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RILEGGI LIVE – Napoli-Carpi 1-0 (69′ rig. Higuain)

Premi F5 per aggiornare

94′ Fine partita
 
90′ Vengono concessi 4 minuti di recupero
 
84′ Ci prova Mertens ma la conclusione è alta. Fuori Insigne e dentro El Kaddouri
 
81′ Fuori Higuain e dentro Gabbiadini per il Napoli
 
80′ Ancora Insigne a giro, palla parata da Belec. Ci prova Lasagna per il Carpi, palla alta
 
79′ Fuori Mancosu e dentro l’ex Juve Stabia, Verdi
 
78′ Insigne lancia Higuain che tenta il pallonetto ma viene fermato da Belec
 
74′ Bella palla tagliata di Hamsik dalla sinistra, Insigne viene anticipato da Belec
 
73′ Ci prova Insigne a giro, invece di servire i compagni, palla alta
 
71′ Ci prova Allan con un’azione personale: fermato in corner
 
69′ GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL del Napoli. Higuain trasforma il rigore alla perfezione!
 
68′ Corner di Valdifiori, trattenuto Koulibaly e rigore per il Napoli
 
66′ Koulibaly la stava combiando grossa con un retropassaggio per Reina corto: palla spazzata in fallo laterale
 
65′ Allan non calcia, sinistro di Insigne e palla sul fondo
 
62′ Fuori Callejon e dentro Mertens per il Napoli
 
60′ Fuori Poli e dentro Daprelà per il Carpi. Ci prova Ghoulam di sinistro, palla parata da Belec
 
58′ Ci prova Albiol di sinistro, palla in corner
 
56′ Doppio giallo per Bianco, espulso!
 
54′ Giallo anche per Martinho
53′ Botta di Higuain, Belec respinge
50′ Gol annullato a Callejon su cross di Insigne per fuorigioco che non c’era. Giallo per Sabelli per fallo su Higuain
48′ Koulibaly in mischia sugli sviluppi di un corner tenta la spaccata volanta, palla alta

 

45′ Partiti, palla al Carpi!

SECONDO TEMPO

 

47′ Fine primo tempo

45′ Hamsik per Insigne che scarica un destro al volo micidiale: peccato che è di poco alto. Giallo per Bianco per fallo su Allan. Vengono concessi 2 minuti di recupero

43′ Giallo per Albiol

41′ Azione di Hysaj sulla destra, palla al centro per la testa di Callejon ma la sua girata è ancora a lato della porta difesa da Belec

36′ Schema su punizione: Valdifiori per la testa di Insgne, palla a Koulibaly ma a calciare è Callejon sul fondo

35′ Giallo per Crimi per fallo su Allan

33′ Ci prova Lasagna di testa, palla sul fondo

28′ Valdifiori pennella al centro per la testa di Callejon: lo spagnolo colpisce male e l’azione si spegne sul fondo

26′ Koulibaly crossa di sinistro per la testa di Callejon, palla alta sopra la traversa. Il Napoli vuole il gol!

25′ Hamsik a tu per tu con Belec colpisce il piede di Zaccardo che salva i suoi mettendo in corner

19′ Botta di Hamsik, conclusione parata da Belec dopo una deviazione

18′ Insigne si libera e calcia a giro di destro, ma la sua conclusione è alta

14′ Lancio di Hysaj per la testa di Callejon che tocca all’indietro: destro volante di Higuain parato da Belec

13′ Fuori Pasciuti per il Carpi e dentro Zaccardo

12′ Corner per gli azzurri dopo un cross deviato di Ghoulam

8′ Bella combinazione Hysaj-Higuain, il Pipita calcia da dentro l’area, palla sull’esterno della rete

5′ Allan prova dal limite dell’area di rigore: palla alta sopra la traversa

2′ Higauin vicino al gol, palla messa in corner

1′ Partiti, palla al Napoli!

PRIMO TEMPO

 

14:50 – Anche il Napoli fa rientro negli spogliatoi

14:46 – Il Carpi è rientrato negli spogliatoi, mentre il Napoli ultima le fasi di riscaldamento

14:19 – Entra il Carpi sul terreno di gioco tra i fischi di tutto lo stadio

14:15 – San Paolo in festa, Reina in campo per il riscaldamento

14:09 – Tra i fischi del pubblico, in campo anche i portieri del Carpi per il riscaldamento

14:05 – Le formazioni ufficiali:

NAPOLI (4-3-3) – Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Valdifiori, Hamsik, Callejon, Insigne, Higuain. A disp. Gabriel, Rafael, Strinic, Maggio, Mertens, Regini, David Lopez, Chiriches, Gabbiadini, El Kaddouri, Chalobah, Luperto. All. Sarri

CARPI (3-5-2) – Belec; Romagnoli, Poli, Pasciuti; Letizia, Crimi, Bianco, Martinho, Sabelli; Lasagna, Mancosu. A disp. Colombi, Cofie, Zaccardo, Porcari, Verdi, Di Gaudio, Gnahorè, Daprela, Martinho. All. Castori

14:00 – In campo Gabriel e Rafael per iniziare il loro riscaldamento

Buongiorno e benvenuti alla diretta della gara di campionato tra Napoli e Carpi che si giocherà alle ore 15 allo stadio San Paolo. Vivicentro.it vi aggiornerà in tempo reale.

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

Le interviste del dopo-partita Salernitana-Pescara (2-2) – VIDEO

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Salernitana Pescara (2-2). Intervista a:

Massimo ODDO, Leonardo GATTO, Alfredo DONNARUMMA, Leonardo MENICHINI, Claudio LOTITO 

Tuttosport: “Sarri insiste sui fatturati. E allora il Leicester?”

Tuttosport ritorna sul discorso ei fatturati di Juve e Napoli: “Il duello tra i fatturati di Juventus e Napoli resta un tema caldo, anche se circondato da una tediosa stucchevolezza. Magari porta bene, nella battaglia per uno scudetto mai così combattuto: fateci caso, ogni volta che Sarri affronta l’argomento (e Allegri gli risponde a tono, seppur non con la medesima ripetitività del collega), la capolista vince. Agli azzurri succede da sette partite di fila (contro le 13 dei bianconeri), anche se accennare alle ricchezze altrui è abitudine che ricorre dai tempi di Benitez. Di ieri l’ultima puntata: «Se un club ha più budget e si muove bene, allora parte favorito». La Juventus fattura 323.9 milioni, il Napoli 125.8, ma ciò non vuol dire che i campani non possano rimanere lassù, in cima al campionato. Prendete il Leicester City, il cui fatturato (136.6 milioni di euro) non vieta alle Volpi di fiutare il sogno Premier, soprattutto dopo il freschissimo sacco di Manchester (giro d’affari del City: 463.5 milioni). Per Ranieri si tratterebbe di un miracolo, per Sarri di una mini-impresa, purché lo storico nemico si faccia da parte. Giova ricordarlo, ai sarriani e agli anti-sarriani: l’equazione meno soldi=più genio vale sempre”.

De Giovanni: “I tifosi sanno quanto possa essere indigesta la Lasagna…”

I tifosi sanno quanto possa essere indigesta la Lasagna se presa sottogamba, chiedere istruzioni agli interisti e pure ai fiorentini che l’hanno ripresa all’ultimo, con un coniglio dal cilindro di Zarate. Inizia così l’editoriale firmato da Maurizio De Giovanni sull’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno, che mette a confronto il Napoli ed il Carpi che tra qualche ora si affronteranno al San Paolo: “Per carità, sappiamo che il Napoli dovrà munirsi di un robusto apriscatole perché il Carpi già all’andata e tra le mura amiche mise in scena un’orribile barricata, producendosi in un palese anticalcio davvero triste; ma sappiamo anche che una volta aperta la scatola, sembra davvero difficile non maramaldeggiare su una compagine piuttosto leggera davanti. Il San Paolo, in pratica, dovrà oggi fare la sua parte più di quanto sia abituato a fare, il che non è poco. Il popolo azzurro dovrà sostenere la squadra sulle ali di un necessario entusiasmo”.

Ma Renzi vuole un ministro del tesoro europeo? EUGENIO SCALFARI*

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La proposta avanzata da Draghi sarebbe la novità-principe anche perché apre la strada a un’Europa federata e non più soltanto confederata.

ALCUNI amici che hanno letto la mia intervista di venerdì con la presidente della Camera, Laura Boldrini, si sono stupiti (positivamente) della fiducia da lei riposta nella politica monetaria di Mario Draghi e di molte previste ripercussioni che potrà avere sull’auspicabile rafforzamento dell’unità dell’Europa. Ho avuto modo di parlare telefonicamente l’altro ieri con Draghi, siamo vecchi amici e di tanto in tanto ci sentiamo. Anche lui aveva apprezzato le riflessioni della Boldrini sul significato della politica monetaria della Bce. Del resto, a questo punto della situazione in Europa e nel resto del mondo, anche Draghi non ne fa più mistero. E la situazione è questa: non c’è più tempo, se si vuole impedire che la crisi economica in corso ormai da otto anni, cui si è aggiunta da oltre un anno una drammatica caduta della domanda nei paesi emergenti, bisogna agire con immediatezza.

Ci sono almeno cinque aspetti da considerare. Il tasso demografico europeo è in netta diminuzione, particolarmente in Italia dove a metà del secolo in corso la “gens italica” sarà molto meno numerosa degli attuali 60 milioni di persone e più vecchia. La mobilità dei popoli da un continente all’altro: sembra un’emergenza dovuta alle guerre in corso e alla povertà insopportabile di alcune zone del mondo. Così sembra, ma non lo è, non passerà tra due o tre anni come molti sperano: è un movimento di interi popoli, che durerà a dir poco mezzo secolo e produrrà inevitabilmente un’integrazione di culture, di religioni e di sangue; un meticciato graduale ma inevitabile.

Un’economia mondiale che vedrà ridursi la domanda di beni manifatturieri ottenuta con l’uso di materie prime e di energie tradizionali. Al loro posto ci saranno beni e servizi prodotti con tecnologie specializzate e una diminuzione del lavoro materiale e dell’occupazione. Infine un aumento del tempo libero che sposterà le persone verso viaggi, turismo, cultura, processi di integrazione, ricerche scientifiche e applicazioni pratiche dei loro risultati.

Il quinto ed ultimo elemento riguarda il sistema finanziario che dovrà essere profondamente rivisto per adeguarsi ai predetti mutamenti e che già fin d’ora richiede un cambiamento di fondo dovuto alla mobilità dei capitali, alla dimensione delle imprese, all’andamento die mercati, alle garanzie dei depositi, alla creazione di monete internazionali che non si identifichino con quelle emesse e circolanti nei singoli Stati ma il cui valore abbia come base quello delle monete circolanti adeguatamente valutate. Questa riforma fu studiata dalla Commissione di Bretton Woods e sostenuta da Keynes, ma fu impedita dall’America che ravvisò nel dollaro la doppia funzione di moneta circolante e di punto di riferimento nei tassi di cambio di tutte le altre monete. Ma la società globale ormai in atto esige una appropriata riconsiderazione del “bancor” proposta più di settant’anni fa da Keynes. Questa, in sintesi, è la situazione in cui ci troviamo, le prospettive possibili e gli strumenti necessari a realizzarne gli obiettivi. Cioè la politica e i valori che debbono ispirarla. Difficilmente quei valori saranno dovunque gli stessi, la società globale proviene dalla comunicazione tra storie diverse, culture diverse e diverse condizioni di vita, di povertà, di benessere. Ma è globale nel senso delle comunicazioni e la libera e intensa comunicazione tende all’integrazione, anche dei valori. Un percorso che durerà secoli e configurerà il futuro.

Per quanto ci riguarda, i nostri valori sono, come ben sappiamo, tre: libertà, eguaglianza, fraternità. Non sono affatto realizzati, non dico nel mondo, ma neppure nell’Occidente che tuttavia ne ha fatto da oltre due secoli la sua bandiera. Saranno – dovrebbero essere – il nostro contributo alla società globale della quale facciamo parte.
***
Guardiamo ora più da vicino i fatti che sono in questi giorni accaduti. Non i fatti episodici, ma quelli che fanno parte del quadro evolutivo sopra accennato o lo contrastano. Avevamo cominciato con Draghi. A Francoforte, pochi giorni fa, ha parlato della politica della Bce da lui sostenuta e applicata ormai da un anno; ha enumerato i risultati raggiunti ma anche quelli finora mancati e delle nuove modalità che ne consentiranno la necessaria realizzazione. Le decisioni saranno prese dalla Bce in una riunione già prevista per il 10 marzo prossimo.Delle cause che hanno impedito il completo risultato desiderato, soprattutto per quanto riguarda il tasso di inflazione, abbiamo già riferito il pensiero di Draghi; ma la proposta essenziale e vorrei dire rivoluzionaria Draghi l’ha detta a Francoforte: ritiene indispensabile e quindi vuole la creazione d’un ministro del Tesoro unico, che sia l’interlocutore politico della Bce da lui guidata.

Non è la prima volta che Draghi ne segnala la necessità, ma per qualche tempo l’aveva accantonata. Ora l’ha ripresa con ancor più energia e urgenza di prima; per darle maggior forza ha specificato che dovrà essere ministro del Tesoro non di tutta la Ue ma soltanto dell’Eurozona; non rappresenterà dunque i 28 paesi membri ma soltanto i 19 che adottano la moneta comune. Il ministro del Tesoro può anche essere membro della Commissione di Bruxelles con questa specifica e territorialmente delineata funzione. È evidente che una novità del genere ha bisogno, per nascere, d’una cessione di sovranità di ciascuno dei 19 paesi in questione. A suo tempo il nostro ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, si disse favorevole alla proposta di Draghi. Renzi non ne parlò. Che cosa dicono ora? Padoan è sempre d’accordo? E Renzi? Per rinnovare e rafforzare l’Europa come Renzi dice motivando in questo modo i suoi dissensi con Bruxelles, questa del Tesoro unico sarebbe la novità- principe anche perché apre la strada ad un’Europa federata e non più soltanto confederata. Ecco il passo avanti che i sostenitori degli ideali del Manifesto di Ventotene chiedono a Renzi. Vorrà rispondere positivamente? Questo sì, gli darebbe un ruolo di altissimo livello. Isolato dagli altri 18 paesi dell’Eurozona? Forse sì, ma non necessariamente da tutti. Del resto, isolato lo è già.

Ma c’è un’ipotesi che mi permetto di formulare, può sembrare paradossale ma secondo me non lo è: forse non sarebbe ostacolato dalla Merkel. Tutti sappiamo che un’Europa federata si farà soltanto se la Germania si dichiarerà favorevole. È altrettanto chiaro che in un’Europa federata la Germania sarà la nazione di maggior rilievo, non per sempre ma certamente per un lungo periodo iniziale. È altrettanto chiaro – la storia d’Europa dell’ultimo secolo ce lo insegna – che la Francia ancora stregata dalla sua “grandeur”, sarà contraria. Ma tutti gli altri paesi non possono che aderirvi, magari non entusiasti ma rassegnati, perché, come da tempo sappiamo, in una società globale contano gli Stati con dimensioni continentali; gli altri non contano niente. Questa è la realtà e forse Angela Merkel è in grado di percepirla e di compiere il primo passo accettando la richiesta di Draghi del ministro del Tesoro unico dell’Eurozona; richiesta motivata essenzialmente da ragioni economiche.

Lo status di Renzi, se si muovesse per primo su questo terreno, gli aprirebbe una vera e propria autostrada per quanto riguarda il suo ruolo futuro in Europa. Futuro ma anche attuale perché il suo principale interlocutore sulla politica economica sarebbe quel ministro del Tesoro, prima della Commissione. I democratici renziani ma anche ed anzi soprattutto i dem dissidenti, dovrebbero premere compattamente su questa strada come dovrebbe anche avvenire sulla legge per le unioni civili. Un Renzi laico ed europeista vincerà a mani basse il referendum. Ma se così non sarà, se continuerà ad essere contro l’Europa e con sulle spalle una riforma costituzionale che a molti non piace affatto, allora non è sicuro che il referendum confermativo passerà a larga maggioranza; potrebbe arrivare un testa a testa con esiti imprevedibili. Noi speriamo che se la cavi, alle condizioni sopra indicate perché quello è l’interesse del paese. Diversamente non speriamo niente.

Anzi: da laici non credenti (personalmente parlando) indichiamo in papa Francesco un simbolo che rappresenta più e meglio di ogni altro l’epoca globale in cui viviamo. Incontrerà tra pochi giorni a Cuba il Patriarca degli ortodossi di Russia per un futuro avvicinamento che probabilmente finirà con un sostanziale affratellamento tra quelle due Chiese cristiane. Poi visiterà il Messico, i poveri, i carcerati. Poi ci sarà un’altra riunione cui parteciperà anche il Patriarca ortodosso Bartolomeo che rappresenta gli ortodossi del Medio Oriente dalla sua sede di Costantinopoli. Infine, a fine ottobre, Francesco incontrerà in Svezia i rappresentanti di tutte le Chiese luterane sparse nel mondo a cinquecento anni di distanza dalla riforma di Martin Lutero, puntando da entrambe le parti a superare le differenze riconoscendosi fedeli in Cristo. E noi balbettiamo sull’unità dell’Europa? E non smettiamo di riaffermare la nostra isolata autonomia? Ognuno per sé e Dio per tutti? Il vero slogan dovrebbe essere: poiché Dio è spiritualmente per tutti anche noi politicamente lo siamo.

*larepubblica

Recapitato un messaggio allo spogliatoio azzurro

Come riferisce la Gazzetta dello Sport è stato recapitato un messaggio allo spogliatoio azzurro: niente scherzi oggi pomeriggio contro il Carpi per arrivare con due punti di vantaggioal big match di sabato contro il Torino. Sarri si affiderà a Gonzalo Higuain che oggi avrà tre motivazioni in piùper segnare agli emiliani. In primis il Pipita ha nel Carpi l’unica squadra alla quale non ha segnato. Il secondoriguarda il duello a distanza con Cavani; se oggi Higuaindovesse segnare supererebbe il Matador per quanto riguarda il numero di gol segnati consecutivamente. Infine c’è il San Paolo che motivacome non mai l’argentino che vuole scriveuna pagina indimenticabile della storia recentedelclub azzurro.

Giuntoli mette nel mirino Mammana del River

La Gazzetta dello Sport scrive su Cristiano Giuntoli: “Sin qui ha usato il fioretto nella gestione dei rapporti interni (si è portato dietro un solo collaboratore, il preziosissimo Giuseppe Pompilio) sfruttando le competenze di chi già operava nel Napoli, e sul mercato ha preferito tagliare la rosa ed il monte ingaggi in maniera chirurgica. Nel Carpi ha trovato una sponda preziosa e non a caso ha dato in prestito alla formazione di Castori sia De Guzman (oggi assente) che il promettente Gnahoré. I giovani sono il suo pallino: Hysaj (’94) ed Allan (’91) sono medaglie da appuntarsi al petto. Adesso aspetta di vedere l’esplosione di Grassi (’95) e ha già messo nel mirino Mammana (difensore del River classe ‘96). Per molti la scelta di De Laurentiis sembrava quella di non volere al fianco una figura ingombrante, invece Giuntoli si è dimostrato un decisionista ed ha creato un feeling con Sarri. I due si conoscevano ma non avevano mai lavorato insieme. Hanno le stesse radici e lo stesso modo di vedere il calcio. Hanno condiviso anche la scelta di non prendere calciatori ingombranti a gennaio. Per Giuntoli il rapporto con il tecnico è fondamentale”.

“Siamo tutti Koulibaly”, il San Paolo è pronto a far sentire la propria solidarietà

Dopo i cori razzisti all’Olimpico, il San Paolo di Napoli è pronto a far sentire al difensore azzurro Kalidou Koulibaly la propria solidarietà. Come? A partire dalla campagna “Siamo tutti Koulibaly”, con l’invito di presentarsi all’appuntamento con il Carpi con la maschera di Kalidou sul volto come si legge sull’edizione odierna del Corriere dello Sport: “Un messaggio, anzi una storia raccontata anche dalla Bbc e dai media di tanti altri Paesi sparsi per il globo. La migliore risposta possibile a chi ancora crede che il mondo si divida in bianchi, neri, gialli e rossi”. Oppure, direttamente, la fascia di capitano: “Attraverso i social è arrivata anche questa proposta: date la fascia a Kalidou. Così che il popolo mascherato del San Paolo avrebbe anche il suo capitano”.

Chalobah non convocato per il Carpi: ecco il motivo

Come riferisce Tuttosport, Chalobah non è stato convocato per la sfida di questo pomeriggio contro il Carpi allo stadio San Paolo, per motivi familiari. Il centrocampista che in estate è giunto in azzurro dal Chelsea, è ritornato in Inghilterra dalla sua famiglia. Non è da escludere però che il calciatore possa aggregarsi in extremis alla squadra per assistere al match contro gli emiliani.

Higuain pronto a chiudere il suo Giro d’Italia del gol

Gonzalo Higuain sta per concludere il suo personalissimo Giro d’Italia del gol: delle potenziali diciannove tappe da percorrere…gliene manca soltanto una, quella di Carpi. Perchè il Pipita, ventitrè gol in campionato finora, in ventitrè partite, ha segnato a diciotto squadre sulle diciannove attualmente in Serie A. L’unica che gli manca, è proprio il Carpi. L’edizione odierna del Corriere dello Sport scrive sull’argentino: “Sua Maestà ne ha fatti tanti da far rabbrividire, da lasciare impallidire le statistiche, da insidiare Nordhal e Angelillo: eppure si scopre che gli è rimasto un «buco» soltanto con il Carpi, l’unica nemica che s’è risparmiato una prodezza, una invenzione o magari un colpo di pancia d’un centravanti spaziale”.

Maradona: “Il Napoli gioca bene da tante partite, non è casuale

La Gazzetta dello Sport riporta alcune dichiarazioni di Diego Armando Maradona: “Il Napoli gioca bene da tante partite, non è casuale. Insigne? Un talento, ma la mia numero 10 non si tocca. Amo l’Argentina ma questo è il posto ideale per me perché posso condurre una vita normale. Il caso Mancini-Sarri? Le cose di campo dovrebbero restare nel rettangolo di gioco, e poi anche Mancini avrà detto delle cose. Potrei tornare in Italia tra due mesi, magari a Napoli”.

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Pescara: a Salerno un’occasione persa

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Il 2-2 del Pescara conquistato a Salerno, al termine di una gara combattuta, emozionante e assolutamente vietata ai deboli di cuore, va considerato, a nostro modesto avviso, un’occasione persa per gli abruzzesi, che, se è vero sono usciti imbattuti dall’ “Arechi”, allungando ad 8 la loro striscia positiva, e, altresì vero che hanno perso ulteriore terreno dalle due battistrada cadette. Sia il Cagliari che il Crotone, hanno, infatti, conquistato i 3 punti nelle loro rispettive sfide, portando il loro vantaggio nei confronti del Pescara, rispettivamente a 8 e 7 punti. La promozione diretta, che i soliti soloni locali davano come un traguardo ampiamente alla portata del team di Oddo, si allontana sempre di più, anche perché alle spalle del Delfino incalza il Novara di Baroni, che ha travolto l’Avellino di Tesser con un perentorio 4-1.

La squadra piemontese, dopo un periodo di appannamento, sembra essere tornata su ottimi livelli, ed ora accusa un ritardo di 6 lunghezze dal terzo posto occupato dagli adriatici, che senza i due punti di penalizzazione sarebbero 4. L’ipotesi che al termine del campionato gli azzurri possano accusare un ritardo di almeno dieci punti dagli abruzzesi, evitando la disputa dei play-off a tutto vantaggio del Pescara, il quale sarebbe direttamente promosso, sembra alquanto inverosimile. L’impressione, piuttosto, è che il Pescara dovrà lottare fino all’ultimo per tenersi stretto il terzo posto, in modo da riuscire a partire da “les barrages” da una posizione certamente di vantaggio.

La sicumera tanto ostentata da Oddo, il quale in più di un’ occasione si è detto certo della conquista della seria A da parte del suo team, non è stata corroborata dalla prestazione di Salerno, dove il Pescara non ha certamente brillato, lasciando intravedere dei meccanismi difensivi non proprio perfetti, conditi da palesi ingenuità (come il fallo di mano di Zuparic in area, che è costato il secondo rigore in favore dei padroni di casa, e la seconda rete di Donnarumma, con l’attaccante campano lasciato completamente da solo in area, e capace, anche per questo, di segnare con il petto). In avanti, è il solito Lapadula a rendere la squadra abruzzese pericolosa, anche quando Caprari è in giornata negativa, come ieri. A proposito dell’attaccante, capocannoniere con 15 reti, ieri ha dimostrato di potere fare reparto da solo, mostrando anche la sua grande capacità nel crearsi gli spazi in solitudine. Un’ottima figura davanti al C.T. della Nazionale peruviano, che potrebbe presto averlo tra le sue fila.

Tornando, per concludere, alla sfida di Salerno,qualcuno potrebbe appellarsi ai due rigori fischiati contro la squadra di Oddo (entrambi, per la verità, parsi netti), alla mancanza dei tifosi del Pescara in quel di Salerno, visto il divieto imposto dal CAMS, al fatto che Salerno è un campo notoriamente caldo, e ad altre amenità simili. Ma l’occasione persa resta.

 CHRISTIAN BARISANI

Accadde oggi: 7 Febbraio

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ACCADDE OGGI:  Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi nella storia

Accadde oggi è il nostro almanacco per ricordare ciò che avvenne oggi nella storia, i santi del giorno,  informazioni, fatti, eventi e compleanni.
Oggi ricorre: la Chiesa cattolica celebra la memoria dei santi Egidio Maria da Taranto, Lorenzo Maiorano, Giovanni da Triora, Teodoro di Amasea, Riccardo del Wessex e Massimo di Nola. La religione romana celebrava il primo giorno dei Fornacalia.

“Non tutto ciò che si teme si conosce, così come non tutto ciò che si pensa di conoscere si teme come si dovrebbe.„
Antonio Pérez

COSA RESPIRIAMO OGGI

Nati il 7 febbraio…
Tommaso Moro (1478)
Anna I di Russia (1693)
Charles Dickens (1812)

… e morti
Ann Radcliffe (1823)
Papa Pio IX (1878)
Dorando Pietri (1942)

In questo giorno accadde…
1301 – Edoardo II, futuro re d’Inghilterra, è il primo erede al trono britannico a utilizzare il titolo di principe di Galles.
1497 – Girolamo Savonarola, a Firenze, ordina il falò delle vanità.
1898 – Émile Zola viene processato per diffamazione per aver pubblicato il suo J’accuse.
1977 – L’Unione Sovietica lancia il Sojuz 24.
1992 – I dodici stati membri della Comunità europea firmano il trattato di Maastricht.

Feste e ricorrenze
Civili

Religiose
Cristianesimo:

Sant’Alfonso Maria Fusco,presbitero e Fondatore della Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista
San Coliano
Sant’Egidio Maria da Taranto, professo frate minore
San Giovanni da Triora, sacerdote martire
Santa Giuliana, vedova
San Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto
San Luca il Giovane, eremita
Santi Martiri mercedari d’Africa
San Massimo di Nola, vescovo di Nola
San Mosè I, eremita e vescovo dei Saraceni
San Partenio, vescovo di Lampsaco
San Patendo, vescovo
San Riccardo del Wessex, re degli inglesi
San Teodoro di Amasea, generale e martire
San Vedasto di Vercelli, vescovo
Beato Adalberto Nierychlewski, sacerdote e martire
Beata Anna Maria Adorni, fondatrice Ancelle dell’Immacolata
Beato Anselmo Polanco Fontecha, vescovo e martire
Beato Antonio Vici da Stroncone, religioso
Beata Ludwika Szczęsna (Chiara), vergine, cofondatrice delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù
Beata Eugénie Smet, fondatrice delle suore ausiliatrici delle anime del Purgatorio
Beato Filippo Ripoll Morata, sacerdote e martire
Beati Giacomo Salès e Guglielmo Saultemouche, gesuiti martiri
Beato Guglielmo di Morgex, sacerdote
Beato Guglielmo Zucchi, sacerdote
Beato Nivardo di Chiaravalle, monaco
Beato Pietro Verhun, sacerdote e martire
Beato Pio IX, papa
Beato Rizziero della Muccia
Beata Rosalia Rendu, vergine
Beato Tommaso Sherwood, martire in Inghilterra

Religione romana antica e moderna:
Fornacalia, primo giorno

Eventi
457 – Leone I diventa imperatore dell’Impero romano d’Oriente;
1301 – Edoardo di Caernarfon (in seguito re Edoardo II d’Inghilterra) diventa il primo Principe del Galles;
1497 – Girolamo Savonarola, frate domenicano, reggente di Firenze, ordina il Falò delle vanità;
1550 – Giulio III diventa Papa;
1613 – Michele Romanov diventa Zar di Russia;
1742 – Papa Benedetto XIV pubblica l’enciclica Etsi Minime sul ministero pastorale e sull’insegnamento della dottrina cristiana;
1795 – Viene approvato l’XI emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America;
1871 – Un dentista statunitense inventa il trapano odontoiatrico: un modello a molle che raggiunge gli 800 giri al minuto;
1882 – A Mississippi City, si svolge l’ultimo incontro di pugilato dei pesi massimi disputato a mani nude;
1898 – Inizia il processo per diffamazione contro Émile Zola per aver pubblicato J’accuse;
1904 – Un incendio a Baltimora distrugge oltre 1.500 edifici in 30 ore;
1914 – Nasce il personaggio di Charlot con il primo cortometraggio dal titolo Charlot ingombrante;
1943 – Seconda guerra mondiale: Negli Stati Uniti viene annunciato il razionamento delle scarpe;
1944 – Seconda guerra mondiale: le truppe tedesche lanciano la loro controffensiva contro la testa di sbarco di Anzio e Nettuno;
1945 – Eccidio di Porzûs: partigiani comunisti trucidano altri partigiani appartenenti alle Brigate Osoppo in provincia di Udine;
1962 – Il governo degli Stati Uniti vieta tutti i commerci con Cuba con il Proclama 3447: inizia l’Embargo contro Cuba;
1964 – I Beatles arrivano per la prima volta negli USA;
1971 – Le donne ottengono il diritto di voto in Svizzera;
1974 – Grenada ottiene l’indipendenza dal Regno Unito;
1977 – L’Unione Sovietica lancia la Soyuz 24;
1984 – Gli astronauti Bruce McCandless e Robert Stewart eseguono la prima camminata nello spazio senza “guinzaglio”;
1985 – Theme from New York, New York diventa l’inno ufficiale di New York;
1986 – Jean-Claude Duvalier, presidente di Haiti, fugge dalla nazione;
1990 – Dissoluzione dell’Unione Sovietica: Il Comitato Centrale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica accetta di cedere il monopolio del potere;
1991
A Londra l’IRA, usando un mortaio rudimentale montato sul retro di un furgone, riesce a far esplodere un ordigno nel cortile del numero 10 di Downing Street, residenza del premier John Major, mentre è in corso una riunione di governo per discutere della guerra contro l’Iraq;
Il primo presidente democraticamente eletto di Haiti, Jean-Bertrand Aristide, viene insediato;
1992 – I dodici Stati della Comunità economica europea firmano il Trattato di Maastricht
1998 – Iniziano i XVIII Giochi olimpici invernali a Nagano (Giappone);
1999 – Abd Allah II diventa re di Giordania dopo la morte del padre, re Husayn;
2003 – Inviata la risposta all’ultimo contatto della sonda Pioneer 10;
2006 – Bobo Craxi fonda I Socialisti;
2008 – Lancio della missione STS-122 diretta alla Stazione Spaziale Internazionale con il laboratorio europeo Columbus;
2014 – Iniziano i XXII Giochi olimpici invernali a Sochi, Russia;
2016 – Viene giocato il 50° Super Bowl al Levi’s Stadium in California che vede contrapposti i Denver Broncos ed i Carolina Panthers

La Vespa Rosa: Simona Romano

Juve Stabia Treno Giallo BluIl calciomercato si è concluso ed una nuova Juve Stabia si appresta a disputare due derby in trasferta in rapida successione contro Paganese e Casertana.

Il treno gialloblu deve riprendere la propria corsa verso la stazione della salvezza. Oggi per la rubrica La Vespa Rosa racconteremo chi è Simona Romano.

Simona segue la Juve Stabia da tanto tempo e afferma subito che la squadra di quest’anno non le piace.

Non ha un ricordo particolare di una trasferta anche perché non le ha mai fatte.

Simona non ha nessun rito scaramantico e nessun porta fortuna.

Quest’anno  per lei non c è stato nessun gol bello, mentre se ne dovesse ricordare uno con piacere, quello di Corona nella finale con l’Atletico Roma è quello che le ha dato emozioni uniche.

Di demeriti quest’anno sicuramente la Juve Stabia ne ha, però possiamo dire che sono anni che le Vespe hanno tutti contro, questo rende tutto più difficile.

Simona chiude la sua intervista con un solo grido: “Forza Juve Stabia!”

 

Patrizia Esposito

Napoli, le pistole dei ragazzi invisibili e quelle vittime senza colpa. ROBERTO SAVIANO*

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Il racconto. Dal negoziante colpito per caso al giovane ucciso per sbaglio a due passi da una pizzeria famosa. Gli ultimi morti di camorra spesso sono incensurati. Il loro errore? Trovarsi sulla traiettoria dei proiettili delle gang che la città fa finta di non vedere.

Napoli  è tornata a sparare? No, non ha mai smesso: si è solo spenta l’attenzione nazionale. Napoli, 31 dicembre 2015, piazza Calenda, pieno centro storico. Fai due passi e sei da Michele Condurro, la storica pizzeria di Forcella, quella con i tavolacci, sempre affollata di turisti fino a esaurimento pizze. Alle 19.30 entrano in un bar e iniziano a sparare. Muore Maikol Giuseppe Rossi, 27 anni, pregiudicato. Fine. Pregiudicato: non serve aggiungere altro. Questa definizione, purtroppo, ci tranquillizza: “Ah, era uno di loro….”.

E invece no. Rossi aveva precedenti per scippo, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, ma non era lui nel mirino dei killer che forse quella sera non avevano nemmeno un obiettivo preciso. Rossi è stato colpito per sbaglio. E per sbaglio è morto, la sera di San Silvestro, nel centro storico di Napoli. In una zona che in genere è piena di turisti (motivo di vanto per il sindaco De Magistris), ma dove quella sera non c’era nessuno, non una telecamera né forze dell’ordine (promesse dimenticate del presidente della Regione De Luca). Dopo l’omicidio pare che il proprietario del bar non abbia chiamato i carabinieri, ma semplicemente abbassato la saracinesca.

Questa è Napoli.Sapevo di quest’omicidio prima che ne scrivessero i giornali, perché un amico, passando nella zona del Trianon in macchina, voleva fermarsi a prendere una bottiglia d’acqua per il figlio, ma la polizia aveva già transennato la piazza, e il bar era irraggiungibile. Mi ha scritto dicendomi che non era sorpreso, che queste cose possono capitare. Aveva visto un omicidio di camorra nel parco di fronte casa qualche anno prima, un sabato a mezzanotte. Poi la morte di un camorrista che aveva deciso di stabilirsi nel quartiere, uno di quelli che falsificavano assicurazioni, pianto come persona per bene: ” Non ha mai accis’a’ nisciun’, era una persona per bene “.

A Napoli si fanno gli scongiuri, si spera sempre di non trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. Mi chiedo come faccia la città ad accettare tutto questo. Il 30 gennaio viene ucciso a Ponticelli Mario Volpicelli, l’uomo che gestiva un negozio “tutto a 50 centesimi”. La sua morte è quanto di più simile possa accadere a chiunque viva in un territorio in guerra. Finiti i Sarno, a Ponticelli ci si spartisce il regno a colpi di tatuaggi che segnano l’appartenenza a due clan avversi: i D’Amico e i De Micco. Volpicelli era cognato dei Sarno e parente dei De Micco, questo è bastato per essere condannato a morte. Questo basta per essere nella lista nera della faida: ogni faida ne ha una, vi sono scritti i nomi di parenti anche lontani, l’obiettivo è sfidare l’avversario colpendo chi è indifeso; decimare il nemico partendo da chi non si sente in pericolo. Conoscete voi un vostro cugino di secondo grado? Il nipote del fidanzato del cugino di vostra moglie? In tempo di faida si è ucciso per questo. I cadaveri sono lettere che vengono spedite.

L’obiettivo è terrorizzare. Tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio, azioni dimostrative in tutta la città, dalla zona di Cavalleggeri d’Aosta a due passi dallo stadio San Paolo alla centralissima Materdei: bottiglie incendiarie e sventagliate di kalashnikov per avvertire, intimidire, annunciare rappresaglie. Il primo febbraio, una “paranza” di dieci ragazzi legati al clan D’Amico, armati fino ai denti sugli scooter, ha invaso e terrorizzato San Giovani a Teduccio: l’obiettivo era Raffaele Oliviero, vicino al clan Rinaldi- Reale.

Se guardiamo le azioni di rappresaglia degli ultimi sei mesi, noteremo come la città sia coinvolta tutta, come nessuno possa dirsi al sicuro, e come arresti, processi e condanne, da soli, non abbiano alcun potere di fermare una guerra che va combattuta anche e soprattutto con altri strumenti. Non è possibile leggere questi dati e non comprendere quanto la politica, quella locale e soprattutto quella nazionale, abbia tragicamente fallito.

Maggio 2015, Ponticelli: Ciro Rivieccio, 43 anni, pregiudicato, è ferito con tre colpi d’arma da fuoco. Nella stessa notte di giugno, un 23enne con precedenti penali è colpito alla coscia da un proiettile in via Pallonetto a Santa Lucia, luogo di spaccio, e un altro di 32 anni, neanche lui incensurato, è ferito alla gamba destra durante una sparatoria in via Sant’Anna di Palazzo (dove abitavo quando ancora ero a Napoli).

E poi un 15enne ferito alle gambe nei Quartieri Spagnoli; era incensurato, ma era con un cugino con piccoli precedenti. E ancora, Soccavo: 46enne con precedenti penali raggiunto da proiettili mentre cammina per strada. Via Costa, quartiere San Lorenzo: feriti in una sparatoria tre minorenni a bordo di uno scooter. Il giorno dopo, e siamo a luglio, nella stessa strada colpi d’arma da fuoco contro un’abitazione al piano terra: è la risposta.

A sparare, due ragazzi su un motorino. E poi le “stese” – le chiamano così – di luglio: baby camorristi che mirano a finestre e ad antenne paraboliche trasfor-mando il centro storico in un poligono a cielo aperto. A Fuorigrotta un ragazzo di 21 anni viene raggiunto da un proiettile a una spalla. Si tratta forse di un episodio connesso alla guerra tra ex affiliati ai D’Ausilio, clan di Bagnoli in auge ai tempi della Nuova Mafia Flegrea. In centro, in via Salvator Rosa, un 24enne in scooter viene affiancato da altri ragazzi, anche loro in scooter, che gli sparano.

Nella stessa notte, in vico Nocelle, un 25enne viene ferito da colpi di pistola. A Ponticelli, due ragazzi di 19 e 15 anni restano feriti in una sparatoria.

Ad Afragola, un uomo di 50 anni con precedenti per estorsione e ricettazione viene colpito a una coscia da un proiettile. Ad agosto muore Luigi Galletta, il meccanico vittima della faida di Forcella, un ragazzo per bene, ucciso perché non voleva truccare i motorini della “paranza”. E poi Roberto Rizzo, un ragazzo con piccoli precedenti penali, ferito da colpi di arma da fuoco mentre di notte era in strada con amici.

Agli inizi di settembre un uomo con precedenti per droga viene ferito alla gamba da un colpo di arma da fuoco. Ha detto nell’immediato di avere solo avvertito un bruciore, di non essersi accorto dello sparo. E poi Gennaro Cesarano, il 17enne ucciso in piazza San Vincenzo alla Sanità: i killer in sella a due moto sparano ovunque, il loro obiettivo è fare morti. Segue un raid agghiacciante al Rione Traiano: un numero imprecisato di ragazzi, armati fino ai denti, sparano ininterrottamente facendo esplodere anche una bomba carta. Sul selciato restano circa 60 bossoli di arma da fuoco tra cui quelli di un kalashnikov.

E poi, di nuovo a Fuorigrotta, viene ferito Nicola Barbato, poliziotto impegnato nell’operazione antiracket. A ottobre la prima vittima eccellente è Annunziata D’Amico, detta Nunzia la Passilona, reggente dei D’Amico, condannata a morte dal clan nemico di Ponticelli. Poi Ciro Rosano, pregiudicato, ferito nel quartiere San Pietro a Patierno, mentre a Giugliano due persone in sella a una moto esplodono colpi d’arma da fuoco: nel mirino il figlio di un affiliato al clan Mallardo.

A novembre a Capodimonte quattro uomini armati di pistole e a bordo di due moto seminano il terrore esplodendo colpi in aria. Un ragazzo di 22 anni viene gambizzato ad Acerra e due persone ferite a Miano.

A dicembre, un uomo resta ferito in un agguato a Pianura, un altro ad Afragola. Il 25 gennaio in un agguato a Fuorigrotta viene ferito un 16enne. Poi c’è Giuseppe Calise, 24 anni, ucciso al rione don Guanella mentre il ministro Alfano era in prefettura a parlare della necessità di “far tacere le pistole”. E nella notte ammazzano Pasquale Zito, 24 anni: suo zio era stato ucciso nel 2007. Dopo quest’omicidio, a Bagnoli diversi cittadini hanno dichiarato che “non usciremo di casa” rispettando una sorta di coprifuoco imposto dalla faida.

Ecco: il catalogo della violenza è questo. E probabilmente è incompleto. Sulla stampa nazionale se ne parla solo quando a morire sono minorenni o incensurati. Gli altri agguati sono cancellati, derubricati a normale amministrazione. Qui la normale amministrazione è una guerra quotidiana legata alla droga e nutrita di omertà, combattuta da centauri non ancora maggiorenni. Ho parlato a lungo con il capo della squadra mobile di Napoli: Fausto Lamparelli conferma che si tratta di ragazzi “giovanissimi, disposti a tutto. Sanno di poter ottenere nel breve periodo potere e soldi pagati poi con la vita o l’ergastolo. Qui non si può procedere solo con l’attività di polizia giudiziaria, noi facciamo la nostra parte, ma la camorra va combattuta con lavoro, impegno, investimento. Cose facili a dirsi, ma difficilissime a realizzarsi”.

Certo, se ammettessimo che si tratta di un territorio in guerra, capiremmo come non basta affatto avere ex magistrati alla presidenza del Senato, a capo dell’Autorità anticorruzione, alla guida della città per pensare che tutto quello che si più fare lo si sta già facendo. Non basta. Dobbiamo smettere di trattare Napoli come una città normale. Non lo è: i napoletani vivono sotto i proiettili e abbassano la testa, quindi non sono paragonabili agli abitanti di nessun’altra città italiana. La politica locale sta mostrando il volto peggiore nell’imminenza del voto. E il territorio è abbandonato, nelle mani dei nuovi capi, ragazzini che contano molto più dei rappresentanti politici. Intere aree della Campania sono nelle loro mani, le abbiamo irrimediabilmente perse, e ancora la politica nazionale pretende di fare campagna elettorale fingendo di non vedere.

Mi chiedo perché la città non si ribelli: non si è stancata di valere qualcosa solo sotto elezioni e meno di niente a giochi fatti? Dovremmo pretendere che la nostra città torni a noi. Smettiamo di pensare che l’unico modo che abbiamo per viverci è farlo con un ideologico amore struggente: “Napoli è meravigliosa, chi parla di faide la sta insultando. Questa è romantica omertà che ha come unica conseguenza la rassegnazione.

L’Italia sta morendo, lentamente, silenziosamente, e la ripresa non potrà esserci se metà del suo territorio è completamente fuori gioco perché mancano infrastrutture, investimenti e per di più è prigioniera del potere dei clan in guerra. Pubblicavo Gomorra dieci anni fa, i magistrati che ora il governo utilizza per darsi un Dna antimafioso dissero che era un libro importante non solo per quello che avevo scritto, ma perché avevo ricostruito un quadro d’insieme che mancava e, soprattutto, perché finalmente aveva portato attenzione. Dopo dieci anni, di quell’attenzione non è rimasto nulla.

*larepubblica

Il Carpi pensando alla Juve? Sarebbe un grave errore. Sarri striglia i suoi

“Alle domande con la parola Juventus non rispondo. Il Carpi ha perso una sola partita nelle ultime sei partite, tra l’altro rocambolesca a Firenze al 93′. Se domani non ci esprimiamo a grandi livelli come l’Empoli passeremo dei guai seri. Spero che la mente dei giocatori sia indirizzata a questa partita. E’ più complicata di quello che sembra.”

L’ha voluto ricordare mister Sarri in conferenza stampa, in caso qualcuno se ne fosse dimenticato. Guai a sottovalutare il Carpi. I ragazzi di Castori, infatti, non avranno intenzione di essere la prossima vittima sacrificale; l’errore è dietro l’angolo, pronto ad approfittare di qualsiasi mancanza azzurra. Il tecnico lo sa e mantiene l’attenzione alta.

L’ERRORE-  Peggio sarebbe pensare alla Juventus. Il match dello Stadium è ancora relativamente lontano: in mezzo la partita di domani, apparentemente semplice ma alquanto insidiosa. Gli emiliani, infatti, hanno perso sola una partita nelle ultime sei, ritrovando quella brillantezza che li aveva caratterizzati nelle stagioni scorse, permettendogli di raggiungere le serie A. Segreto di un gruppo e di un allenatore che, dopo tanta fatica, è riuscito a trovare la quadratura del cerchio. La salvezza è l’obiettivo, difficile, ma ancora possibile. Una buona prestazione a Napoli per dare un segnale all’intero campionato. 

AL SAN PAOLO CON I TITOLARISSIMI- All’andata fu 0-0: tanta strada ne è passata, però, da quel 23 settembre. Un vero e proprio viaggio in costruzione, quello degli azzurri, nel nome di Higuain e Maurizio Sarri. Domani, al San Paolo, per dimostare di essere definivamente maturati, se ce ne fosse ancora bisogno. Senza Jorginho, il tecnico toscano si affiderà al fedelissimo Mirko Valdifiori, pronto a partire da titolare, dopo tanta panchina. Poi, del resto, tutti confermati: Higuain ci sarà, affiancato da Callejon e Insigne. Scenderanno in campo gli 11 tipo, insomma, ad evidenziare l’importanza del match. Dalle 18, poi, si potrà pensare ai bianconeri. Non un minuto, prima, però: ordine di Maurizio Sarri. 

 

TEATRO SOCIALE (BS): AMLETO di William Shakespeare

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TEATRO SOCIALE

Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia

RASSEGNA ALTRI PERCORSI

LUNEDI’ 8 e MARTEDI’ 9 febbraio 2016 (ore 20.30)

Il Teatro di Messina

presenta

AMLETO di William Shakespeare

regia di Ninni Bruschetta

scene di Mariella Bellantone

costumi di Cinzia Preitano

luci di Renzo Di Chio

musiche di Tony Canto, eseguite dal vivo da Tony Canto e Gianluca Scorziello

Durata dello spettacolo: 2.45 (senza intervallo)

Angelo Campolo e Giovanni BoncoddoLunedì 8 e martedì 9 febbraio 2016 alle ore 20.30 al Teatro Sociale di Brescia sarà in scena AMLETO di William Shakespeare , per la regia di Ninni Bruschetta, che sceglie di costruire la sua drammaturgia sulla traduzione di Alessandro Serpieri, spettacolo prodotto dal Teatro di Messina.

Lo spettacolo racchiude già nel titolo la precisa volontà di proporre una lettura fedele dell’opera shakespeariana anche se l’Amleto di Ninni Bruschetta è un uomo moderno, un uomo vivo e attivo, un uomo che sceglie: “probabilmente sceglie la cosa sbagliata – tiene e precisare il regista – ma sceglie”.

Questa lettura suggestiva offre un’occasione per riflettere sui grandi temi di sempre: sul perché della vita e della morte, sul rapporto tra verità e menzogna, tra desiderio di giustizia e vendetta, sul ruolo del caso, sul potere reale o illusorio della volontà.

La scena di Mariella Bellantone, rispecchia la contemporaneità dell’opera che si noterà anche nella scelta dei costumi di Cinzia Preitano. Le musiche sono di Tony Canto eseguite dal vivo dallo stesso autore e da Gianluca Scorziello.

Questo il cast: Angelo Campolo (Amleto), Antonio Alveario (Polonio), Celeste Gugliandolo (Ofelia), Maria Sole Mansutti (Gertrude), Emmanuele Aita (Claudio), Giovanni Boncoddo (il fantasma), Maurizio Puglisi (il becchino), Lelio Naccari (Valtemand – Fortebraccio), Simone Corso (Marcello), Francesco Natoli (Orazio), Dario Delfino (Rosencranzt), Diego Delfino (Guildestern), Fabrizia Salibra (attrice regina), Luca D’Arrigo ( 1° attore prete), Stefano Cutrupi (Bernardo), Ivan Bertolani (Laerte), Michele Falica (Francisco – Osric) e con Riccardo Organti.

Lo spettacolo rientra nella Rassegna ALTRI PERCORSI – CIRCUITI LOMBARDIA SPETTACOLO DAL VIVO – promossa dalla Regione Lombardia a sostegno del sistema teatrale lombardo, dell’innovazione dei linguaggi teatrali e della contaminazione di diverse forme di spettacolo.

La stagione di Prosa 2015/2016 è realizzata grazie al sostegno del Gruppo A2A, e della Fondazione ASM Gruppo A2A di Brescia.

Vendita biglietti singoli:

  • TEATRO SOCIALE I biglietti sono in prevendita alla biglietteria del Teatro Sociale in orario della stessa. Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia Biglietteria tel. 030 2808600 sociale.biglietteria@ctbteatrostabile.it
  • PUNTO VENDITA CTB È possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli di tutta la stagione al nuovo punto vendita nella sede del CTB in Piazza Loggia, 6 – dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 13.00 (esclusi i sabato e festivi) Tel. 030 2928609

ON-LINE in tutti i punti vendita del circuito Vivaticket.it 

  • LIBRERIA SERRA TARANTOLA Via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia · Tel. 030290171 Orari: 9.15 – 12.15 /15.30 – 19.00 (lunedì mattina e domenica chiuso)

Prezzo dei biglietti singoli:

  • Platea Intero € 26,00 – Ridotto gruppi 23,00 – Ridotto speciale 18,00
  • Galleria centrale Intero € 18,00 – Ridotto gruppi 16,00 – Ridotto speciale € 13,00
  • Galleria laterale Intero € 12,00 – Ridotto Gruppi € 11,00 – Ridotto speciale € 10,00

INFO: CTB Centro Teatrale Bresciano

Piazza della Loggia, 6 – 25121 Brescia – tel. 030 2928611/617 – fax 030 2928619

(dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30)

e-mail: organizzazione@ctbteatrostabile.it

ctbteatrostabile.it

Vicenza-Lanciano 0-2, buona la prima di Maragliulo

Comincia con una vittoria, la prima gara di Maragliulo da allenatore sulla panchina della Virtus Lanciano. I frentani, infatti, riescono ad espugnare per 2-0, il “Menti” di Vicenza, ottenendo 3 punti importanti in chiave salvezza, e ,contestualmente, complicano la situazione dei veneti, i quali attualmente possono contare solo su un margine di un punto dalla zona play-out.

La situazione di classifica rimane, tuttavia, sempre difficile per gli abruzzesi, ancorati sempre al penultimo posto in classifica, anche se da questa sera in compagnia della Salernitana. Le reti, entrambe di pregevole fattura, sono tutte arrivate nel secondo tempo. Al 51’ è Di Francesco ad aprire le danze, grazie ad un’azione personale e tambureggiante, culminata con uno shot che non ha lasciato scampo al portiere berico. La rete del raddoppiato, griffata Ferrari,è arrivata al 63’, con l’attaccante che è riuscito a capitalizzare al meglio un assist di Di Francesco. Un po’ di serenità in casa abruzzese, dopo le turbolenze avute in questo ultimo periodo. Sabato al “Biondi” arriva il Modena, per un’altra sfida-salvezza.

VICENZA: (4-3-3): Vigorito (18′ pt Benussi); Laverone, Brighenti (70′ Ligi), Sampirisi, D’Elia; Bellomo, Moretti, Signori; Vita (55′ Ebagua), Raicevic, Giacomelli. All. Marino

VIRTUS LANCIANO: (4-2-3-1): Cragno; Aquilanti, Amenta, Rigione, Di Matteo; Vitale, Rocca (62′ Giandonato); Vastola (80′ Milinkovic), Marilungo, Di Francesco (87′ Zè Eduardo); Ferrari. All. Maragliulo

Arbitro: Antonio Rapuano di Rimini
(Gori di Arezzo – Rocca di V. Valentia; IV Massimi di Termoli)
Reti: 52′ Di Francesco, 63′ Ferrari
Ammoniti: Ferrari, Vitale, Cragno, Vastola

Juve Stabia – Mister Zavettieri: Domani dovrò valutare le condizioni di tanti, sarà una partita difficile. Su Bombagi e Caserta dico… (Video)

In sala stampa allo stadio Romeo Menti di Castellammare, si è presentato il tecnico della Juve Stabia mister Nunzio Zavettieri per presentare il match di domani alle ore 14:00 al Torre di Pagani contro la Paganese di mister Grassadonia:

“In questo mercato di riparazione abbiamo cambiato pelle, siamo una squadra diversa, sono partiti giocatori importanti con caratteristiche particolari, solo il campo ci dirà se siamo più o meno forti di prima.”

Grifoni?

“E’ il più in  forma dei nuovi acquisti, praticamente a Prato ha giocato sempre, ci darà una mano, posso dire di essere contento del suo acquisto.

Eravamo in attesa del transfert di Navratil è arrivato e sono contento anche se un suo impiego non può essere a breve perché deve recuperare la forma migliore.

Con Bombagi ho sempre avuto un ottimo rapporto, non so perché abbia dichiarato che qui non lo volevamo più, di certo queste parole non erano dirette a me, anche perché quest’anno non l’ho avuto mai completamente a disposizione. Ringrazio lui e tutti gli altri giocatori che sono andati via in questa sessione invernale per il contributo che hanno fornito alla Juve Stabia durante la loro militanza in giallo blu.

Atanasov è tornato ad allenarsi, farà una visita di controllo e poi deciderà la società cosa fare in merito al suo eventuale tesseramento.

Parlando di calcio giocato dovremo temere la Paganese, non solo per le qualità di Caccavallo, ma perché hanno un’identità precisa che esalta le qualità di tutti. Sarà un derby sentito ma noi andiamo in campo per dire la nostra. Mi dispiace per l’assenza dei nostri tifosi che potevano darci una mano.

Per quanto riguarda gli indisponibili non ci sarà lo squalificato Liotti e bisogna valutare bene le condizioni di Del Sante, Carrillo, Contessa e Romeo anche se uno di loro dovrà giocare..

Il tecnico della Paganese ha dichiarato che dovranno aggirare il nostro muro difensivo? Io penso a me e a quello che dovrà fare la mia squadra, noi  dovremo essere bravi a limitarli.

La Juve Stabia è uscita pulita da una cosa che non la riguardava (sentenza Dirty Soccer n.d.a.) riguardo la squalifica di Caserta mi dispiace, lui resterà con noi durante la settimana e non potrà seguirci quando giochiamo, mi auguro che risolverà questa situazione il prima possibile, è un uomo che non merita tutto questo.”