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Influenza, casi in risalita dopo Natale: 667mila nell’ultima settimana

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(Adnkronos) – Dopo la 'pausa' dovuta alla chiusura delle scuole durante le feste di Natale, l'influenza prede a risalire nella prima settimana del 2025. "Il livello d’incidenza è pari a 11,3 casi per mille assistiti (9,9 nella settimana precedente).Nella stessa settimana della scorsa stagione la curva dell’incidenza cominciava la sua discesa.

I casi stimati di sindrome similinfluenzale, rapportati all’intera popolazione italiana, sono circa 667.000, per un totale di circa 5.851.000 casi a partire dall’inizio della sorveglianza".Lo rileva l'ultimo report RespiVirNet dell'Iss che ha monitorato la settimana dal 30 dicembre al 5 gennaio 2025. "L’incidenza è stabile nelle fasce di età pediatrica, mentre è in aumento nei giovani adulti e negli anziani.

Maggiormente colpiti i bambini sotto i cinque anni di età, in cui l’incidenza è pari a 21,4 casi per mille assistiti (21,7 nella settimana precedente) – prosegue il report – Maggiormente colpite: la provincia di Bolzano e le regioni Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia.Basilicata e Calabria non hanno attivato la sorveglianza epidemiologica" Durante la prima settimana di dicembre, "la percentuale dei campioni risultati positivi all’influenza sul totale dei campioni analizzati risulta pari al 21,9%, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente (17,6%).

In particolare, su 1.628 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete RespiVirNet, 357 sono risultati positivi al virus influenzale, 287 di tipo A (113 di sottotipo H1N1pdm09, 94 H3N2 e 80 non ancora sottotipizzati) e 70 di tipo B", evidenzia RespiVirNet. "Tra i campioni analizzati, 113 (6,9%) sono risultati positivi per il virus respiratorio sinciziale (Vrs), 42 (2,6%) per Sars-CoV-2 e i rimanenti 259 sono risultati positivi per altri virus respiratori, di cui: 123 (7,5%) Rhinovirus, 49 Coronavirus umani diversi da Sars-CoV-2, 41 Adenovirus, 25 Metapneumovirus, 11 virus Parainfluenzali e 10 Bocavirus. "La co-circolazione di diversi virus respiratori contribuisce a determinare il valore di incidenza delle sindromi simil-influenzali (Ili) registrato nella prima settimana del 2025 (11,3 casi/1000 assistiti, come riportato nel Rapporto epidemiologico 2025/01), tra cui in particolare virus influenzali, Rhinovirus e Vrs", concludono gli esperti dell'Iss. Ad oggi, sul portale RespiVirNet non è stato segnalato nessun campione positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” per i virus influenzali stagionali e/o appartenente ad altro sottotipo (esempio A/H5). —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Serie tv su Mussolini, Marinelli contro polemiche: “Ho condiviso le mie emozioni”

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(Adnkronos) – Luca Marinelli risponde a chi lo critica per aver detto che "interpretare Benito Mussolini è stato emotivamente complesso" nella serie 'M – Il figlio del secolo'. "Ho letto le critiche, naturalmente dispiacciono, – ha detto ai microfoni di Serena Bortone a '5 in Condotta' su Rai Radio 2 – perché non mi sembra di aver detto nulla di brutto o di drammatico.Ho semplicemente parlato di una mia emozione, perché penso sia importante condividere le proprie emozioni.

Sicuramente dipende anche dal fatto che è un personaggio reale, che ha rovinato un Paese. È stato un periodo terribile, in cui la gente è stata privata dei sogni e della libertà".  Tra coloro che lo avevano criticato per le sue dichiarazioni, anche Vittorio Feltri che, ai microfoni di Radio Libertà aveva detto: "Luca Marinelli si è messo a frignare perché è stravolto, sconvolto dal dolore per aver interpretato Mussolini, ma non si capisce il motivo: per un attore interpretare Mussolini o un angelo del cielo è lo stesso, deve recitare". L’attore, protagonista della nuova fiction Sky tratta dall'omonimo romanzo bestseller del Premio Strega Antonio Scurati, ha aggiunto: "Interpretare Benito Mussolini è come aver visto la persona che non vuoi essere.Un viaggio artistico meraviglioso, umanamente ed eticamente per me devastante". "Perché Mussolini è ancora affascinante per qualcuno?

Non lo so, perché per me non lo è mai stato. È una storia accaduta 100 anni fa, – ”, ha continuato Marinelli – che uno avrebbe dovuto apprendere, digerire, e tirar fuori un punto di vista sia come persona che come Paese ma non ci siamo ancora riusciti.Se qualcuno si mettesse veramente a capire cos’è il fascismo non potrebbe mai diventare fascista oggi". L'attore ha continuato: "In Mussolini c’era una parte da grande intrattenitore quando si trovava a fare comizi dentro ai teatri o piazze, e aveva capito di parlare direttamente allo stomaco delle persone dando risposte semplici, vuote, dirette. È stato il pioniere del populismo che abbiamo ancora oggi.

Per lui l’empatia era uno strumento forte, ma nel suo caso era piena di inganno, semplicemente per attirare persone a sé, strumenti e voti.Ha devastato con questa sua mascolinità tossica, con questa sua violenza, anche il mondo femminile attorno a lui.

Ad esempio Margherita Sarfatti, che era una grandissima intellettuale che lo prese sotto la sua ala protettiva, venne ingannata e tradita anche lei, e dovette fuggire a causa delle leggi razziali". Alla domanda su cosa fa personalmente paura a Marinelli, l’attore ha replicato: "C’è una risposta bellissima di Jude Law: l’homo sapiens fascista".Ne esistono ancora? "Li vediamo ovunque, i saluti romani li abbiamo visti anche l’altro ieri". "È stato meraviglioso far vedere 'M' agli studenti, mi sono molto emozionato, crescendo ci dimentichiamo di quanto sia difficile essere giovani uomini e donne, però quanto è bello vederli in mezzo a queste difficoltà essere così presenti alla vita".  Marinelli si è raccontato anche nella sua dimensione privata, ricordando le sue difficoltà da ragazzo: “La mia adolescenza l’ho capita dopo, ‘mi sono arrivato’ dopo, e mi dispiace.

A scuola mi piacevano alcune materie, tipo la letteratura greca.Sono stato bocciato due volte, ma è una correzione tremenda, non la trovo una cosa utile.

Poi all’Accademia ho trovato un luogo dell’espressione dove riuscivo a esprimermi e stare bene". "L’ultima volta che ho pianto?Ieri sera, vedendo un mio amico che non vedevo da tanto in prima fila mi sono commosso.

Ma sono uno che piange spesso, penso che sia importante vivere anche i momenti tristi".  "Sono contentissimo del ritorno di Cecilia Sala, è una notizia meravigliosa", ha aggiunto commentando l’attualità e rivelando: "La foto più bella della mia vita?Forse uno scatto di me insieme a mia madre che ho nel mio studio a casa.

Noi da lontano, di profilo, avevo forse un anno. È bellissima". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Influenza, dall’australiana all’aviaria: cosa c’è da sapere su virus oggi in circolazione

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(Adnkronos) – Quest'anno, rispetto al 2024, in Italia sta circolando un mix di virus respiratori, tra cui adenovirus, virus respiratorio sinciziale (Rsv) e Covid, oltre al virus dell’influenza australiana che farà registrare il picco di casi probabilmente a fine mese.  E se negli Stati Uniti è stato registrato il primo decesso di un paziente che aveva contratto l'influenza aviaria, in Cina è epidemia da metapneumovirus umano (Hmpv).E dall'australiana all’aviaria, l'Osservatorio Virusrespiratori.it traccia un quadro dei virus, stagionali e non, oggi in circolazione e da tenere sotto controllo. "Il dato attuale di diffusione dell'influenza è inferiore alle previsioni di inizio stagione, anche perché non c’è stata quella prevalenza del virus che ci spaventava di più, cioè l’H3N2 di origine australiana – afferma Fabrizio Pregliasco, virologo e docente di Igiene Generale e Applicata presso l’Università di Milano, Direttore scientifico di Osservatorio Virusrespiratori.it – Per il momento, stiamo vedendo infatti un mix tra quel virus e l'A/H1N1, che ha effetti meno pesanti.

L’epidemia influenzale in corso si sovrappone poi alla persistente presenza di altri virus che interessano le vie respiratorie come il virus respiratorio sinciziale, l’adenovirus e il Covid che, anche se meno cattivo, è ancora presente nel nostro Paese.Nei prossimi giorni, a causa della riapertura delle scuole e dell’ondata di gelo in arrivo, i casi di malattie simil-influenzali comunque si moltiplicheranno e tra due o tre settimane arriveremo al picco, probabilmente a fine mese".  In vista di questa recrudescenza influenzale si raccomanda riposo, idratazione e automedicazione responsabile, evitando soprattutto il ricorso 'fai da te' agli antibiotici.

L’invito è poi quello di continuare ad usare le mascherine in ambienti chiusi, gel igienizzanti e mantenere il distanziamento sociale. "Questi comportamenti dovrebbero far parte ormai del nostro stile di vita quotidiano – sottolinea Pregliasco – non solo perché utili a preservarci dall’influenza ma anche perché potrebbero agire come efficaci barriere anche in caso di eventuali eventi pandemici futuri.Giocare d’anticipo è sempre meglio".  A tal proposito un esempio attuale è dato dal metapneumovirus umano (Hmpv), un virus trasmissibile per lo più tramite goccioline respiratorie ma anche attraverso il contatto con le superfici contaminate, che nelle ultime settimane nella Cina settentrionale ha fatto registrare un significativo aumento dei casi, in particolare negli under 14, sollevando il timore di un’epidemia simile al Covid.

Sebbene il virus possa causare anche malattie più gravi, come bronchite e polmonite, tra gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone immunodepresse, le autorità sanitarie del Paese, per il momento, hanno comunque escluso che l’aumento di casi e l’impatto delle infezioni in Cina possano dare origine a una nuova pandemia, sebbene le infezioni non vadano comunque sottovalutate.Non si tratta infatti di un nuovo virus, ma di un virus già noto identificato per la prima volta nel 2001 nei Paesi Bassi contro cui pertanto esiste già un certo livello di immunità nella popolazione dovuto alle infezioni passate.  Un segnale d’allarme ci arriva poi dagli Stati Uniti dove in questi giorni ha avuto luogo il primo decesso correlato al virus dell'influenza aviaria A (H5N1): un 65enne contagiato da un animale da cortile, molto probabilmente un volatile. "E' vero, parliamo di una persona anziana e fortemente debilitata per patologie pregresse ma è importante mantenere alta la sorveglianza sugli allevamenti intensivi, senza creare allarmismo" raccomanda il virologo.

Per il momento, "non ci sono prove del fatto che il virus dell'influenza aviaria si trasmetta da persona a persona", ma c’è da dire che ogni "nuovo caso di aviaria nell'uomo fornisce al virus nuove opportunità per evolvere e adattarsi a proliferare nel nostro organismo".  In vista di un "eventuale passaggio dell'infezione nell'uomo, bisogna farsi dunque trovare preparati.Già da adesso, bisognerebbe cominciare a ragionare su quante dosi di vaccino sono disponibili, quale vaccino usare e anche quanto tempo occorre per creare eventualmente un vaccino per un virus variato di H5N1; capire come e contro quali ceppi possa funzionare un farmaco antivirale" conclude Pregliasco. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Re Carlo, ex casa vacanze gallese sarà un centro di cura con le piante

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(Adnkronos) – L'amata casa di vacanza gallese di re Carlo ospiterà laboratori e ritiri terapeutici con le piante dopo essere stata trasformata in una galleria d'arte.La proprietà ha ora un nuovo inquilino, l'Arusha Gallery, che prevede di aprire un nuovo spazio espositivo "incentrato sul mondo delle piante".

L'inaugurazione della galleria, che trae ispirazione dall'eredità dei "leggendari medici di Myddfai", pionieri nel XII secolo della medicina moderna attraverso l'erboristeria, coinciderà con il solstizio d'estate, il 21 giugno.L'evento inaugurale comprenderà una mostra, conferenze e workshop, annuncia la nuova proprietà, "ideati per ispirare il nostro rapporto spirituale con le piante come guaritrici e insegnanti".  Nel 2007 – ricorda il Telegraph – il monarca acquistò il cottage, chiamato Llwynywermod, alla periferia del Parco nazionale Brecon Beacons, per 1,2 milioni di sterline tramite il Ducato di Cornovaglia.

Passò anni a restaurarlo e ogni anno vi soggiornava per una o due settimane.Nel 2022, dopo la morte di Elisabetta II, fu ereditato come parte del più ampio patrimonio del Ducato dal principe William, in qualità di nuovo principe di Galles, e il re rinunciò volontariamente alla locazione. 
La vicina città di Myddfai è da tempo associata al potere curativo della natura: si dice che la conoscenza delle piante medicinali sia stata tramandata di generazione in generazione dai guaritori locali. "I medici di Myddfai, noti per la loro competenza nella tradizione vegetale e nella medicina erboristica, erano citati in manoscritti gallesi del XIII secolo, ma l'area continuò a essere associata alla conoscenza tradizionale degli usi medicinali di erbe e piante fino al 1800", ha sottolineato la galleria, che a Llwynywermod si concentrerà sull'eredità locale della conoscenza delle piante, integrando le tradizioni gallesi con quelle della comunità. "L'ambientazione spettacolare ma tranquilla di Llwynywermod metterà in mostra i giardini mozzafiato e la bellezza naturale della zona, offrendo un ambiente idilliaco per l'apprendimento, la conversazione e l'esperienza", ha aggiunto la galleria, aggiungendo che "Arusha a Llwynywermod trasformerà il panorama culturale del Galles sud-occidentale con una programmazione, corsi e mostre di impatto e stimolanti, promuovendo il Galles come una destinazione eccezionale per l'arte contemporanea, l'educazione artistica e la cultura".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Emanuela Orlandi avrebbe compiuto 57 anni. Fratello Pietro: “18 gennaio sit-in per la verità”

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(Adnkronos) – Emanuela Orlandi, il 14 gennaio, avrebbe compiuto 57 anni.Per continuare a tenere vivo il ricordo e l'attenzione sul caso della cittadina vaticana, scomparsa il 22 giugno 1983, il fratello Pietro ha organizzato un sit-in per il 18 gennaio dalle ore 16 alle ore 18 a piazza Cavour, lanciando il messaggio: "Nessuno Stato può calpestare il diritto dei giusti: la verità". "Il tempo passa veloce – sottolinea all'Adnkronos Pietro Orlandi – Da circa due anni sono partite l'inchiesta vaticana e quella della procura di Roma ed è oltre un anno che è stata istituita la Commissione parlamentare di inchiesta". "Dell'inchiesta vaticana non ho saputo più nulla – continua – con la procura di Roma ho parlato solo una volta.

Conosco il lavoro della Commissione di inchiesta dalle audizioni che stanno svolgendo, importanti quelle di Capaldo (l'ex procuratore ndr), Giani ed Alessandrini (l'ex capo e l'ex vice capo della Gendarmeria vaticana ndr) anche se tante parti vengono secretate". "Continuo ad avere fiducia – sottolinea Pietro Orlandi – E' positivo il fatto che la Commissione sta tenendo alta l'attenzione sulla vicenda".  Il sit-in servirà ancora una volta a chiedere verità e giustizia per Emanuela e il fratello è pronto a tornare sulla pista inglese anche alla luce delle rivelazioni di una presunta richiesta del Vaticano al ministero della Difesa, nell’agosto ‘83, di un volo Roma-Londra riservato con le linee Cai, usate dai Servizi. "La pista inglese non ci racconta tutta la verità, non ci racconta il perché Emanuela è stata rapita, ma se confermata metterebbe dei punti fermi come ad esempio il fatto che, fino a quel momento, era viva – conclude Pietro – Se quel volo dovesse essere confermato si farebbe un enorme passo avanti, si eliminerebbero tante piste raccontate.Mi auguro che su questo siano in corso approfondimenti.

E se davvero i famosi 5 fogli da cui è partita la pista di Londra sono falsi perché è stato creato un documento falso?".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Brera Holdings rafforza la presa sulla Juve Stabia: Acquisito il 34,62% delle quote societarie gialloblù

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La Juve Stabia continua il suo percorso di internazionalizzazione. Con il completamento della seconda fase dell’accordo con Brera Holdings, la società campana ha visto aumentare la partecipazione della holding irlandese al 34,62% del capitale sociale.

Un investimento strategico. L’operazione, avviata lo scorso dicembre con l’acquisizione iniziale del 21,74%, si inserisce nella strategia di Brera Holdings di creare una rete internazionale di club sportivi.L’obiettivo è quello di sfruttare le sinergie tra le diverse squadre per aumentare i ricavi e migliorare la competitività.

Le parole del presidente. Daniel McClory, presidente esecutivo di Brera Holdings, ha espresso soddisfazione per questo ulteriore passo avanti: “Siamo entusiasti di sostenere la continua crescita e il successo di un club di Serie B come quello stabiese”.

L’investimento in Juve Stabia, secondo McClory, si allinea perfettamente con la strategia di Brera Holdings di scalare le operazioni e generare valore a lungo termine.

Un futuro promettente. Con l’ingresso di Brera Holdings nel capitale sociale, la Juve Stabia guarda al futuro con rinnovato ottimismo.L’investimento porterà nuove risorse e competenze, che potranno essere utili per raggiungere obiettivi ambiziosi sia sul campo che a livello societario.

Le prossime tappe. L’accordo tra Brera Holdings e Juve Stabia prevede un ulteriore aumento della partecipazione della holding irlandese fino al 52% del capitale sociale.

Questo obiettivo, subordinato all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni, rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di crescita del club stabiese.

Questo il comunicato della S.S.Juve Stabia che annuncia l’operazione

La S.S.

Juve Stabia 1907 comunica che la società Brera Holdings Plc ha provveduto al closing della seconda fase del passaggio di quote azionarie come definito dall’accordo dello scorso 9 dicembre 2024.Nel dettaglio la Brera Holdings ha aumentato la propria quota di partecipazione passando dal 21,74% al 34,62%.

Conclusa la prima fase della transazione il 31 dicembre 2024, questo successivo aumento consolida ulteriormente la posizione di Brera Holdings nel nostro club con soddisfazione delle parti come si evince dalle parole del presidente esecutivo di Brera, Daniel McClory: “Aver completato questo ulteriore ampliamento dell’acquisizione della quote della Juve Stabia dimostra il nostro impegno nella costruzione di una piattaforma leader di proprietà multi-club.La ricca storia e il potenziale competitivo della Juve Stabia si allineano perfettamente con la nostra strategia di scalare le operazioni e generare valore a lungo termine.

Siamo entusiasti di sostenere la continua crescita e il successo di un club di Serie B come quello stabiese insieme al presidente Andrea Langella”.Questo il testo integrale ufficiale in lingua inglese: “Dublin, Ireland, and Milan, Italy — January 10, 2024 – Brera Holdings PLC (“Brera Holdings,” the “Company,” or “Brera”) (Nasdaq: BREA), an Ireland-based, Nasdaq-listed, international holding company focused on expanding its global portfolio of men’s and women’s sports clubs through a multi-club ownership (“MCO”) approach, today announced the second closing under its agreement to acquire a 52 percent stake in Italian Serie B football club SS Juve Stabia srl, known as “The Second Team of Naples” (“Juve Stabia” or the “Club”) from existing majority owner XX Settembre, the holding company of Club President Andrea Langella.

With the second closing, Brera Holdings has increased its ownership stake from 21.74% to 34.62%.The initial portion of the transaction closed on December 31, 2024.

This subsequent increase further solidifies Brera Holdings’ position in the Italian football landscape and aligns with its strategy to scale its MCO model.The deal remains subject to regulatory approval.

“This expanded ownership stake demonstrates our commitment to building a leading multi-club ownership platform,” said Daniel McClory, Executive Chairman of Brera Holdings. “Juve Stabia’s rich history and competitive potential align perfectly with our strategy to scale operations and drive long-term value.

We’re excited to support the club’s continued growth and success in Serie B alongside President Andrea Langella”.

In sintesi. La notizia dell’aumento della partecipazione di Brera Holdings nella Juve Stabia è stata accolta con grande favore dai tifosi e dagli addetti ai lavori.Questo investimento rappresenta un punto di svolta per il club, che potrà contare su nuove risorse e competenze per affrontare le sfide del futuro.

Varese, trovato cadavere in un bosco a Luino: nessuna pista esclusa

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(Adnkronos) – Un cadavere è stato trovato questa mattina a Luino, in provincia di Varese, in un’area boschiva nei pressi di via San Pietro, a poca distanza dalla strada.A quanto si apprende, la segnalazione sarebbe giunta da parte di una donna che stava passeggiando con il cane in quella zona.

Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri e i soccorritori del 118. Al momento, non si esclude nessuna ipotesi, che potrebbe spaziare da un incidente a un gesto volontario, fino a eventuali responsabilità di terzi.L’area è stata isolata per consentire i rilievi della scientifica, mentre gli inquirenti stanno vagliando ogni elemento utile per fare luce sulla vicenda. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Yemen, raffica di raid su Sana’a e Hodeida

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(Adnkronos) – Raid aerei vengono segnalati sulla capitale yemenita Sana'a, da dieci anni sotto il controllo degli Houthi, e sulla città portuale yemenita di Hodeida.A riferirlo sono media yemeniti e israeliani, mentre Sky News Arabia parla di un'operazione congiunta di Usa e Regno Unito con 30 raid effettuati su Sana'a e Hodeida.  Continuano intanto i raid israeliani sulla Striscia.

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha reso noto di aver ordinato alle Idf di presentargli un piano “per la completa sconfitta di Hamas a Gaza”, se non verrà raggiunto un accordo sugli ostaggi prima dell'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. "Se l'accordo sugli ostaggi non si concretizzerà entro l'insediamento del presidente Trump, ci sarà una sconfitta completa di Hamas a Gaza", ha detto Katz in una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio. "Non dobbiamo lasciarci trascinare in una guerra di logoramento che ci costerà caro e non porterà alla vittoria e alla completa sconfitta strategica di Hamas e alla fine della guerra a Gaza", ha aggiunto il ministro, sottolineando che "la questione del rilascio degli ostaggi è stata la massima priorità dell'apparato di difesa sin dal suo insediamento e che si deve fare tutto il possibile per riportarli a casa". "Il ministro della Difesa ha sottolineato che non dobbiamo lasciarci trascinare in una guerra di logoramento contro Hamas a Gaza, mentre gli ostaggi rimangono nei tunnel con le loro vite in pericolo e mentre soffrono gravemente", si legge nella dichiarazione. Il conteggio ufficiale palestinese delle vittime dirette nella guerra tra Israele e Hamas nei primi 9 mesi di conflitto probabilmente ha sottostimato il numero delle vittime del 41 per cento.Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet, che è stato condotto dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine, dalla Yale University e di altre istituzioni. I ricercatori hanno stimato 64.260 decessi dovuti a lesioni traumatiche durante il periodo preso in considerazione, circa il 41 per cento in più rispetto al conteggio ufficiale del Ministero della Salute palestinese.

Lo studio ha affermato che il 59,1 per cento erano donne, bambini e persone di età superiore ai 65 anni.Non ha fornito una stima dei combattenti palestinesi tra i morti. "L'ospedale Al-Awda, l'ultimo ancora funzionante nel nord di Gaza, è sopraffatto dai pazienti" ed è in una situazione di "carenza di carburante e di forniture mediche essenziali".

A ribadire la situazione difficile della struttura è l'ufficio dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per i territori palestinesi occupati. "L'Oms – si legge in un post su X – ha lavorato per raggiungere l'ospedale per rifornirlo e per valutare la situazione dell'ospedale Kamal Adwan non funzionante.Tuttavia, strade danneggiate e facilitazioni insufficienti hanno reso impossibile un accesso sicuro.

Chiediamo urgentemente un'azione immediata per rendere le strade percorribili e per facilitare l'accesso" consentendo di "sostenere l'ospedale Al-Awda e mantenerlo operativo".  La situazione a Gaza, aggiunge l'ufficio locale dell'Oms in un secondo post, "rimane disperata.Il settore sanitario viene sistematicamente smantellato e spinto al punto di rottura, la sua resilienza messa alla prova da gravi carenze di forniture mediche, attrezzature e personale specializzato.

Gli ospedali sono diventati campi di battaglia", cosa che li ha messi "fuori servizio privando chi ha bisogno di cure salvavita.L'Oms e i partner stanno facendo tutto il possibile per mantenere operativi gli ospedali e i servizi sanitari.

Ripetiamo il nostro appello per la protezione dell'assistenza sanitaria, per un ritmo accelerato di evacuazioni mediche e l'uso di tutti i corridoi da Gaza per far uscire i pazienti, per un accesso prolungato agli ospedali, per un maggiore flusso di aiuti dentro e attraverso Gaza e per un cessate il fuoco urgente e duraturo".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da cassiere a mister: la scalata di Guido Pagliuca nel mondo del calcio prima di arrivare alla Juve Stabia

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Guido Pagliuca, da calciatore dilettante ad allenatore di successo, ci racconta di un percorso costellato di sacrifici e passione.

L’allenatore della Juve Stabia, ha iniziato la sua carriera da tecnico nel 2007 sulla panchina del Cecina.

Queste sono state le sue parole a Cronache di Spogliatoio sintetizzate per voi lettori:

“La mia carriera da allenatore è iniziata in modo piuttosto inusuale. Ho appeso gli scarpini al chiodo a soli 28 anni, ancora immerso nel mondo del calcio dilettantistico. E proprio in quel contesto, nel mio paese natale, Cecina, ho ricevuto la prima chiamata. Avevo appena 31 anni quando mi sono trovato a guidare la prima squadra. Ricordo quei primi anni come un continuo apprendistato: cercavo di mettere in pratica tutto ciò che avevo assorbito negli anni precedenti, osservando da vicino i miei allenatori e studiando i manuali di tattica. Era un po’ come un puzzle che cercavo di comporre, senza avere un quadro completo.

Il calcio è un mondo in continua evoluzione. Per questo motivo, ritengo fondamentale non fermarsi mai, ma continuare a studiare e a aggiornarsi. Ancora oggi, mi piace seguire le partite, analizzare le scelte dei colleghi e cercare di capire quali sono le ultime tendenze tattiche. Vedere da vicino gli altri tecnici è un po’ come frequentare una scuola di calcio permanente, dove ogni allenatore ha qualcosa di nuovo da insegnare.

La necessità di lavorare per sbarcare il lunario

“Non essendo stato un calciatore di Serie A, non potevo permettermi il lusso di vivere solo di calcio ai livelli più bassi. Allenare in Serie D e sperare che quello fosse il mio unico stipendio era un lusso che non potevo concedermi, soprattutto con una famiglia da mantenere. Così ho deciso di conciliare la mia passione con la necessità di avere una fonte di reddito stabile.

Mi alzavo alle cinque del mattino per studiare le partite e preparare le mie squadre. Poi andavo a lavorare al supermercato, alla Conad di Cecina. Nel pomeriggio, mi recavo in cantiere con mio padre, nell’azienda di famiglia. La sera, finalmente, ero al campo. E la domenica, partita. Era un ritmo estenuante, ma era quello che mi permetteva di inseguire il mio sogno.

Nei dilettanti, lo stipendio è spesso una variabile incognita. Non puoi permetterti di fare voli pindarici, devi essere pragmatico. Ma è proprio questa realtà che ti tempra, che ti insegna a lottare per ogni obiettivo.

La mia famiglia è stata la mia roccia. Mi ha sempre sostenuto, anche nei momenti più bui. Perché sì, nel mio percorso ci sono stati momenti bellissimi, ma anche tanti momenti difficili. E sono proprio questi ultimi che mi hanno fatto crescere, che mi hanno reso più forte.”

La passione per il calcio e i ringraziamenti a Marco Baroni

All’inizio era solo una passione, poi mi sono appassionato sempre di più, studiando e confrontandomi con altri allenatori. Non c’è stato un momento preciso in cui ho capito che sarebbe diventato il mio lavoro, è stato un percorso graduale. La svolta è arrivata con Marco Baroni che nel 2019-2020 mi chiamò come secondo sulla panchina. E’ stato un mentore che mi ha trasmesso la sua esperienza e mi ha dato la spinta definitiva per dedicarmi completamente al calcio. È stata una scelta coraggiosa, lasciare un lavoro sicuro per inseguire un sogno, ma non ho mai guardato indietro.

Il calcio dilettantistico

Il calcio dilettantistico è un mondo a sé. È un mondo fatto di sacrifici, di ore passate a studiare moduli tattici e a cercare di mettere in pratica nuove idee. Ricordo tante sere passate a disegnare schemi su un quaderno, cercando di trovare la soluzione giusta per la partita successiva. E poi, il giorno della gara, ti trovi di fronte a condizioni climatiche proibitive: pioggia battente, terreno impraticabile. In quei momenti, è la passione che ti spinge a dare il massimo, a superare ogni ostacolo. Finisci la partita completamente distrutto, ma con un senso di soddisfazione impagabile. È proprio questo il bello del calcio: ti mette alla prova, ti fa sentire vivo.

Pagliuca sottolinea l’importanza del calcio nella sua vita

“La mia famiglia mi ha sempre sostenuto in questo percorso, anche nei momenti più difficili. Il calcio è una passione totalizzante, ti assorbe completamente. Penso al calcio quando sono in macchina, quando sono al lavoro, quando sono a casa. È un pensiero fisso che mi accompagna ogni giorno. Ma è proprio questo che mi rende felice. Vedere i miei ragazzi crescere e migliorare, raggiungere obiettivi importanti, è una soddisfazione indescrivibile. È per questo che continuo a studiare, a aggiornarmi, a cercare di migliorarmi sempre di più”.

L’allenatore toscano ha poi espresso la sua profonda gratitudine nei confronti dei calciatori che ha avuto la fortuna di allenare: “Sono orgoglioso di aver contribuito alla crescita di tanti ragazzi. Vederli arrivare in Serie A o in Serie B è un motivo di grande orgoglio. È la dimostrazione che il lavoro che facciamo ogni giorno, anche nelle categorie inferiori, ha un senso. È un lavoro fatto di dedizione, di sacrificio, ma anche di grande passione.

Quest’estate ho fatto una scelta che mi ha arricchito tantissimo: ho deciso di seguire da vicino i corsi tenuti da colleghi che ho affrontato in passato da avversario. Persone che stimo profondamente, pur con visioni del gioco differenti dalla mia. Ho assistito alle lezioni di Possanzini, un allenatore che propone un calcio che mi piace molto, e di Castori, il cui approccio è completamente diverso. In entrambi i casi, ho cercato di carpire elementi preziosi, di assorbire come una spugna le loro idee e le loro esperienze. Credo fermamente che ogni allenatore abbia qualcosa da insegnare, e sono convinto che l’umiltà di mettersi in gioco e di confrontarsi con altri sia fondamentale per crescere professionalmente.

Le difficoltà della serie B

Quest’anno la Serie B si presenta come un campionato estremamente competitivo, dove gli allenatori sono preparati e i giocatori sono dotati di una grande intelligenza tattica. Per affrontare al meglio questa sfida, è necessario dedicare tantissimo tempo allo studio, all’analisi delle partite e alla pianificazione degli allenamenti. Non basta più limitarsi a qualche ora davanti al computer. Il calcio è diventato un lavoro a tempo pieno, che richiede un impegno costante e una grande passione. Ovviamente, tutto questo senza mai trascurare la famiglia, che rappresenta il mio punto di riferimento e la mia fonte di energia.

Negli anni ho capito che il calcio è una scalata costante, un mattone dopo l’altro. Ogni allenamento, ogni partita era un gradino da superare. Ma c’è stato un momento in cui ho sentito il bisogno di un supporto diverso, qualcosa che andasse oltre la preparazione atletica e tattica.

È in questo contesto che entra in scena Fabio Cioffini

“Mi ha aperto gli occhi su un mondo che non conoscevo. Mi ha insegnato a gestire l’ansia da prestazione, a trovare un equilibrio tra la vita privata e quella professionale, a vedere il calcio non solo come un obiettivo da raggiungere, ma anche come un mezzo per crescere come persona. Prima ero ossessionato dai risultati. Vedevo il calcio come un campo di battaglia, dove l’unica cosa che contava era vincere. Ma Fabio mi ha fatto capire che il calcio è molto di più: è un gioco, sì, ma anche un’opportunità per costruire relazioni, per crescere come squadra e come individuo.

Quando mi hanno esonerato dopo 15 giornate in Serie C, non capivo. Ero concentrato solo sull’aspetto tecnico-tattico, ma non avevo considerato tutti gli altri fattori che entrano in gioco in una squadra. Grazie a Fabio ho capito che un allenatore deve essere un leader, un motivatore, un punto di riferimento per i suoi giocatori”

Oggi, Pagliuca definisce il calcio un gioco organizzato e responsabile.

“Un gioco, perché deve esserci il divertimento, la passione, la voglia di mettersi in gioco. Organizzato, perché richiede una preparazione meticolosa, una strategia ben definita, una capacità di adattamento alle diverse situazioni. E responsabile, perché un allenatore ha un ruolo fondamentale nella formazione dei giovani calciatori e nel rappresentare i valori di una società.”

Il percorso di primo allenatore

“Dopo l’esperienza affianco a Baroni a Cremona nel 2019, ho sentito un forte desiderio di tornare a vivere l’emozione di guidare una squadra in prima persona. La pausa forzata dovuta al Covid mi ha offerto l’opportunità di approfondire gli studi e di maturare ulteriormente le mie idee sul gioco del calcio. Sono così tornato ad allenare in una società dilettantistica, consapevole che avrei dovuto fare delle rinunce economiche per poter mettere in pratica le mie convinzioni. Ma non ho esitato un attimo, perché avevo la necessità di esprimere al meglio il mio potenziale e di trasmettere ai miei giocatori tutto ciò che avevo appreso nel corso della mia carriera”.

Pagliuca ha sempre avuto una visione chiara del gioco

“Ho sempre creduto in un calcio umile, ma propositivo, con la costruzione del gioco che parte dal basso. Tuttavia, ho presto compreso che la realtà dei dilettanti è spesso molto diversa da quella che si immagina. Dopo la prima partita di campionato, la società mi ha chiaramente espresso la volontà di adottare un approccio più diretto e pragmatico. È stata una doccia fredda, ma allo stesso tempo mi ha fatto riflettere sulla complessità di questo mondo. Nei dilettanti, le difficoltà sono all’ordine del giorno e spesso si scontrano con visioni diverse del gioco. Ma è proprio questa diversità che rende questo ambiente così affascinante e formativo”.

L’allenatore toscano non ha paura di ammettere gli errori commessi

“Sono consapevole di aver sbagliato molte volte nel corso della mia carriera, ma credo che gli errori siano parte integrante del processo di crescita. Ognuna di queste esperienze mi ha permesso di imparare qualcosa di nuovo e di diventare un allenatore migliore. Sono felice di aver avuto la possibilità di confrontarmi con realtà così diverse e di aver maturato una grande umiltà”.

L’esperienza alla Juve Stabia

“A Castellammare ho trovato un’oasi di serenità. Un presidente lungimirante, un direttore sportivo competente e un gruppo di ragazzi straordinari sia dal punto di vista tecnico che umano. La loro ambizione mi ha contagiato fin da subito. Sono giovani, affamati di vittorie e con una voglia matta di migliorarsi. La società ha saputo costruire una squadra competitiva, aggiungendo elementi di qualità a un gruppo già solido. È stata una scelta coraggiosa, ma allo stesso tempo lungimirante.

Siamo consapevoli che la Serie B è un campionato difficile e competitivo. Abbiamo una rosa giovane, con poca esperienza nei campionati professionistici. All’inizio c’era tanta curiosità, ma anche un po’ di timore reverenziale. Tuttavia, i ragazzi si sono integrati alla perfezione e stanno dimostrando di avere le carte in regola per ben figurare.

Pagliuca, con la sua semplicità e la sua umiltà, ha saputo conquistare il cuore dei tifosi stabiesi. Un tecnico che crede fermamente nel valore del gruppo, nell’importanza del lavoro quotidiano e nella necessità di creare un ambiente sereno e coeso. Un allenatore che, con la sua passione e la sua determinazione, è pronto a scrivere nuove pagine indimenticabili nella storia della Juve Stabia.

Al via ‘Pillole di consapevolezza’, con ‘istruzioni per l’uso’ dei farmaci in 5 lingue

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(Adnkronos) – Sono molti i dubbi e i timori sull’assunzione dei farmaci ed è normale fare confusione su come e quando assumerli, su come conservarli e sulle possibili interazioni con altri medicinali.Si possono spezzare le compresse?

Come faccio a non dimenticarmi di prendere le medicine?Se un farmaco è scaduto da poco, non si può più utilizzare?

A queste domande da oggi si potrà avere una risposta semplice e chiara grazie alla campagna nazionale di educazione e informazione 'Pillole di consapevolezza.Farmaci: istruzioni per l’uso', promossa da Boehringer Ingelheim, realizzata in collaborazione con Fofi, Federazione ordini farmacisti italiani e Federfarma, disponibile online e in 6mila farmacie.  Non è facile pianificare l’assunzione di terapie che talvolta possono essere complesse e prolungate nel tempo – si legge in una nota – perché, soprattutto nei pazienti anziani e nelle persone che convivono con una o più patologie croniche, vengono prescritti dal medico fino a 6 o più farmaci da assumere insieme ogni giorno. È facile dimenticare una compressa, scambiarla con un’altra oppure non rispettare la sequenza o gli orari di somministrazione; inoltre, spesso i farmaci vengono conservati in modo errato o sono scaduti da tempo.

Eppure, sapere utilizzare e conservare correttamente i medicinali è fondamentale per migliorare l’efficacia e la sicurezza della cura e l’aderenza del paziente alla terapia.Un recente studio, pubblicato sugli 'Annals of Internal Medicine', conferma che quando la pastiglia abituale cambia colore, forma o confezione il rischio di abbandonare la terapia aumenta del 66%. 'Pillole di consapevolezza' è una guida suddivisa in schede e realizzata in 5 lingue (italiano, spagnolo, filippino, rumeno e arabo), facile da consultare e dedicata non solo a chi segue regolarmente una o più terapie e a chi fa un uso saltuario dei farmaci, ma anche a chi si prende cura di qualcun altro, siano essi parenti e caregiver oppure assistenti familiari, categoria quest’ultima che spesso comprende persone provenienti dall’estero.

Quando una terapia non funziona la prima domanda da farsi è: il paziente prende il farmaco?Oppure, prende il farmaco sbagliato?

Fondamentale, quindi, spiegare al caregiver o all’assistente familiare come somministrare la terapia, per quale patologia è indicata e quali rischi possono derivare da un uso inappropriato delle medicine.Semplificare il più possibile il percorso terapeutico e la somministrazione è la chiave per non creare confusione. "Boehringer Ingelheim ha deciso di avviare questa iniziativa – spiega Marinella Galbiati, Head of Patient Advocacy Relations Italy, Boehringer Ingelheim – per rispondere ai bisogni reali espressi dalle associazioni di pazienti, che sottolineano costantemente l'importanza dell'informazione, della consapevolezza, dell’awareness per migliorare l’efficacia del percorso terapeutico.

Le associazioni pazienti riportano infatti spesso situazioni mal gestite rispetto ai farmaci, che impediscono il più delle volte di raggiungere l'obiettivo terapeutico desiderato".  La campagna 'Pillole di consapevolezza.Farmaci: istruzioni per l’uso' utilizza diversi canali e risorse.

Sulla landing page è possibile scaricare le schede in 5 lingue, vere e proprie istruzioni per l’uso corretto dei medicinali, accessibili a tutti; inoltre, l’iniziativa prevede una serie di locandine informative che verranno esposte in oltre 6 mila farmacie italiane e che rimandano al sito del progetto attraverso un QR-code, oltre ad un’attività di informazione e divulgazione sui social media con infografiche e videopillole.  "Il valore aggiunto di questa iniziativa è quello di portare l'informazione direttamente al paziente, sfruttando la farmacia come luogo di contatto privilegiato – aggiunge Galbiati – Stiamo andando, infatti, verso una ‘farmacia di servizi’, che diventerà sempre di più un punto di riferimento per i pazienti sul territorio.Con il supporto di Federfarma e Fofi, partner dell’iniziativa, vogliamo contribuire a rendere la farmacia un centro sempre più orientato ai servizi e all'awareness, che permetta di migliorare la compliance al trattamento e la continuità.

Il progetto ‘Pillole di consapevolezza’ si inserisce così nel quadro di sostenibilità di Boehringer Ingelheim, che abbraccia tre pilastri: ambiente, persone e accesso equo alla salute.In particolare, l'obiettivo è garantire che tutti, anche le popolazioni più vulnerabili, possano accedere a informazioni chiare e comprensibili sull’uso corretto dei farmaci.

Sebbene siano già disponibili risorse simili, queste non sono sempre facilmente accessibili.Il nostro progetto – conclude – semplifica al massimo l'accesso alle informazioni, anche per chi ha difficoltà con la lingua italiana". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, gratitudine a Italia e appello a Trump: la visita di Zelensky a Roma

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(Adnkronos) – ''Gratitudine'' per il sostegno dell'Italia all'Ucraina, ''mai indecisa'' nello schierarsi a fianco di Kiev.E un appello agli Stati Uniti di Donald Trump, perché facciano ''pressione sulla Russia'' per mettere fine alla ''grande guerra'' lanciata dal presidente russo Vladimir Putin il 24 febbraio del 2022.

Questo il messaggio che il presidente ucraino Volodymyr Zeklensky ha portato con sé nella sua visita in Italia, dove è arrivato ieri sera dopo aver partecipato alla 25esima riunione del Gruppo di contatto per l'Ucraina nel "formato Ramstein", dal nome della base americana in Germania dove si svolge. La ''gratitudine'' è il sentimento che Zelensky ha voluto condividere nel suo primo incontro istituzionale a Roma, quello di ieri sera a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni, ribadito questa mattina nel colloquio al Quirinale con il capo dello Stato Sergio Mattarella.Reduce da un incontro a Mar a Lago con Trump, l'incontro con Meloni sarebbe stato per Zelensky anche l'occasione per chiederle di fare da ponte con la nuova Amministrazione Usa. ''Ottimo incontro'' quello con Meloni, ''con la quale c'è un rapporto particolare'', ha detto Zelensky.  ''Molto positivo'' quello con Mattarella che ''aspettiamo a Kiev'', ha aggiunto. ''Gratitudine'' anche verso ''il popolo italiano, senza il quale il governo di Roma non avrebbe potuto fornire il suo sostegno incrollabile''.

Un riconoscimento anche per i ''giornalisti italiani, che raccontano quello che sta davvero accadendo in Ucraina contro la disinformazione russa''. A Roma avrebbe potuto tenersi anche un terzo incontro, quello con il presidente americano Joe Biden, costretto all'ultimo minuto ad annullare la visita programmata in Italia per i devastanti incendi che stanno colpendo la contea di Los Angeles.Ma dopo aver discusso ieri con il capo del Pentagono Lloyd Austin del rafforzamento degli aiuti americani alla difesa aerea ucraina, è al successore di Biden, Donald Trump, che Zelensky si rivolge da Roma. ''L'America faccia pressione sulla Russia perché metta fine alla guerra'', ma anche perché vengano ''fornite garanzie di sicurezza all'Ucraina e all'Europa'', ha chiesto Zelensky. Parole che seguono quelle di Trump, secondo in cui ''sono in corso i preparativi per un incontro con Putin''.

Il leader del Cremlino, ha detto il futuro inquilino della Casa Bianca, ''vuole che ci vediamo''.E poi ha aggiunto: ''Dobbiamo mettere fine a questa guerra''.  ''Nessuno lo vuole più di noi ucraini'', ha risposto Zelensky, ''vogliamo che la guerra finisca ques'anno''.

Ma ''Putin va fermato, da solo non lo farà.Perché vuole avere la totale influenza sul continente europeo''.

E ''non possiamo semplicemente riconoscere l'occupazione dei territori, altrimenti andrà oltre'', ha detto. ''Non posso permettermi di essere stanco, non ne ho diritto di fronte al mio popolo'', ha proseguito Zelensky esprimendo la sua massima apertura verso ''gli specialisti italiani'', gli imprenditori che vorranno impegnarsi nella ricostruzione dell'Ucraina una volta che verrà raggiunta ''una pace con garanzie di sicurezza'' per gli ucraini certo, ma anche per gli europei. ''Perché se Putin non pagherà il prezzo, non si fermerà'' e ''Dio non voglia, ma anche voi in Italia potreste esserne colpiti''. Il leader ucraino ha poi ricordato che a luglio di terrà a Roma la conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina sottolineando quanto sia stata importante ''la decisione adottata da Meloni di congelare i beni degli oligarchi russi per ricostruzione l'Ucraina''.Si è trattato di ''un passo molto importante, stiamo ricevendo molti soldi''. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dalle piogge torrenziali agli incendi, perché la California è il ground zero dei disastri

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(Adnkronos) – Nel 2024 le piogge torrenziali.Quest'anno gli incendi indomabili che stanno devastando la contea di Los Angeles.

E' quello che accade in California, diventato il ground zero dei disastri ambientali causati dal cambiamento climatico. Come ricorda la Cnn, meno di un anno fa la parte meridionale dello Stato era sott'acqua a causa delle piogge torrenziali iniziate a dicembre e che raggiunsero il culmine all'inizio di febbraio, allagando le strade di Los Angeles e con tempeste che innescarono decine di frane.Ora la situazione è diametralmente opposta: è la siccità e gli incendi a farla da padrone nello Stato, dopo una delle estati più calde mai registrate e un autunno in assenza di piogge.  Il clima secco ha trasformato tutta la vegetazione cresciuta sotto la pioggia torrenziale dell'inverno scorso in un esca che ha alimentato una settimana inimmaginabile: gli incendi boschivi si sono diffusi senza controllo nei quartieri della zona di Los Angeles, alimentati da una tempesta di vento che si verifica una volta ogni dieci anni. "Se avessimo assistito a precipitazioni significative o diffuse nelle settimane e nei mesi precedenti a questo evento, non staremmo assistendo all'entità della devastazione a cui stiamo assistendo attualmente", ha dello alla Cnn Daniel Swain, climatologo presso l'Università della California, Los Angeles.  
La California è particolarmente suscettibile al peggio che il cambiamento climatico causato dall'uomo ci sta gettando addosso.

Il clima mediterraneo dello stato è già condizionato da situazioni estreme; le estati sono senza pioggia e la maggior parte delle precipitazioni cade in inverno.Quindi anche piccoli cambiamenti nei modelli meteorologici possono gettare lo Stato in periodi di inondazioni bibliche o di siccità che brucia il paesaggio.  Questi enormi cambiamenti da condizioni secche a umide e viceversa, noti come "colpi di frusta meteorologici", stanno diventando più frequenti con il riscaldamento del pianeta dovuto all'inquinamento da combustibili fossili, secondo uno studio pubblicato ieri su Nature, e queste oscillazioni peggiorano la gravità e le possibilità di pericoli come incendi e inondazioni improvvise.

La serie torrenziale di tempeste verificatasi lo scorso inverno in California ha accelerato la crescita delle piante, portando a una quantità di vegetazione che Swain ha stimato essere il doppio della media della regione.Un materiale che è diventato il combustibile per gli incendi di questa settimana.  "Questa sequenza di colpi di frusta in California ha incrementato il rischio di incendi due volte: innanzitutto, aumentando notevolmente la crescita di erba e cespugli infiammabili nei mesi che precedono la stagione degli incendi, e poi seccandoli a livelli eccezionalmente elevati con l'estrema siccità e il caldo che ne sono seguiti", ha affermato il climatologo, coautore dello studio della rivista scientifica.

Il clima secco e l'abbondanza di combustibile sono sufficienti a scatenare incendi boschivi.Ma gli incendi di questa settimana sono stati potenziati da una tempesta di vento insolitamente potente a Santa Ana, un'aggiunta devastante alla ricetta già pericolosa.

Le fiamme sono state trasportate da casa in casa da raffiche di vento fino a 160 chilometri l'ora, rendendo impossibile per i vigili del fuoco tenere le fiamme sotto controllo.  Quanto più tempo impiega la pioggia invernale ad arrivare, tanto più la California e il suo clima mediterraneo saranno vulnerabili agli incendi, la cui stagione, nello Stato, culminava storicamente in ottobre, quando l'erba e la vegetazione trasformate in esca dal caldo estivo si scontravano con i venti di Santa Ana, prima dell'arrivo delle piogge invernali.Ma l'incendio di Los Angeles è l'ultimo esempio del fatto che, in un mondo che si sta riscaldando, non esiste più una stagione degli incendi. "Questo periodo dell'anno non fa parte della stagione degli incendi, ma ora smentiamo ogni idea che ci sia una stagione", ha detto martedì il governatore della California Gavin Newsom. "Nello stato della California è tutto l'anno". È stato l'inizio più secco dell'inverno mai registrato nella California meridionale, secondo Swain, e i meteorologi del National Interagency Fire Center avvertono che rimarrà a rischio di "potenziali incendi significativi superiore alla norma" fino a gennaio.

Potrebbe anche significare un inizio anticipato della tradizionale stagione degli incendi nelle aree ad altitudini più elevate, ha avvertito l'agenzia.Gli incendi violenti rimarranno possibili finché il pendolo del meteo estremo non tornerà a oscillare verso l'umido e la California non riceverà una forte pioggia invernale.

Il cambiamento climatico sta rendendo ancora più difficile prevedere quando ciò accadrà.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Abedini, il legale: “Nessun collegamento con liberazione Cecilia Sala” – Video

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(Adnkronos) – “Se qualcuno poteva pensare che ci fosse un collegamento, oggi non si può più pensare".Lo ha detto Alfredo De Francesco, l’avvocato di Mohammad Abedini Najafabadi, al termine del colloquio in carcere con il suo assistito, replicando a chi gli chiedeva se la liberazione della giornalista Cecilia Sala fosse collegata al caso dell'ingegnere iraniano arrestato a Malpensa il 16 dicembre scorso su richiesta degli Stati Uniti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bimbo morto per otite, medico che lo curò con omeopatia condannato in Cassazione

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(Adnkronos) – Confermata dalla Corte di Cassazione la condanna della Corte di appello di Ancona per omicidio colposo inflitta medico omeopata Massimiliano Mecozzi in merito alla morte di Francesco Bonifazi.La vicenda risale al maggio 2017 quando la vittima, un bambino di 7 anni, è morto per effetto di un’otite degenerata in encefalite curata con trattamenti omeopatici su indicazione del dottore.

La Corte di appello infatti lo aveva riconosciuto responsabile perché, interpellato più volte dai familiari del bambino, avrebbe sottostimato il quadro clinico che da una otite media acuta si evolveva in un ascesso cerebrale che ha portato il bambino al decesso. Dall’istruttoria dibattimentale risultava che il medico non aveva effettuato una visita ortoscopica, ma soprattutto aveva prescritto una terapia esclusivamente a base di trattamenti omeopatici, omettendo le necessarie terapie antibiotiche, come raccomandato dalle Linee guida della Società Italiana di Pediatria e del Ministero della Salute.Al contrario, secondo le risultanze, il dottore avrebbe prospettato ai genitori del bambino la possibile insorgenza di gravi malattie, quali sordità e il coma epatico, come possibile conseguenza della somministrazione di farmaci antibiotici, esortandoli a non somministrarli e addirittura a non portare il bambino in ospedale. Nel processo si costituivano il nonno del ragazzo, rappresentato dall’avvocato Federica Mancinelli e l’Unione Nazionale Consumatori, dall’avvocato Corrado Canafoglia, supportato dal professor Matteo Bassetti e dal professor Enrico Bucci, i quali confermavano che la causa del decesso fosse riconducibile alla condotta negligente del medico imputato.

Da indagini difensive svolte dall’avvocato Canafoglia con la collaborazione del professor Bucci, è emerso che il caso di Francesco non era in realtà isolato, ma che già nel 1991 in Nuova Zelanda e nel 2015 in Pennsylvania altri due bambini erano morti per infezione batterica all’orecchio trattata con l’omeopatia, evento evitabile se fosse stato somministrato un semplice antibiotico.Vicenda del tutto simile a quella avvenuta nel 2023 a Lecce, dove un bambino di 14 mesi è morto perché un medico e i genitori non avrebbero somministrato medicinali antibiotici a favore di quelli omeopatici. "Tutta la famiglia di Francesco, dopo anni dolorosissimi e difficili, – commenta l’avvocato Federica Mancinelli, legale del nonno del bimbo – ha oggi visto definitivamente riconosciuta la verità.

Si è rivolta al dottor Mecozzi, medico regolarmente iscritto all’albo, per garantire a Francesco le migliori cure e mai avrebbero pensato accettato che lo avrebbe curato disattendendo i dettami della buona prassi medica.Nessuno potrà colmare la loro perdita, ma vedere confermata anche in Cassazione la condanna del Mecozzi li porta a sperare che sia di monito in futuro e possa evitare che altri si trovino a vivere una tragedia come la loro". "La sentenza della Cassazione pone fine a un processo particolarmente impegnativo, non solo dal punto di vista giudiziario ma anche emotivo, – conclude l’avvocato Corrado Canafoglia, legale dell’Unione Nazionale Consumatori – nel quale ci siamo impegnati per fissare chiaro un principio: i problemi di salute vanno affrontati ricorrendo alla medicina tradizionale, e anche quando si volesse ricorrere ai trattamenti omeopatici, come dettano le Linee guida del Ministero della salute, dopo tre giorni di insuccesso bisogna ricorrere alla medicina ufficiale.

Ciò per evitare che non vi siano più famiglie che piangono i loro cari".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Allarme Quad-Demic in Usa, quattro virus diversi in circolo negli States

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(Adnkronos) – Negli Usa è allarme Quad-Demic, la circolazione endemica e contemporanea di 4 virus diversi – influenza, virus respiratorio sinciziale (Rsv), covid e norovirus- per questa ragione 8 Stati americani hanno reintrodotto l'obbligo delle mascherine.  "Lo sapevamo già, in Italia non è una novità perché la circolazione di più virus c'è sempre stata anche da noi, solo che facevamo attenzione solo al virus dell'influenza".Così il virologo Fabrizio Pregliasco interviene con l'Adnkronos Salute sul Quad-Demic che sta imperversando negli Stati Uniti.  "Bene hanno fatto gli Usa a reintrodurre l'obbligo delle mascherine, così come nel Regno Unito le si indossano negli ospedali dopo il boom di casi di influenza – fa notare Pregliasco – mi sembra una cosa di buon senso.

Anche in Italia siamo nella fase acuta delle infezioni respiratorie, quindi sono favorevole al loro utilizzo negli ospedali, nelle Rsa e nei luoghi affollati e se si è vicini a soggetti fragili.Ma niente obbligo".  —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lega Serie A, De Siervo rieletto amministratore delegato con 17 voti

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(Adnkronos) –
Luigi De Siervo è stato rieletto amministratore delegato della Lega Serie A con 17 voti, nel corso dell'assemblea di Lega Serie A di oggi a Milano.Per lui, sostenuto con convinzione dalla maggioranza che ha già portato all’elezione del nuovo presidente Ezio Simonelli, si tratta del terzo mandato.

Avvocato dal 1994, De Siervo ricopre la carica di ad dal 2018 ed era stato confermato nel 2021.Per la rielezione sarebbero bastati 11 voti (il quorum della terza tornata), i numeri sono stati invece più corposi. Già votato amministratore delegato della Lega Serie A nel 2018 e confermato nel 2021, De Siervo è avvocato dal 1994.

Prima del ruolo in Lega, è stato dirigente responsabile Rai Trade nel settore Commercializzazione Tv, Home Video e Canali Tematici (2008-2010).In seguito, fino al 2014 ha ricoperto il ruolo di direttore commerciale Rai e dal luglio 2014 di Amministratore Delegato di Rai Com.

Successivamente, ha invece ricoperto l’incarico di ad di Infront Italy, società impegnata in attività di produzione, acquisto e cessione di programmi tv in Italia e all’estero.Da anni, De Siervo è impegnato nella valorizzazione del prodotto calcio italiano e porta avanti una battaglia contro la pirateria.

Uno dei punti fermi dei suoi mandati.  Nel corso dell'assemblea di oggi sono stati votati anche i 4 consiglieri.Si tratta del presidente del Milan Paolo Scaroni, dell'ad dell'Atalanta Luca Percassi , del presidente del Cagliari Tommaso Giulini e dell'ad del Bologna Claudio Fenucci. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Abedini: “Sollevato per liberazione Cecilia Sala” – Video

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(Adnkronos) – “Ha saputo della liberazione di Cecilia Sala, è rimasto soddisfatto da questo punto vista, preoccupato della sua situazione, ma sollevato di non essere più collegato direttamente alle sue condizioni”.A dirlo è Alfredo De Francesco, il legale di Mohammed Abedini Najafabadi, l'ingegnere iraniano arrestato il 16 dicembre a Malpensa su richiesta degli Stati Uniti, al termine di un colloquio nel carcere milanese di Opera. “Mi ha fatto capire che per queste sofferenze di Cecilia non potrà più essere ritenuto responsabile”, ha sottolineato l’avvocato (VIDEO). “L’ho trovato come al solito bene dal punto di vista fisico, stanco e sempre più provato – ha poi riferito – Sta spegnendo la televisione perché quando si vede in tv è sempre affiancato ad azioni di guerra o militari o comunque ritenuto responsabile di quei poveri ragazzi americani che sono stati uccisi.

Questa è una cosa che veramente lo distrugge dal punto vista umano ed emotivo”. A chi gli chiedeva se la liberazione della giornalista italiana fosse collegata al caso dell'ingegnere iraniano, il legale ha risposto: "Se qualcuno poteva pensare che ci fosse un collegamento, oggi non si può più pensare".  Nel penitenziario milanese era attesa una vista dell’ambasciatore iraniano Mohammad Reza Sabouri, che però non c’è stata.Abedini “mi ha chiesto perché l’ambasciatore non c’era ma gli ho spiegato che non c’erano problemi.

Tra l’altro dopo sentirò l’ambasciatore, c’è massima trasparenza con lui”, ha detto l'avvocato De Francesco. “Gli avevo già spiegato l’altra volta che probabilmente non sarebbe potuto venire – ha aggiunto il legale – parliamo dell’ultima volta che l’ho visto, quindi antecedente alla liberazione di Cecilia Sala.Uno si domanda perché una persona non viene ma le ragioni sono molto banali: impegni istituzionali.

L’ambasciatore si è scusato per non essere presente”. A una domanda sulla valigetta sequestrata ad Abedini, l'avvocato ha risposto che “c’’erano computer, alcuni fogli documentali commerciali, qualche sim che servono per strumenti anche personali e cellulari.Nulla di ‘delinquenziale’”. “Abbiamo già previsto che sarà presente all’udienza del 15 – ha detto ancora il legale – abbiamo predisposto una brevissima dichiarazione spontanea da parte sua in cui confermerà la sua disponibilità e il fatto di non voler scappare dall’Italia”.

Il giorno prima dell’udienza, ha ricordato l’avvocato, Abedini festeggerà in carcere il suo 39esimo compleanno, essendo nato il 14 gennaio 1986.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scuola, riforma sulle valutazioni: cosa cambia per elementari e medie

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(Adnkronos) – Alle scuole elementari tornano i giudizi sintetici, mentre alle medie il voto in condotta si esprimerà in decimi con un peso sulla promozione di fine anno.Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato l'ordinanza che definiscele modalità di valutazione periodica e finale degli apprendimenti degli studenti della Scuola primaria e del comportamento degli studenti della Scuola secondaria di primo grado.  A decorrere dall’anno scolastico 2024/2025, nella Scuola primaria, la valutazione sarà espressa attraverso giudizi sintetici, da 'Ottimo' a 'Non sufficiente', correlati alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti per ciascuna disciplina, compreso l’insegnamento dell’educazione civica.

Per la Scuola secondaria di primo grado, la valutazione della condotta degli studenti sarà espressa in decimi: coloro che otterranno un punteggio inferiore a 6/10 non saranno ammessi alla classe successiva o all’esame conclusivo del primo ciclo.  “Questa riforma segna un passo importante verso un sistema educativo più chiaro e trasparente, volto alla crescita formativa degli studenti – ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara – L’introduzione dei giudizi sintetici nelle Scuole primarie, molto più comprensibili dei precedenti livelli, permette infatti di tracciare con maggiore chiarezza il percorso formativo degli alunni, migliorando la comunicazione con le famiglie e al tempo stesso l’efficacia della valutazione.Il voto di condotta nella Scuola secondaria di primo grado mira a rafforzare la responsabilità individuale e il rispetto delle regole.

Un'attenzione particolare sarà riservata alla valutazione degli studenti con disabilità e con disturbi specifici dell'apprendimento, assicurando così un approccio inclusivo e personalizzato alle necessità di ogni singolo alunno”.Le scuole avranno tempo fino all'ultimo periodo dell'anno scolastico in corso per adattarsi alle nuove disposizioni e assicurarsi che le famiglie siano pienamente informate. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Venezuela, tensione per insediamento Maduro: chiuso confine con la Colombia

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(Adnkronos) – Il Venezuela ha chiuso il suo confine con la Colombia in vista della cerimonia di insediamento oggi di Nicolas Maduro, che si è dichiarato vincitore delle elezioni del 28 luglio.Una vittoria contestata non solo dall'opposizione, ma da Usa, Parlamento Ue e altri Paesi della comunità internazionale che ritengono il candidato dell'opposizione, Edmundo Gonzalez, il vincitore legittimo delle elezioni.

E per oggi sono attese nuove proteste con migliaia di persone in piazza. "Abbiamo informazioni su una cospirazione internazionale per disturbare la pace del Venezuela.Noi ordineremo su indicazione del presidente Nicolas Maduro la chiusura del confine con la Colombia" fino a lunedì mattina, ha annunciato il governatore dello Stato venezuelano di Tachira, Freddy Bernal.  Durante una manifestazione ieri a Caracas contro l'insediamento, è stata arrestata e trattenuta per alcune ore, María Corina Machado la leader dell'opposizione venezuelana. "Il mio cuore è con il venezuelano che è stato ferito da un proiettile quando le forze repressive del regime mi hanno arrestato, ora sono in luogo sicuro più determinata che prima ad andare con voi fino in fondo", ha scritto oggi su X.

Nel suo post, Machado assicura che continuerà a tenere informati su quello che è successo e "quello che succederà oggi", suggerendo quindi che ci saranno nuove proteste durante l'insediamento di oggi.  Le parole di Machado arrivano dopo che il governo venezuelano ha negato l'arresto, affermando che l'opposizione "ha mentito". "Vi assicuro che se avessimo deciso di arrestarla, sarebbe detenuta, ma era lei che implorava di essere arrestata e tutte quelle informazioni sono arrivate dall'esterno senza ragione", ha detto il ministro dell'Interno, Diosdado Cabello sostenendo che la notizia dell'arresto è stata "montata" dall'opposizione.  Nel post Machado ha poi ringraziato i venezuelani che sono scesi in piazza in tutto il Paese. "Il coraggioso popolo venezuelano ha dimostrato come si vince la paura, grazie a tutti i cittadini che sono scesi in piazza per rivendicare la nostra vittoria del 28 luglio", ha detto la leader che ieri ha sfidato il mandato d'arresto emesso contro di lei, e che da mesi la costringe a vivere in clandestinità, per unirsi alle proteste.  Anche Gonzalez, che da settembre vive in esilio in Spagna ma dalla scorsa settimana è impegnato in un tour internazionale che l'ha portato in diversi Paesi dell'America Latina e negli Stati Uniti da dove ha ribadito più volte che oggi entrerà in Venezuela per l'insediamento, ha affermato che "i venezuelani non hanno paura, per loro e per la comunità internazionale che ci ha appoggiato con forza, Marina Corina è stata liberata".   "Le notizie che arrivano dal Venezuela rappresentano un altro inaccettabile atto della repressione del regime di Maduro, di cui non riconosciamo la proclamata vittoria elettorale.Intendiamo continuare a lavorare per una transizione democratica e pacifica.

Le legittime aspirazioni di libertà e democrazia del popolo venezuelano devono finalmente trovare realizzazione", dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dal canto suo la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, chiede di "restituite il Venezuela al popolo.Maduro dovrebbe affrontare la giustizia, non prestare un giuramento illegittimo". "La libertà deve prevalere.

Il Venezuela è libero", scrive in un post in spagnolo. Maduro ha rivendicato la vittoria alle elezioni di luglio 2024, un processo viziato da pesanti irregolarità, pur non riuscendo a dimostrare la legittimità del voto. A settembre il Parlamento europeo ha riconosciuto il candidato di opposizione Edmundo González come il presidente legittimo.Quest'ultimo si era presentato in vece della leader dell'opposizione Maria Corina Machado, a cui è stato impedito di correre.  A ottobre il Parlamento europeo ha assegnato a González e Machado il Premio Sakharov per la libertà di pensiero.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid, primo bollettino settimanale 2025: 1.562 casi e 45 morti

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(Adnkronos) – Piccole variazioni in crescita nei dati Covid in Italia nella prima settimana del 2025 rispetto all'ultima tra Natale e Capodanno.Tra il 2 e l'8 gennaio i casi sono stati 1.562, erano 1.559 nei 7 giorni prima; i decessi sono 45 ed erano stati 31.

Questi i dati del bollettino settimanale pubblicato sul sito del ministero della Salute.Sono aumentati i tamponi, 42.025, rispetto ai 34.532 dell'ultima settimana di dicembre.

Il tasso di positività scende dal 4,5% al 3,7%.Lombardia, Toscana e Veneto sono le regioni che in numeri assoluti hanno riportato più casi.

Le Marche registrano ancora il tasso di positività più alto cresciuto dal 11,4% della settimana precedente al 16,8%.  "Il lieve, lievissimo aumento dei casi di Covid nella prima settimana del 2025 molto probabilmente è legato alla maggiore attenzione ai test.Si eseguono più tamponi perché siamo in piena fase acuta delle infezioni respiratorie e per questo motivo occorre capire se l'infezione che ci ha colpito sia influenza oppure covid".

Così il virologo Fabrizio Pregliasco commenta con l'Adnkronos Salute i dati del bollettino. "Occorre fare attenzione ai fragili, pazienti immunodepressi, oncologici e over80 perché il Covid è ancora tra noi anche se oggi fa meno paura" conclude Pregliasco.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)