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Ischia, a Foggia con due assenze importanti

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L’Ischia Isolaverde continua la preparazione in vista della difficile trasferta di sabato contro il Foggia. Ieri pomeriggio è iniziata la seconda avventura per Antonio Porta,in panchina con i gialloblu,ovvero il Porta 2.0,anche se temporanea in attesa del comunicato ufficiale. Il tecnico procidano è stato chiaro con la società,dove ha espresso delle garanzie sull’aspetto tecnico. Nella seduta dell’allenamento svolta al “Kennedy ” era assenti Blasi,in permesso per problemi di natura personale. Buone notizie dall’infermeria: Dopo oltre due settimane di stop,ieri è tornato ad allenarsi il difensore Giampaolo Sirigu. Per l’impegno di sabato contro i pugliesi,mister Porta dovrà rinunciare a due pedine fondamentali nel pacchetto difensivo:Bruno e Moracci fermati entrambi per squalifica per un turno. Il primo era in diffida,il secondo invece per aver rimediato una doppia ammonizione nella gara casalinga contro la Fidelis Andria. L’ex tecnico della Berretti,avrà una bella gatta da pelare per quanto riguarda la retroguardia difensiva,con i soli Filosa,Florio,Porcino,Savi e Guarino con quest’ultimi due messi spesso fuori dalla gerarchie tattiche prima di Bitetto e poi di Di Costanzo. Se da una parte la difesa è in piena emergenza,sul fronte offensivo rientrano due giocatori importanti come Gomes e Pablo Moreira Barbosa dove entrambi hanno scontato la squalifica.Nel pomeriggio di oggi,la squadra continuerà a lavorare al centro sportivo dei Camaldoli,dove si potrà intravedere qualche aspetto tattico sul possibile modulo che potrebbe schierare con il Foggia.

Ranking, sfuma il quarto posto Champions per l’Italia

Ranking, sfuma il quarto posto Champions per l’Italia

Con l’eliminazione della Juventus dalla Champions League, rimane solo la Lazio a onorare il calcio italiano in Europa, mentre gli inglesi hanno ancora City, Liverpool, United e Tottenham. Un risultato negativo che si ripercuote sul ranking Uefa, con il tanto agognato quarto posto in Champions (dalla stagione 2017-2018) ormai sfumato. Tra Inghilterra (terza) e Italia (quarta) ci sono quasi 4 punti di differenza (74.284 contro 70.439), una distanza non più colmabile. Lo riferisce il sito di Sportmediaset.it.

Il Ranking Uefa per la stagione 2015-2016
1 Spagna 17.357 (media)
2 Germania 14.285
3 Inghilterra 12.250
4 Russia 11.500
5 Italia 11.500

Il Ranking Uefa: classifica generale
1 Spagna 99.142
2 Germania 78.034
3 Inghilterra 74.284
4 Italia 70.439
5 Francia 52.416

La proiezione sulla stagione 2016-2017
1 Spagna 78.285
2 Germania 62.784
3 Italia 59.082
4 Inghilterra 59.034
5 Francia 41.916

sportmediaset.it

ARBITRI – Napoli-Genoa affidata a Gervasoni

Si rendono noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali e degli Arbitri Addizionali d’area che dirigeranno le gare valide per la undicesima giornata di ritorno del Campionato di Serie A 2015/16 in programma domenica 20 marzo alle ore 15.00. Derby di Torino affidato a Rizzoli, il suo forfait contro il Napoli aveva destato tante polemiche e come addizionale è stato designato Mazzoleni che i tifosi azzurri ricordano bene per i tanti torti subiti.

ATALANTA – BOLOGNA h. 12.30

GIACOMELLI

PEGORIN – PASSERI IV: GALLONI ADD1: BANTI ADD2: SERRA

EMPOLI – PALERMO Sabato 19/03 h. 18.00

MASSA

PRETI – LONGO IV: RANGHETTI ADD1: GAVILLUCCI ADD2: MANGANIELLO

FROSINONE – FIORENTINA

VALERI

LA ROCCA – TASSO IV: STALLONE ADD1: DOVERI ADD2: CANDUSSIO

H. VERONA – CARPI

RUSSO

MARRAZZO – DEL GIOVANE IV: DI VUOLO ADD1: MARIANI ADD2: GHERSINI

MILAN – LAZIO h. 20.45

TAGLIAVENTO

BARBIRATI – DI FIORE IV: MARZALONI ADD1: CALVARESE ADD2: FABBRI

NAPOLI – GENOA h. 18.00

GERVASONI

MUSOLINO – PAGANESSI IV: POSADO ADD1: CERVELLERA ADD2: ABISSO

ROMA – INTER Sabato 19/03 h. 20.45

ORSATO

CARIOLATO – MELI IV: DE LUCA ADD1: ROCCHI ADD2: CELI

SAMPDORIA – CHIEVO

PAIRETTO

VUOTO – CARBONE IV: DOBOSZ ADD1: GUIDA ADD2: SAIA

SASSUOLO – UDINESE

DI BELLO

CRISPO – VALERIANI IV: GIALLATINI ADD1: DAMATO ADD2 DI PAOLO

TORINO – JUVENTUS

RIZZOLI

DI LIBERATORE – TONOLINI IV: PADOVAN ADD1: MAZZOLENI ADD2: IRRATI

Sarri, De Laurentiis e il rinnovo del tecnico

Ci sono le prime prove di rinnovo

La Gazzetta dello Sport scrive sul contratto di Maurizio Sarri: “Qualcosa si muove perché il futuro è adesso. Maurizio Sarri ha un contratto molto particolare con il Napoli, che prevede da parte del club azzurro la possibilità di prolungare in maniera unilaterale l’accordo di anno in anno fino al 2020. Tuttavia, Aurelio De Laurentiis deve ancora far valere questa clausola in vista della prossima stagione (ma gli resta un discreto lasso di tempo per farlo) e di sicuro non vuole perdere l’allenatore che sta guidando la squadra azzurra nella rincorsa alla Juventus. Così, oggi è annunciato a Castel Volturno l’arrivo di Andrea Chiavelli, il «ministro delle finanze» del Napoli o, per meglio dire, l’uomo dei contratti. C’è sempre lui quando si debbono stendere le basi per gli accordi più importanti e la sua probabile visita in sede viene interpretata come il primo segnale di una trattativa che De Laurentiis intende aprire con Sarri. È troppo scaltro il presidente del Napoli per pensare che gli basterà far valere l’opzione sul contratto per trattenere Sarri motivato e sorridente sulla panchina azzurra. Sa perfettamente che affinché questo accada è invece necessario confrontarsi con il suo allenatore (e pure con l’agente di Sarri, Pellegrini, ed eventualmente un legale di fiducia del tecnico toscano) per arrivare a un accordo, anche economico, che soddisfi tutte le parti in causa. De Laurentiis ha molto apprezzato il lavoro di Sarri in questi mesi, mentre l’allenatore dal canto suo aspetta la fine del campionato per fare il punto con il presidente, ponendo anche l’accento su alcuni aspetti di questa sua prima annata napoletana che non lo hanno convinto del tutto. Sarri ha creato un rapporto solidissimo con il direttore sportivo Giuntoli e con lo staff sanitario, ma si aspetta dal Napoli un salto di qualità complessivo come società e vuole conoscere nel dettaglio i programmi”

Rinnovo Hamsik: “Per sempre qui!”

Lo slovacco e il suo rinnovo

Il Mattino prende in esame il rinnovo di Hamsik. Il capitano azzurro e della Slovacchia ha dato mandato al suo manager Juraj Venglos di prolungare la sua permanenza in azzurro e legare la sua carriera al Napoli fino alla fine. Nel 2018, quando scadrà il contratto attuale, avrà 31 anni: ed è per questo che le parti si preparano a prolungare l’attuale accordo per almeno un altro biennio.Lo slovacco con Sarri è ritornato al centro del gioco dopo i due anni con Benitez, apparso un po’ ai margini al punto che lo stesso quotidiano afferma che se fosse rimasto Benitez, Hamsik avrebbe chiesto di andare via. Per lo slovacco, che negli anni passati ha detto ‘no’ al Milan e alla Juventus, la risposta sarà sempre la stessa: «Io voglio restare qui per sempre». 

Hamsik: “Scudetto sogno possibile: nove finali!”

Le sue parole…

Marek Hamsik ha parlato ai microfoni di Radio Gol su Kiss Kiss Napoli:

La strada è lunga. “Sì, ma noi dobbiamo essere pronti”.

Cosa speri per le prossime nove gare? “Spero di vincere qualcosa, ma ora pensiamo alla gara col Genoa. Poi penseremo alla prossima gara. Vogliamo vincere, il San Paolo sarà una bolgia domenica”.

Tranquillizzi tutti sulle condizioni di Higuain? “Sta bene, ha preso una botta alla caviglia ma ci può stare in allenamento. Ora sta bene”.

La gara contro il Genoa? “I tifosi sanno che è un momento importantissimo e rappresenteranno il dodicesimo uomo in campo come al solito”.

Quanto è cambiato l’uomo e il calciatore da quando sei qui? “Tanto, sono arrivato a venti anni. Ero un ragazzino, adesso ne ho quasi 29. Sono maturato, calcisticamente si può sempre migliorare ma quest’anno mi sto divertendo davvero”.

Credete al sogno scudetto? “E’ possibile, non dipende solo da noi ma noi dobbiamo essere pronti se la Juve dovesse commettere un passo falso. Adesso pensiamo solo al Genoa, poi vedremo”.

Sei al nono anno di Napoli, si tratta della tua stagione migliore? “Quest’anno mi sto divertendo più di ogni anno. Anche se non abbiamo vinto ancora niente, mi sto togliendo grosse soddisfazioni. Ci divertiamo giocando, facciamo 800-900 passaggi a partita. Un Napoli così non si è mai visto”.

Quanto è importante il gruppo? “Un gruppo è molto importante, nello spogliatoio se non c’è un gruppo non va bene. Questo gruppo è splendido, come lo staff medico e quello tecnico”.

Ormai siete una squadra matura. “A Palermo abbiamo fatto una grande gara, non l’abbiamo chiusa ma non abbiamo rischiato nulla. Abbiamo dimostrato di essere una grande squadra”.

Mancano nove gare alla fine, cosa dobbiamo aspettarci? “Sarà un gran finale di campionato, per noi ci saranno nove finali e la prima sarà quella col Genoa. Pensiamo solo a quella, saranno nove gare importantissime”.

Il 17 non ti porta sfortuna? “A me no, spero che anche Napoli possa vederlo come un numero che porta bene”.

Bobò, il titolare: “Il Napoli non ha esultato contro la Juventus”

A Radio Crc è intervenuto Giuseppe Bruno, ristoratore napoletano, titolare del ristorante “Bobò”: “Ieri la squadra del Napoli ha cenato nel mio ristorante ed ha visto la partita con grande tranquillità. A tavola ieri non c’erano alcolici e nemmeno frittura. Hanno mangiato un po’ di antipasti tra cui alici al forno, insalata di sauro, patate e gamberi, tonno scottato, baccalà e un po’ di mozzarella. Come primo piatto, invece, pacherò all’astice e poi un po’ di dolci. Non è vero che Reina ha esultato per l’eliminazione della Juventus, si è complimentato pubblicamente su twitter con Thiago perché i due sono molto amici. Ci siamo divertiti molto, nel gruppo c’è grande armonia ed erano anni che non vedevo una squadra così affiatata. Poi, Reina è il capo popolo. Ieri ho festeggiato in anticipo il mio onomastico insieme a Reina e Callejon, ci siamo divertiti in maniera incredibile. Ho esultato con moderazione, non sono anti-Juve perché amo il calcio, ma lo sfottò ci sta, non è possibile che un complimento di Reina a Thiago venga frainteso in questo modo. Nel calcio ci sta perdere e a volte si fa più bella figura ad incassare l’eliminazione senza fare troppe polemiche. Il Napoli è a soli tre punti dalla Juve e capisco che si stia preoccupando, ma che vinca il migliore. Higuain sta bene, non zoppicava, si sta solo organizzando per domenica. Ogni volta che il Napoli cena nel mio ristorante, la domenica vince sempre per cui speriamo che questo rito continui a portare bene”.

” ROOM ” UN GIALLO IN SPAZI STRETTI, MA DALLE GRANDI APERTURE

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ROOM – Ma’ è stata rapita ed è prigioniera in un bugigattolo da ben 7 anni: dal suo rapitore ha avuto un figlio, Jack. L’eventuale libertà è solo una parte del loro futuro.

ROOM – E’ un film (IRL-CAN, 15) non solo ben riuscito, ma del tutto genialmente spiazzante.

L’”avventura” della messa in produzione del film, del suo successo (ma numerosi film hanno gestazioni strane e avventurose) nasce da un romanzo del 2010: è ovvio –si dirà-, ma quanti film nascono da libri? Si: ma questo è stato immaginato contemporaneamente dalla stessa autrice Emma Donoghue, irlandese, naturalizzata candese nell’Ontario. Il fatto non è usuale. Perché gli autori letterari tendono ad disinteressarsi della messa in film delle loro creazioni, ritenendola, giustamente, “altro” dalla loro parola scritta. Lei ha scritto la sceneggiatura prima che quel romanzo, “Stanza, letto, armadio, specchio” del 2010, ispirato a fatti di cronaca, avesse successo, da noi pubblicato da Mondadori. E lei, ancora, si è scelto il regista.

L’irlandese Lenny Abrahamson: autore non conosciutissimo; ma che aveva fin da subito imbroccato con lei la chiave giusta di lettura del film, convincendo l’autrice, che l’ha preferito a numerosi e più blasonati di Hollywood. Anzi, ha specificato che la sua scelta è stata volutamente “europea”: perché lei, benché perfettamente integrata nell’ambiente culturale-letterario canadese, tale si ritiene per formazione e vocazione. Quindi: poco spazio al thryller o agli effettacci de paura; maggiore alle motivazioni psicologiche. Il regista ha messo l’accento, nella corposa e fondamentale parte iniziale che si svolge entro la prigione di 11 metri, sulla visione di quella come la caverna platonica. Una delle “figure” di metafora più famose del filosofo, volta a significare la comprensione del mondo, che avviene distorta e parziale, poiché è come se le immagini del reale le vedessimo dal fondo. Il che è esattamente ciò che avviene in quell’antro. Solo che la visione esterna è data dalla televisione, l’unico punto di contatto col mondo: ed è il bambino che crede che il reale sia solo lì dentro, in cui è riuscito a trovare una sua intima, giusta collocazione, e il “fuori” una grande e incomprensibile magia, per certi versi oscura e impaurente.

La madre ha saggiamente invertito la illustrazione delle linee del “suo” reale, utilizzando la mentalità magica che corrisponde fisiologicamente al tipo di crescita intellettuale dei bambini di quell’età. Ma l’ha fatto per dare un senso compiuto a quell’universo in cui il bimbo era nato e cresciuto. E, tra l’altro, era l’unica soluzione possibile se non voleva distruggere se stessa e il bambino: così facendo, è potuta sopravvivere, dedicando le sue energie a lui. E il miracolo di scrittura del film è che il punto di vista che ci illustra lo svolgersi dell’azione è quello del bambino.

Certamente la madre è molto e splendidamente presente: la sua intensità è però filtrata dall’immaginario del bambino; dalla sua profonda comunicazione affettiva con lei. Tutte le sfumature dei sentimenti che la pervadono, sono sempre non edulcorati, ma resi a noi dal modo con cui il bimbo la osserva. Egli, cioè, comprende solo parte della verità. La angoscia, la frustrazione sono tutte emozioni la cui intensità noi comprendiamo a pieno solo nell’estendersi del tempo della narrazione della prigionia. Però queste forze distruttive non la colmano mai del tutto, perché è donna tosta che, per amore del figlio, non molla mai: il suo fine è la libertà. In questo l’impostazione registica è stata autorale e di gran livello espressivo. Ma il miracolo di questa profondità così raffinata è dato dalla prova della protagonista e del suo rifrangersi allo specchio degli occhi del figlio: di una complicità affettiva, giocata su più livelli di risposta alla situazione: tutte sensazioni che l’attraversavano erano numerose, tutte credibili e tutte compresenti. Lei crea un equilibrio tra sé e il figlio con grande fatica: che poi, nella seconda parte del film,va in frantumi. L’attrice Brie Larson ha vinto l’Oscar 16 come miglior attrice. Ma pure il “dopo” è risolto con un allargamento e spostamento dell’attenzione su altri personaggi: tutti sempre connotati dal rapporto col bimbo. E in cui si ripercorrono i sentieri della conoscenza e fiducia affettiva reciproca: unico strumento con cui ricomporre, nella psiche di Jack, l’unità del mondo e la sua identità all’interno di esso. E qui entrano in gioco o ne scompaiono altri: ad esempio il rapitore che non viene più nemmeno nominato.

Ma è logico che ciò sia: egli per il bimbo è solo un Orco Nero, dai profili incerti e lontani. Però c’è il nonno, l’attore William H. Macy, che non accetta il figlio di lei come “frutto della violenza”: e pure lui è posto in sordina; mentre la nonna, e il suo compagno, operano una scelta più profonda, generando un visibile spostamento dell’affettività verso di loro. In modi assolutamente convincenti: con tatto e delicatezza. L’attrice che interpreta la nonna è Joan Allen, un’attrice di forte presenza e personalità , che sa passare dal patetico alla commedia e al film d’azione (è stata un delle protagoniste della serie di Bourne). Nella prigione in cui il regista e il production designer Ethan Tobman hanno relegato i due, c’è una dimensione addirittura intima e vivente, in cui il bimbo “riconosce” come persone i singoli oggetti, spaiati e sbrecciati, come animati e facenti parte della sua sfera esistenziale e affettiva insieme alla presenza della madre. Però non mancano punte di angosciosa rilevazione della lontananza: quel lucernaio in alto è un’idea grafica di viva efficacia. Mentre la casa della nonna è luminosa, chiara e si può lo stesso circolare a piedi nudi, come là dentro: il bambino lì si era creato il suo mondo; e la casa dei nonni, in cui si taglia capelli per “dare più forza” alla madre, è diventato anch’esso un habitat positivo. E’ addirittura struggente lo sguardo, grazie al prezioso montaggio di Nathan Nugent, tra l’attonito, il trasecolato e il curiosissimo, con cui guarda per la prima volta nella sua vita, e ne è come ipnotizzato e commosso, i veri alberi, i veri prati, i veri oggetti, mentre sta sul cassonetto dell’auto dell’Orco.

Mentre la visita finale al capanno, che è reso piccolo, angusto e squallido, rappresenta il totale, completo superamento psicologico del dramma: soprattutto una sana dimensione di consapevole crescita.

Francesco Capozzi / ” ROOM ” UN GIALLO IN SPAZI STRETTI, MA DALLE GRANDI APERTURE

Furia Juve contro Reina: ecco il tweet

‘Thiagooooooooooooooooooooooooooo!”

Non è andato a genio ai giocatori della Juventus il tweet di Pepe Reina, che ha festeggiato il gol del suo ex compagno di squadra Thiago Alcantara e della sua ex squadra. Inoltre, c’è stato un grande nervosismo anche all’esterno dello spogliatoio della Juventus per il gol annullato a Morata, al punto da far scattare un applauso ironico verso l’arbitro e mostrargli il fotogramma dell’errore. A riferirlo sono i colleghi di Mediaset Premium direttamenta dall’Allianz Arena.

Reina, il padre: “Scudetto? Sarebbe fantastico”

Devono crederci tutti…

Ai microfoni di ‘Radio CRC’ è intervenuto il papà di Pepe Reina, il signor Miguel: “Non so nulla della polemica, non ho parlato ancora con Reina. So soltanto che doveva andare a cena da Bobo’ a Pozzuoli. Ho visto la partita della Juventus, la squadra di Allegri ha subito un contraccolpo. La Juventus ha una grande rosa, ha carattere e l’ha sempre dimostrato in campo, difficile che si blocchi per un contraccolpo del genere. Bisogna pensare più al Napoli che alla Juventus, che resta comunque una grande squadra”.

“Chiudere la carriere con lo scudetto del Napoli, per Pepe sarebbe fantastico dal punto di vista emotivo. Bisogna crederci davvero, senza mai perdersi d’animo”.

“Non è solo una sensazione l’affetto che nutre Pepe nei confronti della città. Vuole continuare a stare a Napoli al termine della carriera. E’ una città che lui e la sua famiglia adorano”.

Ischia, Di Costanzo: “Questa squadra si salverà, ma sono deluso”

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E’ giunta al capolinea l’avventura sulla panchina gialloblu per mister Di Costanzo. Da ieri l’ex allenatore del Messina,non è più il tecnico della squadra isolana,nei suoi confronti è stato adottato un provvedimento di “sospensione”per poi essere esonerato. Di Costanzo era arrivato alla fine di gennaio,dopo l’esonero di Dino Bitetto.Ha racimolato pochi punti,da segnalare soltanto la vittoria con il Catania al “Mazzella”,ma per poi conquistare zero punti in due scontri salvezza con Akragas e Melfi.Una media punti bassa,che ha fatto storcere il naso prima all’intera piazza isolana,e poi alla società.In un intervista rilasciata a Tuttomercatoweb.com spiega il motivo della separazione con i gialloblu. “Prima di me ne erano stati fatti quattro punti sempre in otto partite. Non ci si poteva aspettare un miglioramento netto, soprattutto perché l’obiettivo era quello di arrivare ai play-out nel miglior modo possibile, per poi conseguire la salvezza”.

Di Costanzo prima di andare via,ha salutato l’intera squadra lasciando un messaggio:”Credo in loro e sono sicuro che potranno raggiungere la salvezza.Questa squadra mi ha sempre seguito nonostante il ridimensionamento attuato a gennaio e le tante difficoltà oggettive. Sono amareggiato perché, con tutto lo staff, si stava programmando un lavoro prospettico proprio in funzione di un approdo agli spareggi nella migliore condizione fisica e psicologica”.

Da quando è subentrato al posto di Bitetto,è partito nel migliore dei modi conquistando anche una vittoria con una formazione blasonata come il Catania,poi c’e stato un periodo buio,dove il reparto offensivo aveva problemi a trovare la via del gol. “Tante difficoltà di vario tipo, come dicevo prima, e diversi errori tecnici in campo che hanno compromesso le partite. Ma la squadra poteva crescere, stava lavorando per farlo e i risultati sarebbero arrivati”.

L’ex trainer di Aversa e Messina non ha rimpianti:”Rifarei tutto quello che ho fatto e non ho rimpianti. Sabato abbiamo affrontato una squadra, la Fidelis Andria, in salute e con una difesa da record. Avevamo diverse defezioni in attacco, e col solo Kanoute terminale offensivo. E siamo riusciti a resistere in 10 per mezz’ora, dopo l’espulsione di Moracci, conquistando il punto. Non mi pare una cosa da poco”.

Il Matera non vince a Castellammare da oltre 40 anni: tutti i precedenti

Juve Stabia e Matera, si sono affrontate in gare di campionato a Castellammare nove volte, tre al vecchio campo “San Marco” (quello per intenderci quello in terra battuta n.d.r.) e sei volte nel “nuovo” “Romeo Menti”. Il bilancio è di cinque vittorie dei gialloblù due pareggi (entrambi per uno ad uno) e due vittorie degli azzurri. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

Vincenzo De Dura
Vincenzo De Dura terzino Juve Stabia anni 50

1956 / 1957 – Campionato Nazionale di IV Serie girone ‘ H ‘

26 maggio 1957 – 16° giornata di ritorno JUVE STABIA – MATERA 1 – 0 il terzino delle vespe Vincenzo DE DURA (foto) andò in rete su calcio di rigore a cinque dalla fine.

1967 / 1968 – Campionato di Serie D girone ‘ G ‘

11 febbraio 1968 – 3° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MATERA 0 – 1 vittoria degli azzurri con Carella che andò in gol dopo cinque minuti dall’inizio della ripresa.

1972 / 1973 – Campionato di Serie C girone ‘ C ‘

1° aprile 1973 – 8° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MATERA 2 – 0 le reti di marca gialloblù furono messe a segno negli ultimi venti minuti del secondo tempo rispettivamente all’attaccante Alfredo CIANNAMEO (foto) su calcio di rigore e dall’ala sinistra PIRONE.

1973 / 1974 – Campionato di Serie C girone ‘ C ‘

Alfredo Ciannameo
Alfredo Ciannameo attaccante Juve Stabia anni 70

30 settembre 1973 – 3° giornata d’andata: JUVE STABIA – MATERA 0 – 2 nella seconda parte di gara Stellone e Toffanin firmarono la vittoria lucana.

1991 / 1992 – Campionato di Serie C2 girone ‘ C ‘

14 giugno 1992 – 18° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MATERA 1 – 0 il matchwinner per le vespe fu l’attaccante Vincenzo ONORATO a due minuti dalla fine del primo tempo.

1992 / 1993 – Campionato di Serie C2 girone ‘ C ‘

6 dicembre 1992 – 12° giornata d’andata: JUVE STABIA – MATERA 1 – 1 (arbitro Giancarlo Lana di Torino) – le reti furono messe a segno dell’attaccante Giorgio LUNERTI per gli stabiesi dopo dieci minuti della ripresa e Ferrante per i lunani a metà secondo tempo.

1993 / 1994 – Campionato di Serie C1 girone ‘ B ‘

17 ottobre 1993 – 6° giornata d’andata: JUVE STABIA – MATERA 1 – 0 (arbitro Ivo Anselmo di Asti) la rete della vittoria fu realizzata dell’ala destra Gennaro PIZZO al trentanovesimo del primo tempo.

2003 / 2004 – Campionato di Serie D girone ‘ G ‘

18 gennaio 2004 – 2° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MATERA 3 – 1 (arbitro Vincenzo Ballo di Trapani) le reti furono messe a segno nel primo tempo dell’attaccante Checco INGENITO e dal centrocampista Vincenzo MANZO; nella ripresa dall’attaccante Sasà SIBILLI; la rete materana fu realizzata al novantesimo da Bellacicco.

2014 / 2015 – Campionato di Lega Pro girone ‘ C ‘

6 settembre 2014 – 2° giornata d’andata: JUVE STABIA – MATERA 1 – 1 (arbitro Nicolò Sprezzola di Mestre) avanti le vespe nel primo tempo con Ciccio RIPA, pari dei lucani ad inizio ripresa con Letizia.

Giovanni Matrone

Roberto Chito: “Contro la Juve Stabia sarà un match duro. Temo soprattutto Diop…”

Nel corso della trasmissione radiofonica di ViViRadioWeb, “Il Pungiglione Stabiese”, abbiamo avuto in collegamento Roberto Chito, collega di TuttoMatera.com; con lui si è parlato del match di sabato sera tra Juve Stabia e Matera.

Ecco le sue dichiarazioni.

Il Matera ha ormai cambiato marcia ed ora punta forte ai play off: Sì, il pareggio di Benevento e le vittorie con Cosenza e Catanzaro, unite al rallentamento della Casertana, hanno fatto avvicinare molto il Matera alla zona paly off. Ovviamente ora sarà importante non rallentare e puntare a fare più punti possibili, anche alla luce di un finale di campionato difficile, dove tutte le squadre combattono per i rispettivi obiettivi.

Decisivo è stato l’acquisto di Infantino: Sì, ha avuto un impatto importantissimo con 5 gol segnati in sole 6 o 7 partite. E’ un giocatore bravo non solo sotto porta ma che lavora anche tanto per la squadra. Inoltre credo che stia diventando importantissimo Diego Albadoro, che voi conoscete bene. Anche lui si è ripreso alla grande dopo i tanti problemi fisici e nelle ultime 3 partite è andato a segno due volte.

L’allenatore Padalino, è stato colpito da una squalifica di 4 mesi in seguito ai fatti di Nocera delle scorse stagioni: Sì, il Mister è stato colpito da questa squalifica ma è stato presentato ricorso, di cui si attendono gli esiti. L’assenza di Padalino in panchina però non sembra condizionare il Matera, anche perchè l’allenatore prepara bene la squadra in settimana ed in panchina i suoi collaboratori, che lo sostituiscono durante le partite, sanno perfettamente cosa fare e quando intervenire.

A Castellammare sarà un match difficile: Sicuramente, la Juve Stabia è una squadra con un ottimo collettivo, che solo a causa di tanta sfortuna si trova in questa posizione di classifica. Conosco bene Diop, avendolo avuto a Matera nella seconda parte della scorsa stagione, e vedo che sta facendo molto bene. Il pericolo ovviamente non è solo Abou, ma tutta la squadra stabiese, che a mio avviso è allenata da un ottimo allenatore quale è Zavettieri.

Qualche news sulla formazione dei lucani: Rientrerà Infantino dalla squalifica, mentre dal punto di vista tattico credo che si potrà vedere il collaudato 4-5-1 di Padalino, ma non escludo si possa provare un 4-4-2 con Infantino ed Albadoro in avanti. Proprio per l’ex stabiese sarà una partita speciale e credo che ci sia tanta voglia in lui di fare bene.

Raffaele Izzo

InfelicItalia. MASSIMO GRAMELLINI*

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InfelicItalia – Si vive meglio in Italia o in Uzbekistan? In Uzbekistan, sostiene il rapporto annuale sulla felicità redatto dai gufi dell’Onu interpellando i cittadini del mondo intero su indici che vanno dal reddito economico alla qualità dei rapporti umani e al livello di corruzione.
InfelicItalia – La fonte è autorevole e i risultati tutto sommato scontati. Agli ultimi posti ci sono nazioni in guerra o tormentate dalla fame, ai vertici l’intera Scandinavia (primi assoluti i danesi), la Svizzera, l’Olanda e il Canada. Noi siamo in caduta libera, cinquantesimi dietro l’Uzbekistan, e per spiegare cosa ci deprime basta confrontarci con lo specchio rovesciato delle repubbliche nordiche della felicità, che alla faccia dell’individualismo tanto di moda hanno un modello fortissimo di comunità. I cittadini vivono meglio là dove lo Stato funziona, garantendo una qualità della vita meno stressante, una rete di protezione per i più deboli, uno straccio di idea di futuro.

Invece il Paese dei furbi non è più un Paese felice. Ed è ovvio che sia così, perché il problema della furbizia è che si è furbi sempre a danno di qualcun altro. In Italia per molto tempo il patto di reciproco disinteresse tra individui e Stato ha funzionato benissimo. Lo Stato non garantiva i servizi, ma lasciava ai singoli la libertà e l’impunità di supplirvi, aggiustandosi per conto loro. Da quando la crisi ha fatto saltare quel patto, gli italiani si ritrovano isolati e smarriti. Non più capaci di essere felici da soli e sprovvisti di una comunità che li sappia rendere felici insieme.

*lastampa / InfelicItalia. MASSIMO GRAMELLINI*

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Riccardo Bossi, ” Cuor Di Carroccio ” ( Mauro Lo Piano )

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” Riccardo Bossi, Cuor di Carroccio “, primogenito del fondatore della Lega Umberto, è stato condannato in questi giorni per “appropriazione indebita aggravata”, per tutte le spese personali pagate attraverso i fondi del Carroccio.

Riccardo Bossi, giudicato con il rito abbreviato dal Tribunale penale di Milano, è stato condannato a 1 anno e 8 mesi di reclusione, con la sospensiva condizionale della pena. L’ottava Sezione Penale del Tribunale di Milano presieduta da Vincenzina Greco, e’ quindi andata ben oltre la richiesta del PM Paolo Filippini, che aveva chiesto solo 1 anno di reclusione con il riconoscimento di tutte le attenuanti generiche.

Riccardo Bossi
Lo Yacht di Bossi jr in Tunisia

Lo scandalo che aveva portato agli onori della  cronaca il rampollo di casa Bossi, scoppio’ nel 2012, quando ci si rese conto che alcuni fondi del Partito erano finiti nelle disponibilta’ del primogenito di Bossi.

Era imputato per spese con i fondi della Lega per circa 158mila euro, se fossero stati i suoi avrebbe potuto sperperali come riteneva piu’ opportuno ma sfortunatamente per Lui erano “Soldi Pubblici” e li avrebbe sperperati tra il 2009 e il 2011, per pagare “debiti personali”: ”

  • Noleggi auto
  • Rate dell’Università dell’ Insubria
  • Affitto di casa
  • Mantenimento dell’ex moglie
  • Abbonamento alla pay-tv, “luce e gas”
  • Per finire……… non potevano mancare le spese per il Veterinario.

Il PM, nella sua requisitoria, aveva citato come riscontri all’ipotesi d’accusa intercettazioni e documenti, tra cui l’ormai famosa cartelletta con la scritta ‘The Family’ sequestrata nell’ ufficio romano dell’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito.

Riccardo Bossi con papà e fratello
Renzo, Umberto e Riccardo Bossi

Una Bella Famigliola

Quest’ultimo che è anche lui imputato per appropriazione indebita per le presunte spese ma con rito ordinario (il processo è ancora in corso), e assieme al padre e al fratello di Riccardo, cioè Umberto e Renzo ‘Il Trota’.

Se questa tranche sulle presunte appropriazioni indebite è rimasta a Milano, la parte principale dell’inchiesta che nel 2012 ha travolto il ‘Senatur’ e la sua famiglia è stata trasferita nei mesi scorsi a Genova dove è in corso il processo per la presunta truffa ai danni dello Stato sui rimborsi elettorali che vede imputati Umberto Bossi, Belsito e tre ex Revisori del Partito.

E’ una condanna palesemente mediatica e politica, così ha sentenziato Agostino Maiello, legale di Riccardo Bossi, commentando la sentenza, il legale, poi, ha ribadito ai cronisti quanto aveva spiegato già nel corso dell’arringa.

Per la difesa, infatti, Riccardo Bossi non ha mai chiesto soldi perché è sempre stato autosufficiente – ha chiarito -. Solo per un anno e mezzo, quando gli ‘saltarono’ alcuni contratti di sponsorizzazione nel campo dei rally automobilistici, chiese al padre aiuto, pensando che quelli fossero soldi di famiglia.

Sarebbe bastato chiedere…………….

/ Riccardo Bossi, ” Cuor Di Carroccio ” ( Mauro Lo Piano )

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PIENONE AL SOCIALE PER LA PRIMA DI ” SCANDALO ”

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SCANDALO, DI ARTHUR SCHNITZLER, uno spettacolo da vedere e rivedere

SCANDALO, la piéce di Arthur Schnitzler è andata in scena al Sociale di Brescia per una prima che ha registrato una grande affluenza di pubblico al quale ha saputo offrire uno spettacolo che lo ha avvinto sin dalle prime battute e lo ha lasciato solo alla fine quando tutti i sentimenti che in ciascuno ha saputo suscitare, hanno potuto trovare sfogo in un lunghissimo e caldo applauso. Tra il pubblico ancora una volta tanti giovani, e questo è un bel segnale che – al Sociale – si può assaporare molto spesso.

La rappresentazione di SCANDALO trascina il pubblico in un mondo antico, ma tuttora vivo. Un mondo fatto di pregiudizi, invidia e amore nel quale la scelta di vivere ed amare anche al di fuori delle convenzione fatta da un giovane rampollo di una cosiddetta famiglia per bene, una volta resa nota, crea SCANDALO nella ricca borghesia chiusa nel suo conformismo.

Ugo, questo il nome del giovane rampollo che, caduto da cavallo e sentendosi in fin di vita, rivelando alla madre prima, e al padre dopo, di avere una compagnia – Toni – ed un figlio che ormai ha 5 anni, da la stura ad un susseguirsi di azioni derivanti da pregiudizi, invidia ed amore che prendono corpo alla sua morte che lo fa uscire di scena non prima però di aver strappato, alla madre e al padre, la promessa di accogliere in casa la sua compagna ed aver cura del loro figlio.

Tutta la storia, opera scritta più di centotrenta anni fa, a ben seguirla. risulta essere più attuale che mai; un testo che mette il dito in una piaga sempre purulente, al di la dei tempi, dove i germi del pregiudizio e dell’invidia cercano di sopraffare l’amore. L’amore per l’altro, per il diverso da se stessi che appare essere la colpa più grave ed imperdonabile.

Tanti e diversi sono i sentimenti che la pièce suscita negli ascoltatori e a tutti fornisce diversi spunti di riflessione che ciascuno risolverà nel suo intimo in piena libertà di giudizio.

Io l’ho fatto e alla fine ho visto crescere in me un nitido quadro della condizione sociale ancor oggi in essere. Quella di una ragazza, come Toni, che appare essere condannata ad espiare una colpa originaria non certo derivante da sua scelta: l’essere nata diversa; e si ritrova così oggetto di pregiudizi che scatenano paure ed invidie in chi la circonda che la vogliono far restare esclusa, emarginata, fuori da un mondo diverso che non la vuole accettare per paura dell’ignoto e, per questo, la emarginano.
indaga nell’animo umano, rovistando tra le paure e le nevrosi d e, per questo, la emarginaell’individuo in relazione al mondo circostante, in relazione al prossimo, in relazione al rifiuto di conoscere l’ignoto.

Che altro dire. SCANDALO è uno spettacolo che vale la pena di vedere, ed anche rivedere, per assaporarne storia e morale gustando, nel contempo, la superba interpretazione di tutto il cast sapientemente portato in scena e guidato dall’esperienza e bravura di attori del calibro di Stefania Rocca e Franco Castellano che sanno imprimere a tutta la piéce un ritmo scorrevole e incalzante posto con un linguaggio semplice e con dialoghi non troppo sofisticati che ti entrano dentro e ti prendono dalla prima all’ultima battuta

Cristina Adriana Botis / PIENONE AL SOCIALE PER LA PRIMA DI ” SCANDALO ”

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Centro Destra, ”rotte le acque”. (Mauro Lo Piano)

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Tutto il Centro Destra e’ d’accordo nel voler combattere il Governo Renzi che per la Meloni e’ un Governo di burattini che continua con la sua folle politica ad affamare le famiglie e le imprese della Nazione.

Centro Destra – Giorgia Meloni ha rotto le acque con qualche mese d’anticipo, ha deciso di correre per la carica di Primo Cittadino nella Citta’ Eterna. Il suo travaglio e’ durato solo 2 giorni, ha partorito questa decisione come una “scelta d’amore” nei confronti della sua Citta’.

Davanti ad un centinaio di giornalisti e sostenitori, ha affermato che la posta in gioco e’ molto alta, e che la sua discesa in campo non sara’ mai un elemento disgregante.
Ora bisogna “richiudere le acque”, qualcuno dovra’ fare un passo indietro :
Berlusconi continuera’ a portare in processione  Bertolaso?, o sara’ costretto a scegliere qualche altro Santo, di certo per il Cavaliere sara’ una Via Crucis, se optasse per il sacrificio di Guido, significherebbe che la sua laedership e’ definitivamente tramontata.
Bertolaso, e’ sicuro della sua candidatura, ha dichiarato che se fosse eletto, andrebbe avanti come una ruspa……. speriamo che non si usino mezzi riciclati, come quelli che ” non” sono serviti per la ricostruzione dell’Aquila.
Salvini porta la Meloni, pensa che con la sua candidatura si andrebbe sicuramente incontro ad un ballottaggio, poi ci sarebbe tutto il tempo di guardarsi attorno e tentare di stringere nuove alleanze per raggiungere il traguardo finale.
Francesco Storace, Flavio Tosi e Marchini sostenuto dai Conservatori del Centro Destra, sono altri 3 Primari in cerca di Cattedra.
Tutto il Centro Destra e’ d’accordo nel voler combattere il Governo Renzi che per la Meloni e’ un Governo di burattini che continua con la sua folle politica ad affamare le famiglie e le imprese della Nazione.
In questi giorni tutto il Centro Destra tentera’ di trovare una soluzione al problema dei Candidati da mandare in campo, l’unica cosa certa e’ che, la Citta’ di Roma, depredata da un’orda di barbari politici e faccendieri, ha bisogno di trovare persone che siano all’altezza del compito che sara’ loro affidato.
Di personaggi squallidi, ambigui, degni solo di soggiornare nella Patrie galere, ne ha avuti fin troppi.

Rigoni: “Contro il Napoli senza paure. Dovremo fare punti”

“Una gara difficile, il valore del Napoli è sotto gli occhi. Ma andiamo con la volontà di fare bene, di mettere in gioco la nostra determinazione e la necessità di prendere dei punti. In casa abbiamo una marcia superiore. Con il loro sostegno I tifosi regalano energie e grande carica, giochiamo in un ambiente particolare. Al di là dei gesti singoli, conta la squadra. E’ importante farsi trovare pronti quando chiama il mister, dobbiamo pensare a chiudere bene il cammino. Se continuiamo a mettere lo spirito giusto e le nostre qualità, nelle nove gare che mancano, possiamo ambire a un bel finale di stagione. La strada è ancora lunga”, ha dichiarato il centrocampista del Genoa Luca Ragoni, in vista del match del grifone contro gli azzurri, domenica pomeriggio.

Ag.De Maio: “Il mio assistito vicinissimo al Napoli”

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto Diego Tavano, agente di Sebastian De Maio, che in estate fu molto vicino a vestire la maglia del Napoli: “De Maio è stato vicino al Napoli in estate, la possibilità di vestire l’azzurro c’è stata, ma poi la trattativa non è andata in porto. Anche a gennaio c’è stata una chiamata da parte del Napoli che ha chiesto informazioni sul calciatore, ma poi è finita là. Preziosi è un presidente molto legato ai suoi giocatori e si spazientisce. Non so se possa esserci nuovamente la possibilità di approdare al Napoli, posso dire che la società ha fatto un’ottima campagna acquisti, è una squadra forte in tutti i reparti e anche i giocatori che non avevano fatto bene con Benitez sono rinati con Sarri. Ad oggi, devo dire che il lavoro del tecnico è stato importante, è cambiata la mentalità e il lavoro specifico sulla difesa sta portando i suoi frutti”.

TWEET- Radio Kiss Kiss: “Solo una botta per Higuain”

Solo tanta paura, ma nulla di grave. I tifosi azzurri possono tirare un sospiro di sollievo: Gonzalo Higuain sta bene e sarà normalmente in campo domenica, contro il Genoa. Le sue condizioni non destano preoccupazioni: a dichiararlo la radio ufficiale della società azzurra, Radio Kiss Kiss. Per Higuian, quindi, solo una semplice botta.