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Unioni civili, riappare Vendola Nichi con un video per #SvegliaItalia. Cirinnà a Roma: «Il Papa? Belle parole ma il ddl è costituzionale»

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Parroco pro gayIl nodo che divide non solo i partiti ma lo stesso Pd è quello dello «stepchild adotion», letteralmente «adozione del figliastro». È il meccanismo che permette a uno dei membri di una coppia di essere riconosciuto come genitore del figlio, biologico o adottivo, del compagno. Possibilità che il ddl Cirinnà estende anche alle coppie omosessuali. Proprio la senatrice del Pd è stata accolta da un’ovazione ieri a Roma quando è salita sul palco della manifestazione in piazza del Pantheon a Roma. In migliaia l’hanno applaudita quando ha assicurato che «questa legge dimostrerà che quando il Pd è unito non c’è nessuno che lo blocca».

A chi poi le chiedeva se le parole del Papa potessero cambiare qualcosa, Cirinnà ha risposto: «No, affatto. Quelle del Papa sono bellissime parole ma nella legge è chiaro che le unioni civili si fondano sull’articolo 2 e non sull’articolo 29 sul matrimonio, e quindi la legge è pienamente costituzionale».

I partiti, a pochi giorni dall’arrivo in aula del testo, si sono schierati. Nel centrodestra sono per il no Fratelli d’Italia e la Lega mentre Berlusconi, pur avendo dichiarato di essere a favore della regolamentazione delle unioni civili ha lasciato libertà di coscienza ai suoi parlamentari. Nel centrosinistra se il Pd è dilaniato tra la parte più cattolica e quella «renziana», il M5S e Sel sono invece compatti per il via libera la testo.

 

https://www.youtube.com/watch?v=gJjYctv5ix8

 

Sono 6 mila gli emendamenti che «gravano» sul testo – oltre 5 mila della Lega e 300 di Forza Italia – anche se i fascicoli non sono ancora disponibili. nel Pd invece si sta cercando di trovare un punto di incontro. Al momento sono due le strade che vengono ritenute percorribili. La prima ha come cardine l’emendamento a firma Lumia, Fedeli e altri: esplicitare il ruolo del Tribunale dei minorenni, ribadire che il percorso che porta all’adozione del figlio del partner non è automatico. La bussola è la sentenza della Consulta del 2010, i Dem hanno lavorato per superare ogni dubbio di incostituzionalità, togliendo i riferimenti all’istituto del matrimonio per far cadere le accuse di equiparazione con le unioni civili. Il piano A tiene insieme una gran parte del gruppo Pd, ma certamente non i cattolici che lo giudicano insufficiente. I cattolici del Pd – una trentina circa – chiedono però un’apertura vera, di non trovarsi di fronte ad un muro e nelle condizioni di dire no anche al voto finale sul provvedimento.

Luigi Frasca / iltempo

Cirinnà a Roma: «Il Papa? Belle parole ma il ddl è costituzionale»

Il “supercanguro”, per capirci: un emendamento che contiene precetti normativi che costituiscono di fatto già la legge sulle unioni civili (compresa la stepchild adoption ) e che serve per bypassare il dibattito su moltissimi altri emendamenti. Mi fanno pena. Noi andiamo avanti per la nostra strada, che è quella giusta: “riconoscere i diritti di tutti, certo, ma tutelare la famiglia naturale garantendole (come noi facciamo in Lombardia) tutti quei diritti che la nostra Costituzione repubblicana stabilisce all’articolo 29: “‘La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio'”.

A Ferrara la manifestazione – organizzata dalle associazioni Circomassimo Arcigay e Arcilesbica, Famiglie Arcobaleno e Agedo – si terrà alle 16 in piazza del Municipio. Circa 200 le persone che sono scese in piazza nei giardini di corso Cavour dove si è svolta la manifestazione #svegliatitalia, quella a favore delle unione civili. 2 e non sull’art.

Paola Binetti, deputata Ncd-Udc: “Forte, chiara e netta si è levata ieri la voce del Papa a proposito di ciò che debba intendersi per famiglia e di ciò che costituisca una realtà decisamente diversa”.

Anche i presuli del Piemonte sono stati chiari: “Gli adulti non possono e non devono trasformare desideri in diritti e imporre al minore ciò che ritengono bello e giusto per se stessi”.

L’Italia infatti lo scorso 21 luglio è stata condannata dalla corte per i diritti dell’uomo che ha ritenuto che “la tutela legale attualmente disponibile” nel nostro Paese “per le coppie omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di due persone impegnate in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile“. E la senatrice non ci sta all’ipotesi di soluzioni rabberciate sulla stepchild adoption: se l’articolo 5 del ddl saltasse del tutto sotto i colpi del voto segreto, “avremmo almeno giocato la battaglia”.

“Per la Chiesa “non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo diunione“, afferma il Pontefice spiegando, tuttavia, che chi vive altre forme di unioni è oggetto della “misericordia” della Chiesa”.

Corriere Della Sera titola “Unioni civili, richiamo del Papa” e nell’occhiello dà conto anche delle parole di Matteo Renzi, che ha sottolineato l’urgenza di questa legge.

Tra i movimenti in campo senza esitazioni i Neocatecumenali, Rinnovamento nello Spirito, la Comunità Giovanni XXIII, Mcl, ma sostegno, anche se più timido, pure da Azione Cattolica. Il ministro ha sostenuto di approvare il riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto ma “non si deve stravolgere il fulcro della società, cioè la famiglia“. È la conseguenza giuridicamente inevitabile del DDL Cirinnà sulle Unioni Civili. “Questa è una legge che meriterebbe di essere fatta oggetto di uno sforzo maggiore di ponderatezza, precisione ed equilibrio.*Auspichiamo davvero con forza che il Parlamento si dia il tempo e le modalità necessarie per farlo, con il necessario sforzo di ascolto delle istanze del Paese”.

Evangelisti Maggiorino

Pedullà: “Napoli stregato da De Roon, anticipati club di Premier”

Il Napoli letteralmente stregato da Marten de Roon: lo abbiamo detto e lo ripetiamo. Aggiungendo ora qualche particolare in più: il club di De Laurentiis ha deciso di anticipare quando ha memorizzato che non soltanto qualche big italiana aveva chiesto informazioni. Anche e soprattutto dalla Premier League avevano mandato emissari con una certa continuità, in attesa di formulare una proposta. Già, perché una delle maggiori qualità di de Roon, oltre al senso tattico, è la fisicità unità a una spiccata personalità. Nato come difensore centrale, in mezzo al campo spopola. Per l’Heerenveen è stata una plusvalenza importante, lo aveva preso a parametro zero, per l’Atalanta sarà una plusvalenza ancora più marcata. Riepilogando: nella lista dei probabili acquisti per luglio de Roon ha già un ruolo di primissimo piano. Predestinato. Lo riferisce Alfredo Pedullà.

Napoli-Empoli, aperta la Curva A soltanto agli abbonati

Sono in vendita i biglietti per Napoli-Empoli, 22esima giornata di Serie A di domenica 31 gennaio al San Paolo (ore 15).

Come previsto dalla Determinazione del CASMS,  il settore Curva A resterà chiuso. Su Ordinanza della Prefettura sarà consentito l’ingresso esclusivamente ai soli abbonati di Curva A.

I tagliandi si possono acquistare nelle abituali ricevitorie autorizzate.

Questi i prezzi 

SETTORE    PREZZO
Tribuna Onore    Euro   60
Tribuna Posillipo    Euro   50
Tribuna Nisida    Euro   40
Distinti    Euro   25
Tribuna Family    Euro   10
Curve    Euro   14
Ridotto Tribuna Family: Euro 5

sscnapoli.it

Domani Grassi a Castel Volturno, poi dovrebbe toccare a Barba

La Gazzetta dello Sport scrive: “Vincere da capolista in trasferta: ecco l’ennesimo esame da superare. La vetta va puntellata, come la rosa del Napoli. Grassi arriverà domani, poi dovrebbe toccare a Barba. Si guarda al futuro, ma le aspettative dei tifosi erano altre. Sarri è molto diretto in merito: «Mi piacciono i giovani, però bisogna tener conto del contesto ed essere chiari sugli obiettivi nel breve-medio periodo. Questo è un anno di costruzione…». Un modo elegante per dire che da un organico così non si può pretendere lo scudetto. Sarri ha imparato che certi termini non vanno usati”

L’ultima sfida di Grillo: “Diritto di voto a 16 anni”

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Il leader del M5S: «In molti Paesi esiste già, sarebbe un corretto equilibrio generazionale»

«A sedici anni puoi lavorare, puoi pagare le tasse, ma non puoi votare. Un giovane non può determinare il suo futuro attraverso la scelta del governo nazionale del suo Paese. È un controsenso perché il giovane è il primo a doversi esprimere sul futuro, è colui infatti che lo vivrà più di altri, che ha più diritto a esprimersi su scelte realmente sostenibili». È quanto si legge in un post sul blog di Beppe Grillo.  

«Che mondo lo aspetta con le decisioni folli fatte dalle generazioni che lo hanno preceduto? Generazioni che probabilmente maledirà in futuro? Se un sedicenne è immaturo (una vecchia leggenda…) come giudicare maturi o saggi coloro che investono in armi, distruggono l’ambiente, scatenano le guerre, che gli sottraggono il diritto alla pensione e al lavoro?», prosegue Grillo. «Siamo il Paese con le soglie d’età per entrare in Parlamento tra le più alte al mondo: 25 anni per essere eletti alla Camera e 40 per il Senato. Con la popolazione più anziana d’Europa e i giovani con il tasso di disoccupazione più alto d’Europa (40% tra i 18 e i 24 anni)», si legge ancora nel post.  

Grillo aggiunge: «Il voto a sedici anni esiste già in molti Stati: Austria, Argentina, Brasile, Ecuador, isola di Man, di Jersey e di Guersney, Cuba, in Svizzera nel cantone di Glarona e in Germania in molti Lander e in Scozia per il referendum sull’indipendenza. I 16 e i 17enni in Italia sono circa un milione e centomila, se potessero votare pareggerebbero gli elettori cosiddetti anziani sopra i 65 anni. Sarebbe un più corretto equilibrio generazionale».  

Per Grillo, «il voto è anche uno strumento per arrestare il fenomeno di distacco dalla politica da parte dei giovani cittadini. Il M5S ha votato per l’estensione del voto ai sedicenni nella riforma della legge elettorale europea, nel Parlamento italiano ha presentato una mozione di riforma costituzionale e istituzionale per estendere il voto anche ai referendum popolari sulla modifica di governo e di Stato. Entrambe le proposte sono state bocciate». «La paura dei giovani è l’unico motivo per non dare loro il voto, forse perchè sono i più informati e sfuggono ai controllo dei media controllati dal regime e con il loro voto cambierebbero il Paese», conclude Grillo.  

 
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“I 5Stelle pagano la ragazza di Di Maio” Grillo? Chi comanda è solo Casaleggio». (Nino Materi*)

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Tre anni per trasformare un sogno politico in un incubo. Serenella Fucksia, classe 1966 di Fabriano (Ancona), ci ha messo tre anni per capire che tra le 5 stelle del «suo» movimento c’è un buco nero che «inghiotte trasparenza e meritocrazia»

Per averlo denunciato è stata espulsa dal movimento. Ora è nel gruppo Misto e medita di tornare a fare il medico del lavoro.Scusi senatrice, ma M5S non doveva rappresentare la nuova politica?«Quando ho iniziato lo credevo anch’io. Oggi la delusione è totale per aver scoperto che M5S è un partito come gli altri. Anzi peggio.E perché mai?«Perché ha illuso l’elettorato che lo ha votato in massa, nella certezza che avrebbe fatto una politica diversa».E invece?«Invece è caduto negli stessi vizi della cosiddetta Prima Repubblica. Quella stessa partitocrazia che Grillo aveva promesso di spazzare via».Quindi, un grande bluff?«Un autentico tradimento».Con addirittura l’accusa di «voto di scambio mafioso», come insegna la brutta storia al Comune di Quarto, col sindaco Rosa Capuozzo dimissionaria e capro espiatorio di un gioco più grande.«La vicenda Capuozzo è lo specchio di un movimento ormai allo sbando».Cioè?«Il direttorio che ha espulso la Capuozzo sapeva delle minacce. Di quei ricatti sapevano Fico e Di Maio. Ma loro sono intoccabili. La Capuozzo invece…».Una strategia kamikaze…«Ma funzionale al cerchio magico».Quale cerchio magico?«Quello che gravita attorno a Casaleggio e che in M5S fa il bello e il cattivo tempo, dettando la linea e gestendo un sacco di soldi».Non eravate quelli che dovevano «moralizzare» la politica?«Il nostro gruppo beneficia di enormi finanziamenti. Come vengono usati questi soldi? Sono stati stipulati contratti onerosissimi a beneficio dei soliti noti. Altro che moralizzazione…».A chi si riferisce?«Sa, ad esempio, chi teneva i nostri corsi di comunicazione? La fidanzata di Di Maio».Ma lo ha detto a Grillo?«Grillo ormai si è allontanato dal movimento. Chi comanda è la Casaleggio Associati».E chi non si «associa»?«Viene espulso».

La voglia di normalità delle famiglie arcobaleno MARCO BELPOLITI*

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Chissà se il movimento gay, lesbiche e trans quando ha scelto la bandiera arcobaleno quale proprio emblema ha pensato alla canzone che canta Dorothy nel “Mago di Oz”: Over the Rainbow? Probabilmente no.  

Questa bandiera del resto ha già una sua lunga storia; dal movimento hippy californiano degli Anni Sessanta alle manifestazioni popolari contro la guerra e per la pace degli Anni Ottanta, sono diversi i gruppi e le aggregazioni che hanno issato questa sequenza di colori come proprio stendardo. L’hanno fatto per ricordare che l’arcobaleno è un fenomeno fisico che appare là dove cessano le implacabili piogge, com’era accaduto allo stesso Noè nel momento in cui, dopo il Diluvio universale, cercava di toccare la terra ferma per ricominciare la vita sulla faccia della Terra invasa dalle acque con il suo vascello di creature a coppie. Le famiglie arcobaleno, che sono scese in piazza per manifestare a favore delle unione civili hanno molta voglia di andare al di là di questo simbolo, come canta Dorothy, Noè compreso, e di entrare in una vita quotidiana fatta di una sicurezza garantita dalla legge, qualcosa di molto normale, dove la parola ha un significato letterale: vivere in una norma sancita e uguale per tutti.  

Quello che appare oggi in gioco nella estremizzazione del problema delle «unioni civili» è il tema della identità là dove, ci ricordano gli antropologi, l’identità è sempre una costruzione culturale. Appena una società intende costruire una propria identità intorno a un valore – in questo caso «la famiglia» – immediatamente s’imbatte in un problema di alterità. L’identità si costruisce a scapito della alterità, combattendo l’alterità, riducendo quelle che sono le possibili potenzialità alternative, ha scritto Francesco Remotti in un libro che andrebbe letto e meditato: Contro l’identità (Laterza). Per quanto l’identità respinga, l’alterità risorge in modo prepotente e invincibile. Non c’è dubbio che le famiglie arcobaleno costituiscono un’alterità rispetto a quella che è l’identità famigliare dominante nella nostra società. Ricordando quanto ha scritto un’altra antropologa, Mary Douglas, ogni tentativo di purificazione reca con sé l’idea di impurità, di sporco. Non esiste l’impuro di per sé, ma solo in rapporto a un ordine che lo istituisce come tale, per opposizione. Nello scontro in corso intorno alle unioni omosessuali la coppia puro/impuro è una sorta di non detto, dal momento che c’è la tendenza a stabilire la norma e contemporaneamente l’anormalità, la purezza cui corrisponderebbe l’impurità. Tutto questo è una costruzione sociale. Non esiste un’identità umana unica e incontrovertibile, una norma stabilita una volta per tutte. 

In un suo articolo di qualche anno fa, che oggi si legge in un libro recente, Siamo tutti cannibali (il Mulino), Claude Lévi-Strauss ha mostrato come non sia affatto la consanguineità a fondare la famiglia. Il grande etnologo francese fa l’esempio di società in cui la famiglia è composta di un fratello e di una sorella e nessun padre: tutti i figli avuti dalla donna sono stati concepiti con partner diversi, ma ne fanno integralmente parte e sono allevati dai fratelli; in un’altra una donna sterile può essere considerata un uomo e sposare un’altra donna e allevare con lei i figli. Altre ancora hanno abolito la categoria del marito e si sono fondate su forme di struttura famigliare che esclude quella biologica puntando piuttosto sul legame sociale. Le famiglie arcobaleno rappresentano una diversità e una ricchezza che gli antropologi si guarderebbero bene di respingere. Non sono la maggioranza nella nostra società, non costituiscono a loro volta una norma, ma appunto una diversità, quella di cui abbiamo bisogno per costruire la nostra stessa identità prevalente. I colori con cui hanno sfilato nelle città italiane sono il segno di una pluralità rispetto ai vessilli monocromatici che dominano il nostro Occidente. Non delle aberrazioni, bensì alterità. Over the Rainbow, canta Dorothy. Proviamo ad andare davvero oltre.

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Papa Francesco sulla famiglia non ha fatto nessun passo indietro. EUGENIO SCALFARI*

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Bergoglio ha chiesto di non confondere unioni civili e matrimonio, ma nello stesso giorno ha parlato di amore misericordioso per quanti vivono situazioni diverse dalle nozze, per scelta o per circostanze della vita. Sullo scontro di piazza, tra organizzatori del Family Day e associazioni laiche, non interviene. E all’episcopato italiano già da tempo ha ricordato che non deve occuparsi di politica.

“La Chiesa ha indicato al mondo che non ci può essere confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”. Questo ha detto papa Francesco nel suo discorso di venerdì all’apertura dell’anno giudiziario del tribunale della Sacra Rota e questo avrebbe significato un passo indietro rispetto all’apertura verso la modernità contenuta nelle prescrizioni del Concilio Vaticano II la cui citazione finora Francesco ha sempre assunto come il maggior compito del suo pontificato. Ma non ha detto soltanto questo. Nel finale del suo intervento ha anche affrontato il tema dei mutamenti che possono verificarsi dentro e fuori della famiglia consacrata dal matrimonio religioso: “La famiglia fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo appartiene al sogno di Dio ma i responsabili dei processi matrimoniali non dovranno mai dimenticare il necessario amore misericordioso verso quanti, per libera scelta o per infelici circostanze della vita, vivono in uno stato obiettivo di errore”.

Infatti, nello stesso giorno del suo intervento al tribunale rotale, il Papa ha inviato anche un messaggio ai partecipanti alla cinquantesima giornata mondiale della comunicazione in cui ha invitato a “esprimersi con gentilezza e comprensione anche nei confronti di quanti, in merito al matrimonio pensano e agiscono diversamente”. Che questo sia il suo atteggiamento nei confronti delle cosiddette unioni civili tra persone sessualmente eterogenee o anche dello stesso sesso, è noto da tempo. Il Papa insomma distingue tra famiglie matrimoniali e unioni civili di qualunque tipo e non nega affatto che la stessa posizione sia riconosciuta legalmente.

Nel contrasto di piazza che si sta verificando tra associazioni cattoliche nel “Family Day” che avrà luogo il 30 prossimo e le molteplici associazioni laiche che andranno avanti fino a quando la legge presentata dal governo sarà discussa e, in forma emendata, approvata (dal 28 prossimo) Francesco non interviene; il compito spetta semmai all’episcopato italiano al quale tuttavia viene ricordato che non deve più occuparsi di politica ma chiarire la posizione pastorale sui problemi in discussione.

Il cosiddetto passo indietro di Francesco sul tema della famiglia non c’è dunque stato. Naturalmente Francesco, come già avvenuto nella discussione sinodale sul tema dell’accesso dei divorziati risposati che chiedono di esser riammessi ai sacramenti, deve cercare soluzioni di compromesso (temporaneo) per mantenere l’unità della Chiesa sinodale. Sul tema dei sacramenti ai divorziati risposati il compromesso è stato di affidare ai vescovi e ai confessori da essi delegati, di decidere se il richiedente può essere riaccolto oppure no. In questo modo l’uscio della riammissione è stato aperto per metà, caso per caso; ma è sempre possibile ai richiedenti della riammissione che abbiano ricevuto parere negativo dal confessore di ripresentarsi dopo qualche tempo penitenziale e formulare di nuovo la richiesta ed è altrettanto possibile, anzi è praticamente certo, che quella seconda richiesta sia accolta.

In questa fase – come sappiamo – la tensione tra il Papa e la Curia ha raggiunto il suo massimo, sicché Francesco deve tenere unita la più larga maggioranza possibile dell’episcopato che privilegia l’azione pastorale e rappresenta in questo modo la Chiesa missionaria voluta da Francesco. Questo spiega ampiamente il compromesso in materia di matrimonio e di unioni civili.

Del resto la parola famiglia è una parola pluri-significativa: designa una comunità di persone unite tra loro da vincoli di affetto o di amicizia o di semplice appartenenza ad una comunità. Nell’antica Grecia e nell’antica Roma la famiglia comprendeva uomo e donna, nonché figli e nipoti, ma anche parenti lontani nel grado di parentela e schiavi, giocolieri, buffoni. Quella insomma che nella Roma classica era chiamata “gens” e aveva anche un nome: la gens Giulia o Claudia o Scipia o Flavia. Ma in tempi attuali esistono anche in tutto il mondo le famiglie mafiose, che prendono il nome del loro capo. Sicché la famiglia matrimoniale non ha natura diversa da quella legalizzata delle unioni civili; sempre di famiglie si tratta, di unioni con analoghi contenuti ma diversi termini lessicali che li distinguono. Il Papa tutte queste varianti le conosce benissimo.

Del resto c’è un altro elemento che Francesco conosce altrettanto bene: la concezione musulmana della famiglia è completamente diversa da quella cattolica, a cominciare dalla supremazia del maschio e dalla poligamia. Ma anche la concezione ebraica è diversa perché la Bibbia dell’Antico Testamento prevede famiglie con due o anche tre mogli per un solo marito. Francesco predica il Dio unico, specialmente tra i tre monoteismi ma per tutte le forme di divinità trascendente. Un Dio unico con scritture e tradizioni diverse, ma unico comunque, sicché le diversità tra le scritture e le tradizioni hanno un impatto assai modesto e sono comunque soggetti a cambiamenti continui che incidono sulla lettera ma non sull’essenza spirituale delle religioni. E questo è tutto per quanto riguarda papa Francesco.

Ma ora c’è il côté laico da descrivere. Chi sono e che cosa pensano su questi problemi?
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I laici si dicono tali indipendentemente dall’essere o non essere religiosi d’una qualunque religione. Di solito sono contrari alla trascendenza; una delle “bibbie” del pensiero laico è infatti Baruch Spinoza, che aveva teorizzato l’immanenza della divinità con il motto ormai famoso “Deus sive Natura”. Comunque non si è laici e non ci si autodefinisce come tali se non per il fatto che ci s’identifica con i valori di libertà, eguaglianza, fraternità. Gustavo Zagrebelsky, su Repubblica di ieri, sostiene che il laico s’identifica con la democrazia, cioè con l’attribuzione del potere al cosiddetto popolo sovrano. Vero, ma fino ad un certo punto. Non sempre infatti il popolo sovrano sostiene con fatti e non solo con parole tutti e tre quei valori. L’Atene di Pericle era piena di schiavi e così pure la Roma repubblicana e poi imperiale. Ed anche la Galilea dove Gesù di Nazaret predicò duemila anni fa. Infine la democrazia borghese ha sempre puntato sulla libertà a spese dell’eguaglianza e la democrazia operaia pur d’ottenere l’uguaglianza ha messo molto spesso in soffitta la libertà.

Concludo su questo punto che i laici sono certamente democratici sempreché quei valori siano tutti e tre considerati con pari forza, il che vuol dire la difesa dei diritti e insieme ad essi dei doveri che ciascun diritto comporta come corrispettivo in favore di quella stessa comunità che riconosce i diritti.

Personalmente critico Renzi tutte le volte (e purtroppo sono parecchie) che deturpa sia i diritti che i doveri, sia sullo scacchiere nazionale che su quello internazionale; ma nel caso in questione che riguarda le unioni civili, l’appoggio che sta dando alla legge proposta dalla senatrice Cirinnà rappresenta un impegno del nostro presidente del Consiglio che merita piena lode. Lode che si accresce quando vediamo che gli si oppongono la Lega, Forza Italia e Grillo con motivazioni prive di senso, per nascondere quella vera di attacco antirenziano. Ci sono mille possibili motivazioni di antirenzismo, a cominciare dalla legge costituzionale e dal referendum che dovrebbe confermarla, ma questa contro la legge Cirinnà no, non regge per nessuna ragione da chi professa una libertà anarchica (Grillo) o un clericalismo da strage di San Bartolomeo.

Naturalmente anche Renzi, come papa Francesco, ha studiato qualche compromesso per superare l’ostilità dei cattolici del suo partito. Ma la Cirinnà, sia pure emendata ma sostanzialmente integra, è un passo avanti notevole, del quale si parla da trent’anni senza che nulla sia stato fatto finora. Nel frattempo la questione è stata legalizzata in tutti gli altri Paesi dell’Occidente, in modo ancor più integrale; si tratta in grande maggioranza di Paesi dove le religioni dominanti sono di carattere protestante e quindi con meno remore al contrario di quanto avviene da noi. L’Italia o è laica nel senso sopraddetto o è cattolica ma oggi con un Papa aperto all’incontro con la modernità. Perciò la legge Cirinnà si discuterà il 28 prossimo e si voterà. Il risultato favorevole non è sicuro, ma probabile. L’ho già detto: spero questa volta che Renzi vinca.

Ci sarebbe ora da parlare dell’Europa. Lo faremo domenica prossima. Oggi posso solo dire che ci sono, in un’Europa divisa in mille pezzi, due sole posizioni positive: quella di Draghi che sta lottando con tutti i mezzi per uscire dal pericolo di un’altra recessione e quella di Schäuble che propone un piano Marshall europeo che aiuti i Paesi africani dove nasce l’emigrazione che ha l’Europa come obiettivo.

Mi sia consentito chiudere con un brano tratto da una poesia di Thomas S. Eliot che – mi sembra – coglie pienamente la transitorietà del tempo che ci attraversa: “Una dopo l’altra / case sorgono cadono crollano vengono ampliate vengono demolite distrutte restaurate… /C’è un tempo per costruire / e un tempo per vivere e generare / e un tempo perché il vento infranga il vetro sconnesso… / Dobbiamo muovere ancora e ancora / verso un’altra intensità/per un’unione più compiuta, più profonda / attraverso il buio freddo e la vuota desolazione, / il grido dell’onda, il grido del vento, la vastità delle acque /della procellaria e del delfino. Nella mia fine è il mio principio”.

*larepubblica

Il messaggio di Obama agli alleati MAURIZIO MOLINARI*

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Barack Obama flette i muscoli contro il Califfo lasciando intendere di voler rimediare a decisioni tattiche che, negli ultimi tre anni, hanno indebolito gli Stati Uniti in Medio Oriente e Nordafrica giocando a favore dei suoi avversari e innescando una spirale di sanguinosa instabilità. A descrivere quanto sta avvenendo a Washington sono le parole dei due più stretti collaboratori dell’inquilino dello Studio Ovale.  

Il vicepresidente Joe Biden sceglie la tappa ad Ankara per far sapere che «siamo pronti ad una soluzione militare contro lo Stato Islamico se governo e ribelli in Siria non raggiungeranno un’intesa politica» ovvero se fallirà il negoziato di Vienna sulla transizione a Damasco. E, nelle stesse ore, il generale dei Marines Joseph Dunford, capo degli Stati Maggiori Congiunti, da Washington si dice a favore di una «decisiva azione militare per bloccare l’espansione di Isis in Libia, in maniera da sostenere un processo politico di lungo termine».  

Tanto in Siria e Iraq come in Libia l’amministrazione Usa parla di possibile intervento armato collegandolo all’impegno per favorire intese locali fra le fazioni in lotta. Se ciò avviene è perché il presidente Obama, a meno di 11 mesi dall’Election Day che designerà il suo successore, vede il rischio di un’eredità politica macchiata dai successi del Califfo dello Stato Islamico, Abu Bakr al-Baghdadi. Dopo aver equiparato Isis nel 2014 ad una squadra giovanile di basket ed essersi vantato nel 2015 di averne ridotto estensione territoriale e capacità militari, Obama si trova davanti un Califfato che, pur obbligato a difendersi nelle roccaforti siro-irachene, ha debuttato sul palcoscenico del terrorismo globale con gli attentati di Sharm el-Sheik e Parigi, ed è riuscito a conquistare il controllo di almeno 200 km di coste libiche, con tanto di vista sulle rotte strategiche del Mediterraneo Centrale.  

La possibilità che i jihadisti mettano a segno nuovi devastanti attentati in Occidente o riescano ad edificare un Califfato maghrebino, fra Libia e Tunisia, è tale da far temere a Obama un finale di mandato capace di travolgere non solo ciò che resta della sua popolarità ma anche le sorti del proprio partito democratico impegnato nella sfida elettorale per mantenere il controllo della Casa Bianca e riconquistare almeno un’aula del Congresso. Da qui la possibilità che sia il Pentagono di Ashton Carter – atteso in Italia nelle prossime settimane – il protagonista di iniziative contro Isis capaci di infliggere colpi sufficienti ad essere percepiti come successi dall’opinione pubblica americana. Perché non c’è nulla di peggio, nella cultura politica americana, di essere percepiti come un «loser», un perdente. Ciò significa che gli alleati di Washington su ognuno degli scacchieri militari anti-Isis – Siria, Iraq e Libia – potrebbero trovarsi nella condizione di condividere o rifiutare interventi contro il Califfato più energici ed efficaci dei raid aerei fino a questo momento realizzati dalla coalizione creata nel 2014.  

Le avvisaglie sono descritte dai fatti di cronaca degli ultimi dieci giorni: le piste d’atterraggio in costruzione da parte dei genieri nella regione curda della Siria per far atterrare aerei da trasporto, la presenza di truppe speciali nel Nord Iraq e le indiscrezioni su analoghe missioni in corso in Cirenaica lasciano intendere che il Pentagono sta posizionando sul terreno le risorse necessarie per condurre operazioni in profondità. Non si tratterà di tradizionali interventi di terra, a cui Obama continua ad opporsi, ma di raid ben visibili a sostegno di truppe locali, al fine di assestare duri colpi ad un avversario che finora si è giovato della scarsa presenza americana. 

*lastampa

 
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ISCHIA: I CONVOCATI PER L’IMPEGNO CASALINGO CONTRO IL MESSINA, RECUPERATO ORLANDO

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Al termine della seduta di rifinitura, il tecnico Di Costanzo ha reso noto la lista dei convocati per la partita Ischia Isolaverde-Messina, valevole per la 19^giornata del girone C di Lega Pro in programma sabato 24 Gennaio alle ore 14.00. Il nuovo allenatore per questo match deve rinunciare per squalifica al capitano Armeno. Tra i convocati rientra Orlando che partirà dal primo minuto in campo. Nella lista dei convocati spicca anche il giovane Passariello della formazione Berretti e il nuovo acquisto Pablo Barbosa Moreira.

PORTIERI: IULIANO Rino, MODESTI Nicola.

DIFENSORI: BRUNO Francesco, FILOSA Liberato, FLORIO Filippo, GUARINO Vincenzo, MORACCI Leonardo, PORCINO Antonio, SAVI Davide, SIRIGU Giampaolo.

CENTROCAMPISTI: BARGIGGIA Luca, CALAMAI Matteo, DE CLEMENTE Giuseppe, DI BELLO Gianmario, PALMA Giuseppe, PASSARIELLO Salvatore, SPEZZANI Mattia.

ATTACCANTI: BARBOSA MOREIRA BLAITNER Pablo, KANOUTE Mamadou Yaye, MANNA Giuseppe, ORLANDO Luca.

INDISPONIBILI: ARMENO Gennaro, DI VICINO Giorgio, FALL Ameth, MANCINO Nicola

Diritti coppie Gay: Italia spaccata in due

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Insomma l’inizio del 2016 sembra più un periodo medioevale che uno di epoca moderna.

Quello che sta succedendo in questi giorni sta scuotendo molte coscienze e molte questioni etiche: a breve sarà approvata la proposta di legge Cirinnà con cui le coppie omosessuali si avvicinano sempre più ad ottenere diritti simili a quelli garantiti dal matrimonio. Infatti i gay potranno adottare un figlio (solo se è figlio biologico di uno dei due); potranno prendere come primo o secondo cognome quello del partner; potranno godere dei diritti di assistenza sanitaria, carceraria, unione o separazione dei beni, subentro nel contratto d’affitto, reversibilità della pensione e i doveri previsti per le coppie sposate. Dunque la coppia omosessuale diventa “ufficiale” al 100 per cento, non soltanto su una questione legale e civile, ma soprattutto a livello sociale: finalmente le coppie gay smetteranno di nascondersi o di essere discriminate e usciranno allo scoperto. L’amore non ha etichette, né sesso, né religione, né età.. è solamente una questione sentimentale che si basa, tramite questa legge, anche sulla parola FAMIGLIA.

Proprio a questa ultima parola si sta cercando di dare un nuovo significato: non si basa solo sul matrimonio eterosessuale, su un’unione che rispetta i comandamenti e le direttive della Chiesa, bensì si fonda su persone che si amano e che vogliono condividere insieme ogni aspetto della vita e della società.

Questo concetto però sembra essere poco chiaro ad alcuni comitati cattolici, come “Difendiamo i Nostri Figli” e “ProVita” che hanno deciso di protestare il giorno 30 Dicembre nel Circo Massimo di Roma, proclamando il Family Day. L’obiettivo principale è quello di negare i diritti alle coppie omosessuali, oltre a riportare le generazioni sulla retta via discostandoli da commettere atti impuri, come l’aborto o la fecondazione assistita. Insomma un mix di pregiudizi, ignoranza e non rispetto per l’intera umanità e per la libertà.

La ciliegina sulla torta però è un’altra: ieri sera sul grattacielo Pirelli di Milano è comparsa la scritta “Family Day”, che è stata fatta lasciando accese le luci di alcune stanze dell’edificio. Il “Pirellone” è la sede del Consiglio Regionale della Lombardia, dove è insediata una giunta di centrodestra: la scritta è stata fatta per indicare l’adesione della giunta alla manifestazione contro il ddl Cirinnà, organizzata per il prossimo 30 gennaio. Tantissime polemiche a seguito di questo -gesto, tant’è che molti milanesi si sono sentiti indignati per questa scelta così estremista.

Per fortuna oltre all’Italia conservatrice ne esiste un’altra innovativa, che oggi ha protestato contro il Family Day e il Pirellone. Più di cento piazze, comprese Roma, Milano, New York e Dublino, si son colorate di bandiere arcobaleno, di simboli dell’amore, di baci fra persone dello stesso sesso.

Si spera che la bell’Italia si svegli da questo sonno medioevale e accetti la realtà così com’è: non si può impedire al cuore di amare né con le leggi ne con i pregiudizi. 

UFFICIALE, ISCHIA FIRMA CAVANI

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La Società Sportiva Ischia Isolaverde comunica di essersi assicurata le prestazioni sportive di Pablo Barbosa Moreira Blaitner. Attaccante, nato il 17 Marzo 1995 a Parana (Brasile), cresce nel settore giovanile del Guaranì. Nell’estate del 2014 viene ingaggiato dal Deruta (Serie D).

Grazie alle buone prestazioni con la formazione umbra, nello scorso gennaio il Pescara lo aggrega alla Primavera. Il giovane brasiliano si mette in mostra andando a segno nei quarti di finale del Torneo di Viareggio contro l’Inter. Nella prima parte di stagione ha vestito la maglia della Voluntas Spoleto collezionando 6 presenze

ISCHIA, MISTER DI COSTANZO: ”HO TEMPOREGGIATO PER LA FIRMA AVEVO DEI DUBBI SULL’ORGANICO, TUTTI UNITI PER CONQUISTARE LA SALVEZZA” (VIDEO)

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L’Ischia Isolaverde come si consueto ieri è tornata sull’isola per svolgere l’ultimo allenamento in vista della sfida casalinga di domenica contro il Messina. La squadra gialloblu è scesa in campo allo stadio “Rispoli”, ad accogliere la squadra erano presenti un bel gruppo di tifosi, dove hanno  incitato più volte la formazione isolana. Al termine dell’allenamento è arrivato in sala stampa il nuovo allenatore Nello Di Costanzo,dove si è presentato alla stampa . “Le sensazioni sono positive ha dichiarato il neo allenatore- penso che ci sono delle difficoltà che mi hanno fatto temporeggiare in questi giorni,prima della firma. Poi sono state sgombrate da quest’impegno. Il ritardo della firma è dipeso da lei che ha voluto prendersi qualche giorno in più? “E dipeso da me,ci siamo confrontati in questi giorni prima di fidarci l’un degli altri e a fare questo matrimonio. I miei dubbi erano rispetto all’organico da un punto di vista numerico. Ci sono degli ottimi giocatori in questa squadra però la rosa non è abbastanza ampia. Da qui alla fine ci sarà bisogno di completarla e c’è l’impegno da parte di tutti di metterci il massimo per fare in modo di raggiungere l’obiettivo prefissato”. Come già accennato prima,la rosa necessita di essere rinforzata. Alcuni dei calciatori presenti in rosa anche i più importanti,a breve potrebbero lasciare l’Ischia,come Nicola Mancino e l’attaccante Fall.” Dovrei iniziare a ragionare su alcuni aspetti che preferirei evitare a poche ore da una partita importante come quella col Messina. In questo periodo,in tutte le squadre ci saranno calciatori che probabilmente andranno via e qualcuno che arriva. La speranza è che diversi giocatori bravi rimangano perché non possiamo indebolirci. Qualcuno andrà via,è ovvio perché ha delle richieste,ma qualcuno arriverà. Alla fine del mercato sono sicuro,che avremo un organico che ci permetta di lottare. C’è stata una riflessione da parte della società per cui le spese devono essere di un certo tipo,per non rischiare di non poter mantenere gli impegni. Ma questo è encomiabile,se tutte le società avessero quest’atteggiamento nessuno fallirebbe mai. Questo significa che non ci si potrà permettere grossi nomi e giocatori con delle grosse pretese,qualche calciatore che ha un buon contratto andrà sicuramente via a fronte delle richieste importanti. Però nel complesso, l’idea è l’impegno sono quello di fare in mode che ci sia una rosa con dei giovani ma insieme a calciatori esperti che ci permetta,sgomitando fino all’ultima giornata,di salvarci. Dopo di che tutto può succedere, ma si possono porre le basi per il futuro per un discorso con diverse ambizioni. Ora ho una sola idea, quella di preparare la squadra per l’importante partita contro il Messina”. Domani non a caso di fronte ci sarà il Messina che è stata la sua ultima squadra. “ A Messina c’ero stato in serie B,avevamo raggiunto una salvezza miracolosa con sette giornate di anticipo. Successivamente la squadra non fu iscritta al campionato,il presidente era Franza. L’anno scorso sono tornato, la squadra era in grande difficoltà e riuscimmo con grande fatica ad arrivare quintultimi. Analogie con Ischia ora e Messina dello scorso anno? E’ possibile,anche loro prendevano tanto gol ed erano in grande in una posizione di classifica precaria. Qualche analogia c’è. Creammo un bel gruppo e raggiungemmo la quintultima posizione in classifica che,in seguito a quanto accaduto in estate alla Vigor Lamezia ,ha permesso ai peloritani di essere ripescati in Lega Pro”. Il vero tallone d’Achille di questa squadra quest’anno è rappresentato dai troppi gol subiti da palla inattiva. “E’ così,oggi abbiamo disputato il primo allenamento vero,anche se abbiamo lavorato bene anche nella giornata di ieri. La pecca rimane infatti stiamo lavorando su questo aspetto per superarlo”. Che sia dovuto a un problema di reparto o qualche singolo calciatore? “Se dicessi di reparto potrei essere critico nella gestione precedente,che invece ha lavorato bene. Stimo molto mister Bitetto,ci conosciamo da molti anni,ha fatto bene il suo lavoro e rispetto la sua decisione. Se dicessi,invece che il problema è legato a qualche singolo calciatore sarei critico verso qualcuno di loro,e non mi sembra il caso. Oggettivamente sono stati subiti troppi gol su palla inattiva e stiamo lavorando affinchè ci sia più attenzione ed organizzazione. Credo che con un buon lavoro mentale ed organizzativo durante la settimana si potrà migliore”. Tra le richieste fatte alla società sembra che Lei,abbia chiesto di riportare la squadra sul proprio territorio.” Ho auspicato il ritorno. Ho capito subito che anche da parte loro c’era l’intenzione in accodo con la tifoseria,di tornare prevalentemente a lavorare sull’isola. Certo vi sono anche delle questioni di natura oggettiva. L’idea del Presidente e della società di tornare ad Ischia,io la sposo in pieno. La squadra deve stare accanto ai tifosi. Oggi (ieri) al campo Rispoli era presente un bel gruppo di tifosi che hanno fatto sentire la propria presenza in modo positivo,senza la così detta puzza sotto al naso ed incitando i giocatori. Quindi ritengo utile stare ad Ischia,ma dobbiamo risolvere alcuni problemi legati alla logistica”. Lo staff tecnico è completo o nei prossimi giorni ci saranno novità? “Si c’è il primo collaboratore,Aldo Silvano. Poi c’è Pasquale Pastore preparatore dei portieri. Per il preparatore atletico stiamo ancora valutando insieme alla società alcune figure,proprio per il fatto che dovremmo tornare sull’isola”.

ESCLUSIVA, VIDEO – Campionato Berretti, Juve Stabia-Robur Siena 1-0, highlights e gol

La Berretti della Juve Stabia ha affrontato la Robur Siena allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia. Una gara giocata bene dai ragazzi di mister Nicola Liguori che hanno portato a casa i 3 punti, vincendo il match per 1-0. L’autore del gol è stato Simone Mauro. Questi gli highlights e il gol.

dai nostri inviati al Menti, Ciro Novellino e Mario Vollono

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ESCLUSIVA, VIDEO – Liguori: “Dovevamo fare più gol, ma i ragazzi sono stati bravi”

La Berretti della Juve Stabia ha affrontato la Robur Siena allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia. Una gara giocata bene dai ragazzi di mister Nicola Liguori e risultato finale di 1-0. L’autore del gol è stato Simone Mauro. Queste sono le dichiarazioni esclusive nel post partita del tecnico delle Vespette.

dai nostri inviati al Menti, Ciro Novellino e Mario Vollono

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Boom dell’e-commerce: quasi 16mila imprese nel 2016

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Secondo la Confesercenti nel 2016 toccheranno quasi quota 16mila le imprese attive nel commercio via internet. Quest’anno infatti le imprese attive nell’ e-commerce saranno il 165,4% in più rispetto al 2009 e secondo alcune stime nel 2025 raggiungeranno addirittura quota 50mila. Un vero e proprio “boom”.

Gli imprenditori che utilizzano il web sono generalmente più giovani della media dei commercianti: sono circa di 10 anni inferiore alla media del commercio al dettaglio (39,7 anni contro 48,2), tanto che la quota di imprenditori con meno di 35 anni è il 28,4% (mentre nel commercio al dettaglio è 14,9%), così come più alta è la quota per gli under 50″.

Altro dato interessante del commercio elettronico rispetto al complesso del commercio al dettaglio, risiede nel fatto che “i mercanti digitali sono anche più spesso italiani (91,6% contro l’83,6% medio del settore) e uomini (69,6% contro 60,7%)”.

La Confesercenti evidenzia anche un altro aspetto (non molto positivo): “l’e-commerce non è equamente distribuito sul territorio”. Un terzo delle imprese che vendono via internet è infatti concentrato in sole due regioni: la Lombardia, che nel 2016 dovrebbe raccoglierne quasi 3mila, e nel Lazio (1.840). a seguire molte regioni del nord come l’Emilia Romagna, il Piemonte, il Veneto e la Toscana, con la sola Campania a rappresentare il sud del Paese.

Francesco Alfano

Lecce – Piero Braglia: La Juve Stabia ha perso Migliorini ed ha preso Rosania, è un buon gruppo

Braglia Lecce2Lo stadio “Via del Mare” sarà teatro della partita di calcio tra il Lecce e la Juve Stabia. Nella consueta conferenza pre partita degli allenatori, per la squadra salentina, ha parlato Mister Piero Braglia ex allenatore della Juve Stabia, queste le sue dichiarazioni:

“Curiale in panchina?

No, devo ancora decidere e c’è chi si gioca il posto in avanti con lui.

Sowe?

È quello che ci serviva, quello che ci mancava e dà un po’ di imprevedibilità all’attacco. È un ragazzo pieno di qualità importanti e da un carattere particolare, va sempre stimolato, reso protagonista e messo a suo agio per esprimersi al meglio. Le sue caratteristiche sono la velocità, il dribbling e a volte la capacità di andare a far gol. In una parola: imprevedibile.

Lo Sico si sta integrando, ma davanti ha Salvi, Papini e De Feudis.

La Juve Stabia?

È una partita un po’ particolare, sono una squadra brava a stringersi e a chiudersi. Hanno perso Migliorini ed hanno preso Rosania, sono un buon gruppo.

Ad Andria, rispetto a Rieti, abbiamo fatto fatica ad uscire palla al piede. Dobbiamo migliorare in fase propositiva e sfruttare maggiormente le palle inattive.

Il cambio di modulo?

Bisogna adattarsi alle circostanze, credo che questa soluzione ci possa dare delle soluzioni migliori in questo momento e può essere utile come lo è stato anche il 3-4-1-2.

Beduschi?

Con lui ho avuto un problema una volta, non l’ho convocato, è stato tutto chiarito ed ora è con noi.

Diop?

La società mi ha comunicato di non convocarlo e io l’ho fatto, probabilmente partirà.

Caturano sta recuperando secondo i programmi e non appena si sentirà in grado di tornare potremo contare anche su di lui, ma senza affrettare i tempi”.

Sampdoria-Napoli: i convocati

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Ecco i convocati di Sarri per la sfida contro la Sampdoria:

Reina, Rafael, Gabriel, Maggio, Hysaj, Strinic, Ghoulam, Luperto, Albiol, Chiriches, Koulibaly, Valdifiori, Jorginho, Allan, David Lopez, Chalobah, Hamsik, El Kaddouri, Insigne, Callejon, Mertens, Higuain, Gabbiadini

ESCLUSIVA, VIDEO – Mauro: “Contento per il gol, meno per l’ammonizione”

La Berretti della Juve Stabia ha affrontato la Robur Siena allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia. Una gara giocata bene dai ragazzi di mister Liguori e risultato finale di 1-0. L’autore del gol è stato Simone Mauro e queste sono le sue dichiarazioni esclusive nel post partita.

dai nostri inviati al Menti, Ciro Novellino e Mario Vollono

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“Rosa nata ieri”, il nuovo singolo di Ramazzotti

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E’ disponibile da ieri il videoclip di ‘Rosa nata ieri’, il nuovo singolo estratto da ‘Perfetto’, il disco di inediti diEros Ramazzotti certificato platino e stabile nelle classifiche dei dischi più venduti dei 60 paesi che lo hanno pubblicato.

Prodotta da Claudio Guidetti, scritta da Eros con Francesco Bianconi dei Baustelle, e Kaballà, il brano èuna lettera che Eros dedica alla figliaRaffaela Maria che, nel testo, si prepara ad affrontare il mondo e un futuro incerto e difficile. Il padre ne immagina il cammino, attraverso le varie età della vita: bambina, adolescente, donna. La segue con fatica e dolcezza, fino a ritrovarsi un giorno, da albero forte che protegge, a ramo fragile da proteggere.

Nella clip firmata da Alexey Golubev egirata tra Mosca e San Pietroburgo, il brano cantato da Eros fa da colonna sonora a un flashback che ripercorre il percorso diuna ballerina di danza classica, partendo dalle immagini delle prime prove in aula, accompagnata dallo stesso Eros al pianoforte.

Una volta cresciuta e dopo aver faticato molto, la ballerina, interpretata dall’étoile russa Diana Vishneva è inserita tra le 50 personalità russe al top nel mondo, lei realizza il sogno di esibirsi in un teatro prestigioso, American Ballet Theatre,  mentre Eros la applaude seduto in mezzo al pubblico.

Continuano nel frattempo le prevendite per ‘Perfetto World Tour’ che ripartirà il 14 febbraio al Palau St. Jordi di Barcellona, passando per Parigi e Ginevra, arrivando sino ai confini più estremi della Russia – dove Eros si esibirà in città dove nessun artista italiano ha mai suonato prima di lui – passando nuovamente da Roma, Torino, Milano, Monaco e ancora aggiungendo nuove date in Italia ad Acireale, Eboli, Brescia, e Conegliano Veneto.

 

Catia Schettini