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Nuovo codice della strada, incidenti e vittime sono calati? I dati

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(Adnkronos) –
Incidenti e vittime in calo con il nuovo Codice della strada.A tornare oggi sui primi dati è la Polizia stradale.

Nei giorni scorsi era stato il ministro dei Trasporti Matteo Salvini a snocciolare la percentuale ("Il numero dei morti si è ridotto del 25% in 15 giorni").Il calo, con numeri più articolati, viene confermato da polizia e carabinieri.  "Avere ridotto del 25 per cento, dal 14 al 28 dicembre, nei primi quindici giorni del nuovo Codice della strada il numero di morti sulle strade – ha affermato Salvini – è qualcosa che dovrebbe rendere orgoglioso me e voi". "Mi faccio carico volentieri se c'è qualche polemica, ho le spalle larghe, ho rischiato 6 anni per aver bloccato immigrati clandestini.

Quindi – ha aggiunto il vicepremier – figurarsi se per salvare vite umane non mi faccio carico di qualche polemica e degli attacchi di Vasco o di radical chic di sinistra".  A confermare l'annuncio del ministro ci sono i dati ufficiali di Viminale e il Mit.Dal 14 dicembre al 28, ovvero nelle prime due settimane di entrata in vigore del nuovo codice della strada – fanno sapere i ministeri in una nota congiunta – la Polstrada e l’Arma dei Carabinieri hanno rilevato un calo degli incidenti (-2,8%) rispetto allo stesso periodo di un anno fa, ma soprattutto una drastica diminuzione degli incidenti mortali (-20,3%) e delle vittime (-25,4%).  Secondo l'Asps (Associazione sostenitori e amici della polizia stradale) però la dichiarazione di Salvini "appare fuorviante ed imprecisa in quanto i dati, riportati dal Ministro come generali, si riferiscono solamente agli scontri mortali rilevati da Polizia Stradale e Carabinieri che rappresentano solamente il 34% degli incidenti con lesioni rilevati in Italia, in quanto il restante 66% viene rilevato dalle Polizie Municipali".  "L’Ufficio studi Asaps – si legge sul sito dell'associazione – da tempo con i suoi osservatori rileva da fonti pubbliche gli incidenti stradali mortali dove le persone muoiono sul colpo o nei giorni immediatamente successivi.

Tale rilevamento, in questa fase sviluppato in collaborazione con Alg (Associazione Lorenzo Guarnieri onlus), peraltro sottostima la mortalità in quanto non tiene conto dei morti entro 30 giorni dall’evento.Da questi dati pubblici e documentati risulta che nei 15 giorni successivi all’entrata in vigore delle modifiche al codice della strada sono morte sulle strade italiane almeno 111 persone, più del doppio delle 50 dichiarate dal Ministro.

La mortalità nello stesso periodo di 15 giorni rilevata da dati pubblici da Asaps nel 2023 risultava essere di 110 persone mostrando quindi una stabilità rispetto al 2023 e non una riduzione del 25%, della quale peraltro saremmo stati molto felici".  "Includendo anche i dati relativi alle giornate di fine anno, dal 14 dicembre 2024, data di entrata in vigore delle modifiche al codice della strada, sino al 1° gennaio 2025 compreso, le morti ricavabili da fonti pubbliche sono state 134 in 125 incidenti mortali.Nello stesso periodo del 2023 le morti su strada rilevabili da fonte pubbliche erano state 131 in 115 collisioni mortali.

Dal 14 dicembre al 1° gennaio sulle strade italiane purtroppo si continua a morire come nello stesso periodo del 2023.Auspichiamo che, con questa evidenza ricavata da dati pubblici, venga risolta a livello ministeriale la carenza relativa alla raccolta dati sugli incidenti stradali e alla sua tempestività.

I Ministeri competenti dovrebbero consolidare in maniera tempestiva anche i dati di mortalità provenienti dalle Polizie Municipali, che, ricordiamolo, rilevano gli scontri con lesioni in ambito urbano dove maggiori sono le collisioni stradali con i morti e feriti.La valutazione di un provvedimento normativo – conclude l'Asaps – non può essere fatta in un periodo così limitato di tempo e con dati incompleti, ma dovrebbe avere a nostro parere un monitoraggio più lungo, continuo nel tempo e con dati affidabili.

Le norme, per essere efficaci, dovrebbero poi essere accompagnate da investimenti nei controlli, anche con un vero potenziamento delle pattuglie su strada, e nell’educazione ad una mobilità sicura per tutti.E su questo tema, quello degli investimenti, al solito la sicurezza stradale rimane una cenerentola, in attesa di un principe azzurro che non arriva mai". "I dati su controlli e incidenti stradali diffusi da Viminale e Mit sono stati raccolti da Polizia Stradale e Arma dei Carabinieri, esattamente secondo gli stessi criteri del passato.

Accusare di falsità perfino queste statistiche è un attacco alle forze dell’ordine e ad al loro immenso sforzo per rendere più sicure le strade italiane, obiettivo che dovrebbe unire e non dividere la politica.A proposito di bugie, inoltre, si ribadisce che il nuovo codice della strada non ha modificato né i limiti per l’uso di alcol alla guida, e i dati positivi di queste prime settimane di applicazione fanno ben sperare", è stata la replica del Mit.  "Italia Viva presenterà una interrogazione al ministro Salvini in merito ai dati degli incidenti stradali in seguito all’introduzione del Codice della Strada.

I numeri forniti, come denunciano Asaps e l’associazione Lorenzo Guarnieri, sono falsi o comunque parziali".Così in una nota l’ufficio stampa di Italia Viva, replicando a una nota del Mit. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Addetto sicurezza accoltellato a Bergamo, fermato presunto killer

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(Adnkronos) – A quanto si apprende sarebbe stato individuato il presunto omicida di Mamadi Tunkara, l'addetto alla sicurezza di un supermercato Carrefour accoltellato a morte venerdì in pieno centro a Bergamo.Dalle prime informazioni il presunto assassino sarebbe un cittadino centroafricano, senza fissa dimora, bloccato al confine della Svizzera mentre cercava di espatriare.

Sono ancora in corso le indagini coordinate dalla Procura di Bergamo.  Il 36enne gambiano ucciso ieri a Bergamo era soprannominato 'Lookman', per la somiglianza con l’attaccante nigeriano dell’Atalanta Ademola Lookman.L'omicidio, a quanto si apprende, sarebbe giunto al termine di una lite: il killer avrebbe colpito Tunkara con almeno quattro coltellate.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte di Liam Payne, arrestato un uomo: “Gli ha fornito cocaina”

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(Adnkronos) – Una svolta nel caso di Liam Payne.Una delle due persone accusate di aver fornito droga al cantante britannico prima della sua morte, avvenuta nell'ottobre 2024 in un hotel di Buenos Aires, è stata arrestata.

Lo hanno riferito fonti della polizia all'Afp.  L'uomo, identificato come Braian Paiz, 24 anni, cameriere, accusato di aver consegnato della cocaina a Liam Payne due giorni prima che il cantante cadesse dal balcone della sua camera d'albergo, ed è una delle cinque persone accusate in questo caso.La casa di Paiz a Budge, nella provincia di Buenos Aires, è stata perquisita dalla polizia e l'arrestato è stato portato in tribunale. Lunedì i procuratori hanno affermato che il signor Paiz è stato "accusato di aver consegnato cocaina" al signor Payne, che aveva incontrato nel suo hotel il 14 ottobre e che aveva "accompagnato nella stanza n. 310, entrando nella stanza con lui".  A novembre, Braian Paiz ha negato in un'intervista di aver fornito droga a Payne, pur ammettendo di averlo incontrato e di aver trascorso del tempo con lui nella sua stanza.

La giustizia argentina ha stabilito che l'uomo aveva "fornito droga in cambio di denaro" e lunedì ha ordinato la detenzione provvisoria di due delle cinque persone processate, tra cui Paiz. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Esplosione Cybertruck Tesla a Las Vegas, Fbi: “Caso di suicidio”

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(Adnkronos) – L'esplosione del Cybertruck Tesla nella notte di Capodanno davanti al Trump Hotel di Las Vegas è stato un caso di suicidio.A confermarlo è stata l'Fbi, che, tramite l'investigatore Spencer Evans, ha parlato di "un tragico caso di suicidio che ha coinvolto un veterano decorato afflitto da sindrome post traumatica da stress".

L'ex berretto verde che aveva servito anche in Afghanistan, Matthew Aaln Livelsberger, 37 anni, si è sparato un colpo in testa prima di far esplodere il veicolo.Viene così definitivamente escluso ogni collegamento con la strage di New Orleans, dove un altro veterano, Shamsud-Din Jabbar, ha ucciso 14 persone schiantandosi con la sua auto contro la folla a Bourbon Street Lo sceriffo Dori Koren del Dipartimento di Polizia di Las Vegas in una conferenza stampa ha svelato che gli ultimi messaggi trovati nel cellulare dell'uomo mostravano il sostegno al presidente americano eletto Donald Trump, a Elon Musk e a Robert F.

Kennedy Jr., un pensiero agli Stati Uniti come "malati terminali" vicini "al collasso" e il "bisogno di ripulire la mente" dai "fratelli che ho perso" e "dal peso delle vite che ho preso". Gli investigatori hanno anche recuperato una lettera di Matthew Alan Livelsberger, descritta come "un campanello d'allarme" in cui l'ex militare parlava di come "gli americani prestano attenzione solo agli spettacoli e alla violenza" e sosteneva che "esplosivi e fuochi d'artificio" fossero i mezzi migliori per far passare il suo messaggio.Monitorando il "diario delle attività" di 10 giorni conservato su uno dei telefoni di Livelsberger, dal 21 al 31 dicembre, gli investigatori hanno affermato che il militare ha registrato i suoi acquisti di armi da fuoco, attrezzature da campeggio e altri articoli.

L'esplosione della Tesla è stata causata da un insieme di fuochi d'artificio, serbatoi di gas e carburante da campeggio. Un membro della famiglia ed ex collega dell'esercito ha parlato alla Cnn a condizione di anonimato e descritto Livelsberger come un veterano di guerra altamente decorato che amava il suo Paese tanto quanto Trump. "Quando il presidente Trump era in carica, Livelsberger commentava sulla sua pagina Facebook le cose che il presidente Trump aveva detto o fatto o come stava aiutando l'esercito", ha spiegato la fonte alla Cnn. "Matt aveva molto rispetto per Trump, amava quell'uomo", ha aggiunto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fred Kerley arrestato a Miami: cos’è successo al rivale di Jacobs

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(Adnkronos) –
Fred Kerley, rivale di Marcell Jacobs e bronzo olimpico nei 100 metri a Parigi, è stato arrestato giovedì a Miami Beach.Per uno dei velocisti più forti del momento, anche argento nei 100 a Tokyo 2020, proprio dietro al fuoriclasse azzurro, l'accusa è di aggressione e resistenza a pubblico ufficiale.

Come riportato da diversi media statunitensi, l’arresto è arrivato in seguito a una disputa tra l’atleta e la polizia, per colpa dell’auto del velocista parcheggiata troppo vicina al luogo di un’indagine. La polizia ha poi fatto sapere che Kerley ha opposto resistenza quando gli è stato chiesto di andare via, mostrando atteggiamenti aggressivi che hanno portato gli agenti a immobilizzarlo con un taser.Lo sprinter americano, tra i più forti degli ultimi anni, in estate ha conquistato il bronzo alle Olimpiadi di Parigi.

Tre anni e mezzo fa, a Tokyo, Kerley ha invece chiuso dietro a Marcell Jacobs la finale olimpica dei 100 metri, agguantando la medaglia d'argento. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tullio De Piscopo: “Dieci anni senza Pino Daniele, eravamo in simbiosi”

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(Adnkronos) –
Tullio De Piscopo ricorda Pino Daniele e il decennale della sua morte: “Sono passati dieci anni, rivivo con amore e con nostalgia i momenti passati assieme, il tempo è come se si fosse fermato al 22 dicembre 2014, al Forum di Assago: è stato uno degli ultimi concerti assieme, un'esibizione strepitosa che ha preceduto quella nella nostra Napoli.Pino ancora oggi è sempre presente nella mia vita quotidiana”.

Così il percussionista e batterista ricorda il collega all’Adnkronos. Tullio De Piscopo è stato uno dei musicisti più vicini al cantautore napoletano, con cui ha suonato più volte tra la fine degli anni ‘70, poi negli anni ‘80 e anche nell’ultima parte della carriera di Pino, formando una band di caratura forse irripetibile con James Senese (sassofono), Joe Amoruso (tastiere), Tony Esposito (basso) e Rino Zurzolo (contrabbasso).Un sestetto d’assi in giro per l’Italia e per l’Europa.  “L’altra notte, mentre tutti dormivano a casa mia, ho avuto la necessità di ascoltare la musica di Pino, le sue poesie e la mente è volata al 1977, l’anno che ci siamo conosciuti.

Avevo subito compreso le sue potenzialità artistiche – racconta il musicista – Ricordo quando si discuteva della scaletta dei concerti, mentre il barbiere in albergo faceva la barba prima a lui, poi a me.Adesso staremmo insieme sicuramente a suonare in qualche posto, lui era sempre accompagnato dalla sua chitarra". "Siamo stati in simbiosi, c’era un tempismo tra chitarra, batteria e voce inimitabile”, sospira il batterista napoletano, nato a Porta Capuana, centro storico di Napoli, a poche centinaia di metri da Santa Maria La Nova, luogo di nascita e formazione di Pino.  Sul rapporto, a volte tormentato, tra il “Nero a metà” e Napoli, De Piscopo confida: “Era innamorato di Napoli come me d'altronde, scriveva di Napoli.

Non gli piaceva l'autoindulgenza, né la rassegnazione ai mali storici della città.Quando ci ha lasciato era in preparazione un album insieme interamente in lingua napoletana.

Sarebbe stato un salto all’indietro di decenni, ma non sui suoni, i suoni non sarebbero mai cambiati, abbiamo sempre avuto il nostro sound, che era frutto delle nostre conoscenze”.  Il feeling tra Tullio e Pino non era certo solo musicale: “Spesso, quando sorseggio un bicchiere di vino, ripenso a quella volta che andammo in una pizzeria vicino casa sua, a Roma: appena seduti, Pino chiese al cameriere una bottiglia di vino rosso, bianco e di birra, iniziai a ridere e gli chiesi: nun è che ci farà male?E lui: “nun te preoccupà, ogni tanto nun fa’ mal”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, aggredisce infermiera pronto soccorso: “Non mi hanno curata”

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(Adnkronos) – Contrariata dal ricovero negato, una donna ha aggredito con calci e pugni un’infermiera e un'operatrice socio-sanitaria in servizio al pronto soccorso, poi medicate per lesioni guaribili in una settimana.E' successo giovedì pomeriggio, all’ospedale Sandro Pertini.  Sul posto i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma che hanno arrestato la donna, una 42enne italiana senza fissa dimora, per interruzione di pubblico servizio e lesioni a personale sanitario. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente ad Ancona, due morti. E’ allarme per fuga di gas

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(Adnkronos) – Allarme ad Ancona per una fuga di gas dopo un incidente. "Attenzione a Torrette!A causa di un gravissimo incidente stradale e a una significativa fuga di gas sono chiuse alcune strade", si legge in un post pubblicato dal Comune di Ancona su Facebook che aggiunge: "Il blocco stradale è su via Lambro e via Esino: in quell'area si raccomanda di NON USCIRE da casa e di chiudere le finestre.Sono al lavoro i Vigili del fuoco e la Polizia locale.

Transitabile la strada per l'ospedale e verso la superstrada", si legge nel messaggio.   Squadre dei vigili del fuoco sono impegnate in via Esino, ad Ancona, dopo un incidente che ha coinvolto tre auto: due le vittime.Durante lo scontro è stata abbattuta una cabina di distribuzione del gas metano in media pressione. , due le persone morte.

Interrotta la fornitura di gas all'Ospedale Regionale e alle abitazioni circostanti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Paradisi fiscali, i primi quattro al mondo sono in Ue: dove sono

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(Adnkronos) – I primi quattro paradisi fiscali al mondo sono il Principato di Monaco, il Granducato del Lussemburgo, il Liechtenstein e le Channel Islands che sono situate nel canale della Manica.Solo al quinto si trova l'unico paradiso fiscale non europeo di questa black list: le Bermuda.

A segnalarlo è l’ufficio studi della Cgia. Super ricchi italiani e multinazionali che operano nella penisola sono presenti soprattutto a Montecarlo e in Lussemburgo.Siano essi persone fisiche o società, molti contribuenti italiani si sono trasferiti in particolare a Montecarlo e in Lussemburgo.

Infatti, circa 8mila connazionali hanno deciso di trasferire la residenza nel Principato di Monaco per via delle tasse zero sul reddito e sugli immobili.Tra questi ci sono grandi imprenditori, sportivi e celebrità dello spettacolo.  In Lussemburgo, invece, si possono trovare ben sei banche italiane, una cinquantina di fondi d'investimento, vari istituti assicurativi e molte multinazionali italiane e straniere che operano nel nostro territorio.

Si stima che grazie ai super ricchi con la residenza all’estero, alle manovre borderline delle multinazionali e dei grandi gruppi industriali che si rifugiano nei paradisi fiscali di tutto il mondo, ogni anno 'sfuggono' all'erario italiano circa 10 miliardi di euro. Per contrastare quei Paesi che applicano alle big company politiche fiscali compiacenti, dal 2024 è entrata in vigore la global minimum tax (gmt).Secondo il dossier curato dal servizio Bilancio della Camera dei deputati, il gettito previsto dalla sola applicazione dell’aliquota del 15% sulle multinazionali sarà molto contenuto.

Si stima che nel 2025 il nostro erario incasserà 381,3 milioni di euro, nel 2026 427,9 e nel 2027 raggiungerà i 432,5.Nel 2033, ultimo anno in cui nel documento si stimano le entrate, le stesse dovrebbero sfiorare i 500 milioni di euro.  L’anno scorso la gmt ha interessato 19 Paesi Ue: Spagna e Polonia, invece, l’applicheranno da quest’anno, mentre Estonia, Lettonia, Lituania, e Malta hanno ottenuto una proroga sino al 2030.

Cipro e Portogallo, infine, sono chiamate a rispondere alla sollecitazione giunta da Bruxelles che ha recapitato loro una lettera di messa in mora.Appare evidente che per le grandi holding presenti nei in UE rimane ancora la possibilità, almeno per i prossimi cinque/sei anni, di spostare parte degli utili in alcuni paesi membri dove la tassazione continua essere molto favorevole. A fronte di oltre 17,6 milioni di addetti presenti in Italia, gli occupati nelle multinazionali (siano esse estere o italiane) sono 3,5 milioni, pari al 20 per cento del totale.

A livello territoriale tale quota sul totale occupati regionali sale al 24,4 in Emilia Romagna, al 25,1 in Friuli Venezia Giulia, al 25,3 in Piemonte e al 27 per cento in Lombardia.Se, invece, si parla di fatturato, il dato annuo riferito all’intero sistema produttivo del Paese è di 4.322 miliardi di euro, mentre la quota riconducibile alle big company è di 1.975 miliardi di euro.  Ciò vuol dire che quasi la metà del fatturato prodotto dalle imprese private nel Paese, per la precisione il 45,7%, è ascrivibile alle nostre multinazionali o a quelle estere che hanno delle società controllate che operano in Italia.

Su base regionale, tale dato aumenta al 49,8% in Friuli Venezia Giulia, al 51,8% in Liguria, al 52,6% in Lombardia e addirittura al 66,9% nel Lazio.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, da Usa pacchetto di armi da 8 miliardi di dollari: la proposta di Biden

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(Adnkronos) – L'amministrazione Biden ha notificato "informalmente" al Congresso un accordo per la vendita di armi a Israele del valore di 8 miliardi di dollari, circa 7,8 miliardi di euro.Lo rivela Axios, che cita fonti vicine al dossier, secondo cui il pacchetto comprende munizioni per caccia ed elicotteri da combattimento.

La notifica inviata ieri dal dipartimento di Stato avviene quando mancano poco più di due settimane al passaggio di consegne alla nuova amministrazione Trump e dopo le accuse del premier israeliano Benjamin Netanyahu a Biden di aver imposto "un embargo tacito" sulle armi a Israele in seguito alle critiche sull'operazione a Gaza.  L'accordo prevede anche la fornitura di missili aria-aria Aim 120C-8 Amraam, proiettili di artiglierai da 155 millimetri e missili Hellfire Agm-114, oltre a bombe di piccolo diametro, kit Jdam, per trasformare le 'bombe stupide' in ordigni di precisione e testate da 500 libre (226 chili): il Times of Israel parla di "bombe pesanti".  "Il presidente ha chiarito che Israele ha il diritto di difendere i suoi cittadini, coerentemente con il diritto internazionale e con il diritto umanitario internazionale – ha detto una fonte al sito, spiegando le ragioni dietro il nuovo pacchetto – e di dissuadere l'aggressione iraniana e dei gruppi suoi alleati.Continueremo a fornire le capacità necessarie alla difesa di Israele".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Saldi 2025 al via oggi, sei italiani su 10 pronti per caccia a sconto

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(Adnkronos) –
Sei italiani su dieci sono pronti per la caccia allo sconto: partono oggi, sabato 4 gennaio, in tutta Italia i saldi invernali 2025.Secondo uno studio della Confcommercio, il 59,8% dei consumatori dichiara l'intenzione di fare shopping durante queste giornate di sconti, contro il 40,2% che rinuncerà all'opportunità dei ribassi.

Quasi il 49% degli acquirenti approfitterà dei saldi per acquistare un articolo desiderato da tempo, con una maggiore propensione tra i consumatori più giovani.La percentuale di chi prevede di spendere di più rispetto al 2024 è in aumento, passando dal 20,2% al 22,1%.

Circa il 68% dei consumatori acquisterà sia nei negozi fisici sia online.L'abbigliamento (93,9%) rimane la categoria più popolare, seguita dalle calzature (76,0%) e dalla biancheria intima (40,7%).

In calo la percentuale di consumatori che utilizzerà i social network per cercare articoli in saldo, dal 37% del 2024 al 31,4% di quest’anno.  Il 55% ha modificato le abitudini di acquisto a seguito del cambiamento climatico: dato confermato dal 77,6% delle imprese che segnalano un ritardo nell’inizio della domanda di abbigliamento invernale.Il 53% compra durante i saldi solo ciò di cui ha effettivamente bisogno.

Il 19% ha come priorità la qualità del prodotto indipendentemente dalla percentuale di sconto.  Le imprese prevedono che durante i saldi di gennaio 2025 il numero di clienti nei negozi sarà simile a quello del gennaio 2024, senza aspettarsi un aumento significativo.Il 64% dei negozi offrirà sconti fino al 30% sui prodotti in vendita.

I saldi continuano a rappresentare un'opportunità per le imprese di acquisire nuovi clienti, con quasi il 58% che si aspetta visite da nuovi acquirenti.Inoltre, il 78,2% delle imprese prevede che i saldi invernali incideranno fino al 20% sulle vendite annuali complessive.

Il 43,4% delle imprese retail della moda ha subito nel 2024 una contrazione dei ricavi rispetto al 2023.  Oltre 8 imprenditori su 10 approvano l’introduzione di una data unica di inizio saldi in tutta Italia.Salvo la Valle d'Aosta, che ha dato il via ai saldi con due giorni d'anticipo, e Trento e provincia, dove i commercianti possono stabilire liberamente la data di inizio, in tutto il Paese il 4 gennaio 2025 è la giornata in cui scattano gli sconti.  
I saldi avranno durata di 60 giorni, tranne in alcune regioni.

Nel Lazio dureranno sei settimane, in Liguria 45 giorni e in Piemonte 8 settimane. Il consueto sondaggio sui saldi di fine stagione invernali, condotto da Ipsos per Confesercenti, racconta cosa sono più interessati a comprare gli italiani e quanto sono intenzionati a spendere. 
Il budget.Il 59% degli intervistati ha già pianificato quanto investire nel rinnovo del guardaroba: in media si spenderanno circa 218 euro a famiglia, con una media più alta nel Centro Italia (quasi 263 euro) e tra gli over 34 (quasi 239 euro).

Cifre importanti, per un evento promozionale che è ancora il più apprezzato dagli italiani: il 53% degli intervistati ritiene i saldi l’appuntamento più conveniente e utile, mentre solo il 20% indica il Black Friday. 
Dove si compra.Vincono i negozi.

Come accaduto nell’ultima settimana di Natale, anche per i saldi i punti vendita fisici appaiono in vantaggio sull’online: si comprerà attraverso entrambi i canali, ma otto italiani su dieci (81%) sceglieranno i negozi per almeno un acquisto, contro il 54% che comprerà un prodotto online. 
Cosa si cerca.I prodotti moda più desiderati per questi saldi sono maglioni e felpe, indicati dal 51% di chi ha previsto di acquistare.

Un effetto dell’arrivo del freddo dopo un autunno caldo, a causa del quale il 30% circa dei consumatori segnala di aver ridotto gli acquisti di abbigliamento invernale.Particolarmente cercati i maglioni di qualità con decorazioni.

Seguono, a brevissima distanza, le calzature (49% delle segnalazioni) e poi – ben più staccati – gonne e pantaloni (31%), con un interesse forte per jeans e denim, e maglie e top (30%).Nella lista dei desideri ci sono anche intimo (28%), camicie e camicette (22%), borse (21%) e i capispalla – giubbotti, cappotti e piumini – sempre al 21%.

Poi accessori (18%) e abiti e completi (17%). Il Codacons invece ha diffuso, come ogni anno, un vademecum con i consigli utili per fare acquisti in sicurezza (ed evitare possibili fregature). 
Lo scontrino.La prima regola da seguire, è conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare, il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare, e se il cambio non è possibile (ad esempio perché il prodotto è finito) si ha diritto alla restituzione dei soldi (non a un buono).

Due i mesi di tempo (non 7 o 8 giorni), per denunciare il difetto. 
Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce 'Saldo' deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. È bene quindi tenersi alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. 
Il suggerimento: girare.Nei giorni che precedono i saldi, può essere utile andare nei negozi e segnarsi il prezzo del prodotto che interessa per poi verificare l’effettività dello sconto praticato e andare a colpo sicuro, evitando inutili code.

Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi: a volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi.Avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio eviterà di acquistare merce a buon prezzo, ma di cui non si ha bisogno. 
Consigli per gli acquisti: la bontà dell’articolo va valutata guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali, per esempio, costano di più delle sintetiche).

Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità.Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti e degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova.

Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità aiuta a valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto. 
Negozi e vetrine.Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto applicato.

Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile e deve esserci l’indicazione del prezzo praticato negli ultimi 30 giorni prima dell’avvio dei saldi.Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno.

La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla nuova.Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non consentono di vedere la merce. 
Prova dei capi: non c’è l’obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante.

Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.Pagamenti: il commerciante è obbligato ad accettare forme di pagamento elettroniche (carte, bancomat) anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

Infine, se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Piersanti Mattarella, svolta su omicidio: ci sono due nuovi indagati

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(Adnkronos) – La Procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati due persone ritenute gli assassini di Piersanti Mattarella.L'ex presidente della Regione siciliana fu ucciso 45 anni fa, il 6 gennaio del 1980 a Palermo sotto gli occhi della moglie Irma e dei figli, Bernardo e Maria.  Secondo quanto scrive oggi Repubblica, ci sarebbe una svolta nell'inchiesta riaperta sull'assassinio del politico, fratello del capo dello Stato Sergio Mattarella.

I due indagati sarebbero "soggetti legati alla mafia accusati di essere i sicari dell'esponente della Dc", scrive il quotidiano.  Per l'omicidio Mattarella sono stati condannati solo i mandanti, i componenti della Cupola di Cosa nostra, mentre sono stati assolti Valerio Fioravanti e Gilberto Cavallini, che erano finiti sotto inchiesta con l'accusa di essere i killer dell'ex governatore.Ad ipotizzarlo era stato il giudice Giovanni Falcone che indagò sul delitto eccellente. "L'assassino di Mattarella – si legge nel'articolo – è a volto scoperto e viene visto da almeno 5 testimoni: è un uomo sui 25 anni, con l'aspetto da bravo ragazzo, altro circa un metro e settanta.

Corporatura robusta, capelli castani.La vedova di Mattarella aiuta a disegnare l'identikit e poi riconosce il capo dei Nar, Valerio Fioravanti, nelle foto pubblicate dopo l'arresto, come una persona molto simile a lui".

Adesso la Procura di Palermo ha raccolto "nuove rivelazioni, nuovi dati e riscontri che rafforzano il quadro dell'accusa nei confronti dei nuovi indagati". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Non mi assumi?”, prende una mannaia e lo colpisce al collo

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(Adnkronos) – Non lo ha assunto, passato il periodo di prova, e lui per vendicarsi lo ha colpito al collo con una mannaia comprata al volo e ancora con il cartellino con il prezzo attaccato.E' successo in una carrozzeria di via Viticella, a Napoli.  In manette un 25enne tunisino, arrestato per tentato omicidio nei confronti di un 53enne portato d’urgenza in ospedale e dimesso con 14 giorni di prognosi.

Sul posto, impegnati nelle indagini, i carabinieri della tenenza di Quarto e della sezione radiomobile di Pozzuoli.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ecco il nuovo Isis, chi sono i terroristi 2.0: dal web agli attacchi

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(Adnkronos) –
L'Isis fa breccia tra giovani, disperati, pratici del web.Sono queste le componenti necessarie per l''auto-radicalizzazione', un processo che, secondo il Washington Post, sta riguardando sempre più uomini che negli ultimi anni si sono sacrificati in nome – o talvolta anche solo ispirati – dello Stato Islamico.  L'ultimo è Shamsud-Din Jabbar, il cittadino americano che a Capodanno ha travolto e ucciso 14 persone a New Orleans.

Nell'articolo del Post sono state rilevate similitudini con un altro caso avvenuto negli ultimi mesi: lo scorso agosto, il 19enne austriaco Beran Aliji aveva infatti pianificato un attacco terroristico al concerto di Taylor Swift a Vienna, poi sventato quando la polizia ha arrestato Aliji, i cui messaggi online erano monitorati da almeno un'agenzia di intelligence straniera. Le centinaia di messaggi privati del ragazzo rinvenuti dalle autorità offrono un quadro del piano del giovane, facendo anche luce su come il gruppo jihadista continui a ispirare la violenza anche cinque anni dopo la fine del suo autoproclamato califfato. Al momento della pianificazione dell'attacco al concerto (poi annullato), Aliji stava già attraversando una complessa crisi personale, che lo aveva portato a lasciare improvvisamente il suo lavoro di apprendista in fabbrica e a isolarsi nel suo appartamento, ossessionato – come raccontò in seguito alla polizia – dalla sua stessa morte.Senza soldi o prospettive, e in mancanza di amici stretti, iniziò a immergersi in un mondo virtuale di video violenti e chat room segrete dedicate allo Stato islamico.

Secondo i registri telefonici sequestrati dalla polizia, iniziò a rivolgersi al gruppo estremista prima per ispirazione e poi per consigli pratici su come pianificare un attacco. Per quanto riguarda il 42enne Jabbar, carnefice di New Orleans, le vere cause del suo gesto sono attualmente sconosciute.Ma secondo il Washington Post, che cita esperti di terrorismo, in molti dei casi recenti gli autori sembrano essere spinti meno dall'ideologia quanto piuttosto da gravi delusioni personali.

I sospettati hanno spesso poco o nessun contatto diretto con lo Stato islamico, che rimane tuttavia una potente fonte di radicalizzazione e una comoda scusa, nella mente dell'aggressore, per giustificarne la violenza. A differenza di al-Qaeda, lo Stato islamico è riuscito a creare una fitta rete online dove incoraggia i seguaci a compiere attacchi terroristici ovunque si trovino, senza bisogno di attendere istruzioni o approvazione.Privato del suo califfato, il gruppo ora opera nell'ombra, con una rete di gruppi e cellule affiliati che si estende dal Medio Oriente e dal Nord Africa fino all'Asia meridionale.

Negli ultimi anni, ha cercato di aumentare la frequenza degli attacchi terroristici, soprattutto in Siria e Afghanistan. "Queste sono persone amareggiate e arrabbiate", ha affermato Bruce Riedel, esperto di antiterrorismo e veterano della Cia.A proposito di Jabbar ha detto: "Ecco un classico caso di qualcuno che si è convertito all'Islam, ha avuto due matrimoni falliti, gravi problemi finanziari e ora trova una causa per giustificare la sua vita e la sua rabbia".

In un messaggio videoregistrato, l'ex soldato aveva contemplato lo sterminio della propria famiglia prima di optare per un attacco terroristico in stile Stato islamico. Gli stessi fallimenti personali e frustrazioni sono evidenti nei documenti dell'indagine su Aliji, che è in prigione in attesa della presentazione di un'incriminazione formale prevista per l'inizio di quest'anno.Ma a differenza di Jabbar, un veterano militare di 42 anni che ha prestato servizio in Afghanistan, Aliji aveva risorse minime e poche capacità, e mentre diversi recenti complotti hanno coinvolto individui più anziani, l'età di Aliji si adatta a quella che gli esperti descrivono come una tendenza verso sospettati sempre più giovani. I funzionari dell'intelligence stanno esprimendo allarme per i crescenti casi di 'auto-radicalizzazione' tra gli adolescenti che, come Aliji, sono avidi consumatori di video dello Stato islamico e talvolta vedono i terroristi come eroi e modelli di ruolo.

Mentre in passato le piattaforme social cercavano attivamente di bloccare i messaggi del gruppo, oggi per gli esperti i video dello Stato islamico sono più accessibili che mai per i giovani che sanno muoversi nelle pieghe del web.I ranghi dei radicalizzati stanno diventando "sempre più giovani", ha affermato un alto funzionario europeo dell'antiterrorismo. "I bambini guardano video di esecuzioni e seguono influencer estremisti già in tenera età", ha aggiunto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump, il 10 gennaio sentenza per caso Stormy Daniels: cosa rischia il presidente

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(Adnkronos) – Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, condannato in primavera da un tribunale penale di New York per aver effettuato pagamenti occulti alla pornostar Stormy Daniels, conoscerà la sua pena il 10 gennaio, ossia 10 giorni prima del suo insediamento alla Casa Bianca (previsto per il 20 gennaio).Lo ha deciso il giudice della Corte suprema statale, Juan Merchan, il quale ha dichiarato che non intende condannare Trump al carcere. Trump dovrà "comparire in aula il 10 gennaio 2025", ha ordinato Merchan in un'ordinanza nella quale ha specificato di non essere "propenso a imporre una sentenza di incarcerazione" all'uomo che diventerà il 47esimo presidente degli Stati Uniti. La decisione del giudice di New York "è un attacco all'immunità presidenziale", ha affermato un portavoce del tycoon repubblicano, Steven Cheung.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pino Daniele, dieci anni senza l’anima blues di Napoli

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(Adnkronos) – Dieci anni dalla morte e il suo 70esimo compleanno.Per Pino Daniele il 2025 segna un doppio anniversario.

Era infatti il 4 gennaio 2015 quanto si spense quella voce graffiante, quel sound unico che fondeva il cuore di Napoli con il blues, il jazz e le melodie del mondo.Un'occasione per ricordare e celebrare un artista che ha lasciato un segno indelebile nella musica italiana. Nato il 19 marzo del 1955, Pino Daniele è stato un unicum.

Chitarrista autodidatta, ha saputo creare un linguaggio musicale innovativo, intrecciando la tradizione napoletana con generi provenienti da altre culture.Fin dagli esordi con 'Terra Mia' (1977) e il successivo 'Pino Daniele' (1979), la sua ricerca musicale si è distinta per originalità.

Ma è con 'Nero a Metà' (1980) che la sua musica raggiunge il grande pubblico.Questo album, giustamente inserito nella classifica Rolling Stone dei '100 album più belli di sempre', ha segnato una svolta, mescolando la visceralità di Napoli con il soul, il blues e il jazz in un modo profondamente personale.  
La sua carriera è stata un'escalation di successi e collaborazioni prestigiose. 'Vai Mo'' (1981) e 'Bella 'mbriana' (1982), con la partecipazione di musicisti del calibro di Alphonso Johnson e Wayne Shorter, hanno consolidato il suo successo.

Seguono 'Musicante' (1984), il doppio live 'Sciò' e 'Ferryboat' (1985).Proprio 'Musicante', a 40 anni dall'uscita, è stato da poco celebrato con una ristampa speciale 'Musicante 40th anniversary album' che include l'album originale rimasterizzato da Pino 'Pinaxa' Pischetola e le 'Studio Session', registrazioni inedite in presa diretta. "È un documento che svela il processo creativo di mio padre e mostra la sua ricerca di un suono e di un'identità, impregnate di sonorità mediterranee e napoletane", ha raccontato all'Adnkronos, Alessandro Daniele, figlio dell'artista e anima della Fondazione Pino Daniele. Pino Daniele si è esibito sui palchi più importanti, aprendo il concerto di Bob Marley, partecipando a festival jazz internazionali, suonando a Cuba, in Canada, a Parigi e all'Arena di Verona.

La sua sete di sperimentazione lo ha portato a collaborare con Ritchie Havens in 'Common Ground' (1986) e ad esplorare le sonorità dell'arab rock in 'Bonne Soirée' (1987).Ogni album è un viaggio sonoro, una nuova avventura musicale.

E il talento di Pino Daniele ha conquistato anche il cinema: ha firmato le colonne sonore di film di Massimo Troisi, come 'Ricomincio da tre' e 'Pensavo fosse amore invece era un calesse'.   
Gli anni '90 sono stati costellati di successi per l'artista napoletano: 'Mascalzone Latino' (1989), 'Un Uomo In Blues' (1991) con l'indimenticabile ''O scarrafone', 'Sotto 'O Sole' (1992), 'Che Dio Ti Benedica' (1993) con la collaborazione di Chick Corea, e il live 'E Sona Mo''.Con 'Non calpestare i fiori nel deserto' (1995), con la partecipazione di Irene Grandi e Jovanotti, ha conquistato il Festivalbar e intrapreso un tour con Pat Metheny.

Numerose le collaborazioni dal vivo con artisti come Eros Ramazzotti, Ron, Francesco De Gregori e Fiorella Mannoia. 'Dimmi cosa succede sulla terra' (1997), con Giorgia, Noa e Raiz, ha vinto dieci dischi di platino e il Festivalbar.L'anno successivo ha celebrato i suoi 20 anni di carriera con 'Yes I know my way', con la partecipazione di Jim Kerr dei Simple Minds.

Con 'Medina' (2001) ha esplorato le sonorità del Nord Africa, fondendole con la melodia italiana e il rap napoletano. La sua produzione è andata avanti con 'Pino Daniele Project – Passi d'Autore' (2004), 'Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui' (2007) con Giorgia, Tony Esposito e il Peter Erskine Trio, e 'Ricomincio da trenta' (2008), un triplo album per i 30 anni di carriera. 'Electric Jam' (2009) ha visto il duetto con J-Ax in 'Il sole dentro di me'.Pino Daniele si è poi esibito all'Apollo Theatre di New York e ha partecipato al Crossroads Guitar Festival di Eric Clapton. 'Boogie Boogie Man' (2010) include duetti con Mina, Franco Battiato, Mario Biondi e J-Ax.

Nel 2011, un concerto storico con Eric Clapton allo Stadio San Paolo di Napoli ha raccolto fondi per l'Ospedale Pausilipon. 'La grande madre' (2012) è stato il suo ultimo album di inediti.La scomparsa improvvisa di Pino Daniele, il 4 gennaio 2015 ha lasciato un vuoto incolmabile.

Napoli e il mondo musicale lo hanno ricordato con grande commozione, celebrando il suo genio e la sua umanità.Un affetto ancora vivo, testimoniato dal successo del singolo postumo 'Again', uscito un mese fa e che in soli 7 giorni ha raggiunto la vetta della classifica EarOne Airplay.   Tra gli eventi per il decennale della scomparsa e il 70esimo compleanno, il documentario 'Pino' di Francesco Lettieri, prodotto da Groenlandia, Lucky Red e Tartare Film, nelle sale il 19 gennaio.

Nel documentario è la stessa voce di Pino Daniele a raccontare i propri sogni, le lotte, le delusioni, i traguardi e il rapporto con amici e colleghi, grazie a una lunga intervista video inedita rilasciata al giornalista Federico Vacalebre, che firma il soggetto del documentario insieme a Lettieri. "Per la prima volta – racconta ancora Alessandro Daniele – ho dato accesso completo agli archivi della fondazione, materiale fotografico e video mai pubblicati.Dall'infanzia fino al 2014: c'è veramente tutta la sua vita". Questo percorso biografico sarà ripreso anche dalla mostra 'Pino Daniele Spiritual' a Palazzo Reale di Napoli dal 19 marzo, giorno del suo compleanno.

Mentre per sostenere l'arte c'è il 'Musicante Award – Premio Pino Daniele', il contest, ideato dalla Fondazione, che offre a giovani musicisti l'opportunità di emergere e sviluppare la propria carriera.E poi una data: il 18 settembre 2025 in Piazza del Plebiscito a Napoli si terrà 'Pino è – Il viaggio del musicante', uno show evento che vedrà sul palco grandi nomi del mondo della musica e dell’entertainment per ricordarlo.  Una grande festa nella sua città ("Parlare di mio padre è come parlare di Napoli, e viceversa", ha detto Alessandro) con tanti ospiti, artisti, musicisti, amici e colleghi per celebrare uno dei più grandi musicisti della storia della musica italiana.

Il ricavato dell’evento sarà devoluto a sostegno della ricerca oncologica pediatrica e della formazione artistica.Tra racconti, aneddoti, omaggi e ovviamente tanta musica, verranno ripercorse la vita e la carriera di Pino Daniele che, anche a dieci anni dalla sua scomparsa, resta un'icona della musica italiana.  (di Loredana Errico) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Kiev prepara il missile low cost: ecco il Trembita

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(Adnkronos) –
L'Ucraina comincia a fare da sola.Il paese, in guerra da 3 anni contro la Russia di Vladimir Putin, dipende in larga parte dalle armi fornite dall'Occidente, in particolare dagli Stati Uniti.

Kiev, però, già quest'anno punta a produrre 30.000 droni a lungo raggio e 3.000 missili da crociera e 'missili drone'.Il piano è stato varato, come annuncia il primo ministro Denys Shmyhal che illustra il progetto 'Armi della Vittoria', legato a contratti a lungo termine con i produttori per 3-5 anni. L'obiettivo è produrre armi da utilizzare nel conflitto e proporsi sul mercato come venditore, per incassare già un miliardo di dollari nell'anno in corso.

L'Ucraina, d'altra parte, non può far altro che destinare risorse record all'industria della difesa.Nell'ultimo bilancio, sono stati destinati alla spesa per armi ed equipaggiamento militare circa 739 miliardi di grivnie, circa 17 miliardi di euro.  La stratega di Kiev ruota in particolare attorno alla produzione di un nuovo missile da crociera 'made in Kiev', il Trembita.

Il programma avviato da oltre un anno prevede la realizzazione di un missile 'low cost': la versione base costa circa 10mila dollari. Una cifra nettamente inferiore a quella necessaria per produrre i missili statunitensi Atacms o gli Scalp anglofrancesi.Il nuovo missile ucraino non può essere paragonabile, per tecnologia e potenza, alle armi che Washington, Parigi e Londra hanno fornito finora al presidente Volodymyr Zelensky.  Il Trembita è lungo 2 metri, pesa circa 90 chili ed è in grado di trasportare 18 chili di esplosivo per colpire obiettivi fino a 140-150 km.

Gli investimenti di Kiev puntano a trasformare il missile in un'arma più temibile, con un raggio di 650 km.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pensioni 2025, cosa cambia nel nuovo anno: le principali misure in Manovra

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(Adnkronos) – Pensioni, cosa cambierà nel 2025?Il dossier nel nuovo anno, a dire il vero, resta sostanzialmente immutato rispetto al precedente come evidenziano le news.

I requisiti per le pensioni di vecchiaia rimangono infatti 67 anni di età e 20 anni di contributi, insieme ad un importo della pensione maturata non inferiore a quello dell’assegno sociale, pari a 538,69 euro nel 2025.Le modifiche introdotte in manovra sono poche, per lo più piccole, e non toccano i principali strumenti previsti nella finanziaria 2024 per l’uscita anticipata, cioè Quota 103, Ape sociale e Opzione donna, tutti infatti riconfermati con i rispettivi ‘paletti’.  Tra le principali novità, spicca intanto la possibilità di un’uscita a 64 anni cumulando la previdenza obbligatoria e quella complementare e il rafforzamento delle misure per chi invece, pur essendo in età pensionabile, decide di rimanere al lavoro.

Insomma, per i principali ‘canali’ di uscita anticipata nulla si muove. Quota 103 Resta dunque Quota 103, cioè la possibilità di andare in pensione somma a 62 anni di età e 41 di contributi.Potranno lasciare il lavoro anche i nati nel 1963, a condizione che possano far valere 41 anni di attività.

Tuttavia, chi maturerà requisiti nel corso del 2025 dovrà attendere l’anno successivo: il diritto alla decorrenza del trattamento si consegue infatti dopo 7 mesi – che salgono a 9 per i dipendenti pubblici – dalla maturazione dei requisiti (sono le cosiddette “finestre mobili”) Ape sociale  Confermato anche Ape sociale le cui condizioni di accesso restano invariate anche per tutto il 2025.Il requisito anagrafico rimane quello di 63 anni e 5 mesi di età, e potranno farne richiesta i lavoratori disoccupati con almeno 30 anni di contribuzione, chi si trova in condizioni di disabilità pari o oltre il 74% e riconosciuti invalidi civili (sempre con 30 anni di contributi alle spalle), i lavoratori caregiver che, a fronte della medesima soglia di versamenti contributivi, assistono da almeno 6 mesi persone disabili conviventi, con disabilità grave, siano di primo o secondo grado di parentela se over 70 e infine i lavoratori dipendenti che svolgono mansioni “gravose”, a fronte di 36 anni di contribuzione.  Opzione donna  C’è anche Opzione Donna che dà la possibilità di pensionamento anticipato a quelle lavoratrici con 35 anni di contributi e 57 anni di età (58 per le autonome).

Come per il 2023 e il 2024, anche nel 2025 i criteri di accesso riguarderanno le lavoratrici licenziate o dipendenti in aziende con tavolo di crisi aperto presso il Mimit, le lavoratrici con disabilità pari o oltre il 74% con accertamento dello stato di invalido civile, quelle che assistono da almeno 6 mesi persone disabili conviventi, con disabilità grave, di primo o secondo grado di parentela solo in caso di lover 70.Il requisito anagrafico resta quello dell’anno scorso: 61 anni d’età a fronte di 35 anni di contribuzione e con riduzione di 1 anno per ogni figlio per un massimo di due.

Confermati poi il calcolo della pensione con metodo interamente contributivo e le finestre mobili di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le autonome.  Una novità però c’è: chi ha cominciato a lavorare dopo il 1995, quindi con il sistema contributivo, potrà accedere alla pensione anticipata a 64 anni sommando, a fini del raggiungimento della soglia d’importo richiesta, la rendita maturata presso un fondo di previdenza integrativa con la pensione maturata presso l’Inps.Ad oggi però la platea di lavoratori che potranno usufruire di questo cambiamento è piuttosto limitata: nel 2025, saranno soltanto un centinaio.

Numero che tuttavia potrebbe gradualmente salire fino a circa 600 interessati all’anno. Rafforzato poi il cosiddetto ‘Bonus Maroni’, che prevede una decontribuzione del 10% circa per o lavoratori che decidono di rimandare il pensionamento.A beneficiarne possono essere i lavoratori in possesso dei requisiti per Quota 103 contributiva e per l’uscita anticipata con 42 anni e 10 mesi di contribuzione (41 anni e 10 mesi per le donne) a prescindere dall’età.

Di base, i lavoratori che hanno i requisiti per uscire prima dal mercato del lavoro ma scelgono di non farlo hanno diritto ad avere in busta paga la propria quota di contributi – esentasse – versata ogni mese all’Inps, in genere il 9,19% della retribuzione. Previsti poi un mini-aumento delle pensioni minime, che nel 2025 saliranno dagli attuali 614,77 euro a circa 617 euro, una perequazione aggiuntiva al tasso di rivalutazione standard del 2,2% per il 2025 e dell’1,3% nel 2026, e la rivalutazione piena all’inflazione, con lo 0,8% in più, per le pensioni fino a 4 volte il minimo, e poi a scendere dalle fasce successive: +0,72% per quelle tra 4 e 5 volte il minimo, +0,6% per quelle oltre. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Abedini, governo attende udienza e valuta mosse in attesa di Trump

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(Adnkronos) –
Occhi puntati sulla Corte di Appello di Milano che, nell'udienza fissata il prossimo 15 gennaio alle 9, dovrà decidere se concedere o meno i domiciliari a Mohammad Abedini Najafabadi, il cittadino iraniano 38enne bloccato il 16 dicembre scorso all'aeroporto di Malpensa dalla Digos dopo essere atterrato da Istanbul su ordine della giustizia americana e attualmente detenuto a Opera.L'uomo è accusato di terrorismo per aver violato le leggi americane sull'esportazione di componenti elettronici sofisticati dagli Usa all'Iran.  Dopo il parere negativo sulla richiesta dei domiciliari, trasmesso dal procuratore generale di Milano, ora la palla passa alla Corte di Appello che sarà poi chiamata anche ad esprimersi sulla richiesta di estradizione formalizzata dagli Stati Uniti, che si sono già espressi contro la possibilità che l'iraniano esca dal carcere.  La situazione è in continua evoluzione proprio perché la vicenda di Abedini è legata a doppio filo all'arresto della giornalista Cecilia Sala in Iran, ma a quanto apprende l'Adnkronos, se da un lato si attende la decisione dei magistrati milanesi dall'altro se si decidesse alla fine un intervento politico sul caso dell'iraniano, l'intenzione sarebbe quella di non andare oltre la dead-line del 20 gennaio, giorno in cui il presidente uscente Joe Biden lascerà la Casa Bianca a Donald Trump.  Nella vicenda Abedini infatti, come è noto, un ruolo decisivo può giocarlo il ministro della Giustizia Carlo Nordio visto che, in base all'articolo 718 del Codice di procedura penale la revoca delle misure cautelari "è sempre disposta se il ministro della giustizia ne fa richiesta".

Ruolo da giocare in stretto coordinamento con Palazzo Chigi, dove giovedì la premier Giorgia Meloni ha convocato un vertice sulla giornalista Cecilia Sala.Tra gli aspetti tecnici all'esame del dicastero c'è ne uno che potrebbe rivelarsi decisivo: l'accusa degli americani, mossa ad Abedini, di essere 'il tecnico dei droni' e di aver rifornito un'organizzazione terroristica straniera che tuttavia non sarebbe riconosciuta come tale nella black list della Ue.  A quanto si apprende, al netto di accelerazioni sempre possibili considerato l'obiettivo prioritario di fare uscire Sala dalla prigione di Evin, un eventuale intervento del ministro difficilmente dovrebbe arrivare prima che i giudici milanesi si siano espressi sulla richiesta dei domiciliari per l'iraniano.

Ma, assicurano fonti ben informate, se l'Italia alla fine dovesse decidere di intervenire per revocare la misura nei confronti di Abedini, percorrendo così una strada per niente gradita agli alleati americani, ciò non avverrà oltre il 20 gennaio quando Oltreoceano avrà inizio il Trump bis.Non è escluso che un eventuale, comunque non scontato, intervento possa dunque avvenire nella finestra temporale tra il 15 e il 20 gennaio. Sul caso arriva intanto l'avvertimento dell'Iran all'Italia.

L'arresto di Abedini "è un atto illegale, che danneggia i rapporti" tra Roma e Teheran, ha infatti sottolineato il direttore generale per l'Europa del ministero degli Esteri iraniano, Majid Nili Ahmadabadi, che ieri ha convocato a Teheran l'ambasciatrice italiana Paola Amadei per discutere del caso Sala.  L'Iran ha quindi chiesto all'Italia "di respingere la politica statunitense di presa di ostaggi, che è contraria al diritto internazionale, in particolare ai diritti umani, di preparare le basi per il rilascio di Abedini il prima possibile e di impedire agli Stati Uniti di danneggiare le relazioni bilaterali Teheran-Roma".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Max Pezzali, il concerto al Forum di Assago per sfogliare l’album dei ricordi

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(Adnkronos) – E' una grande festa anni '90, un karaoke generazionale, con brani che coprono oltre 30 anni di musica.Sembra di sfogliare un album dei ricordi all'Unipol Forum di Milano, dove il 28 dicembre scorso è partita 'Max Forever – Questo Forum non è un albergo', la nuova avventura live di Max Pezzali, che lo vede protagonista di un totale di ben 18 date, tutte già sold out nei palazzetti di Milano e Roma, compresa la notte di Capodanno, che non accenna a fermarsi, continuando a macinare numeri da record.

Un vero tour de force (a conti fatti si riposerà solamente l'1, il 2 e il 6 gennaio) per cavalcare l'onda del rinnovato entusiasmo generazionale per quei magnifici anni 90', immortalato anche dalla serie di Sky 'Hanno ucciso l'uomo ragno', uno dei più grandi successi della stagione.Il tutto con lo slancio di 'Max Forever vol. 1 – L'album', collezione di brani della sua discografia riproposti, riveduti e arricchiti da ospiti, suonate live o in versione acustica, per ripagare il pubblico dell'affetto che gli sta regalando negli ultimi anni come mai prima nella sua carriera e facendo così rivivere le sensazioni di quando “si faceva una cassetta” per una persona, giocando con quelle che sono canzoni ormai tanto del pubblico quanto sue. 
Ray-Ban d'ordinanza, camicia graffiti aperta, Max sale sul palco accolto da un boato.

La scaletta del live, con quasi trenta brani, è una vera maratona, e le hit si susseguono, talvolta in versione medley, talvolta in forma acustica, in uno spettacolo completamente nuovo, con scene differenti ad accompagnare i brani.Tanti sono i set che si susseguono durante le due ore e mezza di show, dalla cameretta con i poster per ricordare gli anni dell'adolescenza, allo scenario far west con tanto di cow girl su toro meccanico del periodo 'Nord Sud Ovest Est', alle polaroid che racchiudono tanti ricordi di vita di Max, proiettate nel grande schermo centrale, che per la prima volta diventa parte dello spettacolo, trasformandosi in un grande libro che racconta la storia di ogni brano.

Si parte con i primissimi brani dell'era 883: 'S'inkazza (questa casa non è un albergo)',' Sempre noi', 'Non me la menare'. 
E ancora, ecco l'entrata di un'auto su cui percorrere la 'Rotta per casa di Dio', o il vecchissimo Peugeot che arranca in salita, fino al ritorno di personaggi iconici come il due di picche, 'La regina del Celebrità', lo squadrone de 'La dura legge del gol', e gli Arbre Magique in versione cheerleaders che popolano una palestra in stile college americano per 'Sei un mito'.  Sul palco gli immancabili 'Hanno ucciso l'uomo ragno', 'Una canzone d'amore', 'Come mai', 'Tieni il tempo', fino al gran finale di 'Con un deca'.E' un karaoke generazionale il concerto di Max Pezzali dove è impossibile non scoprirsi in qualche modo fan di questi brani dall'impatto immediato e che suscitano sensazioni positive immediate, come rivedere un amico che non incontravi da anni.

Stadi, palasport, autodromi (il tour terminerà con il maxi evento estivo Max Forever – Grand Prix del 12 luglio all'Autodromo di Imola): cambiano le cornici ma l'intento della per sua stessa ammissione 'anti-rockstar' Max Pezzali resta sempre quello di rendere il pubblico protagonista, facendogli cantare i pezzi che ho scritto durante e dopo l'avventura 883. Ed è quello che fa con questo spettacolo live immersivo, pensato per coinvolgere il pubblico e renderlo protagonista, come nel momento della kiss cam o la lotteria sugli spalti che omaggia una fortunata vincitrice con due biglietti per l'Autodromo di Imola, il tutto a ritmo di una setlist che racchiude i successi senza tempo di Pezzali uniti a tante sorprese, tratte del suo sterminato repertorio. "So che è facile sentirsi soli e sconfitti – dice Max – ma vi vedo da qui e mi è chiaro che quando si ha la forza di essere uniti cambia tutto.Lo squadrone siete tutti voi”.

Gli oltre 180mila i biglietti già acquistati per le 18 date sold out si aggiungono ai più di 400mila venduti nella prima tournée negli stadi 2024, dopo il grande successo della stagione live 2022/Mac Forever (Hits Only) del 2023, con oltre 520mila presenze registrate tra la doppia data a San Siro, un tour sold out in 30 palazzetti e conclusasi con la serata al Circo Massimo.Numeri da capogiro che danno l'idea della dimensione dell'immensa popolarità che con la riscoperta degli ultimi anni ha raggiunto dimensioni mai viste prima.

Max lo sa e non lo nasconde: “Grazie per questi splendidi concerti – sottolinea – per il calore e l'emozione che ci state regalando.Sto vivendo un momento straordinario da qualche anno a questa parte, e devo ringraziare voi che avete reso possibile tutto ciò.

A 57 anni non è come a 30 e l'emozione è ancora più forte perché uno non se lo aspetta più”. 
L'affetto del pubblico verso le canzoni degli 883 è un fenomeno trasversale, che interessa, volenti o nolenti, anche coloro che non ascoltavano direttamente la loro musica: in un'epoca in cui i contenuti non erano ancora on demand non potevano in alcun modo sfuggire a quei contagiosi ritornelli, alle situazioni di ogni giorno, alla vita di provincia descritta dai loro testi, incessantemente trasmessi da ogni radio e colonna sonora delle estati dei Festivalbar.Momenti unici che hanno segnato la vita di tutti noi e che grazie a Max sono tornati a vivere sul palco e non solo. (di Federica Mochi)  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)