Il Corriere del Mezzogiorno scrive: “Si dà il caso che rispetto all’anno scorso il Napoli ha quattordici punti in più in classifica ed è a tre punti dalla Juventus. Si sta giocando, e presumibilmente lo farà fino alla fine, la possibilità di vincere lo scudetto. Restituendo alla società Napoli una figura che con l’avvicendamento Mazzarri- Benitez, era andata perduta. Quella dell’allenatore-aziendalista. C’è Higuain a fare il centravanti, certo. Ma c’è anche un numero significativo di giocatori il cui valore si è praticamente raddoppiato. Da Koulibaly ad Albiol e Ghoulam, da Hamsik a Jorginho. Passando per Lorenzo Insigne. Basta soltanto la media dei voti di questi giocatori a spiegare come il patrimonio-calciatori del presidente de Laurentiis si sia irrobustito. Colpa di Benitez? No, evidentemente. Fautore di un altro calcio e soprattutto allenatore di altra scuola, abituato a palcoscenici più «ricchi». Merito di Sarri? Sì, evidentemente. E intuizione felice del presidente, che dopo aver incassato il rifiuto di Unai Emery (tecnico del Siviglia) si era fiondato sull’uomo in tuta che aveva avuto modo di apprezzare un mese prima, nel giorno del suo sessantaseiesimo compleanno”.
Addio turnover, Sarri punterà sempre ai titolarissimi
Addio turnover, da qui fino al termine del campionato. Secondo il Corriere dello Sport senza le Coppe Sarri punterà sulla formazione-tipo, da Palermo in poi la rincorsa scudetto sarà affidata ai soliti, irriducibili, immarcescibili titolari. I magnifici undici, da Reina a Callejon-Higuain-Insigne: il tecnico azzurro, da sempre allergico al turnover per sua stessa ammissione, a questo punto volendo potrà davvero limitare i cambi al minimo indispensabile: una condizione ideale, per il modo palesato finora di intendere la squadra e i meccanismi.
Thévenet: “Sarri, non bisogna perdere la speranza: si può vincere anche contro gli invincibili”
Bernard Thévenet, ciclista francese vincitore di due Tour de France, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere dello Sport: “Mi fa piacere che un allenatore del suo calibro faccia riferimento alla mia impresa, spero che quell’esempio possa apportare al Napoli una speranza per vincere il campionato. Di fronte ad avversari che appaiono invincibili, è sempre possibile ottenere una vittoria tramite il lavoro e la caparbietà. Non bisogna mai perdere la speranza, anzi bisogna coltivarla per farla poi fiorire. Bisogna sempre fissarsi degli obiettivi e fare una tabella di marcia per raggiungerli giorno dopo giorno. Nel ciclismo, come nel calcio, è una questione di attimi. Tra la vittoria e la sconfitta il confine è sottilissimo. Una traversa, un palo possono costare punti pesanti e il segreto è tutto nel mantenere alta la concentrazione in campo e non perdere i dettagli su cui si è lavorato, anche quello più piccolo può fare davvero la differenza”.
Lottare per lo scudetto è un dovere e un diritto
Aurelio De Laurentiis getta la maschera e lancia ufficialmente la volata, confessando per la prima volta la sua voglia di lottare per il primo posto. Ha messo la scaramanzia da parte, il presidente del Napoli, che lanciato un messaggio chiaro ed esplicito al suo allenatore Maurizio Sarri e ai suoi calciatori. La Repubblica scrive: “un dovere e allo stesso tempo un diritto, che Higuain e compagni si sono conquistati sul campo durante sette mesi a tratti esaltanti e al di là delle aspettative: volati a passo di record. E chissà che a De Laurentiis non stia venendo anche il rimpianto di non aver giocato un po’ più d’azzardo, sul mercato invernale. Perchè il presidente del Napoli ha invece puntato su una strategia conservativa per non correre il rischio di rovinare il giocattolo: intanto, però, la Roma con El Shaarawy e Perotti sono la prova che si può sempre migliorare a patto d’investire con competenza, oculatezza e trascurando un attimo il bilancio”.
Restyling San Paolo non più rinviabile grazie alle Universiadi: via ai lavori!
Il Mattino mette in evidenza il progetto delle Universiadi napoletane che vedrà un piano di ristrutturazione degli impianti sportivi del territorio: ora viene il difficile perché si tratta di realizzarlo, passando dalle parole ai fatti “Lo stadio San Paolo sarà oggetto di una robusta ristrutturazione, a questo punto non più rinviabile, che porterà alla rimozione della famigerata copertura spuntata con i Mondiali del 1990, mentre appare oggi più improbabile l’eliminazione della pista di atletica. Naturalmente serviranno ingenti risorse: De Luca ipotizza un investimento complessivo di 200 milioni, di cui la metà solo per il restyling degli impianti. Per il San Paolo, in particolare, il Comune è da tempo in contatto con il Credito Sportivo allo scopo di ottenere in prestito una somma tra 20 e 30 milioni con cui avviare i primi lavori, come la sostituzione dei sediolini e il rifacimento dei bagni. Lo stadio, insomma, dovrà essere tirato a lucido, anche perché proprio lì si svolgeranno, oltre alle finali di calcio, le cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi”.
India: 15enne stuprata e bruciata vita
India – Nuovo orrore. Ustioni sul 80% del corpo, in fin di vita all’ospedale
NEW DELHI – Nuovo orrore in India dove una ragazzina di 15 anni è stata prima stuprata e poi bruciata viva sulla terrazza del palazzo in cui abitava a Greater Noida, vicino a New Delhi. Lo riporta oggi The Times of India. La giovane è stata ricoverata in un ospedale della capitale indiana con ustioni su oltre il 90% del corpo ed è in fin di vita. La polizia ha fermato un ventenne. Secondo le prime ricostruzioni, i genitori hanno sentita urlare la ragazza e l’hanno ritrovata sul terrazzo condominiale con il corpo ricoperto di bruciature. Secondo le statistiche in India, Paese con una popolazione di 1,2 miliardi di persone, avviene uno stupro ogni mezzora.
/ansa
Zamparini: “Ve lo dico, De Laurentiis mi ha chiesto Vazquez!”
Maurizio Zamparini al Giornale di Sicilia: “Serve una svolta, Iachini si ravveda e cambi un assetto che non funziona. C’è un atteggiamento rinunciatario e perdente. Non scendiamo in campo col 3-5-2, ma col 5-3-2, e se continuiamo così perderemo anche col Napoli, che ci farà altri tre gol. Il mio allenatore dovrebbe cambiare qualcosa a livello tattico. Tecnicamente col Napoli possiamo anche vincere, non mi spiacerebbe fare uno scherzo al mio amico De Laurentiis. Struna poteva andare al Napoli? Certi giocatori vanno sostenuti. Speravo che De Laurentiis mi chiedesse Vazquez, ma in realtà me l’ha già chiesto, e come lui, anche altri”.
Cinque giocatori miracolati con l’arrivo di Sarri
La Gazzetta dello Sport riferisce di Ghoulam, Jorginho, Koulibaly, Insigne e Hamsik: “Il presidente ha dato uno sguardo avanti e uno indietro, del resto il finale di stagione si annuncia incerto. Quel che è certo, invece, è che Sarri ha portato un valore aggiunto: ha migliorato il rendimento di molti singoli che con Benitez erano apparsi al di sotto delle loro potenzialità e ha aumentato pure il valore di mercato della rosa. Ghoulam rappresenta in tal senso un esempio lampante: arrivato a gennaio del 2013 dal St. Etienne per appena 5 milioni, oggi il Napoli non si priverebbe di lui per meno di 15 milioni e, soprattutto, non ha intenzione di perdere uno dei pochi esterni sinistri capaci di proporsi in continuazione (8 i suoi traversoni contro il Chievo) e di crossare con precisione (vedi l’assist per il gol di Higuain). Ghoulam ha giocato bene anche al Mondiale brasiliano ma nel Napoli è esploso solo in questa stagione anche perché ha trovato una intesa perfetta con Hamsik (30 i passaggi dello slovacco per l’algerino sabato sera) e Insigne. La catena mancina è uno dei segreti del Napoli di Sarri. Hamsik tornato mezzala è il fratello bravo di quello visto negli ultimi due anni. Non a caso la Juve lo aveva chiesto in estate per riportarlo nel suo ruolo naturale. De Laurentiis ha sempre considerato il capitano fuori mercato, adesso anche Hamsik non si immagina altrove perché felice della sua collocazione in campo che lo vede nuovamente al centro del gioco. Discorso simile per Jorginho, un altro cui Sarri ha restituito la fiducia. Il tecnico, insieme a Giuntoli, ha spinto per riscattarlo dal Verona (costo totale dell’operazione di circa 9 milioni). Oggi, nella mediana a tre, Jorginho è diventato uno dei migliori registi e vale almeno 15 milioni”.
Il Napoli vuole rinnovare con Koulibaly, ma occhio alle offerte
Come riferisce La Gazzetta dello Sport, il Napoli ha intenzione di rinnovare il contratto di Kalidou Koulibaly sempre che per quest’ultimo non arrivino offerte da capogiro. Una eventualità da non escludere, visto che il senegalese (arrivato l’anno scorso dal Genk per 7 milioni) è tra i migliori difensori della Serie A. Le amnesie dello scorso anno – si legge sul quotidiano – sono un lontano ricordo. Oggi è una montagna soprannominata «K2» che costa circa 16 milioni (ma il Napoli ne chiederebbe almeno 20). Il suo agente ha ricevuto diverse richieste in Europa.
Il fallimento? È la via migliore per imparare MASSIMO RUSSO*
Quasi bastasse vietare una parola per cambiarne la percezione sociale. Invece una delle condizioni per tornare a crescere, per innovare e trasformare il Paese, passa proprio attraverso il riscatto sociale del fallimento, della caduta.
È una cosa che abbiamo dimenticato, ma che fa parte della nostra vita, fin da bambini. Se avete figli o nipoti, ricorderete cosa accade quando imparano a camminare: prima si appoggiano a quel che sta loro intorno. Poi, lentamente, cercano di muovere i primi passi da soli e, ineluttabile, arriva il capitombolo. A quel punto i piccoli, in un misto di paura e di vergogna, di solito scoppiano a piangere. Noi adulti, invece, li guardiamo e sorridiamo. Perché sappiamo che quel ruzzolone è una parte integrante del processo di crescita. Visto in quest’ottica, il restare sempre in piedi significa che non ci siamo messi alla prova, che non siamo mai andati oltre i nostri limiti.
La nostra è una realtà che pone una serie difficoltà oggettive a chi fallisce. Sia dal punto di vista legale, sia da quello creditizio. Come può raccontare chiunque sia passato attraverso questo calvario, il fallimento non si limita all’impresa, ma diventa un giudizio sull’affidabilità della persona, una macchia indelebile, un fardello che ti trascina a fondo. Lo testimoniano i suicidi per ragioni economiche avvenuti negli anni della crisi. Ma – oltre alle difficoltà oggettive – esiste una sanzione culturale. In parte perché qui più che altrove ci sono anche gli imbroglioni, non falliti ma bancarottieri. Ma soprattutto a causa del senso di colpa e di peccato associato alla tradizione cattolica, che ci rende così diversi dai Paesi protestanti, dove i principi di libertà e responsabilità concedono a chiunque una seconda chance.In realtà non esiste storia di successo che non sia passata anche attraverso fallimenti. A cominciare dalla politica. Personaggi agli antipodi come Winston Churchill e Nelson Mandela in questo erano d’accordo. Il primo amava dire che il successo è la capacità di «passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo», il secondo che «un vincitore è un sognatore che non si è arreso». La scienza e l’innovazione sono i campi in cui il fallimento, la confutazione, da Galileo in poi, sono parte essenziale del progresso. «Non ho fallito, ho semplicemente provato 10 mila metodi che non hanno funzionato», rispondeva l’inventore della lampadina Thomas Edison a chi gli chiedeva conto dei suoi inizi travagliati.
Sdrammatizzare il fallimento significa considerare il rischio parte integrante del nostro quotidiano. Negli uffici di Facebook, a Menlo Park, campeggia una delle frasi preferite dal fondatore Mark Zuckerberg: «Cosa faresti se non avessi paura?». Gli fa eco un migliaio di chilometri più in là, a Seattle, Jeff Bezos, il creatore di Amazon: «Sapevo che se avessi fallito non me ne sarei rammaricato. L’unica cosa che mi sarebbe dispiaciuta è non averci provato».
Dovremmo insegnarlo a scuola, ricordarcene ogni giorno: il fallimento, per quanto faticoso, non è che un’occasione per migliorare. L’importante non è non cadere mai, ma la rapidità con cui siamo pronti a rimetterci in piedi.
- @massimo_russo / lastampa
Le Ultimarie. MASSIMO GRAMELLINI*
Che, da strumento capace di lanciare in orbita personaggi sgraditi agli apparati, le primarie fossero scadute a camarilla alimentata dagli apparati stessi era cosa nota o comunque fortemente sospetta. Vedersela però sbattere in faccia suscita un moto di disgusto che mina la credibilità di un meccanismo elettorale e del partito che su quel meccanismo aveva fondato la propria differenza. Il fatto poi che, almeno in queste immagini, a essere beneficiata dal voto «assistito» sia stata la candidata che si presentava come simbolo del nuovo corso, rende ancora più indifferibile un intervento del segretario del Pd, che sulla mistica delle primarie ha costruito la sua carriera e legittimato la nomina a presidente del Consiglio. Il Renzi che abbiamo conosciuto prima che l’incenso dei sacerdoti di regime si incaricasse di rallentarne i riflessi caccerebbe all’istante i dirigenti dall’euro facile e rifarebbe subito le primarie napoletane, mettendo qualche sceriffo affidabile a controllare l’ultima propaggine dell’infinito Far West italiano.
*lastampa
METEO Pioggia e Neve a quote basse
PREVISIONI METEO – OGGI, Martedì apice del maltempo, neve a 300m. Ma dal Weekend primavera
METEO – PIOGGIA e NEVE, arrivano una dopo l’altra le 3 fiondate di MALTEMPO con il ciclone DAVIDE! OGGI, Martedì 8 marzo, NEVE a quote basse sull’Emilia a 300m. Dal 10 marzo si prepara la Primavera!
NORD
Piogge in Emilia Romagna, migliora sul Triveneto con tempo più asciutto.Temperature
Stazionarie.CENTRO e SARDEGNA
Piogge diffuse su tutte le regioni, dapprima moderate sulle regioni tirreniche poi su quelle adriatiche. Piogge anche su Sardegna settentrionale. Neve a partire dai 700 metri.Temperature
Senza particolari variazioni.SUD e SICILIA
Già piogge in Campania e Sicilia orientale, poi su gran parte delle regioni mentre migliora sull’isola. Neve da 800 metri.Temperature
Stazionarie.
NORD
Cielo poco o parzialmente nuvoloso. Clima piacevole.Temperature
In aumento le massime.CENTRO e SARDEGNA
Piogge sparse su Grossetano e Lazio, moderate su Abruzzo, poi Marche e Molise. Tempo più asciutto in Sardegna.Temperature
Senza particolari variazioni.SUD e SICILIA
Piogge sparse su coste del basso Tirreno e meridionali pugliesi. In nottata peggiora in Sicilia e Calabria.Temperature
Stazionarie.
NORD
Molte nubi al Nord, piogge di debole entità sul Triveneto, moderate in Romagna. Venti di Grecale, freschi.Temperature
In diminuzione.CENTRO e SARDEGNA
Piogge diffuse e moderate sulle regioni adriatiche, dapprima sulle Marche poi Abruzzo e Molise. Più asciutta la Sardegna e i versanti tirrenici. Venti di Grecale.Temperature
In leggera diminuzione.SUD e SICILIA
Maltempo intenso dalla Sicilia, specie ionica, Catanese, verso la Calabria e Basilicata ionica. Piogge diffuse anche sul resto delle regioni. Attenzione ai nubifragi su Catania e Crotone!Temperature
Invariate
- ilmeteo.it
La lezione delle donne siriane. STAFFAN DE MISTURA *
STAFFAN DE MISTURA
Ecco il messaggio che l’inviato speciale dell’Onu per la Siria ha destinato alle donne siriane in occasione della Festa dell’8 marzo.
As-Salaam-Alaikum, oggi è la giornata internazionale della donna. E se c’è un posto al mondo dove dobbiamo riconoscere e premiare la sofferenza, il coraggio, la resistenza e la determinazione delle donne, è la Siria. Ho incontrato numerose siriane, in Siria come fuori, e ho avuto modo di vedere con i miei occhi come si sono comportate in questi terribili cinque anni di conflitto, quanto enormemente hanno sofferto e la grande dignità che hanno dimostrato.
Ci sono state madri che hanno perso i loro figli, mogli che hanno perso i mariti, sorelle che hanno perso i fratelli. Ci sono donne che cercano i loro cari, arrestati, torturati o rapiti. Hanno combattuto ogni giorno, per avere acqua, cibo e un posto al sicuro e al caldo per i loro bambini. Ogni giorno, nonostante le bombe, i bombardamenti, i combattimenti, hanno cercato di portare i bambini a scuola. Non si arrendono mai. Madri e nonne hanno mandato avanti i focolari, con coraggio e determinazione, nonostante tutto. Per cinque anni hanno rappresentato una lezione per tutti gli uomini e le donne del mondo. Nonostante tutto, si rifiutano di abbandonare la speranza, in realtà sono loro a darci una speranza, dicendo «vogliamo continuare a credere nella Siria multiculturale, in quella meravigliosa Siria che abbiamo amato per migliaia di anni».
Queste donne hanno, e devono avere, il diritto di essere parte del processo politico e del negoziato che noi alle Nazioni Unite vogliamo avviare. Esse sono parte del futuro, del presente e del passato della Siria. Hanno tanto da dire e tanto da insegnarci. Ho istituito un comitato di consiglieri speciale, composto soltanto di donne siriane, che hanno la capacità e la professionalità per consigliare me e, attraverso me, le diverse delegazioni, suggerendo quelle che sono le necessità reali quando parliamo di una nuova governabilità, di una nuova Costituzione e di nuove elezioni, in altre parole, del futuro della Siria.
Questo però non basta. Vogliamo che le delegazioni, sia dell’opposizione sia del governo siriano, includano donne, e che a queste donne sia permesso di esprimersi, che non siano parte del negoziato solo per rappresentanza. Insisteremo su questo punto perché la voce delle donne siriane merita di essere ascoltata. L’abbiamo già sentita e ci ha parlato di coraggio, determinazione, dignità e resistenza.
Oggi che in tutto il mondo viene celebrata la giornata internazionale delle donne le salutiamo e le ringraziamo per il messaggio che mandano a tutti noi. Non arrendersi mai, continuare a cercare di costruire un futuro per i vostri figli: è questo che fanno le donne siriane.
Le foto di Juve Stabia – Akragas (3-1)
Guarda le foto di Juve Stabia – Akragas realizzate dal nostro fotografo Michele Ruocco, che ci racconta così la vittoria delle Vespe con i siciliani.

Mister Nunzio Zavettieri per la sua Juve Stabia si affida al collaudato undici titolare che dalla gara in casa con il Martina ha fatto vedere grandi cose (vittoria per 6-0 con gli itriani n.d.r.). Dall’altra parte c’è l’Akragas dell’ex tecnico stabiese Pino Rigoli, che ha rivitalizzato i siciliani, tant’è che con lui in panchina, dopo l’esonero di Legrottaglie, sono state sei le vittorie consecutivi per la squadra siciliana.
Davanti a circa 600 spettatori presenti (altro minimo storico n.d.r.) allo stadio “Menti” di Castellammare di Stabia le Vespe rimontano l’iniziale svantaggio ad opera dell’ex Savoia Di Piazza con le reti di Lisi (3 reti in campionato) al 40° del primo tempo, Del Sante (3 reti in campionato) al 2° del secondo tempo e Nicastro al 40° del s.t. (per l’attaccante stabiese 8° rete in campionato).
Una vittoria che permette alle vespe di distanziare la zona play out di 5 punti e di affrontare il ciclo terribile di tre partite (Catania, Matera e Benevento) con più tranquillità. Grazie al nuovo modulo (4-4-2) con due esterni di centrocampo molto offensivi (Lisi e Nicastro) le Vespe hanno acquisito un enorme potenziale offensivo. E’ pur vero che in casa le Vespe hanno vinto con questo nuovo modulo con Martina Franca e Akragas che sono due buone squadre ma nulla di più. I prossimi due impegni casalinghi, con Matera e Benevento (turno infrasettimanale n.d.r.) diranno se il Menti è tornato ad essere il fortino della Juve Stabia.
Oltre alle azioni del match abbiamo fotografato il pubblico sugli spalti, cerca la tua foto e richiedici l’originale per e-mail:redazione.sportiva@vivicentro.it
Zeman: “ Guardo il calcio italiano anche se non ci sono partite eccezionali da vedere, la migliore è stata Fiorentina-Napoli”
Zeman, attuale tecnico del Lugano e vecchia conoscenza della serie A ha rilasciato alcune dichiarazioni a gianlucadimarzio.com, analizzando svariati temi e soffermandosi anche sulla sfida scudetto tra Napoli e Juventus.
Ecco quanto riferito in proposito:
“Guardo il calcio italiano sì, ma per me non ci sono state partite eccezionali da vedere. Forse la migliore Fiorentina-Napoli… E’ un campionato molto equilibrato, Juve e Napoli hanno qualcosa in più e spesso lo confermano sul campo”
A RENDERE IMPOSSIBILE UN SOGNO E’ LA PAURA DI FALLIRE. SPALLETTI: “FACCIAMO UN GOL”
-1 al tentativo di impresa. Sembrano passate solo poche ore da quando la Roma annichiliva la Viola tra le mura amiche ed invece è già vigilia di Champions League. Ed il compito che attende gli uomini di Spalletti non è propriamente agevole: ribaltare un 2-0 subìto in casa per mano dei blancos sarebbe una di quelle epopee da raccontare ai nipoti. “Sai, io l’ho vista con i miei occhi la Roma rovesciare al Bernabeu il doppio svantaggio dell’andata…” e simili. Roba da Circo Massimo insomma. Uno di quegli eventi che si verificano una volta ogni cent’anni, un po’ come quell’eclissi rarissima in cui il pianeta Venere transita per alcuni secondi davanti al sole. Soprattutto perché, siamo onesti: al Real Madrid è rimasta soltanto la coppa dalle grandi orecchie da potersi contendere, visto che la Liga è praticamente ormai un affare di Barcellona ed Atletico ed i marziani di Zinedine Zidane faranno di tutto per rimanere dentro l’obiettivo. Razionalmente si può dire che per quanto sia vero che la palla è rotonda e si parte sempre dallo 0 a 0 l’impresa in questione oltre che titanica appare pressoché impossibile. Tuttavia, “il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce”. Ed a volte è proprio il cuore che ti fa trovare la strada giusta.
“E’ difficile, il verdetto dell’andata è penalizzante per noi. Se scendiamo in campo pensando di dover segnare 3 goal tutto diventa complicato. Sappiamo però che nel calcio ci sono dei risvolti psicologici che diventano fondamentali nel corso di una gara. Noi dobbiamo pensare a fare un gol. Se ci riusciamo dentro la testa tutto si ribalta e le cose assumono tutta un’altra prospettiva. È chiaro che loro cercheranno di mantenere l’equilibrio della partita di andata ma noi dobbiamo crederci e cercare di trovare una rete perché dopo cambierebbe tutto”. Questo è l’espediente che Spalletti ha in mente per condurre la nave in porto nonostante la tempesta. Il trucco, il cavallo di Troia che potrebbe permettere di non partire già sconfitti è il movente psicologico. “Saranno gli eventi della partita a determinare il risultato finale ma ad oggi non dobbiamo cedere alla debolezza di pensare che si giocherà per perdere, sarebbe una roba pesantissima da accettare. Se mi dovessi accorgere che qualcuno la pensa così non lo farei nemmeno allenare! Nella prima partita siamo stati sfortunati, le nostre intenzioni andavano premiate di più ma saranno le stesse: ce la giochiamo come fatto nella volta precedente. Non sarà facile, ma bisogna avere il coraggio di proporre le proprie intenzioni. C’è esaltazione e confidenza nel possesso palla, tutte le qualità che disturbano gli avversari noi ce le abbiamo. È tutta una questione di saper scegliere i tempi giusti: il momento di andare addosso agli avversari ed il momento in cui essere attendisti. ” Einstein una volta disse che chi ritiene che una cosa sia impossibile non dovrebbe disturbare chi la sta facendo. E poi ci sono alcuni autorevolissimi testi di tecnica aeronautica secondo i quali il calabrone non potrebbe volare a causa della forma e del peso del proprio corpo rispetto alla composizione dell’aria. Eppure il calabrone non lo sa. Ed è per questo che continua a volare. Non può essere un caso, a rendere impossibile un sogno è solo la paura di fallire.
Claudia Demenica
Primarie centrosinistra, vincono i ‘renziani’
Primarie centrosinistra: Valeria Valente e Roberto Giacchetti
Roma – Nel day after delle primarie del Pd e del centrosinistra per la scelta dei candidati sindaco e’ polemica sull’affluenza. A suscitare critiche e perplessita’ e’ il dato di Roma, dove vince il candidato renziano Roberto Giachetti, ma alle urne si sono recati la meta’ dei votanti rispetto alle primarie capitoline del 2013. Tutto il contrario di quanto avviene a Napoli, dove vince Valeria Valente, che batte per pochi voti lo sfidante Antonio Bassolino, ma e’ boom di affluenza: circa 30 mila votanti contro i 16.500 delle scorse primarie.
“Si e’ determinata una frattura profonda tra il Pd e larga parte del popolo di centrosinistra che si e’ manifestata ancora una volta in un crollo nella partecipazione al voto. Ora la sfida e’ portare quel popolo a credere che un cambiamento e’ ancora possibile a Roma e in Italia”, afferma il candidato di Sinistra Italiana, Stefano Fassina. Lettura che non convince affatto il presidente del Pd e commissario del partito romano, Matteo Orfini, secondo il quale il calo dell’affluenza a Roma e’ subito spiegabile: “nel 2013 era andata piu’ gente ai gazebo, ma perche’ c’erano le truppe cammellate dei capibastone poi arrestati”. Esulta il vicesegretario Lorenzo Guerini: “Un risultato straordinario”. Quanto all’affluenza, “non e’ un flop” ma “una festa della democrazia. I dati della partecipazione sono buoni in tutte le citta’ e non ci sono state contestazioni”. Anche per il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, “c’e’ stato un calo nell’affluenza ma e’ nelle cose. C’e’ un grande tema di recupero di credibilita’ della politica e che sarebbe stato addirittura stupido pensare che non si manifestasse, quindi dobbiamo con umilta’ leggere questi segnali, ma anche essere contenti che questo tema lo si sta affrontando”.
Il ministro Graziano Delrio non ha dubbi: sebbene ci sia stata una flessione dell’affluenza, le primarie “si confermano uno strumento giusto”. Dalle opposizioni si mira ad evidenziare il dato negativo del calo dei votanti: “E’ logico che non va a votare piu’ nessuno se vincono sempre gli uomini di Renzi”, osserva il grillino Luigi Di Maio.
Al di la’ dei numeri, il dato che emerge all’indomani del voto e’ la vittoria dei candidati ‘renziani’: Roberto Giachetti a Roma, Valeria Valente a Napoli. Nelle altre citta’, a Trieste il sindaco uscente Roberto Cosolini ha sconfitto Francesco Russo; a Benevento e’ Raffaele Del Vecchio, vicesindaco uscente, ad avere la meglio su Cosimo Lepore. A Bolzano vince Renzo Caramaschi, ex city manager indipendente; infine, a Grosseto vince Lorenzo Mascagni.
Violenza sessuale. Per la Cassazione e’ stupro imporre eiaculazione interna
Violenza sessuale
Roma – Puo’ essere accusato di violenza sessuale chi impone ad una donna non consenziente l’eiaculazione interna al termine di un amplesso. Lo si evince da una sentenza con cui la terza sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio una pronuncia del Tribunale del riesame di Napoli, che aveva disapplicato la misura cautelare del “divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa” disposta dal gip di Avellino a carico di un 20enne, indagato per violenza sessuale. L’episodio al centro dell’inchiesta era un rapporto sessuale che l’indagato aveva avuto con la sua ex fidanzata, la quale lo aveva lasciato perche’ stanca della gelosia del giovane: il riesame aveva ritenuto che vi fossero elementi per ritenere che la ragazza fosse stata consenziente al rapporto e che “l’eiaculazione del giovane all’interno della vagina, al termine del rapporto” aveva suscitato nella giovane “un senso di rammarico”, ma non poteva dirsi “venuto meno” solo per quello il consenso iniziale al rapporto.
Di tutt’altro avviso i giudici di piazza Cavour, che hanno accolto sul punto il ricorso presentato dal capo della Procura di Napoli: “Le costanti precisazioni di questa Corte suprema sul tema dell’abuso sessuale determinato da un mutamento dell’originario consenso iniziale – si legge nella sentenza depositata oggi – fanno si’ che anche una conclusione del rapporto sessuale, magari inizialmente voluto ma proseguito con modalita’ sgradite o comunque non accettate dal partner, rientri a pieno titolo nel delitto di violenza sessuale”.
La Corte, infatti, sottolinea che “l’eiaculazione interna rappresenta una delle tante modalita’ di conclusione di un rapporto sessuale che puo’ incidere sulla sua spontaneita’ e liberta’ reciproca fino a trasformarlo in atto sessuale contrario alla volonta’ di uno dei due protagonisti. Ne’ puo’ ridursi – si legge ancora nella sentenza – il momento della eiaculazione ad un segmento ‘neutro’ dell’atto sessuale, soprattutto se non desiderato o comunque condiviso dal partner”, in quanto “in determinati contesti spazio-temporali, puo’ avere conseguenze significative tali da trasformare un rapporto sessuale voluto in uno non voluto: ed e’ in dubbio che il modo di conclusione del rapporto puo’ assumere un significato invasivo tale da incidere sulla iniziale liberta’ di autodeterminazione del partner”.
I giudici di piazza Cavour puntano l’attenzione anche su una frase scritta dall’imputato dopo il fatto (“ora ti ho rovinata”) con la quale “si evidenzia in modo manifesto – conclude la Corte – l’atteggiamento prevaricatore di un soggetto che intendeva legare a se’ la donna magari prospettandole il rischio di una gravidanza che avrebbe potuto indurre la giovane a ripensare alla definitiva interruzione del rapporto, riprendendolo”.
































































































































































































