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Juve Stabia – Sudtirol: Finale (2-1 8′ Candellone, 74′ Kofler, 79′ Bellich)

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Benvenuti a questa diretta testuale di Juve Stabia – Sudtirol.  A partire dalle ore 20:30 vi terremo aggiornati sulla gara del Romeo Menti una sfida interessante della sedicesima giornata di Serie BKT 2024-2025.  La Juve Stabia ospita il Sudtirol in un incontro che si preannuncia ricco di emozioni e colpi di scena.  Entrambe le squadre arrivano a questo appuntamento con l’obiettivo di conquistare i tre punti: alle Vespe la vittoria manca dalla gara del 4 ottobre 2024 a Genova contro la Sampdoria (7 partite con 5 pareggi e 2 sconfitte) mentre gli Altoatesini vengono da quattro sconfitte consecutive che li ha fatti piombare all’ultimo posto in condominio con il Cittadella e Frosinone.  L’FC Südtirol, nel quindicesimo turno, è stato fermato al “Druso” (0-4) dalla quotata Cremonese mentre la Juve Stabia ha pareggiato per 2-2 sul campo del Cittadella, portandosi a quota 19 in classifica, sullo stesso gradino del Brescia.  Le “vespe” di Castellammare di Stabia hanno fin qui colto 4 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte.

Precedenti

L’unico precedente tra le due squadre risale alla prima gara della finale a tre di Supercoppa Lega Pro Seconda Divisione del 2010 (16 maggio).  A Castellammare di Stabia finì 2-1 in favore delle Vespe: a Varriale e Tarantino rispose Hannes Fischnaller.

Infortuni

Mister Pagliuca recupera Varnier che torna dalla squalifica ma deve fare a meno di Andreoni, Morachioli, Mosti e Maistro.  Mister Zaffaroni invece non potrà contare sugli infortunati Fabia Tait, Jasmin Kurtic e Federico Davi.

La Squadra Arbitrale

Dirige l’incontro Ermanno Feliciani della Sezione Aia di Teramo, coadiuvato dagli assistenti Andrea Zingarelli di Siena e Ivan Catallo di Frosinone; quarto ufficiale Leonardo Mastrodomenico di Matera; Var on site Luigi Nasca di Bari, Avar on site Salvatore Longo di Paola.

Tabellino ufficiale:

JUVE STABIA (3-4-1-2): Thiam; Folino, Varnier, Bellich; Floriani Mussolini, Buglio (90′ Ruggero), Leone (84′ Meli), Fortini (45′ Rocchetti); Piscopo (68′ Pierobon); Candellone, Adorante (68′ Artistico).

 

A disposizione: Matosevic, Signorini, Di Marco, Zuccon, Baldi, Gerbo, Piovanello.

 

All.: Pagliuca.

SUDTIROL (3-5-2): Poluzzi; Kofler, Ceppitelli, Giorgini; El Kaouakibi, Mallamo (69′ Davi), Arrigoni, Molina (83′ Crespi); Rover (69′ Zedalka); Merkaj (84′ Casiraghi), Odogwu.

 

A disposizione: Drago, Theiner, Cagnano, Masiello, Martini, Zedadka, Pietrangeli, Davi, Vimercati, Praszelik.

 

All.: Zaffaroni.

 

Direttore di gara: Ermanno Feliciani della sezione AIA di Teramo

Primo Assistente: sig. Andrea Zingarelli della sezione AIA di Siena

Secondo Assistente: sig. Ivan Catallo della sezione AIA di Frosinone

IV° ufficiale: sig. Leonardo Mastrodomenico della sezione AIA di Matera

VAR: sig. Luigi Nasca della sezione AIA di Bari

AVAR: sig. Salvatore Longo della sezione AIA di Paola.

 

Marcatori: 8′ Candellone 74′ Kofler 79′ Bellich

Angoli: 7 – 3

Ammoniti: 35′ Buglio, 40′ Leone, 63′ Arrigoni, 64′ Candellone, 68′ Folino.

 

Espulsi: 40′ Tarantino e Chiodi (Sudtirol)

Recupero: 2 min p.t. – 5 min s.t.Note: Terreno in erba sintetica.  Giornata tipicamente invernale.

Spettatori Totali: 3.704
Di cui 1675 paganti (19 settore ospiti) e 2029 abbonati
Incasso di 43.616,28 euro di cui Euro 19.629,00 (paganti) ed Euro 23.998,28 rateo abbonati

PRIMO TEMPO

8′ JUVE STABIA IN VANTAGGIOOOOO: Cross di Fortini per Adorante che di testa impegna Poluzzi sulla respinta arriva Candellone che insacca per il vantaggio gialloblù.

33′ Juve Stabia vicinissima la raddoppio: Cross di Folino dalla destra, sponda di testa di Candellone per Adorante che colpisce in pieno il palo.

35′ Ammonito Buglio per fallo su Mallamo

36′ Risponde il Sudtirol con Rover che dalla distanza impegna Thiam che respinge a terra il tiro dell’attaccante ospite.

40′ Ammonito Leone, espulso Tarantino per proteste e il preparatore atletico degli ospiti Chiodi entrambi per proteste.

L’arbitro concede 2 minuti di recupero.Il Primo Tempo finisce 1-0 per le Vespe

SECONDO TEMPO

La Juve Stabia sostituisce Fortini con Mussolini.

56′ Cross dalla sinistra di Rocchetti, la palla viene spazzata da Rover che colpisce davanti la porta in pieno Adorante che però non può fare nulla perché preso in contro tempo.

63′ Ammonito Arrigoni che entra in ritardo su Leone

64′ Ammonito Candellone per una trattenuta a centrocampo

68′ Ammonito Folino per perdita di tempo.  La Juve Stabia sostituisce Piscopo e Adorante con Pierobon e Artistico

69′ Il Sudtirol sostituisce Rover e Mallamo per Davi e Zedalka

74′ Pareggio del Sudtirol: Dagli sviluppi di un calcio d’angolo Kofler anticipa Folino e spedisce la palla alle spalle di Thiam.

79′ GOOOLLL DELLA JUVE STABIA: Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Leone lo specialista Bellich anticipa tutti e spedisce in rete la palla.

84′ Nella Juve Stabia esce Leone ed entra Meli mentre nel Sudtirol esce Merkaj ed entra Casiraghi

88′ Ultimo cambio per il Sudtirol esce Molina ed entra Crespi

90′ Ultimo cambio per la Juve Stabia esce Buglio ed entra Ruggero.

 

Il direttore di gara concede 5 minuti di recupero.

Finisce con la vittoria della Juve Stabia che conquista tre punti meritati e sudati contro un Sudtirol che ha dato tutto e che ha messo in difficoltà gli uomini di Pagliuca.Vinto uno scontro diretto per la salvezza fondamentale, il cammino è ancora lungo ma la Juve Stabia c’è!

Ora testa al derby con la Salernitana che si giocherà nel prossimo week end.

Valeria Marini aggredita sulle scale di casa: “Sto bene ma sono scossa”

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(Adnkronos) – Brutta avventura ieri per Valeria Marini, scampata ad un'aggressione sulle scale della sua casa in pieno centro di Roma. "Sto bene ma sono molto scossa e mi sento fortunata", dice Valeria all'Adnkronos.  La soubrette, attrice e imprenditrice, rincasando poco dopo le 23, ha aperto il portone di casa, ha salito i primi gradini delle scale ed ha subito udito dei rumori sospetti.Impaurita, anche per l'assenza di luce (si scoprirà dopo che le lampadine erano state rotte) ha chiamato ad alta voce, chiedendo chi ci fosse sulle scale, quando ha sentito una persona scendere velocemente le scale.

Presa dal panico e inseguita dall'aggressore, ha subito ripreso le scale in discesa temendo per la propria incolumità ed è uscita rapidamente dall'edificio.Per fortuna nella piazza sotto casa c'era una pattuglia della polizia municipale, alla quale Valeria ha chiesto aiuto raccontando l'accaduto.

Appena gli agenti si sono avvicinati al portone della sua abitazione, un giovane uomo con un cappellino e un atteggiamento visibilmente aggressivo è uscito, pronunciando una serie di insulti in portoghese.All'avvicinarsi degli agenti, l'uomo si è mostrato aggressivo anche con loro ed è stato immobilizzato e portato in Questura.  La Marini è stata poi accompagnata di nuovo nel condominio da un agente per verificare che non ci fosse più pericolo.

Ed ha constatato come le lampadine che illuminavano ingresso e scale fossero state rotte e il sistema di allarme parzialmente manomesso.Ha deciso quindi di sporgere denuncia. "Sono scossa profondamente, ma mi sento fortunata.

Il rumore che ho sentito mi ha messo subito in allarme perché in quella scala abito solo io.E questo mi ha permesso di capire che dovevo subito scappare.

Per fortuna la presenza della pattuglia che staziona sempre nelle vicinanze mi ha consentito di chiedere aiuto e salvarmi da quell'uomo che altrimenti avrebbe potuto raggiungermi e farmi dal male", conclude Valeria. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue-Mercosur, von der Leyen annuncia accordo: “Giornata storica”

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(Adnkronos) – L'accordo di libero scambio tra Ue e Mercosur "è una vittoria per l'Europa".Lo sottolinea la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, in una conferenza stampa (senza domande) a Montevideo, capitale dell'Uruguay, dove si è recata per chiudere l'intesa con l'area di libero scambio latino-americana. "Sessantamila aziende esportano oggi nel Mercosur, 30mila delle quali sono piccole e medie imprese: beneficiano di tariffe ridotte, procedure doganali più semplici e accesso preferenziale ad alcune materie prime critiche".  Per von der Leyen "questo è sicuramente un buon giorno per il Mercosur, un buon giorno per l'Europa e un momento fondamentale per il nostro futuro condiviso.

Un'intera generazione ha dedicato il suo sforzo e la sua determinazione per dare vita a questo accordo.Ora è il nostro turno di onorare quell'eredità: assicuriamoci che questo accordo mantenga le sue promesse e che sia al servizio delle generazioni a venire".  
"Questo accordo – continua – creerà enormi opportunità commerciali.

Ai nostri agricoltori dico: abbiamo dato ascolto alle vostre preoccupazioni e stiamo agendo di conseguenza.Questo accordo include solide salvaguardie per proteggere i vostri mezzi di sussistenza.

E' il più grande accordo mai realizzato in materia di protezione dei prodotti alimentari e delle bevande dell'Ue: più di 350 indicazioni geografiche sono protette".Bisogna aggiungere "i nostri standard europei in materia di salute e prodotti alimentari ", che "rimangono intatti.

Questa è la realtà: la realtà di un accordo che farà risparmiare alle aziende dell'Ue 4 miliardi di euro di incarichi a esperti all'anno, espandendo i nostri mercati e aprendo nuove opportunità di crescita e di posti di lavoro da entrambe le parti".  Con l'accordo di libero scambio tra Ue e Mercosur "stiamo inviando un messaggio anche alla nostra gente e alle aziende nelle nostre regioni". "Questo accordo è stato progettato tenendo a cuore i vostri interessi, è fatto per funzionare per voi: significa più posti di lavoro, più scelta e prezzi migliori per l'Unione Europea e per il Mercosur".Creiamo, così, "uno dei più grandi partenariati commerciali e di investimento che il mondo abbia mai visto.

Abbattiamo le barriere e consentiamo gli investimenti: stiamo formando un mercato di oltre 700 milioni di consumatori.Questo partenariato rafforzerà intere catene del valore, svilupperà industrie strategiche, sosterrà l'innovazione e creerà posti di lavoro e valore su entrambe le sponde dell'Atlantico.

L'accordo Ue-Mercosur riflette il nostro fermo impegno nei confronti dell'accordo di Parigi e per combattere contro la deforestazione.Gli sforzi del presidente Inacio Lula da Silva per proteggere l'Amazzonia sono benvenuti e sono necessari, ma preservare l'Amazzonia è una responsabilità condivisa di tutta l'umanità.

E questo accordo garantisce che gli investimenti rispettino lo straordinario, ma fragile, patrimonio naturale del Mercosur". "Economicamente – aggiunge – questo è un accordo win-win.Porterà vantaggi significativi ai consumatori e alle aziende da entrambe le parti, faciliterà gli investimenti europei in settori strategici in tutti i Paesi del Mercosur, come l'estrazione mineraria sostenibile, l'energia rinnovabile, i prodotti forestali sostenibili, solo per citarne alcuni.

Renderà anche più facile investire in settori che hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana delle persone, ad esempio espandendo la rete elettrica o promuovendo la digitalizzazione in tutta la regione", aggiunge von der Leyen. I produttori agricoli dell'Ue, con l'accordo tra l'Unione e il Mercosur, avranno un accesso più facile ad un mercato da 284 milioni di consumatori.Lo sottolinea la Commissione Europea.

Il Mercosur, sottolinea la Commissione, ha un "grande potenziale" di consumo per prodotti europei di alta qualità come vini, formaggi, cioccolato e carne di maiale, che sono oggi soggetti a tariffe elevate.Per esempio, il dazio sul vino è del 27%; per gli spumanti va dal 20 al 35%; sul cioccolato del 20%, sul whisky e altri liquori è del 20-35%; sulla pasticceria e biscotti del 18%; sulle pesche sciroppate del 55%; sulle bibite analcoliche del 20-35%.

L'accordo eliminerà questi dazi e altre barriere commerciali, come regole e regolamenti poco chiari o procedure gravose, quindi dovrebbe essere più facile per i produttori europei esportare nel Mercosur. L'accordo di libero scambio Ue-Mercosur tutelerà nei Paesi dell'area di libero scambio latinoamericana (Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay e Bolivia) 350 indicazioni geografiche europee, inclusi prodotti italiani come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma e il Prosecco.Lo comunica la Commissione Europea.

Verranno, quindi, vietate imitazioni, denominazioni, simboli, bandiere o immagini ingannevoli: solo il prodotto autentico potrà portare la denominazione (per esempio, solo il Prosecco prodotto nell'area prevista dal disciplinare). La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen a Montevideo, in Uruguay, ha concluso i negoziati politici sull'accordo di libero scambio Ue-Mercosur, che si trascinavano da 25 anni.Erano già stati chiusi nel 2019, ma con l'avvento della presidenza di Jair Bolsonaro in Brasile, l'Ue aveva deciso di rivedere il testo, per via delle politiche dell'allora presidente brasiliano, favorevoli alla deforestazione della selva amazzonica. 
Il testo dell'intesa è stato pubblicato sul sito web della Commissione.

Ora dovrà essere verificato da giuristi-linguisti e tradotto in tutte le lingue ufficiali dell'Ue.Una volta conclusi questi passaggi, che per un alto funzionario Ue prenderanno "diversi mesi", la Commissione trasmetterà una proposta al Consiglio e al Parlamento per la firma e la conclusione dell'accordo.

La base giuridica di qualsiasi accordo finale Ue-Mercosur sarà determinata dopo aver valutato l'esito dei negoziati.Questo si rifletterà nella proposta della Commissione, quando sottoporrà l'accordo per la ratifica al Consiglio e al Parlamento Europeo. Recentemente sono stati usati due modelli per concludere gli accordi.

Primo modello: un 'accordo misto', che richiede l'approvazione da parte dell'Ue e di tutti i suoi Stati membri dell'intero accordo prima che possa entrare pienamente in vigore.Secondo modello: un unico pacchetto politico di due accordi giuridicamente separati, che idealmente dovrebbero essere firmati in parallelo: un accordo quadro 'misto', che richiederebbe nuovamente l’approvazione dell’Ue e di tutti i suoi Stati membri prima di poter entrare pienamente in vigore, e un accordo provvisorio, che copra le disposizioni che rientrano nella competenza esclusiva dell’Ue, che richiederebbe solo la ratifica da parte dell’Ue.

Allo stato non è ancora chiaro quando potrà iniziare a entrare in vigore.La Bolivia ha aderito al Mercosur, ma deve ancora adeguare la sua legislazione e ha quattro anni di tempo per provvedere: prima di poter aderire all'accordo Ue-Mercosur, dovrà negoziare, per cui "non è una cosa che accadrà ora", spiega un alto funzionario Ue. Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, ha parlato di "accordo storico". "Oggi l'Unione Europea ha raggiunto un accordo storico con il Mercosur per creare un ponte economico senza precedenti tra Europa e America Latina" ha dichiarato Sanchez sul social X. La Germania saluta l'intesa politica raggiunta oggi a Montevideo.

In un post su X il cancelliere tedesco Olaf Scholz scrive: "Dopo oltre 20 anni di negoziati, i Paesi del Mercosur e l'Ue hanno raggiunto un accordo politico. È stato superato un importante ostacolo per l'accordo.Questo creerà un mercato libero per più di 700 milioni di persone, oltre a una maggiore crescita e competitività”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fumo, esperti: “E-cig aiutano a smettere più dei sostituti della nicotina”

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(Adnkronos) – "Il fumo di sigaretta resta un grave problema di salute pubblica globale.Nel 2019 il 15% delle morti negli over 35 in Inghilterra è da imputare al fumo e nello stesso anno a causa dei danni del fumo le finanze del Paese hanno perso 13,5 miliardi di sterline.

Le sigarette elettroniche sono ad oggi uno dei modi migliori per aiutare le persone a smettere di fumare, portando un guadagno in salute individuale e pubblica.Secondo i dati del 2024 della Cochrane Review, il tasso di cessazione del fumo a 6 mesi è migliore tra chi sceglie di sostituire le tradizionali sigarette con quelle elettroniche contenenti nicotina piuttosto che i sostituti della nicotina.

Nessuno degli studi presi in considerazione dalla Cochrane Review ha evidenziato seri effetti avversi a breve termine derivanti dall'uso di sigarette elettroniche".Così Alan Boobis, professore emerito di Tossicologia e presidente del Comitato sulla tossicità del Regno Unito dell'Imperial College di Londra, in occasione dell'edizione 2024 di 'E-cigarette summit Uk – Science, Regulation and Public Health', convegno nato con l'obiettivo di facilitare il dialogo e l'analisi ponderata delle evidenze scientifiche che riguardano l'uso delle sigarette elettroniche (e-cig) come alternativa alle tradizionali sigarette e come possibile strumento utile a smettere di fumare. Nel suo intervento 'Un'efficace protezione della salute pubblica necessita di solide prove scientifiche: evitare conseguenze indesiderate', l'esperto ha spiegato che, "nella regolamentazione relativa alle sigarette elettroniche, a causare preoccupazione negli ultimi anni sono stati gli aromi utilizzati nella formulazione dei liquidi delle e-cig, da una parte ritenuti un fattore attrattivo per quei giovani che non avrebbero necessità di usare le sigarette elettroniche perché non già fumatori di quelle tradizionali, dall'altra considerati un possibile rischio per la salute". Tuttavia "i dati mostrano che gli aromi – prosegue Boobis – hanno un ruolo diverso a seconda delle fasce d'età e ritengo ci si dovrebbe concentrare sui problemi più impattanti, provvedendo a fornire informazioni accurate.

Ritengo che probabilmente l'attrattività degli aromi sia un problema maggiore rispetto al potenziale rischio per la salute.Infatti, molti degli aromi contenuti nei liquidi delle sigarette elettroniche sono usati anche nel cibo e in alcune delle tradizionali sigarette.

Una volta entrati nel corpo – chiarisce – hanno gli stessi effetti, naturalmente in base alla concentrazione, che se fossero ingeriti oralmente con il cibo.Si evidenziano solo alcune eccezioni per quelli che sono gli effetti locali sui polmoni.

Ad esempio, la cinnamaldeide (contenuta nell'olio essenziale di cannella, ndr) può avere un effetto sensibilizzante che però non è stato individuato in chi fa uso di e-cig.I dati finora disponibili non sollevano preoccupazione particolare per la presenza di aromi nelle sigarette elettroniche, ma avere più informazioni sarebbe sicuramente utile". Parlando poi degli effetti del calore sugli aromi presenti nei liquidi delle sigarette elettroniche, il professore afferma: "Quando si scaldano, possono avere una degradazione dovuta al calore, che però è bassa alle normali temperature raggiunte dalle sigarette elettroniche.

La stessa degradazione dovuta al calore si verifica anche quando i cibi che contengono questi stessi aromi vengono cucinati o scaldati e non sono stati osservati effetti collaterali".Al centro dell'intervento di Boobis anche le patologie che si è ipotizzato fossero legate agli aromi, come la cosiddetta 'epidemia Evali' che però era legata al "riuso improprio dei prodotti per svapare con liquidi auto prodotti contenenti Thc", ricorda l'esperto, e la sindrome 'popcorn lungs' collegata all'uso di diacetile, componente bannato dai liquidi delle e-cig dal 2016 in Unione europea e Regno Unito. A presentare il suo punto di vista nell'intervento 'Quando le conseguenze indesiderate sono la conseguenza principale: ripensare la regolamentazione' anche Clive Bates, direttore di Counterfactual Consulting Ltd. "Le sigarette elettroniche – illustra – si sono finora dimostrate meno dannose delle tradizionali sigarette e un valido aiuto a smettere di fumare del tutto.

Nel Regno Unito, i fumatori, sia di sigarette tradizionali che elettroniche, adulti sono 20 volte più numerosi dei fumatori under 18.Dobbiamo quindi riflettere e capire le principali conseguenze della regolamentazione imposta sui prodotti contenenti nicotina sostitutivi delle tradizionali sigarette.

Le conseguenze inattese di norme e restrizioni che limitino l'accesso alle alternative delle sigarette tradizionali sono che le persone tornano a fumare le tradizionali.Si rischia poi che si apra un mercato nero di questo genere di prodotti, che le persone provino a fare liquidi aromatizzati in casa, aumentando i rischi e non riducendo effettivamente i fumatori e i rischi connessi al fumo". "Bandire gli aromi porterà solo alla creazione di un mercato sommerso e non alla fine del loro utilizzo, aumentando i rischi per i consumatori – sottolinea Bates – Aumentando poi il prezzo delle sigarette elettroniche, le persone torneranno a fumare quelle tradizionali.

La messa al bando delle sigarette elettroniche monouso avrebbe un impatto su oltre 2,6 milioni di abitanti in Gran Bretagna, un adulto ogni 20.Inoltre, gli effetti del 'generation ban' saranno nulli fino al 2044 e limitati da allora al 2056.

Dobbiamo concentrarci su chi fuma ora e deve essere aiutato a smettere nel modo più efficace.Riassumendo la mia posizione, credo si debba dare un modello realistico dei comportamenti a rischio dei giovani, offrire un mercato legale per gli adulti fumatori che vogliono smettere di fumare le tradizionali sigarette, attuare una regolamentazione proporzionata al rischio e avere un mercato responsabile, con descrizione del marchio e degli aromi". Nella sua relazione 'Accelerare la cessazione del fumo', Robert Beaglehole, professore emerito dell'università di Auckland e presidente Ash – Action for Smokefree 2025 della Nuova Zelanda, ribadisce: "Il fumo rappresenta ancora un grande problema di salute e avremmo enormi benefici ad accelerare la cessazione totale del fumo.

A sostenere la mia attività nel campo del controllo del tabacco da quasi cinquant'anni sono due immagini: quella di mio padre, che morì a 59 anni per gli effetti cardiovascolari del fumo, e quella di un mio giovane paziente in fin di vita per un tumore ai polmoni.Rispetto agli obiettivi fissati nel 2010 per il 2025, ovvero di una riduzione del 30% del fumo a livello globale, siamo ancora indietro, abbiamo infatti raggiunto una riduzione del 25%.

A causa di questo ritardo, la scadenza dell'obiettivo è stata infatti spostata avanti di 5 anni.Le donne hanno raggiunto il target nel 2020, mentre gli uomini dovrebbero riuscire a raggiungerlo nel 2030".  "Sono devoto all'Oms, ma credo che in questa area debba fare di più ed essere più proattiva.

Per aiutare l'Oms a lavorare meglio in questa direzione, credo che anche i Paesi dovrebbero ragionare in modo cooperativo e non come singoli e che ci sia bisogno anche di più alleanze e voce dal pubblico.Spero infine – conclude – che il prossimo direttore generale abbia un approccio più aperto a questi temi". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Romania, Corte Costituzionale annulla primo turno delle presidenziali

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(Adnkronos) –
Elezioni da rifare in Romania.La Corte Costituzionale ha infatti annullato oggi, 6 dicembre, il risultato del primo turno delle presidenziali a causa del sospetto di ingerenza russa.  L'organo posto al vertice del potere giudiziario del Paese ha quindi cancellato il ballottaggio in programma domenica tra l'esponente dell'estrema destra e filo-russo, Calin Georgescu, che a sorpresa ha vinto il primo turno delle elezioni il 24 novembre, ed Elena Lasconi, sindaca del piccolo centro abitato di Campulung, allineata su posizioni pro Nato e pro Ue.  
La Corte costituzionale ha annullato l'"intero processo delle elezioni presidenziali" per "garantire la correttezza e la legalità del processo elettorale" dopo aver ricevuto, hanno spiegato i giudici, molteplici richieste in questo senso motivate dai documenti dell'intelligence declassificati da cui emergono interferenze della Russia sul voto.

Solo ieri sera, i giudici della Corte avevano detto che non avrebbero discusso le nuove e allarmanti informazioni.Ma questa mattina si sono riuniti a sorpresa.  Lunedì scorso la Corte aveva espresso all'unanimità parere negativo sulla richiesta di annullamento del voto, dopo che aveva chiesto all'Ufficio elettorale il riconteggio dei voti del primo turno delle elezioni, in seguito al ricorso del candidato alla presidenza Cristian Terhes, che aveva preso l'1% dei voti e denunciato una frode, sostenendo che i voti per un candidato che aveva gettato la spugna, ma il cui nome compariva sulla scheda, erano stati riassegnati a Lasconi.  La legge prevede che, in caso di annullamento delle elezioni, devono essere riconvocate la seconda domenica dopo la data della decisione, in questo caso il 22 dicembre.

Dal momento che la Corte ha chiesto la ripetizione dell'intero processo elettorale dovrebbe essere ripetuta anche la campagna elettorale.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Influenza, continua l’avanzata in Italia: 477mila casi in 7 giorni

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(Adnkronos) – L'influenza continua la sua avanzata in Italia.Nell'ultima settimana monitorata, dal 24 novembre all'1 dicembre, l'incidenza delle sindromi simil-influenzali risulta in lieve aumento rispetto ai 7 giorni precedenti attestandosi a 8,1 casi per mille assistiti (erano 7,9 nella settimana precedente), ma cresce più lentamente della scorsa stagione (nello stesso periodo del 2023 era infatti a quota 11,5 per mille).

E' il quadro che emerge dall'ultimo bollettino della sorveglianza RespiVirNet, secondo cui gli italiani messi a letto dai virus stagionali nei 7 giorni considerati sono stati circa 477mila, per un totale di circa 2 milioni e 766mila casi a partire dall'inizio della sorveglianza. 
Maggiormente colpiti i bambini sotto i 5 anni di età con un'incidenza pari a 19,4 casi per mille assistiti (era 18 nella settimana precedente), evidenzia il bollettino pubblicato sul portale della sorveglianza integrata dell'Istituto superiore di sanità (Iss).  "Il numero di sindromi simil-influenzali è sostenuto, oltre che dai virus influenzali, anche da altri virus respiratori", precisano gli esperti.Dai dati complessivi si evince che "durante la terza settimana di sorveglianza virologica per la stagione 2024-2025 la circolazione dei virus influenzali si mantiene a bassi livelli, sebbene in lieve aumento rispetto alla settimana precedente".  In tutte le regioni e province autonome italiane il livello dell'incidenza è sopra la soglia basale, tranne in Valle D'Aosta (3,03 casi per mille assistiti), nella provincia autonoma di Bolzano (1,49), nella provincia autonoma di Trento (2,65), in Friuli-Venezia Giulia (4,13), in Liguria (5,55) e in Molise (1,38).

Mentre l'incidenza più alta si rileva in Lombardia (10,24), seguita dall'Abruzzo (9,43).La Basilicata e la Calabria non hanno ancora attivato la sorveglianza RespiVirNet, si informa nel bollettino, e gli esperti precisano che il dato in alcune regioni è fortemente influenzato dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato, al momento, le informazioni. Guardando alle fasce d'età, tra i 5 e i 14 anni l'incidenza è a 7,75 casi per mille assistiti, e sale 8,37 nella fascia 15-64 anni, secondo dato più alto dopo quello degli under 5, che restano come di consueto i più colpiti.

In coda gli over 65, fra i quali l'incidenza è a 4,80 casi per mille assistiti. Quali sono i virus che stanno circolando?Su 1.426 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete RespiVirNet, 35 (2,4%) sono risultati positivi al virus influenzale, 30 di tipo A (21 di sottotipo H1N1pdm09, 5 H3N2 e 4 non ancora sottotipizzati) e 5 di tipo B.

Tra i campioni analizzati, ce ne sono poi 52 (3,6%) risultati positivi al virus respiratorio sinciziale Rsv, 46 (3,2%) a Sars-CoV-2, e i rimanenti 362 sono risultati positivi per altri virus respiratori, di cui: 236 (16,5%) rhinovirus, 46 adenovirus, 32 virus parainfluenzali, 32 coronavirus umani diversi da Sars-CoV-2, 8 bocavirus e 8 metapneumovirus. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, il proprietario dell’Ariston: “Si crei una società tra Rai e Comune”

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(Adnkronos) – Rai e Comune di Sanremo più che una gara per il festival dovrebbero "fare una società".A lanciare l'idea all'Adnkronos è lo storico proprietario dell'Ariston Walter Vacchino, commentando la clamorosa decisione del Tar Liguria che ha tolto l'affidamento diretto alla Rai del festival di Sanremo subordinandolo, a partire dal 2026, alla realizzazione di una gara. "Dal momento che si tratta di un sodalizio che va avanti da settantacinque anni – spiega Vacchino all'Adnkronos – forse deve cambiare forma.

E invece che essere un sodalizio convenzionatorio, potrebbe essere il sodalizio di una società che abbia un presente e un futuro". Per Vacchino si tratta dello sviluppo naturale di un storico sodalizio: "I soggetti sono due: il comune di Sanremo e la Rai.Auspico dunque che la soluzione sia una forma societaria e non convenzionatoria.

Non so se questo sia possibile, ma lancio un'idea", spiega ancor meglio Vacchino.Che conclude in modo eloquente: "Io sono un sanremese che conosce la storia, e vedo che la manifestazione ha due soggetti, sempre gli stessi, da 75 anni: forse questo un senso ce l'ha". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lettere fisco a partite Iva, Leo: “Nessuna minaccia”

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(Adnkronos) – E' polemica per l'invio di lettere a 700mila partite Iva che hanno dichiarato redditi apparentemente bassi, invitandole ad aderire al concordato che si chiude il 12 dicembre.  "Da parte mia e del Governo non c'è nessuna intenzione di vessare, minacciare o intimorire nessuno" dice il viceministro dell'Economia Maurizio Leo. "L'obiettivo della riforma fiscale, a cui stiamo dando celere attuazione, va nella direzione di adottare comportamenti trasparenti dell'amministrazione finanziaria nell'ambito di un rapporto collaborativo con i contribuenti.In tal senso va l'informazione preventiva volta a evitare accertamenti".  "Anche le lettere di recente inviate dall'Agenzia delle Entrate rientrano nell'ordinaria attività di comunicazione per segnalare eventuali anomalie riscontrate nelle dichiarazioni sulla base dei dati in suo possesso", aggiunge.

Leo sottolinea che "la corretta informazione è alla base del 'fisco amico'". "Noi abbiamo cambiato la logica dell'accertamento, agendo ex ante anziché ex post – conclude -.E queste lettere ne sono un esempio lampante.

Si informa semplicemente il contribuente di una situazione che lo riguarda, ma deve essere assolutamente chiaro che chi ha adempiuto correttamente agli obblighi tributari non ha nulla da temere e potrà non tenere conto delle comunicazioni ricevute".  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juventus, Motta: “Saremo sempre sotto pressione, Vlahovic ci sarà”

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(Adnkronos) – Impegno casalingo per la Juventus sabato 7 dicembre 2024.All'Allianz Stadium arriva il Bologna di Italiano, fresco di passaggio del turno in Coppa Italia.

Una partita speciale per Thiago Motta, che affronta la squadra che, lo scorso anno, è riuscito a portare a una storica qualificazione in Champions League: "Il Bologna sta bene. È una grande squadra, pressa tantissimo, gioca molto verticale.Dobbiamo concentrarci per evitare di soffrire la loro grande intensità.

A Bologna ho trascorso due anni bellissimi, sia a livello umano che sportivo.Sul resto non ho niente da aggiungere", ha detto in conferenza stampa il tecnico bianconero. Motta ritroverà Vlahovic, al rientro dopo l'infortunio: "Dusan domani sarà con il gruppo.

Ha fatto la settimana con la squadra.Sono contento che sia tornato dopo l'infortunio.

Domani Vlahovic sarà con il gruppo, si è allenato in settimana con la squadra.Tornano anche Adzic e Savona.

Restano fuori Bremer, Cabal, Douglas Luiz, Nico Gonzalez, McKennie e Milik". La Juventus è reduce da una serie di pareggi consecutivi, ma Motta non sente la pressione: "La pressione esisterà sempre.Ogni squadra ha il suo obiettivo.

Me la prendo sempre volentieri, mi sento privilegiato a essere qui.Veniamo da una serie di gare che non abbiamo vinto, delle prestazioni che in alcuni momenti sono state buone, mentre in altri dobbiamo migliorare.

Non dobbiamo concentrarci su una fase del gioco, non solo su quella offensiva: anche in quel caso la responsabilità è di tutti, non solo del singolo, ma concorrono insieme i giocatori in campo a partire dal portiere". 
Sui tifosi: "Ringraziamo di nuovo i tifosi che domani verranno a sostenerci: l’importante è quello che faremo noi in campo, quello che trasmetteremo, ma sono convinto che insieme a loro potremo fare una grande prestazione". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia: I convocati di Mister Guido Pagliuca per la sfida contro il Sudtirol

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La S.S. Juve Stabia è pronta a scendere in campo per affrontare il Sudtirol nella sedicesima giornata del campionato di Serie BKT. La partita, che si disputerà allo stadio “Romeo Menti” con inizio alle ore 20:30, si preannuncia ricca di emozioni.

Dopo l’allenamento di rifinitura, il tecnico Guido Pagliuca ha ufficializzato la lista dei 23 convocati per la sfida. Tra i pali, il tecnico potrà contare su Matosevic, Signorini e Thiam. In difesa, spazio a Rocchetti, Ruggero, Bellich, Baldi, Floriani Mussolini, Folino, Varnier e Fortini. A centrocampo, saranno a disposizione Di Marco, Zuccon, Buglio, Pierobon, Meli, Gerbo e Leone. In attacco, l’attaccante Adorante guiderà il reparto insieme a Piscopo, Candellone, Artistico e Piovanello.

Assenti alla gara saranno Andreoni, Maistro, Morachioli e Mosti, costretti a saltare la partita per infortunio. Una perdita importante per Pagliuca, soprattutto quella di Maistro, che in questa stagione si è rivelato un elemento fondamentale per la squadra.

La Juve Stabia cercherà di ottenere un risultato pieno per allontanare quanto più possibile la zona play out. Il Sudtirol, dal canto suo, arriverà a Castellammare di Stabia con l’obiettivo di portare a casa punti preziosi per l’obiettivo salvezza.

Non resta che attendere il fischio d’inizio per scoprire chi la spunterà in questo interessante confronto.

Don Matteo conquista gli ascolti tv, X Factor fa l’8,6% di share

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(Adnkronos) – 'Don Matteo' su Rai1 porta a casa la vittoria tra i programmi del prime time di giovedì, con 3.965.000 spettatori e il 21.6% di share.Al secondo posto la partita di Coppa Italia Lazio-Napoli su Italia 1, con 2.790.000 spettatori e il 13.2% di share.

Terzo piazzamento per la fiction turca 'Endless Love' su Canale 5, con 2.417.000 spettatori e il 12.4% di share.  In una serata caratterizzata dalla finale di 'X Factor' da Piazza Plebiscito (che totalizza tra Sky e Tv8 1.765.000 spettatori l’8,6% di share), tra gli altri ascolti di prime time si segnalano: 'Dritto e Rovescio' su Rete4 (954.000 spettatori, share 6.5%), 'PiazzaPulita' su La7 (858.000 spettatori, share 5.9%), 'Splendida Cornice' su Rai3 (806.000 spettatori, share 4.6%), 'Delitti in Famiglia' su Rai2 (391.000 spettatori, share 2%), 'Il Contadino Cerca Moglie' sul Nove (379.000 spettatori, share 1.9%).  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Occhio alla tintarella sulla neve: 6 consigli per proteggersi dal melanoma

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(Adnkronos) –
In montagna come al mare la pelle va protetta.Il melanoma non ha stagioni e per questo non va mai abbassata la guardia.

A lanciare un avvertimento, invitando a una maggiore attenzione e prudenza in vista delle prossime vacanze natalizie, è Paolo A.Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell'Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia oncologica e Terapie innovative dell'Istituto Pascale di Napoli, in occasione della decima edizione dell'Immunotherapy e Melanoma Bridge, che si chiude oggi a Napoli.  
L'invito è dunque quello di non lasciarsi ingannare dalle temperature basse e di proteggere la pelle dal cancro in inverno come in estate, seguendo pochi semplici regole di buon senso.

Ecco 6 consigli:  1) Applicare una protezione solare ad ampio spettro con fattore di protezione Spf 30+ su tutte le zone della pelle non protette da indumenti, come viso, collo e mani;  2) Attenzione al 'riciclo' della crema solare dell'estate passata.E' vero che nella gran parte dei casi la sua efficacia arriva fino a 12 mesi dal'apertura della confezione, ma questo vale solo se è stata conservata correttamente con il tappo ben chiuso e non esposta a temperature alte; 3) Indossate un cappello o un casco per una maggiore protezione durante lo sci, le ciaspolate, lo slittino o lo snowboard. 4) Indossate occhiali da sole con protezione Uv al 100% oppure occhiali protettivi anti-Uv.

Il melanoma, infatti, può colpire anche l'occhio; 5) Fare un'auto-valutazione della propria pelle per vedere se ci sono nei nuovi o che hanno modificato il loro aspetto.La regola da seguire è quella dell'Abcde: A come asimmetria nella forma, il melanoma potrebbe non averla; B come bordi irregolari; D come dimensioni, cioè aumento di larghezza e spessore; E come evoluzione, perché il melanoma può manifestarsi con cambiamenti in poche settimane o mesi; 6) Ricordarsi comunque di fare il periodico controllo dallo specialista.

Non sempre i nostri occhi possono scorgere tutte le anomalie.Il melanoma, infatti, non si presenta solo sul corpo, ma può comparire anche sul cuoio capelluto, sulle mucose (bocca, genitali) e anche sotto le unghie.

Può anche non essere colorato di marrone-nero, ma apparire rosato. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattia misteriosa in Congo, l’Italia alza il livello d’attenzione in aeroporti e porti

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(Adnkronos) –
L'Italia alza il livello di attenzione sulla malattia di origine sconosciuta che ha portato a oltre 70 decessi nella Repubblica democratica del Congo.Le Usmaf – gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera del ministero della Salute, che si occupano del controllo sanitario su passeggeri e merci – a quanto apprende l'Adnkronos Salute, sono state allertate anche se non esistono voli diretti.  
Non c'è nessun allarme per l'Italia, ma le Usmaf – come accade in tempi di globalizzazione e di mobilità internazionale – hanno ricevuto la comunicazione su quanto sta accadendo in Congo e sugli eventuali sviluppi da parte delle autorità sanitarie internazionali.  Rispetto ai decessi in Congo dovuti ad una malattia simil-influenzale, scrive su Facebook Giovanni Rezza, ex direttore della Prevenzione del ministero della Salute, e oggi professore straordinario di Igiene presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, "la diagnosi non è ancora nota – in questo periodo dal clima secco si presentano spesso epidemie dovute al meningococco, ma chissà. È comunque impressionante come possa valere poco, ancor oggi, la vita in alcune aree dell'Africa.

Conseguenze per noi?Probabilmente nessuna, ma in un mondo globalizzato mai dire mai".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cultura, Pella (Anci): “Contare sulle Pro Loco per valorizzazione patrimonio immateriale”

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(Adnkronos) – “Questa è un'iniziativa che ho proposto come parlamentare nella scorsa manovra economica, che ha consentito di stanziare un contributo importante ad Unpli proprio perché rappresenta l'insieme di tutte le Pro Loco italiane che sono il braccio operativo per noi amministratori, per noi sindaci.L'Italia è formata da circa 8.000 comuni, quasi 6.000 hanno meno di 5.000 abitanti.

In quei piccoli comuni il patrimonio immateriale rappresenta un valore non solo dal punto di vista storico-culturale ma anche dal punto di vista occupazionale e del mantenimento del presidio territoriale.Noi oggi dobbiamo più che mai catalogare questo, per consentire a tanti turisti di venire in Italia, non solo a Roma, a Firenze o Venezia, ma anche in questi territori e far crescere l'economia attraverso gli albergatori, gli hotel, i ristoranti, ma soprattutto anche quelle tradizioni di artigianato che oggi sono fiorenti e importanti”.

Così Roberto Pella, vice presidente Anci, alla presentazione presso la Camera dei Deputati dello spot della campagna di comunicazione dell’Unpli – Unione Nazionale Pro Loco d'Italia, che andrà in onda dal 7 dicembre al 4 gennaio. “Per alcuni territori le Pro Loco rappresentano un volano e soprattutto una crescita non solo dal punto di vista storico-culturale ma anche dal punto di vista economico.Valorizzare questo patrimonio significa anche dare forza e vigore alle nuove generazioni che oggi hanno più bisogno che mai di trovare dei punti su cui formarsi”, continua Pella, che aggiunge: “Le istituzioni possono appoggiare.

Ad esempio ogni anno noi diamo un contributo di oltre 24.000 euro alle Pro Loco di un comune che ha meno di 3.000 abitanti.I comuni devono e dovranno sempre di più sostenere le Pro Loco, perché sono un valore di crescita, un moltiplicatore.

L'economia fa il mercato, fa il pil.Però oggi, più che mai, quello che è importante è il valore sociale.

E oggi, soprattutto in un piccolissimo comune, ritrovarsi attorno ad una celebrazione, un evento, una valorizzazione di un patrimonio materiale o anche una manifestazione godereccia, dove poi ci sono i prodotti tipici, dove si sta insieme, significa fare armonia, significa fare polis e oggi ne abbiamo bisogno perché star bene con la propria mente e con il proprio corpo significa anche abbattere i costi sanitari, perché il tema della depressione nasce soprattutto nei grandi centri dove le persone non sono valorizzate per un nome o per un cognome, ma per un numero.” “Le Pro Loco sanno attrarre attorno a sé anche risorse aggiuntive.Se non avessimo questo braccio operativo, che è di puro e semplice volontariato, sarebbe impossibile per le amministrazioni comunali, soprattutto quelle piccole, poter fare tante iniziative”, conclude il vice presidente Anci. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Marco Zaffaroni: La Juve Stabia? Per il Sudtirol è un ostacolo da superare per risalire la classifica

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Mister Marco Zaffaroni, allenatore del Sudtirol, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara con la Juve Stabia al Romeo Menti di Castellammare di Stabia che aprirà la giornata n.16 del Campionato di Serie BKT 2024-2025.

Queste sono state le sue parole che abbiamo raccolto e sintetizzato per voi lettori:

“La squadra sta cercando di reagire in tutti i modi a questa situazione che si è creata”, ha dichiarato Zaffaroni in conferenza stampa. “L’aspetto che va curato maggiormente è quello emotivo, che determina tante cose. Non ci deve essere scoramento, ma voglia di reagire e i ragazzi mi sembra che stiano facendo bene in questo senso”.

Il tecnico biancorosso ha poi sottolineato l’importanza di mantenere la concentrazione per tutti i 90 minuti: “Finora abbiamo avuto momenti della partita in cui la squadra fa bene, ma manca la continuità e la forza di mantenere questi momenti per tutta la gara. Quando succedono episodi negativi ci perdiamo un po’ e invece dobbiamo imparare a restare in gara per tutti i 90 minuti”.

Infine, Zaffaroni ha analizzato l’avversario: “La Juve Stabia è una squadra molto organizzata, che ha fatto un grande campionato lo scorso anno. Non dobbiamo sbagliare partita dal punto di vista caratteriale. In Serie B, non ci sono partite semplici. Dobbiamo restare concentrati e cercare di fare la gara per 95’ con le nostre caratteristiche”.

Sanremo, parla Aragozzini: “Decisione Tar non è una bomba, è una bufala”

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(Adnkronos) – Il rischio che la Rai perda il festival di Sanremo "non è affatto una bomba, è una bufala".Lo assicura all'Adnkronos Adriano Aragozzini, commentando il clamore sulla sentenza del Tar della Liguria che ha dichiarato illegittimo l’affidamento diretto alla Rai dell’organizzazione del Festival della Canzone Italiana, disponendo che dal 2026 il Comune di Sanremo indica una gara pubblica. Aragozzini, patron del festival dall'89 al '91 e per anni produttore esecutivo della kermesse, oltre che grande esperto della macchina festivaliera. "Intanto, ci sarà sicuramente un appello della Rai al Tar, e dopo l'appello credo che ci sia anche un'ulteriore possibilità della tv di Stato di appellarsi ulteriormente", spiega Aragozzini. Ma ci sarebbe un altro elemento ancora più importante. "Facciamo l'ipotesi che questa situazione dovesse andare avanti fino a che si debba stabilire chi debba prendere in mano il festival.

A quel punto è il Comune di Sanremo, che è proprietario del marchio del festival, che decide, ed è libero di darlo a chi gli pare", analizza Aragozzini. "E a quel punto, a chi sceglierebbe di darlo?Mi sembra chiaro che lo darebbe comunque sicuramente alla Rai, perché è l'unica azienda che può permetterselo, non solo dal punto di vista economico, ma anche per il background che ha".  In sostanza, sottolinea l'ex patron del festival, "se si arrivasse per assurdo ad un'asta, verrebbe vinta a mani basse dalla Rai, perché solo la Rai ha l'esperienza necessaria per gestire la macchina organizzativa di una cosa così complessa come il festival, con i suoi settant'anni di esperienza e i grandi risultati ottenuti, ben difficili da ripetere". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Un Natale di Solidarietà a Castellammare: La Spesa Sospesa torna a riscaldare i cuori

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Castellammare di Stabia si prepara a vivere un Natale all’insegna della solidarietà. Torna, infatti, la Spesa Sospesa, il progetto ideato da Rosanna Fienga, imprenditrice, chef e scrittrice, che da anni si impegna per aiutare le famiglie in difficoltà economica.

Quest’anno, l’iniziativa si arricchisce di nuovi eventi e collaborazioni. Come quello del 16 dicembre, dalle 16 alle 20, “Le delizie di Stabia” che delizierà i palati con biscotti speciali a chilometro zero, mentre nello stesso giorno il gruppo mercatino di Stefy animerà il ristorante Francesco e Co. con abiti e accessori vintage.

“La solidarietà è da sempre importante per me e per coloro che credono in questo progetto”, spiega Rosanna Fienga. “Vogliamo regalare un Natale sereno a chi ha meno, offrendo loro la possibilità di portare in tavola i piatti della tradizione”.

Anche Stefania Schettino, esperta di moda, è entusiasta di partecipare all’iniziativa: “Dare una mano a chi ha bisogno è un dovere di tutti. La Spesa Sospesa è un progetto unico e importante per il territorio”.

Con i fondi raccolti, verranno acquistati buoni spesa da distribuire alle famiglie bisognose, grazie anche alla collaborazione di numerosi commercianti che hanno aderito all’iniziativa.

Arresto Netanyahu, Corte penale internazionale: “Mandato va eseguito”

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(Adnkronos) –
Tutti i Paesi che aderiscono alla Corte Penale Internazionale, quindi anche la Francia, sono tenuti ad eseguire i mandati di arresto emessi dall'Aja, inclusi quelli nei confronti di capi di Stato o di governo esteri, come il premier israeliano Benjamin Netanyahu.Nel caso in cui questi Paesi ritengano che ci sono circostanze che "impediscono loro di cooperare con la Corte", allora devono rivolgersi ai giudici, cui spetta la decisione.

Lo spiega, a Bruxelles incontrando la stampa, il portavoce della Cpi Fadi el Abdallah.Il problema sorge perché né la Russia né Israele aderiscono alla Cpi (l'Ucraina aderirà a partire dal primo gennaio 2025).

La Cpi, che ha sede all'Aja e conta 124 Paesi aderenti, non va confusa con la Corte Internazionale di Giustizia, principale organo giudiziario dell'Onu, che ha anch'essa sede nella capitale olandese. Per la Icc, dice il portavoce, "l'articolo 27 dello statuto di Roma è chiaro: non c'è immunità dalle accuse per nessuno.E' un principio stabilito dal diritto internazionale.

Se gli Stati ritengono che ci sia un conflitto tra il loro obbligo e, per esempio, quello di rispettare l'immunità diplomatica o altre circostanze che impediscano loro di cooperare con la Corte, per quanto riguarda i mandati di arresto, c'è l'articolo 9 che crea l'obbligo di cooperare con la Corte, ma permette loro anche di portare la cosa all'attenzione dei giudici, in modo che decidano se devono rispettare il loro obbligo o no.Sta ai giudici decidere".  
La decisione sull'eventuale sanzione per mancata cooperazione nei confronti di uno Stato viene poi demandata dall'assemblea degli Stati che aderiscono alla Corte.

Per quanto riguarda l'immunità dei capi di Stato e di governo la Icc, ricorda il portavoce, "aveva emanato ordini di arresto per Omar al Bashir, ex presidente del Sudan.La questione dell'immunità è già stata decisa.

Ci sono stati casi in cui alcuni Stati hanno portato davanti ai giudici informazioni sulle circostanze che hanno impedito loro di rispettare l'obbligo di cooperazione con la Corte, per esempio in relazione ad una visita di Omar al Bashir o di Vladimir Putin.Le decisioni dei giudici finora – sottolinea – hanno sempre stabilito che non c'è immunità che può essere opposta agli obblighi verso la Icc".  La Icc , ribadisce il portavoce della Icc, "può emanare un ordine di arresto e lo Stato membro lo deve eseguire.

Se lo Stato ritiene che ci siano motivi per i quali non può eseguirlo a causa di circostanze specifiche, sono i giudici che devono decidere".  "Se guardiamo alla storia della giustizia penale internazionale – aggiunge – gli ordini di arresto sono rimasti pendenti anche per 10, a volte 15 anni e alla fine vengono eseguiti.I mandati di arresto sono validi a vita: non possono essere ritirati, se non con una decisione da parte dei giudici, perché c'è una argomentazione valida per cui dovrebbero essere ritirati.

Crediamo che i giudici abbiano deciso in base alle prove presentate loro: rispettiamo la presunzione di innocenza", ma gli accusati "devono rispondere.Le circostanze politiche possono cambiare, ma la giustizia continua a perseguire i suoi obiettivi".  
C'è chi ritiene che gli ordini di arresto della Cpi possano costituire un ostacolo alle trattative di pace. "E' un argomento che viene usato – dice – ma le considerazioni politiche non vengono valutate dalla Corte.

Crediamo che non ci sia pace duratura senza giustizia.Se ci sono considerazioni per le quali c'è bisogno di fermare i casi, per esempio perché ci sono negoziati di pace, non sta alla Corte decidere.

Ma c'è un articolo nello statuto di Roma – spiega – che permette al Consiglio di sicurezza di sospendere le attività della Corte per 12 mesi, una decisione che può essere rinnovata.C'è la possibilità per il Consiglio di Sicurezza di sospendere, ma non di terminare i casi davanti alla Icc.

Per la Corte, noi abbiamo procedure legali da seguire e non possiamo prendere in considerazioni argomenti politici", conclude.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ferrari, inizio dolceamaro ad Abu Dhabi: Leclerc il più veloce, ma sarà penalizzato

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(Adnkronos) –
Inizia male il weekend di Formula 1 per la Ferrari.La Rossa, che deve recuperare 21 punti alla McLaren per vincere il mondiale Costruttori, è stata la più veloce nella prima sessione di prove libere ad Abu Dhabi, ma la gioia è durata poco. 
Charles Leclerc, il più veloce questa mattina, dovrà infatti sostituire il pacco batteria della sua SF-24 e partirà penalizzato di 10 posizioni in griglia.

Una partenza con handicap quindi per la Ferrari, che dovrà sperare in una rimonta miracolosa per strappare il titolo alla McLaren nel Gp in programma domenica 8 dicembre.Alle spalle di Leclerc i tempi migliori sono stati la McLaren di Lando Norris e la Mercedes di Lewis Hamilton. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Italia “intrappolata in una sindrome” che le impedisce di crescere, cosa dice il rapporto Censis

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(Adnkronos) – Un Paese che non riesce più a crescere, culturalmente impreparato, "intrappolato nella sindrome italiana" che impedisce spinte al cambiamento dopo un ventennio in cui i redditi si sono ridotti del 7%.E' questa la fotografia scattata dall'ultima analisi del Censis, contenuta nel 58° Rapporto sulla situazione sociale del Paese.
 "Se a prima vista il 2024 potrebbe essere ricordato come l’anno dei record (il record degli occupati e del turismo estero, ma anche il record della denatalità, del debito pubblico e dell’astensionismo elettorale), un’analisi approfondita ci consegna una immagine più aderente alla reale situazione sociale del Paese", recita il rapporto. La sindrome italiana, spiega il Censis, "è la continuità nella medietà, in cui restiamo intrappolati.

Il Paese si muove intorno a una linea di galleggiamento, senza incorrere in capitomboli rovinosi nelle fasi recessive e senza compiere scalate eroiche nei cicli positivi.Anche nella dialettica sociale, la sequela di disincanto, frustrazione, senso di impotenza, risentimento, sete di giustizia, brama di riscatto, smania di vendetta ai danni di un presunto colpevole, così caratteristica dei nostri tempi, non è sfociata in violente esplosioni di rabbia.

Ci flettiamo come legni storti e ci rialziamo dopo ogni inciampo, senza ammutinamenti.Ma la spinta propulsiva verso l’accrescimento del benessere si è smorzata".  Negli ultimi vent’anni (2003-2023) il reddito disponibile lordo pro-capite si è ridotto in termini reali del 7,0%.

E nell’ultimo decennio (tra il secondo trimestre del 2014 e il secondo trimestre del 2024) anche la ricchezza netta pro-capite è diminuita del 5,5%. "La sindrome italiana nasconde non poche insidie.L’85,5% degli italiani ormai è convinto che sia molto difficile salire nella scala sociale", si legge. "All’erosione dei percorsi di ascesa economica e sociale del ceto medio corrisponde una crescente avversione ai valori costitutivi dell’agenda collettiva del passato: il valore irrinunciabile della democrazia e della partecipazione, il conveniente europeismo, il convinto atlantismo.

Il tasso di astensione alle ultime elezioni europee ha segnato un record nella storia repubblicana: il 51,7% (alle prime elezioni dirette del Parlamento europeo, nel 1979, l’astensionismo si fermò al 14,3%).Per il 71,4% degli italiani l’Unione europea è destinata a sfasciarsi, senza riforme radicali.

Il 68,5% ritiene che le democrazie liberali non funzionino più.E il 66,3% attribuisce all’Occidente (Usa in testa) la colpa dei conflitti in corso in Ucraina e in Medio Oriente.

Non a caso, solo il 31,6% si dice d’accordo con il richiamo della Nato sull’aumento delle spese militari fino al 2% del Pil.In una società che ristagna, e che si è risvegliata dall’illusione che il destino dell’Occidente fosse di farsi mondo, le questioni identitarie sostituiscono le istanze delle classi sociali tradizionali e assumono una centralità inedita nella dialettica socio-politica.

Ora si ingaggia una competizione a oltranza per accrescere il valore sociale delle identità individuali etnico-culturali, religiose, di genere o relative all’orientamento sessuale, secondo una ricombinazione interclassista.La rivalità delle identità e la lotta per il riconoscimento implicano l’adozione della logica «amico-nemico»: il 38,3% degli italiani si sente minacciato dall’ingresso nel Paese dei migranti, il 29,3% prova ostilità per chi è portatore di una concezione della famiglia divergente da quella tradizionale, il 21,8% vede il nemico in chi professa una religione diversa, il 21,5% in chi appartiene a una etnia diversa, il 14,5% in chi ha un diverso colore della pelle, l’11,9% in chi ha un orientamento sessuale diverso.

Se il ceto medio si sfibra, il Paese non è più immune al rischio delle trappole identitarie". "Mentre il dibattito politico si arrovella sui criteri normativi da adottare per regolare l’acquisizione della cittadinanza, il 57,4% degli italiani ritiene che l’«italianità» sia cristallizzata e immutabile, definita dalla discendenza diretta da progenitori italiani, per il 36,4% è connotata dalla fede cattolica, per il 13,7% è associata a determinati tratti somatici.Intanto, negli ultimi dieci anni sono stati integrati quasi 1,5 milioni di nuovi cittadini italiani, che prima erano stranieri.

L’Italia si colloca al primo posto tra tutti i Paesi dell’Unione europea per numero di cittadinanze concesse (213.567 nel 2023).Con un numero molto più alto delle circa 181.000 in Spagna, 166.000 in Germania, 114.000 in Francia, 92.000 in Svezia, le acquisizioni della cittadinanza italiana nel 2022 ammontavano al 21,6% di tutte le acquisizioni registrate nell’Ue (circa un milione).

E il nostro Paese è primo anche per il totale cumulato nell’ultimo decennio (+112,2% tra il 2013 e il 2022)". "Siamo culturalmente preparati al salto d’epoca?La mancanza di conoscenze di base rende i cittadini più disorientati e vulnerabili.

Per quanto riguarda il sistema scolastico, non raggiungono i traguardi di apprendimento in italiano: il 24,5% degli alunni al termine delle primarie, il 39,9% al termine delle medie, il 43,5% al termine delle superiori (negli istituti professionali il dato sale vertiginosamente all’80,0%).In matematica: il 31,8% alle primarie, il 44,0% alle medie e il 47,5% alle superiori (il picco si registra ancora negli istituti professionali, con l’81,0%).

Il 49,7% degli italiani non sa indicare correttamente l’anno della Rivoluzione francese, il 30,3% non sa chi è Giuseppe Mazzini (per il 19,3% è stato un politico della prima Repubblica), per il 32,4% la Cappella Sistina è stata affrescata da Giotto o da Leonardo, per il 6,1% il sommo poeta Dante Alighieri non è l’autore delle cantiche della Divina Commedia.Mentre si discute di egemonia culturale, per molti italiani si pone invece il problema di una cittadinanza culturale ancora di là da venire (del resto, per il 5,8% il «culturista» è una «persona di cultura»).

Nel limbo dell’ignoranza possono attecchire stereotipi e pregiudizi: il 20,9% degli italiani asserisce che gli ebrei dominano il mondo tramite la finanza, il 15,3% crede che l’omosessualità sia una malattia, il 13,1% ritiene che l’intelligenza delle persone dipenda dalla loro etnia, per il 9,2% la propensione a delinquere avrebbe una origine genetica (si nasce criminali, insomma), per l’8,3% islam e jihadismo sono la stessa cosa". "I conti che non tornano: più lavoro, meno Pil.Molti conti non tornano nel sistema-Italia e molte equazioni rimangono irrisolte.

Nonostante i segnali non incoraggianti circa l’andamento del Pil, il numero degli occupati si è attestato a 23.878.000 nella media dei primi sei mesi dell’anno, con un incremento di un milione e mezzo di posti di lavoro rispetto all’anno nero della pandemia e un aumento del 4,6% rispetto al 2007.Ma la distanza tra il tasso di occupazione italiano (siamo ultimi in Europa) e la media europea resta ancora significativa: 8,9 punti percentuali in meno nel 2023.

Se il nostro tasso di attività fosse uguale a quello medio europeo, potremmo disporre di 3 milioni di forze di lavoro aggiuntive, e se raggiungessimo il livello europeo del tasso di occupazione, supereremmo la soglia dei 26 milioni di occupati: 3,3 milioni in più di quelli registrati nel 2023". "La produzione delle attività manifatturiere italiane è entrata in una spirale negativa: -1,2% tra il 2019 e il 2023.Il raffronto dei primi otto mesi del 2024 con lo stesso periodo del 2023 rivela una caduta del 3,4%.

Invece le presenze turistiche in Italia hanno raggiunto i 447 milioni nel 2023, con un incremento del 18,7% rispetto al 2013.L’aumento più evidente nel decennio è attribuibile alla componente estera (+26,7%), che si colloca sui 234 milioni di presenze, ma il turismo domestico è comunque cresciuto del 10,9%.

A Roma le presenze turistiche nel 2023 hanno superato i 37 milioni.In termini di produttività, nel periodo 2003-2023 le attività terziarie registrano però una riduzione del valore aggiunto per occupato dell’1,2%, mentre l’industria mostra un aumento del 10,0%". "Nel 2023 la quota di figure professionali di difficile reperimento rispetto ai fabbisogni delle imprese è arrivata al 45,1% del totale delle assunzioni previste (era pari al 21,5% nel 2017). È aumentato soprattutto il peso delle figure difficili da reperire per esiguità dei candidati: dal 9,7% del totale delle assunzioni previste nel 2017 al 28,4% nel 2023.

Tra gli under 29 anni, sono di difficile reperimento per esiguità dei candidati il 34,1% delle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione e il 33,3% delle professioni tecniche.Nel 38,9% dei casi non si riescono a trovare giovani che vogliano fare gli artigiani, gli agricoltori o gli operai specializzati.

Specialisti e tecnici della salute sono ormai la primula rossa del mercato del lavoro.Il ridotto numero di candidati riguarda ben il 70,7% della domanda di lavoro per infermieri e ostetrici, il 66,8% per i farmacisti e il 64,0% delle posizioni aperte per il personale medico.

Ristoratori e albergatori non riescono a trovare soprattutto cuochi (il tasso di irreperibilità per ridotto numero di candidati è salito al 39,1%) e camerieri (35,3%).La carenza di candidati riguarda anche gli idraulici (il 47,7% delle assunzioni previste) e gli elettricisti (40,2%)". "Si acuisce il problema della rarefazione dei servizi e delle infrastrutture di coesione sociale presenti sul territorio.

Se in Italia le famiglie che sperimentano difficoltà nel raggiungere una farmacia sono il 13,8% del totale (3,6 milioni) e per accedere a un Pronto soccorso sono il 50,8% (13,3 milioni), nel caso dei residenti in comuni fino a 2.000 abitanti le difficoltà riguardano rispettivamente il 19,8% e il 68,6% delle famiglie.Sono poco più di 8 milioni le famiglie italiane per cui è difficile raggiungere un commissariato di polizia o una stazione dei carabinieri.

Per più di un quinto è difficile raggiungere un negozio di generi alimentari o un mercato.Ma per il 54,9% delle famiglie che vivono nei piccoli comuni anche l’accesso a un supermercato si rivela difficoltoso". "Tra il 2013 e il 2023 si è registrato un aumento del 23,0% in termini reali della spesa sanitaria privata pro-capite, che nell’ultimo anno ha superato complessivamente i 44 miliardi di euro.

Al 62,1% degli italiani è capitato almeno una volta di rinviare un check up medico, accertamenti diagnostici o visite specialistiche perché la lista di attesa negli ambulatori del Servizio sanitario nazionale era troppo lunga e il costo da sostenere nelle strutture private era considerato troppo alto.Al 53,8% è capitato di dover ricorrere ai propri risparmi per pagare le prestazioni sanitarie necessarie.

Sul fronte previdenziale, il 75,7% pensa che non avrà una pensione adeguata quando lascerà il lavoro.In particolare, è l’89,8% dei giovani ad avere questa certezza". "Il 58,1% dei giovani di 18-34 anni si sente fragile, il 56,5% si sente solo, il 51,8% dichiara di soffrire di stati d’ansia o depressione, il 32,7% di attacchi di panico, il 18,3% accusa disturbi del comportamento alimentare, come anoressia e bulimia.

Solo in alcuni casi si arriva a una vera patologia conclamata: un giovane su tre (il 29,6% del totale) è stato in cura da uno psicologo e il 16,8% assume sonniferi o psicofarmaci.Ma c’è anche una maggioranza silenziosa fatta di giovani che mettono in gioco strategie individuali di restanza o rilancio per assicurarsi un futuro migliore, in Italia o all’estero.

Dal 2013 al 2022 sono espatriati circa 352.000 giovani tra i 25 e i 34 anni (più di un terzo del totale degli espatri).Di questi, più di 132.000 (il 37,7%) erano in possesso della laurea.

Negli anni i laureati sono aumentati: nel 2013 erano il 30,5% degli emigrati dall’Italia, nel 2022 erano diventati il 50,6% del totale". "Si profila all’orizzonte un imponente passaggio intergenerazionale di ricchezza.Uno degli effetti nascosti della denatalità che da molti anni preoccupa il Paese è che, a causa della prolungata flessione delle nascite, il numero degli eredi si riduce, quindi in prospettiva le eredità si concentrano.

Oggi le famiglie della «generazione silenziosa» (i nati prima della Seconda guerra mondiale) e del baby boom (i nati tra il dopoguerra e i primi anni ’60) detengono insieme il 58,3% della ricchezza netta delle famiglie.In attesa ci sono parte della «generazione X» (i nati tra il 1965 e il 1980), i millennial e la «generazione Z» (i nati negli ultimi decenni dello scorso secolo e nei primi anni del nuovo millennio).

Quale sarà l’effetto psicologico su coloro che sanno di essere destinatari di un atto di successione?Forse una ridotta propensione al rischio imprenditoriale, compressa dalle aspettative dei potenziali rentier". "Il numero dei reati commessi in Italia ha conosciuto nel tempo una costante e prolungata riduzione.

Nel 2023 però si è registrato un aumento dei reati del 3,8% rispetto all’anno precedente e dell’1,7% rispetto all’anno pre-Covid 2019. È presto per dire se si tratta di una fase congiunturale o di una inversione di tendenza.Benché gli episodi di criminalità facciano molta impressione nell’opinione pubblica, in quanto i reati sono concentrati nelle aree urbane, a livello nazionale gli omicidi volontari sono però diminuiti dai 502 del 2013 ai 341 del 2023 (-32,1%), le rapine sono scese nel decennio da 43.754 a 28.067 (-35,9%), i furti nelle abitazioni si sono ridotti da 251.422 a 147.660 (-41,3%).

Ma tra gli italiani aumenta l’insicurezza e il bisogno di sentirsi protetti.L’85,5% possiede almeno un dispositivo per la difesa della propria abitazione e il 50,1% investirà di più nella sicurezza domestica negli anni a venire.

Oggi in Italia sono quasi 1,7 milioni le persone che detengono regolarmente un’arma da fuoco.Se si considerano i loro nuclei familiari, si possono stimare in 3,7 milioni (pari al 6,3% della popolazione) le persone che hanno una pistola a portata di mano e potrebbero utilizzarla, per sbaglio o intenzionalmente.

Il 43,6% degli italiani pensa che sparare a un malintenzionato che si introduce in casa per rubare dovrebbe essere considerato un atto legalmente legittimo". "Le asimmetrie delle emozioni: i luoghi delle relazioni e la solitudine tra le pareti domestiche.Dopo l’esperienza traumatica della pandemia, è sempre più evidente il ritorno alla convivialità e alla frequentazione dei luoghi pubblici.

Il 58,8% degli italiani incontra gli amici durante il tempo libero almeno una volta alla settimana.Il dato sale tra i giovani, con punte intorno al 90% tra chi ha dai 15 ai 19 anni, mentre è evidente una rarefazione delle relazioni tra le persone anziane.

Nel 2023 si sono registrate più di 10 milioni di presenze alle 2.397 fiere organizzate in Italia: +16,3% rispetto all’anno precedente.Aumenta la partecipazione ai concerti, con oltre 28 milioni di presenze (+70,1% rispetto al 2019).

La casa invece può diventare il luogo della solitudine.Nel 2023 le persone sole hanno superato gli 8,8 milioni (+18,4% dal 2013).

I vedovi (3,1 milioni) costituiscono il 34,8% delle persone sole, i single (celibi e nubili o separati e divorziati) sono il 65,2% (5,8 milioni), conclude l'analisi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)