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Rinnovo Koulibaly-Napoli, ecco quanto avrebbe chiesto

Il Napoli al lavoro sul campo ma anche sul fronte rinnovi, per cercare di blindare la spina dorsale della squadra. A fine dicembre è stato il centrocampista Jorginho a porre la firma sul nuovo contratto: dal 2018 al 2020, con adeguamento dell’ingaggio. Lo stesso scenario è previsto anche per Kalidou Koulibaly, perno della linea difensiva azzurra. Una stagione da protagonista assoluto, una crescita costante sotto l’egida guida del tecnico Sarri. Secondo quanto appreso da Calciomercato.com, sono fitti i contatti tra il direttore Cristiano Giuntoli e l’agente Bruno Satin che ha reso visita al suo assistito a Castevolturno una decina di giorni fa. Un’occasione per gettare le basi per un nuovo accordo di cui vi possiamo svelare i dettagli: l’idea del Napoli è quella di un prolungamento del contratto dall’attuale scadenza nel luglio del 2018 al 2020. Il giusto premio per l’ottimo lavoro svolto fin qui dal difensore francese. Koulibaly attualmente percepisce un ingaggio da circa ottocentomila euro a stagione, la volontà del suo entourage è quella di alzare la cifra a quasi il doppio, ovvero 1,6mln. Le due parti sono la lavoro per trovare un accordo che non sembra essere cosi lontano: Koulibaly si trova bene a Napoli e il club è felice del suo rendimento. Dettagli da limare ma emerge la chiara volontà del direttore Giuntoli di continuare il percorso con Koulibaly al centro del progetto Napoli.

Sarri sta pensando di tornare al vecchio modulo

Secondo il Corriere del Mezzogiorno, per sopperire a una rosa non lunghissima in vista dei tantisimi impegni Maurizio Sarri avrebbe una soluzione a sorpresa: tornare al vecchio modulo, ossia il 4-3-1-2: Come ovviare al problema? A mercato chiuso forse la soluzione più semplice, e si fa per chiacchierare al bar naturalmente perché mister Sarri è molto più capace di noi tutti a individuare rimedi, sarebbe tornare proprio al fallimentare modulo d’inizio stagione con qualche accorgimento. Pensateci: El Kaddouri rifinitore, Lopez a coprire Valdifiori; Gabbiadini assieme a Gonzalo, nel ruolo di seconda punta che gli è certamente più congeniale di quello di punta centrale. Così Callejon, Insigne, Jorginho e uno tra Allan e Hamsik (entrambi se si utilizza Chalobah) potrebbero riposare, unitamente a Hysaj (con Maggio in campo), Albiol (Chiriches), Ghoulam (Strinic).

JuveStabia: dopo Martina Franca il Cosenza

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Dopo aver affrontato il Martina Franca al Menti, le vespe avranno un difficilissimo impegno in terra calabrese contro il Cosenza di mister Roselli. I lupi sono una delle rivelazioni di questo campionato e sono in piena corsa per la promozione in serie B.

Ben allestita dal ds Mauro Meluso, i rossoblu annoverano fra le proprie fila giocatori come Perina, Blondett, Ciancio, Pinna, Criaco, Caccetta, Arrighini e La Mantia, solo per citarne alcuni.

Attualmente sono al quinto posto in classifica con 38 punti, frutto di 10 vittorie, 8 pareggi e 4 sconfitte.

A soli 4 punti dal Benevento capolista, i calabresi lotteranno fino alla fine quantomeno per raggiungere una posizione in griglia play off.

Nella passata stagione, un gol di Bombagi regaló la vittoria ai gialloblù al San Vito di Cosenza, mentre Di Carmine e Cesca fissarono il risultato sull’1-1 al Menti nel match di ritorno.

Nel girone d’andata di questo campionato, alla prima di Zavettieri sulla panchina delle vespe, il risultato fu lo stesso della passata stagione: 1-1. Contessa e Criaco gli autori dei gol.

Prima di affrontare le vespe, il Cosenza ha pareggiato 1-1 nel sentitissimo derby interno contro il Catanzaro grazie alle reti di Patti per gli ospiti e di La Mantia per i locali, e nel match precedente a quello contro le vespe, i calabresi saranno ospiti della Casertana di mister Romaniello, reduce dal pareggio proprio contro la Juve Stabia.

La scaramanzia iberica: “Il Napoli non svolge la rifinitura al Madrigal…”

Anche in Spagna vige la scaramanzia. Comesi legge su AS, il Napoli ieri non ha svolto la rifinitura consueta al Madrigal. Sarri ha scelto di non volersi allenare nell’impianto del Villarreal. Per i media spagnoli è un segnale di buon auspicio visto che le due ultime volte che le squadre italiane sono venute al Madrigal e non hanno fatto la rifinitura, i padroni di casa hanno collezionato un pareggio e una vittoria.

1.000 tifosi napoletani al Madrigal, ma anche ospiti vip

Diversi ospiti speciali stasera al Madrigal per assistere a Villareal-Napoli. Come racconta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, ci sarà anche Fabio Pecchia: l’ex capitano del Napoli nonché vice allenatore fino alla scorsa stagione. Poi dalla capitale è atteso anche Manuel Garcia Quillon, procuratore di Callejon, Reina e Albiol, col quale magari la società avrà anche l’occasione per scambiare due chiacchiere in ottica rinnovi. Stasera sarà presente pure Filippo Fusco, ex direttore sportivo partenopeo della promozione in Serie A nel 2000. Infine ci saranno anche molti familiari della famiglia della moglie di Pepe Reina e oltre mille tifosi napoletani giunti dall’Italia. 

Il Punto su JuveStabia-MartinaFranca

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Il prossimo avversario della Juve Stabia, dopo il pareggio al Pinto di Caserta, è il Martina Franca di mister Marco Cari. I pugliesi sono attualmente la penultima in classifica con 13 punti, tutti conquistati tra le mura amiche con 3 vittorie e 5 pari interni. Gli itriani, infatti, hanno perso tutte e 11 le gare esterne fin qui disputate.

Protagonisti di una situazione societaria difficile, la tanta confusione societaria creatasi ha influito e non poco sulla squadra e sulla classifica. I bianco blu, iscrittisi al campionato sul filo di lana, avevano iniziato la stagione con Beppe Incocciati in panchina.

Tra le poche note liete della gestione Incocciati c’è la vittoria proprio contro le vespe nel match del Tursi lo scorso ottobre, quando Baclet, squalificato per sabato, e Cristea avevano regalato i 3 punti alla squadra di casa. Le altre due vittorie interne sono state conquistate contro Lupa Castelli e Akragas, entrambe con un secco 3-0.

Dopo l’esonero del tecnico ex Atletico Roma, si è raggiunta l’apice della confusione con l’ingaggio di Moriero e le sue dimissioni dopo appena un giorno e mezzo, con il ritorno di Incocciati. La situazione non è migliorata nonostante un mercato di gennaio importante che ha portato in valle d’Itria giocatori come Berardino, Rajcic, Dianda, Diakitè e Ciotola, che si sono aggiunti a giocatori di livello come il portiere Viotti e gli attaccanti Schetter e Baclet.

L’arrivo di Cari in luogo di Incocciati non ha invertito la rotta dei pugliesi, i quali hanno, nell’ultimo match prima della sfida salvezza del Menti contro le vespe, pareggiato 2-2 nel derby contro il Monopoli del Tursi. Vittoria sfumata all’ultimo secondo a causa della rete di Lescano, ex proprio del Martina e vecchio pallino delle vespe nello scorso mercato estivo.

Sarno: anziani truffati. Ennesimo episodio in poco tempo

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Ennesimo episodio di truffa ai danni di una coppia di anziani si è consumato a Sarno, in via Sodano. Un balordo avrebbero contatto telefonicamente i coniugi avvisandoli che il figlio era stato arrestato con l’accusa di omicidio. La scarcerazione immediata sarebbe avvenuta previo pagamento di una somma di circa 2.000 euro. Gli anziani colti dalla tragica notizia non hanno esitato a dare un appuntamento all’ignota persona per dargli i soldi necessari affinché il figlio tornasse in libertà. L’uomo puntale si è presentato a casa degli anziani, i quali gli hanno consegnato tutto il contante e l’oro che avevano. Dopo aver preso il tutto, il balordo si è dileguato lasciando i due senza spiegazioni. Insospettiti dall’atteggiamento dell’uomo, gli anziani hanno poi realizzato di essere stati vittima di una truffa. Denunciato l’accaduto ai carabinieri della locale stazione sono state avviate le indagini al fine di identificare l’uomo che si è reso responsabile di questo ennesimo atto ignobile compiuto ai danni di poveri anziani. Questa truffa non è un caso  singolo, anche precedentemente, infatti, si sono verificati casi analoghi, anche con metodi diversi ma con lo stesso fine: raggirare le povere vittime colpendole nell’intimo familiare… l’amore per i figli.

A2 Ovest – Battaglia epica al PalaDiConcilio! Agropoli la spunta su Biella

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Grandissima prova della BCC Agropoli che supera, in rimonta, una generosa Biella nel catino del PalaDiConcilio

Agropoli (SA), 17/02/2016  Magari non sarà stato un vero e proprio esame di maturità per gli uomini di Coach Antonio Paternoster, ma la BCC Agropoli ha decisamente superato se stessa aggiudicandosi l’accesissimo confronto contro una buonissima Angelico Biella reduce da sei vittorie negli ultimi sette incontri.

Reduci dalla disfatta in terra Capitale nella giornata mondiale dell’amore e con l’infermeria affollata, i delfini cilentani hanno comunque sfoderato un gran cuore in un match che, da subito, si è rivelato difficile ed impegnativo. Biella è stata probabilmente il peggior avversario da affrontare in questo momento per Agropoli, in quanto segnalata come la squadra più in forma del momento; team che ha trovato in Saunders, probabilmente, l’innesto necessario per sopperire all’infortunio occorso ad Hall a fine gennaio.

Il primo quarto di gioco è quasi tutto un monologo di Biella, Saunders crea enorme confusione nella difesa cilentana con le sue penetrazioni dall’esterno ed Agropoli chiude a -6 al primo mini-intervallo. Coach Paternoster capisce il momento e chiede soltanto una cosa ai suoi: difendere, difendere, difendere.
Il secondo quarto si apre con due triple straordinarie di De Paoli ed il catino agropolese s’infiamma. La BCC è grintosa, sia offensivamente che difensivamente e pare non soffrire affatto l’impegno ravvicinato di 3 giorni prima, ne’ fisicamente ne’ psicologicamente. Saunders è sempre e comunque una spina nel fianco per i cilentani ma Agropoli è un team strutturato per offendere il canestro ed è proprio quello che gli uomini di Antonio Paternoster sanno far meglio.

Il terzo quarto è semplicemente una battaglia di nervi con poche azioni ben congeniate e tantissime interruzioni, tanti falli e due tecnici, uno per parte, rifilati ai rispettivi team con l’equilibrio a farla da padre padrone.

Nel quarto ed ultimo periodo di gara, a salire in cattedra per Agropoli è tutta la personalità del capitano Santolamazza, l’uomo che quando la palla scotta non si tira mai indietro. Santolamazza, nonostante la grande pressione che Biella ha imposto alla gara, sfodera una serie di triple in sequenza che fanno letteralmente impazzire il pubblico agropolese, come se il canestro per il capitano di agropoli fosse grande quanto una piscina olimpionica.
E’ tripudio per i sostenitori cilentani, Trasolini e Tavernari (fino alla sua uscita per 5 falli) mettono in ghiaccio la partita disputando l’ennesima grande gara della stagione nonostante un Roderick non brillantissimo. Al PalaDiConcilio è terminata l’ennesima battaglia stagionale, con Agropoli nuovamente protagonista e nuovamente vittoriosa.
Il punteggio finale recita 79 – 68 e, nel prossimo match di campionato, andrà in scena al PalaMangano di Scafati il derby tutto salernitano fra la capolista Givova e la BCC Agropoli; astenersi i deboli di cuore.

Pedullà: “Contatti tra il Napoli e Mammana, pronti 10 mln per soddisfare il River”

Inserimento deciso del Napoli su Emanuel Mammana, difensore classe ’96 del River Plate. Negli ultimi giorni di mercato Mammana stava trattando con la Fiorentina, poi l’affare naufragò. E ancora oggi qualcuno giura che alle spalle ci fosse il Napoli disposto a offrire un contratto importante per l’estate e a soddisfare le richieste del club argentino (almeno 10 milioni). Una cosa è sicura: i contatti sono molto fitti, aggiornamenti anche nelle ultime ore, un’operazione che il Napoli vuole chiudere indipendentemente dal fatto di aver prenotato Maksimovic (e Klaassen, ma questo è un altro discorso). Il Milan? Su Mammana c’è, ma per il momento non ha approfondito. E il Napoli ora avanza…

Alfredo Pedullà

La sconfitta di Torino ha scosso l’ambiente, ma non ha messo in discussione i progetti del club

La Gazzetta dello Sport scrive sul Napoli che affronterà questa sera il Villarreal al Madigral: “A Vila-Real è sbarcato un Napoli voglioso di riscatto, dopo la sconfitta in campionato rimediata, sabato sera, contro la Juve. Una frenata che ha scosso l’ambiente, ma che non ha messo in discussione i progetti del club. Uno è rappresentato proprio dall’Europa League, sfiorata nella passata stagione, dopo aver perso in semifinale col Dnipro”.

Marco Capparella: Un onore essere stato il Capitano delle Vespe. Sul mio addio..

Ospite dell’ultima puntata del Pungiglione Stabiese è stato anche Marco Capparella, esterno ex Napoli e Juve Stabia e che, proprio per la sua esperienza alle Vespe, ha lasciato un ottimo ricordo tra i tifosi stabiesi.

Ecco le sue dichiarazioni:

 

Un anno e mezzo importante, il tuo, alla Juve Stabia: Purtroppo la prima stagione fu segnata dalla retrocessione in Serie C2 e fu davvero un peccato perchè avevamo una squadra importante per la categoria. Ho un ricordo bellissimo della piazza stabiese e della città di Castellammare; è una piazza dove c’è tanta passione e che meriterebbe sicuramente di tornare in Serie B perchè a Castellammare c’è una amore smisurato per la squadra.

 

A Castellammare hai conosciuto Rastelli, sia come compagno di squadra che come allenatore: Sì, Massimo era il leader della squadra e poi è passato subito alla panchina. E’ una persona che ha doti importanti, quindi non sono sorpreso dall’ottima carriera da allenatore. Anzi, spero che questa stagione in Serie B col Cagliari segni la sua promozione in Serie A.

 

Nella tua esperienza in gialloblù hai conosciuto anche Danilo D’Ambrosio, ora all’Inter: Sì, Danilo era ed è tutt’ora un bravissimo ragazzo. Ricordo che quando stava alla Juve Staba era un ragazzo giovane ma che mostrava già le sue qualità. A mio avviso la sua fortuna è stata quella di approdare al Torino, con un allenatore come Ventura che lavora benissimo con i giovani; all’Inter ora si sta togliendo soddisfazioni ancora più importanti.

 

La Juve Stabia in cui militavi tu era quella di Giglio, più ancora che di Manniello: Sì, Franco Giglio era un presidente molto presente, che ci faceva sentire la sua vicinanza, soprattutto nei momenti difficili. Purtroppo, poi, quando sono andato via i rapporti con Giglio si sono un po’ rovinati, forse perchè lui non si aspettava che io andassi via, anche perchè ero il capitano e l’idolo della piazza. Resta comunque un ottimo ricordo del presidente Giglio. Mi rendo conto che i tifosi ci siano rimasti male per la mia partenza in direzione Pescina, e proprio perchè il mio addio alla Juve Stabia è stato oggetto di troppe chiacchiere, preferisco non parlarne più. Per lasciare la squadra prima in classifica quando ne ero il capitano, un motivo ci sarà stato..

 

Poi uno sguardo alla tua parentesi da calciatore del Napoli: Essere un giocatore del Napoli rappresenta qualcosa di magnifico per un calciatore. Ho un ricordo bellissimo degli anni in azzurro e devo dire che proprio la Juve Stabia mi ricorda un Napoli in miniatura. Nelle due città c’è una passione per le squadre molto simile ed è stato un piacere vestire queste due maglie.

 

Ora Marco Capparella allena: Sì alleno la squadra del Ponte Romano, che milita in Promozione. Sono felicissimo di questa mia nuova carriera e spero mi possa dare tante soddisfazioni.

 

Infine uno sguardo alla Juve Stabia di oggi: Ho visto la partita contro la Casertana e penso che le Vespe debbano ripartire dell’ottima prestazione fatta. Credo sia fondamentale che i ragazzi restino uniti per poter conquistare la salvezza, che è a portata della rosa stabiese.

Un saluto affettuoso a tutti i tifosi della Juve Stabia!

 

Raffaele Izzo

Nessun dramma o riunione extra post Juve, ma Sarri…

Raffaele Auriemma scrive su Tuttosport per quanto riguarda Villarreal-Napoli: “Nulla è cambiato dopo la sconfitta di sabato, anzi sì: la consapevolezza. «Contro la Juve non abbiamo guadagnato punti, però ora abbiamo più fiducia nel futuro. Mentalmente abbiamo preso atto che possiamo andare allo Stadium e giocare alla pari con una squadra che ha vinto 4 scudetti di fila, è vice campione di Europa ed è reduce da 15 vittorie. La sconfitta è del tutto casuale, nel secondo tempo abbiamo fatto 60% del dominio territoriale e ci fa capire che abbiamo intrapreso la strada giusta», la conferenza stampa pre-Villarreal al Madrigal di Maurizio Sarri è l’occasione per esporre un nuovo manifesto sulle qualità del Napoli, soprattutto caratteriali, in risposta a chi pensava che il ko nello scontro diretto avesse provocato uno scollamento dopo 24 giornate di campionato. Nessun dramma, nessuna riunione extra post Juve e la reazione del gruppo è stata di ulteriore coesione, condivisione del progetto che punta ancora allo scudetto e all’Europa League”.

Ssc Napoli: “Conferito mandato ai legali per l’immediata rimozione del logo dal simbolo politico di un partito”

“La Ssc Napoli ha conferito mandato ai propri legali per l’immediata rimozione del logo Calcio Napoli dal simbolo politico apparso su alcuni media”. E’ questo il tweet dal profilo ufficiale Marketing del club partenopeo che denunciato subito l’accaduto per le gravi conseguenze che può arrecare all’immagine del club. Ma come nasce il caso? Lo spiega IL Mattino On line

“Sembrava di essere ad una conferenza stampa di mr.Sarri e invece si trattava della presentazione dei portavoce delle Municipalità del movimento politico “Napoli Capitale”. Gli ex missini che candideranno Enzo Rivellini come sindaco hanno deciso di utilizzare un simbolo che richiami molto quello della SSC Napoli, una grande N al centro, sfondo azzurro e contorno blu. Insomma un artificio per attirare a sé qualche tifoso distratto? Chissà. Ad ogni modo, nella sala Nugnes, nel palazzo del Consiglio comunale di via Verdi, Rivellini e i suoi hanno dato vita stamattina ad una conferenza stampa per la presentazione, come già detto del coordinamento funzionale di “Napoli Capitale”. Alla presentazione hanno partecipato, oltre a Rivellini, anche Salvatore Ronghi, Pietro Diodato, Andrea Santoro e Gianfranco Vestuto, segretario della Lega Sud”.

L’establishment contro il ribelle MARCELLO SORGI*

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Lo scontro in aula al Senato tra Monti e Renzi, sul presente e sul futuro dei rapporti con L’Europa, ha stupito per la sua durezza, ma non è certo avvenuto a sorpresa. Da settimane, l’ex capo del governo tecnico che nel 2011 salvò l’Italia dal crac e dal commissariamento stile Grecia minacciato da Bruxelles, non fa mistero della sua contrarietà alla sfida lanciata da Renzi a inizio d’anno alla Commissione presieduta da Juncker e a tratti anche alla Merkel. 

Da ex commissario e profondo conoscitore dei meccanismi che regolano il funzionamento dell’Unione, oltre che da economista, l’ex presidente del Consiglio teme che il disastro evitato a costo di grandi sacrifici, imposti agli italiani cinque anni fa, possa riproporsi pari pari per un’errata valutazione, sia dell’evoluzione della congiuntura economica, di nuovo a rischio di crisi dopo un pallido accenno di ripresa, sia dei rapporti di forza tra Italia e Ue. Monti non lo dice a voce alta – sebbene il suo intervento di ieri a Palazzo Madama sia stato chiaro – ma il rischio che vede profilarsi è lo stesso a cui l’Italia andò incontro nella drammatica, ultima estate del governo Berlusconi, quando il Paese apparve all’improvviso in default rispetto al severo metro di misura praticato dalle autorità europee e l’ex Cavaliere dovette arrendersi allo sfratto da Palazzo Chigi, considerato alla stregua di un «colpo di Stato».  

Le analogie tra allora e oggi, tuttavia, non sono così evidenti. La tendenza alla risalita dello spread tra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi si è, sì, manifestata, ma senza la virulenza del passato. La congiuntura negativa si fa sentire, ma è diffusa a livello globale, e ciò che fa più preoccupare gli economisti sono le contrazioni della ripresa americana e lo stallo in cui è caduta quella cinese. Anche la crisi bancaria, apparsa come un incubo all’alba del nuovo anno, non riguarda solo i nostri istituti di credito, ma come s’è visto anche uno dei più importanti tra quelli tedeschi. In sintesi, la situazione non è affatto rassicurante; ma non è detto che stia per precipitare, come ha lasciato intendere Monti. 

Perché dunque l’ex presidente del Consiglio, tra l’altro fondatore di un partito che sostiene il governo, s’è risolto a un attacco così duro? La spiegazione è che Monti, e non solo lui, rappresenta un establishment europeista che è abituato a frequentare Bruxelles e Strasburgo come un vecchio socio, avvezzo alle regole del club al quale è iscritto, e consapevole che la violazione delle stesse può avere conseguenze molto gravi. In questo, tra l’altro, Monti non è solo: nella recente intervista a «Repubblica» dell’ex presidente della Repubblica Napolitano, in più di un accenno del recente intervento del presidente della Banca centrale europea Draghi, e nei silenzi eloquenti dell’attuale capo dello Stato Mattarella si possono ritrovare le stesse argomentazioni, sebbene articolate con sensibilità e linguaggi diversi. Tralasciando i dettagli, è come se un coro di così alto livello si levasse per dire a Renzi: fermati finché sei in tempo, oltre un certo limite non potrai più tornare indietro. 

Ma a giudicare dalla replica del premier, che in Senato ha risposto per le rime a Monti, la sensazione è che questo genere di raccomandazioni difficilmente saranno accolte. Renzi infatti ha scelto una linea, diversa da quella dei suoi critici interni e esterni, che punta a rimettere la politica, sottomessa finora al rigore delle regole di Bruxelles, in capo a ogni discussione sul futuro dell’Europa: a suo giudizio le scelte economiche, e più in generale la cooperazione e l’idea di solidarietà che stanno alla base del sogno europeo, non sopravviveranno, se l’Unione non sarà in grado di rinunciare alle sue rigidità e far fronte alle nuove sfide, come quella dell’immigrazione, che i Paesi partners tentano inutilmente di aggirare. L’Europa intera, non solo l’Italia rischia di essere travolta dai propri egoismi: ecco cosa pensa Renzi. Il guaio è che non è detto che abbia torto. 

*lastampa

 
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De Laurentiis vola in Spagna con la squadra rassicurand tutti

La Repubblica scrive che in Spagna con la squadra è volato anche il presidente De Laurentiis: “L’Europa League ritorna nella settimana meno propizia: a metà strada tra la sconfitta contro la Juve e il posticipo di lunedì al San Paolo con il Milan. Stasera (ore 19) c’è i l’insidioso rendez vous con gli spagnoli del Villarreal, andata dei sedicesimi di finale. Il valore dell’avversario e l’importanza della posta in palio vietano distrazioni. Staccare la spina dal campionato non è facile, però, nel momento più delicato per il prosieguo della stagione azzurra. Il Napoli è volato in Spagna con al seguito Aurelio De Laurentiis: altro segnale della delicatezza del momento. «Ci è toccata una squadra forte e di tradizione internazionale, ma possiamo superare il turno. La doppia sfida con il Villarreal capita tra Juve e Milan, però abbiamo un gruppo di qualità e tanta voglia di andare avanti in Europa. Credo molto nelle nostre potenzialità », aveva detto il presidente nel giorno del sorteggio. Ieri è rimasto invece in rigoroso silenzio, limitandosi a rassicurare tutti con la sua significativa presenza, che si aggiunge a quella dei mille fedelissimi attesi stasera al Madrigal”.

ROMA 0 REAL MADRID 2 La sconfitta e l’orgoglio

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FORMAZIONI

Roma (4-2-3-1): Szczesny; Florenzi (87′ Totti),, Manolas, Rudiger, Digne; Pjanic, Vainqueur(75′ De Rossi); Salah, Nainggolan, El Shaarawy (64′ Dzeko); Perotti.

Real Madrid (4-3-3): Navas; Carvajal, Ramos, Varane, Marcelo; Kroos, Modric, Isco (64′ Kovacic) ; James Rodriguez (82′ Jesé), Benzema, Ronaldo (89′ Casemiro).

IL MATCH

Roma – All’Olimpico si è disputata l’attesissima sfida tra Roma e Real Madrid, gara di andata degli ottavi di finale di Champions League.

I campioni d’Europa 2014, trainati da un fresco Zinedine Zidane che ha rimpiazzato il controverso Benitez, riescono a conquistare la vittoria rifilando due gol ai giallorossi i quali, reduci da 4 vittorie consecutive in campionato, hanno dimostrato di essere un’ottima squadra capace di tener testa ai blancos.

Il risultato dell’Olimpico è in realtà un risultato bugiardo che non rende giustizia all’impegno e all’attenzione con cui i giallorossi hanno disputato la gara. Troppo pesante la sconfitta per una Roma che ha affrontato con tenacia ed orgoglio una gara che si preannunciava difficile.

Nel primo tempo, che si chiude sullo 0-0, i padroni di casa lasciano poco spazio agli avversari: Salah sulla destra tenta un paio di ripartenze che non trovano la conclusione sperata ma che fanno tremare la squadra di Zidane.

La Roma è attenta, la difesa è impeccabile, Dzeko e De Rossi osservano dalla panchina i compagni che dominano la gara per la prima mezz’ora.

Poi è il Real che con Ronaldo e Marcelo provano a schiacciare la Roma nella propria metà campo iniziando un pressing martellante sulla sinistra dove riescono ad aprirsi un varco per muoversi con più facilità. Ma in area giallorossa c’è un muro invalicabile, Manolas si immola in difesa, l’orgoglio dei padroni di casa non permette ai blancos di decollare.

Al 32’ arriva il primo tiro di Ronaldo, la conclusione è di facile presa per Szczsney; poco dopo Marcelo sfiora il vantaggio con un tiro dal limite coordinato e perfetto, ma la palla termina larga.

Nella ripresa, stesso copione. Il Real attacca, la Roma tenta l’effetto sorpresa con le ripartenze.

Al 57’ Ronaldo sblocca il risultato: servito da Marcelo, trova il destro vincente che porta in vantaggio il Real Madrid.

La Roma incassa il primo gol che rinvigorisce gli avversari, il match cambia volto.

Spalletti mette dentro Dzeko che prende il posto di El Shaarawy, al 66’ l’occasione per portare in pari la gara viene sprecata da un Salah intorpidito.

Al 73’ Vainqueur vicinissimo al pareggio, non centra la porta per poco, la risposta dei blancos arriva a breve con Ronaldo che sfiora il palo dopo aver superato il portiere.

Spalletti fa entrare De Rossi, il risultato non cambia.

In finale di gara viene negato un rigore alla Roma: Florenzi viene atterrato in area da Carvajal ma l’arbitro lascia proseguire.

La Roma continua a lottare a testa alta senza lasciarsi intimorire, ma all’85’ arriva la beffa: Jesè Rodriguez chiude la gara con un gol inaspettato che gela l’Olimpico. L’attaccante spagnolo, dopo un’azione personale in ripartenza sulla fascia destra, giunge alla conclusione in area insaccando sul secondo palo.
Risultato beffardo per una Roma che ha dimostrato tenacia ed orgoglio, tecnica e fisicità. Ma tutto questo non è bastato per agguantare (neppure) il pareggio. Il pubblico invece apprezza l’impegno dei ragazzi e stavolta gli applausi cedono il posto ai fischi dell’Olimpico.
Maria D’Auria 

TEATRO SOCIALE (BS). Elisabetta Pozzi e la “sua” Elena: 45 minuti in ottima compagnia.

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La Elena presentata da Elisabetta Pozzi, per la regia di Andrea Chiodi, è la protagonista di un monologo che ci ripropone una Elena diversa, una Elena donna del presente a noi più vicina che fa a meno della bellezza effimera della giovinezza e che, tra un bicchiere di whisky e una sigaretta si confida ad un soldato o al fantasma di un amante valutando la propria esistenza, eccezionale certo, ma che adesso sta volgendo alla fine unitamente all’ormai sfumata bellezza della giovinezza da lei trascorsa all’insegna dell’amore, tra le braccia forti di vari amanti, tutti trepidanti per lei.

Ma ora, in questa riscrittura del classico omerico, essa è andata via già da molti anni ed il suo posto è stato preso da un’altra bellezza, quella dell’esperienza che la porta ad un ricordo che non genera più alcuna passione, ma solo malinconia e forse rimpianto che traspare nel suo rivolgersi ad un soldato, presenza muta, forse un vecchio amante che torna a farle visita un’ultima volta.

E’ in quest’atmosfera che Elena trascorre i suoi giorni e ci offre di se un ritratto assai impietoso che la vede trascorrere i suoi giorni tra un bicchiere di whisky e una sigaretta non vergognandosi affatto di mostrare il fatiscente degrado in cui versa la sua vecchia abitazione nel quale, ormai, impera solo un senso di vuoto nel quale è immersa e vive, oramai derisa anche da ancelle irriverenti che le fanno dispetti eppure ……

Eppure la “vecchia” Elena di Elisabetta Pozzi, premiata anche col David di Donatello per “Maledetto il giorno che t’ho incontrato”, offre al suo pubblico il fascino eterno di chi ha acceso i cuori degli eroi, rendendo per questo anche lei un’eroina immortale, e sa regalare memorie, riflessioni, immagini che il tempo non scalfisce e che rimarranno eterne anche grazie alla Pozzi che recita con la classe della grande attrice, al colmo della maturità espressiva, dosando parole a gesti, sussurri a declamazioni, ondeggiando il corpo dentro il suo lungo abito nero sulle belle note della musica di D’angelo tanto da strappare, a 15 minuti dal termine, un applauso inatteso che esalta uno dei momenti cardini dell’opera che, a giudicare dall’applauso finale, è stata molto gradita ed apprezzata dal pubblico.

 

L’opera resterà in scena fino a Domenica 21 e, in occasione dello spettacolo, sono programmati due appuntamenti nel Foyer del Teatro Sociale a cura di Daniele Pelizzari. Il primo incontro, si terrà giovedì 18 febbraio alle ore 17.45 con Elisabetta Pozzi, protagonista dello spettacolo “Elena”, Andrea Chiodi, regista, e Nicola Crocetti, traduttore del testo di Ghiannis Ritsos; dal 17 al 21 febbraio 2016 si terrà, sempre nel foyer del Sociale una mostra fotografica con immagini legate agli spettacoli Medea e Cassandra che compongono con lo spettacolo Elena, un progetto di riscrittura delle figure femminili del mito e di materiali legati a Ghiannis Ritsos. Infine, sabato 20 febbraio 2016 alle ore 17.30, al Nuovo Cinema Eden, per il consueto appuntamento de “I sabato pomeriggio tra cinema e teatro”, Elisabetta Pozzi incontrerà il pubblico, intervistata da Daniele Pelizzari. A seguire la proiezione del film “Donne” di George Cukor.

MILANO, CABARET – INAUGURAZIONE “4X4 -ATTRAZIONE INTEGRALE”

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Dopo la danza, l’ottima ristorazione, la musica dal vivo, L’Epoca apre le porte al cabaret di gran classe con lo spettacolo ideato e condotto da Sergio Vastano e la partecipazione di eccellenti comici in collaborazione con il Cab41 di Torino.

Inaugura venerdì 19 febbraio 2016 “4×4 – Attrazione Integrale” un ciclo di cabaret ideato da Sergio Vastano e ospitato dallo Spazio Epoca di Via Parenzo 7, centro polifunzionale in zona navigli, Epoca è ritorante, ballo, musica dal vivo, cabaret…

Sergio Vastano classe 1952, esordisce in radio con il programma Un certo discorso di Rodolfo Roberti. Agli inizi degli anni ‘80, invece, risalgono le prime apparizioni sul grande schermo con Al bar dello sport con Lino Banfi e Jerry Calà, e comincia ad affermarsi nell’ambiente del cabaret italiano lavorando con Lucia Poli e Andrea Giordana. Il grande successo arriva nel 1985, con il personaggio del bocconiano proposto a Drive In in cui partecipa a otto edizioni, che gli assicura un posto fisso anche al Gioco dei 9. Negli anni successivi Sergio Vastano cattura definitivamente il grande pubblico con le imitazioni di Gianfranco Funari e Renato Zero, imponendosi anche al Festivalbar. Dopo 5 edizioni di Paperissima, dal 1991 al 1994 conduce su Canale 5 Striscia la notizia. Cantante e armonicista, dal 97 si esibisce con il suo spettacolo di musica dal vivo “SONO MEGLIO DI PERSONA!” con la sua band, e ultimamente con il grande chitarrista Gigi Cifarelli & co. nello spettacolo blues jazz e non solo “I DUBBI BROTHERS”Nel 1998 è uno dei protagonisti del varietà I cervelloni e nel 2000 di Sbaragli su Italia 1. Nella stagione 2001-02 conduce, Sapore di vino, rubrica enogastronomica di Retequattro. Nel 2002 fa parte del cast delle show ideato da Rita Pavone, Giamburrasca e nel 2006 partecipa all’Isola dei famosi per poi tornare, oggi, al suo primo amore, il cabaret.

L’appuntamento da segnare in agenda con “4×4 – Attrazione Integrale” è due volte al mese a partire da venerdì 19 febbraio alle ore 20.30.

L’ingresso per il pubblico è di 40€ per la cena, o 15€ a persona con consumazione (solo spettacolo, dalle ore 22.00).

“4×4 – Attrazione Integrale” è un format divertente ed innovativo che radunerà sul palcoscenico, per ogni serata, un quartetto di comici emergenti o già affermati capitanati dallo stesso Sergio Vastano, che si esibiranno in sketch di circa 20 min cad.

Nel primo appuntamento sul palco Francesco Damiano, comico pugliese del team di Zelig, Manuel Negro, attore teatrale e autore di testi per cabaret, televisione e radio e Giampiero Perone reso celebre dalle cinque edizioni di Colorado in cui è stato protagonista.

INFO e PRENOTAZIONI

SPAZIO EPOCA

Via Parenzo 7, Milano

www.spazioepoca.com

392 9294219

Sarri: “Sfida difficile e complicata, basta pensare alla Juve”

Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa:

In chiusura, Sarri fa una precisazione, negando un lungo confronto con la squadra: “La riunione post-Juve è durata non più di 7-8 minuti”.

Il Napoli farà la propria gara, senza farsi condizionare dall’avversario? “Sì, l’obiettivo è quello. Se facciamo un’altra gara è perché gli avversari non ci hanno fatto giocare il nostro calcio. Io sono convinto che possiamo sempre farlo, ma la discriminante è la velocità. Nelle ultime due gare ci hanno chiuso molto gli spazi e abbiamo perso un po’ questa caratteristica, ma possiamo fare risultato ovunque e contro chiunque”.

Importante segnare fuori casa, anche a costo di lasciare qualcosa all’avversario. “Sì, ma è inevitabile lasciare qualcosa perché hanno una grande fase offensiva. Hanno, oltre Soldado, anche giocatori meno noti che hanno grande qualità come Suarez, Dos Santos, Trigueros che mi piace tantissimo, poi Gaspar è fenomenale e destinato anche ad una grande carriera”.

Ancora sulle rotazioni: “Non lo so, sto sperimentando sulla mia pelle perché non ho esperienza europea, come voi sottolineate sempre. E’ chiaro che non possono giocare sempre gli stessi, qualche cambio ci sarà, ma mi interessa che la squadra resti con i propri punti di riferimenti. I risultati ci diranno se possiamo cambiare o meno. Gli avversari sono forti, a volte i risultati dipendono anche dalla forza dell’avversario”.

Sul turnover: “Non lo so, ma chi giocherà dovrà cercare di ottenere la qualificazione. Poi non so se giocheremo con 3-5-6 cambi, non ho deciso ma mi interessa la cattiveria di chi scenderà in campo perché ci saranno tante difficoltà”.

Marcelino ha detto che le squadre hanno il 50% di possibilità di passare, è d’accordo? “Sì, ho visto tutte le partite e mi ha sorpreso per qualità e organizzazione difensiva. Purtroppo è un avversario di grande livello, che sta facendo benissimo in Spagna, e per noi sarà complicata e difficile”

Sul ko di Torino: “Non è cambiato nulla, se non che non abbiamo fatto punti dopo diverse gare. Usciamo consapevoli di potercela giocare su ogni campo e contro chiunque e dobbiamo trasformare quest’aspetto in punti”

Reina: “Villarreal-Napoli da Champions: il morale è ottimo”

Termina la conferenza di Reina.

Sei andato via tanti anni fa, come vedi adesso il Villarreal? “Ho grande ammirazione, il club lavora bene da anni, dalla base fino alla prima squadra e raccoglie i frutti del lavoro ed è un motivo da seguire in Europa”. Accoglienza in Europa? “Ho tante persone qui che mi vogliono bene, sono contento dell’accoglienza calorosa”.

18.56 – Liverpool, Bayern Monaco, Napoli, Mondiali ed Europei. Da Villarreal l’avresti detto? “Qui sono diventato calciatore e tutto è partito, non posso che ringraziare il calcio per la carriera che ho fatto”.

Villarreal-Napoli è quasi una semifinale per i valori tecnici in campo. “Sono due squadre che faranno Champions l’anno prossimo, il livello è fuori dubbio, saranno 180 in cui non si potranno fare errori. Dovremo fare il nostro calcio”.

Com’è il morale? Dimenticata la trasferta di Torino? “Ottimo, deve essere sempre così. A Torino se avevamo un’idea della nostra forza, dopo sabato siamo ancora più sicuri di quello che stiamo facendo. Dobbiamo reagire subito e continuare a lavorare come stiamo facendo”.

18.51 – L’Europa League è un fastidio in ottica campionato? “Per noi tutte le competizioni sono importantissime, poi chi gioca lo decide il mister e quando indossi questa maglia devi vincere ovunque e vogliamo provare a vincere entrambe”.

Mi aiuti a capire il tweet di questa sera sui veri sostenitori. Cosa ti ha infastidito? “È semplicemente per trasmettere a tutti che chi cerca di destabilizzare il Napoli non ci riuscirà. Siamo forti mentalmente, se qualcuno ha dei dubbi ha capito”.

Inizia Pepe Reina, sul suo ritorno a Villarreal: “È sempre bello tornare in un posto dove sei stato trattato con affetto e stima. Ho vissuto tre anni calcisticamente belli, con tanti ricordi. Da domani tutto questo si ferma, saranno novanta minuti difficili, loro sono una bella squadra che è molto forte in casa”.

Inizia la conferenza stampa di Pepe Reina che parlerà della gara che domani si giocherà in Europa League contro il Villarreal