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Cecilia Sala, la madre incontra Meloni: “Fiducia è tanta, stanno lavorando”

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(Adnkronos) –
La fiducia è tanta, stanno lavorando.Io sono un po' come Cecilia, sono un po' un soldato: aspetto e rispetto il lavoro che stanno facendo", così Elisabetta Vernoni, madre di Cecilia Sala, dopo l'incontro avuto a palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni. "La premier ha fatto un salto di qualità dalle rassicurazioni comprensibili che ricevo sempre. È stata più precisa e puntuale ed è questo che io volevo e questo ho avuto", ha detto Vernoni.  Ai giornalisti che le hanno chiesto se fosse soddisfatta dell'incontro con Giorgia Meloni ha risposto: "Ovviamente sì, in questo momento.

Questo incontro mi ha fatto bene, mi ha aiutato, avevo bisogno di guardarsi negli occhi, anche tra mamme, su cose di questo genere…". "È ovvio che ieri c'è stato un cambio di umore forte", ha aggiunto alludendo alla telefonata con la figlia sulle sue condizioni carcerarie, "però, sì assolutamente". "Dormo per terra in cella e mi hanno tolto anche gli occhiali", aveva raccontato Cecilia Sala nella telefonata concessa alla madre, al padre e al compagno.Non ha ricevuto nessun pacco: nessun panettone, nessun cioccolato, né sigarette, né maglioni, né i quattro libri, né la mascherina per proteggersi dalla luce al neon accesa 24 ore su 24, né beni di prima necessità. 
Per questo la preoccupazione principale di Elisabetta Vernoni sono le condizioni carcerarie di Cecilia Sala. "Lì non esistono le celle singole, esistono le celle di detenzione per i detenuti comuni e poi le celle di punizione, diciamo, e lei è in una di queste evidentemente: se uno dorme per terra, fa pensare che sia così…", ha detto ai cronisti. "La prima cosa sono condizioni più dignitose di vita carceraria e poi decisioni importanti e di forza del nostro Paese per ragionare sul rientro in Italia, di cui io non piango, non frigno e non chiedo tempi, perché sono realtà molto particolari", ha aggiunto dopo l'incontro con la premier Giorgia Meloni. "Le condizioni carcerarie per una ragazza di 29 anni, che non ha compiuto nulla, devono essere quelle che non la possano segnare per tutta la vita", ha spiegato. "Poi se pensiamo a giorni o altro…

io rispetto i tempi che mi diranno, ma le condizioni devono essere quelle di non segnare una ragazza che è solo un'eccellenza italiana, non lo sono solo il vino e i cotechini".Le hanno detto qualcosa sui tempi? "Qualche cosa – ha risposto -, ma cose molto generiche, su cui adesso certo attendo notizie più precise". Elisabetta Vernoni ha confermato che dopo la telefonata di ieri non ce ne sono state altre. "Le telefonate – ha spiegato – non sono frequenti.

E' stata la seconda dopo la prima in cui mi ha detto che era stata arrestata, poi c'è stato l'incontro con l'ambasciatrice, ieri è stato proprio un regalo inaspettato.Arrivano così inaspettate" le telefonate "quando vogliono loro.

Quindi io sono lì solo ad aspettare". Nella telefonata di ieri "avrei preferito notizie più rassicuranti da parte sua e invece le domande che ho fatto…gliel'ho chiesto io, non me lo stava dicendo, le ho chiesto se ha un cuscino pulito su cui appoggiare la testa e mi ha detto 'mamma, non ho un cuscino, né un materasso'". Sala è accusata di aver violato "le leggi della Repubblica islamica dell'Iran".

Entrata in Iran con visto giornalistico il 14 dicembre, la giornalista si trova in isolamento nel carcere di Evin da 15 giorni.Questo pomeriggio si è tenuto un vertice di circa un'ora a Palazzo Chigi sul caso.

Al tavolo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il sottosegretario alla Presidenza, Alfredo Mantovano e l'intelligence italiana.La mamma di Cecilia Sala, Elisabetta Vernoni, è intanto a Palazzo Chigi per incontrare la premier Meloni.  Nel corso del pomeriggio, Giorgia Meloni ha parlato con entrambi i genitori di Cecilia Sala: oltre all'incontro a Palazzo Chigi con la madre, Elisabetta Vernoni, la premier ha avuto anche un colloquio telefonico con il padre Renato Sala. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Addio ad Aldo Agroppi: un pezzo di storia del calcio italiano se ne va. Il ricordo di Pasquale Casale

Piombino piange la scomparsa di uno dei suoi figli più illustri. Aldo Agroppi, ex calciatore e allenatore, si è spento nella sua città natale all’età di 80 anni, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore degli appassionati di calcio.

Una carriera da calciatore indimenticabile

Nato il 14 aprile 1944, Agroppi ha legato indissolubilmente il suo nome al Torino. Con la maglia granata ha disputato oltre 200 partite, diventando un punto di riferimento per la squadra e per i tifosi. La sua grinta, la sua tecnica e la sua leadership lo hanno portato a indossare anche la maglia azzurra, collezionando 5 presenze in Nazionale.

L’avventura da allenatore

Terminata l’esperienza da calciatore, Agroppi ha intrapreso con successo la carriera da allenatore. Ha guidato numerose squadre di Serie A e Serie B, tra cui Pisa, Perugia, Fiorentina, Ascoli e Padova. Con ciascuna di esse ha lasciato un segno indelebile, grazie alla sua profonda conoscenza del gioco e alla sua capacità di motivare i giocatori.

Un personaggio controverso e amatissimo

Aldo Agroppi era un personaggio fuori dal comune, caratterizzato da una personalità forte e schietta. Le sue dichiarazioni spesso provocatorie lo hanno reso un personaggio amatissimo e allo stesso tempo controverso. Non ha mai nascosto le proprie opinioni e ha sempre difeso con veemenza le proprie idee.

Un lutto per tutto il mondo del calcio

La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio nel mondo del calcio. Tanti i messaggi di cordoglio arrivati da ex compagni di squadra, allenatori, calciatori e dirigenti. Tutti lo ricordano come un uomo passionale, leale e generoso.

Un’eredità indelebile

Aldo Agroppi lascia un’eredità sportiva e umana di inestimabile valore. Il suo nome sarà per sempre legato alla storia del calcio italiano. La sua scomparsa è una perdita per tutto il mondo dello sport, ma il suo ricordo vivrà per sempre nei cuori di chi lo ha conosciuto e ammirato.

Il ricordo di Pasquale Casale mister dell’U19 della Juve Stabia

Caro Mister, caro Aldo,
oggi il mondo del calcio ti saluta e ti piange, ma il tuo ricordo continuerà a vivere nelle menti e nei cuori di chi ha avuto il privilegio di conoscerti, di vederti giocare e di ascoltarti. Sei stato più di un calciatore, più di un allenatore, più di un opinionista: sei stato un uomo libero, un simbolo di coerenza e autenticità in un mondo troppo spesso piegato ai compromessi.
Da centrocampista instancabile con la maglia del Torino, hai onorato ogni minuto sul campo, conquistando successi e lasciando un segno indelebile nel popolo granata. La tua grinta, la tua determinazione, il tuo coraggio rimarranno per sempre con noi. Come allenatore, hai affrontato le sfide senza mai abbassare lo sguardo. Hai vissuto promozioni e delusioni, sempre con la stessa schiettezza e passione. Non ti sei mai piegato ai “poteri forti” del calcio, né hai permesso che qualcuno ti togliesse la tua indipendenza di pensiero. La tua sincerità, spesso scomoda, è stata il tuo marchio di fabbrica.
Fuori dal campo, hai saputo essere una voce critica, una guida morale, un uomo che non ha mai avuto paura di dire quello che pensava. In un calcio sempre più dominato dagli interessi economici, la tua era una voce rara e preziosa. Ci hai insegnato che essere sé stessi è più importante di qualsiasi vittoria. Oggi ci lasci un’eredità di coraggio e verità. Il tuo esempio continuerà a ispirare chi crede nei valori più autentici dello sport.
Grazie, Aldo, per averci ricordato che il calcio è, prima di tutto, una questione di cuore.
Riposa in pace.

Le nostre condoglianze

Ricorderemo sempre Aldo Agroppi con affetto e stima. Un uomo che ha dedicato la sua vita al calcio, trasmettendo ai giovani la sua passione e la sua conoscenza. Tutta la redazione sportiva di ViViCentro si unisce al cordoglio della famiglia per questa grande perdita.

Bimba 3 anni trova pistola e parte un colpo, il sindaco: “Non demonizzare armi”

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(Adnkronos) – "Siamo davanti a un evento drammatico, ma non vorrei demonizzare l'arma in sé", così Giuliano Brunori, il sindaco di Gardone Val Trompia, in provincia di Brescia, interviene sul tragico evento che ha visto una bambina di tre anni ferita da un colpo partito accidentalmente dalla pistola del padre. "Come sindaco posso solo trasmettere il senso di sgomento della nostra comunità; sulla dinamica del fatto sarà la magistratura a stabilire che cosa sia successo quella sera", ha detto Brunori all'Adnkronos. "Io mi preoccupo del dolore di quella famiglia, che sul nostro territorio è conosciuta da tutti e penso alla salute della bambina, che credo sia la cosa che interessa più di tutto.Quanto al fatto che a Gardone ci siano tante armi, chiarisco che la nostra è una zona di produzione di armi da caccia e da difesa con una tradizione di oltre 200 anni e c'è grande rispetto e competenza, tanto che qui non si è mai verificato un omicidio per armi da fuoco". 
Da quando si è diffusa la notizia dell'incidente, c'è chi si interroga sulla massiccia presenza di armi nelle case degli abitanti del paese di origine della bambina, Gardone Val Trompia, e dei rischi che questo fenomeno possa generare: "Non significa che questo possa giustificare l'evento, ma la tradizione della caccia qui è molto forte, per cui è difficile non trovare un'arma in una casa Gardonese.

C'è anche da dire che qui c'è la cultura del rispetto dell'arma, nel senso che in molte famiglie c'è chi lavora nel settore armiero, molti le usano per la caccia e molti altri per le attività sportive, basti pensare che quest'anno la Beretta Armi ha vinto 14 medaglie su 15 nel tiro a volo olimpionico".  In altre parole, "Gardone è il cuore di questa attività e competenza e tradizione hanno temperato tutta la popolazione.Il fatto che ci siano tante armi non vuol dire che vengano usate male o indiscriminatamente.

Ciò che è accaduto in casa della bambina, purtroppo, credo si possa definire una 'tragica fatalità', chi ha dei bambini sa quanto siano imprevedibili ed è davvero difficile capire come siano andate realmente le cose". "Quel che è certo – dice il sindaco – è che siamo davanti a un evento drammatico, ma non vorrei demonizzare l'arma in sé.Del resto, il perché la bambina abbia trovato quella pistola è nei misteri.

Che cosa sia successo e come siano andate le cose sarà la magistratura a dirlo".  "Questa – riflette il sindaco – è una notizia che va al di là dell'immaginabile; come nonno di due bambini che frequentano la scuola materna della bambina e della sua sorellina, il dolore è ancora più forte".Sulle condizioni di salute della piccola, Brunori dice: "Non ho ancora avuto modo di sentire i genitori, che sono a Bergamo dalla bambina, mentre i nonni sono rimasti a Gardone con la sorellina.

Ho notizie dai familiari e so che nella serata di ieri la bimba è stata sottoposta a un intervento: da medico posso dire che in questi casi le prime 72 ore sono le più critiche e il fatto che lei stia lottando ci fa nutrire un po' di speranza".Per il resto, "non resta che pregare, per chi crede, e affidarsi alla competenza dei sanitari e dei professionisti che la stanno curando.

A loro va tutta la mia stima per quello che hanno fatto e per quello che ancora faranno".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto oggi ai Campi Flegrei, scossa magnitudo 1.9 a Lucrino

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(Adnkronos) – Un terremoto di magnitudo 1.9 è stato registrato oggi 2 gennaio 2025 ai Campi Flegrei.La scossa è avvenuta alle 17.04.

Secondo l'Osservatorio Vesuviano, sede di Napoli dell'Ingv, l'epicentro è stato in mare, in prossimità della spiaggia di Lucrino nel comune di Pozzuoli, a una profondità di 2,7 km.La scossa è stata avvertita dalla popolazione in prossimità dell'epicentro, senza danni per persone o cose. "L’Osservatorio Vesuviano ha comunicato a questa amministrazione l’accadimento di un evento sismico di magnitudo 1.9 ± 0,3 localizzata in prossimità della spiaggia di Lucrino.

Il sisma si è prodotto alle 17:04, ora locale, (UTC 16:04) alla profondità di 2.7 km.L’evento potrebbe essere stato accompagnato da un boato avvertito dagli abitanti delle aree costiere", rende noto il comune di Pozzuoli.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Paola Egonu migliore giocatrice di pallavolo 2024 per Volleyball World

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(Adnkronos) –
Paola Egonu miglior giocatrice del mondo: l'azzurra è la "regina della pallavolo" nel 2024, secondo Volleyball World, portale appoggiato dalla Federazione internazionale (FIVB). "Non sorprende – si legge sui canali social del portale – che sia stata premiata come MVP sia della Nations League 2024 sia delle Olimpiadi di Parigi 2024, due dei tanti titoli MVP che ha guadagnato nel corso della sua straordinaria carriera".  "Quest'anno la campionessa, che ha da poco compiuto 26 anni, ha guidato la nazionale italiana verso un altro titolo VNL e poi a vette senza precedenti, con la vittoria della sua prima medaglia olimpica.Bravissima, Paola", si legge ancora nelle motivazioni del Volleyball World Social Media Team che ha stilato la classifica. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giorgio Locatelli, chiude definitivamente il suo ristorante: “Non dipende da noi”

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(Adnkronos) – La locanda di Giorgio Locatelli chiude definitivamente.Con una nota condivisa sul profilo Instagram, il team del ristorante londinese ha dato la notizia ufficiale.

Il motivo non è stato reso noto, ma è possibile che lo chef stia pensando a una nuova apertura. “È con la tristezza nel cuore, e per ragioni al di fuori dal nostro controllo, annunciamo la chiusura definitiva del locale”, recita il post pubblicato sul feed Instagram.E ancora: “Quando si chiude una porta, se ne riapre un’altra, quindi seguite i nostri social per aggiornamenti a proposito di un nuovo progetto”, continua la nota, suggerendo dunque la possibilità di nuovi progetti in cantiere.   Solo pochi giorni fa, nella celebre Locanda, è stato celebrato il Capodanno con il tradizionale cenone.

E ora è arrivata la notizia: “Ci mancheranno tutti i nostri clienti, alcuni dei quali erano diventati come nostri amici”, termina la nota.  Il giudice di Masterchef aveva aperto la ‘Locanda Locatelli’ nel 2002, insieme alla moglie Plaxy Cornelia Exton, sua socia.Il ristorante si trova nel quartiere super chic di Marylebone, conta 80 coperti e detiene una stella Michelin conquistata nel 2003, come riconoscimento della cucina di alta qualità. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cosenza, incidente di caccia: 53enne ucciso da fucilata alla testa

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(Adnkronos) – Un uomo di 53 anni, Pierluigi Malizia, è morto durante una battuta di caccia al cinghiale a Pietrafitta, Comune della Presila cosentina.Dalle prime informazioni, un colpo di fucile lo avrebbe centrato alla testa, non lasciandogli scampo.

La dinamica dell'incidente è al vaglio dei carabinieri, sul posto insieme ai vigili del fuoco.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tony Effe, incasso del concerto di Capodanno alla Croce Rossa

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(Adnkronos) –
Tony Effe devolve l'incasso del 'suo' Capodanno alla Croce Rossa.A quanto apprende l'Adnkronos, il ricavato della vendita dei biglietti del concerto sold out – con l'organizzazione totalmente a carico dell'artista – che il trapper ha tenuto il 31 dicembre al Palaeur di Roma, al netto di Iva e Siae, verrà devoluto alla Croce Rossa per sostenere "progetti educativi per i giovani". L'evento, nato dopo la cancellazione del live di Tony Effe dall'evento di Capodanno del Comune di Roma, è stato una vera e propria celebrazione della musica e un ringraziamento da parte dell'artista per i suoi fan che lo hanno sostenuto in un anno decisamente importante per la sua carriera da solista, in cui il suo album “Icon” e la hit estiva con Gaia “Sesso e Samba” hanno dominato tutte le classifiche streaming.  Sul palco del Palaeur, dove ad ottobre aveva infiammato i fan con il sold-out dell'Icon Tour, il rapper è stato affiancato da numerosi ospiti speciali, colleghi e amici del mondo della musica che hanno animato la serata con performance dal vivo e un'atmosfera di grande energia. Intanto Tony Effe si prepara ad un altro grande passo nella sua carriera da solista: a febbraio 2025 calcherà per la prima volta il palco del Festival di Sanremo con il brano “Damme 'na mano" (Island Records). —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiara Frattesi incinta di Geolier? Il rapper se la ride su Instagram

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(Adnkronos) –
Chiara Frattesi incinta?Nelle ultime ore si erano diffuse voci secondo cui la sorella del calciatore dell'Inter e attuale compagna di Geolier, nome d'arte per Emanuele Palumbo, aspettasse un bambino da circa due mesi.

Oggi ci ha pensato lo stesso rapper napoletano a spegnere ogni tipo di indiscrezioni con una storia criptica ma che non lascia molto spazio a interpretazioni.  Su Instagram infatti Geolier ha pubblicato uno sfondo nero con emoticon che ridono e una che si mette una mano sulla fronte.Un modo per spegnere ogni voce. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Grande Fratello, tutti contro Helena Prestes: “Ha avuto un attacco di panico”

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(Adnkronos) –
Helena Prestes ha avuto un attacco di panico dopo la diretta del Grande Fratello.A raccontarlo è stato Luca Calvani che ha confessato di aver avuto difficoltà a gestire la situazione.  La puntata del reality show andata in onda lunedì 30 dicembre ha dato il via a una furiosa lite che ha rotto diversi equilibri nella Casa.

Ora sembra che tutti si siano schierati contro la modella brasiliana.Ma andiamo con ordine.  Sono giorni di grande tensione nella Casa del Grande Fratello.

Helena Prestes è ormai al centro di polemiche e furiose liti: prima ha avuto un durissimo scontro con Shaila Gatta e successivamente, la concorrente avrebbe sfiorato una rissa con Ilaria Galassi.Tutto ciò ha portato a un crollo emotivo: "Ero impaurito non sapevo cosa fare, ho avuto davvero paura.

Non si faceva nemmeno toccare", queste le parole di Luca Calvani che avrebbe assistito all’attacco di panico della concorrente.   Lo scontro tra Shaila Gatta e Helena Prestes è cominciato durante la diretta del Grande Fratello.La ballerina ha accusato la modella di fingere interesse nei confronti di Zeudi Di Palma solo per ottenere il favore da parte del pubblico.

Al contrario, Shaila è convinta che la modella sia ancora interessata al suo fidanzato, Lorenzo Spolverato.La replica di Helena è stata piuttosto dura: "Falsa, volgare, schifosa.

Mi viene voglia di aggredirti".  Anche dopo la fine della puntata, gli animi non si sono placati.Helena ha continuato a lamentarsi urlando contro Shaila Gatta: "Non cucina, non fa un ca**o.

Fai solo quella faccia da pu***na", ha detto, rifugiandosi poi nel confessionale insieme a Luca Calvani.  A scatenare la discussione tra Ilaria Galassi ed Helena Prestes è stata la nomination di quest’ultima: "Nomino Ilaria perché non mi piacciono i suoi atteggiamenti.Non vedevo l'ora di nominarla perché non mi sono piaciute le cose private che ha chiesto ai suoi figli", facendo riferimento a una domanda che lo storico volto de ‘Non è la Rai’ ha rivolto al figlio venuto al Grande Fratello per fare una sorpresa alla mamma.  Un commento che ad Ilaria Galassi non è andato giù. "Deve stare molto attenta, molto.

Di me può dire qualsiasi cosa, può dirmi tutto, ma che non si azzardi mai a parlare dei miei figli perché io la apro", si è sfogata la concorrente con Zeudi Di Palma.Dopo, Ilaria ha raggiunto Helena per un confronto diretto.

E mentre la regia inquadrava una zona della casa, si sono sentite delle urla provenire da un’altra stanza. "Le sta mettendo le mani addosso", ha urlato Chiara Cainelli.La scena, tuttavia, non è stata ripresa dalle telecamere dunque non è dato sapere cosa sia realmente accaduto.

Immediatamente è intervenuta la regia che con tono severo ha detto: "Ilaria in confessionale, subito!".   È probabile che verranno presi dei seri provvedimenti dagli autori del Grande Fratello, al momento tutto tace.L’appuntamento con la prossima puntata del Grande Fratello è per martedì 7 gennaio. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Iraniano arrestato a Malpensa, procura Milano dice no a domiciliari per Abedini

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(Adnkronos) – Il Procuratore Generale di Milano ha trasmesso alla Corte d'Appello parere negativo sulla richiesta degli arresti domiciliari presentata dalla difesa di Mohammad Abedini Najafabadi, l'iraniano 38enne arrestato all'aeroporto di Malpensa lo scorso 16 dicembre dalla Digos.L'arresto è avvenuto su ordine della giustizia americana, dopo che l'uomo è atterrato nello scalo milanese da Istanbul.

Attualmente l'iraniano è detenuto nel carcere di Opera. L'uomo è accusato di terrorismo per aver violato le leggi americane sull'esportazione di componenti elettronici sofisticati dagli Usa all'Iran e per aver fornito materiale a un'organizzazione terroristica straniera. Il procuratore generale di Milano ritiene che "le circostanze rappresentate nella richiesta, in particolare la messa a disposizione di un appartamento e il sostegno economico da parte del consolato dell'Iran" insieme ad "eventuali divieto di espatrio e obbligo di firma, non costituiscano una idonea garanzia contrastare il pericolo di fuga del cittadino iraniano di cui gli Usa hanno chiesto l'estradizione". "Quanto al merito delle accuse mosse dalle autorità statunitensi" il pg si riserva "una approfondita completa valutazione all'esito degli atti che verranno trasmessi dalle predette autorità". Una lettera sul caso, trasmessa per via diplomatica dalla giustizia americana, è intanto all'esame dei giudici della Corte di Appello di Milano.Nella missiva, a quanto si apprende la giustizia americana, che chiede l'estradizione di Abedini, sottolinea la pericolosità del soggetto e la necessità della detenzione in carcere.

La lettera risale a qualche giorno dopo l'arresto ed è precedente all'istanza depositata dall'avvocato dell'iraniano per chiedere gli arresti domiciliari del suo assistito. "Accelerare la liberazione" di Abedini, detenuto nel carcere di Milano con "false accuse".Questo quanto si aspetta invece Teheran dall'Italia, come riferito dall'ambasciatore iraniano a Roma, Mohammadreza Sabouri, convocato alla Farnesina dal segretario generale Riccardo Guariglia, su indicazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, per parlare del caso di Cecilia Sala, a cui "sono state fornite tutte le agevolazioni necessarie". "In questo amichevole colloquio – si legge in una nota dell'ambasciata a Roma – si è discusso e scambiato opinioni sul cittadino iraniano Mohammad Abedini, detenuto nel carcere di Milano con false accuse e della signora Cecilia Sala, cittadina italiana, detenuta in Iran per violazione delle leggi della Repubblica islamica". "L'ambasciatore del nostro Paese ha annunciato in questo incontro che sin dai primi momenti dell'arresto della signora Sala, secondo l'approccio islamico e sulla base di considerazioni umanitarie, tenendo conto del ricorrente anniversario della nascita di Cristo e dell'approssimarsi del nuovo anno cristiano, si è garantito l'accesso consolare all'ambasciata italiana a Teheran, sono state inoltre fornite alla signora Sala tutte le agevolazioni necessarie, tra cui ripetuti contatti telefonici con i propri cari e ci si aspetta dal governo italiano che, reciprocamente, oltre ad accelerare la liberazione del cittadino iraniano detenuto, vengano fornite le necessarie agevolazioni assistenziali di cui ha bisogno", sottolinea l'ambasciata.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage New Orleans, attentatore aveva ricevuto medaglia per lotta al terrorismo

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(Adnkronos) –
Shamsud Din Jabbar, il 42enne nato in Texas che nella notte di Capodanno si è lanciato con la sua auto contro la folla festante a New Orleans uccidendo almeno 15 persone e ferendone 35 su Bourbon Street, durante gli anni trascorsi nell'Esercito aveva ricevuto diverse medaglie, tra i quali la Global War on Terrorism Service Medal.Lo riportano i media americani, spiegando che si tratta di un riconoscimento, creato da George Bush dopo l'11 settembre, conferito ai militari che partecipavano alle missioni all'estero durante la 'guerra al terrorismo'. Jabbar, che è rimasto ucciso nello scontro a fuoco con la polizia seguito al suo attacco, era stato nell'esercito dal marzo del 2007 al gennaio del 2015, prima come Human Resource Specialist e poi come Information Technology (IT) Specialist, ed era stato inviato in Afghanistan tra il febbraio del 2009 e il gennaio 2010.

Una volta lasciato il servizio attivo era rimasto riservista fino al luglio del 2020, quando ha lasciato definitivamente l'esercito con il grado di sergente.   
L'uomo aveva due matrimoni falliti alle spalle, uno nel 2012 e il secondo nel 2022.La Cnn rivela che nel tragitto fatto dal Texas e la Louisiana a bordo del furgone usato per l'attacco, Jabbar avrebbe registrato dei video in cui ha ammesso che in un primo momento aveva progettato di riunire la famiglia per uccidere tutti, ma poi aveva cambiato idea e piani, decidendo di unirsi all'Isis.  Jabbar, che aveva cercato anche di arruolarsi in Marina, in un video su Youtube ha descritto in termini positivi della sua esperienza militare, affermando che gli ha insegnato "il significato del servizio, della responsabilità e del prendere tutto sul serio".

Nel video l'uomo parla davanti un poster su cui è scritto "disciplina" ed in mano un libro intitolato "leadership".  Sempre online i media hanno trovato un curriculum dell'uomo, con due diplomi, uno del 2010 al Central Texas College e un altro del 2017 della Georgia State University, in informatica.Risulta che ha avuto esperienze lavorative in società di consulenza informatica, ma nel 2020 ha postato un video su YouTube in cui si presenta come agente immobiliare a Houston.   Al suo attivo vi sono alcuni precedenti per reati minori, come un furto per un valore tra i 50 e i 500 dollari nel 2002, e guida in stato di ebbrezza nel 2015, a Fort Bragg.

Dagli atti giudiziari emergono anche i divorzi burrascosi: la prima moglie lo aveva denunciato per il mancato pagamento degli alimenti nel 2012, una controversia che è andata avanti per un decennio.E nel 2020 un giudice del Texas aveva imposto all'uomo l'ordine di non avvicinarsi alla seconda moglie durante il divorzio. In una mail scritta nel 2022 durante i negoziati del divorzio, Jabbar affermava di aver problemi finanziari, di avere arretrati di 27mila dollari per il mutuo della casa, perdite di 28mila dollari con la sua società e debiti con le carte di credito per 16mila dollari.

Problemi finanziari che non gli impedito di affittare, al costo di 105 dollari al giorno, il truck usato per l'attacco, un Ford F-150 Lightning, su un sito Turo che permette di affittare auto e veicoli da proprietari privati.   Secondo la Cnn, durante la strage l'uomo aveva con sé una bandiera dell'Isis.Sul pick up, che sarebbe stato noleggiato, sarebbero stati rinvenuti dispositivi in grado di esplodere.  Sui social anche dei video “che indicavano che si ispirava all'Isis”, ha dichiarato da Camp David il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, citando l'Fbi. “L'Fbi mi ha riferito che l'attentatore di New Orleans era un cittadino americano, che aveva prestato servizio nell'esercito ed era stato nella riserva fino a pochi anni fa e che prima dell'attacco aveva postato dei video in cui diceva che voleva uccidere"”, ha detto Biden a proposito del sospetto Shamsud-Din Jabbar.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cybertruck esploso davanti a hotel Trump, Tesla era di un militare

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(Adnkronos) – Il Cybertruck Tesla esploso di fronte alla Trump Tower di Las Vegas era stato affittato da Matthew Alan Livelsberger, militare dell'Esercito di stanza in Germania che era tornato in licenza in Colorado.Lo rivela Cbsnews citando fonti investigative.

Nell'esplosione, avvenuta nella notte di Capodanno, il conducente dell'auto è rimasto ucciso e altre sette persone sono rimaste lievemente ferite.I familiari di Livelsberger hanno riferito all'emittente americana che la moglie del militare non aveva notizie del marito da giorni e hanno confermato che l'uomo aveva affittato l'auto.  Nel frattempo le autorità indagano per capire se l'esplosione fuori dall'hotel Trump di
Las Vegas sia collegata all'attacco mortale con un camion avvenuto a New Orleans, costato la vita a 15 persone. "Le forze dell'ordine – ha detto il presidente Usa Joe Biden – stanno indagando sull'esplosione del veicolo Tesla “anche per capire se c'è un possibile collegamento con l'attacco a New Orleans”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il digiuno aiuta il cervello a restare giovane? Il nuovo studio

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(Adnkronos) –
Come invecchia il cervello?Uno studio fa luce su nuovi dettagli che rendono più chiaro l'impatto dell'età che avanza.

In particolare gli autori hanno scoperto che non tutti i tipi di cellule cerebrali invecchiano allo stesso modo.Alcune più di altre subiscono importanti cambiamenti nell'attività genetica per effetto del tempo che passa.

E fra queste c'è un gruppo che controlla ormoni legati a bisogni base come l'alimentazione.Tanto che gli autori del lavoro, finanziato dai National Institutes of Health (Nih) statunitensi e pubblicato su 'Nature', osservano che le nuove evidenze raccolte sono in linea con studi precedenti che collegano l'invecchiamento ai cambiamenti metabolici e con ricerche che suggeriscono che il digiuno intermittente, un dieta equilibrata o la restrizione calorica possono influenzare o forse aumentare la durata della vita.  "L'invecchiamento è il fattore di rischio più importante per la malattia di Alzheimer e molti altri devastanti disturbi cerebrali.

Questi risultati forniscono una mappa molto dettagliata di quali cellule cerebrali potrebbero essere maggiormente colpite dall'invecchiamento", osserva Richard J.Hodes, direttore del National Institute on Aging, centro della rete Nih. "Questa nuova mappa potrebbe modificare radicalmente la visione degli scienziati su come l'invecchiamento influisce sul cervello e fornire anche una guida per lo sviluppo di nuovi trattamenti per le malattie cerebrali legate all'invecchiamento", prospetta l'esperto.  I risultati dello studio supportano dunque l'idea che alcune cellule siano più sensibili al processo di invecchiamento e ai disturbi cerebrali legati all'invecchiamento.

Nei cervelli 'anziani', spiegano gli autori, l'attività dei geni associati all'infiammazione aumenta, mentre quella dei geni correlati alla funzione e alla struttura neuronale diminuisce.Gli scienziati hanno scoperto un punto caldo specifico che combina sia la diminuzione della funzione neuronale sia l'aumento dell'infiammazione nell'ipotalamo.

I cambiamenti più significativi nell'espressione genica sono stati riscontrati nei tipi di cellule vicino al terzo ventricolo dell'ipotalamo, inclusi taniciti e cellule ependimali (cellule gliali, che sostengono i neuroni), e neuroni noti per il loro ruolo nell'assunzione di cibo, nell'omeostasi energetica, nel metabolismo e nel modo in cui il nostro corpo utilizza i nutrienti.Questo, riflettono gli esperti, suggerisce una possibile connessione tra dieta, fattori legati allo stile di vita, invecchiamento del cervello e cambiamenti che possono influenzare la nostra suscettibilità ai disturbi cerebrali legati all'età. "La nostra ipotesi è che quei tipi di cellule diventino meno efficienti nell'integrare segnali dal nostro ambiente o da cose che stiamo consumando", illustra Kelly Jin, scienziata dell'Allen Institute for Brain Science e autore principale dello studio. "E quella perdita di efficienza in qualche modo contribuisce a ciò che conosciamo come invecchiamento nel resto del nostro corpo.

Penso che sia notevole che siamo in grado di trovare quei cambiamenti molto specifici con i metodi che stiamo utilizzando", rimarca. Per condurre lo studio, i ricercatori hanno fatto ricorso a strumenti avanzati di analisi genetica sviluppati tramite The Brain Initiative dei Nih per studiare singole cellule e mappare oltre 1,2 milioni di cellule cerebrali di topi giovani (2 mesi) e anziani (18 mesi) in 16 ampie regioni cerebrali, che costituiscono il 35% del volume totale del cervello di un topo. 
I topi anziani sono ciò che gli scienziati considerano l'equivalente di un essere umano di mezza età e i ​​cervelli dei roditori – precisano gli esperti – condividono molte somiglianze con i cervelli umani in termini di struttura, funzione, geni e tipi di cellule.Nello studio gli autori hanno osservato da un lato che l'invecchiamento ha aumentato l'attività dei geni associati ai sistemi infiammatorio e immunitario del cervello, così come alle cellule dei vasi sanguigni cerebrali.

Dall'altro lato, i risultati hanno evidenziato una diminuzione dell'attività dei geni associati ai circuiti neuronali.  Il terzo ventricolo, finito in particolare sotto la lente, è un importante condotto che consente al liquido cerebrospinale di passare attraverso l'ipotalamo.Situato alla base del cervello del topo, l'ipotalamo produce ormoni che possono controllare i bisogni di base del corpo, tra cui temperatura, frequenza cardiaca, sonno, sete e fame.

I risultati hanno mostrato che le cellule che rivestono il terzo ventricolo e i neuroni adiacenti nell'ipotalamo presentavano i maggiori cambiamenti nell'attività genetica con l'età. Se è noto che i neuroni sensibili all'età nell'ipotalamo producono ormoni che controllano l'alimentazione e l'energia, e che le cellule che rivestono il ventricolo controllano il passaggio di ormoni e nutrienti tra il cervello e il corpo, gli esperti puntualizzano che sono necessarie ulteriori ricerche per esaminare i meccanismi biologici alla base dei risultati dello studio, nonché per cercare eventuali possibili collegamenti con la salute umana.La comprensione di questo 'hot spot' nell'ipotalamo lo rende un punto focale per studi futuri, concludono gli autori.

Oltre a sapere quali cellule colpire specificamente, questo potrebbe portare allo sviluppo di terapie correlate all'età, aiutando a preservare la funzione e prevenire le malattie neurodegenerative. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meghan Markle torna su Instagram: il video virale girato dal Principe Harry

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(Adnkronos) –
Meghan Markle è tornata su Instagram dopo 5 anni di assenza dal social network.Il primo post (e l'unico al momento) pubblicato dalla moglie del principe Harry è un video in riva al mare, dove si vede la duchessa del Sussex vestita di bianco correre sulla spiaggia a piedi nudi e scrivere ''2025'' prima di allontanarsi dall'inquadratura. Semplicemente @meghan il nome utente da lei scelto.

Al momento sono 780mila i suoi followers, erano milioni prima che abbandonasse Instagram.L'emittente Abc ritiene che il video postato da Meghan sia stato girato dal marito, il principe Harry, su una spiaggia pubblica vicino alla casa dove vive la coppia, a Montecito in California, insieme ai figli Archie e Lilibet.   Cinque anni fa Meghan e Harry avevano chiuso anche il loro account Instagram @sussexroyal, dopo essersi dimessi dai ruoli reali.

Quando i duchi di Sussex hanno lanciato il loro account @sussexroyal nel 2019, secondo il Guinness dei primati i due hanno rapidamente battuto il record mondiale per il tempo più rapido nel raggiungere un milione di follower su Instagram.Dopo aver lasciato i loro incarichi reali nel 2020, sia Harry sia Meghan hanno parlato pubblicamente dei pericoli dei social media, soprattutto per i giovani. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Agroppi, paura fischi in Supercoppa: cancellato minuto di silenzio

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(Adnkronos) –
Niente minuto di silenzio in Supercoppa Italiana per Aldo Agroppi, morto oggi all'età di 80 anni.La marcia indietro è arrivata per paura di generare un altro episodio sgradevole come quello verificatosi l'anno scorso in occasione delle commemorazioni per la scomparsa di Franz Beckenbauer e Gigi Riva.

In quell'occasione infatti i minuti di silenzio furono fischiati dal pubblico locale.In Arabia Saudita, infatti, il silenzio non è tradizionalmente associato al lutto.  Inizialmente, la Figc aveva comunicato che il minuto di silenzio sarebbe stato osservato a partire dalla gara Inter-Atalanta di questa sera e per tutte le partite del weekend, comprese quelle di anticipo e posticipo.

Tuttavia, la decisione è stata rivista in accordo con la Lega Serie A. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ilary Blasi: “Sogno il cinema con Muccino o Virzì, mai smesso di credere nell’amore”

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(Adnkronos) –
Ilary Blasi torna su Netflix con la docu-serie 'Ilary': 5 episodi che mostrano "come sono veramente", dice la conduttrice all'Adnkronos.Il nuovo progetto arriva dopo 'Unica' in cui la showgirl ha raccontato il suo punto di vista sulla separazione da Francesco Totti.  Dal 9 gennaio in streaming su Netflix, lo show fa entrare lo spettatore nel dietro le quinte della vita di Ilary Blasi tra determinazione, autoironia e leggerezza.

Ma non è da sola.Con lei ci sono la famiglia, le amiche di sempre e il fidanzato Bastian, che si racconta per la prima volta a partire dal giorno del loro primo incontro.

Dopo Totti "non ho scoperto o riscoperto l'amore, ogni persona e ogni amore è una scoperta a prescindere da tutto.Il rapporto con Bastian è diverso perché sono in un'età diversa e con un bagaglio diverso.

Fondamentalmente non ho mai smesso di credere nell'amore e poi le cose accadono", spiega la conduttrice all'Adnkronos.  'Ilary' è il racconto di una donna autentica, che non conosce il verbo 'mollare', alla continua ricerca di nuovi stimoli e traguardi.Mostra al pubblico i suoi primi passi nel mondo del cinema nei panni di se stessa ma anche in campo culinario con le lezione dallo chef Ruben di 'Cucina in balcone con Ruben'.

E ancora, si mette in gioco non solo sconfiggendo una delle sue più grandi paure, ovvero lanciarsi col paracadute, ma anche iscrivendosi all'università per realizzare il sogno di diventare una criminologa.  Tra ironia e momenti intimi, la docu-serie racconta il dietro le quinte di 'Battiti Live' con il co-conduttore, amico e spalla Alvin, una giornata in compagnia della nonna novantenne alle prese con il rinnovo della patente e il firmacopie a Tokyo del suo libro 'che stupida'.Ma anche una seduta dal cartomante a Roma con tanto di ansie e malintesi.

Ad accompagnarla in questo nuovo viaggio televisivo ci sono il gruppo delle sue amiche storiche (che comprende le sorelle Silvia e Melory Blasi), gli amici e colleghi di lunga data come Michelle Hunziker e Nicola Savino e il suo più grande idolo, Federica Sciarelli, che conduce il suo programma preferito, ovvero 'Chi l'ha visto'. "Il cinema mi incuriosisce, sarebbe un sogno ma anche una nuova sfida.I tempi sono completamente diversi da quelli della televisione ed è bellissimo rivedersi sul grande schermo".

Dopo l'esperienza al cinema nei panni di se stessa ne 'L'amore e altre seghe mentali' di e con Giampaolo Morelli, "tornerei sul grande schermo ma non interpreterei me stessa.Mi piacerebbe fare un ruolo diverso da me, impegnato e drammatico", racconta Blasi.

Tra i registi con i quali vorrebbe lavorare ci sono "Gabriele Muccino o Paolo Virzì, ma te ne potrei dire tantissimi altri.Va bene chiunque, prendo tutto", dice la conduttrice con la sua solita ironia. Dopo aver passato il test d'ingresso all'Istituto di Scienze Forensi di Milano, Ilary Blasi si prepara alla laurea: "Non so quando avverrà, io sprono sempre i miei figli per farli studiare e poi sono la prima che non continua, ma vediamo passo dopo passo", dice all'Adnkronos la conduttrice che ha affrontato il test con l'aiuto del suo mito Federica Sciarelli.

Un 'aiuto', quello della giornalista, documentato nella serie 'Ilary' che tra un caffè e una chiacchiera interroga Ilary sulla differenza tra indagato e imputato.  "Lei è la numero uno – dice Ilary, assicurando di non voler prendere il posto di Sciarelli alla conduzione di 'Chi l'ha Visto', suo programma preferito -.La seguo sempre ma non so se riuscirei a rimanere lucida come lei.

Io poi mi faccio prendere un po' dal matto, quindi potrei dire in dirette cose che non vanno bene", spiega Blasi con ironia.  Nei 5 episodi della docu-serie, dunque, Ilary svela il dietro le quinte della sua vita tra determinazione, autoironia, amore e tante sfide, a partire dalla futura laurea in criminologia: "Con questa cosa della laurea mi so' rovinata, ora tutti a chiedermi 'quando ti laurei', oddio le aspettative…". (di Lucrezia Leombruni) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Capodanno, gufo di 3 anni morto d’infarto per i fuochi d’artificio

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(Adnkronos) – Come ogni anno, i fuochi d'artificio che tanto divertono alcuni sono per gli animali fonte di disagio e di un sentimento di terrore che, nei casi più estremi, porta alla morte.Nei primi minuti del 2025 un gufo africano è morto d'infarto proprio a causa del forte rumore causato dai 'botti' di Capodanno, che hanno risuonato per diversi minuti nei cieli della provincia di Torino, dove viveva l'animale. A raccontare la morte di Wilde, avvenuta venticinque minuti dopo la mezzanotte, è la donna che si prendeva cura del gufo. "Il mio 2025 è iniziato di m***a grazia e voi che fregandovene di tutto ciò che avete attorno avete avuto i vostri 15 minuti di divertimento", scrive su Facebook Simona Luca. "Lui era Wilde, – continua la donna, che sul social network ha condiviso anche una foto del volatile senza vita – gufo africano di 3 anni morto di infarto alle 00.25.

Adesso oltre che ai botti fate guardare bene questa foto ai vostri bimbi e spiegategli che devono essere orgogliosi di voi". La donna ha spiegato nei commenti che era proprio accanto all'animale durante i rumori forti causati dai fuochi d'artificio: "Ero all'interno della voliera quando è successo ma non è servito a nulla". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dani Olmo, addio al Barcellona a zero: calciomercato, i club interessati

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(Adnkronos) –
Dani Olmo non è più un calciatore del Barcellona.Il centrocampista spagnolo, arrivato la scorsa estate in blaugrana per 60 milioni dal Lipsia, è ora libero da ogni vincolo contrattuale dopo che la Liga ha respinto la richiesta dei blaugrana di tesserarlo a partire dal 2 gennaio: "La Liga informa che, al 31 dicembre, il Barcellona non ha presentato un’opzione alternativa che, in conformità alla normativa di controllo economico de La Liga, gli consenta di iscrivere alcun giocatore a partire dal prossimo 2 di gennaio" era stato il comunicato della Federazione, che aveva poi provveduto a eliminare i profili dei due calciatori dal suo sito.  A causa dei propri problemi finanziari il Barcellona dovrà quindi rinunciare, a meno di clamorose svolte nelle prossime ore, a uno dei suoi giocatori migliori e a Pau Victor, giovane attaccante del vivaio.

Dani Olmo sarà quindi libero di accasarsi altrove a parametro zero, ma quali sono le squadre interessate allo spagnolo?  Nonostante il giocatore abbia fatto sapere di voler continuare a giocare nel Barcellona, sono molte le squadre interessate a Dani Olmo.Dalla Premier League il Manchester City, in crisi di identità e risultati, è pronto a una piccola rivoluzione a gennaio e avrebbe puntato il talento spagnolo, che si sposerebbe a meraviglia con le idee di Guardiola.

Olmo però piace molto anche all'altro club di Manchester, con lo United che tenterà l'assalto per accontentare il nuovo tecnico Ruben Amorim.L'ormai ex Barcellona è sul taccuino anche del Paris Saint-Germain, pronto a usare la carta Luis Enrique per portare il giocatore in Francia. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sgarbi sarà delle Vespe! Colpo di mercato della Juve Stabia: chiusa la trattativa con il Napoli

La Juve Stabia inizia il calciomercato di Gennaio con il botto! Per rinforzare la propria rosa in vista della seconda parte di stagione nelle prossime ore arriverà l’ufficialità di un colpo di mercato che farà certamente felici i tifosi gialloblù: Lorenzo Sgarbi sarà un nuovo giocatore delle “vespe”.

L’attaccante, di proprietà del Napoli, era attualmente in prestito al Bari, ma con i pugliesi non è riuscito ad esprimersi ad alti livelli. Chiuso dall’arrivo di Falletti il calciatore ha disputato con i “galletti” finora solo 6 gare in Serie B per un totale di 169 minuti. É partito titolare in 1 presenza su 8 giornate ed è stato frequentemente utilizzato come sostituto, essendo entrato dalla panchina in 5 occasioni.

La formula dell’operazione

L’accordo tra Juve Stabia e Napoli è stato raggiunto sulla base di un prestito secco. Una formula che consente alla società stabiese di assicurarsi le prestazioni del giovane attaccante che sicuramente ha un alto valore di mercato.

Caratteristiche

Lorenzo Sgarbi nato a Bolzano il 24 marzo 2001, è un esterno offensivo moderno, dotato di una fisicità imponente e di una notevole velocità. La sua capacità di accelerare e di condurre la palla in spazi stretti lo rende un giocatore molto pericoloso in campo aperto. Tuttavia, le sue caratteristiche tecniche lo rendono più adatto a un ruolo di trequartista o di esterno alto, dove può sfruttare al meglio la sua visione di gioco e la sua abilità nel fornire assist.

Sgarbi è un giocatore che ama il gioco verticale e che predilige le giocate rapide. La sua abilità nel crossare e nel calciare da fermo lo rende un’arma importante per la sua squadra, soprattutto sulle palle inattive. Nonostante le sue qualità, Sgarbi deve ancora migliorare sotto porta, dove spesso pecca di finalizzazione. Un lavoro sulla finalizzazione potrebbe renderlo un giocatore ancora più completo.

Carriera e statistiche

La sua carriera tra i professionisti (in prima squadra n.d.a.) inizia con l’esperienza con il Legnano (stagioni 2020/2021 e 2021/2022 – 43 presenze, 3 gol e 2 assist).

Nella stagione 2022/2023 veste invece le maglie del Renate (12 presenze 1 gol e 1 assist) e della Pro Sesto (19 presenze e 3 assist).

Nella stagione 2023/2024 viene tesserato dall’Avellino. Nonostante la mancata promozione in Serie B, l’attaccante ha lasciato un segno indelebile in Irpinia, rivelandosi un vero e proprio jolly offensivo. Con 8 gol e 15 assist in 40 partite, Sgarbi ha dimostrato un talento cristallino e una versatilità tattica che gli hanno permesso di interpretare con successo diversi ruoli. L’esperienza ad Avellino rappresenta una tappa fondamentale nella crescita di Sgarbi.

Le origini calcistiche

Figlio e soprattutto nipote d’arte (lo zio Veleo è a ragion veduta considerato uno dei migliori calciatori di tutti i tempi del calcio regionale), Lorenzo Sgarbi cresce e matura calcisticamente nel settore giovanile della Virtus Don Bosco, la squadra per così dire di famiglia. Il suo talento cristallino emerge però prepotentemente nella scorsa stagione, quando l’FC Südtirol – anche in nome della eccellente collaborazione instaurata con la Virtus Bolzano (ex Virtus Don Bosco) – lo porta nel proprio settore giovanile e lo mette al centro dell’attacco della formazione Under 16 di Lega Pro, con la quale Lorenzo va in doppia cifra sia a livello di gol che di assist. Dopo questa esperienza viene notato dal Napoli che lo porta nel proprio settore giovanile disputando ottime stagioni e collezionando presenze anche in Youth League. Nelle giovanili del Napoli registrerà 88 presenze con 15 gol e 11 assist)

Sgarbi, un nome scritto nel calcio: da Bolzano alla Juve Stabia.

Lorenzo Sgarbi, giovane talento pronto a indossare la maglia della Juve Stabia, è un nome che echeggia di storia nel mondo del calcio. Un nome che, a Bolzano, è sinonimo di passione, talento e una tradizione familiare profondamente radicata nel rettangolo verde.

Nipote d’arte sia da parte di nonno che di zio, Lorenzo è cresciuto con un pallone tra i piedi. In casa Sgarbi, il calcio è sempre stato il filo conduttore delle giornate, un gioco che si tramandava di generazione in generazione. Per Lorenzo, il calcio non è solo un sogno, ma un’eredità da custodire gelosamente, un testimone da portare avanti per onorare la memoria dei suoi antenati.

Tutto ha inizio con Renzo Sgarbi, il capostipite di questa dinastia calcistica. Terzino con un fiuto del gol innato, una rarità per l’epoca, Renzo indossava la maglia della Reggiana negli anni ’50, collezionando numeri da vero bomber (si parla di ben 17 reti realizzate). Un percorso brillante che gettava le basi per una tradizione di famiglia destinata a durare nel tempo.

A raccogliere il testimone è Veleo Sgarbi, classe 1953 e zio di Lorenzo. Una vera e propria leggenda del calcio dilettantistico altoatesino, Veleo ha incantato per anni il pubblico con la sua classe e il suo numero 10 sulla schiena. Un’aura magica circondava il suo nome, ma il sogno di sfondare nel professionismo è rimasto incompiuto.

A frenare la carriera di Veleo sono stati gli infortuni. Cresciuto al fianco di Romeo Benetti, futuro campione con Milan e Juventus, Veleo esordisce in Serie D ad appena 16 anni con l’Oltrisarco, prima di tentare il grande salto. Il provino con il Milan, uno dei più prestigiosi club italiani, rappresentava l’opportunità di una vita. Ma il destino, crudele, gli ha riservato un altro percorso.

Lo zio di Lorenzo, un fantasista di razza, sfiorò il sogno di vestire la maglia rossonera del Milan. Un test superato con successo, ma un accordo economico sfumato all’ultimo momento che lo costrinse a rinunciare al grande palcoscenico. Gli infortuni, poi, ne frenarono la carriera, impedendogli di approdare alla Reggiana dopo l’esperienza al Trento.

Accantonato il sogno del professionismo, Veleo decise di dedicarsi al calcio dilettantistico, diventandone un’icona. La sua specialità? Le palle inattive. Rigori, punizioni e calci d’angolo erano per lui una vera e propria danza, un’esibizione di maestria e tecnica. Per oltre quindici anni, dalla fine degli anni ’90, ha vestito i colori della Virtus Don Bosco, la squadra di famiglia, ricoprendo ruoli da giocatore, presidente e direttore generale. E proprio qui, nel vivaio della Virtus, ha contribuito in modo determinante alla crescita del settore giovanile, la prima casa di Lorenzo.

Lorenzo Sgarbi, a sua volta, ha mosso i primi passi nel mondo del calcio proprio alla Virtus. Un’avventura iniziata a soli tre anni e mezzo, quando accompagnava la madre agli allenamenti, sognando di poter un giorno scendere in campo con i più grandi. E così è stato. Le esperienze successive, al Sudtirol, nella Primavera del Napoli, a Legnago e in Serie C con l’Avellino, hanno consolidato il suo talento, ma è proprio nella Virtus che ha assorbito i valori e gli insegnamenti dello zio Veleo. Un legame indissolubile, un testimone passato di generazione in generazione.

Le ambizioni in questa stagione

Ora, Lorenzo è pronto a scrivere il suo capitolo nella storia della famiglia Sgarbi. Con la Juve Stabia, si apre per lui una nuova avventura, un’opportunità per dimostrare il suo valore e far parlare di sé. Porterà con sé l’orgoglio di appartenere a una dinastia calcistica, la consapevolezza di un’eredità da onorare e la voglia di raggiungere traguardi sempre più ambiziosi.