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“Siamo 50.000”, a Roma il corteo contro il ddl sicurezza. Manifesto con bacio Meloni-Mussolini

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(Adnkronos) – “Siamo circa 50.000”.E' l’annuncio degli organizzatori della manifestazione nazionale in corso oggi, 14 dicembre, a Roma contro il ddl sicurezza definito "un grave attacco ai diritti, alla democrazia e alla libertà di espressione".

Dietro lo striscione 'A pieno regime contro ddl paura' che apre il corteo, una gigantografia della premier Giorgia Meloni che bacia Mussolini.  Tra le bandiere che sventolano quelle della Cgil, di Arci, dei Cobas, qualcuna della Palestina. "Non ci arrendiamo, questo è solo il primo passo”, dicono gli organizzatori dal camion di apertura.Secondo la Rete nazionale no a ddl Sicurezza , cui hanno aderito circa 200 realtà da tutta Italia, "criminalizzare preventivamente ogni forma di dissenso, moltiplicare inverosimilmente il numero di reati contro chi protesta e disobbedisce rappresenta uno dei più gravi attacchi nella storia della nostra Repubblica ai diritti fondamentali, al diritto di manifestare e dissentire, trasformando l’Italia in un paese autoritario.

Non c’è alcuna sicurezza garantita da questo provvedimento.Si respira solo la paura della libertà.

E siamo determinati a fermare questo attacco alla democrazia". "Oggi siamo qui in piazza con tutto il Movimento per manifestare anche noi contro una lettura del bisogno di sicurezza che è completamente deformata".Lo dice Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, a margine del corteo contro il ddl Sicurezza che si sta svolgendo a Roma. "I cittadini quando parlano di sicurezza – prosegue Conte – non chiedono di reprimere il dissenso politico, non chiedono di reprimere la resistenza passiva, non chiedono il bavaglio sempre più stretto per i giornalisti.

Chiedono invece di poter uscire la sera e di poter tornare a casa anche a tarda sera, chiedono di poter uscire di giorno senza essere assaliti da scippi, rapine e furti, chiedono di poter stare nelle strade in sicurezza in tutti i quartieri.Quindi è un concetto completamente sbagliato.

Questo decreto sicurezza è completamente reazionario e lo respingiamo nel modo più assoluto".  "Non puoi reprimere il dissenso politico dopo che hai preso tu, Meloni, i voti per la fiducia dicendo 'quando i giovani e i cittadini manifesteranno per strada io sarò con loro perché ricorderò quello che ho fatto io'.E poi – aggiunge – non puoi pensare di reprimere qualcuno e addirittura perché ostacola un progetto di infrastruttura importante deve andare in galera.

E poi è normale che i giornalisti se pubblicano stralci di una ordinanza di un provvedimento del giudice vanno in galera?". "Oggi in piazza tantissimi e tantissime contro un ddl della paura, contro una destra che ha come obiettivo quello di cancellare i diritti di libertà e il diritto al dissenso", afferma Nicola Fratoianni di Avs raggiungendo al corteo contro il ddl Sicurezza di Roma.Contro questo progetto noi ci siamo e li contrasteremo. "Si fermino dalle parti del governo e della sua maggioranza".  ‘Sicurezza?No minaccia alla libertà di espressione’; ‘Sicurezza?

No minaccia al diritto di protesta pacifica’; ‘Proteggere il diritto di protesta’.Amnesty International, durante la manifestazione ha dato vita a un flashmob.

Gli attivisti si sono inginocchiati alzando i cartelli, gialli con le scritte nere (i colori dell’organizzazione), per chiedere di proteggere la protesta, come si legge nel grande striscione alle loro spalle.    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Giorgia e Arianna Meloni ad atleta afghana Yousofi, Atreju nel segno delle donne

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(Adnkronos) – Da Giorgia e Arianna Meloni alle ministre del governo di centrodestra, passando per deputate e senatrici (di FdI ma non solo), giornaliste ed esponenti del mondo dello spettacolo.L'edizione 2024 di Atreju al Circo Massimo si tinge di rosa grazie al contributo delle donne, grandi protagoniste della manifestazione di Fratelli d'Italia, iniziata l'8 dicembre e che si concluderà domani con l'intervento della presidente del Consiglio.  Prima del gran finale, che vedrà la premier e leader di FdI salire sul palco della 'Sala Cristoforo Colombo' per la chiusura alle 12.15, le donne si sono prese la scena ad Atreju, durante i numerosi panel che hanno scandito il programma della kermesse. 'Il bullismo visto dalle donne' è stato per esempio il tema al centro di uno dei tavoli del 9 dicembre, con gli interventi di Maria Grazia Cucinotta (attrice e produttrice cinematografica), Elisa Di Francisca (schermitrice e campionessa olimpica), Anna Falchi (conduttrice), Martina Stella (attrice), Nina Zilli (cantautrice e conduttrice radiofonica), Sara Ciocca (attrice).

A introdurre i lavori la produttrice cinematografica Tiziana Rocca.  Un altro parterre al femminile è stato protagonista del panel del 13 dicembre dal titolo 'Rompere il soffitto di cristallo – La via italiana per una vera parità di genere contro la violenza'.Al dibattito, introdotto da Ester Mieli (senatrice Fdi, responsabile del dipartimento Pari opportunità) e moderato dalla giornalista Safiria Leccese, hanno partecipato: Isabella Rauti (sottosegretario di Stato al Ministero della difesa), Arianna Meloni (responsabile della segreteria politica di Fdi), Anna Paola Concia (ex deputata del Pd e attivista Lgbt), Nunzia De Girolamo (giornalista ed ex ministro), Annalisa Imparato (magistrato), Claudia Gerini (attrice), Sara Manfuso (giornalista). "La cultura del merito – ha affermato Arianna Meloni – deve prevalere sulla cultura del piagnisteo: parità significa uguali opportunità per tutti, indipendentemente da genere o condizioni sociali, per valorizzare il talento di ciascuno.

Serve un impegno concreto contro la violenza di genere, una piaga culturale e sociale che possiamo affrontare insieme". Non sono mancati poi gli interventi delle ministre del governo Meloni: da Eugenia Roccella, ministro per la Famiglia e le Pari opportunità, ad Elisabetta Casellati, ministro delle Riforme, che ha parlato di premierato e autonomia; dal ministro del Lavoro Elvira Calderone alla titolare del Turismo, Daniela Santanchè.Folta la presenza anche di parlamentari (tra queste la deputata Fdi e presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo, e la senatrice del M5S Alessandra Maiorino) e sottosegretarie del governo, come Lucia Albano (Economia), Wanda Ferro (Interno), Paola Frassinetti (Istruzione), Fausta Bergamotto (Imprese e Made in Italy).

Tra le personalità premiate ad Atreju Olivia Maurel, attivista contro l'utero in affitto nata da maternità surrogata, e l'atleta olimpica afghana Kimia Yousofi. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’Italvolley conferma De Giorgi e Velasco fino al 2028: “Possiamo vincere ancora”

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(Adnkronos) – L’Italia del volley si gode i suoi successi e si tuffa nel futuro con una giornata dedicata alle idee per ripartire. "E per restare ancora in alto.Come fatto nell’ultimo quadriennio, in cui abbiamo vinto praticamente tutto".

Parola del presidente della Fipav Giuseppe Manfredi, che sul palco degli Stati Generali della Pallavolo, all’Innovation Campus Milano di Peschiera Borromeo, ha riassunto così il lavoro svolto dalla federazione.Cogliendo l'occasione per annunciare i rinnovi di contratto dei commissari tecnici delle nazionali maschile e femminile Ferdinando De Giorgi e Julio Velasco. "Il nostro movimento è cresciuto tantissimo.

Non bisogna però guardare indietro, ma avanti.Siamo cresciuti, abbiamo numeri stratosferici e dovranno essere il nostro fiore all’occhiello per i ragazzi e per il settore giovanile" ha continuato il presidente, che ha annunciato anche i rinnovi del direttore tecnico del settore giovanile femminile Marco Mencarelli e del coordinatore tecnico del settore giovanile maschile Vincenzo Fanizza. "Oggi vogliamo pensare la pallavolo del futuro.

Anzi, siamo già nel futuro e abbiamo un’idea nuova e diversa di dove vogliamo andare".Ripartire, dunque, nel segno della continuità.

Dopo un Europeo e un Mondiale vinto dai ragazzi di De Giorgi e lo scintillante oro olimpico conquistato dalle ragazze di Velasco a Parigi. Proprio Velasco fa il bilancio del grande lavoro svolto dalla federazione: "Se parliamo di pallavolo, conosco molti Paesi.E quando si dice che la Federazione italiana è tra le prime al mondo, è proprio così.

Per numeri, organizzazione e qualità.Alle Olimpiadi abbiamo vinto l’oro, adesso la grande sfida è cercare di migliorare".

Un tema non semplice da affrontare: "Come si fa?Per esempio, pensando di aver perso a Parigi.

So che è difficile in questo momento, siamo al centro di tutto e manca solo che ci invitino al battesimo dei bambini (ride, ndr.).Ma dobbiamo riuscirci.

Dobbiamo avere consapevolezza di essere tra i più forti, certo, ma restando umili e continuando a imparare dagli altri.Da quest’anno avremo una squadra B, che parteciperà alle Universiadi e ai Giochi del Mediterraneo, e sarà fondamentale avere giocatrici in grado di sfidare le campionesse olimpiche.

Così, la motivazione crescerà".Insieme alle tante proposte portate sul palco, a cominciare dal supporto ai giovani nel loro percorso, Velasco chiarisce ancora una volta la sua visione: "Vorrei dire che le vittorie non passano esclusivamente per la gestione umana.

Le squadre vincono perché giocano meglio, non dipende da come si gestiscono le risorse umane.E ci tengo a dire un’altra cosa.

Lasciamo in pace De Giorgi e la squadra maschile per questa medaglia che ancora non arriva alle Olimpiadi.Altrimenti, non ci godiamo quello che abbiamo vinto.

Il paragone con la nazionale femminile non aiuta e non ci migliora". Le parole del ct De Giorgi ripercorrono il progetto iniziato nel 2021 alla guida della nazionale maschile e portato avanti tra tante soddisfazioni: "Tante volte ci si lamenta della mancanza dei giovani, io però li vedevo e vedevo che c’era un prodotto interessantissimo.Così siamo partiti per fare un ricambio generazionale forte e tanti ragazzi sono stati inseriti nel gruppo".

Con risultati notevoli, come il trionfo mondiale del 2022: "Da considerare c’è anche la parte valoriale, volevamo far tornare l’importanza di indossare la maglia azzurra.E dunque, in questo percorso, abbiamo cercato di abbinare le due cose.

Fino alle Olimpiadi.I Giochi ci hanno lasciato un po’ di amaro in bocca, è vero, ma oltre a fiducia e umiltà ora abbiamo consapevolezza.

Il nostro è un percorso di eccellenza, perché ogni anno andiamo a giocarci le medaglie.Non si può poi vincere sempre, ma questa squadra profuma di futuro".

L’analisi del tecnico si conclude con un pensiero rivolto alle prossime sfide: "Per fortuna, siamo abituati a trattare la sconfitta e la vittoria.Il non aver preso una medaglia a Parigi ci permetterà di avere stimoli per ricominciare, gli avversari sono forti e ci saranno tante cose da conquistare ancora.

Con me ci sono stati 42 nuovi convocati e 22 esordienti.Bisogna dare opportunità e noi sentiamo la responsabilità di creare un ambiente adatto a questi ragazzi.

Lo abbiamo fatto anche con l’esperienza del Club Italia allargato, andando in tutte le regioni con i nostri tecnici.Per visionare giocatori e confrontarci con allenatori.

Il riscontro è stato importantissimo, ma poi i giovani bravi vanno stimolati e ho cercato di far capire che non è importante la categoria.Conta giocare, avere continuità e prendersi responsabilità.

Solo così si può valorizzare il grande lavoro organizzativo che stiamo facendo".E che continuerà, almeno fino a Los Angeles 2028. (di Michele Antonelli) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Papa: “Si emargina la sofferenza perché fa paura ma saremo esaminati sull’amore”

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(Adnkronos) – "Si emargina la sofferenza perché fa paura e ostacola i progetti".Il Papa, ricevendo in udienza l'Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma (Ail) in occasione del suo 55esimo anniversario, denuncia ancora una volta la cultura dello scarto. "La malattia spesso fa precipitare la persona e la sua famiglia nel buio del dolore e dell'angoscia, generando solitudine e chiusura.

A livello sociale è spesso percepita come una sconfitta, qualcosa da nascondere, eliminare: si scartano i malati in nome dell'efficienza e della forza", osserva.  "La logica del dono – osserva ancora – è il principale antidoto alla cultura dello scarto.Ogni volta che si dona, la cultura dello scarto viene indebolita, anzi annullata; e il consumismo, che apparentemente vorrebbe impossessarsi anche delle nostre vite, viene sconfitto da questa logica virtuosa.

Il primo a donarsi è Dio stesso, nel suo amore creatore; è Gesù, nella sua Incarnazione.Tra pochi giorni sarà Natale: guardiamo a quel Bimbo donato al mondo perché tutti possiamo essere salvati.

Traiamo forza dalla sua fragilità, conforto dal suo pianto, coraggio dalla sua tenerezza.Ecco di nuovo la parola tenerezza: non dimenticatela!".  Quindi il Pontefice si sofferma sull'importanza di non rimanere chiusi nel proprio orticello: "E' l'impegno di non coltivare solo i propri interessi, ma di animare il territorio, di essere segno tangibile, presenza visibile, mai invadente.

Nella piazza si manifesta la volontà di stare con la gente, di condividere il dolore, di essere buoni samaritani.Questo è un dono che fate a tutta la società.

Siete visibili, ma non per voi stessi, per le persone che ne hanno bisogno.E così contribuite a sostenere la ricerca scientifica, ad aumentare la conoscenza che fa parte della migliore tradizione sanitaria italiana, e ad assicurare l'attenzione alle persone che hanno bisogno di sentirsi accompagnate nella terapia".

Bergoglio ricorda che oggi la Chiesa celebra San Giovanni della Croce, "grande mistico, che ricordava: 'alla sera della vita saremo esaminati sull'amore'.Grazie per l'amore e la speranza che donate!". "Rimettere al centro il malato.

In altre culture si eliminano i malati, si eliminano, e questo è brutto, è brutto.La vostra – ha detto Bergoglio – è una testimonianza di solidarietà e di vicinanza, ancora più importante in un questo mondo segnato dall'individualismo.

Siete un tassello della costruzione di due speranze: speranza della cura, sempre, e speranza della terapia, nelle modalità più aggiornate".  Parlando a braccio, il Papa ha ricordato una domanda a lui posta, dove gli si chiedeva quale fosse 'la caratteristica di una certa associazione troppo individualistica', "e io ho detto: 'No, no la caratteristica non la conosco, ma so quale sia il suo motto.Quale? 'Al centro io, me, con me e per me'".

Le storie dei malati e le relazioni – ha osservato ancora il Santo Padre – possono dare "senso al dolore e dare risposta ai tanti 'perché'", dissipando il "buio del dolore e dell'angoscia" che spesso genera "solitudine e chiusura". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Venezia, scontro tra vaporetto e lancione: due feriti, tre contusi – Video

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(Adnkronos) – Un vaporetto della linea 1 e una motonave da turismo si sono scontrati oggi a Venezia, poco prima di mezzogiorno, nei pressi dell'imbarcadero di Sant'Elena, nel sestiere di Castello.  Secondo una prima ricostruzione il lancione sarebbe uscito dalla sua rotta, andando a impattare violentemente il lato sinistro del vaporetto, schiacciando e aprendo anche parte delle strutture superiori.A causa del forte impatto una donna di 44 anni è caduta a terra ed è stata portata in ospedale insieme a un altro ferito e ad altri tre passeggeri leggermente contusi.

Sul posto guardia costiera, le idroambulanze del Suem 118 e i carabinieri. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori: Brusutti (Ail Padova), ‘il volontario cura tutta la persona, non solo la sua malattia’

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(Adnkronos) – "Oggi noi parliamo e viviamo del Vangelo, questa è la grande emozione.I volontari sono l'occhio e la mano di Dio, quella mano che sostiene, che aiuta silenziosamente.

Il Signore guardava, faceva miracoli e guariva.Possiamo dire che un volontario guarda nel profondo della persona, perché noi curiamo tutta la persona, non solo la malattia in sé.

Viste oggettivamente, il tumore e qualsiasi leucemia sono malattie gravissime, ma le cose importanti sono soprattutto curare la persona, vivere l'esperienza.Il malato non deve essere lasciato solo, deve essere accompagnato.

E questo che noi facciamo oggi: è la speranza del Vangelo che diventa carne".Queste le parole di Marco Eugenio Brusutti, presidente Ail Padova durante l'udienza da Papa Francesco in occasione dei 55 anni di attività dell'Ail, questa mattina nell’Aula Paolo VI della Città del Vaticano. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Toro (Ail): “+70% malattie leucemiche curate ma c’è ancora molto da fare”

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(Adnkronos) – "Le malattie leucemiche oggi vengono curate in maniera molto positiva, oltre il 70% vengono risolte, però c'è ancora tantissimo da fare e per tale motivo speriamo che questa giornata sia di grande auspicio per dare la forza a tutta la nostra comunità di andare avanti e di spenderci sempre di più per migliorare la qualità della vita dei malati e aiutare la ricerca".Lo ha detto Giuseppe Toro, presidente nazionale Ail, durante l'udienza con il Santo Padre in occasione dei 55 anni di attività dell'Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, questa mattina presso l'Aula Paolo VI della Città del Vaticano.  "La nostra missione – ha sottolineato Toro – ha alla base due punti fondamentali: la fratellanza, l'attenzione agli altri, prendersi cura e poi l'attenzione al creato, che è fondamentale.

Purtroppo dai danni che noi facciamo al nostro mondo derivano tantissime malattie.Bisogna seguire le indicazioni del Santo Padre e lavorare sull'ambiente in maniera molto seria.

Siamo onorati di questa occasione che ci dà Papa Francesco di festeggiare i nostri 55 anni in una maniera così importante, piena di spiritualità e di calore e di concretizzare questo nostro impegno che è soprattutto proiettato al futuro".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Football, ex stella Nfl Randy Moss rivela di avere un cancro

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(Adnkronos) – L'ex stella della Nfl Randy Moss sta lottando contro il cancro.Il 47enne ha reso pubblica la sua malattia in un video su Instagram venerdì sera, dove è stato visto usare un bastone. "Non pensavo che mi sarei mai trovato in una posizione come questa, così sano come pensavo di essere", ha detto Moss.

I dottori hanno scoperto un cancro nel suo dotto biliare. È stato operato per inserire uno stent nel fegato il giorno del Ringraziamento e poi una settimana fa ha subito un'operazione di sei ore chiamata procedura di Whipple, che rimuove la parte superiore del pancreas, parte dell'intestino tenue, la cistifellea e il dotto biliare. Il membro della Football Hall of Fame deve ora sottoporsi a chemioterapia e radioterapia.L'ex wide receiver si è dimesso da opinionista per Espn all'inizio di questo mese.

Moss si è fatto un nome giocando per i Minnesota Vikings dal 1998 al 2004.Detiene ancora il record Nfl per il maggior numero di ricezioni da touchdown in una stagione con 23 (per i New England Patriots nel 2007) ed è secondo in assoluto con 156 ricezioni da touchdown. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Influenza a rilento, ma “decollerà con Natale e Capodanno. Picco a gennaio”

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(Adnkronos) –
L'influenza 2024-2025 è "una partita che si deve ancora giocare".Se la curva sale a rilento, con una spinta decisamente inferiore rispetto all'anno scorso, è perché da un lato "sicuramente la presenza del virus A/H3N2, la cosiddetta nuova variante 'australiana', ancora non si sta vedendo più di tanto sul nostro territorio.

Prevale il 'vecchio' A/H1N1", ben noto al sistema immunitario della maggioranza degli italiani (fatta eccezione per i bimbi molto piccoli) e "gira qualche virus B, meno pesante degli A".Dall'altro lato, sul fronte meteo "ancora non si è visto un freddo intenso prolungato, la classica condizione 'trigger' dell'influenza stagionale, quella vera".

Così il virologo Fabrizio Pregliasco spiega all'Adnkronos Salute il 'giallo' di un'influenza che sembra partita con il freno a mano tirato. Nella prima settimana di dicembre, l'ultima monitorata dal sistema di sorveglianza RespiVirNet curato dall'Istituto superiore di sanità, l'incidenza delle sindromi silmil-influenzali è infatti pari a 8,6 casi ogni mille assistiti dai medici sentinella del network, ben al di sotto degli 11,5 casi per mille dello stesso periodo del 2023. "Non per essere menagramo – sorride il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'Università Starale di Milano – ma i giochi sono ancora tutti da fare" e "la differenza potrebbero farla le feste di Natale e Capodanno, il combinato viaggi-baci-abbracci".   Se dal 2 all'8 dicembre si sono contati a livello nazionale circa 510mila casi di sindromi simil-influenzali, per un totale di oltre 3,3 milioni di italiani colpiti da inizio stagione, "siamo comunque in una fase di crescita e quindi per le prossime settimane dovremmo aspettarci almeno 100mila casi in più.Anche se – precisa l'esperto – i valori ufficiali registrati durante le feste sono sempre un po' sottostimati, perché" con la pausa natalizia "diminuiscono i medici che riportano i dati".  
Quando dobbiamo attenderci il picco?

Slitterà? "Adesso siamo ancora in una fase di salita e di salita non verticale – risponde Pregliasco – quindi il picco lo vedrei spostato dopo le festività, come effetto delle feste alla riapertura delle scuole".E' "a gennaio", insomma, che dovrebbe toccare il suo punto più alto una stagione preannunciata dagli specialisti – in base all'andamento osservato nell'emisfero australe – come "aggressiva": un'influenza da 15 milioni di casi. L'influenza in queste settimane "sale poco – conferma all'Adnkronos Salute Mauro Pistello, direttore dell'Unità di virologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa – se confrontiamo i dati con lo stesso periodo dell'anno scorso, in cui ci sono state molte infezioni e il picco era anticipato rispetto agli anni precedenti.

Per l'influenza dell'anno corrente ci si aspetta il picco a cavallo tra fine anno e inizio anno, quindi siamo in linea, anche come incidenza.Fatto salvo inoltre il possibile ingresso del ceppo australiano, per ora timido in Europa rispetto agli altri continenti".

Al momento nella regione "i ceppi influenzali che circolano quest'anno sono molto simili a quelli dell'anno scorso", pertanto "i virus in circolazione trovano soggetti immunizzati o vaccinati nella stagione scorsa, dunque recentemente.Logico quindi attendersi che colpiscano meno e che la fascia con l'incidenza più alta sia quella 0-4 anni.

La stagione, comunque – ammonisce Pistello – è ancora lunga".   Ma le vaccinazioni come vanno?Tra gli italiani e il vaccino anti-influenza sembra essere tornato il sereno. "La senzazione è positiva", dice Pregliasco, "in Lombardia registriamo un bel 10% in più di vaccinazioni" rispetto a un anno fa".

Il trend è positivo a livello nazionale: "Quest'anno la vaccinazione è cresciuta del 25%", ha riferito nei giorni scorsi il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Francesco Vaia. "C'è stata una buona comunicazione", ha rimarcato, e "gli italiani hanno capito l'importanza delle vaccinazioni". Mentre "la reazione alla vaccinazione anti-Covid è sempre più triste", con numeri ancora bassi, evidenzia Pregliasco, "dopo il crollo osservato soprattutto nell'ultima stagione, le immunizzazioni contro l'influenza sembrano invece risalire" e cresce la speranza di arrivare a coperture più rassicuranti per le fasce a rischio. "Siamo ancora in tempo per proteggerci", esorta il virologo. "Andiamo avanti così e ben vengano anche le adesioni 'last minute'". —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, domani festa finale per 150 anni dell’Esquilino

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(Adnkronos) – Tre mesi di eventi in onore dei 150 anni dell’Esquilino si concluderanno domani, domenica 15 dicembre, alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, della Presidente del Municipio Roma I Centro Lorenza Bonaccorsi e dei componenti della Giunta Municipale.Una lunga festa iniziata il 6 settembre ricca di partecipazione, cultura, sport, solidarietà e tanto altro in questa rassegna fortemente voluta e appoggiata dalle associazioni di quartiere e dal Municipio I.  Tantissimi gli eventi che hanno celebrato uno dei quartieri più caratteristici della cultura e della storia di Roma.

Il rione, nato ufficialmente il 31 dicembre del 1874 dopo essere stato scorporato dal rione Monti, conserva intatti i caratteri impressi dalla sua storia. È ancora oggi luogo di residenza e di accoglienza, luogo di scambi e di mercato, di passaggi e di transizioni.L'Esquilino contemporaneo contiene tutte queste funzioni.

A chiusura di queste celebrazioni il rione ospita nel week end del 14 e 15 dicembre una serie di attività organizzate dalla cittadinanza attiva e dalle realtà locali.Previste visite straordinarie del Museo Ninfeo, dell’Accademia Costume e Moda, di Porta Asinaria, una mostra fotografica per i 150 anni di Esquilino ed un nuovo appuntamento sotto i portici di Piazza Vittorio con Esquilibri.

Domenica la festa si conclude con i saluti da parte del sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, della Presidente del Municipio Roma I Centro Lorenza Bonaccorsi e dei componenti della Giunta Municipale, in programma alle ore 16 ai giardini Nicola Calipari di Piazza Vittorio bistrot Horti Magici, preceduti da un intermezzo musicale.  “Esquilino è un rione ricco di cultura e di storia, cuore pulsante e produttivo del I Municipio – ha detto la presidente del Municipio I Lorenza Bonaccorsi – Un quartiere multietnico e multiculturale, simbolo di integrazione e inclusione che ha saputo trasformarsi ed evolversi nel tempo.I festeggiamenti per i 150 anni di Esquilino sono stati un modo per valorizzare questo grande patrimonio che appartiene a tutti noi e per ringraziare i suoi residenti sempre così disponibili ed attivi nel promuovere le proprie bellezze”. “Tra le tante attività -spiega l’assessore alla cultura, scuola, sport e politiche giovanili del I Municipio Giulia Silvia Ghia – certamente le aperture straordinarie sono state un successo grazie alla collaborazione con la Soprintendenza statale e Sovrintendenza comunale che ringraziamo.

Ricordiamo le visite alla Basilica Pitagorica di Porta Maggiore, all’Ipogeo degli Aureli, a Porta Asinaria, a Villa Altieri, a Villa Giustiniani Massim, la mostra fotografica storica e l’apertura al pubblico degli ex magazzini MAS oggi sede dell’Accademia di Costume e di Moda”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Premi, Tarquini: “Anima del Laurentum è l’amore per cultura, poesia e arte”

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(Adnkronos) – "L'arte, la poesia e questo tipo di iniziative rappresentano qualcosa di veramente importante rispetto a temi come l'inclusività e l'accettazione.Parlare di queste cose in un momento storico, sociale e culturale come questo è fondamentale.

Per noi è un impegno di volontariato, ma in cui crediamo moltissimo.Sono 38 edizioni del premio, ma il centro culturale è sul territorio romano dal 1982.

Percepiamo una forte necessità di questo tipo di iniziative.E' un impegno che ci porta via tempo, ma è talmente forte in noi la volontà di andare avanti che penso che avremo altre nuove edizioni e lo sforzo che facciamo ogni anno è quello di alzare il tiro e di identificare degli argomenti".

Così Giovanni Tarquini, presidente del Centro Culturale Laurentum, in occasione della cerimonia di consegna dei riconoscimenti della XXXVIII Edizione del Premio Laurentum, consegnati ieri presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Premi, Laneri: “Dietro al Laurentum c’è la soddisfazione di 30 anni di lavoro”

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(Adnkronos) – “Dietro questo premio c'è una grandissima soddisfazione, 30 anni di lavoro in varie nazioni del Medio Oriente, un'area turbata continuamente da guerre interne e anche guerre esterne e la difesa del patrimonio archeologico di quelle nazioni è un dovere che io svolgo in Azerbaijan e anche in Iraq.Grazie alla diplomazia ai nostri ambasciatori riusciamo a svolgere questo lavoro due, tre mesi l'anno.

Sono grandi sacrifici ma poi portiamo a casa un risultato come la creazione di una mostra, come ad esempio quella che stiamo facendo all'Università di Catania, con oggetti provenienti dal British Museum e da altri musei.Portare in Italia pezzi dell'antica cultura mesopotamica di 5.000 anni fa è una cosa di cui vado fiero e orgoglioso".

Così l'archeologo Nicola Laneri insignito, ieri, del Premio Speciale Laurentum 'Save the Cultural Heritage' presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio. "Il Ministero degli Affari Esteri – sottolinea l'archeologo – è un volano verso i nostri sforzi.C'è una collaborazione con studiosi di varie nazioni: oggi per esempio, in Iraq l'Italia è la nazione più presente nel maggior numero di missioni archeologiche perché gli iracheni si fidano ciecamente della nostra tradizione nell'archeologia, nel restauro, nella conservazione, nella promozione dei beni culturali". —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

FantaSanremo torna nel 2025 ma cambia: squadre da 7, formazione modificabile

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(Adnkronos) – Torna il Fantasanremo, in vista della Festival della canzone, ma cambia lo schema di gioco.Tra le novità principali dell'edizione 2025: squadre non più da 5 ma da 7, 5 titolari e 2 riserve, nuove funzionalità per il capitano e la formazione modificabile a ogni serata.

Ad annunciare le 'nuove regole', suo profili social, è il team del fantasy game legato alla kermesse sanremese, che ricorda "A fine Sanremo 2024 avevamo parlato di chiusura di un ciclo".Da qui le "prime novità che apriranno il nuovo". "Con 30 artisti in gara, le squadre da 5 iniziavano a starci strette.

Da quest'anno ogni squadra sarà composta da ben 7 artisti, 5 titolari e 2 riserve", spiegano, precisando però che "I baudi a disposizione rimarranno sempre 100, ma naturalmente gli artisti costeranno molto meno rispetto agli anni scorsi…Forse".Altra novità, il ruolo del capitano che non raddoppierà più i bonus della serata finale come negli anni scorsi ma "raddoppierà i punti ottenuti tramite i bonus relativi ai piazzamenti in top 5 per ogni serata e i punti dei bonus e malus relativi al piazzamento in classifica finale".

Capitano che non sarà 'fisso' ma ne potrà essere nominato uno nuovo ogni sera un nuovo capitano anche durante il festival. 
Ogni fantallenatore dovrà dunque gestire la propria squadra schierando una formazione di 5 titolari e 2 riserve.Gli artisti schierati come titolari porteranno alla tua squadra i punti relativi a bonus e malus di tutto il regolamento, mentre gli artisti schierati come riserve potranno guadagnare o perdere punti solo ed esclusivamente grazie ai bonus e ai malus extra.

Inoltre, ogni fantallenatore potrà gestire quotidianamente i propri artisti.E sarà possibile sostituire titolari e riserve ogni giorno da mercoledì 12 febbraio a sabato 15, dalle 8 alle 20.

Non è però obbligatorio modificare la formazione durante la settimana del festival, e "qualora non venisse modificata, verrà confermata in automatico l'ultima inserita.Dal punto di vista puramente strategico però – avvertono gli ideatori del Fantasanremo – non è proprio la più saggia delle scelte…Vi abbiamo avvisato!". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sala Conferenze Museo Libero D’Orsi Castellammare di Stabia: Importante convegno Verso la biennale dell’acqua

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Promotore dell’evento il Comitato Terme di Stabia d’intesa con LUPT, il più grande e complesso dei Centri di ricerca dell’Università “Federico II” di Napoli, con i Progetti Hidrosophia e CoolCity, con Archeoclub d’Italia aps Stabia e l’Associazione Mondo Scuola e col patrocinio del Comune di Castellammare di Stabia.Ad accogliere i relatori e moderare gli interventi l’Ing.

Catello Lamberti, presidente del Comitato Terme di Stabia, un ente il cui “unico scopo è riaprire le Terme e far conoscere agli stabiesi e al mondo la grandezza del patrimonio sorgentizio stabiese”.Ha presenziato all’evento il vicesindaco di Castellammare di Stabia Giuseppe di Capua, con deleghe ai lavori pubblici e alle Terme, che ha portato i saluti del Sindaco Vicinanza.

Il Vicesindaco ha informato i presenti che è già partito un progetto di recupero del parco delle Nuove Terme di Stabia sulla collina del Solaro, e che sarà restituito alla cittadinanza il prima possibile.Il prof.

Gennaro Mantile, coordinatore del Settore Educazione Fisica Provv.Napoli e Presidente dell’Associazione Mondo Scuola, ha relazionato sulla genesi del progetto Hidrosophia.

Castellammare di Stabia Biennale Acqua (3)

L’importante iniziativa è portata avanti da un comitato tecnico-scientifico che si occupa del recupero delle acque sorgive del Golfo di Napoli per farle riconoscere dall’UNESCO come patrimonio materiale e immateriale dell’umanità “per il loro grande valore storico, naturalistico e culturale e per le loro caratteristiche di unicità e specialità”.

La prof.ssa Silvia Fabbrocino, ricercatrice di Geologia Applicata presso il Dipartimento di Scienze della terra, dell’ambiente e risorse dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ed associata all’Istituto Nazionale di Geofisica, nel suo ampio e articolato intervento, ha parlato dei processi geologici alla base delle acque minerali e della gestione sostenibile delle risorse idriche.Il prof.

Marco Trifuoggi, che insegna Chimica analitica forense presso il Corsi di Laurea in Magistrale in Scienze Chimiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha trattato con grande perizia delle qualità chimiche e fisiche delle acque minerali del Golfo di Napoli.Per quanto concerne le acque delle Terme di Stabia “non c’è nessun altro posto al mondo dove ci sono così tante sorgenti diverse” – ha rilevato il prof.

Trifuoggi, ed ha informato che, da una serie di campionamenti effettuati, le acque minerali sembrano godere di buona salute, con somma soddisfazione degli stabiesi presenti.Il Prof.

Marco Guida, professore ordinario di Igiene generale ed applicata all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha trattato con chiarezza e competenza della biologia delle acque minerali e dei loro benefici effetti.Sulle proprietà terapeutiche delle acque termali in gastroenterologia ed epatologia ha esposto il prof.

Gaetano Cotticelli, gastroenterologo, dirigente medico e docente emerito presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, suscitando notevole interesse.A seguire, Il prof.

Arturo Armone Caruso, Specialista in Otorinolaringoiatria, attualmente Direttore Sanitario e Responsabile del servizio ORL e Citologia Nasale presso l’AIAS di Afragola (Na), ha parlato in maniera chiara ed efficace degli effetti terapeutici delle acque minerali nei trattamenti otorinolaringoiatrici.

Castellammare di Stabia Biennale Acqua (2)

Massimo Santaniello Socio fondatore e Consigliere dell’Archeoclub aps Stabia, nel suo interessante intervento, ha illustrato i risultati di un’importante ricerca storica effettuata dai soci dell’Archeoclub sugli antichi acquedotti che alimentavano la Città di Castellammare di Stabia.

“La ricerca è iniziata dall’acquedotto borbonico che alimentava le Fontane del Re nei Boschi di Quisisana, unico ad essere conosciuto e di cui vi è traccia in alcuni testi. – ha spiegato Santaniello – Lo studio dell’Archeoclub ha invece svelato l’esistenza di un acquedotto più antico, che alimentava il Palazzo Reale già in epoca Angioina.”

“Poco distante dalla sorgente di San Bartolomeo, nei pressi del Rio San Bartolomeo è stato rinvenuto un cunicolo profondo circa 7 m.Potrebbe essere il più antico acquedotto, sicuramente precedente al 1330 o addirittura di origine romana.”

Resti di antichi acquedotti sono stati ritrovati in tutto il territorio stabiese – Madonna della Libera, Via Fratte, Via Santa Croce, Via Savorito, Palazzo Pironti, per citarne alcuni – tanto che si potrebbe parlare di Castellammare, oltre che come città delle acque, come città degli acquedotti, ha spiegato il portavoce dell’Archeoclub aps Stabia.

Successivamente ha preso la parola il prof.Walter Iorio, autore di “Per una traduzione della “Thermologia Aragonese” di Sebastiano Bartoli” e di altri libri di successo, con un avvincente racconto sulle acque nella storia.

L’Arch.Alexander Valentino, presidente del Laboratorio di Architettura Nomade, ha parlato delle “Acque che curano – la cura delle acque”, del Progetto CoolCity, “un progetto ecologico di ricerca e di recupero delle antiche sorgenti e delle fontane e di Napoli.

Di estremo interesse l’intervento dell’Ing.Catello Lamberti, presidente del Comitato Terme di Stabia, che ha parlato dell’acqua rossa del Chiatamone e dell’acqua rossa dello Spirito Santo a Castellammare, acque entrambe carbonico ferruginose, con la presenza di una sorgente presso Fontana grande, uno dei posti più iconici di Castellammare.

Nella nostra città c’è una grande abbondanza di acqua, ben due gruppi termali con 28 sorgenti minerali, che non hanno nulla da invidiare alle più note marche in commercio, solo che queste ultime vengono vendute profumatamente, mentre le nostre vanno sprecate, ha rilevato l’Ing.Lamberti.

Anche Raffaele Viviani nella “Canzone dell’Acqua”, tratta da “Padroni di Barche” del 1937, già all’epoca parlava del problema dello spreco delle acque minerali, che nella nostra città finiscono a mare in miliardi di litri all’anno.Il presidente del Comitato Terme di Stabia è però ottimista sulla riapertura delle Terme, perché l’acqua rappresenta una grande risorsa per la nostra città e un’occasione di sviluppo che non può essere persa:

“Stiamo sognando un futuro per le acque di Castellammare, un futuro luminoso: le Terme di Stabia ricostruite con un centro benessere, un centro culturale, un impianto di imbottigliamento didattico, per tutelare e valorizzare un patrimonio che tutto il mondo ci invidia.”

Castellammare di Stabia Biennale Acqua

L’evento si è concluso con un piccolo omaggio del Comitato Terme di Stabia ai relatori, una piccola brocca in ceramica artistica, la cosiddetta “giarretella” per la mescita delle acque termali di Castellammare.

Una mattinata densa di informazioni, suggestioni, ricordi, ed è stato possibile anche ammirare la mostra dei progetti degli studenti dell’Interior Design fror the Built Enviroment DBE, DIARC/Unina con i proff Chiara Rotondi (Interior Design) e Francesco Casalbordino (Architectural Design).

Durante l’evento gli allievi dell’IPSSOA Viviani di Castellammare di Stabia hanno curato il servizio di Accoglienza ed il Coffee Break, mentre gli allievi dell’IPIA Ferrari di Castellammare di Stabia si sono occupati delle riprese video.Una bella e interessante iniziativa Al Museo Libero D’Orsi di Castellammare di Stabia che, col primo incontro sul tema “Verso la Biennale dell’acqua”, ha il merito di aver creato una sinergia d’intenti positiva per la tutela del patrimonio idrico campano.

Scuole occupate a Roma, ira Valditara: “Danni per milioni di euro”

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(Adnkronos) – "Queste alcune foto che documentano una parte dei danni subiti dal liceo Gullace di Roma per un doppio incendio doloso appiccato nel corso della sua occupazione.La stima dei danni è di circa 2 milioni di euro".

Lo scrive su 'X' pubblicando anche alcune immagini, il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.  E ancora il ministro pubblica anche foto "che documentano parte dei danni subiti dal liceo Virgilio di Roma durante la sua recente occupazione.L'ammontare dei danni si sta ancora stimando". "Ridurre in queste condizioni una scuola non è lotta politica, è teppismo, a danno degli studenti e dei cittadini.

Chi rompe deve pagare", conclude Valditara.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Ail e i 55 anni di storia al fianco dei pazienti ematologici, festa e udienza da Papa Francesco

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(Adnkronos) – Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in Udienza privata una nutrita rappresentanza della comunità di Ail – Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma che, in occasione dei 55 anni dalla sua fondazione, è giunta da ogni parte di Italia.Sono stati oltre 3.000 i volontari delle 83 sezioni territoriali Ail che, guidati dal presidente nazionale Giuseppe Toro, insieme a pazienti, familiari, medici, operatori sanitari, psicologi, ricercatori, sostenitori hanno affollato, festanti ed emozionati, l’Aula Paolo VI per incontrare il Santo Padre. L'udienza Papale – riporta una nota – è stato un momento di grande crescita spirituale, fratellanza e speranza, e l’occasione per ripercorrere simbolicamente le tappe che hanno portato Ail a essere, nel suo cammino lungo 55 anni, un punto di riferimento per i pazienti con tumore del sangue, le loro famiglie e per tutta l’Ematologia italiana.

Simbolo dell’incontro è la lucciola che, silenziosa, diffonde la sua luce nelle tenebre e semina speranza e amore nei cuori.Il messaggio scelto da Ail per l’incontro 'Insieme illuminiamo il futuro' custodisce il grande impegno in ambito sociosanitario che l’Associazione porta avanti con impegno instancabile da decenni. "Sono contento di incontrarvi in occasione del 55esimo compleanno della vostra Associazione – ha detto Papa Francesco – Grazie per la vostra visita e soprattutto per quello che fate.

Oltre a finanziare la ricerca per la cura e per lo sviluppo dei Centri ematologici offrite accoglienza a pazienti e famigliari, cure a domicilio e prossimità a tante persone, grazie all’opera di migliaia di volontari su tutto il territorio.Siete prossimi, quindi compassionevoli e testimoni di solidarietà e vicinanza; cosa molto importante in questo mondo segnato sempre più dall’individualismo.

Oggi vorrei consegnarvi tre parole partendo dal messaggio che avete scelto per questo incontro: insieme illuminiamo il futuro.La prima è 'illuminare': la malattia fa precipitare le persone e le famiglie nel buio del dolore e dell’angoscia.

A livello sociale la sofferenza è percepita come una sconfitta da nascondere ed eliminare.Si scartano i malati, si marginalizza la sofferenza che ostacola i progetti e fa paura; invece, bisogna rimettere al centro la persona malata con la sua storia, per trovare senso al dolore e risposta ai tanti perché.

Perché quando tutto sembra perduto serve qualcuno che porti la luce per far riaccendere la speranza, con l’amicizia, la vicinanza e l’ascolto".   "La seconda parola è 'dono' – ha sottolineato il Pontefice -: le persone che portano luce sono i donatori, ogni volta che si dona la cultura dello scarto viene indebolita e il consumismo viene sconfitto da questa logica virtuosa.La terza parola è 'piazza': la vostra associazione è nelle piazze, non resta chiusa nel proprio orticello ma sa essere segno tangibile e presenza visibile ma mai invadente per i pazienti.

Con il vostro impegno manifestate la volontà di stare con la gente per condividere il dolore, dono che fate alla società; un dono visibile non per voi stessi ma per le persone che ne hanno bisogno.Siete il tassello della costruzione della speranza della cura e delle terapie più aggiornate.

Oggi è San Giovanni della Croce che ricordava che alla sera della vita saremo esaminati sull’amore.Andate avanti con dedizione e competenza.

Grazie per l’amore che donate".  "È con profonda emozione e gratitudine che siamo accolti oggi dal Santo Padre, portando le voci e i volti dei pazienti ematologici, ma anche quella di milioni di famiglie che, con coraggio e speranza, che convivono con una malattia che, a volte, può ancora sembrare insormontabile. – ha dichiarato il presidente Ail Giuseppe Toro – Papa Francesco ha più volte ricordato che la sofferenza non è mai solo individuale ma coinvolge tutti; ci interroga e ci chiede di essere testimoni di un amore che si fa prossimità.La nostra associazione da 55 anni sostiene indefessamente chi sta combattendo contro un tumore del sangue, promuove e contribuisce allo sviluppo della ricerca scientifica, affinché nuove terapie e cure possano restituire a chi soffre la speranza di un futuro migliore.

Ogni passo che facciamo nella ricerca, ogni persona che possiamo aiutare, ogni sorriso che vediamo su un volto che stava per perdere la speranza, è un segno che la luce della solidarietà non smette mai di brillare.Insieme illuminiamo il futuro". "Papa Francesco ci ha sempre insegnato che la 'prossimità' è il cuore del nostro agire.

La sua capacità di abbattere barriere e di avvicinarsi a chi soffre continua a emozionarci e a ispirarci – le parole di don Marco Euganeo Brusutti, presidente di Ail Padova e coordinatore di questo appuntamento così significativo -.Come Ail sentiamo forte la chiamata a vivere questa vicinanza; ogni giorno i nostri volontari testimoniano l'importanza di essere una comunità che non lascia indietro nessuno.

La speranza che Papa Francesco ci invita a coltivare è quella che ci guida nel nostro impegno: una speranza che non è mai isolata, ma che nasce dalla solidarietà e dalla vicinanza concreta.La vita, ci ricorda il Papa, è 'tempo di incontro'.

E noi, come AIL, vogliamo essere quel punto di incontro che porta cura, dignità e amore a chi ne ha bisogno, sostenendo con il cuore ogni ammalato, ogni famiglia.La nostra missione è quella di costruire una società che vive nell'accoglienza, una comunità che, insieme, può fare la differenza nella vita di chi soffre".  Al termine dell’incontro con Papa Francesco i partecipanti hanno realizzato una rappresentazione coreografica in Piazza San Pietro; volgendo un cartoncino rosso verso l’alto, hanno creato un effetto luminoso di grande impatto che ha formato il simbolo '55 Ail”'. "La prima cura di cui abbiamo bisogno nella malattia è la vicinanza piena di compassione e di tenerezza" ha poi concluso Papa Francesco.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Violenza su donne, in Sardegna femminicidi in aumento nel 2024

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(Adnkronos) – Nel 2023, nel nostro Paese, su 96 donne vittime di femminicidio, 64 sono state uccise da un partner o da un ex partner.In generale dagli anni ’90 si registra un aumento delle vittime donne oggi circa il 35% del totale, allora tale percentuale era dell’11%.

In questa triste graduatoria, la Sardegna, nel 2023, si è posizionata meglio delle altre con un valore di 0,25 femminicidi ogni 100 mila abitanti a fronte di una media nazionale di 0,39.Per il 2024 i dati del Viminale, aggiornati al 17 novembre, indicano 98 femminicidi dei quali 84 in ambito familiare o affettivo, 51 per mano del partner o ex partner.

In Sardegna, i numeri sono in crescita, infatti a questa data sono state uccise 6 donne, contro i 2 femminicidi del 2023, con un aumento percentuale del 200%. La violenza di genere si manifesta anche in tante altre forme: dalle molestie sessuali alla prevaricazione psicologica fino allo stalking.Per questo è fondamentale mettere a disposizione delle donne vittime di ogni genere di violenza una rete di supporto.

In questo la Sardegna si dimostra particolarmente dinamica, con 12 Centri antiviolenza attivi sul territorio e una serie di iniziative ad hoc per aiutare concretamente le donne vittime di violenza e i loro figli, specie se minori. Sul territorio sardo attualmente vi sono 12 Centri antiviolenza, un numero che rapportato alla popolazione femminile corrisponde a 0,15 per 10 mila donne, leggermente superiore alla media nazionale di 0,13. Del totale Centri antiviolenza attivi sull’Isola, la metà esatta ha come promotore un ente locale, l’altra metà un soggetto privato, percentuali decisamente diverse rispetto alla media nazionale che vede prevalere come promotori i soggetti privati 61,9% rispetto a quelli pubblici 36,9%.A livello di gestione, il 58,3% dei Cav è gestito direttamente, il 41,7% da altri enti. In fatto di anno di apertura, il 33,3% dei centri antiviolenza in Sardegna sono stati inaugurati tra il 2010 e il 2013, il 25% tra il 2014 e il 2023, un altro 25% tra il 2000 e il 2009, il 16,7% nell’ultimo decennio degli Anni Novanta.

Nessun centro è stato aperto prima del 1990. Il numero antiviolenza e stalking 1522, gratuito e attivo 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, è un servizio di pubblica utilità istituito nel 2006 dal Dipartimento delle pari opportunità, con l’obiettivo di supportare le donne vittime di violenza grazie ad operatrici che forniscono un prima immediata risposta. Nei primi tre trimestri del 2024, il numero 1522 ha ricevuto complessivamente 746 chiamate da parte di utenti della Sardegna, in crescita se si considera che in tutto il 2023 tale tipologia di chiamate sono state 801.Da ricordare che in questi casi un numero considerevole di utenti che chiamano non dichiara la propria provenienza. In particolare, nel primo trimestre dell’anno il numero di chiamate al 1522 da parte di utenti è aumentato del 123% rispetto ai primi tre mesi del 2023.

Nel secondo trimestre del 2024 la quantità di chiamate è cresciuta del 40%, mentre da luglio a settembre la crescita è stata più contenuta, +19%. Secondo i dati Istat su fonte Dipartimento pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, le chiamate al numero 1522 da parte delle vittime di violenza o di stalking nel 2023 in Sardegna sono aumentate trimestre dopo trimestre. Nel dettaglio, si è passati da 37 chiamate da parte di donne vittime di violenza registrate al 1522 nel primo trimestre 2023 a 90 del quarto trimestre, con una crescita del 143%.Nei primi tre trimestri del 2024, invece, i numeri sono leggermente scesi: 87 nel primo trimestre, 76 nel secondo trimestre, 82 nel terzo. A livello di province sarde, nei primi tre trimestri del 2024 al numero 1522 sono pervenute complessivamente 120 chiamate di vittime dichiarate della zona del cagliaritano, segue Sassari con 55 chiamate, 21 dal Sud Sardegna, quindi Nuoro con 12, Oristano e Olbia-Tempio con 10 chiamate. La stragrande maggioranza dei Cav regionali sardi, l’83,3%, fornisce la reperibilità 24 ore su 24 ben oltre la media nazionale che si ferma al 76,6%.

Dati meno positivi riguardano l’attività di supervisione che viene effettuata dal 75% dei centri, la media italiana è dell’89,3%, quindi un centro su quattro non effettua tale attività. Il 66% dei Cav svolge attività di formazione verso l’esterno, oltre dieci punti percentuali in meno rispetto alla media nazionale, la netta maggioranza (87,5%) delle attività di formazione sono rivolte ad associazioni di volontariato, una percentuale nettamente superiore alla media nazionale del 53,7%. Nei Centri antiviolenza sardi il 48% del personale è impegnato esclusivamente in forma volontaria.A livello di figure professionali in tutti i Cav sono presenti coordinatrice, psicologa ed assistente sociale, mentre la mediatrice culturale e l’orientatrice al lavoro sono presenti in misura inferiore, rispettivamente nel 41,7% e nel 50% dei Cav. Rispetto alle principali categorie di reati, la violenza sessuale in Sardegna è particolarmente sentita come un rischio.

Infatti, secondo un’indagine Istat svolta nell’anno 2022-2023, il 10,5% si dichiara molto preoccupato per sé o per i propri familiari, la percentuale più elevata tra tutte le regioni italiane. Inoltre, bisogna aggiungere che il 31,6% è abbastanza preoccupato, dunque complessivamente sull’Isola, oltre il 42% della popolazione prova apprensione per questa tipologia di reato.Al contrario, solo il 27,3% non percepisce la violenza sessuale come un rischio potenziale, mentre il rimanente 30,6% si dichiara in tal senso poco preoccupato. Passando dalla percezione ai numeri, a livello di province sarde, Oristano si conferma la città più sicura d’Italia in quanto a violenze sessuali con solo 4 denunce complessive nel 2023, ovvero 2,6 ogni 100 mila abitanti.

Seguono a notevole distanza, Nuoro con 12,6 denunce ogni 100 mila abitanti, quindi Cagliari con 20,4 e Sassari con 22,9. In occasione della giornata internazionale contro ogni genere di violenza sulle donne, la Regione Sardegna ha lanciato la campagna di comunicazione “Riconosci la violenza, fermala”, allo scopo di sensibilizzare i cittadini sull’importanza di riconoscere i primi segnali che possono portare ad esercitare una forma di violenza di genere. La campagna si articola in quattro diversi video ciascuno focalizzata su una particolare tipologia di violenza – domestica, sul lavoro, stalking, abusi nello sport – mettendo al centro la figura femminile vittima, ma anche evidenziando il fatto che ognuno di noi può fare la sua parte, individuando eventuali segnali premonitori e comunicandoli ai canali istituzionali. A sostegno delle vittime di violenza, fisica e/o psicologica, infatti esiste la rete antiviolenza regionale che mette a disposizione diversi strumenti e misure di prevenzione, ascolto e sostegno.A cominciare dai Centri antiviolenza territoriali che offrono ascolto multilingue, supporto legale, assistenza psicologica, percorsi di reinserimento e orientamento al lavoro, tutelando in tutti i casi l’anonimato e, in caso di pericolo, possono anche fornire ospitalità alle donne in case rifugio protette. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Pagliuca: Con la Salernitana ci vorrà ritmo e umiltà. Sono una squadra forte e non sarà facile

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Nella consueta conferenza stampa pre-gara, mister Pagliuca ha delineato le prospettive della Juve Stabia in vista del prossimo impegno rappresentato dal derby con la Salernitana che si giocherà domani allo stadio Arechi alle ore 17:15.Queste sono state le parole del tecnico che abbiamo raccolto e sintetizzato per voi lettori:

Il tecnico ha sottolineato la difficoltà della partita, ma ha espresso fiducia nel gruppo:

“Affrontiamo una squadra importante e questo ci dice della difficoltà della gara di domani”, ha dichiarato Pagliuca. “La Juve Stabia deve pensare al percorso che ci serve per crescere, sono consapevole di avere un gruppo eccezionale”.

Sui rinnovi di Leone e Piscopo:

“Leone prima di essere un calciatore è un ragazzo di una qualità umana assoluta, sono felice del suo rinnovo così come lo sono di Piscopo che fa un lavoro che spesso non si vede ma ci dà tantissimo soprattutto nella fase di non possesso.”

Il mister ha poi rivolto un pensiero ai tifosi, assenti per questa trasferta:

“Per noi è un dispiacere che dobbiamo trasformare in voglia di fare bene.

Dobbiamo giocare per loro che non saranno materialmente con noi ma che sono con noi con lo spirito.Si è creata una fusione squadra – tifosi che non si dissolverà”.

Sulla fusione tra la Juve Stabia e la Brera Holding:

“Ci fidiamo del Presidente che sa cosa fare per dare un futuro importante alla Juve Stabia.

Noi ci dobbiamo solo concentrare su quello che dobbiamo fare in campo per migliorare e ottenere risultati importanti.”

Sul cambio Martusciello – Colantuono sulla panchina della Juve Stabia:

“Sono aspetti chi riguardano loro, posso solo dire che Colantuono è un mister preparato e con tanta esperienza.Non sarà facile giocare all’Arechi contro una squadra che l’anno scorso era in serie A e con tanti calciatori che hanno tante partite in serie B a differenza nostra.”

Sugli indisponibili:

“Mancherà sicuramente Maistro che praticamente è rimasto a Cittadella.Abbiamo Mosti in forte dubbio ma anche tanti altri calciatori con piccoli acciacchi come Folino che non so se riusciremo a recuperarlo.

La squadra moralmente sta bene e vogliosa di dimostrare il proprio valore.Vedremo domani come andrà.Faremo rifinitura domani mattina e poi deciderò chi potrà essere convocato e partiremo per Salerno.”

Pagliuca ha concluso la conferenza stampa sottolineando l’importanza di scendere in campo con il giusto atteggiamento:

“Domani sarà fondamentale giocare con grande ritmo e umiltà, scendendo in campo essendo consapevoli dell’importanza della gara sia per noi che per Castellammare.

L’aspetto mentale sarà importantissimo così come l’aspetto tattico”.

Giustizia, Nordio: “Riforma punitiva? Non dico offensivo ma è bizzarro pensarlo”

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(Adnkronos) – "Suona non dico offensivo, ma bizzarro pensare che (la riforma costituzionale ndr.) sia punitiva della magistratura".Lo afferma il ministro della Giustizia Carlo Nordio al dibattito sulla 'Separazione delle carriere: una riforma che l'Italia attende da trent'anni – La via italiana per una giustizia giusta, più efficiente e più efficace', moderato dal direttore dell'Adnkronos Davide Desario ad Atreju. "Figuriamoci se una persona come me, che ha fatto il magistrato, vuole una riforma punitiva", ha continuato assicurando che l'indipendenza della magistratura non è messa in discussione. "Quanto all'indipendenza è scritto nella riforma costituzionale che anche il pubblico ministero, magistrato inquirente, avrà la stessa indipendenza e autonomia dell'organo giudicante e non è scritto in una legge ordinaria ma nella riforma costituzionale", aggiunge Nordio, per il quale "la separazione delle carriere ha una ragion pura e una ragion pratica.

Quella pratica è che rientrava nel programma del governo ed elettorale perché il popolo italiano ci ha dato la fiducia ed è nostro dovere portarla a compimento, un dovere politico e logico per ottemperare al mandato elettorale".  "Il vero scopo è l'indebolimento del giudiziario", ribatte il presidente dell'Associazione nazionale dei magistrati (Anm) Giuseppe Santalucia. "Il ministro dice che la riforma è necessitata dal processo accusatorio, ma come detto non solo dall'Anm ma da illustri studiosi, un processo di questo tipo vuole una distinzione delle funzioni e questo c'è già", continua.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Georgia, l’ex calciatore Mikheil Kavelashvili eletto Presidente

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(Adnkronos) – L'ex calciatore Mikheil Kavelashvili è stato eletto Presidente della Georgia da un Collegio degli elettori che si è riunito oggi in Parlamento, ha reso noto il direttore della Commissione elettorale, Giorgi Kalandarishvili.La sua elezione è contestata come non valida dall'opposizione che non ha partecipato al voto.

Kavelashvili è stato eletto con 224 voti favorevoli dal Collegio composto da 300 membri, di cui 150 deputati.Kavelashvili era stato nominato come candidato, l'unico, dal partito al potere Sogno georgiano.

La Presidente filoeuropea uscente Salomé Zourabishvili ha dichiarato il voto "illegittimo" e si rifiuta di lasciare la carica.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)