in questo momento, essendoci la guerra in corso in Israele, ma rimarrà in Israele.

Se va negli Stati Uniti, gli Usa non riconoscono la Corte, quindi non c'è alcun pericolo sostanziale per lui. È una scelta politica, ripeto, noi decideremo insieme ai nostri alleati il da farsi, tant'è che lunedì e martedì si svolgerà il G7 esteri a Fiuggi.Ne parleremo con i nostri alleati, porremo il problema, vedremo se si potrà arrivare ad una posizione comune e, come Occidente, decidere il da farsi". "L'unica cosa che noi politicamente dobbiamo dire – sottolinea Tajani – è che non si può assimilare Netanyahu, che è il presidente del Consiglio di un Paese democratico dove ha vinto le elezioni ed è stato eletto dal popolo israeliano, al capo di una organizzazione terroristica.

Cioè all'uomo che ha pensato e organizzato la strage degli israeliani il 7 ottobre dell'anno scorso.Questo è per noi un aspetto politicamente di grande rilievo". "Mi auguro che si possa arrivare ad un cessate il fuoco che chiuda questa stagione di guerra, almeno in Libano.

Le trattative sono in corso, non so se l'Iran effettivamente vuole raggiungere il cessate il fuoco, ma bisogna fare di tutto perché si raggiunga questo obiettivo", afferma il vice presidente del Consiglio aggiungendo che "questo naturalmente metterebbe in maggior sicurezza i nostri militari che si muovono sotto le bandiere dell'Unifil, cioè delle Nazioni Unite.Hanno dei bunker dove potersi proteggere e fortunatamente i quattro militari sono stati feriti leggermente". "Lunedì incontrerò il ministro degli esteri del Libano – prosegue Tajani -che sarà qui a Roma e gli ribadirò che i militari italiani non si toccano.

Le truppe Hezbollah non sono l'esercito regolare libanese, sono truppe che di fatto rispondono più all'Iran che al Libano.Sono le truppe armate del Partito di Dio, sono un'organizzazione praticamente semiterroristica che ha attaccato fino ad oggi lo Stato di Israele.

L'Unifil stava in mezzo tra israeliani e Hezbollah proprio per impedire che ci fosse il peggioramento della situazione che invece c'è stato.E' chiaro che stando in mezzo rischiano di essere colpiti da una parte e dall'altra". "Noi siamo stati espliciti con il governo israeliano che ci ha garantito il massimo impegno – dichiara il ministro – perché i nostri militari non vengano colpiti da parte israeliana.

Con Hezbollah è impossibile parlare perché non è un'organizzazione statale, è un'organizzazione di fatto terroristica.Non so se hanno voluto intimidire i nostri militari oppure se non sono capaci di utilizzare le armi che hanno, che sono armi fornite dall'Iran.

Certamente la situazione è quella che è, bisogna lavorare assolutamente per il cessate il fuoco.Noi sosteniamo la posizione americana che punta veramente a trovare un accordo.

Poi si lavorerà per trovare un cessate il fuoco a Gaza perché la situazione è veramente preoccupante in tutta l'area".   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parma-Atalanta 1-3, Gasperini aggancia Inter in vetta

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(Adnkronos) –
L'Atalanta batte 3-1 il Parma in un match valido per la 13/a giornata di Serie A, disputato allo stadio 'Tardini' della città emiliana.A decidere la partita le reti di Retegui al 4', Ederson al 39' e Lookman al 75'; di Cancellieri al 50' il gol della bandiera dei ducali.

In classifica l'Atalanta allenata da Gasperini, alla settima vittoria di fila, aggancia in vetta l'Inter con 28 punti, 2 in più del Napoli, che giocherà in casa con la Roma; il Parma resta fermo a quota 12 in 13/a posizione insieme al Verona.   
Gli ospiti sbloccano la partita al primo affondo.La squadra di Gasperini che va da sinistra verso destra, Bellanova pennella in mezzo un gran pallone che Retegui, tutto solo, spinge in rete di testa al 4'.

Passano cinque minuti e la Dea si vede annullare la rete del raddoppio.Pasalic riceve in area di rigore e con un colpo di tacco libera Lookman che mette dentro da due passi, ma la posizione dell'attaccante era di fuorigioco.

Al 16' raddoppio sfiorato dall'Atalanta, sempre cross dalla destra, nuovo colpo di testa di Retegui, con la palla che sfiora il palo.Al 20' ancora l'attaccante italo-argentino vicino al raddoppio con un tiro che termina di poco alto sopra la traversa. Al 33' ennesimo cross dalla destra di Bellanova, questa volta stacca di testa Lookman, palla ancora fuori di pochissimo.

C'è una sola squadra in campo che al 39' legittima la propria superiorità con il gol del raddoppio: bellissimo scambio Lookman-Ruggeri, l'esterno entra in area e appoggia sul secondo palo il pallone per l'inserimento di Ederson che deve solo spingere in rete.Al 44' Parma vicino al gol con un contropiede micidiale, Cancellieri per Bonny che calcia di prima intenzione, gran parata di Carnesecchi. In avvio di ripresa i ducali accorciano le distanze con Cancellieri.

Gran giocata dell'ex esterno della Lazio che riceve al limite dell'area si gira, elude l'intervento di Toloi e scarica un mancino potente sotto la traversa riaprendo la partita.Tra l'8' e il 9' Gasperini si becca due cartellini gialli per proteste e viene espulso.

Al 10' doppio cambio per gli ospiti: entrano Brescianini e De Ketelaere, escono Pasalic e Retegui. Nel secondo tempo la squadra di casa è molto più in partita e riesce ad essere più propositiva nella metà campo avversaria.Al 12' proteste dei crociati per un fallo di mano di Toloi in area su tiro di Valeri ma l'arbitro Manganiello fa segno che la palla è stata colpita prima con le gambe.Al 24' entra Cuadrado per Bellanova tra gli orobici, mentre Pecchia opta per un triplo cambio con Almqvist, Anas e Hainaut che sostituiscono Bonny, Estevez e Coulibaly.

Alla mezz'ora la Dea cala il tris con Lookman.L'Atalanta sfonda per l'ennesima volta da destra con il cross di Cuadrado per l'arrivo di Lookman sul secondo palo che scaraventa in rete la palla del 3-1. Al 37' esaurisce i cambi la squadra orobica con Scalvini, al rientro dopo l'infortunio al crociato della scorsa primavera e Samardzic al posto di Toloi e Lookman.

Nel finale la partita cala d'intensità e la 'Dea' gestisce senza correre rischi il risultato portando a casa la settima vittoria di fila e la momentanea leadership della Serie A.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scontro al vertice a reti inviolate: Virtus Stabia e Battipagliese si dividono la posta

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Si chiude a reti inviolate lo scontro al vertice del Girone B di Eccellenza tra Virtus Stabia e Battipagliese.Una partita combattuta, spesso in mano ai padroni di casa, che però non sono riusciti a concretizzare le occasioni create.

Battipagliese mai pericolosa, nonostante la superiorità numerica seguita all’espulsione di Porzio, punito con il secondo giallo al 19′ della ripresa.La parità numerica viene ristabilita nei minuti finali per un intervento scomposto di Ribeiro, ma la Virtus non capitalizza e il direttore di gara decreta la fine sul punteggio di 0-0.

Il match inizia con la Virtus Stabia che prende l’iniziativa: al 6’, un contropiede orchestrato da Doukoure si conclude con un passaggio perfetto per Farriciello, il cui tentativo da fuori area impegna severamente Trapani, costretto a deviare in angolo.Al 16′, un calcio d’angolo battuto da Vitale trova Porzio in buona posizione, ma il centrocampista spara alto sopra la traversa.

La Battipagliese prova a rispondere al 23’ con Ripa, che su una sponda ben calibrata riesce a girare verso la porta, ma Inserra si fa trovare pronto e blocca il pallone in due tempi.Gli stabiesi tornano in avanti al 30′: Farriciello inventa un assist per Onda, abile a liberarsi in area e andare alla conclusione, ma ancora una volta Trapani si supera mandando in corner.

A 5 minuti dalla fine del primo tempo, un pericoloso tiro da fuori area di Lettieri mette in difficoltà Trapani: il rimbalzo insidioso costringe l’estremo difensore della Battipagliese a un intervento difficile, deviando la sfera con un riflesso felino.L’ultima occasione del primo tempo è per la Battipagliese: Manco, nei minuti di recupero, tenta una conclusione dalla distanza che però Inserra neutralizza senza difficoltà.

SECONDO TEMPO

La ripresa si apre con un brivido per i padroni di casa.

A inizio ripresa, Gautieri, servito da Lettieri, entra in area e calcia a botta sicura, ma il pallone colpisce la traversa.Poco dopo, è ancora Gautieri a rendersi pericoloso con un cross preciso per Doukoure, che però di testa non trova lo specchio della porta.

La Virtus continua a premere: su calcio di punizione, Onda impegna Trapani con una traiettoria velenosa che il portiere smanaccia in angolo.Al 19′ della ripresa la partita cambia: Porzio interviene in ritardo e riceve la seconda ammonizione, lasciando la Virtus Stabia in dieci uomini.

Gli ospiti cercano di approfittarne, ma non riescono a sfondare.Al contrario, i padroni di casa continuano a macinare gioco, tra cui un contropiede nel finale orchestrato da Pirone, che mette un pallone invitante in area per Giorgio.

Quest’ultimo tenta una spettacolare rovesciata, ma il tiro, debole, termina tra le braccia di Trapani.Quando la partita sembra ormai destinata a chiudersi con la Battipagliese in superiorità, un intervento duro di Ribeiro ristabilisce la parità numerica a pochi minuti dal termine.

Tuttavia, nonostante il forcing finale, gli stabiesi non trovano il guizzo vincente e devono accontentarsi di un punto, mentre la Battipagliese esce indenne da una trasferta insidiosa.Una partita che, pur priva di reti, ha regalato emozioni e spunti interessanti, confermando l’equilibrio tra due squadre che si contenderanno fino all’ultimo la vetta del campionato.

La prossima gara vedrà gli stabiesi, a due punti dalla vetta della classifica, impegnata nella trasferta di Cervinara.